TEORIE E TECNICHE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA. Prof. Geraldina Roberti

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1 TEORIE E TECNICHE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA Anno Accademico

2 Slide lezioni 4 parte

3 La teoria critica e quella culturologica

4 La teoria critica La teoria critica si identifica storicamente nel gruppo di studiosi che ha fatto capo all Institut für Sozialforschung di Francoforte (1923),sotto la direzione di Max Horkheimer. All avvento del Nazismo il gruppo si trasferisce a New York, per tornare in Germania nel Gli autori: Max Horkheimer, Theodor Adorno, Herbert Marcuse, Erich Fromm,, Leo Lowenthal, Walter Benjamin. Università di Siena 4

5 La scuola di Francoforte Riferimenti teorici Formazione marxista ma anche suo parziale superamento. Al marxismo si contesta di ridurre troppo semplicemente la cultura e l arte all economia. Influenza anche della psicologia e della psicoanalisi. Università di Siena 5

6 L industria culturale Horkheimer e Adorno (1947) Parlano di industria culturale per distinguerla dalla cultura di massa e per escludere che si tratti di una cultura che scaturisce dalle masse stesse. La produzione di prodotti culturali segue la stessa logica di ogni altra produzione industriale. I prodotti culturali, i film, i programmi radiofonici, le riviste testimoniano la stessa razionalità tecnica, lo stesso schema di organizzazione e di pianificazione del management della fabbricazione in serie di automobili e di progetti urbanistici. I media costituiscono un sistema la cui offerta è solo apparentemente diversificata. Università di Siena 6

7 L industria culturale L industria culturale si presenta come un sistema compatto e integrato per la produzione di merci culturali ; il valore di sacralità ed unicità dell oggetto artistico viene sostituito dalla standardizzazione e della ripetizione (una produzione seriale, sul modello della grande fabbrica fordista ); i processi comunicativi sono unidirezionali; il fruitore perde il senso critico; l industria culturale segna la morte dell arte. Università di Siena 7

8 L industria culturale L industria culturale è quel complesso di strumenti con cui il sistema sociale veicola un determinato insieme di valori e un determinato modello di comportamento. I mass media non sono veicoli imparziali: essi non trasmettono, ma sono ideologia, indipendentemente dai contenuti particolari. Strutture invarianti dei mass media: accurata abolizione di ogni elemento di novità; esaltazione del proprio efficientismo tecnico. Università di Siena 8

9 Scuola di Francoforte (Horkheimer-Adorno,, 1948) Il mezzo come industria L industria culturale è un sistema composto da settori specifici (cinematografico, televisivo, radiofonico, pubblicitario, editoriale ). I principali segmenti per un analisi coerente dell industria culturale sono: la produzione, la distribuzione, il consumo. Università di Siena 9

10 Il consumatore Il consumatore non è sovrano, come l industria culturale vorrebbe far credere, non è il suo soggetto, bensì il suo oggetto. (Adorno 1967) Lo spettatore non deve lavorare di testa propria: il prodotto prescrive ogni reazione.[ ] ogni connessione logica che richieda fiuto intellettuale, viene scrupolosamente evitata. (Horkheimer,Adorno 1947) Quanto [l industria culturale] comunica è stato da essa stessa organizzato allo scopo di incantare gli spettatori simultaneamente, a vari livelli psicologici. (Adorno 1954) Università di Siena 10

11 Il genere I generi sono una strategia di dominio dell industria culturale Stereotipizzazione Gli stereotipi sono un elemento indispensabile per organizzare e anticipare le esperienze della realtà sociale che il soggetto compie. La divisione del contenuto televisivo in diversi generi ha portato allo sviluppo di formule fisse che determinano le modalità di percezione del contenuto. Università di Siena 11

12 - link Il genere in tv Il genere televisivo (Casetti( Casetti, Lumbelli e Wolf 1980) è costituito da un insieme di regole testuali, culturalmente determinate, e da uno specifico sub-universo universo semantico, una sorta di cornice che vincola ogni contenuto semantico investito. Università di Siena 12

13 La macchina infernale 941 lcune implicazioni sociali della oderna tecnologia n Studies in Philosophy and Social Sciences isponibile in italiano nel volume cura di G. Marramao, Tecnologia e otere nelle società post-liberali liberali, Napoli, Liguori, Lo scritto contiene una sintesi di molti temi sviluppati più tardi dall'autore, dopo il suo distacco dall'istituto per la Ricerca Sociale. Herbert Marcuse Università di Siena 13

14 La macchina infernale Alcune implicazioni sociali della moderna tecnologia È È già presente, in embrione, quasi tutta la tematica de L'Uomo a una dimensione. Studio sull'ideologia della società industriale avanzata (One-Dimensional Man. Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society,, Boston 1965, trad. it. Einaudi,, Torino 1967). carattere neutrale della tecnica società totalitaria MarcuseMarcuse sostiene all'inizio del suo saggio che la tecnica in sé può promuovere libertà come autoritarismo, abbondanza come scarsità, abolizione come intensificazione del lavoro. Nel corso dell analisi, non solo attenua, ma addirittura sopprime questo il carattere neutrale della tecnica, per vedere nella società tecnologica la società totalitaria per antonomasia. 14

15 La macchina infernale Alcune implicazioni sociali della moderna tecnologia Gli sviluppi della produzione delle merci hanno sgretolato la base economica su cui si era costruita la razionalità individualistica. a. La meccanizzazione e la razionalizzazione dei processi produttivi costrinsero i concorrenti più deboli a subire il predominio dei grandi colossi industriali. La razionalità individualistica si trasformò in razionalità tecnologica,, che non limitò il proprio influsso ai soggetti operanti nelle imprese giganti, ma plasmò la società a tutti i livelli. Nacque così la razionalità ancor oggi predominante, che stabilisce criteri di giudizio e incoraggia atteggiamenti che predispongono l'uomo ad accettare e interiorizzare i diktat del sistema. Il libero soggetto economico è divenuto oggetto getto di un'organizzazione e di una pianificazione su larga scala, e la conquista c individuale si è trasformata in efficienza standardizzata. Università di Siena 15

16 L uomo a una dimensione Marcuse ( ), 1979), L uomo a una dimensione, Sotto l illusione della razionalità di un mondo sempre più plasmato dalla tecnologia e dalla scienza, si manifesta l irrazionalità di un modello di organizzazione della società che sottomette l individuo. La razionalità tecnica ha ridotto il discorso e il pensiero ad un unica dimensione, che fa coincidere ad es. la realtà e l apparenza. Questa società unidimensionale ha annullato lo spazio del pensiero critico. Università di Siena 16

17 Il principio del dominio 1947 Dialettica dell Illuminismo Dialektik der Auklärung. Philosophische Fragmente scritta fra il 1942 e il 1944 pubblicata per la prima volta ad Amsterdam. Max Horkheimer Theodor W. Adorno Disponibile in italiano in Id., Dialettica dell illuminismo,, Torino, Einaudi, 1966 (1982). Università di Siena 17

18 Il principio del dominio Dialettica dell Illuminismo La pretesa dell uomo di accrescere sempre più il proprio dominio sulla natura si rovescia necessariamente nel suo contrario, nell asservimento dell uomo e nella sua degradazione. Università di Siena 18

19 Il principio del dominio Dialettica dell Illuminismo L Illuminismo non è inteso come epoca storico-culturale culturale determinata, ma come il complesso degli atteggiamenti tesi a dominare e trasformare la natura: dall homo sapiens ai grandi laboratori della fisica contemporanea. Critica di tutta la civiltà occidentale Università di Siena 19

20 Il principio del dominio Dialettica dell Illuminismo Quali prodotti sono racchiusi nell industria culturale? Per Horkheimer e Adorno, solo i contenuti mediali Legame strettissimo con i concetti di evasione divertimento (amusement( amusement) tempo libero (loisir( loisir) Università di Siena 20

21 Industria culturale e cultura di massa nell elaborazione della Scuola di Francoforte Riferimenti Trionfo della macchina (standardizzazione, omologazione, costrizione). Degradazione dell opera d arte (significato intrinseco e funzione sociale). Massificazione della società. Totalitarismo. Università di Siena 21

22 Industria culturale e cultura di massa nell elaborazione della Scuola di Francoforte Altri caratteri fondamentali Il divertimento è sempre più una promessa di felicità non mantenuta e sempre differita. Il divertimento si trasforma, rispetto al lavoro, da dimensione alternativa a dimensione complementare. «Divertirsi significa essere d accordo» Università di Siena 22

23 1936 L aura non c è L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica Nella nostra epoca vengono meno l hic et nunc dell opera d arte l opera d arte stessa La società industriale avanzata porta con sé la morte dell arte Walter Benjamin Università di Siena 23

24 L aura non c è L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica L opera d arte nella nostra epoca diviene sempre più un opera predisposta alla riproducibilità e perde in tal modo la propria unicità/autenticità. Nel momento in cui viene meno il valore dell autenticità, si trasforma anche l intera funzione artistica. Università di Siena 24

25 L aura non c è L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica L opera d arte riproducibile non invita più al raccoglimento, ad una vita spirituale, ma solo al divertimento e all introiezione d immagini che per il procedimento tecnico che le genera e l altissima diffusione possibile sono sempre più prodotti manipolati in vista del dominio psicologico sulle masse. Il sistema si è impadronito anche del mondo estetico e spirituale e lo manovra e lo plasma mediante l industria culturale. Università di Siena 25

26 L aura non c è L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica L espressione più significativa dell opera d arte nell epoca della riproducibilità tecnica è il film. Università di Siena 26

27 L aura non c è L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica Attore teatrale Vs. attore cinematografico. Prestazione interiore, diretta e totale Vs. prestazione a freddo, mediata e frammentata. L immagine sulla tela del quadro è ferma, invita alla contemplazione e alla riflessione; l immagine sulla tela del cinema cambia continuamente e non può essere fissata. Università di Siena 27

28 La teoria critica Vs ricerca amministrativa Ogni scienza sociale che si riduce a mera tecnica di ricerca, di raccolta, di classificazione dei dati oggettivi si preclude la possibilità di verità, in quanto programmaticamente ignora le proprie mediazioni sociali (Wolf( 1992). Gli scienziati sono parte del sistema che studiano: la loro relazione con gli oggetti di studio non è osservazione distaccata, ma reciproca influenza. Università di Siena 28

29 Teoria critica Vs ricerca amministrativa TEORIA CRITICA RICERCA AMMINISTRATIVA Obiettivo: servire il bene pubblico generale. Focus: sui media, all interno dei contesti storici, sociali, politici, economici e culturali. Obiettivo: soddisfare i bisogni delle organizzazioni mediali e dei loro dirigenti. Focus: sui media, senza tener conto del complessivo contesto sociale e storico all interno dei quali sono presenti. Università di Siena 29

30 La teoria culturologica Edgar Morin,, 1962 L esprit du temps Oggetto di studio è la cultura di massa (corpo di simboli, miti e immagini concernenti la vita pratica e quella simbolica). Approccio della totalità (che significa anche metodo autocritico, che coglie cioè anche l osservatore stesso nel sistema delle relazioni). Modello comunicativo matematico-informazionale informazionale (teoria ipodermica). Università di Siena 30

31 Edgar Morin / La cultura Si può asserire che una cultura costituisce un corpo complesso di norme, simboli, miti ed immagini che penetrano l individuo nella sua intimità, strutturano gli istinti, orientano le emozioni. Questa penetrazione si effettua grazie a scambi intellettuali di proiezione e di identificazione polarizzati sui simboli, miti ed immagini della cultura, come sulle personalità mitiche o reali che incarnano i valori (gli antenati, gli eroi, gli dei). Una cultura fornisce dei punti d appoggio pratici alla vita immaginaria: nutre l essere metà reale, metà immaginario, che ciascuno elabora all interno di sé (la sua anima); l essere metà reale, metà immaginario che ciascuno elabora all esterno di sé e con cui si ricopre (la sua personalità). (L esprit du temps. Essai sur la culture du masse, 1962) Università di Siena 31

32 Edgar Morin/ La cultura di massa L industria culturale, in particolare quella cinematografica, va interpretata in stretta relazione all immaginario collettivo (insieme di bisogni, valori e pratiche sociali); la produzione deve essere avvicinata al consumo: l industria culturale è posta al servizio dell immaginario collettivo, come un nuovo elemento non molto diverso, sul piano funzionale, dal teatro classico, dal poema epico-cavalleresco e dal romanzo popolare; Università di Siena 32

33 Edgar Morin/ La cultura di massa la produzione (tendenzialmente orientata verso la standardizzazione e verso la concentrazione burocratica) non può fare a meno dell elemento inventivo e creativo necessario ad ogni prodotto culturale; nella produzione si scontrano la logica industriale, burocratica, monopolistica, centralizzatrice, standardizzatrice (da un lato), e la contro-logica individualista, inventiva, concorrenziale, autonomista, innovatrice (dall altro) ; indubbiamente, secondo la proposizione di Marx, la produzione crea il consumatore ( e) la produzione culturale crea il pubblico di massa ( ). Ma è anche vero che la produzione culturale è determinata dallo stesso mercato ( ), la sua legge fondamentale è quella del mercato ( ). La cultura di massa è il prodotto di un dialogo tra una produzione e un consumo. Università di Siena 33

34 La teoria culturologica Esigenze di standardizzazione della produzione (regole produttive) Vs individualizzazione dell opera. La standardizzazione però può essere considerata l equivalente industriale delle regole classiche dell arte (ad. es. le tre unità). Università di Siena 34

35 Edgar Morin/ La cultura di massa Ha la tendenza di offrire sempre nuovi temi e personaggi di tipo identificativo o proiettivo. È una cultura che predilige il lieto fine (forse in dipendenza dalla dominante presenza nella fiction di temi e valori femminili). La cultura di massa si presenta come un embrione di religione della salvezza eterna. Università di Siena 35

36 Edgar Morin / I meccanismi della cultura di massa Meccanismo di proiezione Ha una funzione evasiva (si vive per procura una realtà immaginaria). Meccanismo di identificazione Proponendo modelli di comportamento, assolve ad una funzione integrativa della vita reale. Università di Siena 36

37 Il sincretismo La tendenza a omogeneizzare sotto un comune denominatore la diversità dei contenuti. Omogeneizzazione progressiva tra informazione e fiction. Università di Siena 37

38 L etica del loisir Il consumo dei prodotti diventa insieme autoconsumo della vita individuale e autorealizzazione. L industria culturale rende irreale una parte della vita dei consumatori, finendo per trasformare lo spettatore in un fantasma proiettando il suo spirito nella pluralità degli universi immaginati o immaginari, disperdendo la sua anima negli innumerevoli doppi che vivono per lui. Università di Siena 38

39 Edgar Morin / La critica al mondo intellettuale Gli intellettuali rigettano la cultura di massa: la motivazione sta nella la difficoltà di accettare l idea di una creazione desacralizzata; la cultura di massa non sono gli intellettuali che l hanno fatta: i primi attori di film erano dei saltimbanchi, i giornali si sono sviluppati al di fuori delle sfere gloriose della creazione letteraria, radio e televisione sono state il rifugio dei giornalisti o degli attori falliti. Università di Siena 39

40 Edgar Morin / La critica al mondo intellettuale Gli intellettuali sono una sorta di impiegati dell industria culturale. Il modello di consumo distrugge l autonomia e la gerarchia estetica della cultura erudita. Nella cultura di massa non c è nessuna discontinuità tra arte e vita (Greenberg, 1957). Università di Siena 40

41 Edgar Morin /La cultura erudita vs. la cultura di massa Qualità vs. quantità Creazione vs. produzione Spiritualità vs. materialismo Estetica vs. merce Eleganza vs. rozzezza Sapere vs. ignoranza Università di Siena 41

42 Edgar Morin/ La cultura di massa Si definisce intorno all opposizione e all integrazione delle duplicità: Burocrazia / invenzione Standardizzazione/originalità Archetipo/stereotipo Folklorico/cosmopolita Università di Siena 42

43 La teoria culturologica Critiche: Bourdieu e Passeron accusano la teoria culturologica di essere una metafisica catastrofica che oscilla tra l indimostrabile e il neanche falso. Università di Siena 43

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