Abstract VII Congresso Nazionale ASICLec 2011 Atti congressuali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Abstract VII Congresso Nazionale ASICLec 2011 Atti congressuali"

Transcript

1 Vol. 1 Numero 1 Maggio 2011 In questo numero : Editoriale Angela Peghetti La ricerca infermieristica in Italia nell ambito del Wound Care ed il suo trasferimento nella pratica professionale Paolo Chiari Scrivi quello che fai e fai quello che hai scritto! Il contributo dei protocolli nella pratica infermieristica Giuseppe Lazzari, Mariangela Castagnoli, Emilia Lo Palo VOL. 1 Numero 1 - Maggio 2011 Periodico online Quadrimestrale v Edizione AISLeC - Autorizzazione del Tribunale di Bologna n del 15 marzo 2011 Update della Consensus Conference A.I.S.Le.C. sulle superfici antidecubito Angela Peghetti, Andrea Bellingeri, Paola Traspedini, Paolo Chiari, Tiziana De Prospo, Elisabetta Paoletti Abstract VII Congresso Nazionale ASICLec 2011 Atti congressuali Norme Editoriali Norme per pubblicare sulla rivista

2 Comitato scientifico editoriale Editoriale Angela Peghetti La ricerca infermieristica in Italia nell ambito del Wound Care ed il suo trasferimento nella pratica professionale Paolo Chiari Scrivi quello che fai e fai quello che hai scritto! Il contributo dei protocolli nella pratica infermieristica Giuseppe Lazzari, Mariangela Castagnoli, Emilia Lo Palo Update della Consensus Conference A.I.S.Le.C. sulle superfici antidecubito Angela Peghetti, Andrea Bellingeri, Paola Traspedini, Paolo Chiari, Tiziana De Prospo, Elisabetta Paoletti Abstract VII Congresso Nazionale ASICLec 2011 Atti congressuali Norme Editoriali Norme per pubblicare sulla rivista Coordinatore Angela Peghetti Bologna Rocco Amendolara Modena Rina Bizzini Bologna Herman Bondi Monza Gloria Caminati Cesena Valeria Castelli Lecco Claudia Caula Modena Paolo Chiari Bologna Anna Maria Di Gianfilippo Avezzano Barbara Gabrielli Ancona Luca Innocenti Firenze Federica Liberale Pavia Emilia Lo Palo Bergamo Claudia Magli Bologna Dario Paladino Napoli Giovanni Pomponio Ancona Palmiro Riganelli Perugia Massimo Rivolo San Secondo di Pinerolo Ombretta Suardi Abbiategrasso Patrizia Terrosi Firenze Annalisa Viola Abbiategrasso Redazione Emanuele Bascelli Bologna

3 Il mio passato Spesso ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi solo quando mi sono rimasti pochi giorni. Quello che è passato è come se non ci fosse mai stato. Il passato è un laccio che stringe la gola alla mia mente e toglie energie per affrontare il mio presente. Il passato è solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho già visto non conta più niente. Il passato ed il futuro non sono realtà ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante. Alda Merini Questo modo inconsueto per aprire una rivista dal titolo impegnativo: Il wound care basato sulle prove di efficacia rappresenta una metafora di tutti noi, impegnati con costanza e tenacia a credere in un sogno. Forse è una pazzia: da ciò la premessa con parole prese a prestito da una persona che la pazzia e il sogno li ha pagati sulla propria pelle! Anche questa è una metafora pagare sulla propria pelle è proprio quello che succede ogni giorno ai nostri pazienti che a proposito appunto di pelle ne sanno qualcosa. Ma tornando alle parole di Alda Merini, quello che ci proponiamo oggi è di vivere il presente, consapevoli che i tempi sono duri un po per tutti, ma consapevoli anche che nonostante tutto credere nella nostra professione rappresenta uno degli ultimi strumenti che abbiamo a disposizione. Vogliamo ideare, elaborare e costruire strategie che vadano verso e con i nostri pazienti, con i loro familiari, con i caregiver e con i nostri colleghi, a qualunque livello. Lo vorremmo fare sicuri che le nostre scelte siano appropriate, efficaci ed efficienti. Impresa ardua in un contesto che a volte non mette a disposizione gli strumenti migliori per raggiungere obiettivi sempre più alti. È a questo livello che vorremmo inserirci per rispondere alle domande di voi lettori, per fornirvi strumenti di riflessione, di crescita culturale ed anche di pratico utilizzo. Per questo motivo abbiamo deciso di rendere la rivista scaricabile a titolo gratuito da tutti coloro che hanno il libero accesso al sito dell AISLeC. Il progetto editoriale che ci siamo prefissati è quello di fornire contributi di letteratura primaria e secondaria e di conseguenza letteratura in grado di produrre prove di efficacia per rispondere ai quesiti nati in qualsiasi contesto assistenziale relativo alla prevenzione, alla cura, alla prognosi ed alla diagnosi. Il focus ovviamente è quello del wound care, focus che è estensibile alle aree limitrofe come ad esempio le aree del wound ostomy, dell incontinenza, dell educazione sanitaria, della formazione, dell organizzazione ecc L idea è quella di sparare alto ma d altra parte chi ci conosce, conosce anche la filosofia che ci anima: puntiamo in alto, tanto (metafora bolognese) a calare si fa sempre in tempo. È con questo messaggio che auguro a tutti, voi e a tutti noi un futuro che ci veda continuare questa cordata insieme, aperti al dibattito e con spirito di elevazione a tutti i livelli. Angela Peghetti

4

5 La ricerca infermieristica in Italia nell ambito del Wound Care ed il suo trasferimento nella pratica professionale Paolo Chiari Ricercatore Università di Bologna Settore Scientifico Disciplinare MED/45 Scienze Infermieristiche Generali e Pediatriche Affrontare compiutamente il tema della ricerca infermieristica in Italia ed, in particolare, della ricerca infermieristica nell ambito del Wound Care, non è oggi facilmente affrontabile per almeno due ordini di motivi. Il primo è legato alla carenza di veicoli di diffusione dei risultati della ricerca stessa. Le riviste infermieristiche di ricerca di buona qualità sono pochissime e solo due risultano indicizzate in Medline (la più importante banca dati mondiale di ricerca bio-medica): Assistenza Infermieristica e Ricerca e Professioni Infermieristiche. Nell ambito delle ferite, se tralasciamo Acta Vulnologica, solo ora compare una rivista dedicata a questo tema che coinvolge in modo determinante l apporto infermieristico, Il Wound Care basato su prove di efficacia. Il secondo motivo, che influenza direttamente il primo, è la carenza di produzione scientifica di buona qualità nel panorama infermieristico italiano. Vuoi per il ritardo culturale di evoluzione dell assistenza infermieristica italiana rispetto al mondo anglosassone (le leggi che hanno e stanno ancora portando ad una grande accelerazione di questa evoluzione sono solo degli anni 90 e questa tipologia di cambiamento richiede tempi lunghi per manifestarsi appieno) e vuoi per ancora lo scarso o quasi nullo investimento che viene fatto per facilitare la ricerca infermieristica. Tuttavia, alcuni segni di cambiamento ci sono ed anche in Italia si manifestano. In relazione al oggetto della ricerca infermieristica il discorso è ancora più complesso, al di là dell aspetto metodologico che è condiviso e condivisibile con tutte le discipline che si occupano di problemi di salute. La ricerca infermieristica può essere suddivisa in due grandi contenitori. Il primo relativo alla ricerca clinico-assistenziale che ha come obiettivo l acquisizione di conoscenze nuove relativamente all eziologia, alla diagnosi (infermieristica), al trattamento ed alla prognosi delle problematiche infermieristiche. Il secondo è relativo alla ricerca sanitaria, ovvero alle ricadute che la ricerca clinica determina sulla salute della popolazione, con una forte valenza valutativa sui servizi sanitari e sugli outcomes dei pazienti ed anche in questo caso. Inoltre, in ambito infermieristico, almeno nel mondo anglosassone, si è diffusa un altra importante modalità di ricerca, oltre la classica ricerca di impostazione quantitativa, che è la ricerca qualitativa che indaga il vissuto dei pazienti e degli utenti dei servizi sanitari. Queste considerazioni riguardano tutti i settori dell assistenza infermieristica e, quindi, anche i temi sia tradizionali che innovativi del wound care: dalla definizione dei pazienti a rischio di lesioni, alla efficacia dei trattamenti o delle azioni preventive; dall impatto sulla sanità degli ambulatori di gestione delle ferite difficili alla percezione della sua situazione da parte del paziente con un ferita cronica. In merito alle strutture di supporto alla ricerca infermieristica dobbiamo evidenziare come queste siano ancora assai carenti. Il mondo universitario, tradizionalmente orientato alla ricerca, oltre che alla didattica, è in Italia rappresentato solo da una trentina di ricercatori e docenti di Scienze Infermieristiche ed i corsi di dottorato assicurano le formazione di solo alcune unità per anno. Ne consegue che i gruppi strutturati di ricerca infermieristica formalmente strutturati sono pochissimi. Tuttavia, i corsi per fornire la base metodologica alla buona ricerca ci sono e sono in aumento (sia come corsi ECM che come Master universitari), i finanziamenti iniziano ad essere disponibili. Ad esempio, nel Policlinico di Bologna, in questi ultimi anni, come contributo al diffondersi della ricerca, sono stati emanati due bandi per il finanziamento della ricerca indipendente per il personale dell area comparto, il primo di euro ed il secondo di altri euro. All ultimo bando sono stati presentati 23 progetti di cui l 85% da infermieri. Quindi, le prospettive sono oggi assai più positive che in passato. Per quanto attiene il grande capitolo del trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica professionale il panorama è più roseo grazie alla possibilità di accedere in tempo reale ad una vastissima letteratura infermieristica internazionale, sia primaria che secondaria. Centri come la RNAO canadese diffondono ottime linee guida in tema di wound care (www.rnao.org), la Best Practice del JBI ha contribuito altrettanto bene con il prodotto di ottime revisioni sistematiche (www.joannabriggs.edu.au), il nostro Centro Studi EBN di Bologna ha fortemente contribuito a diffondere questa letteratura tradotta in italiano (www.evidencebasednursing.it). Forse, i supporti metodologici per favorire il cambiamento dei comportamenti sono ancora poco diffusi, ma leggo ed ascolto spesso di audit clinici condotti nelle aziende sanitarie anche per quanto attiene la prevenzione ed il trattamento delle lesioni e ferite. Pertanto, nonostante i problemi ancora numerosi, voglio sostenere un atteggiamento positivo e credo che la nascita di Il Wound Care basato su prove di efficacia, accanto all impegno dell Aislec per supportare la buona ricerca e la sua applicazione nella pratica professionale, possa costituire un contributo importante allo sviluppo della ricerca infermieristica italiana, sia in termini culturali che di metodologie e di strutture di supporto. Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio

6 Scrivi quello che fai e fai quello che hai scritto! Il contributo dei protocolli nella pratica infermieristica Giuseppe Lazzari - Infermiere, Tutor Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano Bicocca, Sezione di Corso A.O. Ospedali Riuniti di Bergamo Mariangela Castagnoli Infermiera, Master in Metodologia ed analisi della responsabilità professionale in area infermieristica, auditor di sistemi di Certificazione Iso 9001:2008, componente della Commissione Qualità e Sicurezza della Regione Toscana. Emilia Lo Palo Infermiera, Master in Wound Care, Ambulatorio infermieristico per la cura delle lesioni cutanee, A.O. Ospedali Riuniti di Bergamo ABSTRACT Uno dei problemi più persistenti nel garantire assistenza sanitaria di qualità è rappresentato dal gap tra i risultati della ricerca e la pratica. I protocolli rientrano tra gli strumenti della standardizzazione dell attività assistenziale associati all EBP ed hanno l obiettivo di supportare il processo decisionale. Il presente lavoro ha l obiettivo di focalizzare gli elementi salienti dei protocolli in riferimento alle caratteristiche, all elaborazione, all utilizzo nella pratica infermieristica ed alla valutazione della loro qualità metodologica. Parole chiave Linee guida; raccomandazioni; implementazione; protocol based care; protocollo assistenziale; evidence based practice. Write what you do and do what you write! Contribution of protocols in nursing practice ABSTRACT One of the most consistent findings in health services research is the gap between best practice and the actual clinical practice. In the context of evidence base practice, protocols facilitate the standardisation of care and streamline decision making though rationalising the information with which to make judgements and decisions. The aim of this paper is to focus some of the issues involved in the definition, development, implementation and evaluation of protocols in nursing practice. Keywords Clinical guidelines; recommendation; implementation; protocol based care; nursing protocol; evidence based practice. INTRODUZIONE Uno dei problemi più persistenti nel garantire assistenza sanitaria di qualità è rappresentato dal gap tra i risultati della ricerca e la pratica. 1 Nel passaggio dall ambito accademico a quello clinico si verifica una scarsa diffusione dei risultati della ricerca e, nella continua costernazione di molti ricercatori, i frutti dell accurato sforzo e lavoro sembrano rimanere inutilizzati dai clinici. Tale difficoltà è stata evidenziata dagli studi condotti agli inizi degli anni duemila negli USA, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, 2 i quali suggerivano che circa il 30 40% dei pazienti non riceveva un assistenza sanitaria supportata da prove di efficacia e che circa il 20 25% dell assistenza erogata era inappropriata o potenzialmente dannosa. 3 4 Nel corso degli ultimi 20 anni siamo stati testimoni della crescente popolarità delle linee guida ed il consolidamento dell Evidence based Practice (EBP) ha rappresentato un ulteriore stimolo alla diffusione di questi prodotti editoriali. Le linee guida sono viste come il tramite più idoneo per favorire l adozione da parte dei clinici di pratiche maggiormente coerenti con le informazioni scientifiche disponibili sull efficacia degli interventi sanitari e sono gli strumenti più promettenti per colmare questo gap. 5 Infatti, se inizialmente si pensava che le informazioni scientifiche potessero essere cercate in maniera attiva e analizzate criticamente dal singolo professionista, che le avrebbe poi trasferite nella pratica clinica, ben presto si è riconosciuta la necessità di offrire una sistematizzazione dell informazione, adeguata valutazione critica e divulgazione da parte di agenzie e organi credibili. Ciò ha reso le raccomandazioni un termine di riferimento per l aggiorna- 4 - Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio 2011

7 mento e la qualità metodologica del loro processo di produzione un requisito irrinunciabile. 7 8 Nonostante la loro grande diffusione e popolarità, l utilizzo delle linee guida nella pratica non è scevro da aspetti problematici; è documentato che frequentemente le linee guida derivano da percorsi di elaborazione qualitativamente inadeguati dal punto di vista metodologico, e che il loro efficace e tempestivo trasferimento nella clinica rimane frammentario. 14 A tal riguardo nel supplemento dedicato da Chest nell agosto del 2000 all argomento, già ci si interrogava sull opportunità di continuare a commissionarle, visto il basso tasso di adozione delle raccomandazioni nella pratica. 15 In particolare, fra i messaggi più reiterati dalla letteratura, vi è quello che la loro semplice messa a disposizione degli operatori non ha alcun sostanziale impatto sull assistenza e non induce i cambiamenti desiderati negli stili di pratica, 16 unitamente all aumentata consapevolezza che le decisioni cliniche risentono anche di fattori esterni di tipo economico, sociale, organizzativo ed accademico. Per avere un reale impatto sulla pratica clinica, le linee guida dovrebbero, quindi, essere accompagnate da adeguate iniziative di implementazione nell ambito dei contesti clinici e organizzativi locali a cui sono destinate. I programmi di implementazione, ponendosi come obiettivo la revisione della qualità clinica dei servizi per migliorarne l appropriatezza, rientrano tra le attività di governo clinico, di cui i protocolli rappresentano alcuni tra gli strumenti. Il presente lavoro ha l obiettivo di focalizzare gli elementi salienti dei protocolli in riferimento alle caratteristiche, all elaborazione, all utilizzo nella pratica infermieristica ed alla valutazione della loro qualità metodologica. COSA SONO E COSA NON SONO Linee guida, percorsi clinici, piani di assistenza standard, algoritmi, protocolli e procedure rientrano tra gli strumenti della standardizzazione dell attività assistenziale che alcuni autori fanno afferire alla protocol based care, un termine ombrello utilizzato per identificare un ampio range di processi assistenziali 19 associati all EBP ed alla standardizzazione. Uno sguardo alla letteratura mette immediatamente in luce che esiste nell utilizzo del termine protocollo una considerevole variabilità semantica. Spesso i termini linea guida e protocollo sono stati utilizzati come sinonimi 20 per identificare qualcosa che guida i clinici nel processo decisionale. Secondo la definizione attualmente più accreditata, fornita dall Institute of Medicine statunitense, le linee guida sono raccomandazioni di comportamento clinico sviluppate secondo un procedimento sistematico per supportare clinici e pazienti nel decidere le modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze cliniche. 23 Esse sono prodotte da agenzie governative e società scientifiche a livello nazionale o regionale e, per questioni di risorse, competenze metodologiche e tempo, non possono essere prodotte a livello locale dalle aziende sanitarie; di conseguenza le organizzazioni sanitarie devono fare riferimento alle linee guida per standardizzare i processi assistenziali ed adattare localmente, attraverso i protocolli, le raccomandazioni valutandone la reale applicabilità. Descritti come applicazione di linee guida elaborate a livello nazionale o regionale traslate a livello locale, 24 i protocolli, a differenza delle linee guida che si caratterizzano per la maggiore flessibilità del loro approccio, hanno invece una connotazione mirata, forniscono ai professionisti indicazioni esplicite e dettagliate specificando chi fa cosa, quando, dove ed in quali condizioni relativamente alla pratica professionale in un determinato ambito In linea con questa prospettiva, il protocollo assistenziale può essere quindi inteso come uno strumento informativo che definisce un modello formalizzato di comportamento professionale e che descrive una successione di azioni fisiche, mentali, verbali con le quali l infermiere o gli operatori raggiungono un determinato obiettivo. 28 Esso si può considerare tale quando dettaglia la situazione clinica del paziente per la quale il protocollo può essere attivato, il problema o i problemi che il protocollo si propone di affrontare e gestire, i risultati che si intendono raggiungere, le azioni e le procedure da attivare, gli indicatori di verifica, 29 oltre che basarsi sulle prove di efficacia disponibili. 30 Anche i termini protocollo e procedura vengono utilizzati in maniera interscambiabile. In alcuni casi la procedura è intesa come descrizione di azioni in sequenze dettagliate e logiche che compaiono in un protocollo, identificandosi quindi come l unità elementare del processo assistenziale nel quale vengono erogate un numero variabile di procedure. 31 In altri casi, l accezione data ai due termini può risentire di chi ha definito lo strumento o della rigidità e della discrezionalità decisoria di chi Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio

8 li applica. 32 Volendo quindi tentare una distinzione tra protocolli e procedure, non sembra possibile risolvere la questione. È importante, per coloro che si apprestano a rivedere/stendere protocolli o procedure, chiarire quale significato attribuire a tali strumenti, considerando le terminologie previste dai diversi sistemi di certificazione e accreditamento presenti nel contesto locale. A COSA SERVONO L elaborazione e l utilizzo dei protocolli nella pratica infermieristica non rappresentano una novità. Tuttavia in questi ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse nei loro confronti. I protocolli trovano infatti una naturale collocazione nell ambito dell EBP, 33 un approccio alla pratica clinica pensato per combattere gli errori derivanti da un processo decisionale non informato dalle prove di efficacia e che, oltre ad aver ridimensionato i rituali, le esperienze cliniche isolate, le opinioni infondate e la tradizione come base per la pratica, 34 contribuisce a contenere la presenza di una variabilità delle decisioni cliniche. Risulta a tal proposito paradigmatico il lavoro di Freak e collaboratori che avevano evidenziato che per il trattamento delle ulcere vascolari degli arti inferiori si era rilevato l uso di 31 diversi tipologie di medicazione, 28 tipi diversi di bendaggio e 59 diverse preparazioni topiche. 35 In questa direzione, i protocolli, presidiando l elevata variabilità di esecuzione delle procedure, documentano come le attività vengono svolte, standardizzano e sostengono la corretta esecuzione delle medesime e contribuiscono alla riduzione di quella parte di variabilità nelle decisioni cliniche legata alla carenza di conoscenze, al mancato aggiornamento o alla soggettività nelle scelte assistenziali. I protocolli si prefiggono, quindi, di evocare una teorica uguaglianza di trattamento oltre che assicurare alle persone interventi basati sulle più recenti prove di efficacia, di integrare e uniformare i comportamenti assistenziali, di favorire il confronto/coinvolgimento/motivazione tra operatori, di definire e valutare la pratica assistenziale oggetto del protocollo. Alcuni lavori hanno sottolineato come l utilizzo dei protocolli nella pratica infermieristica porti dei benefici. In area critica, uno studio ha dimostrato che nelle terapie intensive dove vengono utilizzati i protocolli, si rileva una maggiore aderenza alle raccomandazioni di buona pratica clinica ed una minore mortalità. 36 Analogamente uno studio ha evidenziato come l implementazione di un protocollo multidisciplinare nell assistenza a pazienti critici chirurgici può limitare l utilizzo di risorse e ridurre i costi. 37 L applicazione di un protocollo nurse led per lo svezzamento respiratorio dei pazienti ventilati meccanicamente ha invece evidenziato un alto grado di soddisfazione tra il personale infermieristico nell assistenza ai pazienti, una migliore conoscenza del programma di svezzamento ed un miglioramento dei processi comunicativi tra i membri dell equipe. 38 Altri benefici sono documentati anche in altri contesti assistenziali come la gestione della terapia farmacologia da parte del personale infermieristico neoinserito, 39 l ambito oncologico, 40 dermatologico 41 e dell emergenza. 42 Queste conclusioni non sono però univoche dato che in una recente revisione della letteratura indica che gli strumenti dell EBP sembrano migliorare il processo di assistenza più che i risultati. 43 Se l utilizzo dei protocolli sottolinea la loro funzione a supporto del processo decisionale, de enfatizzando l intuizione e la singola esperienza, va comunque ricordato che l approccio protocol based è molto di più di un testo di ricette da seguire pedissequamente in quanto contribuisce a rafforzare, ma non sostituisce mai, le competenze cliniche, il giudizio clinico e l esperienza clinica. 44 È quindi necessario un giusto grado di flessibilità nell utilizzo di tali strumenti, in ragione della situazione clinica, delle caratteristiche individuali degli assistiti e delle varianze ed eccezioni assistenziali che si possono verificare. In tal caso è importante che la registrazione di eventuali difformità di applicazione del protocollo e le relative motivazioni, siano debitamente riportate nella documentazione dell assistito. COME REALIZZARE UN PROTOCOLLO ASSISTENZIALE Il tema dell implementazione, ossia il trasferimento dei risultati della ricerca nelle scelte assistenziali quotidiane di professionisti e organizzazioni, costituisce oggi un nuovo filone della ricerca in ambito sanitario, la ricerca translazionale. Essa si occupa del fluire dei risultati della ricerca dall ambito scientifico a quello clinico e studia i metodi per migliorare l adozione dei risultati della ricerca nei contesti assistenziali, potenziare i fattori che la favoriscono e rimuovere i fattori che la ostacolano. 45 Per migliorare l efficacia degli interventi sanitari è necessario attivare meccanismi attraverso cui stimolare il cambiamento individuale e dell intera organizzazione. In merito la letteratura sottolinea come gli interventi che danno maggiori garanzie di efficacia 6 - Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio 2011

9 siano quelli compositi, ossia una combinazione di strategie che vengono scelte in funzione delle caratteristiche del contesto clinico organizzativo in cui verranno applicate e del comportamento clinico oggetto dell intervento. 46 Fra gli insegnamenti fondamentali mutuati dalle teorie sulla gestione del cambiamento nell ambito lavorativo figura l importanza della collaborazione fra tutti. La maggior parte dei modelli collaborativi comporta, infatti, un certo grado di lavoro di gruppo dato che [ ] in qualsiasi situazione si richieda l associazione in tempo reale di differenti abilità, esperienze e giudizi, i risultati ottenibili da un gruppo sono inevitabilmente migliori rispetto alla semplice somma delle attività di singoli individui che lavorino con ruoli e responsabilità limitati. 47 L importanza del coinvolgimento diretto e attivo di coloro che utilizzeranno il protocollo costituisce quindi un elemento fondamentale affinché lo stesso possa trovare reale applicazione. Nel 2002 il Modernisation Agency del Servizio Sanitario Inglese ed il National Institute for Clinical Excellence (NICE) hanno sviluppato, nell ambito della politica di attuazione del governo clinico prevista dal Piano Sanitario Nazionale, una guida metodologica in 12 step per aiutare i professionisti sanitari nella stesura di protocolli e nella loro implementazione. 48 I 12 step [figura 1] se pur declinati nella prospettiva specifica del protocollo, sono accomunabili a quelli indicati dai modelli di implementazione locale delle linee guida reperibili in letteratura (ad es. Stetler Model of Research Utilization, 49 Iowa Model of Research in Practice, 50 il Toolkit della canadese Registered Nurses Association of Ontario [RNAO] 51 o quello proposto da Ballini e Liberati 52 ) L elemento unificante è rappresentato, infatti, dalla progressione di un gruppo di lavoro rappresentativo della componente professionale o multidisciplinare attraverso alcuni step che sono sovrapponibili a quelli che verranno di seguito illustrati. Nonostante l approccio della guida NICE sia esperenziale e non rimandi ad una base teorica specifica o a indicazioni relative alla sua efficacia, gli step possono costituire un pratico riferimento per l attivazione di un percorso di elaborazione ed applicazione di un protocollo. Di seguito viene proposta una sintesi del contenuto di ciascuna fase. STEP 1 Individuare un argomento prioritario La scelta di elaborare un protocollo e di implementarlo a livello locale comporta l identificazione, nell ambito della pratica clinica, di un argomento prioritario per il quale lo strumento potrebbe realmente portare un beneficio e spinge a porsi le seguenti domande: si tratta di una pratica di frequente attuazione e che comporta l impiego di tempo e risorse? Vi sono interventi che si sono dimostrati efficaci ma che non vengono garantiti? STEP 2 Costituire il gruppo di lavoro La stesura e l applicazione di un protocollo nella pratica deve essere effettuata da un gruppo di lavoro, non dal singolo; esse potrebbero vedere coinvolti un solo gruppo professionale (es. infermieri) oppure multidisciplinare (es. infermieri, medici, farmacologi, fisioterapisti, microbiologi, dietisti, etc.); tale gruppo dovrebbe quindi comprendere rappresentanti di tutti coloro sui quali il protocollo avrà influenza. STEP 3 Coinvolgere i pazienti e gli utilizzatori Laddove è possibile andrebbe previsto anche il coinvolgimento di una rappresentanza dei pazienti, esperienza di fatto già in fase di realizzazione in diverse organizzazioni sanitarie italiane, attraverso l invito alla partecipazione di Associazioni che si occupano di particolari problemi di salute. Figura 1 Step per la stesura e l implementazione di un protocollo (NICE, 2002) STEP 4 Definire obiettivi comuni Il protocollo deve essere associato ad obiettivi comuni e condivisi dal team; essi devono essere specifici, misurabili, realizzabili e tesi ad un effettivo miglioramento di una prestazione. È utile in questa fase mappare quali sono i fattori di ostacolo e/o favorenti incontrati dal gruppo durante la pratica clinica. Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio

10 STEP 5 Costruire consapevolezza Tutti i membri del team devono avere compreso quale deve essere il loro contributo al gruppo ed al lavoro di stesura e di implementazione. Uno dei fattori importanti è la partecipazione al cambiamento delle persone coinvolte nell implementazione assieme alla percezione di avere la possibilità di attuarlo; ciò include la possibilità di verificare direttamente le conseguenze positive di una data scelta in termine di miglioramento di salute per gli assistiti, l importanza attribuita al cambiamento da parte di persone di cui si ha stima e fiducia e la percezione della propria capacità ed efficacia. Per ottenere i risultati desiderati occorre che le capacità tecnico cliniche dei sanitari siano adeguatamente supportate da un ambiente organizzativo e amministrativo funzionale al raggiungimento degli obiettivi. STEP 6 Raccogliere le informazioni Considerato che il protocollo dovrà essere evidence based, il reperimento di raccomandazioni/ indicazioni attraverso una adeguata ricerca bibliografica risulta sostanziale, anche se può necessitare del supporto di un bibliotecario. Alla fase di reperimento deve seguire una fase di valutazione della qualità metodologica dei prodotti editoriali reperiti, siano essi primari che secondari. STEP 7 Attuare una valutazione di base per determinare la attuale performance Vi sono variazioni significative nella pratica clinica dei diversi professionisti sanitari? Questa domanda identifica la fase che precede l implementazione e consente di analizzare la variabilità della pratica corrente. STEP 8 Stendere il protocollo Il documento deve essere semplice, breve e conciso, avere un impatto grafico immediato, seguire una sequenza logica, risultare agile nella lettura, consentire un rapido recupero delle informazioni, evidenziare le responsabilità, indicare obiettivi realistici ed outcome misurabili, specificare i riferimenti bibliografici della revisione di letteratura effettuata, la data di stesura e quella di revisione (per la specifica del format e degli elementi costitutivi del protocollo si rimanda alla Figura 2). STEP 9 Testare il protocollo in una unità pilota Questa fase permette di evidenziare problemi di applicazione in modo tale da consentire le necessarie modifiche. STEP 10 Implementare il protocollo La fase di implementazione dovrebbe essere supportata da un dettagliato programma di training (supportato anche con istruzioni scritte) destinato allo staff che utilizzerà il protocollo. Può essere utile individuare un membro del gruppo quale referente locale per l implementazione, al fine di facilitare la sua integrazione nella pratica clinica quotidiana nel contesto specifico. In questa fase diviene fondamentale assicurare anche un controllo sistematico sull effettuazione di alcune azioni/prestazioni che il protocollo contiene, soprattutto su quelle di particolare complessità, magari utilizzando una check di spunto. Il fine di questo passaggio metodologico è rappresentato dalla possibilità di dare evidenza e dunque di poter verificare contemporaneamente la qualità della prestazione erogata ed il livello di adesione al protocollo 53 che è stato applicato. STEP 11 - Monitorare eventuali variazioni Per verificare ed evidenziare la realizzazione del cambiamento nella pratica è indispensabile una rilevazione post implementazione successiva a quella pre implementazione. Le azioni assistenziali effettuate, ma non previste dal protocollo, si dovrebbero documentare a parte. Ciò indica che il protocollo è utile a fare da guida al professionista, ma le variazioni che il protocollo non può prevedere considerata la struttura formale- devono essere annotate, documentate e giustificate. A questo proposito è bene ricordare che il team assistenziale potrebbe dedicare uno spazio definito all interno del documento in cui le variazioni, che si potrebbero ritenere necessarie per la salute della persona, siano espressamente dichiarate e sostenute, in quanto esse costituiscono un momento importantissimo nel quale la riflessione della trattazione del singolo caso (appunto con azioni non previste o modificate), trovino il loro fondamento scientifico e, come tali, agite nel pieno consenso dei professionisti. STEP 12 Revisionare il protocollo È importante che il protocollo venga sottoposto a revisione per verificare che l obiettivo del protocollo continui ad essere appropriato, che i nuovi membri dello staff ricevano un adeguato training e che lo stesso venga aggiornato. 8 - Il Wound Care basato su prove di efficacia - Italian Journal of WOCN Volume 1 Numero 1 - Maggio 2011

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE D r. C a r l o D e s c o v i c h U.O.C. Governo Clinico Staff Direzione Aziendale AUSL Bologna Bologna 26 Maggio 2010 INDICATORE

Dettagli

2. Cos è una buona pratica

2. Cos è una buona pratica 2. Cos è una buona pratica Molteplici e differenti sono le accezioni di buona pratica che è possibile ritrovare in letteratura o ricavare da esperienze di osservatori nazionali e internazionali. L eterogeneità

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA. AGREE Collaboration

CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA. AGREE Collaboration APPRAISAL OF GUIDELINES for RESEARCH & EVALUATION (AGREE) CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA AGREE Collaboration Settembre 2001 Versione italiana Tradotta

Dettagli

Per far sviluppare appieno la

Per far sviluppare appieno la 2008;25 (4): 30-32 30 Maria Benetton, Gian Domenico Giusti, Comitato Direttivo Aniarti Scrivere per una rivista. Suggerimenti per presentare un articolo scientifico Riassunto Obiettivo: il principale obiettivo

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

GIMBE Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze

GIMBE Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze GIMBE Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze Evidence-Based Medicine Italian Group Workshop Evidence-based Medicine Le opportunità di un linguaggio comune Como, 9-11 maggio 2003 Sezione

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE IL MODELLO PRECEDE-PROCEED E L INTERACTIVE DOMAIN MODEL A CONFRONTO A cura di Alessandra Suglia, Paola Ragazzoni, Claudio Tortone DoRS. Centro Regionale di

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL Care Colleghe, Cari Colleghi, prosegue la nuova serie di Newsletter legata agli Schemi di Certificazione di AICQ SICEV. Questa volta la pillola formativa si riferisce alle novità dell edizione 2011 dello

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Fabrizio Muscas Firenze, 1 Luglio 2011 ANCoM chi rappresenta? 8 Consorzi regionali 98 Cooperative di MMG 5000 Medici di Medicina Generale (MMG)

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Le linee guida evidence based

Le linee guida evidence based Le linee guida evidence based Linee guida: definizione Raccomandazioni di comportamento clinico, prodotte attraverso un processo sistematico, allo scopo di assistere medici e pazienti nel decidere quali

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

INCONTR-AIOSS 2015 COMPETENZE E ETICA BEST PRACTICE VS. 15-17 Ottobre 2015 AIOSS. Hotel Serena Majestic Montesilvano Lido (PE)

INCONTR-AIOSS 2015 COMPETENZE E ETICA BEST PRACTICE VS. 15-17 Ottobre 2015 AIOSS. Hotel Serena Majestic Montesilvano Lido (PE) Brochure Montesilvano 2015 30/07/15 12: Pagina 1 Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia INCONTR- 2015 Certificazione EN ISO 9001:2008 IQ-0905-12 per formazione ed aggiornamento COMPETENZE

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III RAZIONALE Scopo di queste Raccomandazioni

Dettagli

La disseminazione dei progetti europei

La disseminazione dei progetti europei La disseminazione dei progetti europei Indice 1. La disseminazione nel 7PQ: un obbligo! 2. Comunicare nei progetti europei 3. Target audience e Key Message 4. Sviluppare un dissemination plan 5. Message

Dettagli

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso A09 Enrico Fontana L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi Prefazione di Massimiliano Manzetti Presentazione di Nicola Rosso Copyright MMXV ARACNE editrice int.le S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC La formazione sul campo (di seguito, FSC) si caratterizza per l utilizzo, nel processo di apprendimento, delle

Dettagli

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica Pasquale Parisi, MD PhD et. al. Outpatience Service of Paediatric Neurology Child Neurology, Chair

Dettagli

1.Obiettivi. Il Master è, inoltre, finalizzato a:

1.Obiettivi. Il Master è, inoltre, finalizzato a: 1 1.Obiettivi Il master ha l obiettivo di favorire lo sviluppo delle competenze manageriali nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, negli IRCCS, nei Policlinici e nelle strutture di cura private approfondendo,

Dettagli

SICUREZZA & INGEGNERIA

SICUREZZA & INGEGNERIA SICUREZZA & INGEGNERIA Centro Formazione AiFOS A707 MA.CI - S.R.L. AGENZIA FORMATIVA E SERVIZI PROFESSIONALI PER LE IMPRESE Organismo accreditato dalla Regione Toscana PI0769 C.F./Partita IVA 01965420506

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Allegato 5. Documento tecnico di progetto ECM REGIONALE. v. 1.6. 16 giugno 2014

Allegato 5. Documento tecnico di progetto ECM REGIONALE. v. 1.6. 16 giugno 2014 Allegato 5. Documento tecnico di progetto ECM REGIONALE v. 1.6 16 giugno 2014 Indice Indice...2 1. Introduzione...3 1.1 Il debito informativo del Co.Ge.A.P.S....3 1.2 Il debito informativo regionale...3

Dettagli

nel mondo delle professioni e della salute

nel mondo delle professioni e della salute Una Aggiornamento storia che e si formazione rinnova nel mondo delle professioni e della salute una rete di professionisti, la forza dell esperienza, l impegno nell educazione, tecnologie che comunicano.

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

2 GOVERNO CLINICO E LINEE-GUIDA

2 GOVERNO CLINICO E LINEE-GUIDA 2 GOVERNO CLINICO E LINEE-GUIDA Elena Berti, Loretta Casolari, Roberto Grilli Secondo la definizione oggi più comunemente accettata, 1 il termine lineeguida indica raccomandazioni di comportamento clinico,

Dettagli

Agenzia Sanitaria Regione Emilia-Romagna Sussidi per l autovalutazione e l accreditamento 4 (revisione settembre 2001) LO STANDARD DI PRODOTTO

Agenzia Sanitaria Regione Emilia-Romagna Sussidi per l autovalutazione e l accreditamento 4 (revisione settembre 2001) LO STANDARD DI PRODOTTO LO DI PRODOTTO Le ragioni e lo scopo Il percorso dell accreditamento intende fornire garanzia della qualità dei prodotti che le aziende sanitarie, attraverso elementi di tipo strutturale ed organizzativo,

Dettagli

Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti FADOI 2014

Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti FADOI 2014 Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti Un case report è una dettagliata narrazione di sintomi, segni, diagnosi, trattamento e follow up di uno o più pazienti. Sebbene nell era della

Dettagli

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono?

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono? STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? Si definisce sperimentazione clinica, o studio clinico controllato, (in inglese: clinical trial), un esperimento scientifico che genera dati

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO Lo Spallanzani (2007) 21: 5-10 C. Beggi e Al. Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO IL GRADIMENTO DEI DISCENTI, INDICATORE DI SODDISFAZIONE DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE

Dettagli

Come scrivere un articolo scientifico La rassegna

Come scrivere un articolo scientifico La rassegna Come scrivere un articolo scientifico Con il termine "rassegna" si intende una sintesi critica dei lavori pubblicati su uno specifico argomento. Essa, pertanto, va incontro ad una esigenza particolarmente

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Legame fra manutenzione e sicurezza. La PAS 55

Legame fra manutenzione e sicurezza. La PAS 55 Gestione della Manutenzione e compliance con gli standard di sicurezza: evoluzione verso l Asset Management secondo le linee guida della PAS 55, introduzione della normativa ISO 55000 Legame fra manutenzione

Dettagli

RAZIONALE OBIETTIVI DIDATTICI

RAZIONALE OBIETTIVI DIDATTICI RAZIONALE L Iperplasia Prostatica Benigna (IPB), a causa dell elevata prevalenza e incidenza, in virtù del progressivo invecchiamento della popolazione maschile, e grazie alla disponibilità di adeguati

Dettagli

Università degli Studi di Bergamo Policy sull accesso aperto (Open Access) alla letteratura scientifica

Università degli Studi di Bergamo Policy sull accesso aperto (Open Access) alla letteratura scientifica Università degli Studi di Bergamo Policy sull accesso aperto (Open Access) alla letteratura scientifica Indice 1 Definizioni 2 Premesse 3 Commissione di Ateneo per l Accesso aperto 4 Gruppo di lavoro 5

Dettagli

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 L'unico test che fornisce una valutazione accurata dell aggressività del cancro alla prostata Un prodotto di medicina prognostica per il cancro della prostata.

Dettagli

Management delle Strutture di Prossimità e delle Forme Associative nell Assistenza Territoriale

Management delle Strutture di Prossimità e delle Forme Associative nell Assistenza Territoriale - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AREA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SANITÀ E NON

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Realtà e problematiche relative alla qualità formativa: un esperienza

Realtà e problematiche relative alla qualità formativa: un esperienza Commissione Nazionale dei Corsi di Laurea in Infermieristica La valutazione dei risultati dell apprendimento e qualità formativa dei Corsi di laurea in Infermieristica Milano, 10 giugno 2011 Realtà e problematiche

Dettagli

ENGLISH FOR NURSES 25 CREDITI ECM - ID: 1585-20939 IN PARTNERSHIP CON DE AGOSTINI

ENGLISH FOR NURSES 25 CREDITI ECM - ID: 1585-20939 IN PARTNERSHIP CON DE AGOSTINI ENGLISH FOR NURSES 25 CREDITI ECM - ID: 1585-20939 IN PARTNERSHIP CON DE AGOSTINI DESTINATARI: INFERMIERE, INFERMIERE PEDIATRICO INIZIO: 01/01/2012 FINE: 31/12/2012 COSTO: 84,70 (IVA INCLUSA) OBIETTIVI

Dettagli

Torino, 03 Gennaio 1963 Cod. Fisc. DLPLRA63A43L219E

Torino, 03 Gennaio 1963 Cod. Fisc. DLPLRA63A43L219E Curriculum Vitae Informazioni personali Cognome Nome DELPIANO Laura Indirizzo Via Torino n. 112 int. 2 10036 SETTIMO TORINESE Telefono 011.898.26.34 Mobile: 333.10.60.176 Fax 011.898.26.34 E-mail laura.delpiano@cespi-centrostudi.it

Dettagli

Gli Standard hanno lo scopo di:

Gli Standard hanno lo scopo di: STANDARD INTERNAZIONALI PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL INTERNAL AUDITING (STANDARD) Introduzione agli Standard L attività di Internal audit è svolta in contesti giuridici e culturali diversi, all interno

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E 1 F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome TELATTIN PIERLUIGI Indirizzo V.le Stadio 24/a 23100- SONDRIO (Italy) Telefono 0039/0342/201666; 0039/338/6421337

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

1. Che cos è. 2. A che cosa serve

1. Che cos è. 2. A che cosa serve 1. Che cos è Il Supplemento al diploma è una certificazione integrativa del titolo ufficiale conseguito al termine di un corso di studi in una università o in un istituto di istruzione superiore corrisponde

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT IT GOVERNANCE & MANAGEMENT BOLOGNA BUSINESS school Dal 1088, studenti da tutto il mondo vengono a studiare a Bologna dove scienza, cultura e tecnologia si uniscono a valori, stile di vita, imprenditorialità.

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Qualifica Professionale MARZIALI GIUSEPPE Medico Chirurgo, Specialista in Malattie dell Apparato Cardiovascolare,

Dettagli

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

attività motorie per i senior euro 22,00

attività motorie per i senior euro 22,00 Le attività motorie Chi è il senior? Quali elementi di specificità deve contenere la programmazione delle attività motorie destinate a questa tipologia di utenti? Quali sono le capacità motorie che necessitano

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE Numero pagine: 1 di 8 PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN Rev. Data Redatto Verificato Approvato 1 2013 GIT DP Gruppo Infermieristico Numero pagine: 2 di 8 1.COMPOSIZIONE DEL GRUPPO E METODOLOGIA DI LAVORO Le sottoscritte

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Standard e Linee Guida per l Assicurazione della Qualità nello Spazio Europeo dell Istruzione Superiore

Standard e Linee Guida per l Assicurazione della Qualità nello Spazio Europeo dell Istruzione Superiore 1 Standard e Linee Guida per l Assicurazione della Qualità nello Spazio Europeo dell Istruzione Superiore European Association for Quality Assurance in Higher Education La stampa della presente Guida è

Dettagli

IT Service Management

IT Service Management IT Service Management ITIL: I concetti chiave ed il livello di adozione nelle aziende italiane Matteo De Angelis, itsmf Italia (I) 1 Chi è itsmf italia 12 th May 2011 - Bolzano itsmf (IT Service Management

Dettagli

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI SESSUALI

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI SESSUALI DICHIARAZIONE DEI DIRITTI SESSUALI Riconoscendo che i diritti sessuali sono essenziali per l ottenimento del miglior standard di salute sessuale raggiungibile, la World Association for Sexual Health (WAS):

Dettagli

Editoriale. XX Congresso Fismad e riorganizzazione della SIED: comunicazioni del Presidente

Editoriale. XX Congresso Fismad e riorganizzazione della SIED: comunicazioni del Presidente XX Congresso Fismad e riorganizzazione della SIED: comunicazioni del Presidente Cari Associati, abbiamo da poco celebrato a Napoli il ventennale del Congresso Fismad, appuntamento scientifico riconosciuto

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura INTRODUZIONE L obiettivo è fornire la migliore cura per i pazienti con il coinvolgimento di tutto il personale

Dettagli

9 Forum Risk Management in Sanità. Progetto e Health. Arezzo, 27 novembre 2014

9 Forum Risk Management in Sanità. Progetto e Health. Arezzo, 27 novembre 2014 9 Forum Risk Management in Sanità Tavolo interassociativo Assinform Progetto e Health Arezzo, 27 novembre 2014 1 Megatrend di mercato per una Sanità digitale Cloud Social Mobile health Big data IoT Fonte:

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

CMMI-Dev V1.3. Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3. Roma, 2012 Ercole Colonese

CMMI-Dev V1.3. Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3. Roma, 2012 Ercole Colonese CMMI-Dev V1.3 Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3 Roma, 2012 Agenda Che cos è il CMMI Costellazione di modelli Approccio staged e continuous Aree di processo Goals

Dettagli

dei processi di customer service

dei processi di customer service WHITE PAPER APRILE 2013 Il Business Process Orchestrator dei processi di customer service Fonte Dati: Forrester Research Inc I marchi registrati citati nel presente documento sono di proprietà esclusiva

Dettagli

Progetto BPR: Business Process Reengineering

Progetto BPR: Business Process Reengineering Progetto BPR: Business Process Reengineering Riflessioni frutto di esperienze concrete PER LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLE PAGINE SEGUENTI SI DEVE TENERE CONTO DI QUANTO ILLUSTRATO ORALMENTE Obiettivo

Dettagli

Corso Base ITIL V3 2008

Corso Base ITIL V3 2008 Corso Base ITIL V3 2008 PROXYMA Contrà San Silvestro, 14 36100 Vicenza Tel. 0444 544522 Fax 0444 234400 Email: proxyma@proxyma.it L informazione come risorsa strategica Nelle aziende moderne l informazione

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Condivisione delle risorse e Document Delivery Internazionale: Principi e linee guida per le procedure.

Condivisione delle risorse e Document Delivery Internazionale: Principi e linee guida per le procedure. Condivisione delle risorse e Document Delivery Internazionale: Principi e linee guida per le procedure. TRADUZIONE A CURA DI ASSUNTA ARTE E ROCCO CAIVANO Prima versione dell IFLA 1954 Revisioni principali

Dettagli

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Master Universitario di II livello in Interoperabilità Per la Pubblica Amministrazione e Le Imprese Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Lavoro pratico II Periodo didattico

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA

LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA report tecnico nr. 03/08 v. 1 indice dei contenuti 1. Utilità delle RSL Pag. 1 2. Principali metodi Pag. 2 3. Esempi di RSL Pag. 3 4. Protocollo

Dettagli

Excellence Programs executive. Renaissance management

Excellence Programs executive. Renaissance management Excellence Programs executive Renaissance management Renaissance Management: Positive leaders in action! toscana 24.25.26 maggio 2012 Renaissance Management: positive leaders in action! Il mondo delle

Dettagli

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras 2 Introduzione Le architetture basate sui servizi (SOA) stanno rapidamente diventando lo standard de facto per lo sviluppo delle applicazioni aziendali.

Dettagli

Come scrivere una Review

Come scrivere una Review Come scrivere una Review Federico Caobelli per AIMN Giovani Fondazione Poliambulanza - Brescia federico.caobelli@gmail.com SOMMARIO Nel precedente articolo, scritto da Laura Evangelista per AIMN Giovani,

Dettagli

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio

Dettagli

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana 2.760.000.000 Euro 14.4% della spesa farmaceutica 32.8% della spesa farmaceutica ospedaliera

Dettagli

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 Presentazione L'Università Ca' Foscari Venezia e l'escp Europe hanno ideato il Doppio Master universitario in Management

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Francesco Clabot Responsabile erogazione servizi tecnici 1 francesco.clabot@netcom-srl.it Fondamenti di ITIL per la Gestione dei Servizi Informatici Il

Dettagli

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA ISTITUTO «LEONARDA VACCARI» PER LA RIEDUCAZIONE DEI FANCIULLI MINORATI PSICO - FISICI CORSO ECM Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento Sede corso:

Dettagli

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Master in 2013 10a edizione 18 febbraio 2013 MANAGEMENT internazionale Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Durata

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA Bando di ammissione al Master di II livello in BIM-BASED CONSTRUCTION PROJECT MANAGEMENT (VISUAL PM) ANNO ACCADEMICO 2014/2015 Ai sensi del comma 9 dell art. 7 del D.M. 270/99 e del Regolamento d Ateneo

Dettagli

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Romano Stasi Responsabile Segreteria Tecnica ABI Lab Roma, 4 dicembre 2007 Agenda Il percorso metodologico Analizzare per conoscere: la mappatura

Dettagli

Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS

Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS CONFERENCE Institutional archives for research: experiences and projects in open access Istituto Superiore di Sanità Rome, 30/11-1/12 2006 Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS Paola

Dettagli

OUTCOME COCAINA 19 DICEMBRE 2006 VERONA VERONA CONGRESS OUTCOME

OUTCOME COCAINA 19 DICEMBRE 2006 VERONA VERONA CONGRESS OUTCOME PATROCINI E COLLABORAZIONI MINISTERO DELLA SALUTE MINISTERO DELLA SOLIDARIETA SOCIALE NOP NATIONAL O J E C T OUTCOME P R Assessorato alle Politiche Sociali Assessore Stefano Valdegamberi O sservatorio

Dettagli

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE Verbale n. 10 del 5 Novembre 2014 RIUNIONE Il giorno 5 Novembre 2014, alle ore 10.40, il Nucleo di Valutazione dell Università degli Studi del Sannio, si è riunito per discutere sugli argomenti iscritti

Dettagli