UNIVERSITA TELEMATICA. Management per le funzioni di coordinamento nell area delle professioni sanitarie (Master 84) EVIDENZA SCIENTIFICA:

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1 UNIVERSITA TELEMATICA Management per le funzioni di coordinamento nell area delle professioni sanitarie (Master 84) EVIDENZA SCIENTIFICA: ESCURSUS STORICO Maria Vicario

2 Legge n. 43/2006 Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali. L art. 6 della L.43/2006 definisce l articolazione del personale laureato appartenente alle professioni sanitarie, in conformità all ordinamento degli studi dei corsi universitari.. vicario maria 2

3 Legge 43/2006 articolo 6 Professionisti in possesso diploma di laurea o titolo equipollente Professionisti Coordinatori Master di I livello in management o per le funzioni di Coordinamento Professionisti Specialisti Master di I livello per funzioni specialistiche Professionisti Dirigenti Coordinatori Corsi di Laurea Docenti universitari Laurea Magistrale vicario maria 3

4 Legge n. 43/2006 Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali. Istituisce gli ordini e gli albi per tutte le professioni sanitarie; Disciplina la procedura partecipata fra Stato e Regioni per l integrazione di professioni sanitarie già riconosciute e/o l istituzione di nuove professioni; Istituisce la funzione di coordinamento vicario maria 4

5 Legge 43/2006 articolo 6 La funzione di coordinamento L esercizio della funzione di coordinamento è espletato da coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti: master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento nell area di appartenenza; esperienza professionale triennale nel profilo di appartenenza. La funzione di coordinamento III Il certificato di abilitazione alle funzioni direttive nell assistenza infermieristica, incluso quello rilasciato in base alla pregressa normativa, è valido per l esercizio della funzione di coordinatore equipollenza vicario maria 5

6 Legge 43/2006 articolo 6 La funzione di coordinamento Il coordinamento viene affidato, nel rispetto dei profili professionali, in correlazione agli ambiti e alle specifiche aree assistenziali, dipartimentali e territoriali. Le organizzazioni, nelle aree caratterizzate da una determinata specificità assistenziale, ove istituiscano la funzione di coordinamento, affidano il coordinamento allo specifico profilo professionale. vicario maria 6

7 Accordo Stato-Regioni 1/8/2007 Istituzione della funzione di coordinamento per i profili delle professioni sanitarie di cui all art. 6 della legge n. 43/2006. vicario maria 7

8 Il coordinatore CCNL 10/4/2008 Comparto Art. 4 Regolamentazione contrattuale del nuovo incarico di coordinamento. Dall entrata in vigore scompaiono i vecchi incarichi di coordinamento che rimangono ad esaurimento vicario maria 8

9 Livello storico di appartenenza VIII Livello Operatore Professionale Dirigente VII Livello Operatore Professionale Coordinatore VI Livello Operatore Professionale collaboratore di I categoria L evoluzione della classificazione professionale II vicario maria 9 CCNL 7/4/1999

10 L evoluzione della classificazione professionale III CCNL 20 settembre Biennio art. 8, comma 1 ravvisando che l insieme dei requisiti richiesti al personale appartenente alla categoria C del ruolo sanitario - per contenuti di competenze, conoscenze e capacità necessarie per l espletamento delle attività lavorative - corrisponde a quello della cat. D vicario maria 10

11 L evoluzione della classificazione professionale IV CCNL 20 settembre Biennio art. 9, commi 1 e 2 Con decorrenza 1 settembre 2001 reinquadramento di tutti gli operatori professionali del ruolo sanitario dalla categoria C alla categoria D, che diventa la categoria di ingresso per i profili del ruolo sanitario. vicario maria 11

12 L evoluzione della classificazione professionale V CCNL 20 settembre Biennio art. 10, comma 1 per favorire le modifiche dell'organizzazione del lavoro nonché valorizzare l autonomia e responsabilità delle professioni (sanitarie) è prevista una specifica indennità per coloro cui sia affidata la funzione di coordinamento delle attività dei servizi di assegnazione nonché del personale appartenente allo stesso o altro profilo anche di pari categoria ed - ove articolata al suo interno - di pari livello economico, con assunzione di responsabilità del proprio operato vicario maria 12

13 Il Coordinatore Quale è stato il ruolo della professione nella definizione delle diverse qualifiche professionali? Come si definisce rispetto agli altri, alla società? Il termine capo sala era vecchio e superato? Coordinatore? Perché no? vicario maria 13

14 Il Coordinatore Il coordinatore dell assistenza appartiene alla professione I principi deontologici e normativi sono quelli della Categoria Il ruolo che ricopre all interno delle organizzazioni sanitarie è diverso vicario maria 14

15 EVIDENCE-BASED MEDICINE MOVIMENTO CULTURALE X Crescita esponenziale del volume e complessità dell informazione biomedica Evidenza scientifica che interventi basati sulla ricerca riportano risultati migliori di quelli routinari Eticità di erogare solo interventi di dimostrata l efficacia

16 EVIDENCE-BASED MEDICINE MOVIMENTO CULTURALE X Rispetto della normativa in materia di accreditamento strutturale/ professionale DPR n. 37 Crisi finanziaria dei sistemi sanitari ed adozione di politiche dirette alla efficacia ed appropriatezza delle prestazioni Sviluppo delle tecnologie informatiche nel settore biomedico e fenomeno internet

17 EVIDENCE-BASED MEDICINE NUOVO APPROCCIO ALL ASSISTENZA SANITARIA PRINCIPIO I le decisioni cliniche risultano dall integrazione tra l esperienza del medico e l utilizzo delle migliori evidenze scientifiche disponibili e non su quelle possibili che, per motivi etici, economici e metodologici, potrebbero non essere mai disponibili

18 EVIDENCE-BASED MEDICINE NUOVO APPROCCIO ALL ASSISTENZA SANITARIA PRINCIPIO II processo di autoapprendimento in cui l assistenza individuale alla persona stimola la ricerca della letteratura biomedica di informazioni clinicamente rilevanti, diagnostiche, prognostiche o relative ad altri aspetti della pratica clinica

19 Archie Cochrane (1908/1988) Idealista medico scozzese le cui critiche nei confronti della professione medica hanno agito come agente catalizzatore per la fondazione della Cochrane Collaboration

20 Cochrane Collaboration Rete di collaborazione indirizzata a eseguire o rendere accessibili revisioni sistematiche e aggiornate di studi randomizzati nell ambito dell assistenza sanitaria attraverso la Cochrane Library

21 "Di tutte le specializzazioni mediche, l'ostetricia e ginecologia è quella probabilmente meno basata su prove di efficacia. Gli ostetrici hanno un passato illustre. ma la disciplina sembra essersi recentemente smarrita. L'ostetricia ha perso la sua prima occasione negli anni sessanta, quando ha mancato di sottoporre a sperimentazione controllata randomizzata il ricovero di donne gravide a basso rischio in ospedale vs il domicilio Archie Cochrane

22 EBM E PRATICA CLINICA NELLA RASATURA PERINEALE Johnston e Sidall (1922) hanno confrontato il tasso di infezione tra donne che avevano subito una rasatura perineale in travaglio rispetto a donne senza tricotomia, senza rilevarne alcun vantaggio...malgrado Johnston e Sidall abbiano demolito la rasatura perineale più di 70 anni fa, la procedura era usata routinariamente ed indiscriminatamente fino a pochi anni orsono ed ancora persiste in molte realtà..

23 EDIZIONE ITALIANA CLINICAL EVIDENCE 2/2001 EDIZIONE 2001 GRAVIDANZA E PARTO: ASSISTENZA AL PERINEO

24 EDIZIONE ITALIANA CLINICAL EVIDENCE 2/ EDIZIONE 2003 SALUTE DELLA DONNA: ASSISTENZA AL PERINEO

25 EVIDENCE-BASED MEDICINE EBM ESIGENZA ETICA PROFESSIONALE ESIGENZA LEGISLATIVSA

26 EBM nel tempo e nella storia.. Ospedale Generale Maria Theresia di Vienna 1846

27 EBM nel tempo e nella storia.. Francobollo di commemorazione emesso dalla Germania Orientale

28 La morbilità e mortalità materna per febbre puerperale nella storia.. Europa % febbre puerperale Teoria Ippocratica della mancata lochiazione Teoria di Willis patogenetica del latte Teoria miomosmatico tellurica 800

29 Qualità nel tempo e nella storia.. I. G. Semmelweis Ospedale Generale Maria Theresia di Vienna 1846 II Clinica Ostetrica Prof. Bartch I Clinica Ostetrica Prof. Klein future ostetriche futuri medici tasso di mortalità materna tasso di mortalità materna

30 Metodo scientifico deduttivo Ippocratico applicato alla febbre puerperale.perché si muore solo nella mia Clinica??? e non in quella del Prof. Barth separata dalla mia soltanto da un muro???? Sperimentazione Futuri Medici passano dalla I alla II Clinica Future Ostetriche passano dalla II alla I Clinica Ostetrica

31 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale Modalità di esecuzione delle esplorazioni vaginali da parte dei futuri medici??? Offesa al pudore delle donne arrecata dai futuri medici??? Paura di morire delle gravide ricoverate nella I.a clinica come causa di morte??? Superaffollamento della corsia come causa della Febbre Puerperale???

32 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale Esplorazione vaginale nell 800

33 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale Raccogliere i dati dai singoli a poco a poco (raccolta dati attiva e non passiva) Metterli insieme (costruire un database) Confrontarli gli uni agli altri Valutare le dissomiglianze tra i gruppi studiati

34 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale..gli Studenti di Medicina, dopo aver partecipato agli esami autoptici, lavavano superficialmente le mani e le asciugavano con strofinacci lerci.. Sperimentazione Introduzione obbligatoria del lavaggio antisettico delle mani con cloruro di calce Modifica dei percorsi assistenziali con flussi che escludevano la sala incisoria

35 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale Esame autoptico

36 Metodo scientifico deduttivo ippocratico applicato alla febbre puerperale Bacinelle di disinfezione nella I Clinica Ginecologica del Prof. Klein

37 Etiologia, concetti e profilassi della febbre puerperale I. G. Semmelweis 1861

38 EVIDENCE-BASED MEDICINE POLITICA SANITARIA ITALIANA Piano Sanitario Nazionale efficacia ed appropriatezza degli interventi sanitari D.Lgs. 229/99 Riforma ter ruolo delle evidenze scientifiche nella programmazione e nel finanziamento delle prestazioni sanitarie formazione permanente

39 EVIDENCE-BASED MEDICINE POLITICA SANITARIA ITALIANA Piano Sanitario Nazionale Commissione Unica del Farmaco Definire la rimborsabilità dei farmaci EBM - Programma Nazione per le Linee-Guida Importanza formazione adeguata operatori SSN sui temi EBM EBM

40 LE FONTI E LE NORME DELLE LINEE GUIDA D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 DDR 14 gennaio 1997, n. 37 PSN D.Lgs. 229/1999 Accreditamento istituzionale Requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi Linee Guida Regolamento interno Protocollo Procedura in forma documentata Profili assistenziali Ruolo delle evidenze nella programmazione e nel finanziamento delle prestazioni sanitarie

41 EVIDENCE-BASED MEDICINE POLITICA SANITARIA ITALIANA X Formazione adeguata operatori SSN sistemi EBM STRUMENTI Hardware Software Banche dati biomediche Internet

42 EVIDENCE-BASED MEDICINE POLITICA SANITARIA ITALIANA X Formazione adeguata operatori SSN sui temi EBM Buona conoscenza della lingua inglese Ricerca, identificazione ed archiviazione informazione biomedica clinicamente rilevante. Interpretazione critica della letteratura biomedica. Arte di applicare i risultati della ricerca alla singola persona.

43 .nel terzo millennio si deve potenziare il processo culturale EBM???

44 Qualità assistenziale e Formazione professionale Maggiore Formazione professionale Maggiore Qualità assistenziale

45 Per me l uomo colto è quello che sa cercare l informazione giusta quando gli serve U. Eco

46 EBM E PRATICA CLINICA 46

47 Livelli di prova Il livello di prova va a definire la probabilità che, sulla base del disegno e della conduzione degli studi, le conoscenze siano valide e prive di errori sistematici. Classificazione del livello delle prove di efficacia indicata dal Programma Nazionale Linee Guida (PNLG) Manuale Metodologico - Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la pratica clinica.

48 Livelli di prova Prove di tipo I Prove di tipo II Prove di tipo III Prove di tipo IV Prove di tipo V Prove di tipo VI Prove ottenute da più studi clinici controllati randomizzati e/o da revisioni sistematiche di studi randomizzati. Prove ottenute da un solo studio randomizzato di disegno adeguato. Prove ottenute da studi di coorte non randomizzati con controlli concorrenti o storici o loro metanalisi. Prove ottenute da studi retrospettivi tipo caso-controllo o loro metanalisi. Prove ottenute da studi di casistica ("serie di casi") senza gruppo di controllo. Prove basate sull'opinione di esperti autorevoli o di comitati di esperti come indicato in linee guida o consensus conferences, o basata su opinioni dei membri del gruppo di lavoro responsabile di queste linee guida.

49 Forza delle raccomandazioni La forza della raccomandazione va a descrivere, invece, la probabilità che l applicazione nella pratica di una raccomandazione determini, nella popolazione studiata, un risultato in termini di miglioramento dello stato di salute. Si riporta, qui di seguito, la classificazione della forza delle raccomandazioni indicata dal Programma Nazionale Linee Guida (PNLG) Manuale Metodologico- Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la pratica clinica

50 Forza delle raccomandazioni A esistono buone evidenze scientifiche, che supportano la raccomandazione di utilizzare l intervento/procedura nella pratica clinica B esistono discrete evidenze scientifiche, che supportano la raccomandazione di utilizzare l intervento/procedura nella pratica clinica C esistono scarse evidenze scientifiche, per consigliare o meno l uso dell intervento/procedura nella pratica clinica, ma raccomandazioni possono essere ugualmente fatte sulla base di altre considerazioni D esistono discrete evidenze scientifiche, che supportano la raccomandazione di non utilizzare l intervento/procedura nella pratica clinica E esistono buone evidenze scientifiche, che supportano la raccomandazione di non utilizzare l intervento/procedura nella pratica clinica

51 A Forza delle raccomandazioni Sta a indicare una forte raccomandazione a favore dell esecuzione di quella particolare procedura o test diagnostico. Indica una particolare raccomandazione sostenuta da prove scientifiche di buona qualità, anche se non necessariamente di tipo I o II. B Quando si nutrono dei dubbi sul fatto che quella particolare procedura o intervento debba sempre essere raccomandata, ma si ritiene che la sua esecuzione debba essere attentamente considerata. C Quando esiste una sostanziale incertezza a favore o contro la raccomandazione di eseguire la procedura o l intervento. D o E E Quando l esecuzione della procedura non è raccomandata. Quando si sconsiglia fortemente l esecuzione della procedura.

52 EBN

53 COS È L EVIDENCE BASED NURSING? L evidence-based nursing consiste nell integrare nella pratica infermieristica le prove d efficacia scientificamente piú fondate fra quelle disponibili, tenendo conto delle conoscenze teoriche e delle esperienze pratiche dell infermiere,delle aspirazioni del paziente delle risorse disponibili. (German Center for Evidence-based Nursing)

54 EBN: funzioni agevolare i processi decisionali nell assistenza infermieristica, fornendo (quando sono disponibili) conoscenze scientifiche fondate e accertate; indurre il personale infermieristico a porsi quesiti clinici rilevanti; promuovere lo sviluppo e stimolare la verifica periodica di criteri e linee guida in base a studi empirici quantitativi e qualitativi; aiutare l infermiere a trovare piú velocemente risultati scientifici, ad ordinarli, verificarli e valutarne la rilevanza reale.

55 EBN: le 6 fasi 1. comprendere il compito da affrontare, ossia qual è il problema assistenziale da risolvere; 2. formulare un quesito; 3. eseguire in base al quesito una ricerca bibliografica; 4. compiere una valutazione critica dei risultati; 5. recepire tali risultati nella pratica clinica quotidiana; 6. eseguire una verifica degli esiti pratici riscontrati.

56 EBN E DEONTOLOGIA PROFESSIONALE Art. 3.1 Codice Deontologico IPASVI L infermiere fonda il proprio operato su conoscenze valide e aggiornate, così da garantire alla persona le cure e l assistenza più efficaci. L infermiere partecipa alla formazione professionale, promuove ad attiva la ricerca,cura la diffusione dei risultati, al fine di migliorare l assistenza. E quindi un imperativo deontologico fare ricerca ed applicarla nella pratica

57 I professionisti infermieri hanno il dovere di garantire alle persone assistite la migliore tutela della salute possibile, attraverso prestazioni infermieristiche di provata efficacia. I protocolli Le procedure Gli standard Linee guida

58 EBO

59 Classificazione di forza delle evidenze relative alla gravidanza a basso rischio

60 Epoca gestazione Tipologia di intervento 16 W Valutare discutere e registrare i risultati dei test di screening effettuati Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Eseguire tra 18. e 20 w di gestazione esame ecografico per valutare eventuali anomalie morfologiche Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) 25 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) 28 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Emocromo e test per la ricerca di anticorpi irregolari eritrocitari (Test di Coombs) Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Se è stata diagnostica un anomala inserzione placentare ripetere controllo ecografico Si può proporre alla gravida di adottare per la valutazione dei movimenti attivi fetali (MAF) la tecnica di Cardiff oppure la Tecnica di Sadovsky *

61 Epoca gestazione Tipologia di intervento 31 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Valutazione, discussione e registrazione dei risultati degli eseguiti Si può proporre alla gravida di adottare per la valutazione dei movimenti attivi fetali (MAF) la tecnica di Cardiff oppure la Tecnica di Sadovsky * 34 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Per le gravide pluripare valutazione, discussione e registrazione dei risultati degli eseguiti 36 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Valutazione clinica della presentazione fetale Se è stata diagnostica un anomala inserzione placentare ripetere controllo ecografico e successivo specifico counseling Esecuzione di un tampone vaginale e/o rettale per la ricerca SBEB (in caso di positività terapia antibiotica mirata)

62 Epoca gestazione Tipologia di intervento 38 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Si può proporre alla gravida di adottare per la valutazione dei movimenti attivi fetali (MAF) la tecnica di Cardiff * oppure la Tecnica di Sadovsky * 40 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) 41 W Valutazione Peso/ P.A/Ricerca proteinuria. Valutazione dell altezza del fondo dell utero (misurazione sinfisi-fondo) Dopo 41 W In caso di diminuzione dell indice amniotico (AFI) proporre l induzione del travaglio di parto anche mediante stripping delle membrane

63 VALUTARE L AUMENTO DEL VOLUME DELL UTERO Misurazione della diametro sinfisi-fondo Regolo ostetrico

64

65 Misurazione della diametro sinfisi-fondo

66 Misurazione della diametro sinfisi-fondo

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