Le awersità degli alberi da ornamento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Le awersità degli alberi da ornamento"

Transcript

1 Le awersità degli alberi da ornamento Gabriele Goidànich Concludiamo la panoramica sulle avversità degli alberi da ornamento, stralciata dall'omonimo Atlante di prossima pubblicazione, presentando alcuni pericolosi insetti fitofagi, gli agenti delle carie e la problematica dei traumi e delle ferite. Traumi e ferite Gli alberi ornamentali sono particolarmente soggetti a traumi e ferite siano esse provocate dalle operazioni colturali a cui vanno sottoposti, siano dovute ad incidenti del traffico quando collocati lungo le vie di comunicazione od in vicinanza di abitazioni, siano infine dovute ad azioni vandaliche quali purtroppo si ha molte occasioni di constatare nei parchi pubblici e più ancora nelle piccole aree verdi all'interno di agglomerati cittadini. Fra le operazioni colturali quella maggiormente responsabile di lesioni è la potatura, pratica di cui oltre a tutto è abbastanza facile abusare, ma che comunque si rende necessaria per correggere eventuali anormalità subentrate nella struttura della chioma, per adattare meglio l'albero agli spazi di cui dispone, per evitare che esso crei disturbi alla viabilità o sia causa di danno a cose e persone che sostino sotto la sua chioma allorché alterazioni subentrate nei tessuti legnosi rendono precaria la stabilità dell'albero intero o di parti di esso. Altro motivo di intervento cesorio può essere l'opportunità di ringiovanire la chioma in esemplari che per! età e per traversie subite hanno perso 18 la prestanza che in condizioni di normale sviluppo dovrebbero avere. Anche per facilitare il successo di interventi di prevenzione e di cura verso infezioni ed infestazioni si può rendere necessario sfoltire la vegetazione asportando consistenti parti della ramatura e lasciando, quindi, ferite aperte. Lesioni che talvolta compromettono la stessa sopravvivenza dell'albero sono dovute ad eventi metereologici, neve, gelo, venti, fulmini, ecc. Il carico della neve fa sentire i suoi effetti dannosi in modo particolare su alberi che per la loro struttura facilitano l'accumulo o non ne agevolano l'allontanamento al termine della nevicata. E il caso delle conifere, tanto più di quelle che hanno i rami lungamente orizzontali e con fogliame molto fitto che determina una ampia superficie di impatto della meteora. Il gelo è causa di lesioni che possono interessare solo gli strati più periferici degli organi legnosi e, allora, si risolvono in semplici necrosi superficiali transitorie se non è stato compromesso il cambio; altrimenti, nel tempo, si formano depressioni, cancri, eventualmente accompagnati da colatura di resina e di gomma. Quando l'effetto del gelo si fa risentire profondamente fino all'interno degli organi legnosi insorgono degli spacchi ad andamento Iongitudinale o semicircolare, singoli o concentrici, in corrispondenza delle linee di passaggio dal legno autunnale INFORMATORE FITOPATOLOGICO S/ 83

2 a quello primaverile nelle cerchie annuali di accrescimento. Gli spacchi longitudinali dipendono dal repentino contrarsi, per effetto dell'abbassamento termico, della corteccia e degli strati periferici del legno i quali vengono così forzati ad aprirsi un varco per compensare la costrizione sulla massa legnosa intema che mantiene il volume originario. Tali spacchi si realizzano di norma negli elementi esposti a sud, ove è molto accentuato lo sbalzo termico, in atmosfera gelida, al termine dei periodi di insolazione. Gli spacchi semicircolari («cipollatura»: termine che vuole indicare l'aspetto che presenta un bulbo di cipolla tagliato trasversalmente) dipendono dal più rapido disgelamento degli strati esterni del legno, mentre quelli interni rimangono contratti. Il vento, se riesce a far superare il grado di resistenza al piegamento cui può sottostare il tessuto legnoso, è causa di spezzatura di rami e di branche. Gli stessi effetti si hanno ancor più facilmente in presenza di gelo, che rende i tessuti fragili ed in alberi carichi di neve, tanto più quando questa sia bagnata, cioè carica di acqua e quindi pesante. L'eccesso di caldo è in grado di causare «Cancri» a causa del riverbero esercitato da parte di opere in muratura, piano stradale, argini in terra battuta, ecc. Il fulmine, a seconda della direzione di impatto sull'albero e, naturalmente, in rapporto alla consistenza del potenziale elettrico di cui è dotato, è causa di scortecciamenti, di squarci, di capitozzature e, perfino, di frantumazione di interi alberi. La cura delle ferite si basa sul principio di facilitare la cicatrizzazione della superficie esposta, in tempi e modi tali da evitare l'instaurarsi su di esse di processi di alterazione che portino, per azione diretta od indiretta, alla compromissione degli elementi interni. Per raggiungere le finalità indicate occorre rifilare gli orli delle ferite: ciò agevola l'attività degli elementi istologici cambiali che a tali orli si affacciano, sì da metterli in grado di compiere rapidamente ed efficacemente la loro azione riparatrice. Analoga ripulitura va fatta sulle superfici legnose esposte, le quali vanno poi protette, previa disinfezione, l) Ferita aperta per carie in un platano. con le apposite sostanze di cui si dirà. Tali superfici è bene siano per quanto più possibile asciutte al momento in cui si procede alla loro copertura, altrimenti è facile che il materiale a tal fine usato non faccia presa. In particolare per certi alberi, come betulle ed aceri, che possono «piangere» dalle lesioni, bisogna fare in modo che questa abbondante perdita di linfa si arresti (chiudendo provvisoriamente la ferita) e solo dopo procedere alla occlusione definitiva. In ogni caso e con tutti i sistemi di disinfezione e di copertura bisogna far attenzione a non compromettere la vitalità degli appena ricordati tessuti periferici di rigenerazione alla cui attività è affidato il recupero dell'integrità dell'organo lesionato. Come antisettico si può ricorrere ad una poltiglia bordolese ben neutralizzata o ad una soluzione di solfato di rame (0,5 kg in 15 litri di acqua) od anche di cloruro mercurico (20 gr in 10 litri di acqua). Quali materiali ricoprenti servono bene le resine poliviniliche tipo Vinavi! eventualmente potenziate con aggiunta di Benomil. Serve del pari l'asfalto che, però, dovendo essere applicato a caldo può nuocere ai tessuti vivi; altrimenti si ricorre all'asfalto sciolto in benzina od emulsionato in acqua (con eventuale aggiunta di 2 gr di sublimato corrosivo ogni litro di emulsione, al fine di conferire al materiale proprietà antisettiche); oppure il catrame (da solo o miscelato con creosoto, nella proporzione di 3 parti ed l parte). Da tener presente che le coperture sia di asfalto che di catrame facilmente si spaccano e richiedono ripassi per assicurare la loro efficienza. Utilizzabile anche la pasta bordolese (l,8 kg di solfato di rame in 10 litri di acqua, cui si aggiunge 3,6 kg di calce previamente sciolta in altri 10 litri di acqua) che si può distribuire a pennellature le quali, peraltro, dovrebbero ripetersi nel tempo dato che la copertura che ne risulta è poco durevole. Simile è il comportamento di una pasta ottenuta sciogliendo della biacca in olio di lino e da distribuire del pari con pennellature. Un materiale consigliabile risulta dalla miscela di 2 parti di lanolina, allungata con una parte di olio di semi di lino e con l'aggiunta di una soluzione di permanganato di potassio (0,25 della miscela lanolina-olio); il permanganato va prima sciolto in una piccola quantità di acetone. Bene si prestano anche le cere da innesto che, peraltro, possono risultare eccessivamente costose quando si debba intervenire su gran numero di tagli. Un prodotto su cui oggi si fa largo affidamento è il «Lac-balsam» che ha il pregio di resistere all'acqua e di permettere la traspirazione e respirazione dei tessuti sottostanti (qualità che manca a molti dei materiali ricoprenti sopra indicati), di essere elastico e malleabile e di adattarsi quindi alle modificazioni della superficie che si possono verificare nel corso della riparazione. Sono, peraltro, noti ed usati anche il «Pelton», il «Lego», il «Santar S.M.» (che contiene Captafol). Assai importante è, però, che in tutti i casi in cui ciò sia possibile, si eviti la produzione di ferite, specialmente di quelle di difficile riparazione. Si incominci dalla potatura, facendo in modo che l'asportazione delle branche di certe dimensioni non determini quegli spacchi che per il tipo di lesione che producono sono 19

3 difficilmente cicatrizzabili. La tecnica cui ricorrere è la seguente: si esegue a breve distanza dalla diramazione un primo taglio che interessa la metà inferiore della sezione della branca; ad esso segue un secondo taglio altrettanto profondo nella parte superiore. Il peso della branca provvede allo spontaneo distacco di questa; altrimenti si opera una leggera pressione verso il basso, ma in ogni caso la temuta lesione non ha, non può aver luogo. L'operazione va poi completata con l'eliminazione del moncone per evitare che esso sia possibile insediamento di processi di alterazione che poi penetrano all'interno. Al di fuori di questo pericolo l'asportazione dei monconi è una necessità se si vuole ottenere una buona cicatrizzazione della ferita : cicatrizzazione che può riuscire così perfetta da praticamente farne scomparire col tempo la traccia. I tagli - almeno quelli ampi - vanno sempre protetti in modo che non permettano il soffermarsi su di essi di umidità o detriti di terra e di foglie : il che costituirebbe minaccia per il buon esito delle medicazioni che si fossero fatte anche a regola d'arte. Per quanto detto, i tagli in vicinanza delle biforcazioni vanno praticati sempre in prossimità del punto di divergenza dei due elementi legnosi in modo che venga allontanato quello che al momento o, col crescere, aumentando di peso, potrebbe portare allo sbrancamento. Quando, per qualsiasi motivo, non appare opportuna l'eliminazione delle parti dell'albero in pericolo di sbrancamento, bisogna procedere alla loro fissazione con legature metalliche o di plastica, di sempre maggior resistenza quanto più elevata è la forza di leva che - data la sua grossezza e la dimensione delle ramificazioni periferiche - la parte interessata è in grado di esercitare sul punto di attacco. Per l'esecuzione di questi fissaggi non vi sono regole precise: qui può esplicarsi rinventiva e l'abilità dell'operatore. In certi casi, si presenta più opportuno ricorrere a fasce dotate di anelli per l'ancoramento dei cavetti metallici che vengono poi immobilizzati mediante i morsetti ad U. Tali fasce devono potersi allargare perché altrimenti, col tempo, sono causa di pericolose strozzature. 20 In altri casi converrà l'uso di semplici viti ad occhiello tra cui tendere i cavi: ciò se il legno ha consistenza tale da garantire la loro resistenza alla trazione che eserciterà il cavo di collegamento, sotto la sollecitazione che esso riceve dal peso delle parti collegate. Altrimenti è da ricorrere ad aste metalliche che attraversino (dopo aver praticato un foro mediante trapano) lo spessore della branca e che portino ad una delle due estremità un anello per l'ancoramento del cavo e dall'altra siano 2) Copertura con Lac-Balsam e cinghiatura. debitamente filettate per esser tenute in sito per mezzo di una madre-vite. Queste stesse aste metalliche, di maggiori dimensioni e con entrambe le estremità avvitabili, sono utilizzabili - singole o a coppie, anche ripetute - per fissare grosse brancature tra loro non molto distanziate; oppure per rinforzare i tronchi che minacciano di aprirsi dopo che in essi si sono determinate ferite profonde con le operazioni di slupatura o per incidenti metereologici. Altro modo per impedire la sbrancatura di parti molto pesanti che si intende conservare, è quello di applicare dei sostegni, delle staffe di consistenza tale che sopportino il carico che su di esse viene ad appoggiare. Con altrettanta cura vanno evitate le strozzature che si determinano, man mano che l'albero cresce, in corrispondenza delle legature, segnatamente a quelle fatte con materiale molto resistente, fili e cavi metallici in testa. Tali strozzature oltre a compromettere lo sviluppo delle 3) Esiti di un taglio mal fatto. ~) Particolare dei tiranti metallici. parti distali portano, se molto approfondite, alla spezzatura del ramo con tutte le conseguenze negative che, direttamente od indirettamente, sono connesse. Le legature quindi vanno fatte alquanto larghe; e, comunque, nei punti in cui contrastano con la corteccia dell'albero vanno provviste di uno spessore di protezione fatto di tessuto, di gomma, di materiale plastico. Altro modo di evitare lesioni agli alberi ornamentali, e tanto più a

4 quelli collocati in luoghi pubblici e - più particolarmente - in zone ove si svolge il traffico di mezzi di trasporto, è di circondare i tronchi di protezioni, in legno od in metallo, non importa quale che sia la loro forma, se rotondeggiante, se quadrata, a liste verticali od orizzontali, ecc. Anche quando si tratta dell'apparato radicale si deve cercare di limitare lesioni al minimo indispensabile in rapporto agli interventi che si praticano. Una occasione è fornita ripari rapidamente e completamente. La carie del legno 5) Stroncatura di un albero per il grave processo di carie in atto.. dalla necessità di scavare fossi per la messa in opera di cavi o di condutture o per circoscrivere la zona di espansione delle radici che disturbano strade, marciapiedi, costruzioni. Si deve in tali casi studiare un andamento dello scavo in modo da non interessare grosse radici. Se per forza di cose a questo non si può rinunciare bisogna ricorrere agli stessi accorgimenti indicati per le parti aeree (tagli lisci e protetti da materiali cicatrizzanti) per far sì che la lesione INFORMATORE FITOPATOLOGICO 5 / 83 È un processo che si riscontra molto comunemente negli alberi ornamentali di una certa età e che ha diversi gradi di dannosità in rapporto alla sua localizzazione o all'estensione che ha raggiunto. Praticamente tutti gli alberi ne vanno soggetti anche se più di frequente lo si constata nei platani, negli ippocastani, negli olmi e nei tigli. N ella sua essenza la carie consiste nella disgregazione dei tessuti operata da organismi fungini appartenenti a vari generi (Fomes, Poria, Lenzites, Coriolus, Polyporus, Phellinus, Daedalea, Ganoderma, ecc.), i quali grazie alla carica di enzimi di cui sono dotati riescono ad aggredire i componenti delle cellule trasformandole in un materiale che spesso viene a perdere qualsiasi somiglianza con quel~o da cui è derivato. Nei suoi termini finali i processi di carie riducono, infatti, il legno in una sostanza friabile che riempie le cavità prodottesi nei tronchi o nelle branche degli alberi od in qualche maniera ne fuoriesce accumulandosi nel terreno sottostante. Prima di raggiungere questo limite di trasformazione il legno si presenta variamente alterato, in modo da assumere aspetti di «carie bianca», «Carie bruna», «C. lamellare», «C. alveolare», «C. fibrosa», eçc... Le prime due definizioni sono in rapportb al tipo di componenti che gli agenti fungini aggrediscono e quindi digeriscono con preferenza: se si tratta di quelli cellulosici, fondamentalmente bianchi, ne risulta la carie bruna; al contrario si ha carie bianca quando le preferenze dei miceti sono per i componenti ligninici, scuri, le cosiddette «Sostanze incrostanti» delle pareti cellulosiche del legno. Gli altri termini indicano l'aspetto macroscopico dei tessuti cariati, indipendentemente dalle loro caratteristiche cromatiche. Il processo di carie ha come prima conseguenza dannosa la perdita delle funzioni meccaniche da parte del legno compromesso, per cui è fàcile che si verifichino rotture di varia rilevanza negli organi aerei periferici e spaccature o cadute di alberi interi. Alcuni degli agenti di carie ricordati, dopo aver alterato gli elementi del cilindro centrale, morti, sonb in grado di invadere anche i tessuti più esterni che sono invece vitali ed, in tal maniera, compromettere la sopravvivenza dell'albero. Ciò avviene segnatamente per quei funghi che sono capaci di insediarsi in alberi indenni, contrariamente a quanto è per i tipici agenti di carie che richiedono la presenza di ferite, di soluzioni di continuità di qualsiasi tipo per poter iniziare la loro opera di distruzione. La eliminazione della carie e gli interventi da compiere sugli alberi cariati è il banco di prova delle capacità degli addetti alla salvaguardia del verde ornamentale. Le tecniche cui ricorrere sono molte e assai differenti a seconda degli scopi che si vogliono raggiungere. Qualsiasi manuale che tratti il ca~ pitolo della «dendrochirurgia» ne fa menzione e descrizione. In sostanza si tratta di allontanare tutto il materiale legnoso alterato arrivando, con 21

5 arnesi ben affilati, a mettere a nudo il legno indenne ( «Slupatura») che va poi protetto da possibili successivi attacchi da parte dei medesimi-od altri funghi xilovori, sia disinfettando la superficie, sia facendo in modo che l'ambiente in cui i miceti cariogeni si vengono poi a trovare non risulti favorevole al loro sviluppo: quindi chiusura delle aperture da cui potrebbero penetrare nuovi germi o materiali che li ospitano ed, assieme, drenaggio delle cavità affinché non si soffermi acqua. Più problematica è la restituzione della solidità, della funzione meccanica ai tronchi cariati: l'impiego di materiali pesanti più che favorire la resistenza può aggravare l'instabilità dell'albero ed il ricorso a sostanze occludenti non facilmente rimovibili rende difficoltose le ispezioni per controllare lo «Stato di salute>> delle cavità e l'esecuzione di eventualmente necessari interventi di ulteriore «Slupatura». Per lungo tempo si è ricorso al cemento per le cavità relativamente piccole, mentre per le più ampie a vere e proprie opere di muratura usando mattoni di varie dimensioni al fine di occupare tutto lo spazio disponibile. I mattoni venivano tenuti in sito con calce ed il tutto era poi ricoperto con la medesima calce o con cemento. Si cadeva qui nell'inconveniente, prima indicato, della pesantezza della <<Otturazione>> e se il residuo legnoso che circondava la cavità era di limitato spessore o comunque non molto resistente poteva esser resa precaria la stabilità del tronco «operato>> sotto, ad esempio, la spinta generata da colpi di vento o per la tensione esercitata da una squilibratura della chioma. Va aggiunto che il materiale di cui s'è parlato è facilmente soggetto a spaccature specie se la cavità subisce deformazioni a seguito di urti o nel corso dell'accrescimento dell'albero. Meno pregiudizievole è l'impiego di materiale leggero, quali blocchi di legno inalterabile (per natura o per trattamenti ad hoc subiti), anch'essi disposti in modo da riempire quanto più possibile i vuoti interni e tra loro collegati mediante incastri o inchiodature. Più leggere di tutti gli occludenti sono le resine uretaniche: trattasi di preparati liquidi che si consolidano al momento che si mescolano fra loro: ne risulta una massa di no- 22 tevole resistenza anche alle sollecitazioni da deformazione e che per il modo con cui si forma riesce ad occupare tutti, anche i più irregolari, spazi della cavità. Il loro impiego, peraltro, richiede una abilità dell'operatore e certe condizioni ambientali, specie termiche, perché la solidificaziorie avvenga regolarmente. L'asfalto è pure risultato un buon materiale di riempimento per piccole cavità, anche se può rammollirsi nei periodi di forte caldo. Più che asfalto puro è indicato un impasto che si ottiene aggiungendo della segatura o piccoli truccioli di legno duro all'asfalto fatto liquefare. Tutto sommato la migliore risoluzione è, insomma, quella di non procedere alla otturazione delle cavità. Ciò specialmente quando il processo di carie è di limitata portata sì che la stabilità dell'albero non è compromessa o quando si teme che l'operazione di slupatura non sia riuscita ad eliminare completamente il processo di alterazione in atto. Una soluzione intermedia a quelle delineate è la messa in opera di una parete mobile che nasconda alla vista la cavità, qualora questa sembri, data la localizzazione dell'albero, troppo antiestetica. Con cavità aperta o chiusa può apparire necessario il rafforzamento delle pareti che la delimitano: ciò si raggiunge con la collocazione di aste metalliche o con l'apposizione di collari metallici o di materiale plastico (comunque, nel tempo, allentabili) collocati in varie posizioni: dopo che, naturalmente, la cavità erano state ripulite, disinfettate e protette in superficie nei modi prima indicati. Con ogni soluzione è altresì necessario, abbiamo già ricordato, impedire le infiltrazioni di acqua ed assicurare il drenaggio, debitamente schermando (non sigillando), le aperture per la prima finalità, procedendo a fori di scarico per la seconda. La saperda maggiore del pioppo Tutti i tipi di pioppo sono soggetti all'attacco di questo insetto cerambicide, le cui grosse larve scavano gallerie nei tessuti legnosi compromettendone in modo anche gravissimo la qualità e minacciando la sopravvivenza stessa della pianta se l'infestazione è forte ed il pioppo è giovane o indebolito per varie cause. L'insetto (Saperda carcharias) è un coleottero molto vistoso per le sue dimensioni e per le ampie antenne che ne coronano il capo. È lungo dai 2,5 ai 3 cm, di un color bruno-nero, rivestito peraltro da una peluria che gli conferisce un riflesso giallo-cinereo-rossiccio. Lo si trova in giugno-luglio fra i fogliami degli alberi (oltre che del pioppo, anche del salice) o ve si accoppia e procede poco dopo a deporre le uova tra la corteccia delle parti inferiori del tronco. Le larve che ne nascono, dopo aver svernato tra la corteccia, si pòrtano nel legno ove scavano gallerie ascendenti che divengono sempre più grosse man mano che la larva cresce d'età. Essa, a completo sviluppo è lunga mm, larga 6-7; di color bianco-rossiccio con grossi peli pure qi questo colore; rossiccio è anche il piccolo capo, dotato di antenne molto corte. La larva continua la sua attività xilovora per tutto l'anno, passa nelle gallerie il secondo inverno e fuoriesce all'inizio dell'estate successiva. La presenza delle gallerie all'interno dei tronchi è rilevabile anche dall'esterno per la presenza dei fori attraverso i quali vengono espulse notevoli quantità di rosura (l'altra rimane ad ingombrare il lume delle gallerie) assieme a colature di linfa che rigano vistosamente la superficie del tronco. I tronchi; in più, possono apparire deformati a causa di reazioni ipertrofiche che si producono attorno alle zone maggiormente tormentate dalle gallerie. I danni della saperda posscmo essere aggravati dal contemporaneo attacco di altri xilovori quali la Sesia apiforme o la S. tafaniforme (lepidotteri molto caratteristici per avere le ali in larga parte trasparenti e l'addome percorso trasversalmente da fasce di un giallo vivace) e, specialmente, il Cossus. Per la lotta anche qui si può ricorrere, come per il Cossus, alla insinuazione di un filo di ferro dolce, attraverso i fori, nelle gallerie fino a che queste non sono molto sviluppate e la rosura che le ingombra non impedisca di raggiungere e ferire la larva. Oppure si interviene con i fuscelli antitarlo e con la immissicme,

6 _,?.' tramite appositi iniettori, di sostanze liquide o gassose che si spandono nei meandri operati dalle larve. Sono operazioni piuttosto labori.ose, ma che sugli alberi ornamentali hanno la loro giustificazione d'applicabilità. Altrimenti negli impianti estesi e dove si verifichino infestazioni gravi vanno praticate in primavera (aprile-maggio) pennellature alle parti inferiori dei tronchi con emulsioni di parathion al 3-4 di p.a., capaci di colpire le larve non ancora penetrate 6) Saperda maggiore. in profondità. Consigliati sono anche i trattamenti, alla stessa epoca, con Parathion, Metil-parathion (100 gr di p.a. per hl di acqua), Triclorfon (Dipterex) e Fentoato (Cydial) alle dosi di 300 gr di p.a. per hl. Tali trattamenti, comunque, non sono necessari nel primo anno dell'impianto. Interesse vi è più che altro ad intervenire nel 2-4 anno irrorando i primi metri inferiori del fusto: ciò avrà benefica influenza sugli attacchi che l'insetto potrebbe produrre, negli anni venienti, nelle parti superiori del tronco irraggiungibili dagli irroratori. Meno dannosa e meno frequente è Saperda minore (Saperda populnea) che colpisce specialmente il Populus tremula. Come dice il nome è un insetto di dimensioni alquanto più piccole (lungo 9-15 mm), che ha comportamento simile a quella della S. maggiore e che si può perseguire ton analoghi criteri. Anche qui notevoli sono le reazioni ipertrofiche degli organi legnosi infestati. Entrambe le Saperde possono iniziare i loro attacchi fino dal vivaio, sì che è bene controllare, prima dell'impianto, che i giovani pioppi non ne siano colpiti. Abbastanza frequenti, specialmente sui vecchi alberi malandati, sono diversi altri Cerambicidi che si fanno subito riconoscere sia per le grosse dimensioni che, più ancora, 7) Galerucella luteola. l ',,.( j 8) Phytodecta viminalis... \...- (.\' ''. 'l'~.. ~ l.. ".t ~ '.rr l. ),r;f'' ~ ':.~., <~ l ~--, \. ' ' '-...rr,., r. ~ :/..\.;a ~ t.. \ l ~' '"'t~' '.~. 'Iii l " '. ~! per le lunghe antenne divaricate ed arcuate. Anche le relative larve sono di assai notevoli dimensioni e producono gallerie profondamente incidenti sulla compattezza dei tronchi: tanto più quando, come non di rado avvie.q.e, agiscono numerose in una stessa sede. La Galerucella dell'olmo È un coleottero crisomelide che allo stato adulto, ma specialmente a quello di larva si nutre delle foglie di olmo le cui lamine rimangono in larga parte o totalmente scheletrite, pur mantenendo almeno all'inizio la loro forma originale: l'erosione operata dall'insetto lascia infatti intatte le nervature e l'epidermide superiore del lembo. L'adulto è lungo sui 6-8 mm, di un color giallo cupo-verdastro, con tre macchie nere sul corsaletto e due fasce del medesimo colore verso il margine esterno delle elitre. La larva, che subisce diverse mute, inizialmente nerastra poi con varie maculature gialle, quando adulta misura sui 9 mm di lunghezza e 2,5 dì larghezza. La Galerucella luteola sverna come insetto perfetto riparato fra le cortecce e le cavità degli alberi o sul terreno in vicinanza di questi. In primavera, dopo essersi nutrita delle foglie sulle quali pratica delle erosioni irregolarmente rotondeggianti (sostanzialmente differenti da quelle!arvali), deposita gruppi di uova gialle da cui nascono le larve che in un paio di settimane sono mature, si trasformano in ninfe da cui derivano, dopo 7-10 giorni di quiescenza, i nuovi adulti che ripetono il ciclo. Se, come non di rado avviene, l'infestazione prende proporzioni massicce.tanto da praticamente privare l'albero di tutto l'apparato verde, l'olmo può andare soggetto a serie crisi di vitalità che, fra l'altro, lo rendono sensibile ad un contemporaneo o successivo attacco di altri fitofagi o a malattie dell'apparato aereo e di quello sotterraneo. Diversi altri Crisomelidi che hanno biologia ed attività fitofaga simile alla Galerucella, si riscontrano sulle alberature dei viali e dei parchi cittadini. Tra questi sono da ricordare la Crisomela del pioppo (Melasoma pupuli), la Crisomela del salice (C. saliceti), il Melasoma aeneum che può danneggiare gli ontani, la Phillodecta vitel/inae e la Phytodecta viminalis che si nutrono dei salici, quest'ultima delle alberature in zone montane. D 23

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015.

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni favorevoli per il taglio di legname da costruzione e uso falegnameria. Gli alberi dai quali si ricava legname da costruzione e per la fabbricazione

Dettagli

Innesti e Tecniche di Riproduzione

Innesti e Tecniche di Riproduzione Data inizio: 7-11-2011 Alberi da frutto Innesti e Tecniche di Riproduzione Sommario Perché innestiamo? 1 Innesto a Spacco 2 Innesto a Corona 3 Innesto a Triangolo 4 Innesti a Occhio 5 Innesto a Spacco

Dettagli

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO ifesa delle oreste Dryocosmus kuriphilus Yat su matsu Hymenoptera Cynipidae Cos è il Cinipide galligeno del castagno? L imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu

Dettagli

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un COME FUNZIONA UN ALBERO di Mario Carminati e Massimo Ranghetti La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un albero è che si tratta di un essere vivente, proprio come noi. È un fatto scontato, certo,

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO IL SUGHERO CHE COS È Il sughero è un prodotto naturale che si ricava dall estrazione della corteccia della Quercus suber L, la quercia da sughero. Questa pianta è una sempreverde, longeva, che cresce nelle

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

Verifica - Conoscere le piante

Verifica - Conoscere le piante Collega con una linea nome, descrizione e disegno Verifica - Conoscere le piante Erbe Hanno il fusto legnoso che si ramifica vicino al terreno. Alberi Hanno il fusto legnoso e resistente che può raggiungere

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

Extatosoma tiaratum. Generalità

Extatosoma tiaratum. Generalità Extatosoma tiaratum Tassonomia Dominio: Eukaryota Regno: Animalia Sottoregno: Eumetazoa Ramo: Bilateria Phylum: Arthropoda Subphylum: Tracheata Superclasse: Hexapoda Classe: Insecta Sottoclasse: Pterygota

Dettagli

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Le piante Le piante Piante senza fiori Piante con fiori La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Piante senza fiori Milioni di anni fa esistevano sulla Terra soltanto piante senza fiori

Dettagli

LAVORI DI MANUTENZIONE SU IMPIANTI ELETTRICI. Disposizioni per l esecuzione di lavori in tensione -- Programma LEONARDO

LAVORI DI MANUTENZIONE SU IMPIANTI ELETTRICI. Disposizioni per l esecuzione di lavori in tensione -- Programma LEONARDO LAVORI DI MANUTENZIONE SU IMPIANTI ELETTRICI Lavori di manutenzione su impianti elettrici Manutenzione Atto, effetto, insieme delle operazioni volte allo scopo di mantenere efficiente ed in buono stato,

Dettagli

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali -

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - (tratto dalla relazione di Martino Buzzi del 17.09.06) Lo stagno: un angolo di natura Avere uno stagno nel proprio

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

PROGETTO PAIKULI - IRAQ

PROGETTO PAIKULI - IRAQ Dario Federico Marletto PROGETTO PAIKULI - IRAQ RAPPORTO TECNICO SUI LAVORI PER IL CORSO DI FORMAZIONE PRESSO LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA Intervento sul mosaico pavimentale del Cortile

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo Le forze inorganiche creano sempre solo l inorganico. Mediante una forza superiore che agisce nel corpo vivente, al cui servizio sono le forze

Dettagli

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Graminacee e Interventi chimici: Glifosate 30.40 9 l/ha Consigliabili le applicazioni nel periodo autunnale. L'uso di diserbanti può

Dettagli

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 ESEDRA ENERGIA S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 La decennale esperienza di Esedra nel mondo delle energie rinnovabili ha dato vita alla linea

Dettagli

Cuscinetti SKF con Solid Oil

Cuscinetti SKF con Solid Oil Cuscinetti SKF con Solid Oil La terza alternativa per la lubrificazione The Power of Knowledge Engineering Cuscinetti SKF con Solid Oil la terza alternativa di lubrificazione Esistono tre metodi per erogare

Dettagli

IL MONDO DELLE PIANTE

IL MONDO DELLE PIANTE PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute IL MONDO DELLE PIANTE 2010 Realizzato dall Istruttore Educativo: Colella Anna 1 INDICE Classificazione delle piante pag. 3 Le parti della pianta

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

Risanamento delle tubazioni dall interno

Risanamento delle tubazioni dall interno La soluzione di oggi per le tubazioni di ieri: Risanamento delle tubazioni dall interno Costi inferiori fino al 50% niente demolizioni, niente sporco, niente macerie nessuna interruzione nella gestione

Dettagli

Calettatori per attrito SIT-LOCK

Calettatori per attrito SIT-LOCK Calettatori per attrito INDICE Calettatori per attrito Pag. Vantaggi e prestazioni dei 107 Procedura di calcolo dei calettatori 107 Gamma disponibile dei calettatori Calettatori 1 - Non autocentranti 108-109

Dettagli

technostuk 2-12 09/13 127

technostuk 2-12 09/13 127 technostuk 2-12 09/13 127 TECHNOSTUK 2-12 Sigillante cementizio per fughe da 2 a 12 mm. La protezione attiva di Microshield System aiuta a prevenire la crescita di batteri, funghi e muffe, che possono

Dettagli

Hawos Pegasus 230 Volt

Hawos Pegasus 230 Volt olt Pagina 2 Pagina 3 Pagina 3 Pagina 4 Pagina 5 Pagina 5 Pagina 6 Pagina 6/7 Pagina 7 Pagina 7 Pagina 8 Introduzione a Pegasus Scegliere le dimensioni della macinatura Iniziare e terminare il processo

Dettagli

Elettrificatori per recinti

Elettrificatori per recinti Elettrificatori per recinti 721 Cod. R315527 Elettri catore multifunzione PASTORELLO SUPER PRO 10.000 Articolo professionale, dotato di rotoregolatore a 3 posizioni per 3 diverse elettroscariche. Può funzionare

Dettagli

La natura restituisce...cio che il tempo sottrae

La natura restituisce...cio che il tempo sottrae Benessere olistico del viso 100% natura sulla pelle 100% trattamento olistico 100% benessere del viso La natura restituisce......cio che il tempo sottrae BiO-REVITAL il Benessere Olistico del Viso La Natura

Dettagli

la nuova generazione

la nuova generazione O - D - Giugno - 20 Sistemi di adduzione idrica e riscaldamento in Polibutilene la nuova generazione Push-fit del sistema in polibutilene Sistema Battuta dentellata La nuova tecnologia in4sure è alla base

Dettagli

MONDIALE NELLE SOLUZIONI PER L ISOLAMENTO

MONDIALE NELLE SOLUZIONI PER L ISOLAMENTO L innovativo sistema per la ristrutturazione delle pareti dall interno LEADER MONDIALE NELLE SOLUZIONI PER L ISOLAMENTO Costi energetici elevati e livello di comfort basso: un problema in crescita La maggior

Dettagli

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Comune di CORI (Lt) Assessorato all RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO pagina 1 SOMMARIO Premessa... 3 1 Principi generali: Cos è il Compostaggio... 4 2 Cosa mettere nella

Dettagli

INJEX - Iniezione senza ago

INJEX - Iniezione senza ago il sistema per le iniezioni senz ago INJEX - Iniezione senza ago Riempire le ampolle di INJEX dalla penna o dalla cartuccia dalle fiale con la penna Passo dopo Passo Per un iniezione senza ago il sistema

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 Piano di manutenzione della parte strutturale dell opera Pag. 1 SOMMARIO 1 MANUALE D USO...3 1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 2 MANUALE DI MANUTENZIONE...3

Dettagli

www.mpmsrl.com pavimentazioni sine materiali protettivi milano

www.mpmsrl.com pavimentazioni sine materiali protettivi milano www.mpmsrl.com pavimentazioni re sine materiali protettivi milano Tradizione, esperienza, innovazione tecnologica. Da oltre 50 anni MPM materiali protettivi milano s.r.l opera nel settore dell edilizia

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Questo contenuto ti è offerto da: www.sipcamitalia.it Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue successive modificazioni.

Dettagli

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali MANUALE TECNICO APPLICATIVO A CURA DI ASSOCOPERTURE PERCHÈ PROTEGGERE I VUOTI Riteniamo necessario parlare ai tecnici del settore

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile MATERIALI A BASE DI CALCE NATURALE PER IL RESTAURO E IL RISANAMENTO scheda tecnica per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO PRODOTTO PER

Dettagli

3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI

3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI 3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI L aerostato è un aeromobile che, per ottenere la portanza, ossia la forza necessaria per sollevarsi da terra e volare, utilizza gas più leggeri

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis)

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis) Deliberazione Comitato per la tutela delle acque dall'inquinamento 04.02.1977 Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della legge 10 maggio 1976, n. 319,

Dettagli

Costruzioni in legno: nuove prospettive

Costruzioni in legno: nuove prospettive Costruzioni in legno: nuove prospettive STRUZION Il legno come materiale da costruzione: origini e declino Il legno, grazie alla sua diffusione e alle sue proprietà, ha rappresentato per millenni il materiale

Dettagli

1. IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO

1. IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO GUIDA AL CONFEZIONAMENTO 1. IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO Si devono rispettare i limiti massimi di dimensioni e peso indicati nella tabella: prodotto limite massimo di peso dimensioni massime Pacco ordinario

Dettagli

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5 recupero calcestruzzo MALTE TECNOLOGICHE STRUTTURALI ad alta resistenza chimica LINEA costruzioni kerabuild Malta tecnologica strutturale colabile monocomponente per inghisaggi a rapida messa in servizio.

Dettagli

QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO

QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO (PARTE 1) FOCUS TECNICO Gli impianti di riscaldamento sono spesso soggetti a inconvenienti quali depositi e incrostazioni, perdita di efficienza nello

Dettagli

VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI -

VOCE DI CAPITOLATO RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI - VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA MENTO DA SALI RIDUZIONE DEI SALI A LIVELLI DI SICUREZZA MEDIANTE ESTRAZIONE CON IMPACCO " DESCRIZIONE LAVORI E VERIFICA La seguente Tabella

Dettagli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli ingegneri della Provincia Autonoma di Trento nell anno 2012, si propone quale traccia per la stesura del Certificato di

Dettagli

Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser

Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser Manuale d Istruzioni Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser MODELLO 42545 Introduzione Congratulazioni per aver acquistato il Termometro IR Modello 42545. Il 42545 può effettuare

Dettagli

Istruzioni rapide per l esercizio di pompe idrauliche tipo LP azionate con aria compressa secondo D 7280 e D 7280 H

Istruzioni rapide per l esercizio di pompe idrauliche tipo LP azionate con aria compressa secondo D 7280 e D 7280 H Istruzioni rapide per l esercizio di pompe idrauliche tipo LP azionate con aria compressa secondo D 7280 e D 7280 H 1. Aria compressa e attacco idraulico Fluido in pressione Azionamento Aria compressa,

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

REOXTHENE TECHNOLOGY

REOXTHENE TECHNOLOGY REOXTHENE Patented REOXTHENE TECHNOLOGY MEMBRANE IMPERMEABILIZZANTI DALLA TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA INNOVATIVO COMPOUND BITUME POLIMERO INCREDIBILE LEGGEREZZA (fino a 4 mm = 38 kg) MAGGIORI PRESTAZIONI

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

Il vapor saturo e la sua pressione

Il vapor saturo e la sua pressione Il vapor saturo e la sua pressione Evaporazione = fuga di molecole veloci dalla superficie di un liquido Alla temperatura T, energia cinetica di traslazione media 3/2 K B T Le molecole più veloci sfuggono

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Fondazioni dirette e indirette Le strutture di fondazione trasmettono

Dettagli

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa?

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa? 1. Quando si devono potare le rose? a) I Rosai rampicanti e arbustivi: non si potano in quanto fioriscono sui rami (sarmenti) dell anno precedente; se potiamo, la produzione di fiori viene ridotta a circa

Dettagli

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Caratteristiche e Vantaggi Temperature superficiali fino a 750 C. La lunghezza d'onda degli infrarossi, a banda medio-ampia, fornisce un riscaldamento irradiato uniformemente

Dettagli

PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI

PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d Ingegneria dell Università

Dettagli

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO SEMINARIO TECNICO ALBICOCCHE DI QUALITA :tecniche agronomiche, innovazione varietale e strategie di mercato APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO Sala Consiliare Comune di Scanzano

Dettagli

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE prof. ing. Pietro Capone Opere realizzate provvisoriamente allo scopo di consentire l esecuzione dell opera, la loro vita è legata

Dettagli

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4 Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura melo, pero, kiwi schede colturali - volume 4 I prodotti che AGM fabbrica con destinazione speciale per frutteti, sono stati testati

Dettagli

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata)

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) 1 Spruzzo convenzionale (aria nebulizzata) Una pistola a spruzzo convenzionale è uno strumento che utilizza aria compressa per atomizzare ( nebulizzare

Dettagli

Edizioni L Informatore Agrario

Edizioni L Informatore Agrario www.vitaincampagna.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da

Dettagli

ALOIS RIEGL (1858-1905)

ALOIS RIEGL (1858-1905) ALOIS RIEGL (1858-1903 DER MODERNE DENKMALKULTUS : IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI ANTICHI... NEGLI ULTIMI ANNI SI E VERIFICATO UN PROFONDO CAMBIAMENTO NELLE NOSTRE CONCEZIONI SULLA NATURA E LE ESIGENZE

Dettagli

Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali

Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali Scheda Tecnica Edizione14.10.11 Sikadur -31CFNormal Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali Indicazioni generali Descrizione Sikadur -31CFNormalèunamaltaepossidicabicomponente,contenenteaggregatispeciali,perincollaggieriparazionistrutturali,tolleral

Dettagli

Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni

Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni Condensatori per rifasamento industriale in Bassa Tensione: tecnologia e caratteristiche. Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni 1 Tecnologia dei condensatori Costruzione Com è noto, il principio costruttivo

Dettagli

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige)

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) Dott. Huber Josef Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) La pietra dei solstizi di Montevila é un blocco di granito con un volume di ca. 1,3 m³. Ha cinque fori con un diametro di ca. 3 cm

Dettagli

Sistema FS Uno Istruzione di montaggio. 1 Generalità 2. 2 Palificazione 3. 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4. 4 Elenco dei componenti 6

Sistema FS Uno Istruzione di montaggio. 1 Generalità 2. 2 Palificazione 3. 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4. 4 Elenco dei componenti 6 Sistema FS Uno Istruzione di montaggio CONTENUTO Pagina 1 Generalità 2 2 Palificazione 3 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4 4 Elenco dei componenti 6 5 Rappresentazione esplosa del sistema

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

Piccoli attuatori elettrici angolari 2SG5

Piccoli attuatori elettrici angolari 2SG5 Piccoli attuatori elettrici angolari 2SG5 Istruzioni per l uso supplementari SIPOS 5 Edizione 05.13 Tutti i diritti riservati! Indice Istruzioni per l uso supplementari SIPOS 5 Indice Indice 1 Informazioni

Dettagli

LA PROCESSIONARIA E ALTRI BRUCHI DEFOGLIATORI

LA PROCESSIONARIA E ALTRI BRUCHI DEFOGLIATORI DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICO LA PROCESSIONARIA E ALTRI BRUCHI DEFOGLIATORI Proposte di prevenzione e di intervento LA PROCESSIONARIA La processionaria è un insetto appartenente all'ordine dei Lepidotteri.

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

SERIE TK20 MANUALE DI ASSEMBLAGGIO Italiano

SERIE TK20 MANUALE DI ASSEMBLAGGIO Italiano SERIE MANUALE DI ASSEMBLAGGIO Italiano PAG. 1 ESPLOSO ANTA MOBILE VISTA LATO AUTOMATISMO PAG. 2 MONTAGGIO GUARNIZIONE SU VETRO (ANTA MOBILE E ANTA FISSA) Attrezzi e materiali da utilizzare per il montaggio:

Dettagli

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio 1 Ambito della ricerca Nella primavera 2009 l Unità di Ricerca

Dettagli

CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN ABS PER SOLAI MONODIREZIONALI. skyrail. sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE

CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN ABS PER SOLAI MONODIREZIONALI. skyrail. sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN PER SOLAI MONODIREZIONALI skyrail sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE w w w. g e o p l a s t. i t SOLAI 02 VISION Con la Sapienza di costruisce

Dettagli

Manuale d uso. Per abitazioni, baite, camper, caravan, barche

Manuale d uso. Per abitazioni, baite, camper, caravan, barche Manuale d uso Regolatore di carica EP5 con crepuscolare Per abitazioni, baite, camper, caravan, barche ITALIANO IMPORTANTI INFORMAZIONI SULLA SICUREZZA Questo manuale contiene importanti informazioni sulla

Dettagli

E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI?

E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI? E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI? Buona Caccia e Buon Volo, giovani amici di Eureka! Siete tra gli eletti che hanno deciso di passare al livello successivo: site pronti? Questo mese vi proponiamo

Dettagli

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA Nicola Mazzei - Antonella Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili - Viale A. De Gasperi, 3-20097 San Donato Milanese Tel.:

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione 1. L elettrone ha una massa di 9.1 10-31 kg ed una carica elettrica di -1.6 10-19 C. Ricordando che la forza gravitazionale

Dettagli

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico La riparazione dell asfalto ha fatto strada. Sistemi MAPEI per la realizzazione di pavime I pannelli radianti sono

Dettagli

Scatole da incasso. Scatole da incasso per pareti in muratura - CARATTERISTICHE TECNICHE

Scatole da incasso. Scatole da incasso per pareti in muratura - CARATTERISTICHE TECNICHE Scatole da incasso Scatole da incasso per pareti in muratura - CARATTERISTICHE TECNICHE Principali caratteristiche tecnopolimero ad alta resistenza e indeformabilità temperatura durante l installazione

Dettagli

3 m 3 m. 1 m. B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra. Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto

3 m 3 m. 1 m. B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra. Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra 3 m 3 m 1 m Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto Il sistema di recinzione elettrico consiste di: A) un

Dettagli

Guide a sfere su rotaia

Guide a sfere su rotaia Guide a sfere su rotaia RI 82 202/2003-04 The Drive & Control Company Rexroth Tecnica del movimento lineare Guide a sfere su rotaia Guide a rulli su rotaia Guide lineari con manicotti a sfere Guide a sfere

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Vetro e risparmio energetico Controllo solare. Bollettino tecnico

Vetro e risparmio energetico Controllo solare. Bollettino tecnico Vetro e risparmio energetico Controllo solare Bollettino tecnico Introduzione Oltre a consentire l ingresso di luce e a permettere la visione verso l esterno, le finestre lasciano entrare anche la radiazione

Dettagli

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI?

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? Dopo la fecondazione il fiore appassisce e i petali cadono. L ovulo fecondato si trasforma in SEME, mentre l ovario si ingrossa e si trasforma in FRUTTO. Il SEME ha il compito

Dettagli

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE N NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI elastico e resistenza a trazione, per il riempimento degli scavi effettuati nel

Dettagli

API, VESPE, CALABRONI ED IMENOTTERI PUNGENTI

API, VESPE, CALABRONI ED IMENOTTERI PUNGENTI (vers. 1 del 03/05/2005) API, VESPE, CALABRONI ED IMENOTTERI PUNGENTI Dio fece le api, il diavolo le vespe (Proverbio nordico) 1. GENERALITÀ Occorre premettere che è da ritenere del tutto naturale l occasionale

Dettagli

glazer union soluzioni per il rispetto delle norme HACCP nel settore alimentare

glazer union soluzioni per il rispetto delle norme HACCP nel settore alimentare CHE COS'È L'HACCP? Hazard Analysis and Critical Control Points è il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici di contaminazione per le aziende alimentari. Al fine di garantire la completa

Dettagli

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980

Dettagli

Prevenzione dell allergia ad inalanti

Prevenzione dell allergia ad inalanti Prevenzione dell allergia ad inalanti La patologia allergica respiratoria è molto frequente nella popolazione generale: la sua prevalenza si aggira in media intorno al 10-15%. Inoltre, negli ultimi 20

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790 SCHEDARIEPILOGATIVAINTERVENTO OPCMn.3779e3790 A)Caratteristicheedificio Esitodiagibilità: B-C (OPCM 3779) E (OPCM 3790) Superficielordacomplessivacoperta( 1 ) mqnum.dipiani Num.UnitàImmobiliaritotali B)Contributorichiestoaisensidi

Dettagli

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3 INDICE 1. Recupero ambientale..pag.2 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale....3 M.F.G. service s.a.s. di A.L Incesso 1. Recupero ambientale Istanza di ampliamento di calcare Prima

Dettagli

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA ANNARITA RUBERTO http://scientificando.splinder.com DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA per i piccoli Straws akimbo by Darwin Bell http://www.flickr.com/photos/darwinbell/313220327/ 1 http://scientificando.splinder.com

Dettagli

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio. Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal

Dettagli