Leziini 27-8 (14 maggio 2009)

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1 Leziini 27-8 (14 maggio 2009) Quattro possibili dimensioni di indisgiungibilità degli opposti nella favola esopico-socratica la fenomenologia: il piacere e il dolore vanno collocati come stati opposti di un unica modalità di esperienza l eziologia: l aumento del dolore genera il decremento del piacere e viceversa la fisiologia: il piacere e il dolore sono stati opposti di un unico sistema organico l ergonomica: il piacere e il dolore espletano ruoli reciproci nella guida dell organismo La fenomenologia del monotrofo Definizione lessicografica della parola monotrofo : un animale che si nutre di solo un tipo di cibo (come il povero panda con il suo bambù) estensione stipulativa di senso: un organismo che esperisce piacere e dolore come stati opposti di un unica modalità di esperienza il monotrofo passa attraverso stadi intermedi tra piacere e dolore cfr una tazza bollente di caffé arriva alla temperatura ambiente (freddo per il caffé) avendo percorso tutte le temperature tra 100 e 22 caso di apparente monotofismo negli esseri umani: si passa dalla fame (dolore) alla sazietà (piacere) e poi al ripugnanza di mangiare di più (potenziale dolore) come stati dello stomaco Alcuni tratti della nostra fenomenologia non-monotrofici (a) si può essere sopreso istantaneamente da un piacere (non si va da 0 a 10 in 5 secondi, ma senza intermediazione) e lo stesso vale ancora di più per i dolori provocati da danno fisico (b) alcuni piaceri possono essere estremi in modo da assomigliare dolori (esaurimento sessuale, solletico un caso ambiguo: se ne sfugge) (c) piaceri di diverso carattere possono essere presenti anche in presenza di dolori di altre dimensioni i piaceri dello sport convivono con il dolore degli sforzi violenti e dolenti i piaceri del palato contemplano simultaneamente il bruciore del paprika con il piacere del piccante (d) c è una tentazione (come quella teorizzata da Epicuro Massime capitali 3, disp. p. 110, o da Freud in Al di là del principio del piacere, cap. v, non nella disp.) di identificare il piacere con l assenza di stimolazione ma se fossimo monotrofici, tale assenza sarebbe, come dice Callicle (Gorgia, 492, disp. p. 21) come essere pietre o cadaveri (e) il rapporto con l anestesia: con gli oppiacei e la cocaina, noi possiamo godere senza essere turbati da dolori (i pazienti dicono il dolore c è ma non fa più male ) ma se fossimo monotrofici, ogni analgesico dovrebbe togliere la capacità di sentire Il caso della Signorina C (ci vuole sempre un anedotto macabro) una donna senza anormalità rilevabili nell innervazione periferica e nel sistema nervoso centrale ma senza una soglia di reazione al dolore è morta all età di 29 anni a causa di trauma ossea a causa del fatto che non si spostava per sollevare lo stress scheletrico sentiva il pungolio di un ago come fenomenologicamente identico ad una carezza

2 se fossimo monotrofi, saremmo come la Signorina C L eziologia del monotrofo Una tentazione diffusa: SOC: Ma questa expressione, «quando si ha sete», equivale a quest altra, «quando si ha dolore». SOC: E il bene non è la soddisfazione di un bisogno e un piacere? SOC: Dunque nel bere tu dici che c è un piacere? CALL.: Precisamente. SOC. Però, quando si ha sete. SOC. E, quindi, quando si ha dolore? Platone, Gorgia, 496 D 6-E 3, disp. p. 25 cfr. una forte percossa, un taglio, un abbruciamento cagionano un dolore fisico. Quando per lo contrario si calma la irritazione, nascono i piaceri fisici; cosí, dopo un disastroso viaggio d inverno un letto tepido e molle, dopo una sobria ed affannosa caccia una mensa delicata, sono piaceri fisici: dolori e piaceri cagionati da un immediata azione sulla nostra macchina. Pietro Verri Sull indole cap ii, disp. p. 138 Tesi (già troppo discussa?): l anaplerosi, e quindi un dolore antecedente, è essenziale per la generazione dei piaceri se fossimo monotrofi, varrebbe anche il contrario: che il piacere sia condizione necessaria per il dolore questo può indicare non solo che l anaplerosi non sia necessaria per i piaceri puri ma anche che non siamo monotrofici dal punto di vista dell eziologia dei piaceri e dei dolori IV La fisiologia del monotrofo Se fossimo monotrofi, ci sarebbe un unico sistema fisiologico i cui vari stati corrispondessero a stati di piacere e di dolore questi stati sarebbe come i modi in cui percepiamo i diversi colori dello spettro e si perderebbe tutto l aspetto motivazionale: diventerebbe assolutamente arbitrario perché cerchiamo il piacere (color rosso) e sfuggiamo il dolore (color viola) Negli esseri umani (e negli altri mammiferi) è condizione necessaria e sufficiente per la generazione di un esperienza piacevole che venga attivato il sistema dopaminergico (un cui punto nodale è il nucleus accumbens) danno al sistema dopaminergico non riduce la capacità di sentire dolore anzi, la depressione e l anedonia si guariscono agendo direttamente sul cervello per piaceri che non sono esperienza bensì attività (cfr. Ryle in disp. pp ) non si ha una fisiologia di nessun genere

3 Negli esseri umani (e negli altri mammiferi) tutte le esperienze dolorose cominciano con l attivazione di fibre nervose periferiche che comunicano con il cervello attraverso la spina dorsale queste fibre sono di diversa natura e sono emerse in epoche evolutive diverse (dipendenti dalle dimensioni dell organismo) quelle più lente (c. 0,25 m/s) nella trasmissione di informazione (le fibre-c a cui i filosofi sono affezionati) sono più coinvolte quando si tratta di calore o irritanti chmici alcune un po più veloci (c. 0,5-2 m/s), ma sempre primitive e non avvolte di mielina (?), conducono messaggi riguardo alla natura o il sapore del danno quelle note come A-delta, isolate da mielina (come un filo elettrico) possono raggiungere velocità di 120 m/s e portano informazione riguardo al danno periferico i messaggi vengono selezionati ( gated : Melzack) prima di arrivare nel cervello e seguono almeno cinque percorsi diversi, che hanno in comune solo una tappa nella substantia gelatinosa l interruzione di queste strade non interferisce con la capacità di sentire piacere l esportazione chirurgica dei lobi prefontali (leucotomia prefrontale) è efficace nel sollevare dolore centrale intrattabile ma non interferisce con la capacità di sentire piacere Il fenomeno dei dolori fantasma (ad es. in una gamba amputata) questo si spiega (approssimativamente) dalla stimolazione di quella che è diventata la terminazione della connessione neurale con la gamba se fossimo monotrofi, incontreremmo anche piaceri fantasma è solo perché i menomati non vogliono perdere la nostra simpatia che non raccontano un fenomeno simile? L ergonomica dei monotrofi Se fossimo monotrofi, lo sviluppo evoluzionistico delle capacità di provare piacere e dolore sarebbe riferibile a un unico momento nell affermare la convertibilità della percezione (possesso dell anima sensibile) con la capacità di provare piaceri e dolori (cfr. appunti sulla Culla versione moti naturali ), Aristotele sembra credere a una versione non-evoluzionistica di questa tesi Tre congetture di paleontologia speculativa (storielle giusto così R. Kipling) I Prima di 150,000,000 anni fa, nessun organismo ha provato dolore il dolore non serve per la sopravvivenza e la trasmissione dei geni basta un sistema di riflessi abbastanza immediati (e sproporzionati) dipolodoco (con nodo neurale a fondo schiena per controllare gambe e coda) non aveva 2 sedi di coscienza perché non ne aveva nemmeno uno II Intorno a 150,000,000 anni fa emergevano animali con cervelli un po più complessi un esplosione combinatorica delle connessioni neuronali produce difficoltà di gestione e di priorità troppe cose che attraggono l interesse in situazioni di pericolo o di danno fisico, non è molto efficiente dover pensare molto meglio aver un sistema d allarme che produca una reazione istantanea il dolore ha una funzione per la sopravvivenza perché velocizza la risposta di un animale

4 Distinzione tra dolori vantaggiosi e quelli inutili quelli vantaggiosi costringono a spostarsi dall ambiente pericoloso il dolore può persistere anche se non c è niente da fare inutile dolore di carie per animali senza dentisti se la carie sopraggiunge in età avanzata, non ha svantaggio evoluzionistico è un simulacro della spinta di fuga, ma duole comunque III Intorno a 50,000,000 anni fa emergono creature (tipo topi) con cervelli ancora più complessi, capaci di concentrare la propria attenzione questo è l avvento della capacità per il piacere non sembra avere valore evoluzionistico le creature vengono premiate con il piacere per ciò che fanno sotto la necessità delle pulsioni l effetto piacevole della stimolazione del sistema dopaminergico ha il pregio marginale di attirare l attenzione dell organismo alcuni piaceri possono aver disvalore evoluzionistico perché distraggono dai bisogni biologici Tre ipotesi basate sulla storiella congetturale I C era un lasso di tempo di 100,000,000 di anni in cui c erano dolori sulla Terra ma nessun piacere in quel periodo il ragionamento degli Opposti non poteva essere proposto, perché il dolore non aveva un opposto II Il rapporto tra il piacere e le attività che ci danno luogo è quasi accidentale il piacere è un sottoprodotto di uno sviluppo adattativo (intelligenza superiore) III Le creature che ne sono capaci preferiscono il piacere alla sopravvivenza il piacere fornisce la motivazione ultimativa ma inspiegabile dell azione umana

5 Esempio di paper scritto: Lezioni (15 maggio 2009) Test scritto di Storia della filosofia modulo maggio ore Rispondete a TRE delle seguenti domande; tutte le domande hanno lo stesso peso; le singole risposte non dovrebbero coprire più di una facciata di protocollo; NON è ammesso l uso del manuale, della dispensa, degli appunti o di altro materiale. Si ricorda che, per registrare un voto, è necessario iscriversi in rete a uno degli appelli ufficiali del modulo. 1. Illustrate perché Aristotele cita la temperanza di Eudosso come un sostegno persuasivo a favore della sua dottrina etica. 2. Delineate il modello del piacere proposto da Callicle, e il tentativo da parte di Socrate di svalutare una vita vissuta in linea con esso. 3. Mentre non ha senso lodare il piacere in generale, piaceri particolari possono essere lodati per la loro piacevolezza. Commentate questa affermazione. 4. Il più noto edonista dell antichità, Epicuro da Samo, sembra non aver offerto nessuna argomentazione a favore della sua dottrina. Che significato ha questo fatto? 5. Spiegate il senso in cui il piacere non si desidera in vista d altro. 6. Perché è inadeguato caratterizzare il piacere come la cessazione di un dolore?

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