SISTEMI INTEGRATI PER IL RESTAURO DELLE STRUTTURE LIGNEE ANTICHE. Relazione finale Parte 3 (capitoli 3-5)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SISTEMI INTEGRATI PER IL RESTAURO DELLE STRUTTURE LIGNEE ANTICHE. Relazione finale Parte 3 (capitoli 3-5)"

Transcript

1 DOCUP Misura 1.8 Aiuti alla ricerca industriale e precompetitiva. PROGETTO: SISTEMI INTEGRATI PER IL RESTAURO DELLE STRUTTURE LIGNEE ANTICHE Relazione finale Parte 3 (capitoli 3-5) Via Pratese, 114 int FIRENZE Tel/Fax SISTEMA QUALITÀ

2 3 INTERVENTI Coerentemente con gli obiettivi del progetto, sono stati realizzati 3 interventi pilota, nelle tipologie di intervento più frequentemente riscontrabili: 2 per il consolidamento di testate (rispettivamente, nel caso di giunto catena-puntone di capriate e di trave di solaio) ed 1 per l incremento della capacità portante di solai. Per espressa richiesta di uno dei proprietari, non si indicano gli estremi degli immobili interessati dagli interventi. 3.1 Consolidamento di testate Giunto catena-puntone di capriate L intervento descritto riguarda il restauro della copertura lignea di una chiesa. La struttura principale della copertura è formata da 11 capriate palladiane (con un monaco e due saette) di luce 14 m circa. Le capriate si presentavano in forte stato di dissesto evidenziato dalla notevole inflessione della catena e dall abbassamento del colmo che in alcuni casi raggiungeva i 20 cm; le saette risultavano spesso lente. Nella maggior parte dei casi il dissesto è stato causato dall avanzato stato di degrado per carie delle testate in corrispondenza degli innesti a muro a causa delle infiltrazioni di acqua meteorica dal tetto. Nel recente passato era stato ripristinato il manto di copertura mediante l applicazione di una guaina bituminosa che ha arrestato l avanzare del degrado ma non ha mitigato il dissesto probabilmente già avvenuto. Indagini diagnostiche Sono state eseguite indagini diagnostiche su tutte le 11 capriate al fine di determinare la geometria, lo stato di conservazione, la specie legnosa, la qualità meccanica e l efficienza dei giunti di tutti gli elementi e di tutti i giunti. A titolo di esempio si riportano i risultati delle indagini eseguite sulla capriata n C3, situazioni analoghe sono state riscontrate anche sulle altre capriate. Restituzione grafica dello stato di conservazione della capriata C3; il tratteggio semplice indica degrado da insetti, il tratteggio incrociato degrado da carie. Pag. 68

3 Capriata/ elemento C3 Specie legnosa Categoria Stato di conservazione / note particolari Perdita di geometria della capriata con allentamento delle saette; catena formata da due pezzi con freccia massima 16cm al centro; il giunto sulla catena risulta inefficiente Puntone Sx A 2 a Degrado da insetti superficiale; carie in testata Sx c Puntone Dx A 2 a Degrado da insetti superficiale; carie in testata Dx c Catena Sx A 1 a Degrado da insetti superficiale; carie in testata Sx c Catena Dx A 2 a Degrado da insetti superficiale; carie in testata Dx c Monaco O 4 a Buono stato di conservazione s Saetta Sx P 4 a Buono stato di conservazione, giunto inferiore sconnesso s Saetta Dx P 2 a Degrado da insetti superficiale v Mensola Sx Q nc Degrado da carie c Mensola Dx Q nc Buono stato di conservazione v Legenda: nr non rilevato Specie legnose: A abete P pioppo O olmo Q quercia Categoria: 4 a elemento non idoneo per impiego in strutture a carattere permanente nc non classificato Indicazioni: v verificare: elementi in buono stato di conservazione o con modesti problemi di degrado, decidere in base all esito delle verifiche statiche c consolidare: elemento giudicato non efficiente in genere per degrado che può essere consolidato facilmente s sostituire: elemento giudicato non efficiente per qualità del materiale e/o gravità del degrado che non può essere recuperato. Indicazioni Scelta degli interventi Analisi del funzionamento statico prima degli interventi Il degrado sulle testate aveva provocato i seguenti fatti: l allentamento del giunto fra carena e puntone, i puntoni avevano avuto scorrimento verso l esterno, di conseguenza le capriate avevano subito notevole perdita di geometria evidenziata dall abbassamento del colmo; lo schema statico delle capriate risultava variato da struttura reticolare chiusa a cavalletto spingente sulle murature, fatto notevolmente dannoso in zona sismica; la perdita di geometria aveva provocato l allentamento delle saette e la conseguente perdita di carico all interno di esse provocando un notevole aumento delle sollecitazioni di flessione all interno dei puntoni; la catena lignea risultava sgravata dallo sforzo normale trasmesso dai puntoni e gravata da un carico concentrato al centro dovuto al monaco adagiato su di essa, di conseguenza la notevole sollecitazione di flessione ne aveva provocato la rottura dei giunti a dardo di Giove presenti all interno della catena e la vistosa inflessione. Alternative di intervento Nel caso in esame le capriate mostravano una tale quantità di problemi ed un dissesto tale da suggerirne la sostituzione integrale; tale ipotesi è stata subito scartata per i seguenti motivi: non compatibile con i criteri di conservazione; ubicazione del cantiere in un centro storico non raggiungibile da una adeguata autogrù; costi per il montaggio delle nuove capriate in assenza di autogrù troppo elevati. Pag. 69

4 Altra ipotesi, inizialmente prevista in progetto, era la ricostruzione delle testate con betoncino epossidico, come descritto nella voce del Prezziario Ufficiale della Regione Marche: RICOSTRUZIONE DI PARTI FATISCENTI DI STRUTTURE IN LEGNO VOL. > DI 50 DMC Ricostruzione di parti fatiscenti di strutture in legno, per volume ricostruito superiore a 50 dmc., come teste di travi o nodi di capriate in corrispondenza degli appoggi o di qualsiasi parte di elementi strutturali ammalorati da eseguire previa asportazione delle marcescenze mediante collocamento in opera di armature in barre di vetroresina o acciaio per mezzo di trapanazioni o fresature nelle parti sane del legno. Compreso ogni onere per la pulizia ed il disarmo a stagionatura avvenuta ed esclusi i ponteggi per la formazione dei piani di lavoro in quota, rimozioni e ricollocamento in opera delle sovrastrutture. Ricomposizione delle sezioni stabilite mediante getto in beton epossidico. Questa ipotesi è stata scartata per i seguenti motivi: elevato costo (si veda il confronto dei costi riportato in seguito); ricostruzione con materiale (beton epossidico) reologicamente troppo diverso dal materiale base (legno); pericolosa modifica del funzionamento statico (il giunto fra catena e puntone che originariamente era una cerniera sarebbe stato trasformato in incastro). La tecnica scelta è stata la ricostruzione delle testate degradate con protesi di legno lamellare connesse con barre di acciaio fissate con malta epossidica. Questa tecnica assicura la compatibilità fra i materiali, la semplicità di esecuzione ed il costo moderato. Descrizione dell intervento Nel disegno che segue è riassunto l intervento tipo; chiaramente la geometria dell interevento è stata ridefinita per ogni testata da consolidare. vista filo muro tassello di quercia 150x90x230 barra Ø18 l1.265 sezione listello 48x24 > barra Ø18 fissata con malta epossidica protesi in legno lamellare 230x430x915 barra Ø18 l L utilizzo del legno lamellare incollato per la realizzazione della protesi nasce dall esigenza di reperire grosse sezioni (in questo caso 24x40cm) di legno non umido, l utilizzo di legno umido provocherebbe la stagionatura in opera accompagnata da pericolose deformazioni per ritiro del legno, inoltre l incollaggio epossidico su legno umido non garantisce la tenuta. Per l incollaggio delle barre è stata utilizzata malta epossidica da legno a consistenza tixotropica in modo tale che la malta non defluisca dalla sede dell incollaggio. Generalmente il puntone risulta degradato nella zona inserita nella muratura, in tal caso non è necessario ricostruire anche la testa di questo in quanto può essere ridisegnato il giunto fra catena e puntone per saltare la zona degradata. Fra il dente del puntone e quello della catena l inserimento di una chiave di legno duro (quercia) facilita le operazioni di montaggio della protesi e migliora l accoppiamento, potendo la chiave essere conformata ed inserita come ultima operazione subito prima dell incollaggio delle barre. La chiave può anche estendersi lungo l intradosso del puntone per contrastare in zona di legno sano. Pag. 70

5 L inserimento delle barre parallelamente alla fibratura, che è la direzione secondo la quale il legno ha ritiri e rigonfiamenti trascurabili, garantisce la compatibilità fra i materiali; una eventuale barra inserita trasversalmente rispetto alla fibratura contrasterebbe il ritiro e rigonfiamento del legno generando pericolose autotensioni di taglio alternate sull incollaggio. Per questo motivo è opportuno che le barre siano sempre inserite parallelamente alla fibratura. Progettazione ed esecuzione Metodo di calcolo Il calcolo dell intervento si riduce al calcolo della resistenza all estrazi one delle barre di ancoraggio, oltre ovviamente alla verifica dell intaglio del giunto catena puntone come per una normale capriata. La sollecitazione prevalente è quella di trazione che può essere divisa per le barre presenti ed incrementata forfetariamente del 50% in quanto non è detto che lo sforzo si ripartisca equamente fra le barre superiori e quelle inferiori. L incertezza dovuta alle lavorazioni sull effettivo contatto fra catena e puntone rende inaffidabile una eventuale analisi più accurata. La sollecitazione di taglio derivante dal peso proprio della catena viene ampiamente assorbita per contatto lungo la superficie di separazione inclinata, tale funzionamento non necessita di particolari verifiche. La sollecitazione di flessione dovuta al peso proprio della catena è normalmente ininfluente e quindi trascurabile. Le formule per il calcolo della resistenza ad estrazione delle barre sono riportate in UNI ENV : Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno, parte 2: Ponti. Tecniche operative ed attrezzature La capriata deve essere opportunamente puntellata e forzata in maniera tale da provocare il leggero distacco di catena e puntone. Si esegue il taglio della zona degradata con elettrosega a catena dopo aver disegnato la linea di taglio su ambedue le facce della catena lignea, si utilizzano come guida due tavole inchiodate lungo le linee di taglio, si realizza un taglio inclinato di 60 rispetto al piano orizzontale, eventualmente la superficie di taglio può essere regolarizzata o con la lama stessa della elettrosega o con una pialla elettrica. Si realizza la protesi sulla base del taglio eseguito. L ancoraggio della protesi si realizza mediante barre di acciaio inserite in appositi canali scavati lateralmente alla protesi ed alla catena. La realizzazione dei canali può essere eseguita con sega circolare portatile, le più comuni hanno la regolazione della profondità di taglio fino a 55mm ma esistono seghe portatili anche con profondità di taglio di 85mm ed oltre, l unico limite è l utilizzabilità in cantiere limitata dal peso dell attrezzo (si pensi alla posizione scomoda dell Operatore che esegue il taglio lungo la superficie verticale di un elemento in opera), superati i 10kg si può ritenere l attrezzo non utilizzabile in cantiere. L elettrosega a catena ha l inconveniente di lasciare il canale sporco di olio il quale inibisce l adesione della malta epossidica, pertanto è necessario, a profondità raggiunta, ripassare ancora una volta la lama nei canali avendo cura di svuotare prima il serbatoio dell olio e quindi procedere in assenza di lubrificazione, con possibilità di danno per l attrezzo. Altri attrezzi quali frese portatili a rotazione o a catena risultano di difficile utilizzo e comunque difficilmente in dotazione alle imprese esecutrici. In alternativa le barre possono essere inserite in appositi fori praticati di testa mediante punte da legno di opportuna lunghezza e diametro e la resina può essere iniettata attraverso fori di controllo eseguiti lateralmente, tale tecnica è molto più complessa e non garantisce migliori risultati. Le barre dovranno essere alloggiate dopo aver riempito i canali con malta epossidica, avendo cura di spingerle in profondità affinché risultino completamente avvolte dalla malta epossidica. A malta ancora fresca i canali dovranno essere tappati con listelli forzati all interno mediante morsetti che andranno mantenuti per almeno 24 ore; la corretta esecuzione potrà essere verificata controllando in questa fase l espulsione della malta in eccesso. A malta ancora fresca i canali dovranno essere tappati con listelli forzati all interno mediante morsetti che andranno mantenuti per almeno 24 ore; la corretta esecuzione potrà essere verificata controllando in questa fase l espulsione della malta in eccesso. Pag. 71

6 Lavorazione della protesi; si utilizza una sega circolare per tracciare i canali per l alloggiamento delle barre, poi si realizzano i canali asportando il legno inciso con lo scalpello Dopo aver adeguatamente puntellato la capriata si esegue il taglio inclinato con la elettrosega. La protesi viene posizionata e fissata provvisoriamente con tavole laterali avvitate che assicurano l assenza di movimenti fino a incollaggio efficace. Spalmatura della malta epossidica con uso di una spatola larga, è bene utilizzare anche un altra spatola di larghezza non superiore a quella del canale. Inserimento della barra di acciaio. Il listello viene spinto all interno del canale. In alternativa ai morsetti si utilizzano traversini di legno avvitati, forzando il listello nel canale, si ha la fuoriuscita della malta epossidica in eccesso. Pag. 72

7 La stessa tecnica può essere utilizzata anche per ricostruire l estremità degradata del puntone; in questo caso oltre all estremità della catena è stata ricostruita anche quella del puntone. Intervento eseguito, messa in opera della fascia metallica passiva. Prima della ricostruzione della muratura la testata viene trattata con prodotto preservante insetticida e fungicida, rivestita con foglio di sughero da 3cm e protetta con una cuffia di rame. Controllo di efficacia Ad interventi eseguiti è stata effettuata una prova di carico sulla capriata n 3, che è rappresentativa degli interventi fatti. La prova di carico è stata progettata per conferire alla capriata le massime sollecitazioni attese in esercizio. All atto della prova erano presenti tutti i carichi permanenti ad eccezione del manto di tegole, pertanto il carico dato in fase di prova doveva simulare il carico del manto di tegole ed il carico accidentale della neve. Tale carico è stato simulato accatastando sulle falde ed in corrispondenza della linea d asse della capriata da provare 3500 coppi. Ciascuna testata è stata strumentata con trasduttori di spostamento posizionati a cavallo della linea di separazione fra protesi e legno esistente in corrispondenza delle unioni con le barre. Carico messo in opera Testata strumentata. Tutti i risultati vanno letti tenendo presente che le stime teoriche difficilmente possono prevedere il comportamento in opera degli elementi strutturali, pertanto i confronti fra valori numerici devono necessariamente essere qualitativi e non quantitativi. Inoltre bisogna considerare la risoluzione degli strumenti utilizzati per le misure pari a 0,01mm che è paragonabile alle misure effettuate. Pag. 73

8 trasduttore deformazione massima raggiunta (mm) valore massimo atteso (mm) deformazione residua (mm) MA2 0,04 0,018 0,01 MA3 0,03 0,018 0,00 M2 0,02 0,016 0,01 A5 0,02 0,018 0,02 A8 0,01 0,018 0,00 Considerando la risoluzione degli strumenti utilizzati, molto vicina all entità delle misure effettuate, i risultati possono servire a denunciare un eventuale malfunzionamento del giunto (con notevole scorrimento), ma non a cogliere correttamente le deformazioni elastiche. Il valore misurato risulta in tutti i casi superiore al valore atteso; bisogna però considerare che il valore atteso è stato calcolato sulla base della deformabilità della catena lignea come continua, mentre i valori sono stati misurati a cavallo della giunzione dove c è da aspettarsi una deformazione maggiore. In tutti i casi, tranne A5, si riscontra che la deformazione aumenta all aumentare del carico e diminuisce fino ad annullarsi con la rimozione del carico. Nel caso di A5 tale tendenza non si riscontra ma non si riscontrano neanche deformazioni eccessive tali da far presumere uno scorrimento per rottura del giunto, pertanto il comportamento anomalo della misura è da imputarsi alla precisione della misura stessa e non ad un malfunzionamento del giunto. Durante e dopo la prova non sono state riscontrate rotture o malfunzionamenti nella protesi e nei loro elementi di unione, è stato quindi riscontrato il buon comportamento meccanico degli interventi. Analisi dei costi L intervento eseguito ha un costo desumibile dalla seguente analisi: U.M. PREZZO INCIDENZA PRODOTTO operaio specializzato h 17,34 24,00 416,16 operaio qualificato h 16,35 24,00 392,40 operaio comune h 15,07 24,00 361,68 legno lamellare di abete o larice m ,00 0, ,80 acciaio FeB44k 18mm kg 0,99 10,40 10,30 malta epossidica kg 9,55 5,20 49,66 trattamento fungicida m 2 8,62 2,00 17,24 materiali di consumo stima 50, ,00 totale 1.554,24 spese generali 15% e utile di impresa 10% 26,5% 411,87 TOTALE 1.966,11 L intervento originariamente previsto in fase di progetto (protesi di betoncino epossidico), adottando il prezzo indicato nel Prezziario Ufficiale della Regione Marche pari a 32,43 /dm 3, sarebbe costato 100dm 3 x32,43 /dm ,00, pertanto il risparmio è stato del 40% circa. Pag. 74

9 3.1.2 Trave di solaio L intervento è stato effettuato su uno dei solai di un edificio monumentale di età barocca. Le fasi diagnostiche sono state effettuate come descritto nel caso precedente, evidenziando varie situazioni come quella illustrata nelle foto seguenti. Esempio di degrado delle testate delle travi dovuto ad attacco da carie fungina. A sinistra è visibile un moncone di trave così come appare nel momento in cui si realizza lo scasso nella muratura, a destra la testata è già stata tagliata via dalla restante parte della trave. Verifiche interventi di consolidamento sulle testate Si prevede il consolidamento delle testate destre travi T2.1, T2.2, T2.3, T2.4 e T2.5. Ogni testata degradata sarà sostituita con una protesi di legno massiccio di recupero connessa alla restante parte mediante quattro barre di acciaio di tipo da C.A. fissate in apposite fresature sigillate con malta epossidica e richiuse con listello di legno. Si considera: Geometria: l i d i a h u α h h u l a sezione di calcolo b h b b b T Travi T2.1, T2.2, T2.3, T2.4: l luce netta 6,30m i interasse 0,75m a lunghezza di appoggio sulla muratura 0,25m b base sezione 0,16m h altezza sezi one 0,24m d i lunghezza zona degradata misurata da filo muro 0,10m α angolo di taglio 45 n numero barre 2+2 Pag. 75

10 d nom diametro nominale della barra 12 mm d diametro esterno della barra 13,2 mm d foro diametro del foro 16 mm Ares area resistente della barra 113mm 2 l a lunghezza di ancoraggio della barra 200mm b b distanza fra il centro della barra ed il bordo laterale della sezione 35 mm h b distanza fra il centro della barra ed il bordo inferiore/superiore della sezione 35mm Materiali Legno massiccio classe C16 secondo la EN338 ft,0,k 10 N/mm 2 resistenza caratteristica a trazione ρ k 310 kg/m 3 peso specifico caratteristico γm,l 1,3 coefficiente parziale di sicurezza sul legno k mod 0,80 coefficiente di modificazione delle resistenze (carichi di media durata) Acciaio tipo FeB 44k in barre ad aderenza migliorata f y 430 N/mm 2 tensione di snervamento dell acciaio γ m,s 1,15 coefficiente parziale di sicurezza per l acciaio Definizione delle azioni e delle sollecitazioni Il carico sulla singola trave considerando la verifica agli S.L.U. è: q i ( γ G + γ Q ) 0,75 ( 1,35 2, ,5 3,00) 5,52 kn / m G k Q k La reazione vincolare all appoggio è: q l 5,52 6,30 T 17,39 kn 2 2 L altezza utile è: hu h 2h b mm La lunghezza della zona di taglio è: h 240 l i 240 mm tanα tan 45 La distanza della sezione di calcolo dal filo muro è: d li 240 di cal Il taglio nella sezione di calcolo è: 220mm Tcal T q dcal 17,39 5,52 0,22 16, 18kN Il momento flettente nella zona di calcolo è: 2 2 a q dcal 0,25 5,52 0,22 Mcal T dcal + 17,39 0, Lo sforzo di trazione totale nelle barre dovuto al taglio è: N1 Tcal tanα 16,18 tan45 16,18kN Lo sforzo di compressione inclinato rispetto alla fibratura per il legno è: F Tcal cosα 16, 18 cos45 c 22,88kN Lo sforzo di trazione totale nelle barre inferiori dovuto al momento flettente è: M h 5,14 0,17 N2 cal 30,23kN u Lo sforzo di trazione agente in ciascuna barra inferiore è pertanto: N N1 N , 18 30, d Calcolo della resistenza ad estrazione 19,16 kn 3 2 5, 14kNm Il diametro equivalente è: Pag. 76

11 d dforo min 1,25 d equ 16 mm La resistenza caratteristica a taglio del legno in corrispondenza dell incollaggio è: 1,2 ρ 1, ,5 1,5 k 2 f v,k 3,76 N/ mm 0,2 0, dequ La resistenza all estrazione di calcolo per rottura dell incollaggio è: kmod π dequ la fv,k 0,8 π ,76 Fax,Rd, N 23,26 kn γ 1,3 m,l L area di influenza per ciascuna barra è: ef 2 ( 3d + b ) ( 3d + h ) ( 3 13,2 + 35) ( 3 13,2 + 35) 5565,16 mm A b b La resistenza ad estrazione di calcolo per rottura del legno per trazione è: k mod ft,0,k A ef 0, , 16 Fax,Rd, N 33,94 kn γ 1,3 m,l La resistenza di calcolo della barra per rottura del ferro è: fy A res Fax,Rd, N 42,25 kn γ 1, 15 m,s La resistenza ad estrazione di calcolo è pertanto: F F min F F ax,rd,1 ax,rd ax,rd,2 ax,rd,3 23,26 kn La verifica ad estrazione della barra è pertanto: N 19, 16 kn < F 23,26 kn verificato d ax, Rd Trave T2.5: l luce netta 6,30 m i interasse 0,75 m a lunghezza di appoggio sulla muratura 0,25 m b base sezione 0,17 m h altezza sezione 0,28 m d i lunghezza zona degradata misurata da filo muro 0,50 m α angolo di taglio 45 n numero barre 2+2 d nom diametro nominale della barra 16 mm d diametro esterno della barra 17,6 mm d foro diametro del foro 20 mm Ares area resistente della barra 201 mm 2 l a lunghezza di ancoraggio della barra 320 mm b b distanza fra il centro della barra ed il bordo laterale della sezione 45 mm h b distanza fra il centro della barra ed il bordo inferiore/superiore della sezione 45 mm Materiali come precedente Definizione delle azioni e delle sollecitazioni Il carico sulla singola trave considerando la verifica agli S.L.U. è: q i ( γ G + γ Q ) 0,75 ( 1,35 2, ,5 3,00) 5,52 kn / m G k Q k Pag. 77

12 La reazione vincolare all appoggio è: q l 5,52 6,30 T 17,39 kn 2 2 L altezza utile è: hu h 2hb La lunghezza della zona di taglio è: h 280 l i 280 mm tan α tan mm La distanza della sezione di calcolo dal filo muro è: d li 280 di cal Il taglio nella sezione di calcolo è: 640 mm Tcal T q dcal 17,39 5,52 0,64 Il momento flettente nella zona di calcolo è: 13,86 kn 2 2 a q dcal 0,25 5,52 0,64 Mcal T dcal + 17,39 0, ,45 knm Lo sforzo di trazione totale nelle barre dovuto al taglio è: N1 Tcal tan α 13,68 tan 45 13,86 kn Lo sforzo di compressione inclinato rispetto alla fibratura per il legno è: F Tcal cos α 13,86 cos 45 c 19,60 kn Lo sforzo di trazione totale nelle barre inferiori dovuto al momento flettente è: M h 11,45 0,19 cal N2 60,26 kn u Lo sforzo di trazione agente in ciascuna barra inferiore è pertanto: N1 N ,86 60, Nd Calcolo della resistenza ad estrazione 33,60 kn Il diametro equivalente è: d dforo min 1,25 d equ 20mm La resistenza caratteristica a taglio del legno in corrispondenza dell incollaggio è: 1,5 1,5 1,2 ρk 1, f v,k 3,60N / mm 0,2 0, dequ La resistenza all estrazione di calcolo per rottura dell incollaggio è: kmod π dequ la fv,k 0,8 π ,60 Fax,Rd, N 44,54kN γ 1,3 m,l L area di influenza per ciascuna barra è: 2 ( 3d + b ) ( 3d + h ) ( 3 17,6 + 45) ( 3 17,6 + 45) 9564,84mm A ef b b La resistenza ad estrazione di calcolo per rottura del legno per trazione è: kmod ft,0,k A ef 0, ,84 Fax,Rd, N 58,86kN γ 1,3 m,l Pag. 78

13 La resistenza di calcolo della barra per rottura del ferro è: fy Ares Fax,Rd, N 75,16kN γ 1,15 m,s La resistenza ad estrazione di calcolo è pertanto: F F min F F ax,rd,1 ax,rd ax,rd,2 ax,rd,3 44,54kN La verifica ad estrazione della barra è pertanto: N 33,60 kn < F 44,54 kn verificato d ax, Rd Descrizione della tecnica di intervento In quattro delle travi che costituiscono il solaio di una delle stanze che insistono sul cortile interno secondario dell edificio, in corrispondenza delle testate a contatto con uno dei muri portanti, si sono riscontrati diffusi attacchi da funghi e in qualche zona anche di insetti. Tutte le testate erano palesemente danneggiate. L intervento è consistito nelle seguenti fasi: puntellamento delle travi su cui intervenire e asportazione delle testate marce delle travi con taglio a 45 ; sostituzione della testata con una protesi in legno massiccio, anch essa puntellata e sagomata in opera in modo che le dimensioni esterne della trave originaria e della protesi coincidano; effettuazione degli scassi laterali di cucitura tra protesi e parte sana del legno per il posizionamento di barre in acciaio; parziale riempimento degli scassi con il prodotto epossidico tixotropico 9908/1 e posizionamento della barra nello scasso; posizionamento di un tassello in legno, che consente di nascondere lo scasso e rifinitura finale dell intervento con pialletto. Ampia documentazione visiva delle varie fasi dell intervento e dell edificio è già disponibile presso l assistenza tecnica Mapei, poiché durante la realizzazione era presente in cantiere una troupe di video-operatori. Nell intervento è stato utilizzato un adesivo epossidico tixotropico (Mapewood Paste 140), applicato a spatola. La confezione è in barattolo, che viene miscelato in cantiere. La tecnica individuata appare molto versatile (adattabile cioè alle diverse situazioni che possono verificarsi in cantiere) e relativamente semplice da realizzare. Si prevede nel futuro di realizzare diversi altri interventi, nei quali verranno provati i prodotti via via messi a punto nell ambito del presente progetto o da esso derivati. A sinistra sono visibili alcune delle travi da cui sono state rimosse le testate degradate. Sono anche evidenti i tagli a 45. A destra si può invece vedere uno dei momenti della lavorazione della protesi, che viene effettuata a piè d opera. Posizionamento e puntellamento della protesi in opera per le successive fasi di lavorazione. Sono visibili nella protesi gli scassi laterali per il posizionamento delle barre. Analisi dei costi Il costo dell intervento è risultato del 44% inferiore a quanto previsto dall impresa appaltatrice. Pag. 79

14 3.1.3 Incremento della capacità portante di solai L esempio descrive il consolidamento statico ed il miglioramento sismico dei solai di un complesso monumentale, interventi resi necessari perché, alla luce delle indagini diagnostiche ed in previsione del riuso della struttura con adeguamento agli standard di sicurezza attuali, la struttura non risulta idonea alla destinazione d uso prevista per degrado ed insufficienza delle sezioni delle travi. Analisi dello stato attuale ed interventi di miglioramento e consolidamento Verranno rinforzate le travi principali mediante apposizione di soletta di legno compensato collaborante con le travi stesse, tale intervento consente di aumentare notevolmente sia la portata del solaio che la rigidezza nei confronti dei carichi verticali; inoltre conferisce al solaio la rigidezza nel proprio piano che attualmente manca; tale intervento consente di ridurre a 5,06N/mm 2 la tensione massima nelle travi riportandola a valori ammissibili. Sono previsti inoltre ancoraggi perimetrali fra compensato e muratura mediante staffe metalliche come da progetto originario. Gli interventi di miglioramento sopra descritti non producono sostanziali modifiche nel comportamento strutturale globale della struttura perché non ne alterano lo schema statico preesistente ma si limitano a rinforzarla localmente, inoltre non producono sostanziale variazione di carico e non alterano la distribuzione delle masse e delle rigidezze. Le fasi diagnostiche sono state svolte come descritto in precedenza, e non hanno evidenziato situazioni di degrado. Pertanto, per le caratteristiche meccaniche del legno massiccio esistente in opera si può fare riferimento alla seguente tabella: specie e classe Giordano classe UNI EN 338 f m,k (N/mm 2 ) f t,0,k (N/mm 2 ) f c,0,k (N/mm 2 ) f v,k (N/mm 2 ) E 0,mean (N/mm 2 ) abete 1 a C , abete 2 a C , abete 3 a C , Per i materiali di nuovo apporto: Legno massiccio nuovo Elementi di legno massiccio nuovi di abete di classe C24 secondo UNI EN 338 ad umidità inferiore al 18%; caratteristiche meccaniche come sopra. Legno compensato Compensato di conifera CCX o migliore per esterni (incollaggio fenolico) di spessore 12,5mm 4 strati; caratteristiche meccaniche: f m,0,k f m,90,k f t,0,k f t,90,k f c,0,k f c,90,k f r (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) 16,2 12,6 8,1 7,4 12,2 10,8 0,9 E m,0,mean E m,90,mean E c,0,mean E c,90,mean (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) (N/mm 2 ) Acciaio: Acciaio per c.a., caratteristiche meccaniche ammissibili: Adesivi Tipo σ s,amm (N/mm 2 ) FeB44k 255 Adesivo epossidico a consistenza tissotropica Mapewood Paste 140 e adesivo epossidico fluido Mapewood Gel 120. Pag. 80

15 RELAZIONE DI CALCOLO Riferimenti di calcolo Si utilizza il metodo di calcolo agli stati limite secondo l Eurocodice 5. Analisi dei carichi carichi permanenti kn/m 2 pavimento 0,40 massetto per impianti cls leggero 6cm 0,06x9,00 0,54 compensato 25mm 0,025x4,10 0,10 tavolato 0,02x6,00 0,12 travicelli 0,065x0,065x6,00/0,37 0,07 travi 0,18x0,28x6,00/0,96 0,32 tramezzi e altri permanenti 0,55 totale permanenti Gk 2,10 carichi accidentali locali suscettibili di affollamento 3,00 totale accidentali Q k 3,00 Interventi di miglioramento con soletta di compensato Si riporta come esempio il calcolo eseguito sul solaio identificato con la lettera O nella relazione sullo stato di conservazione del luglio Verifiche allo state limite ultimo (SLU) Le verifiche saranno effettuate sulla trave T7 che è quella di minor modulo di resistenza, considerandola cautelativamente di 3 a categoria. i interasse 0,96m l luce netta 6,18m l c luce di calcolo l+0,20 6,38m Combinazione di carico a SLU lunga durata: q l (1,35xG k)xi (1,35x2,10)x0,96 2,71kN/m K mod 0,60 Combinazione di carico a SLU media durata: q m (1,35xG k+1,50xq k)xi (1,35x2,10+1,5x3,00)x0,96 7,03kN/m K mod 0,80 q q K l mod,lungadurata Essendo 0,385 < 0, 75 la verifica determinante è quella per carichi di media durata. m K mod,mediadurata γ m 1,3 M max q mxl c2/8 7,03x6,38 2 /8 35,8kNm T max q mxl c/2 7,03x6,38/2 22,4kN Pag. 81

16 Essendo i tre elementi incollati fra loro, si ritiene valido il principio di conservazione delle sezioni piane. L elemento 2 è formato da una serie di tasselli posti nello spazio lasciato fra i travicelli che formano l orditura secondaria, pertanto, essendo non continuo, collabora meccanicamente solo per trasferire gli sforzi di taglio fra la trave inferiore (elemento 3) ed il compensato superiore (elemento 1), ma non reagisce né a sforzo normale e neanche a momento flettente. elemento 1: compensato 960x25mm; E5.700N/mm 2 (essendo prevalente la sollecitazione di compressione) elemento 2: tassello legno 140x100mm ai quarti estremi, 100x100mm nella metà centrale; E0 (non reagente a flessione) elemento 3: trave di legno 180x250mm; E8.000N/mm 2 Si omogeneizza la sezione a legno. n E 1/E / ,713 h tot h 1+h 2+h mm Xg 190,4mm Jg 934e6mm 4 σ n,1,d 4,69N/mm 2 σ m,1,d 0,34N/mm 2 σ n,3,d -2,50N/mm 2 σ m,3,d 4,79N/mm 2 Verifica compensato per tensioni normali: f c,0,d f m,0,d σ f n,d c,0,d K mod f c,0,k 0,80 12,2 γm 1,3 K mod f m,0,k 0,80 16,2 γ m 1,3 σm,d 4,69 0, f 7,51 9,97 m,0, d Verifica trave per tensioni normali: f t,0,d f m,0,d σ f n,d t,0,d K mod f t,0,k 0,80 10,0 γm 1,3 K mod f m,0,k 0,80 16,0 γ m 1,3 σm,d 2,50 4, f 6, 15 9,85 m,0, d 7,51N/mm 2 9,97N/mm 2 0,66 < 1 verificato 6,15N/mm 2 9,85N/mm 2 0,89 < 1 verificato Verifica a taglio trave (sezione composta): Il taglio massimo si ha nella sezione baricentrica e cioè all altezza Xg, applicando la teoria di Jourawski si ha: τ d 0,44N/mm 2 f v,d K mod f v,k γ m τ d 0,44 < f v,d 1,11N/mm 2 0,80 1,8 1,3 1,11N/mm 2 verificato Verifica a taglio trave (sezione semplice): In corrispondenza degli appoggi a muro la trave risulta priva della soletta di compensato, pertanto si esegue la verifica considerando che il taglio venga portato dalla sola trave originaria, si ha: τ d f v,d 3 T 22,4 10 1,5 1,5 A K mod f v,k 0,80 1,8 γ 1,3 0,77N/mm 2 m τ d 0,77 < f v,d 1,11N/mm 2 1,11N/mm 2 verificato Pag. 82

17 Verifica a taglio incollaggio: Il taglio sulle due superfici di incollaggio è uguale al taglio costante all interno dell elemento 2, applicando la teoria di Jourawski si ha: τd 0,50N/mm 2 Come resistenza a taglio si considera quella del compensato in quanto inferiore a quella del legno f v,d K mod f v,k γ m τ d 0,50 < f v,d 0,55N/mm 2 0,80 0,90 1,3 0,55N/mm 2 verificato Essendo soddisfatta la verifica sopra riportata, risultano superflue le verifiche a taglio nell elemento 1 (in quanto di base superiore a quella utilizzata nella verifica) e nell elemento 2 (in quanto di resistenza a taglio superiore a quella utilizzata nella verifica). Verifiche di deformabilità allo stato limite di esercizio (SLE) Le verifiche sono effettuate sulla trave T7 che è quella di minor inerzia, considerandola cautelativamente di 3 a categoria. i interasse 0,96m l luce netta 6,18m lc luce di calcolo l+0,20 6,38m Carichi a SLE lunga durata: q l G kxi 2,10x0,96 2,01kN/m legno K def 0,60 compensato Kdef 0,80 Carichi a SLE media durata: qm Qkxi 3,00x0,96 2,88kN/m legno K def 0,25 compensato Kdef 0,25 Freccia finale per carichi di lunga durata (permanenti): Si ricalcolano le caratteristiche di inerzia della sezione considerando i moduli di elasticità ridotti: E compensato E legno , ,60 Xg 185,0mm Jg 876e6mm 4 u1,fin 9,90mm 3.167N/mm N/mm 2 Freccia iniziale per carichi di media durata (accidentali): Si utilizzano le caratteristiche di inerzia della sezione considerate per le verifiche a SLU: Xg 190,4mm Jg 934e6mm 4 u 2,inst 8,31mm Freccia finale per carichi di media durata (accidentali): Si ricalcolano le caratteristiche di inerzia della sezione considerando i moduli di elasticità ridotti: E compensato E legno , ,25 Xg 190,4mm Jg 934e6mm 4 u 2,fin 10,39mm 4.560N/mm N/mm 2 Pag. 83

18 Verifica freccia istantanea: u 2,inst 8,31 < l/ /300 20,6mm Verifica freccia finale: u net,fin u 1,fin + u 2,fin 9,90+10,39 20,3 < l/ /200 30,9mm verificato verificato Modalità di intervento L intervento è consistito nel rinforzo di un solaio mediante soletta di multistrato di conifera, collaborante con le travi principali, che consente di aumentare sia la portanza sia la rigidezza nei confronti dei carichi verticali e conferisce inoltre la rigidezza nel piano, senza tuttavia produrre particolari variazioni sulla distribuzione delle masse. Le travi sono state in un primo momento ripulite all estradosso tramite sabbiatura e su di esse, tra i travicelli, sono stati applicati dei tasselli in legno massiccio sistemati in maniera tale che l altezza corrisponda a quella dei travicelli stessi. I tasselli sono stati prima fissati alle travi con l utilizzo dell adesivo epossidico tixotropico MapeWood Paste 140 e poi livellati tramite piallatura in opera. Sui tasselli così sistemati sono state incollate, utilizzando sempre lo stesso adesivo, delle tavole in maniera tale da assicurare continuità visiva dal basso ed avere un battente in alto leggermente sporgente sul piano del tavolato preesistente. I pannelli in multistrato di conifera sono stati poi adagiati sulle tavole e resi solidali ad esse sempre con il MapeWood Paste 140. Per migliorare ulteriormente la rigidezza del sistema al primo strato di pannelli è stato sovrapposto un altro, con le linee di giunzione tra pannello e pannello sfalsate rispetto a quelle dello strato inferiore. In questo caso le due pannellature sono state rese solidali con l ausilio del prodotto epossidico fluido MapeWood Gel 120, applicato con una grossa spazzola e fissate con viti da legno per garantire un contatto ottimale ed uniforme tra i due strati. Irrigidimento mediante tasselli in legno (incollati mediante Mapewood Paste 140) e doppio tavolato in compensato (incollato mediante Mapewood Gel 120). Analisi dei costi Anche in questo caso, il costo dell intervento è risultato del 58% inferiore a quanto previsto dall impresa appaltatrice. Pag. 84

19 4 PROCESSI Il progetto ha portato, come obiettivo realizzativo di sintesi rispetto ai precedenti, alla definizione e formalizzazione di 2 processi produttivi per l attività di diagnosi e restauro delle strutture lignee antiche, validati dall esperienza nei cantieri pilota e compatibili con un sistema di gestione integrato della qualità e della sicurezza (secondo le norme volontarie UNI EN ISO 9001:2000, OHSAS ed UNI 10604) che supera le regole e le norme tecniche obbligatorie esistenti. Di seguito si riportano, nell ordine: le parti comuni dei processi (normativa di riferimento, definizioni) le parti specifiche dei due processi (processo di valutazione preventiva, processo di progettazione dell intervento 4.1 Normativa di riferimento e definizioni I seguenti documenti sono, allo stato dell arte, quelli ritenuti più direttamente correlabili all attività in questione, nella generalità dei casi. Molti altri documenti possono essere impiegati per casi particolari, e/o sono richiamati da quelli di seguito citati. NB: fornire un elenco esaustivo è comunque non coerente con lo scopo della presente relazione. Legge n (05/11/1971) Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica D.M. LL.PP. 09/01/1996 Norme tecniche per il calcolo, l esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche (G.U. 05/02/1996, n.29 Suppl. Ord. n.19) D.M. LL.PP. 16/01/1996 Norme tecniche relative ai «Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi» (G.U. 05/02/1996, n.29 Suppl. Ord. n.19) C. Min. LL.PP. Istruzioni per l applicazione delle «Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di n.156aa.gg./stc 04/07/1996 sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi» di cui al D.M. LL.PP. 16/01/1996 D. Leg.vo n /10/1999 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352 (Suppl. Ord. alla G.U. 27/12/1999, n. 302) L. n /10/1997 Disposizioni sui beni culturali (Suppl. Ord. alla G.U. 17/10/1997, n. 243) UNI EN Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Definizione delle classi di rischio di attacco biologico. Generalità. UNI EN Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Definizione delle classi di rischio di attacco biologico. Applicazione al legno massiccio. UNI ENV 1991 Eurocodice 1. Basi di calcolo ed azioni sulle strutture. Parte 1: Basi di calcolo UNI ENV Eurocodice 1. Basi di calcolo ed azioni sulle strutture. Parte 2-1: Azioni sulle strutture - Massa volumica, pesi propri e carichi imposti UNI ENV Eurocodice 1. Basi di calcolo ed azioni sulle strutture. Parte 2-2: Azioni sulle strutture - Azioni sulle strutture esposte al fuoco UNI ENV Eurocodice 1. Basi di calcolo ed azioni sulle strutture. Parte 2-3: Azioni sulle strutture - Carichi da neve UNI ENV Eurocodice 1. Basi di calcolo ed azioni sulle strutture. Parte 2-4: Azioni sulle strutture - Azioni del vento UNI ENV Eurocodice 5. Progettazione delle strutture di legno. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici UNI ENV Eurocodice 5. Progettazione di strutture di legno. Parte 1-2: Regole generali - Progettazione strutturale contro l'incendio UNI ENV Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno - Parte 2: Ponti UNI ENV Eurocodice 8. Indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle s trutture. Parte 1-1: Regole generali - Azioni sismiche e requisiti generali per le strutture UNI ENV Eurocodice 8. Indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle strutture. Parte 1-2: Regole generali per gli edifici UNI ENV Eurocodice 8. Indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle strutture. Parte 1-3: Regole generali - Regole specifiche per i diversi materiali ed elementi UNI ENV Eurocodice 8 - Indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle strutture - Parte 1-4: Regole generali - Rafforzamento e riparazione degli edifici Le seguenti definizioni sono utili per descrivere in maniera univoca i concetti richiamati nei processi produttivi di restauro delle strutture lignee: Alterazione: qualsiasi tipo di modificazione dell'elemento strutturale ligneo (biologica, meccanica, chimica) intervenuta dopo la sua messa in opera. Alcuni esempi tipici: attacco di insetti (alterazione biologica, o degradamento); fratture da sovraccarico (alterazione meccanica, o danno); modificazioni del legno dovute ai prodotti della corrosione degli elementi di collegamento (alterazione chimica). Pag. 85

20 Classificazione secondo la resistenza: processo attraverso il quale un singolo elemento strutturale ligneo in opera può essere classificato in categorie associate a profili resistenti. Conservazione: insieme di operazioni sistematiche atte a garantire l'effettiva consistenza fisica e la funzionalità del bene sul quale sono applicate, finalizzate altresì ad eliminare cause ed effetti del decadimento materico e strutturale. Danno: alterazione dovuta a cause meccaniche. Si considera danno ogni decadimento delle prestazioni meccaniche del singolo elemento strutturale ligneo o dell'unità strutturale che lo contiene. Il danno può essere provocato, ad esempio, da fratture significative o interruzione della fibratura o da azioni esterne anche eccezionali (ad esempio il sisma). Degradamento (sinonimo: degrado): alterazione dovuta a cause biologiche. Difetto: caratteristica naturale originaria del legno, non necessariamente anomala, che può influire negativamente sulla resistenza, sulla rigidezza e/o sul comportamento strutturale in genere (ad es. l efficienza delle unioni) dell'elemento strutturale ligneo in opera. Elemento strutturale: sottoinsieme di una struttura lignea, costituito da un singolo pezzo (ad es. una trave od un puntone di capriata). Idoneità statica: capacità dell'elemento o dell'unità strutturale a sopportare carichi con adeguato margine di sicurezza. Impatto: influenza dell esecuzione di una prova non distruttiva su funzioni dell elemento strutturale ligneo diverse da quella portante (ad es. estetica, storica, documentale). Intervento: esecuzione delle operazioni previste in sede di progetto e finalizzate alla conservazione, manutenzione e/o restauro. Manutenzione: insieme degli atti, ricorrenti e sistematici, volti a mantenere il bene di interesse culturale nelle piene condizioni di integrità fisica e di funzionalità; tali atti si possono suddividere in manutenzione straordinaria ed ordinaria. Manutenzione ordinaria: gli interventi che rivestono carattere di periodicità e devono essere quindi decisi sulla base delle risultanze di ispezioni periodiche o sulla base del programma stabilito i n occasione dell'intervento straordinario. Manutenzione straordinaria: gli interventi che consistono in un insieme di opere diversificate che richiedono, preliminarmente alla stesura del progetto, una serie di indagini sullo stato di conservazione del manufatto nel suo complesso. Miglioramento: aumento delle prestazioni meccaniche dell'elemento o dell'unità strutturale, compatibilmente con la sua natura di bene culturale. Profilo resistente: insieme delle principali proprietà fisico-meccaniche, espresse in termini di tensioni ammissibili oppure di valori caratteristici, attribuibili a un elemento strutturale ligneo. Progettazione di un intervento: operazioni volte a proporre ed a definire compiutamente l'intervento stesso, usualmente distinte in studio preliminare, progetto definitivo, progetto esecutivo. Prova non distruttiva: prova la cui esecuzione in opera non influenza la funzione portante dell elemento; fra le prove non distruttive di uso comune nella classificazione degli elementi strutturali lignei in opera sono presenti prove aventi maggiore o minore impatto sull elemento stesso. Tra le tecniche per prove non distruttive riconosciute utili ai fini della classificazione degli elementi strutturali lignei in opera si possono ricordare: la resistenza alla foratura mediante trapano strumentato, la resistenza alla penetrazione dinamica (prove di impatto) o statica (prove di impronta), la resistenza all'estrazione della vite. Restauro: intervento diretto sul manufatto volto a mantenerne l'integrità materiale e ad assicurare la conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale (Testo unico, D. Leg.vo n /10/1999). Riabilitazione: restituzione delle prestazioni meccaniche originali (riferite alla fase costruttiva di riferimento determinata mediante l'analisi storica di cui al punto 4.1) dell'elemento o dell'unità strutturale. Rilievo critico: rilievo che, attraverso una lettura stratigrafica delle tracce materiali e dei caratteri delle superfici architettoniche, descrive e rappresenta le formulazioni interpretative delle varie fasi costruttive e/o di trasformazione dell'edificio (si veda il punto 5.5.2). Rilievo meccanico: procedura tesa a ricostruire la storia meccanica della fabbrica dalla sua edificazione sino al momento dell'osservazione. Sezione critica: la sezione trasversale dell elemento strutturale ligneo rappresentativa di una zona critica. Alla sezione critica verranno attribuiti tutti i difetti, anomalie, alterazioni, danni e altre caratteristiche influenti sulla resistenza, riscontrati nella zona critica. Sezione efficace: la sezione trasversale dell elemento strutturale ligneo (difetti inclusi) che si determina sottraendo dalla sezione critica tutte le aree costituite da legno degradato e/o danneggiato. Sistema integrato di restauro: la somma di metodi di calcolo, specifiche dei prodotti, procedure operative di cantiere, metodi di controllo qualità in un unico processo (come definito nella UNI EN ISO 9001:2000). Stato di conservazione: stato dell elemento strutturale ligneo in relazione alle alterazioni presenti. Struttura lignea: la somma di più elementi strutturali (portanti) costituiti prevalentemente da materiali a base di legno. Se un maggiore livello di dettaglio è necessario, i sottoinsiemi della struttura lignea possono essere denominati unità strutturale (ad es. una capriata) ed elemento strutturale (ad es. una trave di solaio od un puntone di capriata). Unità strutturale: sottoinsieme di una struttura lignea, costituito da uno o più elementi strutturali. Valori culturali: le tecniche costruttive, le tecnologie di lavorazione nonché l'assetto strutturale delle singole membrature e/o del complesso strutturale. Valutazione preventiva : insieme delle operazioni preliminari da eseguirsi prima di qualsiasi intervento sul manufatto. Pag. 86

LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura

LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura Premessa Fra le strutture di legno, le capriate reticolari costituiscono un tipo di costruzione diffuso che sfruttano pienamente i vantaggi potenziali

Dettagli

MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO

MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO MECCANISMO RESISTENTE A PETTINE Un elemento di calcestruzzo tra due fessure consecutive si può schematizzare come una mensola incastrata nel corrente

Dettagli

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Fondazioni dirette e indirette Le strutture di fondazione trasmettono

Dettagli

Modelli di dimensionamento

Modelli di dimensionamento Introduzione alla Norma SIA 266 Modelli di dimensionamento Franco Prada Studio d ing. Giani e Prada Lugano Testo di: Joseph Schwartz HTA Luzern Documentazione a pagina 19 Norma SIA 266 - Costruzioni di

Dettagli

CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE

CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE a cura del Consorzio POROTON Italia VERSIONE ASPETTI GENERALI E TIPOLOGIE MURARIE Le murature si dividono in tre principali categorie: murature

Dettagli

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 ESEDRA ENERGIA S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 La decennale esperienza di Esedra nel mondo delle energie rinnovabili ha dato vita alla linea

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA 123 4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA Il presente esempio è finalizzato a guidare il progettista alla compilazione del SI-ERC per un edificio con struttura a telaio in CA per il quale è

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

Edifici in muratura in zona sismica

Edifici in muratura in zona sismica Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati Reggio Emilia - 26 novembre 2010 Edifici in muratura in zona sismica Dott. Ing. Nicola GAMBETTI, Libero Professionista EDIFICI IN MURATURA IN ZONA SISMICA

Dettagli

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI Cap. XIV OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI PAG. 1 14.1 OPERE COMPIUTE Opere prefabbricate in cemento armato. Prezzi medi praticati dalle imprese specializzate del ramo per ordinazioni dirette (di media entità)

Dettagli

Carichi unitari. Dimensionamento delle sezioni e verifica di massima. Dimensionamento travi a spessore. Altri carichi unitari. Esempio.

Carichi unitari. Dimensionamento delle sezioni e verifica di massima. Dimensionamento travi a spessore. Altri carichi unitari. Esempio. Carichi unitari delle sezioni e verifica di massima Una volta definito lo spessore, si possono calcolare i carichi unitari (k/m ) Solaio del piano tipo Solaio di copertura Solaio torrino scala Sbalzo piano

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4

Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4 1. Descrizione della struttura portante Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4 terrazzamenti delimitati da preesistenti muri di sostegno. L edificio è suddiviso

Dettagli

10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A.

10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A. 10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A. Il capitolo fa riferimento alla versione definitiva dell'eurocodice 2, parte 1.1, UNI EN 1992-1-1, recepito e reso applicabile in Italia dal DM del

Dettagli

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

DEMOLIZIONE EDIFICI RAFFORZAMENTI E PUNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OPERE ADIACENTI

DEMOLIZIONE EDIFICI RAFFORZAMENTI E PUNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OPERE ADIACENTI DEMOLIZIONE EDIFICI 1. DEMOLIZIONI MANUALI E1 DEMOLIZIONI STRUTTURE RAFFORZAMENTI E UNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OERE ADIACENTI DEMOLIZIONE VOLTE; DEMOLIZIONE SOLAI IN LEGNO; DEMOLIZIONE SOLAI LATERO-

Dettagli

Resistenza a compressione (EN 196-1) 80 N/mm 2 Resistenza a flessione (EN 196-1) 17 N/mm 2 Densità 1,65 Kg/dm 2

Resistenza a compressione (EN 196-1) 80 N/mm 2 Resistenza a flessione (EN 196-1) 17 N/mm 2 Densità 1,65 Kg/dm 2 MIT-SE Plus 300 e 400 Ancorante Chimico Strutturale Vinilestere/Epossiacrilato certificato ETA/CE DESCRIZIONE Mungo MIT-SE Plus è un ancorante chimico strutturale ad alte prestazioni e rapido indurimento,

Dettagli

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali MANUALE TECNICO APPLICATIVO A CURA DI ASSOCOPERTURE PERCHÈ PROTEGGERE I VUOTI Riteniamo necessario parlare ai tecnici del settore

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

ISOLATORI ELASTOMERICI. ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02

ISOLATORI ELASTOMERICI. ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02 ISOLATORI ELASTOMERICI ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02 INTRODUZIONE CERTIFICAZIONI Nel 1992 FIP Industriale ha ottenuto la certificazione CISQ-ICIM per il Sistema di Assicurazione Qualità in conformità

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790 SCHEDARIEPILOGATIVAINTERVENTO OPCMn.3779e3790 A)Caratteristicheedificio Esitodiagibilità: B-C (OPCM 3779) E (OPCM 3790) Superficielordacomplessivacoperta( 1 ) mqnum.dipiani Num.UnitàImmobiliaritotali B)Contributorichiestoaisensidi

Dettagli

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A.

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A. 22 IL CONTROLLO DELLA QUALITA DEL CALCESTRUZZO IN OPERA S e i risultati del controllo di accettazione dovessero non soddisfare una delle disuguaglianze definite dal tipo di controllo prescelto (A o B)

Dettagli

TOP SOL TOP BRIDGE IMPALCATI IN C.A.P. AD ELEVATISSIME PRESTAZIONI E S S E INFRASTRUTTURE

TOP SOL TOP BRIDGE IMPALCATI IN C.A.P. AD ELEVATISSIME PRESTAZIONI E S S E INFRASTRUTTURE TOP SOL TOP BRIDGE E S S E D I V I S I O N E INFRASTRUTTURE E D INF IMPALCATI IN C.A.P. AD ELEVATISSIME PRESTAZIONI giulianedmp SOLUZIONI COSTRUTTIVE PER L EDILIZIA giulianedmp TOP SOL / TOP BRIDGE Impalcati

Dettagli

PRESCRIZIONI ANTISISMICHE E CRITERI DI CALCOLO: Interazione tra strutture e tamponamenti

PRESCRIZIONI ANTISISMICHE E CRITERI DI CALCOLO: Interazione tra strutture e tamponamenti Convegno CRITICITÀ DELLA PROGETTAZIONE TERMICA E ACUSTICA DEGLI EDIFICI IN RAPPORTO ALLE PRESCRIZIONI STRUTTURALI ANTISISMICHE Saie 2009, Sala Topazio, Sabato 31 ottobre ore 9.00 PRESCRIZIONI ANTISISMICHE

Dettagli

BOZZA. a min [mm] A min =P/σ adm [mm 2 ]

BOZZA. a min [mm] A min =P/σ adm [mm 2 ] ezione n. 6 e strutture in acciaio Verifica di elementi strutturali in acciaio Il problema della stabilità dell equilibrio Uno degli aspetti principali da tenere ben presente nella progettazione delle

Dettagli

Costruzioni in legno: nuove prospettive

Costruzioni in legno: nuove prospettive Costruzioni in legno: nuove prospettive STRUZION Il legno come materiale da costruzione: origini e declino Il legno, grazie alla sua diffusione e alle sue proprietà, ha rappresentato per millenni il materiale

Dettagli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli ingegneri della Provincia Autonoma di Trento nell anno 2012, si propone quale traccia per la stesura del Certificato di

Dettagli

7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE Il presente capitolo disciplina la progettazione e la costruzione delle nuove opere soggette anche all azione sismica. Le sue indicazioni sono da considerare aggiuntive

Dettagli

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile

Dettagli

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico La riparazione dell asfalto ha fatto strada. Sistemi MAPEI per la realizzazione di pavime I pannelli radianti sono

Dettagli

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri Acciai per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte (laminati, tubi senza saldatura, tubi

Dettagli

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n.

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n. PROTOCOLLO Responsabile del procedimento 14,62 Al Ministero per i beni e le attività culturali Soprintendenza..... Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni

Dettagli

Solai osservazioni generali

Solai osservazioni generali SOLAI Struttura orizzontale posta ad ogni piano di un edificio. Ha lo scopo di sostenere il proprio peso, dei pavimenti, delle pareti divisorie e dei carichi di esercizio. Per orizzontamento si intende

Dettagli

MapeWrap Resilient System

MapeWrap Resilient System C.P. MK707910 (I) 12/13 INNOVATIVO SISTEMA DI PROTEZIONE PASSIVA DEGLI EDIFICI NEI CONFRONTI DELLE AZIONI SISMICHE L unione delle tecnologie Mapei per la protezione in caso di sisma Applicazione di un

Dettagli

Montaggio su tetto piano

Montaggio su tetto piano Montaggio su tetto piano Avvertenze generali Con la crescente diffusione dei sistemi fotovoltaici, oltre a dimensioni elettriche, durata, tempi di garanzia ecc., anche i dettagli di montaggio assumono

Dettagli

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile MATERIALI A BASE DI CALCE NATURALE PER IL RESTAURO E IL RISANAMENTO scheda tecnica per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO PRODOTTO PER

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

Giovanni Metelli Università degli Studi di Brescia

Giovanni Metelli Università degli Studi di Brescia PROGETTARE LE STRUTTURE IN LEGNO Giovanni Metelli Università degli Studi di Brescia gmetelli@ing.unibs.it a.a. 2011-12 1 1. LEGNO: Caratteristiche fisiche e meccaniche del materiale 2. Legno e materiali

Dettagli

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura GEOTECNICA 13. OPERE DI SOSTEGNO DEFINIZIONI Opere di sostegno rigide: muri a gravità, a mensola, a contrafforti.. Opere di sostegno flessibili: palancole metalliche, diaframmi in cls (eventualmente con

Dettagli

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Misure di prevenzione e protezione collettive e individuali in riferimento al rischio di caduta dall alto nei cantieri edili A cura dei Tec. Prev. Mara Italia, Marco

Dettagli

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) Progetto per la realizzazione di: Edificio residenziale Località: Ancona Indirizzo: via Menicucci, 3 Il tecnico competente Ancona, 20/09/2011

Dettagli

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE CAPITOLO 7. 7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE BOZZA DI LAVORO Ottobre 2014 278 [BOZZA DI LAVORO OTTOBRE 2014] CAPITOLO 7 Il presente capitolo disciplina la progettazione e la costruzione delle nuove

Dettagli

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 Piano di manutenzione della parte strutturale dell opera Pag. 1 SOMMARIO 1 MANUALE D USO...3 1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 2 MANUALE DI MANUTENZIONE...3

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

Isolamento termico dall interno. Pannelli RP e soluzioni in cartongesso

Isolamento termico dall interno. Pannelli RP e soluzioni in cartongesso QUANDO ISOLARE DALL INTERNO L isolamento dall interno delle pareti perimetrali e dei soffitti rappresenta, in alcuni contesti edilizi e soprattutto nel caso di ristrutturazioni, l unica soluzione perseguibile

Dettagli

Titolo I NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

Titolo I NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN MURATURA D.M.LL.PP. del 20/11/1987 Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. Art. 1. Sono approvate le integrazioni e le rettifiche apportate

Dettagli

ANALISI PUSHOVER Statica Lineare Dinamica Lineare Statica Non Lineare Dinamica Non Lineare PUSH-OVER

ANALISI PUSHOVER Statica Lineare Dinamica Lineare Statica Non Lineare Dinamica Non Lineare PUSH-OVER ANALISI PUSHOVER - Analisi sismica Statica Lineare - Analisi sismica Dinamica Lineare - Analisi sismica Statica Non Lineare - Analisi sismica Dinamica Non Lineare Con il nome di analisi PUSH-OVER si indica

Dettagli

Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali

Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali Scheda Tecnica Edizione14.10.11 Sikadur -31CFNormal Sikadur -31CF Normal Adesivoepossidicoperincollaggistrutturali Indicazioni generali Descrizione Sikadur -31CFNormalèunamaltaepossidicabicomponente,contenenteaggregatispeciali,perincollaggieriparazionistrutturali,tolleral

Dettagli

REOXTHENE TECHNOLOGY

REOXTHENE TECHNOLOGY REOXTHENE Patented REOXTHENE TECHNOLOGY MEMBRANE IMPERMEABILIZZANTI DALLA TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA INNOVATIVO COMPOUND BITUME POLIMERO INCREDIBILE LEGGEREZZA (fino a 4 mm = 38 kg) MAGGIORI PRESTAZIONI

Dettagli

- Seminario tecnico -

- Seminario tecnico - Con il contributo di Presentano: - Seminario tecnico - prevenzione delle cadute dall alto con dispositivi di ancoraggio «linee vita» Orario: dalle 16,00 alle 18,00 presso GENIOMECCANICA SA, Via Essagra

Dettagli

Riferimenti Iconografici

Riferimenti Iconografici Corso di Aggiornamento per Geometri su Problematiche Strutturali Calcolo agli Stati Limite Aspetti Generali 18 novembre 005 Dr. Daniele Zonta Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale Università

Dettagli

PROGETTO PAIKULI - IRAQ

PROGETTO PAIKULI - IRAQ Dario Federico Marletto PROGETTO PAIKULI - IRAQ RAPPORTO TECNICO SUI LAVORI PER IL CORSO DI FORMAZIONE PRESSO LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA Intervento sul mosaico pavimentale del Cortile

Dettagli

Sommario. vengono riconosciuti. duttili. In. pareti, solai. applicazioni

Sommario. vengono riconosciuti. duttili. In. pareti, solai. applicazioni APPLICAZIONI INNOVATIVE CON MICROCA ALCESTRUZZI DUTTILI PER RINFORZII ED ADEGUAMENTI SISMICI Dario Rosignoli Stefano Maringoni Tecnochem Italiana S.p.A. Sommario Con gli acronimi HPFRC High Performancee

Dettagli

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. E. Cosenza NORME TECNICHE Costruzioni di calcestruzzo Edoardo Cosenza Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università di Napoli Federico II 4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

Dettagli

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 1 ottobre 2014

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO A l l e g a t o A COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO (ERRATA CORRIGE AL C.M.E. ALLEGATO ALLA GARA ED INSERITO SUL WEB) PROPRIETA ANCONAMBIENTE S.P.A. VIA DEL COMMERCIO 27, 60127 ANCONA OGGETTO OPERE

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici. Trasmissioni a cinghia. dentata CLASSICA

Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici. Trasmissioni a cinghia. dentata CLASSICA Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici Trasmissioni a cinghia dentata CLASSICA INDICE Trasmissione a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici Pag. Cinghie dentate CLASSICE

Dettagli

Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici

Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici Allegato 1 Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici 1. Premessa 1.1 Ambito di applicazione ed efficacia. Ai sensi dell art. 9, comma 3, della legge regionale n. 19 del 2008,

Dettagli

Calcolo semplificato agli stati limite

Calcolo semplificato agli stati limite CARLO SIGMUND Calcolo semplificato agli stati limite PER STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO ACCIAIO LEGNO MURATURA @ SERVIZI GRATUITI ON LINE Questo libro dispone dei seguenti servizi gratuiti disponibili on

Dettagli

Long Carbon Europe Sections and Merchant Bars. Trave Angelina TM. Perfetta combinazione di forza, leggerezza e trasparenza

Long Carbon Europe Sections and Merchant Bars. Trave Angelina TM. Perfetta combinazione di forza, leggerezza e trasparenza Long Carbon Europe Sections and Merchant Bars Trave Angelina TM Perfetta combinazione di forza, leggerezza e trasparenza Trave Angelina TM Un idea brillante, applicata ad un prodotto industriale Slanciata,

Dettagli

Sistema DI-CLASS Sistema composito per la decorazione di superfici orizzontali interne

Sistema DI-CLASS Sistema composito per la decorazione di superfici orizzontali interne Sistema DI-CLASS Sistema composito per la decorazione di superfici orizzontali interne DESCRIZIONE DI-CLASS è un sistema composito a base resina caratterizzato da elevata flessibilità di intervento ed

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

Dettagli

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote Opere Provvisionali Linee guida per il montaggio e smontaggio di ANVVFC,, Presidenza Nazionale, dicembre 2008 pag 1 Il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Pubblicato sulla G.U del 30 aprile 2008)

Dettagli

Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica

Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica 1 Ambito operativo e inquadramento normativo Tenuto conto del rilevante impatto che gli eventi sismici,

Dettagli

CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN ABS PER SOLAI MONODIREZIONALI. skyrail. sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE

CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN ABS PER SOLAI MONODIREZIONALI. skyrail. sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE CASSAFORMA RIUTILIZZABILE IN PER SOLAI MONODIREZIONALI skyrail sistema per solai monodirezionali RIUTILIZZABILE MODULARE RESISTENTE w w w. g e o p l a s t. i t SOLAI 02 VISION Con la Sapienza di costruisce

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Testo integrato dell Allegato 2 Edifici all Ordinanza 3274 come modificato dall OPCM 3431 del 3/5/05

Testo integrato dell Allegato 2 Edifici all Ordinanza 3274 come modificato dall OPCM 3431 del 3/5/05 NORME TECNICHE PER IL PROGETTO, LA VALUTAZIONE E L ADEGUAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI 1 OGGETTO DELLE NORME...7 2 REQUISITI DI SICUREZZA E CRITERI DI VERIFICA...8 2.1 SICUREZZA NEI CONFRONTI DELLA STABILITÀ

Dettagli

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione METODO DELLE FORZE CORSO DI PROGETTZIONE STRUTTURLE a.a. 010/011 Prof. G. Salerno ppunti elaborati da rch. C. Provenzano 1. METODO DELLE FORZE PER L SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTTICHE 1.1 Introduzione

Dettagli

Progetto di un edificio in muratura con alcuni elementi portanti in c.a. per civile abitazione

Progetto di un edificio in muratura con alcuni elementi portanti in c.a. per civile abitazione DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA MECCANICA E STRUTTURALE FACOLTÀ DI INGEGNERIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GEOMETRI SU PROBLEMATICHE STRUTTURALI Verona, Novembre Dicembre 2005

Dettagli

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE prof. ing. Pietro Capone Opere realizzate provvisoriamente allo scopo di consentire l esecuzione dell opera, la loro vita è legata

Dettagli

TIP AND TRICKS 01 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DI UNA LASTRA ORTOTROPA EQUIVALENTE A UNA VOLTA MURARIA

TIP AND TRICKS 01 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DI UNA LASTRA ORTOTROPA EQUIVALENTE A UNA VOLTA MURARIA TIP AND TRICKS 01 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DI UNA LASTRA ORTOTROPA EQUIVALENTE A UNA VOLTA MURARIA TECNICA DI DEFINIZIONE DELLE PROPRIETA' DI UNA LASTRA ORTOTROPA EQUIVALENTE A UNA VOLTA MURARIA Descrizione

Dettagli

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA ISTITUTO DI EDILIZIA ISTITUTO DI SCIENZA E TECNICA DELLE COSTRUZIONI TESI

Dettagli

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5 recupero calcestruzzo MALTE TECNOLOGICHE STRUTTURALI ad alta resistenza chimica LINEA costruzioni kerabuild Malta tecnologica strutturale colabile monocomponente per inghisaggi a rapida messa in servizio.

Dettagli

PROGETTO DI STRUTTURE LA RIPARTIZIONE DEI CARICHI NEGLI EDIFICI

PROGETTO DI STRUTTURE LA RIPARTIZIONE DEI CARICHI NEGLI EDIFICI PROGETTO DI STRUTTURE LA RIPARTIZIONE DEI CARICHI NEGLI EDIFICI Paolacci Fabrizio Università degli Studi Roma Tre Facoltà di Ingegneria INDICE 1. Introduzione 2. La ripartizione dei carichi verticali 2.1.

Dettagli

CAPI P T I O T L O O 1. OGGETTO

CAPI P T I O T L O O 1. OGGETTO CAPITOLO 1. OGGETTO 2 CAPITOLO 1 1. OGGETTO Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, l esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni

Dettagli

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E LA TERMOGRAFIA TERMOGRAFIA IN AMBITO EDILE E ARCHITETTONICO LA TERMOGRAFIA IN ABITO EDILE ED ARCHITETTONICO INDICE: LA TEORIA DELL INFRAROSSO LA TERMOGRAFIA PASSIVA LA TERMOGRAFIA ATTIVA ESEMPI DI INDAGINI

Dettagli

PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli)

PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli) SCHEDA TECNICA N 25 PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli) SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V I A M A S S A R E N T I, 9-4 0 1 3 8 B O L O G N A 0 5 1. 6 3. 6 1 4. 5 8 5 - FA X 0 5 1. 6 3. 6 4. 5 8 7 E-mail:

Dettagli

S.p.a. 24050 ZANICA (BG) Italia Via Stezzano, 16 tel +39 035 671 013 fax +39 035 672 265 www.styl-comp.it infostylcomp@styl-comp.

S.p.a. 24050 ZANICA (BG) Italia Via Stezzano, 16 tel +39 035 671 013 fax +39 035 672 265 www.styl-comp.it infostylcomp@styl-comp. CATTANEO & Co. - BG SC_I 01/2005 S.p.a. 24050 ZANICA (BG) Italia Via Stezzano, 16 tel +39 035 671 013 fax +39 035 672 265 www.styl-comp.it infostylcomp@styl-comp.it Realizzare un connubio perfetto fra

Dettagli

Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M.

Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 Con decreto ministeriale 14 gennaio 2008, pubblicato nella

Dettagli

codice descrizione un. mis. pr. unit.

codice descrizione un. mis. pr. unit. 01.P24.A10.005 Nolo di escavatore con benna rovescia compreso manovratore, carburante, lubrificante, trasporto in loco ed ogni onere connesso per il tempo di effettivo impiego, della capacita' di m³ 0.500

Dettagli

I prodotti da ancoraggio e fissaggio. secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 ed ETA (European Technical Approval)

I prodotti da ancoraggio e fissaggio. secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 ed ETA (European Technical Approval) I prodotti da ancoraggio secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 I prodotti da ancoraggio C.P. MK 685410 (I) 09/11 Mapei, nell ambito della norma UNI EN 1504, edita un fascicolo dedicato ai prodotti da

Dettagli

Rasatura cementizia tissotropica ad asciugamento ultrarapido per applicazione anche in verticale a spessore variabile da 1 a 20 mm

Rasatura cementizia tissotropica ad asciugamento ultrarapido per applicazione anche in verticale a spessore variabile da 1 a 20 mm CT LISCIATURE C40-F10 A2 fl CONFORME ALLA NORMA EUROPEA Nivorapid EN 13813 Rasatura cementizia tissotropica ad asciugamento ultrarapido per applicazione anche in verticale a spessore variabile da 1 a 20

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE N NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI elastico e resistenza a trazione, per il riempimento degli scavi effettuati nel

Dettagli

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar Pozzoli depurazione s.r.l. via M.Quadrio 11, 23022 Chiavenna SO P.IVA: 01263260133, REA: 61186, Telefono 0343 37475 (3

Dettagli

AMIANTO PIANO DI LAVORO

AMIANTO PIANO DI LAVORO AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

14. Controlli non distruttivi

14. Controlli non distruttivi 14.1. Generalità 14. Controlli non distruttivi La moderna progettazione meccanica, basata sempre più sull uso di accurati codici di calcolo e su una accurata conoscenza delle caratteristiche del materiale

Dettagli

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 L'edificio oggetto dell'intervento, si trova a Bolzano in via Dalmazia ai numeri 60, 60A e 62 E' stato costruito nei primi anni '50

Dettagli

Tegola portoghese in cotto AA OMEGA 10. Tegole e coppi in cotto. IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE.

Tegola portoghese in cotto AA OMEGA 10. Tegole e coppi in cotto. IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE. Tegola portoghese in cotto AA IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE. Tegola di punta nella gamma Imerys-copertura, la sua onda molto pronunciata offre un compromesso ideale per i clienti alla ricerca

Dettagli

24 - Strutture simmetriche ed antisimmetriche

24 - Strutture simmetriche ed antisimmetriche 24 - Strutture simmetriche ed antisimmetriche ü [.a. 2011-2012 : ultima revisione 1 maggio 2012] In questo capitolo si studiano strutture piane che presentano proprieta' di simmetria ed antisimmetria sia

Dettagli

FEDERAZIONE REGIONALE ORDINI INGEGNERI DELLA TOSCANA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI LUCCA

FEDERAZIONE REGIONALE ORDINI INGEGNERI DELLA TOSCANA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI LUCCA FEDERAZIONE REGIONALE ORDINI INGEGNERI DELLA TOSCANA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI LUCCA Strutture esistenti in c.a. e c.a.p., livelli di conoscenza, prove distruttive e non distruttive, progetto

Dettagli

Calettatori per attrito SIT-LOCK

Calettatori per attrito SIT-LOCK Calettatori per attrito INDICE Calettatori per attrito Pag. Vantaggi e prestazioni dei 107 Procedura di calcolo dei calettatori 107 Gamma disponibile dei calettatori Calettatori 1 - Non autocentranti 108-109

Dettagli

cimosa di sormonto autoadesiva

cimosa di sormonto autoadesiva Polietilene reticolato fisicamente sp. 8 mm nominale cimosa di sormonto autoadesiva. Massa elastoplastomerica Lato posa CARATTERISTICHE TECNICHE Acustic System 10, è un manto bistrato con cimosa adesiva,

Dettagli

EDIFICI CON STRUTTURA IN MURATURA

EDIFICI CON STRUTTURA IN MURATURA Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo IX CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Dott.Ing. Giulio Pandini L Ingegneria e la Sicurezza Sismica Novembre 2003 EDIFICI CON STRUTTURA IN MURATURA Prof.

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli