Anche la mensa scolastica diventa un occasione importante per imparare a mangiare tutto e in giusta quantità.

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1 n IL 7 Febbraio 2011 è iniziato il progetto Mastro Gufo il laboratorio di giornalismo che si svolgeva a scuola ogni lunedì per due ore. Il primo giorno ho conosciuto le insegnanti, che ci hanno posto delle domande sul perché ci eravamo i- scritti al corso, poi insieme abbiamo cercato di conoscere le parti di cui è formato il giornale: gli occhielli, l articolo di fondo, la pubblicità, gli strilli. Poi ci hanno distribuito il giornalino della scuola stampato lo scorso anno, perché lo leggessimo, ne conoscessimo l impostazione e decidessimo insieme come progettare quello di quest anno. Durante il secondo incontro abbiamo visto un filmato che ci ha mostrato il lavoro del giornalista e lo svolgimento di una giornata in una redazione. In classe, abbiamo cominciato a scrivere i nostri articoli a gruppi di due i nostri articoli: essi potevano occupare una o più pagine. Purtroppo alle successive lezioni non ho potuto partecipare perché mi sono ammalata. Quando sono rientrata a scuola le maestre ci hanno spiegato che non era più possibile svolgere il laboratorio perché i tagli effettuati dal Ministero erano tali da dover sospendere tutte le iniziative extrascolastiche. Io sono rimasta molto dispiaciuta perché mi piaceva partecipare a questo progetto. In questi giorni sto cercando di rimediare scrivendo da sola un giornalino. Barbara Cufaro Petroni Anche la mensa scolastica diventa un occasione importante per imparare a mangiare tutto e in giusta quantità. Mangiare frutta e verdura tutti i giorni è il modo migliore per stare bene, perché esse contengono le vitamine, sostanze che ci fanno crescere bene e pieni di energie. Alcune classi della nostra scuola hanno aderito al programma Frutta nelle scuole. In alcune sezione è stato avviato un percorso di educazione alimentare, cominciando a diversificare la merenda scolastica e a introdurre la frutta e la verdura uno due giorni alla settimana. Quali gli obiettivi? Eccoli: Incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini; indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi la consapevolezza tra sana alimentazione e benessere fisico; offrire ai bambini più occasioni, ripetute nel tempo, per conoscere i prodotti naturali diversi in varietà e tipologia. Si spera che il prossimo anno il progetto sia esteso a tutte le classe della scuola. All inizio dell anno scolastico, a settembre, abbiamo deciso, insieme alle maestre, la merenda della settimana scolastica. Dopo lunghe discussioni, abbiamo così stabilito: lunedì: frutta, martedì: panino con il prosciutto; Mercoledì: biscotti o merendine; Giovedì: frutta; Venerdì: taralli o cracker; Sabato: panino con il formaggio o con la marmellata. Abbiamo deciso queste merende per mangiare cose sane e sempre diverse. Francesca CIoce

2 Alunni II A-B Noi alunni delle classi II A e II B abbiamo svolto un laboratorio sui dinosauri. Dal mese di gennaio abbiamo incontrato, una volta alla settimana, l archeologo dott. Francesco Sanseverino e insieme alle insegnanti abbiamo scoperto come, dove e quando sono comparsi i dinosauri; abbiamo imparato a conoscere le loro famiglie, come si nutrivano, come vivevano e come alla fine sono scomparsi. Se volete saperne di più andate sul sito della scuola e troverete il nostro interessante lavoro. Buona visione sul sito: B A I dinosauri carnivori avevano grandi mascelle,denti affilati come coltelli per tagliare la carne e artigli ricurvi per afferrare la preda. Erano piccoli, leggeri veloci corridori e agili nell attacco. Quelli erbivori avevano denti aguzzi per tagliare le foglie dure, stomaco grande, pancia grande e coda e zampe per appoggiarsi. Dovevano mangiare tanto e impiegavano tanto tempo per digerire quello che avevano mangiato. Ingerivano anche pietre che servivano a maciullare il cibo. PAGINA 2 Alunni II A-B Giocate con noi. Leggete e rispondete. Qual è il carnivoro A o B? Verifica la tua risposta alla pagina seguente.

3 La risposta al gioco precedente:il carnivoro è B Fare scuola sul campo! Roma : La città eterna Dopo aver sognato per un anno intero la gita di fine anno, finalmente il 16 maggio il sogno si è avverato! Il luogo scelto? Formidabile: Roma! Tre giorni con i compagni di classe per una gita indimenticabile. Eravamo felici di stare tre giorni senza la famiglia, perché questo significava essere diventati grandi e responsabili. La prima grande emozione è stata salire sul verde Gianicolo da cui si ammirano spettacolari panorami! E poi a mezzogiorno lo sparo del cannone! Che botto! Gli occhi si sono riempiti di immagini stupende come cartoline: il Quirinale, l Altare della Patria, il Pantheon e che dire di San Pietro con la incantevole Pietà di Michelangelo: siamo rimasti a bocca aperta! La visita al Colosseo è stata una visione unica: per la grande emozione; alcuni di noi sono riusciti a immaginarlo pieno di gladiatori e di leoni. In realtà Roma è tutta una grande emo- Tantissimo tempo fa l uomo non esisteva e gli animali e le piante erano molto diversi da quelli di oggi. Per raccontare la storia della terra e della vita bisogna contare il tempo in milioni di anni. I dinosauri comparvero sulla terra milioni di anni fa e a quel tempo l era si chiamava ME- SOZOICA. Il Mesozoico, a sua volta, si divide in tre periodi: TRIASSICO, GIURASSICO, CRETACICO. Alunni II A-B zione: una città abbracciata dal Tevere che ha cullato nel passato Romolo e Remo e ancora oggi scorre orgoglioso nella città più bella del mondo! Le nostre emozioni sono state tantissime anche di fronte a monumenti che avevamo visto già! Ma come tutte le cose belle è finita presto! La città è eterna la gita no! Peccato. Ruggero Gomes e Angelica Treglia Al tempo dei dinosauri la terra era tutta unita, i continenti non erano separati tra loro e la terra si chiamava PANGEA. Siamo andati alla Fiera del Levante e nel planetario abbiamo visto il nostro sistema solare e la terra con tutti i suoi continenti ormai separati. Alunni II A-B PAGINA 3

4 Una buona igiene orale salva i nostri denti Consigli di un amica! Cari bambini, non dimentichiamo che una buona igiene orale è determinata anche da una sana educazione alimentare, per questo motivo mi raccomando, non mangiate tanti cibi dolci o esageratamente zuccherati come merendine, gomme da masticare, torte e... Giulia Merra Difendiamo i nostri denti dalle carie Ricordiamo di lavare i denti non appena abbiamo finito di mangiare, perché i germi, i batteri, cominciano a scavare la carie con delle pale immaginarie e riescono in breve tempo a corrodere lo smalto dei denti fino ad arrivare al nervo e poi iniziano i dolori e tanti dolori!! Lavate allora i denti almeno tre volte al giorno, subito dopo i pasti principali con il dentifricio e lo spazzolino. Spazzolate a lungo e ricordate: il lavaggio, va effettuato, dall alto verso il basso nell arcata superiore e, dal basso verso l alto nell arcata inferiore;inoltre deve durare almeno 5 minuti. Giulia Merra Come è fatto un dente? Il dente è composto dalla corona, che è la parte del dente che si sviluppa fuori dalla gengiva; essa è ricoperta dallo smalto dentale. C è il colletto che divide la corona dalla radice. Infine la radice che troviamo alla base di ogni dente,innervata dai vasi sanguigni ed dai nervi che portano il sangue e il nutrimento. Piergiusto Rnieri PAGINA 4

5 Lunedì 14 marzo siamo andati al teatro Piccinni per festeggiare i 150 anni dell Unità d Italia. Noi, alunni di seconda abbiamo cantato L addio del volontario toscano e O tricolore guidati dal maestro Giovanni Rota. Infine abbiamo proiettato su un grande schermo la storia di Vittorio Emanuele II, il primo re d Italia. Noi l abbiamo scritta e abbiamo fatto i disegni, mentre le nostre insegnanti hanno realiz- zato il Power Point. Altri bambini hanno eseguito diversi canti popolari delle regioni italiane; altri ancora hanno recitato Garibaldi fu ferito. È stata una bellissima giornata! Siamo stati molto felici perché i nostri genitori hanno detto che siamo stati bravissimi e anche perché siamo saliti sul palco del nostro bellissimo teatro. Romeo Papapresta Imparare a leggere un quadro è facile: bisogna avere...occhio! Il 6 dicembre scorso, gli alunni delle classi II A e II B sono andati ad una mostra di quadri, presso la galleria del signor Roberto Tortora. Ci ha accolti il proprietario, critico d arte. Egli ci ha insegnato a leggere I quadri, a dare un titolo e a leggere la firma dell autore. I quadri erano tutti molto belli, ma quello che ci è piaciuto di più è stato il dipinto che rappresentava la foresta con tanti alberi, fiori e alcune anfore. A molti invece è piaciuto un quadro che noi abbiamo intitolato Il paese caramellato, perché aveva tanti colori che ci ricordavano le carte delle caramelle. Il sig. Tortora ci ha offerto i biscotti, i succhi di frutta e i cioccolatini. Dopo siamo tornati a scuola veramente soddisfatti!. Virginia Ladisa e Fabrizia Ladisa PAGINA 5

6 R i o - n e r o in Vulture, è un paesino della Basilicata, paese circondato da boschi ricchi di castagni. A fine ottob r e, s i a - m o andati proprio lì, per raccogliere le castagne. Siamo partiti da Bari molto presto al mattino e siamo arrivati nel bosco intorno alle 11,00. Ci siamo inoltrati nel fitto della vegetazione e abbiamo raccolto castagne, ricci, foglie, funghi e pietre. Abbiamo osservato: i castagni, le querce e i cespugli; con l aiuto di un esperto abbiamo osservato, toccato, annusato e registrato le nostre osservazioni. I tronchi dei castagni erano lisci e sottili, mentre quelli delle querce erano rugosi e tortuosi. Le foglie dei castagni erano larghe, lanceolate, con i margini seghettati, le nervature evidenti, i colori dal rosso al giallo oro; mentre quelli delle querce erano verdi, ovate e con le spine lungo i bordi. Anche le pietre avevano un colore diverso, più scuro, quasi nero: rocce venute fuori tanto tempo fa dai vulcani. Al termine siamo andati via e abbiamo visitato i laghi vulcanici di Monticchio: due lagni circondati da boschi ricchi di castagni e tanti altri alberi. Quindi siamo andati a pranzo in una masseria e al termine abbiamo gustato le caldarroste. Abbiamo, quindi, visitato le stalle... quanti animali! C erano le mucche, le capre, i maiali, le pecore, i capretti e i cavalli. Al termine siamo tornati a Bari. È stata una splendida giornata e noi ci siamo divertiti molto! Emanuele Lapenna PAGINA 6

7 Dall osservazione alla registrazione Nome comune Albero Castagno alto e massiccio Chioma Tronco Foglie larga, con foglie verdi, che cadono in autunno. ramificato, con corteccia grigio - scura e liscia. lunghe, lanceolate, con nervature laterali, con margine seghettato. di colore verde lucido, Fiore di colore bianco. Fiorisce a giugno - luglio. Frutto cupola spinosa a forma di riccio, con spine acute e pungenti; a maturazione si apre lasciando u- scire da 1 a 3 le castagne. Dove si trova è diffusa in tutte le regioni italiane. Dall osservazione svolta in classe notiamo che il riccio di castagna è una capsula spinosa marrone con sfumature verdi e rosse; si presenta un po aperto e nel suo interno si vede il frutto: la castagna. Le spine della cupola servono a difendere il frutto dagli animali. Al suo interno la cupola spinosa è pelosa e morbida per contenere la castagna. Simona Melibeo Osservo a occhio nudo: il riccio PAGINA 7

8 Il carnevale di Venezia Le origini del Carnevale di Venezia risalgono al X secolo. Il Senato della Serenissima ufficializzò l esistenza del Carnevale nel 1296 con un editto che dichiarava il Martedì Grasso giornata festiva. Nel corso dei secoli successivi la durata della festa si ingrandì. Il Carnevale veneziano cominciava normalmente il 26 dicembre per concludersi il giorno delle Ceneri. Durante questo periodo, spesso venivano concesse licenze per l utilizzo delle maschere dal 1 ottobre e spesso si assisteva a banchetti durante la Quaresima. Nel 1638 Venezia conquistò il titolo di città del Carnevale diventando un attrazione turistica p e r t u t t a l Europa. Il travestimento veneziano per eccellenza è la bauta, indossata da uomini e donne: una mantellina nera abbinata ad un cappello tricorno nero e una maschera bianca che copriva tutto il viso. Giulia Merra Durante il Carnevale l identità personale, il sesso, la classe sociale non esistono più, si entra a far parte della grande illusione del Carnevale. Lungo le calli, per i canali invasi da maschere il saluto era:"buongiorno siora maschera L ultimo giorno in piazza San Marco si brucia l effige del Carnevale. PAGINA 8

9 Matt Groening, alla sua prima esperienza di animatore, l 8 settembre 1986, inventa la serie de I Simpson, diventandone, in seguito, anche il produttore. Nel 1990 Homer e la sua famiglia diventano un vero e proprio fenomeno televisivo, battendo ogni record di ascolti. Il personaggio principale della serie è senza dubbio Homer Simpson, il capofamiglia.. Egli lavora nella centrale nucleare di Springfield, come supervisore alla sicurezza. Homer ha circa 38 anni ed è il tipico uomo moderno: ciccione, spaccone, sconsiderato, stupido ed ottuso. È sposato con Marge Bouvier, una casalinga dai capelli blu, raccolti in uno chignon spropositatamente alto. Dolce e intelligente è proprio lei l unica vera responsabile della famiglia. I tre figli sono: Bent, il monellaccio poco studioso, il bulletto della scuola di Springfield, terrore dei maestri e del direttore; Lisa, intelligente, suonatrice di sax e un po secchiona; la piccola Maggie,la piccola di casa, molto intelligente e sveglia per la sua età. Una famiglia che ha riscosso molto successo presso giovani e meno giovani perché rispecchia la famiglia tipo americana e, forse, anche quella italiana. Giulia Merra La famiglia vive in una classica casa americana circondata da un bel giardino, nella cittadina di Springfield. La centrale nucleare inquina le acque della zona con le sue scorie radioattive, ma garantisce il lavoro a molti abitanti e ad Homer. Nonno Abraham, pensionato, vive nella casa di riposo di Springfield PAGINA 9

10 Amici dei bambini! I Puffi sono una tribù di piccoli gnomi blu che abitano in casettine bianche ricavate dai funghi. Sono molto tranquilli e vivono in armonia fra loro e ciascun abitante ha un ruolo ben preciso. C è il puffo pasticcere, il dormiglione, il pittore, il musicista, il forzuto, il burlone... L unico figura femminile è Puffetta dalla lunga chioma gialla color oro. Anche nella loro tribù esiste un capo supremo, in questo caso è il Grande Puffo che al contrario degli altri ha un berretto, i pantaloni rossi e una folta barba bianca. Il nemico numero uno dei puffi è Gargamella, una specie di stregone umano, che vive in un castello diroccato, insieme al suo fedele gatto nero, Birba. Gargamella vuole catturare il popolo di Puffolandia per cucinare tutti i suoi abitanti in un grande pentolone. I nostri a- mici devono combattere anche i briganti che vogliono rubare il loro preziosissimo tesoro. Per fortuna i Puffi hanno un amico umano, che li aiuta: John. Allora forza Puffi, tutti i bambini sono con voi!!! Giulia Merra I Puffi vivono in un villaggio dove le casette sono dei bellissimi e coloratissimi funghi. Immerso nella natura, probabilmente verso il confine franco-belga, vive uno strano popolo di piccoli omini blu: i puffi. Non sono gnomi, né elfi né nani! PAGINA 10 Il malvagio mago Gargamella

11 Un castello da visitare! Un giorno del mese di aprile, siamo andati a visitare il castello Svevo e, visto che era molto vicino alla scuola, siamo andati a piedi. Siamo partiti e dopo poco tempo siamo arrivati: fuori dal castello, abbiamo incontrato la nostra esperta Maria. Ella ci ha mostrato il fossato dicendoci che prima era pieno di acqua, ma adesso non c è più. Abbiamo visto le mura e il ponte, ora fisso, dove prima c era il ponte levatoio. Sulle mura esterne abbiamo notato le caditoie, da cui i soldati lanciavano l olio bollente e le aperture dietro le quali mettevano i cannoni. Siamo poi entrati nel cortile attraversando il bellissimo portale federiciano. Dal cortile siamo entrati nella piccola cappella dedicata a San Stanislao e poi nella sala, fatta costruire da Carlo d Angiò, che una volta era destinata ai soldati. Siamo saliti, quindi, attraverso la bella scalinata, nelle sale del piano superiore e l esperta ci ha mostrato la porta che conduce alla torre di San Francesco, chiamata così perché ha ospitato il Santo, quando è passato da Bari. Abbiamo poi visto le altre due torri: quella del semaforo e dei minorenni. L ultima torre non l abbiamo vista perché è stata distrutta tanto tempo fa. Sabino Cautilli e Giovanni Fullone PAGINA 11

12 A Bari: un castello ricco di storia Circa novecento anni fa un re Normanno, Ruggero II conquistò Bari e fece costruire un castello vicino alle mura della città. Il castello fu subito distrutto: prima da un altro re, poi dai Baresi che non amavano i Normanni. Molti anni dopo Federico II di Svevia, diventato re, ordinò il restauro del castello e lo fece abbellire con un portale e alcune colonne nel cortile. PAGE 12

13 Quando Bari fu conquista dai Francesi, il re Carlo d Angiò fece sistemare il cortile per la cavalleria e fece aprire una porta sul lato del mare, per fuggire in caso di pericolo. Passarono molti anni e la duchessa Isabella d Aragona venne ad abitare a Bari. Intorno al castello fece costruire i bastioni, grosse mura che resistevano alle cannonate. La figlia Bona Sforza, diventata grande, sposò Sigismondo Jaghellone e fu incoronata regina di Polonia. Ordinò di rendere il castello più elegante per farne una dimora principesca. Negli anni che seguirono nessun re abitò più il castello e allora divenne prigione e caserma per i soldati. Alunni classe II A-B PAGE 13 disegni di Elena Carbonara

14 Come realizzare dinosauri con la tecnica pop - up. Provate a realizzare soggetti con questa tecnica. Questi cartoncini sono stati realizzati con la tecnica del pop up. Se vuoi realizzarlo anche tu, ti suggerisco il procedimento.. Su un cartoncino piegato a metà, traccia due linee parallele dalla piegatura del foglio verso l esterno, lunghe 3 cm e distanti tra loro 4 cm. Tenendo il foglio chiuso, taglia lungo le linee. Apri il foglio e solleva il segmento tagliato piegandolo verso l interno del biglietto. Schiaccia le piegature in modo da farlo sollevare prima di incollare il disegno del dinosauro. Disegna sullo sfondo l habitat del tuo mastodontico animale preistorico!!! Alunni III B PAGE 14

15 Una tecnica eccezionale. Provate a realizzare soggetti con questa tecnica Segui le istruzioni: Prendi un cartoncino, piegalo a metà e disegna un arco; Traccia delle linee verticali dentro l arco. Taglia e piega lungo l arco tutte le striscioline. Riporta le strisce nella posizione iniziale, apri il cartoncino e spingi la pancia all interno; Adesso, con la tua fantasia, divertiti a disegnare delle figure intorno alla pancia, puoi anche inventare degli acrostici o versi in rima. Alunni classe III B - C Soggetti realizzati con la tecnica del pop up con pance e pancioni. PAGE 15

16 Una bambina a Bari La mamma era Isabella d Aragona e il suo papà era il duca di Milano Gian Galeazzo Sforza. Bona viveva nel castello con l unico fratello, Francesco e le sorelline Ippolita e Bianca Maria. Il papà, duca di Milano, morì quando Bona aveva pochi anni e Ludovico il Moro divenne il nuovo duca. Bona aveva otto anni quando venne a vivere a Bari con la sua mamma Isabella; le sorelline, Ippolita e Bianca Maria, erano morte, mentre Francesco era stato portato via in Francia. Fecero un lungo viaggio da Milano, a Mantova, a Bologna, a Napoli a Ischia e poi arrivarono a Bari. Qui trovarono un castello piccolo e in gran parte distrutto, ma Isabella non si perse d animo e cominciò i lavori di restauro, che lo resero più sicuro, più grande e molto più principesco. Infatti fece costruire i bastioni, con feritoie e bocche per i cannoni, per renderlo sicuro e possente; e lungo le mura, fece mettere archetti ciechi per renderlo più bello e armonioso. Nel cortile diede ordine di costruire un ampia scalinata e, al primo piano, altre stanze per sé e la sua figliola. Nell ampio cortile Bona Sforza giocava con la sua amichetta, sotto gli occhi vigili della nutrice e delle ancelle che, nel frattempo, cucivano e ricamavano. Quando non giocava, Bona Sforza studiava molto: le piaceva leggere le poesie, le Sacre Scritture e amava suonare il monocordio. Ella aveva molti bravi maestri. Federica Piazzolla e Carlo de Corato Bona Sforza: duchessa di Bari e regina dii Polonia. Bona Sforza nacque a Vigevano I genitori di Bona Sforza: Gian Galeazzo Sforza e Isabella d Aragona e abitò nel palazzo Ducale di Milano PAGINA 16

17 La mia aula si trova al terzo piano di un edificio un po vecchiotto costruito su strade molto trafficate. Dentro la mia aula si possono sentire i rumori dei tacchi delle maestre, il fruscio dei fogli stropicciati sotto le penne come foglie secche sotto i piedi. Si sente il rumore delle macchine che si affollano per la strada, l esile voce delle maestre che ogni tanto chiacchierano e che rendono l atmosfera molto rilassante. L unica cosa che però rovina tutto è l urlo acuto e prolungato delle maestre delle altre classi, il fastidioso ronzio delle mosche, delle zanzare in primavera, il dolce, ma continuo vocio dei compagni, simile al cinguettio degli uccellini. Il rumore delle sedie o dei banchi che si spostano, poi, fa ormai parte della vita di ogni scolaro. Durante la ricreazione gli schiamazzi dei bambini mi gonfiano la testa come un palloncino mentre il soave bisbiglio delle mie amiche me la fanno sgonfiare. Nell insieme di tutti questi suoni e rumori io mi trovo bene, mi sento tranquilla e a mio agio, tanto che vorrei non dover lasciare più questa scuola. Mio nonno si chiama Michele. Mi piace perché racconta tante barzellette. Io lo incontro ogni domenica quando vado a pranzo a casa sua e con lui mangio tanti dolci, gioco a carte e vinco sempre! Roberta Maffei Msaffei Roberta Maffei ALESSIA LIONETTI Dedicato ai nonni... Vi voglio bene perchè ci fate tante coccole e siete i nonni migliori del mondo! Alunni II E PAGINA 17

18 I sogni di bambini! Da grande vorrei tanto diventare una cantante perché quando canto mi sento me stessa, svuoto la mia rabbia e la tristezza e divento felice. Ho iniziato a provare queste sensazioni giornalmente, a casa, ma anche a scuola, durante le recite. Fare la cantante ha anche i suoi lati negativi, perché se diventassi famosa non a- vrei una vita privata normale; sarei continuamente pedinata da tutti, ma sono sicura che riuscire a superare questi o- stacoli, perché per me il canto è magico e speciale. Riuscire a cantare in pubblico sarebbe la cosa più bella che potrebbe succedermi, ma purtroppo mi vergogno talmente tanto che lo faccio soltanto quando sono sola. E allora noto la bellezza della spontaneità e riesco ad essere me stessa. A me piace soprattutto il canto lirico. E la mia passione! A volte mi capita di cantare per sentirmi meglio, ma lo faccio soprattutto quando sono felice. Insomma io canto e canterei sempre! Proprio per q u e s t a m i a p a s s i o n e quest estate farò un corso per imparare a modulare la mia voce e per non aver vergogna del pubblico, così realizzerò il mio sogno e potrò essere felice per sempre. Anche se non riuscirò a diventare famosa non mi abbatterò e cantare resterà per sempre il mio hobby preferito. Elena Pacucci I grandi della musica I miei sogni di bambina Da grande farò la calciatrice perché mi piace giocare a calcio, soprattutto togliere la palla all avversario. Forse farò anche l esploratrice perché mi piace e- splorare e amo l avventura, la natura e curiosare nei boschi con l attrezzatura dell esploratore! Roberta Maffei PAGINA 18

19 Fino in fondo è la canzone che Luca Barbarossa e Raquel del Rosario hanno presentato nella sessantunesima edizione di Sanremo La romantica canzone esprime dei bellissimi sentimenti e fa capire che le cose vanno fatte fino in fondo e non superficialmente. Dalla prima volta che ho ascoltato questa canzone, mi è piaciuta subito. I due cantanti hanno voci interessanti, bellissime, soprattutto Raquel del Rosario. Spero che insieme incidano altre canzoni. Giulia Merra Un bel giorno, nello splendido bosco Certosino, nacque una ghiandaia e la chiamarono Pianterina. Con la piccola ghiandaia abbiamo imparato a conoscere gli abitanti del bosco e i pericoli a cui essi vanno incontro. La ghiandaia Pianterina e il bosco Certonsino è un bel libro con immagini stupende. Noi ci siamo divertiti molto a leggerlo e vi consigliamo di leggerlo anche voi. L autore è Margherita Lillo e l editore è Torre Nebbia Francesca Cioce All ombra di una millenaria quercia la nostra esperta, alla Masseria dei Monelli, ci ha raccontato che: Le ghiandaie sono ghiotte di ghiande; le raccolgono e le nascondono per poterle mangiare poi con tutta comodità, ma dimenticano dove le hanno nascoste e, dopo un po di tempo, nascono nuovi alberi: le querce. Alunni classe II B PAGINA 19

20 La mia mamma ricorda della grande felicità che sentiva quando mi aspettava. Mamma immaginava che fossi una bella bimba, buona, gentile e intelligente e aveva tanto desiderio di abbracciarmi forte al suo cuore. Per questo accarezzava la pancia nella speranza di sentire le mie parti del corpo. Finalmente quando la pancia diventò molto grande riusciva a distinguere la mia testolina e il mio piedino. Mia madre trascorreva molto tempo a parlarmi, a giocare con pupazzetti sonori e insieme ascoltavamo della musica dai suoni dolci. La mia mamma pensava alla scelta di un nome bello e giusto per me. Giorgia Nicole. PEPE Ora vi racconto... La mia mamma ha sempre raccontato che per nascere ho fatto un lunghissimo viaggio. Esistevo già nel cuore della mia mamma e del mio papà quando erano giovani. Poi, grazie al loro amore, sono arrivata nella pancia della mia mamma e lì sono rimasta al calduccio per crescere e giocare. Poi, un pomeriggio d autunno, sono finalmente nata e ho potuto abbracciare la mia mamma. Nella pancia ho lasciato un mio pezzettino dal quale è nata mia sorella Sofia Carolina, poi mia sorella ha lasciato un suo pezzettino per far nascere il nostro fratellino, Giorgia Nicole. PEPE PAGINA 20

21 La masseria dei Monelli Durante la visita alla masseria del Monelli abbiamo osservato tante cose interessanti. C erano : I filari di alberi da frutta: ciliegi e ulivi; i muretti a secco per definire il confine della masseria; tanti cespugli, verdi; tanti fiori colorati: margherite e papaveri; Tanti animali: cani e capretti; La voliera: galline, pavoni, galli, colombe bianche. È STATO MERAVIGLIOSO AN- DARE IN MASSERIA!!! Alunni I D Inizio Preparare il solco con una paletta; Togliere le pietre; Creare con il chiantaturo la dimora per le piantine; Mettere il compost (concime) sulle piantine; La Masseria dei Monelli Mettere la paglia intorno alle Piantine; Annaffiare tutte le piantine. Fine Diagramma di flusso: preparare il terreno per le nostre piantine PAGINA 21

22 Volare, che passione!! Il giorno 3 maggio siamo andati in pullman all aeroporto. Io e i miei compagni eravamo tanto emozionati e molti di noi non vi erano mai stati. Siamo entrati nel terminal passeggeri e siamo passati al checkin, come dei veri viaggiatori: abbiamo presentato il nostro documento e h a n n o m e s s o un etichetta ai nostri zaini e poi siamo passati al controllo del metal detector. Quindi, saliti su un pullman, siamo stati condotti alla falconeria, ai margini delle piste. Ci aspettava un esperto falconiere che ci ha parlato del pericolo che uccelli come i piccioni e i gabbiani possano procurare agli aerei in fase di decollo e atterraggio perché possono rompere i motori entrando attraverso le eliche. Per questo vengono addestrati uccelli predatori che fanno finti attacchi a uccelli imprudenti. Abbiamo visto un aquila e un falco all opera e li abbiamo accarezzati: che bella sensazione! Siamo poi saliti su un aereo e l a bbiamo i n va s o. Quanti bottoni nella cabina di pilotaggio! Eravamo stanchi, ma volevamo scoprire più cose. Dopo una lunga salita siamo entrati nella torre di controllo e di là vedevamo il panorama. Viste da lì le macchine erano piccolissime! Un aereo è sbucato dalle nubi ed è atterrato sulla pista, mentre un altro decollava. Nella torre, i controllori di volo parlavano in inglese con i piloti. A quel punto avevamo un certo languorino e abbiamo pranzato in un locale dell aeroporto. Questa esperienza ci ha fatto vivere un giorno da viaggiatori e ora molti di noi sognano di prendere il volo. Alunni classe III D- E Siamo entrati nel terminal passeggeri e siamo passati al check-in e al controllo del metal detector. PAGE 22

23 Provare a vivere come gli uomini preistorici! Sabato 9 aprile è stata una giornata fantastica! Ci siamo recati alla grotta Santa Croce di Bisceglie. Appena arrivati, abbiamo percorso un tragitto in discesa nella lama: intorno a noi c era una ricca vegetazione e sul fondo scorreva un torrente che abbiamo attraversato grazie ad un ponticello. Si sentivano i cinguetii degli uccelli, lo scroscio dell acqua e il rumore delle pietroline sotto i nostri piedi. C erano ad attenderci dei capi scout molto ospitali. Siamo entrati nella grotta: era buia, u- mida e fredda. Alcuni fari la illuminavano e seguendo la nostra guida abbia- mo osservato i pannelli didattici che spiegavano il ritrovamento del femore dell uomo di Neanderthal e la stuoia del Neolitico. Ad un certo punto ci hanno fatto indossare dei caschi: ci siamo trasformati in piccoli speleologi e abbiamo perlustrato la parte più profonda della grotta. Usciti all aperto siamo stati avvolti dai caldi raggi del sole. Quindi sono iniziati i laboratori. Indossate delle pellicce, ovviamente sintetiche, ci siamo trasformati in una tribù di uomini preistorici. Sembrava veramente di essere nel passato! Abbiamo seguito la lavorazione della pietra, scoprendo i p r o g r e s s i c h e l uomo ha compiuto nella tecnologia: da una semplice pietra scheggiata ad una sofisticata ascia. Abbiamo provato ad accendere il fuoco con degli archetti e siamo rimasti incantati a vedere la fiamma scaturita dalle pietre focaie che la guida ha strofinato. Abbiamo modellato vasi con l argilla e fabbricato collane con corde e conchiglie. Insomma per una giornata ci è sembrato di vivere nella preistoria! Alunni classe III D- E Intorno a noi ricca vegetazione e sullo sfondo un torrente... Piccoli speleologi alla riscossa PAGE 23

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