Italia: Paese di poeti, navigatori, santi e... organizzatori di festival

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2 2VACUITA il fondo del barile di Teo Guadalupi LA NOIA Quest anno sono andato in vacanza all isola del Giglio. Posto meraviglioso. Ci sono stato due settimane. Molti mi avevano detto: bel posto, ma due settimane sono troppe, ti annoi. Io ci sarei rimasto altri due mesi. Qualche anno fa ero andato in vacanza alle Maldive. Posto meraviglioso. Ci sono stato una sola settimana. Verso la fine della vacanza sentivo la gente che diceva: una settimana è giusto, perché di più ti annoi. TIANNOI. Ora, i fatti sono due: o io frequento solo Jack Bauer e John Rambo, oppure c è qualcosa che non va. Voglio dire: che cosa facciamo di così adrenalinico nella nostra vita di tutti giorni da riuscire a trovare noiose le Maldive? Combattiamo per salvare il mondo? Curiamo la campagna elettorale di Obama? Stiamo risanando Alitalia? L ottanta per cento delle persone che conosco lavorano 8 o 9 ore al giorno, tornano a casa dopo ore di coda in tangenziale e passano la serata a guardare la televisione; non mi sembra proprio la roba più trasgressiva del mondo. Eppure sono gli stessi che poi in vacanza si annoiano. Io una volta ho passato un ora esatta a guardare due marmotte che giocavano in montagna, tanto che ad un certo punto credo che le marmotte si siano anche chieste: oh, ma questo non ha proprio niente di meglio da fare?. Ma ero sbigottito da come le marmotte non avessero bisogno di nient altro che di se stesse per divertirsi. E invece noi abbiamo bisogno di cosa? di super discoteche e di locali all ultima moda? Non ci basta stare con le persone a cui vogliamo bene in posti meravigliosi? E poi, chissà, potremmo anche scoprire che annoiarsi, nel senso di cambiare improvvisamente marcia e restare lì a guardare un tramonto magari non è il peggiore dei mali. E chiudo qui, perché non vorrei annoiarvi... La redazione Antonio Galuzzi Antonio Voceri Corrado Andreani Davide Prandini Enrico Alberini HANNO COLLABORATO Stefano Boccafoglia - cav. Ettore Carli - il Cesco - Vincenzo Cucca - Corrado Giamboni - Alberto Grandi - Alberto Patrucco - Teo Guadalupi - i Papu (Andrea Appi - Ramiro Besa) - Mago Galonio - Lorenzo Mari - Nicola Martinelli - Alfredo Minutoli - Flavio Oreglio - Fabrizio Pescara Stampato in copie da Fda Eurostampa di Borgosatollo (Brescia). Distribuito in omaggio Italia: Paese di poeti, navigatori, santi e... organizzatori di festival Il Festivaletteratura di Mantova è oramai una poderosa macchina da guerra. Le sue origini sono avvolte nella leggenda, anche se la prima ispirazione pare sia venuta ad un libraio dopo aver sentito l avventore di un bar pronunciare la frase: Ma quello lì non è Paolo Crepet?. Da allora, grazie a qualche tavolino pieghevole, delle sedie, un microfono a filo e qualche telefonata a Piergiorgio Odifreddi il Festival è stato per dodici anni un escalation continua di scelte azzeccate, fino ad arrivare a fatturare quanto un intervento bellico sovietico in Ossezia (per ora senza provocare altrettante vittime, anche se la considerazione andrebbe rivalutata dopo la presentazione dell ultimo libro di Crepet Come amare la vita ). L esempio virgiliano ha dato il via ad una ricca fioritura di iniziative analoghe, che potrebbero concretizzarsi già nel corso del prossimo anno. Vediamone le principali. DELLA MATEMATICA Tanto chiasso per la letteratura ha stimolato il Prof. Odifreddi ad istituire immediatamente un Festival della Matematica. Trattandosi solo di chiacchiere da cartolina ha dichiarato il noto showman, risulta fondamentale definirne location, logo e motto. Stabiliti questi tre punti il resto verrà dato in mano ad una segretaria d azienda diplomata con 36/60 e assunta a tempo determinato attraverso un agenzia interinale previa raccomandazione dello stesso Odifreddi. Ancora incerta la location. Bocciata Sanremo dall esimio Professore con la motivazione non c entra un cazzo, salgono le quotazioni di San Gimignano, che con le sue 99 torri a base quadrata con lato multiplo di tre rappresenterebbe bene la forza dei numeri nel corso della storia (dichiarazione del noto docente sdraiato in una Jacuzzi di un centro benessere a 5 stelle della cittadina toscana). La candidatura della città di Pordenone, già esperta in plagio con la sua pordenonelegge.it, dopo aver proposto a Odifreddi un originale pordenoneconta.com, è stata bocciata con la motivazione ma dove cazzo è Pordenone? dallo stesso Odifreddi durante una sobria cena a base di cailles en sarcophage in una suite del centro Benessere gimignanino. Per quanto riguarda il logo lo stesso Professore, noto tifoso nerazzurro, dopo aver scannerizzato un autografo di Mourinho, ne ha isolato con Photoshop la M e l ha imposta come come logo per la manifestazione, spacciandola per un originale creazione di una prestigiosa agenzia di comunicazione. Per avvalorare la sua proposta l ha spolverata di borotalco e se l è fatta pagare come un progetto di Renzo Piano. Il motto non ha rappresentato alcun problema; è stata subito scelta una frase del matematico, che, nel lodevole intento di insegnare a non aver paura della matematica, ripete sempre la nostra vita è un numero; dammi il tuo! quando si rivolge alle giovani e piacenti studentesse dei suoi corsi. Immediate le proteste dell On. Grillini che ne ha sottolineato il subdolo intento discriminatorio. DELLA GEOGRAFIA La notizia è esplosa come una bomba all interno della soporifera categoria dei geografi, da sempre noti in ambito didattico come quelli di verde-pianura, giallo-collina, marrone-montagna. Al grido di ci siamo anche noi, i più numerosi ed entusiasti, appartenenti al sindacato CGIL del circolo scolastico di Reggio Emilia, han subito pensato al Festival della Geografia come una versione colta delle ormai quasi scomparse Feste dell Unità, correndo a togliere il cellophane dalle griglie e rifacendo il filo all ascia spacca-legna ormai arrugginita. Il ritorno alla realtà, per quanto doloroso, non ha però tolto lo spirito di iniziativa alla categoria; durante una riunione plenaria, mentre ritagliavano Regioni per attaccarle col vinavil sui quadernoni, i geografi hanno prontamente contattato Odifreddi per una consulenza organizzativa. Dopo un primo, scarno Ma che cazzo c entro io?, il noto matematico, saputo che Reggio avrebbe potuto essere la sede dell evento, che nella medesima cittadina si trovano più d uno Centri Fitness a cinque stelle, ma soprattutto memore del carattere aperto, gioviale e disponibile delle ragazze emiliane, si è subito attivato per occuparsi dell evento, offrendo a Crepet l apertura del Festival con una serata dal titolo Il paesaggio italiano: Uno, nessuno, centomila. Crepet, dopo aver chiesto lumi se si trattava del titolo o del cachet, ha controproposto un più articolato Ambiente antropico e ambiente antropologico in un mondo antropocentrico che si trasforma; quali realtà e quali prospettive per i nostri figli?. Odifreddi ha chiuso ogni questione con un lapidario Il titolo va bene ma mi ci devi metter dentro almeno un numero!, mentre l On Grillini ha subito polemizzato: E chi non può avere figli?. Scartata la candidatura di Pordenone come possibile sede del Festival, pur con un accattivante titolo come pordenoneviaggia.com, a causa del niet dello stesso Odifreddi che, alle spalle di una formosa reggiana ventitreenne che gli insegnava ad arrotolare i passatelli, ha sbottato: ma chi cazzo se ne fotte di Pordenone!. DELLE APPLICAZIONI TECNICHE Questa sgangherata materia, riservata storicamente ad architetti falliti e a geometri disoccupati, oltre che a diplomati ITIS da trent anni in attesa di scegliere cosa fare nella vita, alla richiesta di Odifreddi di organizzare un Festival delle Applicazioni Tecniche ha avuto un sussulto d orgoglio. Ha riunito a sé le sue forze più fresche, e, in collaborazione con l Associazione Operati alla prostata e Convivere con la Demenza senile si può (associazioni che, assieme, riuniscono la quasi totalità dei professori in attività ed ex di questa angusta materia), ha dato una dimostrazione di organizzazione, di operatività e di efficienza tali da far dichiarare al Ministro Brunetta: Quando c è da far festa sti qua son sempre pronti. Il Festival delle Applicazioni Tecniche, inizialmente progettato a Vinci (un omaggio a Leonardo, ha dichiarato Odifreddi; molto vicina a San Gimignano e ai suoi centri benessere dicono i suoi detrattori), verrà molto probabilmente organizzato ad Ortona, città natale di Rocco Siffredi. Un omaggio ad un uomo che, in certe tecniche, si è sempre applicato molto, con una passione, una continuità e una resistenza a volte addirittura esplosive! Questa la motivazione con la quale il consiglio comunale ha proposto la candidatura della cittadina abruzzese a sede del Festival, anche se non mancano le proposte concorrenti. Quella di Pordenone innanzitutto, che con il suo pordenoneapplicatecnicamente. org conta di sbaragliare gli avversari anche se non possiede una sua chiara identità in questo campo. A suo vantaggio c è la non chiara identità delle stesse Applicazioni Tecniche; a suo svantaggio il nome del Festival eccessivamente lungo. Crepet, proponendosi per una conferenza come esperto di Applicazioni Tecniche (per comprovarlo ha voluto a tutti i costi spedire la sua proposta tramite fax) è incorso nelle ire di Odifreddi. Uno stralcio di un intercettazione telefonica tra i due è stato pubblicato da Libero in prima pagina: ODIF - Che cazzo c entri tu con le Applicazioni tecniche? CREP - Te lo dimostro subito; senti che titolo: Le Applicazioni Tecniche, le applicazioni e le tecniche, le tecniche applicative, le applicazioni tecnologiche in un mondo che cambia con noi, per noi, e per i nostri figli, con i quali non sappiamo più parlare. ODIF - Ma non dire cazzate, dài per una volta sii uomo! Letta la notizia (solo perché era in prima pagina, così da essere visibile all autogrill senza acquistare il giornale) l On. Grillini ha espresso la sua indignazione per una frase così chiaramente discriminatrice. DELL EDUCAZIONE FISICA L influente lobby degli insegnanti di Educazione Fisica ha precisato la denominazione di questo Festival, in una prima stesura definito Festival della Ginnastica. Un ingiunzione di denuncia fattaci pervenire da uno dei migliori Avvocati del Foro di Roma ci ha reso noto che la materia in questione non trattasi del semplice e littorico Ginnastica bensì del più moderno, completo e didattico Educazione Fisica, comprendente non solo il mero esercizio fisico ma una più profonda consapevolezza del nostro essere umano completo dal punto di vista intellettual-pedagog-muscolarfisiologic-performan-agonistic-sociocultural-antropologico (avendo ricevuto la denuncia tramite telegramma abbiamo almeno la soddisfazione di averli obbligati ad una spesa quanto mai inutilmente idiota). La categoria, riunitasi sottorete al banchetto dell arbitro mentre le classi giocavano a quel cazzo che volete basta che non facciate casino, si è detta entusiasta dell idea, anche se per ora manca un referente prestigioso a cui affidare l incarico organizzativo. La furibonda lite scoppiata tra Odifreddi e Crepet sulla paternità dell iniziativa sta infatti continuando a colpi di denuncie (utilizzano lo stesso foro di Roma per comodità dichiarano i due contendenti perché ci son più gnocche che in quello di Milano rispondono i detrattori), togliendo di fatto dal tavolo dei lavori i due insigni Professori. Gli organizzatori non mostrano però alcun sconforto e proseguono per ora da soli; scartata la proposta di una cittadina friulana interessata ad ospitare la manifestazione, a cui sarebbe andato il titolo pordenoneeducafisicamente.it, con la motivazione di avere un troppo basso rapporto SUV/cittadini, gli insegnanti di educazione fisica, perennemente in tuta, ricoperti di sponsor e sempre sorridenti, stanno pensando ad un Festival dell Educazione Fisica al Billionaire di Porto Cervo. L ambientazione trendy, lussuosa e fortemente mediatica garantirebbe buona visibilità agli sponsor; il sottofondo musicale, alla bisogna regolabile di intensità, consentirebbe di coprire gli inevitabili tempi morti durante gli interventi delle veline (Essere velina oggi; serve l educazione o basta il fisico?), della Gregoraci (Come dormire con un leone marino addosso; tecniche di scomposizione corporea e di straneamento mentale) e delle atlete di nuoto sincronizzato, scelte tra le più gnocche e fatte parlare in costume olimpionico spalle al pubblico con la scusa di mostrare i bicipiti femorali. La conclusione sarebbe riservata ad un uomo politico che, forte della sua personale esperienza, terrebbe una conferenza su La vecchiaia non esiste; io, per esempio ho quarant anni in meno di me stesso e se venite nel mio camerino ve lo dimostro!. Entusiasmo dell On. Grillini. i Papu

3 >jala[y >af]eylg_jy^a[y \a Ia[c HYjlaf]dda CINEMA E LETTERATURA Proseguiamo il nostro viaggio dedicato al magico mondo delle trasposizioni cinematografiche venute male se non malissimo. Ogni anno si scoprono chicche davvero preziose. Anzi, chi volesse fare segnalazioni di film rari, mandi una mail alla redazione. Cosa sarebbe il nostro giornale senza i vostri preziosi consigli? Probabilmente un giornale migliore. PORCI CON LE ALI (1977) di Paolo Pietrangeli con Franco Bianchi, Lou Castel, Benedetta Fantoli Rocco e Antonia, liceali, si incontrano durante una manifestazione di extraparlamentari. Hanno in comune l età, le idee politiche, l insoddisfazione verso i propri genitori: l affinità che già li lega li porta anche ad amarsi. E la scoperta del sesso, di cui per qualche tempo godono entrambi. Poi il loro rapporto entra in crisi: ciascuno di loro cerca altre esperienze, anche omosessuali, e, infine, va per la sua strada. Il romanzo nel 1976 fu un besteller, il film invece non convinse nessuno, tanto che i due autori del libro, Dacia Maraini e Giovanni Lombardo Radice, si dissociarono. Momento cult la scena in cui un gruppo di ragazze intona la canzone dei Pooh Pensiero ma con un testo diverso: Viva Mao Tze Tung e viva il suo PENSIEERO quello si ch e giusto quello si ch e VEERO Lenin col partito sempre fu SINCEERO Stalin col partito invece fu SEVEERO Trotzky ci vendette allo STRANIEERO ma il piccone su di lui non fu LEGGEERO... Un film inesorabilmente datato. Da rivalutare? Mi sa che questo non è il momento migliore... I VIAGGIATORI DELLA SERA (1979) di Ugo Tognazzi con Ugo Tognazzi e Ornella Vanoni. Tratto da un romanzo di Umberto Simonetta. In un prossimo futuro il potere viene affidato ai giovani e i cittadini giunti all età di 49 anni devono abbandonare ogni attività produttiva e trasferirsi in villaggi turistici, sorta di lager di lusso, dove si procede alla loro eliminazione (un buon suggerimento per i nostri deputati...). Tognazzi è sempre stato un regista particolare: i suoi film sono satire graffianti che ricordano spesso il cinema di Marco Ferreri (basti pensare ai precedenti Il fischio al naso e Sissignore ). In questo caso l idea di partenza non è male, anche se spesso si scivola sul ridicolo (Tognazzi impersona un deejay dal nome d arte Orso scoppiato...) La parte finale poi cade in una retorica assai spicciola e poco riuscita. Il film però si segnala per l ambientazione, tra cui un incredibile villaggio residenziale delle Canarie, e per il nudo prelifting di Ornella Vanoni. Un film anomalo e un autentico Ufo nel panorama del cinema italiano. 3 SETTIMA ARTE La riscossa feudale del popolo italico Nel solco tracciato dal suo predecessore alla guida della nazione per un accorta politica vessatoria fiscale che ha ridotto allo stato laicale la cosiddetta middle-class, meglio definibile oggi come bigol-class, Berlusconi varerà nei prossimi anni interessanti e mai sperimentate prima, politiche di sviluppo economico e sociale, volte a favorire un accattonaggio consapevole ed equo-solidale. Richiamandosi agli antichi splendori del feudalesimo, dove nell Italia dei Comuni, federalista ante-litteram, le comunità locali si dividevano le risorse e il territorio per primeggiare l una sull altra, dove la stratificazione sociale garantiva ad ogni classe di rimanere nel status quo di partenza, dove guerra, carestia e peste erano attese dalla gente come giusta punizione divina per aver trasgredito una corretta condotta morale, il nuovo corso neofeud berlusconiano consentirà al mangerà alla tavola dei signori, dividendosi le briciole; nostro paese di uscire definitivamente dalla crisi. tutti gli altri, i cosiddetti servi Nella traccia proposta per bocca del della gleba, saranno dediti ad elemosinare in prima istanza i resti delle suo ciambellano Tremonti al recente convegno a Cernobbio sulle nuove povertà e vecchie ricchezze, i capisaldi conda istanza, mediante una selettiva briciole lasciate dai vassalli, in se- individuati dal presidente onorario del formazione interdisciplinare coordinata da Moratti, Gelmini e Aderenti, Milan sono i seguenti: una ristretta cerchia di possidenti ad aspirare a far parte della cerchia più di beni (territorio, energia, finanza, i nobile dei vassalli. cosiddetti beni primari), detti feudatari Come si noterà, mancano le ulteriori o signori si dividerà l intero PIL della categorie dei valvassori e valvassini, nazione (l elenco è già disponibile alla ma a tal proposito, Pier Luigi Bersani, ministro-ombra dell Economia e pagina web it.wikipedia.org/wiki/lista_appartenenti_alla_p2 ); Matteo Colaninno, ministro-ombra una più ampia cerchia di portaborse, lacchè, uscieri, autisti, avvo- Mulcahy, il regista australiano del dello Sviluppo Economico e Russel cati, manager, stilisti, veline, tronisti, recente remake cinematografico de detti vassalli e selezionati da Brunetta, L uomo ombra, hanno chiesto d incontrarsi nella reggia di Arcore, con i rispettivi colleghi ministri-sole, per perfezionare l innovativo schema del demiurgo milanese, nello splendido clima bi-partisan creatosi dopo gli accordi con le associazioni di categoria della delinquenza campana per lo smaltimento dei rifiuti a Napoli e la distribuzione pro-quota sui contribuenti italiani del debito dell Alitalia. Anche a livello internazionale la soluzione proposta da Berlusconi, ha avuto il plauso di Vladimir Putin, Than Shwe, Faure Essozimna Gnassingbé, Kim Jong II e Fernando Lugo che nei rispettivi paesi, magari in forme meno sofisticate, la stanno sperimentando da tempo. La Redazione Ombra DESIDERIA: LA VITA INTERIORE (1980) di Gianni Barcelloni con Stefania Sandrelli, Lara Wendel, Vittorio Mezzogiorno. Desideria, figlia di una prostituta che non poteva mantenerla, è stata ceduta alla ricca borghese Viola che le ha dato una buona educazione ma scarso affetto. Quando scopre che Viola non è la sua vera madre, Desideria prima tenta il suicidio, poi decide di vendicarsi di lei rivoltandosi contro il suo mondo e contestandolo. Conosce Erostrato, che si definisce un terrorista e, conquistata dai suoi ideali, Desideria organizza insieme a lui il sequestro di Viola. Ma Erostrato non è quello che dice di essere, bensì un confidente della polizia e, essendo stato scoperto, viene ucciso. Desideria dovrà vendicare la sua morte, prima di poter tornare in famiglia e accettare la propria vita. Ammetto di avere solo un pallido ricordo di questo film, che vidi in videocassetta decenni fa. Il romanzo, quando uscì, fece molto scalpore, il film molto meno. Anche se è praticamente invisibile da tempo, me lo ricordo come un film pasticciato e confuso, ma magari è da rivalutare. Comunque non è stato un successo, e forse i motivi ci sono. L AMORE RITROVATO (2004) di Carlo Mazzacurati con Stefano Accorsi e Maya Sansa Siamo in Toscana negli anni 30. Giovanni, impiegato di banca e padre di famiglia, ritrova Maria, suo vecchio amore: tra i due rinasce la passione. Tratto da un romanzo di Carlo Cassola ( Una relazione, del 1969), il film non si può dire che sia brutto: è sostanzialmente inutile. Uno di quei prodotti che quando si esce dalla sala ci si domanda: E allora? Che cosa mi ha detto? (ahimè capita spesso). Vidi il film di prima mattina al festival di Venezia alla proiezione riservata alla stampa. Di solito al termine della proiezione o si applaude o si fischia. In questo caso ancora peggio; non è successo nulla. Reazioni zero. Come dire: era meglio restare a letto. Quell anno segnò anche la personale disfatta di Stefano Accorsi presente anche in Ovunque sei di Michele Placido, fischiato sonoramente. LA CURA DEL GORILLA (2006) di Carlo A. Sigon con Claudio Bisio, Stefania Rocca, Ernest Borgnine Dal romanzo di Sandrone Dazieri. Sandrone, detto Gorilla, è un ragazzo che soffre di sdoppiamento della personalità: una bonaria cialtrona e ironica, e l altra - il Socio - razionale, fredda e violenta. Sandrone lavora come investigatore privato senza licenza, attività che si concilia perfettamente con la sua doppia vita. Uscito dall ospedale dopo aver ricevuto l ennesima ferita sul campo, Sandrone decide che è arrivato il momento di condurre un esistenza più tranquilla e accetta di lavorare come accompagnatore di un vecchio attore americano giunto in Italia per partecipare ad una convention come ospite d onore. Ma per Sandrone/il Socio non è ancora giunta l ora di ritirarsi dall attività di detective privato. Poco riuscito tentativo di fare un noir metropolitano ed ennesimo flop di Bisio al cinema (gli andrà meglio due anni dopo). La cosa più grave è che non si capisce che direzione vuole prendere. Commedia? Noir? Azione? Non si sa. Alla fine gli ingredienti non si sono amalgamati a dovere, come una maionese impazzita. cinemultisala Se la musica sembra ancora portare la gente nelle piazze, nelle arene, negli spazi aperti, in controtendenza si muove il popolo del sabato sera. Non quello di discotecaro di Tony Manero e Tommy V (!), ma quello delle coppie più o meno giovani che cercano qualcosa di più tranquillo. Le passeggiate in centro, in giro per negozi, pub, pizzerie, ristoranti, caffetterie, sale giochi o gelaterie sono ormai superate. Oggi si va tutti, in massa, nei nuovi cinema multisala. Delle vere e proprie città a cielo coperto, racchiuse in giganteschi parallelepipedi di cemento armato. Oramai, se vuoi andare a vedere un film sul grande schermo, sei costretto a entrare in queste scatole infernali a tre o più gironi (anche se li chiamano piani), più altrettanti di parcheggio. Per comodità, preferisci cenare in uno dei ristoranti interni e, visto che sei sempre in anticipo, ti concedi anche l aperitivo. Così ti ritrovi in un piccolo bar, con altre venti coppie che hanno avuto la tua stessa idea E non è la fantasia umana che si è omologata - capitava anche in epoca pre-multisala sono i luoghi del divertimento che si sono concentrati. Prima ancora di avvicinarti alla cassa del cinema hai già speso 50 euro: l equivalente di sei mesi di abbonamento a una sala cinematografica d essai! Ma qui hai a disposizione 18 sale che proiettano 12 film differenti e il problema, ovviamente, è di trovare un accordo su quale film vedere. Quando finalmente arriva la fumata bianca ti accorgi che lo danno solo nella diciottesima sala, quella più piccola, scomoda e con meno posti. Ti metti pazientemente in coda per fare i biglietti e sui monitor, in corrispondenza della sala 18, parte un inquietante conto alla rovescia Il numero di posti disponibili procede speditamente verso lo zero. Non ti resta che la concorrenza sleale: recitare a voce alta una finta recensione negativa sul film che stai andando a vedere, con i peggiori commenti che ti passano per la mente. E infine chiudere con un sonoro: Piuttosto vado a vedere un film di Vanzina! Riesci comunque a raggiungere la biglietteria prima dell ora zero e una gentile signorina microfonocuffiata pronuncia la frase che ti rovinerà definitivamente la serata: Sono rimasti solo i posti in prima fila, va bene lo stesso? E pensi: Va bene lo stesso?! Certo che va bene! Ho speso già 70 euro, ho fatto mezz ora di coda in una corsa contro il tempo per trovare due posti liberi, ho sbaragliato brillantemente i concorrenti e adesso dovrei rinunciare?! Come se non avessi mai visto un film in prima fila Film in prima fila ne hai già visti, certo. Ma non nei moderni cinema multisala, dove le uniche poltrone nelle quali è impossibile distendere le gambe sono proprio quelle in prima fila perché toccheresti lo schermo! Ti senti come quei giapponesi che vogliono fotografare il Duomo dai gradini del sagrato. Da quella distanza faticheresti a inquadrare lo schermo del tuo cellulare, figurati un megaschermo! L unico modo per non rimettere l esagerata quantità di cibo messicano che ti sei appena ingurgitato è di fare come il portiere davanti a un calcio di rigore: battezzare un angolo dello schermo. Ti scegli quella frazione e guardi quella per tutto tempo. Altro che sedici noni il film ti tocca vederlo in nove sedicesimi! E intanto pensi che noleggerai il dvd, non appena uscirà, per la porzione rimanente Le sofferenze però non finiscono qui, perché prima dell inizio del film danno la pubblicità. Beh, dirai, è sempre stato così. Giusto, ma nei nuovi cinema multisala dura mezz ora! Ed è impossibile distrarti dallo schermo: sei obbligato a guardarla tutta, con il dolby sorround volume Woodstock, inchiodato alla tua poltrona e senza possibilità di parlare con chi ti sta vicino. Ti aspetti che da un momento all altro compaia il medico di Arancia Meccanica per metterti qualche goccia di collirio per gli occhi! Gli esperti di marketing assicurano che in questo modo la pubblicità è più efficace... Pare che abbia funzionato, nei test a Guantanamo! Alla fine della proiezione non ti rimane che dare appuntamento ai vicini di poltrona per il sabato successivo, tanto vi ritroverete ancora tutti lì! Fabrizio Pescara

4 4A TEMPO PERSO BOSTON-LONDRA: IMPRESSIONI DI UN ITALIANO ACCIDIOSO Il dott. Grandi, ancora una volta in vacanza a spese dei contribuenti, insiste nel raccontare il suo vagabondaggio turistico con il classico stile sciapo e sconclusionato dei suoi appunti NON SOPPORTO LA DANZA CLASSICA Mi accosto alla danza, con lo stesso entusiasmo che prova l aragosta quando sta per essere gettata viva nell acqua bollente. Partecipare alla visione di uno spettacolo di danza classica e seguire le movenze di diafane ballerine incartate come bomboniere kitsch, che si catapultavano sulle braccia protese dei loro ansimanti e muscolosi compagni, non suscita in me alcuna reazione emotiva se non quella istintiva di coprirmi pudicamente la bocca spalancata vergognosamente nell estremo sbadiglio. Gli esperti imputano la mia danzafobia a carenze culturali, il non voler accettare il movimento della danza come la summa dell espressione artistica in cui la musica innervata nelle giunture spinge la mente ormai libera da pregiudizi di convenzioni motorie (camminare, correre, sedersi, coricarsi e ogni altra banalità che spinge il nostro corpo a spostarsi da un luogo all altro) a roteare nell aria braccia e gambe. Ma vi confesso non ce la faccio concepisco le arti figurative, la musica, lo squash e il ricamo, ma non sopporto la danza. Cav. Ettore Carli Ancora una volta eccomi qui, in giro per il mondo a spese del contribuente. Quest anno mi sono fatto una settimana a Boston, per parlare dei violini cremonesi e una settimana a Londra per parlare del Parmigiano Reggiano. Pur consapevole del fatto che le mie banali impressioni su queste due splendide città non possono interessare i lettori di questo nobile foglio, non resisto alla tentazione di scrivere anche quest anno qualche baggianata. BOSTON SI DICE BOASTON Ogni luogo del mondo ha le sue peculiarità e i suoi punti deboli, insomma quelle cose che è meglio non citare quando si chiacchiera con un indigeno. Che ne so, a Villimpenta è meglio non parlare di ferrovie e di risotti, a Livorno è meglio non dire di essere pisani, a Napoli è meglio non chiedere dove sia il cassonetto dei rifiuti. Ebbene a Boston è importante pronunciare il nome della città nella maniera corretta: guai a dire Baston come farebbe qualsiasi altro yankee, bisogna dire Boaston con l oa fuse insieme per formare un suono che non esiste in natura e che si deve usare solo in questo specifico caso. Un po come la doppia q di soqquadro. Risolto, per modo di dire, questo primo intoppo (ma ai bostoniani, basta vedere l impegno) si può finalmente affrontare la vita di questa città, che è senz altro la città americana con più storia e con più monumenti da vedere. Anzi, dirò di più, Boston è la città più europea che io abbia mai visto; piena di palazzi antichi (beh insomma, dal 600 in su), di gente che vive e pensa come europei e di americani che parlano come inglesi. La guida al Freedom Trail. Con lui Phil e Grace, due perfetti sconosciuti che si divertono a rovinare le fotografie dei turisti che fotografano il colono americano sfigato) si farà beccare. SI DANNO DELLE ARIE, MA MODERATE La prima cosa che colpisce il viaggiatore europeo è il fatto che l aria condizionata è meno esagerata qui che altrove. Ora, io non so se questo uso più razionale sia legato alla crisi energetica o alla coscienza ambientalista del New England, ma vi segnalo comunque questo fondamentale elemento di distinzione tra Boston e il resto degli Stati Uniti. Dicevo che Boston è splendida, abbastanza piccola per essere girata a piedi, quantomeno nei luoghi storici, l hanno più fatta, hanno reagito e ne è seguito un parapiglia, il solito pirla ha sparato: massacro! Volete sapere quanti ne sono morti di quei babbei? Cinque, ma dai, come si fa a chiamare massacro una roba così, cinque idioti che si sono fatti sparare apposta? Ma la cosa che ha fatto davvero incazzare gli americani è che gli inglesi abbiano voluto processare in patria i soldati autori del massacro, i quali, ovviamente, sono stati tutti assolti. Ma toh! Perché questa storia mi ha ricordato tanto quella della funivia del Cermis, dove, però, sono morti in 20, nessuno dei quali aveva provocato quei mentecatti che stavano sull aereo? SINISTRA E DESTRA, TUTTO IL MONDO E PAESE A parte questa palese contraddizione, i bostoniani di oggi sono per lo più brave persone, generalmente liberal e di sinistra. Certamente sono un po snob, ad esempio, una delle prime cose che ti vengono dette è che nella città ci sono solo tre McDonald. Insomma, la sinistra americana, che ha nel bostoniano Kennedy la sua icona, ti sbatte continuamente in faccia la sua superiorità culturale e sociale, niente a che vedere con la destra, così ruspante e così vicina all intestino dell americano medio. Forse per questo i democratici fanno così fatica a vincere le elezioni presidenziali, anche quando il candidato opposto è un cretino semialcolizzato. A questo proposito vi devo riferire di una nottata passata a passeggiare per la città con un professore californiano. Si CULTURA A GO GO Ma il trionfo del pensiero liberal americano è Harvard. Non ci si sono parole: Harvard è l università che tutte le università del mondo vorrebbero essere. E il classico campus inglese, ma con le dimensioni e i soldi degli americani. Io, ovviamente, sono stato ammesso a questo tempio della sapienza solo come turista e già così mi hanno fatto delle storie. Le mie conferenze si sono tenute alla Northeastern University, che sta ad Harvard, come un aiuola spartitraffico sta alla Foresta Amazzonica. A Boston ha sede anche il MIT, avete presente quell università che fa sempre le ricerche più bislacche, tipo i mancini hanno maggior attitudine a mettersi le dita nel naso o chi Amicizia di vecchia data, quella tra Bush e Berlusconi. Del resto George apprezza di più le cose invecchiate, tipo il whisky. Silvio è qui ritratto prima del pellegrinaggio a Fiuggi, quando ancora somigliava a Giancarlo Magalli di Antonio Galuzzi Una figlia aveva sposato un salame, l altra un patatone. Poteva ben dire di avere due generi alimentari. Il piccoletto era velocissimo ma non arrivava mai primo. Era un nanosecondo. La candela stava meglio. Aveva proprio una bella cera. Lo scatolone continuava a muoversi. Era un cartone animato. Il filo elettrico sapeva tutto: si teneva sempre al corrente. Il detective privato dimagriva giorno dopo giorno. Stava seguendo una dieta. Il ginnasta se ne lavava le mani. Stava facendo il pilates. Il sarto stava cucendo la tasca del telefono senza fili I manager venivano inchiodati sulle pareti dell azienda. Facevano parte dei quadri dirigenti. Pamela Anderson e Michael Jackson sono stati avvistati a Malibù mentre flirtavano lontani da occhi indiscreti. Pare che fra loro ci sia del tenero: dev essere la plastica da imballaggio che riveste entrambi. CONTROLLORI E CONTROLLATI Prima di tutto, però, bisogna dire qualcosa sui controlli agli aeroporti. Ogni volta che vado in America la procedura diventa più complessa e assurda. Quest anno mi hanno preso le impronte di tutte le dita di entrambe le mani, mi hanno fotografato l iride e poi una bella foto in primo piano del mio viso. Ogni volta io, col mio inglese strampalato, dico all agente che mi capita davanti che non è la prima volta che sbarco in questo splendido paese e che quindi dovrebbero già avere da qualche parte (CIA, FBI, Pentagono, Casa Bianca, Disneyland?) tutti i miei dati. L agente, come è giusto, non mi risponde e nemmeno mi guarda, continuando a controllare le risposte che ho dato al questionario d ingresso, mi ripete la procedura che devo seguire prima di ottenere il timbro sul passaporto. Ma bisogna anche ammettere che gli inglesi, che soffrono di un gravissimo senso di inferiorità nei confronti degli americani, sono ancora più assurdi nei controlli. A parte le scarpe che fanno togliere, come quasi dappertutto, poi ti fanno togliere la felpa (solo se legata in vita), il cappello, gli occhiali e la cintura. Inutile dire che questi controlli sono, dal punto di vista dell antiterrorismo, del tutto inutili. E un po come l antidoping, si cerca quello che si sa di poter trovare, ed è quindi ovvio che solo un attentatore idiota (o un ciclista Boston: la Northeastern University, che dopo la mia lezione sui violini cremonesi non potrà più essere la stessa quelli legati alla rivoluzione, che è partita proprio da qui. Uno degli episodi decisivi è stato il famoso Boston massacre, il massacro di Boston del 5 marzo Mi sono fatto il Freedom Trail con una guida vestita come un colono americano del XVIII secolo. Una palla micidiale. Bene, questo pagliaccio ha parlato per venti minuti buoni del massacro. Da quello che ho capito, la storia è questa: un gruppo di rompiballe, sfaccendati e un po coglioni ha cominciato e prendere per il culo i soldati inglesi durante il cambio della guarda davanti alla casa del governatore. I soldati cercarono di fare finta di niente, poi, però, i provocatori hanno cominciato a tirare palle di neve e piccoli sassi (ma quanto piccoli?). A un certo punto gli inglesi, non ce parlava di politica e di storia, a un certo punto lui mi fa: Ma come diavolo avete fatto, voi italiani, a eleggere per tre volte un ciarlatano come Berlusconi?. Io avrei voluto rispondergli che gli italiani sono un popolo di ciarlatani e che quindi hanno soltanto eletto il proprio campione. Ma un istinto nazionalista si è impossessato di me (anche perché non avrei saputo esprimere in inglese un concetto così raffinato) e allora gli ho semplicemente risposto: E voi americani, come avete fatto ad eleggere per due volte un idiota come Bush?. Ci siamo guardati in silenzio e abbiamo capito che italiani e americani sono uniti dalla sventura di essere nell impossibilità di spiegare agli stranieri e a sé stessi il proprio comportamento elettorale. mangia spesso i bastoncini Findus è più prudente quando va in Lambretta? Ecco, quello è il Massachusetts Institute of Technology. Immagino che quei professoroni strapagati che fanno ricerche al MIT, fra una puttanata e un altra, facciano anche cose serie, almeno lo spero. In ogni caso, io ho fatto richiesta d assunzione e ho proposto due ricerche niente male: E vero che chi si gratta spesso la chiappa destra è meno protetto dalle malattie esantematiche? e Sfogliare due volte al giorno le Pagine Gialle aiuta a ridurre il colesterolo?. DA BOSTON A LONDON Dopo una settimana a Boston (dove, fra le altre cose, ho fatto il bagno nella piscina che stava sul tetto del mio hotel, ho fatto una gita con un mezzo anfibio che aveva partecipato allo sbarco in Sicilia e ho mangiato il sandwich all aragosta nel ristorante preferito da Ted Kennedy), ho ripreso l aereo per tornare in Europa, destinazione Londra. Nella capitale inglese ero ospite del Queen Mary College, che non è male come campus, il fatto è che se lo vedi appena due giorni dopo aver visto Harvard, ti sembra una cloaca immonda. E poi, diciamocelo, c è un problema psicologico insormontabile per chi ritorna da un viaggio negli USA: lo shopping. Noi italiani, che qualche anno fa venivamo, giustamente, trattati come dei pezzenti, costretti a fare dei

5 conti complicatissimi solo per comprare il biglietto del tram, adesso passiamo le spensierate giornate americane a fare gli sboroni, sganciando certe mance a tassisti e camerieri che equivalgono a un loro stipendio mensile. Ho visto una coppia di giovani precari di Brindisi, che in Italia non potrebbero nemmeno permettersi una piadina con lo squacquerone, cenare nel ristorante più lussuoso della east-coast, mangiando ostriche e caviale. Nei centri commerciali, davanti alle vetrine di boutique e nei negozi di elettronica, vedi queste massaie padane, accompagnate da mariti tendenzialmente annoiati e obesi, ma armati di calcolatrice, che dicono continuamente: ta fàt, ma al costa an càso! (trad: te possino, nun costa un cazzo e du barattoli). Poi torni qui e fai i conti con un costo della vita pazzesco, ti rendi conto che il gelato che hai comprato a tua figlia, costa quanto un pranzo di nozze nel Colorado. E ti deprimi. A Londra la botta è ancora più violenta, perché la fottutissima Sterlina è cara impestata e così ti riduci a mangiare spesso l indigeribile fish-and-chips, pensando alle gustosissime bistecche grandi come un 33 giri che mangiavi a Boston. C è però un eccezione: la birra in Inghilterra cosa davvero poco, ma questo è più in problema che un vantaggio, almeno per me; per il mio giro vita, per il mio fegato e per le mie già compromesse capacità mnemoniche. In compenso, nei pubs si socializza facilmente e il tasso alcolico rende più fluido l inglese raffazzonato del turista italiano. E proprio in un pub ho visto la semifinale del campionato europeo tra Germania e Turchia. Il locale era popolato da inglesi e da immigrati vari: pakistani, cingalesi, magrebini, russi, nigeriani e altri ancora di difficile collocazione etnica. Mi sembrava di essere nel bar di Guerre Stellari. In ogni caso, tutti, ma proprio tutti, tifavano sfegatatamente Turchia. Gli inglesi, perché non hanno ancora perdonato alcune marachelle dei tedeschi durante il XX secolo, tutti Londra: Downing Street. Ho chiesto al signore se poteva scattarmi una foto ma l unica cosa che ha fatto scattare è stata la sicura dell arma gli altri perché vedevano nella Turchia la rappresentante ufficiale del Terzo Mondo. La delusione è stata cocente, ma, ancora una volta, la birra ha aiutato tutti a digerire la sconfitta, anche se, come tutti sanno, la birra inglese è meno gasata di quella che si beve nel resto del mondo, ma non per questo le digestione risulta meno evidente, almeno stando ai barriti intonati prima durante e dopo gli inni nazionali... Visto che Londra è cara, ho passato le giornate facendo solo le cose che costavano poco o, meglio ancora, che erano gratis. In sostanza, ho girato in metropolitana e sono andato per musei. Eh sì, cari amici, i musei a Londra sono gratis. Oddio, in verità appena entri in un museo ti sembra di essere in un suk egiziano, con centinaia di mani tese a chiederti la carità, perché è vero che l ingresso è gratuito, ma a ogni angolo c è una teca con la scritta: se vuoi che il museo continui a essere gratuito devi mettere un po di soldi qui. A me è sembrata una cosa un po da pezzenti: ma dico io, fammi pagare sto cazzo di biglietto e finiamola qui! UNDERGROUND E poi c è la metropolitana, che a prima vista sembra cara, ma se uno fa un biglietto settimanale è davvero a buon mercato: con 20 sterline giri quanto vuoi. La metropolitana londinese è abbastanza facile da utilizzare, anche se le diverse linee sembrano essere state tracciate senza un progetto preciso; ad esempio, non ho capito perché la linea verde (District line) e la gialla (Circle line) debbano viaggiare parallele per 5 stazioni. E a proposito di colori, come in tutte le città del mondo, i colori delle linee della metropolitana servono a distinguere più facilmente i percorsi. Purtroppo a Londra i treni della metropolitana sono tutti uguali, solo i pali interni dei vagoni, quelli che servono per sorreggersi quando si sta in piedi, sono dello stesso colore della linea su cui viaggia il treno. Siccome sullo stesso binario in certe stazioni possono passare treni di linee diverse, questo sistema di identificazione è tutto meno che semplice. Già che c erano potevano colorare solo il pavimento dei vagoni o il tetto, in modo che solo quelli alti più di 2 metri e 20 potessero sapere su che treno stavano salendo. BOBBIES, JEWISH E RECINZIONI L ultimo giorno a Londra è stato senz altro il più sorprendente. Stavo passeggiando per il centro, dalle parti del Big Ben per capirci, e decisi di andare a Trafalgar Square. Mi resi subito conto dei gravi effetti collaterali del terrorismo: Downing Street è oggi tutta blindata, con degli energumeni armatissimi che, appena ti fermi per dare un occhiata, ti vengono vicini facendoti capire di non essere tuoi amici. L ultima volta che sono stato a Londra, ricordo di essere capitato davanti alla residenza del primo ministro senza nemmeno accorgemene, solo dopo Vincenzo Cucca, le donne, il Notturno alcuni passi mi resi conto che quella era la porta che tante volte avevo visto nei telegiornali, con il Bobby davanti a fare la guardia. Anche oggi c è il Bobby disarmato, ma si intravede appena dietro al cordone di teste di cuoio. Se gli inglesi rinunciano alle proprie tradizioni vuol dire che hanno proprio paura. Collegata in qualche modo a questa vicenda è anche la manifestazione alla quale ho assistito poco dopo. Sempre passeggiando verso Trafalgar Square, mi sono imbattuto in una serie di camion scoperti con a bordo tanti ragazzi che suonavano musiche vagamente mediorientali. Poi arrivarono altri mezzi e gruppi di persone a piedi che cantavano e sventolavano bandiere israeliane: era il jewish pride, il corrispettivo etnico-nazional-religioso del gay pride. E proprio come nel giorno dell orgoglio gay, quando gli omosessuali si travestono da drag queen, anche gli ebrei in quel giorno si sono travestiti da ebrei: tutti i ragazzini avevano il tipico copricapo nero a tesa larga e con i cernecchi finti. Immagino che fossero giovani che normalmente si vestono in jeans e t-shirt, come tutti i loro coetanei non ebrei. Un ostentazione per certi versi assurda e per altri versi commovente. Poi arrivarono tutti i tipi di ebrei possibili e immaginabili: c erano gli ebrei rockettari, gli ebrei motociclisti (giuro che è vero), gli ebrei dottori, gli ebrei acrobati e così via. Ho seguito il corteo con la speranza che alla fine ci fossero stand gastronomici, perché a me la cucina kasher piace un casino. E forse la festa e gli stand c erano davvero in Trafalgar Square, ma siccome un ebreo non si sente a suo agio se non ha un muro intorno, la piazza era interamente recintata da pannelli di cartongesso e l ingresso era consentito solo a quelli muniti di pass. Per questo, deluso e meditabondo, ho preso l aereo e me ne sono tornato in Italia, famosa nel mondo, fra l altro, per aver inventato i ghetti. Alberto Grandi 5 A TEMPO PERSO L CHE BARBA! a faccia mi si riempie di peluzzi se la trascuro due o tre giorni: è la barba. Taglio la barba: ricresce. La lascio crescere, mi modifica l aspetto. Rischio di non riconoscermi più, che tra l altro ho già i miei problemi, e in più rischio che mi dicano che sono un trascurato, un delinquente, un santo, che ne so. Un rasoio, certo, ma non sempre è a portata di mano. Può capitare che si rompa, anche perché adesso li fanno di plastica, e in tal caso non è detto che poi te lo prestino, non sempre accade, perché è un oggetto personale per molti (in realtà hanno paura delle malattie). Me ne farò regalare uno per il mio compleanno. N BAGNO? NO GRAZIE on faccio il bagno. Ho paura che l acqua mi entri nei pori e nei buchi e mi afoghi. Ne sono convinto al punto di poterlo quasi dimostrare. Ma è meglio non provare. Per questo comunque non faccio mai il bagno, perché so che altrimenti afogo, e so che comunque è una cosa dannosa. Molti sono morti inconsapevoli e con diagnosi sbagliate. Non lo dicono, ma io lo so. E risaputo infatti che l acqua entrando dai pori e dai buchi gonfia anche di poco ma malevolmente i corpi maschi e femmine e a un certo punto li fa afogare, anche a distanza di tempo. Lo sanno tutti, per esempio, in piscina e al mare, ma non lo dicono per via del turismo, che porta soldi. Ci si concentra su altre malattie più vistose. La mucca pazza, se ne è parlato moltissimo. O le cose da mangiare, un classico, grassi, acidi grassi, amino-acidi, poli-fosfeni, radicali liberi, zuccheri per carie, cose da evitare. O l aria inquinata degli scappamenti, è un classico, che fa male. Invece dei pericoli dell acqua nei pori non ne parla nessuno. La gente non è ancora pronta. Lo so io. E ormai decollato il nostro Vincenzo, ma appena può tra una tratta e l altra non perde occasione per salutare gli amici di Mantova e, già che c è, per lasciare una delle donnine suo marchio di fabbrica doc. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 95, anno in cui Vincenzo Cucca completò il corso alla Scuola Italiana di Comix di Napoli (per cui terrà in seguito corsi di sottostrutture, stile americano ed euro-manga). Adesso, dopo tanta gavetta, anche se di élite, con tanto di tappa a Tampa in Florida per collaborare con la Crossgeneration comics, eccolo qui ormai conosciuto anche oltreoceano. Infatti è con Route des maisons rouge edito dalla GG Studio, che si impone al grande pubblico e, mai titolo fu mai così profetico, lo fa adottare dai francesi, da sempre punto di riferimento per il fumetto d autore in Europa. Sono quelli della casa editrice francese Akileos infatti, che acquisiscono i diritti editoriali del progetto MAAT mentre per la Disney Channel, Company e Accademy, Vincenzo cura i disegni delle prime puntate della serie a fumetti legata al film High School Musical. Attualmente sta ultimando i disegni di una miniserie di quattro numeri di She Hulk per la Marvel che ha ingaggiato l intero staff della GG Studio per realizzarne il progetto; e lo stanno già aspettando i francesi che, grazie alla casa editrice belga Le Lombard, potranno per iniziare godersi una serie di tre tomi il cui titolo è ancora da definire. Insomma di tempo libero gliene è rimasto ben poco ma riesce ugualmente a dedicarsi agli altri suoi interessi: la scultura e il collezionismo di action figures; senza mai dimenticarsi, naturalmente, di fare scalo dai suoi amici. M MICHAEL JACKSON ichael Jackson è un incompreso. Non voglio dire che non sia bravo a cantare, anzi secondo me è il top, ma diciamolo chiaramente, è l unica cosa che gli è riuscita bene. Non è riuscito a diventare bianco. Ed è giusto così: se uno è nato nero non può pretendere di cambiare. Perché Michael Jackson non si rassegna come gli altri negri? Non trovo assolutamente giusto che se un negro è miliardario debba cercare in tutti i modi di assomigliare a un bianco quando nel frattempo molti bambini per esempio muoiono di fame, magari negri. Lasciamo stare il discorso bambini con Michael Jackson. Il risultato comunque è che adesso lui a cinquant anni non è né bianco né nero e tutti gli ridono in faccia. Io grazie a Dio sono bianco - grazie a Dio sono italiano, come ho scritto sulla maglietta - ma se Dio per caso mi faceva nascere negro non mi sarei certo opposto al mio destino. Tutto qui. Mi dispiace proprio per Michael Jackson che, lo ripeto, rimane comunque uno dei miei cantanti preferiti. Jambo

6 6DECADENZE POLITICA E UNIVERSITA Progetti per riavvicinare il mondo studentesco a quello della politica Le Padana Adventures del Galbiati RONDE TEMPESTOSE Dopo la schiacciante vittoria elettorale e la legalizzazione delle ronde padane, assieme al Colombo e al Cazzaniga mi sono ritrovato fuori casa quasi tutte le notti in turno di guardia. La popolazione del nord plaude l iniziativa noi un po meno, l estate ci uccidono le zanzare, l inverno i reumatismi e la sciatica, e non sono i soli problemi. La settimana passata siamo andati di ronda fuori dal cimitero monumentale di Milano, dove ci sono, tutte quelle signorine è stata una mezza tragedia, abbiamo beccato il figlio del Cazzaniga lì al cimitero, all inizio non lo abbiamo neanche riconosciuto, è stato il Cazzaniga padre, il primo a riconoscerlo, tutto gasato diceva Quello li è mio figlio, guarda che dritto, per non farsi beccare dalla moglie si è vestito da donna, con la parrucca, ha preso tutto dal papà! Quando poi ha visto che il figlio al posto di caricare era caricato il Cazzaniga è impazzito! Per metterci una pezza, gli abbiamo spiegato che il figlio è un agente segreto padano, un infiltrato, un martire che si sacrifica per la causa, evitando cosi che i travestiti extra comunitari, rubino il lavoro ai nostri travestiti padani. Il Cazzaniga padre era in preda al delirio, abbiamo dovuto prenderlo di peso, caricarlo in macchina, tutta la notte a farlo bere, cantargli le canzoni degli alpini, portarlo in pellegrinaggio sotto la casa dell Umberto, poi per distrarlo l abbiamo portato in discoteca, e lì altro cinema, il Colombo litigava con il dj perché voleva, il Va pensiero. Il Cazzaniga per dimenticare le disavventure del figlio, ha cominciato a bere, sarà stato l alcol, la musica alta, ad un certo punto si è accasciato disperato con un mal di testa..., allora il Colombo ha chiesto a gran voce se qualcuno avesse una pastiglia, non ha fatto in tempo a dirlo erano lì in 20, parlano sempre male dei nostri giovani invece, tutti generosi con almeno una pillola in tasca, poi si è avvicinato uno, ha aperto una valigetta con tutto il campionario, sarà un rappresentante ho pensato, dentro aveva pillole di tutti i colori, il Cazzaniga ha valuto per forza una pastiglia verde, un pillolone miracoloso! Si è ripreso immediatamente, è uscito dalla discoteca gridando voglio una bicicletta, voglio partecipare al tour de France!. Passava di lì un metronotte, gli ha rubato la bicicletta, è partito come un razzo sulla A4 direzione Trieste, noi dietro in macchina, non riuscivamo a stargli dietro ed è sparito! Due settimane dopo, abbiamo saputo che è stato rimpatriato come immigrato clandestino, l unico italiano che ha cercato di entrare in Albania da clandestino! Preoccupata che le nuove generazioni si avvicinino impreparate e troppo rapidamente al mondo della politica, per favorire altresì un graduale e lento ricambio, il ministro Gelmini, dopo aver reintrodotto il grembiule nelle scuole dell obbligo e consigliato il collega Sacconi, ministro della Salute, di riaprire i manicomi, ha sollecitato le più prestigiose università italiane di istituire alcuni corsi monografici, con l intento di riavvicinare il mondo studentesco, solitamente dedito al calcio e sesso parlato, alla nobile pratica della politica parlata. Ecco le prime indicazione forniteci in anteprima dall on. Gabriella Carlucci. Lo spazio dei cattolici nel Partito Democratico: Facoltà di Architettura e Società - Politecnico di Milano. Leadership e conflitto di personalità nei quadri dirigenti dei partiti di sinistra dal 1960 al 1992: Facoltà di Sociologia - Dipartimento di Scienze Umane e Sociali di Trento. La forma della moderazione cattolica e lo spazio dei cattolici moderati nel Partito del Popolo delle Libertà: Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni - Università La Sapienza di Roma. SULL USO DELL ESERCITO NELLE CITTA Gentile Direttore, io proprio non capisco. C è chi dice che 30 milioni di euro, se andavano alla scuola, o alla sanità, non si offendeva nessuno. C è chi insinua che se arriva ad esserci l esercito per strada, in fin dei conti, la percezione di sicurezza diminuisce, invece di aumentare. C è chi dice, addirittura, che l esercito schierato davanti ai monumenti italiani fa scappare i turisti... (Che poi questo proprio non è vero: li hanno mai visti i turisti giapponesi? Fotografano tutto, anche le macchine in divieto di sosta e le insegne dei McDonald s! E i turisti cinesi, o nordcoreani? È più di un operazione promozionale per loro, così si sentono proprio come a casa ) C è chi fa due conti, e dice che mettere 424 militari in più a Milano e 180, per dire, in tutta la regione Sicilia è un operazione, per così dire... asimmetrica. Proprio a proposito di Sicilia, c è chi ricorda ma ci vuole proprio una memoria di ferro, allora!! che se erano stato schierati ventimila soldati, all epoca dell operazione Vespri siciliani, i tremila soldati che sono stati dislocati adesso in tutte le maggiori città italiane non servono neanche per dire mezzo rosario. Per non parlare degli obiettivi sensibili individuati dal governo: a Roma sono 51, a Milano 20, a Napoli 1. (Se c è chi ipotizza che l obiettivo sensibile napoletano sia il consolato americano, c è chi peraltro afferma che si tratti di uno, sparuto, disorientato cassonetto per la raccolta differenziata. I dubbi permangono.) Insomma, a me colpisce soprattutto l asimmetria dell operazione, che lascia scoperti dei punti nevralgici. Mandate i militari anche a Mantova, dico io. Non vedo perché Mantova Sondrio e Viserba dovrebbero essere così trascurate, lasciate in balia di questa insicurezza montante. E poi i militari a Mantova servono. Li si potrebbe schierare davanti a qualche obiettivo sensibile, e se li si può mandare anche in periferia, La solitudine dei numeri primi e la compagnia dei numeri secondi: Corso di Laurea in DAMS - Facoltà di Lettere - Università di Bologna. Certezza del diritto e recesso casuale da delibere amministrative: CEPU - c/o sede di Matera. Guida allo stupore preconcetto per le sostanze stupefacenti in sede di dibattito politico e metodologie per la loro assimilazione in sede di dibattito parlamentare: Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università degli Studi di Padova. tipo verso il distretto industriale di Frassino, o giù di lì, li si può mettere crepi l avarizia anche su qualche punto un po più insensibile. Li si potrebbe impiegare nella contro i piccioni. Ovviamente, rispettando le regole d ingaggio. Ovvero rispondere al fuoco solo se attaccati. Li si potrebbe adoperare per le attività socioculturali che tanto abbelliscono la nostra città, ma per le quali non c è abbastanza manovalanza, tipo l allestimento di mostre. Non so, mi sembrerebbe una continuazione ideale della mostra LA FORZA DEL BELLO una che si intitoli IL BELLO DELLA FORZA. Il ministro La Russa si metta una mano sul cuore e pensi pure a noi, che assieme a Sondrio e Viserba (dove peraltro ultimamente si sono moltiplicati i gelati caduti sul lungomare tristezza, e disappunto, oltre che insicurezza e gli attraversamenti selvaggi in pedalò), non vogliamo assolutamente farla, la figura delle città tranquille, persino un po addormentate. Lettera firmata Gentile signora Lettera Firmata, l impiego dei soldati italiani da sempre provoca critiche. Se li ricorda i bersaglieri spediti in Afghanistan in aiuto ai colleghi americani? Qualcuno ipotizzò che i marines fossero stanchi di mangiare la pizza fredda e i bersaglieri garantissero tempi di consegna più celeri. I nostri arrivarono per sostituire gli alpini, che aiutavano gli americani a bonificare il territorio. Cinquanta alpini, fu la critica, bastano appena a trovare cinquanta mine antiuomo E la lista potrebbe andare avanti. Adesso proteggono gli obiettivi sensibili sul nostro territorio. Praticamente fanno ombra alle macchine fotografiche dei turisti che vogliono fotografare con il sole contro. Almeno quando i turisti tornano ai loro Paesi l immagine dell Italia non risulta sovraesposta o sfocata.

7 7 AMARE RIFLESSIONI Una volta c erano gli analfabeti. Non sapevano né leggere né scrivere. Però magari ti costruivano un veliero tre alberi senza aspettare le comode dispense settimanali della Fabbri. Che peraltro non avrebbero saputo consultare. Uno che milioni di persone vorrebbero fosse analfabeta è Bruno Vespa. Magari sapesse costruire barche invece che mattoni editoriali... L analfabeta sapeva fare con le mani e con l esperienza. Conosceva senza aver studiato. Oggi si studia cosa non si conosce per sapere con precisione cosa continueremo a non conoscere. Oggi ci sono gli ignoranti. Così ignoranti che il più delle volte ignorano di esserlo. Oggi c è la cultura dell ignoranza. Il parere dell esperto in televisione ci ha rotto i coglioni? Ecco che arriva il perfetto imbecille, così perfetto che sembra finto. Salvo poi seguire nelle cronache mondane il suo excursus vitae e capire che non c è limite all abbrutimento umano quando ci si trova sotto un riflettore. Il parere dell inesperto ormai spopola. E tutti lì a dire: UNO DI NOI! Ma vaffanculo, uno di noi chi? Sarà uno di voi, sarà. Perché dovete tirare in ballo l umanità ogni volta che c è un babbeo che fa un passo avanti ed evita agli altri di fare per primi la figura del deficiente? Perché allargare i già troppo estesi confini della mediocrità? La cultura dell ignoranza ha già fatto troppe vittime, mostrate senza ritegno su tutti i canali a tutte le ore, quasi che la fascia protetta altro non fosse che una fascia vibrante smaltisciglutei di una televendita di Mastrota. Nonostante dell ignoranza siano vittime, queste continuano a parlare a dispetto del referto medico e di un ostinata assenza di attività cerebrale, quasi e sembra incredibile non ci fosse alcun collegamento tra il pensiero e la parola. Tipo Flavia Vento, che quando discute con Valeria Marini, gli entomologi smettono di studiare le blatte e cercano di decifrare il paralinguaggio umanoide correlato di ultrasuoni e isterici belati. L ignorante fa tendenza. I nuovi miti devono essere abbordabili, alla portata di quante più persone possibile, della community. La letteratura romantica dell Ottocento è stata soppiantata dal romanzo d introspezione del Novecento, che a sua volta è stato gettato alle ortiche dagli Short Message Service del Duemila. I romanzi che vendono sono quelli che parlano con il linguaggio usato dai giovani. Duecento parole in tutto da mescolare all infinito e con le quali giocare a shanghai. Gandhi, Martin Luther King, Madre Teresa, Scialpi I grandi comunicatori della storia non sono più riconoscibili: le loro voci si perdono in mezzo alle grida dei venditori di fumo, e neanche di fumo buono. Come si fa oggi a dire: mi ispiro a Kennedy. A parte che più che ispirarsi oggi si aspira, al massimo si seguono le orme di qualche naufrago su raidue. Tutt altro che famoso, vien da dire, sperando che appena sbarcato venga rinchiuso in un centro di prima accoglienza insieme a duemila extracomunitari naufragati per davvero. Ci sono tante cose che ignoriamo. Tipo che cazzo ci faceva Vittorio Mangano nella stalla di Berlusconi, che tipo di crack si fuma Vittorio Sgarbi, perché si è scelto Riza Psicosomatica come nome per una rivista, cosa potrebbe dire l avvocato Taormina per dimostrare fuori da ogni ragionevole dubbio di essere una persona frequentabile al bar, perché Fabrizio Corona non perdona, chi è il tronista Giovanni Conversano e con chi flirta Però su Ustica almeno una cosa la sappiamo, finalmente sappiamo di chi è la colpa: non ci fossero state ottanta persone di troppo, di quell aereo ignoreremmo tutto. Mago Galonio I nostri cervelli migliori van tutti all estero. Quelli di Calderoli e Borghezio erano sul treno merci diretto in Germania. All inceneritore. Rimossi i nanetti in gesso dal giardino della residenza di Arcore. Confondevano gli uomini della sicurezza. La scure moralizzatrice del Governo si abbatte sulle prostitute. Non possono più andare in giro per strada sempre mezze nude: non sono mica in televisione! Visto che i botti sono quasi tutti illegali, a Capodanno si potranno usare alcune dichiarazioni di Berlusconi. Per festeggiare il suo 83esimo compleanno, George Bush senior si è gettato da un aereo con il paracadute. Ha fatto rimpiangere i bei tempi in cui dagli aerei scaricavano cose altrettanto letali, ma almeno intelligenti, come le bombe. Le comunità cattoliche cominciano a organizzare Messe nei campi rom. L unico problema riscontrato è il momento delle offerte: c è troppa gente che gira a raccoglierle. ARAFAT RINGO STARR L avevate ALEX DEL PIERO PRINCE notato JIM CARREY PIPPO INZAGHI anche voi? ZAPATERO MR. BEAN di Flavio Oreglio e Antonio Galuzzi Quando la tua donna vuole un anello, è fatta: stai sicuro che è il primo anello di una catena Le donne sono sicuramente il sale della vita. Perché, come il sale, provocano infarti, ictus, insufficienza circolatoria, pressione alta Eva porse la mela ad Adamo, ed egli commise il primo errore della storia. Le disse: cara, io sono l uomo, dovrei essere io a passarti gli alimenti Le donne sono il Sole nella vita degli uomini. E quando le hai addosso tutti i giorni che saltan fuori gli eritemi! Amore, senza di te io non esisto! Non potresti almeno una volta contraccambiare? Alla donna basta uno sguardo per farsi un idea dell uomo che ha di fronte. Anche all uomo, per farsela, basta uno sguardo. La felicità di una donna si misura con il metro dell abbondanza. L infelicità di un uomo con un righello. Una donna arrabbiata è come un fiume in piena: ti sotterra di fango e lascia solo macerie portandosi via tutto quello che hai. Nel rapporto di coppia bisogna sempre porgere l altra guancia. Oddio, se lei sta stirando Come dicevano gli antichi: Per una donna, l amore è come una clessidra: quando si riempie il cuore si svuota il cervello. Questo succede perché il cervello di una donna è pieno di sabbia! Una donna ha un nodo fisso: sposarsi. Poi scopri che è un nodo scorsoio Donne, smettetela di lamentarvi! Gli uomini non son tutti uguali: c è chi tiene il telecomando con la destra e chi con la sinistra Un uomo ha bisogno di staccare la spina, ogni tanto. Quella del telefono, se vuol parlare con sua moglie Una donna invecchiata si guarda indietro. Un uomo invecchiato si volta indietro per vedere il culo di una ragazza. L esperienza extracorporea è l esperieza fuori dal corpo: in poche parole, il mio rapporto con le donne L uomo, quando vuole darsi una botta di vita, cambia auto. Una donna, quando sale sull auto, una botta a qualcuno gliela dà Come dice il proverbio: Sposa bagnata sposa fortunata. Comunque, per lo sposo, è soltanto una giornata di merda. Anche il paesino più insignificante ha il suo bel campanile. Le donne sono come le uova di pasqua: fuori molto dolci, ma la sorpresa non vale mai il prezzo che hai pagato.

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