1. VALLE DELLA MORTE, CALIFORNIA, STRADA STATALE 190

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1. VALLE DELLA MORTE, CALIFORNIA, STRADA STATALE 190"

Transcript

1 1. VALLE DELLA MORTE, CALIFORNIA, STRADA STATALE 190 Oh merda, togli quella musica. Chiara si passò una mano sulla fronte e la scrollò come se fosse fradicia. Luca teneva una mano sul volante e l altra fuori dal finestrino. Il rumore del vento ammazzava la conversazione. Mischiato al vento Tom Waits gracchiava Hang on St. Christopher : Hang on St. Christopher through the smoke and the oil Buckle down the rumble seat, let the radiator boil... Ti ho detto togli quella musica. Sembra un cane che ringhia dentro un bidone della spazzatura. Stai calma. Rollane un altro. Lo spinello di Luca bruciava fra pollice e indice. Per qualche motivo il finestrino aperto non risucchiava il fumo giallastro, che si accumulava sul tettuccio come una nebbia all incontrario. Chiara girò la testa e guardò fuori dal finestrino. Poi sfilò da sotto il sedile il pacchettino di marijuana, lo guardò, lo rimise a posto. Non mi va di fumare. È troppo caldo. Solo tu potevi avere un idea così idiota. Venivano da Reno, dove si erano fermati due giorni e avevano perso 115 dollari cosa che aveva drasticamente abbassato la soglia di irritabilità di Chiara. Quale idea? Partire da Reno alle undici del mattino in modo da finire in mezzo alla Valle della Morte alle tre del pomeriggio. Il 3 agosto. È stata una questione di vita o di morte. 15

2 Perché? Perché non avrei resistito un minuto di più in quella città del cazzo. Un altra ora e avremmo finito tutti i soldi. È stata una fuga, la nostra. Una fuga di classe. Classe un cazzo. Tesoro, mi piaci quando parli come un personaggio di Bukowski. Mi ecciti. Chiara lo guardò giusto il tempo di alzare il dito medio, poi iniziò a frugare tra le decine di cassette che invadevano il cruscotto. Metto su Vasco, annunciò, piantando addosso a Luca uno sguardo di sfida. Vasco? Non c entra niente con questo paesaggio! Voglio sentire Vasco. Ma è assurdo, insisté Luca, senza troppa convinzione. Chiara era nervosa e contraddirla poteva significare giocarsi la scopata serale. Ma dov è la cassetta? Dove...? Luca non rispose. Vasco Rossi giaceva legato e imbavagliato nel bagagliaio, dove l aveva nascosto prima di partire. Non si rovina la Valle della Morte con della musica italiana. Infatti poco dopo Chiara gettò la spugna. Sbatté una mano sul cruscotto, facendo volare via una mezza dozzina di cassette, e tornò a guardare il paesaggio. Il sudore formava piccole goccioline sui lobi delle sue orecchie. Luca non aveva mai visto una cosa del genere. Era sul serio caldo. Quando erano partiti, cinque minuti prima delle undici, aveva gettato lo sguardo sul grande display digitale appeso di fianco all entrata del motel. Quell aggeggio segnava ora, data e temperatura AM / / 102 F. Centodue gradi, che un ora dopo erano diventati centodieci. Luca cominciò a fare una serie di calcoli (due sole operazioni, a dire il vero) per cambiare scala da Fahrenheit a centigradi, poi diede un bel tiro profondo dallo spino, chiuse gli occhi, lo respirò tutto e alla fine si arrese all evidenza: marijuana e calcolo matematico non potevano coesistere. E, dovendo scegliere, lui preferiva la prima. Quindi si limitò a una stima intuitiva e decise che 110 F erano più o meno 45 C. Comunque quel giorno sapere i gradi centigradi era solo uno svantaggio: rendeva il caldo del deserto più opprimente, meno astratto. Il sole era una palla rovente, piantata lassù. Pulsava come una carie. Il cielo era un infinito specchio azzurro. La polvere e l asfalto inglobavano il calore e lo vomitavano tutto addosso a loro. Una quindicina di miglia prima si erano fermati allo Stonevipe Wells Village, una sottospecie di stazione di sosta, per rifornire di acqua il radiatore, e Luca aveva raccolto un sassolino dal bordo della strada. Non era riuscito a tenerlo in mano. Pochi istanti dopo aver lasciato cadere con un grido la pietra bollente gli si erano formate un paio di piccole vesciche sulla punta dei polpastrelli. Hang on St. Christopher on the passenger side Open it up tonight the Devil can ride... Ora la stessa mano, penzolante dal finestrino, stava tamburellando sulla portiera, evitando comunque di tenere le dita appoggiate alla lamiera per più di mezzo secondo. La Ford Fairlane GT 500 del 68 era nera. Ed era probabilmente rubata. Luca l aveva comprata a New York per 550 dollari, al termine di una brevissima contrattazione svoltasi in un garage nella Valley di Harlem. Il venditore era un negretto di sedici anni che aveva tralasciato di specificare la provenienza del mezzo. Luca non aveva chiesto chiarimenti. Era un tantino sulle spine, lì. Sentiva aleggiare intorno a sé uno spettro quasi palpabile di ostilità afroamericana. Non si era mai trovato in un posto così sbagliato, ne era sicuro. Il garage stava al piano terra di un edificio abbandonato, e confinava con altri edifici abbandonati. Intanto che il negretto gli magnificava le doti della Ford in un gergo dal ritmo gangsta rap comprensibile per non più del sessanta per cento, Luca aveva più volte levato lo sguardo ai rettangoli scuri delle finestre sbarrate dei casermoni fatiscenti, con la sgradevolissima sensazione che qualcuno lo stesse osservando, nascosto dietro quelle assi marce. In quel momento si era definitivamente reso conto che New York non gli piaceva. La pressione dell aria era troppo superiore alla media. Forse avrebbe potuto tirare sul prezzo di altri cinquanta dollari, ma aveva smesso di insistere e 16 17

3 aveva annuito, dicendo ok, ok con il tono di chi dice per favore siamo amici lascia stare il coltello, e decidendo di lasciare all istante la Grande Mela Bacata, prima che un gruppo d assalto di anticorpi indigeni lo aggredisse per fagocitarlo. Erano partiti dall Italia due settimane prima. Si erano fermati a New York quattro giorni, che avevano trascorso a passeggiare sui marciapiedi di Manhattan sforzandosi di non dire cose troppo ovvie e di non accorgersi che la loro Guida alla Città era stata pubblicata nel 1982 e descriveva in termini entusiastici un luogo che già tre o quattro volte era morto e poi resuscitato con una faccia nuova. Si erano sforzati anche di considerare tipico di New York il fatto di soggiornare in un albergo i cui corridoi odoravano di orina e dove sia lo staff che la clientela erano interamente di razza orientale. Ogni volta che si fermava alla reception a chiedere qualcosa, Luca quasi si sentiva in colpa per non masticare nemmeno un po di dialetto cantonese, dato che l impiegato di turno (ce n erano tre a rotazione) non gli risparmiava mai uno sprezzante sguardo di sufficienza. Dentro quell hotel bisognava fare uno sforzo per ricordare di essere davvero sbarcati al JFK e non all Aeroporto Internazionale di Pechino. Luca aveva incassato la fregatura rifilatagli dall agenzia di viaggi: l albergo aveva una specie di convenzione con la Cina, e tutti gli altri clienti razzialmente corretti godevano di benefici da cui lui e Chiara erano esclusi. A loro, per esempio, l impiegato aveva detto che la colazione veniva servita fino alle nove e non oltre, e quando un giorno erano scesi alle nove e venti il sorriso sottile e sadico di un inserviente gli aveva sbarrato la porta del ristorante; il giorno dopo erano scesi alle dieci e avevano visto un allegra truppa di cinesi accomodarsi ai tavoli per la colazione, servilmente scortati da ben due camerieri. Loro pagavano una cifra ridicolmente alta per quella stanzetta impregnata di miasmi, mentre gli altri ospiti davano la netta impressione di essere pagati per trovarsi lì. Così lui e Chiara avevano limitato al massimo le soste in albergo e avevano zigzagato sull isola. Il periodo newyorkese si era concluso con la visita al rivenditore di auto usate che Lorenzo aveva consigliato nella sua ultima lettera. Siccome la loro idea era di rimanere in America per almeno sei mesi, una macchina era indispensabile. E poi era da quando aveva otto anni e videoregistrava ogni puntata di Supercar che Luca desiderava possedere una di quelle grosse berline con motore 5000 che si vedono solo nei film. Un altro grande sogno di Luca, anzi il Grande Sogno per Eccellenza, era quello di: a) attraversare gli Stati Uniti a bordo della suddetta enorme auto; b) vivere in California più precisamente a Los Angeles; c) farsi venire un idea geniale, e scrivere un romanzo (o una sceneggiatura?) che lo avrebbe reso ricco e famoso. Per il momento era fermo al punto a), ma il punto b) era già praticamente certo: Lorenzo abitava a L.A. da quattro anni e Luca e Chiara avevano attraversato un oceano e un continente proprio per farsi ospitare da lui, almeno fino a quando non avessero trovato un lavoro. Il punto c) era ancora immerso nella nebbia di un futuro incerto. Di quale storia dovesse raccontare il suo romanzo/sceneggiatura, Luca Morselli non aveva la più pallida idea. Ma era sicuro che prima o poi l Idea Geniale lo avrebbe travolto come un illuminazione mistica, anche per il solo fatto che respirava aria statunitense, in cui galleggiano trame e colpi di scena, non noiose introspezioni psicologiche. Era da circa sei mesi che lui e Chiara avevano deciso di respirare questa aria. Si erano conosciuti a una festa di universitari, quasi un anno prima. Lui era uno svogliato studente di lingue moderne, lei una neodiplomata in fisioterapia che aveva abbandonato medicina dopo tre anni (e altrettanti esami). Si erano frequentati un paio di settimane prima che Luca la invitasse a vivere con lui; era nato un amore solido e sorprendente, forse anche perché erano un po soli tutt e due. Luca, pur essendo di Bologna, si era trasferito in un piccolo appartamento per conto suo, pagandosi da solo affitto e rate universitarie; Chiara ormai tornava a Napoli solo per le feste. Il mix bolognese di esami e ubriacature li aveva resi indipendenti, ipereccitati ed elastici, come palline da flipper gommose

4 Il feeling fra loro era stato immediato, come diceva Luca. Entrambi erano insofferenti cronici e li accomunava l allergia alla ripetizione dei gesti quotidiani. Nessuno dei due ci trovava la minima traccia di poesia. Soffrivano la stessa paura dei muri che la provincia (perché alla fine Bologna è sempre provincia, anche se non è chiaro di cosa) aveva eretto intorno a loro e della stradina sdrucciolevole che pretendeva di essere il loro futuro. Condividevano le stesse passioni: il rock, i libri di azione, i viaggi (più che altro il desiderio di viaggiare) in posti il più lontani possibile, i film americani. Andavano al cinema anche due volte alla settimana e parlavano per ore delle storie migliori. Ogni volta che vedevano un film italiano, che cazzata era il loro commento più frequente. Poi, con enorme piacere, Luca aveva scoperto che Chiara condivideva il punto b) del Grande Sogno per Eccellenza. Da quando lei aveva letto Un italiano in California, un saggio sul mito della West Coast scritto da un tale Fabbri e diventato un best seller negli ultimi mesi, non faceva altro che parlare di America e di quanto sarebbe stato bello andarci. Bastava risparmiare per qualche mese, e magari insistere con Lorenzo, l amico di Luca che viveva a Los Angeles da quattro anni, per farsi ospitare. Ma non c era stato bisogno di autoinvitarsi, perché nella sua ultima lettera, scritta sul retro di una fattura, Lorenzo (che ormai si firmava sempre Larry ) li aveva energicamente invitati a prendere un aereo e stare da lui per qualche mese. Senti, andiamoci, aveva detto Luca. Mettiamo da parte i soldi e andiamo. Sei sicuro? Certo che sono sicuro. In fondo a me di laurearmi in un tempo decente non me ne frega più di tanto. E poi credo che ne valga la pena... Per scrivere, dico. Sento che non scriverò mai niente di buono rimanendo qui. Non c è niente che mi piace, niente che ficcherei in una sceneggiatura. Con le sceneggiature si fanno un sacco di soldi, no?, aveva sorriso Chiara, volendo sembrare meno seria di quello che era in realtà. Eccome. Il tuo uomo è un futuro premio Oscar, era stata la risposta, altrettanto superficialmente ironica, benché dentro di sé Luca fosse mortalmente serio... Cinque mesi dopo erano partiti. Non avevano molti soldi, solo seimila dollari, ma erano a Manhattan e lo stavano facendo davvero e il bello era che erano felici. Forse euforici, non felici. Ma stavano bene. Stavano realizzando l impresa che aveva lasciato a bocca aperta tutti i loro amici. Nessuno li aveva presi veramente sul serio fino a quando l aereo non era decollato. Tre giorni dopo l arrivo Luca aveva comprato la Ford a Harlem. Poi aveva ringraziato Lorenzo al telefono per la dritta. Si era chiesto come facesse il suo amico a conoscere un ricettatore di auto nel quartiere nero di New York, ma non era veramente ansioso di trovare risposta a questa domanda. Il quarto giorno erano pronti per la traversata. Una Ford vecchia di trent anni senza aria condizionata, quattro valigie, soldi scarsi, un peluche di Flat Eric appollaiato sul sedile di dietro, un sacchetto di maria sotto al sedile davanti, una copia tascabile di Un italiano in California (più dozzine di depliant turistici) dentro al cruscotto, nastri di Leonard Cohen, Doors, Guns n Roses, REM, Lou Reed, Suzanne Vega, Edie Brickell, Springsteen, Red Hot Chili Peppers, Eagles, U2, Santana, Rolling Stones e naturalmente Tom Waits. Definizione di Luca: Un qualcosa alla Kerouac postmoderno. Vasco Rossi non c entrava veramente un cazzo. Ora Luca era al volante della sua gigantesca Fairlane, 5000 di cilindrata e un carburatore insaziabile, nel cuore del più cinematografico dei deserti, e si sentiva beatamente sfasato rispetto alla realtà. Tutto questo cielo. Mi innervosisce, sospirò Chiara. È naturale. Siamo abituati agli spazi stretti. Gli spazi aperti ci sbalestrano, la natura selvaggia altera il nostro metabolismo. Ma a me il deserto piace. Stare il mezzo a tutte queste cose morte mi fa sentire sicuro di essere vivo, filosofeggiò Luca

5 Che palle. In effetti il panorama era identico a se stesso da un eternità. Pietra gialla e cielo in technicolor e calore quasi solido. E quella lunga, polverosa Statale 190. La strada più crudele del mondo. Prima di ogni dosso dava l illusione di finire in qualche valle verde e fresca... invece l aridità si ripeteva, sempre uguale. L unica nota diversa era la silhouette bizzarra e colorata delle montagne, che suggeriva un paesaggio lunare trapiantato sulla Terra. Le rocce frastagliate, splendide e bollenti, si estendevano per miglia in tutte le direzioni, come una fornace a cielo aperto, e sarebbe stato sufficiente imboccare uno dei tanti sentieri non asfaltati per perdersi in un mondo alieno, dimenticando il proprio. Una buona ambientazione per una storia, rifletté Luca, gettando il mozzicone. Il mozzicone venne riproiettato sul sedile posteriore attraverso il finestrino, atterrando fra le gambe color canarino di Flat Eric, ma nessuno dei due se ne accorse. Tesoro..., sussurrò Chiara. Quand è che arriviamo? Mmh? Quand è che arriviamo in prossimità di un letto? Si accostò a Luca e gli massaggiò l inguine. Il cazzo di Luca dette segni di vita. Chiara lo accarezzò ancora per qualche istante attraverso il tessuto ruvido dei pantaloni, poi si abbandonò di nuovo sul sedile. Ehi, ma cos è questo odore di erba?, chiese. Abbiamo fumato fino a ora. No, è una puzza intensa, come se... Piccola, il caldo ti fa veramente male. La canna continuava a bruciare, posata sul sedile posteriore. Un sottile filo di fumo avvolgeva la testa di Chiara... Luca consultò il contamiglia: segnava 303. Lo aveva azzerato appena partiti da Reno. Erano a poco più di metà percorso. Erano le tre e mezzo. Calcolò che sarebbero arrivati a Barstow verso le otto e mezzo. Lì avrebbero fatto rifornimento e se fosse stato per lui avrebbero proseguito il viaggio fino a Los Angeles, senza spendere soldi in un altro motel. Entro l una di notte avrebbero trovato la casa di Lorenzo. Il guaio era che Chiara odiava la macchina e viaggiare di notte la mandava in tilt. Ma, soprattutto, la sola idea di alterare il Programma (così lo diceva, con la maiuscola) le faceva perdere punti di QI al ritmo di 30 al miglio. Che ne dici di tirare dritto?, azzardò lui. Eh?, mugolò Chiara con aria sofferente. Di non fermarci a Barstow per la notte. Non abbiamo molti soldi, e poi mi sembra uno spreco di tempo, voglio dire, all una possiamo essere a Los Angeles... E il Programma? Fanculo il Programma. Questo la mandò in bestia. Sentimi bene. Io su sta macchina non ci resisto un minuto più del necessario. Si era detto Barstow e, cazzo, dormirò a Barstow. Non mi va di saltarmi una notte dopo sette ore nel deserto. Odio questo deserto. Prima viaggiamo, prima ci togliamo dal deserto. Barstow è nel deserto. È la capitale del deserto del Mojave. Questa notte voglio un letto, chiaro? Ieri siamo andati a letto alle sei e ci siamo svegliati alle dieci... quattro ore di sonno e un mal di testa della madonna e arrivi tu e mi pianti lì che vuoi partire con un giorno di anticipo perché hai paura di perdere tutti i soldi. E io: Sì sì Luca ok come vuoi certo. Mi sono adeguata ai tuoi cambiamenti di Programma? Sì o no? Rispondi! Sì... E io ho detto va bene? Sì o no? See... See! E a me piaceva Reno, ok? Mi divertivo con tutte quelle macchinette con la leva e tutti quei tavoli verdi! Ok? Non era male per me stare un giorno in più. Ma ho protestato? No. Benissimo. Per cui, adesso... ci fermiamo a Barstow. Dormiamo tutta la notte e domani visitiamo quella cazzo di città fantasma di Calico che aspetto di vedere da quando siamo partiti da Bologna. Ah! È per quello che ti vuoi fermare! Per quella idiota città fantasma piena di fast-food e vetrine con caschi da minatore finti e sa

6 loon con le porte di plastica. Merda, ti sei innamorata di un depliant trovato dalla parrucchiera! Luca ragliò una risata. Vaffanculo. La storia del depliant era vera. La Città Fantasma di Calico aveva preso di mira Chiara quando erano ancora a Bologna, mentre lei si faceva fare la messa in piega... e le si era fissata in testa, insieme alla tinta castano scuro. L opuscolo descriveva la California come una specie di Eden per turisti anche con un budget ristretto, non temete, e forniva un dettagliato elenco di località dove il tipico, sprovveduto imbecille italiano poteva perdere migliaia di dollari in ameni negozietti zeppi di roba fabbricata a Taiwan... e una di queste trappole era Calico, la scadente riproduzione di una città mineraria di fine Ottocento. Luca pensò alla macchina da scrivere ancora chiusa nel bagagliaio. Tutto quello che voleva era sdraiarsi sulla sabbia lambita dal Pacifico, guidare lungo Hollywood Boulevard, pigiare i tasti della Underwood con Waits in sottofondo... e invece doveva sorbirsi quelle tirate da turistella isterica. Doveva aspettare ancora un giorno. Guardò fuori dal finestrino, per distrarsi. Erano due settimane che guardava fuori dal finestrino. Tutto quello che aveva fatto era stato tenere gli occhi aperti, cercando di incamerare il maggior numero possibile di informazioni visive: stava prendendo appunti mentali su un entità puramente esterna e oggettiva. Seguendo ogni sera il proprio percorso sulla cartina, contando i chilometri fatti, aveva sentito crescere dentro di sé una sensazione di totale, magnifica e lucida ininfluenza. Quello che proverebbe una telecamera se avesse un anima. La cangiante crudeltà di New York, il piattume di Buffalo, e poi Chicago dove si erano fermati a dormire, ripartendo il giorno dopo senza aver visto quasi niente se non lo skyline asimmetrico che poteva benissimo essere un accurato fondale. Poi a sud. Ore e ore senza dover mai sterzare. Kansas City, St. Louis. Dozzine di fotogrammi sparsi in disordine sulla sua scrivania mentale. New Mexico. A ovest, Arizona. E alla fine ancora su, a nord. Attraversare quello strano deserto ondu- lato e cascare sopra L.A. dall alto, come spinto da un inevitabile forza di gravità. Perché era questo che a Luca piaceva pensare: di stare solo rotolando verso il fondo di un imbuto. Non gli piaceva la parola destino, ma era a qualcosa del genere che pensava in segreto. Ormai la meta era vicinissima, e la sua condizione mentale era quella di uno spettatore nei dieci secondi che precedono il film: le luci sono spente, lo schermo è uniforme e vuoto e parlare è una specie di violazione. Adesso Luca si rendeva conto di aver percepito l America a est di Los Angeles come una enorme sala di cinema vuota. C era solo un piccolo rinvio sull inizio della proiezione, e Luca si disse che non valeva la pena innervosirsi. Anzi, forse il ritardo avrebbe reso ancora più intenso il momento in cui i suoi occhi avrebbero finalmente zoomato sulla grande scritta bianca che aveva su di lui il potere di una calamita: HOLLYWOOD. A caratteri cubitali sulla collina più famosa del mondo. Il pensiero ebbe su di lui un effetto calmante, per cui acconsentì: Ok. Come vuoi. Ti porterò in mezzo ai fantasmi. Grazie, amore, gorgogliò Chiara, attaccata alla bottiglia d acqua. Era la penultima. Forse le darò una piccola parte nel mio film... per farla felice, pensò Luca, il cui sogno più inconfessabile era tuttavia quello di scopare a morte l (ipotetica) attrice protagonista dell (ipotetico) film tratto dalla sua (ipotetica) sceneggiatura, per poi finire su tutte le cronache scandalistiche e guadagnare pubblicità in vista dell assegnazione dell Oscar. Questa fantasia non mancava mai di eccitarlo. Lanciò un occhiata alle cosce scoperte e sudate della sua ragazza. Ripensò a come lei lo aveva toccato, poco prima, e formulò fra sé e sé un piccolo elenco di cose che le avrebbe fatto, quella sera in albergo. Allungò una mano e accarezzò un ginocchio a Chiara... Poi non vide più niente. Un bagliore violento, per quanto brevissimo, lo accecò. Dopo un istante riaprì gli occhi. Due puntini gialli gli erano rimasti impressi sulla retina

7 Solo un diamante può brillare così, pensò senza motivo. Una pietra preziosa abbandonata sull asfalto, davanti al radiatore della sua Ford. Poteva essere... sì, uno spunto. Diamanti nella Death Valley: niente male come titolo. Il pensiero si formò e si decompose in un istante. La mente razionale di Luca lo bollò come idiota e inverosimile. Fu sufficiente riaprire gli occhi perché svanisse nel nulla. Il bagliore era il riflesso del sole sul vetro di un auto. L idea del tesoro sarebbe tornata solo in seguito. L auto era......ferma in mezzo alla strada. Si trovavano su una piccola altura. Oltre, un tratto pianeggiante della Valle si stendeva davanti alla Ford come un enorme piatto poco invitante. Hai visto? Non sono cieca, Luca. Ma che ci fa in mezzo alla strada? Luca scosse la testa. 2 Arriva qualcuno!, gridò Emilio. Il grido si sollevò nell aria bollente e si perse. Sean era una sagoma che si ingrandiva lentamente. Correndo sollevava sbuffi di polvere. Emilio mise su gli occhiali da sole con la montatura arancione e appoggiò la mano a taglio sulla fronte, per ripararsi dal riverbero. Intanto che Sean sbrigava il lavoro Emilio aveva tentato di far ripartire il motore. La Lincoln aveva pianto qualche singulto, e niente di più. Ora il motore ticchettava, surriscaldato. Il proiettile sparato dall agente Rogerson (riposi in pace) meno di mezz ora prima era finito proprio al centro della griglia del radiatore, spaccando qualche organo vitale del motore. Sean continuava a correre verso la strada. Emilio spostò lo sguardo di novanta gradi e inquadrò l automobile in cima all altura. Appoggiò la mano al tettuccio della Lincoln e la ritrasse subito: si era scottato. Solo due cose erano certe: la Lincoln era ferma esattamente al centro della carreggiata, quindi qualsiasi veicolo con più di due ruote avrebbe dovuto rallentare parecchio per tirare dritto; e il novantanove per cento dei buoni cittadini americani si sarebbe fermato per forza in un caso come quello. Se il guidatore dell auto sulla collina fosse appartenuto al restante uno per cento... Be, si sarebbe fermato lo stesso. Emilio aveva un idea di come convincerlo. Si passò la mano sul mento e lo pulì dal sudore. Poi la mano scese 26 27

8 alla cintola dei pantaloni di cotone, coperta dalla lunga camicia floreale hawaiiana. Le dita si chiusero sul calcio della calibro 38. Mi basta solo una cosa, si disse. Che non siano altri poliziotti. Chiedo solo questo. Che cosa credi di scoprire? Un paio di sballati che hanno fuso il motore perché correvano troppo. Probabile. Erano a circa un chilometro dalla macchina ferma. Luca rallentò. Mi devo fermare? Mmh-hm. Forse. Dici che c è ancora puzza di erba? Io la sento fortissima, la puzza. Non so perché. Luca rifletté ad alta voce: Be, che possono dire? No, grazie, non accettiamo assistenza dai cannaioli? Mancavano cinquecento metri. È proprio in mezzo alla strada. Mi fermo?, chiese ancora Luca. Fermiamoci, rispose Chiara, dopo qualche secondo. Avranno bisogno di aiuto. Forse vogliono... un po d acqua per il radiatore. Duecento metri. Sean percorse gli ultimi metri di deserto e calcò di nuovo le suole degli stivaletti sull asfalto. Era coperto di polvere e sudore. Dove l hai messo?, gli chiese Emilio, senza togliere gli occhi dalla Ford nera che stava arrivando. Dietro quella collina, rispose Sean, indicando l orizzonte. Poi si squadrò velocemente dalla punta degli stivali fino al colletto della camicia, in cerca di macchie di sangue. Ne aveva un paio sulle maniche. Le arrotolò. Dai retta a me, ok?, disse Emilio. Sean non disse niente. Ci sono due uomini, disse Chiara. Avrei preferito due donne, ribatté Luca, e pigiò il pedale del freno. Eccoli qui, annunciò Emilio a voce bassa. Istruì Sean: Noi abbiamo un guasto e ci vanno bene tutte le destinazioni, comprende? Lascia parlare me, coño. Iniziò a sorridere. Luca accostò a destra e aprì la portiera. Ehi!, urlò il messicano basso che gli stava trottando incontro. Portava una camicia hawaiana troppo grande di almeno due taglie e un paio di enormi occhiali da sole. Luca scese dalla macchina. Che cosa è successo?, domandò con voce stonata. Chiara stava in silenzio, seduta al suo posto. Oh Jesus, un guasto. Ci ha piantati qui. Non so, è saltato qualcosa, non so cosa... Ma come... Non lo so! È tremendo. Sto... stiamo morendo di sete. Solo in quel momento Luca notò il bestione con il culo appoggiato alla Lincoln. Il tizio rispose al suo sguardo con un impercettibile cenno del capo, a metà tra il diffidente e l infastidito. I capelli biondo platino baluginavano al sole. Avete un telefono? Per chiamare un soccorso. Siete stati gentili a fermarvi... grazie... io, ehm, stavamo andando a... a sud, andiamo a sud... siamo, ecco, lavoriamo nel cinema. Siamo due controfigure. A- vevamo... un appuntamento, sì. Eh? Poi ci siamo... fermati, uhm, qui. Se avete un... Hai detto che siete due... Ho detto... siamo controfigure, amigo. Con un appuntamento. A sud, sì. Non abbiamo un telefono. Abbiamo un po d acqua per il radiatore, disse Luca, la cui diffidenza si era subito dissolta. All improvviso non gli importava più di trovarsi in piedi al centro della Statale 28 29

9 190, sotto il sole cocente, sessanta metri sotto il livello del mare, quarantacinque gradi e l asfalto rovente, a parlare con un perfetto sconosciuto messicano logorroico e il suo amico culturista, accanto a una Lincoln vittima del guasto più incomprensibile. Chiara uscì dall abitacolo. Allora che succede?, chiese in italiano. Hanno avuto un guasto, spiegò in fretta Luca, in inglese. Emilio annuì. Un guasto, ripeté Sean, senza staccarsi dalla portiera. E non è il radiatore. Luca si passò la lingua sulle labbra secche. Lo sguardo del gigante lo metteva a disagio. Dove andate?, chiese. Chiara trasalì. In Un italiano in California era sottolineato in rosso: «Non dare passaggi in nessun caso. La strada per la California è battuta dagli individui più strani». Proprio così diceva. Gli individui più strani. E quei due erano molto strani. Ma Luca aveva udito la parola passe-partout che apriva ogni porta del suo cervello: CINEMA. E in fondo quei due avevano l aria di essere nei guai sul serio. Lasciarli lì sarebbe stato crudele. C era da crepare, con quel caldo, senza acqua, senza possibilità di chiamare aiuto. Furnace Creek era troppo distante per arrivarci a piedi. E non passavano macchine. Non passava nessuno. Erano fuori stagione, parecchio fuori stagione. Be, avete trovato il posto meno indicato al mondo per avere un guasto alla macchina, osservò Chiara, questa volta in inglese. Ehm, sì, confermò Emilio. C era un ombra di disperazione sul suo viso. In effetti la sua espressione era sincera. Noi vogliamo solo trovare un centro abitato. Poi chiederemo aiuto e cercheremo di recuperare questa carretta in qualche modo, Madre de Dios. Con un... ehm, carro attrezzi. Ok. Montate su. Leviamoci di qui. Spostate l auto sul ciglio della strada e vi porto a Furnace Creek, offrì Luca. Poi aggiunse, parlando indirettamente a Chiara: Saranno meno di dieci miglia. Grazie, amigo! Emilio balzò indietro e aprì lo sportello sinistro della sua auto rotta: tenendo una mano sul volante, la spinse sul bordo della carreggiata. Poi spalancò la portiera posteriore e si infilò dentro, lasciando sporgere solo le gambe. Sean si mosse verso la Ford, grugnì un saluto a Chiara e fece per entrare in macchina. Il messicano riemerse... in mano stringeva una voluminosa borsa di tessuto verde. Aveva l aria di pesare molto. A posto... noi due ci mettiamo dietro, amigo. Ok, disse Luca. Emilio si sedette a destra, dietro al sedile di Chiara, con la borsa sulle ginocchia. Ehi, la vuoi mettere nel bagagliaio? Non ho l aria condizionata, ci sarà da morire con quell aggeggio addosso. No, no hay problema. La tengo qui con me, rispose Emilio, che quasi scompariva sotto la sacca. Sean si infilò dentro, spostò Flat Eric con una manata e sprofondò nel sedile. Chiara e Luca ripresero i loro posti. Le portiere sbatterono e la Fairlane riprese la marcia. Dove andate, voi, ragazzi?, chiese Emilio. Barstow. E poi L.A., rispose Chiara. Ehi! Anche noi dobbiamo fermarci a Barstow. Avevamo un incontro molto importante, proprio stasera, spiegò. L appuntamento. Dovremo, ehm, rimandare. Un appuntamento di lavoro?, indagò Luca. Chiara lo fulminò con lo sguardo. La sua idea era di fermarsi a dare un occhiata, e magari di passare ai tizi un paio di litri d acqua. La sua idea era di non caricare nessuno. Seguro. Il nostro nuovo agente. Era un appuntamento molto importante. State girando un film?, continuò Luca. Un film, sì. Un film. Dobbiamo passare da L.A. e poi girare in Messico. Tre mesi di riprese

10 See? Dove? Aaaa... ecco, a Cabo San Lucas. Baja California. Uh!, esclamò Luca, ammirato. Favoloso, si unì Chiara, in tono piatto. Qual è il titolo? Emilio si passò una mano sulla guancia. Questa non era una delle domande previste. Il titolo è... Si schiarì la voce, impacciato. La rapina, intervenne Sean. Teneva gli occhi azzurro sbiadito fissi sulla nuca di Luca. La rapina? È d azione? Qualcosa alla Tarantino? Sean lasciò in sospeso la domanda. Dopo un paio di minuti Luca ricominciò: Ragazzi, posso farvi qualche altra domanda? Come siete entrati nel mondo del cin... Non riuscì a terminare. Sean lanciò un urlo selvaggio e si alzò di scatto dal sedile. Cozzò con la testa contro il tettuccio e urlò ancora. Ahah! Merda! Fuoco! Cosa... Il viso di Sean, già bruciato dal sole, diventò ancora più rosso. Fuoco! Mi ha bruciato il culo! Luca guidava con la testa girata indietro, senza capire niente. Sean si passò una mano sotto al sedere. Appena alzò le enormi natiche dal sedile, si diffuse nell abitacolo uno sbuffo di fumo e un buon aroma di erba. Grugnì, tenendo fra pollice e indice il mozzicone schiacciato di spinello, ancora mezzo acceso. Emilio si rilassò e sorrise. Ottimo, amigo. Bel colpo. Oh-oh, merda, non capisco... scusa... ma come cazzo ha fatto a finire sul sedile... Chiara stava ridacchiando. Mmh-hmm... sa di buono. Marijuana? Luca era rosso porpora. S-sì. Posso? Grazie, Sean, così dicendo strappò il mozzicone di mano a Sean. Diede un tiro profondo, lo buttò giù tutto, poi espirò. Abbassò il finestrino e scagliò il residuo incenerito sulla strada. Tutto bene?, chiese Luca timidamente. Sean grugnì, serrando la mascella. Ok, ok, todo bien, il nostro Sean ha il culo di amianto, no?, sdrammatizzò Emilio. Sean disse: Ho il culo bruciato. Ehi, tutto bene, ripeté Emilio. Sean non è spiritoso. Poco dopo oltrepassarono un cartello: FURNACE CREEK 1 MILE. Ragazzi, è davvero importante l incontro di stasera?, chiese Luca, nel tono di chi si vuole sdebitare. Sì, sibilò Sean. Luca sospirò. Perché no?, si autoconvinse. E poi potrò fargli ancora un sacco di domande... Be, vaffanculo Furnace Creek. Vi porto a Barstow, disse, e avvertì lo sguardo di Chiara che gli scavava il viso. La mano destra di Emilio riemerse da sotto la borsa. Fino a un attimo prima era stata appoggiata alla Smith & Wesson. Entro un minuto Emilio l avrebbe estratta e puntata alla nuca di Chiara. Sean avrebbe fatto lo stesso a Luca. Una sosta a Furnace Creek poteva essere dannosa. Non sai quanto sia meglio per noi... questione di vita o di morte, disse il messicano. Ehi, sapete che fra qualche chilometro c è Zabriskie Point?, domandò giovialmente Luca

11 3. LAS VEGAS, NEVADA Signor Zedoch?, lo chiamò la voce della segretaria dall interfono. Una lucetta rossa lampeggiava accanto al microfono. Reg Zedoch mosse il joystick della sedia a rotelle. La sedia lo trasportò vicino alla scrivania, ronzando. Inalò un altra boccata dal sigaro e premette il bottone. Sì?, rispose, soffiando fuori il fumo. Il signor Siegal è arrivato. Lo faccia entrare. Subito, signore, disse la segretaria, con il solito tono in cui professionalità e servilismo erano miscelati alla perfezione. Avevano tutti lo stesso tono, lì al Luxor, quando gli rivolgevano la parola. La segretaria probabilmente gli avrebbe leccato la zona perianale, se lui gliel avesse chiesto via interfono. Era come se tutti avessero un joystick, come la sua sedia a rotelle extralusso, e lui potesse manovrarli con il minimo movimento della mano. Tutti tranne una persona. Proprio l unica di cui a Reginald Zedoch importasse qualcosa. Era quello il guaio, era quello il motivo per cui Ray Siegal si trovava lì. Zedoch premette un altro bottone e la serratura della porta blindata scattò. Avvertì un forte prurito alla gamba sinistra: era impossibile, ma lo avvertiva lo stesso. Prima che gli sparassero e gli tagliassero i collegamenti con ogni zona del corpo a sud dell ombelico, si grattava la coscia sinistra ogni volta che era nervoso. Prima di un appuntamento importante, per esempio. Un appuntamento come questo. La sagoma di Siegal comparve al di là della porta. Avanti, lo invitò Zedoch. Si sentiva la testa leggera e avvertiva anche un principio di nausea. Aveva bevuto tre bicchieri di Wild Turkey. Aveva perso il controllo. Erano anni che non perdeva il controllo, eh no, se perdevi il controllo con troppa facilità venivi nebulizzato, e non riuscivi a superare neanche il primo gradino di una scala come quella che lui aveva salito. Uno che perdeva il controllo e si metteva a bere e a sniffare roba difficilmente riusciva a tirar su abbastanza grana per diventare uno dei maggiori finanziatori (non ufficiali) della costruzione di un grandioso hotel-casinò sullo Strip. Il Luxor era stato costruito nel 1993 esclusivamente con denaro contante, e una buona percentuale di quel contante era provenuto da un conto nelle isole Cayman intestato a un certo Valerij Meteski. Il signor Valerij Meteski non esisteva, ma aveva depositato in banca diverse decine di milioni, e prestava volentieri denaro a Reginald Zedoch, se così si può dire. Si era rivelato un buon affare. Il Luxor gli fruttava dai nove ai tredicimila dollari al giorno. Permesso, chiese Siegal, avanzando lentamente. Prego, prego. Ma questa volta lo aveva perso, il controllo. Quella magnifica stronza gli aveva succhiato via il cervello. Lui l adorava dal giorno che si era fatta scopare dal suo cazzo di plastica. Era stata lei a insistere: Su, Zeddie (Zeddie...) mi eccita questa cosa, posso gonfiartelo io?... Oh, come si fa? Devo premere questa pompetta? Uhm, bene bene... Ray Siegal si fece avanti. Sorrideva. Tese la mano sulla scrivania. Mi perdoni, ma ho qualche difficoltà ad alzarmi, disse Zedoch stringendogliela. Era secca e fredda, come una bistecca congelata. Ma si sieda. Si metta comodo, signor Siegal. Siegal indossava un completo grigio scuro fatto su misura, una cravatta grigia di seta e una camicia bianco ghiaccio. Zedoch non era riuscito a vedergli le scarpe... ma senz altro erano tirate a lucido, nere, nuove, costose. Il Rolex che aveva al polso era abbondantemente oltre la soglia dei diecimila dollari. Non che lui fosse un uomo che si impressionava davanti al lusso. Inalò un altra boccata dal Don Tomas e la soffiò fuori. Non aveva fretta di parlare. Quella visita sarebbe sta

12 ta ben ricompensata, quindi non era il caso di essere troppo arrendevoli. Aveva trattato con parecchi serpenti, e sapeva come mantenere la calma... Wild Turkey permettendo. Siegal era un serpente, quella era la sua fama, e quella era anche l impressione che gli dava. E Zedoch voleva proprio un serpente. Ray Siegal, del tutto a suo agio, estrasse un pacchetto di Zino Davidoff e se ne accese una con un accendino Cartier d oro massiccio. Il giallo dell oro era l unico colore caldo che aveva addosso. Usi questo posacenere, disse Reginald, spingendo sulla scrivania una vaschetta di cristallo lavorato. Ray annuì. Il suo sorriso si allargò ancora. Sembrava una paresi ai muscoli facciali. Zedoch aprì la bocca per parlare, ma Siegal lo anticipò: Ora potrei sapere perché sono dovuto volare fin qui da San Francisco, senza ottenere la minima spiegazione al telefono? Il suo tirapiedi mi ha detto: sono diecimila se viene subito. Più le spese di viaggio. Vogliamo riservarle un trattamento di prima classe..., sghignazzò. Basta che non esiga spiegazioni al telefono, scimmiottò la voce dell uomo di Zedoch che lo aveva contattato. Era stato nemmeno quindici ore prima. Ho dovuto lasciare in sospeso un affare importante, a Frisco, per venire qui in questa gabbia di matti nel deserto. Odio questa città. Odio questo clima. Odio sudare. Spero che si tratti di qualcosa di serio, non un affare da macellaio. Dall aria che si respira qui, il lavoro che lei mi sta per offrire, signor Zedoch, si preannuncia come lo squallido omicidio di una caccoletta di mafioso che le ha vomitato sul tavolo verde del black-jack e l ha fatta incazzare. Lei è ricco sfondato e ha l ossessione della qualità nelle cose più stupide, quindi per un lavoro che potrebbe essere sbrigato dal più disperato dei suoi sudditi chiama il meglio sul mercato: me. Potrà dire di avere commissionato un lavoro a Ray Siegal. Ray tirò una boccata. Zedoch era immobile sulla sedia a rotelle. Oh, la limousine che mi ha mandato all aeroporto non era affatto male. L autista era uno schifo, continuò Ray. Puzzava di alcol, era probabilmente fumato, teneva l aria condizionata al minimo e aveva la faccia gialla. Guidava come un isterico, avanzava a scatti. Spero che non sia il suo miglior autista... Siegal ridistese le labbra in una smorfia sprezzante, e chiuse il discorso: Bene, sono qui. Cosa mi offre e cosa pensa che potrei offrirle io? Questo rettile deve avere amici in alto, rifletté Zedoch. Oppure è pazzo a venire qui a parlarmi così. Non può essere altrimenti. L ultimo uomo che si era rivolto a lui in maniera simile era stato il proprietario del ristorante cinese dove aveva trovato il suo primo lavoro, a diciotto anni. Reginald a quel tempo era un giovane polacco con la faccia piena di pus. Il proprietario un giorno gli aveva spento il sigaro da cinquanta centesimi sul dorso della mano perché Reg si era dimenticato di sostituire il rotolo di carta igienica nel cesso delle signore. Lo aveva sopportato. Si era licenziato e aveva messo nel cassetto il ricordo. Poi, sette anni dopo, quando si era trovato fra le mani le prime briciole di potere e di protezione, aveva incaricato due tizi di bruciare il locale. Erano passati quasi quarant anni da quell incendio... e c era ancora un piccolo segno sulla mano di Zedoch. Lo guardava volentieri, quando sollevava alla bocca uno dei suoi sigari da ventisei dollari. Decise di ignorare quella mancanza di rispetto, per il momento, e di passare al sodo, come se Siegal non avesse detto niente. Lei non deve uccidere nessuno. Almeno... non sarà questo il suo compito principale. Si tratta di trovare una persona. Ray alzò le sopracciglia e soffiò fuori un anello di fumo. Trovarla e riportarla qui senza nemmeno un graffio. Ed eventualmente eliminare gli intralci. Ray ridacchiò ancora e si schiarì una voce che non aveva bisogno di schiarimenti. Forse le hanno dato informazioni sbagliate sul mio conto. Questa robetta la facevo dieci anni fa. Zedoch si permise il primo sorriso. Mi spiace, ma credo che le informazioni che ho ricevuto siano corrette. Ray scosse la testa. A chi si è rivolto? Non le deve importare

13 Ray allargò le braccia e alzò le spalle. Posso sapere almeno cosa le hanno detto sul mio conto? L espressione di Zedoch ritornò seria. Che lei è disposto a fare qualsiasi cosa. Basta che il compenso la soddisfi. Il ghigno di Ray perse parte della brillantezza. Mordicchiò il filtro della sigaretta. Io sono un killer. Non cerco gli animaletti domestici smarriti. Mi hanno detto che lei è il meglio quando si tratta di battere le tracce di qualcuno, insisté Reg. E la gente la dovrà pur trovare, prima di farla secca. Cos è questo, il suo modo di trattare sul prezzo? No. È il mio modo di dirle che sono già occupato. A Frisco. Zedoch aspirò dal sigaro. La cenere cadde sulla moquette. Ok, se ne torni nella sua San Francisco. Lei è la prima puttana che incontro che dice di no senza ancora aver sentito l offerta. Il ghigno di Siegal sparì del tutto. Quanto?, chiese. Mezz ora dopo, nello stesso momento in cui la Ford nera di Luca Morselli si immetteva nella Interstate 15 all altezza di Baker, diretta a Barstow, Siegal e Zedoch sedevano al bar privato della direzione. Ray stava a gambe accavallate su uno sgabello di metallo cromato, Zedoch sulla sua sedia. Dalla grande finestra entrava un raggio di sole al tramonto. Un uomo in giacca e cravatta era di guardia alla porta. Sul bancone di marmo erano appoggiati due bicchieri, uno di scotch, l altro di vodka al limone ghiacciata. In mezzo ai due bicchieri c era una cartella di plastica trasparente. Le dita sottili di Siegal sganciarono l elastico che la chiudeva ed estrassero il contenuto: due dozzine di foto a colori 20 x 30 e quattro fogli stampati al computer. Qui c è tutto quello che le serve. Le facce e le informazioni. Uh... mi sembra di lavorare con l FBI, commentò sarcastico Ray. Prima o poi appenderò questo figlio di puttana come uno straccio sporco, pensò Zedoch. No. Sbaglia. L FBI non paga così bene. Cerchi di non dimenticarselo. Non dimentico mai niente, disse Ray, dando un occhiata distratta alla prima foto. Nemmeno io, ribatté Reginald. Siegal sembrò non accorgersi del tono di velata minaccia. Commentò: Sembra una bella pollastra... com è che dite qui a Vegas? Chick. Pollastra. Zedoch non disse niente. Posso chiederle perché? Le deve dei soldi?, chiese Ray. Lei è un mercenario o un prete confessore? Le persone troppo nervose vivono meno. Zedoch buttò giù un sorso di scotch. Lo aiutò a sopportare anche quella provocazione. Anche quelle troppo curiose, disse. Devo sapere il più possibile, insisté Siegal. Ora parlava con tono serio e professionale, come se fosse già entrato nel pieno dell incarico. Le assicuro che se le chiedo qualcosa il motivo c è. Se la dovessi uccidere, non ci sarebbe problema. Ma quando si tratta di prenderla viva... più cose si sanno meglio è. Va bene. No, non mi deve dei soldi. Cosa le deve? Mi deve la sua stessa persona. Mmh-hm... Siegal stava scorrendo le fotografie. E questo chi è? La foto ritraeva un uomo con i capelli lunghi, brizzolati, occhiali da sole e anelli alle dita. Era in piedi accanto all enorme cofano di una macchina color rosa shocking. Uno di quei possibili intralci a cui accennavo prima, spiegò Zedoch, e finì il suo scotch

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione.

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione. Prologo Cardinale Lorenzo detto u tuzz cioè «la testata» era un rapinatore, specializzato in banche e uffici postali. Lui e i suoi complici avevano una tecnica semplice e molto efficace: rubavano un auto

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei.

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei. Mathilde tirò fuori l agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli». Bevve un sorso di birra e lanciò un altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

- 1 reference coded [0,86% Coverage]

<Documents\bo_min_9_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [0,86% Coverage] - 1 reference coded [0,86% Coverage] Reference 1-0,86% Coverage E le altre funzioni, le fotografie, o, non so le altre cose che può offrire il cellulare sono cose che

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

«E poi, ovviamente, i negozi di scarpe!»

«E poi, ovviamente, i negozi di scarpe!» 1 SHOPPING SFRENATO Tom attraversò il vialetto a passo di lumaca, trascinando i piedi. Sua madre e sua nonna erano già sedute in macchina. «Sbrigati, Tom!» gridò la sua mamma sporgendosi dal finestrino.

Dettagli

le #piccolecose che amo di te

le #piccolecose che amo di te Cleo Toms le #piccolecose che amo di te Romanzo Proprietà letteraria riservata 2016 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08605-9 Prima edizione: febbraio 2016 Illustrazioni: Damiano Groppi Questo libro

Dettagli

Roberta Santi AZ200. poesie

Roberta Santi AZ200. poesie AZ200 Roberta Santi AZ200 poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Roberta Santi Tutti i diritti riservati T amo senza sapere come, né quando né da dove, t amo direttamente, senza problemi né orgoglio:

Dettagli

ANYWAY - IN NESSUN MODO

ANYWAY - IN NESSUN MODO ANYWAY - IN NESSUN MODO Non voglio sapere che devo morire Non avrò bisogno di sapere che devo provare Non imparerò mai come muovermi a tempo Non riesco a sentirlo in nessun modo Non terrò gli occhi aperti

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è I fogli bianchi Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è frutto di immaginazione e non ha nessuna

Dettagli

L amore è un granello di sabbia

L amore è un granello di sabbia L amore è un granello di sabbia Erika Zappoli L AMORE È UN GRANELLO DI SABBIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Erika Zappoli Tutti i diritti riservati A Serena e Samuel con la sola vostra

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Luigi Giulio Bonisoli GIGISLAND

Luigi Giulio Bonisoli GIGISLAND Luigi Giulio Bonisoli GIGISLAND Gigisland I edizione 2011 Luigi Giulio Bonisoli Responsabile della pubblicazione: Luigi Giulio Bonisoli Riferimenti web: www.melacattiva.com www.scribd.com/luigi Giulio

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

- 1 reference coded [1,02% Coverage]

<Documents\bo_min_2_M_17_ita_stu> - 1 reference coded [1,02% Coverage] - 1 reference coded [1,02% Coverage] Reference 1-1,02% Coverage Sì, adesso puoi fare i filmati, quindi alla fine se non hai niente da fare passi anche un ora al cellulare

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO di Giovannella Massari Sopra un prato verde chiaro l alberello se ne stava e guardandosi un po in giro, tristemente sospirava. Nessun albero lì intorno, su quel

Dettagli

La storia di Gocciolina

La storia di Gocciolina La storia di Gocciolina Gocciolina viveva in un lago alpino, in una splendida valle verdeggiante. Guardava sempre il cielo e sognava di volare. Ah! Se avessi ali per volare, viaggerei per mari e per valli

Dettagli

Promo - I ragazzi geisha

Promo - I ragazzi geisha 1 Promo - I ragazzi geisha Valerio la Martire Davide Sono a Testaccio, questo è certo. Devo prendere un mezzo per rientrare e non ho tempo. Dietro gli occhiali che si appannano vedo facce sfocate e indistinte.

Dettagli

Vuoi andartene presto? No, voglio avere il tempo di innamorarmi di tutto... E piango perché tutto è così bello e così breve.

Vuoi andartene presto? No, voglio avere il tempo di innamorarmi di tutto... E piango perché tutto è così bello e così breve. Il contrario della solitudine «Vivrò per l amore, il resto dovrà cavarsela da solo» furono le parole di Marina il giorno della sua laurea, l ultima volta in cui la vedemmo. Il contrario della solitudine

Dettagli

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente LISTA DIALOGHI Non ti aspettavo di barbara rossi prudente - EST. GIORNO Oggi è 28 maggio? 28 maggio? Sì, forse sì PAOLO: 29 al massimo Come 29? No, 30 PAOLO: Secondo me è 29. Comunque, quanti giorni fa

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi)

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi) Elena Ana Boata Il viaggio di Anna Proprietà letteraria riservata. 2007 Elena Ana Boata 2007 Phasar Edizioni, Firenze. www.phasar.net I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte

Dettagli

L'orologio. di Nello Filippetti

L'orologio. di Nello Filippetti L'orologio di Nello Filippetti E il bimbo sognava l orologio che camminava giorno e notte, il cuore di smalto fiorito che nel fiore della vita la mamma dette al babbo in segno di lei, perché traducesse

Dettagli

Umberto Fiori Nove poesie

Umberto Fiori Nove poesie Umberto Fiori Nove poesie APPARIZIONE Alte sopra la tangenziale, chiare, due case con in mezzo un capannone. E questa l apparizione, ma non c è niente da annunciare. Eppure solo a vederli là fermi, diritti

Dettagli

Il coraggio di cambiare ciò che non era

Il coraggio di cambiare ciò che non era Il coraggio di cambiare ciò che non era Riccobono Stefania IL CORAGGIO DI CAMBIARE CIÒ CHE NON ERA racconto Alle persone che amo... con immenso amore. Prologo arrivo a New York, Luglio Una calda mattina

Dettagli

stelle, perle e mistero

stelle, perle e mistero C A P I T O L O 01 In questo capitolo si parla di un piccolo paese sul mare. Elenca una serie di parole che hanno relazione con il mare. Elencate una serie di parole che hanno relazione con il mare. Poi,

Dettagli

A mio figlio, John Edward Clements

A mio figlio, John Edward Clements A mio figlio, John Edward Clements Titolo originale: The report card Traduzione di Elisa Puricelli Guerra 2004 Andrew Clements 2005 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Bur ragazzi giugno 2014 ISBN

Dettagli

I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione

I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione "Il Primo Ebook In Italia Che Ti Svela Gratuitamente Tutti Gli Errori Che Commetti Durante La Seduzione" Istruzioni passo per passo... Parte 1 Dal 1 al 10 1 I 47

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE 1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE Si dicono un sacco di cose brutte sulle sigarette, ma la verità è che si fuma perché è piacevole. È piacevole aspirare il fumo con calma, è piacevole sentirlo impossessarsi dei

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

Perché non ho provato

Perché non ho provato Elena Colella Perché non ho provato Sin dai primi giorni, l arrivo di Esther mise sottosopra l intero quartiere. Esther, 30 anni circa. Jeans aderenti e stivali neri in pelle. Maglie scure aderenti. Carnagione

Dettagli

Come va? I N O C C H I P E L L E C O P A N C I A R P O D E N T I R E S O R E C C H I E A T E S T A N P I E D I O

Come va? I N O C C H I P E L L E C O P A N C I A R P O D E N T I R E S O R E C C H I E A T E S T A N P I E D I O Come va? 1 Trova nello schema le parti del corpo scritte di seguito e in orizzontale a cui si riferiscono le seguenti frasi. Le lettere rimaste completano l espressione indicata sotto. 1. Proteggila col

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE Urlo d amore Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE racconti brevi www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maria Antonietta Bafile Tutti i diritti riservati A tutti gli innamorati... A tutti gli amori assurdi

Dettagli

PROGETTO L.D.T. PRIMA SCIENZA

PROGETTO L.D.T. PRIMA SCIENZA I.C. PACINOTTI PONTEDERA SCUOLA dell INFANZIA DIAZ a.s. 2012/2013 PROGETTO L.D.T. PRIMA SCIENZA L ACQUA SI INFILTRA Sezione III Bambini di 5 anni Insegnanti: Daniela Luschi e Chiara Salvadori 1 MACCHIE

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Vola, Aquila, vola. Favola africana. Raccontata da Christopher Gregorowski. Vola, Aquila, vola

Vola, Aquila, vola. Favola africana. Raccontata da Christopher Gregorowski. Vola, Aquila, vola Favola africana Raccontata da hristopher Gregorowski 15 Un giorno un contadino andò alla ricerca di un vitello che si era perso. La sera prima i pastori erano ritornati senza di esso. E durante la notte

Dettagli

Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina

Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina I RACCONTI DEL BOSCO DELLE VENTI QUERCE - FIABA DI MAURO NERI - ILLUSTRAZIONI DI FULBER Quando al mattino Gellindo si sveglia al suono della prima

Dettagli

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio. Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.com Storia di Milena Lanzetta SE C È UN GIORNO DELLA SETTIMANA CHE FILIPPO

Dettagli

La notte che mi sono spezzato Massimo Magon

La notte che mi sono spezzato Massimo Magon La notte che mi sono spezzato Massimo Magon Guidavo nel controviale. La ragazza allungava il braccio. Avevo tre macchine davanti e viaggiavamo compatti all andatura delle biciclette. Nelle corsie principali

Dettagli

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST -

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - INIZIO Ricominciare una nuova vita da zero mi spaventa peró so che tante persone ce la fanno, posso farcela anch io! preferirei continuare

Dettagli

RITORNO ALLA CAVA. LA SI (per 3 volte) LA2 SIb7 LA2

RITORNO ALLA CAVA. LA SI (per 3 volte) LA2 SIb7 LA2 Volto che sfugge, nebbia di idee, 9 tu sei solo una grossa bugia! SIb7+ Ti dicono tutti che hai dei talenti, LA9 in fondo ci speri che così sia! RITORNO ALLA CAVA RAP Questo è il mio mondo, qui sono il

Dettagli

Tutto ciò che sappiamo di noi due

Tutto ciò che sappiamo di noi due Colleen Hoover Tutto ciò che sappiamo di noi due Traduzione di Giulia De Biase Proprietà letteraria riservata Copyright 2012 by Colleen Hoover Italian language rights handled by Agenzia Letteraria Italiana,

Dettagli

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo.

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo. Estate_ Era una giornata soleggiata e piacevole. Né troppo calda, né troppo fresca, di quelle che ti fanno venire voglia di giocare e correre e stare tra gli alberi e nei prati. Bonton, Ricciolo e Morbidoso,

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

18. No perché, ti dico è talmente particolare, ma in modo positivo eh (alza leggermente tono di voce per sottolineare l inciso), 19.

18. No perché, ti dico è talmente particolare, ma in modo positivo eh (alza leggermente tono di voce per sottolineare l inciso), 19. Insegnante intervistata: 12 anni di insegnamento; al momento dell intervista insegna nelle classi II di una scuola primaria Durata intervista: 30 minuti 1. Ti chiederei gentilmente di pensare ad un bambino

Dettagli

Borsa di studio/classe IV

Borsa di studio/classe IV 1 Borsa di studio/classe IV La storia va in fumetto Racconta la Storia di Clara dagli occhi grandi in un fumetto! 1. Riassumi la storia nelle scene che ti sembrano più importanti (per es. Clara che parla

Dettagli

Cosa non farei per te

Cosa non farei per te Cosa non farei per te Un fotoromanzo per pensare a cura delle Peerleaders Il gruppo di amici... Paolo - 17 anni Gloria - 16 anni Andrea - 18 anni Sara - 18 anni Roberta - 16 anni Elena - 18 anni Martina

Dettagli

Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore.

Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore. ... stanno arrivando... cosa????... le vacanze!!! Inserto N. 2 2008 Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore.

Dettagli

WWW.COPIONI.CORRIERESPETTACOLO.IT

WWW.COPIONI.CORRIERESPETTACOLO.IT Aldo, Giovanni e Giacomo Sketch del controllore (da 'Tel chi el telun) Aldo: Non c è bisogno che tira perché non è che scappo. Giovanni: Intanto ha allungato il passo. Aldo: Ho allungato il passo perché

Dettagli

Andrea Bajani La mosca e il funerale

Andrea Bajani La mosca e il funerale nottetempo Andrea Bajani La mosca e il funerale nottetempo Con la gente che piange io non so mai come fare. Non so come si fa a farla smettere. Certa gente è capace. Dice una parola, una sola, e gli altri

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

Nonno Toni! esclamò Tino. Sono pronto. Che

Nonno Toni! esclamò Tino. Sono pronto. Che Nonno Toni! esclamò Tino. Sono pronto. Che storia leggiamo stasera? Lo scalpiccìo dei piedini sulla scala echeggiò per tutta la casa. Tino entrò di corsa, già in pigiama, ansioso di ascoltare una storia.

Dettagli

DAL SEME ALLA PIANTA

DAL SEME ALLA PIANTA SCHEDA N 3 DAL SEME ALLA PIANTA Un altra esperienza di semina in classe potrà essere effettuata a piccoli gruppi. Ogni gruppo sarà responsabile della crescita di alcuni semi, diversi o uguali. Es. 1 gruppo:

Dettagli

INTRODUZIONE. La ragazza

INTRODUZIONE. La ragazza 5 INTRODUZIONE La ragazza Il braccio era vicino al telefono. Forse la ragazza aveva cercato di chiamare qualcuno, ma poi non aveva avuto il tempo di farlo. I lunghi capelli neri scendevano sul viso e coprivano

Dettagli

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE FAVOLA LA STORIA DI ERRORE C era una volta una bella famiglia che abitava in una bella città e viveva in una bella casa. Avevano tre figli, tutti belli, avevano belle auto e un bel giardino, ben curato,

Dettagli

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript 2013 H I G H E R S C H O O L C E R T I F I C A T E E X A M I N A T I O N Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript Familiarisation Text SILVIO: FLAVIA: SILVIO: FLAVIA: SILVIO:

Dettagli

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013 per Bambini dai 7 ai 10 anni DIOCESI DI FOSSANO Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi Ehi!!

Dettagli

Bianchi orizzonti. Grazie per la bellissima foto a Sara

Bianchi orizzonti. Grazie per la bellissima foto a Sara Bianchi orizzonti Grazie per la bellissima foto a Sara - Lui è fatto così. - È stronzo! - No, non è stronzo, è che è fatto così. - È stronzo! - Ma... - Che significa che è fatto così? Se è fatto così,

Dettagli

da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE

da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE Che strano sorriso vive per esserci e non per avere ragione in questa piazza chi confida e chi consola di colpo tacciono è giugno, in pieno sole, l abbraccio

Dettagli

Copyright 2010 Tiziana Cazziero

Copyright 2010 Tiziana Cazziero Voltare Pagina Copyright 2010 Tiziana Cazziero Tiziana Cazziero VOLTARE PAGINA Romanzo Al mio compagno, la persona che mi sopporta nei miei momenti bui. PRIMA PARTE Buongiorno mamma. Buongiorno a te

Dettagli

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose Sean e le Una Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose da Drynites Sean e le Scarpe Luccicose Sean era così timido che quando arrivava il postino a consegnargli una lettera, era troppo timido per salutare.

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

- 1 reference coded [3,14% Coverage]

<Documents\bo_min_11_M_16_ita_stu> - 1 reference coded [3,14% Coverage] - 1 reference coded [3,14% Coverage] Reference 1-3,14% Coverage quindi ti informi sulle cose che ti interessano? sì, sui blog dei miei amici ah, i tuoi amici hanno dei

Dettagli

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico (La Parata - parte II) -vai alla parte I Il set cinematografico Mezzoretta più tardi i due cuccioli e nonno scarabocchio erano sul set del film. - Il posto in cui si gira un film, cuccioli miei, si chiama

Dettagli

NONA LEZIONE L AUTOSTOP

NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE 96 L autostop Scendi pure tu dalla macchina? Devo spingere anch io? Sì, se vuoi. Ma scusa, quanto è distante il distributore di benzina? Non lo so qualche chilometro.

Dettagli

SABATO, 31 AGOSTO. A volte mi chiedo se mamma sia completamente priva di CERVELLO. Certi giorni mi rispondo di sì. Come oggi.

SABATO, 31 AGOSTO. A volte mi chiedo se mamma sia completamente priva di CERVELLO. Certi giorni mi rispondo di sì. Come oggi. SABATO, 31 AGOSTO A volte mi chiedo se mamma sia completamente priva di CERVELLO. Certi giorni mi rispondo di sì. Come oggi. Tutto è cominciato questa mattina quando le ho chiesto se poteva comprarmi uno

Dettagli

E poi aggiunse - Non voglio giocare a pallamuso, è solo per la fontanella, giuro! Gli avversari_

E poi aggiunse - Non voglio giocare a pallamuso, è solo per la fontanella, giuro! Gli avversari_ Gli avversari_ (leggi la prima parte) Dopo un po che si allenavano, Zio Champion disse loro di fermarsi e di bere qualcosa, sgridandoli, quando scoprì che non avevano portato nulla da bere! - È importante

Dettagli

Cristina Volpi BANDITI IN AZIENDA. La nobile arte di sabotare gli altri rovinando se stessi

Cristina Volpi BANDITI IN AZIENDA. La nobile arte di sabotare gli altri rovinando se stessi Cristina Volpi BANDITI IN AZIENDA La nobile arte di sabotare gli altri rovinando se stessi INCENDI FRA CENTRO E PERIFERIA 6 «Visto i giornali di oggi?» esordì Marco Cantelli con i suoi due assistenti.

Dettagli

La vita dei numeri ultimi

La vita dei numeri ultimi La vita dei numeri ultimi Orazio La Boccetta LA VITA DEI NUMERI ULTIMI racconto Dedicato a tutta la mia famiglia e i miei migliori amici a Pietro soprattutto ed in particolare a mio padre Andrea e mia

Dettagli

Natale, primo pomeriggio

Natale, primo pomeriggio Natale, primo pomeriggio «Ha un nome, quell attrezzo?» «Sei sicuro che sia quello che vuoi sapere? Il nome di questo attrezzo?» «No. Per la verità era un pretesto. Voglio capire che cosa ci fa, lei, al

Dettagli

Un mondo che neanche immagini

Un mondo che neanche immagini Un mondo che neanche immagini Federica Bracale UN MONDO CHE NEANCHE IMMAGINI romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Federica Bracale Tutti i diritti riservati Come sarebbe bello dire per caso.

Dettagli

Bù! di e con Claudio Milani

Bù! di e con Claudio Milani Bù! di e con Claudio Milani Testo n Francesca Marchegiano e Claudio Milani Scenografie n Elisabetta Viganò, Paolo Luppino, Armando e Piera Milani Musiche n Debora Chiantella e Andrea Bernasconi Produzione

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

www.scuolaitalianatehran.com

www.scuolaitalianatehran.com щ1 SCUOLA ITALIANA PIETRO DELLA VALLE TEHRAN Corso Settembre - Dicembre 2006 ESAME FINALE LIVELLO 2 щ Nome: Cognome: Numero tessera: щ1 щ2 Leggi il testo e completa il riassunto (15 punti) Italiani in

Dettagli

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015)

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) Da circa otto mesi sto svolgendo un percorso di letture ad alta

Dettagli

Il maestro nuovo è tornato

Il maestro nuovo è tornato rob buyea Il maestro nuovo è tornato Traduzione di Beatrice Masini Rizzoli Titolo originale: Mr. Terupt Falls Again 2012 Rob Buyea Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2012 da Delacorte

Dettagli

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano?

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano? Per cominciare... 1 Osservate le foto e spiegate, nella vostra lingua, quale inizio è più importante per voi. Perché? una nuova casa un nuovo corso un nuovo lavoro 2 Quali di queste parole conoscete o

Dettagli

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. ( Section I Listening) Transcript

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. ( Section I Listening) Transcript 2015 HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION Italian Beginners ( Section I Listening) Transcript Familiarisation Text Ciao Roberta! Da quanto tempo che non ci vediamo Dove vai? Ehh Francesco! Sono stata

Dettagli

Diritti internazionali Atlantyca S.p.A., via Leopardi 8 20123 Milano foreignrights@atlantyca.it www.atlantyca.com

Diritti internazionali Atlantyca S.p.A., via Leopardi 8 20123 Milano foreignrights@atlantyca.it www.atlantyca.com 2015 Atlantyca Dreamfarm s.r.l., Italia Per l edizione italiana 2015 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Fabbri Editori: maggio 2015 www.fabbrieditori.eu ISBN 978-88-915-1548-3 Progetto e realizzazione

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le Indice Introduzione 7 Miagolina si presenta 11 Quella volta che Miagolina è caduta nel buco della vasca 24 Quando è nato Spigolo 44 Miagolina e le parole storte 56 Spigolo va all asilo 75 Miagolina si

Dettagli

ZP Oktober 2009 Traduzione MUSTERLÖSUNG

ZP Oktober 2009 Traduzione MUSTERLÖSUNG ZP Oktober 2009 Traduzione MUSTERLÖSUNG C è qualcosa che riesci a ricordare (che ti riesce di ricordare)?, chiese lei. Qualcosa che ti ha colpito. Qualcosa di strano o di particolare? No, in effetti no.,

Dettagli

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te Domenica, 19 aprile 2009 Il Signore è con te Marco 16:15-20- E disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi

Dettagli

Ti voglio bene, mamma

Ti voglio bene, mamma F E S T A della... Ti voglio bene, mamma! Dettato Ti voglio bene mamma, quando mi sveglio e vedo il tuo viso che mi sorride. Ti voglio bene mamma, quando pranziamo insieme e poi mi aiuti a fare i compiti.

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

Giovani poeti crescono.

Giovani poeti crescono. Giovani poeti crescono. L amicizia Passa un aereo Passa un treno Ma cosa si portano sul loro sentiero? E un qualcosa di luminoso Sarà la notte che fugge via o forse solo la vita mia?. Ora ho capito che

Dettagli

Storie di gatti Episodio 1 Sceneggiatura di Cristina Berta

Storie di gatti Episodio 1 Sceneggiatura di Cristina Berta Storie di gatti Episodio 1 Sceneggiatura di Cristina Berta Scena 1 Titolo del film. Animazione di Tino, il gatto protagonista. Scena 2 [Esterno giorno Gabbione] Primo Piano di un gatto che si riposa e

Dettagli

A cura della redazione del sito www.testoeaccordi.it Pag. 1

A cura della redazione del sito www.testoeaccordi.it Pag. 1 INDICE 1 Va bene va bene cosi... 2 2 Colpa d Alfredo... 3 3 Deviazioni... 4 4 Fegato fegato spappolato... 5 5 Vita spericolata... 7 6 Ogni volta... 8 7 Albachiara... 9 8 Bollicine... 10 9 Siamo solo noi...

Dettagli

Reference 1-0,73% Coverage

Reference 1-0,73% Coverage - 1 reference coded [0,73% Coverage] Reference 1-0,73% Coverage Dove ti piacerebbe andare ma anche vivere sì, sì. All interno dell Europa, sicuramente. Però mi piacerebbe vedere anche

Dettagli

La cenerentola di casa

La cenerentola di casa La cenerentola di casa Audrina Assamoi LA CENERENTOLA DI CASA CABLAN romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Audrina Assamoi Tutti i diritti riservati Questa storia è dedicata a tutti quelli che

Dettagli