Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia"

Transcript

1 1 PROGETTO SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA E NEGLI ALLEVAMENTI ZOOTECNICI Assessorato all Agricoltura Regione Emilia e Romagna INAIL Emilia e Romagna LA METODOLOGIA S.H.I.E.L.D. (SAFETY AND HEALTH INDICATORS FOR ECONOMIC LABOUR DECISIONS) PER IL CALCOLO DEI COSTI SICUREZZA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE LUIGI GOLZIO Centro Interpartimentale Prevenzione sui Rischi negli Ambienti Lavoro (CIPRAL) Università Modena e Reggio Emilia INDICE. 1. PREMESSA. 2. I COSTI DI PRODUZIONE E I COSTI SOCIALI NELL ECONOMIA DELL IMPRESA 3. I COSTI PER LE DECISIONI DELLA POLITICA AZIENDALE DELLA SICUREZZA. 4. LA METODOLOGIA SHIELD: L INDIVIDUAZIONE DEI COSTI DI PREVENZIONE E SOCIALI.. 5..LA METODOLOGIA SHIELD: I CRITERI DI DECISIONE CIRCA LA POLITICA DI SICUREZZA. 6. LA METODOLOGIA SHIELD: IL BUDGET DELLA SICUREZZA. 7. LA METODOLOGIA SHIELD: I COSTI TOTALI DELLA SICUREZZA E IL BILANCIO SOCIALE 8. LA METODOLOGIA SHIELD: CONSIDERAZIONI RIASSUNTIVE 9. L APPLICAZIONE EMPIRICA DI SHIELD 10. BIBLIOGRAFIA 11 ALLEGATI 1

2 2 1. Premessa. Le analisi CIPRAL, pur con il limite essere campionarie, incano che nella realtà empirica la quasi totalità delle imprese non possiede un sistema adeguato contabilizzazione dei costi per la dei rischi e della sicurezza del lavoro nella prospettiva del management. L affermazione è avvalorata e riscontrabile dall esame del bilancio sociale delle imprese. In esso la rilevazione e la comunicazione agli stakeholders esterni circa le politiche in materia sicurezza sono assenti. La carenza denunciata si può spiegare per versi motivi, quali principalmente: la scarsa collaborazione istituzionale tra la Funzione Amministrativa e quella del Servizio Sicurezza e Prevenzione, derivante dalla collocazione organizzativa delle due unità in Funzioni aziendali stinte; la mancata contabilizzazione formalizzata report sui costi della sicurezza nell ambito del sistema contabile e controllo delle imprese, spiegabile dalla assenza richieste specifiche sia da parte del management che da parte del Servizio Sicurezza e Prevenzione; la scarsa ffusione del bilancio sociale tra le imprese, la quale ritarda il presio e l informativa agli stakeholders esterni circa la politica sicurezza dell impresa. La mancata valorizzazione della mensione economica della è paradossale se si pensa che la maggioranza delle imprese ha attuato e attua politiche (indotte dalla copioso e recente normativa vigente), che implicano il sostenimento costi (molti dei quali consolidati e ripetitivi) per la. La metodologia SHIELD proposta seguito è il risultato riflessioni scientifiche sul fenomeno rilevato. E stata applicata in via sperimentale nelle quattro imprese che hanno aderito al progetto ricerca. La validazione empirica è il primo momento per constatare l utilità dello strumento, perfezionarlo e renderlo facilmente adottabile dalle imprese nella fase successiva applicazione operativa. SHIELD consiste nella riclassificazione dei costi rilevati nel sistema contabile aziendale per contribuire al miglioramento della presa decisione tre attività gestionali investite dalla normativa, concernenti: la politica, ovvero le decisioni che il datore lavoro deve prende su quante risorse finanziarie investire nella dei rischi e in quali settori aziendali; la programmazione e il controllo economico, ovvero le decisioni operative circa la realizzazione dei piani sicurezza (derivanti dall analisi del documento dei rischi) da parte dei rigenti ai quali sono assegnati le risorse e le responsabilità economiche per eliminare le fonti rischio delle proprie unità lavoro; la decisione dotare l impresa del bilancio sociale e la sua redazione per quanto la valorizzazione economica della politica, ovvero i costi sostenuti ed i risultati acquisiti in materia sicurezza. Come si evincerà dal testo, lo strumento proposto richiede costi minimi realizzazione e nessuna mofica del sistema contabile (più o meno complesso) in essere nella singola impresa. I risultati della ricerca incano che SHIELD facilita la dei rischi nella prospettiva delle decisioni manageriali, perché contribuisce ad aumentarne l efficienza. 2

3 3 2. I costi produzione, i costi sociali e la sicurezza nell economia dell impresa. Nell economia aziendale i costi sono dei valori economici, al pari dei ricavi. Entrambi compongono il sistema dei valori d impresa e la loro somma algebrica determina il redto (positivo o negativo) competenza dell esercizio (il periodo contabile preso a riferimento). I costi e i ricavi sono valori che l impresa sostiene tramite scambi monetari con altre imprese, ovvero sono valori-prezzi negoziati sul mercato. I costi si sostengono per l acquisizione dei fattori produttivi (beni strumentali e materie prime, lavoro ed altri servizi); i ricavi si conseguono per la cessione beni e servizi prodotti alle imprese clienti. La natura prezzi negoziati costituisce l elemento necessario affinché i costi siano registrati nel sistema misurazione contabile della singola impresa (poiché, per il principio della prudenza sono certi) e ventare la base delle scelte manageriali. I costi sono sostenuti e negoziati nei mercati incetta dei fattori produttivi al fine essere correlati (messi in relazione) con i ricavi conseguiti e negoziati nei mercati sbocco, offrendo i beni o i servizi ottenuti dalla combinazione dei fattori produttivi acquisiti. La somma algebrica dei costi e dei ricavi consente misurare la produzione economica, ovvero il conseguimento del redto esercizio. Esso può configurarsi come l utile esercizio (se i ricavi sono maggiori dei costi) oppure la perta esercizio (se i ricavi sono minori dei costi). Il significato economico del redto è quello ricchezza (o valore) prodotta (nel caso dell utile esercizio) o strutta (nel caso della perta esercizio) secondo la nota prospettiva del sistema del redto Gino Zappa. La ricchezza prodotta o strutta al termine del singolo esercizio della gestione ha un effetto sul capitale netto: rispettivamente aumenta o minuisce il suo valore all inizio dell esercizio successivo. I costi ed i ricavi descritti sono noti anche come costi della produzione economica perché contribuiscono alla produzione della ricchezza relativa alla gestione tipica, la quale caratterizza l impresa e legittima la sua esistenza come istituzione sociale: produrre ricchezza offrendo una determinata gamma prodotti o servizi sul mercato rispettando le regole della concorrenza. I costi possono contribuire alla produzione economica in via retta (tipicamente i costi produzione fisico-tecnica e commerciali) o in via inretta (ad esempi i costi dei servizi o attività accessorie, supporto alla gestione tipica, come ad esempio la mensa, la vigilanza, il centro elettronico, la logistica e così via). Entrambi si formano sul mercato e quin sono anche conosciuti come costi mercato. Lo svolgersi della gestione determina un altra categoria costi, i costi sociali, noti anche come seconomie esterne o effetti esterni negativi (Kapp, 1950). Sono valori che misurano i economici che l impresa arreca ad altre imprese, alle famiglie, ad enti pubblici ed alla collettività (le c.d. terze economie), mentre produce i beni o servizi che qualificano la sua gestione tipica aziendale. Si considerino gli esempi seguenti costi sociali. L inquinamento provocato dalle imprese della pianura padana attraverso gli scarichi industriali nel fiume Po determina l inquinamento della costa romagnola (ad esempio la produzione mucillaggine ), provocando un danno alle imprese alberghiere, dovuto alla riduzione del flusso turistico. Il carente igiene nell ambiente lavoro o il verificarsi un sastro ambientale possono provocare rispettivamente malattie o menomazioni professionali nei lavoratori e nella popolazione e quin l aumento delle spese sanitarie nell economia dell ente pubblico territoriale riferimento. Infine l infortunio determina l aumento dei costi sanitari, assicurativi e welfare per l integrazione del mancato redto familiare dei lavoratori infortunati. Gli esempi proposti incano che i costi sociali sono costi congiunti ai costi della produzione della gestione tipica d impresa. Essi si originano quando l impresa trasferisce questi costi privati mancata ad altri attori della società, socializzandoli. 3

4 4 La trasformazione dei costi privati mancata in costi sociali attraverso il loro trasferimento è possibile perché i essi non sono regolati dal meccanismo del mercato (contrariamente ai costi produzione economica dei beni o servizi). Anzi, il mercato quale meccanismo regolazione fallisce perché non riesce né a registrarli, né ad inibirli attraverso il prezzo, (ovvero l incrocio della domanda con l offerta). Il trasferimento dei costi sociali, possibile quando il comportamento aziendale non è regolato, determina due questioni: il problema stributivo circa l allocazione efficiente delle risorse nel sistema economico, dato che il costo subito involontariamente da un attore significa un extra profitto e una renta indebita nei confronti dei concorrenti per l attore che lo trasferisce; il problema equità o giustizia sociale poiché i costi sociali rappresentano la violazione ritti sociali, nel caso specifico il ritto alla salute, come osserva correttamente Kapp. L inibizione del sorgere dei costi sociali è possibile solo attraverso l intervento dello Stato, il quale supplisce al fallimento del mercato tramite la produzione della legislazione specifica e le collegate sanzioni (multe, ammende, condanne, ecc.), le quali prevedono il dei arrecati dalla singola imprese agli altri attori economici e sociali. Ciò spiega perché i costi sociali, sono costi amministrati: il valore dei risarcimenti che l impresa deve sostenere per la mancata sono determinati dalle sanzioni e dalle obbligazioni stabilite dallo Stato, in seguito alla non osservanza delle norme in materia dei r ischi. Nel caso specifico i costi sociali ai quali ci si riferisce derivano dalla mancata o inefficiente delle fonti pericolo e dei rischi collegati riguardanti la sicurezza. Di seguito il concetto sicurezza non riguarda solo il lavoratore, ma tutti gli attori interni (i lavoratori) o esterni (ad esempio i clienti) che possono subire dei dai pericoli causati dall impresa. Si propongono due schemi tassonomici per classificare rispettivamente i rischi che determinano specifici costi sociali e la localizzazione delle loro fonti pericolo o aree sicurezza da presiare in impresa. Lo schema tassonomico per la classificazione dei rischi riportato nella tavola 1 si basa su due criteri: la formazione temporale del rischio e gli effetti che esso determina rispetto ai confini dell impresa. Nella prospettiva temporale i rischi si formano nella scontinuità della gestione, attraverso avvenimenti anormali, improvvisi e imprevebili (come è il caso ad esempio degli infortuni) con effetti immeati sulla salute; oppure nella continuità abituale della gestione (come è il caso ad esempio delle malattie professionali), con effetti lazionati nel tempo sulla salute. Nella prospettiva dei confini aziendali gli effetti (ovvero i ) che essi provocano possono delimitarsi all interno delle frontiere aziendali (ad esempio gli infortuni) oppure propagarsi al loro esterno (ad esempio l inquinamento ambientale). 4

5 5 Tavola 1. Classificazione dei rischi mancata della sicurezza Formazione temporale dei rischi Discontinuità Continuità Infortuni Rischi Igiene lavoro Rischi psico-sociali Effetti interni ai confini aziendali Pericolosità del Prodotto o dell erogazione del Inquinamento da sastro Inquinamento ambientale da emissioni idriche, gassose, materiali Effetti esterni ai confini aziendali Fonte: elaborazione propria Il secondo schema tassonomico per la classificazione della aree della sicurezza è riportato nella tavola 2 e si basa anch esso su due criteri: il processo produzione economica aziendale e gli attori coinvolti. Nella prospettiva del processo produzione si può privilegiare la dello svolgimento del lavoro o del risultato dell utilizzo del lavoro (il prodotto o l erogazione del ) o entrambi i momenti del processo. In tal modo l impresa assicura conzioni lavoro e prodotto o sicuri. Nella prospettiva degli attori coinvolti, la deve presiare sia gli stakeholder interni (i lavoratori), sia quelli esterni (i clienti, i cittani, i concorrenti), sia entrambi; ad esempio l erogazione del coinvolge contemporaneamente il cliente e i lavoratori sportello. Tavola 2 Classificazione delle aree della sicurezza in impresa Prevenzione nello svolgimento del lavoro Processo Produzione Prevenzione sul risultato del lavoro Sicurezza dell ambiente lavoro Sicurezza del lavoro Sicurezza del benessere mentale e sociale Sicurezza dell erogazione del Stakeholder interni Sicurezza dell ambiente naturale Sicurezza del prodotto e dell erogazione del stakeholder esterni Fonte: elaborazione propria 5

6 6 Le classificazioni proposte sono riassunte nella tavola 3 che collega le aree della sicurezza e le fonti rischio da presiare, i rischi derivanti, i costi sociali collegati e gli attori coinvolti. E utile ricordare che la tavola 3 riporta solo i costi sociali. I costi mancata per la singola impresa sono costituiti, oltre che dai costi sociali, dall aumento dei costi produzione interna per la mancata produzione, per il calo del fatturato derivante dal deterioramento dell0 immagine sul mercato ecc. Tavola 3 Classificazione delle aree della sicurezza, dei rischi e dei costi sociali. Aree della sicurezza in Natura dei rischi in sociali Attori coinvolti impresa impresa Sicurezza dell ambiente Igiene del lavoro Cure sanitarie, costi Lavoratori lavoro (luminosità welfare, costi polverosità, ecc) e processuali e malattie professionali (rumore, vibrazioni, sostanze pericolose, Sicurezza del benessere fisico Sicurezza del benessere mentale e sociale Sicurezza del prodotto e del Sicurezza dell ambiente naturale Fonte: elaborazione originale ecc Incidenti e infortuni (movimentazione manuale, esposizione atmosfere esplosive, mancato uso DPI, ecc.) Rischi psico-sociali (stress, mobbing, bourn out) Pericolosità del prodotto ( all utilizzatore finale) o dell erogazione del ( al cliente) Inquinamento ambientale ( al lavoratori e alle terze economie) Cure sanitarie, costi assicurativi, costi processuali e, costi welfare Cure sanitarie, costi da welfare processuali e processuali e Lavoratori Lavoratori Clienti e imprese concorrenti Cittani, Enti pubblici, imprese concorrenti I costi sociali considerati nella metodologia SHIELD misurano dunque il danno inferto a terze economie, ovvero: ad altre imprese, (ad esempio per l inquinamento ambientale prodotto); alle famiglie (per il mancato redto del loro congiunto infortunato); ai consumatori, (per i della pericolosità del prodotto o dell erogazione del ); all ente pubblico (per la struzione dei beni pubblici o per l aumento dei costi welfare). I costi indotti dalla mancata dei rischi riguardanti la sicurezza (nella declinazione della tavola 3) si definiscono quin costi derivanti dai rischi non mercato, per stinguerli dai costi derivanti dal ben conosciuto rischio impresa. La stinzione si basa sul mancato funzionamento regolatore del mercato (il c.d. fallimento o market failure). Da qui la giustificazione dell intervento dello Stato il quale, attraverso la deterrenza delle sanzioni penali ed economiche previste dal D.Lgs 6

7 7 9 aprile 2008, n. 81 (notevolmente aumentate rispetto al passato), forza l alta Direzione a considerare i costi sociali nelle decisioni politica aziendale, in particolare quella riguardante la dei rischi non mercato. La natura delle due categorie costo, mercato e non mercato, è sintetizzata nella Tavola 4. SHIELD, come si mostrerà seguito, consente al management valutare e confrontare contemporaneamente i costi produzione e quelli sociali per decidere, con logica economica, quale politica circa gli investimenti effettuare. Tavola 4. Le categorie dei costi nella gestione dell impresa Tratto gestionale produzione ( mercato) Regolatore Il mercato Lo Stato Contenuto segnaletico Valore acquisizione dei fattori produttivi sociali (non mercato) Valore della sanzione e per l inosservanza delle leggi in materia sicurezza e del del danno arrecato Effetto sulla gestione Conzione preliminare per la Distruzione ricchezza Produzione ricchezza Motivo del sostenimento Prevenzione del rischio Risarcimento del danno Finalità economica del Aumentare il valore (l utile contenimento e della esercizio) riduzione aziendale) Finalità sociale del contenimento e della riduzione Fonte: elaborazione originale Aumentare la concorrenza tra le imprese a beneficio del cliente Mantenere integro il valore (il patrimonio e il capitale umano Aumentare la responsabilità sociale delle imprese a tutela dei ritti sociali 3. I costi per le decisioni della politica aziendale della sicurezza. L analisi preliminare delle tipologie costo a seconda della loro genesi ( mercato e non) è stata necessaria e funzionale per affrontare il tema della formulazione della politica aziendale sicurezza. La politica aziendale in materia sicurezza concerne la dei rischi non mercato. Il processo nel quale si articola la politica aziendale della sicurezza si desume chiaramente dall articolo 15 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81; è composto dai seguenti momenti: 1) inviduazione e valutazione tutti i rischi (il risultato tale attività si concreta nel documento valutazione dei rischi); 2) programmazione della per la loro eliminazione (o la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico). La programmazione si traduce in obiettivi da conseguire (il c.d. piano sicurezza che include il budget della sicurezza); 3) attuazione concreta dei programmi, ovvero il conseguimento degli obiettivi attraverso la realizzazione degli interventi programmati (nelle situazioni lavoro e sulle persone) e, economicamente il sostenimento dei costi preventivati nel budget; 4) verifica e confronto tra l azione preventiva e quella consuntiva ed eventuali interventi correttivi (la c. d gestione del budget durante l esercizio). 7

8 8 I momenti 2, 3, 4 (successivi alla inviduazione e valutazione dei rischi) richiedono, due tipi scelta da parte della Direzione aziendale: quante e quali risorse investire nell attività e riduzione dei rischi; la programmazione ed il controllo economico della realizzazione dell investimento deciso in materia dei rischi. Le due decisioni manageriali richiedono due stinte tipologie configurazioni e calcolo dei costi, note sinteticamente come la determinazione dei costi per le decisioni e dei costi per il controllo. Nel caso specifico della politica della sicurezza la Direzione aziendale dopo aver inviduato e valutato tutti i rischi presenti in impresa (sintetizzati nel documento della valutazione globale e documentata prevista dall articolo 2 del D. Lgs n.81) deve decidere la priorità degli interventi da effettuare e la loro stribuzione negli esercizi futuri. I vincoli economici della gestione (il conseguimento un utile esercizio) limitano la possibilità riduzione immeata tutte le fonti rischio inviduate. Essa deve essere compatibile, oltre che con la volontà della Direzione aziendale, con le possibilità economiche dell impresa, ovvero le risorse sponibili in ogni esercizio per gli investimenti nella sicurezza. Nella prospettiva dell economia aziendale la decisione politica della sicurezza (il livello sicurezza da conseguire, ovvero quali e quanti rischi prevenire con investimenti adeguati) si traduce nel scegliere tra due alternative: quali rischi eliminare e quali rischi correre nell ambito un esercizio gestione. La scelta si ripropone per ciascun esercizio sino alla eliminazione completa delle fonti rischio. Le due alternative racali scelta teoricamente possibili, ovvero investire nella o non investire affatto non sono qui considerate: la decisone non investire nella sarebbe palesemente illegale, non rispettando i vincoli della normativa. I rischi da eliminare sono tali in conseguenza della loro probabilità avverarsi e degli effetti ad essa collegati, ovvero i economici. Questa impostazione è adottata dalla maggioranza delle imprese italiane, come si evince dalla lettura dei documenti valutazione rischio. L eliminazione si attua attraverso gli investimenti necessari che, riferiti al singolo esercizio della gestione riferimento, si traducono in costi della sicurezza. I rischi da correre sono tali per la bassa probabilità (o priorità) e il limitato danno che presentano, soprattutto alle cose. Quando la loro probabilità si tramuta in certezza l azienda sostiene i costi sociali. La politica consiste quin nella decisone circa la combinazione rischi accettabili e non accettabili (Lowrance, 1976). Nella prospettiva economica l allocazione dei costi tra due alternative è ottima quando i costi totali (nel caso specifico i costi e i costi sociali) sono minimi. Il grafico 1 evidenzia l andamento dei costi (curva CP), dei costi sociali (curva CA+CI), dei costi totali (curva CT). 8

9 9 Grafico 1. I livelli sicurezza, i costi, i costi sociali ed i costi totali. CT CT CP T1 Pm T2 COSTI TOTALI CA+C1 CP LS1 LIVELLO DI SICUREZZA IN % Il ragionamento esposto soffre un eccezione nel senso che la natura dell attività non consente spesso correre alcun rischio, pena la sopravvivenza dell impresa. Si pensi ad esempio ai settori bio-mecale, farmaceutico o nucleare dove non è ammessa la fettosità del prodotto e del, perché ciò determinerebbe la morte del paziente. Le imprese dei settori ad alta pericolosità non possono che adottare la politica del rischio zero e in tal senso sono qualificate, (nella prassi e nella letteratura scientifica), imprese ad altra affidabilità (high reliability enterprises) (Sagan, 1993). Un ulteriore osservazione riguarda la metodologia utilizzata nella prassi empirica per determinare la priorità dei rischi da eliminare. La valutazione dell accamento dei rischi è attività quanto mai complessa e soggetta ad alta incertezza. Assumere la probabilità accamento del rischio come incatore è poco attenbile per due motivi. La statistica insegna che spesso alla bassa probabilità si accompagna un alta gravità delle conseguenze, le stime economiche delle quali sono fficile da formulare. Inoltre il dato storico sull andamento degli incidenti e degli infortuni (e più in generale un evento rischio non mercato) è un incatore con scarso valore prettivo per il futuro. Esso è incompleto, perché non considera i mancati incidenti (i cd.d near miss). Inoltre assume che lo stato rischio (indotto dalla tecnologie e dall organizzazione del lavoro) non muti. Di conseguenza, a parere chi scrive, la politica del rischio accettabile è da scartare per privilegiare la politica del rischio zero, che assume come obiettivo il conseguimento dell assenza dei costi sociali. Ciò consente all impresa essere ligia alle norme. La politica aziendale a rischio zero prevede la sua realizzazione in due momenti stinti ovvero il conseguimento e il mantenimento del rischio zero: il conseguimento della politica a rischio zero si qualifica nel sostenere i costi in misura crescente e sempre maggiori dei costi sociali sino all azzeramento questi ultimi. Il comportamento dei coti illustrato riflette il perseguimento livelli sicurezza via via LS LS2 9

10 10 maggiori e l efficienza economica della politica : i costi, riducono progressivamente la struzione ricchezza misurata dai costi sociali; il mantenimento del rischio zero si ha quando i costi costituiscono i costi totali della sicurezza, perché i costi sociali ammontano a zero. In altri termini la politica a rischio zero è conseguita (e si mantiene nel tempo) perché l impresa sostiene solo costi, mentre i costi sociali risultano assenti. Poiché gli incidenti e gli infortuni sono fenomeni che avvengono in conzioni incertezza, occorre chiedersi se perseguire l obiettivo rischio zero sia irrealistico o fattibile. La realtà empirica delle imprese giapponesi inca che la volontà politica e valoriale, l efficienza e la competenza organizzative in materia sono in grado perseguire tale obiettivo, come testimonia l esperienza un europeo, l architetto Renzo Piano, che si riporta, sia perché maturata in tempi non sospetti, sia perché rileva la cultura della ffusa ed interiorizzata dai lavoratori: Terminata la costruzione dell aeroporto, ho capito che per ecimila operai e tremila elettricisti al lavoro per trentotto mesi, il massimo orgoglio, prima ancora dell opera, era che non c era stato un solo incidente mortale. Dopo il terremoto che ha colpito Kobe e Osaka l inverno scorso, e che aveva fatto oscillare l eficio cinquanta centimetri, abbiamo constatato che non s era rotto un solo vetro. Quel giapponese rispetto del lavoro e della sicurezza è ormai anche il mio (La Repubblica, 1995). Un ulteriore elemento conferma della fattibilità della politica a rischio zero è offerto dalle statistiche dell INAIL. Nel 2007 su un totale imprese artigiane, industriali e servizi assicurate dall INAIL, (il 92,4%.) non hanno subito alcun infortunio nel corso dell anno. Il fenomeno infortunistico riguarderebbe quin imprese, pari al 7,6% del totale. Questa analisi primissima approssimazione andrebbe ovviamente articolata per classi imprese che sono esposte ai medesimi rischi al fine verificare la conferma circa la fattibilità della politica a rischio zero. Infine, pur con tutti i limiti dovuti all esiguità del campione, l applicazione SHIELD alle quattro imprese che hanno partecipato al progetto ricerca, evidenza elevati costi a fronte nulli o limitatissimi costi sociali. 4. La metodologia SHIELD: l inviduazione dei costi e sociali. Tutti i costi sostenuti (a prescindere dalla loro genesi, mercato e non) sono classificati nel sistema contabilità generale dell impresa per natura, ovvero in funzione del fattore produzione al quale si riferiscono: il costo del lavoro impiegato nella gestione, il costo dei servizi acquisiti sul mercato, il costo degli interessi passivi (circa capitale in forma finanziamenti prestito), il costo acquisto delle materie prime e delle tecnologie (in forma immobili, impianti, macchine, ed attrezzature). La classificazione per natura è adeguata all oggetto costo (lo scopo del calcolo) ovvero la misurazione del redto esercizio, (la somma algebrica tra i costi dei fattori produttivi e i ricavi delle vente esercizio).. La politica aziendale della dei rischi costituisce un oggetto costo specifico, stinto da quello precedente (il costo della ), il quale, conseguenza, richiede la riclassificazione dei costi dal criterio per natura (il fattore produttivo) al nuovo criterio per destinazione (la dei rischi). La riclassificazione dei costi è un operazione consueta per la presa delle varie decisioni gestionali (dall analisi dei bilancio alla contabilità analitica o dei costi dei prodotti e servizi). 10

11 11 L applicazione SHIELD si traduce in pratica nell estrarre dalla contabilità generale (specificamente dal piano dei conti) i costi ed i costi sociali, classificati per natura, e riaggregarli/riclassificarli secondo il criterio destinazione, nel caso specifico la dei rischi La metodologia SHIELD prevede: la riclassificazione dei costi riguardanti la e il dei (costi sociali) nelle cinque categorie rischi ai quali si riferiscono della tavola 3 (igiene, infortuni, rischi psico-sociali, inquinamento ambiente, pericolosità prodotto o ) e, in aggiunta, i costi organizzativi della, (il sistema gestione o il modello organizzazione e gestione), costituiti da l insieme ruoli e sistemi specializzati e decati alla dei rischi (tavola5);. la costituzione altrettanti centri costo (ai quali aggiungerne uno ulteriore che riguarda l organizzazione della sicurezza) della in modo da formalizzare e raccogliere istituzionalmente i costi da sottoporre alla Direzione aziendale per la formulazione della politica della sicurezza e per la valutazione della sua efficacia. L esemplificazione della riclassificazione dei costi attinenti a ciascuno dei sei centri costo sono riportati nella tavola 5. La riclassificazione dei costi sociali è riportata nella tavola 6. Le esemplificazioni delle due tavole sono il frutto dell applicazione dello strumento SHIELD alle quattro imprese che hanno aderito al progetto ricerca. La metodologia SHIELD prevede che non tutti i costi che potrebbero essere riclassificati ai fini della vadano considerati, ma solo i costi sostenuti screzionalmente dall Alta Direzione. La scelta metodologica richiede un approfonmento scientifico. Tutte le decisioni politica aziendale (inclusa quella dei rischi non mercato) sono prese dall Alta Direzione a razionalità limitata, ovvero hanno i seguenti tratti comuni: i problemi sono definiti in modo poco strutturato; esistono molti obiettivi rilevanti, concorrenti e poco misurabili da conseguire; le alternative azione da cercare sono combinazioni potenzialmente infinite; la ricerca delle informazioni e delle alternative azione avviene in itinere, durante il processo decisorio; la regola scelta è quella essere sodsfacente rispetto al livello aspirazione maturato dal decisore (Grandori, 1999). Anche la politica sicurezza è una decisione screzionale della Direzione aziendale, riflessa dal livello rischio (a zero oppure no) che la volontà politica della Direzione intende conseguire. A motivo della possibile insorgenza dei costi sociali, la screzionalità decisoria della Direzione aziendale è limitata dallo Stato (come analizzato nel paragrafo 2), che impone alcuni costi obbligatori, ad esempio quelli dell assicurazione contro gli infortuni. Poiché SHIELD è progettato per facilitare le decisioni politica della sicurezza in impresa e per verificarne l efficienza, considera, coerentemente, esclusivamente i costi screzionali per la, l ammontare dei quali pende, appunto, dalla volontà e dalla scelta politica della Direzione aziendale. Di conseguenza la riclassificazione dei costi prevista SHIELD esclude i costi obbligatori, come ad esempio, oltre a quelli dell assicurazione obbligatoria INAIL, i costi sicurezza incorporati nelle macchine e impianti perché siano a norma. SHIELD ha infatti lo scopo aiutare il management a valutare l efficacia e l efficienza delle proprie decisioni politica della sicurezza. 11

12 12 Tavola 5 I centri costo per la classificazione dei costi screzionali dei rischi esercizio Igiene e Infortuni rischi psico-sociali Inquinamento Pericolosità Modello malattie (stress, mobbing, ambientale del prodotto Organizzazione professionali burn-out) o Immobili e ambienti lavoro, messa a norma (quota ammortamento) Manutenzione imp. Interna (costo esercizio) Manutenzione imp. esterna (costo DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e sedute) Corsi formazione (costo esercizio, Assicurazione RCT RCO (costo premio) Meco competente e visite controllo (costi esercizio) Consulenza (OCRA) (costo Impianti (elettrico, antinceno), messa a norma (quota ammortamento) manutenzione imp. Interna (costo esercizio) manutenzione imp. Interna (costo ) DPI, Dispositivi protezione inviduale pronto soccorso (costo acquisto), Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo esercizio, Assicurazione RCT RCO (costo premio) Esercitazione squadra antinceno e evacuazione (costo esercizio Consulenze (costo progettazione e erogazione ricerche e indagini sul benessere (questionari, ecc) agnosi dello stati benessere formazione alla dei rischi psico-sociali mofica dell organizzazione del lavoro Consulenze psicologiche, meche,organizzative (costo 12 Impianti smaltimento e abbattimento, messa a norma, (quota ammortamento) Manutenzione imp. Interna (costo esercizio) Manutenzione imp. Interna (costo ) DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo esercizio, Assicurazione inceno NH (premio) Esercitazione (costo) Consulenze (rumore, lux, ecc) (costo Ricerca interna e sul cliente, HACCP (costi esercizio e acquisto servizi esterni) Manutenzione Interna (costo esercizio) Manutenzione Interna (costo ) DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquist) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo esercizio, Assicurazione RC prodotti o rischi verso i clienti (premio) Messa in sicurezza punti venta (costi acquisto e manutenzione) Resi per fettosità produzione (costo sostituzione) Consulenze (costo Immobili decatì (quota ammortamento uffici Servizio SPPP) e messa a norma Manutenzione Interna (costo esercizio) Manutenzione Interna (costo ) DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo esercizio, Assicurazione tutela legale (premio) generali funzionamento (telefoni, software, ecc) (costi acquisto) Costo del lavoro ruoli decati (RSPP, ASPP, Controllo qualità) (costi Consulenze e eventuale costo certificazioni (costo

13 13 Fonte: elaborazione originale L inviduazione e la riclassificazione dei costi sociali, attinenti ai risarcimenti dei provocati dall impresa a terze economie avviene in modo analogo a quanto previsto per i costi. Dalla contabilità generale (in particolare dal piano dei conti) si estraggono i costi sociali e li si riclassificano in relazione alle categorie rischio alle quali si riferiscono, come riportato nella tavola 6. I costi sociali, trattandosi risarcimenti stabiliti dalla legge, sono inelubili nella loro entità per l impresa. Tavola 6. I centri costo per la riclassificazione dei costi sociali relativi al dei Igiene e Infortuni Rischi psicosociali Inquinamento Pericolosità malattie professionali de l ambiente (stress, mobbing, burn-out) ambientale del prodotto o del lavoro Costo riconoscimento malattie professionali e ambiente non a norma Costo infortuni, processi, inceno requisizioni, ecc.) Fonte: elaborazione originale per processuali e welfare (rivalsa) terapie farmacologiche e psico-.terapeutiche Multe AUSL, a terzi, ecc 13 Risarcimento a clienti Modello/sistema Organizzazione della responsabilità amministrativa D.Lgs La metodologia SHIELD: i criteri decisione circa la politica. La riclassificazione dei costi e dei costi sociali fornisce i valori economici in base ai quali la Direzione aziendale è in grado formulare la politica e sicurezza secondo la logica efficienza economica; La decisione circa la politica consiste ne: il confronto tra i costi che la Direzione intende sostenere e quelli sociali previsti (in base alla valutazione dei rischi scaturente dal Documento Valutazione dei rischi); la composizione attesa tra loro, ovvero come si stribuiscono i costi tra le cinque categorie rischi da fronteggiare. La composizione tra costi e i costi sociali riflette in modo sintetico, ma molto efficace la politica definita dall Alta Direzione. Il confronto e l analisi della composizione sono le azioni che consentono la decisione screzionale e consapevole della Direzione aziendale in materia politica e della salute. tenuto conto dei vincoli della gestione: la minimizzazione dei costi complessivi e, nella loro composizione, la massimizzazione dei costi. Come tutte le decisioni politica aziendale anche quella riguardante la dei rischi va inquadrata nella prospettiva temporale: il livello e la composizione dei costi da sostenere è scelta ex ante, all inizio dell esercizio o del periodo pianificazione aziendale; il confronto tra i costi previsti e quelli effettivamente sostenuti è una scelta in itinere ed ex post, al termine dell esercizio. In definitiva SHIELD consente alla Direzione presiare la politica della sicurezza in impresa nella prospettiva della gestione, ovvero decidere secondo efficienza sui valori riguardanti i rischi non mercato da presiare. Nella prospettiva culturale, SHIELD aiuta il management a da

14 14 considerare la sicurezza una delle mensioni professionali del proprio ruolo rigenziale, così come inca la legislazione europea e italiana. 6. La metodologia SHIELD: il budget della sicurezza. Le decisioni circa la politica sicurezza, si realizzano attraverso nel processo programmazione e controllo, che si attua namicamente nell ambito ciascun esercizio della gestione (secondo quanto stabilito dall articolo 15, b), del D.Lgs n.81). Esso è costituito da: la definizione degli obiettivi per il datore lavoro ed i ruoli rigenziali; l assegnazione delle risorse per il loro raggiungimento e delle collegate responsabilità economiche (l assegnazione del centro costo e del busget spesa). Il ciclo della programmazione e del controllo (noto come il processo budgeting) si compone tre momenti: la definizione degli obiettivi, la realizzazione, il controllo tra preventivo e consuntivo. La programmazione degli obiettivi da conseguire (e della collegata assegnazione delle risorse da impiegare) si attua ex ante, all inizio dell esercizio, in base e alla valutazione dei rischi effettuata e alla politica che l impresa ha deciso. Il momento successivo è costituito dall attuazione, ovvero la realizzazione del programma durante l esercizio attraverso il consumo delle risorse assegnate. L aderenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi iniziali è verificata in ulteriori momenti controllo. Il controllo consiste nel confronto tra gli obiettivi a preventivo e quelli a consuntivo. L analisi degli scostamenti fornisce utili incazioni per eventuali interventi correttivi degli obiettivi programmati. Il processo programmazione e controllo sinteticamente esposto (e qui applicato alla dei rischi, attraverso la formulazione del budget della sicurezza), e è la metodologia che permea tutta gli aspetti gestione aziendale: dalla realizzazione della strategia, al presio della qualità (formalizzato da W.E. Deming attraverso la nota ruota). Tutte le linee guida, dalle ISO a quella UNI-INAIL, inquadrano temporalmente la nell ambito del processo programmazione (o, pianificazione come spesso erroneamente riportato) e controllo. SHIELD è progettato anche per la definizione del budget della sicurezza: occorre aggiungere ai costi screzionali (considerati nella tavola 5 per la decisione circa la politica ) quelli obbligatori. Ci si riferisce in particolare ai costi obbligatori delle assicurazioni obbligatorie INAIL contro gli infortuni, delle messe a norma cogenti, dell informazione minima dovuta ai lavoratori (il costo delle riunioni perioche e del materiale informativo), dell addestramento e della formazione dei lavoratori obbligatori. Nell ambito della politica a rischio zero il budget della sicurezza non considera i costi sociali in sede preventiva, ma solo a consuntivo, poiché l impresa non può pianificare consapevolmente situazioni inadempienza circa la sicurezza.. La tavola 6 inca sinteticamente i costi da utilizzare ai fini della definizione del budget della sicurezza, evidenziando i momenti del preventivo, degli scostamenti e del consuntivo. 14

15 15 Tavola 7 I costi per la programmazione e il controllo (il budget) della sicurezza COSTI PREVENTIVI DISCREZIONALI COSTI CONSUNTIVI DISCREZIONALI SCOSTAMENTI TRA PREVENTIVO E CONSUNTIVO Igiene e malattie professionali de l ambiente lavoro Igiene e malattie professionali de l ambiente lavoro Infortuni Infortuni rischi psico-sociali (stress, mobbing, burn-out) rischi psico-sociali (stress, mobbing, burn-out) Inquinamento ambientale Inquinamento ambientale Pericolosità del prodotto o del Pericolosità del prodotto o del Modello/sistema Organizzazione della COSTI PREVENTIVI OBBLIGATORI Igiene e malattie professionali de l ambiente lavoro Infortuni rischi psico-sociali (stress, mobbing, burn-out) Inquinamento ambientale Pericolosità del prodotto o del Modello/sistema Organizzazione della COSTI TOTALI PREVENTIVI Fonte: elaborazione propria Modello/sistema Organizzazione della COSTI CONSUNTIVI OBBLIGATORI Igiene e malattie professionali de l ambiente lavoro Infortuni rischi psico-sociali (stress, mobbing, burn-out) Inquinamento ambientale Pericolosità del prodotto o del Modello/sistema Organizzazione della COSTI TOTALI CONSUNTIVI Le voci dei costi totali della tabella 7 costituiscono il budget generale della sicurezza in impresa. Esso si può articolare a livello singolo centro responsabilità riferito ai rigenti che assegna loro delle responsabilità economiche in materia. Il budget della sicurezza per il singolo rigente consente, attraverso la delega, l autonomia spesa prevista dall articolo 16 del D.Lgs n. 81. Nella prospettiva contabile si tratta ribaltare gli investimenti in dei cinque centri costo sui budget dei singoli rigenti a seconda delle tipologie rischi che ciascuno essi è tenuto a presiare. In questo modo si fornisce al Dirigente lo strumento per assolvere concretamente i suoi obblighi in materia sicurezza definiti nell articolo 18 del D.Lgs n La metodologia SHIELD: i costi totali della sicurezza e il bilancio sociale. SHIELD consente a consuntivo anche calcolare facilmente i costi totali effettivi della sicurezza incorsi dall impresa nell esercizio. Si tratta infatti sommare ai costi totali a consuntivo del budget della sicurezza (composti dai costi screzionali e obbligatori a consuntivo) i 15

16 16 costi sociali effettivi sostenuti dall impresa a consuntivo. Le tavole 8 e 9 riportano nella loro composizione sintetica e analitica. i costi totali Tavola 8 I costi totali a consuntivo (ex post a fine esercizio) della siciuezza Igiene e Infortuni rischi psicosociali Inquinamento Pericolosità malattie ambientale del prodotto o professionali de l ambiente lavoro (stress, mobbing, burn-out) del screzionali screzionali screzionali screzionali screzionali obbligatori obbligatori obbligatori obbligatori obbligatori sociali sociali sociali sociali sociali = = = = = = totali totali totali totali totali della della della della sicurezza della sicurezza sicurezza del sicurezza del dell ambiente sicurezza del ambiente benessere benessere naturale prodotto e lavoro fisico mentale e sociale Fonte elaborazione: propria Modello/sistema Organizzazione della screzionali obbligatori Nella tavola 9 sono riportate analiticamente tutte le voci del budget della sicurezza a consuntivo. sociali totali dell organizzazione della sicurezza Tavola 9 I costi totali analitici della sicurezza esercizio. Igiene e Infortuni rischi psico-sociali Inquinamento malattie professionali (stress, mobbing, burn-out) ambientale screzionali screzionali screzionali screzionali Immobili e Impianti Impianti ambienti (elettrico, progettazione e smaltimento e lavoro, messa a antinceno), erogazione abbattimento, norma (quota messa a norma ricerche e indagini messa a norma, ammortamento) (quota sul benessere (quota ammortamento) (questionari, ecc) ammortamento) Manutenzione Manutenzione agnosi Manutenzione impianti interna impianti interna dello stati impianti interna (costo) (costo) benessere (costo) Manutenzione impianti esterna (costo ) manutenzione impianti Interna (costo ) formazione alla dei rischi psico-sociali Manutenzione impianti interna (costo ) Pericolosità del prodotto o screzionali Ricerca interna e sul cliente, HACCP (costi servizi interni e esterni) Manutenzione attr.nterna (costo ) Manutenzione attr. interna (costo serviz) Modello Organizzazione screzioali Immobili decatì (quota ammortamento uffici Servizio SPPP) e messa a norma Manutenzione attr. interna (costo) Manutenzione attr. interna (costo ) 16

17 17 DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e sedute) Corsi formazione (costo Assicurazione RCT RCO (premio) Meco competente visite controllo (costi) Consulenza (OCRA) (costo obbligatori messa a norma non DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto), pronto soccorso (costo) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo Assicurazione RCT RCO (costo) Esercitazione squadra antinceno evacuazione (costi) e Consulenze (costo obbligatori assicurazione obbligatoria INAIL (al netto sconti) informazione, addestramento e formazione obbligatori Costo addestramento e manutenzione squadre antinceno messa a norma non mofica dell organizzazione del lavoro terapie farmacologie e psico-.terapeutiche Consulenze psicologiche, meche, organizzative (costo obbligatori Costo addestramento e manutenzione squadre antinceno DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo Assicurazione inceno NH (premio) Esercitazione (costo esercizio) Consulenze (rumore, lux, ecc) (costo obbligatori messa a norma non 17 DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo Assicurazione RC prodotti o rischi vs i clienti(premio) Messa in sicurezza punti venta (costi acquisto e manutenzione) Resi per fettosità produzione (costo sostituzione) Consulenze (costo obbligatori controllo qualità obbligatori messa a norma non DPI, Dispositivi protezione inviduale (costo acquisto) Informazione su rischi specifici (costo materiali e incontri) Corsi formazione (costo Assicurazione tutela legale (premio) generali funzionamento (telefoni, software, ecc) (costo esercizio) Costo del lavoro ruoli decati (RSPP, ASPP, Controllo qualità) (costo Consulenze e eventuale costo certificazioni (costo obbligatori redazione documento valutazione rischi consultazione RLS (riunioni perioche, ecc) messa a norma non

18 18 conformità conformità conformità conformità conformità per per per arresto per per arresto arresto arresto produzione (lavoro, arresto produzione produzione produzione penali, energia,ecc) produzione (lavoro, penali, (lavoro, penali, energia,ecc) (lavoro, penali, energia,ecc) (lavoro, penali, energia,ecc) sociali sociali Costo Costo per riconoscimento malattie professionali e infortuni, processi, inceno ambiente non a norma requisizioni, ecc.) Fonte: elaborazione propria sociali processuali e welfare sociali Multe AUSL, a terzi, ecc energia,ecc) sociali Risarcimento a clienti sociali da responsabilità amministrativa D.Lgs 231 I costi totali della sicurezza riportati nella tavola 9 sono composti da costi retti (salvo le eccezioni dei costi arresto della produzione o della messa a norma cogente che possono contenere quote costi comuni, comunque minoritarie). Essi possono quin essere utilizzati utilmente dalla Direzione aziendale per approfonre le implicazioni economiche della sicurezza. Ad esempio potrebbe essere calcolata l incidenza dei costi della sicurezza sul fatturato, il costo delle giornate perse per assenza dal lavoro a causa delle malattie e degli infortuni, e così via, arricchendo gli incatori per la valutazione dell efficienza della politica sicurezza messa in atto dal management Si ritiene utile soffermarsi sul costi obbligatori assicurativi per due motivi: essi stanno subendo un evoluzione nella loro composizione, la quale riflette la nuova missione affidata all INAIL (non solo ente assicuratore, ma anche promotore della ); i costi totali assicurativi per le modalità calcolo subiscono aumenti o minuzioni (le c.d. oscillazioni). L oscillazione per l andamento infortunistico consiste in un aumento o minuzione (fino al +- 30%) del tasso meo nazionale premio assicurativo (il c.d tasso applicato premio) a seconda l andamento infortunistico aziendale sia maggiore o minore quello nazionale settore. L oscillazione per introdotta nel 2000 consiste in uno sconto (il 5% per le imprese con più 500 lavoratori e il 10% per quello con meno 500 lavoratori) che riduce ulteriormente il premio applicabile alle singole imprese che eseguono interventi per il miglioramento delle considzioni sicurezza e igiene nei luoghi lavoro in ottemperanza al D.Lgs n.81. Il definitiva ciò significa una potenziale oscillazione del + o 40% del premio per le imprese meo-piccole (con meno 500 lavoratori (si veda il portale dell INAIL). Un ulteriore utilizzo dei costi totali della sicurezza riguarda il bilancio sociale. La metodologia SHIELD consente alla Direzione aziendale sporre tutti i dati quali-quantitativi per redarre un articolato bilancio sociale che comunichi agli stakeholder interni ed esterni la politica dell impresa ed i risultati raggiunti in modo innovativo rispetto alla prassi esistente. Nei bilanci sociali delle società la politica della sicurezza risulta pressoché assente, anche per l assenza un organica comunicazione basata su dati fattuali. SHIELD è in grado contribuire a 18

19 19 colmare la lacuna denunciata, perché offre informazioni complete e trasparenti circa la politica sicurezza adottata ed i risultati conseguiti. 8. La metodologia SHIELD: considerazioni riassuntive. La metodologia SHIELD consente presiare un area gestionale attualmente sguarnita sia nella letteratura, sia nella pratica empirica, ovvero il calcolo dei costi relativi alla sicurezza nella prospettiva della Direzione aziendale. Ad avvalorare l affermazione è la documentazione della Agenzia europea per la sicurezza suil lavoro (European Agency for Safety and Health at Work), la quale privilegia il calcolo dei costi socio-economici, esterni all impresa, e limitatamente agli infortuni (Mossink & de Greef, 2002). Circa i costi interni utilizza tecniche quali l analisi costi benefici e i flussi scontati che presentano versi limiti circa le ipotesi calcolo per il loro utilizzo nella presa delle decisioni da parte della Direzione aziendale. SHIELD fonda la sua originalità e la sua praticità applicazione sul concetto dei costi sociali, che consente affrontare e valutare il problema chiave per la Direzione aziendale: quanto e come investire nella. In sintesi i vantaggi che SHIELD possono così riassumersi: il metodo si fonda sull analisi dei costi che si sono formati in scambi monetari e che quin sono o saranno rilevati nel sistema contabile. I valori che SHIELD tratta sono quin costi certi per l impresa, pienamente attenbili; la riclassificazione dei costi presenta un modestissimo costo elaborazione perché si affianca ed integra (e quin non mofica) il sistema contabilità generale presente in impresa; la strumentazione offerta (le varie tabelle dei costi riclassificati) consente utilizzare gli stessi dati costo variamente combinati per tre tipi decisioni aziendali stinte: la politica sicurezza; la programmazione e il controllo economico della sua realizzazione operativa; la redazione del Bilancio sociale. In sostanza con lo stesso strumento, SHIELD, è possibile gestire tre decisione e attività stinte, conseguendo così rilevanti economie scopo amministrativo; i costi rilevati con SHIELD possono utilmente essere riferiti ai dati fisico-tecnici (giornate perse, ore formazione, ecc) in modo da sviluppar ulteriori inci costo e produttività della sicurezza, in modo da apprezzare il suo peso e contributo nell economia complessiva dell impresa; l applicazione SHIELD è fattibile nelle imprese tutte le mensioni, gran e meopiccole; l utilizzo SHIELD consentirà ai Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) aumentare il loro bagaglio professionale perché coprirà un area che attualmente non è da essi presiata, ovvero la gestione economica della dei rischi non mercato. 9 L applicazione empirica SHIELD. Nell ambito del progetto ricerca si sono considerate quattro imprese operanti in altrettanti settori della trasformazione agro-industriale e precisamente: lattiero caseario, Latteria San Giovanni della Fossa Cooperativa Agricola, Reggio Emilia; enologico, Cantina Sociale Cooperativa San Martino in Rio S.C.A, Reggio Emilia; aceto industriale, Monari&Federzoni S.p.A., Modena; lavorazione carni, Castelfrigo S.r.l, Castelnuovo Rangone, Modena. 19

20 20 Le imprese che hanno aderito al progetto rientrano sia per il numero, sia per i settori richiamati in quanto stabilito dalla Convenzione (art.1, punto 2, lettera A) selezione quattro imprese, una per ciascuna dei quattro settori trasformazione e venta del progetto ), sia per quanto specificato nella proposta collaborazione CIPRAL del 9/06/2008: a pag 1: La Committenza ha precisato a chi scrive i settori prescelti (all interno dei quali saranno contattate le imprese per verificare la loro adesione al progetto), precisamente: - il settore trasformazione delle carni; - il settore trasformazioni lattiero-caseario; - il settore trasformazione enologico ; e a pagina 2: Rispetto alle incazioni del Committente, lo scrivente propone inserire tra i settori trasformazione, anche quello degli acetifici (D1587, 84 imprese cui 73, pari al 87%, nelle province Modena e Reggio ) in particolare quelli industriali, per tre motivi: la tipicità del prodotto nelle due province Modena e Reggio Emilia; il marcato processo industriale; la presenza protocolli qualità. Le imprese che hanno aderito al progetto sono piccole e mee mensioni, ovvero con più 10 addetti e con meno 50 addetti. (per tre imprese rispettivamente 12, 16, 38 persone). Fa L impresa Castelfrigo costituisce un eccezione perché conta un organico 100 persone. Il settore specifico della lavorazione delle carni suine è caratterizzato da un alta intensità lavoro, dalla presenza micro imprese, da situazioni lavoro irregolare che hanno impeto rispettare il vincolo mensionale stabilito e che hanno fatto propendere per la scelta dell impresa in questione. Le quattro imprese sono caratterizzate da un marcato processo industriale, dalla volontà politica della proprietà e della Direzione aziendale dotarsi un organizzazione della sicurezza che consenta osservare la normativa, adottare protocolli qualità certificati, (nel caso specifico le linee guida ISO), incluso il sistema autocontrollo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) al fine stimare pericoli, valutare i rischi e stabilire misure controllo per prevenire l'insorgere problemi igienici e sanitari. Le imprese aderenti al progetto fferiscono tra loro sia per la loro natura istituzionale (due sono società cooperative e due sono società capitale) e per l ubicazione (due sono localizzate nella provincia Reggio Emilia e due nella provincia Modena). I risultati dell applicazione empirica SHIELD sono riportati e valutati seguito in base ai seguenti criteri: facilità ed economicità utilizzo della metodologia e dello strumento; utilità per la presa decisioni dei rischi non mercato da parte dell Alta Direzione. Circa la facilità e l economicità utilizzo della metodologia SHIELD tutte le imprese non hanno trovato né fficoltà tecniche, né costi particolari nel reperimento dei dati contabili e nella loro riclassificazione. A conferma della facilità uso SHIELD, tre su quattro imprese hanno riportato i dati sulla tavola inviata, con piccole mofiche; una impresa, stante l esiguità dei dati rilevati e sponibili, li ha inviati in forma libera. Circa l utilità derivante dalla sponibilità dei dati ai fini delle decisioni manageriali in materia dei rischi, le risposte avute sono, oltre che positive, significative. Ditta Monari e Federzoni. Il Direttore stabilimento sta vagliando l utilizzo stabile ed istituzionalizzato della metodologia SHIELD. Nel mentre ha riportato ai ricercatori il seguente evento. La riclassificazione dei costi secondo la metodologia SHIELD, ha attirato la Sua attenzione sull elevato importo del premio assicurativo RC verso i clienti circa l uso dei prodotto. (in SHIELD il costo questa assicurazione 20

La politica di prevenzione dei rischi in impresa

La politica di prevenzione dei rischi in impresa La politica di prevenzione dei rischi in impresa Modelli decisori e prestazione aziendale di sicurezza La politica aziendale di prevenzione dei rischi è una decisione complessa per il management poiché

Dettagli

La formazione dei Responsabili e degli addetti del Servizio Prevenzione e Protezione delle aziende bancarie

La formazione dei Responsabili e degli addetti del Servizio Prevenzione e Protezione delle aziende bancarie La formazione dei Responsabili Fondamentale Presentazione Il percorso formativo è abilitante e rivolto ai responsabili e agli addetti del servizio Prevenzione e protezione delle aziende bancarie e finanziarie

Dettagli

La formazione dei Responsabili e degli addetti del Servizio Prevenzione e Protezione delle aziende bancarie

La formazione dei Responsabili e degli addetti del Servizio Prevenzione e Protezione delle aziende bancarie La formazione dei Responsabili Fondamentale Presentazione Il percorso formativo è abilitante e rivolto ai responsabili e agli addetti del servizio Prevenzione e protezione delle aziende bancarie e finanziarie

Dettagli

Il sistema legislativo: esame delle MOD 2 4 FORMAZIONE IN AULA normative di riferimento.

Il sistema legislativo: esame delle MOD 2 4 FORMAZIONE IN AULA normative di riferimento. N MODULO TITOLO MODULO CONTENUTI DURATA TIPOLOGIA DI FORMAZIONE L approccio ala prevenzione attraverso il D. Lgs. 81/08 per un La filosofia del D. lgs. 81/08 in riferimento alla organizzazione di un sistema

Dettagli

A SERVIZIO DELL UOMO E DELL IMPRESA Faccia il cielo che ognuno eserciti il mestiere che conosce! (Aristofane) La nostra missione aziendale......superare i vincoli per farli diventare opportunità di miglioramento.

Dettagli

Sicurezza sul lavoro e manutenzione. Uno sguardo sintetico al quadro normativo

Sicurezza sul lavoro e manutenzione. Uno sguardo sintetico al quadro normativo Sicurezza sul lavoro e manutenzione. Uno sguardo sintetico al quadro normativo Roberta Nunin Professore associato di Diritto del lavoro Università di Trieste Il tema proposto quest anno alla nostra riflessione

Dettagli

ALLEGATO GS1 LISTA DI CONTROLLO PER LA VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA

ALLEGATO GS1 LISTA DI CONTROLLO PER LA VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA Pag. 1 di 13 01 Emissione in allegato a procedura verifica GS 4 Maggio 2014 00 Prima emissione Luglio 2013 Revisione Motivo Data Nota: Lo sviluppo e l implementazione dell organizzazione e gestione della

Dettagli

Procedura Internal Dealing Pag. 1

Procedura Internal Dealing Pag. 1 Internal Dealing 1 Numero della procedura: Data prima emissione: Numero pagine: Ultima revisione: 14_ Internal Dealing Gennaio 2007 15 Funzione emittente: Investor Relator Funzioni coinvolte: Tutte le

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA. Vittorio Campione

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA. Vittorio Campione I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA Vittorio Campione I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA OHSAS 18001:2007 Occupational Health and Safety Assessment Series (Norme per la valutazione della salute e

Dettagli

CONFCOOPERATIVE Reggio Emilia Largo M.Gerra, 1 42100 Reggio Emilia Tel. 0522/546111

CONFCOOPERATIVE Reggio Emilia Largo M.Gerra, 1 42100 Reggio Emilia Tel. 0522/546111 CATALOGO CORSI SICUREZZA - CORSO PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI D.LGS. 81/2008, D.M. 10/03/98 - CORSO PER ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO D.LGS. 81/2008 - D.M. 388/2003 - CORSO PER RAPPRESENTANTE DEI

Dettagli

SICUREZZA, AMBIENTE, QUALItà

SICUREZZA, AMBIENTE, QUALItà SICUREZZA, AMBIENTE, QUALItà L IMPRESA AL SERVIZIO DELLE IMPRESE Perchè scegliere di rispettare il proprio business e affidarsi a I NOSTRI SERVIZI SICUREZZA SUL LAVORO FORMAZIONE H.A.C.C.P. AMBIENTE B.ETHIC

Dettagli

LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO

LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO Studio Candussi & Partners Università di Udine 30 aprile 2009 Lo Studio Candussi

Dettagli

Sistemi di Gestione Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro - SGSL

Sistemi di Gestione Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro - SGSL Sistemi di Gestione Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro - SGSL 1 Responsabilità Amministrativa L applicazione dell art. 30 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. rende esimente le aziende, in presenza di un modello

Dettagli

IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 LA RESPONSABILITA DEGLI ENTI

IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 LA RESPONSABILITA DEGLI ENTI Cinzia Dalla Riva IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N 231 LA RESPONSABILITA DEGLI ENTI Disciplina la responsabilità amministrativa degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (reato

Dettagli

RSPP DATORE DI LAVORO

RSPP DATORE DI LAVORO RSPP DATORE DI LAVORO RSPP RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Il corso si propone la finalità di fornire ai Datori di Lavoro le conoscenze necessarie per poter svolgere direttamente

Dettagli

Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro

Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro kiker Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro Collana PREVENZIONE E PROTEZIONE Collana PREVENZIONE E PROTEZIONE IL D.LGS.81/2008: TESTO UNICO SICUREZZA SUL LAVORO L evoluzione Normativa

Dettagli

Sintesi ragionata delle nuove regole per la gestione aziendale. della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro

Sintesi ragionata delle nuove regole per la gestione aziendale. della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro Una premessa TESTO UNICO DELLA SICUREZZA Sintesi ragionata delle nuove regole per la gestione aziendale della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro È in vigore dal 15 maggio 2008, il nuovo Testo

Dettagli

Maurizio Muratore INAIL D.R. Friuli Venezia Giulia - Con.T.A.R.P. Trieste, 21 gennaio 2010

Maurizio Muratore INAIL D.R. Friuli Venezia Giulia - Con.T.A.R.P. Trieste, 21 gennaio 2010 Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro: la verifica di efficacia dei modelli gestionali nella prevenzione degli infortuni e malattie professionali. Maurizio Muratore INAIL D.R. Friuli Venezia Giulia

Dettagli

I benefici di una corretta gestione dei rischi: i dati

I benefici di una corretta gestione dei rischi: i dati I benefici di una corretta gestione dei rischi: i dati dell INAIL Dott Antonio Terracina INAIL CONTARP Direzione Generale - Roma Il fenomeno infortunistico a livello mondiale 2.300.000 decessi a causa

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI D.V.R. Capitolo 3 D.V.R. Capitolo 3 Programma per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI CAPITOLO 3 Programma per il miglioramento nel tempo dei livelli

Dettagli

TESTO UNICO DELLA SICUREZZA Decreto Legislativo 81/08

TESTO UNICO DELLA SICUREZZA Decreto Legislativo 81/08 TESTO UNICO DELLA SICUREZZA Decreto Legislativo 81/08 Sintesi ragionata delle nuove regole per la gestione aziendale della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro Una premessa È in vigore dal 15

Dettagli

Sistema di Gestione Sicurezza e Salute sul Lavoro. Manuale del Sistema

Sistema di Gestione Sicurezza e Salute sul Lavoro. Manuale del Sistema Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA Sede legale in Cuneo, Corso Nizza 9 acquedotto.langhe@acquambiente.it www.acquambiente.it SGSL Manuale del SGSL M Rev 01 del 10/06/2013 Sistema di Gestione Sicurezza

Dettagli

CORSO B. Formazione tecnica specifica per settore produttivo

CORSO B. Formazione tecnica specifica per settore produttivo Centro di Ateneo per la Ricerca, Trasferimento e Alta Formazione nell'ambito dello studio delle condizioni di rischio e di sicurezza e per lo sviluppo delle attività di protezione civile ed ambientale

Dettagli

Per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è necessaria la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e

Per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è necessaria la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e 1 Per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è necessaria la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori finalizzata ad individuare le adeguate

Dettagli

per lo sviluppo d impresa FORMAZIONE IN AREA SICUREZZA E AMBIENTE

per lo sviluppo d impresa FORMAZIONE IN AREA SICUREZZA E AMBIENTE per lo sviluppo d impresa FORMAZIONE IN AREA SICUREZZA E AMBIENTE SICUREZZA Sviluppare sensibilità e competenze per accrescere la sicurezza in azienda. TITOLO OBIETTIVO DESTINATARI DURATA / PERIODO QUOTA

Dettagli

Testo Unico. Il sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/08. Le sanzioni previste dal nuovo D.Lgs. 81/08 sono:

Testo Unico. Il sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/08. Le sanzioni previste dal nuovo D.Lgs. 81/08 sono: Testo Unico Salute e sicurezza sul lavoro Dr. Biagio Calò NORMATIVA SULL IGIENE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Le nuove disposizioni penali introdotte dal D.Lgs. 81/08 12 Giugno 2008 Direttore SPRESAL

Dettagli

Corso di Formazione Professionale per RSPP e ASPP (con docenti)

Corso di Formazione Professionale per RSPP e ASPP (con docenti) Corso di Formazione Professionale per RSPP e ASPP (con docenti) Ai sensi all Accordo Stato-Regioni del 26.01.2006 n 2407 (G.U. 14.02.2006 n 37) su direttive dell ex DLgs 195/03 e del vigente DLgs 81/08

Dettagli

STRUTTURA E DIMENSIONE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE.

STRUTTURA E DIMENSIONE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE. PROVINCIA DI POTENZA Settore Patrimonio Costituzione del Servizio di Prevenzione e Protezione nella Provincia di Potenza - SVOLGIMENTO DEI COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE AI SENSI DEL

Dettagli

Obblighi in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro

Obblighi in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro Normativa di riferimento: - D.Lgs 81/2008 - D.Lgs 106/2009 (integra il D.Lgs 81/2008) - Accordi della Conferenza Permanente Stato Regioni - Riferimenti a Codice Civile e Codice Penale - Sentenze della

Dettagli

Catalogo formativo 2014

Catalogo formativo 2014 ORGANISMO FORMATIVO DELLA REGIONE LIGURIA Catalogo formativo 2014 1. Corsi Istituzionali a valenza storica: Informazione per i lavoratori (art. 36 D. lgs. 81/08) Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Dettagli

I QUADERNI DI CONFCOMMERCIO SICUREZZA SUL LAVORO

I QUADERNI DI CONFCOMMERCIO SICUREZZA SUL LAVORO I QUADERNI DI CONFCOMMERCIO SICUREZZA SUL LAVORO Ascom Rimini - Confcommercio Imprese per l Italia EDITORIALE La sicurezza sul lavoro è un tema che nel corso degli anni ha acquisito sempre maggior importanza;

Dettagli

ORGANISMO FORMATIVO DELLA REGIONE LIGURIA. Catalogo formativo

ORGANISMO FORMATIVO DELLA REGIONE LIGURIA. Catalogo formativo ORGANISMO FORMATIVO DELLA REGIONE LIGURIA Catalogo formativo 2012 1. Corsi Istituzionali a valenza storica: Informazione per i lavoratori (art. 36 D. lgs. 81/08) Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Dettagli

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Abstract La relazione sulla gestione costituisce uno dei principali documenti allegati al bilancio d esercizio, il

Dettagli

Presentazione. Riferimenti societari

Presentazione. Riferimenti societari Catalogo Formazione 2015 Presentazione Da sempre attenta ed attiva nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro e della formazione FORM ITALIA Soc. Coop. Sociale è in grado di erogare, grazie anche alla

Dettagli

MASTER GESTIONE INTEGRATA

MASTER GESTIONE INTEGRATA MASTER GESTIONE INTEGRATA ESPERTI in SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE: QUALITA, AMBIENTE E SICUREZZA ISO serie 9000, ISO serie 14000, OHSAS 18001, OHSAS 18002, ISO 22000, ISO 27001, Reg. EMAS, ISO 19011,

Dettagli

CORSI DI FORMAZIONE 1

CORSI DI FORMAZIONE 1 CORSI DI FORMAZIONE 1 2 CORSI PER ADDETTI ANTINCENDIO Questa lezione costituisce il Corso obbligatorio per tutti i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendio

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

CREDITI ECM PER TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE

CREDITI ECM PER TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE Corso di Abilitazione per ASPP/RSPP (Ambito Sanitario) MODULI A-B7-C (corso residenziale) in collaborazione con OMCEO - dei medici-chirurghi e degli odontoiatri CREDITI ECM PER TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE

Dettagli

Decreto Legislativo. 9 aprile 2008 n. 81

Decreto Legislativo. 9 aprile 2008 n. 81 Decreto Legislativo Attuazione dell art. 1 della L. 123/2007 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro 9 aprile 2008 n. 81 D. Lgs. 81/2008 ABROGA: D.P.R. 27 aprile 1955,

Dettagli

SOCIETÀ DI SERVIZI AMBIENTE SICUREZZA MEDICINA DEL LAVORO

SOCIETÀ DI SERVIZI AMBIENTE SICUREZZA MEDICINA DEL LAVORO SOCIETÀ DI SERVIZI AMBIENTE SICUREZZA MEDICINA DEL LAVORO Artambiente s.c.r.l. è una società di servizi in grado di fornire consulenza specializzata alle aziende in materia di sicurezza e prevenzione negli

Dettagli

Seminario Stress lavoro correlato: Indicazioni operative. Obblighi normativi. Viganò Giancarlo Direttore Servizio PSAL - ASL Sondrio

Seminario Stress lavoro correlato: Indicazioni operative. Obblighi normativi. Viganò Giancarlo Direttore Servizio PSAL - ASL Sondrio Seminario Stress lavoro correlato: Indicazioni operative Obblighi normativi Viganò Giancarlo Direttore Servizio PSAL - ASL Sondrio Stress lavoro correlato Tema di attualità Incidenza elevata Cambiamento

Dettagli

L applicazione dei principi dell autocontrollo nell allevamento della vacca da latte G. Varisco

L applicazione dei principi dell autocontrollo nell allevamento della vacca da latte G. Varisco L applicazione dei principi dell autocontrollo nell allevamento della vacca da latte G. Varisco Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell Emilia Romagna Direttore Generale Prof. Ezio

Dettagli

SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO

SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO Economie_corretto_14mar2011.indd 1 27-03-2011 17:07:00 2 Un azienda in regola è un azienda tranquilla. Un azienda tranquilla si dedica al proprio sviluppo.

Dettagli

Trasformiamo la nostra competenza in salute e sicurezza per la vostra azienda

Trasformiamo la nostra competenza in salute e sicurezza per la vostra azienda Trasformiamo la nostra competenza in salute e sicurezza per la vostra azienda Una rete di professionisti Un network di competenze sviluppatesi ed affermatesi nel corso di oltre 20 anni che opera in tutta

Dettagli

Assolvere al ruolo di CSE nel migliore dei modi

Assolvere al ruolo di CSE nel migliore dei modi Assolvere al ruolo di CSE nel migliore dei modi Introduzione Assolvere al ruolo di CSE nel migliore dei modi corrisponde per lo più all idea di come fare per evitare profili di colpa nel caso di violazioni

Dettagli

Modulo didattico 1 SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E PROCESSI ORGANIZZATIVI

Modulo didattico 1 SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E PROCESSI ORGANIZZATIVI ESCLUSIVAMENTE PER I NOSTRI ABBONATI CORSI ONLINE sicurezzalavoro.tecnichenuove.com Responsabile del progetto formativo: Centro Studi Italia Impresa Rischio: ALTO Settore: ATECO 2007: 25, 28 - Fabbricazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO Articolo 1 Riferimenti normativi e oggetto Il presente regolamento

Dettagli

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale.

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale. Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione

Dettagli

DISCIPLINARE TECNICO

DISCIPLINARE TECNICO DISCIPLINARE TECNICO per l affidamento del servizio di analisi e progettazione del sistema di programmazione, di bilancio e controllo dell I.N.A.F. Pagina 1 di 10 INDICE DEI CONTENUTI ARTICOLI Pag. 1 Premessa...

Dettagli

CATALOGO TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO CATALOGO OFFERTA FORMATIVA TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO

CATALOGO TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO CATALOGO OFFERTA FORMATIVA TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO CATALOGO OFFERTA FORMATIVA TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI E DEI PREPOSTI SECONDO L ACCORDO STATO REGIONI 21.12.2011 FORMAZIONE GENERALE Lavoratori definiti secondo

Dettagli

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane Università degli Studi di Padova Dipartimento Ingegneria Industriale Centro Studi Qualità Ambiente In collaborazione con ACCREDIA Ente Italiano di Accreditamento Benefici, costi e aspettative della certificazione

Dettagli

SISTEMI INTEGRATI. Di seguito riportiamo una analisi più approfondita delle macro-aree con specifica evidenziazione dei servizi forniti.

SISTEMI INTEGRATI. Di seguito riportiamo una analisi più approfondita delle macro-aree con specifica evidenziazione dei servizi forniti. SISTEMI INTEGRATI Nasce dall esigenza di proporre alle aziende un servizio sempre più flessibile ed organizzato per meglio adattarsi alle necessità del mercato e nel contempo ampliare i servizi offerti

Dettagli

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese j l k l d o ^ c f b S o c i e t à Laura Broccardo Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese Pianificazione e controllo nelle PMI Costruzione del budget Reporting Aziende che operano

Dettagli

L obiettivo di questo corso è quello di fornirvi gli elementi per riflettere su aspetti importanti che riguardano sia il lavoro che la nostra vita

L obiettivo di questo corso è quello di fornirvi gli elementi per riflettere su aspetti importanti che riguardano sia il lavoro che la nostra vita L obiettivo di questo corso è quello di fornirvi gli elementi per riflettere su aspetti importanti che riguardano sia il lavoro che la nostra vita Alcuni dati: andamento storico (Fonte INAIL) Alcuni dati

Dettagli

Organigramma della sicurezza

Organigramma della sicurezza Organigramma della sicurezza Dirigente Scolastico Medico Competente R.S.P.P. A.S.P.P. Squadra di emergenza Nominativo Plesso.... Nominativo Ruolo.... R.L.S. Preposti Lavoratori Fondamenti di sicurezza:

Dettagli

Guida ai Sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Guida ai Sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Alberto Alberto ANDREANI ANDREANI Via Mameli, 72 int. 201/C Via Mameli, 72 int. 201/C 61100 PESARO Tel. 0721.403718 61100 PESARO Tel. 0721.403718 e.mail andreani@pesaro.com e.mail andreani@pesaro.com Guida

Dettagli

Sicurezza sul lavoro - Salute dei Lavoratori - Sorveglianza sanitaria. Medicina del Lavoro. Qualità totale - Ambiente - Formazione

Sicurezza sul lavoro - Salute dei Lavoratori - Sorveglianza sanitaria. Medicina del Lavoro. Qualità totale - Ambiente - Formazione Sicurezza sul lavoro - Salute dei Lavoratori - Sorveglianza sanitaria Medicina del Lavoro Qualità totale - Ambiente - Formazione IL CONSORZIO Forte delle competenze maturate nel settore Ambientale e Sanitario

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO SIAE. Società Italiana Autori ed Editori. (ex Decreto Legislativo n. 231/2001)

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO SIAE. Società Italiana Autori ed Editori. (ex Decreto Legislativo n. 231/2001) Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo Parte Speciale D Salute e Sicurezza MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO di SIAE Società Italiana Autori ed Editori (ex Decreto Legislativo n.

Dettagli

Catalogo formativo 2015

Catalogo formativo 2015 ORGANISMO FORMATIVO DELLA REGIONE LIGURIA Catalogo formativo 2015 1. Corsi Istituzionali a valenza storica: Informazione per i lavoratori (art. 36 D. lgs. 81/08) Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Dettagli

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2014

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2014 CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2014 I. PREMESSA Gruppo Ambiente Sicurezza S.r.l. nasce dall esperienza di tecnici, progettisti, formatori, medici del lavoro e consulenti legali. L insieme dei servizi da

Dettagli

Studio Associato Consiglieri Indipendenti

Studio Associato Consiglieri Indipendenti INAIL ED ENTI LOCALI: IL SISTEMA PREMIANTE INAIL LE OPPORTUNITA DI RISPARMIO INAIL: COSA E CAMBIATO Il D.L. 23/02/00 n.38 ha apportato significative e repentine variazioni a far data dal 01/01/2000 mediante

Dettagli

SICUREZZA, AMBIENTE, FORMAZIONE

SICUREZZA, AMBIENTE, FORMAZIONE SICUREZZA, AMBIENTE, FORMAZIONE Servizi di consulenza Più Formazione nasce dalla sinergia di professionisti, tecnici del settore per tutto quanto concerne la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, con l' entrata

Dettagli

Corso di formazione per RSPP

Corso di formazione per RSPP Corso di formazione per RSPP Corso Normative di riferimento Argomenti/Programma n.ore Corso per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione a) Il quadro normativo in materia di sicurezza dei

Dettagli

01-02 - 03-04 - VANTAGGI E BENEFICI

01-02 - 03-04 - VANTAGGI E BENEFICI Indice: 01 - Cosa è un SGSL 02 - Cosa è un MOG 03 - Differenze tra SGSL e MOG 04 - VANTAGGI E BENEFICI del SGSL e del MOG 05 - Lo SGRAVIO del Premio Assicurativo INAIL 06 - L opportunità del FINANZIAMENTO

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Economia e gestione delle imprese La gestione della safety: l evoluzione del quadro normativo dott. Matteo Rossi Benevento, 26 febbraio 2008 La sicurezza sul lavoro: fra sicurezza sociale e obiettivo aziendale

Dettagli

Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007

Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007 Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007 GENERALITA Il Sistema di Gestione Aziendale rappresenta la volontà di migliorare le attività aziendali,

Dettagli

Lavorare serenamente: prospettive per il futuro 6 novembre 2012

Lavorare serenamente: prospettive per il futuro 6 novembre 2012 Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) http://www.unifi.it/rls/mdswitch.html rls@unifi.it UNO 1. Introduzione Lavorare serenamente: prospettive per il futuro 6 novembre 2012 Un saluto a tutti

Dettagli

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE Brugherio, 20 gennaio 2015 piomboleghe srl via eratostene, 1-20861 brugherio (mb) tel. 039289561, fax. 039880244 info@piomboleghe.it www.piomboleghe.it cap. soc. 1.300.000,00

Dettagli

Servizi di consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la salvaguardia dell ambiente e la gestione aziendale.

Servizi di consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la salvaguardia dell ambiente e la gestione aziendale. Servizi di consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la salvaguardia dell ambiente e la gestione aziendale. Dietro il nostro nome non c è solamente un obiettivo professionale, ma anche un'ideale

Dettagli

INDICE PRESENTAZIONE... PREMESSA...

INDICE PRESENTAZIONE... PREMESSA... INDICE PRESENTAZIONE... PREMESSA... XIII XV GLOSSARIO... 1 ADDETTO Servizio Prevenzione e Protezione... 3 ADEMPIMENTO... 6 ADDESTRAMENTO... 8 AGENTI:... 9 Biologici... 9 Chimici... 9 Fisici... 10 Cancerogeni

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE PER LA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORI SECONDO QUANTO PREVISTO DALL ART. 30 DEL D.Lgs 81/08. di Paolo Bellotti

I SISTEMI DI GESTIONE PER LA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORI SECONDO QUANTO PREVISTO DALL ART. 30 DEL D.Lgs 81/08. di Paolo Bellotti I SISTEMI DI GESTIONE PER LA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORI SECONDO QUANTO PREVISTO DALL ART. 30 DEL D.Lgs 81/08 di Paolo Bellotti Premessa In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare dei sistemi di

Dettagli

aiflearningnews@gmail.com - www.aifonline.it Gennaio 2013, anno VII N. 1 di Renato Mastrosanti *

aiflearningnews@gmail.com - www.aifonline.it Gennaio 2013, anno VII N. 1 di Renato Mastrosanti * Gennaio 2013, anno VII N. 1 La formazione aziendale nell ambito del benessere organizzativo Un caso di percorso integrato di formazione sulla gestione del rischio stress lavoro correlato di Renato Mastrosanti

Dettagli

03 CORSI FORMATORI FORMAZIONE

03 CORSI FORMATORI FORMAZIONE CORSI FORMATORI 16 FORMAZIONE CHI CORSI SIAMO 03 CORSI FORMATORI Vorrei diventare un Buon Formatore. Quali corsi e percorsi di formazione sono più adatti per qualificare la mia professione? 17 UNA BUONA

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE

Dettagli

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2015

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2015 CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE 2015 I. PREMESSA Gruppo Ambiente Sicurezza S.r.l. nasce dall esperienza di tecnici, progettisti, formatori, medici del lavoro e consulenti legali. L insieme dei servizi da

Dettagli

INTRODUZIONE. n. 019 - MAGGIO 2013

INTRODUZIONE. n. 019 - MAGGIO 2013 IL DATORE DI LAVORO AFFIDA ALL ESTERNO LE COMPETENZE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP) PER ESSERE SUPPORTATO NELL INDIVIDUAZIONE DELLE SOLUZIONI ADOTTABILI AL FINE DI EVITARE

Dettagli

Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza In collaborazione con: Con il coordinamento scientifico di: Tabella 1. Prospetto delle Classi di Laurea Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Normativa Con l'introduzione

Dettagli

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008 PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008 1 INDICE I. Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi a pag. 3-11 II. Modulistica per la redazione del documento di valutazione

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI DOMANDA PER LA RIDUZIONE DEL TASSO MEDIO DI TARIFFA AI SENSI DELL ART.M. 12.12

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI DOMANDA PER LA RIDUZIONE DEL TASSO MEDIO DI TARIFFA AI SENSI DELL ART.M. 12.12 ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI DOMANDA PER LA RIDUZIONE DEL TASSO MEDIO DI TARIFFA AI SENSI DELL ART. 24 DELLE MODALITÀ DI APPLICAZIONE DELLE TARIFFE DEI PREMI (D.M. 12.12.2000) DOPO IL PRIMO

Dettagli

Safety Services s.r.l.

Safety Services s.r.l. Safety Services s.r.l. Consulenza per la Gestione della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Sistemi Qualità, Ambiente, Igiene degli Alimenti, Privacy Corsi di Formazione Aziendale Sede Legale: Via Petrarca

Dettagli

PROGRAMMA CORSI SICUREZZA

PROGRAMMA CORSI SICUREZZA PROGRAMMA CORSI SICUREZZA 1 Formazione Generale Lavoratori Destinatari: Tutti i lavoratori. Dipendenti a tempo indeterminato e determinato, apprendisti, soci lavoratori di cooperativa, associati in partecipazione,

Dettagli

2. ASPETTI LEGISLATIVI

2. ASPETTI LEGISLATIVI 2. ASPETTI LEGISLATIVI Il legislatore ha risposto alla gravità di un siffatto fenomeno infortunistico con una trattazione specifica del problema nel corpus del d.lgs. 81/08, agli artt. 66 e 121 e all allegato

Dettagli

STRESS LAVORO-CORRELATO

STRESS LAVORO-CORRELATO STRESS LAVORO-CORRELATO Indicazioni metodologiche per la VALUTAZIONE DEI RISCHI COLLEGATI ALLO STRESS LAVORO-CORRELATO (articolo 28, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008) PREMESSA Lo stress lavoro-correlato

Dettagli

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento Il business plan Definizione Il Business Plan, o piano economico-finanziario, è il documento che permette di definire e riepilogare il progetto imprenditoriale, le linee strategiche, gli obiettivi e la

Dettagli

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA L ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE AZIENDALE DIRITTI, DOVERI E SANZIONI PER I VARI SOGGETTI AZIENDALI protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL

Dettagli

AGGIORNAMENTO FORMATIVO SULLA SICUREZZA NEI LAVORI ELETTRICI. Parte

AGGIORNAMENTO FORMATIVO SULLA SICUREZZA NEI LAVORI ELETTRICI. Parte Pag. 1 di 5 Premessa A seguito anche della recente pubblicazione della IV^ edizione della norma CEI 11-27- Lavori sugli impianti elettrici, che ha completato l allineamento alla normativa europea, CEI

Dettagli

La sicurezza sul lavoro nella P.A.

La sicurezza sul lavoro nella P.A. La normativa italiana D.Lgs. 81/2008 Le disposizioni contenute nel D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008 costituiscono attuazione dell art. 1 della Legge 3/8/2007, n. 123 per il riassetto e la riforma delle norme

Dettagli

1. Analisi della rilevanza dell idea-progetto e specificazione delle alternative progettuali

1. Analisi della rilevanza dell idea-progetto e specificazione delle alternative progettuali Studi di Fattibilità e Analisi Costi Benefici L esperienza maturata dalla Proind Srl nel supporto e nell assistenza tecnica alle Pubbliche Amministrazioni in materia di valutazione di investimenti pubblici,

Dettagli

CATALOGO CORSI SICUREZZA 2005-2006

CATALOGO CORSI SICUREZZA 2005-2006 CATALOGO CORSI SICUREZZA 2005-2006 Definito in base al decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 ed alle successive integrazioni Conferenza Stato Enti

Dettagli

DVR-S: LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE STANDARDIZZATE E MODALITÀ DI ADEGUAMENTO

DVR-S: LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE STANDARDIZZATE E MODALITÀ DI ADEGUAMENTO DVR-S: LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE STANDARDIZZATE E MODALITÀ DI ADEGUAMENTO Dal 1 giugno 2013 sono entrate in vigore le disposizioni contenute nell articolo 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008,

Dettagli

5.19 Il Riesame della Direzione (4.6)

5.19 Il Riesame della Direzione (4.6) più l organizzazione è piccola, meno è conveniente articolare l audit per processi; in una piccola organizzazione infatti questa scelta si può rivelare alquanto artificiosa; una ragione che può far propendere

Dettagli

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Commissione Consultiva Permanente Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Prima di procedere

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA

INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA Con il presente documento si precisano le modalità di intervento da adottare da parte degli Spisal per valutare

Dettagli

PROGRAMMA DEL CORSO. Docente/i : Formatori esperti sulla sicurezza sul lavoro in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Presentazione del corso

PROGRAMMA DEL CORSO. Docente/i : Formatori esperti sulla sicurezza sul lavoro in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Presentazione del corso PROGRAMMA DEL CORSO LA FORMAZIONE DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 art. 37 Accordo Stato Regioni del 21/12/2011) Durata del corso 32 ore Segreteria organizzativa

Dettagli

Fonti normative. 55 e obblighi LEZIONE

Fonti normative. 55 e obblighi LEZIONE LEZIONE 55 e obblighi Fonti normative Costituzione della Repubblica italiana FONTI NORMATIVE SULLA SICUREZZA Codice civile Statuto dei diritti dei lavoratori Decreto legislativo 81/2008 LA LEGISLAZIONE

Dettagli

IL TITOLO I del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E OBBLIGHI DI CARATTERE GENERALE

IL TITOLO I del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E OBBLIGHI DI CARATTERE GENERALE IL TITOLO I del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E OBBLIGHI DI CARATTERE GENERALE 1. Generalità Il testo unico, al pari del decreto 494/96 ormai abrogato, dedica

Dettagli

Battaglioni Stefano Via G. Oberdan n. 5 62029 Tolentino (MC) Tel/Fax 0733-966311

Battaglioni Stefano Via G. Oberdan n. 5 62029 Tolentino (MC) Tel/Fax 0733-966311 STUDIO DI CONSULENZA LEGALE AZIENDALE E TRIBUTARIA STEFANO BATTAGLIONI Commercialista - Albo nr.139 MC Revisore Contabile Economista d Impresa Consulente Tecnico del Giudice Battaglioni Stefano Via G.

Dettagli

Il settore dei laterizi in Italia

Il settore dei laterizi in Italia 5 Febbraio 2009 Sicurezza e Salute sul Lavoro nel mondo delle costruzioni. Le responsabilità derivanti dal nuovo Testo Unico e i vantaggi di un sistema di gestione certificato secondo la norma OHSAS 18001:2007

Dettagli

VADEMECUM PER DATORI DI LAVORO. Compendio ragionato in materia di salute e sicurezza sul lavoro Con l esclusione del titolo IV

VADEMECUM PER DATORI DI LAVORO. Compendio ragionato in materia di salute e sicurezza sul lavoro Con l esclusione del titolo IV VADEMECUM PER DATORI DI LAVORO Compendio ragionato in materia di salute e sicurezza sul lavoro Con l esclusione del titolo IV D.Lgs 81/08 e s.m. e integrazioni Il decreto ha lo scopo di riorganizzare la

Dettagli