R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima)

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1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1159 del 2014, proposto da: ECO ERIDIANA S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Riccardo Salvini, con domicilio eletto presso lo studio dell avv. Fabrizio Voltan in Torino, Via Monforte N.12; contro AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA "SAN LUIGI GONZAGA" DI ORBASSANO, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Dario Tino Vladimiro Gamba e Stefano Cresta, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Torino, Via Pinasca, 12; nei confronti di MENGOZZI S.P.A. e BI.VI. S.R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, in proprio e nelle rispettive qualità di mandataria capogruppo e mandante del costituendo raggruppamento temporaneo di imprese, rappresentate e difese dagli avv. Francesca Mastroviti e Massimiliano Brugnoletti, con domicilio eletto presso lo studio della prima in Torino, Via Amedeo Peyron, 47; per l'annullamento - della deliberazione del direttore generale dell'azienda Ospedaliero Universitaria San Luigi Gonzaga n. 576 del , con cui veniva deliberato di disporre l'aggiudicazione definitiva della procedura di gara aperta per l'affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti sanitari e radioattivi prodotti presso le Strutture dell'asl TO3, dell'a.o. Ordine Mauriziano e dell'a.o.u. San Luigi Gonzaga per i lotti 1, 2 e 3 al r.t.i. Mengozzi Spa/Bi.vi Srl e per il lotto 4 alla Nucleco Spa; - della nota del prot di comunicazione dell esito della gara; 1

2 - di ogni altro atto e/o provvedimento prodromico, consequenziale o comunque connesso ai precedenti. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio dell Azienda Ospedaliero Universitaria "San Luigi Gonzaga" di Orbassano e del r.t.i. Mengozzi s.p.a. - Bi.Vi. S.r.l.; Visto il ricorso incidentale proposto dal r.t.i. Mengozzi s.p.a.- Bi.Vi. s.r.l.; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 gennaio 2015 il dott. Ariberto Sabino Limongelli e uditi l avv. Salvini per la parte ricorrente, l avv. Cresta per l A.O.U. San Luigi Gonzaga, e l avv. P. Rea su delega dell'avv. Brugnoletti per l r.t.i. Mengozzi-Bi.Vi.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 1. Con deliberazione del direttore generale del 9 aprile 2014, l Azienda Ospedialiero Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano ha indetto una procedura di gara ad evidenza pubblica per l affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti sanitari e radioattivi prodotti presso le strutture dell ASL TO3, dell A.O. Ordine Mauriziano e dell A.O.U. San Luigi Gonzaga, per un periodo contrattuale di 36 mesi, con eventuale opzione di rinnovo per altri 36 mesi Il bando è stato pubblicato sulla G.U.U.E il 19 aprile 2014 e sulla G.U.R.I il 28 aprile successivo, oltre che sul sito informatico della stazione appaltante e su alcuni quotidiani nazionali La gara è stata suddivisa in quattro lotti; l importo complessivo a base d asta, calcolato per l intero periodo contrattuale, è stato determinato in ,00 inclusi gli oneri da interferenza; è stato previsto lo svolgimento della gara con procedura aperta e con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso Alla gara hanno chiesto di partecipare cinque concorrenti, tra cui il l ATI composta da Eco Eridania s.p.a. (mandataria capogruppo), Ecotravel s.r.l., Paderno Energia s.r.l. e Fotorecuperi s.r.l. (mandanti), che ha presentato la propria offerta limitatamente ai lotti 1, 2 e All esito della valutazione delle offerte, i lotti 1, 2 e 3 sono stati aggiudicati, prima in via provvisoria poi in via definitiva, al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Mengozzi s.p.a. (mandataria capogruppo) e BI.VI. s.r.l. (mandante). L a.t.i. Eco Eridiania si è collocata, invece, al terzo posto relativamente al lotto n.1, e al secondo posto nei lotti 2 e L aggiudicazione definitiva è stata disposta con deliberazione del direttore generale n. 576 del 2

3 18 settembre 2014, comunicata agli altri concorrenti con nota del 23 settembre successivo Già subito dopo l aggiudicazione provvisoria della gara, Eco Eridiania aveva inoltrato alla stazione appaltante il preavviso di ricorso di cui all art. 243 bis D. Lgs. n. 163/2006, lamentando la violazione dell art. 82 comma 3 bis del codice dei contratti pubblici, ed in particolare il mancato scorporo del costo del personale dalle offerte economiche dei concorrenti. L Amministrazione aveva però risposto con nota del 18 agosto 2014 confermando motivatamente la legittimità dell operato della commissione. 2. Con ricorso ritualmente notificato e depositato il 27 ottobre 2014, Eco Eridania s.p.a. ha impugnato dinanzi a questo Tribunale l esito della procedura di gara limitatamente ai lotti di interesse 1, 2 e 3, e ne ha chiesto l annullamento sulla scorta di un unico motivo, con il quale ha dedotto vizi di violazione di legge con riferimento all art. 82 comma 3 bis del D. Lgs. n. 163/2006 e di eccesso di potere per illogicità dell azione amministrativa. Ha lamentato la ricorrente che la commissione di gara avrebbe omesso di scorporare dalle offerte economiche dei concorrenti il costo del personale, in violazione del citato art. 82 comma 3 bis il quale dispone espressamente che il prezzo più basso debba essere determinato al netto delle spese relative al costo del personale ; se lo avesse fatto, il raggruppamento ricorrente si sarebbe aggiudicato tutti e tre i lotti ai quali ha partecipato; la ricorrente ha esposto i calcoli matematici che condurrebbero a tale conclusione. 3. Si è costituita l A.O.U. San Luigi Gonzaga di Orbassano eccependo preliminarmente l inammissibilità del ricorso per la mancata impugnazione degli atti di gara presupposti (delibera di indizione della gara, disciplinare di gara e nota di riscontro al preavviso di ricorso); in subordine, nel merito, contestando con articolate deduzioni la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto. 4. Si sono costituite le società controinteressate Mengozzi s.p.a. e BI.VI. s.r.l., costituenti il raggruppamento aggiudicatario dei tre lotti in contestazione, anch esse eccependo l inammissibilità del gravame per l omessa impugnazione della lex specialis di gara, in subordine opponendosi nel merito all accoglimento del ricorso con diffuse argomentazioni. 5. Le società controinteressate hanno proposto, altresì, ricorso incidentale escludente, lamentando la mancata esclusione dalla gara del raggruppamento ricorrente sulla scorta di due motivi: - per il mancato possesso in capo alla mandante Paderno Energia s.r.l. del requisito della iscrizione all Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, requisito richiesto dalla legge di gara a pena di esclusione; - per violazione dell art. 38 lettera a) del Codice dei contratti pubblici, sul rilievo che in data 9 ottobre 2014 l altra società mandante del raggruppamento ricorrente, Fotorecuperi s.r.l., ha presentato al Tribunale di Torino ricorso per l ammissione alla procedura di concordato preventivo ai sensi dell art. 161 della legge fallimentare. 3

4 6. All udienza in camera di consiglio del 6 novembre 2014, avendo nel frattempo la stazione appaltante prorogato fino al 31 dicembre 2014 la gestione del servizio in capo al gestore uscente Fotorecuperi s.r.l. (mandante del raggruppamento ricorrente), su istanza concorde delle parti la causa è stata rinviata all udienza pubblica del 22 gennaio 2015 per la discussione del merito. 7. In prossimità dell udienza di merito, la parti hanno depositato memorie conclusive, riferite in particolare alle censure formulate nel ricorso incidentale. 8. All udienza pubblica del 22 gennaio 2015, dopo la discussione dei difensori delle parti, la causa è stata trattenuta per la decisione. 9. Il collegio osserva quanto segue Nell ordine di esame dei gravami, ragioni di economia processuale giustificano l esame prioritario del ricorso principale, che, per le considerazioni che si esporranno, è infondato nel merito Giova premettere che l art. 82 comma 3-bis del D. Lgs. n. 163/2006 (introdotto dall art. 32 comma 7-bis del D.L. 21 giugno 2013 n. 6, c.d. decreto del Fare, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013 n. 98) dispone che Il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La norma ha la finalità di assicurare che l affidamento dei contratti pubblici avvenga nel pieno rispetto degli obblighi prescritti per la tutela dei diritti (retributivi e contributivi) dei lavoratori impiegati nell esecuzione delle commesse pubbliche Peraltro, è noto che l applicazione della norma ha dato luogo a rilevanti problemi applicativi, così com era già avvenuto per l analogo art. 81 comma 3-bis dettato in materia di offerta economicamente più vantaggiosa, successivamente abrogato dall art. 44 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazione dalla l. 22 dicembre 2011 n. 214 proprio a causa di tali problemi applicativi. In particolare, l inciso al netto delle spese relative al costo del personale, ove interpretato in senso letterale, e cioè come espressivo della necessità di valutare il prezzo offerto dai concorrenti scorporando il costo del personale dal resto delle voci indicate in offerta, produce, a seconda dei casi, o effetti distorsivi sulle gare d appalto, oppure un indebita compressione dell autonomia imprenditoriale dei concorrenti da parte dell amministrazione appaltante Le conseguenze dell interpretazione letterale della norma in esame sono state approfondite e chiaramente esplicitate, sia nel documento ITACA (Istituto per la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) del 19 settembre 2013, recante le Prima indicazioni per l applicazione delle modificazioni introdotte all art. 82 del Codice dei Contratti Pubblici dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98 di conversione del D.L. 69/2013 ; sia nel successivo Atto di Segnalazione n. 2 del 19 marzo

5 dell Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, recante Disposizioni in materia di costo del lavoro negli appalti pubblici di cui all art. 82 comma 3-bis del d.lgs. 12 aprile 2006, n In entrambi i predetti atti si evidenzia l incongruità di un interpretazione letterale della norma in questione che implichi lo scorporo del costo del personale dall importo del prezzo offerto ai fini della valutazione in gara del prezzo più basso, e ciò in quanto: a) se lo scorporo fosse effettuato a monte dalla stazione appaltante, determinando ex ante nel bando di gara il costo del personale e gli oneri della sicurezza aziendale per sottrarli al confronto competitivo, si determinerebbero plurime criticità, in particolare quella connessa alla difficoltà e, in certi casi, all impossibilità per la stazione appaltante di conoscere l effettivo costo del personale della singola azienda, il quale dipende, oltre che dal costo orario, anche dal tempo di impiego del personale, dalla natura della prestazione e dalla organizzazione della singola impresa: sicchè, in definitiva, la predeterminazione del costo complessivo del servizio da parte della stazione appaltante rischierebbe di diventare, o un sovrapprezzo erogato all aggiudicatario (laddove il costo predeterminato nel bando fosse superiore a quello concretamente sopportato dall impresa), ovvero una penalizzazione (nel ipotesi inversa); b) se invece lo scorporo dovesse essere effettuato in sede di valutazione dell offerta, decurtando dal prezzo complessivo offerto dal concorrente l importo corrispondente al costo del personale e agli oneri della sicurezza aziendale, si determinerebbe un effetto totalmente distorsivo sulla procedura di gara, dal momento che l aggiudicazione dovrebbe avvenire sulla base di un ribasso offerto relativamente a quote di prezzo differenti, derivanti dalla diversità delle stesse, a seguito dello scorporo delle somme relative agli oneri del costo del personale e agli oneri della sicurezza aziendale. In quest ultima ipotesi si produrrebbero, altresì, ulteriori effetti distorsivi sulla procedura di gara, in quanto il criterio adottato: - potrebbe condurre ad aggiudicare la gara a favore di un offerta più onerosa di altre, che finirebbe per risultare la più bassa solo per il fatto di aver esposto un maggior costo del personale; - potrebbe condurre conseguentemente a preferire imprese meno efficienti e meno organizzate di altre, ossia imprese onerate da un personale sovrabbondante o che pagano volontariamente costi esorbitanti per il personale; - potrebbe favorire strategie distorsive consistenti nell esporre in offerta costi del personale esorbitanti al solo fine di ridurre artificiosamente, attraverso il meccanismo dello scorporo, l importo valutabile dell offerta Alla luce di tali considerazioni, l interpretazione formale e letterale della norma non convince, dovendosi pertanto ricercare un interpretazione sostanziale e logico-sistematica della stessa. La finalità della norma è, come detto, quella di assicurare che l affidamento dei contratti pubblici avvenga nel pieno rispetto degli obblighi prescritti per la tutela dei diritti retributivi e contributivi dei lavoratori impiegati nell esecuzione delle commesse pubbliche. In tale prospettiva, interpretata in senso sostanziale, la norma può essere letta come diretta ad 5

6 affermare l obbligo per le stazioni appaltanti di accertare la congruità delle offerte sulla base della verifica della compatibilità delle scelte organizzative effettuate dal concorrente con la normativa concernente i minimi salariali contrattuali della manodopera. Conseguentemente, il ribasso offerto può essere giustificato, in fase di verifica dell anomalia dell offerta, da una organizzazione imprenditoriale più efficiente e dall impiego di attrezzature che rendano il lavoro della manodopera più produttiva, ma tutelando nel contempo il costo del personale. Secondo quest ottica interpretativa, la norma in questione non intende sottrarre la componente del costo della manodopera alla quantificazione della base d asta e al confronto concorrenziale, ma si limita a fissare delle regole da seguire in sede di sub-procedimento per la verifica di congruità dell offerta In definitiva: - l importo da utilizzare per il confronto competitivo tra i concorrenti è il totale del prospetto di offerta, risultante dalla sommatoria dei prezzi unitari offerti, cui sono aggiunti i costi del personale e gli oneri della sicurezza aziendali; - in sede di verifica di congruità dell offerta, la stazione appaltante valuterà la sostenibilità economica del ribasso anche in relazione alla tutela dei diritti inderogabili dei lavoratori, e per consentire tale verifica è prescritto che l offerta indichi separatamente il costo del personale e gli oneri della sicurezza Tali conclusioni sono le stesse formulate sia dall AVCP nel citato parere sia nel citato documento ITACA, laddove si legge che il prezzo più basso offerto sarà dato dalla sommatoria del costo del personale, inteso come costo incomprimibile ovvero da non assoggettare a negoziazione, e il costo delle lavorazioni e forniture depurato dal costo del personale. 10. Tanto premesso in linea generale, va osservato che, nel caso di specie, la stazione appaltante ha espressamente aderito all impostazione sostanzialistica da ultimo citata sin dall atto di indizione della procedura di gara (doc. 3 Amministrazione, pag. 5), laddove, in relazione all applicazione dell art. 82 comma 3-bis del Codice dei Contratti, si richiama espressamente l interpretazione di tale norma fornita nel documento ITACA; parimenti, l art. 7 del capitolato speciale d appalto precisa che la basta d asta è comprensiva del costo del personale, così come previsto dall art. 82 comma 3- bis del D. Lgs. 163/ La valutazione delle offerte è conseguentemente avvenuta facendo pedissequa applicazione delle citate previsione della lex specialis, le quali, tuttavia, non sono state impugnate dalla società ricorrente. 12. Appaiono pertanto fondate le eccezioni di inammissibilità del gravame formulate dalle difese della stazione appaltante e della controinteressata, attesa la mancata impugnazione degli atti presupposti della procedura di gara, i quali esplicitavano chiaramente i criteri a cui si sarebbe dovuta attenere la commissione giudicatrice nel determinare il prezzo più basso offerto in gara. 6

7 13. Peraltro, ritiene il collegio che si possa prescindere dal dichiarare l inammissibilità del ricorso principale dal momento che, alla luce di quanto sopra esposto, le censure di parte ricorrente sono infondate nel merito: e ciò in quanto la stazione appaltante ha correttamente valutato le offerte dei concorrenti senza operare alcuno scorporo del costo del personale e degli oneri della sicurezza aziendale dall importo complessivo del prezzo offerto, in ossequio alla corretta interpretazione dell art. 82 comma 3-bis consacrata nella legge di gara. 14. Del resto, come giustamente rilevato dalla difesa della stazione appaltante, l opzione interpretativa patrocinata dalla ricorrente avrebbe condotto alla conclusione irragionevole di determinare l aggiudicazione della commessa ad un offerta più onerosa di altre (e quindi meno vantaggiosa per l amministrazione) per il solo fatto di aver esposto costi del personale esorbitanti, di gran lunga più onerosi di quelli sopportati da altre concorrenti, e dall aggiudicataria in particolare. Basti considerare che il raggruppamento aggiudicatario ha presentato: - per il lotto n.1 un offerta di ,70 iva esclusa, comprensiva del costo del personale di ,40, a fronte di un offerta dell r.t.i. ricorrente di ,90 iva esclusa, comprensiva del costo del personale di ,71; - per il lotto n.2 un offerta di iva esclusa, comprensiva del costo del personale di 100,214,40, a fronte di un offerta dell r.t.i. ricorrente di iva esclusa, comprensiva del costo del personale di ,15; - per il lotto n.3 un offerta di ,50 iva esclusa, comprensiva del costo del personale di ,80, a fronte di un offerta dell r.t.i. ricorrente di ,58 iva esclusa, comprensiva del costo del personale di ,77. Il che sta a significare che l accoglimento della tesi di parte ricorrente avrebbe determinato l effetto paradossale di premiare un offerta meno vantaggiosa di altre e frutto di un organizzazione di impresa meno efficiente (a pensar bene) o di una precisa strategia distorsiva della gara (a pensar male). 15. Alla luce di tali considerazioni, il ricorso principale, benché inammissibile per mancata impugnazione degli atti di gara presupposti, può essere respinto nel merito perché infondato. 16. Il rigetto del ricorso principale consente di prescindere dall esame del ricorso incidentale, che va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. 17. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sui ricorsi, principale e incidentale, indicati in epigrafe, così decide: a) respinge il ricorso principale; 7

8 b) dichiara improcedibile il ricorso incidentale per sopravvenuta carenza di interesse; c) condanna Eco Eridania s.p.a. a rifondere le spese di lite ad entrambe le controparti processuali, liquidandole in 3.000,00 (tremila) oltre accessori di legge in favore di ciascuna di esse, con vincolo di solidarietà attiva tra Mengozzi s.p.a. e Bi.Vi. s.r.l. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2015 con l'intervento dei magistrati: Lanfranco Balucani, Presidente Ofelia Fratamico, Primo Referendario Ariberto Sabino Limongelli, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 06/02/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) IL PRESIDENTE 8

9 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 375 del 2015, proposto da: SOC FC FASOLINO COSTRUZIONI S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Isidoro Cherubini, con domicilio eletto presso Isidoro Cherubini in Roma, Viale G. Mazzini, 55; contro ROMA CAPITALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Luigi D'Ottavi, domiciliata in Roma, Via Tempio di Giove, 21; nei confronti di SOC IMPRESA SICOBE SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Vita Lucrezia Vaccarella, con domicilio eletto presso Vita Lucrezia Vaccarella in Roma, Via Piave, 52; Soc Tecnores Srl; per l'annullamento - del provvedimento datato 24 novembre 2014 recante l esclusione della società ricorrente dalla procedura di gara per l'affidamento dell'appalto per la progettazione esecutiva e per l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria delle coperture, adeguamento alle normative di prevenzione incendi, per gli impianti elettrici e per il superamento delle barriere architettoniche nel Museo della Civiltà Romana; - della comunicazione del 17 dicembre 2014 adottata a seguito della comunicazione della società ricorrente; - del verbale di gara del 19 novembre 2014; - di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Roma Capitale e della Società Impresa Sicobe S.r.l.; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 marzo 2015 il Consigliere Elena Stanizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. 9

10 FATTO Espone in fatto la società odierna ricorrente di aver partecipato alla gara avente ad oggetto l affidamento dell appalto per la progettazione esecutiva e per l esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria delle coperture, adeguamento alle normative di prevenzione incendi, per gli impianti elettrici e per il superamento delle barriere architettoniche nel Museo della Civiltà Romana, classificandosi al secondo posto. A seguito della verifica negativa dei requisiti in capo alla società prima classificata nella graduatoria provvisoria, la stazione appaltante ha proceduto al controllo dell offerta economica presentata dalla società ricorrente, in esito al quale la stessa è stata esclusa dalla gara, per effetto della gravata determinazione del 24 novembre 2014, in quanto non ha formulato l offerta secondo quanto previsto dal Disciplinare di gara (punto 6.3 d) della Sezione 6), in quanto l importo offerto di ,51 non corrisponde al ribasso del 33,337% calcolato sull importo a base d asta pari a ,24 (comprensivo del costo stimato del personale al netto delle spese generali ed utile d Impresa), come indicato al punto II.2.1. del Bando di Gara. In risposta alle osservazioni presentate dalla ricorrente, con successiva determinazione del 17 novembre 2014 è stata disposta la conferma dell esclusione della società dalla gara, più in dettaglio illustrando i profili di contrasto tra l offerta presentata e la disciplina di gara, ritenuti non suscettibili di adattamento o di correzione. Avverso tali provvedimenti deduce parte ricorrente i seguenti motivi di censura: I Illegittimità dei provvedimenti impugnati per eccesso di potere dovuto ad erronea e carente istruttoria e travisamento dei fatti, nonché ad illogicità, irragionevolezza ed erroneità del dispositivo e della motivazione del provvedimento di esclusione rispetto alle clausole del bando ed agli elementi emersi nel corso dell istruttoria. Contraddittorietà tra provvedimento di esclusione e verbali di gara rep. N del 29 luglio2014. Erronea interpretazione e falsa applicazione dell art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del Sostiene parte ricorrente di aver correttamente formulato la propria offerta economica applicando il ribasso unicamente sull importo riferito ai lavori e forniture depurato dall incidenza dei costi della manodopera e ciò coerentemente con la disciplina di gara e con l art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006 ai sensi del quale il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale - espressamente richiamato nel bando, ove viene indicato il costo del personale al netto delle spese generali e dell utile di impresa, stimato in ,92. Sull assunto, quindi, della non assoggettabilità a ribasso dei costi della manodopera, come indicati nel bando, parte ricorrente ha sottratto dall importo a base d asta, fissato in ,24, il costo del personale, applicando all importo così derivante di ,32, il ribasso d asta del 35,337%, per un prezzo finale di ,51, come risultante dai prezzi unitari indicati. Aggiungendo a tale importo i costi del personale stimati dalla stazione appaltante, il prezzo complessivamente offerto consisterebbe in ,42, oltre oneri di sicurezza. Tale modo di predisposizione dell offerta, sostiene parte ricorrente, sarebbe coerente con quanto previsto dall art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, sostenendo conseguentemente l illegittimità della gravata determinazione di esclusione dalla gara, in quanto in contrasto con il precedente verbale di gara del 29 luglio 2014 in base al quale la ricorrente si è classificata seconda e con la disciplina, anche speciale, di riferimento. 10

11 II Violazione dell art. 119, comma 7, del D.P.R. n. 207 del 2010, del punto 6.4 capoverso 4 del Disciplinare di gara e della Nota 2 di cui all allegato B del bando e disciplinare di gara. Sostiene parte ricorrente che, sulla base delle epigrafate disposizioni, la stazione appaltante, in caso di dubbi in ordine alla corrispondenza tra il ribasso percentuale offerto e gli importi delle singole voci, avrebbe dovuto dare la prevalenza al ribasso percentuale offerto. III Violazione dell art. 46 del D.Lgs. n. 163 del 2006 e del principio di tassatività delle cause di esclusione. Illegittimità del comportamento dell Amministrazione per non avere riammesso la ricorrente alla procedura di gara a seguito dei chiarimenti forniti. Illegittimità dell esclusione dovuta a non chiara, imprecisa e contraddittoria formulazione del bando di gara (punto II.2.1). Invoca parte ricorrente il dovere di soccorso istruttorio che avrebbe dovuto indurre la stazione appaltante, in luogo di disporre l esclusione dalla gara, a chiedere chiarimenti in ordine all offerta presentata, tenuto conto della ambiguità della disciplina di gara laddove indica l importo a base d asta in ,24 comprensivo del costo della manodopera, per poi far riferimento all art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, secondo il quale il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale. Si è costituita in resistenza l intimata Amministrazione Comunale eccependo la tardività del ricorso in quanto notificato oltre il termine di 30 giorni dalla comunicazione del gravato provvedimento, e sostenendo, nel merito dell azione, l infondatezza del ricorso anche per il tramite di pertinente relazione amministrativa. Anche la società SICOBE S.r.l. cui è stata aggiudicata provvisoriamente la gara successivamente alla gravata esclusione della società ricorrente si è costituita in giudizio sostenendo, con articolate controdeduzioni, l infondatezza del ricorso con richiesta di corrispondente pronuncia. Con memoria successivamente depositata parte ricorrente ha controdedotto a quanto ex adverso sostenuto, insistendo nelle proprie richieste. Alla pubblica udienza del 18 marzo 2015 la causa è stata chiamata e, sentiti i difensori delle parti presenti, trattenuta per la decisione, come da verbale. DIRITTO 1 - Con il ricorso in esame è proposta azione impugnatoria avverso i provvedimenti meglio indicati in epigrafe nei loro estremi con cui è stata disposta l esclusione della società ricorrente dalla gara per l affidamento dell appalto per la progettazione esecutiva e per l esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria delle coperture, adeguamento alle normative di prevenzione incendi, per gli impianti elettrici e per il superamento delle barriere architettoniche nel Museo della Civiltà Romana, da aggiudicarsi sulla base del criterio del prezzo più basso. Tale esclusione - disposta in esito al controllo dell offerta economica presentata dalla società ricorrente, classificatasi al secondo posto, effettuato a seguito della verifica negativa dei requisiti in capo alla società prima classificatasi nella graduatoria provvisoria poggia sulla considerazione che la società ricorrente non ha formulato l offerta secondo quanto previsto dal Disciplinare di gara (punto 6.3 d) della Sezione 6), in quanto l importo offerto di ,51 non corrisponde al ribasso del 33,337% calcolato sull importo a base d asta pari a ,24 (comprensivo del costo stimato del personale al netto delle spese generali ed utile d Impresa), come indicato al punto II.2.1. del Bando di Gara. 2 In via preliminare, il Collegio è chiamato a pronunciarsi sull eccezione di inammissibilità per tardività del ricorso sollevata dalla resistente Amministrazione Comunale. 11

12 L eccezione non merita favorevole esame tenuto conto che, a fronte della comunicazione della contestata esclusione dalla gara in data 25 novembre 2014, il ricorso è stato notificato a mezzo posta in data 24 dicembre 2014, nel rispetto quindi del termine previsto dall art. 120, comma 5, del codice del processo amministrativo, dovendo al riguardo richiamarsi il consolidato orientamento giurisprudenziale ai sensi del quale, ai fini dell'osservanza del termine per proporre l'impugnazione, la notifica del ricorso a mezzo posta deve ritenersi perfezionata per il notificante, ai sensi dell'art. 149 comma 3, c.p.c., sin dalla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, e non già con la sua ricezione da parte del destinatario. 3 Quanto al merito della proposta azione, ne ritiene il Collegio l infondatezza alla luce delle concrete modalità di redazione dell offerta economica presentata dalla società ricorrente e della disciplina, anche speciale, di riferimento, in ordine alle quali giova brevemente soffermarsi al fine di meglio inquadrare la presente vicenda contenziosa. Ricordato che viene in rilievo una gara da aggiudicarsi secondo il criterio del massimo ribasso, deve osservarsi, in punto di fatto, che parte ricorrente ha redatto la propria offerta economica indicando il prezzo globale di ,51, qualificato come comprensivo degli oneri della progettazione esecutiva, al netto degli oneri di sicurezza, espresso in termini di ribasso nel 35,337%. Tale importo dell offerta economica, secondo la ricostruzione offerta da parte ricorrente nei propri atti difensivi, è stato determinato sottraendo dall importo a base d asta, indicato dal bando in ,24, il costo del personale, stimato nel bando al netto delle spese generali e dell utile di impresa in ,92. A tale operazione di scomputo del costo del personale dall importo a base d asta parte ricorrente si è determinata nella considerazione della ritenuta non assoggettabilità a ribasso dei costi della manodopera, come indicati nel bando, stante la previsione di cui all art. 82, comma 3 bis del D.Lgs. n. 163 del 2006, espressamente richiamata dal bando, ai sensi della quale il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale. Secondo tale modus procedendi, quindi, parte ricorrente, all importo di ,32 come risultante dalla sottrazione all importo a base d asta di ,24 della stima del costo del personale, indicato in ,92 ha applicato il ribasso d asta del 35,337%, per un prezzo finale, indicato nell offerta, di ,51, cui andrebbero aggiunti i costi per il personale, pari ad ,92, con un risultato finale di ,42, oltre oneri di sicurezza. Per come sopra anticipato, la stazione appaltante, con i gravati provvedimenti, ha escluso dalla gara la società ricorrente sulla base del rilievo della non corrispondenza dell importo offerto di ,51 al ribasso del 35,337% calcolato sull importo a base d asta pari a ,24, comprensivo del costo stimato del personale al netto delle spese generali ed utile d impresa, per come previsto dal punto 6.3 del Disciplinare di gara e dal punto II.2.1 del bando di gara. Premesso che nella gravata determinazione del 24 novembre 2014 il ribasso offerto da parte ricorrente è erroneamente indicato nel 33,337% in luogo del 35,337% - come chiarito dalla resistente Amministrazione che riconduce tale discrasia a mero lapsus calami ritiene il Collegio che la formulazione dell offerta da parte della società ricorrente si ponga in insanabile contrasto con le previsioni recate dalla disciplina di gara, come dettata dal bando e dal disciplinare, oltre a non trovare avallo nella normativa generale che regola le procedure di aggiudicazione sulla base del criterio del prezzo più basso e, segnatamente, nell art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 12

13 2006 invocato da parte ricorrente. Il bando di gara, al punto II.2.1. indica l importo soggetto a ribasso d asta in ,24, comprensivo del costo stimato per il personale, al netto delle spese generali e dell utile di impresa espressamente indicati come soggetti a ribasso d asta, e individua in ,50 l importo degli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d asta. Il disciplinare di gara, al punto 6.3, lettera d), prescrive che l offerta economica debba contenere l indicazione, in cifre e in lettere, del ribasso percentuale unico sull importo soggetto a ribasso d asta, comprensivo degli oneri della progettazione esecutiva, al netto degli oneri di sicurezza. Sulla base della lettura congiunta delle illustrate prescrizioni, come dettate dalla lex specialis, emergono dunque chiaramente le regole per la predisposizione dell offerta economica, la quale deve essere formulata attraverso l indicazione della percentuale di ribasso rispetto all importo espressamente indicato come soggetto a ribasso d asta, quantificato in ,24, comprensivo del costo stimato del personale, con esclusione dal ribasso dei soli oneri per la sicurezza, indicati in ,50. Rispetto a tale schema di predisposizione dell offerta economica parte ricorrente si è discostata, modificando l importo soggetto a base d asta, su cui ha applicato il ribasso percentuale, attraverso la sottrazione del costo del personale, in contrasto quindi con quanto chiaramente previsto dalla disciplina di gara. Il risultato così ottenuto, parti all importo di ,51 indicato nell offerta economica non corrisponde all importo che deriverebbe dall applicazione del ribasso percentuale, indicato nell offerta nel 35,337%, all importo soggetto a ribasso d asta indicato dal bando e dal disciplinare in ,24. Ed infatti, applicando il ribasso del 35,337% all importo di ,24, si ottiene il risultato di ,23, notevolmente differente rispetto all importo indicato nell offerta di ,51. Anche a voler seguire il procedimento con cui parte ricorrente tende a ricostruire ex post ed in sede giurisdizionale la propria offerta, affermando che all importo di ,51 andrebbe aggiunto il costo del personale, pari ad ,92, con un risultato finale di ,42, oltre oneri di sicurezza, tale somma sarebbe profondamente diversa da quella risultante dall applicazione del ribasso del 35,337% all importo di ,24, pari ad ,23, risultando pertanto l offerta presentata dalla ricorrente affetta da radicali vizi che non consentono di individuarne la reale portata. Aggiungasi che, a voler ritenere che l importo che parte ricorrente abbia inteso offrire sia quello per come affermato in ricorso - derivante dalla sommatoria dell importo indicato nell offerta di ,51 e del costo del personale, pari ad ,92, con un risultato finale di ,42, tale importo non corrisponderebbe all applicazione all importo a base d asta della riduzione percentuale del 35,337% indicata nell offerta, ma sarebbe la risultante dell applicazione di una percentuale molto più bassa, il che si rifletterebbe, inevitabilmente, nella valutazione dell offerta stessa e nella conseguente collocazione della ricorrente in graduatoria, venendo in rilievo una gara da aggiudicarsi secondo il criterio del prezzo più basso. Volendo difatti ricavare la percentuale di ribasso offerto dalla ricorrente in base all importo risultante dalla sommatoria di ,51 e del costo del personale, pari ad ,92, lo stesso collocherebbe la ricorrente in una posizione in graduatoria non utile ai fini dell aggiudicazione, stante la presenza di altri offerenti tra cui la controinteressata Sicobe S.r.l. che hanno presentato 13

14 percentuali di ribasso molto maggiori. L incertezza del contenuto dell offerta e, quindi, del contenuto della manifestazione di volontà negoziale, trova conferma e si aggrava alla luce della ulteriore prospettazione di parte ricorrente contenuta nel ricorso e ribadita in sede di discussione della causa - in base alla quale dovrebbe darsi la prevalenza al ribasso percentuale offerto. Seguendo tale tesi, il prezzo offerto da parte ricorrente come risultante dall applicazione della percentuale di ribasso del 35,337% all importo a base d asta di ,24 sarebbe pari a ,23, ovvero ad un importo differente rispetto a quello, indicato dalla stessa ricorrente nel ricorso, di ,42, come risultante dalla somma dell importo indicato nell offerta di ,51 e del costo del personale, pari ad ,92, in tal modo dando confessoriamente atto della totale incertezza dell offerta presentata e dell impossibilità di ricostruirne in modo univoco anche ex post - il contenuto. La descritta ambivalenza ed incertezza del contenuto dell offerta economica presentata dalla società ricorrente evoca un ulteriore profilo che preclude la possibilità di ritenerne la validità. Ed infatti, rilevato come, sulla base della stessa prospettazione di parte ricorrente - che rivela invero profili di contraddittorietà intrinseca - l importo offerto potrebbe essere individuato sia in ,42 - come risultante dalla somma dell importo indicato nell offerta di ,51 e del costo del personale, pari ad ,92 - sia in ,23 laddove si desse la prevalenza al dato riferito alla percentuale di ribasso indicata nell offerta, non può ritenersi che l offerta sia stata predisposta previa considerazione di tutti gli elementi che ne consentano la sostenibilità in relazione all organizzazione imprenditoriale della ricorrente, dovendo a tale valutazione conseguire l indicazione di un unico importo, dall offerente ritenuto congruo e remunerativo, come tale idoneo a garantire la serietà dell offerta stessa in base a tutte le voci e gli elementi tecnici ed economici che la compongono, quale garanzia di affidabilità e di corretta esecuzione dell appalto. La possibile variabilità dell importo offerto, come conseguente ai differenti metodi di sua individuazione prospettati da parte ricorrente, recide infatti in radice quella necessaria corrispondenza che deve intercorrere tra l offerta presentata e l analisi dei costi e l impiego dei mezzi sulla cui base la stessa deve essere formulata, rendendola quindi non affidabile. I rilevati profili di contrasto tra l offerta presentata dalla società ricorrente con la chiara disciplina di gara, come sopra illustrata, nonchè l impossibilità di ricavare in modo univoco il contenuto dell offerta sulla base degli elementi nella stessa riportati, convergono dunque nella direzione della preclusione al ricorso allo strumento del soccorso istruttorio, invocato da parte ricorrente, la cui operatività deve essere esclusa, ai sensi dell art. 46 del D.Lgs. n. 163 del 2006, nei casi di incertezza assoluta sul contenuto dell offerta, che determina necessariamente l esclusione dalla gara, non potendo ammettersi integrazioni dell offerta volte a colmare una iniziale e sostanziale inadeguatezza della stessa, consentendo all offerente di apportare correzioni sostanziali in danno di altre concorrenti, potendo unicamente la stazione appaltante richiedere o la concorrente provare, anche con integrazioni documentali, che la propria offerta era, sin dal principio e nella realtà effettuale, conforme a quanto richiesto dalla lex specialis e che tale non appariva per la presenza di un mero vizio formale o di un errore materiale. Nelle gare pubbliche il ricorso al cd. soccorso istruttorio deve essere rettamente inteso e applicato, potendo tale strumento ritenersi ammissibile solo nei limiti in cui sia volto a chiarire e completare 14

15 dichiarazioni o documenti comunque esistenti, ma non a consentire integrazioni o modifiche della domanda o dell offerta, che non può essere sanata o regolarizzata o integrata successivamente, rientrando la corretta formulazione dell offerta fra i cd. adempimenti doverosi imposti comunque dalla normativa vigente, a prescindere anche dalla previsione della disciplina di gara e da ogni visione sostanzialistica di tali adempimenti. Perseguendo difatti le procedure concorsuali indette per l'affidamento di appalti pubblici il rispetto rigoroso delle regole poste a presidio dell'imparzialità e della parità di trattamento in tutte le loro fasi, spetta al concorrente il dovere della diligenza nell osservanza delle disposizioni concorsuali proprio ai fini della tutela dell'interesse alla gara. Né tale onere può essere fatto ricadere a carico dell'amministrazione, che altrimenti verrebbe a violare proprio quella par condicio, che nella fattispecie prevale sul diverso principio del favor partecipationis ed è assicurata attraverso la certezza di tutti gli elementi relativi all'offerta. Dalla lettura combinata dei commi recati dall'art. 46 del D.Lgs. n. 163 del 2006 si evince che l'esclusione dalla gara può e deve essere disposta dall'amministrazione in caso di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta e in caso di violazione di norme di divieto o di mancato adempimento di obblighi aventi una precisa fonte legislativa o regolamentare, in tal modo evitando che la stazione appaltante possa ampliare discrezionalmente la gamma degli adempimenti richiesti a pena di esclusione, al contempo circoscrivendo il campo di applicazione del dovere di soccorso istruttorio. Applicando le illustrate coordinate ermeneutiche alla fattispecie in esame, rilevate le insanabili carenze dell offerta economica presentata dalla società ricorrente che ne pregiudicano la possibilità di individuarne con certezza il relativo contenuto in ragione della radicale indeterminatezza dell effettivo prezzo offerto, risulta quindi precluso il ricorso, da parte della stazione, allo strumento del soccorso istruttorio mediante richiesta di chiarimenti o di integrazioni, le quali andrebbero ad incidere su elementi essenziali dell offerta in violazione della disciplina, anche speciale, di riferimento, e del principio della par condicio, consentendo alla ricorrente di modificare, oltre il termine stabilito per la presentazione delle offerte, la propria volontà negoziale espressa nell offerta economica. Ferme le insuperabili considerazioni sopra illustrate che, nel dare conto del contrasto dell offerta economica presentata dalla società ricorrente con le chiare prescrizioni di gara in base alle quali il ribasso avrebbe dovuto essere riferito al complessivo importo di ,24 soggetto a ribasso d asta, comprensivo del costo del personale e della indeterminatezza dell offerta stessa, insuscettibile di sanatoria postuma in sede di interlocuzione procedimentale, conducono a ritenere la legittimità della disposta esclusione della ricorrente dalla gara, merita di essere approfondita la prospettazione di parte ricorrente secondo cui, nelle gare basate sul criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, il costo del personale non sarebbe assoggettabile a ribasso. Sulla base di tale convinzione difatti, come asseritamente avvalorata dal richiamo, contenuto nel bando di gara, all art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, parte ricorrente ha predisposto la propria offerta depurando dall importo complessivo di ,24 indicato dal bando come soggetto a ribasso, il costo stimato per il personale, indicato in ,92. Pur dandosi atto della possibile ambiguità del contenuto letterale della citata norma, deve alla stessa essere attribuita una portata compatibile con i principi generali che regolano la materia delle gare pubbliche, non potendo quindi ritenersi che la stessa imponga lo scorporo dall importo 15

16 soggetto al ribasso della voce relativa al costo del personale. Dispone il citato art. 82, comma 3 bis, che Il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La portata di tale norma è stata dalla giurisprudenza ricostruita nel senso che è onere dell'amministrazione fornire in modo chiaro, comprensibile e completo i singoli elementi costituenti l'offerta individuando in modo preciso il complesso delle prestazioni oggetto della gara, sicché l'unica variabile resta il prezzo, rimesso, appunto, all'offerta di ciascun concorrente, al fine di consentire alle imprese che intendono partecipare alla gara di valutare correttamente la convenienza economica dell oggetto della gara e di partecipare in posizione di parità rispetto agli altri concorrenti. Ciò posto, ritiene il Collegio che aderire ad una lettura della norma come quella suggerita da parte ricorrente - che imponga lo scorporo della voce relativa al costo della manodopera dall importo soggetto al ribasso, si porrebbe in contrasto con il principio di tutela della concorrenza, in quanto preclusiva della possibilità di considerare e valorizzare la diversa capacità organizzativa di ogni partecipante, che incide sull'entità del costo complessivo della manodopera, in contrasto peraltro con la possibile disomogeneità, a seconda delle caratteristiche e della specificità dell'impresa, delle norme inderogabili da applicare ai fini dell'individuazione dei salari minimi, con possibili conseguenze anche sull'individuazione del costo unitario del lavoro. Deve, piuttosto ritenersi che il criterio del massimo ribasso, nel richiedere l indicazione del costo della manodopera, imponga comunque alla stazione appaltante di accertare la congruità dell'offerta presentata sulla base della verifica della compatibilità delle scelte organizzative e produttive effettuate dal concorrente con la normativa concernente i minimi salariali contrattuali della manodopera, risultando peraltro tale interpretazione dell'art. 82 coerente, in un'ottica di lettura sistematica delle norme del Codice dei contratti, con la previsione di cui all'art. 86, comma 3-bis, in base al quale, in sede di verifica dell'anomalia, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro, col limite ex art. 87 dell'inammissibilità di giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi; norme che risulterebbero svuotate di contenuto qualora non si consentisse all'offerente, a seguito della predeterminazione di tale voce di costo nel bando, la presentazione di giustificazioni di alcun tipo. Stante, dunque, l obbligo per la stazione appaltante di accertare la congruità delle offerte sulla base della verifica della compatibilità delle scelte organizzative effettuate dal concorrente con la normativa concernente i minimi salariali contrattuali della manodopera, potendo il ribasso offerto essere giustificato, in fase di verifica dell anomalia dell offerta, da una organizzazione imprenditoriale più efficiente e dall impiego di attrezzature che rendano il lavoro della manodopera più produttivo ma tutelando al contempo il costo del personale, non vi è ragione alcuna per escludere tale costo dalle dinamiche competitive che si esprimono attraverso la formulazione dell offerta mediante indicazione del massimo ribasso, il quale può investire anche il costo del personale. A conferma di tale interpretazione soccorrono le previsioni dettate dall art. 86, comma 3 bis, e 16

17 dall art. 87, comma 3, del D.Lgs. n. 163 del 2006, che, rispettivamente, in sede di individuazione e di verifica delle offerte anormalmente basse, da un lato, stabiliscono che il costo del lavoro è quello determinato periodicamente in apposite tabelle del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, così riferendosi ai minimi salariali e, dall altro, escludono giustificazioni in relazione ai trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge medesima. Pur dandosi atto, dunque, dei problemi interpretativi che pone la norma di cui all art. 82, comma 3 bis, in esame, deve rilevarsi che se la stessa venisse intesa nel senso che dall importo soggetto a ribasso debbano essere sottratti i costi del personale, oltre che quelli della sicurezza, si determinerebbe un effetto distorsivo delle dinamiche di gara, non consentendo la formulazione dell offerta sulla base delle reali capacità imprenditoriali ed organizzative. Deve, pertanto, preferirsi l interpretazione secondo cui il costo complessivo del personale deve essere determinato da ciascun concorrente in base alla reale capacità organizzativa d impresa che è funzione della libera iniziativa economica ed imprenditoriale e come tale non può essere in alcun modo compressa mediante predeterminazioni operate ex ante, fermo restando l obbligo di verificare il rispetto della normativa sul costo del personale attraverso l istituto della verifica di congruità dell offerta, da condurre da parte della stazione appaltante ai sensi dell art. 86, comma 3 del Codice dei Contratti (in tale direzione: ANAC, atto di segnalazione n. 2 del 19 marzo 2015, Consiglio di Stato, 12 gennaio 2015 n. 32). Consegue, dalle considerazioni sopra illustrate, che il richiamo, contenuto nel bando di gara, all art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, non legittima lo scorporo della voce relativa al personale dall importo complessivo indicato come soggetto a ribasso, comprensivo di tale costo, tenuto peraltro conto che la disciplina di gara è chiara nell indicare l importo cui applicare il ribasso offerto. Alla illustrata infondatezza delle esaminate censure si affianca analoga pronuncia con riferimento alla doglianza volta a denunciare la contraddittorietà del comportamento tenuto dalla resistente Amministrazione che, sostiene parte ricorrente, avrebbe dapprima positivamente valutato la validità dell offerta presentata, per poi escluderla dalla gara. Al riguardo, è sufficiente rilevare che la collocazione della ricorrente al secondo posto della graduatoria prescinde dalla verifica della validità dell offerta e che tale collocazione in graduatoria deriva dalle operazioni compiute dal Segretario Generale dell Ufficio Contratti in sede di gara, che si è limitato ad applicare la percentuale di ribasso indicata nelle offerte all importo complessivo, secondo un procedimento automatico che prescinde dalla verifica di corrispondenza con l importo indicato nell offerta, cosicché nessuna contraddittorietà, sintomatica dell esistenza di vizi di illegittimità, è rinvenibile nella fattispecie. 4 In conclusione, alla luce delle considerazioni sin qui illustrate, che danno conto dell infondatezza delle proposte censure, il ricorso in esame va rigettato. 5 La peculiarità della vicenda contenziosa e la possibile incidenza, nella formulazione dell offerta da parte della società ricorrente, del richiamo contenuto nel bando di gara all art. 82, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, suggeriscono di disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio. 17

18 P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Roma - Sezione Seconda definitivamente pronunciando sul ricorso N. 375/2015 R.G., come in epigrafe proposto, lo rigetta. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 marzo 2015 con l'intervento dei magistrati: Filoreto D'Agostino, Presidente Elena Stanizzi, Consigliere, Estensore Carlo Polidori, Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 30/03/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 18

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