Stimolo agli investimenti, ridistribuzione e riforme istituzionali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Stimolo agli investimenti, ridistribuzione e riforme istituzionali"

Transcript

1 1 Prof. Dr. Alexander Grasse Università di Giessen Paper presentato in occasione della conferenza Va bene?! Le relazioni italo- tedesche al banco di prova, Berlino, (versione aggiornata al ) Stimolo agli investimenti, ridistribuzione e riforme istituzionali Analisi e tesi sulla Postdemocrazia sullo sfondo della crisi finanziaria italiana La tesi di Colin Crouch sullo smisurato potere delle élites economiche risulta più che evidente alla luce della crisi di (ri)finanziamento italiana. Ben cosciente dell esagerazione Crouch definisce postdemocrazia una collettività in cui, pur tenendovisi elezioni, i cittadini svolgono tuttavia un ruolo secondario e in cui, all ombra di una messa in scena, la politica reale viene fatta da élites, le quali rappresentano perlopiù gli interessi dell economia (Crouch 2008: 10). Prendendo lo spunto da questa riflessione, al posto di postdemocrazia si potrebbe parlare nel frattempo anche di democrazia della Borsa, appoggiandosi alla tesi di Massimo Giannini, il quale in un articolo di fondo de La Repubblica del in occasione del giuramento del governo Monti ha parlato di una democrazia dello spread, cioè a dire di una democrazia spinta dai differenziali dei tassi, più precisamente dalle differenze nell aumento del premio per il rischio per il prestito pubblico di differenti stati, in maniera corrispondente alla differenza dei rendimenti. Ciò conduce a un punto tale per cui non solo vengono imposti dei cambiamenti di governo, ma vengono anche dettati i tempi della formazione di un governo stesso (in questo caso: due giorni e mezzo). Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è visto addirittura costretto a insistere affinché la formazione del governo venisse portata a termine prima della riapertura delle Borse all inizio della settimana. E come se non bastasse: viene imposto un governo dal quale sono esclusi politici di professione; ciò differenzia in maniera sostanziale il governo Monti dai governi Ciampi nel 1993 e Dini nel 1995, dei quali facevano parte anche politici di professione e che garantivano così un legame immediato fra le frazioni parlamentari e il governo. Sebbene i fatti parlino una lingua affatto diversa e la situazione economica dell Italia sia di gran lunga meno drammatica di quanto attualmente affermato pubblicamente, ovvero di quanto venga espresso nelle reazioni dei mercati, l Italia si trova sottoposta a un enorme pressione. Certo, sotto molti aspetti gli anni berlusconiani sono stati per l Italia degli anni sprecati e per il suo sistema politico ed economico urgono numerose riforme. Come già avvenuto più volte nella recente storia italiana, anche in questo caso la spinta decisiva proviene dall esterno. Sia richiamato alla memoria il fatto che è stato il venir meno della contrapposizione Est- Ovest negli anni 1989/90 a preannunciare la fine della democrazia bloccata (si pensi appunto che Tangentopoli nel 1992/93 ha condotto al crollo dell intero sistema dei partiti). Sono stati i vincoli dell integrazione economica europea a escludere

2 2 l Italia nel 1992 dal Sistema Monetario Europeo a causa del suo alto debito pubblico e degli alti tassi di inflazione, costringendola a misure di bilancio e di politica monetaria che nel 1996 hanno invece reso possibile una sua riammissione. E infine: sono state le decisioni per la fondazione dell Unione Economica e Monetaria Europea a spingere l Italia ad agire in maniera più incisiva (lo spauracchio recitava: L Italia in serie B ), tantoché dopo i corrispondenti sforzi per la stabilità l allora ministro del Tesoro e del Bilancio, Carlo Azeglio Ciampi, rese possibile nella primavera del 1998, fra l altro grazie all introduzione di una Eurotassa nel , un ingresso dell Italia nell Unione Economica e Monetaria Europea. La continuità di una relazione di obbligo e di stimolo, come formulato da Mario Caciagli (Caciagli 2004), appare evidente alla luce dell attuale crisi italiana con le dimissioni forzate di Silvio Berlusconi e la creazione di un governo dei tecnici il 16 novembre Senza dubbio l Italia risulta ripetutamente debitrice all Europa di importanti iniziative volte alla modernizzazione. La mia tesi è che nondimeno si tratti al momento attuale solo di una mezza verità. L attacco sferrato dai mercati all Italia sembra più corrispondere a speculazioni mirate e dinamiche, definite animal spirits 2 da J.M. Keynes, che a una seria preoccupazione per la situazione italiana. Le differenze con il caso della Grecia nel frattempo sono sufficientemente conosciute e citate (fra le altre: le strutture economiche ampiamente intatte dell Italia, un debito pubblico finanziato nella maggior parte (56%) all interno, un alta disponibilità di capitale della popolazione etc.). Uno sguardo ai numeri nudi e crudi indica come negli ultimi anni il livello di debito pubblico dell Italia nonostante i bassi interessi sia di nuovo cresciuto dopo aver registrato provvisoriamente una flessione e dopo che i governi di Romano Prodi nel e nel avevano dimostrato come fosse possibile un altra politica. 3 Eppure l attuale debito complessivo corrispondente al 118,4% del Prodotto Interno Lordo si colloca di fatto solo dello 0,3% al di sopra della quota dichiarata nel 1997 sufficiente per l ingresso dell Italia nell Eurozona, che ammontava appunto al 118,1% (cfr. tav. 1). L aumento significativo nel 2009 e nel 2010 inoltre è da ascrivere in maniera determinante alla crisi economica. 1 Con ciò il nuovo indebitamento poté essere ridotto dello 0,6%; nel 1999 venne rimborsato per il valore pari al 60%. 2 ( ) animal spirits a spontaneous urge to action rather than inaction, and not (...) the outcome of a weighted average of quantitative benefits multiplied by quantitative probabilities (Keynes 1936: 161f.). 3 Il governo di centro- sinistra ha introdotto degli impulsi positivi grazie a misure più efficaci nella lotta all evasione fiscale, il che ha fruttato miliardi alle casse dello stato, e alla reintroduzione della tassa di successione e sulle donazioni, che era stata abolita nel 2001 dal governo Berlusconi. A ciò vanno aggiunti gli inizi promettenti di politica energetica, come ad esempio il piano di intervento per le energie rinnovabili, che prevede una riduzione entro il 2016 del 9% e che conteneva delle agevolazioni fiscali fino al 55% per investimenti in impianti a risparmio energetico. Anche nell ambito della tutela dei consumatori si sono registrati alcuni piccoli progressi, fra gli altri per mezzo della liberalizzazione nei comparti della telefonia mobile, delle assicurazioni, delle farmacie e delle imprese di taxi; negli ultimi due settori citati si sono potuti ridurre i privilegi delle associazioni di categoria. Inoltre si sono potute registrare ulteriori riforme per la semplificazione burocratica. Il nuovo indebitamento nel 2007 si è ridotto all 1,6% del PIL, tanto che il Patto Europeo di Stabilità e di Crescita, infranto per anni di seguito nell era Berlusconi, è stato di nuovo rispettato per la prima volta. L allora ministro dell economia e delle finanze, Tommaso Padoa- Schioppa, aveva perseguito un pareggio di bilancio entro il 2011.

3 3 È un dato di fatto inoltre che l'indebitamento italiano è chiaramente un'eredità dell'ultima fase della cosiddetta prima repubblica e della democrazia bloccata, durante la quale la coalizione di partiti, dominata dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista Italiano, cercò di arginare i conflitti politici con una generosa politica distributiva. Inoltre la spesa pubblica conobbe un ulteriore spinta verso l alto (sotto forma di maggiorazioni delle fatture sulle commesse della mano pubblica) a causa di una estesa corruzione (Tangentopoli). Fino al 1982 il livello di debito pubblico dell'italia corrispondeva ancora al 60% del Prodotto Interno Lordo, situazione che era conforme al successivo criterio di Maastricht. Fu soprattutto in seguito che la spesa pubblica risultò per interi anni decisamente più alta di quanto le entrate consentissero. Ma dal 1994, data di inizio della cosiddetta seconda repubblica, il bilancio dello stato italiano (a differenza della maggior parte degli altri stati europei) registra un saldo primario positivo un dato spesso ignorato cioè le spese risultano inferiori alle entrate, non tenendo però in considerazione gli oneri per gli interessi passivi. Tav. 1: Rapporto debito pubblico/pil (%): Germania e Italia a confronto ( ) Fonte: Eurostat, novembre Si può constatare inoltre che il saldo di finanziamento dell Italia negli ultimi 15 anni non indica alcuna differenza significativa rispetto al saldo tedesco. Dal 1995 la Germania ha infranto il criterio di Maastricht sul limite massimo di nuovo indebitamento netto annuale del 3% del PIL quasi altrettanto spesso dell Italia: l Italia 9 volte, la Germania 7 (cfr. tavv. 2 e 3).

4 4 Tav. 2: Rapporto tra disavanzo pubblico annuale e PIL: Germania ( ) Fonte: Statistisches Bundesamt (2011): Bruttoinlandsprodukt 2010 für Deutschland, Wiesbaden. Tav. 3: Rapporto tra disavanzo pubblico annuale e PIL: Italia ( ) Fonte: Eurostat, novembre Per quanto sia indubbio che l indebitamento strutturale dell italia è troppo alto, il livello del debito pubblico della Germania negli ultimi tempi è aumentato, al confronto, in maniera molto più marcata, passando dal 59,7% nel 1997 all 83,2% nel 2010 (cfr. tav. 1). Ciò è riconducibile tuttavia, come anche nel caso italiano, in primo luogo alla crisi economica del 2009.

5 5 Se si include nella valutazione comparata anche il debito pubblico non palese sotto forma di richieste provenienti dal sistema pensionistico e da quello sanitario, viene alla luce addirittura un risultato affatto diverso. Al confronto con la Germania, che evidenzia obbligazioni corrispondenti al 109,4% del Prodotto Interno Lordo, questo debito implicito ammonta infatti in Italia soltanto al 27,6% del Prodotto Interno Lordo. Considerando insieme debito esplicito e implicito, l'italia si trova in Europa in una situazione decisamente migliore rispetto a tutti gli altri stati dell'unione; da questo punto di vista la Germania si trova al di sotto dell'italia, in seconda posizione (Welt online, ). Nemmeno i bassi tassi di crescita dell Italia giustificano in alcun modo la reazione dei mercati. In comparazione con la Germania che attualmente deve pagare tassi di interesse sempre più bassi per i suoi titoli di debito pubblico (all inizio di novembre del 2011 per i prestiti a sei mesi dovevano essere pagati tassi di interesse di solo l 0,08%), la crescita media del PIL di entrambi i Paesi a lungo termine è sorprendentemente simile (cfr. tavv. 4 e 5). Tav. 4: Tasso di crescita annua in Germania (PIL reale) Fonte: Statistisches Bundesamt (a partire dal 1992: Germania unificata; : Germania dell ovest; : senza i Länder Saarland e Berlino; per il 2011: primo semestre).

6 6 Tav. 5: Tasso di crescita annua in Italia (PIL reale) Fonte: Eurostat, novembre Mentre l economia italiana negli anni Novanta è cresciuta mediamente di circa l 1,8%, in Germania si è registrato nello stesso periodo solo lo 0,3% in più, cioè il 2,1%. Nel primo decennio del 2000 a una crescita media dello 0,9% in Germania si contrapponeva una crescita media in Italia dello 0,4%, pur tenendo conto che entrambi i Paesi nel 2009 sono stati toccati in egual misura dalla crisi economica (riduzione del PIL in Germania del 4,7%, in Italia del 5,0%). Nemmeno la differenza nel PIL pro capite fra Italia e Germania presenta nel corso del tempo degli elementi di rottura e le distanze sono rimaste approssimativamente uguali (cfr. tav. 6). Lo sviluppo dei costi unitari del lavoro di entrambi i Paesi nel periodo si trovava sotto la media sia dell UE sia dell OCSE (cfr. tav. 7), il che può valere come indicatore per una migliorata capacità concorrenziale, sebbene la Germania abbia chiaramente registrato un ancora più basso aumento, ottenuto tuttavia al prezzo di un abbassamento dei salari reali e con la conseguenza di un indebolimento della domanda interna; aumento annuo dei costi unitari del lavoro: IT: 1,86%, DE: 0,07%, EU- 27: 2,02%, OCSE: 2,30% (OCSE 2010).

7 7 Tav. 6: PIL (ai prezzi di mercato) (Euro pro capite) Fonte: Eurostat, novembre Tav. 7: Sviluppo dei costi unitari del lavoro (%)

8 8 L analisi comparata dei tassi di disoccupazione nel periodo (cfr. tav. 8) evidenzia come fino alla crisi del 2009 l Italia avesse addirittura per molti anni di seguito un tasso di disoccupazione inferiore alla Germania (pur tenendo conto di altrettanto gravi differenze regionali: in Italia fra Nord e Sud, in Germania fra Est e Ovest). Attualmente il tasso di disoccupazione si colloca con l 8,1% chiaramente al di sotto della media dell UE del 10,0%. Tav. 8: Tassi di disoccupazione: Germania e Italia a confronto ( ) Fonte: Eurostat, novembre Dal 2004 i tassi di inflazione dell Italia si trovano appena al di sopra della soglia del 2% auspicata dalla BCE, con l eccezione dell anno 2008 durante il quale anche l inflazione della Germania ha accelerato (cfr. tav. 9). Nel 2009 e nel 2010 il tasso d inflazione si trovava addirittura decisamente sotto la soglia del 2%.

9 9 Tav. 9: Tassi di inflazione: Germania e Italia a confronto ( ) Fonte: Eurostat, novembre Presi in toto, i dati macroeconomici, analizzati con la dovuta freddezza, non offrono alcun motivo per l attuale iperreazione dei mercati finanziari, ma possono semmai essere valutati come indizio del potere delle élites economiche nel senso inteso da Crouch. Per dirla in parole chiare: non si tratta qui di minimizzare i problemi dell Italia. Proprio la disoccupazione giovanile (15-24 anni di età) nel Bel Paese è preoccupante (di media il 29,4%, in certe regioni dell Italia meridionale fino al 50%) e anche la quota occupazionale continua a essere troppo bassa: Italia: 56,9%, Germania: 71,1% (cfr. tav. 10); in particolar modo la quota di occupazione femminile è una delle più basse in Europa: mentre in Germania tocca il 66,1%, in Italia raggiunge solo il 46,1%. 4 E pensare che un aumento della quota di occupazione offrirebbe un notevole potenziale di crescita; in questo senso il monito del neo Presidente del Consiglio, Mario Monti, di non lasciare inutilizzate queste risorse, appare assolutamente giustificato. A ciò si aggiunga che le infrastrutture dell Italia, misurate in base al grado di sviluppo economico e al potenziale economico, richiederebbero miglioramenti massicci. Il settore sanitario, il comparto della tecnologia dell informazione e molti altri campi della politica necessitano di altrettanta modernizzazione. La disuguaglianza sociale nel reddito e nel patrimonio, comunque alta se valutata con parametri europei, è nettamente aumentata in confronto agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso ed ha un effetto deleterio sulla necessaria domanda interna. Anche in questo contesto si evidenziano per l Italia e per la Germania delle tendenze molto simili (cfr. tavv. 11 e 12), anche se la disuguaglianza dei redditi in Italia risulta essere di nuovo maggiore che in Germania. Riguardo a questo aspetto l'italia si trova nel frattempo poco dietro agli USA e alla Gran 4 Ciò viene in parte relativizzato dal fatto che il 45% delle donne in Germania lavorano part- time, mentre in Italia sono solo il 29% (Eurostat).

10 10 Bretagna e appartiene pertanto alle nazioni industrializzate con la più grande diseguaglianza (OCSE 2011a). Tav. 10: Tasso di occupazione (15-64 anni): Germania e Italia a confronto ( ) Fonte: Eurostat, novembre Tav. 11: Disuguaglianza elevata in Italia e Germania: incremento di disuguaglianza dei redditi complessivi dal 1985 al 2005 (indice Gini) Germania Italia OCSE- 15 Gran Betragna Francia

11 11 Tav. 12: Diseguaglianze nella distribuzione dei redditi in Germania e Italia ( ) Fonte: Eurostat, novembre 2011; dati per il 2002 e il 2003 non disponibili. Spiegazione: rapporto fra il reddito complessivo del 20% della popolazione con il reddito più alto e il reddito complessivo del 20% della popolazione con il reddito più basso. Sullo sfondo del citato sistema infrastrutturale deficitario e dello stato sociale nella sostanza più debole che in Germania, una politica di austerità, come viene al momento imposta alla Grecia, risulterebbe estremamente rischiosa. La Germania, la Francia, la Gran Bretagna e altri Paesi in crisi di fatto hanno attivato politiche fiscali di ispirazione keynesiana, cioè politiche anticicliche finanziate sul deficit e che hanno spinto massicciamente verso l alto il loro indebitamento pubblico per operare azioni di salvataggio a favore delle banche. Ciò è avvenuto dopo aver praticato per molti anni una politica di riduzione delle imposte per le imprese ovvero in genere per i redditi da capitale 5, che al contempo ha prodotto e continua a produrre enormi mancati introiti per lo stato (cfr. tav. 13) 6 ; la Germania e l Italia fanno parte di quei Paesi che hanno abbassato ad esempio l imposta sui redditi da società in maniera più marcata (cfr. tav. 14). 5 In Italia è stata fortemente ridotta non soltanto l'imposta sui redditi delle società (IRES), bensì anche la tassa di successione; quest'ultima, come anche la tassa sulle donazioni, venne addirittura temporaneamente abolita in toto dal governo Berlusconi (cfr. nota 3). Altresì i profitti da capitale furono tassati in misura decisamente inferiore (tra il 12,5% e il 27%), nel frattempo su questi vige una tassa piatta (Flat Tax) del 20%. I profitti da alienazioni delle società di capitale furono in parte del tutto detassati. La tassa sui profitti immobiliari (INVIM) è stata del tutto abolita nel A partire dal 2003 le imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) sono state modificate, passando da un originario modello fortemente progressivo a un sistema, più volte modificato, graduale e con un'aliquota massima abbassata al 43%. 6 Nel 2009 il gettito fiscale derivante da tasse sul capitale nell intera UE ammontava solo al 24,6%, mentre nel 2000 esso toccava ancora il 25% (Eurostat 2011).

12 12 Tav. 13: Sviluppo dell imposta sui redditi da società dal 1995 al 2011 (EU- 27; Eurozona, %) Fonte: Eurostat: Taxation Trends in the EU 2011, p. 62. È un dato di fatto che non è stata la politica di austerità a condurre la Germania fuori dalla recessione, bensì, accanto ad altri fattori, sono stati i programmi congiunturali e ulteriori misure finanziate col deficit dello Stato Federale ovvero dell Agenzia Federale per il lavoro, sotto forma ad esempio dei cosiddetti accordi salariali sulla riduzione dell orario di lavoro. Ciò nonostante, da parte dell UE, del FMI e della stessa Germania si prescrivono ora agli stati sudeuropei delle cure neoliberali da cavallo, sempre con le solite ricette: massicci tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, deregulation dei mercati del lavoro etc. Proprio in considerazione dei pericoli deflazionistici e in confronto alle elevate quote di rischio di povertà in Italia (cfr. tavv. 15 e 16), una tale politica sarebbe oltremodo problematica.

13 13 Tav. 14: Imposta sui redditi da società: cambiamento percentuale delle aliquote ( ) Fonte: Eurostat (2009): Taxation trends in the European Union, p. 104 s. In breve: la cultura della stabilità attualmente attestata dai mercati allo stato tedesco grazie a bassi interessi da record è altrettanto una chimera come le sanzioni inflitte all Italia sotto forma di rialzi record degli interessi per i titoli di stato: nel novembre del 2011 oltre il 7% per i titoli italiani a 10 anni e solo l 1,98% per i corrispondenti titoli tedeschi! 7 7 Va tenuto presente che un tempo l'italia doveva pagare interessi anche molto più alti e nonostante ciò aveva comunque meno problemi di rifinanziamento, il che a sua volta sottolinea l'attuale iperreazione dei mercati finanziari. Il premio di rischio sui titoli di stato italiani a lungo termine ammontava così per esempio nel 1995 al 12,21%, nel 1996 al 9,40% e persino nel 1997, anno dell'ingresso nell'unione economica e monetaria, al 6,86%.

14 14 Tav. 15: Emarginazione sociale: tasso di persone a rischio di povertà (senza trasferimenti) Fonte: Eurostat, novembre 2011; persone con un reddito al di sotto della soglia del 60% del reddito medio; dati per il 2002 e il 2003 non disponibili; dati per il 2010 parzialmente non disponibili. Tav. 16: Emarginazione sociale: tasso di persone a rischio di povertà (trasferimenti inclusi) Fonte: Eurostat, novembre 2011; persone con un reddito al di sotto della soglia del 60% del reddito medio; dati per il 2002 e il 2003 non disponibili; dati per il 2010 parzialmente non disponibili.

15 15 Piuttosto in Italia urgono dei rafforzati programmi di investimento che permettano al Paese di uscire dalla trappola del debito. L Italia possiede il potenziale per farcela. Urgente e necessario è ad esempio l aumento degli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo, poiché proprio qui si evidenziano massicci ritardi da parte dell Italia; tuttavia nemmeno la Germania raggiunge ancora gli obiettivi della UE, così come sono stati fissati nella Strategia di Lisbona del 2000 e nella Strategia Europa 2020 (cfr. tav. 17). L Italia ha altrettanto enorme bisogno (come del resto la Germania) di recuperare investimenti nell intero settore della formazione, come risulta evidente dai dati Eurostat, in cui sono messi a confronto i 27 stati membri della UE (cfr. tav. 18). Tutto ciò, insieme a molte altre misure, costa denaro e alla fine è raggiungibile solo attraverso modifiche nella politica fiscale. Queste risultano necessarie anche perché un ( ) crescente patrimonio monetario nelle mani di pochi, la ricerca di nuove opportunità di investimento e il miglioramento delle possibilità di profitto per mezzo degli investitori istituzionali di capitali ( ) [sono state] alcune delle condizioni che ( ) hanno condotto alla crisi (Eissel 2009: 48). E come se non bastasse: Anche l attuale crisi di finanziamento statale di alcuni Paesi dell Unione Monetaria Europea è riconducibile alla suddetta crisi. Una distribuzione diseguale della ricchezza prodotta negli e fra gli stati non può in fondo che condurre a pesanti disparità. Queste a loro volta si convertono in crisi. Un patrimonio sempre più accumulato e concentrato abbisogna come controparte di sempre più debitori, che alla fine però esistono solo come debitori di terza classe (Arbeitsgruppe Alternative Wirtschaftspolitik 2011). Tav. 17: Spesa per la ricerca e lo sviluppo (percentuale del PIL) Fonte: Eurostat, novembre 2011.

16 16 Tav. 18: Spesa complessiva per l educazione (percentuale del PIL) Fonte: Eurostat, novembre Alla fine del suo trattato sulla cosiddetta postdemocrazia, Colin Crouch si chiede come si possa impedire ( ) che la proporzione della diseguaglianza sociale all interno e fra i Paesi diventi ancora più ampia (Crouch 2008: 157) e concentra l attenzione sul fatto che la protesta pubblica di massa è irrinunciabile. Sebbene Crouch anche in un altro punto del suo libro critichi la crescita della diseguaglianza nelle democrazie occidentali negli ultimi due- tre decenni, sollecitando una più forte coscienza del settore pubblico e della politica nel senso del Bene Comune, non vengono spiegati in maniera più precisa né gli aspetti iniqui della distribuzione né tantomeno viene presa ulteriormente in considerazione la politica fiscale quale strumento di manovra dello stato nazionale, esposto a forti pressioni. Con ciò Crouch ha ragione quando sollecita misure sul piano nazionale, in particolar modo qualora non dovessero essere praticabili soluzioni europee, come ad esempio nel caso della Tassa sulle transazioni finanziarie 8 ovvero di una Tassa sulle attività finanziarie. Se le analisi di Crouch sono giuste: Ho cercato di dimostrare in questo libro che la più importante causa del declino della democrazia oggigiorno consiste nello squilibrio fra il ruolo degli interessi delle imprese e quelli di tutti i restanti gruppi della società (Crouch 2008: 135), allora sussiste una notevole necessità di un inversione di tendenza nella politica fiscale nonché di una redistribuzione sociale dall alto verso il basso. Riscoprire oppure scoprire con piena coscienza questo ambito quale dominio di sovranità statale ed eventualmente europea, è uno dei compiti più urgenti di questi giorni. A questo scopo devono essere rafforzate le 8 Si parla di tassi estremamente bassi oscillanti fra lo 0,01 e lo 0,25%. In Germania si discute di un aliquota dello 0,05%, il che potrebbe significare un aumento di introiti fino a 36 miliardi di Euro.

17 17 istituzioni nazionali ed europee, che devono recuperare autorità, e a loro volta risultano indispensabili le riforme corrispondenti. Persino l OCSE si fa portavoce di misure di redistribuzione fiscale per correggere gli enormi aspetti iniqui della distribuzione. Sulla base dei risultati di uno studio (OCSE 2011a), pubblicato dall OCSE all'inizio del dicembre 2011, in base al quale si deve registrare una massiccia crescita della diseguaglianza sociale a partire dagli anni ottanta, il segretario generale dell OCSE Angel Gurría ha constatato:.l ineguaglianza sostenuta inibisce la crescita e la coesione sociale. ( ) Senza una strategia comprensiva di crescita inclusiva, l ineguaglianza continuerà a crescere. Non c è niente di inevitabile di fronte alle ineguaglianze alte e crescenti. La nostra politica ha creato un sistema che le fa crescere ed è giunto il momento di cambiare questa politica. ( ) La redistribuzione del reddito dovrebbe essere il nucleo centrale di una governance all insegna della responsabilità. (Gurría 2011). Di conseguenza sono stati suggeriti, tra gli altri, un modello fortemente progressivo delle imposte sui redditi, l abolizione di agevolazioni fiscali per coloro che percepiscono redditi più alti, l ampliamento della tassazione sui patrimoni così come la lotta all evasione fiscale. Al tempo stesso viene sottolineato come sia importante mantenere dei trasferimenti finanziari da parte dello stato, per compensare così la perdita del potere di acquisto, causata dalla crisi, dei percettori di redditi più bassi. Per il caso italiano deve essere tuttavia richiamata alla mente la seguente considerazione: Questo è un governo delle élite. Rettori e banchieri, giuristi e avvocati, prefetti e professori. C è da chiedersi se questo corpo selezionato della migliore élite nazionale saprà dare voce e rappresentanza anche alla gente normale (Massimo Giannini, La Repubblica online, ). In quanto tale questo esperimento italiano sarà istruttivo per quanto concerne la questione del ruolo di tali élites nell era postdemocratica. Effettivamente il pacchetto di austerità e risparmi deciso nel dicembre 2011 dal nuovo governo italiano lascia poche speranze per un cambiamento della politica redistributiva nel senso sopra descritto. Il pacchetto di misure dell anno 2011, ormai alla sua quinta versione, per combattere la crisi finanziaria è nel complesso un classico programma di risparmio. Il volume ammonta questa volta a circa 20 miliardi di euro all anno ( ), dei quali la maggior parte proviene da aumenti fiscali come pure dall innalzamento dell età pensionabile (a 66 anni) e dal blocco dell adeguamento all inflazione per le pensioni (sopra i 935 euro) nonché da contributi straordinari (per le pensioni sopra i euro mensili). Circa 10 miliardi di euro dovrebbero essere utilizzati nell ambito degli investimenti, il che è del tutto insufficiente, per quanto le misure come tali debbano essere valutate in chiave affatto positiva, poiché esse (attraverso corrispondenti modifiche dell IRAP) servono al sostegno delle piccole e medie imprese come pure al sostegno dell occupazione giovanile e femminile. 9 9 Tuttavia i primi calcoli mostrano che le imprese più grandi dell Italia del nord trarranno da ciò maggiori vantaggi rispetto alle piccole imprese dell Italia del sud (CGIA Mestre 2011a).

18 18 Tasse più basse sul lavoro e sulla produzione compensate da più alte imposte al consumo (tra le altre quella sugli oli minerali) e soprattutto da un ulteriore aumento dell IVA (dal 21% al 23,5%; aliquota ridotta: dal 10% al 12%), come deciso dal governo Monti, avranno un effetto regressivo, cioè peseranno maggiormente proprio sui percettori di redditi bassi e indeboliranno la domanda interna, anche in considerazione del fatto che il costo della vita in Italia è comunque già alto, i salari invece, al confronto con gli altri Paesi europei, bassi. Negli ultimi 10 anni il potere di acquisto è già diminuito del 4%. Il pacchetto di risparmi di Monti significa per una famiglia media un ulteriore aggravio di 830 euro all anno. Se si considerano nel complesso tutti i pacchetti di risparmio dell anno 2011, allora l aggravio medio annuale per famiglia ammonta a euro. Con questo tuttavia i percettori di redditi più bassi vengono gravati in percentuale in misura decisamente più pesante (CGIA 2011b). La riforma dell ICI (che in futuro dovrebbe chiamarsi Imposta municipale unica/imu), abolita del tutto da Berlusconi nel 2008 sulla prima casa di proprietà come regalo elettorale, dopo che il governo Prodi in precedenza l aveva già ridotta, è invece opportuna. Le misure annunciate per la lotta all evasione fiscale (fra le altre l imposizione di pagamenti elettronici) sono altrettanto benvenute, in quanto le perdite delle entrate da essa causate vengono stimate intorno al 17,5% del PIL, più precisamente in 275 miliardi di euro all anno. Bisogna poi verificare se verrà attuato l annuncio di Monti di voler sottoporre a verifica la ricchezza accumulata e che cosa vi si cela dietro. L introduzione di una tassa patrimoniale, oggetto di discussione da molto tempo, sarebbe una misura adeguata proprio in Italia, poiché in relazione al reddito disponibile il paese ha la più alta consistenza patrimoniale tra gli stati del G7 con al tempo stesso il più basso indebitamento dei nuclei familiari. La Tassa sui ricchi, decisa all ultimo dal governo Berlusconi sotto forma di un aliquota più alta del 3% per redditi superiori ai Euro, che colpisce solo nuclei familiari (cioè lo 0,075% di tutti i contribuenti) e che porterà annualmente nelle casse dello stato meno di 50 milioni di Euro, era del tutto insufficiente. Certo anche la tassa sul lusso, decisa adesso dal governo Monti, per gli yacht, gli aerei privati e le auto di grossa cilindrata, come anche la nuova tassa sugli investimenti di capitali, ammontante prima allo 0,1% e poi dal 2013 allo 0,15% (valutata sui prezzi di mercato, con massimale di copertura delle tasse da pagare di euro), vanno poco oltre il simbolismo politico. Questo vale anche per la prevista tassa sugli immobili all estero degli italiani, ammontante allo 0,76%, con un atteso ricavo di 98,4 milioni di euro annuali e per la tassa sulle transazioni finanziarie all estero, ammontante allo 0,1% (dal 2013 allo 0,15%), con introiti attesi oscillanti fra gli 8,9 fino ai 13,4 milioni di euro annuali. Il patrimonio netto degli italiani ammonta a 8,7 mila miliardi di euro, il che corrisponde a euro a famiglia (Morgan Stanley 2011). L Italia precede così ancora la Germania, dove ogni famiglia privata dispone mediamente di un patrimonio di euro (in totale 9,7 mila miliardi). Proprio la circostanza che la distribuzione diseguale dei patrimoni è ancora una volta chiaramente superiore a quella tra i redditi, è un ulteriore elemento a favore di tasse sulle sostanze patrimoniali. Di conseguenza sarebbe da tenere in considerazione, accanto ad una effettiva tassa patrimoniale, un nuovo aumento dell imposta sulle

19 19 successioni e sulle donazioni, che fino al 1991 giungeva ancora fino al 20% e che adesso si colloca solo fra il 4% e l 8%. Dall altra parte il fattore lavoro è gravato in maniera eccessiva: le tasse sui redditi da lavoro sono in Italia (come del resto anche in Germania) circa il 10% superiori alla media OCSE (OCSE 2011b). Infine, ci vorrebbe una politica dei redditi strutturata in maniera più fortemente progressiva (come è noto l'italia ha dal 2003 un sistema graduale) con un aumento dell aliquota massima. 10 Anche se il governo Monti dovesse ritenere una politica redistributiva poco consona in chiave economica, per ragioni politiche non potrà fare a meno di prendere misure di questa natura al fine di conquistare a proprio favore e del proprio programma di austerità i sindacati e ampie fasce della società. Il 12 dicembre 2011 i sindacati hanno proclamato già il primo sciopero generale contro il pacchetto di risparmi del nuovo governo. Al tempo stesso però i mercati non hanno finora reagito alla politica italiana di austerità in maniera positiva, come invece auspicato. Al contrario, a metà dicembre 2011, l Italia ha dovuto nuovamente pagare per i titoli di stato quinquennali un premio di rischio a livelli record. Le misure producono al momento e in maniera evidente scarsissimi effetti e così si profila una prosecuzione di una politica condizionata dalle borse, estremamente problematica non soltanto sotto il profilo economico, bensì anche sotto quello democratico. La privatizzazione delle imprese comunali ovvero la cessione delle partecipazioni corrispondenti, auspicata da molto tempo fra gli altri dalla Confindustria, sarebbe da osservare altrettanto criticamente poiché ciò rientra in quei fenomeni della postdemocrazia dichiarati molto problematici (non solo) da Colin Crouch: la commercializzazione ovvero l erosione dei servizi pubblici e parallelamente a questa la riduzione della capacità di intervento pubblico (Crouch 2008: ). Per ciò che riguarda il suo contributo alla previdenza e all assistenza sociale, il livello locale assume una particolare rilevanza. Crouch vi vede degli ulteriori pericoli connessi: Quante più attività si privatizzano, e quanto più fortemente il servizio pubblico in particolar modo a livello comunale deve sottostare alla logica di mercato, tanto più grande risulta la necessità di installare una democrazia centralistica secondo il modello giacobino, in cui non esistono piani di mediazione dell azione politica nel rapporto fra governo e cittadini. (Crouch 2008: 128 sgg.). Con ciò Crouch individua, in particolar modo sul piano locale e regionale, delle opportunità per dei movimenti controcorrente, proprio perché, aldilà dei partiti, gli attivisti possono svolgere un ruolo molto chiaro a questi livelli e anche perché la vicinanza dei problemi alle cittadine e ai cittadini crea uno spazio potenziale di iniziativa. Dirò di più con la seguente citazione: Poiché la partecipazione alla politica formale a questo livello ( ) di regola è meno complicata e nella sostanza può essere rinvigorita più facilmente, si dovrebbe rafforzare il significato della politica comunale e regionale nel senso di una vera democrazia, 10 Su ciò la Costituzione Italiana dà ad esempio concrete indicazioni, poiché l art. 53 recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

20 20 decentralizzando le attività e ampliando l ambito dei servizi pubblici, di cui sono responsabili le autorità comunali (Crouch 2008: 145). Questo è un assunto irrinunciabile di fronte all acuta, rinnovata crisi del sistema dei partiti e della casta italiana (Rizzo/Stella 2007), che procede di pari passo con la crisi finanziaria. Le istituzioni pubbliche italiane devono essere riformate con urgenza e rapidità. Negli anni berlusconiani sono invece state trascurate. La politica di decentralizzazione e di federalizzazione iniziata nella seconda metà degli anni Novanta allo scopo di migliorare la qualità della democrazia italiana, per mezzo di provvedimenti di semplificazione giuridica (ad esempio il cosiddetto federalismo amministrativo con le riforme Bassanini) come anche le corrispondenti riforme costituzionali (1999 e 2001), non sono state perseguite con coerenza. Al contrario: le leggi per l implementazione del governo Berlusconi hanno di molto ridotto la portata delle riforme del titolo V, parte II della Costituzione. Una, ora come prima, cultura politica e una prassi amministrativa fortemente centralistiche, nonostante qualche progresso, così come le sentenze della Corte Costituzionale hanno finora impedito che si realizzassero cambiamenti urgenti e necessari nella direzione di un rinnovamento democratico dal basso (Schefold 2007, Vandelli 2010). Anche la sinistra politica non è stata in grado di continuare a perseguire questo tema dopo essere stata appunto essa e non la Lega Nord ad aver intrapreso la strada delle riforme. Con ciò i partiti del centro- sinistra hanno progressivamente abbandonato un tema importante, permettendo alla Lega Nord, anche nelle tradizionali regioni rosse, di crescere elettoralmente, come mostra l esempio dell Emilia- Romagna, che finora sembrava essere rimasta immune all avanzata leghista (Grasse 2012: 799 sg.). Compito dei partiti, proprio nell area di centro- sinistra, deve perciò essere quello di affrontare di nuovo questa questione con serietà. Lo stesso vale anche per il governo Monti e per il suo ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca. In effetti la Questione Settentrionale e quella Meridionale rappresentano nella stessa misura un fattore dirompente per il sistema sociale, economico e politico italiano (Perulli/Pichierri 2010, Gardini 2010). I propositi di secessione, annunciati da Umberto Bossi (Lega Nord) nel bel mezzo della crisi finanziaria italiana, ne sono in questo caso il più recente esempio. Una vera riforma federale potrebbe manifestare, a seconda del modello adottato, non solo dinamismo economico, ma anche una notevole forza integrativa. (Grasse 2005 e 2010). Sono necessari quindi impegni massicci per una politica di incentivi economici a livello regionale, il che significa che devono essere ampliate le competenze delle Regioni. Poiché l Italia, come di fatto nessun altro Paese, si basa economicamente sulla piccola e media impresa (il 95% di tutte le imprese italiane appartengono a questa categoria), e l internazionalizzazione mostra con sempre più forza i suoi effetti disintegranti fin dentro la Terza Italia, risultano necessarie delle misure mirate di incentivo alla crescita tramite la politica (regionale). Decentralizzazione e federalizzazione possono fare da contrappeso a una concentrazione delle élites politiche ed economiche. La suddivisione delle competenze e con ciò la ripartizione della sovranità sul territorio fungono da muri spartifuoco e possono contribuire a controllare la classe politica romana ovvero a diversificarla e ad ampliarla

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori.

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013 1 La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. A luglio 2013 gli occupati sono il 55,9% ossia 22 milioni 509 mila, mentre i disoccupati sono 3 milioni

Dettagli

Dalla crisi economica alla crisi sociale: cause e rimedi

Dalla crisi economica alla crisi sociale: cause e rimedi Dalla crisi economica alla crisi sociale: cause e rimedi I numeri della disoccupazione Cercano lavoro 3 milioni 12% Scoraggiati 3 milioni 12% TOTALE 6 MILIONI 24% DISOCCUPAZIONE GIOVANILE 40% (700mila)

Dettagli

La politica dell entrata

La politica dell entrata La politica dell entrata Le entrate dello Stato si classificano in: 1.Entrate tributarie: rappresentano la parte più consistente delle entrate statali e sono costituite da: Imposte=sono prelievi obbligatori

Dettagli

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma Sistema paese e sicurezza economica Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma I nostri temi Invece di un sistema-paese, un paese diviso e gravato da varie forme di insicurezza economica In che senso

Dettagli

Artigiano che lavora da solo (reddito annuo di 35.000 euro)

Artigiano che lavora da solo (reddito annuo di 35.000 euro) TASSE RECORD: PER LE MICRO-IMPRESE PRESSIONE FISCALE FINO AL 63% Per le aziende con meno di 10 addetti, nel le tasse sono aumentate: colpito il 95% del totale delle imprese ===============================================================

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

L ANNO SCORSO LE IMPOSTE PATRIMONIALI CI SONO COSTATE 41,5 MILIARDI DI EURO

L ANNO SCORSO LE IMPOSTE PATRIMONIALI CI SONO COSTATE 41,5 MILIARDI DI EURO L ANNO SCORSO LE IMPOSTE PATRIMONIALI CI SONO COSTATE 41,5 MILIARDI DI EURO Bortolussi: Con l introduzione della Tasi, nel 2014 ritorneremo a pagare quanto versato nel 2012: attorno ai 44 miliardi ====================================================

Dettagli

LA QUESTIONE INFRASTRUTTURALE E L ANDAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA

LA QUESTIONE INFRASTRUTTURALE E L ANDAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA Direzione Affari Economici e Centro Studi LA QUESTIONE INFRASTRUTTURALE E L ANDAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA Il ritardo infrastrutturale italiano è il frutto di scelte di politica economica che da anni continuano

Dettagli

DAILY REPORT 18 Agosto 2014

DAILY REPORT 18 Agosto 2014 DAILY REPORT 18 Agosto 2014 Ecco qua alcune tabelle per valutare il Sistema Italia, in un momento in cui vediamo i nostri Titoli di Stato comprati come non mai, quasi si intravedesse la luce in fondo al

Dettagli

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza Dopo aver letto attentamente il seguente articolo giornalistico, Il rischio debito affonda le Borse, il candidato risponda ai seguenti quesiti tenento conto che la risposta corretta è una soltanto. FRANCOFORTE.

Dettagli

Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo

Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo Romilda Rizzo Scienza delle finanze 1 Il debito pubblico Evoluzione del debito pubblico in Italia; Natura del debito pubblico e suo ruolo in un economia

Dettagli

IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO

IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO 869 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO 29 maggio 2014 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Lo scorso 28 maggio l Istat ha rilasciato

Dettagli

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI Norberto Arquilla * L analisi di ciò che è stato fatto, nel corso degli ultimi anni, per la fiscalità del settore del risparmio non

Dettagli

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi 1 2 3 INDICE 5 - Previsioni BASE 5.1 - Previsioni dell Economia Italiana 2014-2018 dopo Legge di Stabilità e Riforme Strutturali 5.2 - e se il cambio non scendesse e rimanesse all 1,33 del 2014? 6.- Tre

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

BORTOLUSSI: DETASSARE LE TREDICESIME AI CASSAINTEGRATI

BORTOLUSSI: DETASSARE LE TREDICESIME AI CASSAINTEGRATI BORTOLUSSI: DETASSARE LE TREDICESIME AI CASSAINTEGRATI Il costo per le casse pubbliche non dovrebbe superare i 150 milioni di euro. Secondo un sondaggio della CGIA, negli ultimi 10 anni la quota di spesa

Dettagli

LA QUESTIONE MERIDIONALE

LA QUESTIONE MERIDIONALE ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre I LINCEI PER LA SCUOLA Lezioni Lincee di Economia Roma, 9 febbraio 2011 LA QUESTIONE MERIDIONALE Anna Giunta agiunta@uniroma3.it

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI Aggiornamento del 29 maggio 2015 I CONTENUTI IL SISTEMA ECONOMICO LA FINANZA PUBBLICA LA SANITA IL SISTEMA ECONOMICO LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI IL PIL PIL: DINAMICA E PREVISIONI NEI PRINCIPALI PAESI UE

Dettagli

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 1. QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE Negli ultimi mesi del 2011 si è verificato un peggioramento delle prospettive di crescita nelle principali economie

Dettagli

Economic Policy Reforms Going for Growth 2009. Riforme di politica economica Obiettivo Crescita - Edizione 2009. Summary in Italian

Economic Policy Reforms Going for Growth 2009. Riforme di politica economica Obiettivo Crescita - Edizione 2009. Summary in Italian Economic Policy Reforms Going for Growth 2009 Summary in Italian Riforme di politica economica Obiettivo Crescita - Edizione 2009 Riassunto in italiano Gestire la crisi è oggi il compito prioritario dei

Dettagli

Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte

Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte SCHEDA D INFORMAZIONE N 3: QUESTIONI SULLA RIDISTRIBUZIONE Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte Parlare della riforma dell imposizione delle imprese significa anche affrontare i timori relativi

Dettagli

L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO

L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO Giuseppe Maria Pignataro * Nei programmi del governo (Legge di Stabilità e DEF), per fare scendere il debito

Dettagli

TASSE: LE PATRIMONIALI CI COSTANO LA CIFRA RECORD DI 48,6 MILIARDI

TASSE: LE PATRIMONIALI CI COSTANO LA CIFRA RECORD DI 48,6 MILIARDI TASSE: LE PATRIMONIALI CI COSTANO LA CIFRA RECORD DI 48,6 MILIARDI Ma dal 2016 è prevista una sforbiciata da 4,6 miliardi ==================================================== Nel 2014 le imposte patrimoniali

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

Lo stato della finanza pubblica in Italia

Lo stato della finanza pubblica in Italia di Angelo Giubileo. Lo stato della finanza pubblica in Italia Crisi produttiva e aumento del debito pubblico In ambito europeo, la situazione di crisi internazionale ha avuto forti ripercussioni sul rapporto

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO

NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO Ottobre 2012 Indice Notiziario Corriere della Sera Quando il lavoro aiuta gli studi La Repubblica Precari under 35 raddoppiati in 8 anni e la laurea vale come un diploma tecnico

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. La seconda distorsione era relativa alle c.d. imprese familiari.

COMUNICATO STAMPA. La seconda distorsione era relativa alle c.d. imprese familiari. COMUNICATO STAMPA Il Dipartimento delle Finanze pubblica le statistiche sulle dichiarazioni delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2009, a soli cinque mesi dal termine di presentazione

Dettagli

Argomenti Pro 13.107. Dokumentation Documentation Documentazione

Argomenti Pro 13.107. Dokumentation Documentation Documentazione Parlamentsdienste Services du Parlement Servizi 13.107 del Parlamento Servetschs dal parlament Argomenti Pro Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell imposta sulle successioni).

Dettagli

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, l intero Paese Logiche d intervento nell utilizzo dei Fondi Strutturali: Adattamento ed evoluzione. Pasquale D Alessandro DG REGIO Unità G3: Italia

Dettagli

Nota. Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. On. Stefania Giannini

Nota. Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. On. Stefania Giannini Nota Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca On. Stefania Giannini Roma, 28 maggio 2014 Premessa Come è noto le Province si occupano del funzionamento, della manutenzione

Dettagli

LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO

LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO Direzione Affari Economici e Centro Studi LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO UNO STRUMENTO PER LIBERARE I PAGAMENTI ALLE IMPRESE E FAVORIRE LE SPESE IN CONTO CAPITALE MAGGIO 2012 INDICE

Dettagli

Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta?

Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta? Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta? David Natali Università di Bologna david.natali@unibo.it Il punto di partenza «The European Social Model has already

Dettagli

Tabella 1 - Immatricolazioni Autocarri Pesanti (>16 t) EST Europeo - Fonte ACEA

Tabella 1 - Immatricolazioni Autocarri Pesanti (>16 t) EST Europeo - Fonte ACEA Crollo del Mercato Autocarri e del Trasporto Merci su strada in Italia, quali le cause? Rapporto 2015 Cabotaggio, concorrenza sleale, dimensioni delle Aziende di trasporto, scarsa produttività, costi del

Dettagli

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 21 Risparmio e formazione di capitale In questa lezione Risparmio individuale: risparmio e ricchezza moventi del risparmio (tasso di interesse, ciclo di vita, precauzionale, profili consumo) Risparmio

Dettagli

Germania: il modello da seguire?

Germania: il modello da seguire? Daniel Gros Germania: il modello da seguire? Negli ultimi dieci anni l economia europea ha visto svariati rovesciamenti di fronte: la Germania, ad esempio, da malato d Europa ne è diventato il modello.

Dettagli

Il comportamento economico delle famiglie straniere

Il comportamento economico delle famiglie straniere STUDI E RICERCHE SULL ECONOMIA DELL IMMIGRAZIONE Il comportamento economico delle straniere Redditi, consumi, risparmi e povertà delle straniere in Italia nel 2010 Elaborazioni su dati Banca d Italia Perché

Dettagli

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 Intervento di Fabrizio Saccomanni Direttore Generale della Banca d Italia Roma, 14 novembre Sono molto

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

Il rilancio parte da sinistra

Il rilancio parte da sinistra Il rilancio parte da sinistra Come fare ridere i poveri senza fare piangere i ricchi Luglio 2013 UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO La crisi economica e sociale del paese non nasce nel 2011, ne nel 2008. Ha

Dettagli

Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda

Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 34 Domanda Aggregata e politica economica Quando

Dettagli

LA TASSAZIONE NELLA REPUBBLICA CECA Pavol Minárik Questo capitolo è dedicato al sistema fiscale ceco. Segue la struttura concordata, concentrandosi

LA TASSAZIONE NELLA REPUBBLICA CECA Pavol Minárik Questo capitolo è dedicato al sistema fiscale ceco. Segue la struttura concordata, concentrandosi LA TASSAZIONE NELLA REPUBBLICA CECA Pavol Minárik Questo capitolo è dedicato al sistema fiscale ceco. Segue la struttura concordata, concentrandosi sui livelli di tassazione in termini di percentuale di

Dettagli

IMU: analisi dei versamenti 2012

IMU: analisi dei versamenti 2012 IMU: analisi dei versamenti 2012 1. Analisi dei versamenti complessivi I versamenti IMU totali aggiornati alle deleghe del 25 gennaio 2013 ammontano a circa 23,7 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi di

Dettagli

SINISTRA ARCOBALENO PARTITO SOCIALISTA

SINISTRA ARCOBALENO PARTITO SOCIALISTA In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile e dell incontro da noi organizzato il 31 marzo 2008, abbiamo pensato di esaminare i programmi dei vari partiti e di produrre un documento che mette

Dettagli

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

La Stampa in Italia (2009 2011)

La Stampa in Italia (2009 2011) FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI La Stampa in Italia (2009 2011) Roma 18 aprile 2012 Quadro generale L andamento recessivo del Paese nella seconda metà del 2011 e le prospettive di accentuazione di

Dettagli

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia Paolo Sestito Servizio struttura Economica, Banca d Italia Modena, 4 giugno 215 Il contesto internazionale e l area dell euro 2 Nei paesi emergenti,

Dettagli

SONO ORMAI PASSATE parecchie settimane dall insediamento

SONO ORMAI PASSATE parecchie settimane dall insediamento LE NUOVE MISURE FISCALI Taglio del cuneo fiscale, riduzione dell Irap e maggiore tassazione delle rendite finanziarie. Questi i tre maggiori interventi del nuovo premier, ma quale effettivo impatto avranno

Dettagli

Ottobre 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori

Ottobre 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori Ottobre 2015 www.sif.admin.ch Piazza finanziaria svizzera Indicatori 1 Importanza economica della piazza finanziaria svizzera Negli ultimi dieci anni, il contributo delle assicurazioni alla creazione di

Dettagli

Il nuovo sistema di perequazione SPI CGIL - DIPARTIMENTO NAZIONALE PREVIDENZA 1

Il nuovo sistema di perequazione SPI CGIL - DIPARTIMENTO NAZIONALE PREVIDENZA 1 Il nuovo sistema di perequazione NAZIONALE PREVIDENZA 1 La perequazione è un diritto Non può non esserci, può essere sospesa per brevi periodi, non ripetibili. La misura la decide il legislatore, tenendo

Dettagli

Una efficiente lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione PER LA QUALIFICAZIONE DELLA SPESA E UN OCULATA SCELTA DEI TAGLI

Una efficiente lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione PER LA QUALIFICAZIONE DELLA SPESA E UN OCULATA SCELTA DEI TAGLI Una efficiente lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione A cura del Servizio Politiche Economiche e Finanziarie e del Pubblico Impiego PER LA QUALIFICAZIONE DELLA SPESA E UN OCULATA SCELTA DEI

Dettagli

Aprile 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori

Aprile 2015 www.sif.admin.ch. Piazza finanziaria svizzera Indicatori Aprile 2015 www.sif.admin.ch Piazza finanziaria svizzera Indicatori 1 Importanza economica della piazza finanziaria svizzera Negli ultimi dieci anni, il contributo delle assicurazioni alla creazione di

Dettagli

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Agosto 2012 Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Aumentano le imprese con Ebitda insufficiente per sostenere oneri e debiti finanziari Alla ricerca della marginalità perduta Sintesi dei risultati

Dettagli

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee La riforma delle pensioni Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee Obiettivi Strumenti 2 Obiettivi e strumenti della riforma sostenibilità I REQUISITI DI PENSIONAMENTO SONO LEGATI ALLA LONGEVITA'

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CAPEZZONE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CAPEZZONE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2397 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CAPEZZONE Riforma della disciplina delle tasse automobilistiche e altre disposizioni concernenti

Dettagli

LO STRESS FINANZIARIO PER LE AZIENDE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

LO STRESS FINANZIARIO PER LE AZIENDE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI LO STRESS FINANZIARIO PER LE AZIENDE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI LUNEDÌ 2 LUGLIO 2012 ORE 11.00 CENTRO CONSERVAZIONE E RESTAURO LA VENARIA REALE VIA XX SETTEMBRE 18 VENARIA REALE (TO) CONTESTO ECONOMICO

Dettagli

FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI?

FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI? 104 i dossier www.freefoundation.com FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI? 10 luglio 2012 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Il Fiscal Compact Lo stato dell arte in Europa Lo stato dell arte in Italia Le misure

Dettagli

ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!!

ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!! ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!! A comprare il nostro Paese sono pronte le maggiori istituzioni finanziarie internazionali che,

Dettagli

Le prospettive di applicazione del federalismo

Le prospettive di applicazione del federalismo Le prospettive di applicazione del federalismo Alberto Zanardi Convegno Banca d Italia «Attuazione e prospettive del federalismo fiscale» Roma, 25 novembre 2015 1 Federalismo fiscale e consolidamento dei

Dettagli

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI LAVORO NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 6 N.1/2014 In questo notiziario torniamo ad occuparci di mercato del nella

Dettagli

Come funziona il Patto di

Come funziona il Patto di Come funziona il Patto di Stabilità per i Comuni SOMMARIO 1. Il Patto di Stabilità esterno (Italia Vs Europa) 2. Il Patto di Stabilità interno (Stato Vs Autonomie Locali) 2.1. Come si calcola il saldo

Dettagli

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Dipartimento di Scienze Politiche - Università di Bari Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Modulo 13 Il Patto di Stabilità Per poter usare la moneta unica, occorreva la convergenza

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1. Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1. Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1 Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche

Dettagli

Tasse e imposte fra Governo e Governi Sintesi dell analisi Cisl e Caf Cisl sulle dichiarazioni dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati

Tasse e imposte fra Governo e Governi Sintesi dell analisi Cisl e Caf Cisl sulle dichiarazioni dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori Dipartimento Democrazia Economica, Economia Sociale, Fisco, Previdenza e Riforme Istituzionali Tasse e imposte fra Governo e Governi Sintesi dell analisi Cisl

Dettagli

Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info. Andrea Ichino e Daniele Terlizzese

Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info. Andrea Ichino e Daniele Terlizzese Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info Andrea Ichino e Daniele Terlizzese Nel giudicare l equità del trasferimento di risorse implicito nel finanziamento pubblico degli atenei va considerato

Dettagli

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, DALL ORIGINE AI GIORNI

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, DALL ORIGINE AI GIORNI 417 www.freefoundation.com i dossier IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, DALL ORIGINE AI GIORNI NOSTRI 25 maggio 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Il finanziamento dei partiti in Italia L introduzione

Dettagli

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI Premessa I Trattamenti Pensionistici In Italia, come anche in tutti i paesi maggiormente industrializzati, alla precarietà del mercato del

Dettagli

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

Sulla disoccupazione, tuttavia, ci sarebbe qualcosa da aggiungere. In questi giorni sentiamo ripetere, dai giornali e dalle tv, che il tasso di

Sulla disoccupazione, tuttavia, ci sarebbe qualcosa da aggiungere. In questi giorni sentiamo ripetere, dai giornali e dalle tv, che il tasso di ECONOMIA Disoccupazione mai così alta nella storia d Italia La serie storica dell Istat si ferma al 1977, ma guardando i dati del collocamento e i vecchi censimenti si scopre che nella crisi del 1929 e

Dettagli

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011 Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011 Macroeconomia Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011 Nuovo Orario Riassunto lezione precedente Definizione e misurazione: PIL

Dettagli

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015

PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015 PARERE CRUI SULLO SCHEMA DEL DECRETO DI RIPARTO DEL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO PER L ANNO 2015 L Assemblea della CRUI, riunitasi il giorno 7.5.2015, preso atto della nota MIUR del 6.5.2015, esprime,

Dettagli

POVERO LAVORATORE: L INFLAZIONE HA PROSCIUGATO I SALARI I SALARI ITALIANI FRA I PIÙ BASSI D EUROPA

POVERO LAVORATORE: L INFLAZIONE HA PROSCIUGATO I SALARI I SALARI ITALIANI FRA I PIÙ BASSI D EUROPA POVERO LAVORATORE: L INFLAZIONE HA PROSCIUGATO I SALARI I SALARI ITALIANI FRA I PIÙ BASSI D EUROPA Roma, marzo 2007 1 Lontani ormai anni luce gli anni nei quali Bettino Craxi annunciava trionfalmente che

Dettagli

INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI

INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI Mercoledì 18 marzo 2015, ore 17.00 Camera di Commercio, Sala Arancio, Via Tonale 28/30 - Lecco Materiale a cura di: Direzione Studi e Ricerche,

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica Centro Studi Il Report LE DINAMICHE IMPOSITIVE CONTINUANO A PENALIZZARE FORTEMENTE GLI INVESTIMENTI NEL MATTONE TASI, SALERNO E NAPOLI AL TOP Aliquote sempre al massimo, la prima rata in scadenza il 16

Dettagli

COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE 75 i dossier www.freefoundation.com COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE NEL RAPPORTO CONCLUSIVO DELLA MISSIONE IN ITALIA DEL 3-16 MAGGIO 17 maggio 2012 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE

Dettagli

ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA

ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA 423 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA 30 maggio 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Le previsioni sull economia Alcuni grafici

Dettagli

Breve approfondimento sulla situazione Greca

Breve approfondimento sulla situazione Greca Breve approfondimento sulla situazione Greca 15 Giugno 2015 2 Premessa Quattro mesi di colloqui tra la Grecia e i suoi creditori non sono bastati a raggiungere un accordo per sbloccare gli aiuti al governo

Dettagli

La manovra del governo Monti

La manovra del governo Monti 1 La manovra del governo Monti La manovra del governo Monti realizza un intervento di dimensioni sostanzialmente costanti, tra i 20 e i 21 miliardi, in ciascuno degli anni del triennio 2012-2014 (20,185

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

CORSO DI MACROECONOMIA

CORSO DI MACROECONOMIA CORSO DI MACROECONOMIA Prof. Giuseppe Travaglini Dott.ssa Elisa Lenti Anno accademico 2014-20152015 TEMI DI RIFLESSIONE MACROECONOMICA L Offerta: Il Pil, la Spesa Aggregata, la struttura produttiva delle

Dettagli

GILDA NAZIONALE DEGLI INSEGNANTI #LABUONASCUOLA, DOCENTI PIÙ POVERI CON NUOVO SISTEMA STIPENDI E SCATTI

GILDA NAZIONALE DEGLI INSEGNANTI #LABUONASCUOLA, DOCENTI PIÙ POVERI CON NUOVO SISTEMA STIPENDI E SCATTI GILDA NAZIONALE DEGLI INSEGNANTI #LABUONASCUOLA, DOCENTI PIÙ POVERI CON NUOVO SISTEMA STIPENDI E SCATTI Gilda Nazionale Degli Insegnanti Via Salaria, 44 00138 Roma Tel. 068845005 095 fax. 0684082071 www.gildains.it

Dettagli

Luigi Paganetto SVILUPPO E PARTECIPAZIONE: NUOVE PROSPETTIVE PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI. Presidente Fondazione Economia Università di Tor Vergata

Luigi Paganetto SVILUPPO E PARTECIPAZIONE: NUOVE PROSPETTIVE PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI. Presidente Fondazione Economia Università di Tor Vergata SVILUPPO E PARTECIPAZIONE: NUOVE PROSPETTIVE PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI Presidente Fondazione Economia Università di Tor Vergata Roma, 15 ottobre 2013 LA CRISI DELL ECONOMIA ITALIANA DIPENDE DALLA RECESSIONE

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 Una emergenza? L estrema diseguaglianza economica, rapidamente crescente, è stata citata dal World Economic Forum s Global Risk Report

Dettagli

I PRINCIPALI INTERVENTI IN MATERIA FISCALE INTRODOTTI DALLA MANOVRA ECONOMICA APPROVATA IN VIA DEFINITIVA DAL PARLAMENTO IL 15 LUGLIO 2011

I PRINCIPALI INTERVENTI IN MATERIA FISCALE INTRODOTTI DALLA MANOVRA ECONOMICA APPROVATA IN VIA DEFINITIVA DAL PARLAMENTO IL 15 LUGLIO 2011 I PRINCIPALI INTERVENTI IN MATERIA FISCALE INTRODOTTI DALLA MANOVRA ECONOMICA APPROVATA IN VIA DEFINITIVA DAL PARLAMENTO IL 15 LUGLIO 2011 Servizio Politiche Fiscali UIL Il 15 luglio 2011 il Parlamento

Dettagli

Crescita della moneta e inflazione

Crescita della moneta e inflazione Crescita della moneta e inflazione Alcune osservazioni e definizioni L aumento del livello generale dei prezzi è detto inflazione. Ultimi 60 anni: variazione media del 5% annuale. Effetto: i prezzi sono

Dettagli

PIÙ e MENO IL SENSO DELLA NOSTRA PROPOSTA

PIÙ e MENO IL SENSO DELLA NOSTRA PROPOSTA PIÙ e MENO IL SENSO DELLA NOSTRA PROPOSTA PIÙ e MENO IL SENSO DELLA NOSTRA PROPOSTA ANCHE UNA LEGGE DI STABILITÀ CHE PROPONE MENO TASSE SULLA CASA MENO RISORSE PER LA SANITÀ MENO CONTROLLI SULL USO DEL

Dettagli

Modello keynesiano: il settore reale

Modello keynesiano: il settore reale Macro 4 Modello keynesiano: il settore reale La macroeconomia keynesiana La macroeconomia si occupa di studiare i meccanismi di determinazione delle grandezze economiche aggregate, così come definite dalla

Dettagli

Come varia la manovra dopo le modifiche parlamentari all articolo 12 del Disegno di Legge di Stabilità

Come varia la manovra dopo le modifiche parlamentari all articolo 12 del Disegno di Legge di Stabilità Come varia la manovra dopo le modifiche parlamentari all articolo 12 del Disegno di Legge di Stabilità Nota a cura di Lorenzo Lusignoli 1. Alcune considerazioni sulla ripartizione delle risorse Gli effetti

Dettagli

Entrate Tributarie Internazionali

Entrate Tributarie Internazionali Entrate Tributarie Internazionali Giugno 2013 Ufficio 3 - Consuntivazione, previsione ed analisi delle entrate Numero 54 Agosto 2013 SOMMARIO Premessa... 3... 3 Imposta sul valore aggiunto... 4 Analisi

Dettagli

Capitolo 14. Crescita economica e innalzamento del tenore di vita

Capitolo 14. Crescita economica e innalzamento del tenore di vita Capitolo 14 Crescita economica e innalzamento del tenore di vita La crescita economica è l'incremento della produzione di beni e servizi di un sistema economico nel lungo periodo Il raggiungimento di un

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Quando si parla di previdenza del lavoro autonomo il riferimento normativo ancor oggi

Dettagli

Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su. Infrastrutture, crescita e competitività

Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su. Infrastrutture, crescita e competitività Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su Infrastrutture, crescita e competitività Piero Casadio Confindustria, 15 dicembre 2011 1 Introduzione Il capitolo del Rapporto di Confindustria

Dettagli