AGENZIA DELLE ENTRATE DI Milano 6 06/05/2014 N.ro Serie 1T Esatti 356,00

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1 STUDIO NOTARILE ASSOCIATO LAINATI - DE VIVO Largo Donegani, Milano TEL N di repertorio N di raccolta VERBALE DI ASSEMBLEA REPUBBLICA ITALIANA L'anno duemilaquattordici, il giorno trenta del mese di aprile alle ore 14,00 (quattordici). 30 aprile 2014 alle ore 14,00 In Milano, in Via A. di Tocqueville 7/d presso l'hotel Tocqueville. Avanti a me dr. Enrico Lainati notaio residente in Milano, i- scritto presso il locale Collegio Notarile, è personalmente comparso il signor: - SANTORI Enio, nato a San Benedetto Del Tronto il giorno 16 giugno 1958, domiciliato per la carica presso la sede sociale, il quale interviene al presente atto in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società "DIANO- VA - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE", con sede in Garbagnate Milanese, Viale Forlanini n. 121, iscritta nel Registro delle Imprese di Milano - codice fiscale , e numero di R.E.A , della cui identità personale io Notaio sono certo, che mi richiede di redigere il verbale della assemblea della detta società, convocata in prima convocazione in questo giorno, luogo ed ora, per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO 1. Modifica Statuto; 2. Varie ed eventuali. Assume la presidenza dell'assemblea il signor SANTORI ENIO il quale constata e dichiara: - che l'assemblea è stata convocata mediante inviata in data 11 aprile 2014; - che sono presenti numero 29 (ventinove) soci di cui 11 (undici) per delega, che il Presidente dichiara valide e che verranno conservate in atti della società, sui totali numero 32 (trentadue) soci, come da separato elenco che si allega al presente atto sotto la lettera "A"; - che è stata accertata la legittimazione all'intervento; - che del Consiglio di Amministrazione è presente il Presidente ed i consiglieri Luccardini Mauro e Angelo Enrico Nazzari; - che è presente il Revisore dr. Amedeo Pareggio. Dichiara pertanto l'assemblea validamente costituita ed atta a deliberare sul citato ordine del giorno. Passando alla trattazione dell'ordine del giorno, il Presidente espone alla assemblea le ragioni per le quali è opportuno riformulare gli articoli 30 e 31 dello statuto relativi al Collegio Sindacale ed al revisore, adeguandoli alle nuove disposizioni normative dettate per la società a responsabilità limitata e introdotte con la Legge 4 aprile 2012 n. 35. Precisa il Presidente che tali disposizioni normative sono applicabili anche alla cooperativa in quanto il relativo sta- AGENZIA DELLE ENTRATE DI Milano 6 06/05/2014 N.ro Serie 1T Esatti 356,00

2 tuto richiama le norme in materia di società a responsabilità limitata. Dopo esauriente discussione l'assemblea all'unanimità con voto espresso oralmente D E L I B E R A 1) - di riformulare gli articoli 30 e 31 dello statuto relativi al Collegio Sindacale ed al revisore, adeguandoli alle nuove disposizioni normative dettate per la società a responsabilità limitata e introdotte con la Legge 4 aprile 2012 n. 35, nei seguenti nuovi articoli che di seguito si trascrivono: "ARTICOLO 30 Con decisione dei soci viene nominato un Revisore dei Conti o un organo sindacale in forma di Sindaco Unico o di Collegio Sindacale composto di tre membri effettivi (di cui uno quale Presidente) e due supplenti, alle condizioni e nei modi previsti. Preliminarmente alla nomina, i soci procedono alla scelta fra un organo unipersonale o un organo pluripersonale. La nomina dell'organo sindacale è obbligatoria nei casi previsti dalla legge. Il Collegio Sindacale, il Sindaco Unico o il Revisore Unico rimangono in carica per tre esercizi, e quindi sino all'adozione della decisione dei soci che approva il bilancio relativo al terzo esercizio del loro mandato. I Sindaci o il Revisore Unico sono rieleggibili. Per il funzionamento dell organo sindacale collegiale si applicano le norme dettate in materia di società per azioni. Il compenso del o dei componenti dell'organo sindacale è stabilito con la medesima decisione dei soci che provvede alla loro nomina. Il Sindaco Unico, il Collegio Sindacale o il Revisore Unico hanno i poteri di cui agli artt e 2403 bis, codice civile, ed esercitano, salva diversa norma di legge, la revisione legale dei conti secondo quanto disposto dall assemblea. Non possono essere nominati Sindaci, e se sono nominati decadono dalla carica, coloro che si trovano nelle condizioni di cui all'art. 2399, codice civile. Si applica ai Sindaci il disposto di cui all'art secondo comma, codice civile. Le riunioni del Collegio Sindacale possono tenersi anche per videoconferenza o audioconferenza, a condizione che siano rispettati i seguenti criteri: - sia consentito al Presidente di accertare l identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell adunanza e proclamare i risultati delle votazioni; - sia consentito al verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi oggetto del verbale; - sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all ordine del giorno;

3 - vengano indicati nell avviso di convocazione (salvo quindi che si tratti di seduta totalitaria) i luoghi audio-video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti possono affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove sono presenti il Presidente ed il soggetto verbalizzante; il tutto nel rispetto del metodo collegiale e dei principi di buona fede e di parità tra i sindaci." "ARTICOLO 31 L'organo di controllo, se nominato, controlla l'amministrazione della società, vigila sull'osservanza delle leggi e del presente Statuto, accerta la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri contabili e delle scritture, a norma di legge partecipa alle riunioni del Consiglio di Amministrazione ed assolve a tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge. L'organo di controllo deve effettuare gli accertamenti periodici e quanto altro stabilito per legge. Di ogni ispezione, anche individuale, dovrà compilarsi verbale da inserirsi nell'apposito libro. In sede di assemblea ordinaria di bilancio il Consiglio di Amministrazione e l'organo di controllo devono specificatamente riferire i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari e mutualistici."; 2) - di dare ampio mandato a ciascun componente dell'organo amministrativo, in via fra loro disgiunta, affinché provveda a dare esecuzione alle deliberazioni di cui sopra, autorizzandolo ad apportare al presente atto ed allegato statuto quelle modifiche, aggiunte e soppressioni che fossero eventualmente richieste. ***** Il comparente mi consegna il testo integrale dello statuto sociale nella sua redazione aggiornata alle modificazioni sopra deliberate, testo che viene allegato al presente atto sotto la lettera "B". Null'altro essendovi a deliberare, la seduta è sciolta alle ore 14,15 (quattordici e minuti quindici). Omessa la lettura degli allegati per espressa rinuncia fattane dal comparente. Di questo atto scritto in parte di mio pugno ed in parte da persona di mia fiducia e con mezzo meccanico a sensi di legge su due fogli per quattro pagine non complete, ho dato lettura al signor comparente il quale da me richiesto lo approva e con me notaio si sottoscrive alle ore 14,15 (quattordici e minuti quindici) circa. F.to: Santori Enio F.to: Enrico Lainati - Notaio

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6 Allegato "B" al n del Repertorio N della Raccolta S T A T U T O della "DIANOVA - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE" * * * * * * * TITOLO I DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA ARTICOLO 1 1) È costituita con sede nel Comune di Garbagnate Milanese (Provincia di Milano) all'indirizzo risultante dall'apposita iscrizione eseguita presso l'ufficio del Registro delle Imprese, la Società Cooperativa a responsabilità limitata, denominata "DIANOVA - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE" La Società Cooperativa sarà iscritta a cura degli amministratori nell'apposito albo previsto dall'art del Codice Civile. L'Organo Amministrativo potrà istituire, trasferire o sopprimere in Italia e all'estero, filiali, uffici, agenzie, rappresentanze, succursali, sedi secondarie o altre dipendenze ARTICOLO 2 La Società Cooperativa ha durata fino al (trentuno dicembre duemilatrenta). TITOLO II ATTIVITÀ MUTUALISTICA - OGGETTO ARTICOLO 3 La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale ed in rapporto ad essi agisce. Questi principi sono: la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l impegno, l equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche. La Cooperativa, conformemente all articolo 1 della Legge 381/1991, non ha scopo di lucro e si propone di perseguire l interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale dei cittadini sviluppando fra essi lo spirito mutualistico e solidaristico mediante: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi b) lo svolgimento di attività diverse, agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate di cui all articolo 4 della legge 381/91. La cooperativa si configura pertanto come cooperativa sociale a scopo plurimo: l attività di gestione dei servizi socio-assistenziali ed educativi è strettamente connessa con quella di avviamento al lavoro di soggetti svantaggiati. La Cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali anche mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità, dei volontari, dei fruitori dei servizi ed enti

7 con finalità di solidarietà sociale, attuando in questo modo grazie all apporto dei soci l autogestione responsabile dell impresa. Scopo della cooperativa è quello di realizzare, anche tramite l inserimento lavorativo, un processo di inclusione sociale, avvalendosi della rete dei servizi che, a vario titolo, gravitano intorno alle persone inserite. La Cooperativa opera in forma mutualistica e senza fini speculativi tramite la gestione in forma associata dell impresa che ne è l oggetto, dando continuità di occupazione lavorativa ai soci alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali. Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la cooperativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma, o in qualsiasi altra forma ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale. Le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative dei soci sono disciplinate da un apposito regolamento ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n La cooperativa si propone, nel contempo di far conseguire ai propri soci fruitori i servizi che costituiscono oggetto della sua attività. La cooperativa potrà svolgere la propria attività anche con soggetti non soci. ARTICOLO 4 Considerato lo scopo mutualistico della cooperativa, così come definito all'articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati e considerata la complessità dei summenzionati prevalenti ambiti, la cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali attraverso l'utilizzo coordinato di tutti gli strumenti ad essa disponibili, gestendo e promuovendo quindi sia servizi di carattere socio-sanitario, assistenziale ed educativo, sia svolgendo attività volte alla promozione dell'inserimento lavorativo protetto così come previsto dalle lettere A) e B) dell articolo 1 della legge 381/1991. Per l'effettivo raggiungimento degli scopi di cui sopra, la cooperativa si impegnerà a rispettare le condizioni organizzative previste a norma di legge per le cooperative a scopo plurimo. In relazione a ciò, in particolare in quanto previsto dalla lettera A) dell'articolo 1 della legge 381/1991, la cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali attraverso la gestione di servizi sociali e socio-sanitari orientati a persone che si trovino in stato di bisogno o emarginazione, senza preclusione alcuna, in situazione di svantaggio ed abbandono, disabili fisici e psichici, tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, persone immigrate, donne sole con figli, detenuti ed ex detenuti,

8 anziani. Ciò attraverso l'utilizzo e la stabile organizzazione delle risorse fisiche, materiali e morali dei soci e dei terzi, che, a qualsiasi titolo professionale, di volontariato, o quali utenti, partecipino, nelle diverse forme, alla attività ed alla gestione della cooperativa. In relazione a ciò la cooperativa ha come oggetto diretto, stabilmente o temporaneamente, in proprio o per conto terzi, in appalto e/o in convenzione, le seguenti attività: - assistenza sociale e socio-sanitaria a tutte le persone colpite da disagi sociali; - istituzione e gestione di strutture di accoglienza per anziani, bambini e persone svantaggiate. In relazione a quanto previsto dalla lettera B) dell'articolo 1 della legge 381/1991 la cooperativa intende poi realizzare i propri scopi sociali attraverso l'integrazione lavorativa di persone socialmente svantaggiate attraverso lo sviluppo e la gestione di attività agricole, industriali, commerciali e/o di servizio, con particolare, ma non esclusivo, riferimento a: - pulizia e manutenzione di giardini e spazi verdi anche con l ausilio di mezzi meccanici; - qualsiasi attività nel settore agricolo; - servizi di facchinaggio e gestione di magazzini; - servizi di falegnameria in genere; - pulizia, manutenzione sia ordinaria che straordinaria, di edifici civili, industriali e di ogni altro tipo; - servizi di segreteria, coordinamento e tutti i servizi di supporto all attività di enti pubblici e imprese pubbliche e private; - gestione di mense aziendali, scolastiche, sociali e di ogni altro tipo; - servizio di custodia e portierato; - gestione di parcheggio ed aree di servizio; - servizi di trasporto in proprio e per conto terzi di merci e di persone; - assemblaggio di articoli di qualsiasi genere; - Interventi di animazione nella scuola, nei quartieri, nei centri civici, nei luoghi di aggregazione sociale, nei parchi pubblici; - gestione di servizi di vacanza per adulti e minori; - attività educativa di strada; - ogni genere di servizio culturale, di animazione, ricreativo, formativo ed educativo. - campus estivi; - organizzazione e gestione di centri socio educativi, centri ricreativi, strutture e spazi di socializzazione ed animazione culturale, del tempo libero e dello sport; - tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente;

9 - attività di pet therapy e ippoterapia; - attività di riparazione, noleggio e vendita biciclette usate; ARTICOLO 5 L'Assemblea dei soci determinerà con regolamenti interni le modalità, le condizioni e le sanzioni per lo svolgimento delle attività connesse al conseguimento delle finalità sociali. Il regolamento relativo alle tipologie di rapporti di lavoro che saranno instaurati con i soci lavoratori dovrà essere redatto secondo le disposizioni dell'art. 6 della L. 3 aprile 2001, n I regolamenti approvati dall'assemblea dei soci, sono da considerarsi vincolanti, per cui i soci sono tenuti alla loro stretta osservanza. La Società Cooperativa potrà estendere i propri servizi, per il completo utilizzo degli impianti e delle attrezzature, anche ai non soci, alle condizioni che verranno stabilite dall'assemblea dei soci. TITOLO II AMMISSIONE SOCI - RECESSO - DECADENZA - ESCLUSIONE ARTICOLO 6 Possono essere soci le persone fisiche o giuridiche che esercitano arti, mestieri ed attività attinenti alla realizzazione degli scopi sociali della Società Cooperativa, e che, per la loro attitudine, capacità e specializzazione professionale possono cooperare all'esercizio della impresa ed al suo sviluppo, nonché elementi tecnici ed amministrativi nel numero strettamente necessario al buon funzionamento della Società Cooperativa. L'ammissione di nuovi soci, oltre il limite numerico proporzionato all'attuazione concreta dei programmi di sviluppo determinati dall'assemblea dei soci, è subordinata all'ampliamento dell'attività sociale e, comunque, tali soci se in possesso dei requisiti richiesti saranno iscritti in apposito elenco separato e saranno via chiamati, nell'ordine di presentazione della domanda, a partecipare attivamente ai diritti ed agli obblighi derivanti dalla loro effettiva ammissione a socio. I soci sono obbligati: a) ad osservare lealmente le norme dello Statuto e dei regolamenti e le deliberazioni assunte dagli Organi Sociali in conformità ai medesimi ed alla legge; b) a versare l'importo della quota di partecipazione sottoscritta e l'eventuale sovrapprezzo; c) a prestare la loro opera, in relazione alle capacità professionali possedute, ovunque l'interesse obiettivo della Società Cooperativa lo richieda. Ogni socio è iscritto in un'apposita sezione del Libro soci in base all'appartenenza a ciascuna categoria (socio

10 cooperatore e socio tecnico e/o amministrativo). Possono assumere la qualifica di soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie: 1) soci lavoratori, vale a dire persone fisiche che per professione, capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione professionale maturate nei settori di cui all oggetto della cooperativa, possono partecipare direttamente all attività dell impresa sociale e cooperare al suo esercizio ed al suo sviluppo, realizzando lo scambio mutualistico attraverso l apporto delle proprie prestazioni lavorative. Ad essi sono richiesti i requisiti di capacità professionali adeguate allo svolgimento della propria mansione, capacità di lavoro in equipe e/o in coordinamento con gli altri soci e capacità di iniziativa personale in campo lavorativo e - in ogni caso - approvazione dello scopo mutualistico ed adesione al medesimo. 2) soci volontari, persone fisiche che prestano la loro attività lavorativa gratuitamente, esclusivamente per fini di solidarietà ai sensi e per gli effetti della legge 381/91 e nei limiti previsti dalla legge; Possono essere soci cooperatori anche le persone giuridiche, pubbliche e private, nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo dell attività delle Cooperative sociali. Ogni socio è iscritto in un apposita sezione del Libro dei Soci in base alla appartenenza a ciascuna delle categorie su indicate. Non possono in nessun caso essere soci gli interdetti, gli inabilitati, i falliti non riabilitati, nonché coloro che esercitino in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa. ARTICOLO 6-bis (CATEGORIA SPECIALE DI SOCI) La Cooperativa potrà istituire una categoria speciale di soci cooperatori ai sensi dell articolo 2527, comma tre, del codice civile, i cui diritti ed obblighi sono disciplinati dal presente articolo. Il numero dei soci ammessi alla categoria speciale non potrà in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori. In tale categoria speciale potranno essere ammessi, in ragione dell'interesse al loro inserimento nell'impresa o al fine di completare la loro formazione, soggetti in grado di contribuire al raggiungimento degli scopi sociali. La durata dell appartenenza del socio a tale categoria speciale, nei limiti di legge, viene fissata dall Organo amministrativo al momento dell ammissione. Il socio appartenente alla categoria speciale ha diritto di voto solo nelle deliberazioni relative all approvazione del

11 bilancio e non può rappresentare altri soci. I soci appartenenti alla categoria speciale non possono essere eletti nell Organo amministrativo della Cooperativa. Oltre che nei casi previsti dalla legge e dall articolo 10 del presente statuto, il socio appartenente alla categoria speciale può recedere in qualsiasi momento con un preavviso di almeno tre mesi. Il recesso ha effetto tanto con riguardo al rapporto sociale che al rapporto mutualistico, allo spirare del suddetto termine. Costituiscono cause di esclusione del socio appartenente alla speciale categoria, oltre a quelle individuate dall articolo 11 del presente statuto: a) l'inosservanza dei doveri inerenti la formazione; b) la carente partecipazione alle Assemblee sociali ed ai momenti di partecipazione predisposti dalla Cooperativa; c) il mancato adeguamento agli standard produttivi della Cooperativa o il rispetto degli impegni di partecipazione all'attività economica della stessa, finalizzati al proprio inserimento nell'organizzazione aziendale; Verificatasi una causa di esclusione, il socio appartenente alla speciale categoria potrà essere escluso dall Organo amministrativo anche prima della scadenza fissata al momento della sua ammissione. Qualora, al termine del suddetto periodo, il socio appartenente alla categoria speciale non abbia esercitato il diritto di recesso o non sia stato escluso nei casi previsti ai precedenti commi, è ammesso a godere dei diritti che spettano ai soci come previsto dal presente statuto. Il passaggio alla categoria ordinaria di socio cooperatore deve essere comunicato all interessato e annotato, a cura dell Organo amministrativo, nel libro dei soci. Al socio appartenente alla categoria speciale, per quanto non previsto nel presente titolo, si applicano le disposizioni dei soci cooperatori. ARTICOLO 7 L'esercizio in proprio, da parte del socio, di imprese e/o di attività identiche, affini o complementari a quelle esercitate dalla Società Cooperativa, sia in forma individuale che in forma associata, è incompatibile con la sussistenza del rapporto sociale salvo diversa deliberazione dell'assemblea dei soci per casi specifici. ARTICOLO 8 L'ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dell'interessato. La domanda di ammissione dovrà specificare: - il cognome, nome o la denominazione, data e luogo di nascita o di costituzione, domicilio, cittadinanza e codice fiscale; - il possesso dei requisiti richiesti dal precedente art.6; - di non avere interessi contrastanti o concorrenti con la

12 Società Cooperativa; - l'obbligo di osservare rigorosamente le norme del presente Statuto, dei Regolamenti e le deliberazioni sociali, nonché a partecipare, conferendo il proprio lavoro, all'attività dell'impresa sociale a seconda delle necessità della stessa. La documentazione di cui sopra potrà essere sostituita da autocertificazione ai sensi della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive integrazioni, modificazioni e regolamentazioni. ARTICOLO 9 Alla domanda di ammissione deve essere allegato il versamento delle seguenti somme: a) l'importo della quota di partecipazione che si intende sottoscrivere. b) il soprapprezzo determinato dall'assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta dell Organo Amministrativo. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata a cura dell Organo Amministrativo nel libro dei soci. L Organo Amministrativo deve entro sessanta giorni motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati. Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dall Organo Amministrativo, chi l'ha pro-posta può entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della sua prossima successiva convocazione. ARTICOLO 10 La qualità di socio si perde per recesso, decadenza, esclusione, per causa di morte o scioglimento della persona giuridica socia. ARTICOLO 11 I soci, possono recedere dalla società nei casi previsti dalla legge, nonché ove abbiano perduto i requisiti per l'ammissione, o in caso di inabilitazione al lavoro o di trasferimento. Spetta all' organo amministrativo constatare se ricorrano i motivi che, a norma della legge e del presente Statuto, legittimino il recesso, entro sessanta giorni dalla ricezione della dichiarazione di recesso. Ove non sussistano i presupposti per il recesso, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che entro sessanta giorni dalla comunicazione può proporre opposizione innanzi al Tribunale competente per territorio. Il recesso, a tutti gli effetti, si perfeziona con la comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda. I rapporti mutualistici del socio receduto con la società,

13 proseguono ed il recesso ha effetto, a questi fini, con la chiusura dell'esercizio in corso, ove il recesso venga perfezionato e comunicato tre mesi prima della chiusura, ovvero dalla chiusura dell'esercizio successivo in caso contrario. ARTICOLO 12 La decadenza è pronunciata dall'organo Amministrativo nei confronti dei soci interdetti o inabilitati o falliti, dei soci in possesso dei requisiti di legge per aver diritto alla pensione di vecchiaia, oppure nel caso di sopravvenuta inabilità definitiva di questi ultimi a partecipare ai lavori dell'impresa sociale. Quando ricorrano particolari esigenze interne della cooperativa, l'assemblea ha facoltà di escludere dalla decadenza i soci che abbiano raggiunto il limite di età pensionabile o che si trovino in condizioni di sopravvenuta inabilità, fissando il limite massimo della eccezionale prosecuzione del rapporto sociale. Lo scioglimento del rapporto sociale per decadenza limitatamente al socio ha effetto dalla ricezione della comunicazione al socio e dall'annotazione nel libro dei soci. ARTICOLO 13 L'esclusione sarà deliberata dall Organo Amministrativo nei confronti del socio: a) che commetta gravi inadempienze delle obbligazioni derivanti dalla legge o dal contratto sociale, dai regolamenti, ove esistenti o dal rapporto mutualistico. b) che, senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento delle quote sociali sotto scritte o dei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la cooperativa, previa intimazione al pagamento da parte dell'organo amministrativo. c) che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall'articolo 8; d) nei casi previsti dagli articoli 2286 e 2288 del codice civile. L'esclusione del socio determina automaticamente la cessazione dei rapporti mutualistici. Contro l'esclusione il socio può proporre opposizione al Tribunale competente per territorio entro 60 giorni dalla comunicazione. L'esclusione diventa operante, limitatamente al socio, dall'annotazione nel libro dei soci. In caso di opposizione l'annotazione dovrà essere effettuata solo dopo l'esaurimento del procedimento di opposizione. ARTICOLO 14 Le deliberazioni prese in materia di decadenza ed esclusione debbono essere comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o mediante raccomandata a mano con rispettiva ricevuta. Tale forma di comunicazione si applica anche per le

14 richieste di recesso presentate dai soci e per l'eventuale diniego da parte della Cooperativa. ARTICOLO 15 I soci receduti, decaduti, od esclusi, hanno soltanto il diritto al rimborso del capitale sociale da essi effettivamente versato a cui aggiungere il sovrapprezzo pagato in sede di acquisizione della qualità dei soci ove versato e non capitalizzato, e decurtate le perdite imputabili al capitale, in proporzione alle quote possedute e, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell'esercizio, nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo. Il diritto al rimborso, salvo il diritto di ritenzione spettante alla cooperativa fino alla concorrenza di ogni proprio eventuale credito liquido ed esigibile, si matura allo scadere dei centottanta giorni successivi alla approvazione del bilancio. In ogni caso il Consiglio di Amministrazione potrà, quando a suo insindacabile giudizio vi sia motivo di garantire la società ed i soci, dilazionare il rimborso fino a cinque anni dall'approva-zione del suddetto bilancio, in più rate con la corresponsione dei relativi interessi legali. ARTICOLO 16 In caso di morte del socio il diritto degli eredi al rimborso della quota da lui effettivamente versate si matura, nella misura e con le modalità previste nel precedente articolo 15, allo scadere dei centottanta giorni successivi all'approvazione del bilancio dell'esercizio nel corso del quale si sia verificata la morte. Gli eredi del socio defunto, ove ne abbiano i requisiti, potranno chiedere di subentrare nella partecipazione al socio defunto e in caso di pluralità di eredi debbono nominare un rappresentante comune. L'organo amministrativo delibera sull'ammissione entro sessanta giorni dalla richiesta, con decisione inappellabile. ARTICOLO 17 I soci receduti, decaduti od esclusi e gli eredi del socio defunto, dovranno richiedere in forma scritta il rimborso entro e non oltre l'anno dalla scadenza dei centottanta giorni indicati rispettivamente nei precedenti articoli 15 e 16. Gli eredi del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della quota, idonea documentazione ed atto notorio, o dichiarazione sostitutiva comprovanti che essi sono gli aventi diritto alla riscossione e la nomina di un unico delegato alla riscossione medesima. Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto e quelle comunque non rimborsate, saranno devolute al fondo di riserva straordinaria.

15 Entro un anno dalla cessazione il socio risponde verso la società per il pagamento dei conferimenti non versati. Inoltre dovrà rimborsare quanto ricevuto per la liquidazione della quota, ove entro lo stesso termine venga dichiarato lo stato di insolvenza della società. TITOLO V TRATTAMENTO DEI SOCI ARTICOLO 18 Nei rapporti mutualistici sarà rispettato tra i soci il principio della parità di trattamento. In considerazione della peculiare posizione giuridica del socio quale "lavoratore associato", la disciplina della prestazione di lavoro dei soci stessi e la relativa retribuzione sono regolate dall'apposito regolamento aziendale, che non può essere deteriore rispetto alla legislazione del lavoro ed ai contratti collettivi di categoria in quanto applicabili. Il regolamento di cui al comma precedente redatto dall' organo amministrativo è approvato dall'assemblea ordinaria dei soci con le maggioranze di legge. ARTICOLO 19 Il regolamento di cui all'articolo precedente può prevedere la riduzione dell'orario o la sospensione del lavoro a tempo determinato o indeterminato rispettivamente in caso di crisi occupazionale temporanea od in caso di necessità di ridimensionamento definitivo degli organici della cooperativa. Lo stesso regolamento stabilisce il termine decorso il quale il socio assente dal lavoro per infermità, per periodi continuativi o parziali, viene sospeso dal lavoro a tempo indeterminato. Nei casi di sospensione da lavoro a tempo indeterminato di cui al comma precedente, il socio ha diritto di precedenza per la riammissione al lavoro rispetto alla ammissione di nuovi soci con pari attitudini professionali; salvo il caso in cui la cooperativa sia obbligata, per legge o per contratto, all'ammissione di nuovi soci lavoratori, oppure all'assunzione di dipendenti in occasione dell'acquisizione di appalti, incorporazione di aziende o altre eventualità analoghe. Il tutto nei limiti consentiti dallo statuto dei lavoratori in quanto applicabile TITOLO VI PATRIMONIO SOCIALE ARTICOLO 20 Il patrimonio della società è costituito: a) dal capitale sociale che è variabile e formato da un numero illimitato di quote; nessun socio potrà avere una quota superiore ai limiti di legge; b) dalla riserva ordinaria formata con i residui annuali cui

16 all'art. 21; c) da eventuali riserve straordinarie formate dal sovrapprezzo e dalle quote non rimborsate ai soci receduti, decaduti od esclusi ed agli eredi dei soci cooperatori defunti, nonché da eventuali accantonamenti di utili; d) dai fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale e da ogni altro fondo od accantonamento costituito a copertura di particolari rischi od in previsione di oneri futuri, o investimenti; e) da qualunque liberalità che pervenisse alla cooperativa per essere impiegata al fine del raggiungimento degli scopi sociali. Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la cooperativa con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nei limiti del valore delle quote sottoscritte. ARTICOLO 21 Le quote detenute dai soci non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli, né essere cedute senza l'autorizzazione dell Organo Amministrativo ai sensi dell'art del c.c. e con le modalità previste nel medesimo articolo. ARTICOLO 22 Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio l'organo Amministrativo procede alla formazione del bilancio sociale a norma di legge. L'assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione dei residui annuali al netto di tutte le spese e costi pagati o a pagare, compresi gli ammortamenti e le somme eventualmente dovute ai soci per adeguare il trattamento economico. Nel caso di residui passivi l'assemblea delibera sulla copertura delle perdite. Il residuo attivo del bilancio, cioè quanto rimane dopo aver fatto le deduzioni di qualsiasi spesa ed impegno, sarà devoluto come segue: a) non meno del 30% al fondo di riserva ordinaria, mai divisibile tra i soci sotto qualsiasi forma, sia durante la vita della società che all'atto del suo scioglimento, anche ai fini e per gli effetti di cui all'art. 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904; b) il 3% (tre per cento) al fondo mutualistico costituito ai sensi della legge 31 gennaio 1992, n. 59; c) all'erogazione di un dividendo ai soci cooperatori nella misura che verrà stabilita dall'assemblea che approva il bilancio, se il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. L'assemblea comunque: a) non potrà distribuire i dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi,

17 aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato; b) non potrà remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi; c) non potrà distribuire le riserve fra i soci cooperatori; d) dovrà devolvere in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. ARTICOLO 22-bis L Organo amministrativo che redige il progetto di bilancio di esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consentano le risultanze dell attività mutualistica. L Assemblea, che approva il progetto di bilancio, delibera sull erogazione dei ristorni, tenuto conto dei commi seguenti. I ristorni attribuiti ai soci lavoratori, che costituiscono maggiorazione della relativa retribuzione, non possono in nessun caso superare la misura del trenta per cento dei trattamenti retributivi complessivi ai sensi dell'articolo 3, comma uno, e comma due, lettera a), della legge 3 aprile 2001 n La ripartizione del ristorno ai singoli soci, dovrà essere effettuata considerando la quantità e qualità degli scambi mutualistici intercorrenti fra la Cooperativa ed il socio stesso, ed eventualmente secondo quanto previsto in apposito regolamento da approvarsi ai sensi dell'articolo 2521, ultimo comma, del codice civile e da predisporre a cura del Consiglio di Amministrazione, sulla base dei seguenti criteri, considerati singolarmente o combinati tra loro distinti per ciascuna categoria di soci cooperatori. Per i soci lavoratori si terrà conto di: - ore lavorate e retribuite nel corso dell'anno; - qualifica professionale; - compensi erogati; - tempo di permanenza in cooperativa; - tipologia del rapporto di lavoro. I ristorni, destinati ai soci lavoratori, potranno essere assegnati, oltre che mediante erogazione diretta, anche sotto forma di aumento gratuito del capitale posseduto da ciascun socio, o mediante l'attribuzione di azioni di sovvenzione. TITOLO VII ORGANI SOCIALI ARTICOLO 23 Sono organi della società: a) l'assemblea dei soci;

18 b) il Consiglio di Amministrazione; c) il Collegio sindacale, nei casi in cui la legge lo preveda obbligatorio oppure quando l'assemblea deliberi la sua nomina nonostante la non obbligatorietà.. ARTICOLO 24 Nelle assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci. Ciascun socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota posseduta. Il socio può farsi rappresentare nell'assemblea da un altro socio, non Amministratore né sindaco, ma che abbia diritto al voto, mediante delega scritta; ogni socio delegato non può rappresentare più di cinque soci. Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell'assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo che collaborano all'impresa. Ogni socio ha diritto ad un voto qualunque sia l'entità della quota di partecipazione sottoscritta ed effettivamente versata. La convocazione dell'assemblea deve effettuarsi mediante avviso, contenente l'ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove ma sempre in Italia), la data della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima, da trasmettersi a mezzo raccomandata, anche a mano, con avviso o ricevuta di ricevimento nonché da affiggersi nel locale della sede sociale almeno 10 giorni prima dell'adunanza. La convocazione può essere effettuata, sempre nei termini sopradetti, anche con altri mezzi (telefax, E - mail) sempre che sia provato che il socio ne abbia avuto ricezione. In aggiunta a tale forma di pubblicità, la cooperativa può curare che l'avviso di convocazione venga effettuata mediante altri mezzi di comunicazione quali: pubblicazione sugli organi di stampa o altri periodici del movimento cooperativo o di altri organi di informazione diffusi nella zona in cui ha sede la cooperativa. In mancanza dell'adempimento della suddetta formalità l'assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e presenti o consta che siano informati tutti gli amministratori e tutti i sindaci effettivi. L'Organo Amministrativo potrà a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel primo comma, usare qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere fra i soci l'avviso di convocazione delle assemblee. ARTICOLO 25 L'assemblea: 1) approva il bilancio consuntivo e, se dovesse ritenerlo

19 utile, anche il bilancio preventivo; 2) procede alla nomina delle cariche sociali; 3) determina la misura degli emolumenti da corrispondere agli amministratori, per la loro attività collegiale, e la retribuzione annuale dei Sindaci o i gettoni di presenza per il triennio; 4) approva o modifica i regolamenti previsti dal presente Statuto su proposta dell' organo amministrativo; 5) delibera sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci; 6) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente Statuto o sottoposti al suo esame dagli Amministratori. L assemblea per l approvazione del bilancio deve essere convocata almeno una volta l anno, entro centoventi giorni dalla chiusura dell esercizio sociale; tuttavia, qualora a giudizio dell Organo Amministrativo, lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura ed all oggetto della società essa potrà essere convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell esercizio sociale. L'assemblea si riunisce inoltre quante volte l Organo Amministrativo lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio sindacale, o da almeno un terzo dei soci. In quest'ultimi casi la convocazione deve aver luogo entro venti giorni dalla data della richiesta. L'assemblea, con le maggioranze di legge delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo, e sullo scioglimento anticipato della cooperativa, sulla nomina e poteri dei liquidatori. Le proposte di competenza dell'assemblea ed il bilancio devono essere illustrati dagli amministratori nel modo più semplice, ai soci che ne facciano richiesta, nei dieci giorni antecedenti a quello fissato per l'assemblea che deve discuterli. ARTICOLO 26 L'assemblea, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati tanti soci che rappresentino almeno la metà dei voti esprimibili, spettanti ai soci e delibera a maggioranza assoluta tranne che per le modifiche dell'atto costitutivo, sullo scioglimento della cooperativa e sulla nomina dei liquidatori per cui occorrerà il voto favorevole della metà dei soci della società aventi diritto al voto. ARTICOLO 27 Per le votazioni si procederà normalmente col sistema della alzata di mano o per divisione, comunque sempre con scrutinio palese. ARTICOLO 28 L'assemblea, è presieduta da un socio eletto dall'assemblea stessa, o dal Presidente del Consiglio d' Amministrazione.

20 L'assemblea nomina un segretario e, quando occorreranno, due scrutatori. Le deliberazioni devono constare dal verbale sottoscritto dal Presidente dell'assemblea e dal segretario o dal Notaio quando previsto obbligatoriamente. Il Verbale delle assemblee in sede straordinaria deve essere redatto da un notaio. ARTICOLO 29 La Società è amministrata da un Consiglio di amministrazione composto al massimo da nove membri, al quale spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, spettando al Presidente del Consiglio la rappresentanza della Società. La nomina degli amministratori spetta all'assemblea, fatta eccezione per i primi amministratori che sono nominati nell'atto costitutivo. La maggioranza degli amministratori è scelta fra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche. Gli amministratori durano in carica sino a revoca o dimissioni e sono rieleggibili. Il Presidente del Consiglio è nominato dal Consiglio stesso fra gli amministratori. Il Consiglio di Amministrazione potrà delegare parte delle proprie attribuzioni compreso l'uso della firma sociale a singoli suoi componenti nei limiti previsti dall'art C.C., fermo restando che non potranno altresì essere delegati dagli Amministratori i poteri in materia di ammissione, di recesso e di esclusione dei soci e le decisioni che incidono sul rapporto mutualistico con i soci. Entro gli stessi limiti di legge il Consiglio di Amministrazione potrà delegare parte delle proprie attribuzioni anche ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi membri. ARTICOLO 30 Con decisione dei soci viene nominato un Revisore dei Conti o un organo sindacale in forma di Sindaco Unico o di Collegio Sindacale composto di tre membri effettivi (di cui uno quale Presidente) e due supplenti, alle condizioni e nei modi previsti. Preliminarmente alla nomina, i soci procedono alla scelta fra un organo unipersonale o un organo pluripersonale. La nomina dell'organo sindacale è obbligatoria nei casi previsti dalla legge. Il Collegio Sindacale, il Sindaco Unico o il Revisore Unico rimangono in carica per tre esercizi, e quindi sino all'adozione della decisione dei soci che approva il bilancio relativo al terzo esercizio del loro mandato. I Sindaci o il Revisore Unico sono rieleggibili. Per il funzionamento dell organo sindacale collegiale si applicano

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