I Programmi Complessi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I Programmi Complessi"

Transcript

1 I primi Programmi Complessi Nascono nel corso degli anni 80 nell ambito delle politiche per la casa, in particolare all interno delle linee di programmazione nazionale e regionale del CER (Comitato per l Edilizia Residenziale) Nascono dal contesto dell edilizia residenziale in quanto era l unico settore di attività che intervenisse nel corpo delle città e che avesse consistente dotazioni di risorse economiche 1/32

2 In quegli anni, la politica di realizzazione dell Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) ebbe il massimo sviluppo (grazie alla legge 457/1978 e con i fondi della legge 60/1963), in quanto: le espansioni residenziali pubbliche venivano riservate alle periferie urbane dalla legge 167/1962, la legge 865/1971 imponeva un minimo del 40% all edilizia residenziale pubblica. Tali esperienze nelle periferie delle città, in particolare nelle grandi città, indicarono i limiti di quelle modalità di intervento pubblico in forte connessione con i limiti e le contraddizioni del sistema di pianificazione nel quale erano inseriti. 2/32

3 Quadro d insieme dei Programmi complessi avviati a Torino al novembre 1997 Tecnica 3/32

4 Limiti interni: monofunzionalità delle realizzazioni, vincolate ai fondi della programmazione ex legge 457/1978 (solo case per lavoratori dipendenti); grossolanità del processo di assegnazione e gestione, che generava nell edilizia pubblica l accumularsi di fascie sociali marginali (ex carcerati, disoccupati cronici, portatori di handicap, tossicodipendenti) alle quali veniva data la casa a canone sociale, ma quasi nessun altro intervento assistenziale o di reintegrazione sociale; qualità edilizia modesta o scadente. 4/32

5 Limiti esterni: (non ascrivibili all ERP, ma a condizioni di progettazione, realizzazione e gestione delle trasformazioni urbanistiche) la mancata o ritardata realizzazione dei servizi urbani e delle infrastrutture secondarie; abbandono all incolto delle aree che la progettazione urbanistica aveva destinato ai servizi (ruolo centrale nella disposizione degli insediamenti); attitudine della progettazione urbanistica tendente ad annullare le condizioni di contesto, a sostituire i caratteri dei luoghi sovrapponendosi anziché trasformarli a partire da una loro comprensione 5/32

6 Dalla consapevolezza del limiti e delle contraddizioni di quelle modalità di intervento pubblico e dall osservazione delle tipologie d intervento nei contesti urbani già praticate in altri Paesi europei Nel corso degli anni 80 presero avvio le riflessioni per la sperimentazione di nuove modalità di strutturazione dell intervento pubblico in ambito urbano. 6/32

7 Prima alcune Regioni (Liguria, Lombardia, Piemonte): con attività legislativa, con sperimentazioni Poi a livello centrale, dando seguito ad alcuni elementi già contenuti nella legge 94/1982, furono le due delibere: la delibera CER del , la delibera del CIPE del a riprendere ed a rilanciare, a livello nazionale, i Programmi integrati che troveranno definitiva sanzione nella legge 179/1992 (Ferrarini Botta) 7/32

8 In questi provvedimenti, principale preoccupazione del legislatore era quella di consentire la veloce attuazione delle trasformazioni previste dai Programmi, se necessario anche in variante al PRGC (a riprova di come in quel periodo il piano regolatore fosse percepito come un ostacolo). Molte furono le perplessità. Pertanto i Programmi integrati d intervento (PII) hanno avuto avvio solo a partire dagli anni /32

9 Dai problemi emersi in questa prima fase, il CER avvia una fase di riflessione e ricalibratura che porta alla formulazione del quadro tracciato in una delibera: delibera CER CIPE del Nella quale sono elencate le caratteristiche delle principali tipologie d intervento, che poi si ritrova all interno della successiva programmazione delle Regioni. Dal 1994 i Programmi complessi si articolano fra quelli: di livello nazionale o europeo, di livello regionale 9/32

10 Con il D.Lgs 112/1998 vengono ribaditi una serie di compiti di livello nazionale nella materia territoriale fra cui: l identificazione delle linee fondamentali di assetto del territorio, i rapporti con l UE per le politiche urbane e di assetto territoriale, il monitoraggio delle trasformazioni territoriali e del fenomeno abusivo, la promozione di programmi innovativi in ambito urbano che implichino un intervento coordinato da parte di diverse amministrazioni dello Stato, 10/32

11 Tipologie dei Programmi Complessi Al gruppo dei Programmi di livello nazionale o europeo appartengono: i Programmi di riqualificazione urbana (ex D.M ), i Programmi Urban, i Programmi Interreg II, i Contratti di quartiere, i PRUSS (Programmi di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio), i Programmi Urban II, i Programmi Interreg III, 11/32

12 Contratti di quartiere premiati nella graduatoria approvata dal CER Tecnica 12/32

13 PRUSST: Comuni idonei e ammessi Tecnica 13/32

14 I 16 Programmi PIC Urban Italia Tecnica 14/32

15 Gli ambiti Interreg II in Italia e alcune azioni attivabili Tecnica 15/32

16 Patti Territoriali approvati al 30 giugno 2000 Tecnica 16/32

17 Tipologie dei Programmi Complessi Al gruppo dei Programmi di livello regionale dell ultimo periodo appartengono: i Programmi integrati di intervento (ex art. 16 della 179/1992), i Programmi di recupero urbano (ex art /1993), nonché vari altri tipi di programmi regionali fra cui: i Programmi organici di intervento (Liguria), i Programmi di ricostruzione post-sismica (Umbria e Marche), i Programmi urbani complessi (Campania) 17/32

18 Siracusa: Programma di recupero urbano Planimetria generale Tecnica 18/32

19 Entrambi i gruppi di Programmi complessi presentano le seguenti caratteristiche: integrazione di risorse pubbliche e private, pluralità di funzioni e di soggetti, forme concertative e/o di partenariato, snellezza o agevolazioni amministrative per la definizione dell iter procedurale, accesso ai fondi pubblici non automatico, ma a seguito dell espletamento di procedure concorsuali o di selezione sulla base di avvisi pubblici. 19/32

20 Non sono più solo comune o regione (o provincia, se vige la sub delega) a valutare: opportunità, conformità, compatibilità o coerenza delle trasformazioni attese qualora esse necessitino di una variante urbanistica per aver corso, ma al tavolo partecipa anche l amministrazione dello Stato, con le sue proprie valutazioni e soprattutto con il peso delle proprie capacità di spesa e di influenza tramite istituti di concertazione pubblico-pubblica e pubblicoprivata particolarmente efficaci. 20/32

21 I Programmi complessi di livello nazionale o europeo poggiano su strumenti amministrativi di snellimento particolarmente efficaci. Traggono origine: dall Accordo di programma ex 142/1990, dalla Conferenza dei servizi ex 241/1990 e si sono variamente ampliati gli istituti della Programmazione negoziata ex 662/1996 (art. 2 e seguenti): Protocolli d intesa, Accordi quadro, Intese istituzionali di programma. 21/32

22 All interno dei Programmi complessi un altro aspetto è quello dell integrazione delle diverse politiche o azioni multidimensionali. I Programmi di livello regionale restano legati ad una dimensione per lo più edilizia o di recupero urbanistico tradizionalmente inteso. I Programmi di livello nazionale o europeo, per le dimensioni economiche che la programmazione statale è in grado di muovere, per la ricchezza di strumenti per la necessità di ricollocare il proprio ruolo in un ambiente amministrativo sempre più improntato al principio di sussidiarietà, hanno percorso la strada di una poliedricità nella strutturazione degli obiettivi dei programmi. 22/32

23 Comprendendovi obiettivi: di risanamento dei siti dismessi, di recupero nei centri storici e negli ambiti di degrado fisico (Programmi di riqualificazione urbana), di integrazione locale, start-up d impresa e lotta al degrado sociale (Urban), di cooperazione transfrontaliera (Interreg), di qualità ambientale della residenza urbana (Contratti di quartiere), di adeguamento infrastrutturale, di promozione economica e sviluppo sostenibile di territori ampi (PRUSST). 23/32

24 Ambiti di intervento e contenuti dei Programmi Complessi Ogni testo legislativo descrive la finalizzazione dei programmi ai quali da luogo. In ogni descrizione si ritrovano caratteri comuni ai Programmi complessi, e oscillazioni specifiche dovute ad una pluralità di fattori. 24/32

25 Gli ambiti fisici e i problemi ai quali si rivolgono i Programmi complessi sono vari: recupero e riqualificazione degli ambiti urbani degradati, come aree dismesse industriali o militari, riqualificazione urbanistica e ambientale di periferie legali (zone PEEP o 167 con fenomeni di degrado fisico e sociale) o illegali (ambiti con edificazione abusiva), integrazione pluriobiettivo fisica, sociale, ambientale; perseguimento dello sviluppo sostenibile e colmatura del gap infrastrutturale esistente. 25/32

26 Non tutti i Programmi complessi hanno gli stessi obiettivi: sia in relazione ai fondi sui quali sono poggiati e che hanno a volte vincoli di scopo, sia in relazione alle competenze delle diverse amministrazioni che li bandiscono, a volte afferenti all urbanistica, a volte alle politiche della casa. 26/32

27 Il sistema di pianificazione è stato innovato, sia dalle sperimentazioni avviate con i Programmi complessi, che, in parallelo, dall avvio dei nuovi strumenti della Programmazione negoziata, e più in generale dalla nuova programmazione avviata con forza a partire dagli anni I suoi istituti prevedono la possibilità che la concertazione interistituzionale formi al suo interno accordi che possono assumere il valore di contestuale variante agli strumenti urbanistici (tutti) e anche quello di concessione edificatoria, il tutto entro un atto amministrativo unico. Le strutture amministrative hanno dimostrato un rapporto ambivalente nei confronti di formule di concerto amministrativo così avanzate, anche per l indubbio carico di responsabilità. 27/32

28 Nell ambito della Programmazione si sono spostati i maggiori processi di riallocazione delle risorse di capitali, umane e territoriali. E quindi in questo ambito che si esercitano attualmente, e nel prevedibile futuro, le maggiori funzioni di governo del territorio. 28/32

29 Queste sono diventate due delle componenti principali delle azioni di pianificazione strategica. 29/32 Per dar risposta alla richiesta di trasformazioni territoriali rilevanti attraverso la programmazione ed al di fuori del tradizionale sistema di pianificazione, la cultura del piano ha risposto: flessibilizzando il processo di pianificazione, con l istituzione del doppio livello strutturale e operativo, evolvendo alcune delle tradizionali componenti disciplinari della pianificazione: - il visioning o capacità di prospezione e di determinazione e reciproca interazione delle azioni future - la valutazione strategica delle opportunità e dell uso delle risorse.

30 Risposta alle esigenze di maggiore operatività Procedure innovative finalizzate al governo delle nuove trasformazioni urbane e del territorio Risposta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche disponibili 30/32

31 Nuova Politica del Territorio coinvolgimento di soggetti privati sin dalla fase di elaborazione del programma flessibilità degli strumenti urbanistici accelerazione e semplificazione delle procedure sulla base di principi di sussidiarietà e di cooperazione 31/32

32 Il termine " Programma " può essere sostanzialmente ricondotto : alla prevalenza di finanziamenti pubblici specifici alla prevalenza delle ragioni proprie della fattibilità ad un orizzonte temporale di breve - medio termine 32/32

Facoltà di Architettura LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA

Facoltà di Architettura LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA I Programmi complessi Si innestano in una duplice riflessione: 1. scarsità delle risorse pubbliche per la gestione delle trasformazioni urbane; 2. limiti della operatività del Piano Regolatore Generale.

Dettagli

Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in Sardegna

Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in Sardegna Provincia di Olbia Tempio Politiche abitative e Housing Sociale. Olbia, 13-14 Febbraio 2013 Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in

Dettagli

La riqualificazione incentivata delle aree urbane: strumenti canonici, straordinari ed innovativi a confronto

La riqualificazione incentivata delle aree urbane: strumenti canonici, straordinari ed innovativi a confronto Seminario formativo La riqualificazione incentivata delle aree urbane: strumenti canonici, straordinari ed innovativi a confronto Giovedì 5 novembre 2015 -ore 15,00-18,30 Sala Conferenze dell Ordine degli

Dettagli

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati Modificata con L.R. 15 dicembre 1995, n. 57 Modifiche alle leggi

Dettagli

IL PROGETTO URBANO COME FASE INTERMEDIA FRA POC E PUA

IL PROGETTO URBANO COME FASE INTERMEDIA FRA POC E PUA INU Emilia Romagna Istituto Nazionale Urbanistica Summer School 2010 Cesenatico, 23-24-25 settembre 2010 IL PROGETTO URBANO COME FASE INTERMEDIA FRA POC E PUA RELAZIONE GUIDO LEONI P.le Arturo Balestrieri

Dettagli

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Convegno su Processi di decentramento e rilancio dello sviluppo. Investimenti pubblici, infrastrutture e competitività Banca Intesa

Dettagli

BANDO DI GARA PER LA REALIZZAZIONE NELLA REGIONE SICILIANA DEI PROGRAMMI INNOVATIVI IN AMBITO URBANO DENOMINATI CONTRATTI DI QUARTIERE II ART.

BANDO DI GARA PER LA REALIZZAZIONE NELLA REGIONE SICILIANA DEI PROGRAMMI INNOVATIVI IN AMBITO URBANO DENOMINATI CONTRATTI DI QUARTIERE II ART. BANDO DI GARA PER LA REALIZZAZIONE NELLA REGIONE SICILIANA DEI PROGRAMMI INNOVATIVI IN AMBITO URBANO DENOMINATI CONTRATTI DI QUARTIERE II ART. 1 Finanziamento 1. Al finanziamento degli interventi di edilizia

Dettagli

I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia

I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia Governance e partecipazione per il bacino del Po Colorno 26 ottobre 2007 I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia Mario Clerici Regione Lombardia mario_clerici@regione.lombardia.it PERCHE UN CONTRATTO DI FIUME

Dettagli

LA RIGENERAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI PER ATTIVITA A ROMA: POTENZIALITA E CRITICITA

LA RIGENERAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI PER ATTIVITA A ROMA: POTENZIALITA E CRITICITA INU Lazio Gruppo di Lavoro Programmi integrati Paola Carobbi Daniel Modigliani Irene Poli Chiara Ravagnan LA RIGENERAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI PER ATTIVITA A ROMA: POTENZIALITA E CRITICITA LA FASE DELLA

Dettagli

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007 Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani AA. 2006-2007 PIANO e PIANIFICAZIONE 3 Pianificazione È il Processo con il quale un individuo, una impresa, una istituzione, una collettività territoriale

Dettagli

Piano nazionale di edilizia abitativa

Piano nazionale di edilizia abitativa ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e

Dettagli

RELAZIONE SULLE PROPOSTE DI AGGIORNAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO

RELAZIONE SULLE PROPOSTE DI AGGIORNAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO RELAZIONE SULLE PROPOSTE DI AGGIORNAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO 1. Nel corso degli ultimi anni la legislazione regionale in materia edilizia ed urbanistica

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

Sblocca Italia. I mille cantieri per far ripartire il Paese

Sblocca Italia. I mille cantieri per far ripartire il Paese Sblocca Italia I mille cantieri per far ripartire il Paese 1. Grandi cantieri sbloccati Grandi opere ferme e già finanziate, individuate secondo priorità strategiche e rimuovendo gli ostacoli burocratici

Dettagli

Programma delle lezioni CORSO DI URBANISTICA

Programma delle lezioni CORSO DI URBANISTICA a CORSO DI URBANISTICA STRUMENTI INNOVATIVI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Obiettivi formativi Il corso di è un insegnamento importante per il curriculum formativo dell ingegnere edile che vorrà operare

Dettagli

Energiebonus / bonus energia - 2014

Energiebonus / bonus energia - 2014 AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Natur, Landschaft und Raumentwicklung Natura, paesaggio e sviluppo del territorio Abteilung 28 Ripartizione 28 Energiebonus

Dettagli

PROGETTO DI LEGGE N. 0392. di iniziativa del Presidente della Giunta regionale

PROGETTO DI LEGGE N. 0392. di iniziativa del Presidente della Giunta regionale REGIONE LOMBARDIA VIII LEGISLATURA CONSIGLIO REGIONALE ATTI 15996 PROGETTO DI LEGGE N. 0392 di iniziativa del Presidente della Giunta regionale Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione

Dettagli

AVVISO PUBBLICO Approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 62 del 27.07.2013

AVVISO PUBBLICO Approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 62 del 27.07.2013 Comune di Otricoli AVVISO PUBBLICO Approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 62 del 27.07.2013 Procedura ad evidenza pubblica per la selezione di progetti imprenditoriali per attività produttive

Dettagli

Il servizio pubblico alla casa e la determinazione dei livelli minimi

Il servizio pubblico alla casa e la determinazione dei livelli minimi Paolo Urbani Ordinario di Diritto Amministrativo Convegno nazionale DS Roma 13 marzo 2006 Le politiche abitative. Una grande priorità Le politiche abitative per le fascie più deboli: le nuove modalità

Dettagli

Roma, 15 novembre 99. Direzione Generale del Commercio Delle Assicurazioni e dei Servizi LORO SEDI. Prot. n. 530971 All.: n. 1

Roma, 15 novembre 99. Direzione Generale del Commercio Delle Assicurazioni e dei Servizi LORO SEDI. Prot. n. 530971 All.: n. 1 Roma, 15 novembre 99 Direzione Generale del Commercio Delle Assicurazioni e dei Servizi Div. II Agli UU.PPI.CA LORO SEDI Prot. n. 530971 All.: n. 1 E, p.c. UNIONCAMERE P.zza Sallustio, 21 00187 R O M A

Dettagli

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA NOTA TECNICA SUL PIANO CASA L art. 11 della legge 133/08 ha inteso rilanciare un Piano Casa per realizzare un offerta di alloggi in proprietà e in locazione prima casa nelle aree di bisogno abitativo,

Dettagli

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA NOTA ANCAb SUL PIANO CASA Il Piano Casa del Governo, istituito dall art. 11 della legge n 133 del 2008, rivolto all incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l offerta di abitazioni

Dettagli

COMUNE di. L anno 2012, il giorno. del mese di.. in, presso.. alle ore. tra

COMUNE di. L anno 2012, il giorno. del mese di.. in, presso.. alle ore. tra Allegato A alla delibera avente per oggetto: Piano nazionale di edilizia abitativa. D.P.C.M. 16 luglio 2009. Accordo di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti e la Regione Piemonte

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

Il Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche a Milano

Il Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche a Milano Modulo 2 Applicazioni, esperienze. Le recenti vicende dell urbanistica milanese Il Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche a Milano Strategie e regole per il governo delle trasformazioni

Dettagli

Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano. 80 Cinisello. Balsamo

Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano. 80 Cinisello. Balsamo Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano 80 Cinisello Balsamo Cinisello Balsamo Cinisello Balsamo 81 Stato d avanzamento del Programma e sintesi della relazione sull andamento della Progettazione

Dettagli

BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE

BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE Art. 1 Finanziamento degli interventi di ERS nell ambito di programmi di riqualificazione urbana

Dettagli

TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA. Agenda di Bologna

TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA. Agenda di Bologna TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA Agenda di Bologna 27 gennaio 2012 1. L area Padano-Alpino-Marittima è caratterizzata da una notevole varietà

Dettagli

Gestione dei progetti urbani e infrastrutturali attraverso il PPP

Gestione dei progetti urbani e infrastrutturali attraverso il PPP Corso di valutazione economica del progetto Clamarch a.a. 2013/14 Gestione dei progetti urbani e infrastrutturali attraverso il PPP Docenti Collaboratori prof. Stefano Stanghellini stefano.stanghellini@iuav.it

Dettagli

Formazione. Università degli Studi di Genova Facoltà di Economia e Commercio, ottobre 1993. Diploma di maturità classica, 51/60

Formazione. Università degli Studi di Genova Facoltà di Economia e Commercio, ottobre 1993. Diploma di maturità classica, 51/60 Marco Segni nato a Genova, il 16 gennaio 1970, residente in Genova Telefono: +39 010 5488440 (ufficio), +39 3386782539 (mobile) E-mail: segni@ireliguria.it Formazione Università degli Studi di Genova Facoltà

Dettagli

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI PIANO D INDIRIZZO E REGOLAZIONE DEGLI ORARI PIANO MOBILITÀ

Dettagli

AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (P.I.I.): MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA CONCERTAZIONE IL SINDACO

AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (P.I.I.): MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA CONCERTAZIONE IL SINDACO AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (P.I.I.): MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA CONCERTAZIONE IL SINDACO Allegato B Visto il Piano Regolatore Generale, approvato con

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA PROTOCOLLO DI INTESA TRA COMUNE DI BERGAMO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO CDP INVESTIMENTI SGR S.P.A. PER LA RIQUALIFICAZIONE E RICONVERSIONE FUNZIONALE DELLA SEDE STORICA DEGLI OSPEDALI RIUNITI DI

Dettagli

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI 7 IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI In questo capitolo, dopo aver ripercorso l evoluzione legislativa e giurisprudenziale della fattispecie oggetto di trattazione, si dirà del diverso

Dettagli

BOZZA DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE INERENTE LA L.R. 13 DEL 10 GIUGNO 2008.

BOZZA DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE INERENTE LA L.R. 13 DEL 10 GIUGNO 2008. BOZZA DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE INERENTE LA L.R. 13 DEL 10 GIUGNO 2008. Premesso che: - la Regione Puglia, con la Legge Regionale 10 giugno 2008, n. 13, Norme per l abitare

Dettagli

REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO

REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO MODIFICA AL PROGRAMMA DI EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE AI SENSI ART. 51 L. 865/71 AREA EX-CASERMETTE APPROVATO CON DELIBERAZIONE C.C. N. 94 DEL 18/12/2009 RELAZIONE

Dettagli

INCENTIVI PREVISTI DALLA LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, N. 13

INCENTIVI PREVISTI DALLA LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, N. 13 CITTÀ DI MESAGNE ASSESSORATO ALL URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO UFFICIO DEL PIANO URBANISTICO GENERALE INCENTIVI PREVISTI DALLA LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, N. 13 e ss.mm.ii. recante Norme per

Dettagli

I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE

I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE INU Lazio Gruppo di Lavoro Programmi integrati Paola Carobbi Daniel Modigliani Irene Poli Chiara Ravagnan I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE I Programmi integrati: principi e

Dettagli

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Laboratorio di Urbanistica 1 Titolarità del Laboratorio: Simone Ombuen Anno accademico 2012-2013 secondo semestre Modulo Diritto (4 cfu) Docente:

Dettagli

Laboratorio di Urbanistica. Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni. Prof.

Laboratorio di Urbanistica. Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni. Prof. Laboratorio di Urbanistica Corso di Fondamenti di Urbanistica Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni Prof. Corinna Morandi 20 maggio 2008 1 Dalla iper-regolazione

Dettagli

Manovra anticongiunturale

Manovra anticongiunturale Manovra anticongiunturale INTERVENTI A FAVORE DELLA CASA 9 aprile 2009 Le dimensioni del settore (costruzione installazione impianti) Situazione 2007 Imprese industriali con più di 10 dipendenti N Impresee

Dettagli

È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale

È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale Cos è un piano urbanistico? È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale È uno strumento prima di

Dettagli

Aggiornamento dei limiti massimi di costo degli interventi di Edilizia Sociale Agevolata e Sovvenzionata a decorrere dal 30 giugno 2013.

Aggiornamento dei limiti massimi di costo degli interventi di Edilizia Sociale Agevolata e Sovvenzionata a decorrere dal 30 giugno 2013. REGIONE PIEMONTE BU48 28/11/2013 Codice DB0803 D.D. 18 novembre 2013, n. 582 Aggiornamento dei limiti massimi di costo degli interventi di Edilizia Sociale Agevolata e Sovvenzionata a decorrere dal 30

Dettagli

La riqualificazione urbana. Trasformazione della concezione urbanistica

La riqualificazione urbana. Trasformazione della concezione urbanistica La riqualificazione urbana Trasformazione della concezione urbanistica Nuova filosofia normativa: Dalla rigida prescrizione del PRG al modello PPP, alla capacità di coniugare due elementi: - l interesse

Dettagli

Estratto del Verbale di Seduta DELLA GIUNTA COMUNALE DI REGGIO EMILIA

Estratto del Verbale di Seduta DELLA GIUNTA COMUNALE DI REGGIO EMILIA COMUNE DI REGGIO EMILIA Estratto del Verbale di Seduta DELLA GIUNTA COMUNALE DI REGGIO EMILIA I.D. n. 238 in data 20-09-2011 P.G. n. 16673 L'anno duemilaundici addì 20-venti- del mese settembre alle ore

Dettagli

Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano. Rho

Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano. Rho Contratti di Quartiere II - Provincia di Milano 100 Rho Rho Rho 101 Stato d avanzamento del Programma e sintesi della relazione sull andamento della Progettazione Partecipata Contratti di Quartiere II

Dettagli

Se questo messaggio non è visualizzato correttamente, usa questo link. NEWSLETTER "L'EUROPA IN LINEA" - ANNO VII n 03 del 24.03.

Se questo messaggio non è visualizzato correttamente, usa questo link. NEWSLETTER L'EUROPA IN LINEA - ANNO VII n 03 del 24.03. Se questo messaggio non è visualizzato correttamente, usa questo link NEWSLETTER "L'EUROPA IN LINEA" - ANNO VII n 03 del 24.03.2010 La nostra offerta formativa Una delle maggiori criticità riscontrate

Dettagli

ANALISI SULLE INFRASTRUTTURE PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE E LOGISTICHE IN PROVINCIA DI NOVARA

ANALISI SULLE INFRASTRUTTURE PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE E LOGISTICHE IN PROVINCIA DI NOVARA ANALISI SULLE INFRASTRUTTURE PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE E LOGISTICHE IN PROVINCIA DI NOVARA LA PROGETTUALITA INFRASTRUTTURALE DELL AREA L analisi ed il monitoraggio dei progetti infrastrutturali della

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA Allegato A COMUNE DI TREVISO PROTOCOLLO DI INTESA tra Comune di Treviso e Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Trenitalia S.p.A., FS Logistica S.p.A., FS Sistemi Urbani

Dettagli

Fondo Aree Sottoutilizzate

Fondo Aree Sottoutilizzate Allegato 1 Fondo Aree Sottoutilizzate Direzione Programmazione e Statistica Settore Valutazione Progetti e Atti di Programmazione Negoziata 1 Allegato 1 1.1 Stato di attuazione dell Intesa 1.2 La programmazione

Dettagli

INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI

INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI 1. OBIETTIVI Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale è istituito dalla legge del 17 luglio

Dettagli

Precisazioni in merito all'attuazione degli interventi di Social Housing e degli interventi ammessi ad usufruire dei fondi PAR-FSC 2007-2013.

Precisazioni in merito all'attuazione degli interventi di Social Housing e degli interventi ammessi ad usufruire dei fondi PAR-FSC 2007-2013. REGIONE PIEMONTE BU23 11/06/2015 Codice A15010 D.D. 16 aprile 2015, n. 243 Precisazioni in merito all'attuazione degli interventi di Social Housing e degli interventi ammessi ad usufruire dei fondi PAR-FSC

Dettagli

- 20 % Emissioni di Gas serra 20 % La nuova pianificazione regionale. Consumi di energia primaria. Energia da Fonti Rinnovabili

- 20 % Emissioni di Gas serra 20 % La nuova pianificazione regionale. Consumi di energia primaria. Energia da Fonti Rinnovabili ALBA AUDITORIUM FONDAZIONE FERRERO IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI NEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DEL PIANO 20/20/20 Agostino Ghiglia Assessore all energia La nuova pianificazione regionale Nel dicembre

Dettagli

La Strategia Energetica Nazionale

La Strategia Energetica Nazionale La Strategia Energetica Nazionale La nuova Strategia Energetica Nazionale, diffusa a fini di consultazione pubblica, individua quattro obiettivi principali per il sistema energetico italiano: 1) Ridurre

Dettagli

Protocollo di collaborazione metodologico-scientifica

Protocollo di collaborazione metodologico-scientifica Protocollo di collaborazione metodologico-scientifica tra l Università degli Studi di Palermo Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Centri Storici E REGIONE SICILIANA Assessorati delle Autonomie Locali

Dettagli

Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI

Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI 1 Patti Territoriali Gli strumenti di programmazione

Dettagli

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10.1. SINTESI DEI CONTENUTI DELLA L.R. 31/2014 La Regione Lombardia è intervenuta a fine 2014 con una nuova disposizione normativa (L.r. 31/2014

Dettagli

Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria

Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria 9 Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria 9.1. Gli investimenti strutturali per la riqualificazione dell offerta sanitaria Le politiche di zione degli investimenti pubblici dedicati al patrimonio

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Legge 1990040 Pagina 1 di 6 LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Istituzione dell' osservatorio del sistema abitativo laziale e provvidenze per il recupero del patrimonio edilizio esistente.

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio - 28 luglio 2010 - La VAS nel processo di pianificazione Accompagna il processo della formazione

Dettagli

COMUNE DI CASALSERUGO

COMUNE DI CASALSERUGO Elaborato1.2 COMUNE DI CASALSERUGO Documento del sindaco Piano Regolatore Comunale LR 11/2004 Piano degli Interventi n. 02 PI 2013 Gruppo di lavoro PROGETTISTI Urbanista Raffaele Gerometta CONTRIBUTI SPECIALISTICI

Dettagli

Sommario. Evoluzione nella disciplina dei Patti Territoriali...2

Sommario. Evoluzione nella disciplina dei Patti Territoriali...2 NOTE SULL EVOLUZIONE DI PATTI TERRITORIALI E CONTRATTI DI PROGRAMMA Sommario Evoluzione nella disciplina dei Patti Territoriali...2 1) 1994 1996 PT di Prima generazione. Fase sperimentale... 2 2) 1997

Dettagli

Citta di Cinisello Balsamo ---------------- Provincia di Milano ------ DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

Citta di Cinisello Balsamo ---------------- Provincia di Milano ------ DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE COPIA CONFORME Citta di Cinisello Balsamo ---------------- Provincia di Milano ------ Codice n. 10965 Data: 01/08/2005 GC N. 277 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE OGGETTO: CONTRATTO DI QUARTIERE II -

Dettagli

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 PUC3 COMUNE DI PARRANO Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 Interventi per la rivitalizzazione e rifunzionalizzazione delle aree urbane e dei centri storici Riqualificazione dell insediato storico

Dettagli

Ambiti di Rivitalizzazione Prioritaria (ARP)

Ambiti di Rivitalizzazione Prioritaria (ARP) Incontro Ordini professionali Regione Umbria Legge regionale 21 gennaio 2015, n.1 Testo unico governo del territorio e materie correlate Ambiti di Rivitalizzazione Prioritaria (ARP) DIREZIONE PROGRAMMAZIONE,

Dettagli

Tra. il Comune di Verona, in persona del Sindaco Pro tempore, Flavio Tosi, domiciliato per la carica in Verona, Piazza Brà n. 1

Tra. il Comune di Verona, in persona del Sindaco Pro tempore, Flavio Tosi, domiciliato per la carica in Verona, Piazza Brà n. 1 SCHEMA ACCORDO DI PROGRAMMA ai sensi dell art. 7 della L. R. V. 11/2004 e dell art. 34 del D. Lgs 267/2000 PER LA VALORIZZAZIONE E LA RILOCALIZZAZIONE DELLA SEDE DELL ULSS 20 DI VERONA Tra il Comune di

Dettagli

A Cura di Dott. Claudio Furloni Settore Verde e Agricoltura Servizio Agricoltura: www.agricity.it P.zza Duomo 14-20122 Milano.

A Cura di Dott. Claudio Furloni Settore Verde e Agricoltura Servizio Agricoltura: www.agricity.it P.zza Duomo 14-20122 Milano. Linee guida per la concessione e l uso, a tempo determinato, di ambiti territoriali urbani da destinare alla realizzazione di orti urbani in attuazione del progetto denominato COLTIVAMI e GIARDINI CONDIVISI

Dettagli

PIATTAFORMA DEL RINNOVO INTEGRATIVO PROVINCIALE DI BENEVENTO 2011 2013 PREMESSA

PIATTAFORMA DEL RINNOVO INTEGRATIVO PROVINCIALE DI BENEVENTO 2011 2013 PREMESSA PIATTAFORMA DEL RINNOVO INTEGRATIVO PROVINCIALE DI BENEVENTO 2011 2013 PREMESSA La situazione attuale del settore delle costruzioni, nella provincia di Benevento, impone di rendere più strutturali le relazioni

Dettagli

La nuova programmazione europea e regionale: prospettive per il Patto dei Sindaci

La nuova programmazione europea e regionale: prospettive per il Patto dei Sindaci La nuova pianificazione regionale Capacity building per i Comuni della Provincia di Torino: pianificazione energetica locale e meccanismi di finanziamento 7 Novembre 2013 La nuova programmazione europea

Dettagli

Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati

Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati Stato degli atti dopo il Febbraio 2010: Sono state presentate 90 proposte. L estensione complessiva delle

Dettagli

Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità

Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità E stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo un attesa di ben 2 settimane e tante modifiche, il Decreto Sblocca Italia, D.L. 133/2014. Dall analisi

Dettagli

Data di nascita: 5 Marzo 1961. Istruzione:

Data di nascita: 5 Marzo 1961. Istruzione: Nome e Cognome: Lides Canaia Data di nascita: 5 Marzo 1961 Funzione attuale: Direttore Area Tecnica Istruzione: * Laurea in Architettura conseguita presso l Istituto Universitario di Architettura di Venezia

Dettagli

STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE DI CIVITAVECCHIA ARCHITETTURA DELLA MACROSTRUTTURA. Sindaco e Giunta Comunale

STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE DI CIVITAVECCHIA ARCHITETTURA DELLA MACROSTRUTTURA. Sindaco e Giunta Comunale STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE DI CIVITAVECCHIA ARCHITETTURA DELLA MACROSTRUTTURA Staff del Sindaco Sindaco e Giunta Comunale Polizia Locale Segreteria Generale OIV Gabinetto del Sindaco Servizi Finanziari

Dettagli

TITOLO I PRINCIPI. Art. 1. (Finalità)

TITOLO I PRINCIPI. Art. 1. (Finalità) Legge Vigente Anno 2001 Numero 20 Data 27/07/2001 Materia Titolo Note Urbanistica - edilizia pubblica Norme generali di governo e uso del territorio. (*) La Corte Costituzionale, con sentenza 5 maggio

Dettagli

Interventi urgenti a sostegno della crescita

Interventi urgenti a sostegno della crescita Interventi urgenti a sostegno della crescita Misure di accelerazione dell utilizzo delle risorse della politica di coesione (Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Azione Coesione e Programmi dei Fondi Strutturali

Dettagli

4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE

4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE 4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE PREMESSA L amministrazione comunale di Aviatico, al fine di favorire una regolare e ordinata gestione ambientale e paesaggistica delle aree prative

Dettagli

9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO

9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO 9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO ART. 1 Il Comune di Capergnanica è tenuto ad informare i Soggetti Attuatori delle previsioni dello strumento urbanistico, denominato Piano di Governo del Territorio (P.G.T.),

Dettagli

Sardegna. Strategia di valorizzazione per i territori storici. I risultati del bando Biddas

Sardegna. Strategia di valorizzazione per i territori storici. I risultati del bando Biddas Sardegna. Strategia di valorizzazione per i territori storici. I risultati del bando Biddas Marco Melis Direttore Generale Assessorato dell Urbanistica STRATEGIE E PROCESSI DI VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI

Dettagli

COMUNE DI PORTICI DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO PROGRAMMA PIU EUROPA

COMUNE DI PORTICI DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO PROGRAMMA PIU EUROPA COMUNE DI PORTICI DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO PROGRAMMA PIU EUROPA Scheda dii Siintesii Intervento N 11.b SEZIONE I: IDENTIFICAZIONE DELL INTERVENTO TITOLO PROGETTO: LA VALORIZZAZIONE DELLE EMERGENZE

Dettagli

Un nuovo orizzonte per la tutela e la sicurezza del lavoro nei cantieri edili

Un nuovo orizzonte per la tutela e la sicurezza del lavoro nei cantieri edili Supplemento 1.2009 7 Un nuovo orizzonte per la tutela e la sicurezza del lavoro nei cantieri edili Gian Carlo Muzzarelli* Sommario 1. Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili. 2. I cardini della

Dettagli

ELETTRODOTTI E DI IMPIANTI RADIOELETTRICI...8

ELETTRODOTTI E DI IMPIANTI RADIOELETTRICI...8 1. SOMMARIO 1. SOMMARIO...2 2. INTRODUZIONE...3 3. RIFERIMENTI NORMATIVI...3 4. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SENSIBILI...4 4.1 APPROCCIO METODOLOGICO...4 4.2 AREE SENSIBILI INDIVIDUATE...5 5. AREE SENSIBILI

Dettagli

DECRETO MINISTERIALE 8 OTTOBRE 1998.

DECRETO MINISTERIALE 8 OTTOBRE 1998. DECRETO MINISTERIALE 8 OTTOBRE 1998. PROMOZIONE DI PROGRAMMI INNOVATIVI IN AMBITO URBANO DENOMINATI "PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA E DI SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO". (G.U. del 27 novembre

Dettagli

proposta di legge n. 105

proposta di legge n. 105 REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE proposta di legge n. 105 a iniziativa dei Consiglieri Procaccini, Martoni presentata in data 31 gennaio 2002 TUTELA DELLA SALUTE E SALVAGUARDIA DELL AMBIENTE DALL INQUINAMENTO

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA. FS SISTEMI URBANI S.r.l. RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A. COMUNE DI SALERNO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO

PROTOCOLLO D INTESA TRA. FS SISTEMI URBANI S.r.l. RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A. COMUNE DI SALERNO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO PROTOCOLLO D INTESA TRA FS SISTEMI URBANI S.r.l. RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A. COMUNE DI SALERNO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL AREA DELLA STAZIONE FERROVIARIA E DELLO

Dettagli

Il Vicepresidente GELLI

Il Vicepresidente GELLI 10 14.2.2007 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 2 Art. 25 Entrata in vigore 1. Il presente regolamento entra in vigore novanta giorni dopo la sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della

Dettagli

Uso efficace dei fondi comunitari per contribuire al rilancio dell economia e del sistema produttivo

Uso efficace dei fondi comunitari per contribuire al rilancio dell economia e del sistema produttivo Uso efficace dei fondi comunitari per contribuire al rilancio dell economia e del sistema produttivo Sabina De Luca Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica Roma, 29 Novembre 2012 1 Fondi

Dettagli

integrazione delle politiche urbane con le politiche di welfare; la programmazione come base irrinunciabile della pianificazione;

integrazione delle politiche urbane con le politiche di welfare; la programmazione come base irrinunciabile della pianificazione; ALLEGATO G Indirizzi per l applicazione del titolo V della l.r. 38/07 e s.m.i.. 1. Premesse: principi informatori. La legge regionale 38/07 e s.m.i. è ispirata ad alcuni principi generali che rinnovano

Dettagli

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7.1. Premessa La qualità dell ambiente e lo stile di vita sono strettamente correlati alle caratteristiche specifiche della struttura urbana locale. In una fase in cui

Dettagli

Scheda n. 3 PER COSA SARANNO UTILIZZATI I FONDI?

Scheda n. 3 PER COSA SARANNO UTILIZZATI I FONDI? Scheda n. 3 PER COSA SARANNO UTILIZZATI I FONDI? Il piano di investimenti per l Europa consisterà in un pacchetto di misure volte a sbloccare almeno 315 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati

Dettagli

Testo Unico del Commercio

Testo Unico del Commercio Testo Unico del Commercio Un nuovo strumento per semplificare la vita delle aziende e dei cittadini, trasformare la Regione in un amministrazione amica delle imprese e per rilanciare lo sviluppo del settore.

Dettagli

Lo studio di fattibilità

Lo studio di fattibilità Laboratorio integrato 3 Valutazione economica del progetto Clamarch a.a. 2015/16 Lo studio di fattibilità Docente Collaboratori prof. Stefano Stanghellini stefano.stanghellini@iuav.it arch. Valeria Ruaro

Dettagli

Faq Aster. Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate?

Faq Aster. Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate? Faq Aster Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate? Certamente sì, uno dei principali scopi di ASTER è quello di creare nuova imprenditorialità e nuova occupazione.

Dettagli

Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi

Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi Considerazioni sulla Competitività e sui sistemi produttivi Premessa In sede di programmazione degli obiettivi specifici dei sistemi produttivi occorre focalizzarsi sulla creazione di un sistema locale

Dettagli

In questo senso è importante sottolineare la molteplicità dei significati che può essere attribuito al termine formare, che significa al contempo:

In questo senso è importante sottolineare la molteplicità dei significati che può essere attribuito al termine formare, che significa al contempo: Obiettivi del Project Work Il Project work si intitola: La formazione della città del welfare Promuove una sperimentazione progettuale in cui gli studenti dovranno cercare di coniugare il tema della qualità

Dettagli

Sblocca Italia: ecco la tabella con le novità per l edilizia in vigore

Sblocca Italia: ecco la tabella con le novità per l edilizia in vigore Sblocca Italia: ecco la tabella con le novità per l edilizia in vigore Il decreto Sblocca Italia (DL 133/2014 convertito nella Legge 164/2014) ha introdotto significative modifiche al Testo Unico dell

Dettagli

D.d.l. n. 805 del 18 ottobre 2011

D.d.l. n. 805 del 18 ottobre 2011 D.d.l. n. 805 del 18 ottobre 2011 Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico Iniziativa: Parlamentare Firmatari: Fabio Maria

Dettagli

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 16-11-2001 REGIONE PUGLIA "Riforma dell'ordinamento regionale in materia di programmazione, bilancio, contabilità regionale e controlli" (Pubblicata nel Bollettino Ufficiale n.

Dettagli

ECOQUARTIERI IN ITALIA: UN PATTO PER LA RIGENERAZIONE URBANA. 6 giugno, ore 14.30, Milano

ECOQUARTIERI IN ITALIA: UN PATTO PER LA RIGENERAZIONE URBANA. 6 giugno, ore 14.30, Milano ECOQUARTIERI IN ITALIA: UN PATTO PER LA RIGENERAZIONE URBANA. 6 giugno, ore 14.30, Milano ECOQUARTIERI IN ITALIA: UN PATTO PER LA RIGENERAZIONE URBANA. Rigenerazione sostenibile delle città e dei territori

Dettagli

COMUNE DI TORRE SANTA SUSANNA ASSESSORATO ALL URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO

COMUNE DI TORRE SANTA SUSANNA ASSESSORATO ALL URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO COMUNE DI TORRE SANTA SUSANNA ASSESSORATO ALL URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO Regolamento Comunale per l edilizia sostenibile finalizzato alla graduazione degli incentivi (Approvato con delibera di

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE

Dettagli