AMBIENTE SERVIZI VARIE

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1 AICQ_cover_no-dic2011_v2_Cover AICQ 30/11/11 14:11 Pagina 2 Numero 6/2011 Novembre/Dicembre AMBIENTE I COSTI DELLA NON SICUREZZA COSTI E BENEFICI DELLA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE RESPONSABILITÀ SOCIALE, AMBIENTE, REATI Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n 46) art.1 comma 1 DCB Milano - Contiene I.P. SERVIZI QUALITÀ DELLA VITA L AEROSPAZIO IN USA E IN EUROPA L'EUROPA DEL SERVIZIO FERROVIARIO VARIE I WIKI PER I DOCUMENTI DELLE PMI SISTEMI DI GESTIONE E LEAN PRODUCTION

2 AICQ_cover_no-dic2011_v2_Cover AICQ 30/11/11 14:11 Pagina 3

3 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 1 Associazione Italiana Cultura Qualità FEDERAZIONE NAZIONALE Milano - via Cornalia, 19 tel fax Presidente: Vincenzo Mazzaro Vicepresidenti: Marco Gentilini Assemblea: Giovanni Romano; Federica Galleano; Santo Paternò; Antonio Lanzotti; Ettore La Volpe; Franco Drusiani; Marco Gentilini; Alberto Bobbo Giunta esecutiva: Giovanni Romano; Alessandro Manzoni; Marco Gentilini; Walter Piacentini; Santo Paternò; Ettore La Volpe; Alberto Bobbo Segretario Generale: Giacomo Casarino Segreteria Nazionale: Annalisa Rossi ASSOCIAZIONI TERRITORIALI DELLA FEDERAZIONE AICQ - Associazione Italia Centronord Milano - via M. Macchi, 42 - tel fax Presidente: Giovanni Romano AICQ - Associazione Piemontese Torino - via Genovesi, 19 - tel fax Presidente: Federica Galleano AICQ - Associazione Tosco Ligure c/o CIPAT Via dei Pilastri n 1/ Firenze Tel. e fax Presidente: Ettore La Volpe AICQ - Associazione Triveneta Mestre (VE) - Galleria Giacomuzzi, 6 tel fax Presidente: Alberto Bobbo AICQ - Associazione Emilia Romagna Bologna - via Bassanelli, 9/11 tel fax Presidente: Andrea Minarini AICQ - Associazione Centro Insulare Roma - via di San Vito, 17 - tel fax Presidente: Marco Gentilini AICQ - Associazione Meridionale Napoli - via Giulio Cesare, tel fax Presidente: Antonio Lanzotti AICQ - Associazione Sicilia Palermo - via F. Crispi 120, c/o Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo cell fax Presidente: Santo Paternò SETTORI TECNOLOGICI Settore Alimentare c/o Associazione Italia Centronord Presidente: Claudio Mariani Settore Autoveicoli c/o Associazione Piemontese Presidente: Federico Rivolo Settore Costruzioni Civili c/o Associazione Centro Insulare Presidente: Antonino Santonocito Settore Elettronico ed Elettrotecnico c/o Associazione Italia Centronord Presidente: Giovanni Mattana Settore Servizi per i Trasporti c/o Associazione Centro Insulare Presidente: Sergio Bini Settore Turismo c/o Associazione Piemontese Presidente: Caterina Fioritti Settore Trasporto su Rotaia c/o AICQ Nazionale Presidente: Gianfranco Saccione Settore Scuola c/o Associazione Italia Centronord Presidente: Paolo Senni Guidotti Magnani COMITATI TECNICI Comitato Ambiente c/o Associazione Italia Centronord Presidente: Antonio Scipioni Comitato Salute e Sicurezza c/o Associazione Nazionale Coordinatore: Diego Cerra Comitato Metodi Statistici c/o Associazione Nazionale Presidente: Egidio Cascini Comitato Metodologie di Assicurazione della Qualità c/o Associazione Centro Insulare Presidente: Francesco Carrozzini Comitato Normativa e Certificazione dei Sistemi Gestione Qualità c/o Associazione Nazionale Presidente: Cecilia de Palma Comitato Qualità del Software e dei servizi IT c/o Associazione Italia Centronord Presidente: Mario Cislaghi Comitato Risorse Umane e Qualità del Lavoro c/o Associazione Triveneta Presidente: Piero Dettin Comitato Aziende Benchmarking/TQM

4 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 2 2 sommario Ambiente e responsabilità sociale 19 Massimo Leone, Rossella Mortellaro Settore conciario e ambiente 22 Gruppo UNIC editoriale Qualità per i sistemi o anche Qualità per IL SISTEMA? 3 Giovanni Mattana attualità La futura norma iso 9001, possibili orientamenti 4 Ennio Nicoloso 1 Ambiente Stimare i costi della non sicurezza: il modello CONOSCO 6 Antonio Scipioni, Anna Mazzi, Luca Pravato, Davide Tommasi L ecodesign come strumento per la green compliance 10 Massimo Tronci, Mario Fargnoli Benefici e costi della certificazione Iso in Italia 16 Antonio Scipioni, Anna Mazzi, Sara Toniolo, Alessandra Archetti, Filippo Zuliani Reati ambientali tra dichiarazioni volontarie e cogenze 26 Francesco C. Barbieri 2 Servizi Qualità dei servizi e qualità della vita 28 Giovanni Mattana Interoperabilità ferroviaria europea: stato e prospettive 32 Massimo M. Marianeschi, Letizia Vannelli L aerospazio USA e le norme cogenti in Europa 36 Francesco Paolo Cantelli 3 Varie Sistemi di gestione e lean production 44 Andrea Calisti e Magdi El Sawi Rubriche: IMQ, Rina, Anfia, Regione Lombardia 48 Settimana Europea della Qualità: per avere un quadro completo degli eventi promossi dalle Federate Aicq consulta il sito n. 6 Edizione Nazionale AICQ Autorizzazione del Trib. di Torino n. 783 del Registro del 28/11/52 ISSN Direttore responsabile Giovanni Mattana Redazione Annalisa Rossi Segreteria di redazione AICQ - via Cornalia, Milano Tel Fax Comitato editoriale e di supporto Composto da: Giovanni Mattana (coordinatore), Presidente AICQ, Sergio Bini, Claudio Rosso, Pietro Fedele, Egidio Cascini, Mario Cislaghi, Cecilia de Palma, Piero Dettin, Italo Benedini. Editore Mediavalue srl Via Domenichino, Milano tel fax Redazione, grafica, impaginazione Abbonamenti Pubblicità Stampa Arti Grafiche Frattini - Bernate Ticino (MI) Gli articoli di questo numero, pur ritenuti validi dagli editori per il loro contenuto, vengono pubblicati sotto la responsabilità degli Autori. In conformità a quanto previsto dal D.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e fatti salvi i diritti dell interessato ex art. 7 del suddetto decreto, l invio di Qualità autorizza AICQ stessa al trattamento dei dati personali ai fini della spedizione di questa pubblicazione. Diritti riservati - Pubblicità inferiore 50% Distribuzione: La rivista - bimestrale - è stampata in copie a numero e ha distribuzione nazionale. Viene inviata a tutti i Soci AICQ in abbonamento postale, e ai responsabili qualità delle aziende. Spedizione in abbonamento postale - DL 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Milano. Prezzi di vendita per l Italia: una copia 5,00, copia arretrata 10,00, abbonamento annuo (6 numeri) 50,00; (12 numeri) 95,00. Per l estero: una copia 15,00. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico sul c/c bancario: IBAN IT33N X67 intestato a Mediavalue srl

5 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 3 3 Giovanni Mattana Qualità per i sistemi o anche Qualità per IL SISTEMA? editoriale La disciplina della qualità ha fortemente contribuito alla diffusione del concetto di sis (attraverso le applicazioni dei moltissimi sistemi di gestione ), ma poi sembra averlo confinato in un ambito limitato e microeconomico, con poca capacità di estenderne l'applicazione a Sistemi più ampi; sembra aver dimenticato che sis significa identificare e governare le connessioni e le interdipendenze e anche le catene di consequenzialità. Oggi l'opinione pubblica mondiale è sconcertata dalle implicazioni della mancanza di visioni sistemiche e di incapacità di gestione dei sistemi complessi ed è fortemente preoccupata dalle conseguenze di tale deficit. Si stanno affrontando le dinamiche di molti problemi con logiche inerziali, come se le loro traiettorie non incontrassero dei momenti di rottura, dei salti di qualità, positivi o negativi. In vari ambiti aumenta la percezione di essere in presenza di uno di questi momenti di rottura: quello del futuro dei giovani, peggiore di quello dei padri, quello di una inversione epocale di segno su numerosissime altre tiche complessive, dal welfare allo sviluppo economico, al degrado ambientale, a quello etico. I problemi economici, finanziari, ecologici, sociali, finora trattati essenzialmente in comparti separati, stanno mostrando tutti i limiti di tale trattazione: sconcerta la potenza distruttiva delle sinergie negative e il sempre più alto tasso di decisioni controproducenti rispetto al risultato complessivo auspicato. Una quindicina d anni fa, nel libro L Epoca del Paradosso, Charles Handy, descrivendo il lavoro e la società in preda alle contraddizioni, suggeriva come convivere con esse e proponeva alcuni saggi antidoti al mondo delle contraddizioni; ma partiva dall assunto che bisogna aver fede nel futuro per dare un senso al presente; purtroppo oggi, lo confermano anche varie statistiche, sono proprio la fede nel futuro e la condivisione di un progetto a mostrare una brusca caduta. Qualcuno ricorderà l'importante volume di Peter Senge, La Quinta Disciplina, in cui si leggeva il pensiero sistemico è l'antidoto al senso di impossibilità che molti provano mentre stiamo entrando nell'era dell'interdipendenza. Il pensiero sistemico è una disciplina per vedere le strutture che sottostanno a situazioni complesse e per distinguere le leve di cambiamento forti da quelle deboli. In altre parole, vedendo il tutto, apprendiamo come migliorare la salute complessiva. Queste esigenze di fondo cominciano ad emergere su diversi fronti: la problematica della Responsabilità Sociale e in particolare l applicazione della Iso sta costruendo i collegamenti tra la dimensione economica, quella sociale e quella ambientale (anche l ISTAT ha uno studio in corso); il della Sostenibilità mostra delle connessioni dirette con quello della responsabilità sociale (si vedano, in questo numero, gli articoli sui Costi della non sicurezza, sull Eco-design, su Ambiente e responsabilità sociale); il della Qualità della Vita sta dilatando l elenco degli aspetti da prendere in considerazione per una valutazione complessiva (ne parliamo in altro articolo di questo numero); il dell insufficienza dello strumento del Pil ha dato origine, a livello internazionale, a numerosi cantieri di analisi che hanno prodotto una notevole evoluzione delle conoscenze in campo economico: dal Rapporto sulla performance economica e il progresso sociale elaborato da Stiglitz, Sen e Fitoussi, voluto dal presidente francese Sarkozy, al Global Project on Measuring the Progress of Society dell OCSE, all Indice di sviluppo umano (HDI) dell ONU; il recentissimo studio della American Society for Quality sul Futuro della Qualità, di cui parleremo in una prossima occasione, individua i principali fattori di cambiamento globale e considera il loro possibile impatto anche sulla Qualità. Ormai sono in molti a pensare che diventa sempre più indispensabile passare da una logica di Quantità ad una logica di Qualità, del Sis.

6 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 4 4 Attualità attualità >> Ennio Nicoloso Consigliere AicqCI La futura norma iso 9001, possibili orientamenti INTRODUZIONE Nella riunione di Tokyo, del Febbraio 2099, l ISO TC176/SC2 (Sistemi Qualità) ha deciso di effettuare una indagine, a livello mondiale, sugli utilizzatori, anche poten- dagine su siti web, con articoli, e- mail, ecc. SINTESI DEI RISULTATI E importante ricordare, nell analisi dei risultati, che le risposte provengono da organizzazioni e persone al corrente dell indagine e disponibili a fornire il proprio contributo e che l indagine non mirava ad ottenere un campione rappresentativo di tutte le parti interessate. La principale motivazione per la certificazione ISO 9001 è la soddisfazione del cliente Quesito 10.5 : Quale dei seguenti fattori hanno influenzato la scelta della certificazione ISO 9001 della vostra organizzazione? Risposta (domanda a risposta multipla) Soddisfazione del cliente Richieste del mercato Requisito del cliente ziali, della ISO Non tutti i partecipanti, inoltre, hanno ri- Conformità autodichiarata Obiettivo dell indagine: comprendere me- sposto a tutte le domande dell indagine (il Altro 560 glio le esigenze degli utilizzatori (attuali e numero delle risposte è riportato in corri- 5.2 I benefici più importanti derivanti dal- futuri) della ISO 9001 (e ISO 9004), per spondenza ai singoli punti dell indagine). la applicazione della ISO 9001 poterne tener conto per le future edizioni. 4.1 Numero delle risposte I benefici più importanti sono legati alla L indagine è stata preparata, da un appo- E pervenuto un totale di risposte, maggior soddisfazione dei clienti ed alla sito gruppo di lavoro, nel Luglio 2009 ed da 122 paesi. adozione di processi standardizzati. è stata lanciata nell Ottobre Le ri- 4.2 Organizzazioni/persone Quesito 11.3 Quali sono i benefici più sposte all indagine sono state accettate si- Quesito 2.4: La vostra è una risposta a ti- importanti derivanti dalla applicazione no a fine Febbraio tolo individuale o per conto della vostra della ISO 9001? DESTINATARI DELL INDAGINE I risultati dell indagine sono destinati prin- organizzazione? Risposta ( risposte) Risposta individuale 53% Per conto dell organizzazione 47% Risposta (domanda a risposta multipla) Maggior soddisfazione dei clienti Adozione di processi standardizzati cipalmente all apposito Gruppo Strategi- 4.3 Dimensione delle organizzazioni Maggior impegno co della ISO/TC 176/SC2, per pianificare Quesito 3.1: Qual è la dimensione della del management il processo e stabilire le linee di sviluppo vostra organizzazione, per numero di per- Efficace utilizzo dei dati delle future edizioni delle proprie norme. sone? come strumento gestionale PROCESSO Il processo per la preparazione e l attiva- Risposta (5.754 risposte) Grande (oltre 500 persone) 24% Media (tra 50 e 499 persone) 39% Riesami di direzione più efficaci Migliori comunicazioni con i clienti zione dell indagine ha riguardato: Piccola (sino a 49 persone) 37% Migliori prestazioni dei fornitori La identificazione di un ampio cam- 4.4 Categorie di prodotti Obblighi contrattuali pione di utilizzatori (attuali e poten- Quesito 3.3 : Qual è la categoria dei vo- Migliori comunicazioni ziali) della norma, per la conduzione stri prodotti? con i fornitori dell indagine. Risposta (5.754 risposte) Migliori prestazioni Lo sviluppo di una serie di 14 catego- Servizi 43% economico-finanziarie rie di domande. Hardware 31% Altro 354 L utilizzo di uno strumento informati- Materiali da processo continuo 19% Nessun beneficio 161 co semplice per la raccolta dei dati. Software 7% 5.3 Integrazioni del Sis di Gestione Il riferimento alle quattro categorie di 4.5 Tipologia di utilizzatori della ISO 9001 ISO 9001 con altre norme sui Sistemi di prodotti applicabili alla ISO Quesito 6.1 : A quale tipologia di utiliz- Gestione o con altri modelli 9001:2008 (hardware, software, ma- zatore della ISO 9001 appartenete? Le maggiori integrazioni della ISO 9001 teriali da processo continuo, servizi). Risposta (9.426 risposte) sono state quelle con i Sistemi di Gestio- La traduzione dell indagine in 11 lin- Utilizzatore certificato 76% ne ISO ed OHSAS gue, per facilitarne l utilizzo, in rispo- Utilizzatore non certificato 13% Quesito 11.4 : Con quali altri SG o Mo- sta alle esigenze dei partecipanti al- Utilizzatore certificato in passato 6% delli avete potuto integrare il vostro SGQ l indagine. Non utilizzatore (attualmente) 5% ISO 9001? La conduzione di una indagine pilota (con 149 risposte) atta a validare il processo. ASPETTI SIGNIFICATIVI 5.1 Fattori che influenzano la certifica- Risposta (domanda a risposta multipla) Ambiente (ISO 14001) OHSAS La segnalazione e promozione dell in- zione ISO 9001 Integrazione non adottata 1.903

7 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 5 Attualità 5 Altri modelli (ad esempio 5 15% Altro 4% il Malcom Baldrige) 973 Autoveicolistico (ISO TS ) 841 Sicurezza informatica (ISO 27001) 471 Aerospaziale (AS 9000, EN 9100) 458 Dispositivi medicali (ISO ) 414 Sicurezza alimentare (ISO ) 339 ISO 1702x 154 Energia (Bozza ISO e EN ) % 7 12% (adottata) 5.5 Familiarità con la ISO 9004:2009 Il 56% ha segnalato una scarsa familiarità con la ISO 9004:2009 Quesito 11.8 : Che grado di familiarità avete con la ISO 9004:2009? Risposta (8.184 risposte) 1 16% (nessuna familiarità) 2 26% 5.7 Opzioni preferite per il futuro della ISO 9001 Tra le sottoelencate opzioni strategiche, offerte come possibili alternative: nessuna ha ricevuto oltre il 53% di risposte positive le opzioni più gradite (B, G, A & F) sono tutte a favore di un'unica norma le opzioni meno gradite (C, E & D) sono quelle che prevedono più docu- attualità Telecomunicazioni (TL9000) % menti normativi Sicurezza nella catena 4 13% Quesito 13.1 : Quali, tra le sottoelencate di fornitura (ISO ) % opzioni, ritenete preferibili per il futuro EFQM % della ISO 9001? Industria petrolifera e gas % (molta familiarità) Risposta 5.4 Familiarità con la ISO 9004: Rilevanza della ISO 9001: L importanza di incorporare nella ISO Il 45% ha scarsa familiarità con la ISO Il 64% ritiene che la ISO 9001:2008 vada 9001 ulteriori aspetti 9004:2000 (ora sostituita dalla ISO bene, ma richieda dei miglioramenti; il All inserimento degli aspetti sottoripor- 9004:2009). 27% che vada bene così com è; il 5% non tati è favorevole tra il 75% ed il 55% del- Quesito 11.7 : Che grado di familiarità ritiene sia rilevante. le risposte avete con la ISO 9004:2000? Quesito 11.8 : Come valutate la attuale ri- Quesito 13.3 : Che valutazione date sul- Risposta (7.956 risposte) levanza della ISO 9001:2008? l inserimento, nella ISO 9001, degli aspet- 1 15% (nessuna familiarità) Risposta (7.918 risposte) ti sottoriportati? 2 18% Va bene, ma con dei miglioramenti 64% Risposta (8.184 risposte) 3 12% Sta bene com è 27% 4 12% Non è più rilevante 5% continua a pagina 9 OPZIONI n o risposte Risposte (in %) positive neutre negative Opzione A - Non modificare la ISO 9001 e riconfermarla così com è per i successivi cinque anni (sino a circa il 2018) Opzione B - Rivedere la ISO 9001, con modifiche basate sui suggerimenti di questa indagine, mantenendo cogenti tutti i requisiti. Opzione C - Lasciare invariata la ISO 9001:2008 ma sviluppare anche > 65 un altra norma con un livello più avanzato di requisiti per il SGQ orientato al successo sostenibile ed utilizzabile per le certificazioni Opzione D - Lasciare invariata la ISO 9001:2008 ma sviluppare anche >65 un altra norma con un livello più ridotto di requisiti per il SGQ, utilizzabile per la certificazione di organizzazioni che forniscono prodotti a basso rischio. Opzione E - Sostituire la ISO 9001:2008 con una serie di tre documenti >65 (SGQ 1, SGQ 2, SGQ 3) con requisiti di alto, medio e basso livello, utilizzabili per le certificazioni in relazione ai rischi ed alla criticità dei prodotti dell organizzazione. Opzione F - Sostituire la ISO 9001:2008 con una norma singola che include un ampia gamma di requisiti di alto e basso livello, fornendo all organizzazione una maggior scelta legata al rischio ed alla criticità associate ai prodotti dell organizzazione Opzione G - Sostituire la ISO 9001:2008 con un unica norma che offra dei gruppi di requisiti di alto, medio e basso livello, con valutazioni a punti del livello di maturità

8 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 6 6 Ambiente >> Antonio Scipioni Prof. Facoltà Ingegneria Univ. Padova e Resp. del Centro Studi Qualità Ambiente del Dipartimento di Processi Chimici Anna Mazzi Ingegnere Gestionale e Dottore di Ricerca in Ingegneria Gestionale Luca Pravato Ingegnere chimico, collaboratore del Consorzio Univ. di Ricerca Applicata Univ. Padova Davide Tommasi Ingegnere per l Ambiente e il Territorio, collaboratore del Consorzio Univ. di Ricerca Applicata Univ. Padova Stimare i costi della non sicurezza: il modello CONOSCO Abstract Le statistiche nazionali ed internazionali confermano anno dopo anno come il della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sia una questione di primaria importanza per il mondo economico: infortuni e malattie professionali hanno ripercussioni pesanti sulla produttività delle imprese e sulla ricchezza complessiva di un Paese. Tuttavia, le imprese spesso non hanno la consapevolezza dei costi economici legati alla non sicurezza, e questo non tanto per negligenza o disattenzione da parte degli imprenditori, quanto piuttosto per la difficoltà di individuare e quantificare i costi della sicurezza, dovuta alla carenza di strumenti di valutazione semplici e adattabili al contesto delle piccole-medie imprese. Il progetto che presentiamo, frutto della collaborazione tra il Consorzio Universitario di Ricerca Applicata dell Università di Padova, Confindustria Padova e la Camera di Commercio di Padova, affronta questo e propone una metodologia innovativa per la stima dei costi aziendali legati a situazioni di non sicurezza. Il modello CO.N.O.S.CO. consente di quantificare, mediante formule matiche semplici, una serie importante di voci di costo che, sebbene non visibili all organizzazione (i cosiddetti costi indiretti), contribuiscono in modo molto significativo al reale costo complessivo di un incidente professionale. L applicazione sperimentale del modello a cinque casi di studio della Provincia di Padova conduce a risultati molto interessanti e dimostra come la conoscenza del valore economico associato a determinate situazioni di rischio possa essere fondamentale per accrescere la sensibilità di manager e lavoratori nei confronti della sicurezza sul lavoro. La sicurezza sul lavoro come elemento di competitività dell impresa Nella visione manageriale classica (teoricamente superata ma che sfortunatamente vale ancora per molte organizzazioni), il fattore decisivo per le prestazioni aziendali è rappresentato dal saldo finanziario. Al contrario, è sempre più frequente osservare come i classici indicatori finanziari non siano più sufficienti a descrivere appieno le capacità competitive delle imprese. Per una valutazione corretta delle performance economiche di un organizzazione, è sempre più evidente che è necessario comprendere aspetti che vanno aldilà della dimensione finanziaria, per includere elementi relativi alle condizioni di lavoro, al benessere dei dipendenti e all ambiente di lavoro. In particolare, un importante contributo alle performance economiche di un impresa è senza dubbio dato dalle condizioni di sicurezza sul lavoro, che influenzano in modo indiretto ma anche diretto la competitività aziendale ed il raggiungimento di specifici obiettivi di business. Recenti sviluppi nella valutazione delle prestazioni aziendali hanno reso palese come la salute sul lavoro contribuisca al successo aziendale in svariati modi. Gli investimenti aziendali tesi al miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro sono altamente proficui dal punto di vista economico-finanziario. In particolare, come dimostrano numerosi studi a livello europeo ed internazionale, sono diversi i fattori che legano vicendevolmente una buona gestione della sicurezza sul lavoro con un buon rendimento del business (EASHW, 2007/b, 2009, 2010; Gervais et al., 2009; Linhard, 2005; Mossink et al., 2002): un ambiente di lavoro che salvaguardi la salute dei lavoratori consente minori rischi per i dipendenti; una giusta prevenzione comporta un minor turnover dei dipendenti; lavoratori in buona salute sono più produttivi e producono con migliore qualità; un numero inferiore di infortuni provoca costi più bassi e minori interruzioni dei processi produttivi. Le difficoltà di una valutazione economica della sicurezza Sfortunatamente, molte organizzazioni tendono a non calcolare in modo sistico i costi degli incidenti sul lavoro. Ciò è attribuibile ad una carenza sia di

9 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 7 Stimare i costi della non sicurezza: il modello CONOSCO 7 conoscenza della materia sia di com- et al., 2009; Linhard, 2009; Mazzi et al., non è consapevole delle ripercussioni prensione dei meccanismi compensativi coinvolti negli incidenti da parte dei manager aziendali. La causa di tutto verte sul fatto che molti di essi ritengono che la grande maggioranza delle spese relative a questa voce di costo siano comun- 2010): costi diretti, sostenuti direttamente dalle imprese più facilmente quantificabili (per l assenza dell infortunato, per riparazione o sostituzione di macchinari o materiali, per fermo produ- economiche legate alla salute e sicurezza sul lavoro e, a dimostrazione di questo, non sa calcolare in modo sistico i costi legati agli incidenti sul lavoro. Di contro, la valutazione affidabile del costo sostenuto da un azienda per gli in- que assicurate e, pertanto, non colgono zione, per retribuire lavoro straordina- cidenti professionali può essere un vali- nessuna ragione sufficiente a far loro in- rio, per ricerca e formazione di nuovo do aiuto al top management come pure vestire il proprio tempo, le proprie ener- personale sostitutivo, per incremento a tutti i dipendenti di un impresa, in gie, e le proprie risorse nella raccolta dei dei contributi previdenziali e assicura- quanto permette di interiorizzare l im- dati necessari per il calcolo effettivo di tivi, per eventuali sanzioni); portanza delle misure di sicurezza avvi- tali costi. Altre motivazioni per le quali costi indiretti, sostenuti dalle imprese cinandole ad una prospettiva economi- molte aziende preferiscono non calcola- che non trovano voci di costo esplici- co-gestionale. re tali costi, specialmente quelli indiretti, sono (EASHW, 2007/a, 2010; Gervais et al., 2009): te ma che hanno grande incidenza nell economia aziendale (per perdita di produzione, per minor rendimento Il modello CONOSCO La sicurezza sul lavoro rappresenta oggi difficoltà vere e proprie di misura (in del nuovo personale o minore produt- per le aziende un investimento economi- quanto la loro valutazione risulta mol- tività del lavoratore infortunato, per co, e non una spesa dettata esclusiva- to spesso difficile ed economicamente perdita di immagine, per eventuali se- mente da ragioni legali. Per rendere dispendiosa), questri di impianti, per minore moti- esplicito questo concetto, l Associazione il sovraccarico di lavoro gestionale vazione del personale e conseguente Industriali della Provincia di Padova e il che verrebbe richiesto per monitorare turn over, per peggioramento nei rap- Centro Studi Qualità Ambiente dell Uni- tali voci di spesa, porti industriali con clienti e fornitori); versità di Padova hanno realizzato nel la carenza all interno delle aziende (o costi per il Paese, generali e di medio- corso del 2010 un progetto innovativo e spesso la totale inesistenza) di perso- lungo periodo che non sono sostenuti dagli importanti risvolti operativi: la nale dedicato alla salute e alla sicu- direttamente dalle imprese responsa- creazione di un modello matico per rezza sul lavoro con competenze an- bili della non sicurezza ma che rica- il calcolo dei costi economici della non- che economico-manageriali. dono sui costi sociali della collettività sicurezza in aziende di piccole e medie Le tre tipologie di costi della non sicurezza I principali costi legati alla non sicurezza (costi di primo soccorso e cure sanitarie, costi per la perdita di una risorsa produttiva, costi giudiziari, costi a carico della vittima). dimensioni. La scelta di sviluppare un modello di tipo quantitativo-matico per stimare i costi della non sicurezza trae le sue ori- sul lavoro sono di tre tipologie (Gavious La maggior parte delle organizzazioni gini dal seguente motivo: il miglior mo- Azienda 1 Azienda 2 Azienda 3 Azienda 4 Azienda 5 Tipo di incidente Frattura Infortunio a un Strappo alla Distorsione Frattura di tibia di un braccio dito della mano schiena/ernia al ginocchio e perone Dimensione dell azienda 70 dipendenti 35 dipendenti 10 dipendenti 120 dipendenti 90 dipendenti Settore dell azienda Azienda alimentare Officina Impresa edile Servizi (settore Servizi metalmeccanica assicurativo) (distribuzione gas) Durata dell infortunio 130 gg 30 gg 90 gg 60 gg 200 gg Qualifica del lavoratore Magazziniere Operaio Capocantiere Quadro area Impiegato (ASPP) (mulettista) commerciale Danni materiali NO NO NO NO Sanzioni legali fermo NO NO macchina di 60 gg Gestione delle pratiche di infortunio Sostituzione del lavoratore SI - esterna NO - straordinario SI - interna SI - interna NO - straordinario di colleghi del lavoratore > Figura 1 Caratteristiche principali dei cinque casi analizzati con il modello CO.N.O.S.CO.

10 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 8 8 Ambiente > Figura 2: Principali risultati dall applicazione del modello CO.N.O.S.CO. ai cinque casi analizzati do per tenere in considerazione la sicurezza e la salute nelle decisioni che ri- riportare l area al normale funziona- prime, macchinari nonché i costi per guardano le misure preventive e la regolamentazione dei rischi derivanti dalle cure mediche ed attrezzature medimento), i costi medico-sanitari (per attività lavorative è proprio quello di fornire un valore monetario ai costi degli costi assicurativi (come l aumento del che), i costi per eventuali sanzioni e i infortuni e delle malattie professionali. premio); Obiettivo del progetto era dunque quello i costi indiretti comprendono i costi di realizzare uno strumento di supporto per la perdita di capacità produttiva nella stima dei costi della non-sicurezza, (rallentamento di produzione o momentanea sospensione), i costi per il semplice da applicare ed efficace nel comprenderne i risultati. reclutamento, l assunzione e la formazione di personale (in sostituzione Il modello CO.N.O.S.CO. è l abbreviazione di Company Not Occupational dell infortunato), i costi manageriali Safety Costs ed è stato elaborato partendo da altri strumenti di valutazione dei dente e per la gestione degli altri di- (per la gestione e risoluzione dell inci- costi della sicurezza condivisi dalla letteratura scientifica. Diversamente dai mo- i costi non misurabili comprendono i pendenti); delli esistenti, esso è stato concepito come un bilancio tra tre concetti fonda- confronti dei clienti e del mercato) e i costi di immagine per l azienda (nei mentali: semplicità di utilizzo (in termini costi di motivazione del personale (legati alla perdita di motivazione degli di tempo e di quantità di dati richiesti ma anche in termini di applicabilità a diversi altri lavoratori, al possibile turn-over settori economici, diverse dimensioni nonché ad eventuali rivendicazioni). aziendali, diversi tipi di incidenti, diversi Una volta definite le voci di costi da inserire nel modello, sono state sviluppate professionisti coinvolti), completezza dell analisi e affidabilità dei risultati apposite formule di calcolo per la stima (comprendendo il maggior numero possibile di potenziali voci di costo dovute numerosi modelli di calcolo diffusi in let- di ciascuna voce, facendo riferimento ai ad incidenti sul lavoro). teratura. Sono stati quindi creati dei fogli La struttura generale presenta il costo totale di un incidente professionale come uno per ciascuna tipologie di costo, che di calcolo, realizzati in Microsoft Excel, la somma dei costi diretti, indiretti e non consentono all utilizzatore di inserire in misurabili: maniera guidata le informazioni e i dati i costi diretti comprendono i costi dovuti a danni che l incidente ha causa- sicurezza e di ottenere il calcolo sia par- necessari per la stima dei costi della non to (a prodotti, semilavorati, materie ziale che finale di tali costi. La sperimentazione del modello CONOSCO La sperimentazione del modello creato è stata condotta in cinque differenti contesti aziendali e con cinque diverse situazioni di incidente/malattia professionale. Questo ha permesso di dimostrare l applicabilità di tale modello e di valutarne l efficacia nel quantificare i costi della non sicurezza. I casi analizzati sono sintetizzati nelle loro caratteristiche principali in figura 1 Ciascuno dei casi di studio scelti per la sperimentazione è stato analizzato e contabilizzato seguendo la procedura prevista dal modello CO.N.O.S.CO. I risultati numerici derivanti dai calcoli fatti nei cinque casi esaminati sono riassunti in figura 2. Tali risultati sono particolarmente rilevanti. Solamente per l incidente verificatosi nella prima azienda, infatti, i costi diretti che ne sono scaturiti hanno un peso rilevante sul valore totale. Per tutti gli altri eventi infortunistici, invece, l ammontare dei costi diretti (quelli effettivamente presi in considerazione nei bilanci finanziari dell azienda) non supera mai il 15% del costo totale dell incidente (arriva al 14% per l azienda 3, mentre è inferiore all 8% per le altre 3 aziende) e, di conseguenza, questa voce ricopre un importanza marginale rispetto alle spese che un azienda si trova effettivamente a sostenere. Conclusioni Il progetto realizzato a Padova e il modello CO.N.O.S.CO. che è stato creato vogliono dare una risposta alle esigenze di misurazione dei costi complessivi legati alla sicurezza sul lavoro. La sperimentazione del modello in cinque differenti contesti aziendali dimostra come sia possibile ottenere una quantificazione complessiva del costo legato ad un incidente sul lavoro, facendo emergere non soltanto i costi diretti, generalmente i soli conosciuti dalle imprese, ma anche i costi indiretti. Il modello CO.N.O.S.CO. si dimostra essere uno strumento estremamente flessibile, applicabile ai più diversi con-

11 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 9 Stimare i costi della non sicurezza: il modello CONOSCO 9 testi industriali e nei più differenti casi di Proprio il confronto tra i costi reali che Gavious A., Mizrahi S., Shani Y., e Minchuk incidente sul lavoro. Le formule di calcolo di cui si compone sono molto semplici e la sua struttura permette di guidare passo passo le organizzazioni a ricercare i dati e le informazioni necessarie per ottenere una stima complessiva del un azienda si trova a dover subire a causa di una limitata sicurezza lavorativa e le spese d investimento che sarebbero sufficienti alla stessa al fine di limitare tali costi può rappresentare uno strumento indispensabile per l azienda che intende Y., 2009, The costs of industrial accidents for the organization: Developing methods and tools for evaluation and cost-benefit analysis of investment in safety. Journal of Loss Prevention in the Process Industries, Vol. 22, Issue 4, costo dell incidente. I risultati che deri- affrontare il della sicurezza sul la- Gervais R. L., Pawlowska Z., Bojanowski R., vano dalla sua applicazione ai cinque voro non tanto e non solo come un ob- Kouvonen A., Karanika-Murray M., Van den casi studio scelti dimostrano anche la bligo di legge ma piuttosto come un ele- Broek K., e De Greef M., 2009, Occupatio- sua utilità: il valore dei costi totali che mento strategico di business. nal safety and health and economic perfor- emerge da ciascun caso considerato fa vedere in modo esplicito come la valu- Bibliografia mance in small and medium-sized enterprises: a review. Working environment informa- tazione del costo di un incidente soltan- EASHW, 2007/a, National economics and tion working paper, EN 9, European Agency to in funzione dei costi diretti possa es- occupational safety and health. European for Safety and Health at Work (Spagna). sere estremamente riduttiva e pericolosa Agency for Safety and Health at Work, Linhard J. B., 2005, Understanding the return per l impresa. FACTS, EN 76 (Belgio). on health, safety and environmental invest- Il modello CO.N.O.S.CO. inoltre per- EASHW, 2007/b, The business benefits of ments. Journal of Safety Research, Economic mette di confrontare i costi sostenuti dal- good occupational safety and health. Euro- Evaluation Proceedings Paper, 36, l impresa nel caso di un evento inciden- pean Agency for Safety and Health at Work, Mazzi A., Moretti M., 2010, La BS OHSAS tale e gli investimenti che sarebbe stato FACTS, EN 77 (Belgio) e i sistemi di gestione per la salute e opportuno adottare per evitare l inciden- EASHW, 2009, Report - Occupational safety sicurezza, in Sartor M, Mazzaro V. (a cura di) te in questione. Dal confronto di questi and health and economic performance in La guida del Sole24Ore alla qualità. La ge- due valori è possibile per le imprese small and medium-sized enterprises: a re- stione, gli strumenti, le best practice. Dall in- comprendere in modo inequivocabile la view, European Agency for Safety and dustria alle società di servizi, alla pubblica convenienza economica di una gestione Health at Work (Portogallo) amministrazione. Il Sole 24 Ore in sicurezza del lavoro, potendo mone- EASHW, 2010, Business aspects of OSH. Eu- Mossink J., de Greef M., 2002, Inventory of tizzare il costo complessivo dell inciden- ropean Agency for Safety and Health at socioeconomic costs of work accidents. Eu- te e il costo delle attività di prevenzione Work Magazine of the European Agency for ropean Agency for Safety and Health at Work che lo avrebbero evitato. Safety and Health at Work (Lussemburgo). (Lussemburgo). continua da pagina 5 CONCLUSIONE Le risposte all indagine indicano che la mento, valido anche per il futuro (con qualche miglioramento). I commenti ricevuti suggeriscono di non portare solo dei miglioramenti e, soprattutto, di porre particolare attenzione per assicurare che la norma sia applicata cor- ISO 9001 è considerata un buon docu- introdurre grosse modifiche, ma di ap- rettamente. ASPETTI Risposte (in %) Positive Neutre Negative Gestione delle risorse La voce del cliente Misure (prestazioni, soddisfazione, ritorni, ) Gestione delle conoscenze Integrazione don la gestione dei rischi Problem solving sistico ed apprendimento Strumenti di autodiagnosi Pianificazione strategica Innovazione Uso della tecnologia per sviluppare ed attuare i requisiti Gestione del ciclo di vita Uso di tecnologie per condurre il proprio business Risorse finanziarie dell organizzazione Strumenti di supporto (Sei Sigma, Lean production, ) PASSI SUCCESSIVI I risultati dell indagine costituiranno un input importante per il processo di Riesame Sistico, previsto dall ISO/TC 176/SC 2, per stabilire se siano necessari o meno modifiche alla ISO 9001:2008. Se dal Riesame Sistico emergesse l esigenza di revisionare la ISO 9001:2008, i risultati dettagliati dell indagine forniranno inputs per la preparazione della relativa Specifica di progetto. RIFERIMENTI Documento ISO/TC 176/SC 2/N 1017 attualità

12 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina Ambiente >> Prof. ing. Massimo Tronci Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale La Sapienza Roma Ing. Mario Fargnoli Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Ufficio COSVIR III L ecodesign come strumento per la green compliance Iproblemi ambientali hanno assunto in questi ultimi anni un importanza e un evidenza tale da non poter essere più sottovalutati. Questa situazione ha portato, sulla spinta della globalizzazione dei mercati e di una maggiore attenzione all impatto ambientale ed allo sviluppo di prodotti sostenibili, all esigenza di implementare modelli produttivi sempre più efficienti e, quindi, meno dannosi per l ambiente. In questo contesto si colloca anche la recente legislazione di settore, che ha posto vincoli e standard di riferimento sempre più severi. Numerosi studi di settore hanno dimostrato che questa maggiore attenzione alle prestazioni ambientali di un prodotto/processo deriva non solo dalla maggiore severità della normativa cogente, ma anche dalla sempre più sensibile coscienza ambientale dei consumatori, che manifestano una crescente attenzione e preferenza verso i cosiddetti prodotti verdi. Il cambiamento generato da questo nuovo approccio ecologico dei consumatori è evidenziato dal cambiamento di strategie di marketing di numerose aziende che cercano di collocarsi in settori che fino a poco tempo fa erano considerati di nicchia. A tal proposito, si può fare riferimento alle recenti iniziative prese da alcuni produttori statunitensi che hanno deciso volontariamente di chiedere al governo una regolamentazione più severa dal punto di vista ambientale (US Climate Action Partnership - USCAP). Un altro esempio di questa tendenza è costituito dal numero sempre crescente di certificazioni legate ad etichette e dichiarazioni ambientali. È chiaro, quindi, che per mantenersi competitive sul mercato le aziende devono cercare di implementare i principi dello sviluppo sostenibile seguendo un approccio olistico, ovvero tenendo conto dei molteplici fattori che caratterizzano la sostenibilità ambientale e ponendosi come obiettivo il raggiungimento di elevati standard di eco-efficienza dei prodotti e dei processi, nell ambito dei loro rispettivi cicli di vita. Proprio questi due concetti, eco-efficienza e approccio a ciclo di vita (Life-cycle Thinking), costituiscono le basi per poter migliorare le prestazioni ambientali dell azienda e dei suoi prodotti, garantendo anche la possibilità di sviluppare prodotti innovativi, in grado sia di soddisfare le aspettative dei consumatori, sia di ottemperare alla sempre più restrittiva legislazione in materia ambientale. L evoluzione più recente delle misure pensate per poter far fronte a queste esigenze ha individuato nell Ecodesign lo strumento più idoneo per supportare le aziende nelle attività di progettazione e sviluppo. Sostenibilità Ambientale e Strategie di Sviluppo Sostenibile Gli effetti dell interazione dell Uomo con l Ambiente mostrano un quadro generale dei problemi ambientali dovuti all attività umana e sottolineano il conflitto esistente tra il progresso tecnologico e sociale, caratterizzato da un costante aumento dei bisogni di beni e servizi, e le esigenze ambientali. L approccio seguito in passato (ed in molti casi ancora oggi) per risolvere i problemi ambientali originati dalla produzione consisteva nel cercare di ridurre la quantità di sostanze inquinanti disperse nell ambiente, senza modificare in maniera significativa il modo di produrre. Questa tipologia di interventi, detti anche end-of-pipe, si è rivelata essere poco efficiente, poiché ha aumentato i costi aziendali, senza ridurre il carico antropico delle attività umane sull ambiente. Secondo stime effettuate utilizzando l approccio della Impronta Ecologica (Ecological Footprint), nel 1960 il fabbisogno di risorse dovuto alle attività antropiche risultava essere pari a circa lo 0,6% della capacità della Terra di generare risorse e generare servizi; nel 2010 è stato stimato un fabbisogno pari a circa 1,5% della capacità della Terra; nel 2050 si prevede la necessità di risorse pari a 2,3 volte superiori rispetto alla capacità del nostro pianeta

13 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 11 L ecodesign come strumento per la green compliance 11 Aspetti legislativi e normativi Alla luce di quanto detto, emerge chiara- una semplice riorganizzazione dei prodotti esistenti, intervenendo con modifiche facilmente attuabili. mente che l obiettivo della sostenibilità ambientale si consegue necessariamente attraverso un azione preventiva la cui importanza scaturisce anche dalla copiosa azioni di legislazione ambientale, che principalmente > Fig.1. Andamento dell Impronta Ecologica globale nel periodo (Fonte: Global Footprint Network, 2010) medio periodo, finalizzate alla progettazione di sistemi e prodotti più eco-efficienti e con un minor e più razionale consumo di risorse. nell Unione europea e in altri Pae- si industrializzati pone vincoli e requisiti sempre più stringenti sia per le caratteristiche finali di prodotti e servizi (ovvero i requisiti minimi che il profilo ecologico di un prodotto/servizio deve possedere), sia per le fasi di produzione (erogazione) degli stessi, richiedendo in sostanza un analisi (figura 1). Negli ultimi tempi, grazie ad una progressiva presa di coscienza della rilevanza dei problemi ambientali, tuttavia, stiamo assistendo ad un cambiamento di rotta che promuove a tutti i livelli (imprenditoriale, politico, sociale, economico) una vera e propria rivoluzione culturale, consistente nel passaggio alle cosiddette politiche di seconda generazione, volte cioè alla soluzione del problema alla sua radice. Questo cambiamento d indirizzo sta dimostrando che l ambiente, se affrontato nel modo giusto, non solo non costituisce più un costo, ma può fornire vantaggi economici e competitivi. Dal punto di vista industriale, si può affermare che perseguire uno sviluppo sostenibile vuol dire seguire un approccio imitativo dei processi naturali o biologici, in modo che gli sforzi provenienti da ogni campo possano realmente andare verso l obiettivo comune di realizzare prodotti e processi eco-efficienti. Nel panorama internazionale esistono diversi orientamenti che hanno come obiettivo finale quello di migliorare l impatto ambientale, coinvolgendo nello sviluppo di prodotti sostenibili tutti i soggetti portatori d interesse nella vita del prodotto: fornitori, produttori, distributori, utilizzatori, aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti e nel riciclaggio, etc.tali miglioramenti devono essere attuati secondo una opportuna scala temporale, che preveda(figura un forte cambiamento e la riorganizzazione della società. Dal punto di vista dell impatto ambientale (asse delle ordinate) possono ugualmente essere individuati tre differenti approcci, che prevedono: interventi che sono applicati nell ambito del ciclo di vita di un singolo prodotto e sono focalizzati al miglioramento delle singole fasi del ciclo di vita (ma non necessariamente su tutte le fasi contemporaneamente); interventi mirati al miglioramento del ciclo di vita del prodotto nel suo complesso, ovvero che coprono contemporaneamente tutte le fasi; interventi che vanno oltre il miglioramento del ciclo di vita di un singolo prodotto. completa del loro ciclo di vita. In particolare, in ambito europeo, si devono segnalare i seguenti atti: la direttiva 2002/96/CE, nota come RAEE e attualmente in fase di revisione, è volta a prevenire e limitare il flusso di rifiuti di apparecchiature destinate alle discariche, attraverso politiche di recupero, riuso e riciclaggio degli apparecchi e dei loro componenti secondo il concetto della responsabilità estesa del produttore (principio del chi inquina paga ). la direttiva 2002/95/CE, nota come ROHS si applica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche allo scopo di limitare e controllare l utilizzo di sostanze pericolose per la loro produzione; l aggiornamento della diret- 2): > Fig.2. Orizzonti di cambiamento dello Sviluppo Sostenibile (adattamento da:[coulter, 1995])

14 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina Ambiente mento solo a questi tre atti, quanto l attenzione e la pressione sul sis produttivo in merito agli aspetti ambientali siano rilevanti, soprattutto tenendo conto della composizione del tessuto aziendale italiano, costituito principalmente da aziende di piccole e piccolissime dimensioni, che hanno maggiori difficoltà a far fronte a tutti gli adempimenti richiesti. Accanto ai requisiti di legge si deve, poi, tener conto anche del > Fig.3: Scala della Prevenzione (adattamento da:[mantz-thijssen, 1991]). complesso sis di norme volontarie, di sis e di prodotto, che tiva nel giugno 2011(dir. 2011/65/EU) ha portato ad un significativo ampliamento del campo di applicazione norama del settore produttivo moderno: svolgono una duplice funzione nel pa- (esteso a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche, incluse le appa- strumento per migliorare le prestazioni da un lato, infatti, rappresentano uno recchiature mediche), nonché a requisiti aggiuntivi per produttori, importa- prodotti/servizi dell azienda; dall altro, aziendali e quindi la competitività dei tori e distributori, ed alla marcatura rappresentano anche un onere aggiuntivo sia in termini di impiego di risorse, CE dei prodotti stessi. La direttiva 2005/32/EC, nota in principio come direttiva EuP, per l'ela- devono essere soddisfatti. che dal punto di vista dei requisiti che borazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti primo piano sia le norme che riguardano In questo ambito, svolgono un ruolo di che consumano energia rappresenta i sistemi di gestione ambientale (per forse l azione promossa dall UE più esempio i sistemi ISO 14001, EMAS), significativa ed interessante; questa direttiva, che prevede la marcatura CE zioni ambientali ( Ecolabelling e che quelle relative a etichette e dichiara- dei prodotti, è stata aggiornata dalla EPDs, etc.), principalmente secondo direttiva 2009/125/CE (cd. Direttiva gli schemi delle norme ISO 14021, ISO ErP ), che ne ha esteso notevolmente e ISO il campo di applicazione anche ai prodotti legati all uso di energia, diventando il punto di riferimento per le e Ecodesign 3. Green Engineering attività di sviluppo di prodotto. L evoluzione del concetto di sostenibilità, dunque, si è tradotto in un È chiaro, dunque, anche facendo riferi- insieme di fattori concorrenti a produrre nuovi standard ambientali che le aziende devono cercare di raggiungere allo scopo di mantenere la loro competitività su un mercato caratterizzato dalla rinnovata coscienza ecologica dei consumatori e da una pressione dal punto di vista legislativo sempre maggiore. Per perseguire questi obiettivi, la chiave di volta è rappresentata dall impiego di specifici strumenti metodologici che integrino preventivamente le problematiche ambientali nelle attività aziendali attraverso: considerazioni afferenti l intero ciclo di vita del processo/prodotto/servizio; interventi integrati, a livello di prodotto, di processo e di sis. L implementazione di questi principi viene generalmente inquadrata nell ambito della disciplina del green engineering (che può essere definita come la trasformazione di tutte le discipline e le pratiche ingegneristiche in nuovi strumenti mirati al raggiungimento della sostenibilità). Questo approccio racchiude in sé tutti gli interventi che possono essere fatti per giungere ad armonizzare le differenti componenti che caratterizzano la sostenibilità di un prodotto, processo o servizio: ottimizzazione dei costi, miglioramento delle prestazioni, rispetto dei requisiti legislativi in materia di sicurezza ed ambiente, rispetto degli obblighi sociali, ecc. Dal punto di vista pratico, in base a tali principi di natura generale, in questi ultimi anni sono stati proposti diversi modelli per la progettazione e lo sviluppo di prodotto considerando tutte le fasi del suo ciclo di vita. Una chiara sintesi di tali approcci e delle loro sfere di influenza può essere fatta ricorrendo alla Scala della Prevenzione, proposta da Mantz- Thijssen (figura 3). Guardando questo schema, oltre alla diversa estensione di ciascuno degli approcci suggeriti, è necessario considerarne anche l incisività nelle attività coinvolte (cioè il contesto aziendale in cui sono applicati) ed i diversi effetti che con ciascuno di essi si possono ottenere nell ambito della stessa attività (risultati attesi). Appare evidente, infatti, come i Sistemi

15 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 13 L ecodesign come strumento per la green compliance 13 > Fig.4. Ruolo dell Ecodesign rispetto ai vari stakeholder di Gestione Ambientale coinvolgano tutti gli aspetti della scala, dimostrando una notevole flessibilità di applicazione; ma proprio per questa caratteristica sono rivolti solo ad un miglioramento generale delle prestazioni aziendali ed al raggiungimento della conformità a standard predefiniti (normative vigenti e/o volontarie, norme concordate con il cliente, etc.). Al contrario, la sfera di influenza dell Ecodesign 1 riguarda le attività legate allo sviluppo di nuovi processi e prodotti, ovvero alla ottimizzazione dal punto di vista ambientale di quelli già esistenti. Tale metodologia deve essere intesa come uno strumento di tipo preventivo, volto cioè a migliorare l intero ciclo di vita di un prodotto/prodotto dall alto (ovvero durante le prime fasi del suo processo di sviluppo). In altre parole, l Ecodesign si colloca come lo strumento specifico per la progettazione e lo sviluppo di prodotto nell ambito delle politiche di green engineering. 4. Caratteristiche dell Ecodesign L'integrazione degli aspetti ambientali nelle caratteristiche dei prodotti sin dalla loro concezione si riallaccia sia agli sviluppi comunitari della politica integrata di prodotto (IPP), specie per quanto riguarda l'integrazione del concetto di ciclo di vita, sia alla dimensione economica, sociale e ambientale della sostenibilità dei prodotti. L implementazione di soluzioni accettabili sia dal punto di vista economico che da quello ecologico, richiede un attenta programmazione delle attività di progettazione e sviluppo dei prodotti/processi: per questo motivo, appare sempre più evidente la necessità di seguire un approccio di tipo integrato, che consenta di ottenere risultati efficaci dal punto di vista ambientale e soprattutto di validità generale. La validità dell applicazione di questo strumento metodologico nel soddisfare le esigenze dei vari stakeholder legati ad un determinato prodotto/processo (figura 4) ha portato allo sviluppo di diverse contributi normativi di settore che ne descrivono i principi e le procedure d applicazione. Tra di queste devono essere sicuramente menzionate (in ordine cronologico di pubblicazione) le seguenti: l ISO/TR 14062:2002; l IEC 62430:2009; la ISO 14006:2011. L ISO/TR 14062:2002 rappresenta un passo significativo nell ambito delle norme internazionali: infatti, è il primo documento espressamente orientato alla progettazione ecocompatibile ; inoltre, in accordo con i più recenti approcci gestionali, prevede come possibile campo di applicazione sia i prodotti, sia i servizi e in letteratura sono già numerosi gli studi sulla sua integrazione con i sistemi di gestione aziendale, come quelli proposti dalle norme ISO 9001 e ISO Da un punto di vista strettamente progettuale, possono essere evidenziati altri due aspetti innovativi: l estensione dell attività progettuale anche alla fase di marketing (validazione); la trattazione, in maniera chiara ed esplicita, delle possibilità di uso di metodi di progettazione (quali il QFD, FMEA, LCA) durante le attività di sviluppo di progetto. In figura 5 è riportato lo schema generale del processo proposto dalla norma, che è stata introdotta tra le norme UNI nel 2007 (UNI EN ISO/TR 14062:2007 Integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo di prodotto). La norma IEC 62430:2009 ha come obiettivo quello di definire procedure specifiche per l integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo di prodotti elettrici ed elettronici, inclusi i materiali, i sistemi e la combinazione di prodotti. Nella figura 6 sono riportati lo schema proposto dalla norma e le relative azioni da intraprendere. Si deve notare che questi suggerimenti fanno riferimento solo alle attività volte al miglioramento delle prestazioni ambientali, ma non escludono a priori l implementazione di misure d intervento per l ottimizzazione di altre caratteristiche/proprietà del prodotto (p.es. sicurezza, affidabilità, ergonomia, ecc.), che eventualmente si integrano con quelle ambientali nelle varie fasi del processo di progettazione. Il processo ECD deve garantire anche una corretta gestione delle conoscenze (Knowledge Management) in ambito > Fig.5. Processo di progettazione secondo il rapporto tecnico ISO/TR 14062:2002 (adattamento)

16 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina Ambiente co del prodotto, ecc.). Questa caratterizzazione dell Ecodesign secondo un ottica gestionale è garantita dalle relazioni che il modello proposto esplicitamente prevede con i modelli di SGQ e SGA, sintetizzate nello schema seguente (figura 7). L applicazione di questi modelli si combina inoltre con i requisiti delle norme per le etichette e dichiarazioni ambientali di prodotto, risultando uno strumento fondamentale specialmente per l applicazione delle dichiarazioni di terzo tipo (ISO 14025). > Fig.6. Schema del processo di progettazione ECD introdotto dalla Linea Guida IEC (adattamento) aziendale, consentendo uno scambio di informazioni continuo con tutti i soggetti coinvolti (stakeholder) con il ciclo del prodotto (figura 6). Le linee guida contenute nella ISO 14006:2011 rappresentano l evoluzione più recente a livello internazionale nell ambito della progettazione ecocompatibile. La significatività di questo documento è rappresentata dalla ufficializzazione dell Ecodesign (inteso come un processo integrato nell ambito delle attività di progettazione e sviluppo di prodotto, che ha come obiettivo la riduzione dell impatto ambientale ed il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita) come lo strumento progettuale più efficace per lo sviluppo di prodotti (o processi o servizi) eco-compatibili, consentendo il miglioramento delle loro prestazioni ambientali nel rispetto dei requisiti di tutti gli stakeholder (requisiti legislativi, requisiti contrattuali, desiderata del cliente, caratteristiche di tutta la catena del valore). L approccio suggerito si basa sul ben noto schema PDCA integrandovi le attività tipiche dell Ecodesign (Life-cycle thinking, valutazione del profilo ecologi- > Fig.7. Il processo dell Environmentally Conscious Design - ECD (adattamento) Sviluppi futuri L Ecodesign si pone pertanto come anello di congiunzione tra: progettazione, gestione della qualità e rispetto dei requisiti ambientali, ovvero come uno strumento che può fungere da integratore per garantire la compliance con requisiti ambientali cogenti e volontari durante la progettazione e lo sviluppo di prodotti eco-compatibili. D altra parte, il ruolo fondamentale rivestito dalle problematiche ambientali è stato sottolineato anche nella nuova versione della norma ISO 9004, nonché dai primi studi sulla futura ISO 9001 (prevista per il 2015). Inoltre, questa trasformazione potrebbe anche essere intesa come una futura evoluzione del ruolo dei sistemi di gestione ambientali in ottica di marcatura ambientale CE dei prodotti che soddisfano le recenti direttive EU, in analogia con quanto già avviene per la sicurezza delle macchine.

17 AICQ_6.qxd:AICQ_ :03 Pagina 15 L ecodesign come strumento per la green compliance Strategy: Opportunities and Threats, Fargnoli M., Di Gravio G., Costantino F., Bisillo S., Environmental Regulations in Life Cycle Design activities, EGG Care Innovation 2008 Conference, September 8th-10th, Berlin,2008, pp Fargnoli M., Tronci M., The Role of the Journal of Corporate Environmental Strategy, Vol. 8, No. 4, 2001, pp NOTE 1 Il termine Ecodesign e le attività che lo ca- New 'Life Cycle Thinking' Requirements ratterizzano, vengono spesso indicate usan- > Fig.8. Relazione tra le norme ISO 14062, ISO 14001, ISO in the Sustainable Product Design and do anche altri termini, quali per esempio: 9001, IEC e la norma Development, 12th CIRP Life Cycle En- Design for Environment (DfE), Environmen- gineering Seminar 2005, April 3-5, tal Conscous Design (ECD), Green Design, Bibliografia Boks, C., The soft side of ecodesign, 2005, Grenoble, France, Quella F., 2003: Integrating Environmental Aspects into Product design and Sustainable Design, etc., coniati per indicare l introduzione delle problematiche ambientali in ambito progettuale (approccio J.of Cleaner Production, Vol. 14, 2006, Development. The New ISO TR preventivo). In effetti, guardando da un pun- pp Part 1: Executive Summary, February to di vista generale, le differenze tra questi Coulter S., Bras P., Foley C., 1995: A 17th, indirizzi appaiono minime e possono essere lexicon of Green Engineering terms, Roy, M.J., Vezina, R., Environmental spiegate prendendo in considerazione il Proceedings of ICED 95, Praha, August Performance as a Basis for Competitive contesto in cui sono stati sviluppati. Per l attività formativa, ove non indicata, si rimanda al sito internet delle Federate o ai contatti presenti a pag. 1 ASSOCIAZIONE ITALIA CENTRONORD Milano loro criticità (FMEA/FMECA) 13 febbraio febbraio La gestione per processi nella piccola e media La Responsabilità Sociale delle Aziende SA 8000 impresa 23 gennaio e correlazioni con la Linea Guida ISO In- 23 febbraio Realizzazione di un piano di autocontrollo con il terazione con D.Lgs Salute e Sicurezza sui Come integrare i Sistemi di Gestione: Qualità, metodo HACCP gennaio La gestione dei reclami nelle piccole e medie imprese gennaio luoghi di lavoro febbraio Come sviluppare la documentazione del Sis di Gestione Ambientale secondo ISO /EMAS: l Analisi Ambientale Iniziale, i Docu- Ambiente, Salute, Sicurezza e Responsabilità Sociale con i contenuti in sintesi della specifica BS PAS 99/ febbraio Corso di formazione per Auditor Interni del Si- corsi Le ISO 9001:2008. Principi, contenuti ed eser- menti di Sis, la Dichiarazione Ambientale s di Gestione per la Qualità (in accordo con citazioni. (Corso di apprendimento per coloro che (aggiornato al nuovo Regolamento EMAS III la norma ISO 19011). si accostano per la prima volta alle norme UNI EN ISO 9000) gennaio e 16-17, febbraio CE 1221/2009) febbraio Criteri e metodi per progettare e documentare ASSOCIAZIONE PIEMONTESE Torino Come portare l Azienda alla certificazione un Sis di Gestione per la Qualità (i requi- 30 gennaio Cosa significa il controllo statistico del processo dicembre 2011 (1 modulo) e siti della norma ISO 9001:2008 e della guida ISO 10013) 17 febbraio ASSOCIAZIONE TRIVENETA Mestre (VE) gennaio e 1 febbraio 2012 (2 modulo) Come affrontare la pianificazione, il riesame, la Corso 40 ore Valutatori Sistemi di Gestione per la Sicurezza 2 febbraio verifica e la validazione della progettazione febbraio Qualità delle forniture: il processo di approvvi- ASSOCIAZIONE EMILIA ROMAGNA Bologna Processi affidati all esterno (outsourcing): come gionamento identificarli e tenerli sotto controllo 3 febbraio Gli indicatori di prestazioni aziendali = indica febbraio Il lato economico della qualità: perseguire il miglioramento attraverso la gestione dei costi ASSOCIAZIONE TOSCO LIGURE Firenze tori per competere 22 febbraio 9 febbraio La norma ISO 22000:2005. La prevenzione e l a- L analisi dei modi e degli effetti di guasto e della nalisi del rischio HACCP. Gli aspetti essenziali. continua a pagina 46

18 AICQ_6.qxd:AICQ_ :04 Pagina Ambiente >> Antonio Scipioni Prof. Facoltà Ingegneria Univ. Padova e Resp. Centro Studi Qualità Ambiente del Dip. di Processi Chimici dell Ingegneria Anna Mazzi Ingegnere Gestionale e Dottore di Ricerca in Ingegneria Gestionale Sara Toniolo Ingegnere per l Ambiente e il Territorio, ricercatore a contratto Univ. Padova Alessandra Archetti Ingegnere per l Ambiente e il Territorio, ricercatore a contratto Univ. Padova Filippo Zuliani Ingegnere Gestionale, ricercatore a contratto Univ. Padova L indagine CESQA-ACCREDIA 2010 Benefici e costi della certificazione Iso in Italia Abstract Il CESQA, Centro Studi Qualità Ambiente dell Università degli Studi di Padova, in collaborazione con ACCREDIA, presenta i risultati dell indagine condotta nel 2010 presso le organizzazioni italiane certificate ISO (CESQA-ACCRE- DIA, 2011). Questa indagine si aggiunge alle quattro indagini condotte negli scorsi anni sul territorio nazionale (rispettivamente nel 2002, nel 2004, nel 2006 e nel 2008) ed intende analizzare qual è la prospettiva delle organizzazioni italiane che hanno conseguito la certificazione ISO negli anni in merito ai vantaggi derivanti dall adozione di un Sis di Gestione Ambientale (SGA), riflettendo anche sulle difficoltà e sui limiti riscontrati nella sua implementazione e mantenimento. L indagine condotta mette in evidenza come sia evoluta negli anni presso le organizzazioni italiane certificate la capacità di quantificare costi e benefici derivanti dal proprio Sis di Gestione Ambientale, dimostrando un atteggiamento via via più consapevole nei confronti dell ambiente e delle proprie politiche ambientali. La relazione completa dell indagine, contenente tutte le informazioni metodologiche e i risultati numerici e grafici ottenuti è disponibile sul sito di ACCREDIA (www.accredia.it). Introduzione Negli ultimi anni le politiche internazionali e locali di sviluppo hanno sentito fortemente l esigenza di modificare le proprie strategie in funzione di un obiettivo globale nuovo e fortemente coinvolgente: quello della sostenibilità ambientale. In risposta a ciò, sono stati prodotti nuovi requisiti legislativi e si sono anche diffusi importanti strumenti di tipo economico a favore della protezione ambientale (Nyborg et al., 2006; Schoenherr, 2011). Nel contempo anche le imprese hanno assunto un maggior senso di responsabilità verso i propri stakeholders e hanno adottato un approccio proattivo nella gestione delle problematiche ambientali, per individuare soluzioni innovative e vivere l ambiente non solo come vincolo ma anche come opportunità strategica di sviluppo (Al-Tuwaijri et al., 2004; Arimura et al., 2008; Bansal et al., 2002; Klaver et al., 1998; Rondinelli et al, 2000). La diffusione della norma ISO (ISO, 2004) e dei sistemi di gestione ambientale in genere presso organizzazioni sia pubbliche che private è la dimostrazione di come tali pressioni abbiano determinano un effetto positivo sul mercato. Sviluppare un Sis di Gestione Ambientale (SGA), infatti, significa estendere il sis di gestione di un organizza- zione alla definizione ed attuazione di una politica ambientale, con il fine ultimo di tenere sotto controllo e ridurre gli impatti ambientali dell organizzazione. Si tratta di un processo trasparente e sistico che coinvolge l organizzazione a tutti i livelli e permette di migliorare le performance ambientali complessive con un impegno progressivo e continuo nel tempo (IISD, 1996; Nawrocka et al., 2009; Steger, 2000) Secondo l ultima ISO survey, pubblicata nel 2010 con dati del 2009, a dicembre 2009 sono stati rilasciati oltre certificati di conformità alla norma ISO in 159 Paesi del mondo. La diffusione della norma ISO negli ultimi 5 anni ha registrato risultati estremamente significativi, mai eguagliati da nessun altro standard ISO: tra il 2008 e il 2009 si è registrato un incremento del 15%, confermando l incremento del 18% già registrato tra il 2007 e il L Italia è il quarto Paese al mondo (e il secondo Paese europeo) come numero di certificazioni ISO (ISO, 2010). Presentazione dell indagine L indagine CESQA ACCREDIA 2010 sulle organizzazioni italiane certificate ISO è stata progettata e condotta nel corso del 2010, in linea con le indagini precedenti (2002, 2004, 2006, 2008), con i seguenti obiettivi: approfondire i vantaggi ed i limiti ri-

19 AICQ_6.qxd:AICQ_ :04 Pagina 17 Benefici e costi della certificazione Iso in Italia 17 > Figura 1 Percentuale delle organizzazioni che sono in grado di quantificare costi e benefici del proprio SGA conosciuti dalle organizzazioni per la certificazione ISO e verificare se la diffusione della certificazione ISO tra le organizzazioni negli anni sia legata ad un riconosciuto aumento dei benefici da parte delle organizzazioni stesse; sapere quali elementi del SGA siano ritenuti dalle organizzazioni più utili per il miglioramento e quali elementi siano più difficili da sviluppare e mantenere nel tempo; valutare fino a che punto le organizzazioni siano effettivamente capaci di quantificare i costi e i benefici derivanti dalla certificazione ISO 14001; analizzare in particolare i costi sostenuti per il miglioramento delle prestazioni ambientali ed i tempi necessari per la loro realizzazione; analizzare inoltre i benefici economici, organizzativi ed ambientali derivanti dall adozione di un SGA ed i tempi necessari per il loro conseguimento; conoscere le prospettive future di sviluppo delle organizzazioni per il miglioramento continuo delle proprie performance ambientali, verificando il loro interesse a sviluppare ulteriori progetti in campo ambientale. L indagine è stata condotta invitando le organizzazioni certificate a rispondere ad un questionario contenente una serie di domande chiuse ed aperte. Complessivamente, le organizzazioni invitate a partecipare all indagine 2010 sono state e corrispondono al 48,25% dell intera popolazione delle organizzazioni certificate. I risultati sono stati analizzati e valutati tenendo in considerazione gli obiettivi dell indagine e cercando di confrontarli con i risultati ottenuti negli anni scorsi dalle precedenti indagini, in particolare con i risultati dell indagine condotta nel I risultati dell indagine Analizzando i dati raccolti, molte riflessioni interessanti possono essere fatte. In primo luogo, le organizzazioni certificate da più tempo hanno registrato un tasso di risposta più elevato, dimostrandosi più sensibili a questo tipo di indagini rispetto alle organizzazioni di recente certificazione; questo trend era già emerso nelle indagini precedenti. Inoltre, il tasso di risposta alle singole domande è molto elevato (tra il 90 e il 100%) per le domande relative a utilità e difficoltà legate all adozione di un SGA, valutazione dell Organismo di Certificazione e prospettive future; al contrario, le domande che hanno conseguito un tasso di risposta minore (anche inferiore al 50%) socazione ISO no relative alla quantificazione economica e temporale dei costi e dei benefici derivanti dal SGA. Ciò conferma una diffusa difficoltà da parte delle organizzazioni di quantificare tali aspetti. Tuttavia, è importante sottolineare come le risposte ottenute dalla presente indagine in questo campo siano decisamente più numerose di quelle ottenute dalle indagini precedenti. Ciò dimostra che le organizzazioni negli anni sono migliorate nella loro capacità di quantificare i costi ed i benefici legati al proprio SGA e, più in generale, alle proprie prestazioni ambientali. D altra parte, l interesse per questo argomento è dimostrato dalle stesse organizzazioni, che lo hanno indicato come un aspetto importante su cui intervenire per gli sviluppi futuri del proprio SGA. È interessante osservare come la capacità di stimare i benefici ed i costi legati alla certificazione ISO non sia legata né alla natura né alla dimensione delle organizzazioni, portando a risultati piuttosto sorprendenti (figura 1): le organizzazioni pubbliche sembrano conoscere meglio delle organizzazioni private costi e benefici della certificazione e le organizzazioni di più recente certificazione si dimostrano maggiormente in grado di stimare i costi ed i benefici del proprio SGA rispetto a quelle certificate da più tempo. Come prevedibile, invece, le organizzazioni con un Sis di Gestione per la Qualità certificato ISO 9001 sono avvantaggiate nel conoscere costi e benefici della certificazione ISO > Figura 2 Principali costi sostenuti per realizzare e mantenere nel tempo la Certifi-

20 AICQ_6.qxd:AICQ_ :04 Pagina Ambiente questionario) inoltre non è sempre stato coinvolto direttamente nei progetti che richiedevano investimenti per modifiche ad impianti o processi e quindi non sempre ne conosce il valore economico. Diversamente, > Figura 3 Maggiori benefici conseguiti dalla Certificazione ISO la consapevolezza delle organizzazione per i costi sostenuti in formazio rispetto alle organizzazioni senza certificazione ISO ne e consulenza è decisamente maggiore: ciò si spiegherebbe con il fatto che Con riferimento alle tipologie di costi sostenuti (figura 2), i più importanti sono relativi alla realizzazione di modifiche im- pianificati e realizzati con il diretto inter- generalmente questi interventi vengono piantistiche e alle attività di formazione e vento del Responsabile del SGA, che consulenza in materia ambientale, mentre in seconda battuta sono citati costi per modo puntuale. quindi ne conosce durata e importi in interventi che consentono l innovazione Con riferimento alla stima dei benefici di prodotti e processi e per ulteriori interventi particolari. Rispetto ai risultati del 14001, va sottolineato come molti derivanti dalla certificazione ISO 2008, notiamo per il 2010 un importanza crescente dei costi di formazione e nazionale sono ritenuti degli importanti aspetti, che secondo la letteratura inter- consulenza e una lieve riduzione dei costi per modifiche ad impianti. zione di un SGA, per la maggior parte benefici economici derivanti dall ado- I principali benefici ottenuti dalle organizzazioni (figura 3) risultano essere in no vissuti come tali. In particolare, le or- delle organizzazioni intervistate non so- primo luogo di tipo organizzativo e di ganizzazioni non ritengono importanti miglioramento delle performance ambientali, minore invece è l importanza fatturato, l ottenimento di benefici ban- benefici economici come l aumento del attribuita ai benefici di natura economica. Rispetto ai risultati ottenuti nell indaquisto di semilavorati o materie prime. cari o assicurativi, il risparmio nell acgine del 2008, risulta in aumento l importanza attribuita ai benefici economi- maggiore importanza ai benefici econo- Le organizzazioni italiane danno invece ci (che nel 2008 era intorno al 10%). mici derivanti da elementi interni, come Conclusioni i minori costi nell utilizzo di energia e La difficoltà ancora presente in molte organizzazioni di stimare i costi ed i bene- dei rifiuti. Probabilmente ciò è legato al- risorse naturali e una miglior gestione fici sia economici che organizzativi derivanti dalla propria certificazione ISO quantificare i vantaggi economici derila difficoltà ancora molto diffusa di è legata a diversi fattori. vanti dall esterno, mentre per quanto riguarda i benefici economici derivanti da Con riferimento alla stima dei costi, per molte organizzazioni non è sempre immediato o comunque chiaramente rico- acqua e gestione dei rifiuti sono già più risparmi nei costi di acquisto di energia, struibile il legame tra interventi di ammodernamento aziendale in impianti, delle organizzazioni. visibili nelle voci di costo tradizionali processi o prodotti, e i requisiti del SGA. In generale, possiamo affermare che sta Il Responsabile del SGA (che compila il crescendo progressivamente nel tempo la consapevolezza delle organizzazioni, sia private che pubbliche, relativamente ai costi e ai benefici legati alla certificazione ISO Questa riflessione è confermata da altri risultati di questa indagine, e in particolare: il tasso di risposta a queste domande è significativamente aumentato rispetto al 2008 ed è particolarmente elevato per alcune tipologie di organizzazioni (generalmente organizzazioni di piccole-medie dimensioni certificate da più tempo); le organizzazioni dimostrano in genere un grande interesse per l adozione di ulteriori strumenti di eccellenza ambientale che supportino nella valutazione economica dei vantaggi derivanti dall adozione di un SGA (come ad esempio l Environmental Management Accounting). Ringraziamenti Il Centro Studi Qualità Ambiente ed AC- CREDIA ringraziano sentitamente tutte le organizzazioni che hanno investito il proprio tempo nel partecipare all indagine, fornendo dati preziosi che hanno reso possibile un risultato di rilevanza nazionale e non solo. Bibliografia Al-Tuwaijti S.A., Christensen T.E., Hughes K.E., 2004, The relations among environmental disclosure, environmental performance, and economic performance: a simultaneous equations approach, Accounting, Organizations and Society, 29, Arimura H.T., Hibiki A., Katayama H., 2008, Is a voluntary approach an effective environmental policy instrument? A case for environmental management systems, Journal of Environmental Economics and Management, 55, Bansal P., Bogner WC., 2002, Deciding on ISO 14001: Economics, Istitutions, and Context, Long range planning, 35, International Institute for Sustainable Development, 1996, Global Green Standard: ISO and Sustainable Development. IISD, continua a pagina 25

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