Appunti di Informatica 1 IPC "R. di Lauria"

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2 Indice Voci Note Sistema informativo 1 Sistema informatico 6 Hardware 8 Personal computer 11 Workstation 17 Software 18 Software proprietario 24 Software libero 26 Fonti e autori delle voci 33 Fonti, licenze e autori delle immagini 34 Licenze della voce Licenza 35

3 Sistema informativo 1 Sistema informativo Il sistema informativo è costituito dall'insieme delle informazioni utilizzate, prodotte e trasformate da un'azienda durante l'esecuzione dei processi aziendali, dalle modalità in cui esse sono gestite e dalle risorse sia umane sia tecnologiche coinvolte. Tutto questo partendo da dati che descrivono fenomeni di carattere aziendale o ambientale. Non va confuso con il sistema informatico, che indica la porzione di sistema informativo che fa uso di tecnologie informatiche e automazione. Definizione 1. Attività che si devono svolgere per la gestione delle informazioni, 2. Modalità organizzative con cui devono essere condotte tali attività, 3. Strumenti tecnologici con cui svolgerle. In un ambiente sempre più dinamico come quello odierno, le imprese si trovano in una situazione di grande complessità gestionale e nell'esigenza di dover gestire quantità sempre maggiori di informazioni in modo sempre più efficace, efficiente e tempestivo per poter così rispondere ai continui cambiamenti del mercato e delle sue esigenze: prendere decisioni velocemente richiede la possibilità di disporre di tutte le informazioni necessarie in tempi rapidi, il che è possibile solo se l'impresa è dotata di un sistema informativo in grado di rendere disponibili le informazioni in tempo reale. Possiamo dunque comparare il sistema informativo aziendale ad un vero e proprio sistema nervoso dell'azienda stessa. Le tecnologie informatiche offrono oggi grandi potenzialità (informatizzazione del sistema informativo aziendale): - consentono alle aziende di controllare, pianificare e gestire in modo integrato tutte le attività; - consentono di elaborare velocemente una maggiore quantità di dati ed informazioni di quanto fosse possibile in passato. La parte del sistema informativo composta dai calcolatori, dalle reti informatiche, dalle procedure per la memorizzazione e la trasmissione elettronica delle informazioni prende il nome di sistema informatico. Infatti, i concetti fondamentali alla base di un sistema informativo sono dati, informazioni e processi, e non presuppongono l'utilizzo di tecnologie informatiche. Ciononostante, anche se l'esistenza del sistema informativo è indipendente dalla sua automazione, il relativo sistema informatico ricorre quasi sempre all'utilizzo di uno o più database per l'archiviazione e il reperimento delle informazioni, e ad appositi moduli software per l'inserimento e la gestione. Elementi del sistema informativo Come dice la parola stessa, un sistema informativo è un "insieme" di elementi(nel nostro caso informazioni) unite in un unico agglomerato. Possiamo dare una prima classificazione delle caratteristiche essenziali che connotano questo tipo di sistema: 1) Dati: sono la componente essenziale del sistema, ma dal momento che non sono ancora stati elaborati, si presentano in uno stato primitivo. 2) Informazioni: insieme di dati già elaborati, strettamente collegati tra di loro con un fine preciso. 3) Persone: coloro che si occupano di raccogliere e catalogare i dati di interesse (opportunamente registrati), affinché possano essere poi elaborati dalle strutture competenti. Sono anche destinatari delle informazioni già manipolate. 4) Strumenti: è l'insieme delle attrezzature che sono in grado di far viaggiare le informazioni tra fornitore e acquirenti, tra diverse aziende, e in genere tra punti diversi di un'azienda. Possiamo anche inserire in questa categoria tutte quelle infrastrutture in grado di trasformare i dati in informazioni. Ovviamente al giorno d'oggi si tratta di mezzi altamente tecnologici.

4 Sistema informativo 2 5) Procedimenti: è l insieme delle procedure che permettono di capire in che maniera vengono raccolti ed elaborati i dati. Per ogni singola finalità, le persone di competenza devono scegliere la modalità per elaborare i dati, dal momento che ogni azienda ha una propria esigenza da soddisfare. Obiettivi del Sistema Informativo I procedimenti sopra elencati sono finalizzati a soddisfare con efficacia ed efficienza le esigenze conoscitive interne ed esterne d azienda. Soddisfare con: A) Efficienza: fa riferimento al rapporto input-output, in quanto essa può essere definita come la capacità di raggiungere il miglior risultato con le risorse a disposizione o, più in particolare: Miglior risultato ottenibile a parità di risorse; Minor utilizzo quantitativo di risorse, a parità di risultati; B) Efficacia: rapporto tra risultato ottenuto ed obiettivo prefissato; si tratta di un giudizio qualitativo sul risultato ottenuto; quindi, è necessario effettuare un confronto. Dal punto di vista del SI, tale qualità si ha quando l informazione prodotta soddisfa l esigenza informativa di tutti i soggetti. Più in particolare, possiamo considerare i cosiddetti requisiti di efficacia di un SI: Selettività: il SI deve produrre solo le informazioni utili e necessarie per poter prendere le decisioni; tale concetto,di per sé semplice, può essere evidenziato secondo diverse tecniche. Infatti, in teoria, l impresa potrebbe trovarsi a gestire una quantità ingente di dati. Per gestire tale requisito, si possono considerare due approcci: 1. Definire a priori il livello di selettività, a fronte dei diversi fabbisogni di informazioni, esterni ed interni, ma ciò genera un problema in termini di definizione della selettività; 2. Lasciare che sia il destinatario delle informazioni a selezionare i dati (ovviamente, in questo caso, bisogna fornirgli tutte le informazioni sul problema); dunque, ci si basa sulle capacità dei manager di selezionare automaticamente ciò che interessa.la selettività è un problema che deve essere risolto, poiché solo in questo caso il sistema può risultare economico ed efficiente (in quanto permette di ottenere anche riduzioni di costi); Tempestività: attiene al tempo che il SI impiega per produrre le informazioni necessarie al destinatario; tale parametro presenta diverse accezioni: 1. Tempo impiegato dal per produrre l informazione richiesta (tempo di risposta); 2. Capacità del SI di produrre informazioni che coprono un arco temporale più o meno lungo; 3. Frequenza con cui una certa informazione viene richiesta (periodicità); dunque, si tratta della capacità del sistema di produrre più volte la stessa informazione. Affidabilità: capacità del SI di produrre informazioni corrette ed esenti da errori; tale concetto richiama quello di accuratezza dei dati caricati sul SI. Questo parametro, infatti, dipende essenzialmente dalla correttezza del dato caricato e dalla correttezza delle procedure di elaborazione dati. I controlli automatici, poi, migliorano l accuratezza del dato. Flessibilità: le esigenze informative dei destinatari si modificano nel tempo; quindi, bisogna creare un SI capace di assecondare tali esigenze e che sia strutturato sulla base delle stesse, nonché che riesca ad adattarsi alle loro modificazioni. Accettabilità: attiene al rapporto utente-si ed al giudizio che l utente dà allo stesso; ciò, inoltre, è strettamente collegato alla sua facilità d uso (che può essere capita bene quando si passa da un SI ad un altro), nonché altri requisiti descritti. Non sempre efficacia ed efficienza si verificano contemporaneamente ed in uno stesso SI. Infine, un altro concetto strettamente collegato a tali parametri è quello di economicità, che considera l aspetto economico, guardando al prezzo pagato dall azienda e, quindi, facendo riferimento all efficienza esterna del SI, ovvero quella nel rapporto con il mercato.si consideri, poi, che tali parametri devono essere raggiunti per le esigenze conoscitive interne ed esterne e, quindi, è importante notare che i destinatari delle informazioni potrebbero essere anche esterni all azienda e

5 Sistema informativo 3 bisogna tenere conto anche di questo e delle loro esigenze. Dunque, si tratta di uno strumento di supporto all attività di management (sia supporto alle decisioni che strumento di comunicazione e accumulazione di conoscenza). Evoluzione dei sistemi informativi Già a partire dal 1970 si compiono i primi studi sull'applicazione dell'informatica ai sistemi informativi aziendali da parte per lo più di software house, tesi a coprire particolari esigenze o particolari funzionalità. Il passo successivo avviene attorno al 1980, quando si sviluppano i Materials Requirements Planning (MRP), cioè moduli software dedicati alle esigenze di informatizzazione legate soprattutto alle problematiche di approvvigionamento dei materiali necessari alla produzione dell'azienda, con l'obiettivo di mantenere consistenti le informazioni nelle varie fasi di pianificazione dell'approvvigionamento, trasporto e consegna dei materiali. Negli anni a seguire, iniziano a comparire i primi sistemi di Enterprise Resource Planning (ERP), che oggi rappresentano uno standard de facto all'interno dei sistemi informativi aziendali. Infine negli ultimi anni hanno iniziato a diffondersi gli ERP estesi che, permettendo l'accesso controllato al sistema informativo aziendale da parte dei fornitori e dei clienti, mira a migliorare la collaborazione tra tutti i cointeressati alla realizzazione di un prodotto. Negli ultimi anni i sistemi informativi sono entrati a far parte delle architetture telematiche nel duplice ruolo di punto di partenza tecnologico e scopo ultimo del lavoro di organizzazione delle informazioni prodotte. Ciclo vita dei sistemi informativi Le fasi di realizzazione di un sistema informativo sono generalmente le seguenti: nascita dell'esigenza: tende a migliorare la situazione esistente tramite il perseguimento di determinati obiettivi. studio di fattibilità: serve a definire in maniera per quanto possibile precisa i costi delle varie alternative possibili, ad effettuare la conseguente analisi costi/benefici ed a stabilire le priorità della realizzazione delle varie componenti del sistema. raccolta e analisi dei requisiti: consiste nell'individuazione e nello studio delle proprietà e delle funzionalità che il sistema informativo dovrà avere. Questa fase richiede un'interazione con gli utenti del sistema e produce una descrizione completa ma generalmente informale dei dati coinvolti e delle operazioni su di essi. Vengono inoltre stabiliti i requisiti software e hardware del sistema informativo. progettazione: si divide generalmente in progettazione dei dati, progettazione delle applicazioni e progettazione dell'architettura tecnica di sistema. Nella prima si individua la struttura e l'organizzazione che i dati dovranno avere, nella seconda si definiscono le caratteristiche dei progetti applicativi. Queste due attività sono complementari e possono procedere in parallelo o in cascata. Le descrizioni dei dati e delle applicazioni prodotte in questa fase sono formali e fanno riferimento a specifici modelli. La progettazione dell'architettura tecnica di sistema, infine, rappresenterà l'infrastruttura individuandone le caratteristiche in termini di sistemi (server), connettività, sicurezza fisica e logica. sviluppo: consiste nella realizzazione del sistema informativo secondo la struttura e le caratteristiche definite nella fase di progettazione. Viene costruita e popolata la base di dati e viene prodotto il codice dei programmi. validazione e collaudo: serve a verificare il corretto funzionamento e la qualità del sistema informativo. La sperimentazione deve prevedere, per quanto possibile, tutte le condizioni operative. avviamento: è la fase di messa in funzione del sistema. Si erogano i corsi di formazione, si travasano i dati da eventuali realizzazioni preesistenti che vengono sostituite, si attivano i collegamenti con le altre applicazioni e si parte con l'operatività reale. funzionamento: in questa fase il sistema informativo diventa operativo a regime ed esegue i compiti per i quali era stato originariamente progettato. Se non si verificano malfunzionamenti o revisioni delle funzionalità del sistema, questa attività richiede solo operazioni di gestione e manutenzione.

6 Sistema informativo 4 manutenzione: con la manutenzione correttiva si consolida il sistema, mentre con la manutenzione evolutiva lo si completa ed arricchisce di funzionalità inizialmente non individuate. Va precisato che il processo non è quasi mai strettamente sequenziale, in quanto spesso durante l'esecuzione di una attività citata bisogna rivedere decisioni prese nell'attività precedente. Quello che si ottiene è un ciclo di operazioni. Inoltre alle attività citate si aggiunge quella di prototipizzazione, che consiste nell'uso di specifici strumenti software per la realizzazione rapida di una versione semplificata del sistema informativo, con la quale sperimentare le sue funzionalità. La verifica del prototipo può portare a una modifica dei requisiti e una eventuale revisione del progetto. Il suddetto ciclo di vita ha costituito la base sulla quale è stato poi formalizzato il ciclo di vita delle architetture telematiche. Sistema informativo aziendale Nell'azienda il sistema informativo è uno dei sistemi operativi ed ha il compito di: raccogliere i dati; conservare i dati raccolti, archiviandoli; elaborare i dati, trasformandoli in informazioni; distribuire l'informazione agli organi aziendali utilizzatori. Per fare questo il sistema informativo si può avvalere di tecnologie informatiche: la parte del sistema informativo aziendale che se ne avvale prende in nome di sistema informatico. Oggi, con il diffondersi delle tecnologie informatiche, il sistema informatico finisce per rappresentare la quasi totalità del sistema informativo, ma, almeno a livello concettuale, il sistema informativo non implica di per sé l'uso dell'informatica; del resto prima che fossero introdotte le tecnologie informatiche già esistevano sistemi informativi. Le informazioni fornite dal sistema informativo agli organi aziendali sono necessarie agli stessi per assumere le decisioni e sono caratterizzate da: il contenuto (ossia la rilevanza per il destinatario e la correttezza intrinseca); il tempo nel quale sono rese disponibili; il luogo ove sono rese disponibili; la forma con la quale sono presentate. Classificazione del Sistema Informativo Aziendale Il sistema informativo può essere idealmente distinto in due sottoinsiemi: il sistema informativo non contabile, dove si raccolgono e organizzano le informazioni sia qualitative sia quantitative riguardanti l impresa, il mercato e l ambiente esterno che, come abbiamo detto, fanno da supporto alle scelte del vertice strategico e del nucleo operativo; il sistema informativo contabile, costituito da informazioni di natura quantitativa che riguardano sia fatti esterni che fatti interni di gestione. Esso poggia sui documenti originari e comprende: gli inventari; le scritture elementari; le contabilità sezionali; la contabilità generale; la contabilità gestionale; il budget. Il sistema informativo contabile deve: rilevare i rapporti con i terzi; far fronte a quanto stabilito dalla legge in materia di scritture obbligatorie; valutare i risultati conseguiti con la gestione, esaminata negli aspetti reddituali finanziari e patrimoniali;

7 Sistema informativo 5 consentire il controllo della gestione; fornire informazione su cui poggiano le loro decisioni a tutti coloro (stakeholder) che sono coinvolti direttamente o indirettamente nell impresa. Il bilancio d esercizio evidenzia la situazione patrimoniale e finanziaria e risultati economici ottenuti dall impresa. I prospetti contabili che lo compongono sono lo Stato patrimoniale e il Conto economico). Il reporting è destinato a fornire informazioni opportunamente selezionate alle persone che all interno dell azienda devono assumere decisioni; consiste nella redazione di rapporti, presentati in forme libere e con contenuti che devono rispondere alle diverse esigenza dei destinatari. Voci correlate Architettura telematica Domain model Economia della conoscenza Enterprise portal Gestione della conoscenza aziendale Information retrieval Information brokering IS auditing IT Architect Knowledge management Service-oriented architecture Sistema informatico Sistema informativo geografico Società dell'informazione Web service Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Information systems

8 Sistema informatico 6 Sistema informatico Un sistema informatico o sistema di elaborazione dati è un sistema meccanografico, [1] un computer o un insieme di più computer tra loro interconnessi. Composto da hardware e software, un sistema informatico elabora dati e informazioni per restituire altri dati ed informazioni utili. Il personal computer è un esempio di sistema informatico relativamente semplice. La rete Internet è invece un esempio di sistema informatico molto più complesso. Non va confuso con il sistema informativo che è invece l'insieme delle attività di gestione delle informazioni, delle relative modalità e degli strumenti tecnologici usati a tale scopo. Ne consegue quindi che il sistema informatico ne costituisce soltanto una parte cioè quella infrastrutturale. Un sistema informatico riveste un'importanza strategica all'interno del contesto aziendale giacché un sistema efficiente e ben progettato e realizzato in prestazioni, efficienza, affidabilità, disponibilità e sicurezza garantisce una migliore gestione delle informazioni aziendali con ricadute positive sulla produttività stessa e quindi sull'operato dell azienda stessa. Descrizione In teoria anche il più semplice dei computer può essere definito sistema, perché il suo funzionamento richiede la presenza combinata di hardware e software. Tuttavia il termine sistema in informatica prende significato solo in presenza di interconnessioni fra diversi computer, che, insieme, formano un sistema più grande. Interconnettere computer può essere difficile a causa di incompatibilità presenti sia nell'hardware, che nel software installato. I progettisti dei sistemi non sempre si preoccupano di progettarli prevedendo la futura necessità di collegarli ad altri sistemi. Per questo motivo gli amministratori di sistema (in inglese "sysadmins") sono spesso obbligati a riconfigurare i sistemi per poterli far comunicare, usando un set di regole e vincoli chiamati protocolli, che, in sostanza, descrivono come il sistema "è visto dal mondo esterno" e che definiscono le condizioni necessarie perché i sistemi possano dialogare e interoperare. Quando due sistemi sono "visti dal mondo esterno" nello stesso modo, allora possono essere interconnessi per formare un unico sistema più grande. Questa "immagine dall'esterno" viene di solito codificata da uno standard, che è un documento che descrive tutte le regole che un dispositivo o un programma devono rispettare. Esistono organismi internazionali, come l'ietf e l'ieee che si occupano della preparazione e dell'approvazione di questi standard. Quando un sistema rispetta tutte le regole di un certo standard, si dice che "è conforme" (in inglese "compliant") allo standard. A causa della complessità dei sistemi informatici (dovuta alla sovrapposizione di più strati di HW e SW), della conseguente non-linearità dei fenomeni coinvolti e dell'interazione che alcuni sistemi hanno con input provenienti da decisioni umane, non risulta ancora formalizzata una Teoria dei Sistemi Informatici intesa come formalizzazione matematica (Ingresso-Stato-Uscita) delle relazioni causa-effetto tra gli input (dati) e gli output (dati elaborati) di un sistema informatico. Pertanto, diversamente da quanto accade in altre specializzazioni dell'ingegneria, non risulta ancora formalizzato l'analogo di una Tecnica delle Costruzioni (sotto quali leggi e fenomeni fisici i vari sottosistemi informatici interagiscono). Risultano invece standardizzati (de facto) i procedimenti di realizzazione di singoli sistemi isolati, attraverso metodologie consolidate, come ad esempio ER "Entity-Relationship", UML "Unified Modelling Language" e RUP "Rational Unified Process". Sono formalizzati alcuni procedimenti, basati sulla Teoria delle code, utili per il dimensionamento degli Impianti di Elaborazione Dati e per l'allocazione dei task sulle CPU. Tali procedimenti modellano il fenomeno per mezzo delle classi di servizio delle pratiche da elaborare e delle distribuzioni delle frequenze di arrivo delle stesse all'impianto di elaborazione (p.es distribuzione poissoniana). Esistono metodi basati sull'utilizzo di "best practice" ITIL (Information Technology Infrastructure Library) che vengono proposti per la gestione di processi tipici delle configurazioni dei sistemi informatici.

9 Sistema informatico 7 Caratteristiche Il sistema informatico è dunque composto da una parte hardware e una parte software rispettivamente sotto forma di architettura hardware e architettura software tra loro dipendenti. In generale un sistema informatico deve soddisfare in sede di progettazione requisiti come: efficienza; scalabilità; affidabilità; disponibilità; sicurezza. Funzionalità In un sistema informatico si distinguono tre strati logici di funzionalità: logica di presentazione (presentation layer), ha il compito di presentare i dati all'utente ed inviare le richieste di questi verso la parte centrale-elaborativa del sistema facendo dunque da interfaccia uomo-macchina. logica applicativa o di buissness (application o business layer) fornisce gli applicativi agli utenti tipicamente sotto forma di un application server o un web server per poter usufruire dei servizi offerti dal sistema informativo. logica di accesso ai dati (access data layer) attraverso server dati che interrogano il database aziendale o il sistema legacy. Architetture In generale ciascuno dei tre strati logici precedenti possono essere implementati in architetture fisiche cosiddette a n-tier: architettura 1-tier: le tre funzionalità logiche sono ospitate su una macchina come sistema centralizzato tipo mainframe; architettura 2-tier: le tre funzionalità logiche sono ospitate sue due macchine, quello di presentazione sugli utenti e gli altri su un application e database server; architettura 3-tier: le tre funzionalità logiche sono implementate ognuna su una macchina o sistema di macchine indipendenti; architettura N-tier: le tre funzionalità logiche sono implementate su più di tre livelli con architetture molto più distribuite. Rispetto ad un sistema centralizzato un siffatto sistema distribuito su più layer possiede una maggiore complessità di gestione e prestazioni inferiori, ma può vantare una maggiore scalabilità del sistema cioè la possibilità di estensione del sistema in funzione della necessità di aumento di terminali utenti, di server e database nei vari strati, un'alta disponibilità, affidabilità e sicurezza dovute al fatto che il guasto o la violazione su una macchina non inficia il funzionamento o la sicurezza del restante sistema.

10 Sistema informatico 8 Note [1] Il sistema meccanogradico oggi è superato ma è stato in auge per più di sessant'anni: dagli anni Novanta del XIX secolo agli anni Cinquanta del XX secolo. Il sistema meccanografico è stato soppiantato dal computer elettronico digitale negli anni Cinquanta del XX secolo (anni in cui è iniziata la diffusione e commercializzazione del computer elettronico digitale); Il computer elettronico digitale è l'odierna tipica implementazione del computer. Bibliografia Sistemi Informativi - G.Batini, B.Pernici, G.Santucci, D.Ardagna, M.G.Fugini, P.Plebani - Franco Angeli Voci correlate Architettura telematica Computer IETF IEEE ITIL Sistema informativo Capacity planning Architettura orientata ai servizi (SOA) Web Service Disaster recovery Hardware In ingegneria elettronica e informatica con il termine hardware si indica la parte fisica di un computer, ovvero tutte quelle parti elettroniche, meccaniche, magnetiche, ottiche che ne consentono il funzionamento (dette anche strumentario). Più in generale il termine si riferisce a qualsiasi componente fisico di una periferica o di una apparecchiatura elettronica. L'etimologia del vocabolo nasce dalla fusione di due termini della lingua inglese, hard (duro, pesante) e ware (manufatto, oggetto), in contrapposizione con il software, la parte logica (e perciò soft, L'hardware di un PC con raffreddamento a liquido "morbida, leggera") che compone il personal computer costuituendone insieme all'hardware le cosiddette applicazioni.

11 Hardware 9 Scheda madre La Scheda madre è il componente principale di un PC; occupa molto spazio nel case ed è dotata di circuiti integrati che hanno il compito di collegare fra loro gli altri componenti del sistema. Alloggiati sulla scheda madre è possibile trovare componenti quali la CPU, la memoria RAM, l'insieme di unità di memoria ROM che contengono il BIOS, le schede grafiche e di rete. Tutti i componenti collegati alla motherboard sono divisi tra il northbridge e il southbridge. Northbridge Il northbridge è un circuito che permette il collegamento ad alta velocità tra i componenti critici per le prestazioni del computer: La CPU, che ha il compito principale di effettuare i calcoli che permettono al computer di funzionare; ci si riferisce spesso come al cervello del computer; La memoria RAM (random-access memory, memoria ad accesso casuale), che contiene le parti essenziali del sistema operativo in uso per una maggiore velocità di accesso da parte dei processi, e che costituisce la memoria primaria; Gli slot di espansione principali, come PCI, PCI Express e AGP, che ospitano schede e processori grafici o fisici ad alte prestazioni; Nelle schede madri più recenti sono presenti slot SATA e/o ATA per il collegamento di unità disco. Southbridge Il southbridge gestisce le interfacce a bassa velocità, quali: le porte seriali e parallele; le porte USB; l'interfaccia Ethernet; le interfacce per la tastiera e il mouse. Memoria secondaria La memoria secondaria o di massa è l'insieme di supporti che permette ai dati e alle informazioni di persistere nel sistema anche dopo lo spegnimento del computer: L'Hard disk, o disco rigido, che utilizza un supporto magnetico. Il Disco a stato solido, che immagazzina i dati in formato digitale, come le memorie di tipo RAM. Supporti rimovibili I supporti rimovibili sono unità di memoria non strettamente legate ad una singola macchina: CD e DVD, dischi che utilizzano sistemi ottici. Dischi floppy, ormai obsoleti. Nastri magnetici. Memorie flash, un tipo di memoria a stato solido.

12 Hardware 10 Dispositivi di Input/Output Periferiche di input Le periferiche di input consentono di acquisire dati dall'esterno. Le principali sono: Tastiera (standard input): acquisisce caratteri, numeri e comandi grazie alla pressione di tasti; i caratteri corrispondenti al tasto premuto sono memorizzati nel buffer di input o, in caso di digitazione troppo veloce nel buffer di tastiera. Dispositivi di puntamento: consentono di trasmettere dati di posizione spaziale al computer; sono dispositivi di puntamento il mouse e il touch pad. Scanner: grazie a una tecnologia simile a quella della fotocopiatrice, acquisisce immagini; può essere associato a un programma OCR (Optical Character Recognition), in grado di convertire l'immagine in un file di testo. Microfono: acquisisce e digitalizza suoni; esistono programmi di riconoscimento vocale che trasformano i suoni acquisiti in un file di testo. Alcuni componenti hardware Monitor Scheda audio Masterizzatore Modem Stampante Scanner d'immagine Proiettore Cavi Aforismi "Hardware, parte del calcolatore che puoi prendere a calci" - (Jeff Pesis) "L'Hardware è quella parte del computer che puoi bruciare" - (Mirko185) Altri progetti Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ hardware Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Computer hardware Componenti hardware di un PC: 1) Monitor 2) Scheda madre 3) CPU 4) Interfaccia ATA 5) RAM 6) Slot di espansione 7) Alimentatore 8) Lettore CD/DVD 9) Hard Disk 10) Tastiera 11) Mouse

13 Hardware 11 Voci correlate Architettura (computer) Computer Firmware Informatica Intelligenza artificiale Software Storage Networking Industry Association Personal computer Un personal computer (in italiano calcolatore personale), solitamente abbreviato in PC, è un qualsiasi computer di uso generico le cui dimensioni, prestazioni e prezzo di acquisto lo rendano adatto alle esigenze del singolo individuo. [1] Un personal computer può essere un desktop PC (in italiano: PC da scrivania o fisso), un portatile, un netbook (un computer portatile dalle dimensioni ancora più ridotte), un tablet PC (in italiano, PC a tavoletta) o un palmare e può essere utilizzato a casa, in ufficio o in viaggio. Un personal computer è pensato per essere utilizzato direttamente da un utente finale, senza l'intervento di un tecnico informatico specializzato. Questo aspetto è in contrasto con i modelli di batch processing o di time-sharing, che permettono a grandi e costosi sistemi mainframe di essere utilizzati da molti utenti, solitamente in contemporanea, o con i sistemi informatici per l'elaborazione di grandi basi di dati, che richiedono l'operato efficiente di una squadra di tecnici occupati a tempo pieno. Immagine di un personal computer da scrivania dei nostri giorni. Accezioni Personal computer dovrebbe essere, nel significato originale del termine, un qualsiasi computer che sia stato progettato per l'uso monoutente, cioè da parte di una sola persona per volta [1] (in opposizione per esempio ai mainframe, a cui interi gruppi di persone accedono contemporaneamente attraverso terminali remoti). Al giorno d'oggi il termine personal computer è invalso a indicare una specifica fascia del mercato dell'informatica, quella del computer a uso privato, casalingo, per uffici o per la piccola azienda. In alcuni casi, personal computer o PC è usato con un significato ancora più specifico, ristretto alla sola gamma delle macchine IBM compatibili. Vista interna di un personal computer. In alto l'alimentatore, al centro la ventola della CPU. Ben visibile la scheda madre che alloggia la maggior parte delle interfacce. Il progressivo appiattimento tecnologico, inteso come avvicinamento delle caratteristiche prestazionali dei personal computer nei confronti dei server e dei mini computer, rendono spesso difficile la collocazione di un elaboratore elettronico all'interno delle canoniche classificazioni (super computer, mainframe, mini computer, server, personal

14 Personal computer 12 computer). Ciò che oggi differenzia un personal computer da un server o da un'avanzata console per videogiochi non è inerente alle caratteristiche fisiche, alle prestazioni o alla dotazione di interfacce, ma semplicemente alla dotazione di software e alla designazione d'uso. L'architettura dei personal computer è ormai in grado di essere scalabile, ove necessario, e raggruppabile in cluster permettendo di raggiungere funzionalità e prestazioni comparabili a sistemi mainframe e supercomputer. Con la stessa flessibilità, il personal computer può essere sostituito a specifiche tecnologie embedded progettate per applicazioni specifiche e tramite appositi software sostituirne la funzionalità. I personal computer sono inoltre parte integrante dei più moderni impianti automatizzati a ogni livello nel settore industriale, medicale, utilities e servizi, sostituendo la maggior parte dell'elettronica sviluppata in modo verticale. Storia Nel 1957 l'olivetti, impegnata su impulso di Adriano Olivetti (stimolato da Enrico Fermi) nello sviluppo dei calcolatori elettronici, grazie al contributo dell'ingegnere italo-cinese Mario Tchou (morto nel 1961 l'anno dopo di Olivetti), lancia l'elea 9003 (il nome evoca i filosofi eleatici), presentata alla fiera di Milano davanti al presidente Giovanni Gronchi. È tra i primissimi antenati del moderno computer. Nell'ottobre del 1965 venne presentato all'esposizione Bema Show di New York l'olivetti Programma 101, antesignana del moderno computer. La P101, ideata dall'ingegnere italiano Pier Giorgio Perotto, era una macchina da calcolo per uso personale, che possedeva un set di istruzioni interne ben definito. Era ealizzata con componenti discreti e output su nastro di carta. Agli inizi degli anni '70, le persone che accedevano alle istituzioni accademiche o di ricerca, avevano l'opportunità di utilizzare sistemi come il LINC che erano monoutente, interattivi e si potevano utilizzare per prolungate sessioni di lavoro; comunque, questi sistemi erano ancora troppo costosi per essere posseduti da una singola persona. Negli anni 70 Hewlett Packard introdusse dei computer programmabili in BASIC che potevano essere posizionati sopra una normale scrivania (serie HP 9800), includendo una tastiera, un piccolo display ad una linea ed una stampante. Il Wang 2200 del 1973 aveva un monitor (CRT) di dimensioni standard con memorizzazione su nastro magnetico (musicassette). L'IBM 5100 del 1975 aveva un piccolo display CRT e poteva essere programmato in BASIC e APL. Questi erano comunque ancora computer costosi specializzati, pensati per un utilizzo scientifico o d'azienda. L'introduzione dei microprocessori, un singolo chip con tutta la circuiteria che prima occupava grossi case, portò alla proliferazione dei personal computer dopo il Un sofisticato computer programmabile, l' HP 9830A era in I primi personal computer generalmente chiamati realtà uno dei primi computer desktop con una stampante. microcomputer erano spesso venduti in forma di kit ed in volumi limitati, ed erano destinati in larga parte a hobbisti e tecnici. La programmazione era effettuata attraverso interruttori e l'output era fornito attraverso led presenti sul pannello frontale. Un uso pratico avrebbe richiesto periferiche come tastiere, terminali, disk drive e stampanti. Micral N fu il primo microcomputer commerciale, non venduto in kit, basato su un microprocessore, l'intel Fu costruito a partire dal 1972 e furono vendute circa unità. Il primo "personal computer" è stato il computer Sphere 1, creato in Bountiful, Utah nel 1975 da un pioniere dei computer Michael D. Wise ( ). All'inizio, Sphere 1 era venduto come kit, ma più tardi fu venduto interamente assemblato, con inclusa una tastiera un tastierino numerico ed un monitor (fu il primo Computer all-in-one). Nel 1976 Steve Jobs e Steve Wozniak vendettero la

15 Personal computer 13 scheda madre del computer Apple I, che conteneva circa 30 chip. Il primo personal computer di successo per il mercato di massa [2] è stato il Commodore PET introdotto nel gennaio del 1977 [3], che aveva un impressionante somiglianza con lo Sphere 1 di due anni prima. Esso fu subito seguito dal TRS-80 (rilasciato il 3 agosto 1977 [4] ) di Radio Shack e dal popolare Apple II (5 giugno 1977 [5] ). I computer già assemblati venduti sul mercato di massa, permisero ad una più ampia categoria di persone l'utilizzo del computer, concentrandosi di più sullo sviluppo delle applicazioni software e di meno sullo sviluppo dell'hardware del processore. Nel 1981 fece la sua comparsa nel mercato il primo di una serie di personal computer che divenne molto popolare: l'ibm 5150, meglio conosciuto come PC IBM. Il costo era ancora elevato (circa dollari), la capacità di elaborazione bassa, la possibilità di gestire grosse moli di dati era legata all'acquisto di costosissimi dischi rigidi, o unità a nastro esterne. D'altra parte era una macchina solida e affidabile, che godeva di assistenza tecnica ed era espandibile tramite un bus interno (caratteristica che solo l'apple II all'epoca possedeva). Grazie al suo successo, il PC IBM divenne lo standard de facto nell'industria del personal computer. Le industrie informatiche situate in Oriente (Taiwan, Singapore, etc.) si misero subito al lavoro per clonare (duplicare) questa macchina (operazione possibile perché IBM forniva assieme al PC anche gli schemi elettrici, ed il listato del sistema operativo era facilmente ottenibile, i componenti utilizzati, chip di memoria, processore, unità a disco erano "standard" e disponibili per tutti). In pochi anni il mondo fu invaso da enormi quantità di PC clonati, dalle prestazioni sempre più brucianti e dai costi sempre più bassi. Nel frattempo il 24 gennaio 1984 Apple Computer presentò un'altra innovazione destinata a diffondersi su larga scala: il Macintosh, dotato di serie di interfaccia grafica e di mouse. Il Macintosh ottenne un buon successo di mercato, grazie al suo approccio amichevole (user-friendly) e alla facilità d'uso del suo sistema operativo, il Mac OS. L'interfaccia grafica (GUI) usava per la prima volta metafore facili da comprendere, quali il cestino, la scrivania, le finestre, gli appunti ecc. aprendo finalmente l'uso del computer anche a persone con limitate conoscenze informatiche. In seguito al successo del Macintosh, molte di queste caratteristiche furono mutuate dalla Microsoft nella creazione del proprio sistema operativo Windows, scatenando una battaglia anche legale durata oltre un decennio. Si diffondeva così il concetto di WIMP (Windows Icons Mouse and Pointer), da allora in poi bagaglio essenziale di tutti i personal computer, indipendentemente da quale fosse il loro sistema operativo. Caratteristiche generali Dal punto di vista hardware, i più comuni microprocessori utilizzati all'interno dei personal computer sono le CPU compatibili con l'architettura x86. Una differenza fra i primi computer disponibili per autocostruzione e i personal computer veri e propri fu la disponibilità di software già pronto. Nonostante ciò, molti fra i primi utilizzatori di PC erano abituati a scrivere da sé il software. Al contrario, gli utenti di oggi hanno accesso a una larghissima scelta di software commerciale e non commerciale, che può essere fornito pronto per essere eseguito o pronto per essere compilato. Sotto questo punto di vista le applicazioni software tipiche per personal computer sono quelle a uso di un utente comune e comprendono programmi di videoscrittura, fogli elettronici, database, navigatori web, programmi di posta elettronica, giochi e miriadi di altre applicazioni per la produttività personale e gli ambiti applicativi più disparati. I personal computer possono essere connessi a una rete locale (LAN), sia tramite l'utilizzo di un cavo, sia con l'uso di connessioni radio (wireless). Gli attuali personal computer sono spesso predisposti per connessioni ad alta o bassa velocità a Internet, consentendo l'accesso al World Wide Web e a una vasta scelta di altre risorse. Fin dagli anni ottanta del XX secolo, Microsoft e Intel hanno dominato buona parte del mercato dei personal computer con la piattaforma Wintel.

16 Personal computer 14 Tipologie Desktop computer Un desktop computer è un personal computer destinato a essere usato esclusivamente in un posto fisso. Il desktop è caratterizzato da una notevole espandibilità e modularità e da prestazioni quasi sempre superiori rispetto a un comune computer portatile. Personal computer a unità singola È un tipo di desktop computer costituito solamente da un monitor touchscreen che integra tutti i componenti hardware al suo interno. Esistono anche varianti che utilizzano una tastiera come singola unità. Nettop È un desktop computer progettato principalmente per la navigazione in Internet. Consuma meno energia, ha dimensioni ridotte, è più leggero e ha un prezzo normalmente più contenuto ma le prestazioni sono nettamente inferiori rispetto alla maggior parte dei desktop computer. Home theater PC Un Home Theatre Personal Computer (HTPC) è un dispositivo che combina le funzioni di un personal computer e di un videoregistratore. È collegato a un televisore ed è fornito da applicazioni multimediali utili per gestire foto, video e musica. Laptop computer Un laptop computer o semplicemente portatile è un piccolo personal computer progettato per la portabilità. Solitamente tutti i componenti hardware sono incorporati in una singola unità. È caratterizzato da una batteria ricaricabile di elevata capacità, che può alimentare il dispositivo per lunghi periodi di tempo. Inoltre, a causa delle sue dimensioni ridotte, non permette se non entro certi limiti di cambiare o aggiornare la configurazione hardware. Desktop replacement Un computer desktop-replacement è un portatile che fornisce la maggior parte delle funzionalità di un computer desktop, con un analogo livello di prestazioni. È caratterizzato da un peso e da dimensioni superiori, perciò offre una bassissima portabilità e la batteria solitamente ha una bassa autonomia. Subnotebook Un subnotebook o netbook è un portatile progettato e commercializzato con l'accento sulla portabilità (piccole dimensioni, peso ridotto e spesso maggiore durata della batteria) con prestazioni leggermente inferiori a quelle di un notebook standard. Ma per ottenere la riduzione del peso e delle dimensione, possiede poche porte, impiega costosi componenti e inoltre nella maggior parte dei subnotebook viene omessa l'unita ottica. Tablet PC Un tablet PC è un personal computer dotato di uno schermo a tocco come principale dispositivo di input. Lo schermo a tocco consente all'utente di utilizzare il computer con una stilo digitale o con un dito, invece di una tastiera o mouse. È caratterizzato da una lunga durata della batteria e come per i subnotebook possiede poche porte e ha prestazioni inferiori rispetto a un normale desktop.

17 Personal computer 15 Computer palmare, palmtop o PDA Il computer palmare o palmtop è un personal computer di dimensioni contenute, tali da essere portato sul palmo di una mano. È inoltre dotato di uno schermo a tocco che permette l'utilizzo con una stilo digitale. È caratterizzato dall'assenza del disco rigido, ha programmi e sistemi operativi realizzati su misura e ha prestazioni inferiori rispetto a un notebook. Workstation Una workstation è un personal computer di fascia alta progettato principalmente per applicazioni tecniche e scientifiche e altri compiti altamente professionali. E caratterizzato da prestazioni elevatissime rispetto ai normali desktop. Componenti Unità centrale contenente lo spazio e gli agganci per ospitare: Scheda madre, memoria e CPU, Connettori, Alimentatore, Possibili periferiche di espansione, Alloggi per le periferiche di base e i dispositivi per le memorie di massa (disco rigido, CD ecc.) Monitor/Display (o analoga unità di output esterna per la visualizzazione dei dati) Periferiche di input/output Tastiera Mouse Interfacce seriali, parallele, USB Diffusore acustico o Casse acustiche Questa particolare struttura modulare rende il personal computer differente rispetto alle altre categorie di computer, e precisamente Componenti fondamentali di un personal computer: MonitorScheda madrecpu (microprocessore)ramscheda di espansionealimentatoredispositivi otticihard dai Mainframe (i cosiddetti computer "ad disk drive (HDD)MouseTastiera armadio") tipici dei grandi centri di calcolo come il PDP1 o il PDP 11 della Digital e dai microcomputer (computer ad uso hobbistico da assemblare, tipici degli albori dell'era informatica, che si programmavano tramite serie di microswitch, e avevano capacità di output limitate a batterie di led colorati) Altair.

18 Personal computer 16 Principali produttori di personal computer Hewlett-Packard Dell Packard Bell Apple Olivetti Sony Toshiba Samsung Lenovo Acer ASUS Note [1] Bertolacci, op. cit., p. 2 [2] Total share: 30 years of personal computer market share figures (http:// arstechnica. com/ articles/ culture/ total-share. ars/ 4) [3] The Amazing Commodore PET History (http:// www. commodore. ca/ products/ pet/ commodore_pet. htm) [4] Winnie Forster, The encyclopedia of consoles, handhelds & home computers , GAMEPLAN, 2005, pp. 17. ISBN [5] June 5, 1977: From a Little Apple a Mighty Industry Grows (http:// www. wired. com/ science/ discoveries/ news/ 2007/ 06/ dayintech_0605). 5 giugno URL consultato in data 2 giugno Bibliografia Sabrina Bertolacci; Franco Grossi, ECDL Syllabus 4.0. Guida facile (http:/ / books. google. it/ books?id=ggkkieoggzoc), Apogeo Editore, ISBN Voci correlate Computer Home computer Informatica Hardware Software End user computing Tablet PC Lista di assemblatori di PC Altri progetti Wikibooks contiene testi o manuali: / it. wikibooks. org/ wiki/ Personal computer Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ personal computer Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Personal computers

19 Workstation 17 Workstation La workstation [1] o stazione di lavoro [2] è una tipologia particolare di computer che si contraddistingue dall'essere general purpose, monoutente, destinata principalmente ad un utilizzo produttivo (da cui il suffisso work), e dall'avere alte prestazioni per poter assolvere compiti altamente professionali di vario genere. [3] Caratteristica quest'ultima che rende la workstation un computer utilizzato da professionisti in ambiti di lavoro che necessitano di grandi potenze di calcolo come ad esempio il CAD, la ricerca scientifica, la produzione audio/video. Esso è dunque sinonimo di un computer più potente di un normale personal computer domestico. Caratteristiche Le armi principali delle workstation risiedono nei processori a 64 bit (indispensabili per compiti che richiedono più di 4 gigabyte di RAM), nella disponibilità di sistemi multiprocessore e nel sistema operativo basato su Unix (rispetto a Microsoft Windows lascia più libertà all'utente esperto). Proprio queste due caratteristiche stanno ora passando anche ai personal computer, con i nuovi processori a 64 bit di AMD e Intel, anche multiprocessore, e con le nuove versioni, sempre migliori, di Windows e GNU/Linux. Storia Le prime workstation apparvero all'inizio degli anni ottanta, vendute da Sun Microsystems e dotate di un processore Motorola a 32/16 bit. Durante gli anni novanta una workstation era definita da: uno o più processori a 64 bit, capace di indirizzare una grande quantità di memoria, basati su architettura RISC. sistema operativo Unix un sistema di dischi SCSI, ad elevate prestazioni, spesso uniti in un sistema RAID. una veloce scheda di rete (Ethernet a 10, 100 e poi 1000 mbit/sec) una scheda grafica molto potente (per i tempi), specie sulle workstation Silicon Graphics un monitor di grandi dimensioni per comodità di visione. Da queste caratteristiche derivava anche un prezzo molto elevato per le workstation, equivalente nel 2005 a o euro, spesso di più. I personal computer, al tempo già in vendita, erano molto più economici ma proprio per questo non potevano fornire nessuna di queste caratteristiche. La situazione cominciò a cambiare alla fine degli anni novanta, quando le prestazioni dei PC salirono abbastanza da poter eseguire quei programmi (CAD, grafica 3D, simulazioni scientifiche, ecc.) che fino ad allora avevano bisogno di una workstation per poter funzionare. La fascia bassa del mercato workstation passò quindi ai personal computer. Nel 2005 il mercato workstation è diviso tra i personal computer più potenti e le workstation tradizionali, che nel frattempo sono aumentate anch'esse di prestazioni, anche se la differenza non è più marcata come prima.

20 Workstation 18 Note [1] "Workstation" è un prestito dell'inglese. La taduzione letterale di "workstation" è "stazione di lavoro". Nella lingua inglese "workstation" ha varie accezioni tra cui quella trattata in questa voce di Wikipedia. Nella lingua italiana invece "workstation" è utilizzato solo con l'accezione trattata in questa voce di Wikipedia. [2] Tra i due sinonimi "workstation" e "stazione di lavoro", il più diffuso nel linguaggio comune è "workstation" (considerando il termine "stazione di lavoro" esclusivamente nell'accezione trattata in questa voce di Wikipedia). Ciò molto probabilmente dipende dal fatto che "stazione di lavoro" è termine più generico, utilizzato anche fuori dall'ambito informatico. [3] Le prestazioni dei computer sono in continuo aumento quindi "alte prestazioni" non è inteso in senso assoluto, ma relativamente al periodo di commercializzazione della workstation. Se si osservano le prestazioni in termini assoluti infatti le workstation di quindici anni fa ad esempio sono ben inferiori ai computer portatili di oggi. Voci correlate Mainframe Personal computer Home computer Software Il software è l'informazione o le informazioni utilizzate da uno o più sistemi informatici e memorizzate su uno o più supporti informatici. Tali informazioni possono essere quindi rappresentate da uno o più programmi, oppure da uno o più dati, oppure da una combinazione delle due. Il termine si contrappone tradizionalmente a hardware (la componente fisica di un sistema di calcolo). Nel tempo sono entrati nell'uso altri termini che descrivono elementi di un computer, come il firmware. OpenOffice.org Writer, un software di videoscrittura. Il suffisso -ware viene usato anche in altri termini che indicano particolari tipi di programmi: in funzione del ruolo che hanno in un sistema di calcolo (per esempio middleware); del tipo di licenza con cui sono distribuiti (freeware, shareware); e altro. Etimologia Il termine "software" è un prestito dell'inglese. Nella lingua inglese "software" nasce per imitazione del termine "hardware" e dalla composizione delle parole "soft" (in italiano "morbido", "tenero", "leggero") [1] e "ware" (in italiano "merci", "articoli", "prodotti", "mercanzie"). [2] La paternità della coniazione del termine "software" non è certa. L'americano Paul Niquette la rivendica sostenendo di aver coniato il termine "software" nel [3] Certa invece è la prima apparizione del termine "software" in una pubblicazione scritta: un articolo dell'american Mathematical Monthly scritto nel 1958 dallo statistico americano John Wilder Tukey. [4]

21 Software 19 Storia del software Il termine software ha origine durante la seconda guerra mondiale. I tecnici dell'esercito inglese erano impegnati nella decrittazione dei codici tedeschi di Enigma, di cui già conoscevano la meccanica interna (detta hardware, componente dura, nel senso di ferraglia) grazie ai servizi segreti polacchi. La prima versione di Enigma sfruttava tre rotori per mescolare le de sto cazzo Dopo il 1941, ad Enigma venne aggiunto un rotore, e il team di criptanalisti inglesi, capitanati da Alan Turing, si dovette interessare non più alla sua struttura fisica, ma alle posizioni in cui venivano utilizzati i rotori della nuova Enigma. Dato che queste istruzioni erano scritte su pagine solubili nell'acqua (per poter essere più facilmente distrutte, evitando in tal modo che cadessero nelle mani del nemico) furono chiamate software (componente tenera), in contrapposizione all'hardware. Il senso moderno del termine deriva dalle istruzioni date ai computer, ed è stato utilizzato per la prima volta nel 1957 da John Wilder Tukey, noto statistico statunitense. Dal 1950 l'analogia tra l'hardware ed il corpo umano e quella tra il software e la mente umana si è fatta molto forte, dal momento che Turing ha sostenuto che il progresso tecnologico sarebbe riuscito a creare, entro il 2000, delle macchine intelligenti (in grado cioè di "pensare" autonomamente) atte alla risoluzione dei problemi. Aumento del codice e potenziamento dell'hardware Alla storia dell'evoluzione del software è legato lo sviluppo dell'hardware. Come evidenziato dalla seconda legge di Moore, una minaccia alla velocità di elaborazione, oltre ai costi, proviene dal software. Infatti ciò che conta per un utente non è tanto la velocità di elaborazione del processore, quanto la velocità effettiva di elaborazione del codice, calcolata in base al tempo che occorre alla CPU per eseguire un'operazione (come la scrittura di un testo, la creazione di una cartella, ecc.). Nathan Myhrvold, direttore dell'advanced Technology Group della Microsoft, ha effettuato uno studio sui prodotti Microsoft calcolando le linee di codifica per le successive release dello stesso software: Basic: da linee di codice nel 1975 a nel 1995 Word: da linee di codice nel 1982 a nel 2002 La continua aggiunta di nuove funzionalità al software esistente giustifica la costante richiesta di processori più veloci, memorie sempre più grandi e più ampie capacità di I/O (Input/Output). Infatti, anche le altre tecnologie si sono evolute di pari passo: i dischi rigidi da 10 MB (1982) a 1 TB (2007); i modem analogici da 110 bit/sec a 56 kbit/sec. Myhrvold traccia un parallelismo con la legge di Moore: "abbiamo aumentato la dimensione e la complessità del software ancora più rapidamente di quanto non prevedeva la legge di Moore", "gli utenti del software hanno sempre consumato le maggiori capacità di elaborazione ad una velocità uguale o superiore a quella con cui i produttori di chip le mettevano a disposizione" (Stewart Brand, 1995).

22 Software 20 Classificazione I software possono essere classificati in base a diverse loro caratteristiche: funzione (videoscrittura, foglio elettronico, database management system, grafica ecc.); grado di apertura della licenza (software libero o software proprietario); sistema operativo su cui possono essere utilizzati (Unix, Mac OS, Windows ecc.); da installare o portabile; tipo di interfaccia utente (testuale o grafica). I software possono essere divisi in quattro categorie principali: software di base (che a sua volta si divide in sistemi operativi, compilatori e interpreti, librerie); driver; firmware; programmi applicativi (cioè tutti quei software che vengono utilizzati nel quotidiano, dai programmi per l'ufficio, ai videogiochi). Realizzazione del software Un software viene normalmente realizzato utilizzando uno o più linguaggi di programmazione. Se il progetto diventa complesso, è opportuno dividere il programma in uno o più moduli, che possono essere così affidati a diversi programmatori, modificati più semplicemente e riutilizzati in altri progetti. La fase detta di compilazione, traduce ogni file del codice sorgente, scritto nel o nei linguaggi di programmazione, in un file oggetto contenente il programma in linguaggio macchina adeguato all'architettura hardware di destinazione. In seguito tutti i file oggetto attraversano una fase di linking per giungere al prodotto finale: il file eseguibile. Alcuni software non vengono compilati in quanto le istruzioni contenute nel codice sorgente vengono eseguite utilizzando un software detto interprete. La gestione del processo di sviluppo è caratterizzato dalla scelta di un modello di sviluppo del software codificato nell'ambito dell'ingegneria del Software (Software Engineering), esistono: Il modello classico, o a cascata (water-fall) Il modello a spirale (object oriented) La realizzazione del software è un'attività complessa articolata in più fasi, per questo motivo spesso il software è associato ad un prodotto ingegneristico, ma se ne differenzia soprattutto per alcune caratteristiche: è molto "malleabile"; è un prodotto human intensive (e cioè un prodotto che richiede un considerevole sforzo in risorse umane perché si concentra soprattutto sulla progettazione e sull'implementazione). Versione Molte volte i software realizzati vengono rilasciati sotto forma di versioni e release successive, ciascuna identificata da un numero intero progressivo con in aggiunta uno o più numeri decimali che identificano la release: tipicamente l'ordine di rilascio segue un andamento progressivo della numerazione dove versione o release successive rappresentano evoluzioni delle precedenti con miglioramenti in termini di nuove caratteristiche e funzionalità aggiunte e/o bug corretti.

23 Software 21 Licenze d'utilizzo e distribuzione La licenza d'uso è un documento che accompagna il software e specifica i diritti e i doveri di chi lo riceve e di chi lo diffonde. Tutte le licenze d'uso traggono il loro valore legale dalle norme sul diritto d'autore (il copyright). Esistono licenze libere, le licenze Open Source e licenze proprietarie. Nasce in seguito anche l'open content che ha come scopo quello di trasferire le licenze su opere diverse dal software. Le licenze di utilizzo e distribuzione del software libere ed Open Source sono Le differenti categorie del software numerose, ma quelle effettivamente diffuse sono poche. Per l'89% si tratta di GPL, LGPL e BSD (licenza storica di Unix, tornata in uso dall'avvento di Linux). Alcune licenze libere: GNU-GPL (la licenza libera più diffusa) GNU-LGPL BSD Creative Commons Ogni tipo di licenza differisce dagli altri per vari aspetti Brevettabilità del software Nell'Unione europea, i software non possono essere oggetto di brevetto. Il 6 luglio 2005, il Parlamento Europeo ha respinto la proposta di direttiva per la "Brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici", sostenuta dalla Commissione [5][6]. La proposta è stata rigettata alla prima votazione con 648 voti contrari, 32 favorevoli, rispetto a 680 schede scrutinate. Il giorno prima della votazione, la Commissione Europea ha confermato che, in caso di bocciatura, non sarebbe stato presentato un nuovo testo sull'argomento.

24 Software 22 Note [1] Confronta il lemma "soft" su «Il Sansoni - Inglese» (http:// dizionari. corriere. it/ dizionario_inglese/ Inglese/ S/ soft. shtml). [2] Confronta il lemma "ware 1 " su «Il Sansoni - Inglese» (http:// dizionari. corriere. it/ dizionario_inglese/ Inglese/ W/ ware_1. shtml). [3] Paul Niquette, Introduction: the software age (http:// niquette. com/ books/ softword/ part0. htm), «Sophisticated: The Magazine», [4] David Leonhardt, John Tukey, 85, statistician; coined the word 'software' (http:// www. nytimes. com/ 2000/ 07/ 28/ us/ john-tukey-85-statistician-coined-the-word-software. html), «New York Times», 28 luglio [5] Testo della proposta di Direttiva per la brevettabilità del software (http:// / search?q=cache:sqeho9ljhpqj:www. europarl. europa. eu/ pv2/ pv2?prg=caldoc& TPV=DEF& FILE= & SDOCTA=2& TXTLST=2& POS=1& LASTCHAP=3& Type_Doc=FIRST& LANGUE=IT+ proposta+ di+ direttiva+ del+ Parlamento+ europeo+ e+ del+ Consiglio+ relativa+ alla+ brevettabilitã + delle+ invenzioni+ attuate+ per+ mezzo+ di+ elaboratori+ elettronici+ N+ A5-0238/ 2003& hl=it& ct=clnk& cd=2& gl=it/ ) [6] Argomenti della Commissione Europea a sostegno della brevettabilità (http:// / search?q=cache:-m-a_lybyg0j:www. europarl. europa. eu/ hearings/ / juri/ wd_directive_it. pdf+ direttiva+ brevettabilitã + invenzioni+ attuate+ per+ mezzo+ di+ elaboratori+ elettronici& hl=it& ct=clnk& cd=1& gl=it/ ) Bibliografia G. Guglielmetti, L'invenzione di software. Brevetto e diritto d'autore, 2ª ed., Milano, Giuffrè, Voci correlate Sviluppo del software Ingegneria del software Progettazione (ingegneria del software) Metodologia di sviluppo del software Processo software Ciclo di vita del software Modello di sviluppo del software Localizzazione Manutenzione Collaudo Tecniche di controllo Ispezione Strumenti Compilatore Computer-aided software engineering Software development kit Procedure su software Installazione Configurazione

25 Software 23 Tipi di software in relazione alla licenza d'uso Freeware Shareware Software proprietario Software libero Elenco di casi di adozione di software libero Software libero/draft Software Free/Libero/Open-Source (FLOSS) Free Software Users Group (FSUG) Free and Open Source Software (FOSS) Differenza tra Software Libero e Open Source Tipi di software Elenco di tipi di software Software per l'office automation Professioni correlate Sviluppatore Programmatore Webmaster Fondazioni e aziende Creative Commons Free Software Foundation (FSF) Altri progetti Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ software Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Software Collegamenti esterni Software (http:// www. dmoz. org/ World/ Italiano/ Computer/ Software/ ) su Open Directory Project ( Segnala (http:// www. dmoz. org/ public/ suggest?cat=world/ Italiano/ Computer/ Software/ ) su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Software") Oscon.it (http:// www. oscon. it) Oscon, facsimile di contratto per la vendita di software. Lista di software gratuiti per pc (http:// unikgeek. com/ software/ ) La Software University (http:// www. softwareuniversity. net)

26 Software proprietario 24 Software proprietario Con il termine software proprietario o software privato si indica quel software che ha restrizioni sul suo utilizzo, sulla sua modifica, riproduzione o ridistribuzione, solitamente imposti da un proprietario. Queste restrizioni vengono ottenute tramite mezzi tecnici o legali. Mezzi tecnici: rendere pubblico solo il codice binario del software, trattenendone il codice sorgente. In questi casi la modifica del software risulta molto difficile, ottenibile solo grazie a disassemblatori e ad elevate capacità informatiche. Mezzi legali: licenze, copyright e brevetti. Il termine deriva da una traduzione errata dell'inglese proprietary software che letteralmente significa "software di proprietà esclusiva" [1] (il software non è infatti il "proprietario" ma l'oggetto posseduto). Utilizzi del termine Il termine viene utilizzato dalla Free Software Foundation(FSF) per descrivere il software che non è software libero o software semi-libero. Tecnicamente il termine si riferisce al software il cui controllo è esercitato da un proprietario e quindi potrebbe essere applicato a tutto il software che non è di pubblico dominio. La FSF, comunque, usa il termine per evidenziare il contrasto tra software proprietario e libero: nel primo è il proprietario il punto principale sul quale viene sviluppato il software, nel secondo invece è la libertà degli utenti. Il termine viene spesso sostituito da "software non libero", mentre Richard Stallman a volte utilizza il termine "software che soggioga l'utente" e Eben Moglen a volte parla di "software poco libero". Il Logo della Free Software Foundation termine "non libero" viene solitamente usato dagli sviluppatori Debian, ma anche loro a volte usano il termine "software proprietario". Nel mondo open source viene invece preferito il termine "closed source software" (software a codice chiuso) per evidenziare il contrasto tra software che può essere classificato come open source e non. Rapporti con il software non proprietario Alcuni pacchetti software liberi sono disponibili anche con termini di software proprietario, come per esempio MySQL e SSH. I possessori del copyright originale di un determinato software libero, anche se rilasciato con copyleft, possono utilizzare una doppia licenza per far sì che sia loro sia gli altri possano ridistribuirne versioni proprietarie. Il software libero senza copyleft, o software libero "con licenza permissiva", permette a chiunque di creare delle versioni proprietarie da ridistribuire. Sia il software proprietario che il software libero si avvalgono delle regole poste a tutela del diritto d'autore anche se gli obiettivi sono radicalmente diversi. Infatti il software proprietario si avvale delle suddette regole al fine di sfruttare economicamente i programmi per elaboratore e per definirlo come proprietario; Il Software libero invece persegue finalità diverse, infatti il ricorso al diritto d'autore viene effettuato allo scopo di rendere effettivamente libero il programma, in alcuni casi anche al fine di evitare che terze parti possano deprivare gli utenti delle libertà concesse dall'autore originario del software. In entrambe le categorie definite, la distribuzione e la circolazione del software avviene per mezzo delle licenze d'uso.

27 Software proprietario 25 Il codice sorgente Il codice sorgente di un software proprietario solitamente non viene diffuso e viene ritenuto un segreto commerciale. Alcuni software proprietari, invece, vengono rilasciati con il codice sorgente o danno la possibilità di osservarlo secondo determinate condizioni. In questi casi gli utenti sono liberi di usare ed anche studiare e modificare il software, ma sono vincolati da licenze o accordi di non divulgazione (NDA: Non-Disclosure Agreement) per la ridistribuzione delle modifiche o anche per la semplice condivisione del software. Alcuni esempi sono le versioni proprietarie di SSH, PINE e l'iniziativa "shared source" della Microsoft, che consente a pagamento (ma gratuitamente per le pubbliche amministrazioni) di avere accesso ai sorgenti. Altre definizioni Il software proprietario disponibile gratuitamente viene chiamato "freeware". Il software shareware è invece disponibile gratuitamente ma solo per un periodo di prova. Il software proprietario con un copyright che non viene più esercitato e che viene usato illegalmente dagli utenti viene chiamato "abandonware" e può includere o meno il codice sorgente. In altri casi il software abandonware è stato messo nel pubblico dominio dallo stesso autore o possessore del copyright ed in questi casi, se il software include il codice sorgente, è software libero, non software proprietario. Esempi di software proprietario Alcuni esempi di software proprietario sono: itunes, Microsoft Office, RealPlayer, Winzip, Adobe Photoshop, e alcuni diffusi sistemi operativi: Microsoft Windows, Mac OS X. Note [1] WordReference.com (http:/ / www. wordreference. com/ enit/ proprietary) Voci correlate Software libero Copyright Licenza (informatica) Brevetto software

28 Software libero 26 Software libero Il software libero è software pubblicato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione; per le sue caratteristiche, si contrappone al software proprietario ed è differente dalla concezione open source, incentrandosi sulla libertà dell'utente e non solo sull'apertura del codice sorgente, che è comunque un pre-requisito del software libero. [1] Caratteristiche La parola libero non implica la possibilità di utilizzare tale software in maniera indiscriminata: il software libero è comunque soggetto ad una licenza d'uso, a differenza ad esempio del software di pubblico dominio. Rispetto al software proprietario, la licenza d'uso del software libero permette di: eseguire il programma per qualsiasi scopo; accedere alla struttura interna del programma (codice sorgente), studiarla ed eventualmente modificarla; ridistribuirlo in un numero di copie illimitato. La licenza d'uso pone in genere i seguenti vincoli: gli autori precedenti del software devono essere menzionati anche nelle versioni modificate, lasciando intatto il loro copyright; Stallman durante il suo intervento a Wikimania 2005 [2] (Francoforte sul Meno) in seguito ad una modifica, non è possibile applicare una licenza d'uso incompatibile con la licenza originaria o che vada contro le norme della licenza stessa. Per esempio chiunque può riemettere del software pubblicato sotto LGPL usando la licenza GPL (tale operazione è anche chiamata upgrade della licenza), mentre non è possibile fare il contrario (naturalmente se non si è il detentore unico del copyright); normalmente, nella licenza, vi è una clausola che sancisce la non usabilità del software se non si rispetta la licenza d'uso o se una o più norme della stessa licenza non sono valide per termini di legge; quando si distribuisce un codice binario occorre o distribuire insieme anche i sorgenti o garantire per iscritto la possibilità a tutti gli utenti di venirne in possesso dietro richiesta ed al solo costo del supporto Le "quattro libertà" Secondo Richard Stallman e la Free Software Foundation da lui fondata, un software si può definire libero solo se garantisce quattro "libertà fondamentali" [3] : 1. Libertà 0 Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo. 2. Libertà 1 Libertà di studiare il programma e modificarlo [4]. 3. Libertà 2 Libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo. 4. Libertà 3 Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio [4]. Un programma è software libero se l'utente ha tutte queste libertà. In particolare, se è libero di ridistribuire copie, con o senza modifiche, gratis o addebitando delle spese di distribuzione a chiunque ed ovunque. Essere liberi di fare queste cose significa (tra l'altro) che non bisogna chiedere o pagare nessun permesso.

29 Software libero 27 Licenze d'uso libere Buona parte del software libero viene distribuito con la licenza GNU GPL (GNU General Public License), scritta da Richard Stallman e Eben Moglen per garantire legalmente a tutti gli utenti le quattro libertà fondamentali. Dal punto di vista dello sviluppo software, la licenza GPL viene considerata una delle più restrittive, poiché impone che necessariamente ogni prodotto software derivato - ovvero, che modifica o usa codice sotto GPL - venga a sua volta distribuito con la stessa licenza. Anche MediaWiki, il software usato per Wikipedia, è distribuito con licenza GPL. Una licenza simile, ma meno restrittiva, è la GNU LGPL (GNU Lesser General Public License), che permette di utilizzare il codice anche in software proprietario e sotto altre licenze opensource, purché le parti coperte da LGPL - anche se modificate - vengano comunque distribuite sotto la medesima licenza. In genere è utilizzata per librerie software. Non tutte le licenze ritenute libere sono compatibili tra di loro, cioè in alcuni casi non è possibile prendere due sorgenti con due licenze libere ed unirle per ottenere un prodotto unico. Questo avviene quando non esista e non sia possibile creare una licenza che possa soddisfare i requisiti delle licenze originali. Ad esempio la licenza BSD originale, pur essendo considerata licenza di software libero, è incompatibile con la GPL [5] ; per ovviare al problema è stato necessario creare una "licenza BSD modificata" compatibile con la GPL. Un'altra licenza degna di nota è l'apache License, prodotta dalla Apache Software Foundation; la versione 2 di questa licenza è compatibile con la GPL versione 3 ma non con la GPL versione 2 [6]. L'Apache License considera un prodotto derivato alla stregua della LGPL, ma è più liberale nella concessione delle proprietà intellettuali. Le varie licenze libere possono contenere ulteriori limitazioni per alcune situazioni particolari; per esempio la GPL prevede che si possa esplicitamente vietare l'uso del software nelle nazioni dove tale licenza non è valida o dove dei brevetti software impediscono la distribuzione di tale software. Le licenze d'uso non vietano in genere di vendere software libero e di solito non stabiliscono minimamente il possibile prezzo di vendita. Differenze rispetto all'open source Essendo la disponibilità del codice sorgente uno dei requisiti fondamentali che accomuna il software libero ed il software open source, spesso si è indotti a considerare i due concetti equivalenti, ma in realtà non lo sono. Un software è open source se i termini secondo i quali viene distribuito rispondono alla Open Source Definition dell'open Source Initiative (OSI): in particolare, se una licenza rientra in tale definizione, allora tale licenza può essere dichiarata licenza open source. La definizione potrebbe cambiare nel tempo (nessuno garantisce che questo non possa accadere) e quindi è possibile che una licenza attualmente open source non lo sia nel futuro o viceversa. OSI è anche l'organizzazione che su richiesta certifica con il relativo marchio registrato il fatto che una licenza sia effettivamente aderente alla Open Source Definition. Recentemente l'osi ha posto un freno al proliferare delle licenze dichiarando che cercherà di limitare il numero di licenze che nel futuro saranno ritenute licenze open source. Questo potrebbe, in linea teorica, far sì che una licenza ritenuta libera non venga ritenuta open source. Una licenza invece è libera (o meglio, una versione di una licenza è libera) se e solo se rispetta le quattro libertà fondamentali. Pertanto se una versione di una licenza è libera, allora lo sarà per sempre. Naturalmente è sempre complesso, almeno per un cittadino "normale" (non esperto di leggi), stabilire se una licenza è libera o meno perché entrano in gioco i termini legali utilizzati nella stessa. Il progetto GNU si occupa tra l'altro anche di indicare se una licenza è libera o meno e se è compatibile con le licenze GNU o meno [7]. Il software libero inoltre non deve essere confuso con il software freeware, che è distribuibile gratuitamente, ma che non è né software libero né open source: il software libero infatti non è detto che sia gratuito ovvero può anche essere a pagamento e il termine free in inglese va inteso in italiano appunto come libero, nel senso dei principi suddetti, e non gratuito.

30 Software libero 28 In ogni caso, gli insiemi di applicativi designati da software libero e open source coincidono a meno di poche eccezioni. La differenza fondamentale è nel tipo di approccio: parlando di software libero si pone l'accento sugli aspetti sociologici ed etici, che sono volutamente rimossi nella visione open source. Storia L'idea di software libero nasce agli inizi degli anni ottanta, quando lo sviluppo del software cominciò a passare di mano dalle università alle aziende (software proprietario), ponendo un pesante freno alla collaborazione che caratterizzava il lavoro di gran parte dei programmatori e dei sistemisti dell'epoca, soprattutto con i patti di non divulgazione che le aziende facevano firmare ai programmatori che assumevano. In realtà il software "commerciale" esisteva da sempre, ma i costi elevati dell'hardware facevano sì che il business delle aziende non fosse concentrato sul software, che era considerato una parte naturale del prodotto, ed i cui sorgenti erano in genere pubblici. Con il passare del tempo il software diventò sempre più complesso e difficile da realizzare e le aziende iniziarono a non distribuire i sorgenti e obbligare i propri dipendenti a non rivelare nulla per non avvantaggiare la concorrenza; inoltre con il crollo dei costi dell'hardware, lo sviluppo commerciale del software divenne un business notevole, ed il codice sorgente era divenuto un investimento prezioso che poteva da un lato far acquisire una fetta di tale mercato in rapida crescita e dall'altro legare i propri utenti al proprio software mantenendo il segreto sui metodi utilizzati per lo sviluppo di sistemi e applicazioni. In questo modo le aziende cominciavano ad utilizzare la legge sul diritto d'autore per impedire ai concorrenti di leggere e modificare i loro prodotti, assicurandosi il controllo dei propri clienti che, senza più poter vedere e modificare il codice sorgente del software, non potevano più adattarlo alle loro esigenze ma dovevano chiedere alle aziende di farlo per loro. Nel 1983 Stallman fondò il Progetto GNU con l'intenzione di creare un sistema operativo completamente libero. Grazie alla collaborazione di molti sviluppatori volontari, all'uso di Internet per la coordinazione del progetto e al kernel Linux di Linus Torvalds, nel 1991 nacque GNU/Linux, un clone di UNIX liberamente distribuibile e modificabile. In Italia si riscontra una sempre maggiore attenzione per il software libero, vi sono associazioni che giornalmente dedicano molte attenzioni ed energie nella tutela e nel rispetto delle norme che regolano (o dovrebbero regolare) l'utilizzo del software libero nelle varie strutture pubbliche, come anche la Pubblica Amministrazione. Una delle più importanti sentenze registrate negli ultimi giorni riguarda l'associazione per il Software Libero: con una sentenza a lungo attesa il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio riconosce ad Assoli il diritto di perseguire i suoi scopi statutari agendo anche in giudizio ove fosse necessario. Aspetti filosofici e sociali Nel software libero il significato della parola libero ha un'accezione particolare. Si è già sottolineato che la libertà del software libero non è incondizionata, perché è soggetta ai precisi vincoli della licenza d'uso, come qualsiasi altra licenza d'uso, solo che in questo caso l'autore si "espropria" di alcuni diritti per cederli agli utenti. Questi vincoli sono studiati in maniera tale da favorire il tipo di libertà cosiddetta copyleft, ovvero che ha come obiettivo la condivisione del sapere. Pertanto il software libero parte da considerazione sociali e per molti aspetti è una forma di filosofia. Le implicazioni sociali del software libero sono notevoli. La condivisione del sapere non permette a un gruppo ristretto di persone di sfruttare la conoscenza (in questo caso tecnologica) per acquisire una posizione di potere. Inoltre, è promossa la cooperazione delle persone, che tendono naturalmente ad organizzarsi in comunità, cioè in gruppi animati da un interesse comune. Il modello del software libero si è naturalmente esteso ad altri campi del sapere. Chi crede nel modello copyleft pensa che questo possa essere applicato ad esempio alla musica o alla divulgazione. L'esempio più riuscito di

31 Software libero 29 applicazione di questo modello ad un campo differente dal software è oggi Wikipedia, che promuove la condivisione del sapere e la formazione di una comunità. Differenti correnti di pensiero Tra i sostenitori del software libero, e più in generale del copyleft, vi sono diverse correnti di pensiero, che spaziano da una visione radicale ad una più moderata. La visione più radicale tende ad un modello che si spinge molto oltre a quello del software libero, arrivando in alcuni casi ad auspicare una completa abolizione del software proprietario, considerato una limitazione inaccettabile della libertà e dei diritti dell'uomo. Questa ideologia è stata, erroneamente o almeno impropriamente, paragonata a correnti politiche quali il comunismo, sebbene solitamente i sostenitori del software libero non entrino in questioni politiche. Chi è su posizioni più moderate considera il software libero un ideale a cui tendere, non negando la possibilità di esistere al software proprietario e più in generale allo sfruttamento commerciale del diritto d'autore, sfruttamento che può essere fatto anche usando software libero, come dimostrano vari casi di successo (es: MySQL). La licenza LGPL è stata concepita per permettere una certa integrazione tra software libero e software non libero. C'è chi ritiene inopportuno un suo utilizzo perché permette l'integrazione, sotto determinate condizioni, di software libero da parte di software non libero [8] ; tuttavia ogni autore di software può decidere liberamente che licenza scegliere e quindi sotto quali condizioni permettere l'uso del proprio lavoro. Vantaggi del software libero A prescindere dalle implicazioni sociali, secondo i suoi sostenitori il software libero presenta numerosi vantaggi rispetto al software proprietario: essendo possibile modificare liberamente il software, è possibile personalizzarlo ed adattarlo alla proprie esigenze il codice sorgente è sottoposto ad una revisione da parte di moltissime persone, pertanto è più difficile che contenga bachi e malfunzionamenti. In ogni caso, è sempre possibile per chiunque tenere un indice pubblico dei problemi, in modo che gli utenti li conoscano se viene scoperto un baco o una falla di sicurezza, la sua correzione di solito è molto rapida [9] essendo il sorgente liberamente consultabile, è molto difficile inserire intenzionalmente nel software backdoor, cavalli di Troia o spyware senza che questi vengano prontamente scoperti ed eliminati, come invece è accaduto per alcune applicazioni commerciali (ad esempio il caso del database Firebird della Borland che conteneva una backdoor scoperta quando di tale software sono stati pubblicati i sorgenti) non esistendo standard proprietari, le cui specifiche sono normalmente segrete, è molto più facile costruire software interoperabile permettere a chiunque di modificare i sorgenti garantisce che ogni nuova funzionalità o copertura di un baco possa essere proposta da chiunque e immediatamente applicata dagli sviluppatori. Questo permette di avere rapidamente a disposizione un software che rispetta le esigenze di chi ha richiesto le modifiche in caso di necessità [9] la complessità e le dimensioni di alcune applicazioni di software libero (ad esempio, dei sistemi operativi) è tale che è necessario il supporto commerciale di un'azienda; il software libero si presta a creare nuove opportunità di business nel campo della formazione e del supporto, oltre che della eventuale personalizzazione del software. collaborando con sviluppatori volontari e utilizzando il lavoro della comunità, anche le piccole e medie imprese sono in grado di sviluppare e vendere prodotti di alta qualità, senza dover ampliare il loro organico.

32 Software libero 30 Critiche al software libero Secondo alcuni il software libero avrebbe delle limitazioni e degli svantaggi rispetto al software proprietario: essendo un lavoro volontario, lo sviluppo del software libero sarebbe più lento rispetto al software proprietario; tesi espressa da Bill Gates nella sua lettera aperta ai programmatori dilettanti [10]. Bill Gates ha inoltre particolarmente criticato la GPL in quanto licenza virale e non economicamente sostenibile [11]. alcune tipologie di software, soprattutto di nicchia, non sarebbero disponibili come software libero; infatti il software di nicchia non avrebbe abbastanza utenti per la creazione di una comunità che supporti lo sviluppo del software. lo sviluppo del software libero avrebbe una struttura anarchica, che porta a risultati incoerenti e ad una mancanza di uniformità e consistenza [12]. nonostante il codice sorgente sia liberamente disponibile, non tutti sono in grado di apportarvi modifiche [13] Alcune di queste critiche sono talvolta frutto di un'errata comprensione del software libero. Molte persone tendono infatti a considerare il software libero come prodotto esclusivamente da volontari, mentre sono molti i casi in cui è semplicemente un modello di sviluppo adottato a livello aziendale. Applicazioni commerciali del software libero Il software libero non deve necessariamente essere sviluppato a titolo gratuito o a fondo perduto. Purché si rispettino i vincoli della licenza d'uso, è possibile vendere del software libero; all'interno dei documenti del progetto GNU, Stallman incoraggia la vendita di software libero. Stando alla GPL, però, il primo che compra un software libero ha il diritto di redistribuirlo gratis, è quello che succede ad esempio con REHL e CentOS, quindi il modello non è sostenibile. Infatti non c'è alcuna azienda che fa business sulla vendita di Free Software, ma semmai su servizi e assistenza. Vi sono inoltre alcune aziende che adottano il modello di sviluppo del software libero per i propri prodotti commerciali. Il ritorno economico in questo caso può derivare dalla fornitura di assistenza e di know-how. Un caso diverso è quello di alcuni esempi di software che vengono pubblicati con un sistema di "licenze multiple". In pratica lo stesso software viene licenziato sia come proprietario, sia come software libero. La versione libera talvolta dispone di meno funzionalità, o è limitata ad un numero ristretto di piattaforme. Esempi celebri di software a doppia licenza sono il database MySQL, di cui esiste una versione "Pro Certified Server" a pagamento e una versione "Community Edition" pubblicata con licenza GPL, e la libreria Qt [14]. Vi sono poi aziende che sono strutturate integralmente per la vendita e l'assistenza di un determinato software libero: esempi classici sono alcune distribuzioni di GNU/Linux, come Red Hat o SUSE. Queste aziende utilizzano come base il software sviluppato dalla comunità, aggiungendo una serie di tool di configurazione o sviluppo, curando gli aspetti più tecnici e dando agli utenti finali un'assistenza mirata. Sfruttando le caratteristiche della licenza BSD, alcune aziende preferiscono invece partire da software libero per sviluppare un prodotto non libero. Per esempio il sistema operativo proprietario Microsoft Windows implementava, fino alla versione NT 4.0, lo stack di rete utilizzando codice sotto licenza BSD.

33 Software libero 31 Note [1] Perché l'open Source manca l'obiettivo del Software Libero, di Richard Stallman [2] / wikimania2005. wikimedia. org/ wiki/ Main_Page [3] Definizione di Software Libero (http:/ / www. gnu. org/ philosophy/ free-sw. it. html) [4] L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito. [5] BSD License Problem (http:/ / www. gnu. org/ philosophy/ bsd. html). URL consultato in data [6] Apache License Version 2.0 and GPL compatibility (http:/ / www. gnu. org/ licenses/ license-list. html#apache2). URL consultato in data [7] Various Licenses and Comment about Them (http:/ / www. gnu. org/ licenses/ license-list. html). URL consultato in data [8] Why you shouldn't use the Lesser GPL for your next library (http:/ / www. gnu. org/ licenses/ why-not-lgpl. html). URL consultato in data [9] Use of Free and Open Source Software in the U.S. Department of Defence (http:/ / www. terrybollinger. com/ dodfoss/ dodfoss_pdf. pdf). URL consultato in data [10] An open Letter to Hobbysts (http:/ / www. flora. ca/ gates_letter. txt). URL consultato in data [11] Gates: GPL will eat your economy, but BSD's cool (http:/ / www. theregister. co. uk/ 2002/ 04/ 22/ gates_gpl_will_eat_your/ ). URL consultato in data [12] Some Vulnerabilities of The Cathedral and the Bazaar (http:/ / www. softpanorama. org/ Articles/ a_second_look_at_the_cathedral_and_the_bazaar. shtml#some_vulnerabilities). URL consultato in data [13] Open Source Problems and Limitations (http:/ / www. softpanorama. org/ Articles/ oss_as_academic_research. shtml#b4). URL consultato in data [14] Business Model (http:/ / www. trolltech. com/ trolltech/ company/ about/ businessmodel). URL consultato in data Bibliografia Simone Aliprandi, Apriti standard! Interoperabilità e formati aperti per l'innovazione tecnologica (http:// www. aliprandi. org/ apriti-standard), Ledizioni/Copyleft-Italia.it, Disponibile anche su Wikimedia Commons a questo link (http:// commons. wikimedia. org/ wiki/ File:Apriti_Standard!_Interoperabilità _e_formati_aperti_per_l'innovazione_tecnologica. pdf) AA.VV., Revolution OS. Voci dal codice libero. A cura di A.Mari, S. Romagnolo. Apogeo Editore, ISBN Simone Aliprandi, Copyleft & opencontent - L'altra faccia del copyright (http:// www. copyleft-italia. it/ it/ libri/ copyleft-opencontent. html), ed. PrimaOra, 2005 Simone Aliprandi (a cura di), Compendio di libertà informatica e cultura open (http:// www. copyleft-italia. it/ libri/ liberta-cultura-open), PrimaOra/Copyleft-Italia.it, ISBN Disponibile anche su Wikimedia Biblioteca a questo link (http:// biblioteca. wikimedia. it/ wiki/ File:Compendio_di_liberta_informatica. pdf) (con Alessandro Gilioli), Arturo Di Corinto I nemici della rete, BUR-Biblioteca Universale Rizzoli, 2010 ISBN Arturo Di Corinto, Revolution OS II. Software libero, proprietà intellettuale, cultura e politica. Apogeo, 2006, EAN: ). Lawrence Lessig, Cultura libera. Un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l'estremismo della proprietà intellettuale (http:// www. copyleft-italia. it/ pubblicazioni/ Lessig-CulturaLibera. pdf), Apogeo, ISBN Lawrence Lessig, Il futuro delle idee. Feltrinelli, ISBN Richard M. Stallman, Software libero pensiero libero - Volume primo, Viterbo, Stampa Alternativa, ISBN Richard M. Stallman, Software libero pensiero libero - Volume secondo, Viterbo, Stampa Alternativa, ISBN Giovanni Ziccardi, Libertà del codice e della cultura (Giuffrè, 2006). Gruppo Ippolita, Open non è Free, Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale (http:// www. ippolita. net/ files/ open_non_e_free_ippolita. pdf), Elèuthera, 2005

34 Software libero 32 Gerardo Pastore, Democrazia Informazione. Una riflessione sui movimenti free software e open source, Erreci Edizioni, Anzi-Potenza 2009 Presentazioni Nicola Asuni, Software Libero (http:/ / www. slideshare. net/ tecnickcom/ software-libero) - Introduzione al Software Libero, LinuxDay CA, 2010 Documentazione Daniele Medri. Linux facile (http:/ / linuxfacile. medri. org/ download/ linuxfacile_ pdf) (copyleft) Daniele Giacomini. Appunti di informatica libera (copyleft) Voci correlate GNU, Free Software Foundation e Richard Stallman GNU GPL, GNU LGPL, GNU FDL, Licenza artistica Licenza open source, Licenza libera Comparazione di licenze libere GNU/Linux, FreeBSD, OpenBSD, NetBSD Copyright e Copyleft Elenco di casi di adozione di software libero FLOSS e FOSS Free Software Song Altri progetti Wikisource contiene opere originali: / it. wikisource. org/ wiki/ :Categoria:Software Libero Wikinotizie contiene notizie di attualità: / it. wikinews. org/ wiki/ Categoria:Software libero Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Free software Wikiquote contiene citazioni: / it. wikiquote. org/ wiki/ Software libero Collegamenti esterni GNU.org (http:/ / www. gnu. org/ home. it. html) GNUvox - La voce del software libero (http:/ / www. gnuvox. info/ ) AsSoLi - Associazione per il Software Libero (http:/ / www. softwarelibero. it/ ) (FR) Storia del Software Libero (http:/ / www. web-libre. org/ ) Guida al software libero per l'ufficio (http:/ / www. ufficioopen. it/ ) Lezione sul Software Libero (http:/ / www. bononia. it/ ~renzo/ fortic/ ) di Renzo Davoli

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