Il terremoto in Emilia

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1 Anno XXIII n. 3 - ottobre ,00 COPIA OMAGGIO Tariffa R.O.C. - Poste Italiane S.p.A. - Sped. abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1 comma 1 - DCB Roma DALLA PAURA ALLA PREVENZIONE SISMICA Il terremoto in Emilia POLITICA ENERGETICA GIAPPONE: RINVIATA L'USCITA DAL NUCLEARE CAMBIAMENTI CLIMATICI CLIMA: QUALE FUTURO?

2 Diavolina. Dall inverno al paradiso. Quando fuori fa un freddo del diavolo, niente è più piacevole della calda atmosfera del tuo camino. Per accendere la magia ogni volta che vuoi, la linea Diavolina ti mette a disposizione tutti gli strumenti per fare fuoco e fiamme in modo veloce e sicuro, senza fumo né cattivi odori. Prova anche i prodotti per la pulizia e la manutenzione di camini, stufe e barbecue. Nessuno sa scaldarti la vita come Diavolina. DIAV LINA

3 Ci occupiamo del passato Proteggiamo il presente Garantiamo il futuro Sogin è la società di Stato che si occupa della bonifica dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi provenienti dalle attività industriali, mediche e di ricerca. È impegnata nella più grande opera di bonifica ambientale della storia del nostro Paese, per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l ambiente e tutelare le generazioni future. Nel Parco Tecnologico sarà realizzato il Deposito Nazionale dove saranno definitivamente sistemati e mantenuti in sicurezza i rifiuti radioattivi: un diritto degli italiani. Per Sogin la sostenibilità è: dei loro effetti sul domani; e sicurezza. Sogin ha il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, un centro di eccellenza internazionale in cui verranno sviluppate nuove tecnologie e progetti di ricerca per la gestione dei rifiuti radioattivi. Sul sito istituzionale è disponibile il bilancio di sostenibilità del Gruppo Sogin dove sono riportate le informazioni e i dati sul decommissioning e sulla gestione dei rifiuti radioattivi.

4 GERB Sistemi di protezione sismica e di controllo delle vibrazioni per opere civili ed industriali Base control system (BCS) Controllo alla base mediante l utilizzo di antivibranti a molle elicoidali in acciaio accoppiate con smorzatori viscosi Bosco Verticale Tuned Mass Control System (TMCS) Sistemi di controllo a massa accordata per edifici, ponti, passerelle, ciminiere Puente Oriente Mexico Prestressed Damping Device (PDD) Stadion Morumbi, Sao Paulo Smorzatori monodirezionali precaricabili per stabilizzazione di tribune, ponti o strutture a sbalzo Memoriale della Shoah, Milano Pavimenti galleggianti per sale acustiche, laboratori, biblioteche e ambienti dove è richiesto un elevato comfort acustico GERB Italia S.r.l. Via Vittorio Veneto 2 I Sesto San Giovanni MILANO - ITALIA Tel Fax gerb.it

5 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA rivista di informazione scientifica ed economica Registrazione Tribunale di Roma N. 656 del 9 novembre 1990 Anno 23 - Numero 3 Ottobre 2012 Editore: 21 mo SECOLO s.r.l. via L. Di Breme, Milano Direzione via L. Di Breme, Milano Tel / Internet: Direttore responsabile: ing. Giorgio Prinzi Direttore Roberto Irsuti tel Stampa: Tipografia Città Nuova della P.A.M.O.M. Via Pieve Torina, Roma Finito di stampare nel mese di ottobre 2012 Hanno collaborato a questo numero: Franco Battaglia, Fulvio Bottoni, Uberto Crescenti, Roberto Irsuti, Alessandro Martelli, Franco Ortolani, Giuliano F. Panza, Antonella Peresan, Vincenzo Romanello, Paolo Togni. Rio 20 anni dopo pag. 2 Conformismo e mode ambientaliste Le parole che ingannano pag. 2 Clima: quale futuro? pag. 3 Il Giappone ha già rinviato l uscita dal nucleare pag. 4 Un commento del Prof. Franco Ortolani Ricerca petrolifera in Basilicata e non solo: il contributo dei geologi pag. 5 Nuove iniziative di informazione sulle tecnologie nucleari Torna la discussione sul nucleare pag. 6 Continua ad aumentare il sostegno degli americani al nucleare pag. 6 La radioattività: la conosciamo davvero? pag. 7 La miniera verde? Un progetto inutile pag. 10 Speciale moderne tecnologie antisismiche Terremoto in Emilia e preoccupazioni per il Sud Trasformare la paura in percezione del rischio sismico ed in richiesta di prevenzione pag. 11 Una copia euro 6,00 Copia diffusa in omaggio Abbonamento Ordinario (5 numeri) 30,00 Benemerito 60,00 Sostenitore da euro 100,00 Enti e Ditte 260,00 versamento su C.C. Postale n intestato a 21 mo SECOLO via L. Di Breme, Milano È obbligatorio citare la fonte per gli articoli utilizzati ASSOCIATO ALL USPI UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA In copertina: Immagini dei danni causati dal terremoto nell Emilia: la rocca di Finale Emilia, la chiesa di Buonacompra, una villetta di Rovereto sul Secchia (foto: cortesia, ENEA). Elaborazione grafica Claudio Rossi. L editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione. Le informazioni custodite verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la rivista e gli allegati (legge 675/96 - tutela dei dati personali). Assegnato al prof. Alberto Parducci il Primo Premio ECSN 2012 pag. 17 Approccio neo-deterministico per la definizione attendibile della pericolosità sismica pag. 20 International Seismic Safety Organization (ISSO) POSITION STATEMENT pag. 25 L isolamento sismico di edifici e ponti con smorzatori a massa accordata pag. 29

6 2 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n Rio 20 anni dopo di Roberto Irsuti La Conferenza di Rio + 20 (venti anni dopo il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile) è stata un fallimento. È il giudizio amareggiato delle più note associazioni ambientaliste. Eppure capi di governo, dell economia mondiale ed attivisti delle organizzazioni non governative erano partiti con grandi ambizioni: l elaborazione di un agenda per prossimi venti anni. Già l identificazione delle urgenti sfide globali (quali la mancanza di accesso a fonti energetiche e acqua potabile, l impoverimento degli oceani, l insicurezza alimentare, l aumento dell iniquità sociale, la crescita sproporzionata delle città, la necessità di eliminare il divario tecnologico ed accrescere il ruolo della ricerca e dell innovazione scientifica), senza neanche un accenno ai temi più cari agli ambientalisti (il cambiamento climatico causato dall uomo, la limitazione delle nascite, la decrescita felice) avevano insospettito i paleoambientalisti di WWF, Greenpeace e Legambiente. Evidentemente in tempi di crisi finanziaria globale c è meno spazio per le mode della green economy proposte dai figli sfaccendati e ben nutriti di un Occidente che ha smarrito il senso della propria cultura e della propria storia. Di fronte all inconcludenza dei risultati di questo Summit (una dichiarazione di intenti, priva di impegni), si consoleranno pianificando il prossimo costoso incontro, con la partecipazione di migliaia di delegati, in una località esotica, sempre a nostre spese. Purtroppo, però, nei 20 anni trascorsi dalla prima conferenza delle Nazioni Unite sull ambiente un malinteso principio dello sviluppo sostenibile è stato incorporato nelle legislazioni di molti Paesi industrializzati ed ha reso progressivamente insostenibile lo sviluppo economico che aveva caratterizzato i decenni precedenti; ha alimentato l ostilità per le attività industriali produttrici di beni reali (brutte ed inquinanti) a tutto vantaggio delle speculazioni finanziarie (che non hanno bisogno di capannoni industriali e ciminiere) e di attività improduttive ma alla moda. Non si è considerato, infatti, che l unico metro valido per misurare lo sviluppo sostenibile è la qualità della vita degli abitanti del pianeta, i quali hanno bisogno di cibo, case, scuole, ospedali, cultura, infrastrutture, mezzi di trasporto e di comunicazione: tutte cose che richiedono la disponibilità di energia abbondante ed a basso costo. Il mito del risparmio energetico, del piccolo è bello, del bel tempo andato senza industrie e tecnologia, della decrescita felice (proposta agli altri da chi vive nell abbondanza e nel lusso) ha contribuito a minare alla base la nostra capacità di generare ricchezza reale e benessere; ha contribuito a creare un clima di sfiducia, ostilità alla scienza ed a chi volesse intraprendere. La prudenza che caratterizza la dichiarazione finale di Rio+20 e l affermazione che la lotta alla miseria è la priorità mondiale potrebbero essere il punto di partenza per rovesciare l impostazione errata delle politiche di tutela ambientale. La crisi finanziaria mondiale in atto aiuterà questo rovesciamento. Conformismo e mode ambientaliste Le parole che ingannano di Paolo Togni * Mentre scorrevo i commenti dei lettori sulla mia rubrica, mi è caduto l occhio su una postilla ormai abbastanza usuale nella corrispondenza elettronica: l invito a non stampare il messaggio se non strettamente necessario. Con l aggiunta. Non stampando questo messaggio eviti l immissione in atmosfera di 1,7 chilogrammi di anidride carbonica. Parlando con * Presidente di Viva associazione per la cultura ambientale una amica, donna peraltro di buone letture, intelligente ed informata, ho appreso che nel fare la spesa non compra i prodotti con il migliore rapporto qualità/prezzo, ma quelli prodotti in Italia, alla minor distanza da Roma, possibilmente biologici perché sono più sicuri e più buoni. Poiché non emettere anidride carbonica non serve assolutamente a niente; dato che i cibi biologici possono esporre a maggiori rischi per la salute e costano di più; e poiché i cibi migliori sono quelli coltivati bene, a prescindere da dove, e con le opportune concimazioni e disinfestazioni, tutti e due questi episodi testimoniano quanto le parole d ordine diffuse da mascalzoni e ripetute da mentecatti abbiano fatto breccia nel comune pensare delle persone, anche di quelle intelligenti e preparate. E purtroppo anche di molti tra quelli, per lo più poco intelligenti e pochissimo preparati, che ci governano. Ho riferito questi due episodi come sintomo di una situazione ormai deteriorata e probabilmente irreversibile, nella quale anche le persone colte e informate si sono abbandonate alla comoda accettazione del pensiero politicamente

7 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 3 corretto (ma non è meglio dire conformismo?), questa melma infetta e mefitica nella quale nessuna autonomia di giudizio resiste, nessuna valutazione razionale è ammessa; nella quale l opinione eterodossa è una bestemmia, e voler esprimere giudizi basati su coscienza e conoscenza critica è considerato un reato grave. Ma non ce l aveva già insegnato il padre Dante che siamo fatti per seguir virtute e canoscenza? E che dobbiamo esser uomini e non pecore matte : ragionare con la nostra testa, scegliere quello che a noi, a noi, non a qualunque imbecille che passi il tempo a dire o a scrivere parole utili solo a fargli campare la vita, paia il comportamento giusto da tenere, il giudizio appropriato da dare. E pensare che le responsabilità per i nostri comportamenti ci verranno attribuite in ragione delle decisioni che avremo prese; e seguire acriticamente quel che gli altri dicono significa consegnarsi a loro, forse dover in futuro scontare la pena di scelte non fatte. Non ho parlato della responsabilità dei media in questa questione, ma non mancherà l occasione in futuro. (Da Tempi, 7 giugno 2012) Clima: quale futuro? di Uberto Crescenti * In occasione del Convegno Geoitalia tenuto a Rimini nel settembre 2009 dalla FIST (Federazione Italiana di Scienze della Terra) ho organizzato con Franco Ortolani un workshop dal titolo: L Uomo e il Clima. Al termine dei lavori abbiamo curato, con alcuni partecipanti, il documento qui sotto riportato. Negli ultimi decenni i mass media si sono molto occupati dei problemi relativi ai cambiamenti climatici dando ampio risalto prevalentemente a pareri mirati a sostenere che attualmente ci troviamo in presenza di un riscaldamento globale del nostro Pianeta causato dalle attività antropiche ed in particolare dalla immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, soprattutto anidride carbonica. Al cambiamento climatico sono stati inoltre abbinati scenari di modificazioni ambientali catastrofiche che preoccupano la opinione pubblica. Dando per certo che l uomo provoca il cambiamento climatico in atto, numerosi Paesi del mondo, tra cui il nostro, hanno aderito al Protocollo di Kyoto, dalla cui attuazione (che comporta pesanti oneri che si riflettono sulle economie dei Paesi aderenti) dipenderebbe il controllo/attenuazione del cambiamento del clima. In occasione del Convegno Geoitalia 2009 della FI- ST (Federazione Italiana di Scienze della Terra) si è tenuto il workshop L Uomo e il Clima in cui è stato dibattuto il tema del cambiamento climatico per valutare il ruolo dell Uomo nel determinare e/o modificare il fenomeno naturale. Al termine dei lavori, è stato concordato che allo stato attuale delle conoscenze non sembra possibile individuare nell Uomo la causa principale dei cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi due secoli. Inoltre, un ampia messe di fonti geologiche e documentali attesta che cambiamenti climatici ben più rilevanti di quelli in corso hanno avuto luogo ben prima che l Uomo potesse avere un impatto significativo sull ecosistema. A seguito di queste considerazioni non si condividono le iniziative mirate alla riduzione della immissione in atmosfera della anidride carbonica. I sottoscritti rivolgono pertanto un caloroso invito ai responsabili politici affinché non si aderisca alla esiziale politica che vorrebbe combattere il cambiamento climatico mediante la riduzione della immissione di anidride al carbonica in atmosfera. Questo appello è in linea con tante altre iniziative di scienziati di tutto il mondo, tutte tese a sollevare documentati dubbi sulla responsabilità umana nei cambiamenti climatici e sulla efficacia di provvedimenti quali il Protocollo di Kyoto, ritenuti non solo inutili ma anche dannosi. In particolare citiamo i lavori dell N-IPCC (Non-Governmental International Panel on Climate Change), il quale ha effettuato una analisi critica della letteratura scientifica e ha prodotto un Rapporto (Climate Change Reconsidered, 2009) pervenendo alla conclusione condensata nel titolo del riassunto (disponibile anche in italiano) di quel Rapporto, e cioè La Natura, non l attività dell Uomo, governa il Clima, conclusione sottoscritta da scienziati di tutto il mondo. Rimini, 8 settembre 2009 Aderirono al documento oltre 60 ricercatori italiani, che così andarono ad accrescere l esercito dei cosiddetti scettici. Sullo stesso tema Clima-Uomo, con alcuni colleghi abbiamo ritenuto opportuno, a distanza di pochi anni, proporre il Convegno Clima: quale futuro?, tenuto a Chieti presso la Università G. d Annunzio il 12 giugno 2012, per approfondire e verificare lo stato delle conoscenze sull argomento, con relazioni di specialisti di varie discipline, nel tentativo di fornire elementi scientifici utili a rispondere ad un interrogativo così importante. Importante perché su questo tema sono da tempo in atto provvedimenti molto costosi tesi alla mitigazione del cosiddetto riscaldamento globale del nostro Pianeta attribuito alle attività antropiche, provvedimenti che trovano nel famoso Protocollo di Kyoto la ragione della loro adozione. * Dipartimento di Ingegneria e Geologia, Università G. d Annunzio Chieti-Pescara Gli atti del Convegno sono ora disponibili in un volume pubblicato da 21 mo Secolo.

8 4 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n Il Giappone ha già rinviato l uscita dal nucleare La decisione di limitare a 40 anni la vita delle centrali era stata annunciata in risposta all ostilità al nucleare della popolazione giapponese, dopo il terremoto e maremoto dell 11 marzo 2011 ed i successivi eventi alla centrale nucleare di Fukushima. L intenzione del Giappone di rinunciare definitivamente all energia nucleare entro il 2040 era stata accolta dallo scetticismo di molti osservatori, dubbiosi sul fatto che il piano sarebbe stato effettivamente applicato. Ma pochi pensavano che il proposito del primo ministro Yoshihiko Noda sarebbe durato solo pochi giorni. Nella versione del piano energetico approvata ufficialmente dal governo è sparito ogni riferimento temporale sull uscita dal nucleare. Il ministro dell Industria e del Commercio, Yukio Edano, ha ammesso infatti che, mantenendo la data, «il piano sarebbe potuto risultare impossibile»: la possibilità di uscire dal nucleare entro il 2040 «non è qualcosa che dipende solo da una decisione politica, ma anche dalle scelte dei consumatori, dall innovazione tecnologica e dalle politiche energetiche per l ambiente a livello internazionale». Rapporto IAEA: in 20 anni il nucleare nel mondo potrebbe raddoppiare Entro il 2030 la potenza totale delle centrali nucleari di tutto il mondo aumenterà fra il 35% e il 102% rispetto al 2011: sono le previsioni contenute nel Rapporto annuale 2011 dell Agenzia internazionale per l energia atomica (IAEA), che ha elaborato due possibili scenari di sviluppo dell energia nucleare. In base allo scenario di minima, la potenza totale passerà dagli attuali MW a MW nel 2030 e a MW nel Lo scenario di massima prevede invece MW per il 2030 e MW per il Rispetto alle stime elaborate nel 2010, le cifre sono più basse del 7-8%: questo vuol dire che l evento di Fukushima rallenterà solo leggermente la crescita del nucleare nel mondo. Alla fine del 2011, secondo il documento, il totale dei reattori in attività in tutto il mondo era di 435, con una diminuzione di 6 unità rispetto all anno precedente: sono stati spenti definitivamente 13 reattori mentre ne sono stati allacciati alla rete 7 nuovi. I reattori fermati sono i primi 4 della centrale di Fukushima Daiichi, danneggiati dal maremoto dell 11 marzo 2011, gli 8 reattori tedeschi più vecchi chiusi per decisione del governo e un reattore inglese giunto alla fine della sua attività. In compenso sono in costruzione altri 65 reattori, per MW totali, oltre la metà dei quali si concentra in Asia: 26 in Cina, 6 in India e 5 in Corea del Sud. Inoltre potrebbe raddoppiare anche il numero dei Paesi dotati di centrali nucleari, attualmente pari a 31. Alla data del 31 dicembre 2011, 3 Paesi hanno ordinato la prima centrale, 6 hanno iniziato a preparare le infrastrutture, altri 6 stanno predisponendo un programma nucleare e 14 stanno meditando di avviarlo: in tutto sono 29 i nuovi Paesi che si stanno affacciando per la prima volta all energia nucleare. Il vice primo ministro Katsuya Okada ha spiegato che il governo dovrà considerare gli aumenti previsti dei costi di produzione in caso di abbandono dell energia nucleare e la maggiore dipendenza dai combustibili fossili, con un conseguente indebolimento della politica nazionale in favore dell ambiente. È stato così stabilito che il piano energetico dovrà essere applicato «con flessibilità» e sottoposto a «continue verifiche e revisioni»: il governo ha promesso che ascolterà i punti di vista dell opinione pubblica, dell industria nucleare, della finanza e delle comunità locali che dipendono dagli impianti nucleari per i posti di lavoro. La parziale marcia indietro del governo è stata vista come una vittoria della Keidanren, la confindustria giapponese, il cui presidente Hiromasa Yonekura aveva dichiarato a proposito del piano originario: «Non possiamo accettare in nessun modo questa decisione. Non posso credere che sia tecnologicamente possibile». La Keidanren aveva anche sottolineato il rischio che le industrie delocalizzassero la produzione all estero, a causa degli alti costi delle importazioni di petrolio e gas. Il piano energetico presentato inizialmente dal governo giapponese prevedeva l abbandono graduale dell energia nucleare entro il Il documento, elaborato dal Consiglio per l Energia e l Ambiente e intitolato nella sua versione inglese Innovative Energy and Environment Strategy, prevedeva di spegnere le centrali nucleari esistenti al termine della loro attività, fissata in 40 anni, e di non costruirne altre. Ma era stato presto smentito dalla conferma dell autorizzazione per i due reattori di terza generazione avanzata attualmente in costruzione nelle centrali di Shimane e Ohma. In ogni caso il processo non sarebbe stato facile: in Giappone infatti ci sono 50 impianti, che a regi-

9 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 5 me fornivano circa un terzo dell elettricità giapponese. Al di là degli aspetti tecnici ed economici, la prima vittima sarebbe stata la politica ambientale: anche se il piano prevedeva di puntare sulle fonti rinnovabili, sarebbe stato inevitabile un maggiore ricorso ai combustibili fossili. Fino al 2011 il Giappone puntava a ridurre del 30% le proprie emissioni di gas serra, mentre nel nuovo piano la riduzione delle emissioni sarebbe solo del 10% nel caso di una forte crescita economica e del 20% nel caso di una crescita debole. Secondo molti osservatori la decisione del governo giapponese era più che altro una mossa demagogica in vista di una possibile tornata elettorale: il primo ministro Yoshihiko Noda è in crisi di popolarità e avrebbe deciso di cavalcare l ostilità di buona parte della popolazione giapponese verso il nucleare in seguito all incidente di Fukushima. Secondo Luc Oursel, amministratore delegato del colosso nucleare francese Areva, occorrerà «vedere se un nuovo governo giapponese si atterrà a questo piano». (Elaborato su notizie pubblicate da Nuclear News del 17 e 26 settembre 2012) Un commento del Prof. Franco Ortolani Ricerca petrolifera in Basilicata e non solo: il contributo dei geologi di Franco Ortolani * Molti geologi, ricercatori e docenti di fama sono convinti che per georisorse si intendano le risorse minerarie e quelle petrolifere. Per queste occorrono ricerche costose e raffinate multidisciplinari che impegnano molti geologi di università e altre strutture di ricerca. Questo filone delle georisorse impegna scientificamente molti miei colleghi nazionali e stranieri che si vantano, giustamente, di essere consulenti di potenti e ricche società. Molti soldi consentono ricerche avanzate: ben vengano, quindi anche le compagnie petrolifere che finanziano e sostengono in vari modi la ricerca nei settori geologici e geofisici. I colleghi sono impegnati essenzialmente nella parte pulita della ricerca petrolifera: rinvenire i giacimenti! Quasi nessuno si pone il problema di quello che accadrà dopo il ritrovamento dei giacimenti. Non è più compito loro, naturalmente. È compito delle società che devono comportarsi nel rispetto delle leggi per non inquinare in superficie e nel sottosuolo. È compito delle istituzioni locali preposte al controllo * Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 16 settembre 2012 delle attività al fine di evitare inquinamenti e problemi alla salute. Ma le georisorse non finiscono qui. Anche il suolo e l acqua superficiale e sotterranea rappresentano georisorse che sono sempre state utilizzate e lo saranno sempre, anche dai cittadini di domani. Non ci si deve stupire se i cittadini si preoccupano osservando che talvolta le attività petrolifere sono invasive, arroganti, inquinanti, non rispettose della conservazione delle risorse idriche, ad esempio. Specialmente nel periodo di cambiamento climatico attuale che vede diminuire le risorse idriche. Chi vive e vivrà sul territorio deve difendere le risorse naturali di importanza strategica per l assetto socio-economico. Se vi è il sospetto che le attività petrolifere siano incompatibili, così come si realizzano oggi, con la tutela e conservazione delle risorse idriche e se le leggi hanno maglie troppo larghe per un territorio ricco di risorse, fortemente antropizzato e urbanizzato, i cittadini devono urlarlo per superare i rumori delle trivelle. Se le leggi attuali hanno maglie incredibilmente troppo larghe o sono smagliate per quanto riguarda la potenza delle azioni antropiche attuali nel sottosuolo, anche dove sono presenti faglie attive sismogenetiche, chi deve richiamare l attenzione e pretendere una maggiore garanzia se non i cittadini che vivono nelle zone delicate? È banale ma lo sottolineiamo ugualmente: se i geologi, pagati in vario modo per legittime consulenze, vogliono conservare buoni rapporti con coloro che li pagano, non possono mai prendere posizione autonoma evidenziando anche i pericoli connessi alle attività petrolifere. In fin dei conti non è compito loro sottolineare il potenziale rischio per le risorse o per la sicurezza dei cittadini. Questi geologi consulenti in vario modo, o aspiranti consulenti, rappresentano quasi tutta la scienza geologica ufficiale. Allora non si risentano quando salta fuori che vi sono dei problemi per il territorio interessato da interventi vari nel sottosuolo. Interventi talora non ben conosciuti, valutati e controllati trasparentemente da coloro che devono garantire territorio e cittadini. Forse si risentono perché scoprono che le loro consulenze hanno dato il via ad attività che possono rivelarsi pericolose? Hanno fornito una prestazione di alto livello per rinvenire una georisorsa. Punto! In fin dei conti non sono responsabili di ciò che accadrà in seguito. L eventuale responsabilità sarà delle compagnie e di chi deve controllarle. Stiano semplicemente zitti e tengano ben separate le responsabilità.

10 6 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n Nuove iniziative di informazione sulle tecnologie nucleari Torna la discussione sul nucleare In occasione dell anniversario della nascita di Enrico Fermi (29 settembre 1901) il gruppo di Facebook Sì al nucleare e l associazione Atomi per la Pace hanno promosso una manifestazione culturale, nelle piazze di Roma. L iniziativa nasce Continua ad aumentare il sostegno degli americani al nucleare Il favore degli americani all energia nucleare è in crescita: un andamento costante da oltre un anno, dopo il calo seguito all incidente di Fukushima. Lo rivela un sondaggio condotto fra il 14 e il 16 settembre dalla società specializzata Bisconti Research per conto del Nuclear Energy Institute (Nei). Il 65% degli intervistati si sono detti favorevoli all uso dell energia nucleare: un dato in aumento rispetto al 64% del febbraio 2012 e al 62% del settembre Viceversa è in rapida diminuzione la percentuale di contrari: solo il 29%, contro il 33% del febbraio 2012 e il 35% del settembre Nell immaginario degli americani l energia nucleare continua a essere vista come pulita e affidabile: il 78% degli intervistati la associa alla sicurezza del rifornimento di elettricità, il 72% alla pulizia dell aria e il 69% all indipendenza energetica del Paese. Ancora più nette le percentuali a proposito delle politiche da seguire: l 81% degli americani sono favorevoli a rinnovare le licenze delle centrali che continuano a soddisfare i requisiti di sicurezza nazionali, il 74% pensano che le industrie nucleari dovrebbero prepararsi in modo da essere pronte per costruire nuovi impianti eventualmente necessari nel prossimo decennio, e il 74% troverebbero accettabile la costruzione di un nuovo reattore nella centrale più vicina alla loro residenza. Secondo Alex Flint, vicepresidente del settore affari governativi del Nei, il favore degli americani rispecchia quello dei due candidati alle elezioni presidenziali del 6 novembre: I principi guida sul nucleare enunciati dal presidente Obama e dal governatore Romney sono molto simili ed entrambi favorevoli, in contrasto con le differenze fra loro su altri temi legati all energia. (da Nuclearnews.it 28 settembre 2012) per ricordare l importante contributo dato dalla cultura scientifica italiana alla nascita e sviluppo delle tecnologie nucleari e per diffondere tra i cittadini informazioni corrette sulle tecnologie energetiche nucleari e sulla radioattività ambientale. In Italia, come in alcuni altri Paesi sviluppati, si è diffusa negli ultimi decenni una ostilità nei confronti dell utilizzo pacifico delle tecnologie nucleari ed una psicosi nei confronti della radioattività. Ciò è avvenuto nonostante la nostra dipendenza dall importazione di energia elettronucleare dai Paesi confinanti (il nucleare, infatti, fornisce il 30% dell energia elettrica in Europa) e nonostante le radiazioni nucleari trovino una importante e crescente applicazione nella medicina e nella ricerca scientifica ed industriale. Ne abbiamo parlato con l ingegner Vincenzo Romanello, ricercatore presso il Karlsruhe Institute of Technology (KIT) in Germania e presidente dell associazione Atomi per la Pace (www.atomiperlapace.it). Nelle pagine seguenti pubblichiamo un testo divulgativo sulla radioattività scritto dall Ing. Romanello per l occasione della manifestazione di Roma. Due prossime manifestazioni sono in preparazione per il 2 dicembre 2012, settantesimo anniversario della prima reazione nucleare a catena autosostenuta e controllata, realizzata sotto la guida di Enrico Fermi a Chicago, il 2 dicembre Domanda: Ingegner Romanello, qual è l obiettivo della manifestazione?

11 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 7 Risposta: L obiettivo è semplicissimo: dare una possibilità a chi la pensa diversamente, o anche a chi voglia sentire semplicemente l altra campana in particolare quella di tecnici qualificati del settore nucleare di avere un canale alternativo di informazione. Riteniamo infatti che i media abbiano trattato spesso l argomento in maniera molto scorretta e dimostrando una colossale incompetenza, con scarse possibilità di difesa dell ignaro cittadino. Come spiega l opposizione, spesso preconcetta, alle centrali atomiche diffusa tra i cittadini italiani e tedeschi? È sicuramente una vecchia storia, che risale all origine dei movimenti verdi negli Anni Settanta. Diciamo però che è stato provato che l accettazione del nucleare va di pari passo con l informazione del pubblico in merito: laddove la gente è informata ne risulta sistematicamente una maggiore accettabilità. Ed ecco perchè in Germania ed Italia l accettazione sociale è cosi bassa (diversa la situazione in Regno Unito, USA, Polonia, Francia, ecc.). Bisognerebbe porsi piuttosto una domanda: ferma restando la libertà di parola e di stampa, è ugualmente lecito mentire per incompetenza o interesse e causare un danno (talvolta enorme) senza pagarne alcuna conseguenza? La tradizione avviata da Enrico Fermi è ancora viva nel nostro Paese, oppure le nostre competenze sono ormai emigrate all estero? La tradizione direi che è ancora viva, nonostante tutto, nonostante le massicce emigrazioni di tecnici qualificati del settore siano sotto gli occhi di noi tecnici all estero (che non possiamo che assistere impotenti!) tuttavia di questo passo temo che in pochi anni queste competenze, che ricordiamolo, furono acquisite con enormi sacrifici dal nostro Paese, saranno definitivamente disperse: fatemelo dire, un danno praticamente incalcolabile... La radioattività: la conosciamo davvero? di Vincenzo Romanello * Introduzione: l atomo ed i costituenti fondamentali della materia Cominciamo a definire cosa si intende per radiazioni nucleari, ovvero, più correttamente, per radiazioni ionizzanti: si indicano con questo termine quel tipo di radiazioni capaci di indurre ionizzazione nella materia, ovvero produrre particelle elettricamente cariche. Tutti sappiamo infatti che la materia è costituita da atomi, particelle piccolissime (il loro diametro è dell ordine del decimo di milionesimo di millimetro - in una goccia d acqua ci sono atomi, cioè centomila miliardi * Ricercatore nucleare, presidente dell associazione Atomi per la Pace - di miliardi!). Essi sono costituiti da un nucleo al centro, carico elettricamente (con carica positiva), e dagli elettroni, che orbitano distanti (tanto per dare una idea, se il nucleo fosse delle dimensioni di una pallina da golf gli elettroni orbiterebbero ad 1 km di distanza), di massa migliaia di volte minore e di carica eguale ed opposta a quella del nucleo (ossia negativa, ed ecco perché nel suo insieme l atomo è elettricamente neutro). Le radiazioni ionizzanti Le radiazioni ionizzanti sono quelle entità fisiche capaci di spezzare i legami fra elettroni e nucleo, producendo quindi una coppia di particelle elettricamente cariche (annullando quindi la neutralità dei nuclei atomici che compongono la materia, come spiegato sopra), chiamate ioni. Da notare che si distinguono dalle radiazioni non ionizzanti (come le onde elettromagnetiche dei cellulari ad esempio) per il fatto che quest ultime non inducono formazione di ioni. Ne esistono fondamentalmente di tre tipi in natura: - alfa (simbolo α): si tratta di nuclei di elio (il gas usato per gonfiare i palloncini), relativamente piccoli (rispetto ad altri elementi chimici) e carichi positivamente. Presentano una capacità di penetrazione nella materia piuttosto limitata: pochi centimetri in

12 8 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n aria, millesimi di millimetro nei solidi; proprio per questo motivo sono praticamente inoffensivi se esterni al corpo umano, ma assai deleteri se incorporati in virtù del loro alto LET (Linear Energy Transfer), vale a dire che proprio perché perdono rapidamente energia lungo il loro percorso gli effetti locali sono assai intensi se incorporati previa particelle contaminate; - beta (simbolo β): trattasi di elettroni, carichi negativamente, con una capacità di penetrazione assai superiore a quella delle particelle alfa (dell ordine dei metri in aria e millimetri nei solidi); le si scherma abbastanza agevolmente con spessori ridotti di materiale leggero (al fine di non indurre radiazioni aggiuntive di frenamento gli elettroni frenando in materiali pesanti producono raggi X); - gamma (simbolo γ): trattasi di onde elettromagnetiche, della stessa natura fisica dei raggi ultravioletti del sole tanto per intenderci, ma di lunghezza d onda assai più corta e quindi molto più penetranti. Possono servire decine di centimetri di materiali pesanti per schermarle (un materiale che si adopera correntemente è il piombo, data la sua alta densità, o anche l uranio impoverito). I raggi gamma, al contrario dei raggi X (della stessa natura) si originano per decadimento radioattivo dei nuclei atomici. Le dimensioni fisiche principali che caratterizzano le radiazioni sono le seguenti: l Attività: misura il numero di atomi che si disintegrano ogni secondo, ovvero che si trasformano emettendo una particella di quelle elencate sopra. Nel Sistema Internazionale (SI) si misura in Becquerel (Bq, in onore del fisico francese Antoine Henri Becquerel): 1 Bq = 1 disintegrazione/secondo; l Equivalente di Dose: poiché, come accennato sopra, le diverse radiazioni presentano caratteristiche fisiche assai diverse e quindi anche effetti diversi sui sistemi biologici, la dose viene pesata con opportuni coefficienti correttivi che tengano conto di questo fenomeno. La dose quindi espressa in Gray (vedi sopra) moltiplicata per un coefficiente di qualità (che tenga conto del diverso tipo di interazione della radiazione col sistema biologico a seconda della natura della stessa) fornisce l equivalente di dose: anch esso presenta le dimensioni di una energia per unità di massa, e si esprime in Sievert (Sv, in onore del fisico svedese Rolf Sievert, noto studioso degli effetti biologici delle radiazioni), pari anch esso all assorbimento da parte di organismi viventi di 1 Joule per chilogrammo. Le radioattività: un fenomeno naturale Si deve ricordare sempre che la radioattività è un fenomeno assolutamente naturale, da sempre presente sul nostro pianeta, e che ha accompagnato l uomo lungo tutta la sua evoluzione. Ricordiamo che la radioattività naturale fu scoperta nel 1896 dal fisico francese Antoine Henri Becquerel (in onore del quale infatti fu coniata l unità di misura nominata sopra), il quale scoprì che i sali di uranio avevano la proprietà di impressionare le lastre fotografiche anche al buio. È ben noto infatti che fra gli elementi presenti in natura alcuni sono naturalmente radioattivi. Un esempio è il potassio, elemento chimico molto diffuso sulla crosta terrestre ed importante per le sue funzioni fisiologiche: ebbene lo 0,012% è costituito da potassio-40, radioattivo (vale a dire 120 mg per ogni kg di potassio). Il solo potassio-40 presente all interno del corpo umano presenta una attività di circa 5000 Becquerel (cioè, 5000 colpi al secondo). C è poi il carbonio-14 che ingeriamo, e i vari materiali pesanti (principalmente uranio, torio e radio) presenti nei materiali da costruzione. Da notare che mediamente ognuno di noi assorbe circa 3 millisievert/anno (la media mondiale viene assunta 2,4 msv/anno), ma questo valore varia note- la Dose: misura la quantità di energia depositata per unità di peso dalle radiazioni; l unità di misura SI è il Gray (Gy, in onore di Louis Harold Gray, fisico britannico scopritore della branca della radiobiologia), che equivale alla deposizione di 1 Joule per chilogrammo (ricordiamo qui che l energia di un Joule è circa quella che libera una mela che cada dall altezza di un metro da terra);

13 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 9 volmente a seconda dei luoghi (alcuni suoli sono ricchi di materiali naturalmente radioattivi): si va da 0,49 msv/anno della Valle d Aosta ai 2,13 msv/anno della Campania. In zone come quella di Ramsar (cittadina dell Iran, nella provincia del Mazandaran) tuttavia il livello di dose annuo medio si aggira sui 10,2 msv/anno, con punte che possono raggiungere però i 262,8 msv/anno, pari a circa 100 volte la media mondiale. Da notare che trattasi di dosi legate a cause del tutto naturali, ovvero al sottosuolo ricco di radio-226 (metallo radioattivo diffuso in natura). Secondi alcuni studi gli alti livelli di dose avrebbero generato una risposta radioadattativa (ovvero le radiazioni avrebbero in qualche modo stimolato una efficace risposta dell organismo alle radiazioni, riducendone significativamente gli effetti) della popolazione, nella quale non si notano impatti sanitari sensibili. Da notare che fenomeni analoghi si hanno nella regione indiana del Kerala o in quella brasiliana del Guarapari (la cui radioattività deriva dalle zirconiti e monaziti delle sue montagne, e la dose sulla spiaggia è dell ordine di 5 μsv/ora, con punte di ben 131 μsv/ora, pari a circa 1150 msv/anno). Si considerino poi i seguenti equivalenti di dose ricevuti da applicazioni mediche (ordini di grandezza fare caso agli ordini di grandezza!): radiografia: 1 msv (in una volta sola), valore vicino a quello che viene assorbito dal fondo ambientale in un intero anno; TAC (Tomografia Assiale Computerizzata): da 2 a 15 msv; dormire a fianco di qualcuno (a causa della dose ricevuta dalla radioattività interna del corpo umano): 0,05 μsv; mangiare una banana: 0,1 μsv; vivere entro gli 80 km da un impianto nucleare: 0,08 μsv (cioè volte meno della dose annua media); dose extra per un giorno in località vicino Fukushima - entro 3 km (17 marzo 2011): 3,5 μsv (una troupe televisiva ad esempio ha misurato a 3 km 3,64 μsv/h); dose massima ricevuta in seguito all incidente nucleare di Three Mile Island (28 marzo 1979): 1 msv; un esame mammografico: 3 msv; dose mimima oltre la quale si ha un chiaro incremento nel rischio di sviluppare un tumore: 100 msv; 10 minuti di permanenza nei pressi della centrale di Chernobyl subito dopo l esplosione avvenuta il 26 aprile 1986: 50 Sv. Livelli inaspettati di radioattività si possono trovare in banali applicazioni quotidiane. È noto ad esempio che alcuni vecchi obiettivi fotografici di tipo Takumar facevano uso del torio, metallo naturalmente radioattivo: come si può vedere dalla foto sopra il livello di dose raggiunto per contatto può raggiungere circa 200 volte la dose naturale. Altra fatto poco conosciuto riguarda l alto rateo di dose cui si è soggetti durante i viaggi aerei: ad alta quota infatti lo spesso strato di aria che ci scherma dalle radiazioni cosmiche è fortemente attenuato, lasciandoci quindi scoperti. Questo, come si può notare dal grafico a fianco (le campane sono state misurate in quota), implica equivalenti di dose pari a circa 40 volte quella riscontrata al suolo (ma questo dipende dalla latitudine dei voli - valori maggiori sono stati misurati). Per ulteriori notizie sulla tematica si consiglia di leggere: «Radiazioni nucleari: queste sconosciute, di Vincenzo Romanello, Atti del convegno Nucleare: la ripartenza dopo il referendum -

14 10 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n La miniera verde? Un progetto inutile di Franco Battaglia * Cosa abbiamo fatto mai per meritarci un governo composto da tale copia di incompetenti verrà annoverato nella Storia come sesto mistero doloroso. Nel solo mese di agosto la domanda è emersa almeno tre volte. Col caso di Taranto, dove il governo non ha saputo ribattere alla magistratura la verità, e cioè che nei quartieri vicini all Ilva non ci sono più morti né più malati che in qualunque altra parte d Italia (anzi, ce ne sono di meno) e quindi non v è nulla da bonificare. Con la grottesca tassa di 3 centesimi sulle cola al fine di preservare la nostra salute. Con il non meno grottesco provvedimento secondo cui i videopoker, siccome farebbero male alla salute, andrebbero allora tenuti lontano da ospedali e pronto soccorsi (fosse vera la premessa per fortuna non lo è sarebbe un motivo di più per averli vicino a quelle strutture). La lista d agosto non è finita. Sul caso dell impianto a carbone in Sardegna, il ministro Passera, intimidito dai tamburi sotto la finestra del suo Gabinetto, li acquieta promettendo la realizzazione di «un progetto compatibile con le migliori tecnologie». L affermazione è la solita criptica dei politici navigati, ma se si indaga si scopre che egli si riferisce alla tecnologia Ccs, che avrebbe la pia illusione di catturare e sequestrare la CO 2 equiparata a rifiuto radioattivo prodotta dagli impianti termoelettrici. Evidentemente il ministro sedicente tecnico ignora che: la Ccs non esiste; * Docente di Chimica dell Ambente, Università di Modena ove esistesse non funzionerebbe; ove funzionasse sarebbe irrilevante e forse anche pericolosa. A fronte di tanti periodi ipotetici, una sola cosa è certa: essa quasi raddoppierebbe il costo di produzione elettrica (esiste un recente studio ENEA in proposito). Non a caso il ministro dell Ambiente, Corrado Clini, sottolinea: «Sulla possibilità di fare sequestro di CO 2 a Carbosulcis ci sono molte perplessità da un punto di vista della fattibilità. Il lavoro va difeso, avendo però una prospettiva. Il rischio è di tenere in piedi prospettive di sviluppo che poi non si realizzano, al prezzo di lasciare indietro altre opportunità». Pompare alte concentrazioni di CO 2 nelle profondità di siti marini o geologici è sempre possibile, ma con forti rischi che il gas venga prima o poi risputato fuori. Il rischio nasce dal fatto che l espulsione potrebbe avvenire più prima che poi, cioè violentemente. Come avvenne il 26 agosto 1986 quando dal lago Nyos, nel Camerun, esplosero migliaia di tonnellate di CO 2, che per ragioni naturali si era spontaneamente autosequestrata sotto i fondali del lago: quel giorno, 1700 abitanti sulle rive del lago morirono asfissiati. Ironia vuole che siano in atto programmi di dissequestro (cioè d immissione volontaria nell atmosfera) di CO 2 in quei casi, come quello del lago Nyos, ove ragioni di sicurezza lo richiedono. Bisognerebbe allora trasformare la CO 2 in un composto solido e stabile, e ciò vuol dire trovare un reagente adatto. La scelta non è ampia, ma il reagente adatto ci sarebbe: ad esempio, l ossido di magnesio (MgO) potrebbe formare carbonati solidi e stabili. Ma bisogna essere consapevoli delle dimensioni dell intera operazione che richiede di localizzare, estrarre, trasportare, e attivare decine di miliardi di tonnellate l anno del minerale contenente MgO, farlo reagire con la CO 2 e poi seppellire decine di miliardi di tonnellate l anno del risultante carbonato. In ogni caso, ove tutta la CO 2 degli impianti termoelettrici del mondo fosse sequestrata, si sottrarrebbe all atmosfera 1 Gt (un miliardo di tonnellate) di carbonio l anno, a fronte di oltre 700 Gt già presenti. Non è un caso che in tutto il mondo, a fronte di migliaia di impianti termoelettrici, solo 8 sono dotati di impianti sperimentali Ccs (i quali catturano meno dello 0,001% della CO 2 atmosferica). Otto sono oggi, e otto erano 4 anni fa: il futuro della produzione elettrica da carbone è radioso, ma la Ccs non ha futuro. A meno che, naturalmente, non diventi obbligatoria per legge. E c è da scommetterci che in Europa possa diventarlo, visti i sedicenti tecnici che la governano. Da Il Giornale, 2 settembre 2012

15 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 11 Terremoto in Emilia e preoccupazioni per il Sud Trasformare la paura in percezione del rischio sismico ed in richiesta di prevenzione Sensibilizzare l opinione pubblica e stimolare le istituzioni ad avviare, finalmente, una corretta politica di prevenzione dal terremoto: questi sono stati gli obiettivi delle recenti iniziative del GLIS e dell ENEA e delle dichiarazioni rilasciate ai media dagli scriventi, prima e dopo il sisma in Emilia del 20 maggio 2012, nonché nell ambito dell Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia in corso all VIII Commissione Permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. di Alessandro Martelli*, Giuliano F. Panza** ed Antonella Peresan*** * Assistente del Direttore Generale per lo sviluppo di tecnologie antisismiche, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), Bologna; membro della Commissione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) per la concessione dell AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile, Ambiente e Territorio, Edile e in Chimica del Politecnico di Bari; presidente dell associazione GLIS (GLIS Isolamento ed altre Strategie di Progettazione Antisismica); presidente dell International Seismic Safety Organization (ISSO); vicepresidente e coordinatore della Sezione Territoriale dell Unione Europea e degli altri paesi dell Europa Occidentale dell Anti-Seismic Systems International Society (ASSISi); coordinatore del Task Group 5 on Seismic Isolation of Structures dell European Association for Earthquake Engineering (EAEE- TG5); membro del consiglio direttivo dell Associazione Nazionale Italiana di Ingegneria Sismica (ANIDIS) in rappresentanza del GLIS; membro del consiglio scientifico dell Associazione Italiana Nucleare (AIN) in rappresentanza dell ENEA; ** Professore ordinario di Sismologia al Dipartimento di Scienze della Terra dell Università degli Studi di Trieste e presidente della Commissione Valutazione Ricerca di tale università; responsabile del Sand Group all Abdus Salam International Centre of Theoretical Physics (ICTP) di Trieste; professore onorario all Istituto di Geofisica della China Earthquake Administration (CEA) di Pechino (Repubblica Popolare Cinese); socio onorario delle associazioni GLIS ed ASSISi; socio fondatore dell ISSO; *** Dipartimento di Scienze della Terra dell Università degli Studi di Trieste; Sand Group, ICTP, Trieste; socia fondatrice dell ISSO; Nello scorso numero di 21mo Secolo Scienza e Tecnologia 1 il primo autore di questo articolo illustrò come, nei mesi precedenti al terremoto dell Emilia del 20 maggio 2012, la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza sismica degli impianti chimici a Rischio di Incidente Rilevante (RIR), promossa dal GLIS e dall ENEA nel , stesse proseguendo con impegno crescente, da parte sia dell associazione che dell agenzia. Oltre ad organizzare manifestazioni di carattere tecnico-scientifico 2-4 e ad adoperarsi a sostegno delle iniziative parlamentari che avevano contribuito a promuovere sull argomento suddetto 2,5-7, il GLIS e l ENEA avevano curato in modo particolare l informazione, grazie ad importanti collaborazioni con i media. A questo riguardo, di particolare rilevanza erano stati i reportage «Se la terra dovesse tremare», trasmesso da RaiNews24 il 13 aprile, e «Le nostre Fukushima», basato su un intervista al primo autore di questo articolo e trasmesso dal TGR Leonardo di RAI 3 l 11 maggio 1. Le attività suddette sono continuate anche nei mesi successivi, con accresciuto impegno, soprattutto a seguito delle scosse sismiche che hanno iniziato a colpire l Emilia il 20 maggio e del clamore suscitato nei media (e, conseguentemente, nell opinione pubblica) dalle preoccupazioni espresse da alcuni noti sismologi stranieri ed italiani (inclusi quelli dell Università degli Studi di Trieste e dell ICTP) per possibile verificarsi, nel medio termine (cioè da qualche mese ad 1 o 2 anni) di un forte terremoto (più violento di quello del 20 maggio in Emilia) anche nell Italia Meridionale. Nel seguito sono brevemente illustrate tali recenti attività, riportando ampi brani di un lungo scritto del primo autore di questo articolo sul rischio sismico degli impianti chimici RIR, pubblicato da Il Giornale dell Ingegnere in luglio , e sono segnalati alcuni ulteriori reportage prodotti da RaiNews24, da TGR Leonardo ed anche da ENEA Web TV con la collaborazione ed interviste degli scriventi, nonché le ulteriori interviste rilasciate dal primo autore di questo articolo ai media, in particolare ad emittenti radio-televisive. È poi introdotto il Position Statement on earthquake hazard assessment and design load for public safety, di recente elaborato dall International Seismic Safety Organi-

16 12 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n zation (ISSO), che è pubblicato separatamente nella versione in italiano (maggiori dettagli sui temi oggetto di tale Position Statement sono riportati, in questo numero della rivista, in una memoria del secondo autore di questo articolo). Inoltre, si fa cenno agli sviluppi dell «Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia», in corso all VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati 1,9,10, alla quale gli scriventi hanno già contribuito nell ambito di apposite audizioni. Infine, sono menzionate le manifestazioni scientifiche riguardanti i sistemi antisismici, recentemente svoltesi o già programmate a livello sia nazionale che internazionale ed organizzate con la collaborazione del GLIS, dell ENEA e dell ASSISi. In merito all avvio del progetto riguardante la realizzazione dell Attrezzatura per Prove DInamiche Multidirezionali APDIM, l unica novità degna di nota è l interesse di recente manifestato dalle istituzioni regionali e locali laziali per una sua possibile realizzazione a Cassino. Dato che, contrariamente alle aspettative 2,4,11, la Regione Piemonte non ha ancora riconfermato l accordo per l avvio del progetto nel suo territorio, si sta procedendo a verificare le reali intenzioni delle suddette istituzioni. Il pericolo che si corre con questi ritardi è che l attrezzatura, confermatasi recentemente indispensabile per la corretta qualificazione dei dispositivi antisismici (soprattutto se di nuova concezione), sia realizzata in un altro paese europeo (circolano già informazioni su tale possibilità). 1. Impianti chimici italiani RIR: le incognite terremoto e maremoto 8 Nel concludere un articolo pubblicato nel 2011 da Il Giornale dell Ingegnere 12, riguardante il comportamento degli impianti nucleari di Fukushima durante e dopo il terremoto e maremoto di Tohoku dell 11 marzo di quell anno, il primo autore di questo articolo e l ing. Massimo Forni dell ENEA, segretario generale del GLIS e dell ASSISi, osservavano: «Da ultimo, ci preme sottolineare che quelli nucleari non sono gli unici impianti a rischio di incidente rilevante che occorre proteggere dal terremoto: lo sono anche numerose tipologie di impianti e componenti chimici, di cui un numero significativo ha già riportato gravi danni in occasione di eventi sismici (incluso quello di Tohoku) e che, fra l altro, sono già presenti anche in Italia, pure in aree alquanto sismiche. Anche per nuove realizzazioni od interventi di adeguamento in questo settore, l isolamento sismico si presenta spesso come una tecnica di agevole applicazione e di grande efficacia». Il segnale d allarme lanciato nel succitato articolo ed i suggerimenti ivi riportati restarono purtroppo inascoltati e la stessa sorte subirono analoghi moniti lanciati successivamente dall ENEA, in particolare in occasione di alcune importanti manifestazioni dedicate alle lezioni del terremoto di Tohoku 4. Del resto ciò era avvenuto anche precedentemente, nonostante da vari anni il GLIS e l ENEA avessero tentato di portare all attenzione delle istituzioni, dei media e dell opinione pubblica il problema della sicurezza sismica degli impianti e dei componenti chimici RIR 4. La suddetta disattenzione cessò solo a seguito di quanto fu messo in evidenza, sul rischio sismico degli impianti chimici RIR, in occasione della Giornata di Studio «Lezioni del Terremoto di Tohoku», tenutasi nella sede dell ENEA di Roma il 1 luglio , e, soprattutto, a seguito di un interrogazione parlamentare presentata il 6 settembre 2011 dal presidente dell VIII Commissione Permanente, Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, con i contenuti prima riportati, su proposta del GLIS 4,6. Grazie a tale interrogazione e ad un incontro tenutosi a Milazzo del 2 dicembre 2011, l argomento iniziò finalmente a riscuotere notevole interesse da parte dei media e della popolazione 4. Purtroppo, però, non quello delle istituzioni, neppure dopo le gravi preoccupazioni espresse e ad esse comunicate all inizio di gennaio 2012 dal team dell Università di Trieste diretto dal secondo autore di questo articolo e da altri noti sismologi dell Accademia Russa delle Scienze, in base ai risultati di studi denominati esperimenti di previsione (o, più precisamente, intermediate-term middle-range earthquake predictions ), circa il possibile verificarsi, nel medio termine, di un violento terremoto nell Italia Meridionale, soprattutto (secondo gli esperti russi), in un area che comprende la Calabria Meridionale e la Sicilia Orientale (comunque, in una vasta area, non certo in una località precisa) 1. Pertanto, il 31 gennaio 2012, la suddetta interrogazione fu trasformata in risoluzione in Commissione 2,5 ; inoltre, il tema della protezione sismica degli impianti chimici RIR fa parte di quelli esaminati nell ambito dell «Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia» 1,9,10, attualmente in corso alla Camera dei Deputati, con l audizione di alcuni esperti (inclusi gli scriventi). Nonostante nuove manifestazioni scientifiche e d informazione sulla sicurezza sismica degli impianti chimici RIR tenutesi, in particolare, in Sicilia (ad Augusta e Messina, rispettivamente in febbraio e marzo ) ed il moltiplicarsi degli articoli di stampa e dei reportage televisivi e radiofonici (soprattutto a seguito dell inizio degli eventi sismici in corso in Emilia e della divulgazione del fatto che, nei primi giorni di marzo 2012, i sismologi dell Università di Trieste avevano espresso le loro preoccupazioni anche per il Nord Italia), le istituzioni continuano a restare inerti; nel frattempo è stato fatto assai poco in termini di prevenzione, quantomeno per limitare le gravissime conseguenze che un violento terremoto (seguito o meno da un maremoto) potrebbe avere se colpisse le aree siciliane di Milazzo o di Priolo, e, invece, si sono fatte tante sterili e dannose polemiche. 2. Rapporti con i media per una corretta informazione Il grande interesse manifestato nei mesi scorsi dai media per le dichiarazioni degli scriventi a seguito del terremoto in Emilia è dimostrato dai numerosissimi articoli e servizi radio-televisivi usciti sull argomento,

17 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 13 soprattutto da maggio a luglio. Nella bibliografia ci limitiamo a citare, in ordine cronologico, quelli direttamente derivanti da interviste fatte (in gran parte in studio o in diretta, per quanto riguarda i servizi radiotelevisivi) al primo autore di questo articolo dopo i già citati due reportage di RaiNews24 del 13 aprile e di TGR Leonardo dell 11 maggio Tutti questi articoli e servizi radio-televisivi sono reperibili nella rassegna stampa dell ENEA. 3. Position Statement dell ISSO Per promuovere una sostanziale revisione metodologica della definizione della pericolosità sismica e favorire l adozione di un approccio di tipo neodeterministico (Neo-Deterministic Seismic Hazard Assessment o NDSHA), da affiancare all attuale metodologia probabilistica (Probabilistic Seismic Hazard Assessment o PSHA) adottata per la definizione delle mappe di pericolosità sismica, si è recentemente costituita, in seguito ai terremoti che hanno colpito l Emilia, la Lombardia ed il Veneto, l International Seismic Safety Organization (ISSO), un gruppo di lavoro internazionale composto da 14 scienziati ed esperti in materia di scienze della terra, sismologia, ingegneria, geologia e geofisica provenienti da Italia, Svizzera, USA, Israele, Francia e Spagna 59. L ISSO, di cui è stato designato presidente il primo autore di questo articolo, ha stilato un Position Statement, un documento, sottoscritto da tutti i membri aderenti, che contiene le motivazioni di tale scelta e che riportiamo nel seguito, in questo numero di 21 mo Secolo Scienza e Tecnologia (si veda anche il sito Internet dell ASSISi e del GLIS /GLIS/Glisnews/glisnews.htm). Lo statement, partendo dall elenco degli eventi sismici recenti più significativi, propone alcune riflessioni sull opportunità di affiancare la metodologia NDSHA a quella PSHA, di cui nel documento si sottolineano alcuni limiti fondamentali: secondo l ISSO, infatti, il NDSHA offre uno scenario più ampio rispetto all analisi probabilistica, andando a definire un livello di pericolosità stimata più adeguato e più attendibile. Si consideri che le stime di pericolosità sismica sono utilizzate anche per la definizione delle normative per la progettazione e la costruzione di immobili e manufatti: è convinzione dell ISSO che le costruzioni debbano essere in grado di resistere al massimo terremoto credibile (Maximum Credible Earthquake o MCE), un evento la cui intensità e capacità distruttiva eguagli o superi il massimo evento storicamente verificatosi nell area di riferimento. L analisi neodeterministica, per la stima della pericolosità sismica, prevede l uso del MCE, parametro che, secondo l ISSO dovrebbe essere il cardine di riferimento per la definizione delle sollecitazioni di progetto delle costruzioni antisismiche e per i piani di protezione civile. L argomento sicurezza e prevenzione, tornato tragicamente alla ribalta dopo il sisma emiliano, che tante discussioni ha sollevato in materia di modelli previsionali e di fragilità del costruito, pone la base per un confronto fra sismologi, scienziati e legislatori. Di recente la tematica è stata portata anche all attenzione del Parlamento: già nell aprile scorso (quindi prima del terremoto nel Nord Italia), su proposta dell On. Gianluca Benamati, l VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati ha avviato la già citata «Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia», che dovrebbe concludersi entro fine ottobre Indagine conoscitiva in corso alla Camera dei Deputati Nell ambito dell indagine suddetta, l ENEA, rappresentata dal primo autore di questo articolo e dal socio del GLIS e dell ASSISi ing. Paolo Clemente del Centro ENEA della Casaccia, è stata audita dall VIII Commissione della Camera dei Deputati una prima volta già il 30 maggio, assieme al secondo autore di questo articolo ed al socio del GLIS prof. Antonello Salvatori dell Università dell Aquila. Durante questa audizione sono stati esposti alla Commissione i punti di vista dell ENEA e dei suddetti docenti delle Università di Trieste e dell Aquila (sostanzialmente coincidenti) sui seguenti argomenti, in accordo con gli obiettivi dell indagine conoscitiva 60,61 : microzonazione sismica; early warning (cioè i sistemi di preallarme antisismico); sicurezza e normativa (in particolare, vulnerabilità delle strutture, stato dello sviluppo delle normative costruttive antisismiche, impianti a rischio di incidente rilevante); obiettivi strategici per il paese; proposta per un assicurazione obbligatoria contro le calamità elaborata dall ENEA, in collaborazione con l URIA (Unione Romana Ingegneri Architetti), l Ordine degli Ingegneri di Roma e Federproprietà; conoscenza dello stato di salute delle costruzioni. Il 30 maggio non vi fu sufficiente tempo per un dibattito esaustivo; quindi, la commissione decise di far pervenire agli esperti auditi domande scritte dei singoli parlamentari e di procedere ad una nuova convocazione in una data successiva. Alle suddette domande l ENEA rispose il 13 giugno. Dopo la pausa estiva, il 13 settembre 2012 sono riprese le audizioni 61. La prima ha nuovamente riguardato l ENEA, rappresentata ancora una volta dal primo autore di questo articolo e dall ing. Clemente. Nel corso di tale audizione sono stati approfonditi gli argomenti oggetto delle domande summenzionate e delle relative risposte, nonché altri temi già trattati il 30 maggio. In particolare, l ENEA ha fornito chiarimenti sui seguenti punti 61 : La percentuale di costruzioni del nostro patrimonio edilizio che non è in grado di resistere ai terremoti ai quali potrebbe risultare soggetta. Alla valutazione che questa percentuale sia pari almeno al 70% si giunge tenendo conto sia dell aumento, a partire dall anno del terremoto di Messina e Reggio Calabria (1908), delle aree classificate sismiche, sia del progressivo

18 14 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n Figura 1: La nuova scuola di Mulazzo (Massa Carrara), nella quale il nuovo edificio semicircolare visibile a sinistra, di 2 piani fuori terra, ospita le aule ed è stato isolato sismicamente nell ambito di un accordo di collaborazione fra la Regione Toscana ed il GLIS per la realizzazione di scuole così protette. inasprimento delle norme tecniche per le costruzioni. L ENEA ha anche evidenziato che le attuali norme tecniche sono entrate obbligatoriamente in vigore solo nel 2009 e che non è obbligatorio effettuare interventi di adeguamento sismico sugli edifici esistenti se non in casi particolari. Inoltre, ha sottolineato il fatto che numerose costruzione, sebbene siano state progettate adeguatamente, sono state poi realizzate pessimamente (anche per assenza di adeguati controlli). La già citata proposta per un assicurazione obbligatoria contro le calamità. L ENEA ha chiarito che tale proposta ha il duplice scopo di far fronte alle spese di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di istituire un fondo per effettuare interventi di miglioramento sismico sul patrimonio edilizio, a partire dalle situazioni di maggiore rischio, al fine di ridurre significativamente, nel corso di qualche decennio, la vulnerabilità delle strutture esistenti. La valutazione della pericolosità sismica. Si è già ricordato che essa è attualmente effettuata utilizzando l approccio probabilistico, ma a tale metodo dovrebbero essere affiancati anche metodi deterministici, al fine di garantire la maggior sicurezza possibile. A tal riguardo, l ENEA ha consegnato alla Commissione il già citato Position Statement elaborato dall ISSO ed una nota esplicativa redatta dal secondo autore di questo articolo 59. I cosiddetti esperimenti di previsione dei terremoti, effettuati in Italia dall Università di Trieste e dall ICTP, nell ambito di importanti collaborazioni internazionali. L ENEA ha anticipato alla commissione che, a seguito di recenti verifiche, permangono le preoccupazioni dei succitati sismologi italiani, nonché di quelli dell Accademia Russa delle Scienze, circa il possibile verificarsi, nell Italia Meridionale, di un forte terremoto nel medio termine (da qualche mese ad 1 o 2 anni). Invece, non risulta più allarmato il Nord Italia (anche se si stimano ancora possibili, in quest area, repliche di entità significativa, cioè di magnitudo intorno a 5). Tutti questi studi sono poi stati illustrati alla commissione dalla terza autrice di questo articolo nel corso della sua audizione, avvenuta il 26 settembre. La messa a punto di norme specifiche riguardanti la progettazione antisismica degli impianti chimici RIR, la valutazione della vulnerabilità sismica di quelli esistenti ed i criteri da applicare per proteggerli adeguatamente dal terremoto (in particolare, ove possibile, attraverso un utilizzazione estesa dell isolamento sismico). Su questo argomento l ENEA ha consegnato alla commissione il già citato articolo «Impianti chimici RIR italiani: le incognite terremoto e maremoto», pubblicato da Il Giornale dell Ingegnere nel numero 7 di luglio I sistemi di early warning. L ENEA ha chiarito che questi sistemi, attualmente in studio, possono contribuire a limitare gli effetti catastrofici sul territorio prodotti dal danneggiamento di strutture ed impianti in caso di eventi sismici, perché sarebbero in grado di allertare con un anticipo variabile da pochi minuti a pochi secondi, consentendo di spegnere impianti, fermare treni, attivare sistemi di sicurezza, ecc. Tali sistemi, però, possono integrare, ma non sostituire, le necessarie opere di prevenzione. Il primo autore di questo articolo ha infine sottolineato la necessità di non tacere le preoccupazioni dei sismologi e degli ingegneri sismici all opinione pubblica, anche se ciò può ingenerare paura: occorre che da questa paura nascano, nell opinione pubblica, una corretta percezione del rischio sismico e volontà e richiesta di prevenzione. 5. Recenti manifestazioni scientifiche Alle manifestazioni scientifiche già citate nello scorso numero di 21 mo Secolo Scienza e Tecnologia 1 hanno fatto seguito, nel periodo maggio-settembre 2012, riscuotendo notevole successo: l incontro e visita in cantiere su «Isolamento Sismico La Fondazione a Piattaforma Mobile (Artificial Ground)», organizzato dalla Sezione Provinciale Fiorentina del GLIS e dalla società CASA S.p.A., con il patrocinio della Regione Toscana, che ha avuto luogo a Sesto Fiorentino (FI) il 18 maggio (il primo autore di questo articolo, in qualità di presidente del GLIS, ha portato un indirizzo di saluto ai partecipanti, introducendo la manifestazione); il seminario su «Sicurezza ed Efficienza Energetica per la Gestione Sostenibile del Costruito», organizzato dall ENEA, dall URIA e dall Unione Nazionale Esperti di Diritto Immobiliare (UNEDI), che si è tenuto presso la sede dell ENEA di Roma il 22 maggio, con interventi di alcuni soci del GLIS (il primo autore di questo articolo ha coordinato la tavola rotonda conclusiva);

19 n mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA 15 Figura 2: L edificio isolato sismicamente della nuova scuola di Mulazzo, con vista delle piastre di copertura e protezione del giunto strutturale trasversale esterno. L edificio è stato progettato con la collaborazione del socio del GLIS e dell ASSISi prof. Alberto Parducci dell Università E- Campus, nell ambito della collaborazione fra Regione Toscana e GLIS citata nella didascalia della Fig. 1. Figura 3: Il nuovo edificio di 2 piani, fondato convenzionalmente ed adiacente a quello isolato sismicamente, della nuova scuola di Mulazzo che comprende a piano terra l ingresso ed il disimpegno per le aule ed al primo piano, con accesso tramite scale interne, il corridoio di disimpegno per le aule. Esso separa l edificio isolato da un edificio preesistente, utilizzato come locale caldaia, cucina e mensa. il 6 Workshop Tematico su «Telerilevamento nell Analisi dei Rischi Naturali ed Antropici», organizzato dall ENEA e dall Associazione Italiana di Telerilevamento (AIT), che ha avuto luogo a Bologna il 14 ed il 15 giugno, con l intervento di apertura del primo autore di questo articolo 62 ; la «5 th European Conference on Structural Control» (EACS 2012), che si è svolta a Genova dal 18 al 20 giugno ed ha incluso due sessioni speciali sul tema «Anti-seismic devices», promosse dall ASSISi, dal GLIS e dall ENEA su invito del prof. Fabio Casciati dell Università degli Studi di Pavia, presidente del consiglio dei probiviri delle due associazioni e membro del comitato organizzatore della conferenza (tali sessioni sono state aperte da una relazione dello scrivente 63 ); il convegno su «Building Design e Smart City: Innovazioni per Progettare e Gestire Edifici», che si è tenuto nella sede di Bologna dell ENEA, nell ambito del forum su «Smart Living in Smart City», il 21 ed il 22 giugno 2012 (con un intervento del primo autore di questo articolo in apertura dei lavori); il primo seminario annuale del GLIS, «Le Nuove Sfide dell Ingegneria: Progettazione Strutturale e Sicurezza Antisismica», organizzato congiuntamente alla neonata sezione italiana dell associazione internazionale SEWC (Structural Engineers World Congress) ed in collaborazione con l ENEA, la Sezione Territoriale Italiana dell ASSISi e 21 mo Secolo Scienza e Tecnologia, che si è svolto al Politecnico di Milano il 3 luglio 64 ; la cerimonia d inaugurazione della nuova scuola materna ed elementare di Mulazzo (Massa Carrara), isolata sismicamente (Figg. 1-5), avvenuta il 12 settembre, durante la quale il primo autore di questo articolo (nella sua qualità di collaudatore in corso d opera per conto dell ENEA) è intervenuto sottolineando l elevato livello di sicurezza garantito dall isolamento sismico, purché le attuali condizioni della realizzazione siano mantenute inalterate per tutta la vita della struttura 65. il «15 th World Congress on Earthquake Engineering» (15WCEE), che si è svolto a Lisbona (Portogallo) dal 24 al 28 settembre 2012 ed ha incluso quattro sessioni orali sui sistemi antisismici, organizzate dal GLIS, dall ASSISi e dall ENEA su richiesta del presidente della conferenza prof. Luis Guerreiro dell Instituto Superior Técnico (anche in queste sessioni il primo autore di questo articolo ha tenuto la relazione di apertura 66, di contenuto analogo a quello del suo intervento a Genova 63, oltre ad aver presieduto le prime due di tali sessioni). 6. Prossime manifestazioni scientifiche Per quanto riguarda gli eventi da tenersi a partire da ottobre 2012, fra quelli già organizzati od in fase di organizzazione con la collaborazione del GLIS, dell ASSISi e dell ENEA, sono da citare: il convegno «Tech-Italy 2012», che si svolgerà a Bruxelles (Belgio) dal 2 al 4 ottobre 2012, con una relazione su invito del primo autore di questo articolo e dell ing. Clemente sulla protezione sismica del patrimonio culturale 67 ; il seminario su «Sicurezza antisismica», organizzato il 20 ottobre 2012 dall ANDIL (Associazione Nazionale Produttori di Laterizio), con la collaborazione dell ENEA, in occasione del Salone Internazionale dell Industrializzazione Edilizia (SAIE) 2012 di Bologna (vedi programma a pagina 19); il convegno «Sistemi antisismici avanzati e progettazione antisismica integrata», organizzato dal-

20 16 21 mo SECOLO SCIENZA e TECNOLOGIA n Figura 4: Alcuni dei 29 isolatori in gommapiombo (Lead Rubber Bearing o LRB), di 600 mm di diametro, installati nel vano interrato dell edificio isolato della nuova scuola di Mulazzo. Tutti questi dispositivi sono stati prodotti dalla società FIP Industriale, aderente al GLIS ed all ASSISi. l Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali (AN- TEL) ed analogo a quello tenuto da tale associazione a Messina il 2 marzo , che avrà luogo, nuovamente a Bologna, il 26 ottobre 2012 (con due presentazioni del primo autore di questo articolo, così come avvenne a Messina); il convegno «Impianti chimici a rischio terremoto: proteggerli si può, basta volerlo», che è previsto tenersi presso la sede legale dell ENEA a Roma il 23 novembre 2012, con il patrocinio dell Accademia Nazionale delle Scienze detta dei Quaranta e quello dell Accademia Nazionale dei Lincei; la «9 th International Conference on Earthquake Engineering Resistant Structures» (ERES2013), che avrà luogo a A Coruña (Spagna) dall 8 al 10 luglio 2013, dove lo scrivente, nella sua qualità di presidente del GLIS e vicepresidente dell ASSISi, riveste i ruoli di membro dell International Scientific Advisory Committe, nonché (assieme all ing. Clemente) di organizzatore di sessioni speciali sui sistemi antisismici e relatore su invito 1 ; l «ASSISi 13 th World Conference on Seismic Isolation, Energy Dissipation and Active Vibration Control of Structures», che avrà luogo a Sendai (Giappone) dal 24 al 27 settembre 2013 e del cui Steering Committee lo scrivente, nella sua qualità di vicepresidente dell ASSISi, è stato nominato membro (il GLIS e l ENEA parteciperanno attivamente all organizzazione dell evento) Trasformare l attuale paura in voglia di prevenzione 8 Le polemiche citate nel Par. 1, nate a seguito delle dichiarazioni del primo autore di questo articolo specialmente dopo il terremoto in Emilia, hanno travisato le posizioni da lui espresse circa gli esperimenti di previsione dei terremoti e circa le preoccupazioni espresse dai già citati noti sismologi anche per il Meridione 53. Ciò ha inutilmente e dannosamente invelenito Figura 5: Uno dei 15 isolatori a scorrimento a superfici piane acciaio-teflon (Sliding Device o SD), di 600 mm di diametro, installati nel vano interrato dell edificio isolato della nuova scuola di Mulazzo. Anche questi dispositivi sono stati prodotti dalla società FIP Industriale. il clima, creando anche situazioni di panico e distogliendo l attenzione dall obiettivo principale: quello di avviare urgentemente una seria politica di prevenzione, per quanto attiene le costruzioni sia civili che industriali, in particolare (ma non solo) nell Italia Meridionale. Le informazioni ad oggi disponibili ci dicono che i terremoti possono essere previsti, con elevata significatività statistica, ma con grandi incertezze spazio-temporali e con la possibilità di falsi allarmi. Queste informazioni devono, dunque, essere utilizzate in modo adeguato, per intraprendere con urgenza azioni di prevenzione che saranno essenziali se il forte terremoto si verificherà effettivamente, ma che risulteranno utili anche in caso di falso allarme, ossia se il forte terremoto non si verificherà (tali azioni riguardano, ad esempio, la verifica e l eventuale messa in sicurezza di strutture particolarmente a rischio, la preparazione del sistema di protezione civile, l informazione della popolazione, ecc.). In realtà, gli esperti ENEA si sono limitati ad applicare le proprie competenze in materia di ingegneria sismica al fine di valutare il rischio riguardante gli impianti chimici RIR, che sono caratterizzati da un altissima esposizione e, come si è detto, da una vulnerabilità sismica assai sovente quantomeno ignota. Ovviamente, ai fini di tale valutazione, non potevano prescindere dalle preoccupazioni e dai risultati degli esperimenti di previsione dei summenzionati sismologi, dato che trattasi di esperti di fama mondiale. Nel rendere noti i risultati di tali valutazioni, riguardanti l Italia Meridionale, l unico obiettivo dell ENEA è stato, come sempre, di stimolare le istituzioni ad attivare le necessarie misure, di loro competenza, ed a dare, nei limiti del possibile, la necessaria informazione all opinione pubblica. Nell opera di informazione e di stimolo che da tempo (non da qualche giorno, come è facilmente verificabile) l ENEA svolge (assai inascoltata), accade pur-

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