LE POESIE DI FOLCHETTO DI MARSIGLIA

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1 LE POESIE DI FOLCHETTO DI MARSIGLIA Edizione critica a cura di Paolo Squillacioti Nuova edizione riveduta e aggiornata

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3 Nota alla seconda edizione Questa versione approntata per il «Corpus des Troubadours» riproduce con alcuni interventi e note di aggiornamento quella del 1999, pubblicata con lo stesso titolo dall Editore Pacini di Pisa, nella collana «Biblioteca degli Studi Mediolatini e Volgari» (nuova serie, XVI) diretta da Valeria Bertolucci Pizzorusso. In particolare, il testo dei componimenti è stato adeguato a quello adottato nell editio minor, uscita nella «Biblioteca Medievale» dell editore Carocci (Squillacioti 2003) e a quello disponibile online in Rialto (www.rialto.unina.it/fqmars) e nelle due banche dati in CD-ROM, la COM 2 di Peter T. Ricketts (Concordance de l'occitan Médiéval, Turnhout, Brepols 2005) e TrobVers di Rocco Distilo (anche online all indirizzo cui rinvio per i dati bibliografici). Ripeto per comodità l elenco degli interventi (tra parentesi la forma sostituita): I 34 aflebit (afleblit), III 47 deia (deja); X 57 els (e ls); XI 6 alre no m ave (al re no m ave), 8 Per (per), 25 pel (pe l); XV 22 el (e l); XVII 30 qu el (qu e l); XVIII 44 el (e l); XXII 3 no m aguda (no m aguda), 16 no m ausi (no m ausi), 17 e l autor (e l autor); XXVI 3 que m essenha (que m essenha), 40 ni m engane (ni m engane); XXVII 100, 105, 128 el (e l). Le note di aggiornamento sono collocate alla fine di ciascun capitolo dello Studio introduttivo e dell edizione di alcuni componimenti, introdotte dall indicazione «Postilla 2009»; correggo invece senza alcun avviso refusi ed errori puntuali. La bibliografia è stata aggiornata e corretta; rinuncio invece ad adeguare le citazioni dei componimenti trobadorici alle edizioni uscite nel frattempo. Ho tenuto presente per questo aggiornamento le recensioni di Francesca Gambino nei CCM (Gambino 2001), Max Pfister nella ZrPh (Pfister 2002), di Marta Rovetta in CrTesto (Rovetta 2002), nonché le recensioni e le segnalazioni dell editio minor di Lorenzo Tomasin sul «Sole-24 ore» del 4 maggio 2003 (p. 30), di Walter Meliga nell «Indice dei libri del mese» del dicembre 2003 (p. 20), di Alberto Varvaro in MR, XXVIII (2004), p. 167, di Francisco J. Rodríguez Risquete in «Mot so razo», IV (2005), pp ; e soprattutto l articolo di Fabio Zinelli in Rom (Zinelli 2003), dedicato a entrambi i volumi. Un ringraziamento particolare, fra i molti amici e colleghi cui ho discusso in questi anni le questioni affrontate nel libro, va a Gabriele Giannini: gli devo la segnalazione di errori ora rimossi. Questa nuova edizione riveduta del libro è dedicata al piccolo Pietro, che ha rimesso a nuovo la mia vita. Paolo Squillacioti, dicembre 2009

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5 Premessa Il nome di Folchetto di Marsiglia, trovatore provenzale attivo negli ultimi decenni del XII sec., è strettamente legato a quello del suo unico editore, il filologo polacco Stanislaw Stroński 1 : la nota biografica, che rende solo in parte 1 Nato a Nisk nad Sanem il 18 agosto 1882, avviò gli studi universitari a Leopoli per concluderli a Vienna, come allievo di Wilhelm Meyer-Lübke e Adolfo Mussafia; si perfezionò in séguito alla Sorbona dove sotto la guida di Antoine Thomas conseguì il dottorato nell aprile del 1906: la tesi, l edizione critica delle poesie del trovatore Elias de Barjols, venne pubblicata nello stesso anno. Nei mesi successivi produsse alcuni articoli nei quali grande spazio ha il vaglio delle fonti documentarie, operazione che darà i suoi frutti maggiori e a tutt oggi insuperati proprio nell edizione folchettiana; segnalo fra gli altri quelli più legati alla prima esperienza editoriale, Recherches historiques sur quelques protecteurs des troubadours. Les douze preux nommés dans le Cavalier soisseubut d Elias de Barjols, AdM, XVIII (1906), pp e Notes sur quelques troubadours et protecteurs des troubadours célébrés par Élias de Barjols, RLR, L (1907), pp Nel frattempo portò a compimento la sua opera maggiore, presentando all Università di Cracovia prima un Étude preliminare sul canzoniere folchettiano (marzo 1909), poi l edizione critica vera e propria (giugno 1910): il tutto confluì in un volume pubblicato nello stesso L edizione gli valse l incarico di docente di Lingue e letterature romanze presso la stessa Università di Cracovia; continuò a mantenere rapporti con la Francia dove pubblicò alcune note negli «Annales du Midi» fra il 1911 e il 1913 e l importante volume La légende amoureuse de Bertran de Born (Paris, Champion 1914). L unico lavoro scientifico in polacco di questo periodo a me noto è Wplyw Dantego w «Grobie Agamemnona» Slowackiego [L influsso di Dante ne «La tomba di Agamennone» di Slowacki], Leopoli L attività accademica venne interrotta allo scoppio della prima guerra mondiale, quando fu internato nella Stiria dalle autorità austriache: già da un anno era deputato alla Dieta galiziana, eletto nelle liste del filo-russo Partito Nazional-Democratico; l uscita della Russia dal conflitto nel 1917 coincise infatti con la fine della sua condizione detentiva: potè riprendere l insegnamento e ritornare all attività giornalistica esercitata sin dal Alle prime elezioni della Repubblica polacca, nel 1922, venne eletto deputato, mentre era direttore del giornale Rzeczypospolita [la Repubblica], cofondato con Paderewski nel 1920; nel 1924 fondò il giornale Warszawianka [la Varsaviana] di cui fu direttore fino al 1928; numerosi furono i periodici che fondò e diresse durante la sua vita. Dopo il colpo di stato del generale Pilsudski del maggio 1926, Stroński tornò all insegnamento che svolse all Università di Lublino dal 1927 al 1939, pur continuando l attività politica nelle file dell opposizione e come membro della L. N. Union. L invasione tedesca lo costrinse all espatrio, prima a Parigi poi a Londra, dove fu ministro dell informazione e della documentazione del governo polacco in esilio; testimonianza del suo ininterrotto ruolo pubblico sono i numerosi libri e opuscoli che dedicò in principal modo alla questione polacca. Né venne meno la sua attività di studioso, che sfociò in una serie di lavori nella sua lingua madre: Goethe i Polska (Londra 1950), Zamoyski i Zborowski (Londra 1951), Tristan i Iseut ( ), oltre alla Taylorian Lecture La poésie et la réalité aux temps des troubadours (Oxford, The Clarendon Press 1943). Nel 1951 fondò a Londra l Università polacca per stranieri dove insegnò le lingue romanze da sempre praticate; morì nella capitale inglese settantatreenne, il 30 ottobre (Ricavo le notizie da Antoni Jan Boguslawski, Stanislaw Stroński w 50-lecie pracy pisarskiej [S. S. per i 50 anni di lavoro da scrittore], Tunbridge Wells, Kent, Oficyna Poetów i Malarzy na Emigracji w Anglii 1954, oltre che dal ricordo di Mario Roques, pubblicato nella Chronique di Rom, LXXVI, 1955, p. 546, da The International Who s Who, London, Europa Publication LTD, s. d., p. 999, ed anche dalle premesse ai libri dello studioso e dalle recensioni agli stessi).

6 giustizia del ruolo dello studioso nella provenzalistica di inizio secolo e della sua attività pubblica, valga come preliminare tributo: altro si potrebbe aggiungere, soprattutto con riguardo ai molti pregi dell edizione di cui qui si propone una revisione e che perciò verrà talora radicalmente criticata; credo tuttavia che l entità e la qualità del debito contratto con il lavoro di Stroński emergano con evidenza dal frequente ricorso all enorme massa di dati e interpretazioni che vi si trovano: si può dire infatti che quasi ogni testo citato, ogni trovatore menzionato, ogni problema affrontato abbia ricevuto il massimo dell approfondimento possibile con gli strumenti dell epoca e non c è questione posta che non abbia trovato una risposta, un ipotesi di soluzione o una motivata rinuncia. Di qui giudizi autorevoli come quello di István Frank, che ne parla come di un edizione «considérée à juste titre comme un modèle et qui a fait époque», o di Martín de Riquer, che la definisce «una pieza bibliográfica fundamental para los estudios trovadorescos» 2 ; oppure di Aurelio Roncaglia, che arriva a dichiarare che «Les éditions de Folquet par Stroński (1910) e de Bernart de Ventadorn par Appel (1915) restent aujourd hui encore des modèles inégalés» 3. Tale valutazione retrospettiva si accorda solo in parte con le indicazioni dei recensori. Molto positive sono quelle di Henry J. Chaytor («M. Stroński has produced an excellent and most interesting edition of a most interesting troubadour»), di G. Huet («[le volume de M. S.] n est pas seulement une édition de texte mais [...], en étudiant sous toutes les faces l oeuvre d un troubadour célèbre, peut servir d introduction à l étude des troubadours en général») e di Joseph Anglade («n hésitons pas à féliciter chaudement le jeune savant étranger qui a consacré à un des noms intéressant de notre ancienne poésie provençale un monument aussi remarquable. Il y a là beaucoup de travail, beaucoup de méthode, beaucoup de connaissances et d ingéniosité»), appena sfiorata quest ultima da qualche nota critica: «Il y a là quelque abus: des différences purement graphiques ne sont intéressantes que pour des études de langue» 4. Così anche Edmund Stengel, che nel descrivere il contenuto sottolinea gli aspetti più rilevanti e innovativi dell edizione, segnalando al contempo alcune lacune, e in particolare il mancato utilizzo del ms. di Copenhagen (Kp) che lo stesso studioso aveva edito diplomaticamente già nel 1877; questa la conclusione: «Ich vermisse endlich eine Konkordanz der Liedernummern mit den Nummern in Bartschs Grundriß, sowie ein Verzeichnis der herangezogenen Literatur und der dafür gebrauchten Abkürzugen, will aber nicht mit so kleinen Ausstellungen schließen, sondern mit lebhaftem Danke für die schöne Gabe» 5. 2 Frank 1952, p. XXI, n. 32; Riquer 1975, I, p Au. Roncaglia, Rétrospectives et perspectives dans l étude des chansonniers d oc, in Atti Liège 1991, pp , a p Chaytor 1911, p. 553; G. Huet in MA, XXIV (1911), pp , a p. 221; Anglade 1913, pp Stengel 1911, col. 244.

7 Ugualmente consapevoli dell importanza del lavoro, ma più critici gli altri recensori. Giulio Bertoni esordisce affermando: «L edizione critica di tutte le liriche di Folchetto di Marsiglia, preceduta da un ampia e solida introduzione storica e seguìta da note abbastanza copiose e da un glossario diligente, sarà salutata con gioia da tutti gli studiosi», per poi concludere: «Insomma, diligenza, studio e amore traspaiono da tutto il libro. Sarebbero desiderabili soltanto maggiore sobrietà e anche maggior sicurezza nella costituzione del testo». Dello stesso tenore la recensione di Alfred Jeanroy, che all esordio elogiativo: «La très remarquable ouvrage de M. Stroński, qui témoigne non seulement d une connaissance aujourd hui bien rare de la poésie des troubadours et de l histoire méridionale, mais aussi d une singulière vigueur d esprit, a enfin obtenu de la critique l attention qu il méritait», fa seguire, a qualche rigo di distanza, il pendant critico: «C est évidemment sur l établissement du texte et les traductions (plus littérales que vraiment fidèles et d un style très contourné) qu il reste le plus à dire et je me rends bien compte que les quelques observations qui suivent, n épuisent pas le sujet». Ambivalente anche la valutazione di Jean- Jacques Salverda de Grave: «M. Stroński joint à une connaissance profonde de la poésie des troubadours une grande indépendance d esprit, et, par là, il réussit plus d une fois à renouveler des questions qu on croyait définitivement résolues. D autre part, sa crainte de marcher sur les traces d un devancier donne parfois à ses explications un tour paradoxal et, si je ne me trompe, c est surtout dans son interprétation des textes que ces tendances se font jour. Si nous ajoutons que la langue et le style de M. S. ont une certaine fraîcheur et de la hardiesse qui, malheureusement, dégénère trop souvent en inexactitude, je crois avoir dégagé l impression générale qui nous reste de la lecture de la publication importante que nous annonçons»; a ciò lo studioso fa seguire, dopo una descrizione del contenuto dell edizione, una serie di rilievi a singoli passi delle poesie 6. Lascia invece poco spazio agli elogi di rito Kurt Lewent, che inizia in medias res: «Die Benutzung dieses mit grosser Stoffbeherrschung und allem Rüstzeug philologischer und historischer Detailforschung verfassten Buches wird erheblich erschwert durch die Art der Anordnung, die in seiner Entstehung wohl eine Erklärung, aber kaum hinreichende Entschuldigung findet». L esordio annuncia una severità di cui il recensore darà prova in una serie di contestazioni che spaziano dalla pratica attributiva alla stessa recensio di Stroński, della quale viene dimostrata l incompletezza; una serie di osservazioni puntuali chiude l intervento. E solo di osservazioni puntuali, per lo più critiche, si compone una delle Textkritische Bemerkungen zu Trobador-Ausgaben che Oskar Schultz- Gora dedica alle diciannove poesie ritenute da Stroński di sicura attribuzione 7. 6 Bertoni 1911b, pp. 115 e 118; Jeanroy 1913, p. 259; Salverda de Grave 1911, pp Lewent 1912, col. 328; Schultz-Gora 1921 (a Lewent risponde Stroński 1913, pp sulla questione dei senhals reciproci, e comunque ringrazia lo studioso tedesco, insieme con Salverda de Grave e Jeanroy, per la qualità delle osservazioni critiche all edizione); nulla più che una segnalazione quella di V. Crescini in RBLI, XIX (1911), pp

8 Al di là dei singoli problemi, si può notare come una certa tendenza alla sistematicità, ammirevole e oggi difficilmente eguagliabile, stia al fondo di alcune scelte problematiche dell editore, per le quali si è proposta una soluzione alternativa. Partendo dall analisi dell ordine dei testi nella tradizione manoscritta [ 1.1], va in primo luogo ridisegnato il canone folchettiano, in quanto la sua definizione [ 1.2] e la cronologia assoluta e relativa dei testi [ 1.3] presentano aspetti di dubbia validità, che pregiudicano la stessa valutazione della fisionomia poetica di Folchetto. In secondo luogo, vanno sottoposti a una profonda revisione i risultati del lavoro ecdotico di Stroński, condizionati in partenza da una recensio codicum [ 2.1] incompleta e talora mediata da riproduzioni fotografiche, edizioni diplomatiche o collazioni fornitegli da altri studiosi [ 2.1.1]: alla base del mio lavoro c è invece, oltre alla considerazione di testimonianze dirette e indirette ignote o trascurate [ e 2.1.3], il controllo diretto sui manoscritti della quasi totalità di trascrizioni da microfilm e fotografie. Anche la pratica editoriale di Stroński va totalmente ripensata: al vano tentativo di una ricostruzione stemmatica di ascendenza lachmanniana, che, basandosi prevalentemente su varianti adiafore e non sugli errori-guida (di cui peraltro la tradizione manoscritta folchettiana è assai avara), lascia largo spazio all opinabilità, va opposta un ipotesi di restauro conservativo della tradizione manoscritta [ 2.2]. Mantiene al contrario una grande utilità la ricostruzione del contesto storico operata da Stroński a partire da un vaglio diretto e minuzioso dei documenti d archivio: i capitoli storici dell Étude sur Folquet de Marseille premessa all edizione e il Commentaire historique che la segue, costituiscono un ottima base di partenza per un profilo biografico di Folchetto di Marsiglia, soprattutto nei venticinque anni in cui sedette sullo scranno vescovile di Tolosa [ 3.1], e per ripercorrere e integrare i dati sui suoi rapporti diretti con i trovatori coevi [ 3.2.1] e sulla sua presenza nelle letterature medievali che ricevettero influssi dalla poesia occitanica [ 3.2.2]. Il discorso preliminare si arresterà infine sulla soglia di una ridefinizione delle qualità poetiche di Folchetto, oggi eccessivamente limitate da una tradizione critica di cui verranno abbozzate le linee portanti e nella quale si scorge qualche tentativo isolato di revisione [ 3.3]. L edizione critica delle ventisette poesie del corpus folchettiano occupa la seconda parte del lavoro. Iniziato come tesi di laurea all Università di Pisa ( ; rel. prof. Pietro Beltrami), il presente lavoro ha come tappa intermedia la mia tesi di perfezionamento alla Scuola Normale Superiore (febbraio 1998; rel. prof. Valeria Bertolucci Pizzorusso): ringrazio per il loro decisivo contributo i proff. Stefano Asperti e Alberto Varvaro, co-relatori della tesi di prefezionamento, e il prof. Alfredo Stussi, per la fiducia concessami negli anni di Normale. E fra i tanti amici che mi hanno aiutato nella mia ricerca vorrei ricordare, e ancora ringraziare, Sergio Vatteroni, che ha letto con generosa competenza molte pagine del dattiloscritto, Claudio Giunta e Elena Pistolesi. Dedico il libro a mia moglie Bernadette.

9 Tavole di concordanza BdT n ed. Stroński 1 Amors, merce: non mueira tan soven V IX 2 A pauc de chantar no m recre XIX XX 3 Ai! quan gen vens et ab quan pauc d afan VI X 4 A vos, midontç, voill retrair en cantan XXII XXII 5 Ben an mort mi e lor I I 6 Chantan volgra mon fin cor descobrir XVII VI 7 Chantars mi torna ad afan XIV XVIII 8 En chantan m aven a membrar XI V 9 Fin amors a cui me soi datz XV XXIV 10 Greu feira nuills hom faillenssa XII XIII 11 Ja no s cuig hom qu ieu camje mas chansos XIII XIV 12 Ja non volgra q hom auzis XXIII XXIII 13 Meravill me cum pot nuills hom chantar XX XXI 14 Molt i fetz gran pechat Amors IV VIII 15 Oimais no i conosc razo XVIII XIX 16 Per Dieu, Amors, ben sabetz veramen VIII XII 17 Pos entremes me suy de far chansos XVI XXV 18 S al cor plagues, ben fora oimais sazos III VII 19 Senher Dieu[s], que fezist Adam XXVII XXIX 20 Si com sel qu es tan greujatz XXI XVII 21 Sitot me soi a tart apercebuz VII XI 22 Tant m abellis l amoros pessamens II II 23 Tan mou de cortesa razo IX III 24 Tostemps, si vos sabetz d amor XXIV XV 25 Vermillon, clam vos faç d un avol pega pemcha XXV XVI 26 Vers Dieus, el vostre nom e de sancta Maria XXVI XXVIII 27 Us volers outracuidatz X IV

10 n ed. BdT Stroński Stroński BdT n ed. I 5 I I 5 I II 22 II II 22 II III 18 VII III 23 IX IV 14 VIII IV 27 X V 1 IX V 8 XI VI 3 X VI 6 XVII VII 21 XI VII 18 III VIII 16 XII VIII 14 IV IX 23 III IX 1 V X 27 IV X 3 VI XI 8 V XI 21 VII XII 10 XIII XII 16 VIII XIII 11 XIV XIII 10 XII XIV 7 XVIII XIV 11 XIII XV 9 XXIV XV 24 XXIV XVI 17 XXV XVI 25 XXV XVII 6 VI XVII 20 XXI XVIII 15 XIX XVIII 7 XIV XIX 2 XX XIX 15 XVIII XX 13 XXI XX 2 XIX XXI 20 XVII XXI 13 XX XXII 4 XXII XXII 4 XXII XXIII 12 XXIII XXIII 12 XXIII XXIV 24 XV XXIV 9 XV XXV 25 XVI XXV 17 XVI XXVI 26 XXVIII XXVI 370,9 XXVII 19 XXIX XXVII 9,10 XXVIII 26 XXVI XXIX 19 XXVII

11 Sigle dei testimoni 8 Tradizione diretta A Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat A a c. 269 del ms. M [con A b parte del ms. che Zufferey 1987 sigla A ] A b Ravenna, Biblioteca Comunale Classense, 165 [cfr. A a ] B Paris, Bibliothèque Nationale, fr C Paris, Bibliothèque Nationale, fr. 856 D Modena, Biblioteca Estense,. R D a cc del ms. D [copia del Liber Alberici] D c cc del ms. D [florilegio di Ferrarino da Ferrara] E Paris, Bibliothèque Nationale, fr F Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi L.IV.106 Fa Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2981 G Milano, Biblioteca Ambrosiana, S.P. 4 [già R 71 sup.] H Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat I Paris, Bibliothèque Nationale, fr. 854 J Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. Sopp. F. IV. 776 K Paris, Bibliothèque Nationale, fr Kp København, Kongelige Bibliothek, Thott 1087 L Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat M Paris, Bibliothèque Nationale, fr N New York, Pierpont Morgan Library, 819 N 2 Berlin, Staatsbibliothek, Stiftung Preussische Kulturbesitz, Phillipps 1910 O Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat Ol Olot, Arxiu Històric Comarcal, Fons notarials, Santa Pau, 2 P Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. XLI, 42 Pe Sarrià, Monestir de Sant Pere de les Puel les, ms. literari Q Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2909 R Paris, Bibliothèque Nationale, fr [ms. La Vallière o canzoniere d Urfé] S Oxford, Bodlerian Library, Douce 269 Sg Barcelona, Biblioteca de Catalunya, 146 [ms. Gil y Gil] T Paris, Bibliothèque Nationale, fr U Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. XLI, 43 V Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 278 [già fr. App. cod. XI] VeAg Barcelona, Biblioteca de Catalunya, 7 e 8 [ms. Vega-Aguiló] 8 Per l indicazione dei testi folchettiani tràditi e altre note si veda il 1.1; e inoltre il (su a), il (su S), il (su Y). Per ulteriori indicazioni sulla tradizione indiretta (edizione da cui si cita, modo della citazione, testi o parti di testo citati, ecc.) si veda il

12 W Paris, Bibliothèque Nationale, fr. 844 [= canz. oitanico M] X Paris, Bibliothèque Nationale, fr [= canz. oitanico U] Y Paris, Bibliothèque Nationale, fr. 795 Z Paris, Bibliothèque Nationale, fr a Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2814 [= sigla per tutto il canzoniere di Bernart Amoros; cfr. a 1 e il ] a 1 Modena, Biblioteca Estense, Càmpori. N. 8. 4; 11, 12, 13 [ complemento Càmpori al canzoniere di Bernart Amoros; cfr. a e il ] b Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. lat [diviso in due parti: bi, cc. 1-8, e bii, cc. 9-53] c Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. XC inf., 26 c a Codice di E. Stengel già all Università di Lovanio [cfr ] e Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. lat [antologia di Gioacchino Pla] f Paris, Bibliothèque Nationale, fr [canzoniere Giraud] g appendice di g 1 g 1 Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat [descriptus di M] ls lezioni del canz. di Bernart Amoros apposte a c a [cfr ] Tradizione indiretta citazioni nel Breviari d Amor di Matfre Ermengaud 1 citazioni in So fo el temps qu om era gais di Raimon Vidal de Besalú 3 citazioni nelle Razos de trobar di Raimon Vidal de Besalú citazioni nei Documenti d Amore di Francesco da Barberino citazioni in Dell Origine della Poesia rimata di Giovanni Maria Barbieri citazioni nella Doctrina d acort di Terramagnino da Pisa BdN citazioni nel Mirall de trobar di Berenguer de Noya JSJ citazioni in Cant vey li temps camgar e mbrunusir di Jordi de Sant Jordi Regles citazioni nelle Regles de trobar di Jaufre de Foixà

13 PARTE PRIMA Studio introduttivo

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15 CAPITOLO PRIMO Il canone 1.1. Ordinamento del corpus. I componimenti poetici attribuiti a FqMars sono ripartiti come segue nei canzonieri trobadorici 1 : A A b B C D D a D c E Fa G H I K [61v] [88r] [39r] [1v] [40r] [164v] [245r] [1] [41] [1r] [49r] [62r 46r] vida 6 vida vida [49r] [88v] [165v] [47] [246r] , [9r] [9] , [6v] [44r] [47r] [114v] (ArnMar) [65r 50r] [68r] [115r]... [192r] 9 (GsbPuic) [192r]... [227v] 17 (FqRom) [228r]... [228v] 13 (FqRom) [229r] 1 I numeri rimandano alla BdT; quelli completi del numero d autore (ma per praticità non della sigla del trovatore: si veda l elenco completo al ) indicano i testi spuri con attribuzione a FqMars; aggiungo anche i testi nei mss. CRV, sebbene siano in essi attribuiti ad altro trovatore (indicato fra parentesi): per ulteriori osservazioni (e per il testo 17) si veda infra la tavola nel Per la tradizione indiretta si veda infra il Segnalo sempre le carte in cui inizia e termina la scrittura di un testo o di un gruppo di testi; i puntini individuano una soluzione di continuità.

16 J Kp L M N O P Q R S [67r] [104r] [12v] [25r] [54r] [5] [7r] [17r] [13r] [23] ,16 [13r] [13r] [23v] [7] [15r] [105v] (FqRom) 3 [68r] [33] 2 25 [15v] 1... [107v] [73r] [15v] 6 1 [108v] [34] (FqRom) 14 [73r] 12 9, [16r] , [50] 421, [39] [27v] ,5 7 [42r] [51] 173, [117v] ,3 167, [56] [11r] [118r] [57] [22r] [125r] [34r] [58] [125v] [64v] ,2a 18 [24r] [60] [72] [24v] [43v] [72] [51v] [75] 16 vida , ,14 21 [52r] [52v] 1 2 (FqRom) 6 [52v] [81]... [75r] 24 [75v]... [131r] 19 [131r]

17 T U V VeAg W Y a b c f N 2 [225r] [29v] [82r] [71] [188r] [1v] [112] [2r] [8r] [5v] [22r] 240, , , , [1v] 9 [2v] 3 [5v] [74] [114] [6r] 5 [19v] [189v] [229] [6r] 16,12 [20r] [200v] [230] 10 [23r] , [200v] [578] [24r] 20 6 [39r] 7 [579] [32r] 8 [233r] 27 ls 7 30, [32r] [16v] [39v] 11 [90r] [17v] [39v] 27 [107v] [23v] 2 (Perd) 6 [18r] [41v] [108r] [42r] [49r] [51r]... [72r] 17 2 [72r] A commento delle tavole osservo che: i) che la sequenza di D fosse originariamente (come nella tavola) è ipotesi di Giosuè Lachin 2 ; sul motivo dell utilizzo di Fa, descriptus di F, si veda infra il 2.1.1; le due indicazioni nel ms. H riguardano gli incipit della cobla V di FqMars 155,1 (V) e delle coblas II-III di FqMars 155,16 (VIII): rimando alle edizioni delle due canzoni per ulteriori indicazioni. ii) il testo tràdito in J alla c. 73r è la cobla V (adespota) di FqMars 155,1 (V); i componimenti tràditi fra le cc. 33 e 72 di O sono adespoti: ho incluso nell elenco anche GlBerg 210,2a nell ipotesi che, considerata la posizione, sia stato creduto folchettiano 2 Cfr. Partizioni e struttura di alcuni libri medievali di poesia provenzale, in Strategie del testo. Preliminari Partizioni Pause, a cura di G. Peron, Padova, Esedra 1995, pp , a p. 274.

18 dall estensore del ms.; i primi due componimenti tràditi in P (10 11) sono attribuiti a GrBorn: si tratta di un mancato cambio di rubrica visto che i testi di GrBorn precedono quelli folchettiani. iii) il testo tràdito alla c. 200v di W è cobla II (adespota) di FqMars 155,10 (XII); l indicazione nel ms. Y riguarda la cobla IV (non integrale e adespota) di FqMars 155,21 (VII): rimando per ulteriori indicazioni infra al ; per l ordine dei testi di a non tràditi nel canzoniere di Bernart Amoros, ma noti attraverso le glosse apposte al ms. c a [= ls], rimando infra al ; il ms. f attribuisce all ambiguo en folquet oltre a FqRom 156,10 e l alba FqMars 155,26 (XXVI): cfr. per quest ultima infra il L indicazione in N 2 concerne la successione degli incipit citati. Si noti inoltre che i mss. CEG si aprono proprio con il corpus folchettiano 3 ; lo stesso succedeva, secondo Lachin 4, anche in N, e lo stesso accade nella sezione P 3 del ms. P, nella sezione R 5 del ms. R e nella sezione T 3b del ms. T (le partizioni sono quelle di Gröber 1877). L analisi della successione dei componimenti permette di avanzare delle ipotesi sulle aggregazioni testuali anteriori all assemblamento dei canzonieri, e quindi sui r a p p o r t i f r a i t e s t i m o n i ( 1.1.1), secondo un operazione di critica esterna la cui necessità è stata, com è noto, sottolineata da Avalle 5 ; ma fornisce inoltre indicazioni sui possibili c a n a l i d i a l i m e n t a z i o n e ( 1.1.2) dei canzonieri stessi Quanto al primo ordine di indicazioni, si possono isolare un certo numero di componimenti che appaiono frequentemente attigui, o almeno ravvicinati, nei canzonieri. In particolare riconosco i seguenti insiemi 6 : [I] AB D C c IK ls N D c 18 5 [14] P J [5] S L 5 14 [18] U [5] [II] C AB D IK Di qui, com è noto, il nome di Folquet-Sammlungen dato da Gröber 1877, pp ai canzonieri che presentano questa caratteristica. 4 Cfr. La composizione materiale del codice provenzale N (New York, Pierpont Morgan Library, M 819), in Atti Messina 1993, II, pp Per il quale è necessario integrare i risultati della critica interna e di quella esterna (cfr. Avalle-Leonardi 1993, pp. 89 e 101); una chiara applicazione è nell ed. di RmJord curata da Asperti 1990, pp Utilizzo il grassetto per indicare gli elementi dell insieme, sempre citati col numero della BdT, i puntini sospensivi nei casi in cui tra questi ultimi siano interposti un numero di testi superiore a 2, le parentesi quadre per racchiudere gli elementi dell insieme assenti nel codice.

19 D c M N ls Q G U P V Fa [10] S [10] Dei mss. restanti, A b D a HbI mancano dei tre testi, W tramanda 21 e, in altra parte del cod., 10 (parz.), JKpET tramandano solo il testo 10, L solo 3, VeAgY solo 21 (Y parz.), gli altri (ORcf) tramandano le poesie lontane le une dalle altre. Nei casi in cui non si verifica la contiguità di (eccetto D) si registra un legame fra (3) 21 22: AB D Fa G P S [III] A N D a Q [2] P Nei restanti mss. si verifica l assenza contemporanea dei tre testi in D c FaGHJKpLMSTUWYbIc, di 2 15 in A b Oa, di 13 2 B, di in V (ma 2 è attrib. a Perd); CGIKR presentano i tre componimenti distanziati (ma 13 è attrib. a FqRom in CR, 2 è attrib. ad ArnMar in C, a FqRom in R). Si può concludere che, in linea di massima, quando i testi sono tutti presenti vengono tramandati congiuntamente. [IV] D AB IK R P C ,9 8 [20] Q [23] c [20] Cfr. ancora (2 testi): N G 8 23 [7 20] V U 8 7 [20 23] C [20] T [20] D c [7 20] W 23 8 [7 20] Dei mss. restanti, A b D c HJKpVeAgYf mancano dei quattro testi, mentre L tramanda solo 8, FaSbI soltanto 23; EMOls tramandano infine 23 8 distanziati (separati da tre componimenti inols).

20 [V] AB C Fa D G IK N R P f Q J [22] S V c ,12 1 ls Cfr. ancora (2 testi): M E [18] O H 1 16 [18 22] U Kp [22] Nei restanti mss. i quattro componimenti sono omessi in A b D a TY, mentre WbI tramandano solo 22, VeAg solo 16; i testi sono perciò trasmessi distanziati soltanto in D c (dove è omesso 22) e in L (dove è omesso 18). Si noti che quelli indicati sono i soli testi tràditi da J (se si prescinde dalla cobla esparsa tratta dal testo 1, vergata in un altra zona del codice) e che H tramanda solo gli incipit di [VI] AB E D c D U M R V ls Fa [10] J [11] Kp 10 30, [11] Cfr. ancora (2 testi): C Q D c V G c IK H 1 16 [10 11] N T [1 16] P f [10] Dei mss. restanti, A b D a YbI omettono i quattro componimenti, mentre VeAg tramanda solo 16, W solo 10 (parz.); i testi sono trasmessi distanziati solo da LOS (LS non tramandano 10 11). Anche qui si noti che Kp oltre ai testi indicati tramanda, in altra zona del ms., soltanto 18, e che H trasmette solo gli incipit di 1 16.

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