Responsabile del progetto Antonio Raschi. Coordinamento del progetto Francesca Camilli. Coordinamento editoriale Chiara Screti

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1 P r o d o t t i d i p r o g e t t o 1

2 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Questa pubblicazione è stata realizzata dal CNR-Ibimet, Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell ambito del progetto Percorsi di Orientamento, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Responsabile del progetto Antonio Raschi Coordinamento del progetto Francesca Camilli Coordinamento editoriale Chiara Screti Gruppo di lavoro Chiara Screti Camilla Chieco Francesca Camilli Nicoletta Lucia Nicola Di Virgilio Supervisione attività editoriale Manuela Miggiani Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Finito di stampare nel mese di ottobre 2011 presso Tipografia Moderna s.n.c. - Firenze Grafica: Fotoset Poggibonsi 2011 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 2011 CNR IBIMET 2

3 PRODOTTI DI PROGETTO FASE 1 - LA FOTOGRAFIA DEL TERRITORIO Durante la prima annualità di progetto, dopo una fase preliminare di analisi dei contesti regionali nella quale sono state delineate le realtà più interessanti dal punto di vista delle produzioni della filiera agricola, artigiana e industriale del tessile, sono state definite le possibili prospettive di sviluppo socioeconomico. Nell ambito di tali prospettive sono emersi sia il potenziale di Ricerca quantitativa, raccolta e analisi dati strutturali Ricerca qualitativa e interviste in profondità ad imprenditrici Interviste dirette ad associazioni femminili, enti e istituzioni FOTOGRAFIA DEL TERRITORIO Analisi SWOT del comparto agro artigianale tessile nella regione TAVOLA ROTONDA Discussione criticità e comunicazione del progetto a livello regionale ANALISI DI COMPARTO lana, canapa e officinali-tintorie sviluppo economico delle imprese già esistenti nel territorio, sia i fabbisogni legati alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese, in particolare di quelle a conduzione femminile. Inoltre è stata compiuta una analisi di comparto delle realtà produttive a sostegno del possibile sviluppo delle imprese agricole e artigiane legate al tessile. II ANNUALITÁ Attività di informazione e orientamento Individuazione delle aree pilota e dei target per le attività di informazione e orientamento Firenze, 21 febbraio

4 PERCORSI DI ORIENTAMENTO I poster I poster sono alcuni dei prodotti che illustrano in maniera schematica i settori studiati nelle quattro regioni nella fase I, dedicata all analisi sulle risorse locali. I temi sono quelli della produzione e della trasformazione delle lane locali autoctone, della raccolta, uso e valorizzazione delle piante officinali-tintorie, della coltivazione e trasformazione di piante da fibra, e della gelsicoltura e bachicoltura per la produzione artigianale della seta. Pensati come supporto alle attività di animazione territoriale del progetto, i poster sono stati progettati con un template unico per tutte le regioni differenziato solo nella colorazione della barra superiore; ultimata la progettazione sono stati stampati in formato 70x100 su forex plastificato. La Lana La lana è un regolatore igrometrico, prende fuoco con difficoltà (le fibre della lana subiscono danni solo a temperature superiori a 250 C e la combustione avviene a 660 C), è inattaccabile dalle muffe, ha uno straordinario potere battericida, ma presenta anche la capacità di assorbire metalli pesanti e sostanze tossiche e cancerogene come la formaldeide. Tessitura Il tessuto è formato da dei fili incrociati tra di loro Processi di nobilitazione Tintura e candeggio Trattamento irrestringibile Trattamenti di finissaggio Filatura Prima della filatura la lana spesso viene stirata, ripettinata e mescolata La filatura trasforma le fibre tessili in fili uniformi tenuti insieme con una torsione Il titolo del filato ne esprime la grossezza Pettinatura Seleziona le fibre presenti nel nastro cardato eliminando quelle più corte, il prodotto che ne risulterà è il pettinato di lana o il tops di lana La fase della pettinatura permette di eliminare i peli più corti quindi selezionare le fibre in base alla loro lunghezza perfezionando l unidirezionalità delle fibre Alla fine del processo si ottiene un nastro a sezione regolare che viene avvolto in bobine La lana e l allevamento intoscana La filiera laniera in Toscana La lana e gli allevamenti ovini in Italia Le pecore allevate in Italia sono per la maggior parte di razza sarda o meticcia, destinate alla produzione di latte o carne. Il vello di questi ovini è caratterizzato da media lunghezza, ruvidezza, peli lisci e secchi ed alta elasticità grazie alla ricchezza di lanolina (cera secreta dalla lana). Lo spessore delle fibre si attesta intorno ad un valore medio di 38,66 µm, con doti ottimali per un materiale isolante. Oltre a questa tipologie di ovini vi sono piccole realtà di allevamento di alcune razze (Gentile di Puglia, Bergamasca, Sopravissana e altre) che forniscono lane con buone caratteristiche per tessuti da abbigliamento e aguglieria. % allevamenti Numero di Numero Numero % numero Quantità Produzione ovini e allevamenti medio di ovini ovini su media lana annua di ovinocaprini su ovini e capi per (stima) totale Italia prodotta lana sucida totale Italia ovinocaprini azienda per capo (stima) 4,8% ,7% 1,9 Kg 595 ton Fonte: Asso.Na.Pa., BDN IZS Abruzzo e Molise dati al 31/12/2008 Raccolta lana sucida Raccolta lana sucida c/o gli allevamenti ovini locali Magazzinaggio lana sucida Scarto: prima selezione manuale della lana imballata per eliminare corpi estranei ed avviare eventuali accertamenti sul materiale (resa, finezza, altezza della fibra, ecc) Lavaggio lana sucida Battitura: lavaggio preliminare che apre la fibra e la predispone per i trattamenti successivi Lavaggio: elimina le impurità accumulate sul vello e la parte liposolubile del pelo Stoccaggio lana pulita Cardatura Separa e dispone parallelamente le fibre in fiocco che arrivano dal lavaggio, liberandole da eventuali altre impurità La filiera di produzione della lana in Toscana è attualmente scoordinata e destrutturata, sia in termini di raccordi e circolazione di informazioni, che in termini dimensionali: alcune fasi necessitano infatti di notevoli investimenti e quindi di grandi quantitativi di materia prima per rendere economica la lavorazione, mentre altre fasi sono svolte da operatori di varia dimensione e impostazione dall artigianale all industriale vera e propria. Se in Toscana i maggiori quantitativi di lana sono prodotti da allevamenti di capi ovini a scopo di latte o carne, esistono tuttavia diversi allevamenti a scopo di produzione di fibra. Si caratterizzano per ridotte dimensioni produttive e solitamente chiudono la filiera di produzione all interno dell azienda, cioè producono la materia prima esternalizzando al massimo la fase di filatura, anche se vi sono casi in cui la filatura viene effettuata manualmente. Vi sono fasi particolarmente trascurate che portano ad un prodotto medio finale di bassa qualità, che potrebbe essere migliorato per dare possibilità di creazione di prodotti innovativi con interessanti potenzialità per il mercato (dall artigianato manuale alla produzione di pannellistica ecosostenibile). Fabbisogni Polverizzazione degli allevamenti sul territorio e conseguente difficoltà di costituire una massa critica localizzata per facilitarne il trasporto Scarsa cura per il vello negli allevamenti da latte/carne che inficia notevolmente la qualità delle lane prodotte Mancanza di personale formato nella tosatura e nella cernita delle lane Mancanza di strutture per la raccolta delle lane in loco Opportunità Presenza sul territorio di strutture di alto livello per filatura, tessitura e successivi trattamenti del tessuto Presenza di personale altamente qualificato per la lavorazione dei tessuti e la realizzazione dei filati, nonché dei capi di abbigliamento Presenza di numerosi allevamenti e strutture di lavorazione artigianali nelle aree rurali, che costituiscono una risorsa per tali territori purché adeguatamente valorizzate 4

5 PRODOTTI DI PROGETTO Piante officinali-tintorie La colorazione naturale Per millenni l uomo ha utilizzato le piante per tingere le fibre Processo artigianale di colorazione tessili naturali. Grazie alla loro maggiore economicità e alla ampia varietà di tinte e tonalità di colore realizzabili su tutti naturale delle fibre e dei tessuti i tipi di tessuto, i coloranti di sintesi, nella seconda metà del XIX secolo, hanno rapidamente determinato l abbandono delle Lavaggio di fibre e tessuti Macerazione della biomassa piante tintorie. Tuttavia, in molte parti del mondo, si é continuato ad usare i coloranti naturali, soprattutto per i prodotti tessili di particolare importanza culturale e di elevato valore estetico Mordenzatura Bollitura e artistico. Negli ultimi decenni, grazie alla maturazione di una coscienza salutistica ed ecologica nei consumatori, si è assistito ad un rinnovato interesse per i coloranti naturali, inizialmente orientato alla realizzazione di attività legate al tempo libero Bagno di colore o a scopi didattico-educativi, e successivamente da parte della Lavaggio finale delle fibre ricerca, sia pubblica che privata, che ha iniziato ad occuparsi di questo tema per il recupero delle tradizioni e lo sviluppo di Eventuale mordenzatura nuovi possibili campi di applicazione. Asciugatura I coloranti naturali e di sintesi: vantaggi e svantaggi nell uso Tinture naturali Tinture di sintesi Interrogativi e possibili sviluppi di ricerca sulla colorazione naturale Costi di produzione elevati Economicità Risultati non facilmente riproducibili Facilità nell ottenere buoni risultati con ogni tipo di fibra È auspicabile un impiego delle tinture naturali a livello Gamma di colori limitata Risultati facilmente riproducibili industriale? Uso di materie prime naturali e rinnnovabili per la produzione Ampia gamma di colori disponibili È possibile diminuire i costi di produzione delle tinture naturali? Anallergiche Possono dare allergie da contatto La tracciabilità delle tinture naturali è un aspetto che potrebbe Scarso impatto ambientale nelle fasi di produzione e di smaltimento Consumo di risorse non rinnovabili per la produzione interessare il mercato e favorire così le produzioni locali? Offrono una risposta alle esigenze di naturalità dei consumatori Alti costi energetici per lo smaltimento dei reflui Le piante tintorie Le piante utilizzabili per tingere i tessuti sono numerose ed una loro classificazione generale può essere fatta in base al colore principale che conferiscono: piante da giallo, piante da rosso, piante da blu. Esse possono essere raccolte dalla vegetazione spontanea o derivare da coltivazione specializzata. Con le erbe si ottengono colori pastello, di tonalità più tenui e delicate rispetto a quelle ottenibili con preparati sintetici. Daphne gnidium L. (dittinella) Lavandula stoechas L. (lavanda selvatica) Pistacia lentiscus L. (lentisco) Papaver rhoeas L. (papavero) Rubia tinctorum L. (robbia dei tintori) Helychrysum italicum (elicriso) Isatis tinctoria L. (guado) Punica granatum L. (melograno) Tagetes spp. (tagete) Piante coltivate e piante spontanee: vantaggi e svantaggi nell uso Coltivazione delle piante tintorie Uso delle piante tintorie spontanee Interrogativi e possibili sviluppi di ricerca Diversificazione delle produzioni agricole Disponibilità di materia prima di diversa qualità e tipo durante tutto l anno E possibile migliorare, tramite pratiche agronomiche Possibilità di valorizzazione dei terreni marginali perché Nessun uso di concimi, diserbanti e altri mezzi tecnici per la produzione della o selezione genetica, le rese di materiale tintorio dalle le piante tintorie generalmente sono rustiche biomassa piante? Possibilità di coltivazione secondo metodi biologici a Valorizzazione della multifunzionalità di utilizzo delle piante spontanee Valutazione dell impatto sull ambiente della raccolta delle limitato impatto ambientale Valorizzazione dei prodotti non legnosi dei boschi e delle erbe spontanee delle piante allo stato spontaneo Possibile sviluppo di o inserimento in una filiera che campagne Sviluppo di metodi di coltivazione a basso impatto ambientale va dalla coltivazione delle piante all estrazione ed Possibili effetti negativi sull ecosistema naturale se si esegue una raccolta irrazionale utilizzazione delle sostanze naturali Selezione di piante autoctone spontanee per la domesti- Interessanti sbocchi di mercato della produzione in Contributo alla promozione del territorio per l esaltazione del forte legame della cazione e la coltivazione settori alternativi rispetto al tessile: dall alimentare vegetazione naturale con il paesaggio, con le tradizioni e la cultura del territorio Influenza delle caratteristiche microambientali e stagionali all artistico, dalla bioedilizia alla cosmetica nel quale crescono sulle caratteristiche dei pigmenti vegetali Attività sulle piante tintorie nelle regioni oggetto di studio CAMPANIA: IL PROGETTO LINEA PARCO SARDEGNA e TOSCANA: IL PROGETTO MEDLAINE Promosso dall Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, vede coinvolti l Università di Salerno ed il Parco Uno degli obiettivi del progetto, che vede tra promotori ii CNR-Ibimet, é quello di va- del Cilento. Il progetto ha avuto l obiettivo di contribuire allo sviluppo locale sostenibile creando una lorizzare alcune specie tintorie autoctone per l uso tessile, cosmetico e fitoterapico, filiera produttiva corta nel settore tessile. Per caratterizzare territorialmente prodotti, é stato attraverso lo studio della composizione e delle proprietà funzionali degli estratti colo- deciso di includere nel progetto l uso delle tinture naturali. Si tratta di un iniziativa ranti, tra le quali le attività antiossidanti, UV protettrici e antitarmiche. Il progetto mira volta non solo al recupero di tradizioni tessili che si stanno progressivamente in particolare all esaltazione della multifunzionalità di utilizzo delle specie in esame e perdendo ma che sono ancora presenti sul territorio alla trasmissione delle conoscenze acquisite nell ambito dei territori interessati al fine ma anche alla valorizzazione del ricco patrimonio di favorirne il riutilizzo e la coltivazione. floristico del Parco. Ortica (Urtica dioica L.) Pianta erbacea perenne che si adatta facilmente alle più svariate condizioni pedoclimatiche, si trova nelle regioni temperate dell Europa, dell Asia e del Nord America vicino alle case, lungo i viottoli, fra i detriti, nei boschi e in prossimità delle malghe alpine. È una pianta che vive bene all ombra (sciafila), predilige terreni ricchi di azoto (nitrofila) ed è dioica cioè una pianta porta organi riproduttivi maschili o femminili. Considerata un infestante dall agricoltura convenzionale, può essere trasformata in una coltura commerciale a basso input ambientale e fornire una vasta gamma di prodotti (si può ottenere fibra dagli steli, farine e foraggio da piante giovani e foglie, prodotti per la gastronomia, per la cosmetica ed estratti vegetali per la colorazione di tessuti). L ortica e la produzione di fibra Vantaggi della coltivazione dell ortica Problematiche nella strutturazione di una filiera Fin dall antichità, la fibra di ortica è stata usata soprattutto per fabbricare Nessun utilizzo di pesticidi Necessità di fertilizzazioni azotate del terreno lacci e tessuti. In Europa centrale, le fibre dell ortica sono state utilizzate per Basso impiego di fertilizzanti per evitare fallanze e per favorire la crescita la produzione tessile prima dell introduzione del cotone. Tuttavia una produzione Buona tolleranza ad insetti e malattie Necessità di irrigazione in estate vera e propria iniziò solo nel XX secolo quando, durante la prima e la Miglioramento dei suoli over-fertilized (specie nitrofila) Facilità di invasione di infestanti seconda guerra mondiale, l ortica è stata usata per sostituire il filato di cotone Riduzione dell erosione dei suoli in quanto è una coltura perenne divenuto introvabile. Oggi la richiesta di prodotti naturali ed ipoallergenici Utilizzo e valorizzazione delle aree marginali Mancanza di adeguata meccanizzazione nella ha determinato un nuovo interesse per questa pianta. La fibra è interessante Promozione della biodiversità aziendale fase di raccolta per le caratteristiche di lavorabilità e di mano che conferisce al filato. Ottima adattabilità alla coltivazione con metodi biologici Mancanza di una filiera strutturata di lavorazione Difficoltà di macerazione dello stelo accelerabile AttiVità CNR ibimet con l inoculo di ceppi batterici specifici Cattivi odori dovuti allo smaltimento delle acque PROPAGAZiONE CAMPO SPERiMENtALE PROVE Di EStRAZiONE di macerazione Messa a punto della tecnica di propagazione Valutazione delle pratiche agronomiche Confronto delle caratteristiche morfometriche Mancanza di impianti per la stigliatura vegetativa per talea ed in vitro per la conservazione Valutazione della biomassa e resa in fibra e chimiche delle fibre estratte Impossibilità dell inserimento della fibra in un delle caratteristiche clonali (es. alta rispetto alle variabili climatiche secondo i diversi metodi di macerazione ciclo cotoniero, in quanto dovrebbe essere resa percentuale in fibra negli steli) Valutazione della resa in fibra nel tempo e chimica e biologica sottoposta ad una ulteriore pulitura durata economica della coltura Fibra non lavorabile in purezza in un ciclo cardato Ripartizione quantitativa della fibra lungo lo PROVE Di FiLAtURA stelo (zona apicale, centrale e basale) AttiVità Di ANiMAZiONE REALiZZAZiONE PROtOtiPO Sperimentazione con macchine da filatura industriali, territoriale utilizzando fibra di ortica mischiata DELLA StiGLiAtRiCE con fibre naturali e sintetiche Organizzazione di eventi in collaborazione Prove di separazione della corteccia contenente con musei ed enti pubblici la fibra dallo stelo a verde e dopo la macerazione Ginestra Vantaggi della coltivazione della ginestra Limitato uso di prodotti chimici, fertilizzanti e acqua Arricchimento del terreno di azoto, in quanto è una leguminosa Rimboschimento di zone degradate o nude Utilizzo e valorizzazione delle aree marginali Consolidamento di dune, pendii e scarpate Impiego come pianta ornamentale nei giardini Produzione di un un ottimo nettare Promozione della biodiversità aziendale (Spartium junceum L.) Pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle leguminose con un altezza variabile tra 0,7 e 3 metri, presente allo stato spontaneo in tutto il bacino del Mediterraneo. Pioniera, sopporta forti venti e si adatta a terreni soleggiati, poveri o sterili purché esenti da ristagni idrici. La ginestra e la produzione di fibra Nota fin dall antichità come pianta da fibra, è stata utilizzata da Fenici, Cartaginesi, Greci e Romani, per la produzione di stuoie, corde e manufatti vari. Dal XIX secolo, studiosi e industriali si concentrano, con sempre maggiore frequenza, sullo sfruttamento della ginestra. Il momento di maggiore attenzione per questa pianta come fonte di fibra, si verificò in corrispondenza della seconda guerra mondiale, in conseguenza sia di una scarsa disponibilità interna di materia prima alternativa, sia dell introduzione di sanzioni economiche che impedivano l importazione di fibre quali la juta, fondamentale per la produzione di tele da imballo e sacchetti. Dopo la guerra, con la ripresa dell importazione di fibre vegetali di origine tropicale più facili da lavorare, la ginestra come pianta tessile, fu quasi del tutto abbandonata. Problematiche nella strutturazione di una filiera Minore competitività tessile della fibra di ginestra rispetto ad altre fibre più pregiate Mancanza di una filiera strutturata di lavorazione Attuale contesto semi-artigianale di raccolta Ritardo nella messa a punto di processi industriali di estrazione della fibra Necessità di smaltire le acque reflue del processo di macerazione della ginestra, contenenti sostanze organiche con un alta carica microbica Non sufficiente valorizzazione di tutti i sottoprodotti e co-prodotti 5

6 PERCORSI DI ORIENTAMENTO (Urtica dioica L.) Ortica Pianta erbacea perenne che si adatta facilmente alle più svariate condizioni pedoclimatiche. Sciafila, nitrofila, dioica, cresce nelle regioni temperate dell Europa, dell Asia e del Nord America vicino alle case, lungo i viottoli, fra i detriti, nei boschi e in prossimità delle malghe alpine. Considerata un infestante dall agricoltura convenzionale, può essere trasformata in una coltura commerciale a basso input ambientale e fornire una vasta gamma prodotti fibra dagli steli; zuppe, farine e foraggio da piante giovani e foglie; prodotti per la cosmesi e la colorazione da pianta intera e foglie). AttiVità CNR ibimet PROPAGAZiONE Messa a punto della tecnica di propagazione vegetativa per talea edin vitro per la conservazione delle caratteristicheclonali (es. alta resa percentualein fibra negli steli). CAMPO SPERiMENtALE Valutazione delle pratiche agronomiche. Valutazione della biomassa e resa in fibra rispetto alle variabili climatiche. Valutazione della resa infibra nel tempo e durata economica della coltura. Ripartizione quantitativa della fibra lungo lo stelo (zona apicale, centrale e basale). PROVE Di EStRAZiONE Confronto delle caratteristiche morfometriche e chimiche delle fibreestratt secondo i diversi metodi di macerazione chimica e biologici. PROVE Di FiLAtURA Fonte: AttiVità Di ANiMAZiONE territoriale In collaborazione con musei ed enti pubblici. REALiZZAZiONE PROtOtiPO StiGLiAtRiCE Prove di separazione della corteccia contenente la fibra dallo stelo a verde e dopo la macerazione. L ortica e la produzione di fibra Fin dall antichità la fibra di ortica è stata usata soprattutto per fabbricare lacci e tessuti. In Europa centrale le fibre dell ortica furono usate per la produzione tessile prima dell introduzione del cotone. Tuttavia una produzione vera e propria iniziò solo nel XX secolo quando, durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l ortica fu utilizzata per sostituire il filato di cotone divenuto introvabile. Oggi la richiesta di prodotti naturali ed ipoallergenici ha determinato un nuovo interesse per questa pianta. La fibra è interessante per le caratteristiche di lavorabilità e di mano che conferisce al filato. Vantaggi della coltivazione dell ortica Nessun utilizzo di pesticidi. Basso impiego di fertilizzanti. Buona tolleranza ad insetti e malattie. Miglioramento dei suoli over-fertilized (specie nitrofila). Diminuzione erosione dei suoli essendo una coltura perenne. Utilizzo e valorizzazione delle aree marginali. Promozione della biodiversità aziendale. Facilmente adattabile ad essere coltivata con metodi biologici. Problematiche nella strutturazione di una filiera produttiva per l ortica Concimazione azotate importanti per evitare fallanze. In estate è comunque necessaria l irrigazione. Facilmente il campo di ortica viene invaso da altre infestanti nei primi due anni di impianto. Mancanza di adeguata meccanizzazione nella fase di raccolta. Mancanza di una filiera strutturata di lavorazione. La macerazione dello stelo è necessaria, si può accelerare con l inoculo di ceppi batterici specifici. La macerazione comporta problemi legati acattivo odore e smaltimento acque del macero. Mancanza di impianti per la stigliatura. Con la stigliatura si ottiene una fibra sufficientemente pulita da destinare direttamente alla successiva lavorazione (cardatura), non sarebbe tuttavia utilizzabile in un ciclo cotoniero, che richiederebbe una ulteriore pulitura. Fibra non lavorabile in purezza in un ciclo cardato. La Seta L attività tessile nel mondo contadino era competenza antica della donna e si intrecciava strettamente con i suoi compiti domestici e con il lavoro agricolo. Nei casolari di campagna, sotto il porticato, nelle stalle o a cielo aperto, le donne filavano e tessevano: seta, lana, canapa C.f.r., Simonetta ortaggi CammaroSano, Industrializzazione e condizione femminile tra Otto e Novecento, estratto da Annali della Fondazione Giacomo Feltrinelli, 1997, cit. pag.114 La sericoltura in Italia fra 800 e 900 Nel corso dell Ottocento e del Novecento, l allevamento del baco da seta divenne una fonte importante di integrazione del reddito per le povere famiglie contadine. Nelle case i bachi venivano sistemati nei locali in cui viveva la famiglia stessa, la cucina e le stanze vicine, il granaio e addirittura le camere. I bachi divenivano, per amore o per forza, parte della famiglia e a volte si finiva per ritrovarseli nel letto. Le donne ed i bambini si occupavano dei bigàt per la maggior parte del tempo ma anche tutta la famiglia finiva per assolvere a qualche compito. Se nella famiglia contadina il vitto è assicurato dal grano e dal maiale, se i tessuti in gran parte sono forniti dalla lavorazione della canapa, con la vendita dei bozzoli al mercato della seta, in giugno, entrano in casa i primi soldi di quell anno, in contanti. Stimoli alla reintroduzione della seta La bachicoltura gode delle sovvenzioni ed è incoraggiata dalla Comunità Europea attraverso una serie di iniziative L arte della seta si ripropone all attenzione del mondo agricolo nazionale quale attività alternativa sia per quanto riguarda la diversificazione delle colture a sostegno dell ambiente sia quale attività integrativa sotto il profilo economico La bachicoltura è fonte di opportunità per il recupero e la valorizzazione di un patrimonio culturale tecnico-scientifico ll baco da seta ha esigenze che coincidono con quelle di un agricoltura ecocompatibile, ha bisogno di modesti investimenti iniziali, trae vantaggio da allevamenti di piccole dimensioni La gelsi-bachicoltura è un attività agricola che presenta un impatto sull ambiente del tutto positivo Il gelso è una coltura arborea adatta alla riforestazione in quasi tutti i tipi di terreno, compresi quelli marginali e collinari, grazie all alto grado di rusticità della specie Il gelso non viene trattato con nessun tipo di pesticida Il baco da seta risente di qualsiasi prodotto chimico utilizzato sulla pianta delle cui foglie si alimenta Il baco da seta è rivelatore dell inquinamento ambientale L allevamento in tunnel, non provoca liquami o altre deiezioni di difficile smaltimento, né esalazioni maleodoranti. Tutto ciò che viene prodotto come rifiuto e residuo è facilmente biodegradabile e sicuro sotto il profilo sanitario L allevamento de baco Gelsicoltura Prime lavorazioni Il gelso utilizzato per l alimentazione dei bachi da seta è una pianta arborea appartenente alla famiglia delle Moraceae e al genere Morus. Le due specie utilizzate sono M. alba e M. nigra Vantaggi nella coltivazione Spelatura Pulitura del bozzolo dalla bambagia Trattura Il filo che compone il bozzolo viene dipanato in acqua a C I filati che si ottengono con la seta Organzino: formato da un filo ritorto in un senso, accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto usato per l ordito. Crêpe: simile all organzino ma più fittamente ritorto (da 16 a 32 giri al centimetro), per tessuti crêpe. Ritorto per trama: composto da uno o più fili e ritorto in un solo senso. Canapa (Cannabis Sativa L.) Pianta erbacea annuale molto rustica, eretta, poco ramificata, può raggiungere anche Problematiche nella 4 metri di altezza. Numerose varietà disponibili, monoiche e dioiche, dalle ottime proprie- produttiva della ripartenza di una filiera tà miglioratrici del terreno e costi di coltivazione molto bassi. Coltura tradizionale tipica canapa tessile dell Emilia-Romagna, Campania e toscana fino agli anni 50, che ha fortemente segnato i Problematiche nella ripartenza di una filiera ritmi e definito le tradizioni del mondo e delle produttiva della canapa tessile Difficoltà reperimento terreni per la coltivazione. famiglie rurali. Fibra lunga di ottima qualità utilizzata per la produzione di tessuti, tovaglie, cordame, ecc. Possibilità di utilizzazione coltivazione a causa dei ricavi poco con- Scarsa propensione degli agricoltori alla dei semi per la produzione di oli per cosmesi, mangime, e degli steli per la produzione Difficoltà di reperimento di seme italiano venienti. di lettiere per animali e per la produzione di ed a un costo conveniente. energia grazie agli alti livelli di produzione di Qualità industriale non soddisfatta. Non Fonte: corrispondenza tra esigenze di filatura e biomassa. materiale fornito alle aziende di filatura. Necessità di messa a punto di un macerazione economicamente ed ecologicamente sostenibile. Smaltimento scarti di lavorazione di stigliatura e pettinatura. Linee di approfondimento Necessità di recupero del seme dalla coltivazione e/o di produzione di seme autoctono italiano in quantità sufficienti per una coltivazione estensiva. Necessità di allungamento dei cicli produttivi e dell epoca di raccolta al fine di massimizzare la produzione di biomassa vendibile e di conseguenza il ricavo degli agricoltori. Introduzione di un sostegno diretto e specifico ai coltivatori. Necessità di una sperimentazione congiunta tra coltivatori e filatori, al fine di ottimizzare la tecnica agronomica per la fornitura di un prodotto adatto ad essere filato industrialmente per l ottenimento di fibra tessile di ottima qualità. Necessità di consolidamento di un mercato per la vendita degli scarti di lavorazione della canapa, come stoppe di pettinatura e stigliatura e canapulo. È un coltura arborea adatta alla riforestazione in quasi tutti i tipi di terreno Il filo viene messo in Torcitura incubazione giorni durata complessiva della vita L impianto favorisce il ritardo nell erosione di suoli tiro e attorcigliato larvale 1 mese imboscamento 1-2 giorni Non viene trattato con nessun tipo di Sgommatura dopo 7-8 giorni raccolta dei bozzoli pesticida ma con la lotta biologica Lavaggio del filato L impiego dei diserbanti può essere Durata complessiva: facilmente evitato con l uso di pacciamature e sfalcio dell erba reintegrazione dei Carica circa 15 giorni È una pianta rustica principi persi durante le fasi precedenti Nell arco della sua vita una singola Si adatta a diversi tipi di terreno, sia larva mangia fino a 20 gr di foglia in pianura sia in collina, dando ottimi di gelso, raggiungendo un peso alla risultati anche in terreni di scarsa produttività maturità di circa 7-8 gr. Problematiche nella strutturazione di una micro-filiera produttiva per la seta Regime di assoluto monopolio della Cina che influisce sui prezzi Problematiche legate alla gelsicoltura della seta greggia Necessità di nuovi impianti di gelso I prezzi di produzione e di filatura del bozzolo non sono competitivi Necessità di ammodernare i sistemi di allevamento del baco da seta con quelli della seta già filata proveniente dalla Cina Elevata sensibilità del baco ai prodotti chimici usati in agricoltura (insetticidi, erbicidi ecc ) Esiguo numero delle filande presenti sul territorio Difficile posizionamento dei bozzoli italiani Problematiche legate all utilizzo del Fenoxicarb il cui principio attivo sul mercato provoca la mancata filatura dei bozzoli La foglia del gelso è un fattore limitante nell allevamento dell insetto essendo, ancora oggi, l alimento base della sua dieta Ritorto singolo: ritorto in un solo senso con un numero di torsioni variabili a seconda della qualità, per tessuti lisci e sottili. Bourette: ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o interna del bozzolo, viene filata dopo cardatura, filato grosso e irregolare non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza della bava. Tussah: si ricava dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico. Doppione: bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung. Shappe: si produce con i bozzoli danneggiati (dove non è possibile avere la bava continua) e cascami di lavorazione. Filaticcio: filo che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall uscita della farfalla. Foto by: C.M. Martini, Bombix mori, Lucca, Archivio di Stato 6

7 PRODOTTI DI PROGETTO Cytisus, Genista, La Ginestra Spartium Pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle leguminose con un altezza variabile tra 0,7 e 3 metri, presente allo stato spontaneo in tutto il bacino del Mediterraneo. Pioniera, sopporta forti venti e si adatta a terreni poveri o sterili purché esenti da ristagni idrici e soleggiati. IMPIEGHI: l olio è sfruttato dall industria profumiera. La fibra è impiegata per la fabbricazione di filati, cordami e tessuti. I rami flessibili si utilizzano per legare ai sostegni i tralci della vite o di altre coltivazioni rampicanti. I fiori sono ricercati dalle api poiché contengono un ottimo nettare. Infine è utilizzata anche come pianta tintoria fornendo un bel colore giallo. La ginestra e la produzione di fibra Come pianta da fibra è nota fin dall antichità. Utilizzata da Fenici, Cartaginesi, Greci e Romani, per la produzione di stuoie, corde e manufatti vari. È a partire dal XIX secolo, che studiosi e industriali si concentrano, con sempre maggiore frequenza, sullo sfruttamento della ginestra. Il momento di maggiore attenzione per questa pianta come fonte di fibra si verificò in corrispondenza della seconda guerra mondiale, in conseguenza sia di una scarsa disponibilità interna di materia prima alternativa sia dell introduzione di sanzioni economiche che impedivano l importazione di fibre quale la juta, fondamentale per la produzione di tele da imballo e sacchetti. Dopo la guerra, con la ripresa dell importazione di fibre vegetali di origine tropicale più facili da lavorare, la ginestra come pianta tessile, fu quasi del tutto abbandonata. Filatura La fibra viene traformata in filato con operazioni manuali: ci si avvale della conocchia per contenere la fibra del fuso, che con movimento rotatorio attorciglia le fibre su se stesse filandole all infinito si può filare la ginestra anche con il filarello, che pur rimanendo sempre di carattere artigianale manuale, velocizza la lavorazione e rende più agevole e regolare il diametro del filato Estrazione tradizionale della fibra Coltivazione e sostenibilità ambientale Limitato uso di prodotti chimici, di fertilizzanti e di acqua In qualità di leguminosa contribuisce ad arricchire il terreno di azoto Rimboschimento di zone degradate o nude Utilizzo e valorizzazione delle aree marginali Consolidamento di dune, pendii e scarpate Trova impiego nei giardini perché ha fiori abbondanti, belli e profumati I fiori sono ricercati dalle api perché contengono un ottimo nettare Promozione della biodiversità aziendale Raccolta Dopo la caduta dei fiori selezionando le vermene più lunghe e più grosse. Bollitura e macero Dopo aver bollito le vermene per circa un ora in grossi pentoloni con l aggiunta di cenere o soda caustica si effettua la macerazione in acqua corrente, per circa una settimana per ammorbidire la fibra e facilitarne il distacco. La Lana La produzione di lana e il comparto laniero in Sardegna La lana è la fibra tessile naturale che costituisce il mantello (vello) di alcune specie animali (ovini, camelidi, ecc.). Composta principalmente da cheratina, presenta numerose interesanti proprietà da un punto di vista tecnologico: E una fibra ad elevata igroscopicità essendo in grado di assorbire vapore acqueo fino a un terzo del suo peso. Inoltre, in condizioni di elevata umidità, il vapore acqueo assorbito è rilasciato nell ambiente, riducendo il disagio. E idrorepellente, grazie alla materia cerosa e grassa che la avvolge. Ha un elevata coibenza termica. Lana sucida, lana lavata e lana filata Ha un elevato potere ignifugo. La lana prende fuoco solo ad alte temperature, non propaga la fiamma e sviluppa poco calore e poco fumo. La finezza e la lunghezza delle fibre di lana variano sia con la razza sia con la parte del corpo da cui provengono le fibre. La lana degli ovini di razza sarda, i più diffusi in Italia (soprattutto in Sardegna e Toscana), è caratterizzata da fili lisci e secchi ad alta elasticità (grazie alla ricchezza di lanolina, cera secreta Ha una scarsa propensione ad accumulare elettricità statica e ciò la rende più resistente all accumulo di polvere e allo sporco. dalla pelle dell animale), di media lunghezza ed alta ruvidità, che la rendono particolarmente adatta all uso Ha un alta resilienza alla pressione meccanica, vale a dire una elevata capacità di recuperare la forma originaria dopo essere stata sottoposta a una prolungata pressione. Puglia, Bergamasca e Sopravissana, forniscono lane con caratteristiche tali da essere adatte ai tessuti come materiale isolante e per imbottiture. Altri ovini a diffusione più limitata, tra i quali le razze Gentile di Si colora molto facilmente grazie alla particolare composizione chimica. per l abbigliamento e ai filati da aguglieria. Il ciclo di lavorazione della lana Raccolta, magazzinaggio, Nobilitazione scarto (tintura, candeggio, finissaggi vari) Lavaggio della lana sucida Tessitura Cardatura Tessuti industriali ed artigianali (orbace) ottenuti dalla lana della pecora sarda Filatura La fase del lavaggio è complessa e onerosa a causa delle problematiche e dei costi connessi allo smaltimento dei reflui. In Sardegna esistono tre impianti di lavaggio, ma solo uno è attivo. La resa in lana dopo il lavaggio varia Pettinatura in genere tra il 60 e il 75% della quantità iniziale. L allevamento ovino e la produzione laniera in Sardegna Numero di Numero di Numero medio Numero Numero di Quantità Produzione aziende allevamenti di capi per totale pecore media annua agricole ovini azienda di ovini per capo stimata ,4 Kg ton Da sempre la lana è considerata un prodotto secondario dell allevamento ovino. Definita dal reg. CE 1774/02 e successivi sottoprodotto di origine animale e classificata come rifiuto speciale, la lana richiede specifici accorgimenti sia nella fase di stoccaggio che di trasporto e smaltimento. La sua valorizzazione come prodotto remunerativo è scarsa, così come insufficiente è il compenso della tosatura. Gran parte della lana sarda (il 90-95% del totale prodotto) è venduta all estero (soprattutto in India) per la produzione di tappeti e moquette Il resto della produzione è lavorata e utilizzata in Sardegna per le produzioni tipiche isolane (artigianato, orbace). Scorticatura, sfibratura e Cardatura battitura Con la cardatura, che Sono lavorazioni che impegnano può essere fatta a mano mani e piedi atte a separare o con appositi pettini, si la fibra dall anima interna e dal puliscono, parallelizzano e canapulo, fino a che, con la selezionano le fibre per la battitura, la fibra viene raffinata, filatura. purgata e sbiancata. Foto by: Problematiche nella strutturazione di una filiera produttiva Minore competitività tessile della fibra di ginestra rispetto ad altre fibre tessili più pregiate Mancanza di una filiera strutturata di lavorazione Attuale contesto semi-artigianale di raccolta Ritardo nella messa a punto di processi industriali di estrazione di fibra Necessità di smaltire le acque reflue del processo di macerazione della ginestra, contenenti sostanze organiche con un alta carica microbica Necessità di valorizzazione di tutti i sottoprodotti e co-prodotti L artigianato tessile in Sardegna Gli artigiani locali utilizzano la lana sarda per la produzione di manufatti tessili (tappeti, arazzi, complementi d arredo) e tessuti tipici (orbace), nel rispetto della grande tradizione storica locale in materia di tessitura. Questi manufatti, tipici e di elevata qualità, provengono in gran parte da microimprese, spesso femminili e a conduzione familiare. Si tratta comunque di attività che hanno notevoli difficoltà a imporsi e a competere sui mercati, anche per la scarsa promozione e valorizzazione dei prodotti. Il settore presenta un trend di sviluppo inadeguato rispetto alle sue potenzialità e scarsa è la capacità di generare un reddito soddisfacente per gli operatori della filiera. Potenziare e rafforzare le microimprese Fabbisogni Le imprenditrici, come gli imprenditori, mostrano un attitudine al lavoro individuale esistenti Rafforzare le capacità progettuali e di confinato all interno del proprio laboratorio e isolato dagli altri operatori economici del governo delle iniziative di sviluppo locale territorio, con un conseguente sottoutilizzo dell insieme di risorse umane, professionali e culturali disponibili. Se opportunamente organizzate e sostenute, tutte le at- rurali Valorizzare le risorse endogene delle aree tività legate all artigianato tessile e ad altre lavorazioni tradizionali, potrebbero rappresentare un elemento chiave delle politiche di riduzione dello della cultura e dei saperi locali Valorizzare e promuovere la trasmissione spopolamento delle aree rurali svantaggiate, contribuendo a Realizzare attività ed assistenza per gli operatori della filiera rinforzare il tessuto socio-economico, a migliorare la Promuovere attività di studio, ricerca e qualità della vita e favorire il presidio dei marketing territori. Sostenere la tracciabilità e la certificazione di prodotto Opportunità Sfruttare le sinergie con il settore turistico (turismo sostenibile) Sfruttare le sinergie con il settore agricolo (multifunzionalità) Promozione della vendita diretta a Km zero Educare a un consumo consapevole, di qualità e sostenibile Trend crescente nel mercato comunitario della domanda dei prodotti tipici locali e del fatto a mano Presenza nel territorio di poli artigianali di eccellenza Nuove applicazioni 7

8 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Incontri e confronti con i territori. Un anno di progetto, atti delle tavole rotonde e del convegno La pubblicazione riporta i contributi dei partecipanti alle tavole rotonde ed al convegno svoltisi nel 2009 nell ambito delle attività del primo anno di progetto. TAVOLE ROTONDE Firenze, 16 febbraio 2009 IL TERRITORIO che VEsTE La microimpresa femminile nelle aree rurali per la valorizzazione del tessile. Bologna, 5 marzo 2009 INNOVARE LA TRADIZIONE Il ruolo dell imprenditoria femminile nel settore tessile. Napoli, 22 aprile 2009 LO scrigno NAscOsTO DI ARAcNE Impresa femminile e filiera corta del tessile per la valorizzazione del territorio. sassari, 8 maggio 2009 LA sostenibile LEGGEREZZA DEL TEssERE Risorse locali e saperi tradizionali: nuovi intrecci per uno sviluppo sostenibile. convegno Roma, 30 giugno 2009 sul FILO DEL LAVORO Nuove trame per lo sviluppo della filiera tessile e dell occupazione femminile nei territori rurali. Incontri e confronti con i territori Incontri e confronti con i territori Un anno di progetto: atti delle tavole rotonde e del convegno 8

9 PRODOTTI DI PROGETTO Risorse dei territori rurali e impresa femminile nell artigianato tessile. Fotografia di quattro regioni italiane Questo volume, descrittivo delle attività della prima annualità di progetto, riporta gli scenari dell impresa e dell imprenditoria femminile nei settori dell agricoltura e dell artigianato nell ottica di una ricostruzione, nelle quattro regioni di studio, di filiere corte che recuperino e valorizzino le risorse dell ambiente locale. Risorse dei territori rurali e impresa femminile nell artigianato tessile - Fotografia di quattro regioni italiane Risorse dei territori rurali e impresa femminile nell artigianato tessile Fotografia di quattro regioni italiane 9

10 PERCORSI DI ORIENTAMENTO FASE 2 - I PERCORSI DI ORIENTAMENTO La seconda annualità di progetto ha avuto l obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo di impresa nei territori rurali attraverso la sperimentazione di strumenti di orientamento e informazione tesi a potenziare lo sviluppo di progetti professionali e a sostenere la creazione di reti, nella prospettiva di delineare possibili filiere tessili sostenibili. Le attività hanno previsto percorsi BILANCIO DI COMPETENZE ANIMAZIONE TERRITORIALE E ANALISI DI COMPARTO PERCORSI DI ORIENTAMENTO di informazione e orientamento all imprenditoria femminile rivolti a imprenditrici, neoimprenditrici e aspiranti imprenditrici in ambito agricolo (allevamento ovino e di capi da fibra, coltivazione di piante officinali - tintorie e piante da fibra) LABORATORI DI ORIENTAMENTO e dell artigianato tessile e settori correlati. I percorsi sono stati articolati in due fasi: il Bilancio di competenza e i Laboratori di orientamento. III ANNUALITA attività di sperimentazione di reti di impresa Firenze, 21 febbraio

11 PRODOTTI DI PROGETTO Il Bilancio di competenze Il Bilancio di competenze è stata la prima sessione del percorso di orientamento all imprenditoria femminile ed ha avuto l obiettivo di sviluppare il Sé professionale dell imprenditrice. Il Bilancio di competenze è un percorso che permette di mettere a punto un progetto professionale attraverso l analisi sistematica delle caratteristiche personali di coloro che vi partecipano. Articolato in sei giornate di lavoro in ciascuna regione del progetto, il bilancio è stato condotto dalla Prof.ssa Annamaria Di Fabio, del Dipartimento di Psicologia dell Università degli Studi di Firenze. 11

12 PERCORSI DI ORIENTAMENTO I Laboratori La seconda sessione, denominata Laboratori di orientamento, ha mirato all approfondimento di alcuni temi legati alla gestione e alla valorizzazione della impresa e dei suoi prodotti. I Laboratori sono stati progettati e organizzati sulla base dell analisi territoriale del primo anno e da quanto emerso dall analisi descrittiva del Bilancio di competenze. Gli incontri si sono svolti nelle aree focus individuate nelle quattro regioni coinvolte. 12

13 PRODOTTI DI PROGETTO Toscana Emilia-Romagna 13

14 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Campania Sardegna 14

15 PRODOTTI DI PROGETTO FASE 3 - I PERCORSI SPERIMENTALI DI MICROFILIERA L obiettivo principale della terza annualità è stato la realizzazione di percorsi sperimentali e dimostrativi di formazione di microreti che incentivassero forme di cooperazione sia in orizzontale Percorsi sperimentali di microfiliera DNA DESIGN NATURA ARTIGIANATO INTREccI E contaminazioni per l INNOvAzIONE DEll ARTIGIANATO TESSIlE TOScANO SEMINARI DI INCONTRO TRA ARTIGIANE E PROGETTISTI DI PRODOTTO E DELLA COMUNICAZIONE IDEAZIONE DEI PROTOTIPI TESSILI con lana amiatina, lana garfagnina, ortica, cachemire VERIfICA DELLA fattibilità DELLE IDEE INCONTRO CON LE ARTIGIANE INDIVIDUAZIONE DELLE MICRORETI DI LAVORO DEfINIZIONE DEI PROGETTI REALIZZAZIONE DI PROTOTIPI TESSILI INNOVATIVI SVILUPPO DELLA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE PROTOTIPI DNA DESIGN NATURA ARTIGIANATO MANUfATTI TOSCANI Progettazione e realizzazione di prototipi tessili per la formazione di microreti di impresa e il recupero di risorse naturali locali PROTOTIPI TESSILI Designer Progettista Micro-rete imprenditrici e artigiane FILinART FIlIERE INNOvATIvE per l ARTIGIANATO TESSIlE IN campania PROGETTAZIONE FILinART Progettazione e realizzazione di prototipi tessili per la formazione di microreti di impresa e il recupero di risorse naturali locali SEMINARI E LABORATORI COMUNICAZIONE Esperto C&M Progettista Micro-rete imprenditrici e artigiane LINEE GUIDA DELLA PROGETTAZIONE RISORSE NATURALI LOCALI Lana di pecora dell Alto Tammaro Tinture naturali INNOVAZIONE DI PRODOTTO VALORIZZAZIONE ARTIGIANATO TESSILE MERCATI MIRATI TRACCIABILITÀ SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE che in verticale. Ogni regione ha progettato e realizzato uno specifico percorso frutto delle attività svolte nelle prime due annualità di progetto e delle relazioni avviate con le imprenditrici locali. 15

16 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Percorsi creativi in Toscana In Toscana, nel terzo anno, è stato realizzato un workshop mirato a far lavorare in microreti le imprenditrici, tessili o agricole che hanno partecipato al progetto nelle precedenti annualità. Il workshop è stato uno strumento che ha offerto nozioni di innovazione e valorizzazione dei prodotti e di impresa, nozioni di marketing e comunicazione. Esso ha favorito l incontro - confronto tra cultura materiale e cultura del progetto, e ha reso possibile lo sviluppo di nuove applicazioni della risorsa lana e delle arti tessili stimolando il lavoro in rete. Alle imprenditrici, è stata offerta la possibilità di lavorare, in collaborazione con progettisti di design e comunicazione, alla progettazione e realizzazione di alcuni prodotti tessili prototipali, ciò allo scopo di sperimentare un percorso potenzialmente applicabile anche oltre il termine del progetto. 16

17 PRODOTTI DI PROGETTO Percorsi creativi in Campania In Campania i percorsi sono stati sviluppati in workshop finalizzati alla realizzazione di prototipi tessili basati su criteri di innovazione di prodotto, sull individuazione di mercati mirati e sulla costruzione di un appropriata comunicazione. Tale workshop, che ha visto la partecipazione delle imprenditrici e aspiranti tali già coinvolte nelle attività organizzate nel corso della precedente annualità, è stato organizzato in due sessioni: una di design e una di comunicazione e marketing. Per favorire una più funzionale organizzazione dei lavori, le partecipanti sono state aggregate in microreti tenendo conto delle affinità e delle esperienze di collaborazione pregresse, delle tecniche utilizzate e della tipologia di prodotto oggetto della progettazione, delle attitudini per le tematiche della comunicazione, dell organizzazione e del marketing. 17

18 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Percorsi sperimentali di microfiliera I.So.La. Intrecci Sostenibili di (e con la) Lana INCONTRO E CONDIVISIONE DEGLI OBIETTIVI DI PROGETTO CON LE IMPRENDITRICI AGRICOLE, ARTIGIANE TESSILI, SARTE E ARTISTI-DESIGNER ANALISI DELLE COMPETENZE DISPONIBILI E IPOTESI DI LAVORO DI GRUPPO RASSEGNA DELLA MATERIA PRIMA Filati di lana sarda, orbace, filati di lana sarda tinti con i colaranti naturali della tradizione locale, lana cardata di pecora sarda PROGETTAZIONE DI PRODOTTI CON TESSUTI, FILATI E LANA DI PECORA SARDA SEMINARI DI STRATEGIE DI COMUNICAZIONE RAFFORZAMENTO DELLE COMPETENZE LAVORO IN RETE SOSTENIBILITÀ DELLE PRODUZIONI SCAMBI DI INFORMAZIONI TRA LE PARTCIPANTI E RAFFORZAMENTO DEL SENSO DIAPPARTENENZA ALLA MICRORETE RETE ARTIGIANE TESSITRICI, SARTE, DESIGNER PROGETTAZIONE PROTOTIPI DA PARTE DELLE ARTIGIANE in EMILIA - ROMAGNA IMPRENDITRICI AGRICOLE (agriturismo e fattorie didattiche): PRODUZIONE MATERIA PRIMA RETE ARTIGIANE E STUDENTI L.U.N.A. SARTE, DESIGNER, STAMPA A RUGGINE PROGETTAZIONE PROTOTIPI DA PARTE DEGLI STUDENTI L.U.N.A. FORMAZIONE DEI GRUPPI DI LAVORO E DELLE MICROFILIERE VERIFICA DELLA FATTIBILITÀ DELLE IDEE PROGETTUALI con le tecniche artigianali della tessitura manuale, sartoria, feltro REALIZZAZIONE E PRESENTAZIONE DEI LAVORI I.So.La. Intrecci Sostenibili di (e con la) Lana Progettazione e realizzazione di manufatti con tessuti e filati di lana di pecora sarda per la valorizzazione del lavoro in rete al femminile e delle produzioni laniere locali REALIZZAZIONE PROTOTIPO DA PARTE DELLE ARTIGIANE REALIZZAZIONE PROTOTIPO DA PARTE DELLE ARTIGIANE Realizzazione dei prototipi tessili con fibre vegetali seta e feltro per la formazione di microreti di impresa e il recupero di risorse naturali locali 18

19 PRODOTTI DI PROGETTO Percorsi creativi in Sardegna Le attività in Sardegna sono state finalizzate alla realizzazione di percorsi interattivi e sperimentali di valorizzazione dell impresa. Per il raggiungimento di tale obiettivo è stata organizzata una serie di workshop e laboratori volti ad implementare la conoscenza delle materie prime impiegate e alla loro valorizzazione sul mercato, alla valorizzazione delle tecniche tradizionali di produzione, all acquisizione del concetto di differenziazione di prodotto e all acquisizione del concetto e della pratica di innovazione di prodotto e di nuovi utilizzi della materia prima lana e della sua applicazione. Le partecipanti al workshop sono imprenditrici ed aspiranti tali che hanno partecipato alle iniziative della seconda annualità del Progetto. Percorsi creativi in Emilia-Romagna I percorsi creativi e dimostrativi creati in Emilia Romagna hanno seguito due strade. La prima, spontanea, nata tra alcune imprenditrici che, incontratesi e conosciutesi nell ambito delle diverse attività del progetto hanno scoperto di avere competenze complementari, ed un secondo percorso in cui altre imprenditrici si sono relazionate con competenze esterne al gruppo, in particolare con studenti universitari progettisti designer ed esperti nel marketing. Le diverse interazioni sono avvenute nell ambito di workshop guidati dai referenti Ibimet e dai professori degli studenti coinvolti, seguendo come presupposti essenziali dei percorsi l utilizzo di fibre vegetali, con particolare riferimento alla canapa, alla seta e al feltro, la valorizzazione delle abilità artigiane nella lavorazione dei filati e dei tessuti e delle tecniche di stampa tradizionali, l innovazione di prodotto e la ricerca storica legata alla tradizione locale e rurale. 19

20 PERCORSI DI ORIENTAMENTO Percorsi di orientamento e sviluppo di microreti di impresa Questo volume è dedicato alle attività del secondo e terzo anno di progetto: i Percorsi di orientamento, che comprendono la progettazione e l attuazione di azioni di orientamento ed informazione all imprenditoria femminile attraverso due diverse sessioni, il Bilancio di competenze ed i Laboratori di orientamento, ed i Percorsi creativi e dimostrativi di impresa. Inoltre contiene una parte che descrive in modo sintetico le attività e gli strumenti della comunicazione utilizzati per diffondere le attività e i risultati di progetto. Percorsi di orientamento e sviluppo di microreti di impresa Percorsi di orientamento e sviluppo di microreti di impresa 20

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