Commissione Diritto del lavoro

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1 Commissione Diritto del lavoro L esercizio della consulenza del lavoro da parte del Commercialista: obblighi, adempimenti e responsabilità professionale Atti del Convegno del 4 febbraio

2 Commissione Diritto del Lavoro L esercizio della consulenza del lavoro da parte del Commercialista: obblighi, adempimenti e responsabilità professionale Prima parte La Legge 12/1979: Il Commercialista quale soggetto abilitato all'attività di consulenza del lavoro 2

3 Legge 11 gennaio 1979 n. 12 legge istitutiva dell Ordine dei Consulenti del lavoro Comprende le norme per l'esercizio della consulenza del lavoro da parte di: Avvocati; Dottori Commercialisti/Esperti Contabili. 3

4 Legge 11 gennaio 1979 n. 12 Art.1 Esercizio della professione di Consulente del Lavoro. Tutti gli adempimenti in meteria di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscitti all albo dei consulenti del lavoro a norma dell articolo 9 della presente legge, salvo il disposto del successivo articolo 40, nonchè da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti di cui sopra. 4

5 Legge 11 gennaio 1979 n. 12 Secondo la suddetta legge, gli iscritti negli Albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (in precedenza negli Albi dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri e Periti Commerciali) sono ABILITATI ALL'ATTIVITA' DI CONSULENZA DEL LAVORO 5

6 Requisiti Requisiti per lo svolgimento dell attività di consulenza del lavoro da parte del professionista iscritto all Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili (Sezioni A e B) TITOLO DI STUDIO (diploma, laurea) ABILITAZIONE PROFESIONALE ISCRIZIONE ALL ODCEC (territoriale) PERMANENZA DELL ISCRIZIONE COMUNICAZIONE ex art. 1, legge n. 12/1979 6

7 Requisiti Perdita dei requisiti per l'esercizio dell'attività in caso ad esempio di: SOSPENSIONE RADIAZIONE Conseguenza: Perdita della facoltà di esercitare l'attività di consulenza del lavoro. 7

8 Sanzioni Nel caso di mancanza dei requisiti richiesti si incorre nella sanzione per esercizio abusivo della professione di Consulente del Lavoro Art. 348 Codice Penale Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è prevista una specifica abilitazione dello Stato è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro. 8

9 Comunicazione DTL QUALORA INTENDA SVOLGERE L'ATTIVITA' DI CONSULENZA DEL LAVORO, IL DOTTORE COMMERCIALISTA/ESPERTO CONTABILE DEVE DARNE COMUNICAZIONE AGLI ISPETTORATI DEL LAVORO (oggi Direzioni territoriali del lavoro) DELLE PROVINCE NEL CUI AMBITO TERRITORIALE INTENDA SVOLGERE TALI ADEMPIMENTI, AI SENSI DELL ART. 1, L. 12/1979 9

10 Comunicazione DTL La comunicazione deve avvenire: SULLA BASE DEGLI AMBITI TERRITORIALI PROVINCIALI IN CUI LA PRESTAZIONE PROFESSIONALE SARA' SVOLTA, E NON IN BASE AL DOMICILIO PROFESSIONALE DI COLUI CHE LA SVOLGERA'. 10

11 Comunicazione DTL CI DOVRANNO ESSERE, PERTANTO, TANTE COMUNICAZIONI QUANTI SONO GLI AMBITI TERRITORIALI NEI QUALI IL DOTTORE COMMERCIALISTA/ESPERTO CONTABILE INTENDA ASSISTERE LE AZIENDE PER GLI ADEMPIMENTI INERENTI IL PERSONALE 11

12 Comunicazione DTL LA FORMA DI TALE COMUNICAZIONE Fonte documento Odcec Torino Spettabile Direzione Provinciale del Lavoro Suo indirizzo , lì Oggetto: Comunicazione di tenuta e gestione del Libro Unico del Lavoro e degli adempimenti riguardanti materia di lavoro, previdenza ed assistenza per conto delle aziende clienti. Il sottoscritto, nato a.. il, residente codice fiscale.., titolare dello studio professionale. sito in, via Partita Iva.., Ente pubblico non economico iscritto all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di.. al n...; ( e al registro dei Revisori Contabili con D.M. pubblicato nella G.U. del / / ), ai sensi della Legge 11 gennaio 1979, n. 12 C O M U N I C A che dal. svolgerà per conto dei propri clienti datori di lavoro tutti gli adempimenti previsti dalle norme vigenti per l amministrazione del personale dipendente e ogni altra funzione che sia affine, connessa e conseguente a quanto previsto nell art. 2, comma 1, della legge 11 gennaio 1979, n. 12. Con i migliori saluti. (firma) 12

13 Comunicazione DTL Modalità di effettuazione della comunicazione CONSEGNA A MANO RACCOMANDATA A/R PEC: OVE CONSENTITO (es. DTL Roma: 13

14 Alcune questioni aperte 1 Comunicazione alla DTL territorialmente competente E un obbligo stabilito dalla legge Quale sanzione in caso di omissione? 14

15 Sanzioni Conseguenze in caso di omessa comunicazione di cui all'art. 1 comma 5 legge 12/79 Sanzionabilità ai sensi dell'art. 348 c.p. non appare, allo stato attuale, configurabile. In tal senso: Cassazione, VI sezione Penale, sentenza n del 16 luglio 2004 Lettera Circolare Min. Lavoro Prot del 13/11/

16 Sanzioni Cassazione, VI sezione Penale, sentenza n del 16 luglio 2004 L art. 348 c.p. punisce chi esercita abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, cioè la capacità professionale prescritta per legge, costituita dal complesso delle condizioni necessarie per essere ammessi all esercizio professionale. Per le professioni per cui sia previsto uno specifico albo professionale, è abusivo l esercizio da parte di chi non è iscritto all albo o non possiede il titolo professionale necessario per l iscrizione o, pur essendo iscritto all albo, sia interdetto dall esercizio della professione per condanna penale o provvedimento disciplinare. La norma penale tutela l interesse pubblico, il quale richiede che determinate professioni siano esercitate soltanto da chi sia in possesso di una speciale autorizzazione amministrativa, al fine di garantire ai cittadini I requisiti d idoneità e di capacità in colui che esercita la professione. Nel caso del consulente del lavoro, è la stessa legge (art. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12) a presumere che i requisiti di idoneità e capacità per esercitare la professione di consulente del lavoro sono posseduti non soltanto da coloro che sono iscritti allo specifico albo dei consulenti del lavoro (istituito dall art. 8, legge cit.), ma anche da coloro che sono iscritti negli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, espressamente abilitati ad assumere gli stessi adempimenti degli iscritti all Albo dei consulenti del lavoro. Ne consegue che è punibile ai sensi dell art. 348 c.p. colui che eserciti la professione di consulente del lavoro senza essere iscritto ad alcuno degli albi professionali elencati nell art. 1 della legge. Invece, non commette il delitto di abusivo esercizio di una professione (art. 348 c.p.) colui che, iscritto negli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, assuma o svolga adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, senza avere previamente dato la prescritta comunicazione agli ispettori del lavoro delle Province nel cui ambito territoriale intende svolgere tali adempimenti 16

17 Sanzioni Lettera Circolare Min. Lavoro Prot del 13/11/ Inoltre, si evidenzia che, ai sensi dell art. 1 della legge 12/1979, è ammesso l esercizio della professione di consulente del lavoro da parte di avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, iscritti nei rispettivi Albi o Ordini professionali, previa la prescritta comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro. L omesso invio di tale comunicazione deve ritenersi pure sanzionabile, ma non ex art. 348 cod. pen., bensì per effetto della disposizione di cui all art. 7 della legge 23 novembre 1939, n

18 Sanzioni Conseguenze in caso di omessa comunicazione di cui all'art. 1 comma 5 legge 12/79 Sanzione amministrativa fino a euro 1030,00 ai sensi dell'art. 7, ultimo comma, della legge 1815/

19 Evoluzione della Norma EVOLUZIONE DELLA NORMA SANZIONATORIA Art. 7 Legge 1815/1939 ultimo comma I professionisti indicati nell'art. 5, che omettano di provvedere alle denunce di cui agli articoli 5 e 6, sono puniti con l'ammenda fino a Lire

20 Evoluzione della Norma La norma di cui all'art. 7 Legge 1815/1939, sanzionava,tra l'altro, gli obblighi di cui all'articolo 5. Art. 5 Legge 1815/1939 Consente a coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati, dei procuratori, degli esercenti in economia e commercio o dei ragionieri, la tenuta dei documenti riguardanti il rapporto di lavoro, benchè non in rapporto di dipendenza con l'azienda datrice, anche senza richiedere l'autorizzazione di cui al precedente articolo 4. Tuttavia gli iscritti negli albi medesimi, che intendono dedicarsi alla attività prevista dall articolo precedente, debbono farne denuncia al competente circolo dell ispettorato corporativo, e qualora la loro attività si eserciti in più circoli, al ministero delle corporazioni. 20

21 Evoluzione della Norma L'art. 1 Legge 12/1979, ripropone un obbligo di comunicazione analogo a quello previsto dall'art. 5 Legge 1815/1939 Art. 5 Legge 1815/1939 Tuttavia gli iscritti negli albi medesimi, che intendono dedicarsi alla attività prevista dall articolo precedente, debbono farne denuncia al competente circolo dell ispettorato corporativo, e qualora la loro attività si eserciti in più circoli, al ministero delle corporazioni. Art. 1 Legge 12/1979 nonché da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti di cui sopra. 21

22 Evoluzione della Norma La Legge 12/79 ha esplicitamente abrogato gli articoli 4 e 5 della Legge 1815/1939, mantenendo però, nell'articolo 1, l'obbligo per il Commercialista che intende svolgere l'attività ivi prevista, di comunicare tale intenzione agli ispettori del lavoro, originariamente prevista dall'art. 5 di tale Legge. Non è stato invece abrogato l'art. 7; la sanzione ivi prevista all'ultimo comma per la violazione delle comunicazioni di cui all'articolo 5 si ritiene pertanto applicabile alla comunicazione di cui all'articolo 1 della Legge 12 da parte del Commercialista. 22

23 Evoluzione della Norma Le sanzioni di cui all'art. 7 ultimo comma sono state successivamente depenalizzate (Legge 689/81) Art. 32. (Sostituzione della sanzione amministrativa pecuniaria alla multa o alla ammenda) Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda, salvo quanto disposto, per le violazioni finanziarie, dall'articolo 39. La disposizione del precedente comma non si applica ai reati in esso previsti che, nelle ipotesi aggravate, siano punibili con pena detentiva, anche se alternativa a quella pecuniaria. La disposizione del primo comma non si applica, infine, ai delitti in esso previsti che siano punibili a querela. 23

24 Evoluzione della Norma L'Importo di Lire (euro 206,00) è stato poi quintuplicato, con effetto dal 01/01/2007, ai sensi della Legge 296/06 Legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)" Articolo 1 comma Gli importi delle sanzioni amministrative previste per la violazione di norme in materia di lavoro, legislazione sociale, previdenza e tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro entrate in vigore prima del 1 gennaio 1999 sono quintuplicati, ad eccezione delle ipotesi di cui al comma

25 Evoluzione della Norma Il DL 22/12/2008 n.200 ha abrogato la legge 1815/1939, ma tale abrogazione non è stata confermata in sede di conversione, dalla legge 18/2/2009 n.9. La legge 1/12/2009 n. 179 dichiara la necessità della permanenza in vigore degli articoli 1,3,6,7,8 della legge 1815/

26 Evoluzione della Norma La legge 12/11/2011 n. 183 L'art. 10 comma 11 Legge 183/2011 abroga la legge 1815/1939 e sue successive modificazioni ed integrazioni, con decorrenza dal 1/1/2012. Con decorrenza da tale data pertanto è abrogata la norma sanzionatoria di cui all'art. 7 ultimo comma di tale legge. 26

27 Evoluzione della Norma Obbligo comunicazione DTL Obbligo previsto e confermato dalla legge 12/1979. Ipotizzando l esclusione dell applicabilità dell'art. 348 del C.P e con l'abrogazione della legge 1815/1939 Non risultano attualmente sanzioni applicabili per la violazione di tale obbligo. 27

28 «Sanzioni Indirette» TUTTAVIA La comunicazione alla DTL è indispensabile per: I. utilizzare i servizi telematici in materia di lavoro; II.acquisire deleghe dai datori di lavoro (clienti) per lo svolgimento di pratiche presso l inps e/o l Inail; III.consentire lo svolgimento presso il proprio studio del tirocinio previsto dalla legge per l abilitazione alla professione di Consulente del lavoro. 28

29 Alcune questioni aperte 2 Altresì, potrebbe rappresentarsi un possibile rifiuto di copertura assicurativa professionale negli ambiti provinciali in cui non si sia provveduto a comunicare alla DTL competente l'inizio attività di cui all'art. 1 Legge 12/

30 Commissione Diritto del Lavoro L esercizio della consulenza del lavoro da parte del Commercialista: obblighi, adempimenti e responsabilità professionale Seconda parte L esercizio abusivo della professione: norma penale in bianco 30

31 Riferimento normativo: Codice Penale LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare Titolo I - Dei delitti contro la personalità dello Stato (Artt ) Capo II - Dei delitti dei privati contro la pubblica amministrazione Art. 348 codice penale Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.c. 2229], è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro 31

32 Interesse tutelato: L oggetto della tutela dell art. 348 c.p. è costituito dall interesse generale, riferito alla pubblica amministrazione, che determinate professioni, richiedenti particolari requisiti di probità e competenza tecnica, vengano esercitate soltanto da chi, avendo conseguito una speciale abilitazione amm.va, risulti in possesso delle qualità morali e culturali richieste dalla legge (Cass. pen. Sez. VI, 20/11/07, n ) 32

33 Interesse tutelato: Dal reato di cui all art. 348 c.p. a che l esercizio di determinate professioni sia consentito unicamente a chi è in possesso della prescritta abilitazione ha carattere generale onde la sua lesione riguarda in via diretta e immediata la pubblica amministrazione, la cui organizzazione è offesa dalla violazione delle norme che regolano appunto le professioni, mentre solo di riflesso tocca gli interessi professionali 33

34 Perché norma penale in bianco? Presuppone l esistenza di altre disposizioni di legge che stabiliscano le condizioni oggettive e soggettive in difetto delle quali non è consentito ed è quindi abusivo l esercizio di determinate professioni (per cui occorre l abilitazione statale). Trattasi propriamente di altre disposizioni che, essendo sottintese nell art. 348 c.p., sono integrative della norma penale ed entrano a far parte del suo contenuto, cosicché la violazione di esse si risolve in violazione della norma incriminatrice 34

35 Norma penale in bianco Pertanto, l art. 348 c.p. è una norma penale in bianco, detta anche a struttura aperta, in quanto presuppone l esistenza di norme giuridiche diverse, qualificanti una determinata attività professionale, le quali prescrivono una speciale abilitazione dello Stato e impongono l iscrizione in uno specifico albo, configurando in tal modo le c.d. professioni protette in maniera che l eventuale lacuna normativa non può essere colmata dal Giudice con norme generali e astratte 35

36 Basta un solo atto Ai fini della sussistenza del delitto di esercizio abusivo di una professione, non è necessario il compimento di una serie di atti riservati ad una professione per la quale sia richiesta una particolare abilitazione, ma è sufficiente anche il compimento di un solo atto (Cass. pen. 7/03/85 n. 4349; Cass. pen. 11/12/79, n. 3732) 36

37 che sia tipico e caratteristico Sono rilevanti, ai fini della configurabilità del reato in esame non solo gli atti riservati, in via esclusiva, a soggetti dotati di speciale abilitazione (c.d. atti tipici della professione), ma anche quelli c.d. caratteristici, strumentalmente connessi ai primi, a condizione che vengano compiuti in modo continuativo e professionale, in quanto, anche in questa seconda ipotesi, si ha esercizio abusivo della professione per la quale è richiesta l iscrizione nel relativo Albo 37

38 Cass. pen., sez. VI, 11 marzo 2011, n Esercizio della professione di Commercialista. Superamento esame di Stato. Iscrizione Albo. Professione protetta, le cui attività possono esplicarsi esclusivamente dal soggetto abilitato e iscritto all Albo. Per stabilire se una determinata prestazione integri il reato ex art. 348 c.p. non è necessario rinvenire nella legge che regola la professione abusivamente esercitata una clausola di riserva esclusiva riguardante quella specifica prestazione, ma è sufficiente l accertamento che la prestazione erogata costituisce un atto tipico, caratteristico di una professione per il cui esercizio manca l abilitazione speciale prevista dallo Stato (Contra Cass. pen. sez. VI n. 8685/1993) 38

39 Elemento soggettivo del reato Elemento psicologico richiesto dalla legge a livello di mero dolo generico essendo irrilevante l eventuale scopo di lucro e, in genere, qualsiasi movente di carattere privato. Sicché, la consapevole mancanza di titolo abilitativo all esercizio di tale professione, integra il dolo generico richiesto per la sussistenza del reato, ancorché l abusiva prestazione professionale sia stata del tutto gratuita e con il concorrente consenso del destinatario di tale prestazione. 39

40 Elemento oggettivo del reato, Cass. pen. S.U. 23 marzo 2012, n Concreta esercizio abusivo di una professione, punibile a norma dell art. 348 c.p., non solo il compimento senza titolo, anche se posto in essere occasionalmente e gratuitamente, di atti da ritenere attribuiti in via esclusiva a una determinata professione, ma anche il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva, siano univocamente individuati come di competenza specifica di una data professione, allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività onerosità e (almeno minimale) organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato 40

41 Cass. pen. S.U. 23 marzo 2012, n Vicenda da esaminare alla luce del D. Lgs. 139/2005 che ha sostituito i DPR 1067/1953 e 1068/1953, istituendo l Albo unico dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, il quale fra le attività di competenza della categoria ha aggiunto alla sezione B (Esperti Contabili) dell Albo a) tenuta e redazione dei libri contabili, fiscali e del lavoro, controllo della documentazione contabile, revisione e certificazione contabile di associazioni, persone fisiche o giuridiche diverse dalle società di capitali; b) elaborazione e predisposizione delle dichiarazioni tributarie e cura degli ulteriori adempimenti tributari 41

42 Cass. pen. S.U. 23 marzo 2012, n In conclusione, le condotte di tenuta della contabilità aziendale, redazione delle dichiarazioni fiscali ed effettuazione dei relativi pagamenti, mentre non integravano il reato di esercizio abusivo della professione di dottore/ragioniere commercialista, quali disciplinate, rispettivamente, dal DPR 1067 e 1068/1953, a opposta conclusione deve invece pervenirsi se le condotte in questione siano poste in essere nella vigenza del nuovo D. Lgs. n. 139 del 2005, istitutivo dell Ordine dei Dottori Commercialista e degli Esperti Contabili 42

43 Cass. pen. sez. VI, n /2004 E punibile ai sensi dell art. 348 c.p. colui che eserciti la professione di Consulente del Lavoro senza essere iscritto ad alcuno degli albi professionali elencati nell art. 1, L. 12/1979. La Corte ha altresì osservato che il delitto non si configura allorché il professionista, iscritto negli Albi degli Avvocati e Commercialisti, assuma o svolga adempimenti lavoristici in mancanza della prescritta comunicazione all Ispettorato del Lavoro, atteso che l omissione di tale comunicazione non rileva ai fini della integrazione della fattispecie penale, ma unicamente ai fini della sanzione in via amministrativa (peraltro abrogata dall art. 10, c. 11, L. 183/2011) e disciplinare 43

44 LEGGE 12 novembre 2011, n. 183 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2012) Art. 10 Riforma degli ordini professionali e societa' tra professionisti c. 11. La legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, e' abrogata. Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/

45 LEGGE 11 gennaio 1979, n. 12 Norme per l'ordinamento della professione di consulente del lavoro Art. 1. Esercizio della professione di consulente del lavoro c. 3. Il titolo di consulente del lavoro spetta alle persone che, munite dell'apposita abilitazione professionale, sono iscritte nell'albo di cui all'articolo 8 della presente legge. Art. 8 Albo dei consulenti del lavoro E istituito in ogni provincia l albo dei consulenti del lavoro. Il C.d.L. iscritto in un albo provinciale puo esercitare l'attivita' professionale in tutto il territorio dello Stato. 45

46 Art. 498 codice penale Usurpazione di titoli o di onori Codice Penale LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare Titolo VI - Dei delitti contro l'incolumità pubblica (Artt ) Capo IV - Della falsità personale Chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [348], ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro. Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente. Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta le violazioni con le modalità stabilite dall'art. 36 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n

47 Commissione Diritto del Lavoro L esercizio della consulenza del lavoro da parte del Commercialista: obblighi, adempimenti e responsabilità professionale Terza parte Il ruolo e la responsabilità del Commercialista lavorista in sede di accertamento ispettivo e di eventuale contenzioso amministrativo 47

48 Premessa La figura professionale del Consulente del lavoro è disciplinata dalla legge n. 12/1979; La legge 12/1979 individua altri professionisti (Avvocati e Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) previa comunicazione preventiva all Ispettorato del Lavoro (DTL); Il consulente lavorista si occupa: dell assistenza del datore di lavoro nell amministrazione del personale; degli adempimenti in materia di lavoro e previdenza, di cui dà notizia alla DTL della Provincia. 48

49 Il Datore di Lavoro per l assolvimento degli obblighi di tipo lavoristico può avvalersi della facoltà di cui all art.5 comma 1 della L.12/79 e cioè affidare la tenuta dei documenti di lavoro ad un professionista abilitato; Il Legislatore della riforma del lavoro 2008 consente al professionista aziendale delegato di assistere al meglio il Datore di Lavoro sia nella gestione ordinaria che straordinaria; 49

50 Documentazione e libro unico del lavoro Il D.L. 112/2008 convertito in L.133/2008 infatti: Istituisce il Libro unico del lavoro (LUL) Permette ai consulenti e agli altri professionisti abilitati di tenere i documenti delle aziende clienti presso il proprio studio per l esercizio delle attività di cui all art. 2 del presente decreto (ruolo di protagonista sul fronte della prevenzione e del contenzioso) 50

51 Il consulente aziendale e la certificazione del contratto Il consulente può predisporre il contratto ai fini della certificazione presso le Commissioni di certificazione istituite dal D.lgs. 276/2003, all art.76 (per renderlo impermeabile all azione ispettiva). Il contratto certificato preclude gli accertamenti degli organi di vigilanza (a meno che il giudice non rilevi un erronea qualificazione o difformità tra contratto e modalità di svolgimento della prestazione di lavoro) e la certificazione rende inefficace qualsiasi atto (compreso l accertamento ispettivo nei limiti del solo contratto certificato). 51

52 Segue Qualora l ispettore di vigilanza rinvenga l incongruenza tra contratto e prestazione eseguita, comunica l irregolarità al lavoratore e ai terzi, che possono agire per ottenere una pronuncia che rimuova la validità della certificazione (rimozione efficacia provvedimento certificazione). 52

53 Il consulente nella fase dell attività ispettiva Il Codice di comportamento degli ispettori del lavoro del 2006 (ora nuovo codice 2014 che scaturisce da disciplina dettata dal DPR 62/2013 per dipendenti pubblici) statuisce l obbligo per gli ispettori di informare il soggetto accertato della FACOLTA di farsi assistere da un professionista abilitato ai sensi dell art.1, L.12/1979. Il consulente assiste l ispettore nell esame della documentazione obbligatoria di lavoro, anche presso lo studio del professionista e può segnalare le irregolarità nel procedimento ispettivo (cfr obblighi art 33 L.183/2010 Collegato Lavoro). L assenza del professionista non è ostativa alla prosecuzione dell attività ispettiva né può inficiare la sua validità (ex art.9, punto 2 codice comportamento 2006) 53

54 Segue Il consulente accerta le ipotesi in cui l ispettore esercita funzioni di polizia giudiziaria nel corso dell indagine ispettiva, cioè se rileva fatti che possono integrare la sussistenza di un reato; Quando l indagine amministrativa sfocia nell accertamento dell illecito penale (Ispettore = Ufficiale di P.G.) verifica se sono osservate le disposizioni del c.p.p., comprese quelle che riguardano il diritto di difesa dell indagato. 54

55 Segue Il consulente, quale tecnico del settore che presenzia in sede di verifica, può: -chiedere (ex art.10 vecchio Codice Ispettori) chiarimenti in ordine alla corretta applicazione della normativa giuslavoristica al fine di comprendere quali siano le posizioni ufficiali dell amministrazione di appartenenza del personale di vigilanza; -segnalare comportamenti antidoverosi degli ispettori del lavoro e/o non conformi alle prassi ministeriali (nota Min.6052 del ). 55

56 a conclusione della fase ispettiva Studia e valuta la portata delle risultanze riportate nei verbali di accertamento al fine di assistere il datore di lavoro nel suo difendersi (in proprio) nella fase del contenzioso amministrativo ex L.689/81; Formula richiesta di accesso agli atti (cfr Diritto accesso e Circolare Min.Lavoro 43/2013 e sentenza Consiglio Stato Sez.VI n ); Predispone gli scritti difensivi e costituiscono i primi essenziali momenti di difesa del datore di lavoro. 56

57 e dell eventuale ricorso in opposizione A conclusione della visita ispettiva il consulente aziendale potrà predisporre, per conto del datore di lavoro che ha trasgredito, entro 30 gg. dalla contestazione o notificazione della violazione, gli scritti difensivi ex art. 18, comma 1, della L. 689/81. Determina il contenuto del ricorso gerarchico amministrativo che il datore di lavoro, ex art. 17 del D.Lgs. 124/2004, potrà promuovere al Comitato Regionale dei rapporti di lavoro avverso gli atti di accertamento (sussistenza o qualificazione rapporto lavoro). 57

58 L ispezione dei documenti di lavoro Il consulente aziendale è interlocutore privilegiato dell ispettore ed è tenuto a mettere a disposizione in sede ispettiva: L ultimo verbale ispettivo; Il libro unico del lavoro; Le comunicazioni obbligatorie Unilav consegnate ai lavoratori; Gli elenchi riepilogativi mensili; I prospetti paga sottoscritti; I modelli F24, DM10, Durc con ricevute versamento; 58

59 Segue Le denunce aziendali e dichiarazioni trimestrali della mano d opera occupata in agricoltura; I dischi cronotachigrafi e/o dati relativi ai tachigrafi digitali per gli autotrasporti; Le visite mediche lavoratori notturni e soggetti a sorveglianza sanitaria; I contratti di lavoro stipulati (compresi appalto-subappalto e somministrazione); L ultimo prospetto informativo L.68/99; 59

60 Segue Gli specifici documenti per le aziende dell edilizia. Il Piano Operativo Sicurezza DVR e nomine RSPP; Il registro infortuni; Le denunce INAIL; La delega al professionista o all associazione di categoria ex art. 40, comma 1, L. 133/2008; 60

61 Le sanzioni amministrative Il professionista aziendale è chiamato a collaborar con l ispettore del lavoro nel corso dell accertamento ispettivo; Se, senza giustificato motivo, non ottempera entro 15 giorni dalla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in suo possesso è punito con una sanzione amministrativa prevista dall art. 5 della L. 12/79, come sostituito dall art. 40, comma 1, della L.133/2008 (da Euro 100 ad Euro 1000) 61

62 Le sanzioni penali La condotta del consulente che ostacoli l attività di vigilanza, (assunzione di informazioni utili all indagine), costituisce illecito amministrativo ai sensi dell art. 3, comma 3, della L. 638/83 (sanzione da Euro 1290 ad Euro 12910), nonché l illecito penale ex art. 4, comma 7, della L. 628/61 (rifiuto di fornire notizie legalmente richieste), punibile con l arresto fino a due mesi o con l ammenda fino ad Euro

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