Guida agli impianti ATEX. Normative, installazioni e soluzioni I edizione

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1 Guida agli impianti ATEX Normative, installazioni e soluzioni I edizione

2 Gewiss Group FRANCE Gewiss France - Les Ulis germany Gewiss Deutschland - Merenberg united kingdom Gewiss U.k. - Cambourne Spain Gewiss Ibérica - Madrid portugal Gewiss Portugal - Penafiel CHINA Gewiss Trading (Shanghai) - Shanghai Russia Gewiss Russia - Moscow turkey Gewiss Istanbul - Istanbul ROMANIA Gewiss Romania - Bucarest UAE Gewiss Gulf - Dubai Chile Gewiss Chile - Santiago de Chile SEDE CENTRALE GEWISS - ITALIA GEWISS HEADQUARTERS - ITALY

3 Indice SCOPO DELLA GUIDA 6 1 INTRODUZIONE ALLA NORMATIVA 1.1 LA DIRETTIVA 94/9/CE Le Direttive Europee applicabili Procedure di certificazione PANORAMA NORMATIVO ZONE CON PRESENZA DI GAS Classificazione Alcune definizioni utili Criteri di classificazione ZONE CON PRESENZA DI POLVERE Classificazione Alcune definizioni utili Criteri di classificazione CLASSIFICAZIONE DEI PRODOTTI Prodotti di Gruppo I Prodotti di Gruppo II Sistema di protezione Targhetta identificativa 18 2 GUIDA APPLICATIVA AGLI IMPIANTI 2.1 Centrali termiche a gas Grandi cucine a gas Autorimesse sotterranee Autofficine Distributori di benzina Locali adibiti a verniciatura Industrie chimiche Industrie del mobile e falegnamerie Depositi di cereali Fornai, panetterie e pasticcerie 44 3 CRITERI DI SCELTA DELL APPARECCHIO 3.1 Come scegliere un apparecchio Scelta dell apparecchio in base al tipo di zona Scelta dell apparecchio in base alla temperatura ambiente Scelta dell apparecchio in base alla temperatura superficiale 49 4 SOLUZIONI ATEX GEWISS 4.1 L offerta ATEX GEWISS Sinottico applicazioni GAS Sinottico applicazioni POLVERI 56 Guida agli impianti Atex < Indice 3

4 Scopo della guida Scopo della guida La Direttiva 94/9/CE, conosciuta come direttiva ATEX (da ATmosphere EXplosive), si applica ai prodotti destinati ad essere installati in aree dove esiste pericolo di esplosione e si colloca tra le Direttive Europee che consentono la libera circolazione dei beni all interno del mercato comune europeo e definiscono i requisiti essenziali in materia di sicurezza dei prodotti che vi ricadono. La Direttiva non si applica solo ai prodotti elettrici ma copre qualsiasi tipologia d impianto che ricade in aree con pericolo di esplosione. Essa descrive inoltre le procedure da seguire per ottenere la certificazione. In Italia il Decreto legge 233/2003 recepisce la Direttiva Europea 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive. Tale decreto, ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla base della valutazione dei rischi, obbliga il datore di lavoro ad adottare le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell attività svolta. In particolare, il datore di lavoro deve prevenire la formazione di atmosfere esplosive. Se la natura dell attività non consente di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, il datore di lavoro deve: a) evitare l accensione di atmosfere esplosive; b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di un esplosione in modo da garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. Lo stesso dovrà dunque adottare tutti i provvedimenti del caso per garantire la sicurezza dei lavoratori dotando i luoghi di opportuni controlli mediante l utilizzo di mezzi tecnici adeguati allo scopo. Nell individuazione delle attrezzature e dei sistemi di protezione, i criteri di scelta dovranno essere conformi alla direttiva ATEX. Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, così come modificato dal D.Lgs n. 106 del 3 agosto 2009, è oggi, la legge fondamentale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il Testo Unico in materia d igiene e sicurezza del lavoro, ha introdotto alcune importanti novità in merito a informazione, formazione e addestramento. Ad esempio, l obbligo anche per i dirigenti e preposti. In materia di protezione il decreto prevede che Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dall innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili [...]. La direttiva 94/9/CE fornisce i requisiti essenziali che i prodotti devono soddisfare per essere installati nei luoghi dove esiste un pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili, o polveri combustibili. All interno di tale panorama legislativo, Gewiss, grazie alla propria capacità di innovare ed il proprio know-how nell ambito del materiale elettrico, ha sviluppato e consolidato una specifica 4 Guida agli impianti Atex < Scopo della guida

5 Scopo della guida gamma di prodotti e soluzioni per gli operatori elettrici che si trovano a dover realizzare impianti elettrici in ambienti ATEX. Lo scopo della guida ATEX di Gewiss è quello di affiancare, e non sostituire, la Direttiva ATEX cercando di fornire allo specialista un valido supporto di conoscenze normative, tecniche e pratiche che lo possano guidare nella conoscenza delle principali tipologie d impianto, sui quali va ad impattare la Direttiva ATEX, ed allo stesso tempo fornire all installatore indicazioni circa i criteri per riconoscere, scegliere ed installare correttamente i prodotti appartenenti alle soluzioni ATEX Gewiss le cui caratteristiche meglio si adeguano all ambiente oggetto di studio. I criteri espositivi tengono conto della logica adottata nella Direttiva evidenziando in ogni sezione prima le tematiche del GAS e poi nell ordine quella delle POLVERI. Guida agli impianti Atex < Scopo della guida 5

6 Introduzione alla normativa 1.1 La Direttiva 94/9/CE Le Direttive Europee applicabili La procedura di valutazione della conformità dei prodotti alla direttiva ATEX non è univoca, ma dipende dalla classificazione dei prodotti da certificare. In particolare, la Direttiva 94/9/CE fornisce le caratteristiche che i prodotti devono soddisfare per essere installati nei luoghi ove esista un pericolo d esplosione. La Direttiva non si applica solo ai prodotti elettrici ma copre qualsiasi tipologia d impianto destinato ad aree con pericolo d esplosione. Il campo d applicazione della Direttiva si estende anche a dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione che sono installati al di fuori dell aria potenzialmente esplosiva ma dal cui funzionamento regolare dipende la sicurezza dei prodotti installati in aree con possibile rischio. Essa descrive anche le procedure da seguire per ottenere la certificazione Procedure di certificazione La direttiva 94/9/CE è entrata in vigore l 1 Luglio Da quella data è possibile commercializzare solo prodotti conformi a detta direttiva e provvisti di marcatura CE e dichiarazione di conformità CE. La procedura per ottemperare la direttiva non è univoca ma dipende dalla classificazione dei prodotti da certificare. In particolare la certificazione può essere effettuata: Presso un organismo notificato ovvero, presso un ente al quale l autorità nazionale ha affidato il compito di effettuare l analisi della conformità alla direttiva 94/9/CE (in Italia ad esempio IMQ, CESI e ICEPI). Una volta che l organismo ha fornito il proprio parere positivo in merito alla conformità del prodotto, il costruttore deve redigere la dichiarazione di conformità (che deve seguire il prodotto) ed appone la marcatura CE che dovrà contenere anche il numero d identificazione fornito dall autorità. In regime d autocertificazione, anche in questo caso il costruttore deve redigere la dichiarazione di conformità (che deve seguire il prodotto) ed appone la marcatura CE. In tabella è indicato il tipo di certificazione ammesso in funzione della categoria dei prodotti. CATEGORIA PRODOTTI CERTIFICAZIONE PRESSO ORGANISMO NOTIFICATO AUTOCERTIFICAZIONE M1 Obbligatorio / M2 Obbligatorio / 1G Obbligatorio / 2G Obbligatorio / 3G Facoltativo Obbligatorio 1D Obbligatorio / 2D Obbligatorio / 3D Facoltativo Obbligatorio 6 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. La direttiva 94/9/CE

7 Introduzione alla normativa 1.2 Panorama normativo Il panorama normativo che garantisce la presunzione di conformità di apparecchiature e impianti alla direttiva ATEX è in costante evoluzione. Le modifiche ai contenuti normativi hanno portato oggi ad elaborare e approvare un unica famiglia di norme, EN 60079, riferite alla costruzione, prova e marcatura degli apparecchi elettrici e componenti destinati ad essere utilizzati in ambienti con atmosfere esplosive, siano queste determinate dalla presenza di gas o polvere. Di seguito viene riportato l elenco delle principali norme applicabili suddivise tra quelle destinate alla costruzione dei prodotti e quelle relative alla realizzazione e manutenzione degli impianti. Tutte le norme sono armonizzate e pertanto sono valide in tutti i paesi che fanno parte del CENELEC. CAMPO D APPLICAZIONE NORMA EN DESCRIZIONE Custodie a prova di esplosione d Custodie a sovrapressione p Custodie a riempimento q NORME DI PRODOTTO NORME IMPIANTI GAS Costruzioni immerse in olio "o" Modo di protezione a sicurezza aumentata e Sicurezza intrinseca i Modo di protezione n Incapsulamento m GAS & POLVERE Metodi di prova e requisiti costruttivi di marcatura Modo di protezione mediante incapsulamento m Protezione mediante custodie t POLVERE Tipo di protezione pd Protezione a sicurezza intrinseca id GAS Classificazione dei luoghi Criteri di realizzazione degli impianti GAS & POLVERE Criteri di manutenzione degli impianti POLVERE Classificazione dei luoghi Criteri di realizzazione degli impianti Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.2 Panorama normativo 7

8 Introduzione alla normativa 1.3 Zone con presenza di gas Nei luoghi dove possono essere presenti quantità e concentrazioni pericolose di gas o vapori infiammabili, devono essere adottate misure di prevenzione per ridurre il rischio di esplosioni. La classificazione mira a definire e classificare i luoghi ove è possibile il formarsi di atmosfere pericolose in modo da poter correttamente scegliere ed installare i prodotti le cui caratteristiche meglio si adeguano all ambiente e alla sua pericolosità. L individuazione delle diverse aree all interno di un luogo con pericolo d esplosione rappresenta un problema progettuale di non immediata soluzione stante i complessi meccanismi in gioco. La soluzione di tale problema presuppone pertanto ampie conoscenze che spaziano dal campo elettrico a quello termomeccanico. Il primo importante distinguo è affrontato a livello normativo considerando in separata sede gli impianti ove il pericolo d esplosione è indotto dalla presenza di gas o dalla presenza di polvere. Questo perché i meccanismi d innesto sono, per ragioni fisiche, profondamente diversi Classificazione La classificazione dei luoghi con pericolo d esplosione per la presenza di gas è effettuata in funzione della probabilità di formazione di un atmosfera esplosiva. La norma CEI EN (CEI 31-87) individua a tal scopo tre diverse zone: Zona 0: luogo in cui un atmosfera esplosiva per la presenza di gas è presente continuamente o per lunghi periodi o frequentemente Zona 1: luogo in cui un atmosfera esplosiva per la presenza di gas è probabile sia presente occasionalmente durante il funzionamento normale Zona 2: luogo in cui un atmosfera esplosiva per la presenza di gas non è probabile sia presente durante il funzionamento normale ma, se ciò avviene, è possibile persista solo per brevi periodi ZONA GRADO DI EMISSIONE ESEMPIO DI POSSIBILI ZONE 0 CONTINUO 1 PRIMO 2 SECONDO a) La superficie di un liquido infiammabile in un serbatoio a tetto fisso con uno sfiato permanente all atmosfera. b) La superficie di un liquido infiammabile esposta all atmosfera continuamente o per lunghi periodi. a) Le tenute di pompe, di compressori o di valvole, quando si prevede che possano emettere sostanze infiammabili durante il funzionamento normale. b) Le valvole di sicurezza, gli sfiati e le altre aperture quando si prevede che possano emettere sostanze infiammabili nell atmosfera durante il funzionamento normale. a) Le tenute di pompe, compressori o valvole quando si prevede che non emettano sostanze infiammabili durante il funzionamento normale dell apparecchiatura. b) Le valvole di sicurezza, gli sfiati e le altre aperture quando si prevede che non emettano sostanze infiammabili nell atmosfera durante il funzionamento normale. 8 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 3 Zone con presenza di gas

9 Introduzione alla normativa Nella seguente tabella vengono definite le idoneità dei prodotti in funzione delle categorie e delle zone. GAS ZONA 0 ZONA 1 ZONA 2 Categoria 1G Idonea Idonea Idonea Categoria 2G / Idonea Idonea Categoria 3G / / Idonea Alcune definizioni utili Limite inferiore di esplodibilità (LEL) Concentrazione in aria di gas, vapore o nebbia infiammabile, al disotto della quale non si formerà un atmosfera esplosiva per la presenza di gas. Limite superiore di esplodibilità (UEL) Concentrazione in aria di gas, vapore o nebbia infiammabile, al disopra della quale non si formerà un atmosfera esplosiva per la presenza di gas. Sorgente d emissione Un punto o parte da cui può essere emesso nell atmosfera un gas, un vapore, una nebbia o un liquido con modalità tale da originare un atmosfera esplosiva per la presenza di gas. Gradi di emissione Sono stabiliti tre gradi di emissione, qui di seguito elencati in ordine decrescente di frequenza e di probabilità di presenza di atmosfera esplosiva per la presenza di gas a) grado continuo: emissione continua oppure che può avvenire frequentemente o per lunghi periodi b) grado primo: emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale c) grado secondo: emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è possibile solo poco frequentemente e per brevi periodi Una sorgente di emissione può dar luogo ad uno di questi tre gradi di emissione o ad una loro combinazione. Ventilazione Movimento dell aria o un suo ricambio con aria fresca prodotto dal vento, da un gradiente termico o mediante mezzi artificiali (ventilatori o estrattori). I gas o i vapori in grado di generare un atmosfera esplosiva possono, infatti, essere diluiti nell aria scendendo sotto i livelli minimi di pericolosità. La presenza di una ventilazione efficace permette pertanto di ottenere una riduzione della zona pericolosa. La classificazione può essere distinta in funzione delle sua efficacia o in funzione della sua disponibilità. Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 3 Zone con presenza di gas 9

10 Introduzione alla normativa Nel primo caso distinguiamo tra: Grado di ventilazione alto (VH): Quando la ventilazione è in grado di ridurre la concentrazione in prossimità della sorgente di emissione in modo praticamente istantaneo, limitando la concentrazione al di sotto del limite inferiore di esplodibilità (LEL). Grado di ventilazione medio (VM): Quando la ventilazione è in grado controllare la concentrazione, determinando una zona limitata stabile, sebbene l emissione sia in corso, e dove l atmosfera esplosiva per la presenza di gas non persista eccessivamente dopo l arresto dell emissione. Grado di ventilazione basso (VL): Quando la ventilazione non è in grado di controllare la concentrazione mentre avviene l emissione e/o non può prevenire la persistenza eccessiva di un atmosfera esplosiva dopo l arresto dell emissione. L efficacia di un sistema di ventilazione dipende oltre che dal grado anche dalla disponibilità. La presenza di una ventilazione VH potrebbe, infatti, essere vanificata dalla su scarsa disponibilità (es. un ventilatore guasto). Anche in questo caso la norma CEI EN fornisce alcune definizioni: Ventilazione buona: quando la ventilazione è presente con continuità. Ventilazione adeguata: quando la ventilazione è presente durante il normale funzionamento ma dove sono ammesse interruzioni poco frequenti e comunque di breve durata. Ventilazione scarsa: quando la ventilazione non è in grado di soddisfare i requisiti per essere considerata buona o adeguata ma dove comunque non sono previsti interruzioni di lunga durata. Non è possibile tenere in considerazione il contributo di ventilazione laddove questa non garantisca neanche i criteri minimi necessari a considerarla come scarsa. 10 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 3 Zone con presenza di gas

11 Introduzione alla normativa Criteri di classificazione La classificazione dei luoghi con pericolo d esplosione è un procedimento alquanto complesso, ma che si basa essenzialmente sull individuazione dei seguenti macro parametri: Numero delle sorgenti d emissione Tipo delle sorgenti d emissione (continue, primo grado, secondo grado) Grado della ventilazione (alta (VH), media (VM), bassa (VL)) Disponibilità della ventilazione (buona, adeguata o scarsa) La determinazione di tali parametri è effettuata basandosi su calcoli complessi che, come già detto, necessitano di possedere conoscenze molto ampie. L effetto della ventilazione sui tipi di zone è sintetizzato nella seguente tabella: GRADO DI EMISSIONE CONTINUO PRIMO SECONDO ** BUONA (Zona 0 NE) Zona non pericolosa * (Zona 1 NE) Zona non pericolosa * (Zona 2 NE) Zona non pericolosa * ALTO ADEGUATA (Zona 0 NE) Zona 2 * (Zone 1 NE) Zona 2 * (Zona 2 NE) Zona non pericolosa * SCARSA (Zona 0 NE) Zona 1 * (Zone 1 NE) Zona 2 * Zona 2 GRADO DI VENTILAZIONE DISPONIBILITÀ DI VENTILAZIONE BUONA Zona 0 Zona 1 Zona 2 MEDIO ADEGUATA Zona 0 circondata da Zona 2 Zona 1 circondata da Zona 2 Zona 2 SCARSA Zona 0 circondata da Zona 1 Zona 1 circondata da Zona 2 Zona 2 *** BASSO BUONA, ADEGUATA O SCARSA Zona 0 Zona 1 o Zona 0 Zona 1 e anche Zona 0 *** * Zona 0 NE, 1 NE o 2 NE indicano una zona teorica dove, in condizioni normali, l estensione è trascurabile. ** La zona 2 creata da un emissione di secondo grado può superare quella imputabile ad un emissione di primo grado o di grado continuo; in tal caso, dovrebbe essere considerata la distanza maggiore. *** È zona 0 se la ventilazione è così debole e l emissione è tale che un atmosfera esplosiva per la presenza d gas esiste praticamente con continuità (cioè si è vicini ad una situazione di assenza di ventilazione ). Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 3 Zone con presenza di gas 11

12 Introduzione alla normativa 1.4 Zone con presenza di polvere Le polveri sono pericolose in quanto possono disperdersi in aria, con qualunque mezzo, formando atmosfere potenzialmente esplosive. Inoltre, strati di polvere possono accendersi e comportarsi come sorgenti di accensione per un atmosfera esplosiva. Oltre alle miscele di polvere e aria, l elemento principale che contraddistingue un ambiente pericoloso per la presenza di polveri è la possibilità che queste si depositino in strati. Se gas e vapori tendono naturalmente a diffondersi laddove la ventilazione è adeguata, le polveri si accumulano su tutte le superfici. Tale fenomeno richiede opportune valutazioni e precauzioni specifiche. Quando lo strato di polvere si trova su una superficie soggetta a riscaldamento durante il normale funzionamento delle apparecchiature, ne aumenta la resistenza termica. Questo fenomeno, se non tenuto in considerazione, potrebbe causare l innalzamento delle temperature raggiunte dalle superfici e dalla polvere stessa che potrebbe quindi iniziare il processo di combustione. Una pulizia periodica degli ambienti soggetti all accumulo di polveri può limitare lo spessore di polvere massimo. La classificazione dei luoghi con pericolo d esplosione per la presenza di polvere è effettuata in modo analogo a quanto previsto per il gas in funzione della probabilità di trovarvi un atmosfera pericolosa Classificazione La norma CEI EN definisce tre zone: Zona 20: Luogo nel quale un atmosfera esplosiva da polvere, sotto forma di una nube di polvere in aria, è presente continuamente, o per lunghi periodi o frequentemente. Zona 21: Luogo nel quale un atmosfera esplosiva di polvere, sotto forma di una nube di polvere in aria, è probabile si presenti occasionalmente nel funzionamento normale. Zona 22: Luogo nel quale un atmosfera esplosiva da polvere, sotto forma di una nube di polvere in aria, non è probabile si presenti nel funzionamento normale ma, se essa si presenta, persisterà solamente per un breve periodo. ZONA PRESENZA DI POLVERI COMBUSTIBILI ESEMPIO DI POSSIBILI ZONE Permanente Per lunghi periodi Frequentemente Occasionale Poco probabili Per brevi periodi Sistemi di contenimento di polveri (filtri, cicloni) Sistemi di trasporto di polveri Interno di miscelatori, macine, essiccatori, essiccatoi Aree esterne ai contenimento di polvere Vicinanza dei punti di riempimento e svuotamento Uscite degli sfiati degli involucri dei filtri Aree vicine ad apparecchiature che si aprono poco frequentemente Magazzini di scacchi Nella seguente tabella vengono definite le idoneità dei prodotti in funzione delle categorie e delle zone POLVERE ZONA 20 ZONA 21 ZONA 22 Categoria 1D Idonea Idonea Idonea Categoria 2D / Idonea Idonea Categoria 3D / / Idonea 12 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 4 Zone con presenza di polvere

13 Introduzione alla normativa Alcune definizioni utili Polvere Termine generico che include sia la polvere combustibile che le particelle solide combustibili. Polvere combustibile Particelle solide finemente suddivise, di dimensioni nominali uguali o inferiori a 500 µm, che possono essere sospese nell aria, possono depositarsi nell atmosfera a causa del peso proprio, possono bruciare o divenire incandescenti, e possono formare miscele esplosive con l aria a pressione atmosferica e temperature normali. Questa definizione può anche includere polvere e graniglia come definite nella ISO Contenimento della polvere Involucro di un apparecchio di processo previsto per trattare, processare, trasportare o contenere materiali, al suo interno, che impedisce l emissione di polvere combustibile nell atmosfera circostante. Sorgente di emissione della polvere Punto o parte dal quale la polvere combustibile può essere rilasciata nell atmosfera Criteri di classificazione Analogamente a quanto previsto per la classificazione dei luoghi pericolosi dovuti alla presenza di gas, anche la classificazione per la polvere è un procedimento complesso che si basa sull individuazione del tipo e numero delle sorgenti di emissione. Talvolta può accadere che, a seconda delle condizioni dell impianto, l introduzione di adeguati apparecchi per la ventilazione permetta di classificare come zona 22 aree che altrimenti sarebbero da considerare come zona 21. Ogni sorgente di emissione deve essere identificata e il suo o i suoi gradi di emissione devono essere determinati. I gradi di emissione sono i seguenti: grado di emissione continuo: dove una nube di polvere esiste continuamente, o può essere prevista continuare per lunghi periodi, o per periodi brevi che avvengono frequentemente; grado di emissione primo: emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale. Per esempio, immediatamente attorno al punto di riempimento o svuotamento di un sacco aperto; grado di emissione secondo: emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è possibile solo poco frequentemente e per brevi periodi. Per esempio, un impianto dove si manipolano polveri nel quale sono presenti depositi di polvere. Sulla base della probabilità di formazione di atmosfere esplosive da polvere, i luoghi possono essere designati secondo la seguente tabella: PRESENZA DI POLVERE ZONA RISULTANTE DA CLASSIFICAZIONE DEL LUOGO CON NUBI DI POLVERE Grado di emissione continuo 20 Grado di emissione primo 21 Grado di emissione secondo 22 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1. 4 Zone con presenza di polvere 13

14 Introduzione alla normativa 1.5 Classificazione dei prodotti La Direttiva 94/9/CE classifica i prodotti in relazione alle zone dove ne è possibile l installazione e, in ultima analisi, in funzione del grado di pericolosità dell ambiente dove questi saranno inseriti e dove saranno destinati a funzionare. La prima distinzione è effettuata dividendo i prodotti in due gruppi: Gruppo I: Prodotti destinati ad essere installati in miniere ove è presente o è possibile la presenza di grisou Gruppo II: Prodotti destinati ad essere installati in luoghi diversi dalle miniere ove è presente o è possibile la presenza di grisou Prodotti di Gruppo I I prodotti di gruppo I si caratterizzano dalla installazione in ambienti ove, data la presenza del grisou, il pericolo d esplosione è elevato o molto elevato. La Direttiva 94/9/CE distingue tra i prodotti destinati a continuare a funzionare anche in presenza di tensione e quelli invece che, in tali frangenti, devono poter essere messi fuori tensione. In particolare sono definite le categorie: Categoria M1: Prodotti di gruppo I che, per il rischio molto elevato di presenza di grisou, debbono poter continuare a funzionare anche in presenza del gas senza innescare esplosioni anche qualora vi siano due possibili malfunzionamenti contemporanei. Questi prodotti sono caratterizzati inoltre dalla necessità di prevedere un doppio sistema di protezione. Categoria M2: Prodotti di gruppo I che devono poter essere messi fuori tensione in presenza del gas Prodotti di Gruppo II I prodotti di gruppo II possono essere installati solo negli ambienti diversi dalle miniere ove è possibile la presenza di grisou. Anche in questo caso la direttiva suddivide i prodotti in diverse categorie in funzione della pericolosità degli ambienti a cui sono destinati. In particolare sono identificati tre diversi livelli equivalenti ad un grado di pericolosità molto elevato, elevato o normale: Categorie 1G (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di gas) o 1D (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di polvere): Prodotti destinati ad essere installati in ambienti ove il rischio d esplosione è molto elevato. Analogamente a quanto previsto per la categoria M1 questi devono poter continuare a funzionare anche in presenza del gas o delle polveri senza innescare esplosioni anche qualora vi siano due possibili malfunzionamenti contemporanei. Questi prodotti sono caratterizzati inoltre dalla necessità di prevedere un doppio sistema di protezione. Categorie 2G (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di gas) o 2D (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di polvere): Prodotti destinati ad essere installati in ambienti ove il rischio d esplosione è elevato. Questi devono continuare a funzionare anche in presenza d anomalie che, per la natura dell ambiente, sono probabili. Categorie 3G (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di gas) o 3D (pericolo d esplosione indotto dalla presenza di polvere): Prodotti destinati ad essere installati in ambienti ove il rischio d esplosione è normale. Questi devono continuare solo in situazioni normali e in assenza di guato. 14 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti

15 Introduzione alla normativa Sistema di protezione CATEGORIA SISTEMA DI PROTEZIONE CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO LIVELLO DI SICUREZZA Gruppo I Gruppo II Doppia protezione Sicurezza anche per doppia anomalia Condizioni di funzionamento Livello di sicurezza M1 Sì Sì (in alternativa) I prodotti debbono restare in funzionamento anche in presenza di gas Molto alto M2 Protezione garantita in situazioni normali e gravose Alimentazione interrotta in presenza di gas Elevato 1G Sì Sì (in alternativa) A seconda della zona d installazione (0,1,2) Molto alto 2G Protezione garantita in situazioni normali e nel caso di frequenti disturbi e di possibili guasti A seconda della zona d installazione (0,1,2) Elevato 3G Protezione adatta al funzionamento normale A seconda della zona d installazione (0,1,2) Normale 1D Si Sì (in alternativa) A seconda della zona d installazione (20,21,22) Molto alto 2D Protezione garantita in situazioni normali e nel caso di frequenti disturbi e di possibili guasti A seconda della zona d installazione (20,21,22) Elevato 3D Protezione adatta al funzionamento normale A seconda della zona d installazione (20,21,22) Normale Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti 15

16 Introduzione alla normativa Targhetta identificativa I prodotti dovranno essere dotati di apposita targhetta identificativa che dovrà riportare, oltre ai dati richiesti dalla norma di prodotto applicabile, anche una serie di indicazioni utili ai fini di una corretta identificazione ed utilizzo del prodotto. Tale identificazione si distingue a seconda del tipo di ambiente al quale tale apparecchiatura è destinata: in particolare si distingue il caso in cui essa è disponibile all uso in ambiente con pericolo derivante dalla presenza di gas oppure di polvere. Di seguito vengono riportate le principali indicazioni presenti sulle targhette identificative dei prodotti con le relative note esplicative del loro significato. N. dettaglio* Esempio di indicazione Significato Eventuali varianti 1 GEWISS Indica il costruttore del prodotto 2 Via A. Volta, 1 CENATE SOTTO - ITALY Indica l indirizzo del fabbricante 3 GW XX XXX Indica la designazione del prodotto INFORMAZIONI GENERALI 4 04/04/ Indica la data di costruzione del prodotto e permette di identificarne il lotto di produzione. Indica il rispetto delle Direttiva Europee applicabili. 6 Indica il rispetto della Direttiva 94/9/CE 7 II Indica il gruppo della costruzione elettrica in accordo a quanto definito dalla Direttiva 94/9/CE. 8 3 Indica la categoria di appartenenza Per i prodotti di categoria 1 e 2 deve essere seguito dal numero di identificazione dell organismo di certificazione. I: costruzione destinata a miniere grisou tose II: costruzione destinata ad ambienti che potrebbero essere messi in pericolo da atmosfere esplosive diverse da quelle del gruppo I. 1: categoria 1 2: categoria 2 3: categoria 3 9 GD 10 Ex Indica il tipo di ambiente a cui la costruzione è destinata Indica la conformità alle norme europee armonizzate. G: prodotto adatto al solo gas D: prodotto adatto alla sola polvere GD: prodotto adatto al gas e alla polvere. GAS 11 na * Vedere rappresentazione etichetta ATEX a pag. 20 Indica il tipo di protezione attuato. La seconda lettera specifica il livello di protezione. d : custodie a prova di esplosione p : modo di protezione a sovrapressione interna q : costruzioni a riempimento polverulento o : costruzioni immerse in olio e : modo di protezione a sicurezza aumentata i : sicurezza intrinseca n : modo di protezione n m : protezione mediante incapsulamento 16 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti

17 Introduzione alla normativa N. dettaglio* Esempio di indicazione Significato Eventuali varianti 12 IIC Indica il gruppo della costruzione elettrica adatta all installazione in ambienti con presenza di gas in accordo a quanto definito dalla norma. La lettera (A, B o C) indica la tipologia di gas presente nell ambiente in cui il prodotto può essere installato. IIA: prodotto adatto ad atmosfere con presenza di propano. IIB: prodotto adatto ad atmosfere con presenza di etilene. (IIB è adatto anche per ambienti dove è richiesto IIA) IIC: prodotto adatto ad atmosfere con presenza di idrogeno. (IIC è adatto anche per ambienti dove è richiesto IIA o IIB) GAS 13 Tx Indica la massima temperatura superficiale che può raggiungere la costruzione elettrica attraverso la classe di temperatura. In alternativa viene indicata la temperatura ambiente ove è possibile installare la costruzione direttamente in C. Tx: indica la classe di temperatura: T1 = 450 C T2 = 300 C T3 = 200 C T4 = 135 C T5 = 100 C T6 = 85 C Ta: indica il range ammissibile per la temperature ambiente 14 Gc Indica il livello di protezione del prodotto in presenza di gas. Ga: livello di protezione molto alto Gb: livello di protezione elevato Gc: livello di protezione normale 15 Ex Indica la conformità alle norme europee armonizzate. 16 tc Indica il tipo di protezione attuato. La seconda lettera specifica il livello di protezione. m : protezione mediante incapsulamento t : protezione mediante custodia pd : protezione mediante pressurizzazione POLVERI 17 IIIC Indica il gruppo della costruzione elettrica adatta all installazione in ambienti con presenza di polveri in accordo a quanto definito dalla norma. La lettera (A, B o C) indica la tipologia di polvere presente nell ambiente in cui il prodotto può essere installato. IIIA: IIIB: IIIC: prodotto adatto ad atmosfere con presenza di particelle combustibili. prodotto adatto ad atmosfere con presenza di polvere non conduttrice. (IIB è adatto anche per ambienti dove è richiesto IIA) prodotto adatto ad atmosfere con presenza di polvere conduttrice. (IIC è adatto anche per ambienti dove è richiesto IIA o IIB) 18 Txx Indica la massima temperatura superficiale che può raggiungere la costruzione elettrica. In alternativa viene indicata la temperatura ambiente ove è possibile installare la costruzione direttamente in C Txx C: Massima temperatura delle superfici a contatto della polvere. Ta: indica il range ammissibile per la temperature ambiente 19 Dc Indica il livello di protezione del prodotto in presenza di polvere Da: Db: Dc: livello di protezione molto alto livello di protezione elevato livello di protezione normale INFORMAZIONI AGGIUNTIVE 20 U 21 X Indica che il prodotto è un componente ATEX Indica la presenza di indicazioni particolari aggiuntive * Vedere rappresentazione etichetta ATEX a pag. 20 Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti 17

18 Introduzione alla normativa Di seguito sono riportati alcuni esempi delle tipologie di prodotto offerte da Gewiss. A fianco di ogni prodotto si trova un ingrandimento delle informazioni stampate sul prodotto stesso. Una marcatura così dettagliata permette di verificare velocemente la corretta installazione di tutti i dispositivi confrontando le caratteristiche tecniche del prodotto e quelle richieste dall ambiente in cui è posizionato. Cassetta di derivazione GW Via A. Volta, Cenate Sotto (BG) - ITALY 12/10/12 IP66 II 3GD Ex na IIC Gc Ex tc IIIC Dc -20 C Ta 85 C U 8 e 9 11 e e Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti

19 Presa fissa verticale interbloccata senza fondo II 3 D 12/10/12 U Ex tc IIIC T85 C D c Via A. Volta, Cenate Sotto (BG) - ITALY GW P+N+ IP h 200/ /415~ Guida agli impianti Atex < Introduzione alla normativa < 1.5 Classificazione dei prodotti 19

20 Guida applicativa agli impianti 2.1 Centrali termiche a gas Tipologia di impianto In questa sezione si focalizza l attenzione sui locali o insieme di locali (purché direttamente comunicanti tra loro) in cui vi sia installato un impianto termico per la produzione di calore di potenza superiore a 35 kw (30000 kcal/h). Il pericolo di esplosione è legato alla presenza del gas utilizzato per la combustione che potrebbe fuoriuscire dall impianto Riferimenti legislativi e normativi PRINCIPALE LEGISLAZIONE APPLICABILE La principale disposizione legislativa riguardante la classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione è il D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 (GU n del suppl. Ordinario n. 108) relativo all attuazione delle direttive europee in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, integrato e corretto dal D.Lgs. n. 106 del 3 agosto Altri riferimenti legislativi applicabili sono: D.Lgs. 12 Giugno 2003, n. 233 Attuazione della direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e lo salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive. DPR 15 Novembre 1996, n. 661 Regolamento per l attuazione della direttiva 90/396/CE, concernente gli apparecchi a gas. DM 12 Aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI Le principali norme di riferimento per definire la suddivisione dei locali in base alla presenza di atmosfere esplosive sono: CEI EN (CEI 31-87): Atmosfere esplosive. Parte 10-1: Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la presenza di gas. CEI 31-35: Atmosfere esplosive. Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN (CEI 31-87). REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE DELL IMPIANTO Le norme di riferimento relative alla realizzazione e manutenzione degli impianti elettrici sono: CEI EN (CEI 31-33): Atmosfere esplosive. Parte 14: Progettazione, scelta e installazione degli impianti elettrici. CEI EN (CEI 31-34): Atmosfere esplosive. Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici Definizioni Impianto interno: complesso delle condotte compreso tra il punto di consegna del gas e gli apparecchi utilizzatori (questi esclusi); impianto termico: complesso dell impianto interno, degli apparecchi e degli eventuali accessori, destinato alla produzione di calore; 20 Guida agli impianti Atex < Guida applicativa agli impianti < 2.1 Centrali termiche a gas

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