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1 San Filippo Neri nforma n. 1 anno II Gennaio 2006 Mensile di zione e partecipazione dell ACO San Filippo Neri, in collaborazione con U.O.C. Oculistica Tanti progetti per aumentare la produttività: dalla chirurgia vitreo-retinica al trapianto di cornea, alla chirurgia oftalmoplastica Lo shock nella maxi emergenza 2 UOC Oculistica Vediamoci chiaro 4 La mininvasività nell ernia del disco e nella patologia degenerativa del rachide lombare 6 Pillole di notizie 7

2 Il Servizio di Psicologia Lo shock nella maxi emergenza Sostegno ai famigliari delle vittime, assistenza psicologica e un area riservata al personale per scaricare le tensioni tramite colloqui di defusing La maxi emergenza non comprende, come comunemente si crede, soltanto il servizio di pronto soccorso e di assistenza medica diretta alle vittime di esplosioni, attentati o quant altro. Curare solo questo aspetto trascurando le implicazioni dello shock e del panico che una situazione simile presenta, sarebbe un grave errore. Un errore che il San Filippo non commette con l organizzazione del servizio psicologico nella maxi emergenza. Se la dottoressa Paola Valentini, nominata disaster manager nelle emergenze, si occupa della gestione del Pronto Soccorso, la dottoressa Luisa de Bellis responsabile del Servizio di Psicologia, ha la responsabilità di accogliere e assistere i famigliari delle vittime e il personale ospedaliero alle prese con un evento che, per quanto possa essere ipotizzato ed immaginato, resta fuori dal comune nel momento in cui si verifica e viene vissuto in prima persona. 2 San Filippo Neri Gennaio n. 1 anno II

3 Durante l evento spiega la dottoressa de Bellis e per un tempo massimo di sei giorni, sarà compito del Servizio di psicologia accogliere i famigliari delle vittime nella postazione avanzata a sostegno dell unità dell URP, assisterli all interno dell ospedale, offrire assistenza specialistica ai feriti, coordinandoci con il servizio di psichiatria e consultazione della AUSL Roma E. A questo si aggiunge un compito da non sottovalutare, che è quello di tenere sotto controllo l equilibrio psichico del personale. Spesso a fronte di un evento catastrofico non si tiene conto a sufficienza delle ripercussioni che la tensione e la gravità delle situazioni possono avere sul personale impegnato ad accogliere feriti e vittime. Sarebbe bene individuare un locale, o anche una tenda, dedicata al personale ospedaliero per dar modo, a chi è in prima linea, di ricavarsi, anche se per pochi minuti, uno spazio proprio, isolato dall esterno. Dei colloqui, detti tecnicamente di defusing e di debriefing, aiuteranno poi i singoli a sfogare le paure accumulate così a lungo. Contrariamente alle opinioni dei più, la dottoressa de Bellis non è una fautrice degli Open Space nel Pronto Soccorso e nelle situazioni di emergenza: comprendo spiega l esigenza del personale medico di poter visitare più pazienti per volta e tenere tutto sotto diretto controllo ma, in un area aperta dove tutti vedono tutto, dove si percepisce l odore del sangue, dove si sentono le urla di chi sta peggio, in uno scenario tale d emergenza è più facile creare il panico e diffondere la paura tra i pazienti accolti e il personale. 10 psicologi h 24 a turnazione, uno psicologo per la postazione URP, tre distribuiti: uno nell area di soccorso, uno con i famigliari e il terzo utilizzato come unità di raccordo, tutti comunque a rotazione per evitare una sovraesposizione emotiva. Questo il modulo previsto dal Servizio Psicologia nella maxi emergenza anche se, in realtà, non esiste un organico. La dottoressa de Bellis ha ovviato alle carenze, con un comunicato rivolto a tutto il personale sanitario dell Azienda, laureato o studente in psicologia. Qualora non sia previsto il loro impiego in compiti ordinari le signore: Mirella Chiatti, Maria Costa, Armida Orgolesu e Patrizia Lappa interverranno nella maxi emergenza affiancando la dottoressa de Bellis nel servizio con un gettone di presenza, come da norme contrattuali, anche in fase di pre-allarme. Naturalmente non si arriva nel Servizio di Psicologia a secco di nozioni e soprattutto senza conoscere i compiti nello specifico che la maxi emergenza richiede. A questo scopo la dottoressa de Bellis ha presentato domanda alla direzione per attivare un corso di formazione teorico-pratico, con data di inizio primo semestre 2006, volto ad approfondire i fenomeni psichici individuali e collettivi che tali circostanze comportano, a formare il personale necessario ad attuare le funzioni previste dal PIEMAF aziendale ed infine, volto ad affinare le competenze professionali di quanti si trovano a vivere il primo impatto in situazioni di emergenza. I destinatari del corso, infatti, saranno gli psicologi (reperiti fra il personale), gli specializzandi in psicoterapia e i tirocinanti post lauream, le assistenti sociali, il personale dell URP, ed alcuni fra medici, infermieri ed ausiliari che prestano servizio al Pronto Soccorso. Il corso spiega la dottoressa de Bellis prevede la formazione di un gruppo preselezionato composto da 20 persone per modulo: 10 psicologi (4 dipendenti con altra qualifica, 4 specializzandi in psicoterapia, 2 tirocinanti post-lauream), 1 assistente sociale, 1 componente URP e 8 dipendenti DEA (2 medici 4 infermieri 2 ausiliari). Si articola in 3 giornate più un incontro di verifica per un totale di ore spiega la de Bellis in cui proporremo nozioni di psicologia dell emergenza, scenari di emergenza umanitaria, una panoramica delle reazioni psichiche più frequenti, elementi di psicopatologia (DAS, DPTS, Attacchi di panico), tecniche di rilassamento anti stress, modalità d approccio alle persone traumatizzate (familiari, soccorritori), tecniche di defusing, di empatia e comunicazione del lutto. Una particolare menzione poi, la dottoressa de Bellis la dedica ai 3 incontri di Social Dreaming: Il Social Dreaming prosegue è un metodo non terapeutico, per accedere alla conoscenza e ai pensieri che si rendono manifesti quando un collettivo di persone si riunisce per condividere i propri sogni a livello sociale e non privato. Compito del Social Dreaming è di creare collegamenti e connessioni, che permettano di comprendere meglio la realtà condivisa e di creare pensieri nuovi relativi alla Istituzione. Questi ultimi incontri saranno condotti dalla dottoressa Lilia Baglioni. n. 1 anno II - Gennaio San Filippo Neri

4 UOC Oculistica Vediamoci chiaro Tanti progetti per aumentare la produttività: dalla chirurgia vitreo-retinica al trapianto di cornea, alla chirurgia oftalmoplastica. Uno staff infaticabile affianca il professor Bozzoni Da poco trasferita al terzo piano dell edificio A, la UOC Oculistica diretta dal professor Francesco Bozzoni Pantaleoni che con l aiuto dei suoi tre collaboratori; il dottor Lucio Vitale, il dottor Fabio Gragnoli e dal dottor Marco Vergari e dalla ortottista dottoressa Raffaella Matone, si sta preparando al restyling con ambiziosi progetti. Ma nulla è possibile se non si è affiancati da un gruppo di lavoro solidale e affiatato, concetto che qui sembra proprio aver trovato casa. Lodi a non finire da parte del responsabile per la caposala Patrizia Vernarelli ed il gruppo infermieristico: La nostra caposala è insostituibile sottolinea con sincero fervore il dottor Bozzoni sono invidiato da tutti per la sua presenza nel mio reparto. Ma anche le 3 infermiere sono bravissime. Devo reputarmi fortunato, ho trovato da subito nel personale infermieristico un aiuto vero: sono operativi in ogni momento, non mancano mai e hanno un modo garbato e disponibile di approcciare il paziente a cui tengo particolarmente. Il professor Bozzoni è uno che cura molto, non solo la parte strettamente professionale, ma anche la sfera emotiva delle persone che si rivolgono alla UOC. Mi piace prosegue che si instauri un rapporto diretto con i pazienti. Ritengo uno dei principali doveri per un medico quello di spiegare al paziente i problemi della patologia di cui soffre, le modalità e le finalità di un intervento. E importante mettersi nei panni di coloro che arrivano qui, magari per la prima volta, e si sentono spaesati, non sanno a chi domandare, come comportarsi di fronte al loro problema di salute. Per ora, questo modo di affrontare i rapporti interpersonali è risultato vincente e sono molto soddisfatto dei risultati. Il professor Bozzoni non manca di sottolineare come in un grande ospedale, sommerso dalle richieste e dal lavoro stressante, a volte il personale sia costretto a peccare nel rapporto con l utenza non volontariamente, ma perché pressato e esasperato da un lavoro sempre in emergenza e dalla quotidiana e costante vicinanza con la malattia. A questo proposito la UOC Oculistica ha approntato una regolamentazione degli orari per non stressare i tempi e i ritardi, il tutto a favore della qualità del lavoro del personale e dell assistenza agli utenti. Diagnosi e terapia delle principali patologie oculari con settori specialistici per lo studio delle patologie retiniche, del glaucoma, delle uveiti e delle patologie corneali, un servizio di oftalmologia pediatrica per la diagnosi e cura dello strabismo congenito ed acquisito. Queste le principali attività della UOC a cui si aggiungono quelle chirurgiche, prevalentemente in regime di day surgery, che comprendono la chirurgia della cataratta, del glaucoma, del distacco di retina e delle vie lacrimali. Passando sotto la lente di ingrandimento il lavoro del reparto è macroscopica la rilevanza che hanno proprio le operazioni di cataratta, che ormai possono vantare il titolo di interventi più frequenti nel mondo, grazie alle tecniche di microchirurgia e all anestesia topica che hanno semplificato l operazione. 4 San Filippo Neri Gennaio n. 1 anno II

5 Il trasloco al terzo piano dell edificio centrale permetterà anche una nuova organizzazione della UOC e il professor Bozzoni ha già grandi progetti: Vorrei differenziare il livello qualitativo importando la chirurgia vitreo-retinica. Un attrezzatura sofisticata, tanta pazienza nell operare e interventi non brevi, caratterizzano questa tecnica: Entriamo direttamente nell occhio con un sistema di illuminazione e un manipolatore spiega il professor Bozzoni Si agisce dall interno distendendo la retina distaccata, separandola dal virtreo che viene aspirato e sostitutito. Nelle gravi retinopatie, come la diabetica, è possibile eseguire anche dei trattamenti endolaser. Altra meta da raggiungere è il trapianto della cornea. Nel Centro-Sud non esistono molte strutture che effettuano questo intervento. La maggior parte dei trapianti di cornea avviene al Nord, soprattutto nel Veneto dove è sorta la prima banca delle cornee. A Roma spiega Bozzoni da pochi anni è attiva una banca degli occhi presso il reparto oculistico del San Giovanni. Forse si potrebbe stipulare una convenzione con l Azienda San Giovanni mettendo a disposizione le cornee di eventuali donatori deceduti nel nostro ospedale. Così si riuscirebbe ad ottenere il tessuto evitando di pagare cifre elevate. Una sorta di do ut des. Una volta ottenuta la cornea, l iter del trapianto non è molto complesso se si considera che la cornea non è vascolarizzata, che il rischio di rigetto è basso e comunque può essere controllato con farmaci cortisonici e infine, che il recupero è solitamente soddisfacente. Un attenzione particolare deve riguardare la sutura che deve essere precisa per non incorrere, una volta terminato l intervento, in una astigmatismo elevato che potrebbe inficiare la qualità della visione. Ma il compito del oftalmologo non finisce qui poiché, per questo tipo di intervento, è fondamentale seguire in modo scrupoloso il decorso post- operatorio. Se il cambio di reparto ha giovato al sistema della UOC ancora un tassello manca per far quadrare il cerchio. Il tassello si chiama sala operatoria. Nonostante il trasferimento, la sala operatoria di oculistica è rimasta nel vecchio edificio, questo significa una perdita di tempo per lo spostamento dei pazienti in attesa di essere operati, a discapito del paziente stesso e della UOC. La speranza è che sia assegnata alla UOC la sala operatoria più vicina possibile al reparto. Altro obiettivo prosegue Bozzoni è l oftalmoplastica. Questa chirurgia consente di migliorare, ad esempio, l aspetto estetico di quei pazienti che hanno perso un occhio. Oggi con delle biglie in idrossiapatite, un materiale ricavato dal corallo, si può. L idrossiepatite grazie alla sua caratteristica porosità si adatta all organismo venendo colonizzata dal tessuto connettivo e dai vasi sanguigni. Noi vi suturiamo i muscoli e sopra poniamo una protesi che così acquista una motilità molto simile all occhio sano. A fronte di questi progetti ambiziosi, tra gli obiettivi più urgenti, per iniziare, c è quello di potenziare gli ambulatori nel numero e nella qualità delle visite utilizzando, magari a turno, anche i giorni di mercoledì e sabato dedicati alla sala operatoria. La voglia non manca davvero se si considera che, oltre al normale lavoro ambulatoriale svolto durante la mattina, all interno del reparto ogni giorno arrivano moltissime consulenze dagli altri reparti dell ospedale. n. 1 anno II - Gennaio 2006 San Filippo Neri 5

6 Il Dott. Franco Caputi, neurochirurgo, ci parla di: La mininvasività nell ernia del disco e nella patologia degenerativa del rachide lombare La mininvasività implica il rispetto delle strutture anatomiche, nei loro rapporti relativi e nelle loro caratteristiche strutturali. Essa tende ad un concetto di chirurgia ideale: l eliminazione della patologia senza intaccare le strutture sane. Per quel che riguarda la colonna vertebrale preserva i muscoli e le loro inserzioni, i legamenti ed i rapporti articolari, riducendo i processi infiammatori da taglio e retrazione dei tessuti. Ne consegue un recupero post-operatorio più rapido per l integrità delle strutture circostanti ma scarsamente coinvolte dal processo patologico dei base. Ad esse viene risparmiato l impatto chirurgico. Qui di seguito consideriamo le indicazioni all approccio mininvasivo nella patologia discale ed nelle patologie degenerative del rachide lombo-sacrale. Queste metodiche sono consolidate dalla letteratura scientifica internazionale e praticate nel reparto di neurochirurgia del S. Filippo Neri, dal Prof. Gazzeri e dal suo staff. Riportiamo degli esempi per ciascuna delle patologie trattate. L ernia del disco lombare Il disco si interpone tra due corpi vertebrali ed è l ammortizzatore naturale dei movimenti della colonna. I dischi lombari ed in particolare gli ultimi due (L5-L5 ed L5- S1) sono soggetti ad erniazione. La parte più interna del disco, il nucleo, tende a sporgere o fuoriesce del tutto dalla parte più esterna o anulus. I termini protrusione, ernia e frammento espulso graduano questo processo che clinicamente si manifesta con lombalgia e sciatica. Il conflitto con la radice (il nervo) giustifica il dolore lungo la gamba, e l infiammazione che porta al mal di schiena. La coblazione è una delle tecniche mininvasive usata in questi casi. Lo strumento chirurgico viene inserito in anestesia locale nel disco vertebrale ed attivato. Il nucleo polposo viene vaporizzato a 42 gradi e l anulus eventualmente irrigidito con la coagulazione. A differenza del laser, la coblazione agisce a freddo, quindi con minore irritazione dei tessuti. Il disco sgonfiato non preme sulla radice e quindi non causa dolore. La elettromiografia (dr. Conti ed il suo staff della neurofisiopatologia) prima e dopo l intervento valuta la efficacia del trattamento. Stenosi lombare. La degenerazione delle strutture vertebrali restringe il canale in cui passano le radici dirette agli arti inferiori. Disco, legamenti e ed ossa contribuiscono in varia misura al restringimento del canale. Sul piano clinico ciò comporta dolore lombare, parestesie (intorpidimento) agli arti inferiori e la cosiddetta claudicatio neurogena, ossia il paziente dopo pochi metri è costretto a rallentare o a fermarsi. La tecnica mininvasiva in questo caso consiste nell interposizione di uno spaziatore interspinoso tra le vertebre interessate che stabilizza in modo minimale il tratto interessato, aprendo i forami di coniugazione in cui passano le radici. Quando la stenosi sia marcata si richiede un intervento classico, con allargamento del canale ed eventuale fissazione. Spondilolistesi lombare. In questo caso le vertebre scivolano tra di loro, creando una situazione di instabilità e quindi di dolore. Il trattamento classico consiste in una stabilizzazione, ossia bloccaggio con placche e viti dei corpi vertebrali eccessivamente mobili. Da qualche anno esiste la possibilità di una fissazione per-cutanea che rispetto all approccio tradizionale comunque valido e spesso insostituibile, consente l inserzione di barre e viti evitando l ampia esposizione dell approccio classico. Le viti e le barre vengono inserite attraverso fori cutanei risparmiando la manipolazione di muscoli validi col loro ruolo stabilizzante. Il recupero avviene naturalmente in tempi più brevi rispetto alla stabilizzazione classica. Conclusioni La chirurgia mininvasiva rappresenta una conquista della chirurgia moderna: riduce l aspetto demolitivo dell atto chirurgico e ne esalta l aspetto curativo o riparativo. Va sottolineato che non sempre è applicabile e come per tutte le manovre mediche le indicazioni vanno decise caso per caso. Non è un trattamento semplicemente cosmetico, ossia riduzione o assenza dell incisione cutanea, ed è prevedibile che il suo sviluppo progredisca oltre limiti finora inimmaginabili. 6 San Filippo Neri Gennaio n. 1 anno II

7 Pillole di notizie Cardiosalus: 11 febbraio visite gratuite per la prevenzione delle malattie cardiovascolari In occasione della XIV Giornata del Malato, sabato 11 febbraio 2006, presso la Chiesa di S.Maddalena di Canossa, via della Lucchina 82, zona Ottavia, l Associazione Onlus Cardiosalus organizza una mattinata dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. L équipe del reparto di Cardiologia Riabilitativa del presidio ospedaliero Salus Infirmorum - San Filippo Neri, coordinata dalla professoressa Anna Patrizia Jesi, offrirà delle visite gratuite per la rilevazione di alcuni parametri emodinamici ed antropometrici: pressione, altezza, peso corporeo, circonferenza vita. Inoltre, i soggetti fumatori potranno effettuare la misurazione del monossido di carbonio nell aria espirata ed un colloquio con gli specialisti pneumologi del reparto di Riabilitazione Respiratoria dello stesso presidio. Al termine del percorso si potranno effettuare brevi colloqui anche con gli specialisti cardiologi, che offriranno una valutazione dei parametri rilevati. Si inizia alle 9.00 con la distribuzione dei numeretti e della carta del rischio da compilare. Per zioni rivolgersi alla segreteria: lunedì, martedì e venerdì ore 13:00-17:00: Compie un anno la legge contro il fumo: cala la vendita di sigarette -5,7% Sono stati presentati in un convegno il 10 gennaio, i dati sulla legge n. 3/2003 art. 51 anti fumo ad un anno dalla sua applicazione. Domenico Di Virgilio, sottosegretario al Ministero della Salute, ha aperto i lavori ricordando che in Italia, rispetto allo scorso anno, la vendita di sigarette è diminuita del 5,7% con ricadute positive sulla salute generale. Anche altri paesi europei, come la Spagna, stanno seguendo il nostro esempio ha sottolineato Di Virgilio L obiettivo non è soltanto la riduzione dei fumatori, 500mila in meno da quando è in vigore la legge, ma soprattutto quello ridurre le malattie correlate al fumo, come le malattie croniche delle patologie respiratorie, il cancro al polmone, la broncopolmonite cronica ostruttiva, che costringe chi ne soffre ad una ossigeno-terapia fino a ore al giorno per tutta la vita. Ad eccezione di marzo e maggio, il trend delle vendite di sigarette è decrescente in tutti i mesi, con picchi nel mese di febbraio del -19,62% e nel mese di luglio con -14,56%. Di contro, nel periodo gennaio-settembre 2005, sono quasi raddoppiate le vendite di prodotti sostitutivi della nicotina che hanno registrato un incremento pari al 91,9% rispetto allo stesso periodo del (Fonte: Ministero della Salute) Stop allo smog, tre domeniche di blocco totale del traffico fino al 19 marzo Tutti a piedi per tre domeniche consecutive. Insieme alle targhe alterne del giovedì tornano a Roma le domeniche anti smog. Dopo il primo blocco totale della circolazione del 22 gennaio, si proseguirà con le giornate del 12 febbraio e del 19 marzo. Lo stop, riguarderà tutti i veicoli, tranne quelli alimentati a gpl o metano, gli elettrici o ibridi, le auto euro 4, le auto dei portatori di handicap e i taxi. Il divieto di circolazione sarà in vigore dalle 10 alle 18 all interno della Fascia Verde. Le tre domeniche di blocco programmato completano, con le targhe alterne, le misure d emergenza messe in campo dal Comune per contrastare lo smog nel periodo dell anno più a rischio, sia per le condizioni meteo che per i riscaldamenti in funzione. Durante le targhe alterne, fermi invece i veicoli con le targhe vietate, a seconda della disposizione, tutte le auto non catalitiche, i vecchi diesel e i motorini euro 0. Per saperne di più consultare il sito: (Fonte: Comune di Roma) Un nucleo di cure primarie realizzato dall Azienda Usl Roma D. Si chiama Mi occupo di te il primo servizio di cure primarie istituto nella Regione Lazio inaugurato il 17 gennaio presso Poliambulatorio Casal Bernocchi, via di Villa Cilone. Presenti anche Augusto Battaglia, assessore regionale alla sanità, e Giusy Gabriele, direttore generale dell Azienda USL Roma D. La struttura, che sarà coordinata da un medico di famiglia, è stata creata per fronteggiare le numerose richieste che il pronto soccorso dell ospedale Grassi non riesce a soddisfare e, al contempo, per dotare il cittadino di uno strumento ad accesso diretto, idoneo a garantire risposte efficienti ai suoi bisogni di salute. Il nucleo Mi occupo di te consentirà infatti di ridurre il numero dei codici bianchi/verdi al pronto soccorso ospedaliero al quale verranno invece rimessi solo i casi gravi non trattabili in sede territoriale. Il servizio offerto dalla nuova struttura in via sperimentale, oltre ad abbattere notevolmente i tempi d attesa, funzionerà nell arco delle 24 ore, sarà contattabile anche telefonicamente al numero e garantirà le proprie prestazioni a tutti pazienti in situazione di bisogno, con particolare riguardo all utenza fragile. Infine, l interazione fra i medici di famiglia e gli specialisti degli ambulatori permetterà l applicazione di percorsi diagnostici e terapeutici condivisi tali da migliorare l appropriatezza e l equità delle prestazioni. (Fonte: Regione Lazio) La redazione sarà lieta di accogliere e pubblicare tutte le nuove iniziative attivate dalle UOC. Potete scriverci all indirizzo mail: n. 1 anno II - Gennaio 2006 San Filippo Neri 7

8 Numeri utili DIREZIONE AZIENDALE Direzione Generale Tel Direzione Sanitaria Tel Direzione Amministrativa Tel Sito Internet PRESIDI OSPEDALIERI Ospedale San Filippo Neri Via G. Martinotti, 20 Tel Presidio Sant Andrea Via Cassia, 721 Tel Casa di Cura Convenzionata Salus Infirmorum Via della Lucchina, 41 Tel Casa di Cura Convenzionata Valle Fiorita Via Torrevecchia, 156 Tel Ufficio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico (URP) Tel OSPEDALE SAN FILIPPO NERI Centralino Tel Direzione Sanitaria di Presidio Tel Direzione Amministrativa di Presidio Tel Servizio Assistenza Infermieristico-Ostetrica Tel Farmacia Tel CUP (Centro Unico Prenotazioni Ambulatoriali) Tel CUP Regionale Tel Prenotazioni Visite Intramoenia Tel ALTRI SERVIZI Donazioni di Sangue Tel / 2583 Cartelle Cliniche Tel Certificazioni Sanitarie Tel Assistenza Sociale Tel Posto di Polizia Tel Editore: Azienda Complesso Ospedaliero San Filippo Neri Piazza S. Maria della Pietà, Roma Direttore Responsabile: Francesco Prost Comitato di redazione: Lorenzo Sommella, Laura Scaringella, Dario Fratoni. Redazione Medilife: Arianna Ugolini. Progettazione, realizzazione e composizione: Medilife S.r.l. Via G. Antonelli, Roma, Tel fax Iscritto nel Registro dei Periodici del Tribunale di Roma n. 481/2004 del 7 dicembre 2004 Finito di stampare: Gennaio 2006 c/o Centro Stampa Xerox via Castagnola snc

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