Le esperienze di lavoro con i gruppi I Workshop esperenziali nella formazione degli specializzandi in psicoterapia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Le esperienze di lavoro con i gruppi I Workshop esperenziali nella formazione degli specializzandi in psicoterapia"

Transcript

1 Il gruppo di transito evolutivo come risorsa innovativa nel counselling psicologico. Gabriele Profita 1, Giuseppe Ruvolo 2 In questo capitolo intendiamo proporre un dispositivo di lavoro di counselling psicologico tramite i processi psicodinamici e psicosociali di una specifica tipologia di gruppo che abbiamo definito gruppo di transito evolutivo. Per descriverlo riteniamo necessario fare riferimento all estesa sperimentazione che abbiamo condotto all interno e all esterno del contesto universitario negli ultimi anni. L utilizzo di tecniche gruppali in contesti clinici e formativi diversi (psicoterapia, formazione, supervisione, counselling, ricerca) ha al suo attivo un ampia letteratura internazionale (cfr. Kaes, 1994; Kernberg, 1999; Dalal, 2002) ed è testimoniato anche nel contesto italiano da significativi ed originali modelli teorici fondati su una vasta sperimentazione della quale siamo stati protagonisti da diversi anni (cfr. Di Maria, Lo Verso, 1995 e 2002; Profita, Ruvolo, 1997; Lo Verso, Federico, Lo Coco, 2002). Riassumiamo di seguito alcune esperienze di applicazione e ricerca che rappresentano per noi un ininterrotto percorso di sperimentazione che ci ha consentito di esplorare e verificare le potenzialità di lavoro psicodinamico di diversi formati di gruppo in differenti contesti operativi e istituzionali. 1 Professore straordinario di Psicologia Clinica, Supervisore dell attività di counselling psicologico, Università di Palermo. 2 Professore straordinario di Psicologia Dinamica, Responsabile dell attività di counselling psicologico, Università di Palermo. 57

2 Le esperienze di lavoro con i gruppi I Workshop esperenziali nella formazione degli specializzandi in psicoterapia La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della C.O.I.R.A.G. (Confederazione delle organizzazioni italiane per la ricerca e analisi di gruppo) prevede fin dalla sua costituzione (1993) che gli allievi specializzandi dei diversi Istituti di formazione presenti nel territorio nazionale (attualmente sono sei, a Roma, Milano, Torino, Padova, Palermo e Bari), partecipino ogni anno a un workshop esperenziale comune in assetto di gruppo (cfr. Corino, 2000). Questa Scuola di specializzazione ha un orientamento psicodinamico che privilegia il lavoro clinico con i gruppi. Lo scopo principale di questi workshop non è direttamente finalizzato ad un apprendimento tecnico dell attività di psicoterapia, bensì allo sviluppo di capacità più ampie degli allievi di esperire se-stessi in un dispositivo di lavoro gruppale, nelle differenti dimensioni del piccolo gruppo, del gruppo mediano, del gruppo allargato e in assetto di plenaria intergruppo. La diretta sperimentazione di tali dispositivi di formazione gruppali consente ai partecipanti di avere un accesso immediato all esperienza dei processi e delle dinamiche del gruppo clinico. Essi sono stimolati ad apprendere dall elaborazione di tali esperienze nel riconoscimento dei vincoli, dei confini relazionali e istituzionali di questi formati gruppali e delle loro peculiari emergenze emotive, cognitive e simboliche. Alla fine dei quattro anni del percorso di specializzazione gli allievi hanno avuto l opportunità di esplorare personalmente temi importanti nel lavoro clinico, come il rapporto individuo-gruppo, la costruzione dei setting per il lavoro clinico, le relazioni tra cultura istituita nella vita sociale e le pratiche trasformative psicoterapeutiche e psicosociali, la progettualità professionale dello psicoterapeuta in rapporto alla comunità. Inoltre, in modo del tutto naturale, col procedere dell esperienza dei workshop annualmente, gli allievi hanno la possibilità di individuarsi e costruire insieme aspetti significativi della 58

3 loro comune identità professionale di psicoterapeuti specialisti nella capacità di lavorare all interno di relazioni e tramite dispositivi gruppali. I gruppi di sperimentazione e formazione per laureandi e tirocinanti in psicologia All interno del Corso di laurea in psicologia dell Università di Palermo, abbiamo tenuto molti insegnamenti dell area clinica e psicodinamica, sforzandoci di trasmettere agli studenti modelli e concetti che rischiano di essere da loro recepiti ad un livello astrattamente cognitivo, che rimane distante dalla loro piena comprensione, soprattutto perché gli allievi non hanno a disposizione un contesto di sperimentazione clinica. Abbiamo negli anni cercato di integrare la didattica frontale tipicamente accademica, proponendo e sperimentando spazi di apprendimento nei quali gli studenti potessero, per quanto possibile nella cornice universitaria, connettere la loro conoscenza teorico-astratta con momenti di diretta sperimentazione attraverso dispositivi di formazione basati sullo scambio comunicativo in assetto di gruppo (cfr. Ruvolo, Di Stefano, 2002). Sulla base dei risultati incoraggianti di tali tentativi di innovazione didattica, abbiamo negli ultimi anni elaborato una originale proposta di formazione (Profita, Ruvolo, Donato, Lo Mauro, 2002), destinata agli studenti più prossimi alla laurea ed ai neo-laureati che svolgono il tirocinio. Essa consiste, già da 4 anni, in un dispositivo di esperienza tramite una alternanza di elaborazione in gruppi mediani, con una cadenza di sessioni settimanali di un ora e mezza, che, ogni mese, confluiscono in una sessione di gruppo allargato. I gruppi sono guidati da uno staff di docenti interni e di professionisti esterni, l adesione dei partecipanti è del tutto volontaria e l accesso regolato solo da colloqui che definiscono il significato e la coerenza delle motivazioni con l attività proposta. Tra i principali temi emergenti in questa esperienza ci sono innanzitutto quelli che riguardano il particolare passaggio esistenziale rappresentato dalla conclusione del percorso universitario e dalla immissione nel mondo del lavoro, collegati ovviamente a quelli delle relazioni familiari, dei legami sociali in atto e delle complesse scelte che in questo periodo vengono a porsi riguardo all assetto futuro 59

4 della persona e del suo ambiente relazionale prossimale. Il gruppo ha carattere di lento ricambio (slow open), la permanenza di ciascun partecipante è molto variabile, mediamente intorno ai due anni. Questo periodo risulta abbastanza significativo da permettere a ciascuno di mettere a fuoco, anche attraverso la testimonianza e il rispecchiamento dell esperienza degli altri partecipanti, i principali nodi problematici delle relazioni personali e dei vissuti di questa fase travagliata e spesso turbolenta della loro vita. La formazione nelle organizzazioni aziendali e i gruppi di formazione per operatori in azienda Per molti anni ci siamo occupati dello sviluppo di risorse umane nell organizzazione di lavoro, soprattutto tramite progetti di formazione destinati a diverse figure professionali (cfr. Profita, Ruvolo, 1997). In particolare, abbiamo sviluppato progetti e interventi per dirigenti, quadri, personale tecnico e amministrativo, addetti commerciali, esperti di formazione, personale di front-line, ecc. Come abbiamo più ampiamente descritto altrove (cfr Di Maria, Lo Verso, 1995; Lo Verso, Ruvolo, 1994), tali programmi di formazione si svolgono utilizzando quasi sempre dispositivi gruppali (generalmente gruppi di formato intermedio, di circa partecipanti) che, secondo la nostra prospettiva gruppoanalitica, hanno proprio nell esperienza dei processi di gruppo il loro essenziale strumento di lavoro. Uno strumento molto versatile poiché si presta ad essere utilizzato per facilitare dei processi di elaborazione attraverso il dialogo di gruppo, tramite la sperimentazione di momenti di role-playing e di drammatizzazione di situazioni di lavoro o analoghe con queste, tramite la messa in questione di modelli e comportamenti organizzativi, in relazione con altre figure professionali, con clienti ecc.. Spesso il lavoro con questi gruppi di formazione è anche stato finalizzato all analisi del rapporto dei singoli e/o di gruppi di figure professionali con la loro organizzazione di appartenenza, con i loro compiti professionali ed operativi, con i significati attribuiti al lavoro ed alle relazioni con gli altri. Per quanto i dispositivi di questi gruppi si sviluppino generalmente in un arco temporale relativamente breve, anche se intensivo (ad 60

5 esempio, tre o quattro giorni di lavoro a tempo pieno, a volte ripetuto a distanza), tuttavia la messa a fuoco di aspetti della esperienza dei partecipanti e delle loro relazioni di lavoro è stata generalmente molto utile per lo sviluppo di consapevolezza, soprattutto di quelle capacità professionali che richiedono un certo grado di elaborazione dei processi interpersonali e intersoggettivi coinvolti nel contesto della vita organizzativa. In alcune occasioni abbiamo anche avuto la possibilità di seguire dei gruppi lungo un arco temporale più esteso da un anno fino a tre. Si è trattato principalmente di gruppi monoprofessionali o di operatori appartenenti ad una stessa Area organizzativa. In questi casi è stato possibile realizzare lo sviluppo di competenze relazionali, analitiche e professionali complesse, aiutare i partecipanti a generare o accompagnare processi di cambiamento organizzativo e culturale nel loro contesto lavorativo (cfr. Ruvolo, 2000). La supervisione del Gruppo di Osservazione e Trattamento nel contesto penitenziario La conduzione di un gruppo di supervisione per gli operatori di una Casa Circondariale dell Amministrazione Penitenziaria il Gruppo di osservazione e trattamento, costituito dal Direttore, dal Comandante del reparto di polizia penitenziaria, da medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, ispettori e sovrintendenti ci ha condotto a molte riflessioni sulla funzione che abbiamo definito di comunità temporanea di transito evolutivo (cfr Ruvolo e Picone, 2005). Tramite il lavoro di questo gruppo, durato quasi due anni con incontri quindicinali e mensili, abbiamo constatato quanto il potenziale di lavoro psicologico nell istituzione penitenziaria sia connesso, per i detenuti e per gli operatori, all opportunità di disporre di un contesto di transito evolutivo. In particolare, per i detenuti, esso consiste nella possibilità che l esperienza stessa della detenzione possa essere concepita ed elaborata in termini di una comunità alternativa che corrisponde perfettamente al compito istituzionale della Casa Circondariale, a partire dalla quale possa essere sviluppata adeguata consapevolezza dei fenomeni sociali e psichici connessi alla violenza, al rapporto con la 61

6 legge ed alle possibilità di ciascuno di istituire relazioni socialmente e legalmente riconosciute con i propri gruppi di appartenenza e con la cultura della più ampia comunità legale. Parallelamente, per gli operatori è abbastanza importante, se non indispensabile, disporre di un contesto elaborativo gruppale (anche questo è, infatti, un gruppo di transito) che accompagni il loro lavoro istituzionale, per potervi trattare le vicissitudini personali, professionali e istituzionali fortemente permeate di sentimenti di impotenza, frustrazione, inadeguatezza e conflittualità, che ciascuno, isolatamente, non è in condizioni di elaborare mentalmente. I gruppi di supervisione nel contesto privato, nella formazione degli psicoterapeuti e nelle istituzioni sanitarie In generale, i gruppi di supervisione, a prescindere dai tipi di contesti e dalle tipologie del lavoro clinico supervisionato (psicoterapia individuale, di coppia, della famiglia, di gruppo ecc.; consulenza, formazione ed altro ancora), possono essere definiti come dispositivi di elaborazione (che, secondo i casi, consiste in processi di simbolizzazione, diagnosi, comprensione, riflessione, sostegno, confronto ecc.) attraverso i quali è svolta una sorta di funzione di appoggio temporaneo rispetto ai contesti operativi di provenienza dei partecipanti, nei quali essi sono aiutati a starci meglio. Per esempio, nella supervisione privata dei colleghi professionisti la richiesta è generalmente quella di ricevere feedback e riscontri dal supervisore per poter meglio trattare le impasses vissute nelle relazioni con i propri clienti. Nella formazione degli psicoterapeuti la supervisione ha un significato di apprendimento al metodo, alle proprie modalità relazionali o al riconoscimento e gestione di specifiche dinamiche contestuali della relazione professionale: tale apprendimento, in realtà, avviene in un contesto (nella nostra esperienza quasi sempre di tipo gruppale) che è una sorta di palestra, nella quale, oltre a costruirsi il proprio modello da utilizzare nella professione, si riversano tutte le ansie e tutti gli interrogativi del neoprofessionista. Solo trattando, cioè processando analiticamente questi vissuti l allievo diventa professionista. 62

7 Analoghe considerazioni è possibile porre rispetto alla supervisione in ambito istituzionale. Nelle esperienze di supervisione di èquipes e gruppi di operatori dell area sanitaria pubblica, abbiamo riscontrato quanto la funzione del gruppo di supervisione sia essenzialmente quella di elaborare, non tanto le difficoltà tecniche del rapporto con singoli utenti, quanto piuttosto le dinamiche organizzative ed affettive della relazione tra gli operatori, delle relazioni tra il gruppo di lavoro e i referenti organizzativo-isttuzionali e, infine, quelle presenti nelle relazioni complessive del gruppo di curanti con l utenza. In questo senso il gruppo di supervisione è uno spazio transitorio di trattamento di quanto gli operatori esperiscono nella loro realtà lavorativa, alla stessa stregua di una comunità terapeutica assistita o di un SPDC (Servizio psichiatrico di diagnosi e cura) che rappresentano per i pazienti psichiatrici un posto dove abitare temporaneamente per poter tornare successivamente a ri-abitare nel contesto sociale di appartenenza. La psicoterapia analitica di gruppo. Il piccolo gruppo terapeutico è lo strumento più noto e meglio individuato per trattare le forme di disagio psichico e di psicopatologia. La letteratura su esso è ormai molto estesa (cfr. Di Maria e Lo Verso, 2002). Tuttavia, dal nostro punto di vista, il gruppo terapeutico non rappresenta il paradigma di tutte le altre tecniche di gruppo clinico, bensì ne è un caso particolare. Ciò essenzialmente per due motivi. Il primo consiste nell evidenza che, in una teoria generale della funzione trasformativa dei gruppi, ciò che ci risulta più rilevante è proprio il fatto, precedentemente segnalato, che il dispositivo di gruppo costruito per il lavoro clinico rappresenta un luogo avente una propria realtà culturale, sociale, simbolica e operativa, cioè assume la funzione di spazio per l elaborazione mentale di esperienze che, nei luoghi e nei contesti sociali in cui queste avvengono, sono difficilmente trattabili o non lo sono del tutto (come possiamo considerare il caso della psicopatologia più severa). Pertanto, riteniamo che la funzione di spazio transitorio di trasformazione evolutiva sia più ampia e non riguardi esclusivamente il piccolo gruppo terapeutico. 63

8 Il secondo motivo è connesso al fatto che, dal punto di vista teorico la ricerca ci sembra avanzata soltanto con riferimento al piccolo gruppo psicoterapeutico, ma carente per i gruppi mediani e allargati che, a nostro avviso, si rivelano sempre più utili e adeguati in ambito clinicosociale (e in molti contesti istituzionali dove il gruppo terapeutico classico non è installabile), proprio perché sono più isomorfi alle dimensioni ed ai processi psicologici che avvengono nella realtà socioculturale (cfr De Maré, Pier, Thompson, 1996). Proprio il riferimento a dimensioni e transizioni tra il piccolo gruppo che rimanda all esperienza del gruppo familiare e i gruppi sociali più ampi ci sembra molto utile per il nostro modello teorico, come spieghiamo più avanti. Spunti per una teoria del passaggio simbolico e culturale tra Gruppi. J. C. Rouchy (2000) distingue tra gruppo d appartenenza primario (la famiglia intesa in modo esteso) e gruppi d appartenenza secondari (tutti gli altri gruppi). Il singolare e il plurale, usati in questa denominazione, rinviano all uno e ai molti, all identico e al diverso, all io e al noi, più in generale all identità e all alterità. Il processo d individuazione può essere visto come transito dal primo al secondo dei termini delle coppie terminologiche, ossia come passaggio da una condizione conservativa e tradizionale ad una più evoluta e dinamica in cui il singolo deve superare situazioni conflittuali sia interne che esterne, per realizzare diverse possibilità di appartenenza. Il gruppo di psicoterapia facilita il riconoscimento della dimensione conflittuale che si attraversa nel passaggio dalla singolarità del familiare alla poliedricità del sociale, favorendo proprio il transito ai gruppi d appartenenza secondari. E proprio in tale transito che si realizza una singolare esperienza migratoria. Si transita da un gruppo familiare primario, culturalmente determinato, a gruppi secondari spesso deculturalizzati, senza possibilità di ritorno. Dove, a nostro avviso, il piccolo gruppo terapeutico ha dei limiti inerenti proprio la sua costituzione è nell analisi delle diversità culturali. Il gruppo terapeutico si ferma all analisi dei conflitti intrapsichici e intersoggettivi, aiuta il 64

9 soggetto nello sganciamento, ma poco può fare circa l analisi delle differenze culturali nella polis. Sempre seguendo Rouchy (op. cit.), i gruppi d appartenenza secondari sono nella realtà sociale odierna dei contenitori vuoti senza alcuna funzione di spazio transizionale. I gruppi secondari si caratterizzano per avere finalità momentanee ed utilitaristiche e si sciolgono non appena tale funzione viene espletata. Non sono stabili e non forniscono alcuna stabilità, sono istituzioni fragili e temporanee che non assicurano nulla di quanto realizzato dal gruppo d appartenenza primario. Sono gruppi minimi che consentono la realizzazione di un io minimo, secondo la felice espressione di C. Lasch (1985), essenziale a svolgere una funzione operativa. Più che realizzare un vivere, consentono soltanto di sopravvivere. L unico modo per uscire dall impasse del narcisismo sostiene Lasch (op. cit.) - è la creazione di oggetti culturali, di oggetti transizionali che restaurino un senso di connessione con la madre e con madre natura e nel contempo affermino il dominio sulla natura, senza negare la nostra dipendenza da essa. Si potrebbe sostenere che, nel nostro contesto socio-culturale, se pure è necessario distaccarsi dal gruppo d appartenenza primario, non per questo si deve cadere in una molteplicità di passaggi verso contenitori vuoti, demetaforizzati privi di oggetti culturali e quindi di etica. L etica, infatti, si definisce in base agli oggetti culturali, termine più ampio e più laico, ma meno potente del termine sacro. Il problema consiste nella possibilità del riconoscimento e nella individuazione di tali oggetti culturali, non meramente ideologici, ma strutturati anche su elementi tradizionali. La nostra società, ma non tutta la nostra cultura, si è costruita sulla tecnica intesa in modo sempre più deculturalizzato, ossia in modo universalistico. Da secoli si assiste al tentativo di universalizzare la nostra cultura, dalla Coca Cola alla Democrazia, come se questi fossero valori universali, e qualcosa di similare avviene per tutti i nostri prodotti culturali. Come, ad esempio, per il concetto di psiche. Essa non ha niente o poco a che fare con lo spirito, con la dimensione trascendente e metafisica dell uomo; è sempre più assimilata alla molecola e alla sua componente biologica. Al concetto di cultura, oltre che a quello di psiche, è spesso associato il concetto di identità. Nelle teorie delle scienze sociali 65

10 contemporanee, è possibile rintracciare tre diverse concezioni dell identità culturale: 1- teorie oggettiviste 2- teorie soggettiviste 3- teorie relazionali e situazionali. Secondo la prima concezione, l identità culturale è vista come concetto strettamente connesso con la biologia: l individuo nasce con tutte le componenti etniche e culturali del suo gruppo d appartenenza. A questa teorizzazione fanno riferimento i concetti di génie e di mentalità. Anche la componente culturalista propende per una identità culturale concepita come interiorizzazione dei modelli culturali, che risultano essere successivamente scarsamente modificabili. Le teorie soggettiviste, al contrario, sottolineano l aspetto del sentimento di appartenenza ad un gruppo più o meno immaginario. Sono le rappresentazioni che di volta in volta l individuo si costruisce che fanno da concetto cardine delle teorie soggettiviste. Come conseguenza estrema l identità ha un aspetto effimero e volubile. Infine, le teorie relazionali e situazionali considerano l identità culturale come strettamente collegata alle interazioni fra gruppi. Come esempio d identità che nasce dall interazione tra gruppi, vogliamo riportare il senso di una intervista al Rabino Toaff che sosteneva che la sua identità di ebreo in senso distintivo è sorta solo a seguito delle leggi razziali emanate dal governo di Mussolini. In questo senso, allora, non si parla più di una identità definita una volta e per tutte, ma d identità sincretica, che nasce dall articolazione delle molteplici esperienze intergruppali che ciascun individuo ha la possibilità di esperire. Il concetto d identità sincretica conduce inevitabilmente a quello di multiculturalismo o d identità creola (meticcia). Ma anche ed inevitabilmente alla considerazione generale di identità molteplici, sempre da definire ed in costante cambiamento. In tale identità meticciata rintracciamo la complessità e la ricchezza dell identità moderna; tuttavia il raggiungimento di un obiettivo siffatto è per molti arduo, soprattutto quando il processo d individuazione ha inizio da famiglie saturanti, quelle che impediscono o rendono molto difficile il distacco del soggetto-membro per potersi ri-concepire in nuovi legami e connessioni con altri gruppi. 66

11 Il gruppo di transito evolutivo nel lavoro di counselling. Nel contesto del Servizio di counselling psicologico agli studenti universitari, al di là di situazioni morbose o patologiche riscontrate in singoli casi, la nostra attenzione è rivolta principalmente alle condizioni di disagio particolari che possono in larga misura ricondursi proprio alla difficoltà del transito dal gruppo d appartenenza primario ai gruppi secondari. Il contesto dell università è il terreno in cui si materializza tale difficoltà e il periodo universitario è la temporalità lungo la quale si dispiega la possibile, ma non certa, contesa tra le sirene familistiche e le tentazioni evolutive. Un servizio di consultazione ha, a nostro giudizio, il compito fondamentale, ma non facile, di predisporre setting adeguati per favorire e rendere più agevole il passaggio dall adolescenza protetta, alla maturità consapevole, dalla famiglia alla polis. Per quanto fin qui esplicitato delle nostre esperienze di lavoro con i gruppi e del preciso significato di transito evolutivo che ad essi attribuiamo, riteniamo che tali dispositivi si riconoscano prevalentemente nei setting gruppali: di piccolo gruppo, ma soprattutto di formato più ampio, come i gruppi mediani e allargati. Finora nel Servizio di counselling dell Ateneo di Palermo, la nostra esperienza riguarda solo i piccoli gruppi, e ciò per ragioni pratiche e legate alla fase di avvio dell attività. Il lavoro di questi gruppi è stato concepito principalmente come una opportunità per alcuni utenti di proseguire il loro percorso di consultazione in un contesto di confronto (interpersonale e intersoggettivo) delle tematiche personali con l esperienza e il modo di affrontarle degli altri, tramite un ciclo di sessioni a breve termine (6-8 incontri a cadenza settimanale). I counsellor del nostro Servizio sono stati tutti selezionati per la competenza nel lavoro clinico con dispositivi gruppali, pertanto, nel prossimo periodo riteniamo del tutto naturale, parallelamente alla più sperimentata attività di consultazione individuale, l avvio di piccoli gruppi di counselling, sia a breve termine, sia a tempo indeterminato con modalità slow-open. 67

12 Riteniamo, tuttavia, che l aspetto maggiormente innovativo dello sviluppo del Servizio nel nostro Ateneo debba riguardare il lavoro di counselling attraverso i gruppi mediani e il loro confronto in gruppi allargati, proprio in ragione di quanto detto, cioè che l identità sociale della persona tematica centrale dei nostri utenti - è funzione delle dinamiche di appartenenza che si svolge tra gruppi. Stiamo attualmente avviando l attivazione di una sperimentazione di un dispositivo di counselling attraverso due gruppi mediani, ciascuno di studenti partecipanti, condotti secondo un approccio gruppoanalitico, con modalità slow-open. I due gruppi avranno incontri distinti di un ora e mezza a cadenza settimanale, ma una volta al mese si incontreranno per dialogare sulla loro esperienza e condividerne il percorso comune. In una prima fase pensiamo di installare i gruppi all interno di una o due Facoltà dell Ateneo, offrendo l opportunità agli studenti ad esse afferenti di parteciparvi. Dopo una congrua sperimentazione valuteremo i risultati e la possibilità di estensione ad altre Facoltà. L ipotesi di lavoro è che il gruppo di transito evolutivo costituisca per tutti i partecipanti un contesto in grado di fornire una funzione elaborativa e contenitiva sufficiente a individuare e fronteggiare i principali nodi che l esperienza del loro particolare passaggio esistenziale richiede di mentalizzare. Ci aspettiamo che, con il sostegno di questi contesti evolutivi gruppali, per molti studenti le difficoltà non si trasformino in blocchi o in sintomi, e, se questi fossero già presenti, possano svilupparsi processi di consapevolezza e di simbolizzazione sufficienti per poterli superare senza gravi disagi. Questo progetto risponde anche a una esigenza di veicolare l offerta di counselling portandola maggiormente verso i luoghi dove gli studenti vivono abitualmente, piuttosto che attendere che la loro richiesta arrivi direttamente al nostro Servizio: ben sapendo che la maggior parte dei nostri potenziali utenti (spesso quelli più in difficoltà), per molti motivi (di ansia, di confusione sui propri bisogni, di fragilità e autostima, se non di senso di vergogna, ecc.), non fanno questa strada e, quindi, non utilizzano le opportunità e i dispositivi più tradizionali di consultazione da noi attualmente offerti. 68

13 Riferimenti bibliografici Corino U., I workshop nazionali per gli allievi della Scuola di Psicoterapia COIRAG. Gruppi, Vol. I, n. 2, Dalal F.(1998), Taking the group seriously. Trad. it. Prendere il gruppo sul serio. R. Cortina, Milano, De Maré P., Piper R., Thompson S. (1991), Koinonia. Trad. it. Koinonia. Dall odio, attraverso il dialogo, alla cultura nel grande gruppo. Ed. Universitarie Romane, Di Maria F., Lo Verso G., Psicodinamica dei gruppi. R. Cortina, Milano, Di Maria F., Lo Verso G., Gruppi. Metodi e strumenti. R. Cortina, Milano, Kaes R. (1993), Le group et le suject du group. Trad. it. Il gruppo e il soggetto del gruppo. Borla, Roma, Kernberg O.(1998), Relations in groups. Trad. it. Le relazioni nei gruppi. R. Cortina, Milano, Lasch C. (1981), The minimal self. Tr. it. L io minimo, Feltrinelli, Milano, Lo Verso G., Federico T., Lo Coco G., Il lavoro clinico con i gruppi nel sociale. Borla, Roma, Lo Verso G., Ruvolo G., Il setting nei gruppi di formazione. In: Lo Verso G. (a cura) Le relazioni soggettuali. Bollati Boringhieri, Torino, Profita G., Ruvolo G., Variazioni sul setting. R. Cortina, Milano,1997. Profita G., Ruvolo G., Donato D., Lo Mauro V., Gruppi di formazione come esperienza di transito. Atti del Convegno AIP, Rimini, Rouchy J. C. (1998), Le group, éspace analytique. Trad. it. Il gruppo spazio analitico. Borla, Roma, Ruvolo G., Aziendalizzazione della polis e coscienza comunitaria in azienda. In: Di Maria (a cura), Psicologia della convivenza. F. Angeli, Milano, Ruvolo G., Di Stefano G., Il gruppo allargato nel contesto della formazione universitaria., Gruppi, vol. IV, n.3, Ruvolo G., Picone F., La supervisione del Gruppo di Osservazione e Trattamento. Ricacciare i mali nel vaso di Pandora o riattraversarli. In: Concato G., Culla Mariotti L., (a cura), Supervisione per gli operatori penitenziari. F. Angeli, Milano,

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA Dr.ssa Anita Casadei Ph.D L istanza psichica del Sé è il cardine centrale della teoria di Kohut, u Quale totalità psichica che si sviluppa e si consolida

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

Soli eravamo e senza alcun sospetto... La psicoterapia della coppia e i suoi percorsi affettivi

Soli eravamo e senza alcun sospetto... La psicoterapia della coppia e i suoi percorsi affettivi ISIPSÉ Istituto di Specializzazione Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale presenta il convegno internazionale Soli eravamo e senza alcun sospetto... La psicoterapia

Dettagli

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile INFORMAZIONI PERSONALI Nome Attilio Vercelloni Data di nascita 28/01/1960 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio dirigente medico ASL DI VERCELLI Staff - S.C. Neuropsichiatria

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA DELLA DISCIPLINA DAL 1979

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione Percorsi didattico-educativi Sabato 7 febbraio 2009 Dr.ssa ANNA STROPPA psicologa e psicoterapeuta dell et età evolutiva GIUSE TIRABOSCHI

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA

Dettagli

Carcere & Scuola: ne vale la Pena

Carcere & Scuola: ne vale la Pena PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA E CIVILTA Carcere & Scuola: ne vale la Pena Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche, Istituto FDE, Mantova Associazione LIBRA Rete per lo Studio e lo Sviluppo

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015 STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS Anno Accademico 2014/2015 PERCHE LA SCHEDA SUA CDS? L Obiettivo della scheda SUA-CdS non è puramente compilativo; tale strumento vuole essere una guida ad

Dettagli

VIAGGIANDO CON LA NATURA

VIAGGIANDO CON LA NATURA VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale.

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM Tra differenza e identità. Percorso di formazione sulla storia e la cultura delle donne Costituito con Decreto del Rettore il 22 gennaio 2003, «al fine di avviare

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1 Nutrire il pianeta: qual è il contributo delle tecnologie, e in particolare di quelle meccaniche, elettroniche, digitali realizzate in Emilia-Romagna? Idee per un progetto di ricerca economica sui sistemi

Dettagli

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Process Counseling Master Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Il percorso Una delle applicazioni più diffuse del Process Counseling riguarda lo sviluppo delle potenzialità

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività:

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività: Insieme si può Arcigay Pistoia La Fenice dopo le varie attività svolte sul territorio pistoiese e zone limitrofe, ha valutato l opportunità di realizzare un progetto con la collaborazione di personale

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15

Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15 Presidio di Qualità Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15 Introduzione Al fine di uniformare e facilitare la compilazione delle schede SUA-CdS, il Presidio ha ritenuto utile pubblicare queste note

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

Un anno di Open AIFA

Un anno di Open AIFA Il dialogo con i pazienti. Bilancio dell Agenzia Un anno di Open AIFA Un anno di Open AIFA. 85 colloqui, 250 persone incontrate, oltre un centinaio tra documenti e dossier presentati e consultati in undici

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 Presentazione L'Università Ca' Foscari Venezia e l'escp Europe hanno ideato il Doppio Master universitario in Management

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

Psicopatologia della DI, QdC, QdV

Psicopatologia della DI, QdC, QdV La psicopatologia nella disabilità intellettiva Dr. Luigi Croce psichiatra, docente all Università Cattolica di Brescia Ravenna 09/03/2012 Luigi Croce Università Cattolica Brescia croce.luigi@tin.it Disabilità,

Dettagli

La teoria storico culturale di Vygotskij

La teoria storico culturale di Vygotskij La teoria storico culturale di Vygotskij IN ACCORDO CON LA TEORIA MARXISTA VEDEVA LA NATURA UMANA COME UN PRODOTTO SOCIOCULTURALE. SAGGEZZA ACCUMULATA DALLE GENERAZIONI Mappa Notizie bibliografiche Concetto

Dettagli

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica IDI IRCCS Roma CRESCERE con l EB Elisabetta Andreoli Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica EB: patologia organica che interessa l ambito fisico e solo indirettamente quello psicologico

Dettagli

dall introduzione dell Assessore Luppi

dall introduzione dell Assessore Luppi Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante

Dettagli

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale La biblioteca multiculturale Porta di accesso a una società di culture diverse in dialogo Tutti viviamo in una società sempre più eterogenea. Nel mondo vi

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

UNITA DI PSICOLOGIA CLINICA RIABILITATIVA CENTRO DIURNO Responsabile Dr Caterina Iocca. PROGETTO CENTRO DIURNO - PRESIDIO DI GIRIFALCO

UNITA DI PSICOLOGIA CLINICA RIABILITATIVA CENTRO DIURNO Responsabile Dr Caterina Iocca. PROGETTO CENTRO DIURNO - PRESIDIO DI GIRIFALCO UNITA DI PSICOLOGIA CLINICA RIABILITATIVA CENTRO DIURNO Responsabile Dr Caterina Iocca. PROGETTO CENTRO DIURNO - PRESIDIO DI GIRIFALCO PREMESSA Nelle finalità del progetto riabilitativo complessivo dell

Dettagli

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Lavorare in gruppo Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Premessa La conoscenza del gruppo e delle sue dinamiche, così come la competenza nella gestione dei gruppi, deve prevedere

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione) Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

ALLEGATO SISTEMA DI RELAZIONI TRA CODICI, PER CIASCUN CODICE

ALLEGATO SISTEMA DI RELAZIONI TRA CODICI, PER CIASCUN CODICE ALLEGATO SISTEMA DI RELAZIONI TRA CODICI, PER CIASCUN CODICE ACQUISIZIONE/POSSESSO GIURIDICO DELLA CITTADINANZA benessere cittadinanza prestazionale civiltà con valenza inclusiva

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI La Scheda Unica Annuale (SUA) è lo strumento di programmazione dei Corsi di Laurea e attraverso il quale l ANVUR farà le proprie valutazioni sull accreditamento (iniziale e periodico)

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina Riflessione didattica e valutazione Il questionario è stato somministrato a 187 docenti di italiano e matematica delle classi prime e seconde e docenti di alcuni Consigli di Classe delle 37 scuole che

Dettagli

Corso ECM di formazione per gli operatori addetti alla gestione del Sistema Informativo sulle Malattie Professionali (Malprof )

Corso ECM di formazione per gli operatori addetti alla gestione del Sistema Informativo sulle Malattie Professionali (Malprof ) Centro nazionale per r la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro Dipartimento

Dettagli

Facciamo scuola consapevolmente

Facciamo scuola consapevolmente SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Progettazione e realizzazione di laboratori sull educazione al Consumo consapevole - Anno scolastico 2011/2012 BANDO 2011 ATTENZIONE La scheda progettuale, divisa in una parte

Dettagli

Droga: ma il problema dov è?

Droga: ma il problema dov è? DROGA: MA IL PROBLEMA DOV È? 7 1 Droga: ma il problema dov è? 1.1 Un problema complesso È noto come il fenomeno dell uso e della diffusione di sostanze stupefacenti soprattutto nella fascia d età che tradizionalmente

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Fondamenti giuridici delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Numerosi sono i fondamenti normativi e di principio che stanno alla base del diritto

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI

Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO Al Dirigente del Dipartimento Istruzione

Dettagli

MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica

MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica Master of Arts MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica 1. Descrizione generale del programma Il conseguimento del titolo di «Master of Arts in Lingue e Letterature:

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

Catalogo d esame per la maturità di stato. Anno scolastico 2011/2012 SOCIOLOGIA. SOCIOLOGIJA 2012 tal.indd 1 10.3.2012 11:28:11

Catalogo d esame per la maturità di stato. Anno scolastico 2011/2012 SOCIOLOGIA. SOCIOLOGIJA 2012 tal.indd 1 10.3.2012 11:28:11 Catalogo d esame per la maturità di stato. Anno scolastico 2011/2012 SOCIOLOGIA SOCIOLOGIJA 2012 tal.indd 1 10.3.2012 11:28:11 Commissione tecnica per l elaborazione dei materiali d esame di Sociologia:

Dettagli

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA novembre 2004 FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA CICLO DI FORMAZIONE SUL RUOLO E SULLA VALORIZZAZIONE DELLA MARCA NELLA VITA AZIENDALE 3, rue Henry Monnier F-75009 Paris www.arkema.com TEL (+33)

Dettagli

BANDO. II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris

BANDO. II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris BANDO II CONCORSO LETTERARIO - EDIZIONE 2015 Promosso dall Associazione Culturale Amico Libro in collaborazione con Fondazione Paolo Ferraris Spiegami i diritti dell uomo: diritto all Educazione, diritto

Dettagli

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara PROMECO Progettazione e intervento per la prevenzione Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara Aprile 2006 Premessa Punti di forza, obiettivi raggiunti Elementi su cui

Dettagli

REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010. Art. 1 Ambito di applicazione

REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010. Art. 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010 Art. 1 Ambito di applicazione L Università, in applicazione del D.M. 242/98 ed ai

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia

MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia Master of Arts MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia 1. Descrizione generale del programma Il conseguimento del titolo di «Master of Arts in Lingue

Dettagli

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE Progetto di formazione Questo progetto si articola in due diversi interventi: - un corso/laboratorio per

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

Codice deontologico dell Assistente Sociale

Codice deontologico dell Assistente Sociale Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi

Dettagli

Linee guida per le Scuole 2.0

Linee guida per le Scuole 2.0 Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE D.R. n.1035/2015 Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT In collaborazione con CONFAPI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Università degli Studi di Roma Tor Vergata DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E FINANZA MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ECONOMIA DELLA CULTURA: POLITICHE, GOVERNO E GESTIONE modalità didattica mista presenza/distanza

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C.

che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C. laformazione che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C.M Premessa Di recente i disturbi specifici dell

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Lo sviluppo sociale nell adolescenza

Lo sviluppo sociale nell adolescenza Lo sviluppo sociale nell adolescenza che avvengono durante l adolescenza sul piano fisico e intellettuale si accompagnano a rilevanti modificazioni dell assetto sociale e personale

Dettagli

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 TITOLO DEL PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 Settore e Area di Intervento: Settore: ASSISTENZA

Dettagli