EVENTO ALLUVIONALE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO

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1 EVENTO ALLUVIONALE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO POST-ANALISI SINOTTICA DELL EPISODIO E FOCUS SULL EST VERONESE di Francesco De Bon e Luca Bertolazzi INTRODUZIONE Durante i giorni Sabato 10 e Domenica 11 Novembre il Veneto è stato interessato da un intenso sistema perturbato legato a una onda baroclina in Oceano Atlantico. Le correnti, prevalentemente di libeccio sul Mediterraneo, ma in seguito ruotate ad ostro nei bassi strati specialmente sul Veneto hanno scaricato ingenti precipitazioni sulla fascia alpina, prealpina, e tutta la cintura delle medie-alte pianure. Sono intervenuti anche locali fenomeni di stau (sollevamento orografico) nelle zone ormai note per tale effetto, causati dal richiamo sciroccale al suolo e dall intenso afflusso dai quadranti sud-occidentali, con previsioni di scirocco moderato/forte anche in pianura. Tali ingenti precipitazioni concentrate in poco tempo hanno causato criticità idrogeologiche ed idrauliche in molte zone del Veneto, fra tutte, le aree interessate dal torrente Muson dei Sassi (Alta Padovana) e dal fiume Bacchiglione (città di Vicenza). MODELLI GLOBALI I modelli globali hanno individuato in maniera abbastanza soddisfacente sfacente la perturbazione con diversi giorni d anticipo, pur con delle incongruenze. Ad esempio, per cominciare questa analisi a posteriori si può prendere spunto dalla sinottica europea proposta dal modello ARPEGE, che ben individua la saccatura presente in Oceano Atlantico ed evidenzia le tese correnti sud-occidentali che andranno a investire il Veneto. E interessante notare inoltre la presenza di un rilevante abbassamento della quota isentropica di 2 PVU, dovuto all aumento del trasporto di vorticità di Ertel nel Mediterraneo operato dalla saccatura. Altro elemento importantissimo è stato l anticiclone di blocco presente sull Europa orientale che ha causato un rallentamento della traslazione della saccatura verso est. In generale, un rallentamento della struttura ciclonica fa presupporre che i fenomeni debbano consumarsi in loco e rimangano quindi persistenti nel ramo ascendente della saccatura. Questo comportamento si può vedere nelle sinottiche europee qui ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 1

2 proposte che coprono l intervallo dalle 00z del 9 alle 00z del 12 Novembre. Nell ultima immagine è evidente il distacco quasi completo di una goccia fredda dalla struttura depressionaria giusto a nord del Marocco. Sinottiche di previsione dal modello ARPEGE 0.1 su analisi ARP 00Z dal 9/11/12 al 12/11/12. Non solo dai modelli deterministici si potevano cogliere preziose informazioni, ma anche da quelli ensamble, che sono assai utili in situazioni come queste, quando è necessario tener conto di tutte le configurazioni possibili. Ecco quindi che l EFI (Extreme Forecast Index) derivato dalle 51 corse probabilistiche di ECMWF è un grosso segnale in quanto ad importanza della situazione. Si vede come il Veneto sia in gran parte compreso nella zona rossa, ossia la zona con probabilità compresa tra il 90 e il 100% di precipitazioni ingenti. La prima mappa fa riferimento a sabato 10, la seconda a domenica 11. Extreme Forecast Index precipitation calcolato dalle ENS di ECMWF, dati ECMWF 00Z del 10/11/12. E opportuno anche dare uno sguardo anche ai cumulati massimi, ai quantili e alle probabilità di precipitazioni superiori ai 50 e 100 millimetri. Si ricorre quindi alle mappe di PEARP, le ENS di ARPEGE. Si nota quindi che la sinottica non presenta spread tale, nel campo dell altezza geopotenziale, da chiamare in ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 2

3 causa incertezze in qualche modo salvifiche per il Veneto. Al contrario infatti, gli scenari proposti sono pesanti. Media dell altezza di geopotenziale a 500 hpa e spread (dam) dal modello PEARP 1.0 su analisi ARP 06Z DEL 10/11/12. Si può notaree la saccatura stretta a sinistra da una alta pressione delle Azzorre ed a destra dall alta dall pressione di blocco sui Balcani. Il colore viola rappresenta il differenziale di previsione dell altezza di geopotenziale. Non a caso infatti la carta che mostra la massima precipitazione possibile marca ulteriormente la gravità della situazione incombente. La pianura è diffusamente prevista accumulare circa millimetri, le medie-alte alte pianure dovrebbero raccogliere circa millimetri ed i rilievi tra i e i 200 millimetri, con picchi sul Friuli di millimetri. Massima precipitazione possibile in 24h dal modello PEARP 0.1 su analisi ARP 06Z DEL 10/11/ NOVEMBRE 2012 IN VENETO ALLUVIONE DEL Pag. 3

4 E da notare anche il quantile 25%, la carta successiva, che mette in risalto come le pianure siano già viste a milllimetri circa, segno dell importanza degli accumuli previsti. Purtroppo, nella grande maggioranza dei casi lo scenario estremo di massima sima precipitazione non viene mai raggiunto, stavolta invece è stato raggiunto e superato. Quantile 25% di precipitazione in 24 h dal modello PEARP 0.1 su analisi ARP 06Z DEL 10/11/12. In questa carta invece, sempre di PEARP, viene mostrata la probabilità ità che venga superata la soglia dei 50 millimetri nelle 24 ore. Per le medie-alte pianure i valori di probabilità sono medio - alti (superiori al 50-60%), per i rilievi la probabilità è del 100%. Probabilità di precipitazioni superiori a 50 mm dal modello PEARP 0.1 su analisi ARP 06Z DEL 10/11/12. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 4

5 MODELLI LOCALI Già da Mercoledì sera, con le prime uscite del modello LAMMA a 9 km di risoluzione si poteva capire quale sarebbe stata la probabile entità delle precipitazioni e la loro distribuzione, ovviamente variabile di corsa in corsa, ma sempre più realistica con l avvicinarsi dell evento. Precipitazioni accumulate in 24 h dal modello LAMMA ECMWF 9 km. Altre indicazioni importanti si coglievano negli stessi giorni anche da ARPEGE stesso con le mappe grezze di precipitazione che qui di seguito proposte. Precipitazioni previste in 24 ore dal modello ARPEGE 0.1 su analisi ARP 00Z del 09/11/12 e 10/11/12. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 5

6 Numerosi indizi si potevano cogliere dai modelli locali a griglia più fine. Si è riscontrato innanzitutto un trend all aumento delle precipitazioni man mano che ci si avvicinava all evento. Nelle immagini dei principali LAM si può vedere questa tendenza. Precipitazioni accumulate in 24 h dal modello LAMMA ECMWF 3 km dal 8/11/12 al 11/11/12. Inoltre, la presenza di sostenuti venti di ostro negli strati più bassi faceva pensare subito ad ingenti precipitazioni sui rilievi e le altre pianure. Sono stati proposti anche scenari estremi, come quelli del modello sperimentale MOLOCH 1.5 km su dati di GFS, che qui sotto è riportato. Si prevedono quasi 450 mm in 24 ore in Friuli e punte di 350 mm nelle Prealpi venete centrali. Tale scenario, almeno per le zone prealpine è stato purtroppo previsto abbastanza bene, molto meno bene sulla pianura, dove sono caduti circa 9-10 volte le precipitazioni calcolate. Precipitazioni accumulate in 24 h dal modello MOLOCH 1.5 km sperimentale, su dati BOLAM 00Z (GFS 18Z) del 10/11/12. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 6

7 Qui invece è proposta la sovrapposizione fatta dall utente del forum di Serenissimameteo Sergio Pianezzola con Google Earth: da notare l errata distribuzione pluviometrica in pianura mentre i valori possono considerarsi abbastanza corretti per i rilievi. Nelle ellissi rosse sono evidenziati i massimi accumuli previsti sul Recoarese e Piccole Dolomiti, le Prealpi centrali (Monte Grappa) e il Friuli più a destra nella zona del Piancavallo (PN). E utile spendere qualche parola anche sulla matrice umida del peggioramento, direttamente dal Mediterraneo meridionale. Si può vedere bene nella mappa di previsione di Theta-E (dove E sta per equivalent) del LAMMA ECMWF 3 km a 850 hpa, quindi nei bassi strati. Questo parametro è utile per valutare la stabilità di una massa d aria. In generale, maggiori sono i valori di Theta-E maggiore è l instabilità potenziale. E un parametro che dipende da due fattori: -quanto vapore acqueo contiene la massa d aria, -la temperatura della massa d aria. Infatti la temperatura potenziale equivalente è la temperatura che una massa d aria avrebbe se tutto il vapore acqueo che contiene fosse condensato e tale massa d aria poi portata al livello della pressione SLM. Trascurando i dettagli teorici, si fa riferimento al calore latente di condensazione, un parametro termodinamico assimilabile ad un ΔH (entalpia). Dati i valori di Theta-E, la massa d aria che s è portata sui rilievi veneti (e l ulteriore iniezione dello scirocco al suolo) ha generato tali precipitazioni. A fianco di questa, è riportata un immagine satellitare del canale infrarosso a 10.8 µm di radianza, della cosiddetta temperatura di brillanza delle nubi. Si evidenzia come proprio in corrispondenza del canale di alimentazione umido (warm conveyor belt) si generino gli imponenti sistemi nuvolosi carichi di pioggia che hanno poi raggiunto la nostra regione. I sistemi nuvolosi risultano sviluppati in altezza e riconoscibili dal colore bianco e viola nell immagine dal satellite. Le ultime tre immagini fanno sempre riferimento ai Theta- ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 7

8 E ma tratti dal modello AROME WMED, a 925 e 950 hpa più le SST sul Mediterraneo alle ore 00z dell 11 Novembre. L immagine a fianco delle SST è una convection chart di ARPEGE, sempre dei Theta-E T a 925 hpa. Previsione di Theta-EE sul Mediterraneo di AROME WMED e ARPEGE del 10-11/11/ /11/12 su dati ARP e AROME. Qui di seguito vengono riportate le mappe di previsione di accumulo in 24 ore dei LAM usate per stendere le previsioni, per Youmeteo le mappe si riferiscono alla precipitazione in 12 ore dell 11 Novembre. 11 NOVEMBRE 2012 IN VENETO ALLUVIONE DEL Pag. 8

9 LAMMA WRF ECMWF 3 km: YOUMETEO.COM GFS 2.5 km: AROME ECMWF 2.5 km: 11 NOVEMBRE 2012 IN VENETO ALLUVIONE DEL Pag. 9

10 AROME FRANCE: Anche i modelli probabilistici ad alta risoluzione davano segnali non indifferenti in quanto ad accumuli. COSMO H2 EPS per esempio, forniva scenari abbastanza inquietanti. Probabilità di precipitazioni superiori a 50 e 100 mm in 24 dal modello COSMO H2 EPS su dati ECMWF 12z del 10/11/12. Nell immagine di sinistra è presente la probabilità di precipitazioni superiori ai 50 millimetri, in quella di destra la probabilità di precipitazioni superiori ai 100 millimetri. Sebbene diverga molto dal precedente ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 10

11 modello PEARP per la pianura e non sia soddisfacente come previsione, è concorde per le ingenti precipitazioni sui rilievi. Nell immagine di destra si nota bene infatti il profilo dei rilievi prealpini dove sono presenti le macchie rosse del 100% di probabilità. Vediamo anche le correnti che interessano il Veneto. Si diceva all inizio della presenza di libeccio e ostro. Dapprima vediamo il modello globale ECMWF: queste due mappe si riferiscono alle altezze di geopotenziale di 700 e 850 hpa, campo dell umidità relativa e della velocità del vento alle ore 12z del 11/11/12. Si possono notare le intense correnti sud-occidentali che investono il Nord talia e la loro quasi completa saturazione di vapore acqueo, quel vapore che condensandosi andrà a causare le intense precipitazioni sui rilievi. Per visualizzare meglio le componenti del vento alle varie quote è riportato sotto il modello LAMMA ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 11

12 ECMWF 3 km. Si fa riferimento nelle successive 3 immagini alla velocità del vento in nodi alle quote isopotenziali di 700, 850 e 925 hpa. A 700 hpa tese correnti da SW (libeccio) previste a 35 nodi investono le zone alpine e sono sature praticamente (RH>90%), a 850 hpa le correnti ruotano ad ostro e vanno a impattare perpendicolarmente la catena prealpina veneta, lo stesso si può dire a 925 hpa. Le correnti sono tutte sature di umidità, così come si può anche vedere dall integrated water vapour e dal CLWI (Cloud Liquid Water Index). Le mappe si riferiscono alle 10z (ore 11 locali) e alle 9z per quella del CLWI. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 12

13 Mappe di IWV (10z) e CLWI (09z) dell 11/11/12: LE PREVISIONI DI SERENISSIMA METEO Per comporre le previsioni di quei giorni sono stati usati i seguenti modelli locali: AROME WMED ECMWF 2.5 km, YOUMETEO.COM GFS 2.5 km e LAMMA ECMWF 3 km. Inoltre per il primo periodo ci si è orientati in via indicativa anche con Meteotitano, che aveva a disposizione la corsa fino a +84h dall inizializzazione del modello. Come LAM di supporto in fase di nowcasting è stato usato COSMO 2.8 km ed AROME FRANCE. Il primo è aggiornato ogni 3 ore ed assimila anche le immagini di 3 radar di Meteo Svizzera, il secondo è il fratello minore di AROME WMED, col quale condivide l inizializzazione dei dati (in sostanza la stessa analisi derivante da ECMWF più altri dati). Da notare anche la quota neve particolarmente elevata, con lo zero termico previsto a quasi 3000 metri sulle Prealpi e tale da far scendere pioggia fin sulla cima di svariati rilievi. Ecco quindi che in una situazione delicata come questa, le previsioni assumono un ruolo ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 13

14 fondamentale. Queste sono quelle proposte da SerenissimaMeteo durante l evento, fanno riferimento ai giorni 10 e 11 di Novembre: ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 14

15 Ben visibili le zone evidenziate dalle curve rosse e viola, che indicano rispettivamente accumuli abbondanti per le zone in rosso e molto abbondanti per quelle in viola: questo per dare ai nostri lettori subito l idea della situazione e metterli in allerta. Il colore viola è la prima volta che stato utilizzato per la prima volta. Viene data enfasi ai fenomeni abbondanti, previsti con svariate ore d anticipo ed evidenziando il pannello integrativo in rosso. In fase di nowcasting tuttavia è stato riscontrato un ritardo pari a circa 3 ore negli eventi durante la giornata di Sabato, e i primi fenomeni sul vicentino si sono registrati attorno alle 20:40 anziché al primo pomeriggio del 10 Novembre. Questo ritardo è attribuibile all anticiclone presente sui Balcani, detto di blocco, che ostacola il normale transito zonale delle perturbazioni. Tale anticiclone, evidentemente più forte del previsto, ha, come primo effetto tangibile, rallentato la perturbazione causando le 3 ore di ritardo. Sono state inoltre proposte varie ipotesi sugli effetti di questo fenomeno, le due più impellenti sono state se poteva cambiare la distribuzione pluviometrica e se poteva variare la stima dell accumulo previsto dai LAM. La mia ipotesi personale verteva su un maggior coinvolgimento delle Prealpi centrali rispetto alle occidentali e un aumento degli accumuli previsti. A posteriori posso dire che la mia idea è stata corretta. Infatti, i massimi di precipitazione, come si vede da immagine allegata qui sotto, sono stati proprio sulle Prealpi centrali e orientali. Forse, ma questa è una personale supposizione, questa distribuzione ha salvato la città di Vicenza. Infatti se il massimo di Valpore di Seren (BL) fosse stato a Turcati Recoaro (VI), il sistema idraulico non avrebbe più retto. L immagine successiva è la mappa di precipitazione registrata l 11 Novembre, con i valori numerici oltre i 100 millimetri registrati nella regione. In colore rosso sono messe in rilievo il massimo di Valpore di Seren (BL) e in grassetto nero i valori oltre i 100 millimetri di alcune zone di pianura o bassa collina. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 15

16 11 Nov 2012 Total Precipitation (mm) Station Valpore (Valle di Seren) Cansiglio (Tramedere) Rifugio Bocchette Valstagna Tambre (Col Indes) Longarone (Soffranco) Feltre (Villaga) Trichiana (Sant'Antonio di Tortal) Quero Follina Rifugio Citta' di Fiume Pove del Grappa (Camposolagna) Arsiero (Castana) San Nazario (Lepre) Crespano del Grappa Solagna (Villaggio del Sole) Agno a Recoaro Terme Conco (Val Lastaro) Gosaldo (Sant'Andrea) Recoaro Terme (Turcati) Vittorio Veneto Farra di Soligo Pieve d'alpago (Torch) Rifugio Monte Corno Conegliano Posina (Contra' Doppio) Passo Xomo Valdobbiadene (Bigolino) Velo d'astico (Brustole') Longarone Recoaro Terme (Recoaro Mille) Forno di Zoldo (Campo di Zoldo) Ponte nelle Alpi (La Secca) San Nazario (Finestron) Pieve di Soligo (Solighetto) Valli del Pasubio Santa Giustina Rifugio la Guardia Taibon (Col di Pra') Valle di Cadore Belluno (Cirvoi) Vidor Chies d'alpago (San Martino d'alpago) Laghi (Molini) Gosaldo (Saesin) Lusiana Monte Avena Montecchio Maggiore Marcesina Gallio Chies d'alpago (Roncadin) Passo Santa Caterina Gaiarine La Valle Agordina Agordo Ponte di Mondeval Fonzaso Brenta a Cismon del Grappa Schio (Monte Magre') Pove del Grappa (Pra' Gollin) Bassano del Grappa (ovest) Volpago del Montello Crespadoro Valdagno Funes-Bovolenta Selva di Cadore (Pescul) Sappada Zane' Rossano Veneto Bassano del Grappa (nord) Castelfranco Veneto Crespano del Grappa Crep di Pecol Velo d'astico (Meda) Santa Giustina Selva di Progno (San Bortolo) Tonezza del Cimone San Giovanni Ilarione Vazzola Bassano del Grappa Arzignano (Tezze) Nove (quartiere Brenta) Bassano del Grappa (San Vito) Villorba Astico a Pedescala Asiago (aeroporto) Mareno di Piave Belluno (aeroporto) Maser Perarolo di Cadore Borso del Grappa (Semonzo) Musone a Castelfranco Veneto Malo Vidor (Bosco) Canale d'agordo (Gares) Auronzo Rosa' Trissino Tombolo Montecchio Precalcino Podestagno Santo Stefano di Cadore Passo Monte Croce di Comelico Marostica Salcedo Monticano a Fontanelle Borca di Cadore (Villanova) Cortina (Gilardon) Rifugio Campogrosso Agno a Ponte Brogliano Nove (osservatorio astronomico) Breganze Lamon Faloria ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 16

17 Spiccano poi i valori orari alluvionali di precipitazione registrati tra le 9 e le 10 dell 11 Novembre a Feltre (BL), quando in un ora caddero ben 36 millimetri di precipitazione. Le due cartine qui sotto sono molto esplicative della potenza del sistema perturbato e dello stau sulle Prealpi. Altro elemento di cui tener considerazione è il vento di scirocco. Famoso per l acqua alta, (infatti s è registrata una punta di 149 centimetri sullo zero mareometrico a Venezia) è responsabile dello stau nelle zone esposte ai venti da sud-est. L intenso richiamo previsto dai modelli locali si è reso concreto ed ha sfondato fino in pianura, come da previsione dei modelli locali LAMMA ECMWF 3 km e Youmeteo.com che sono riportati qui sotto: Previsione del vento a 10 m dei modelli LAMMA ECMWF 3 km e YOUMETEO GFS 3 km su dati ECMWF e GFS del 10/11/12. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 17

18 Qui nelle due immagini sottostanti i valori registrati di scirocco in questa occasione alle ore 7 e 10 locali. Nelle mappe successive infatti si può vedere la previsione di pioggia accumulata in 6 ore contro l osservazione al suolo, dalle 00z alle 24z del l 11/11/12 del modello AROME FRANCE, questo a mo di verifica di uno dei modelli presi in esame. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 18

19 Anche il modello Youmeteo proponeva accumuli di rilievo per la pianura ma ben lontani dal centinaio di millimetri registrati da numerose stazioni. Resta inoltre il fatto che ancora una volta solo AROME e Youmeteo hanno individuato la corretta distribuzione di pluviometria (Youmeteo non proprio del tutto ma è abbastanza soddisfacente) sul Veneto ma ad evento praticamente in corso. 11 NOVEMBRE 2012: FOCUS MALTEMPO EST VERONESE a cura di Luca Bertolazzi L'ondata di maltempo del Novembre ha causato gravi problemi di natura idraulica sull'est veronese, sul nodo critico Alpone-Chiampo. Si tratta dell'ennesima situazione di emergenza dal 2008 a questa parte, con vari episodi che, con cadenza praticamente annuale, hanno mandato in crisi la rete idraulica. Fare confronti con gli episodi precedenti è difficile per due ragioni. Il primo motivo è che sulla media pianura, (parte medio - bassa del bacino) sono cadute ingenti precipitazioni con cumulati da record se messi in relazione con le ore di precipitazione. I rain rate sulla media pianura hanno sorpassato di molto quelli registrati durante i giorni dell'alluvione del La seconda è che rispetto al 2010, è stata modificata la conformazione del bacino, con una paratia costruita tra i fiumi Tramigna e Alpone. Venendo abbassata questa paratia, è stato impedito all'alpone di scaricare parte della sua portata verso l'abitato di Soave, con la conseguenza che a valle il volume d'acqua è stato di molto superiore. Innanzitutto bisogna premettere che per il Veneto occidentale, le precipitazioni serie sono iniziate nella serata del giorno 10 Novembre, per ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 19

20 concludersi all'incirca verso le del giorno 11 Novembre. Gli accumuli totale del peggioramento riportati sotto, riferiti al bacino Chiampo-Alpone, si sono registrati dunque in un lasso di tempo di circa 15 ore: Crespadoro 149,6 mm San Bortolo 148 mm San Giovanni Ilarione 137,8 mm Chiampo 105,2 mm Monteforte D'Alpone 75,4 mm Brognoligo 72 mm Montecchia 66,2 mm Se i valori dell'intensità precipitativa a monte (Crespadoro e San Bortolo) sono sovrapponibili se non inferiori a quelli dell'alluvione del 2010, lo stesso non si può dire per la media pianura. Già a San Giovanni Ilarione (stazione posta circa a 300 metri di quota) l'intensità di precipitazione media, prendendo in esame le 15 ore di precipitazione, è stata di 9,2 mm orari. Tali valori sono superiori a quelli del 2010 dove nelle 12 ore di massima intensità precipitativa, l'intensità media era stata di 7,1 mm orari (fonte Arpav). Analoghe considerazioni si possono fare per Chiampo, dove intensità media dell'evento è stata di 7 mm orari rispetto ai 4,6 mm orari nelle 12 ore di massima intensità precipitativa del L'eccezionalità dell'evento balza ancora più all'occhio esaminando i cumulati registrati sulla bassa pianura. I 70 mm caduti in 15 ore equivalgono circa alle precipitazioni totali cadute fra i giorni 31 Ottobre e 1 Novembre Ad esempio a Monteforte d'alpone l'accumulo complessivo dei giorni 31 Ottobre e 1 Novembre 2010 è stato di "soli" 59 mm, valore molto notevole in 48 ore, ma ridicolizzato dai 75,4 mm del Novembre. Entriamo ora nello specifico con l'aiuto di alcuni grafici, per vedere come la pioggia caduta ha influito sulla crescita del fiume. La situazione nel 2010, prendendo in considerazione l'idrometro di San Bonifacio era questa: ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 20

21 Dall'immagine si vede poco, tuttavia dal momento indicato dal cerchio rosso, le circa del 31 Ottobre 2010, quando le precipitazioni sono da qualche ora divenute pesanti a monte (le barre verticali rappresentato i rain rate), il fiume che si trova poco sopra i 2 metri inizia a crescere velocemente e raggiunge il livello di 6 metri (limite esondazione) non prima delle ore circa del giorno 1 Novembre. Il fiume dunque fa registrare una crescita di 4 metri in 9-10 ore. Vediamo cosa invece è successo il giorno 11 Novembre: Il fiume parta da una condizione molto tranquilla in nottata (-0,07 metri alle 03.30) e alle fa registrare il picco assoluto di 6 metri. Nello specifico del confronto col 2010, per passare da 2 a 6 metri, il fiume ci impiega solamente 5 ore a dispetto delle 9-10 dei giorni dell'alluvione. In particolare la situazione diviene assai critica in mattinata, dopo le 9.30, col fiume in crescita quasi verticale su tutti gli idrometri. Cosa ha provocato una crescita talmente sconsiderata? Sicuramente i rain rate a monte hanno influito. Nello specifico, vediamo la progressione degli accumuli di San Bortolo nella parte clou del peggioramento: Ore 7.00: 49,8 mm Ore 8.00: 55,4 mm Ore 9.00: 75,8 mm Ore 10.00: 90,2 mm Ore 11.00: 102,2 mm Ore 12.00: 107,4 mm Dalle ore 8.00 alle la media oraria è di 15,6 mm. E questo è proprio il lasso di tempo in cui la situazione si è manifestata in tutta la sua criticità quasi improvvisamente prima a Monteforte d'alpone e poi a San Bonifacio. Rain rate superiori ai 15 mm orari, costanti per più ore, erano presenti anche nella notte dell'1 Novembre 2010, e sono rain rate che l'alpone non regge. Tuttavia in questa situazione l'alpone ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 21

22 ha fatto registrare una crescita ben più veloce di quella del 2010, ed ha raggiunto il livello eccezionale di 6 metri, livello che dopo l'alluvione ci si augurava tornasse a raggiungere in un futuro più lontano possibile. I numeri del peggioramento a monte sono stati notevoli, ma come intensità dei rain rate perfettamente paragonabili a quelli del E ovviamente inferiori per quanto riguarda i cumulati totali. Una crescita così rapida dal fiume è imputabile ai rain rate pesanti anche sulla media pianura, e probabilmente, alla chiusura della paratia effettuata in mattinata del giorno 11 Novembre quando il fiume Alpone in piena ha iniziato a risalire verso l'abitato di Soave. Teniamo presente, guardando il grafico dell'idrometro di San Bonifacio riguardo i giorni dell'alluvione, che il fiume raggiungeva i 6 metri nonostante stesse scaricando parte della sua portata nell'abitato di Soave dopo aver fatto implodere il Tramigna. CONCLUSIONI Il lavoro analitico post evento illustrato in questa pubblicazione si proponeva appunto di individuare quanto le risorse disponibili in materia predittiva avessero inquadrato quello che poi è stato l'evento meteorologico nei fatti e nelle conseguenze reali sul territorio. Si sono analizzate e confrontate mappe predittivemodellistiche, frutto di elaborazioni fisico-matematiche che si prefissano di individuare, nel loro progressivo affinamento (avvicinandosi quindi all'immediatezza dell'evento perturbato) una approssimazione quanto più vicina possibile alla realtà. Sempre di approssimazione si tratta, con i dovuti limiti e quindi necessitando di una opportuna osservazione critica frutto di abilità ed esperienza dell'analista/previsore che ne prende lettura. In conclusione appare necessario ribadire come la corretta localizzazione degli accumuli e la loro quantificazione più vicina alla realtà si sia realizzata, nei prodotti indicati nel documento, solo al mattino dell 11 Novembre, tempistiche in questa occasione davvero ristrette, non solo a ridosso dell'evento, ma ad evento in corso. Purtroppo si è trattato in questo caso di uno svantaggio in sede previsionale per la mancanza di un corretto quadro che, tuttavia, presentandosi ugualmente pesante e meritevole di attenzione ha, in ogni caso, giustificato in maniera assoluta ogni attività preventiva messa in opera dalle autorità preposte. Gli accumuli pluviometrici calcolati dai modelli fisico-matematici di previsione, seppur non del tutto corretti, hanno ben giustificato l'attivazione delle procedure da adottare in casi di rischio idrogeologico e idraulico, nonché delle allerte da parte della Protezione Civile e dei Comuni per le sole precipitazioni previste sui rilievi e pedemontane annesse. Come avrà potuto osservare il lettore, i prodotti sopra presentati hanno individuato con correttezza i cumulati pluviometrici che sarebbero caduti nell'area prealpina e pedemontana. Come sopra anticipato, è opportuno inoltre sottolineare come gli ingenti accumuli registrati in pianura, sottostimati dalla modellistica (ecco l'errore principale imputabile), sono stati fonte di problematiche di vario genere che, se non affrontate correttamente e con le opportune tempistiche cosi come è stato fatto, avrebbero con solide probabilità portato a problematiche e criticità ben peggiori. Stante un quadro previsionale simile, indicativo di precipitazioni abbondanti frutto di sollevamento orografico (stau) sulle zone pedemontane e prealpine, nonché tenuto conto delle tempistiche di realizzazione di tali accumuli, dal punto di vista meteorologico appariva ben chiaro al previsore come la situazione meteorologica in divenire era di quelle da monitorare con estrema attenzione, tenuto anche dovutamente conto di eventuali (come poi in parte accaduto) sottostime dovute a imperfezioni nelle elaborazioni modellistiche. ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2012 IN VENETO Pag. 22

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