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2 a riflettere in modo molto attento scoprendo che oggi stiamo avviando percorsi che in qualche modo hanno una similitudine con percorsi di persone che non abbiamo conosciuto ma dei quali abbiamo documentazioni scritte. Panini parla dello scambio di esperienze fra gli artigiani: Venivano qui ad insegnare pratica di laboratorio ai ragazzi che frequentavano questa scuola. Una di quelle esperienze che andrebbe riproposta e sulla quale noi abbiamo una forte richiesta dagli stessi artigiani. Dopo i gentili auguri di buon Natale dell assessore, la preside ribatte facendo chiaramente capire la fiducia che lei stessa ripone negli istituti professionali e dice la scuola potrà rilanciare l economia del paese. Mettiamo l accento su quest argomento e ci impegniamo affinchè da questo istituto escano validi artigiani, validi tecnici. 2

3 molto alta. Il nostro obiettivo è evitare che questo avvenga e lottiamo anche contro la disoccupazione. Dobbiamo pensare alla scuola sempre più come ad un investimento per il futuro e sempre meno come ad una spesa per il bilancio dello stato. Acerra ci illustra gli strumenti per far si che ciò di cui parla possa avvenire: - raccordo fra la scuola e il mondo dell impresa - affiancare il sapere al saper fare La parola passa poi al dirigente Ettore Acerra che porta i saluti del dott. Luciano Chiappetta, uno dei dirigenti del dipartimento dell istruzione del ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. Il dirigente ci ricorda che il governo ha presentato un documento dal titolo La buona scuola e ci parla in particolare della sezione 5 intitolata fondata sul lavoro L Italia è uno dei Paesi in cui c è una media di dispersione scolastica nettamente maggiore alla media Europea. Abbiamo il 18% di dispersione scolastica che è sicuramente una percentuale Fa inoltre un confronto tra l istruzione professionale e tecnica in Italia con quella negli altri paesi Europei: vari paesi hanno fatto una scelta diversa dalla nostra. Hanno scelto un sistema con una continua alternanza tra la formazione scolastica e la formazione lavorativa. Riusciamo a immaginare l Italia che lavora sul sistema duale? Beh, dovremmo. Inoltre parla dell importanza dell orientamento spiegando quanto sia importante che lo studente prenda coscienza della scelta scolastica che va a intraprendere e a quanto l aiuto nella scelta sia di fondamentale importanza nel progetto della vita di ognuno di noi. E dopo una breve parentesi sulla valutazione e il progetto di autogestione che partirà nelle scuole l anno prossimo, l assessore al lavoro Severino Nappi inizia il suo discorso in cui parla di tempo di cambiamento per la nostra scuola e dell obiettivo di trasformare il modello che nel tempo ha creato validi tecnici i quali non avevano le giuste opportunità per mettere in pratica le loro capacità, dando oggi la possibilità ai giovani nel lavoro di avere delle possibilità significative per poter conoscere le dinamiche del lavoro già nel mentre della loro formazione personale e scolastica. Oggi festeggiamo i 150 anni del Casanova ma anche l operatività dei centinaia di mondi del tecnico-professionale. Esordisce Nappi. Aggiunge inoltre Noi stiamo lavorando attraverso Garanzia Giovani affinchè questi ragazzi, dopo il diploma, se non dovessero frequentare l'università, possano iscriversi al programma per poter accompagnarli al meglio verso il mondo del lavoro. Appena usciti dalla scuola quindi, qualunque ragazzo abbia bisogno di aiuto nella ricerca o nella formazione del lavoro, può iscriversi sulla piattaforma di Garanzia Giovani. Tutti i ragazzi che si iscriveranno, secondo le misure del programma avranno l opportunità di avviare una delle attività che sono previste all interno di esso. Nappi ne parla con immenso orgoglio e conclude così: questa è una scommessa nella quale noi crediamo e pensiamo che sia la strada giusta per indirizzare i giovani alla giusta via per il lavoro. 3

4 La parola ritorna poi alla preside che presenta la prima pubblicazione de La Cappella del Rosario in cui si parla del convento dov è poi nata la scuola Alfonso Casanova e subito dopo il conferenziere Francesco di Vajo ci illustra brevemente la storia del libro in questo luogo sono venuti i fanciulli dagli asili durante il 1861 ed è un po su questo che si basa il discorso del primo conferenziere. Ci illustra le imprese della società degli asili costituita in quell anno e del quale Alfonso Casanova è stato segretario illustrandoci le conseguenze positive e negative delle prime scuole che servivano a dare un lavoro ai ragazzi poveri o bisognosi. Scopriamo che Casanova basò la sua vita cercando di dare una buona istruzione a chi ne aveva bisogno lottando affinchè questi ragazzi non fossero abbandonati ma seguiti e accolti non solo a 6, 7 e 8 anni, bensì anche da adolescenti e nei giorni festivi oltre ai feriali e fino ad otto ore al giorno! Non si trattava solo di dare un titolo o un lavoro a questi ragazzi ma veniva e doveva esser tenuto conto anche a quali impieghi loro potessero impegnarsi con volontà. Ed è quindi questo il succo del discorso: ricordare la dedizione e le imprese di Alfonso Casanova nel togliere dalla strada i ragazzi che pur avendo un potenziale, non avevano i mezzi economici per poterli mettere in pratica. Continua il discorso il professore Silvio De Majo che parla dell istruzione professionale ed economica a Napoli nella seconda metà dell Ottocento. Stare in un professionale non significa tendere dopo il diploma soltanto ad un completamento degli studi attraverso l università, ma avere invece una formazione che possa portarli fin da subito nel mondo del lavoro. Ci ricorda che già prima dell Unità d Italia, Napoli era la realtà industriale più importante dopo Genova, Milano e Torino e ci parla del rapporto stretto tra industrializzazione e l istruzione tecnica e scientifica non sempre il rapporto è diretto. Alcune volte è l industria che promuove l istruzione. Altre volte invece il rapporto è diverso, ci può essere un lungimirante come Casanova che capisce che siccome in altri paesi Europei ci sono delle novità importanti dal punto di vista tecnologico, bisogna istruire operai. Ci spiega quanto gli anni sessanta che seguirono l Unità d Italia siano stati anni importanti per la nascita di alcuni istituti professionali, ricordandoli come anni in cui si è sentita una forte esigenza di creare per tutti delle industrie all avanguardia rispetto ai tempi che correvano. Affronta inoltre il legame tra scuola Napoletana e artigianato Il Casanova è molto legato all artigianato. Napoli è una grande città artigiana almeno dal quindicesimo secolo se non ancora prima. Ed è inoltre una città con una grande richiesta di artigiani. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori e decine e decine di imprenditori. Finisce poi il suo discorso così Non dimenticate mai che dalla storia c è sempre da imparare per migliorare nel futuro. 4

5 Viene successivamente letta la lettera mandata dal Cardinale Sepe che purtroppo non era presente ma che non ha fatto sicuramente mancare i suoi auguri e gli incoraggiamenti a non arrendersi mai e a fare sempre meglio nell insegnamento della storia di un istituto ultra centenario come il Casanova porgendo i suoi saluti e dando la sua benedizione ai presenti. Silvio De Majo poi dona il suo libro Napoli e l industria alla preside così da poterlo conservare nella vostra libreria storica dice affettuosamente porgendole il dono che la dirigente accetta con piacere ringraziandolo a nome di tutta la comunità del Casanova. E poi la parola viene ceduta all assessore Angela Cortese che termina il convegno parlando delle politiche e pratiche dell istruzione professionale i musei sono bellissimi ma sicuramente è ancora più bello un luogo pieno di storia che viene vissuto giorno per giorno da insegnanti e studenti, proprio come il Casanova. Ed è a scuole come questa che noi dobbiamo dare la priorità nella cura e nella manutenzione. Dice la Cortese e così dall Ottocento si rivoluziona il discorso arrivando agli anni duemila. Quando ancora Napoli era una provincia, decidemmo di dividerla in ambiti funzionali. Noi come scuola, non eravamo interessati a collocarci negli ambiti sociali, sapevamo bene che avevamo più bisogno di avvicinarci all ambito dello sviluppo del territorio e così scegliemmo uno strumento urbanistico PTCP(Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che ci permettesse di avere un luogo dove discutere la politica scolastica delle nostre scuole, soprattutto di quella superiore. Non è stato quindi semplice tutto ciò perché è servito cambiare la mentalità e la cultura delle persone nel rapporto tra le scuole e il mondo del lavoro. Ma alla fine ci siamo riusciti e siamo stati molto orgogliosi dei traguardi raggiunti ci dice l assessore. E poi ritorna a parlarci della scuola unificata basata sull orientamento e dice: E stata una scuola che non ha mai avuto gli strumenti per poter fare un buon orientamento e noi ce ne accorgemmo con l osservatorio. Quando analizzammo i suoi dati, venne fuori che al primo anno degli istituti professionali il 50% dei ragazzi abbandonava la scuola e 1 su 5

6 2 non si iscriveva più. Ci spiega che il modo migliore per rimediare e modificare questi dati era per forza collegarsi alle scuole medie pur non essendo di loro competenza ma che erano di fondamentale importanza venendo prima delle superiori ed essendo la preparazione ad esse. Costruimmo una sorta di modello e cominciammo a lavorare molto sull orientamento utilizzando un bus e cercando di fare orientamento itinerante con i professori. Troppo spesso la scuola si sceglie perché è quella dove ci va l amichetta o perché lì c è una tradizione di famiglia, dimenticandoci troppo spesso di ciò che il ragazzo vuole realmente fare. In seguito a questo organizzarono scuole aperte di cui oggi si è perso un po le tracce ma che in sostanza consisteva nel tenere aperte tutte le scuole superiori di Napoli nell ultimo week-end prima delle vacanze di Natale affinchè le famiglie e gli studenti potessero andare in visita nelle scuole per cercare di aiutare studenti e studentesse nella scelta per il futuro. Era una sorta di open day fatto dalla provincia con i suoi stessi fondi. Si parla poi dei quartieri malfamati di Napoli e in particolare del quartiere Sanità che era uno di quelli in cui le scuole erano considerate di poca importanza o comunque non curate con la giusta attenzione. E proprio in questo quartiere ci dice la Cortese che investimmo circa 150 mila euro per l orientamento nelle scuole coinvolgendo tutte le istituzioni per lavorare insieme su quel territorio per favorire l orientamento e lo sbocco verso il mondo del lavoro. Ci parla poi di uno dei suoi più cari ricordi della scuola Caracciolo io conservo ancora un testo che mi portarono i ragazzi da Parigi dicendomi che era la prima volta che uscivano dal Quartiere Sanità. Questo secondo me deve essere il pungolo dell istruzione professionale. Innanzi tutto collegarsi a quelle che sono le attività produttive di questo territorio. Una conferenza insomma sul valore dell istruzione di ieri fino ad oggi non perdendo mai di vista il domani. Un modo per conoscere coloro che amministrano e governano le scuole e un opportunità per renderci conto del percorso scolastico personale di ognuno di noi. Una mattinata lunga e piacevole in cui si sono alternati momenti divertenti a momenti seri e di riflessione. Dopo la conferenza, si è tenuto il buffet per gli ospiti e per tutto il personale scolastico. Nel pomeriggio, sono iniziati invece balli e canti organizzati dagli studenti dell istituto. Festeggiamenti durati fino a sera e che hanno visto la comparsa del Tg3. Insomma, una conclusione in perfetto stile: sobria ed elegante come solo quest istituto sa essere ma allo stesso tempo sanguigna e divertente come ogni napoletano che si rispetti. Noi, prima di buttarci nella mischia, siamo riuscite a fare qualche domanda alla preside oltre che ai ragazzi e ai professori. Il nostro giudizio finale è che tutti sono stati molto cordiali e disponibili e sicuramente erano molto felici di far parte di questa significativa manifestazione: Oggi era proprio la nostra festa! 6

7 Le interviste ai ragazzi: Tanti erano i ragazzi coinvolti nell organizzazione della manifestazione di oggi e noi del giornale siamo riusciti a fare qualche domanda ad alcuni di loro! F: Studiare qui ti ha aiutato a crescere? Andrea Ruffino 5K: Si, tanto Danilo Pugliese 3H: Diciamo di si perché comunque venendo da un'altra scuola abbastanza difficile, qui oltre ad imparare un mestiere ho imparato anche tante altre cose nuove. Ettore Ansalone 3L: Si, anche se spesso non sono in classe posso dire di essere cresciuto grazie all aiuto dei professori. F: Quale indirizzo segui? Roberto Carasta 5K: Audiovisivo Nando Schioppa 5M: Elettrotecnico e manutenzione Vincenzo Mauro 3L: Elettrico Alessandro Avolio 1i: Audiovisivo F: Sei felice di averlo scelto? Andrea Ruffino 5K: Si, anche se ero qui per fotografia ma per via della riforma Gelmini ho dovuto frequentare audiovisivo. Ettore Ansalone 3L: In realtà l ho scelto perché non c erano più posti nell audiovisivo, però comunque sto facendo delle belle esperienze qui. Nando Schioppa 5M: Certo perché soprattutto dal punto di vista lavorativo è possibili avere molti sbocchi in futuro. F: Pensi che continuerai a specializzarti o cercherai lavoro dopo aver preso il diploma? Danilo Pugliese 3H: Si, magari se avrò voglia di andare all università lo farò, però dato che prenderò già un diploma finito, preferirei comunque iniziare a lavorare. Roberto Carasta 5K: Penso che continuerò con gli studi, vorrei andare all università. Comunque vedremo più avanti. Vincenzo Mauro 3L: Sicuramente cercherò lavoro. Alessandro Avolio 1i: Cercherò lavoro. F: Ti mancherà tutto questo quando ti diplomerai? Nando Schioppa 5M: Mi mancheranno sicuramente gli amici, i professori. Si, sicuramente mi mancherà questo mondo. Ettore Ansalone 3L: Sicuramente. Andrea Ruffino 5K: Si, tantissimo. La scuola è la cosa più bella di questi ultimi cinque anni. F: I tuoi professori ti hanno aiutato/ ti stanno aiutando in questo lungo percorso? Andrea Ruffino 5K: Si, tantissimo. Soprattutto il prof. Bellopede e il prof. Calò. Danilo Pugliese 3H: Tantissimo! Soprattutto la professoressa di inglese il professore di italiano. Vincenzo Mauro 3L: Certo. 7

8 F: Qual è il tuo ruolo nella festa di oggi? Alessandro Avolio 1i: Cantante. Ettore Ansalone 3L: Io reciterò. E stato abbastanza impegnativo però mi è piaciuto davvero molto avere la possibilità di farlo. Vincenzo Mauro 3L: Anch io recito. Andrea Ruffino 5K: Aiuto cameraman. Roberto Carasta 5K: Mi occupo delle luci. Nando Schioppa 5M: Mi occupo del servizio d ordine ovvero collaboro con i professori per preservare l ordine all interno della scuola. Danilo Pugliese 3H: Io sono uno dei cantanti che si esibirà stasera. F: C è voluto molto tempo e dedizione per realizzare tutto questo, ti senti soddisfatto del risultato? Roberto Carasta 5K: Tanto tempo non direi dato che abbiamo avuto una giornata per provare visto che le giornate precedenti le abbiamo utilizzate solo per allestire, ma sono comunque soddisfatto del risultato. Nando Schioppa 5M: Si, sono molto contento di quello che ne è uscito fuori. Ettore Ansalone 3L: Ah si, è stata una bella esperienza. C è stata molta fatica nell imparare e interpretare al meglio le parti, nei camerini c era molta ansia quindi dovevamo cercare di restare calmi nonostante tutto per divertire le persone e non farci prendere dal panico in scena. F: Un tuo commento per questa manifestazione. Alessandro Avolio 1i: Sono molto felice che hanno deciso di organizzare questa manifestazione e sono contento di farne parte. Danilo Pugliese 3H: E stato organizzato tutto alla grande. Quest anno abbiamo avuto la fortuna di vedere aumentare cantanti e ballerini che d altronde sono tutti bravissimi e quindi andrà sicuramente tutto bene. Vincenzo Mauro 3L: Siamo tutti molto soddisfatti perché ci siamo impegnati molto per realizzare tutto al meglio. Ettore Ansalone3L: E servita davvero molto. Prima di tutto per farci stare a contatto con le persone e poi perché questa scuola aveva bisogno di dimostrare che può fare più di ciò che si pensa. F: Ti senti parte della storia ultracentenaria dell istituto? Alessandro Avolio 1i: si perché sono io in prima persona ad aver piacere a partecipare a manifestazioni ed organizzazioni varie della scuola quindi mi sento del tutto parte di questa comunità. Danilo Pugliese 3H: Si perché comunque questi festeggiamenti vanno avanti da tre anni ed io è proprio da tre anni che sono partecipe di tutto questo. Vincenzo Mauro 3L: No, perché la storia secondo me non l abbiamo fatta noi. Roberto Carasta 5K: Io penso che tutti facciamo parte anche minimamente della storia di questa scuola perché comunque ognuno di noi ha una piccola parte oggi. Quindi penso di si. 8

9 Le interviste ai professori: Coinvolti nell organizzazione della festa erano ovviamente anche i professori, alcuni dei quali sono stati talmente gentili da dedicarci un po di tempo per qualche domanda in merito a questi festeggiamenti! F: Qual è il vostro ruolo nell organizzazione della festa di oggi? Bellopede: Il mio ruolo è quello di produrre delle immagini che serviranno ad avere un archivio e nello stesso tempo di registrare la manifestazione che si svolgerà oggi. Parrinello: Il mio ruolo è coordinare per quanto riguarda il rispetto del regolamento, coordinare il servizio di accoglienza. Poi come ufficio tecnico cercare di dare una mano a tutti coloro i quali si sono resi partecipi di questa manifestazione. Albano: Con le classi 3J e 4J abbiamo organizzato una mostra fotografica il cui titolo è Napoli. Il mare. Sono delle fotografie stampate su forex e i ragazzi si sono impegnati molto per realizzarle. F: Vi sentite parte della storia ultra centenaria di questo istituto? Bellopede: Siccome io di questa scuola sono stato anche alunno e parto dal lontano 1980, mi sento uno dei più anziani personaggi che attualmente abitano l istituto Casanova. Parrinello: Accidenti! Io ci sono nato in quest istituto. Sono stato studente e da venticinque anni insegno qui. Sono trent anni della mia vita che ho trascorso in quest istituto, quindi guai a chi me lo tocca! Albano: Come ex alunno del Casanova ed attualmente professore, sono qui da 33 anni perciò si, mi sento parte della storia dell istituto. F: Un vostro commento sulla manifestazione di oggi. Bellopede: Questa manifestazione è il compimento di un anno di festeggiamenti per il nostro 150esimo anniversario. E un anniversario di fondamentale importanza perché siamo forse l istituto più antico d Italia dopo la sua Unità. Parrinello: Bisognerebbe farne tante di queste manifestazioni perché si vede la partecipazione di tutti gli studenti che è forse proprio quello che vogliono invece di stare con la testa sui libri. Albano: Mi aspetto più partecipazione da parte di qualche collega e degli alunni. Però tutto sommato va bene così. F: C è voluto molto tempo e dedizione per realizzare tutto questo, vi sentite soddisfatti del risultato? Bellopede: I ragazzi sono stati fondamentali e straordinari perché senza di loro io oggi qui non avrei potuto fare niente. Quindi il mio maggiore elogio e ringraziamento va sicuramente a loro che ieri sono rimasti qui fino a tardi e gli toccherà fare lo stesso oggi. Quindi la partecipazione non è solo mia ma è molto rilevante anche la presenza delle due quinte che mi stanno aiutando, la 5J e la 5K. Parrinello: Si, al momento. Ma la manifestazione è ancora in corso quindi dobbiamo vedere cosa succederà dopo. Albano: Vedendo come stanno andando le cose, direi che va benissimo. F: Voi permettete ogni giorno agli studenti di studiare e formarsi, ma anche voi vi sentite di imparare da loro? Bellopede: Assolutamente si, perché la prova tangente è stata apprendere da un mio allievo per quanto riguarda una nuova centralina di controllo luci che ci è arrivata e sulla quale io sommariamente ho capito le 9

10 funzionalità mentre lui è entrato nei particolari nei quali io forse ci sarei arrivato dopo tre anni! Quindi grazie a questo ragazzo che si chiama Roberto Carasta, ho bruciato le tappe per permettere ai miei futuri allievi di avere una preparazione maggiore sul controllo della illumino-tecnica. Parrinello: Sicuramente, è un dare avere. Saremmo degli stolti se pensassimo di poter solo dare senza ricevere. Albano: E normale. Io dico sempre che voi siete la benzina e noi siamo il motore: naturalmente senza benzina non si può mettere in moto l auto e viceversa. L intervista al Dirigente Scolastico: La professoressa Rosaria Anna Stellato si è dimostrata molto disponibile nei confronti di noi reporter del giornale della scuola e prima di concedersi una pausa buffet ci ha dedicato un pò di tempo per qualche domanda in merito all istituto che dirige. Inoltre, è stata tanto gentile da regalarci un copia de La Cappella del Rosario (del quale vi abbiamo anche parlato prima) accompagnandolo ad una personale dedica. F: E felice della festa organizzata oggi? Preside: Sento una profonda felicità anche perché abbiamo fatto un anno di preparazione con varie manifestazioni, ora tocca a voi elaborare quello che c è stato in questo convegno che è una parte importante dei festeggiamenti di oggi insieme alla vostra partecipazione allo spettacolo di questo pomeriggio. Toccherà a voi meditare e fare proposte che io mi impegno a portare sui giusti tavoli per far si che venga fuori il vero istituto professionale che siamo e che vi formi e vi dia veramente lavoro. Ad esempio, coloro che seguono audiovisivo, penso che attraverso il cinema, la tivù, siano veramente pieni di possibilità per lavorare in questo mondo. Ma tutti devono arrivarci con la giusta preparazione e soprattutto con i giusti titoli. F: Si sente parte della storia ultra centenaria dell istituto pur facendo parte di questa comunità solo da un paio d anni? Preside: Nella prefazione de La cappella del Rosario troverete la grande emozione che ho provato nell entrare a far parte di questa comunità. Ma quest emozione è legata anche ad una questione affettiva: qui ha insegnato mia nonna, nata nel 1878 ed ha insegnato qui quando aveva anni ed io spero di poter trovare nell archivio storico anche qualcosa che le riguarda. Voglio che si ritrovi l importanza storica e culturale del professionale che io stessa non avevo compreso finché non ci ho messo piede dentro, avendo fatto studi umanistici ed essendomi laureata con 110 e lode all università di Napoli in scienze naturali. Avevo fatto cose nettamente diverse da quelle che mi trovo a fare oggi, poi all improvviso nella mia vita ho deciso di fare un concorso come docente e con molto piacere adesso sono dirigente di questa scuola perciò se prima insegnavo a 90 ragazzi nel mio corso, adesso ne gestisco più di 1000 e questa è una cosa che mi rende veramente felice. F: Lei ogni giorno, contribuisce alla formazione di centinaia di docenti, qualche volta le capita di apprendere lei da loro? Preside: La mia posizione è sempre quella di apprendere e non dire mai io sono. L ho dimostrato quando ho messo piede in questa scuola, chiamando la vostra ex preside Luciana Mascia che mi è stata molto vicina nel mio primo anno qui. Di questo mio gesto molti hanno detto è una cosa bellissima un grande atto di umiltà secondo me non si dovrebbe parlare di umiltà perché si tratta semplicemente di una persona che 10

11 ragiona e che capisce di avere dei limiti e che deve fare qualcosa per reagire e fortificarsi. Dai ragazzi noi apprendiamo, è logico. Comprendiamo i vostri disagi, ascoltiamo le vostre richieste, personalmente sapete che io provo fastidio quando vengono utilizzati gli organi collegiali per i quali io ho lottato perciò dovete saper vivere come cittadini. Se io ho fatto questo convegno oggi è perché voi possiate sapere che avete una grande risorsa ovvero quella di fare proposte che vengono fuori dal vostro disagio che non deve essere manifestato facendo chiasso e occupazioni e il nostro impegno di docenti è proprio quello di insegnarvi ad essere dei cittadini. E allora io vi chiedo di manifestare il vostro disagio parlandomi, e proponendo le vostre idee per cambiare e migliorare le cose. F: Se oggi si trovasse a scegliere l indirizzo da frequentare tra quelli che il Casanova offre, quale sceglierebbe? Preside: Io so perfettamente quale sceglierei ma questa domanda potrebbe creare qualche problema perciò vi dico solo che sicuramente sceglierei il professionale. Federica Zingarelli, 2J (coadiuvata da Ilaria Amodeo, 2J) Chi era il Marchese Alfonso della Valle di Casanova? Da Wikipedia si legge che tra le tante cose fatte, il Marchese di Casanova spese parte della sua vita per dare uno sbocco formativo ed insegnare un mestiere ai bambini, soprattutto quelli più poveri. Le prime vicende dell'istituto sono indissolubilmente legate alla vita del suo fondatore Alfonso Casanova ( ), così da non poter delineare la storia della scuola prescindendo dalla figura dell'educatore. Ultimo figlio di Francesco, Marchese di Casanova, Alfonso della Valle apparteneva a quel patriziato napoletano, liberale ed illuminato, i cui componenti furono definiti neo cattolici. Sensibile al problema dell'educazione dei fanciulli, viaggiò in Italia ed all'estero: Francia, Svizzera ed Inghilterra; insomma si sottopose a quelli che oggi sono comunemente definiti viaggi di lavoro, con lo scopo di approfondire i metodi di insegnamento popolare e mettere a punto quel programma che lo attivò instancabilmente durante gli ultimi anni della sua breve vita: dare uno sbocco formativo ed insegnare un mestiere ai bambini usciti dagli Asili d'infanzia. Questi Asili furono istituiti nel nostro paese nel 1862, un anno dopo l'avvento dell unità d Italia. Accoglievano i bambini fino all'età di sette anni. La preoccupazione del buon Casanova era quella di assistere i bambini più indifesi e poveri appena usciti dagli Asili, inserirli nelle scuole comunali della città o nelle officine, dove però non fossero solo sfruttati, ma imparassero un mestiere, e seguirli quindi fin nelle pareti domestiche dove, nella maggior parte dei casi, avrebbero trovato genitori incompetenti e distratti dalla numerosa prole e da problemi contingenti. Era il 1864 quando Casanova ed il suo gruppo di volontari 11

12 cominciarono a riunire nei giorni festivi un folto gruppo di ragazzini in due locali della città: il 4 dicembre di quell'anno fu inaugurato il primo locale in vico Traetta ai Vergini; il 12 marzo del 1865 fu aperta una seconda casa nel convento di Piedigrotta. Oltre... ad impartire l'insegnamento religioso, si facevano letture educative e dilettevoli, si esaminavano i rapporti delle scuole, si lodavano i fanciulli volenterosi, si censuravano gli irresoluti, si orava, si cantava in coro, si vociava lietamente, fra il ludo ginnastico e il desco preparato a un sano e sodo rifocillamento... Insomma era una lodevole attività fondata sul modello delle Sunday's Schools inglesi. Tormentato dall'idea che il giorno successivo l'incantesimo sarebbe svanito e l'armonia si sarebbe dissolta con il ritorno alle improbabili scuole ed alle officine putride ed antigieniche, Casanova riuscì nel suo obiettivo così tenacemente perseguito: riunire sotto un unico tetto, quotidianamente, scuola, officina e tempo libero. Era il I locali erano quelli del Convento di San Domenico Maggiore, concessi dal Municipio della città. Ogni allievo doveva sostenere un esame per l'ammissione in Istituto e pagava una tassa di una lira al mese, mezza se orfano di padre e nulla se di entrambi i genitori. Gli alunni studiano solamente nella scuola, non sono obbligati ad alcun lavoro da fare in casa, perché non sarebbe possibile, avuto riguardo alla loro condizione ed alle molte ore che passano nell'istituto. Nel giorno dello Statuto del 1870 furono inaugurate le prime officine in forma ufficiale. Dalla scuola uscivano: bronzisti, argentieri, legnaioli, armieri, meccanici, ebanisti, intagliatori, tipografi, costruttori di pianoforti, calzolai, legatori di libri, tornitori, orefici e meccanici orologiai. [Tratto da wikipedia] Ma come si dice in gergo il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e la favola di Casanova e del Casanova ha purtroppo una falla. Cioè ha lasciato in eredità solo la struttura lasciando che lo Stato si occupasse di pagare gli stipendi a docenti, dirigenti e personale ata e di coprire le spese correnti (laboratori, luce, riscaldamento). Immaginando che tutta la scuola (l istituto Casanova) costi, ad esempio 4 milioni di euro all anno, ci deve essere qualcuno che li versa questi 4 milioni. E qui è necessario richiamare il concetto di Stato 12

13 In mezzo c è lo Stato che riceve i soldi dai contribuenti (tasse e imposte sui lavoratori, sulle aziende, sulle bollette, sulla benzina, sul gioco, ecc), e li distribuisce ai vari settori indicati con diversi colori. La scuola è rappresentata dal salvadanaio rosa e finchè lo Stato mette i soldi dentro quel salvadanaio si ha che scuola, università e ricerca continuano ad esistere. Ma c è un problema: in Italia, dal 2008, chiudono in media mille aziende al giorno, una ogni minuto e mezzo. Quando un azienda chiude innanzitutto ci sono meno introiti e poi ci sono anche più spese perché lo Stato si trova a dover pagare i lavoratori che vengono licenziati (mobilità, disoccupazione, cassa integrazione). Però ci dicono di non preoccuparci perché in Italia abbiamo la qualità, purtroppo se si legge attentamente la tabella sotto viene un magone dentro. Sono proprio quelle aziende considerate l eccellenza italiana che ci stiamo svendendo giorno dopo giorno, la Buitoni, la Benelli, la Perugina. Perfino la Fastweb l Italia si è (s)venduta; in piena era del digitale si vende una società di telecomunicazione e poi parliamo di sviluppo, crescita e ricerca. 13

14 Azienda Venduta Azienda Venduta Azienda Venduta Buitoni svizzera Gancia Russia Bertolli Olanda Perugina // Fiorucci Spagna Fiat Avio USA Antica gelateria del // Parmalat Francia Fastweb svizzera corso Stock germania Bulgari Francia Belfe Corea del Sud Locatelli svizzera Wind Russia Loro piana francia San pellegrino // Edison Francia Pernigotti turchia Algida olanda Coccinelle Corea del Sud Chianti classico Fiat ferroviaria francia Eridania Francia Pomellato francia Bottega veneta // Star Spagna Riso scotti oro spagna Fendi // Ducati Germania Galbani Francia Peroni Gran bretagna Valentino Qatar Sixty cina Carapelli, Sasso e bertoli Osvaldo Gariboni Spagna Mandarina duck cina corea del sud Benelli Cina Francia Richard ginori Francia Ferretti cina E normale che se questo processo non si arresta prima o poi le entrate saranno insufficienti a mantenere la scuola (e non solo). Morale della favola: la madre di tutti i problemi è il lavoro che ogni giorno diminuisce. Basta andare su Google, digitare la mappa della crisi il fatto quotidiano e si aprono scenari drammatici Meno aziende, meno tasse, meno introiti per lo Stato, meno risorse per i servizi e per lo stato sociale E evidente che ci vuole un piano B! 14

15 Anche un quindicenne capisce che è necessario sedersi a un tavolo, resettare tutto e trovare una strategia tale che o ogni giorno invece che chiudere le 1000 aziende aprano, o si abbassi il costo della vita, o si dia vita a quella che viene chiamata decrescita felice. Prof. Cozzolino Francesco Docenti e addetti ai lavori che ritengano di avere idee valide sono esortati a condividerle insieme a noi (ndr) UNA SIMPATICA ESPERIENZA CONDOTTA DAGLI STUDENTI NEL LABORATORIO DI CHIMICA: ESTRAIAMO IL DNA DAL POMODORO.(anche a casa)! In questo articolo descriveremo un esperienza di laboratorio che è stata proposta agli alunni del biennio nel corso del progetto PON Il metodo scientifico nello scorso anno scolastico, e che vogliamo riproporre a tutti voi perché facile da realizzare con prodotti reperibili in tutte le case. La cucina è infatti il primo laboratorio in cui si sperimentano cibi, odori, sapori ed è lì che si applicano alla lettera, e a volte involontariamente, tutte le fasi del metodo scientifico! INTRODUZIONE ALL ESPERIENZA DI LABORATORIO Il DNA, acido desossiribonucleico, è la molecola che contiene le informazioni necessarie per il funzionamento di ogni essere vivente. Negli eucarioti, cioè negli organismi viventi uni- o pluricellulari, il DNA è custodito all'interno del nucleo dove controlla e dirige tutte le attività della cellula. 15

16 Nel nucleo il DNA si presenta sottoforma di cromatina, simile ad un gomitolo ed assume questa conformazione grazie alla presenza di particolari proteine chiamate istoni. Questa struttura è indispensabile per impacchettare il DNA, rafforzarlo, prevenire danni e controllare la replicazione del DNA e l espressione del gene. OBIETTIVO DELL ESPERIENZA Obiettivo dell esperienza è quello di estrarre la molecola di DNA, dopo averla separata dall involucro nucleare e cellulare in cui è contenuta. Il campione biologico di partenza, da cui si estrarrà il DNA, potrebbe essere di vario tipo, noi sceglieremo il pomodoro ma è possibile estrarlo anche dalla frutta a polpa molle tipo kiwi o banana. MATERIALE OCCORRENTE 100g di pomodoro o frutta Soluzione di estrazione: 3 g di sale da cucina (NaCl: cloruro di sodio) + 10 ml detersivo liquido per stoviglie ml di acqua Solvente precipitante: alcool etilico 95% freddo (reperibile in farmacia) Garze sterili, recipienti di vetro trasparenti, piatto, stuzzicadenti 10 ml di succo d ananas FASI DELL ESPERIENZA Questa esperienza si articola in tre fasi: 1. Demolizione della struttura cellulare e digestione delle proteine: in questa prima fase dobbiamo trattare la polpa di pomodoro in modo da disgregare la struttura cellulare, cioè demolire pareti e membrane cellulari e permettere al DNA di uscire dalla cellula e di 16

17 srotolarsi senza perdere la struttura ad elica. Dobbiamo anche allontanare le proteine attorno alle quali il filamento si avvolge e si ripiega ripetutamente su se stesso cioè gli istoni le quali devono essere denaturate cioè digerite. In laboratorio: 2. Filtrazione del miscuglio per ottenere l estratto di DNA in soluzione : ora si deve filtrare il miscuglio cellulare per ottenere un estratto in cui il DNA è libero in soluzione. In laboratorio: allestire una filtrazione ponendo su un colino una garza sterile e filtrare il preparato (togliere eventuale schiuma). Raccogliere il tutto in un bicchiere di vetro trasparente. 17

18 3. Precipitazione del DNA: Prelevare 5 ml dell estratto ed aggiungere un ugual volume di succo di ananas (il succo d ananas contiene un enzima, la bromelina, che demolisce le proteine, che circondano il DNA, gli istoni, liberando il filamento). Agitare il contenitore orizzontalmente e con delicatezza. A questo punto il DNA libero sarà separato sfruttando la sua proprietà di precipitare in alcool etilico. Il DNA non è solubile in alcol etilico e si manifesterà come una sospensione gelatinosa. In laboratorio: aggiungere pian pianino al filtrato, facendolo colare sulle pareti del recipiente, un ugual volume di alcol precedentemente raffreddato, avendo cura di far stratificare l alcol, meno denso, sul filtrato. Dopo pochi minuti si osserverà all interfaccia tra le due fasi, una sostanza gelatinosa, simile ad una medusa, che potrete raccogliere con uno stuzzicadenti. Il DNA è stato estratto!!...esperimento riuscito! 18

19 RINGRAZIAMENTI Claudio Barioli, Vincenzo Mariano Esposito, Armando Iorio e Salvatore Speranza (classe I M) per la loro professionalità ed educazione; Alessandra Amato, Carmela Barbato e Mena Fiorenzano (classe I I) per aver contribuito con il loro spirito friccicarello ad alleggerire argomenti più impegnativi; Sabrina Anaclerio e Cristina Nicastro (classe I I) per la loro partecipazione silenziosa ma efficace; Gabriele Abbondante, Perijana Dz ji, Rita Esposito, Alessandro Finelli, Paolo Parmiciano, Maria Squeglia (classe II C) per essersi dimostrati valide guide nella realizzazione di molte esperienze. Un grazie a tutti per l affetto e la maturità dimostrati. I proff. Raffaella Del Litto (tutor) Francesco Ruffo (esperto) 19

20 In questo numero impareremo a comandare un display LCD cosiddetto 2x16 ossia con due righe ognuna di 16 caratteri Si consiglia di utilizzare dei cosiddetti strip di modo da formare un circuito di questo tipo: A questo punto si può lanciare l editor e digitare il software 20

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