LIDO, IL LEONE CIAO CONCORDIA RAGAZZI A 90 ANNI FABRIZIO, DAL BASKET AL MARE

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1 autunno Periodico di informazione, attualità, cultura settembre - ottobre - novembre n copia omaggio Anno 52 - n Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - 70% DCB Livorno LIDO, IL LEONE i nostri giovani CIAO CONCORDIA RAGAZZI A 90 ANNI FABRIZIO, DAL BASKET AL MARE

2 2 settembre - ottobre - novembre 2014 Residenza I Giunchi La Residenza Sanitaria Assistita I Giunchi è una struttura che offre un insieme di prestazioni di tipo alberghiero, socio assistenziale, sanitario e riabilitativo alle famiglie che hanno necessità di supporto per l assistenza ai propri anziani sia per brevi periodi che continuativamente. Nel centro di Venturina Ampie aree verdi Ambiente sereno e familiare Dotata di tutti i comfort Camere singole, doppie e triple Cura e assistenza 24 ore su 24 Piani di assistenza personalizzati Servizio di fisioterapia Assistenza infermieristica Per informazioni cell tel Via Gramsci 4, Venturina (LI) SAN G CASA IUSEPPE DI RIPOSO Il complesso residenziale San Giuseppe di Massa Marittima è situato nel verde di un ampio parco vicino al centro storico. La residenza è studiata per offrire ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti il benessere di una vita ancora attiva in comunità. Assistenza calibrata sui bisogni degli ospiti che non presentano patologie cliniche tali da necessitare delle prestazioni previste in una RSA. Nel cuore di Massa Marittima 16 stanze singole e 2 doppie Luogo accogliente e familiare Recupero e mantenimento del benessere fisico Assistenza qualificata e professionale Assistenza infermieristica Soggiorni brevi o a tempo indeterminato Attività di animazione e socializzazione Per informazioni cell tel Via Gramsci 7, Massa Marittima (GR)

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4 4 settembre - ottobre - novembre 2014

5 5 FA B I A N A F I L I P P I Aperitivi Cioccolate Coppe Gelato Via Lombroso, 25 - Piombino Specialità varie Sala da the interna

6 6 settembre - ottobre - novembre 2014

7 7 Quest autunno 9 Editoriale: Pane e fumo al capolinea di Ivio Barlettani 10 La grande illusione: ciao Concordia di Fiorenzo Bucci 12 Oggi parlo io 13 I giovani, la luna e la politica di Enzo Biagioni 13 Navighiamo a vista di Gianfranco Benedettini 14 Regionali: Tortolini in rampa di lancio di Fiorenzo Bucci 14 Quanto guadagna Obama? 15 L appello di Costa Etrusca 16 Nanà: i gioielli di Laura Bussotti di Umberto Barlettani 17 La finestra di Giampaolo Talani 18 Fabrizio Lotti dal basket al mare di Francesca Barone 23 Buon compleanno Mum and Dad di Umberto Barlettani 24 Fatti & persone (In 20mila per ApritiBorgo) 25 Fatti & persone (Park Albatros tutti a tavola) 26 Fatti & persone (Comastri all Immacolata) 27 Fatti & persone (Olio Eleonora, gran successo) 28 Lami alla guida della Cgil di Luca Goerg 30 Navi da crociera e il trenino di Campiglia 32 Salute e benessere con la Coop Cuore di Umberto Barlettani 34 Lido Vieri il leone di Piombino di Gianni Mura 36 Lido, miglior portiere d Italia di Aldo Agroppi 38 Michele e Clarice, ragazzi a 90 anni 39 Il fantasma venuto dal Capezzòlo di Franco Biegi 40 Relax di Paolo Pachi 41 Spigolature 42 Omega 3, amici del cuore di Allegra Ciaponi 42 Lifting senza bisturi di Riccardo Vigetti 43 Guida all edilizia di MaMa 44 Francesco Masangui e le sue foto di Pierluigi Galassi 46 La magia dell Arte di Daniele Toncelli 48 Speciale Un giorno insieme 56 Deborah Ciolli, passione per la ceramica di Daniele Toncelli 58 In libreria di Emilio Guardavilla 60 La parola ai lettori 61 Sì alla siderurgia ma guardiamo oltre di Fabio Massari 64 I giovani e l istruzione scolastica di Giacomo Panicucci 65 Addio a Leonida Lancioni di Roberto Lampredi Anno 52 - n. 22 settembre - ottobre - novembre 2014 Periodico trimestrale di informazione, attualità, cultura Direttore responsabile Ivio Barlettani Coordinatore redazionale Stefano Sanna Marketing-pubblicità Umberto Maria Barlettani Direzione, redazione, pubblicità Corso Italia 95 - Piombino Tel Fax Registrazione Tribunale Livorno n. 167 in data 4/7/1962 r.s. Sped. abb. post. 70% DCB Livorno Poste Italiane Spa Editore e pubblicità Costa Etrusca Comunicazione Grafica e impaginazione Opus Piombino Stampa Centro Rotoweb Tivoli Terme (Roma) Gli articoli firmati o con pseudonimo riflettono unicamente le opinioni dell autore Chiuso in tipografia, 5 settembre 2014 www. costaetrusca.net Il Garibaldi Innamorato Ristorante Via G. Garibaldi, 5 - Piombino - Tel

8 8 settembre - ottobre - novembre 2014 PIAzzA DEL PoRTo - SAn VInCEnzo TEL Mazzola Sport Corso Vittorio Emanuele II, 80 Piombino Lorenzo Claudio

9 9 editoriale di Ivio Barlettani Pane e fumo al capolinea Per l Italia e la nostra provincia in particolare si annuncia un autunno nero, anzi nerissimo che più nero non può. E l estate, che si avvia alla conclusione, è stata altrettanto nera: ci ha fatto disperare e l ombrello è stato uno degli accessori più usati. In molti speravano in un buon raccolto estivo, purtroppo anche Giove Pluvio ha remato contro. Negozi che continuano ad abbassare le saracinesche. Imprese sull orlo della disperazione per la mancanza di commesse e lettere di licenziamento, già pronte, per i pochi dipendenti rimasti. A Livorno sono in tanti che continuano a sperare nello stellato sindaco Nogarin ma anche lui nonostante la buona volontà che ci sta mettendo poco può fare contro il muro di gomma sul quale tutto si infrange. Dal capoluogo a Piombino il passo è breve. Qui la situazione è ancora più allarmante per il continuo tira e molla della tristemente nota vicenda Lucchini. Autunno nero, dicevamo, e non vediamo al momento spiragli di sereno. Si preannuncia una guerra tra poveri. Dura, senza esclusione di colpi, tra gli stessi cassaintegrati e l esasperato esercito dei disoccupati. L organico Lucchini se tutto andrà per il meglio si ridurrà alle 700/800 unità. E gli altri 1200, fino ad oggi occupati in fabbrica, dove andranno? Chi saranno gli esclusi dal rientro al lavoro? Si comincia a sussurrare che i primi posti da occupare dovrebbero andare di diritto ai piombinesi nati e qui residenti da sempre. Ma è giusto tutto questo? Una cosa è certa: sono finiti i tempi in cui l acciaio, tanto caro a Silvia Avallone, la faceva da padrone dando da vivere a migliaia di persone. Pane e fumo il popolare detto che per anni ci ha accompagnato lungo il percorso della vita sembra inesauribilmente giunto al capolinea. Il totonavi Sono in tanti tra politici, sindacalisti e amministratori a riempirsi la bocca con argomentazioni relative alla demolizione delle navi militari nel porto di Piombino. Quante saranno nessuno lo sa. Tutti, infatti, sparano numeri a loro piacimento: 5, 10, 50, relitti da demolire. Ma intanto in attesa dell arrivo della flotta della Marina non perdiamo di vista la realizzazione dei collegamenti stradali fondamentali per l area portuale. INSERZIONISTI: Amplifon 5; Asiu 62; Assicurazione Ina Assitalia (Andrea Baroncelli Snc) 49; Assicurazione UnipolSai divisione La Fondiaria (Luca Ardenghi) 51; Assicurazione UnipolSai divisione Unipol (Lami & Bruscolini) 64; Automeccanica 56; Banca Credito Cooperativo Castagneto Carducci 66; Caffè Nanni 5; Calidario Terme Etrusche 17, Camera di Commercio Livorno 6; Coop Unicoop Tirreno 67; Diadema Cosmetici 42; Edicola Sala Slot Agorà 51; Edicola Tabaccheria di Rita & Paolo 30; Edilcoop Fiorenzani 30; Eleonora 68; Gioielleria Rosignoli 55; Grassi Arredamenti 45; Immobiliare Cristiani 23; Lampogas Tirrena 61; L Immobiliare del Corso 29; Marisa Gastronomia 43; Martini Professionale 57; Mazzola Sport 8; Mobo Impianti 31; Palestra Living Club 8; Park Albatros 65; Parrucchiera Stefania Carron 10; Podere Tre Cipressi Casa Vacanze 43; Residenza I Giunchi 2; Residenza San Giuseppe 2; Ristorante Il Garibaldi Innamorato 7; Ristorante Pizzeria La Rocchetta 31; Ristorante Pizzeria Mum and Dad 41; Ristorante Otello 54; Ristorante Zanzibar 8; Sefi 3; Style 5; Studio Medico Libra 15; Super Casa Bucciantini 4.

10 10 settembre - ottobre - novembre 2014 Ciao, ciao Concordia. A noi la crisi e tanti problemi La grande illusione: cala il sipario di Fiorenzo Bucci L hanno raddrizzata, l hanno risollevata dal mare e l hanno portata via. Dal Giglio, osannato e riverito, se ne è andato anche Nick Sloane. Mentre si avviava all aereo ha promesso che tornerà ma il Sud Africa è lontano anche per un tecnico giramondo come lui. Davanti al porto restano solo le piattaforme che forse non saranno neanche rimosse, un simbolo per non dimenticare e per attrarre un po di turisti. Quel che resta di due anni e mezzo di dispute, di studi, di lavoro al limite delle umane conoscenze ormai è a Genova: una stupenda nave assalita dalla ruggine che ogni giorno perde un pezzo e che morirà così in un lunga agonia segnata da un tragico destino. Piombino si inchina alla superiorità di Genova. Il balletto delle navi da demolire: quante sono? Tanti discorsi e pochi fatti, questa la triste realtà Dal ponte dei traghetti che da Piombino vanno all Elba si vedono i lunghi pennelli che si insinuano in mare: darsena e banchina che, in una corsa senza speranza, si è cercato di preparare per garantire una possibile culla alla Concordia. Il rifugio più immediato e più vicino, ma si è capito bene vedendo in tv il bacino genovese anche la destinazione incomparabilmente meno adatta per il relitto. In molti, nell intera Val di Cornia, ci hanno creduto fino da ultimo, appesi ad una speranza che la politica ha alimentato con reiterate promesse rivelatesi vane. Passata l immane illusione, Piombino resta con la sua crisi, i suoi problemi i suoi interrogativi. Come un corridore che profonde ogni sforzo nello sprint e si rilassa sconfitto e deluso dopo il traguardo, la città ha scalato la marcia e, al porto, i lavori hanno perso la frenesia dei giorni di giugno e di luglio. Si va avanti perché questa volta i finanziamenti ci sono e l obbligo di non disperderli è grande. Il regalo di Corrado Clini, il ministro che addirittura fissò per scritto la destinazione piombinese della Concordia, è ancora lì. Quel decreto dell ultimo giorno del governo Monti, che non menzionava la Concordia ma indica soltanto lavori utili per l arrivo del relitto, che venne convertito all ultimo tuffo con una mozione di fiducia, che rimandava ogni stanziamento ad un accordo di programma firmato quattro mesi dopo, quell atto che riconosceva Piombino come area di crisi complessa, bene o male, è riuscito a mettere insieme vecchi stanziamenti mai utilizzati, mutui nuovi e contentini di questo o quel ministero e alla fine ha offerto all Autorità portuale 113 milioni di euro. Che a luglio sono anche aumentati grazie ad un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro. Polo per la rottamazione delle navi secondo il regolamento che sta mettendo a punto l Europa. Lo dissero un anno e mezzo fa al ministero dell ambiente, se ne fe-

11 11 cero immediati alfieri i vertici regionali e, con entusiasmo, si adeguarono quelli locali. Le prime perplessità che investirono l ipotesi Concordia a Piombino vennero così superate con questa parola d ordine che, per diversi mesi, ha suonato come un possibile, ottimo business. Come dire non solo la Concordia ma anche oltre. Avanti tutta quindi con un unica flebile eco di sottofondo che tuttavia si perse nel marasma. Da Follonica e Scarlino infatti qualcuno, preoccupato, cominciò a suonare la sua campanina: Rottamazione e turismo si conciliano?. Un interrogativo pertinente al quale comunque non c è stato bisogno di rispondere. Erano passati sotto silenzio alcuni atti, non trascurabili, della regione Liguria nei quali si parlava di rottamazione del naviglio in disarmo secondo il regolamento europeo, un polo da realizzare nell area di Voltri, la stessa in cui oggi è ricoverata la Concordia. Ma non sono passate sotto silenzio le dichiarazioni riportate da giornali e tv, del governatore genovese Claudio Burlando, del presidente dell autorità portuale Luigi Merlo, di alcuni dirigenti dell associazione industriali della Liguria. Roba del tipo: La nave naufragata al Giglio sarà la prima ad essere demolita in un progetto di costruzione di un polo per demolire le navi. Questi genovesi, al contrario di noi vocianti toscani, hanno sempre agito sotto traccia. Mai niente di eclatante, anzi un certo apparente distacco: il 22 aprile 2013 Claudio Burlando, tanto per citare un esempio, dichiarò al Corriere della Sera: Genova e La Spezia potrebbero rispondere presente nel malaugurato caso in cui Piombino dovesse gettar la spugna. Un ruolo da modesto panchinaro che si accontenta di vivere all ombra dell attaccante titolare. Oggi non è dato a sapere se il malaugurato caso sia stato agevolato come molti suppongono; si sa invece per certo dove è finito il relitto della Concordia. A questo punto la convinzione è che il polo per la rottamazione delle navi sarà realizzato a Genova e non anche a Piombino per l evidente motivo, che a distanza di 270 chilometri, due progetti del genere non possono convivere. E nel porto della Val di Cornia in cui si stanno effettuando lavori finanziati da una iniziativa del Governo? Un secondo accordo di programma, quello del 24 aprile scorso per riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino, offre una risposta a questo interrogativo. Ed infatti nel documento spuntano le navi militari che il governo si impegna a rendere disponibili per lo smantellamento nei siti ubicati presso il porto di Piombino, siti che dovranno presentare i requisiti professionali, ambientali e sanitari richiesti per lo svolgimento di tali attività. Il testo dell accordo (pagina 8) riferisce addirittura tempi e modalità: Il Ministero della difesa è scritto procederà alla definizione di un programma di dismissione delle navi, anche in termini di numerosità e tonnellaggio, nell ambito di uno specifico cronoprogramma determinato entro tre mesi ai sensi del presente accordo. Mentre scriviamo i tre mesi sono trascorsi e il cronoprogramma per le dismissioni non c è. C è invece, ben presente e scontata, una domanda che a Piombino tutti si pongono: Ma quante sono queste navi militari da demolire e quanto sono grandi. I numeri ballano: il premier Matteo Renzi ha parlato di alcune, il Ministro della difesa, la genovese Roberta Pinotti, è sempre rimasta nel vago, il commissario all autorità portuale Guerrieri ha parlato di 38, il sindaco Giuliani di 34. Quel che è certo è che la flotta militare italiana consta attualmente di una settantina di navi. La stragrande maggioranza delle quali ha un dislocamento (cioè la massa d acqua spostata) inferiore alle tremila tonnellate (per la cronaca la Concordia raggiungeva le 114 mila tonnellate). Gli elenchi di dismissione che ad oggi si possono consultare ed a cui si può far riferimento sono quelli indicati dal ministro delle difesa del governo Monti, l ammiraglio Gianpaolo di Paola e successivamente (marzo 2013) dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Luigi Binelli Mantelli nella sua audizione in commissione al Senato. In questi atti si parla di Rdt (è la fase che in termine Foto Masangui tecnico indica l avvio della messa in disarmo dello scafo) per 7 fregate, 6/8 corvette, 4 navi da addestramento, 4 rimorchiatori d altura, 3 sminatori e 2 trasportatori costieri. In particolare nel prossimo 2015 sarebbe previsto il ritiro della fregata Aliseo, del pattugliatore Aviere, della corvetta Sfinge, del cacciamine Milazzo (ha lo scafo in vetroresina) e di quattro dragamine in legno degli anni Cinquanta: Murena, Astice, Mitilo e Porpora, da tempo fuori servizio. Come è stato più volte riferito e come emerge dalla pratica, la dismissione di una nave dalla marina militare non contempla necessariamente il suo smantellamento; spesso si è ricorsi alla vendita (vedi le due fregate Lupo cedute al Perù e le due fregate Maestrale alle Filippine) o addirittura si è preferito evitare la spesa di demolizione di unità talmente malmesse da consigliare di donarle a chi di regola si è poi impegnato a riadattarle a proprie spese. Mentre scriviamo esiste quindi l esigenza di far chiarezza su cosa effettivamente significhi il business delle navi militari e con quali strumenti tecnici avverrà l assegnazione ad un porto su cui giova ripeterlo si stanno impiegando risorse pubbliche ed effettuando ingenti sacrifici ambientali (leggi le colline di Campiglia da cui si preleva il materiale per le opere a mare). Ulteriori alternative alla demolizione di fregate e corvette per ora non vengono neanche indicate e, semmai esistano, sono confinate nelle discussioni dentro i bar. Almeno per ora non certo il massimo.

12 12 settembre - ottobre - novembre 2014 Oggi parlo io... Foto Masangui Giulia Giulia Ombronelli, nata a Grosseto. Ventiquattro anni, infermiera. Genitori separati, babbo macellaio, mamma ex contabile. Attuale compagno di sua madre operatore sanitario presso centro disabili. Aspirazioni: «Riuscire a crearmi un indipendenza economica, un futuro certo con un lavoro a tempo indeterminato e a crescere le mie conoscenze in campo professionale». La tua città: «Anche se grosssetana, mi sento più piombinese. Non c è niente di meglio di sentire il profumo del mare guardando le acciaierie». Cosa manca a Piombino? «Opportunità e speranza». Cosa vorresti? «Vorrei che fossero presi sul serio le esigenze di ogni cittadino, futuro per i giovani e lavoro per tutti». Domanda al sindaco Giuliani: «Quando la sanità avrà di nuovo la giusta considerazione? Quando ci sarà di nuovo spazio per i giovani laureati?». Cosa auguri a Piombino? «Auguro di fare come la fenice rinascere dalle proprie ceneri». Due parole sulla Concordia: «Una grande tragedia per il numero delle vittime e per quello che poteva essere l impatto ambientale». Renzi: «Intelligente». Grillo: «Meglio da comico». Berlusconi: «Buon imprenditore». Gianfranco Foto Ruffoli Matteo Foto Patrick Gianfranco Gilardetti, sessantadue anni, ex campione toscano pesi leggeri, pensionato ferrovie. Sposato da trentacinque anni con Marella. Ha due figli, Enrico trentaquattro anni e Andrea trentuno anni. Aspirazioni: «Di avviarmi serenamente al traguardo della vita». La tua città: «È spenta». Cosa manca a Piombino? «I giovani». Cosa vorresti? «Che la gente smettesse di pensare di sostituire le nostre rotaie, le migliori del mondo, con il risotto alla marinara». Domanda al sindaco Giuliani: «Restare indipendente, fuori da tutte le eventuali lobby». Cosa auguri a Piombino? «Che torni a suonare la sirena del cinquino che avvisava il cambio turno in fabbrica». Due parole sulla Concordia: «Il mancato arrivo a Piombino della nave è stato un regolamento dei conti interno al Pd». Renzi: «Ottimo piazzista di folletti». Grillo: «Un comico in prestito ai poteri forti». Berlusconi: «Comico in proprio». Matteo Donati, nato a Piombino. Ventidue anni, al terzo anno di Economia e commercio all Università di Pisa. Bagnino, istruttore di nuoto nel Progetto mare di Spazio H di Piombino. Babbo Patrick commerciante e fotoamatore. La mamma Alessandra collabora nel negozio di famiglia e la sorella Francesca, diciotto anni studentessa. Aspirazioni: «Trovare un lavoro che mi permetta di viaggiare». La tua città: «Troppo attaccata alla tradizione e poco incline al cambiamento». Cosa manca a Piombino? «Strutture ricettive per il turismo». Cosa vorresti? «Più spazio e opportunità ai giovani». Domanda al sindaco Giuliani: «Di cosa avrebbe bisogno Piombino?». Cosa auguri a Piombino? «Una rinascita». Due parole sulla Concordia: «Opportunità svanita, inutile parlarne». Renzi: «Ispira fiducia». Grillo: «Poteva fare molto si è bruciato per il suo fanatismo». Berlusconi: «Inqualificabile».

13 I giovani, la luna e la politica 13 di Enzo Biagioni Che sia o meno una serata dedicata ad un tema musicale piuttosto che un altro non è che conti molto. Ciò che conta che sono sempre di più, si contano ormai in migliaia, coloro che si abbandonano per molte ore della notte ad un susseguirsi di musiche e balli. Dai giovanissimi ai non più giovani. Un punto di incontro fra ragazzi, genitori e figli piccoli che hanno occasione di capire il senso della continuità. I Dj dispensatori di quel ritmo incalzante acquisiscono il sacrosanto diritto di non invecchiare mai. Sono purtroppo tempi durissimi e fra quelle migliaia di persone c'è di tutto... anche chi ha problemi di lavoro e sicurezza economica. C'è anche chi si avvicina ai 40 con due o tre lauree e un lavoro precario. Eppure sono tutti lì, saltellanti e ancheggianti con le mani alzate rivolte ad un luna più vicina e più grande che mai... quasi ad esorcizzare insieme molte paure. Tutto bellissimo, spettacolare, vero. Adesso con la fine dell estate cominceranno le feste della politica... cosa ci sia mai da festeggiare in politica lo sanno solo in pochi. Sappiano però che quelle serate di musica e balli, quella gestualità, quel rito che sembrava quasi una preghiera, non era rivolta solo alla luna... di Gianfranco Benedettini Quei progetti avviati e abbandonati Navighiamo a vista senza prospettive Il cambio di provincia da Livorno a Grosseto. E lo studio del Sant Anna dove è finito? La morsa della più grave recessione dal dopoguerra, ha appiattito la visione dello scenario produttivo, in Italia e da noi. Non riusciamo più a guardare lontano, nemmeno ad un quinquennio, navighiamo a vista, giorno per giorno. Ci aggrappiamo a qualcosa che appare e subito scompare in un affanno senza alcuna prospettiva. Esiste, da noi, un impresa che sappia contrastare la concorrenza low cost dei Paesi emergenti, facendo leva sulla qualità? È vero, attraversiamo una fase complessa e al tempo stessa cruciale. Non riesco a vedere, nell Agenda nostrana, strategie capaci di ampliare o consolidare i risultati dei processi avviati solo qualche mese fa, che attirarono ammirazione e considerazione. Non parlo delle proposte sulla vicenda Lucchini o sulla Concordia, ben note a tutti. Parlo, invece, di tre progetti che appaiono miseramente abbandonati o, se ricordati, capaci di creare paure nell affrontarli. Vediamoli. 1) La rotta verso sud, cioè il cambio di provincia da Livorno a Grosseto, propedeutico ad una possibile nuova aggregazione territoriale affannosamente agognata da quasi un secolo. Il Comune di Piombino ha, addirittura, deliberato, con atto solenne, a tal proposito. La spinta di migliaia e migliaia di firme, raccolte nel breve giro di tempo, indussero in tal senso per un disegno nuovo che metteva insieme la zona del Golfo di Follonica e Piombino. Un sogno? No. Un segno. O meglio, un segnale di novità anche istituzionale. Ebbene, non se ne parla più. 2) Il brand sull Alta Maremma fondato su un mantra: cultura e turismo. Le sole proteine capaci di rimpolpare l anoressico Pil nostrano. Infatti, possediamo bello e pronto, il prodotto: l immenso patrimonio paesaggistico e storico collegato ad un brand unico: la Maremma. Il fior fiore degli amministratori lanciò l idea come salvifica! Che fine ha fatto? C è qualcuno disposto a parlarne? 3) Lo studio del prestigioso Sant Anna di Pisa dove è andato a finire? Quel progetto venne accolto con entusiasmo, accompagnato dal realismo del si può fare. Lo studio navigava a vista ma si proiettava pure nel futuro basato su nicchie di qualità: territorio, turismo, terme, ortofrutta, vino ed olio. Ebbene, i programmi delle nuove amministrazioni danno continuità ai tre punti ricordati o viaggiano per conto proprio come quasi sempre è avvenuto in presenza del nuovo? Io non conosco il programma comprensoriale che, mi si dice, sia stato inviato al presidente Enrico Rossi che lo leggerà e darà una risposta. Attendiamo con fiducia, ci mancherebbe! Ma se la situazione di stallo non cambia a livello nazionale ed oltre, continueremo a stare in attesa di qualcosa che verrà. Certo, che verrà. Ma, quando?

14 14 settembre - ottobre - novembre 2014 Rullano i tamburi in vista delle elezioni regionali Matteo Tortolini in rampa di lancio di Fiorenzo Bucci Iconsiglieri regionali scenderanno da 55 a 40 e dovranno essere eletti in collegi elettorali della stessa dimensione territoriale delle province. A secondo del numero degli abitanti, ogni provincia dovrà eleggere un proprio numero di consiglieri. Nell intera provincia di Livorno dovranno, per esempio, essere eletti quattro consiglieri regionali. Matteo Tortolini (Pd) Paolo Barabino (Fi) Si candida anche l ex sindaco Anselmi? Il seggio di Forza Italia all avvocato Barabino. Traballa la poltrona di Rossi: arriva la Boschi? Ogni partito che parteciperà alle elezioni (primavera 2015) potrà presentare una propria lista da sottoporre al voto degli elettori. Ogni lista, nella provincia di Livorno, dovrà essere composta da un minimo di quattro ad un massimo di otto nominativi, metà dei quali dovranno essere obbligatoriamente donne. Su queste liste gli elettori potranno esprimere fino ad un massimo di due preferenze. Chi opterà per esprimere due preferenze dovrà obbligatoriamente indicare il nome di una donna e il nome di un uomo. Che cosa accadrà con questa nuova regola? Secondo le prime valutazioni la forza politica maggiore, cioè il Pd, dovrebbe ottenere due dei quattro seggi nella provincia di Livorno. Il partito, che avrebbe rinunciato ad utilizzare l opzione del listino regionale, pare abbia già deciso di presentarsi al voto con una lista composta da sei nominativi: tre uomini e tre donne. Questa volta la scelta dei candidati non passerà per le primarie ma sarà decisa dagli organismi di partito presenti nelle varie zone della provincia. In linea di massima ci sarebbe già un accordo per l indicazione di due nominati espressione della città di Livorno, due per Cecina-Rosignano e due per Piombino- Elba. In ogni caso sempre una donna ed un uomo per ciascuno dei territori. Chi sarà il candidato uomo di Piombino? In base allo statuto del Pd toscano che prevede il massimo di due mandati per ogni eletto, il favorito appare Matteo Tortolini che è consigliere uscente con una sola legislazione alle spalle. Tra le alternative qualcuno indica l ex sindaco Anselmi. Al momento non si fanno invece nomi per la candidata donna che sarà indicata da Piombino. Al di là di chi alla fine rappresenterà la Val di Cornia e l Elba, resta pesante l incognita delle preferenze. Passeranno infatti i più votati all interno della lista provinciale piddina. Ne consegue che il rappresentante piombinese dovrà vedersela, nella caccia alle preferenze, con temibili rivali livornesi i quali avranno verosimilmente il sostegno della consistente fascia Pd presente nel capoluogo provinciale. Non si esclude che a Piombino per favorire l elezione di un proprio rappresentante si scelga di indirizzare le preferenze tutte su un nome magari contrapponendogli una candidatura di bandiera, senza grandi aspirazioni. E negli altri partiti? Dai conteggi che si possono fare è prevedibile che le altre due poltrone disponibili nella provincia di Livorno vadano al Movimento Cinque Stelle ed al Centrodestra. Nomi al riguardo però non emergono: tutto da decidere tra i grillini mentre in casa Forza Italia il favorito resta l avvocato Paolo Barabino di Cecina. Gran dibattito invece in tutta la Toscana sul destino del presidente uscente Rossi, che negli ultimi tempi avrebbe scontentato molti e che potrebbe soccombere all assalto di una donna (sarebbe una novità per la Toscana) dal nome noto soprattutto nel mondo renziano: la ministra Maria Elena Boschi. Boschi al posto di Rossi? Quanto guadagnano i premier del mondo? Ecco la classifica. Negli Stati Uniti d America Barack Obama guadagna ogni anno 400mila dollari lordi (circa 300mila euro). In Europa la cancelliera Angela Merkel porta a casa 290mila euro lordi all anno. In Gran Bretagna David Cameron 250mila euro, sempre Gli stipendi dei capi di stato Quanto guadagna Obama? lordi. In Francia il presidente Hollande 180mila euro lordi. Per quanto riguarda il nostro Paese invece il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha un appannaggio annuo di 239mila euro lordi mentre il premier Matteo Renzi incassa 115mila euro lordi l anno.

15 15 Inserzionisti e sponsor ancora grazie! L appello di Costa Etrusca L impegno di Costa Etrusca è proseguire, il patto d alleanza con i lettori è stretto. Ma il sacrificio è notevole. non nascondiamoci dietro un dito: produrre un giornale costa sempre di più. Forse non ci si riflette abbastanza. Il pensiero collettivo corre al caro vita, ai generi alimentari che aumentano, alla benzina alle stelle, alle bollette sempre più pesanti, alle gite fuori porta proibitive a causa dei pedaggi autostradali. Ma la domanda: quanto costa produrre informazione, in quanti se la pongono? Eppure è un dato di fatto: mandare in stampa Costa Etrusca costa. Sempre di più. La carta, ad esempio, è un lusso, e il suo prezzo continua a salire. La soluzione, a questo punto? Mantenere la gratuità del giornale per incrementarne di conseguenza la diffusione, rendendola sempre più capillare. Costa Etrusca, quindi, resta per sua scelta un giornale gratuito. Il sostegno, la linfa vitale continua ad arrivare dagli inserzionisti, da quanti investono in pubblicità sulle nostre pagine, e da quelle aziende che credono nelle iniziative della testata e le sponsorizzano. Grazie a loro, Costa Etrusca continua ad uscire, senza gravare sulle tasche del lettore, con l intento di informare e di animare il dibattito sul territorio, dando risposte e suscitando interrogativi, spunti di riflessione. Questa è la nostra forza: rappresentare una voce di informazione libera, non censurata, non orientata. Alcuni imprenditori del territorio lo capiscono e lo apprezzano, tanto da decidere di sostenere la nostra rivista, condividendone gli obiettivi. Perché intelligenza imprenditoriale significa anche contribuire allo sviluppo locale, in termini sociali e culturali, non solo economici. E l informazione è ai primi posti. STUDIO MEDICO LIBRA CORSO ITALIA, 87 - PIOMBINO Medicina Estetica dr. R. Vigetti Cell Omeopatia dr. R. Moretti Cell Osteopatia dr. M. Bernardini Cell Dietista dr.ssa S. Cubattoli Cell Psicologa-Psicoterapeuta dr.ssa M. Rapè Cell

16 16 settembre - ottobre - novembre 2014 Linea di gioielli esclusivi ideata da Laura Bussotti Nanà: passione, estro e fantasia di Umberto Barlettani entra in gioielleria una «Quando ragazza o una signora e mi chiede un articolo della mia collezione Nanà, per me è una grandissima emozione e soddisfazione afferma Laura, titolare della gioielleria Bussotti è come un pittore che riesce a vendere un proprio quadro». Laura Bussotti ha aperto la sua gioielleria a Venturina nel 1991 e quest anno ha ideato una sua linea di gioielli che porta il nome Nanà, dedicata alla figlia Rebecca, 18 anni, che da bimba, in casa veniva chiamata così. «Da piccolina era un po bassina e il viso si illumina in un grande sorriso ma oggi è alta un metro e settanta!». «Ho sempre avuto una grande passione per i gioielli e ora posso esprimere la mia creatività dando vita ad anelli, orecchini, bracciali e collane. La linea prosegue Bussotti trae ispirazione dai colori Laura Bussotti con i suoi gioielli del mare e della natura utilizzando tutte pietre naturali che scelgo da grossisti che le importano da tutto il mondo. In particolare mi piacciono le acquemarine, lapislazzuli, onici, amazzonite e le perle di tutti i tipi. Naturalmente precisa posso creare questi gioielli personalizzandoli e se richiesto utilizzo anche pietre preziose come diamanti o smeraldi con montature in oro». Laura Bussotti si definisce un artigiana alle prime armi ma nel frattempo ha già partecipato a varie fiere internazionali della gioielleria, recentemente a Parigi e a Monaco. «Sono contenta di ciò che sto realizzando e noto con piacere che il made in Italy, se fatto bene e con passione riscuote sempre tanti apprezzamenti. Fra l altro ho affidato il mio campionario ad alcuni rappresentanti che distribuiscono il mio marchio a varie gioiellerie in Italia. Nanà mi ha permesso sottolinea Laura di poter offrire un prodotto ad un costo contenuto. In un momento di crisi come questo, dove le persone hanno meno soldi da spendere, devi sempre cercare di soddisfare le richieste dei clienti che entrano in gioielleria, e alla fine difficilmente escono senza trovare ciò che desiderano». Sempre alla ricerca di nuove idee, pensa ad un colore e alle pietre che stanno bene insieme e comincia a lavorare, dando vita ad abbinamenti di grande originalità. Tutto è nato nel segno di Nanà ispirato appunto dalla figlia e proprio con lei, appassionata di pittura, sogna di portare avanti il suo marchio e chissà, magari un giorno dedicarsi solo alla sua creatura. di Tony Montero Dopo il grande successo della sua mostra Il sorriso delle cose a Palazzo Appiani, a Piombino, oltre 5mila visitatori, breve intervista al nostro apprezzato collaboratore, il pittore Daniele Toncelli. Perché ha chiamato la sua esposizione Il sorriso delle cose? «Ho voluto esprimere con poesia ma anche con un sorriso, sentimenti sereni o malinconici attraverso immagini che potessero trasmettere un messaggio utile. Le cose popolano la nostra vita, sono gli oggetti che usiamo, sono i paesaggi e l'ambiente che Mostra itinerante di Daniele Toncelli Il sorriso delle cose dobbiamo amare e salvare. Le cose, quindi, ci guardano e ci invitano a riciclare per tutelare la natura e l'uomo». Questa volta la sua pittura, i suoi meravigliosi paesaggi sono accompagnati da installazioni. Perché? «Durante i miei quarantuno anni di insegnamento ho sempre cercato di collaborare con l'asiu per sensibilizzare gli alunni alle tematiche del riciclaggio e del recupero. Ne sono esempio le decorazioni delle campane del vetro e dei pannelli in plexiglass realizzati negli anni ottanta. I miei ragazzi da fruitori diventarono trasmettitori di messaggi sociali. Ho voluto oggi riproporre personalmente quel mondo fantastico e inserirlo armoniosamente nella poesia dei miei paesaggi e delle mie nature morte anche attraverso installazioni in forex riciclato che sono state collocate in città. È stato divertente alternare la pittura con la creazione di queste immagini». Quali sono i progetti per il futuro? «Posso dire che Il sorriso delle cose è un progetto itinerante, dopo Piombino verrà proposto, per il momento, a Venturina presso lo studio d'arte Il pianerottolo in via Trieste n. 19. La mostra sarà inaugurata sabato 13 settembre, terminerà domenica 28 e avrà il seguente orario: feriali e festivi ore ».

17 17 Da Perelli si vede Miami! Fateci caso e con un pizzico di fantasia Follonica, che si erge in lontananza illuminata dal sole estivo di mezzodì in fondo allo skyline della nostra bella Costa Est, ha poco da invidiare allo stesso colpo d'occhio americano. Fantasia ce ne vuole ovvio, ma non per la bellezza del panorama (il nostro è più bello) quanto per illuderci che le cose più importanti, l'economia, il turismo, il commercio, le tasse, la politica, la burocrazia, l'educazione civica e l'organizzazione collettiva del vivere quotidiano possano funzionare anche qua come là: meglio. Eppure, garantito, la loro testa o quella di qualsiasi altro Paese non è migliore della nostra, la finestra di Giampaolo Talani Da Perelli si vede Miami! è solo meno italiana. Dopo un estate gestita malissimo, stavolta pure dal tempo che ha tolto anche ai turisti il loro "lavoro", ci ritroviamo ora tutti con il culo scoperto davanti ad un autunno ancora più incerto con il timore dello "stai sereno" perché le cose si aggiustino finalmente, assieme alla speranza che chi lavora per noi e grazie a noi possa e voglia davvero aggiustarle, anche per noi. Senza giochi di fantasia però, quelli teniamoli solo per guardare Miami da Perelli e sognare un po'... al momento non abbiamo altro.

18 18 settembre - ottobre - novembre 2014 IL VULCANICO PRESIDENTE REGIONALE DELL ASSOCIAZIONE BALNEARI

19 19 di Francesca Barone Vieni, accompagna i «Eliaaaa! signori al 79». La sua voce roca rimbalza tra gli ombrelloni. È inconfondibile. È lì, affacciato alla capannina di legno, scruta la spiaggia, il suo territorio. Tutto deve essere in ordine, i suoi clienti devono godersi tranquillamente il mare. Passa a salutare i suoi ospiti, un sorriso, una battuta, una pacca sulla spalla. Indossa la maglietta rossa con la scritta salvataggio e l immancabile copricapo colorato, proveniente da uno dei suoi tour in giro per il mondo. Chi in estate viene alla Capannina lo fa, non solo per il bellissimo tratto di costa, ma perchè conosce lui, l incontenibile Fabrizio Lotti. I primi canestri al campetto Iti. Porta il basket in serie B. Dal film di Virzì La bella vita, al suo sogno La Capannina in Costa Est. «Piombino va depiombinizzata ci vuole coraggio e follia!» Fabrizio Lotti nasce il 6 gennaio del 1955 a Piombino, con esattezza al Casone Maresma, dove trascorre tutta l'infanzia insieme ai genitori e al fratello. Terminati gli studi da perito meccanico, frequenta a Firenze l'isef e si diploma. Nel frattempo si dedica alla sua grande passione: la pallacanestro. Partito dalla prima divisione, arriva a giocare fino alla serie C. Al termine degli anni Ottanta, non più nelle vesti di giocatore, ma di general manager porta la squadra piombinese, dalla serie C alla B1. Viene poi ingaggiato dall'acqua Panna Firenze che, grazie anche al lavoro di Fabrizio, partendo Piombinese fino al midollo, Fabrizio ha un anima divisa in due: mezza cotonese (eredità della mamma) e mezza del Casone Maresma, dove è nato e cresciuto. «Eravamo una comunità, tutti poveri ricorda. Dopo il Casone c erano solo le lucine del cimitero». Il padre, con un furgoncino rosso della Fiat, vendeva la stoffa in campagna. La prima vera passione, Fabrizio l ha scoperta a 16 anni, durante gli studi da perito meccanico. Ha infatti iniziato a giocare a pallacanestro nel campetto dell Iti. Da lì, da via Pacinotti, è arrivato fino alla serie C. «Tutto questo racconta grazie, prima al dottor Panciatici, e poi a Otello Formigli, uno degli allenatori più famosi della serie A che mi volle a Firenze nella sua squadra. Erano gli anni Settanta e mi davano 300mila lire per giocare. Quei soldi, guadagnati ogni mese per quattro anni, mi sono serviti poi per aprire la mia palestra». Il Living Club, una scommessa vinta. Nel 1983 a Piombino nasce la prima palestra. «Fu un evento storico per la città ricorda Fabrizio fino a quel momento la gente faceva ginnastica correttiva dal Della Monica. Non esistevano le palestre concepite come quelle di oggi». Il Living Club si trovava in via X settembre. «Era veramente bella, strutturata secondo una concezione moderna ricorda Lotti. Al Living Club si faceva corpo libero e si utilizzavano gli attrezzi. Sono stato il primo in città a portare l aerobica. Dalla mia palestra è passata mezza Piombino». Nel 2003 il colpo di testa, o forse di genio. Fabrizio, a 48 anni si accolla un mutuo da Chi è Fabrizio Lotti 225mila euro e realizza un altro dei suoi sogni: acquista uno stabilimento balneare. I casi della vita vogliono che La Capannina si trovi a Perelli, proprio dove Paolo Virzì gira le ultime scene de La bella vita, la pellicola in cui nel 1993 il regista livornese raccontava di un gruppo di operai delle acciaierie che alla fine riescono a costruire uno stabilimento balneare. «Il primo esempio di riconversione balneare di un impresa industriale», dice il protagonista del film. «Con questo bagno ho realizzato un mio sogno dice Fabrizio ma ho anche contribuito, insieme ai miei colleghi balneari, a indicare una diversa possibilità di sviluppo di un territorio che dalle C1 raggiunge la serie B1 in 5 anni. Nel 1983, dopo varie esperienze nelle palestre fiorentine, apre a Piombino il Living Club. Nel 1990, a 35 anni, Fabrizio sposa Sabrina, dieci anni più giovane di lui. Nel 1992 nasce Leonardo e, a distanza di un anno, Alberto. Nel 2003, si lancia in una nuova impresa: accende un mutuo da 225mila euro e acquista lo stabilimento balneare La Capannina a Perelli. Oggi, grazie al suo continuo impegno per la valorizzazione del territorio e lo sviluppo di un'industria del turismo, ricopre la carica di presidente regionale dei balneari. amo».«guarda questi due disegni», mi mostra due quadretti attaccati all interno della capannina di legno, il suo quartier generale. «Il primo è del 2003, è di Virzì spiega Ci sono la centrale Enel, la baracchina e gli ombrelloni e lui con un calice in mano. La dedica dice, A Fabrizio Lotti che ha reso concreto un sogno. Il secondo disegno, invece è di Staino, venuto qui all inizio dell estate. Nella dedica ha scritto A Fabrizio principe della Sterpaia. Dal 2003 al 2014, praticamente la mia storia». Tutti i giorni, dalla mattina alla sera tu sei qui. Arrivi al lavoro, entri nella tua capannina, apri i battenti di legno e cosa vedi? La Capannina, lo stabilimento balneare di Fabrizio Lotti

20 20 settembre - ottobre - novembre 2014 «Guardo davanti a me. E vedo l arcipelago toscano con le sue meravigliose isole. Ma ho smesso di spingere l occhio verso destra, perchè così evito di soffermare lo sguardo su quei due calzini dell Enel a strisce bianche e rosse». Non ti va proprio giù la centrale Enel come vicina di casa, vero? «Ogni volta che da quelle due ciminiere usciva il fumo nero, dal mio cellulare partiva sempre il solito sms: Anche oggi niente papa, fumata nera!. I destinatari del messaggio? Il sindaco Anselmi, Il Tirreno, i colleghi, e Fabrizio Ferri, per anni presidente dell Orizzonte. Ma cosa ci sta a fare in questo golfo la centrale dell Enel?». Quindi un vicino scomodo da sfrattare? «Premetto che sono un viziato: ho l aria condizionata e mi piace davvero tanto avere la corrente, la scossa, come dicevano i vecchi. Detto questo, non credo che l attuale ubicazione della centrale Enel sia giusta. Secondo me va spostata da lì. Quella zona va bonificata e resa al turismo, altrimenti la Costa est non potrà mai decollare». Cosa desidera Fabrizio Lotti per la sua città? «Piombino va depiombinizzata. Ci vuole coraggio e follia. Non possiamo rimanere ancorati a schemi fissi, dobbiamo ribaltare il tavolino e cercare di investire sul nostro territorio. È logico che una città di 36mila abitanti non può vivere solo sull industria del turismo, però, bene o male, questo settore va curato. I piombinesi devono capire che la città non è solo di loro, ma deve diventare di tutti. Dio ci ha dato questo promontorio con delle meravigliose isole davanti. Fino a ieri eravamo solo una strada per l isola d Elba. Non può più essere così. L Elba deve diventare una risorsa anche per noi. Basta vedere le città che hanno un isola davanti alle proprie coste: guadagnano tutte». Oltre al turismo, quale altro settore potrebbe funzionare a Piombino? «Devono decidere quelli bravi, io non ci capisco niente. A me piace parlare di ciò che conosco e comprendo. I tuttologi mi stanno sulle scatole». Allora se ti chiedo della centrale a carbone o del polo di rottamazione, non mi rispondi? «Ti dico solo che se le industrie usano dei criteri ecologici moderni come in altri Paesi, non vedo quale sia il problema. Se invece vengono fatte delle cose che ambientalmente distruggono il Botta e risposta di Umberto Barlettani Stato attuale del suo animo? Combattivo. Dono di natura che vorrebbe avere? Doti atletiche e tecniche per giocare nella Nba. Il tratto principale del suo carattere? Testardo. Un suo difetto? Ansioso. Ha il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che fa? Elimino tutti i nani dai giardini. La persona cui chiederebbe consiglio? Mia moglie. Il giorno più felice della sua vita? Spero che debba ancora venire. E il più infelice? La morte di mio fratello Daniele. L incontro che le ha cambiato la vita? Otello Formigli, allenatore di basket a Firenze. Di cosa ha bisogno per essere felice? Stare in famiglia. Una cosa che non ha mai capito della gente? L invidia. Il vero lusso è? Non invidiare nessuno. Il più bel ricordo da bambino? A Casale Marittimo dai nonni Edelfo e Elia. Cosa voleva fare a 12 anni? Professore di ginnastica. Materia scolastica preferita? Matematica. Un consiglio ai giovani di oggi? Fate Voi! Città preferita? Sidney. Dove vorrebbe vivere se non a Piombino? A Taormina in Sicilia o a Ile Rousse in Corsica. Il piatto che predilige? La trippa in umido. E la bevanda? Vino. La qualità che preferisce in un uomo? Fabrizio Lotti Che sappia mantenere la parola data. E di una donna? L onestà. Quel che detesta di più? La presunzione. Personaggio storico più ammirato? Berlinguer. Con quale personaggio politico vorrebbe parlare? Massimo Cacciari. Sport preferito? Basket. Film cult? Pulp Fiction. Attori preferiti? Alberto Sordi e Paul Newman. Cantanti preferiti? Battisti e Pavarotti. Libro preferito? Il libro Cuore di Edmondo de Amicis. Come immagina Piombino tra 10 anni? Uguale a ora. Una frase che porterebbe sulla t-shirt? Fatti i cazzi tuoi. La soddisfazione più grande? Fare bene il mio lavoro. Hobby? Brisca e tressette. Programma televisivo preferito? Blob. Squadra del cuore? Preferisco che vinca la Fiorentina. Il regalo più bello che ha ricevuto? A 16 anni un motorino usato, un gabbiano rosso, di mio zio Luigi. Un suo rimpianto? Non aver proseguito la carriera di direttore sportivo nel basket. Ciò di cui non può fare a meno? Dei viaggi. Nella vita a chi deve dire grazie? A me stesso. Pensa di restare simpatico o antipatico agli altri? Non mi sono mai posto questa domanda. Io vorrei? Non vorrei ma se vuoi come può uno scoglio arginare il mare

21 21 territorio è ovvio che ciò, non solo non è compatibile con uno sviluppo turistico, ma neppure con il vivere bene in questa città. La salute prima di tutto. Se i cittadini e gli amministratori amano e rispettano il proprio territorio, allora questo può svilupparsi. Se invece i cittadini e gli amministratori non vogliono bene al proprio territorio, quest ultimo è destinato a morire». Cosa manca a questo territorio? «I servizi, innanzitutto. Ma anche la possibilità ai privati di investire e valorizzare il territorio». Quindi sei favorevole a investimenti privati? «Sì, ma con dei paletti da parte dell amministrazione. Il Comune non ha più soldi, quindi l unica possibilità è aprire ai privati. La formula giusta dovrebbe essere: privati che investono rispettando sia le regole a salvaguardia del territorio sia l impegno a creare servizi. Naturalmente, senza che l amministrazione arrivi a strozzarli». Tocchiamo ora un tasto per te dolente, la società Parchi Val di Cornia. «Il sistema Parchi deve essere ribaltato. Così non può funzionare. Prima di tutto, la Parchi andrebbe estesa, partendo da Scarlino e arrivando fino a Cecina, con il salvamento al mare in tutte le spiagge. E poi, ti sembra logico che a Baratti prima del 15 giugno i servizi igienici sono aperti solo il sabato e la domenica? E ti sembra logico che, sempre a Baratti, se passi una serata al barrettino sulla spiaggia e ti occorre un bagno devi andare a fare pipì in pineta tra le frasche? Così si offrono i servizi? Ma via! Qui va tutto ristudiato. Siamo indietro dai, non prendiamoci in giro! Non si può far ancora pagare i parcheggi del mare con gli spiccioli. Esistono sistemi più pratici e moderni, come il pagamento tramite sms». Quanto siamo indietro, rispetto ai nostri vicini, nel settore turistico? «Follonica e San Vincenzo, hanno vissuto per anni con il turismo delle seconde case. Oggi però, in questa zona, è finito quel periodo. Ed è finito anche il modo tipico della Versilia. Non è più il ricco, che ostenta i soldi, a fare il turismo. Oggi dobbiamo puntare su una concezione più moderna, incentrata sul rispetto del territorio. E allora diventa obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti, le piste ciclabili, il pannello solare per far funzionare il condizionatore. Per assurdo, essendo noi più indietro rispetto a Follonica, San Vincenzo e alla Versilia, possiamo andare molto più avanti di loro. Siamo una zona vergine. L imprenditore deve saper interpretare il momento e la domanda. La domanda chiede una linea green? E diamola, cavolo!». Dici che la tua è stata una vita incasinata perchè non hai mai avuto fermezza. Ma i rimpianti ne hanno fatto mai parte? «Volevo diventare professore di ginnastica e lo sono diventato, volevo aprire una bella palestra e ho creato il Living Club, volevo uno stabilimento balneare e da dieci anni sono il titolare della Capannina. Non so cosa siano i rimpianti». Ripeti spessi di provenire da una famiglia povera, ma la tua vita ora ha un altro tenore. «Dove sono nato io, al Casone, c erano 5 case e un solo bagno in comune. Era alla turca con un buco enorme. Ricordo che da piccolo mamma mi teneva per le manine, avevo il terrore di cadere dentro a quel buco. Nel 1996, quando ho comprato la mia prima casa, avere il box doccia mi pareva un grande lusso. So cosa significa essere poveri, per questo, mi sono rimboccato le maniche. Ho creato delle aziende che mi hanno dato la possibilità di fare una vita molto superiore a quella da cui sono partito. Oggi non posso certo lamentarmi, però non ho beni al sole. Vivo del mio lavoro e sono consapevole che domani può finire tutto». Durante l inverno, con lo stabilimento chiuso, come trascorri il tempo? «Ho un appuntamento fisso al bar davanti la stazione. Mi aspettano per giocare a brisca e tressette. Io vengo dal Casone eh! Gli amici con cui gioco a carte sono più veri di tanti altri. Se spari una cazzata te lo dicono». E la politica? «Mi sono iscritto alla Fgci che ero ragazzo, quando, durante le discussioni, volavano le sedie. Erano delle belle assemblee. I dirigenti di allora avevano un valore diverso da quelli di oggi. Via Torino era una comunità. Quello che andava a friggere alla Festa dell Unità non lo faceva certo per poi trovare il posto di lavoro, ma perchè si sentiva parte di un gruppo. Poi ho mollato tutto e sono andato per la mia strada. Nel 2007 Veltroni, diventato segretario del Pd, disse che oltre gli operai avrebbe salvaguardato anche gli imprenditori, quelli che non dormono la notte per i mutui da pagare. Ecco, visto che è da quando ho 28 anni che vivo con i mutui sulle spalle, mi ci sono rivisto. Mi è capitato spesso di notte di svegliarmi, guardare i miei figli e augurarmi di riuscire a pagare. Ho iniziato con il mutuo della palestra e ora mi mancano le ultime due rate di quello dello stabilimento. Secondo me una persona che ha vissuto senza mutui è una persona che non sa cosa sia la vita». Sei renziano, vero? «In questo momento sono lottiano. Ero presente alla prima Leopolda, dove avevo captato freschezza, aria nuova che avrebbe ripulito i mobili vecchi dalla polvere.

22 22 settembre - ottobre - novembre 2014 Un movimento politico che ha poi preso corpo e in cui ho visto l unica possibilità, anche per Piombino, di essere scossa. Dopo che Renzi è diventato segretario nazionale, mi sono di nuovo allontanato dal partito. Anche perchè dopo un po mi rompo le scatole. Il Pd mi ricorda la serie televisiva di Sky I Borgia (ride)». E cosa significa essere lottiano? «Essere lottiano significa che non faccio il tifo per nessuno. Uno dei limiti di ogni individuo, sia nello sport che nella politica, è essere tifoso. Perchè devo difendere Renzi a prescindere? Perchè se è rigore, non vedo il rigore?». Qualcuno ti considera un personaggio sopra le righe e spesso protagonista. Pensi di rimanere antipatico alla gente? «Boh, sinceramente non mi pongo il problema. Non è importante quello che pensano gli altri di me. E poi bisogna distinguere tra il personaggio e la persona. Chi è il personaggio Lotti lo decidono gli altri e alla fine non puoi farci niente. La persona Fabrizio, però, so io chi è e decido io come cambiarla in meglio o in peggio a seconda delle situazioni. Che ci posso fare, sono nato originale!». Gianni Anselmi (Ex sindaco Piombino): Dicono di lui Martino Rendina (Comandante Porto): «Fabrizio me lo ricordo da bambino al campo Fucini giocare (bene) a basket col numero 10. Aveva ancora i capelli... È un uomo schietto e leale, che ha attraversato la vita con idee e lungimiranza: prima inventando il Living Club, oggi con il suo impegno nel campo dei servizi turistici. Il suo profilo è certificato dal ruolo importante che gli imprenditori balneari toscani hanno voluto affidargli, e che svolge, come ho avuto modo di verificare incrociandolo come sindaco, con serietà, competenza, grande amore per il territorio. Fabrizio Lotti sa guardare avanti perché glielo consentono le sue esperienze, la sua tenacia, il suo stare fra la gente: esattamente ciò che serve per dare una prospettiva alla nostra città». Pier Luigi Panciatici (Presidente Ilva Basket Piombino): «Ho conosciuto Fabrizio ai tempi d oro del Basket Ilva Piombino, quando facemmo la scalata dalla serie C alla B1. Lui è stato eccezionale dal punto di vista della carica. Fissava un obiettivo e riusciva nell impresa. Sapeva trascinare tutti con il suo entusiasmo. Aveva anche grandi doti da manager: buono quanto basta ma anche cattivo quanto basta». Lunella Donati (Titolare Bagno Elia): «Fabrizio è una persona che si sta spendendo molto come presidente dei balneari della Toscana per portare avanti le nostre istanze. Anche d estate, malgrado i tanti impegni per la sua attività, è sempre presente alle riunioni di categoria e non si tira mai indietro». Da sinistra Marco Piacentini, Fabrizio Lotti, Elia Marsili Sabrina Gamberoni (Moglie di Fabrizio): «Quando mi disse che avrebbe voluto prendere lo stabilimento balneare devo ammettere che ero molto titubante. Dovevamo prendere un mutuo e i ragazzi erano ancora piccoli. Ero preoccupata. Ma a lui è sempre piaciuto rischiare. E devo dire, che anche in questo caso, ha visto lungo. Nel lavoro è perfetto: pignolo, ansioso, sincero, diretto e pretende sempre il massimo da tutti. Insomma, è un bel crostino! Ma alla fine questo modo di fare ripaga. Per la famiglia è un punto di riferimento, una roccia». «Fabrizio mi ha stupito per la sua semplicità e per la grande capacità organizzativa e manageriale. Ha collaborato con la Capitaneria di Porto di Piombino nel progetto sperimentale delle torrette Sos per la segnalazione di emergenze sulle spiagge libere della Costa Est, contribuendo a migliorare sempre di più il piano collettivo di sorveglianza balneare». Fabio Bertolini (Giocatore Ilva Basket Piombino): «Siamo amici da oltre 40 anni. Abbiamo condiviso sin da giovanissimi tante esperienze nella vita, nello sport e fatto insieme tanti viaggi in giro per il mondo. Fabrizio è un amico con la A maiuscola e mi resta difficile trovarne anche i difetti».

23 23 Lo storico locale di San Vincenzo compie 35 anni Buon compleanno Mum and Dad! di Umberto Barlettani Andrea Sparapani I titolari dell esercizio con il personale di cucina La pizzeria-ristorante Mum and Dad a San Vincenzo festeggia i 35 anni di attività. Un locale che vive nei ricordi di almeno tre generazioni. Questa è la storia di Michelangelo Sparapani per tutti Baffo e di sua moglie Marisa Poli che ebbero la brillante intuizione di rilevare la pizzeria il 1 ottobre del «A quel tempo ero impiegato in Magona all ufficio fornitori spiega Baffo la sera, di ritorno da Piombino, imparavo a fare le pizze, e pensare che prima non le mangiavo neanche. Insieme a mia moglie Marisa decidemmo di puntare su questa attività». All età di 14 anni entra a lavorare con loro anche il figlio Andrea ed oggi pure sua moglie Alessandra Pagliai e i loro figli Roberta di 25 anni e Niccolò di 20 sono nell attività di famiglia. Tanti i ricordi e gli aneddoti. «Negli anni Ottanta racconta Marisa Poli eravamo praticamente sempre aperti. Facevamo due turni di lavoro a pranzo e a cena sia come tavola calda che pizzeria. Qui da noi mangiavi ad ogni ora, era un continuo viavai di clienti. Facevamo una media di 500 pizze al giorno. Per non parlare del record del ferragosto dell 85 quando sfornammo 716 pizze dalle 5 di pomeriggio alle 5 di mattina!». «Il Mum and Dad è stato sempre un punto di ritrovo precisa Andrea qui fare le tre del mattino era la normalità. Importavamo direttamente dalla Germania i barili di birra da spillare. Mi ricordo che nel 1984 arrivammo primi in Italia come consumo di fusti di birra Lowenbrau, oltre 400. Certi giorni anche 8 fusti al giorno da 30 litri. Ora per fare quei numeri». «Sono tempi decisamente diversi puntualizza Baffo ma noi continuiamo a fare del nostro meglio con lo stesso entusiasmo e passione. Fa piacere conclude che ancora vengono clienti che conosciamo da 35 anni. Tante famiglie svizzere che sono da noi in vacanza e oggi si presentano con i nipotini. Con molti clienti si è instaurato un vero rapporto di amicizia». «Mi ricordo una sera d estate di quelle toste racconta divertita Marisa io alla cassa con la fila, e al tempo facevamo le ricevute a mano, Baffo dalla sua postazione intento a fare le pizze che urlava continuamente Dov è Andreaaa!!. Nella mia mente un pensiero fisso mollo tutto o continuo? A un certo punto mi guardo intorno: ero sommersa da tante persone, non ce la facevo più. Ho replicato a mio marito emettendo un urlo talmente forte Ora vengo lì e ti vergo!. Silenzio in sala e poi all improvviso un applauso generale da tutti i clienti Baffo finalmente ammutolito!». Baffo e la moglie Marisa con il personale di sala di Livio Cristiani Proponiamo affari dal 1981 COMPRAVENDITE - AFFITTI CESSIONE ATTIVITÀ COMMERCIALI Tel Corso Matteotti, SAN VINCENZO (LI)

24 24 settembre - ottobre - novembre 2014 fatti & persone Marciana Marina in prima serata su Sky Prossimamente in onda su Sky Cinema i due nuovi episodi de I delitti del Bar Lume, girati quest estate a Marciana Marina. Dopo il successo della passata edizione, che ha riscontrato un vero picco di ascolti, Sky ha deciso di puntare un altra volta su questa serie tratta dai romanzi gialli di Marco Malvaldi. Vedremo quindi sul piccolo schermo ancora i paesaggi incantevoli di uno dei borghi più suggestivi della nostra provincia. Quelli di Marciana Marina e l isola d Elba, che per l occasione diventeranno l immaginario paese della costa toscana Pineta. Protagonisti dei nuovi episodi ancora l attore Filippo Timi e la sexy barista Enrica Guidi. Se il primo è il pluripremiato e star riconosciuta del jet set Timi, la seconda è un attrice completamente made in Costa Etrusca. Di Rosignano, ha debuttato proprio in questa fiction Sky riscontrando un notevole successo di pubblico e critica: «Mi sembrava di essere tornata bimba durante le riprese, quando andavo in vacanza all Elba con la mia famiglia afferma l attrice nostrana. È stato un piacere tornare sull isola, questa volta per lavoro». Il bancone del bar, i vecchi ficcanaso dall accento che più toscano non si può, le partite a biliardo e scopone, questi gli ingredienti del successo de I delitti del Bar Lume. La nuova stagione televisiva Sky ha deciso di inserire la serie tra i prodotti di punta del proprio palinsesto, trasmettendo le due nuove puntate in prima serata. Secondo voci di corridoio la serie è pronta per essere distribuita anche sulle reti Sky straniere. Questo vorrebbe dire per il nostro territorio finire con le sue caratteristiche uniche e i suoi paesaggi mozzafiato davanti milioni di telespettatori dall America all Australia. Un colpaccio. In 20mila: record per ApritiBorgo a Campiglia Foti nominato da Silvia Velo Metti una sera d agosto, la bellezza unica di un borgo medievale e le stradine di pietra invase da artisti, vacanzieri e residenti. Questo ApritiBorgo, uno degli eventi più importanti dell estate della Costa Etrusca, organizzato ogni anno a Campiglia Marittima. Un evento fortemente voluto dall amministrazione e dai commercianti. Un tripudio di spettacoli itineranti e palcoscenici naturali incastonati tra i vicoli millenari. «Ogni anno non ci perdiamo neanche una di queste serate afferma la signora Maria, turista torinese. Gli spettacoli sono davvero di alto livello e la sera alla Rocca (sito archeologico nel centro del paese, ndr) si può ammirare un paesaggio mozzafiato sulle colline e respirare un venticello fresco. In più tutte le persone che animano in queste serate il borgo rendono l aria ancora più elettrizzante». Non solo gioia per i vacanzieri ma, anche, per i residenti: «In tutta la mia vita non ho mai visto così tanta gente sotto casa mia racconta Ilda, ottantenne che risiede nel centro storico. Vedere vivere Campiglia così è bellissimo». I cinque giorni di Festival hanno visto la presenza di oltre 20mila visitatori segnando un vero record per il decennale dell evento. Il sindaco Rossana Soffritti particolarmente soddisfatta ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso l ottima riuscita di ApritiBorgo. Paolo Foti di San Vincenzo è stato nominato consigliere del sottosegretario di Stato del Ministero dell Ambiente Silvia Velo. Già membro della Federazione Pd Val di Cornia e isola d Elba riceve con questo incarico un importante riconoscimento a livello nazionale. «Cercherò di non deludere le aspettative e la fiducia che Velo ha riposto nei miei confronti afferma Foti. Cercherò di rappresentare gli interessi del nostro territorio».

25 25 fatti & persone Mc Donald s apre a Cecina La Baciocca al Museo Un nuovo successo di pubblico per l ultima mostra organizzata presso il Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali a Piombino. All interno dell antica struttura, nella grande sala a piano terra, i visitatori hanno potuto apprezzare un esposizione documentaria intitolata I segni di Elisa. Attraverso un percorso di pannelli informativi, ripercorsa la storia di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, durante il suo regno a Piombino dal 1801 al La Baciocca, così veniva chiamata al tempo, realizzò notevoli trasformazioni e miglioramenti; gli interventi furono talmente tanti, che la città fu addirittura definita la piccola Parigi. Seguendo il percorso espositivo, molto interessante è stato approfondire le notizie sui singoli campi di intervento, che resero Piombino una città veramente nuova. La Park Albatros: tutti a tavola Turisti olandesi, tedeschi, francesi e italiani hanno festeggiato tutti insieme il ferragosto al camping village Park Albatros di San Vincenzo. Sotto la supervisione del patron Marco Vannucchi e Regina d Etruria, quindi, risulta essere stata una vera figura pionieristica, in ogni settore ed in ogni attività. Fu realizzata una nuova viabilità, nuovi palazzi, un efficiente porto, giardini e spazi aperti dove poter socializzare e organizzare feste, mercati per l esposizione delle merci e prodotti di ogni tipo. Tutto era stato pensato all insegna di una nuova concezione di spazio urbano, un nuovo spirito forse mai visto prima. In pochi anni Elisa Baciocchi trasformò letteralmente Piombino e questa mostra ce lo ha raccontato perfettamente. La curiosità per chi ha potuto visitarla, di scoprire una storia ricca di aneddoti e di vicende che forse prima era difficile immaginare, un motivo in più per apprezzare Piombino. Barbara Noferi del suo staff, ben 1500 ospiti del villaggio hanno partecipato alla cena buffet intorno ad un tavolo da guinnes dei primati: oltre 400 metri. Parte del ricavato della festa Long long table big big party è stato devoluto, come ormai già da quattro anni, all istituto Giustino Senni di Piombino. Una festa riuscita, un occasione d incontro tra i tanti turisti che insieme si sono divertiti con musica e balli, contribuendo ad una iniziativa dall alto valore simbolico, nel segno della solidarietà e della condivisione. Nuova apertura prevista a Cecina per la catena multinazionale di fast food Mc Donald s. In provincia il colosso americano ha all attivo tre ristoranti: Livorno, Collesalvetti e Piombino. I manager di Mc Donald s hanno affermato che il nostro territorio è molto appetibile soprattutto per il flusso di vacanzieri che transita per le nostre strade. Per i residenti questo significa nuovi posti di lavoro: sono previste infatti già nuove assunzioni. Juri Rubegni vince l argento Juri Rubegni, sanvincenzino quindicenne del liceo Marconi di Piombino, è sul podio dei campionati italiani di Tiro a Segno, con medaglia d'argento in P10sp (pistola standard ad aria compressa a 10 metri) categoria Ragazzi che si sono svolti a Roma. Successo per Unicrea A Palazzo Appiani, a Piombino, si è svolta la mostra dei lavori realizzati durante i laboratori Unicrea, organizzati dall Unitre. Arte delle decorazioni, bigiotteria, bricolage, patchwork, ricamo, scrittura creativa e teatro. Particolarmente apprezzata la scrittura creativa che ha coinvolto anche ragazzi delle quinte elementari (sezioni A e B) di piazza Aldo Moro. Gli scolari hanno infatti realizzato dei racconti che uniti a quelli degli studenti dell Unitre hanno composto i cosiddetti Libri Unici. Maurizio Canovaro, direttore del laboratorio di teatro, ha fatto leggere a Lory Bolgherini, Gabriella Gabbrini, Eugenia Nardi, Giuseppina Toncelli (allieve del corso di recitazione) quattro capitoli di un classico della lettura infantile: Pinocchio di Collodi. Visto l interesse Unicrea avrà certo un seguito. Giuseppina Toncelli

26 26 settembre - ottobre - novembre 2014 fatti & persone Bagno Venere: 50 anni Il Bagno Venere di Giampaolo Talani a San Vincenzo ha festeggiato i cinquant anni di attività. Cinquant anni di lavoro, di famiglia e di vacanze. Tante generazioni sono passate dallo stabilimento balneare del noto artista sanvincenzino. E a proposito di generazioni siamo arrivati alla terza, oggi infatti è Martino, figlio di Giampaolo, a portare avanti l attività. Nato nell estate del 1964, per volere di Ery e Fresia Talani, il Bagno Venere rappresenta un pezzo importante di storia locale. A confermarlo lo stesso pittore: «I miei genitori hanno fatto parte dell epoca dei pionieri del turismo locale, in cui l idea degli ombrelloni sul mare partiva soprattutto dal bisogno di portare a casa il pane racconta Talani. Ma ovviamente c era anche una scintilla di coraggio e di intelligenza. Nel 1964 nella zona del Bagno Venere c era solo macchia e nessuno voleva investirci. Oggi voglio ricordare 3 bagnini indimenticabili che mi hanno accompagnato negli anni in cui io dirigevo la spiaggia: il piombinese Aldo Bartolini, Enzo Panattoni e Giorgio Federighi». Dopo cinquant anni là ci sono centinaia di case vacanze e un intero quartiere che fa girare l economia della costa. La festa per l evento si è svolta in spiaggia. Grigliata di pesce, musica e tanta sabbia per ricordare insieme agli amici questi anni fantastici del Bagno Venere. Sorpresa suggestiva a fine serata quando lungo tutto il litorale sanvincenzino si sono potuti ammirare i fuochi d artificio e il lancio in aria di decina di lanterne cinesi. Atmosfera magica. Dopotutto festeggiare i cinquant anni del Bagno Venere vuol dire anche festeggiare il successo di un economia che nonostante la crisi galoppa da decenni. Soffritti, nuovo incarico Il sindaco di Campiglia Marittima Rossana Soffritti è stata nominata presidente della Società della Salute della Val di Cornia. La scelta è avvenuta nell ambito dell assemblea dei sindaci alla presenza del direttore generale dell Asl 6 Eugenio Porfido e della dottoressa Antonella Valeri, direttore amministrativo dell Asl 6. La funzionalità della Società della Salute è stata prorogata fino al 31 dicembre 2014 proseguendo come è stato fatto fino ad oggi nell azione di indirizzo per la gestione unitaria e integrata dei servizi sociali con quelli sanitari da parte dell Azienda Asl 6. L Assemblea ha nominato anche la giunta esecutiva della Società della Salute, composta dal sindaco di Campiglia Rossana Soffritti (presidente), dall assessore alle Politiche Sociali del Comune di Piombino Margherita Di Giorgi e dal direttore generale Asl 6, Eugenio Porfido. Comastri all Immacolata I cento anni della parrocchia dell Immacolata di Piombino sono stati festeggiati con una messa celebrata dal cardinale Angelo Comastri, ex vescovo della nostra diocesi. «Manco dal settembre 1993 e faccio fatica a trattenere la commozione ha affermato il nostro ex vescovo. È ancora vivo in me il ricordo della messa di Natale del 92 davanti ai cancelli della fabbrica, nel pieno degli scioperi contro la privatizzazione dell acciaieria». La partecipazione alla messa è stata molto numerosa e durante l omelia il cardinale Angelo Comastri ha ringraziato i sacerdoti, i frati e tutte le persone di Chiesa che si impegnano nell ambito sociale del territorio. «Gli operai di Piombino non devono perdere mai la fiducia ha tra l altro affermato sua eminenza, infondendo speranza alle migliaia di famiglie del territorio in forte difficoltà per la crisi. Anche se c'è un lumicino bisogna partire da qui e farlo diventare una bella fiamma... mai scoraggiarsi!». Cittadini puliscono piazza Dante Piazza Dante a Piombino versa in condizioni di degrado inaccettabili. A pensarlo anche il gruppo di cittadini formato da abitanti e volontari che in collaborazione con l Asiu hanno autonomamente deciso di rimboccarsi le maniche e pulire la storica piazza piombinese. Si è svolta nell occasione anche una riunione che ha visto partecipare i consiglieri comunali Daniele Pasquinelli e Alessandro Del Monte: moltissime le idee e le proposte dei cittadini. Successo ha riscosso soprattuto l iniziativa di affiggere sulle panchine targhe con citazioni del sommo poeta fiorentino Dante Alighieri a cui la piazza è dedicata. «Una volta ci portavo mia figlia a giocare qua, circa venti anni fa afferma Barbara, residente. Oggi ho tre nipoti e sembra un altro mondo. I miei bimbi non li porto di certo a giocare qua. Il degrado è inaccettabile. Spero che l amministrazione faccia qualcosa e restituisca al popolo questo gioiello».

27 27 fatti & persone Olio di oliva Eleonora: gran successo Vivo successo quest estate al Park Albatros Camping Village di San Vincenzo per le degustazioni dell olio extravergine di oliva Eleonora prodotto a Campiglia Marittima al frantoio della Tenuta Eleonora di Toledo in località La Bandita. I turisti olandesi, tedeschi, francesi e di molte altre nazionalità sono rimasti colpiti dallo stand allestito all interno del campeggio. Tutti sono rimasti affascinati sia dal sapore che dalla storia che riguarda questo prodotto locale di eccellenza. Sono infatti oltre diecimila le piante di olivo distribuite in ottanta ettari di terra dove viene prodotto l olio. All interno della tenuta si trova anche una struttura innovativa Degustazione dell olio extravergine di oliva Eleonora per la produzione dell extravergine di oliva, controllato menti tra cui uno a Los An- ricevuto diversi riconosci- in tutte le sue fasi. Un frantoio geles, negli Stati Uniti in che sposa la tradizione millenaria locale con i processi una importante competizione produttivi più moderni. I prodotti come l olio extravergine di oliva Eleonora sono le vere esperienze enogastronomiche che regalano ai turisti in visita nelle nostre località qualcosa in più e fanno conoscere al grande pubblico la Toscana che funziona. Recentemente Eleonora ha Lo stand allestito all interno del Park Albatros internazionale. L altro, in Italia, nelle Marche riuscendo ad ottenere il prestigioso inserimento nella guida nazionale dei migliori oli monovarietali. Il nostro territorio si sta agganciando alla produzione di olio in maniera più specializzata come il resto della regione. E considerando i primi successi di questi investimenti si comincia a pensare ad un boom nel settore dell olio pari a quello che nello scorso secolo investì il settore del vino facendo nascere nomi di eccellenza come Sassicaia e Ornellaia. Unicoop Tirreno: Claudia Rossi al personale Claudia Rossi è stata nominata responsabile della direzione del personale di Unicoop Tirreno. Piombinese, 49 anni, è entrata in Cooperativa (allora Coop Toscana Lazio) nel 1995 occupandosi del controllo gestione della società Gestione Discount. Nella sede centrale di Unicoop Tirreno ha ricoperto vari ruoli, legati al controllo gestionale, fino a diventare, nel 2010, dirigente responsabile del settore controllo di gestione della cooperativa, funzione che ha svolto alle dirette dipendenze della presidenza aziendale. La cooperativa di consumo Unicoop Tirreno è stata fondata a Piombino nel Oggi opera con 113 punti vendita, dipendenti, soci in Toscana, Lazio, Campania e Umbria. Fatturato 1,2 miliardi di euro (dati bilancio consuntivo 2013). Questa la dirigenza Unicoop Tirreno. Presidente: Marco Lami; direttore centrale attività caratteristica: Massimo Lenzi; direttore centrale finanza: Fernando Pellegrini. Buon lavoro a Guido Fiorini Guido Fiorini è il nuovo coordinatore responsabile delle redazioni di Piombino Elba e Cecina del quotidiano Il Tirreno. Subentra a Nicola Stefanini, trasferito a Grosseto. La redazione di Costa Etrusca augura buon lavoro al collega Fiorini, nel nuovo importante impegno professionale. Baldanzi Supercampione Nuovo successo per il campigliese Stefano Baldanzi, specializzato nella disciplina del Trap americano, una branca del Tiro a Volo che sta prendendo molto campo in Italia. Stefano, da poco maggiorenne, frequenta il liceo Fermi di Cecina e a Manoppello (Pescara) si è classificato al primo posto, super campione 2014 Trap americano, categoria Settore giovanile, nella quarta e ultima gara nazionale Italian down the line.

28 28 settembre - ottobre - novembre 2014 Svolta al sindacato di via Roma: è arrivato uno di noi Lami, l operaio alla guida della Cgil di Luca Goerg La Cgil che mi hanno insegnato ha sempre la porta aperta. C è bisogno di unità L unione dei lavoratori. Il riscatto della classe operaia. L unità del sindacato. Il rispetto e l aiuto sociale. Questi i valori di Mirko Lami. Questi i valori di una sinistra che sopravvive ancora. Quante persone, quanti operai, quanti lavoratori si riconosceranno in queste parole? Molti. Mirko Lami è giovane ma la scuola che ha fatto è vecchia, quella di una volta: «Ogni mattina prima di andare a scuola o di entrare in fabbrica dovevo e devo leggere il giornale afferma Lami con una vena di malinconia ricordando il passato. Ricordo di questi vecchi operai che facevano colazione con vino, pane e prosciutto e ci ordinavano di parlare e discutere di argomenti e articoli apparsi sui quotidiani che spesso erano Il Tirreno, La Nazione e l Unità. Operai sì, ma anche persone consapevoli. Loro sono stati i miei maestri di vita. Da loro ho capito cosa significa essere operaio, cosa vuol dire dignità, cosa vuol dire essere nati nel secondo polo siderurgico nazionale». Orgoglio, riscatto, unità. Mirko Lami è un giovane sindacalista, di quelli che non si mette in giacca e cravatta ma cammina per strada indossando il giubbotto dello stabilimento e con lo zaino da lavoro in spalla. Uno che sa cosa è il lavoro. A pensarlo anche la Cgil provinciale che lo ha recentemente nominato coordinatore della Cgil Val di Cornia (succede a Giorgia Beltrame, ndr). Cosa si aspetta da questa nuova esperienza? «Non c è niente di nuovo. È una vita che faccio il sindacalista, una vita che combatto per i diritti dei lavoratori del nostro territorio. Non sono fatto per rinchiudermi in una stanza dietro una scrivania, preferisco continuare quello che ho sempre fatto: camminare tra i lavoratori, chiamare chiunque pur di riuscire ad ottenere risultati concreti, combattere fino alla fine per la dignità del lavoratore cercando sempre un equilibrio». Che situazione ha trovato in via Roma, nella storica sede del sindacato a Piombino, dove il movimento operaio ha segnato la storia stessa della popolazione locale? «Movimento operaio e lavoro sembrano parole passate di moda. Questa è una bella partita. Il sindacato, questo sindacato, la Cgil, deve riprendere il ruolo di una volta. Deve essere protagonista nella discussione pubblica sul futuro lavorativo del territorio e soprattutto nelle vertenze. Non possiamo rimanere in una situazione sconnessa rispetto al resto del territorio regionale e nazionale». Non è semplice. Come intende fare? «I veri sindacati hanno una struttura perché hanno un valore, come la Costituzione. Se non riprendiamo in mano quei valori e li difendiamo è finita. Per farlo dobbiamo essere uniti, aiutarci come si sono aiutati i nostri vecchi nel dopoguerra, altrimenti i lavoratori non ci capiscono. Oggi viviamo una fase difficile, nella politica e nell economia e possiamo superarla solo restando uniti. Noi abbiamo trovato un mondo bello, dalla tv in bianco e nero al tablet, facciamo in modo che anche i nostri figli trovino il nostro stesso mondo». È cio che ha affermato all ultimo congresso nazionale della Cgil a Rimini dove con le sue poche parole è riuscito a strappare più applausi di Landini e Camusso messi insieme (fonte l Unità). «A volte si legge più volentieri un tweet di un libro intero. Bisogna essere chiari, sintetici e dire la verità. Altrimenti nessuno ti segue. Bisogna dare risposte, oggi ce n è davvero bisogno». Ha anche chiesto, sempre a Rimini, a Susanna Camusso e Maurizio Landini: nella nostra Cgil dobbiamo stare uniti, chiudetevi dentro una stanza per 10 giorni, ma fatelo. «È dopo questa frase che c è stata l ovazione. C è bisogno di unità e di un faro nel mondo del lavoro. Questo deve essere il sindacato». Concordia. Tanti sono stati scettici quando ha combattuto fino all ultimo per portare il relitto nel porto di Piombino. Lei ha definito quella battaglia doverosa per il sindacato, perché? «La Concordia è un occasione sfumata. Avrebbe dato l avvio ad un nuovo sistema industriale. Come non mi stancherò mai di far capire che non ha logica avere due fabbriche siderurgiche commissariate e anzichè fare sinergia tra loro, il Governo preferisce fermare la produzione di coke a Piombino e far acquistare il coke per Taranto dalla Croazia o dalla Turchia. La nostra cokeria, tra l altro quella che sotto l aspetto inquinamento è sotto tutti i parametri europei e nazionali, darebbe ancora lavoro ad oltre 300 lavoratori.».

29 29 Renzi ha promesso che arriveranno alcune navi da guerra per l avvio di questo nuovo sistema industriale. «Io promesse non ne ho mai fatte e mai le farò. Ma prima di parlare di navi da smantellare è necessario parlare di acciaieria, altrimenti con il rottame ricavato dallo smaltimento che ci fai?». Allora parliamo di Jindal. «La proposta di acquisto riguarda la parte sana dello stabilimento e la costruzione di Corex e forno elettrico». Sembra un buon programma. «Per quanto riguarda i lavoratori l unico vero buon programma è quello dell accordo firmato dal premier Renzi. Se viene attuato infatti vorrebbe dire lavoro, ma quei progetti, quei soldi vanno trasformati in posti di lavoro. Se partono le bonifiche i lavoratori, oggi in situazione di assistenzialismo, potrebbero finalmente tornare ad essere attivi e lavorare. Bonifiche immediate lavoro immediato». Per non parlare della necessità ambientale delle bonifiche. «L ambiente al primo posto insieme al ripristino dell acciaieria. Queste sono le priorità per il territorio, per la nostra dignità». Ripristinare l acciaieria ma anche se si cominciasse a lavorare alla costruzione di nuovi impianti adesso la prima colata arriverebbe, nella migliore delle ipotesi, Chi è Mirko Lami Mirko Lami nasce il 25 febbraio 1964 a Rosignano. È sposato con Sandra Fulceri dal Abitano a Montemazzano in un appartamento di 80 metri quadri. Lui lavora in Lucchini dal Lei è dipendente dell Unicoop Tirreno. Nel 2009 adottano Arm in Thailandia (luce dei suoi occhi) e tornasse indietro nel tempo, intraprenderebbe da subito il percorso meraviglioso dell'adozione. Mirko è stato recentemente nominato coordinatore della Cgil Val di Cornia. Era già dal 2004 coordinatore della Rsu Fiom Lucchini. È l unico italiano a sedere al tavolo europeo sulla siderurgia di Bruxelles insieme a Enrico Gibellieri (ex presidente Ceca). Nel 2008 è stato candidato al Senato per il centrosinistra e Veltroni durante la campagna elettorale si è fermato a pranzo a casa sua. Ma la storia lavorativa di Lami comincia da più lontanto. A soli quattordici anni è apprendista nell officina Pietrini dei Diaccioni (oggi SiderPiombino). Nel 1981 è titolare del distributore Gulf a Salivoli (oggi Q8). Nel 1983 è militare di leva in marina. Nel 1985 lavora con la ditta Cocchi e Barsotti sul porto di Piombino. Dal 1986 è operaio alla Lucchini dove guadagnava fino a pochi mesi fa 1300 euro. Oggi facendo il massimo percentuale del contratto di solidarietà dispone, come molti piombinesi, di poco più di 900 euro al mese. nel È tanto tempo. «Troppo tempo. È Jindal che deve decidere comunque il mio consiglio è questo: riattivare con pochi soldi l altoforno immediatamente, infatti il minerale per alimentarlo per un azienda come Jindal ha un costo minimo essendo proprietaria di immensi giacimenti. Intanto costruire le nuove strutture, anche se in tutto il mondo pochi puntano su impianti elettrici. Hanno un costo di energia improponibile». Ma l altoforno è morto proprio perché considerato un sistema obsoleto. «Allora mi devono spiegare perché in Germania li stanno riattivando. Mi devono spiegare perché nelle maggiori potenze economiche del mondo l acciaio si fa in grande quantità solo con gli altiforni». Questione di quantità di acciaio e costo dell energia. «Questo viene dopo. Ho sentito parlare di centrale a carbone. Ma è inutile una discussione se prima non sappiamo cosa dovrà alimentare: impianti elettrici o no? E per quante tonnellate di acciaio? Senza una programmazione delle acciaierie seria e sicura è inutile parlare a vanvera. Prima dobbiamo sapere quali sono le dimensioni della nuova acciaieria e quanta produzione può fare, poi mettere nella discussione la capacità della centrale energetica, che dovà essere combinata perchè dovrà essere alimentata anche con i gas residui del corex». Ma ora cosa fare? «Dobbiamo fare il possibile per creare lavoro a Piombino ma anche pensare a cose più gravi come risolvere il conflitto tra Israele e Palestina». Torniamo al sindacato, i lavoratori dove possono trovarla? «Io sono in via Roma o facilmente raggiungibile al cellulare. La Cgil che mi hanno insegnato ha sempre la porta aperta». L Immobiliare del Corso di Guglielmi dott.ssa Elena COMPRAVENDITA Corso V. Emanuele II, 67 - Piombino (LI) RICERCHE IPOTECARIE Tel. e Fax Cell Iscrizione Albo Agenti immobiliari n STIME

30 30 settembre - ottobre - novembre 2014 Crociere e il trenino di Campiglia «Quelli si vogliono soprattutto divertire e anche le escursioni a terra sono momenti di svago». Chi parla è un vecchio comandante che ha condotto per il mondo tante navi da crociera e ha portato a destra e a manca turisti di ogni specie. «Da Civitavecchia i pullman puntano su Roma e anche qui solo piazza San Pietro, il Colosseo, la Fontana di Trevi, Castel Sant Angelo, un po di negozi convenzionati. Non troverà mai gruppi di croceristi a spasso per le catacombe». Quindi par di capire che da Livorno si va a vedere la Torre di Pisa e Ponte Vecchio a Firenze, dalla Spezia le Cinque Terre, da Genova, Sanremo, la costa e la Lanterna. «È proprio così». E da noi, allora? «Avete cose stupende ma non pensate di organizzare un pullman per la necropoli di Baratti e per il trenino di San Silvestro a Campiglia, con tutto il rispetto con un offerta del genere, i croceristi resteranno ai bordi della piscina sul ponte della loro nave. E, alle compagnie che devono scegliere, un eventualità del genere non è proprio gradita». Piombino bocciato, quindi? «Fate voi». Edicola Tabaccheria n. 10 di Rita & Paolo Centro commerciale Coop - Venturina Tel Quotidiani e riviste Cartolibreria Tabacchi Articoli da regalo Gratta e Vinci Ricariche telefoniche e fax Punto servizi EDIL COOP FIORENZANI Costruzioni Ristrutturazioni IMPRESA CERTIFICATA ISo Via del Fosso 12/a Tel Fax Cellulare: Piombino (Li)

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32 32 settembre - ottobre - novembre 2014 Occuparci di tutti, senza lasciar solo nessuno Salute e benessere con la Coop Cuore di Umberto Barlettani La partecipazione alla vita civile delle cooperative sociali e in particolare delle formazioni del terzo settore è stata particolarmente significativa nella storia della regione Toscana. Oggi più che mai, rivestono un ruolo di primaria importanza nell ambito dello sviluppo solidale del territorio. La cooperazione sociale è una realtà in continua evoluzione che risponde ai bisogni spesso ignorati dal mercato attraverso la produzione di beni relazionali di rilevanza collettiva. Abbiamo fatto il punto con Assunta Astorino e Vladimiro Tognarini, rispettivamente presidente e direttore generale della cooperativa sociale Cuore. «La nostra esperienza è iniziata nel 1998 spiegano Assunta Astorino e Vladimiro Tognarini e coinvolgemmo nel progetto 9 persone in cerca di occupazione. Pensavamo che Piombino e la Val di Cornia avessero bisogno di servizi dedicati alla cura e all assistenza alla persona e così fornimmo prestazioni infermieristiche e sociali sia a domicilio che all ospedale. Subito Assunta Astorino Servizi dedicati alla cura e all assistenza. Ottima collaborazione con Comuni e Asl. Priorità: occupazione e alta professionalità Da sx Eleonora Rosa, Assunta Astorino, Vladimiro Tognarini, Eleonora Vanni (Vp. Naz. Lega Coop. Soc.) dopo, nel 1999, primi in Val di Cornia, demmo vita al progetto dei campi solari». «La svolta nel 2000 afferma Tognarini con i servizi infermieristici in convenzione con il servizio pubblico, e nel 2002 contavamo al nostro interno già 50 persone tra soci e dipendenti. Da allora lo sviluppo è stato pressochè continuo, tutto basato sulla correttezza gestionale e sul rispetto rigoroso delle regole del mondo del lavoro e della cooperazione. Sin dall inizio ci tiene a precisare il direttore abbiamo applicato a tutti i lavoratori il contratto nazionale, cosa che al tempo non era ancora prevista e nel 2003 abbiamo avuto il riconoscimento della certificazione ISO 9000». Oggi la Cuore riveste un ruolo importante nel mondo della cooperazione in Toscana. Oltre 350 persone impiegate tra soci e lavoratori e si inserisce nel tessuto sociale creando salute e benessere facendo rete con la comunità e restituendo al territorio occupazione e prospettive economiche. Negli anni si è specializzata nell offerta nel settore sociosanitario ed educativo, fornendo soluzioni indirizzate ad anziani, all infanzia, all handicap, al disagio psichico e nella gestione diretta di strutture residenziali e semi residenziali. «Abbiamo sempre puntato alla qualità dei servizi prosegue la presidente Astorino investendo molto sulla preparazione del nostro personale. Contiamo 70 laureati tra psicologi, pedagogisti, terapisti, infermieri professionali ed educatori e il 98% della forza lavoro è rappresentata da donne. L aspetto fondamentale è che tutti insieme condividiamo la politica sociale della cooperativa. Questo è il valore che ci ha portato al successo». «La Cuore è nata in Val di Cornia sottolinea Tognarini siamo cresciuti e oggi siamo presenti con nostre strutture anche a Livorno e nella provincia di Grosseto. Abbiamo vinto alcune gare di appalto anche in competizione con dei veri colossi della cooperazione grazie all elaborazione di progetti che ci permettono di essere alla pari con grandi realtà nazionali». «La crisi economica si fa sentire, specialmente in Val di Cornia precisa la presidente ma siamo cresciuti guardando anche oltre il nostro territorio di riferimento, grazie anche al lavoro di raccordo del Consorzio della Costa Toscana (rappresenta 30 cooperative) di cui siamo membri e presenti nel consiglio di amministrazione. Nei prossimi mesi, nell ottica del continuo sviluppo, come suggerisce anche la Lega Coop Sociale, avvieremo un percorso di accorpamento con altre cooperative». «Il nostro obiettivo precisa Tognarini è contribuire al miglioramento della qualità della vita, garantendo alti standard nelle prestazioni Le O.S.A. che operano al servizio Mai soli alla Pubblica Assistenza a Piombino

33 33 offerte. Una cooperativa ha un modello diverso da una impresa privata. Abbiamo sempre cercato di avere una significativa solidità economica con attenzione alla gestione e alla qualità che ci ha permesso negli anni di ottenere risultati importanti». Nello sviluppo di politiche di sussidiarietà la Cuore occupa un ruolo importante anche in virtù della ottima collaborazione con i Comuni e con le Asl. Contribuisce allo sviluppo solidale del territorio, dando respiro anche ad altre cooperative di tipo B (30% persone svantaggiate) affidando per esempio i servizi di trasporto e pulizie in subappalto e interagendo con tutte le associazioni del volontariato del settore sociale. La politica sociale è quindi alla base di questa realtà che ha come primo obiettivo appunto l occupazione e alti standard delle prestazioni. Quindi, nelle intenzioni della cooperativa Cuore, l obiettivo è di continuare a crescere e proporre nuovi servizi. In questa direzione ha preso vita da poco il progetto Mai soli, un nuovo servizio in sinergia con la Pubblica Assistenza di Piombino attivo 24 ore su 24. «Si rivolge a tutti, in parti- I numeri della Cooperativa Cuore colare agli anziani soli, ai portatori di handicap e a tutti coloro che anche temporaneamente si trovano a vivere situazioni di fragilità, offrendo assistenza infermieristica cura della persona e dell igiene della casa fino alle piccole manutenzioni. Così precisa il direttore Tognarini i cittadini potranno rivolgersi per prestazioni infermieristiche come la somministrazione di cure parentali, il monitoraggio della terapia anticoagulante e antidiabetica, la gestione della nutrizione artificiale e tanto altro, tutto per andare incontro alle esigenze dei più deboli. Questa è la prima esperienza del genere in Toscana». «In futuro conclude la presidente Astorino offriremo anche prestazioni di La Cooperativa Sociale Cuore è nata a Piombino nel 1998 per volontà di Assunta Astorino (presidente) e Vladimiro Tognarini (direttore generale). Partiti inizialmente con 9 persone disoccupate. I primi passi l offerta di servizi infermieristici e sociali, a domicilio e all ospedale, rivolti ai privati. Oggi è una tra le realtà più importanti della cooperazione in Toscana con una forza lavoro di oltre 350 persone tra soci (100) e dipendenti (250). I bisogni delle persone al centro della propria attività: dai servizi all infanzia, agli anziani, all assistenza domiciliare, servizi dedicati all area handicap e psichiatria, alle residenze sanitarie assistite e infine il nuovo progetto Mai soli in sinergia con la Pubblica Assistenza di Piombino. Capitale sociale 250mila euro. Fa parte della segreteria regionale Assemblea Nazionale Lega Sociale e del Consorzio Costa Toscana. Dal 2003 certificato qualità ISO Questo il consiglio d amministrazione: presidente Assunta Astorino; vicepresidente e direttore generale Vladimiro Tognarini. Consiglieri: Daniela Ferrini, Elena Gherardini, Flavia Lunardelli, Sara Rosi. Da sx Eleonora Vanni, Dino Franceschini, Margherita Di Giorgi, Attilio Farnese (presidente regionale Anpas), Rossana Soffritti riabilitazione, servizi di podologia e servizi educativi». Occuparci di tutti, senza lasciar solo nessuno questo il motto della Cooperativa Sociale Cuore. Residenza Sociale Assistita I Giunchi a Venturina Terme

34 34 settembre - ottobre - novembre 2014 Lido Vieri il Leone di Piombino di Gianni Mura* ATorino, sul grande terrazzo, al settimo piano, tra fiori, piantine di basilico, rampicanti, c è un tubo di gomma collegato con il rubinetto dell acquaio, e mi arriva addosso un flash, una foto di Lido Vieri di quando giocava nell Inter. E si faceva una doccia con un tubo di gomma, solo che intorno c era la neve. Vieri guarda me che guardo il tubo e ride. «Sì, anche adesso che vado per i 75. E sa perché? Perché quand ero piccolo in casa non avevamo l acqua calda e io mi sono abituato a quella fredda, diciamo che me la sono fatta piacere per necessità, poi mi sono abituato e avanti così». Vieri nasce a Piombino, ma i genitori erano elbani, di Portoferraio. «Mio padre faceva il pescatore. Poi è saltato fuori un posto alle ferrovie e la famiglia ha traslocato sulla terraferma. Io sono diventato portiere per caso, il mio sogno era andare per mare. Quand è arrivata l offerta del Torino avevo già tutte le carte in regola per imbarcarmi come mozzo su un mercantile che da Genova andava in Brasile. Il pallone era un divertimento, un gioco. Non pensavo di poterci campare. Ieri Spesso giocavo il primo tempo da attaccante, per fare gol, e il secondo da portiere, per difendere il vantaggio. La prima squadra è stata a Venturina, 13 km a piedi all andata e 13 al ritorno. Lì c era e c è ancora un ristorante famoso, da Otello. Sull Aurelia, si fermavano i tir come le macchine di lusso. Specialità cinghiale alla maremmana, ma anche pesce. Lì un bel giorno si fermò a mangiare il dottor Lievore, che curava il settore giovanile del Toro. E lì per caso c era a mangiare anche il dottor Biagi, un farmacista, il mio presidente, e mi segnalò». Oggi Convocato per un provino, viene preso. «Partii diviso dentro: cominciava un avventura ma lontana dal mare, quello l avevo perso. Erano passati pochi anni da Superga, il Toro stava cercando di ricostruirsi. La società pensava al mangiare e al dormire, per i primi due anni ho preso mille lire a settimana. La metà la mandavo a casa, per il resto m arrangiavo. Un biglietto del cinema costava 80 lire. La domenica andavo allo stadio gratis. Il nostro portiere era Lovati, quello della Juve Viola. Due buoni portieri. Anch io ero un giovane portiere allo stato brado, tutto istinto. Allasio mi fece esordire in A, poi mi prestarono al Vigevano in B perché facessi esperienza. Ci andai con Sergio Castelletti, il terzino biondo che poi finì alla Fiorentina. Povero Sergio, era di Casale, è morto anche lui per colpa dell amianto». Una volta i portieri si dividevano in due categorie: freddi e caldi. Freddi erano Jascin, Giuliano Sarti, Cudicini, Zoff. Caldi Moro, Ghezzi e Albertosi. Caldissimo Vieri. «Come temperamento sì, ero fumino, e mi sono preso le mie belle squalifiche. Ma il bello del ruolo, il lato romantico se vogliamo, era nella sua diversità. A me piaceva uscire di porta e arpionare il pallone con una mano sola, fin sul dischetto del rigore uscivo per respingere di pugno. E allora era regola che ogni pallone nell area piccola fosse del portiere. Adesso vedo che molti hanno la catena corta ma, soprattutto, che pochissimi cercano di bloccare il pallone. Quando finalmente ho avuto un preparatore, la sua domanda più frequente era: perché non l hai bloccata? E, in caso di respinta, sempre di lato, mai frontale. Oggi sembra che queste cose siano finite in soffitta. Sono cambiati i palloni, sono cambiate le regole non sempre in meglio. Io cancellerei quella che porta rigore ed espulsione sull uscita del portiere: una volta gli attaccanti ti saltavano, per non farti e non farsi male, adesso ti vengono a cercare, fanno di tutto, per sbatterti addosso, e ci credo: hanno tutto da guadagnare, al massimo rischiano un giallo per simulazione». Lei aveva il mito di Ghezzi, ho letto. «Sì, il kamikaze. Ma mi piaceva molto anche Bepi Moro e uno che non è diventato famosissimo: Doriano Carlotti, un elbano, giocava nel Piombino ed è stato il primo dei miei idoli. Stavo dietro la sua porta. Era secco secco, non alto, un coraggio da leone nelle uscite. Quando qualche squadra di A bussava per Carlotti, il Piombino sparava cifre pazzesche e così non s è mai mosso. Quando ha smesso ha aperto una macelleria all Elba». Non si stupisce di vedere tanti portieri stranieri in serie A? «È vero che da noi c era una grande scuola, ma nulla dura in eterno, tutto cambia. Pensi al Brasile: per decenni solo un grande portiere Gilmar, poi ci è toccato veder vincere un mondiale a Taffarel, uno

35 35 che si tuffava di pancia e non di fianco, poi è arrivato Julio Cesar. A me piace anche Neto, della Fiorentina. In assoluto, degli stranieri, Handanovic. Quanto a noi, Buffon era e resta di un altra categoria. Promette bene quel Perin, un po pazzo e per questo mi piace. Ma il ruolo è cambiato da quando i portieri hanno dovuto imparare a usare i piedi, diventando meno diversi, più uguali agli altri. Ho l orgoglio di aver allenato, incoraggiato e sempre difeso un grande portiere: Luca Marchegiani. Certo se vedo le foto di quando giocavo io e di adesso sembra passato un secolo. I guanti, per esempio. Non li ho usati per anni o al massimo quelli di lana se pioveva. A mani nude sentivo di più il pallone, anche col freddo. Poi sono arrivati quelli zigrinati, come le coperture delle racchette da ping pong, e adesso ci sono certi guanti che sembrano usciti dai laboratori della Nasa, ma non è il guanto che fa il portiere, e nemmeno la maglia rossa o gialla. Ai miei tempi, solo nera, o grigia. Colpiva di più la fantasia: se l immagina se poteva esserci un ragno arancione, così come c era il ragno nero, Jascin? Un grandissimo, ma non so perché gli preferivo Beara, lo jugoslavo». Tre squadre in tutta la carriera: Torino, Inter e Pistoiese: cosa le resta? «Il Toro è stata la squadra della mia vita, ci sono arrivato ragazzino e ne sono uscito uomo. Dividevo la camera con Ferrini, eravamo due tipi di poche parole. Lui parlava con l esempio, coi fatti. Mi sarebbe piaciuto avere una sola maglia nella vita. Quando Pianelli mi cedette all Inter, era convinto di avermi fatto un regalo. Invece mi misi a piangere e spaccai a pugni la porta dello spogliatoio. Ai tifosi granata devo il soprannome: Pinza. Lo stesso di Bodoira, il portiere che aveva preceduto Bacigalupo. Un onore. All Inter con Invernizzi vincemmo uno scudetto in rimonta ma mi sentivo in esilio, anche se l ambiente era simpatico. Alla Pistoiese andai perché mi avvicinavo a casa e perché la Pistoiese mi garantiva lo stesso ingaggio dell Inter. Presidente era Melani, detto il Faraone. Anche lui aveva fatto soldi col petrolio. Volevamo un brasiliano, avevo chiesto Junior e arrivò Luis Silvio. Gran velocità, ma tirava in porta solo di piatto, anche da fuori area». In Nazionale, solo 4 presenze. «Posso dire la verità? Non m importava nulla di giocare in Nazionale, e lo dicevo anche. Ho fatto tre partite e mezza, tre senza prendere gol: 1-0 in Turchia, 1-0 in Austria, 3-0 al Brasile. A Sofia subentro ad Albertosi sull 1-2 e becco il terzo. Sono campione d Europa e vicecampione del mondo senza aver mai visto non dico il campo ma la panchina. Per me convocazioni, ritiri, trasferte di un mese mezzo, come in Messico, equivaleva a togliermi il mare. Avevo la barca già pronta per andare a pesca con i palamiti verso Montecristo e Pianosa. Bearzot insistette, era stato mio capitano, la mia chioccia direi. Avete già Albertosi e Zoff, che ci vengo a fare? Portate Pizzaballa, è uno tranquillo, magari gli fa anche piacere. A me no, anche perché non ho mai voluto saperne di giocare a carte, quindi mi portavo una valigia di libri e Settimana enigmistica». Anche con lei si poteva partire da una foto nel ritiro messicano. C è Valcareggi tra due sorridenti Mazzola e Rivera e dietro si vede Vieri, su una sdraio, che sta leggendo La noia di Moravia. «Ne avevo anche altri, uno di Chi è Lido Vieri Lido Vieri nasce a Piombino il 16 luglio 1939 da babbo Manlio (ferroviere) e Carmela (casalinga). Ha un fratello, Mario più giovane di sette anni. Da bimbetto gioca portiere nell Alba Nuova (torneo giovanile Piombino, campetto marrone). Lo scopre il dottor Biagi, farmacista di Venturina, che lo gira al Torino. Dal vivaio granata al debutto in prima squadra con la maglia che fu di Valerio Bacigalupo. Un Toro grintoso fa del Filadelfia il suo fortino inespugnabile, regalando ai tifosi, che continuano a seguirlo con amore, partite epiche e vittorie sonanti. È anche il tronfio di Vieri che diventa titolare e da quel momento avvia una carriera straordinaria, unica nella storia granata per un portiere. Stagioni in granata 12, presenze in granata 342, reti incassate in granata 361, presenze in nazionale 4, reti incassate in azzurro 1. L addio al granata è come una pugnalata. Vieri va all Inter (dove si fregerà di un tricolore) e chiuderà con la Pistoiese. Infine la panchina di trainer (compresa quella del Torino) e la sua passione più grande: coltivare giovani portieri, cosa che nel suo Toro, l amore di una vita, ha proficuamente fatto per lunghi anni. Ambrogio Fogar sul suo giro del mondo in barca, altri d argomento marinaro. Leggevo molto, avevo imparato a memoria anche qualche poesia di Garcia Lorca. Poi Fogar l ho conosciuto di persona, e anche Jacques Mayol che s era sistemato all Elba, a Capoliveri. Prima di ogni immersione sgranocchiava due teste d aglio, diceva che era il suo segreto. Ma il suo segreto vero è perché si sia appeso a una trave senza lasciare una riga». S annoiò molto, in Messico? «No, poteva andar peggio. Mi allenavo seriamente, semmai era Riva che saltava gli allenamenti con la scusa del dormire. Con Valcareggi avevo una certa confidenza, lo chiamavo zio Uccio e non mister perché era stato giocatore del Piombino quando io ero raccattapalle. Zoff mordeva il freno e veniva a sfogarsi da me. Stai calmo Dino, gli dicevo, perché Uccio farà giocare Albertosi anche se ha la febbre a 40. Così andò, anche se Albertosi fece qualche errore coi tedeschi e se fosse dipeso da me col Brasile avrebbe giocato Zoff. Ma non dipendeva da me, che da Valcareggi avevo già ottenuto una sorta di libera uscita. Già

36 36 settembre - ottobre - novembre 2014 all arrivo c erano file di ragazze tifose fuori dal nostro albergo. Lido, ci tolgono tranquillità, fai come vuoi ma pensaci tu. Ci pensai eccome. Finché non vidi una ragazza favolosa, bruna, che girava su una Mustang rossa. Occhiate reciproche, colpo di fulmine, m invita a casa sua. Casa è dire poco, una specie di castello in mezzo a un immenso giardino, militari all ingresso». Milano, Italia-Brasile 3-0. Vieri con Salvadore e Mazzola E chi era? «La figlia del vicepresidente. Del Messico, non della Federcalcio. Una famiglia molto alla mano, dopo qualche giorno entravo e uscivo a tutte le ore. Graciela mi disse che era troppo giovane per avere la patente, guidava senza. Un pomeriggio, dopo aver visto che c era una bella sala cinematografica con comode poltroncine, invitai tutta la squadra a vedere un film italiano, non ricordo il titolo. Credevo che certe cose potessero succedere solo in Svezia, almeno così si vociferava, quanto a libertà di comportamento. Fu bello tutto, e non dolorosa la partenza, sapevamo tutti e due perché era cominciata e quando sarebbe finita». Il 4-3 come lo visse? «Dalla tribuna presidenziale, con tanto di cucina. A un certo punto tutti scommettevano, nei supplementari. C erano sul tavolo mucchi di soldi alti così». E adesso cosa fa? «Il pensionato, ultimo incarico allenatore dei portieri nel 2005 alla Fiorentina. Allo stadio non vado più da anni: se il Toro perde mi viene il magone, soffro». Se il Toro perde, perde anche in tv. «Sì, ma almeno non vedo le facce della gente, magari tifosi che ho conosciuto. Di stadi ne ho girati anche troppi. L unica novità, se vogliamo, è che ho voltato le spalle al mio mare, che credevo essere unico. Da quando ho sposato una calabrese, ho scoperto un altro mare stupendo. Abbiamo una casetta a Bagnara, da giugno a ottobre mi trova lì, sul mare». Il minimo, per uno che si chiama Lido. «Questa è un altra storia. Mio padre voleva chiamarmi Nilo, ma il parroco disse di no. Ripiegò su Lido. Anagrammando Lido Vieri, appassionato di enigmistica, basta spostare una i dal cognome e si ottiene idoli veri. De profession bel zoven, avrebbe chiosato paron Rocco. Nelle foto in bianco e nero, Vieri ha una faccia tra Raf Vallone (che pure giocò nel Torino) e Luigi Tenco. Erano anni in cui i calciatori matti erano l 1 e l 11. Poi s è perso il conto». * Per gentile concessione di Repubblica di Aldo Agroppi Lido, miglior portiere d Italia Lido è stato il miglior prodotto del calcio piombinese. Avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno, perché può risolvere i tuoi tanti perché e donarti una goccia di sangue, una goccia di vita. Lido Vieri è questo per me, guai chi me lo tocca. Non lo vedo da molti anni ma il legame è sempre forte. Non era destinato per il gioco del calcio, aveva scelto il mare, stava per imbarcarsi e girare il mondo. Il sogno era arrivato, non desiderava altro, ma se è vero che c è Dio è altrettanto vero che c è anche il diavolo. Era tutto pronto per salpare ma pochi giorni prima un osservatore del Torino, il dottor Lievore, dietro pressione del dottor Biagi di Venturina, fu convinto a portare Lido a Torino. Amava il mare ma fu costretto a legarsi ad un pallone. Ai ritiri insopportabili, lui uomo libero, certo di solcare gli oceani, legato ad orari, discipline, regole ferree. Lido è stato il miglior portiere d Italia ma pochi lo sanno, pochi crederanno a quanto sto affermando. Fisico scultoreo (tra l altro era considerato il più bel ragazzo del nostro calcio: bello fino a farti invidia) ancora più bello quando vestito completamente di nero, con le maniche arrotolate e senza guanti in qualsiasi stagione, volava da un palo all altro incantando i tifosi del Toro che a fine allenamento riempivano la gradinata dietro la porta. Iniziava lo spettacolo che non so descrivere, non saprei rendere la giusta valutazione. Vi invito a pensare all impossibile o poco meno. Stilisticamente perfetto, i tifosi impazzivano. Nessuno come lui anche oggi per la sua perfezione dei suoi interventi. Imitato da molti ma soltanto Bordon si è avvicinato all armonia, al sincronismo, all eleganza dei suoi movimenti, insomma una brutta copia. E attenzione l affetto non mi condiziona. Per voi piombinesi non aver assistito alle prodezze di un nostro concittadino è stata una pena che non meritavate. Oggi i portieri fanno ridere. Lido era invece un padrone assoluto perché aveva coraggio e ancor più ne aveva rasentando l incoscienza quando si catapultava sull avversario che si presentava a lui palla al piede uno spettacolo. Lo sapete non racconto frottole, parlo sempre per convinzione e non per convenienza. Uno spettacolo calcistico ottimo con lui diventava stupendo. Non amava andare in nazionale. Lo disse chiaramente ai vari cittì: solo quattro presenze. Io mi sento in imbarazzo avendone collezionate otto. Non valevo certo il doppio e questo resterà un mistero, un assurdo. Grazie Cotenna sei stato decisivo per la mia crescita a Torino, con l affetto che sai, Aldo. Nella foto Aldo e Lido tra le barche del Centro Velico

37 Nedo Sonetti (Allenatore): «Conosco Lido da una vita. Non avevo mai lavorato con lui prima della stagione 94/95 e metà campionato 95/96. Io ero alla guida del Toro in serie A e lui preparatore dei portieri. Aldilà del valore tecnico che è indiscutibile, dico con soddisfazione che, dal punto di vista umano ha dimostrato di avere doti eccezionali. Piero Persico (alla Sambenedettese) e Lido sono i migliori preparatori dei portieri che abbia mai conosciuto». Claudio Nassi (Giornalista): «È stato con Zoff e Albertosi uno dei migliori portieri del suo tempo. Aveva doti fisiche eccezionali. A 19 anni è titolare nel Torino. La carriera prosegue all Inter e si chiude alla Pistoiese, dove vince i campionati di serie C e B. Mi spiace non vederlo in una squadra di vertice ad allenare i portieri, perché in questo ruolo sarebbe ancora un numero uno». Franco Biegi (Giornalista): Dicono di lui «Una cinquantina di anni fa Costa Etrusca uscì con una paginata intera su Lido Vieri, partendo dagli inizi della sua carriera sportiva. Non c è dubbio che il pezzo fosse un po orgogliosamente gonfiato ma il Torino prima e l Inter poi hanno creduto sulle qualità del portiere piombinese. Poi arrivò la nazionale e al suo debutto nel 1963 il cronista Niccolò Carosio elencò così la formazione azzurra: numero uno Lido Vieri, di Piombino. Il nostro numero uno». Carlo Martinii (Ex calciatore): «Quando Leone era al Toro io giocavo nel Viareggio. Frequenti i nostri incontri in Versilia. È stato un grandissimo portiere». Ivio Barlettani (Direttore Costa Etrusca): «Se non avesse fatto il calciatore avrebbe senz altro sfondato nel mondo del cinema. Fisico possente, sguardo ammaliante, ha fatto impazzire il gentil sesso. Ogni estate Costa Etrusca organizzava una partita di calcio fra calciatori famosi e detenuti sull isola di Pianosa. Lido, Cereser e Agroppi mi hanno sempre aiutato a reclutare i calciatori in vacanza in Toscana e a farli giocare contro una formazione di carcerati. Per un giorno, grazie a loro, Pianosa diventava un carcere senza sbarre!». Enzo Polidori (On. ex sindaco Piombino): «Vederlo tra i pali di una porta è sempre stato uno spettacolo. Era un campione nato, fin da ragazzo fu così. L - ho visto debuttare in serie A, nel Torino. Ero militare a Pinerolo. Entrò in campo, fu un tributo di applausi: io lo chiamai Lido! Non mi rispose. Lo chiamai Leone! Si voltò, mi vide, ci salutammo. Io gli ho segnato un gol Turbine-Alba Nuova 3 a 1, lo ricordo ancora oggi. Ho in casa il gagliardetto del Toro, me lo regalò lui. È stato il più forte giocatore che Piombino abbia mai avuto. Un grande». Mario Vieri (Fratello di Lido): «Grande amore e rispetto per Torino, la città che lo ha adottato e ancora oggi lo ama. Viene sempre riconosciuto e salutato con affetto Piero Grilli (Artigiano-commerciante): «Eravamo vicini di casa: lui abitava in via della Repubblica nel palazzo dei ferrovieri, io poco distante. Leone (così lo chiamavano perché quando giocava si buttava fra sassi, asfalto e quant altro) è stato un grandissimo atleta. Un campione in tutti i sensi: grande umiltà e generosità. Tante le gite e le cene sulla sua barca con gli amici e l indimenticabile Sergio Picchi per tutti il Baio». 37 dai tifosi. Spesso lo fermano per strada anche coloro che non lo hanno mai visto giocare ma solo sentito parlarne. Un giorno insieme ad amici andammo a vedere un derby Juve-Toro. Ricordo ancora oggi che i tifosi bianconeri si alzarono e gli tributarono un caloroso applauso. Forse quello era un altro tipo di tifo e un altra maniera di vedere il calcio: rispetto e ammirazione anche per gli avversari di sempre». Angelo Cereser (Agente immobiliare): «Con Lido incontrandoci spesso a Torino dove abitiamo ci piace ricordare le tante battaglie che insieme abbiamo fatto sul campo del glorioso Filadelfia con la maglia granata. Lido, grande professionista, è un uomo dotato di enorme generosità. Devo anche ringraziarlo per aver dato, a suo tempo, il suo ok all allenatore Nereo Rocco per farmi debuttare in serie A in una partita importante con la Spal a Ferrara». Lido e Piero in barca

38 38 settembre - ottobre - novembre 2014 Michele e Clarice, ragazzi a 90 anni Michele Marrini e Clarice Ghini, quest estate, sono stati l attrazione della passeggiata del corso di Piombino. Occhiali da sole colorati, cappelloni stravaganti, look giovanile. L età non conta e se ne sono resi conto molti turisti che hanno voluto scattare una foto ricordo con questi due personaggi. Ma chi sono questi due giovani? Michele è nato a Scarlino e si è subito trasferito con la famiglia a Piombino dove è cresciuto. Ha lavorato negli stabilimenti fino alla crisi della Magona del 53. Durante la guerra ha combattuto tra le file dei partigiani. Nel 1952 corona il suo sogno d amore sposando la donna della sua vita: Clarice. Nel 1962 si trasferiscono a Grosseto per lavoro, Michele è rappresentante di generi alimentari prima e di prodotti industriali poi. Nel 2002 finalmente la pensione e un po di riposo. Nello stesso anno festeggiano anche i cinquant anni di matrimonio nell amata Piombino con una bella cerimonia. Ma non è tutto oro ciò che luccica, infatti, nel 2008 l amata Clerice si ammala di Alzheimer. Sono anni duri che colpiscono la coppia ormai anziana. Visite, cure, poca speranza... poi il consiglio di alcuni dottori geriatri: «Provate a tornare nella città da dove venite, provate a rinascere e scacciare la depressione». E così è stato: «A Piombino siamo rinati afferma Michele. La malattia c è sempre certo, i disagi che comporta anche, ma poter passeggiare nel centro con i nostri vestiti sgargianti e poter scambiare quattro chiacchiere con i passanti non ha prezzo. Io e Clerice dobbiamo ringraziare la nostra città. Qui sul mare siamo rinati. Ci sentiamo divi di Hollywood». Uscire di casa, vivere le strade della città, non aver timore di interagire col prossimo. Un esempio da seguire per tutti gli anziani e non. La vita può ricominciare a novant anni? Michele Marrini e sua moglie ne sono la dimostrazione. Foto Pierluigi Galassi Una vita insieme nella buona e cattiva sorte. Sul nostro mare hanno sconfitto la depressione. Applausi dei turisti come ai divi di Hollywood

39 39 Leggende, misteri e intrighi nella Piombino del dopoguerra Il fantasma venuto dal Capezzòlo di Franco Biegi Illustrazione Luca Leonetti, tecnica mista Non so perché ho sempre pensato che la patria dei fantasmi fosse la Scozia. Forse perché le nebbie, le cornamuse e i gonnellini a scacchi me l hanno fatta pensare ancorata, a doppia catena, alle sue antichissime tradizioni. Uno dei fantasmi più celebri di tutti i tempi si può ritenere, però, inglese, anche se si aggirava in un vecchio castello della Danimarca, vicino a Copenaghen, forse da prima che la famosa sirenetta si sedesse leggiadra su di uno scoglio all ingresso del porto. E anche prima di fare il giro del mondo con l Amleto di William Shakespeare e il suo eterno dilemma essere o non essere. Anche il cinema ci ha fatto vedere fantasmi di tutti i colori, anche non troppo rispondenti alla definizione del vocabolario: cosa concepita dalla fantasia. Figuriamoci se dalle nostre parti faceva difetto la fantasia e, anche a Piombino, una sessantina di anni fa, si materializzò il fantasma del Capezzòlo. La città era impegnata nella ricostruzione, le fabbriche erano in fermento e il porto prosperava. Il calcio nerazzurro era nella sua epoca d oro e Piombino era una città felice che pensava anche a divertirsi. Ci mancava il fantasma Il primo allarme squillò al Cotone, e in quella occasione si seppe che qualcosa era già accaduto al Capezzòlo. Al Cotone due ragazze fuggirono a gambe levate e con il cuore in gola di fronte ad un ombra tutta nera che gesticolava dimenandosi e biascicando parole incomprensibili. Si organizzò subito un gruppo di vigilantes ma la voce fece chiasso nella borgata e il fantasma pensò di trasferirsi a Piombino centro. Il fantasma era solito battere la zona vecchia della città, il porticciolo di marina, i vicoli dei paraggi e viale del Popolo. Apparizioni, grida, parole. Tutto a scappa e fuggi, con la gente che incominciò a tentennare, a temere gesti inconsulti di un satiro o addirittura qualcosa difficile anche da nominare. E contrariamente ai vezzi tradizionali della città, nessuno aveva ancora coniato un nomignolo da attribuire all entità misteriosa. Un giorno, a una specie di tavola rotonda, qualcuno notò che il fantasma sceglieva con cura le sue vittime: coppie di ragazze sole, e in genere signore non più giovanissime. Il discorso si allargò e allo scetticismo iniziale subentrò una certa curiosità. Piombino ne parlò a lungo, insomma, e qualche sera dopo sembrò averne una conferma senza se e senza ma. Un giovanotto molto conosciuto in città percorreva il viale del Popolo con una ragazza al fianco. La ragazza pensando al fantasma ne fece cenno, lui borbottò qualcosa per farle coraggio e pensò che un incontro galante serale potesse valere anche una corsa per colpa di una apparizione sgradita. Sul finire del viale, improvvisamente, una figura tutta nera si parò in mezzo alla strada, a una ventina di metri dai due ragazzi. Il fantasma, tremò la bimba attaccandosi al braccio del suo compagno di avventura. Lui, sollecitò il sangue freddo che sapeva di avere, si chinò per raccogliere un paio di sassi che al tempo non mancavano sul viale e gridò con tutto il fiato che aveva: Fatti sotto e ti rompo la testa!. Zitto come un topo l intruso lasciò il centro della strada, si appiattì contro il muraglione dell asilo Pro Patria e fece passare i ragazzi. Radio scalino divulgò la notizia e il fantasma pensò bene di prendere un periodo di vacanza. Dopo qualche tempo a Piombino si sparse la voce che il fratello di due notissime signorine, con alcuni amici, aveva gattonato e sorpreso un tizio a fare capolino alla finestra della camera delle ragazze, e gli aveva fatto un sarmante in piena regola. Qualcuno disse che era il solito che qualche sera prima aveva ruzzolato a schiaffi e pedate le scale del Supercinema, pizzicato a infastidire una signora, qualche altro che altri non era che il Fantasma ormai declassato al ruolo di guardone. Ma la verità vera rimase sconosciuta credo a tutti. Il Fantasma cadde nel dimenticatoio, i guardoni invece ci sono sempre stati e hanno ricevuto il loro nome d arte, alla maniera tradizionale di Piombino, almeno quella d altri tempi: lucky lucky. Il primo avvistamento al Cotone. Poi l ombra nera si trasferì a Piombino centro. Fantasma o guardone? Il soprannome era lucky lucky

40 40 settembre - ottobre - novembre 2014 Non dire mai la verità. Ti potrebbero scoprire! Il vegetariano non metterà mai troppa carne al fuoco. Le lancette dell'orologio sono sempre in giro. Il mio cuoco si è perso nel passato. Lo schermitore non è in gara perché ha fatto un fioretto. Il tagliaboschi è un esperto del ramo. Le pillole di Paolo Pachi Non raggiungere l'obiettivo fa la crisi di un fotografo. Il muratore è andato al cinema e ha visto un mattone. La domenica è una festa che succede al sabato. L'insegnante di matematica parla del più e del meno. Si era legato sui binari. È morto con due ore di ritardo. PAROLE INCROCIATE (di Paolo Pachi) ORIZZONTALI 1. Cittadina vicina a Pontedera 9. Motoscafi d assalto 11. Il ranocchio è di quella specie 12. Balia 15. Pellicola, film all inglese 16. Coi gamberi fanno frittura mista 17. Mezzo precario 18. È comodo in salotto 20. Istituto Magistrale Romano 21. Nome di Foscolo 22. Attrae il pesce 24. Antico porto di Formia 27. Si usano sulla nave 28. Allietarsi senza vocali 29. Seconda nota 30. Idiota senza consonanti 31. Trento 33. Le iniziali di Abbado 34. Asti 35. Una canzone di Gianna Nannini 38. Parassiti di animali e piante 41. Adesso 44. Eresiarca del Le consonanti di tabarin 46. Il paese degli arlesiani 48. Due più due 49. Parterre di bestie 50. Decimo mese. VERTICALI Stazione ferroviaria tra San Vincenzo e Follonica 2. Irregolarità, stranezza 3. Rinomato borgo antico maremmano 4. Per sollevare l auto 5. Le vocali di virile 6. Fra Quercianella e Ardenza Idonea, adatta 8. Mitico Re di Creta 9. Azienda Creazioni Industriali 10. Particella dubitativa 13. È famoso quello di Colombo 14. Gracidano nello stagno 18. Direzione Unica 19. Fa strage di galline 23. Le gemelle di ecco 25. Complottare nell ombra 26. Le iniziali di Sordi 31. È più di un duo 32. Albero gigantesco 36. Narratore senza vocali 37. La patria di Foscolo 39. Ribasso 40. Lo monda la mondina 42. Industria Lavorazione Olearia 43. Il nome di Degan 45. Né mio né suo 47. Mezza Roma 48. Quartiere Toscano P R E C D I V A N O F I M R U G O E S C A G A E T A N S C I L L T R S A R E N I I O A T N B C A M O V I E T O T A N I A N U R I N U T R I C E A T M R O M A N Z A A C A R I O R A I R A R I O T B R N L A R L E S Q U A T T R O Z O O O T T O B R E Oh, Alfredo, smettila con questa tua sciocca gelosia! C A S C I N A A M A S

41 41 La porta del mistero Spigolature Molti turisti di passaggio a Piombino quest estate, tra una compera e una foto ricordo, hanno notato la porta del mistero. Nella centrale corso Italia infatti è sorta una misteriosa struttura. Pezzo di design contemporaneo e all avanguardia? Tra due noti negozi di intimo (Calzedonia e Intimissimi) che occupano il piano terra di un elegante palazzo del centro con un rivestimento in travertino (all intersezione con via Lombroso, altezza semaforo) sorge la porta del mistero. Un Le panierine al cinema Sempione I turni di lavoro giornaliero degli stabilimenti di Piombino sono sempre stati, almeno nella mia mente, sempre tre, con le debite eccezioni degli straordinari, i cottimi e qualcosa di particolare come credo fossero i treni e che non ho mai saputo di cosa si trattasse. La direzione del cinema Sempione aveva preso accordi per trasmettere l ultimo spettacolo dopo la sirena delle ore 22 e dopo avere trasmesso il film Luce e la presentazione di qualche futuro programma. E gli operai in uscita, anche i più gingilloni, facevano in tempo a prendere posto in platea. Costo unitario una lira e cinque centesimi. Le panierine grande pezzo di compensato a chiusura di un fondo commerciale in cui è incastrata una porta di legno riciclata. A suggellare il tutto la serratura: microchip o chiave elettronica? Molto meglio. Un catenaccio all ultima moda chiuso da un intimidatorio lucchetto a prova dei migliori scassinatori. Ci rivolgiamo quindi umilmente al vicesindaco e assessore al turismo Stefano Ferrini affinchè, coi suoi potenti mezzi, possa svelarci cosa si cela dietro quella porta del mistero Controcronaca di Franco Biegi ormai vuote e gli asciugamani arrotolati venivano sistemati con ordine e precisione in una specie di piazzola quasi ai piedi del controllore dei biglietti d ingresso. È vero che qualcuno doveva allargare o allungare il passo per non turbare quell ordine, ma non è mai successo che qualcuno tornasse a casa con la panierina non sua. O quanto meno, che qualcuno sciupasse o facesse confusione fra le panierine allineate e coperte. Mum and Dad RISTORANTE - PIZZERIA dal 1979 Via V. Emanuele, SAN VINCENZO (LI) Tel è gradita la prenotazione

42 42 settembre - ottobre - novembre 2014 di Allegra Ciaponi* Gli Omega 3 sono acidi grassi fondamentali per la nostra salute e in particolare per quella cardiovascolare. Vari studi hanno dimostrato come l'olio di pesce abbia un effetto di riduzione dei livelli di trigliceridi, pressione sistolica e diastolica e frequenza cardiaca a riposo oltre ad un effetto antinfiammatorio generalizzato. In base a questi benefici l'abituale consumo di alimenti contenenti omega 3 si associa ad una minore incidenza di malattie cardiovascolari e ictus ischemico. Il pesce è particolarmente ricco di acidi grassi polinsaturi omega 3 oltre ad apportare proteine nobili, vitamina D e selenio. Le concentrazioni più ED ORA LA PAROLA PASSA ALLA DIETISTA Omega 3: amici del cuore alte sono presenti nei pesci grassi, come acciughe, aringhe, salmone, sardine, trota e tonno bianco. La quantità di omega 3 non subisce modificazioni nel pesce d'allevamento in quanto vengono alimentati con olio di pesce pertanto la quantità di lipidi contenuta in quelli d allevamento è più costante rispetto a quella dei pesci non allevati. Viceversa in quello surgelato si verifica una degradazione progressiva degli acidi grassi omega 3. Il fenomeno è strettamente legato alla qualità iniziale del prodotto, alle condizioni di surgelamento e alla temperatura di conservazione. Per quanto riguarda il pesce affumicato, nello specifico il salmone, il processo di affumicatura non comporta la degradazione degli acidi grassi benchè preveda l'aggiunta di elevate quantità di sale. Il suggerimento è quello di consumare una o due porzioni alla settimana di pesce azzurro (preferibilmente fresco) sostituendolo ad altri alimenti proteici come la carne, le uova e i latticini. Il pesce contiene infatti meno grassi, colesterolo e calorie a parità di peso rispetto alla carne, alle uova e ai formaggi. *Dottoressa, dietista di Riccardo Vigetti* Da sempre associamo la parola lifting al chirurgo plastico; oggi non è più così: possiamo ottenere dei lifting anche senza il bisturi. Come? Grazie ai Silhouette Soft, cioè dei fili di trazione, completamente riassorbibili, fatti in acido polilattico e acido glicolico. Questi fili sono biocompatibili e vengono riassorbiti nell arco di circa sei mesi. La procedura, estremamente sicura, veloce e non dolorosa, prevede l inserimento di questi fili, previa anestesia locale, nel piano sottocutaneo tramite aghi che funzionano come guida. Con questa tecnica possiamo LIFTING SENZA BISTURI Parliamo di Silhouette Soft rimodellare il profilo mandibolare, risollevare il cedimento cutaneo delle guance, volumizzare gli zigomi. Nessuna cicatrice e nessun segno rimarrà. La particolarità della procedura è che ha una doppia funzione: la prima di trazione immediata e la seconda (che si vedrà nel tempo) di collagenogenesi, cioè di formazione di nuove fibre collagene, producendo un azione rigenerante sulla cute rendendola più compatta. Una lieve dolorabilità al tatto e un po di gonfiore sono il prezzo da pagare per questa procedura, ma in una settimana tutto si risolve. Si possono usare anche nel corpo a partire dal collo, alle braccia, ai glutei. La durata del trattamento è di circa un anno e mezzo e può essere associato tranquillamente ad altre terapie medico estetiche come filler e tossina botulinica. *Medico estetico

43 43 Polleria Gastronomia Via G. Galilei, 28 - Tel Piombino (LI) Genuinità e freschezza sulla vostra tavola dal 1918 Guida all edilizia Cosa è l Ape? Claudia da Donoratico chiede cosa sia l Ape. Ape (Attestato di Prestazione Energetica), è il documento redatto da un tecnico abilitato che descrive il fabbisogno di energia primaria termica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria di un immobile; questa informazione si trova nel secondo paragrafo con il nome Prestazione Energetica Globale, EPgl, espressa in kwh/m2 anno. Per conoscere il consumo globale annuale è sufficiente moltiplicarlo per la superficie utile dell immobile, indicata nel paragrafo 10. Il valore ottenuto può essere trasformato in euro: se il riscaldamento è affidato ad energia elettrica sarà sufficiente dividere il numero trovato per 2,18 e moltiplicarlo per il costo dell energia espresso in /kwh, se il riscaldamento è affidato ad un combustibile, ad esempio metano, si dovrà trasformare i kwh in m3, per fare questo è sufficiente dividere i kwh/anno per il potere calorifico inferiore del combustibile che per il metano è 9,50 kwh/m3, il risultato così ottenuto sarà moltiplicato per il costo del gas /m3. Di grande utilità sono le Raccomandazioni contenute nel paragrafo 6: qui il certificatore deve indicare gli interventi di miglioramento energetico con il miglior rapporto costo/beneficio. La prima colonna descrive sinteticamente l intervento, la seconda fornisce una stima della prestazione energetica raggiungibile, la terza il tempo di ammortamento, ovvero, quanti anni sono necessari affinché il risparmio nei consumi pareggi con il costo dell intervento. Le norme vigenti impongono, al fine informare gli acquirenti sulle spese energetiche degli edifici, di allegare l Ape alle proposte e agli atti di cessione onerosa. A cura MaMa progetti. Architetto Marco Caramante e ingegner Matteo Leonetti Podere Tre Cipressi PodeRE TRE CIPRESSI CASA VACANZE Location ideale per feste, eventi, set fotografici e cinematografici Loc. Casalappi, 32 - Campiglia M.ma (LI) - Tel: Cell.:

44 44 settembre - ottobre - novembre 2014 di Pierluigi Galassi Allievo della fotografa Sabine Kort. Le sue immagini ricche di emozioni. Successo per D amore e di solitudine FRANCESCO MASANGUI Nei suoi scatti impegno sociale e reportage WORKING CLASS HEROS IL SUO LIBRO SULLA CLASSE OPERAIA PIOMBINESE Ho conosciuto Francesco Masangui per caso a Piombino, in Corso Italia: aveva con sé delle foto in bianco e nero stampate nel grande formato... Mi sono piaciute subito e gliel'ho detto. Successivamente ho avuto modo di apprezzare altri suoi lavori in varie mostre e il mio giudizio non è cambiato: non ho mai visto una sua fotografia banale, ma immagini che resteranno come testimonianza del nostro tempo ai posteri. Distinguerei Francesco dai tanti "scattini" o "schiacciabottoni", per dirla con il nostro grande critico fotografico Renzo Chini, proprio per questa sua peculiarità che fa di lui un "fotografo impegnato", qualità rara ai giorni nostri. Un'altra dote di Masangui è quella di non partecipare ai concorsi fotografici di massa, che danno all'artista solo l'effimero successo del primo premio, consentendogli di accumulare punti che gli permettono di primeggiare in una classifica nazionale o internazionale, la cui unica finalità è quella di indirizzare l'autore verso una fotografia che porta al nulla fotografico. Francesco, allievo della fotografa Sabine Korth, è un giovane piombinese del 1980 e non è iscritto a nessun Circolo fotografico. Autore del libro "Working Class Heroes", edito dalla casa editrice "La Bancarella", dove si possono apprezzare belle immagini relative alla classe operaia piombinese, ha collaborato anche con il Comune di Campiglia per realizzare il catalogo delle opere pittoriche di Carlo Guarnieri. Masangui ha intrapreso di recente un viaggio nel deserto per fotografare i ragazzi del Saharawi, ricavandone interessanti mostre dal titolo "Per continuare a sorridere" e "D'amore e di solitudine". La sua attrezzatura fotografica si compone di una Canon 5D Mark II con obiettivi 24/70, 16/35 e 100 mm. Francesco, attualmente in cassa integrazione, è dipendente della Sol di Piombino. Che dire? Le sue toccanti immagini parlano da sole. Galassi, il decano dei fotoamatori presenta Francesco Masangui Pierluigi Galassi è il decano dei fotoamatori di Piombino. È presidente della sezione fotografica del Centro culturale Sant Antimo. Dopo la presentazione di Domenico Finno, Sergio Tanfani, Nino Marchi, Guido Morelli, Oreste Malvisi, Luigi Tozzi, Roberto Baroni, Stefano Valdiserri, Davide Bedini, Corrado Coppetta, Luca Ruffoli, Patrick Donati, Fabio Del Ghianda, Manuela Innocenti, Enrico Genovesi, Eleonora Carlesi, Luca Vangelisti, Massimo Daddi, Alessio e Matilde Ricci, Asia Giannelli, Francesco Livi porta oggi alla ribalta Francesco Masangui.

45 45 Gli scatti di Francesco Masangui Via dell'industria, 8 - VENTURINA (LI) - tel fax

46 46 settembre - ottobre - novembre 2014 La magia... Luigi Bernardini L'armonia del colore Luigi Bernardini è nato a Piombino nel 1944 e ha il suo studio in via XXV Aprile. È autodidatta ma si è formato frequentando Edro Colombini, Romano Guantini e Alessio Sozzi. Ha esposto a Populonia, Castagneto, Piombino, Suvereto, Campiglia, Donoratico e Follonica. Ha ottenuto premi e riconoscimenti, tra questi la medaglia d'oro al carnevale di Sanremo. È apprezzato anche per la sua pasticceria Da nonno Gigi. Luigi Bernardini è uno dei pittori più conosciuti perché ha dipinto moltissime opere ad olio e ad acquerello, esponendole ovunque. La sua tecnica, molto veloce e spontanea, che ha evidenti riferimenti con la scuola labronica dei macchiaioli, gli ha infatti dato la possibilità di eseguire centinaia di quadri, in un arco di tempo anche molto breve. Sono immagini che rappresentano gli aspetti più conosciuti di Piombino, le sue strade, le piazze, le campagne e soprattutto il suo mare. Dipinge sia le cose semplici, come un ombrello sulla spiaggia o una barca che riflette sull'acqua la sua forma armoniosa e sia quelle visioni più complesse come le prospettive urbane. Il suo studio è un caos di tanti oggetti diversi. Accanto ai dipinti di varie dimensioni e agli attrezzi di artista, ci sono i modellini di auto, navi, cannoni, ricostruiti con passione e pazienza. Vi si possono notare anche le sue sculture realizzate con la stessa spontaneità della pittura, immagini quasi nascoste, nel disordine e nell atmosfera colorata dell'arte. Claudio Cionini Il fascino delle metropoli Claudio Cionini è nato nel 1978 e vive e lavora a Piombino. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Grosseto e l'accademia di Belle Arti di Firenze, nel 2000 ha iniziato la sua intensa e importante attività di artista, con mostre al museo archeologico di Fiesole, nella sede della Regione Toscana, alla galleria d'arte contemporanea di Arezzo, al Museo Piaggio di Pontedera e alla Galleria Angelica di Roma. Lo studio del giovane artista Claudio Cionini si trova nelle campagne di Piombino. Qui il pittore, di grande talento, lavora nel silenzio, circondato da una natura che, benigna, lo accoglie mentre dipinge con il ritmo di un vero professionista. Accanto agli attrezzi agricoli e agli oggetti di famiglia, appaiono sui cavalletti, le immagini affascinanti delle sue città dipinte. Visioni che ci proiettano in un mondo parallelo, quello delle metropoli, che sono rappresentate con rigorose prospettive, silenziose e quasi surreali. In queste atmosfere, che ricordano sia il futurismo che Sironi, emerge il talento di un maestro che sa interpretare con personalità il paesaggio, trasmettendoci forti emotività. Il disegno e il colore sono sapientemente amalgamati dai virtuosismi suggeriti dalle sue sciabolanti pennellate. In queste visioni l'uomo appare raramente, nella sua solitudine e nel ritmo della sua vita quotidiana, ma è sempre presente perché è il grande architetto e costruttore di incredibili ambienti urbani e industriali.

47 47 dell Arte a cura di D a n i e l e T o n c e l l i Ettore De Parentela, in arte Hector & Hector è un artista italo-francese, nato negli anni Sessanta. Vive tra il sud della Francia, la costa della Toscana e l'ungheria. Ha esposto per la prima volta a dodici anni i suoi clown. Laureatosi in filosofia ha frequentato corsi di scultura e di teatro a Bologna. È vicino al mondo Dada, al Nouveau Realisme e a Rotella, ed espone in Russia, Polonia, Cecoslovacchia, Stati Ettore De Parentela In arte Hector & Hector Uniti e Giappone. Visitando la galleria Granelli di Livorno, sono stato attratto da alcuni dipinti di Hector & Hector. È un artista che ama chiamarsi con questa misteriosa sigla, diventata celebre per i successi ottenuti in Italia e all'estero. Basta pensare che all'inaugurazione della sua mostra al New York Palace erano presenti, tra gli altri, Daniel Craig, Brad Pitt e Robert Redford. I suoi quadri sono dei collage su tela, tavola di pioppo e faesite con aggiunta di canapa grezza e giornali orientali. Usa i poster del cinema o del teatro con una tecnica vicina a Mimmo Rotella e al Nouveau Realisme di Raymond Hains e Arman. Ma le sue creazioni sono diverse, perché non è distruttivo ma costruttivo, perché sovrappone e non strappa e perché il suo rapporto con l'arte è sfrenato, bizzarro e gioioso. Le sue narrazioni sono accompagnate da cifre, parole e segni poetici che ci trascinano in solari messaggi di fratellanza, pace e amore per i bambini. Anche le immagini delle sue donne sono poeticamente esaltate dalle scritte, dagli strappi e dai grafici, che diventano il simbolo della sua passione e della Diletta Basso Le emozioni dell inconscio Diletta Basso è nata a Piombino nel 1987, ha frequentato il Liceo Artistico Gemelli e si è laureata con 110/110 e lode presso l'accademia di Belle Arti di Firenze con la tesi L'arte nella malattia mentale. Ha completato i suoi studi con stage AUTOMECCANIpresso il museo Pecci e con il tirocinio all'accademia partecipando al- dove il ritmo delle strutture quando crea equilibrate composizioni geometri- l'affresco Nel gran bosco alle scuole Altobelli di Venturina. Ha esposto a Firenze nei locali dell'accademia e a Piombino, Pavarolo e Follonica. Nel panorama artistico del nostro territorio, riteniamo importante scoprire i talenti delle giovani generazioni che con passione e sacrificio si affacciano alla ribalta esponendo le loro prime opere. Tra questi artisti vogliamo presentare la pittrice Diletta Basso. Dopo un percorso caratterizzato dagli studi accademici di Firenze, ha scelto l'astrattismo come forma di espressione a lei più congeniale. Una scelta coraggiosa che lentamente le ha fatto scoprire forme e colori che evidenziano una personalità originale. Si avvale di una tecnica sapiente che la porta ad esprimersi con spontaneità anche che si integra armoniosamente con i coinvolgimenti della luce e dello spazio. Il colore, la forma, la luce, il movimento, le linee, la materia, sono i mezzi espressivi che, trasportati con maestria sui fondi preparati con una base di gesso acrilico e sabbia, ci trasmettono efficacemente intense emozioni. Così rimaniamo incantati e coinvolti e ci soffermiamo a scoprire nelle sue opere il mondo affascinante dell'arte

48 48 settembre - ottobre - novembre 2014 Periodico di informazione, attualità, cultura speciale Un giorno... insieme Dieci anni. Dieci anni. Dieci anni. Lo ripeto perché ancora non ci credo. Un giorno insieme, la manifestazione di Costa Etrusca dedicata alle persone diversamente abili e agli anziani del territorio, è arrivata alla sua decima edizione. Sono tanti anni. Anni di lavoro, di fatica e impegno. Ma soprattutto di soddisfazioni. Un idea nata nella redazione del nostro giornale per aprire uno spaccato vivo nella società della nostra provincia. Idea diventata realtà con una festa che ha visto superare ogni più rosea aspettativa. Gli anniversari sono tempi di festeggiamenti ma anche di bilanci. Inutile spendere altre parole. Guardate le foto all interno del giornale e capirete che donare un sorriso vale tanto, se non tutto. Un brindisi ai prossimi dieci anni! Ivio Barlettani Venerdì 27 giugno 2014, decima edizione di "Un giorno insieme" dedicata ai nostri amici diversamente abili e agli anziani del territorio, organizzata da Costa Etrusca Comunicazione

49 Speciale "Un giorno... insieme" 49 SIDER piombino S.p.A. Tel Fax Via Po, 4 - Loc. Montegemoli - PIOMBINO ww.siderpiombino.com - Stabilimento balneare Via della Principessa, San Vincenzo Alla decima edizione della manifestazione "Un giorno insieme" di venerdì 27 giugno 2014, organizzata da Costa Etrusca Comunicazione, hanno collaborato: ArcelorMittal Piombino - Asiu - Etrusca Profilati Principessa stabilimento balneare San Vincenzo Sider piombino - Unicoop Tirreno - Elite Club Vacanze. CAMPING VILLAGES IN ITALY Con la partecipazione di: Biagi Ascensori Assicurazione UnipolSai divisione Fondiaria L. Ardenghi Gioielleria Scognamiglio Immobiliare Galassi (San Vincenzo) Swarovski Ai nostri amici grazie di cuore per aver condiviso le finalità dell'iniziativa. IMMOBILIARE GALASSI Compravendita e locazioni turistiche C.so Italia n San Vincenzo Tel. 0565/ Fax. 0565/ Agenzia Generale Andrea Baroncelli Snc Piombino - Via Spalato 34/36 - Tel Venturina - Via Indipendenza 55 - Tel Follonica - Via Bicocchi 33 - Tel Porto Azzurro - Via Ricasoli 3 - Tel

50 50 settembre - ottobre - novembre 2014 Speciale "Un giorno... insieme" Minicrociera, pranzo, intrattenimento, danze e musica Diario di bordo fino al successo Lunedì 12 maggio Prima riunione di redazione dello staff di Costa Etrusca. Il direttore Ivio Barlettani assegna incarichi e compiti. L organizzazione è alla base del lavoro. Martedì 20 maggio Si effettuano le prime telefonate alle associazioni del territorio. Ma sono già molti coloro che personalmente hanno contattato la redazione del giornale per sapere se anche quest anno Un giorno... Insieme ci sarà. Un evento atteso da molti. La festa dello stare insieme senza discriminazioni e la gita in barca sono il pensiero fisso per molti ragazzi tutto l anno. Giovedì 22 maggio La questione logistica diventa la priorità. Si prendono contatti con il porto turistico di Salivoli che, con un nuovo consiglio direttivo al vertice, ritorna ad essere il punto d imbarco per la minicrociera di Un giorno. insieme. Mercoledì 28 maggio Sopralluogo nella pineta di Baratti. A parte i pini che svettano maestosamente da secoli pronti a donarci l ombra per ripararci dalla calura estiva, si prendono misure e si fanno rilievi per organizzare le infrastrutture al meglio e accogliere gli invitati. Cataloghiamo la strumentazione presente al Centro Velico di Baratti e contattiamo chi di dovere per il materiale mancante. Martedì 3 giugno Il Comitato Cittadino di Venturina, come ogni anno, è pronto a fornirci sedie e tavoli. Un punto di riferimento che non delude mai. Il presidente Luciano Buccianti e l insostituibile Germano Cinci collaborano con il loro staff a pieno regime. Giovedì 5 giugno Prima battuta d arresto. Il Comune di Piombino ci informa che non ci sono sedie disponibili per le nostre due ore del pranzo sociale (ne avevamo chieste un centinaio). Andiamo a dormire con il pensiero nella testa e... tanta amarezza. Venerdì 6 giungo La mattina inizia con una speranza. Renato Mantovani, organizzatore delle feste del Pd di Piombino si rivela la nostra salvezza. In un attimo ci rassicura e si dichiara disponibile a fornirci 130 sedie anche se impegnato in quegli stessi giorni a montare le strutture per le feste del partito. Mercoledì 11 giugno Primo colloquio con i cucinieri del Comitato Festeggiamenti Piombinese. Si parla di salumi, pasta e ciccia. La fame si fa sentire. Si prospetta uno dei pranzi più gustosi di sempre. Venerdì 13 giugno La data della festa è decisa! Venerdì 27 giugno. Vengono immediatamente spediti gli inviti ufficiali ad associazioni, amministratori, imprese e forze dell ordine. Lunedì 16 giugno Le forze dell ordine danno la loro disponibilità a presenziare all evento. Intanto dagli uffici politici della zona e anche da Roma arrivano le prime conferme. Il numero degli invitati aumenta. Mercoledì 18 giugno Questione meteo. Bello o brutto? Contattiamo il centro regionale meteo. Niente è sicuro. Durante la settimana sono previsti rovesci L ansia aumenta. Scognamiglio GIOIELLERIA IN TOSCANA DAL 1870 PIOMBINO - C.SO ITALIA, 17 - TEL POPULONIA - VIA S. GIOVANNI, 16 - TEL BIAGIS.R.L. Certificato n.9102.biag ISO 9001:2000 MONTAGGI RIPARAZIONI MANUTENZIONI ASCENSORI MONTACARICHI Piazza della Costituzione, 78 - PIOMBINO Tel Fax

51 51 Venerdì 20 giugno Al supermercato Coop di via Gori la lista della spesa è pronta. La materia prima per sfamare quattrocento persone è tanta. Ma niente ci tira indietro. Il lavoro continua. Lunedì 23 giugno Riunione generale. Ultime telefonate per le conferme, ultimi ritocchi al programma e uno sguardo al cielo sempre più nero e annuvolato. Mercoledì 25 giugno Le targhe per le premiazioni durante la manifestazione sono pronte. Zubi targhe di Cinzia Garosi ha fatto un buon lavoro come sempre. Intanto fuori diluvia Venerdì 27 giugno Il sole brilla! Anche quest anno la manifestazione si svolge con un sole splendente! L entusiasmo è alle stelle. Il porto turistico di Salivoli è il punto di ritrovo prima dell imbarco. Il mare è calmo come una tavola. Ci sono tutti. I sorrisi e la felicità invadono l aria. Un giorno insieme, per la decima volta, è di nuovo qua! Sabato 28 giugno Il giorno dopo la festa. Tirreno, Nazione radio e Tv danno ampio risalto alla manifestazione. Il cielo torna a farsi scuro, in nottata piove a dirotto. Il mare è agitatissimo. Agorà Edicola - Cartoleria - Giocattoli Ricariche telefoniche - Slot machine - Gratta e Vinci VIA LUNGOMARE MARCONI, 109/111 - PIOMBINO - TEL./FAX Saletta privata Slot machine

52 52 settembre - ottobre - novembre 2014 Speciale "Un giorno... insieme" di Luca Goerg Dieci anni! Il traguardo del decennale è stato raggiunto e con numeri da record, come sempre. La manifestazione, organizzata da Costa Etrusca e dedicata alle persone diversamente abili e agli anziani del territorio, si è confermata uno degli eventi più importanti del territorio. I sorrisi, la gioia e la vivacità di queste persone hanno donato a tutti la voglia dell amicizia e della solidarietà. No alla discriminazione, no all esclusione, no alla solitudine. Stare insieme si può. Venerdì 27 giugno, di buon ora, gli ospiti sono salpati dal porto turistico di Salivoli. Direzione mare aperto. La minicrociera si è svolta lungo la nostra bellissima costa, tra scenari mozzafiato e un sole splendente. La sicurezza è stata garantita da motovedette della capitaneria di porto, dei carabinieri e della polizia di stato. Ad aiutare nelle operazioni di imbarco la cooperativa L ormeggio e l associazione Avis che ha distribuito cappellini e gadgets. Dopo la gita in mare la festa si è spostata tra i secolari pini di Baratti. Uno scenario unico dove hanno trovato accoglienza quattrocento persone tra autorità, persone disabili, anziani, amici di Costa Etrusca, politici e personalità imprenditoriali del territorio. Tutti I dieci anni di Un serviti con ottimi pasti caldi sfornati dai cucinieri del Comitato Festeggiamenti Piombinese e portati ai tavoli dai giovani del gruppo Scout Agesci Piombino 2 e dagli infaticabili donne e uomini dell associazione culturale Comunità Irpina. In questo clima conviviale si è svolta una festa indimenticabile: Marco Bocchigli ha diretto magistralmente lo spettacolo, intervallato dalle esibizioni canore dei ragazzi del centro didattico musicale di Viviana Tacchella e Rossella Canaccini, dalla simpatia del Mago Giò, il pagliaccio che gira i nostri borghi ogni estate con il coniglio bianco Pallino e la maestria del laboratorio di Arte circense di Suvereto. Spettacolo, gioia, divertimento. Come da tradizione sono stati anche consegnati importanti riconoscimenti. Il primo è stato dato ad Alfio Callai, storico collaboratore della redazione di Costa Etrusca, premiato dal sindaco di Piombino Massimo Giuliani, per aver saputo raccontare le tante storie del nostro territorio con freschezza e genuinità attraverso le immagini di TelePiombino (seconda televisione privata italiana). Poi è stata la volta di Raffaello Ghisaura, premiato dal sindaco di Campiglia Marittima Rossana Soffritti, per essere socio fondatore del sito e per promuovere un turismo accessibile a tutti senza barriere architettoniche. Poi è stata la volta di due personalità leader nel proprio settore lavorativo. L agente immobiliare Livio Cristiani che, dal 1981, opera nel territorio con impegno e alta professionalità, è stato premiato dalla sottosegretaria all Ambiente Silvia Velo. Marco Vannucchi, del gruppo Elite Club Vacanze che, col Park Albatros Camping Village, contribuisce a dare linfa vitale al settore turistico della costa toscana, invece, è stato premiato dal imprenditore Bruno Pietrini, eletto a suo tempo Personaggio dell Anno Il nostro direttore Ivio Barlettani nominato Magnifico Messere 2014 riceve la statuetta dall artista fiorentino Carlo Giannitrapani I fotoamatori Luca Ruffoli e Roberto Baroni premiati da Carlo Lucarelli della Fiap e Pierluigi Galassi presidente del circolo Sant Antimo

53 Speciale "Un giorno... insieme" 53 giorno... insieme Durante la manifestazione si è svolta anche una premiazione di richiamo internazionale. Infatti la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) ha consegnato due onorificenze fotografiche internazionali a due fotoamatori piombinesi soci dell Associazione Culturale Sant Antimo (sez. fotografica BFI). Si tratta di Roberto Baroni e Luca Ruffoli premiati da Carlo Lucarelli, delegato regionale FIAF. A presenziare l importante riconoscimento il decano dei fotoamatori piombinesi Pierluigi Galassi. Infine omaggio sorpresa al direttore di Costa Etrusca e patron dell evento Ivio Barlettani. L'artista fiorentino di Marco Bocchigli intrattiene gli ospiti fama internazionale Gianni Trapani, da anni residente a Venturina, ha donato una ceramica che simpaticamente ritrae il direttore con un microfono in mano e, ai piedi, il periodico Costa Etrusca e il quotidiano Il Tirreno. Un omaggio che richiama l antica tradizione del calcio storico fiorentino, infatti l artista ha chiesto il permesso di omaggiare Barlettani con una scultura e nominarlo Magnifico Messere (figura tradizionale del calcio storico fiorentino). Spettacolo, felicità, gioia. Anche il decimo anno, traguardo fondamentale, si è confermato un successo. Pronti per i prossimi dieci anni? Marco Vannucchi, titolare del Park Albatros, premiato dall imprenditore Bruno Pietrini Personaggio dell Anno 2013 L agente immobiliare Livio Cristiani riceve la targa dall onorevole Silvia Velo, Sottosegretaria all Ambiente Alfio Callai storico collaboratore di Costa Etrusca e Telepiombino (seconda Tv privata in Italia) riceve la targa dal sindaco di Piombino Giuliani Rossana Soffritti sindaco di Campiglia Marittima premia Raffaello Ghisaura coofondatore di Turismo Accessibile

54 54 settembre - ottobre - novembre 2014 Il punto col direttore di Costa Etrusca nel decennale Barlettani: Grazie di cuore a tutti di Luca Goerg Dieci anni di Un giorno insieme. Un intera decade. Organizzare un evento di tale portata mediatica e sociale non è poco. Vuol dire lasciare un segno tangibile nella comunità e nelle persone. Facciamo il punto con il promotore e organizzatore di questa iniziativa ormai vera e propria tradizione. Il direttore di Costa Etrusca Ivio Barlettani. «Esatto. Non è solo un evento. È tradizione. Non vorrei esagerare ma avete presente i bambini con che frenesia aspettano la notte di Natale per ricevere i doni? Per loro, gli amici diversamente abili e gli anziani del territorio, è la stessa cosa. L attesa con cui vivono questo momento, la felicità che provano a poter andare in barca e abbattere un muro che sembra insormontabile, quello della disabilità, l allegria con cui si scatenano nella secolare pineta di Baratti al ritmo della musica, tutto questo è il loro Natale. Quei sorrisi, quella felicità. Questo è ciò che conta». Amicizia, cordialità, partecipazione. «Questi i valori di Un giorno insieme. Ma niente sarebbe stato possibile in questi dieci anni senza l aiuto di associazioni e persone che hanno creduto nella nostra idea. Innanzitutto ringraziamo di cuore gli sponsor e gli inserzionisti per il loro sostegno. Dobbiamo poi sottolineare il duro lavoro del Comitato Festeggiamenti Piombinese, il Comitato Cittadino Venturina, l impegno dei giovani scout del gruppo Agesci Piombino 2, negli ultimi anni l instancabile aiuto delle donne e degli uomini dell associazione culturale Comunità Irpina, l allegria dei giovani cantanti del centro didattico musicale di Viviana Tacchella e Rossella Canaccini e la professionalità dell animatore Marco Bocchigli. Per l allestimento della location i ringraziamenti vanno al Centro Velico e all instancabile Lauro Zucchelli e ai suoi amici. Poi un plauso al lavoro delle associazioni dei disabili, familiari, assistenti e volontari di Spazio H Piombino e Venturina, La Provvidenza, San Vincenzo de Paoli, Residenza Sanitaria Assistita Piombino e Campiglia, Associazione Toscana Paraplegici, Centro di Salute Mentale, Cooperativa Cuore, Rds, centro socioterapeutico San Vincenzo Nuvole e colori e Cst Fior di loto (coop. Cuore Venturina). Spero di non aver dimenticato nessuno. Un elenco lungo però doveroso». Tutto rose e fiori? In dieci anni solo gioia e felicità? «Per i protagonisti della festa sì. Per noi organizzatori no. Con mio grande rammarico devo dire che non ho riscontrato l entusiasmo e l aiuto chiesto in alcune realtà impegnate sul territorio anche in campo sociale. Ho trovato spesso un muro di gomma. Nella maggior parte delle volte sarebbe bastata un po di volontà ma Tuttavia questo grigiore inatteso ad ogni edizione è sempre stato spazzato via dallo splendido blu del nostro mare». Il format in questi dieci anni è rimasto più o meno lo stesso. «Sì, l idea iniziale si è rigenerata ogni anno con nuovo entusiasmo, ma ciò che ci chiedevano le persone era sempre la gita in barca e la festa a Baratti. I primi anni ci siamo imbarcati dal porto turistico di Salivoli, poi quando è cambiato il consiglio direttivo ci sono state delle incomprensioni e il Circolo Nautico Pontedoro è subentrato accogliendoci a braccia aperte.quest anno siamo tornati alle origini, al porto di Salivoli ma con una nuova direzione, decisamente disponibile e professionale». E la location del pranzo e della festa? «Per questo palcoscenico naturale, di una bellezza unica al mondo, dobbiamo ringraziare il patrocinio concesso dai Comuni di Piombino e Campiglia Marittima. Diverse volte durante questi anni i vari amministratori hanno lanciato la proposta di proporre Baratti e Populonia come siti patrimonio dell Unesco. Sembra qualcosa si stia muovendo. Questo angolo di Paradiso si merita questo e molto altro». Quest anno Marco Bocchigli, lo storico presentatore della manifestazione ha consegnato una targa ricordo molto speciale a Piero Toniol, padre di Michela. «Mi si spezza il cuore. Michela (venuta a mancare lo scorso anno, ndr) era una ragazza speciale, buona e dal cuore d oro. Ogni anno si presentava in pineta col vestito più bello che aveva nell armadio, truccata e fiera di presentare con Marco la festa. Quest anno non c era. Tutto lo staff ne ha sentito il peso, è stato triste, molto triste senza la sua bontà. Un abbraccio forte alla famiglia. Ma sono sicuro che un angelo in più da lassù faccia comodo a tutti noi. Ciao Michela». Il futuro della manifestazione dopo dieci anni? «Un giorno insieme è solo all inizio. Forse rinnoveremo la formula ma non possiamo deludere tutti questi ragazzi e i tanti anziani che aspettano questo giorno ogni anno con tanto fervore». Cosa rimane a te personalmente, Ivio Barlettani, di questi dieci anni di Un giorno insieme? «Una cosa ti posso assicurare. Se i primi anni questa manifestazione pensavo di realizzarla e portarla avanti per loro, gli amici diversamente abili e gli anziani del territorio, oggi al traguardo dei dieci anni posso dire con certezza che questa manifestazione, tra mille problemi e ostacoli, mi ostino a realizzarla per me. I sorrisi di questi ragazzi, la felicità dei genitori che li vedono divertirsi, la gioia che sprigionano quando ballano in pineta è il regalo più bello che io possa ricevere dopo tanto duro lavoro. Il grazie va a loro. Amici disabili e anziani felici, senza discriminazioni, almeno per un giorno. Un giorno insieme».

55 55 Le foto dello speciale Un giorno insieme sono di: Umberto Barlettani, Patrick Donati, Domenico Finno, Pierluigi Galassi, Francesco Livi, Guido Morelli, Luca Ruffoli, Raffaello Spanò Nella vasta esposizione, le migliori porcellane, cristalli e articoli da regalo Un nome di fiducia dal 1955 Orologi LISTE DI NOZZE Accessori GIOIELLERIA Corso Italia, Tel Piombino -

56 56 settembre - ottobre - novembre 2014 di Daniele Toncelli In una mattina d estate, sono andato a trovare la ceramista Deborah Ciolli nel suo laboratorio allestito nella casa di Montemazzano, costruita su una collina che domina il golfo di Piombino. Qui, ho incontrato l artista nel viale che porta alla sua abitazione mentre è con i suoi animali che festosi la seguono con passo fedele: due cani e alcuni gatti in piacevole convivenza tra loro e, sotto gli ulivi centenari, le capre che, sornione, brucano l'erba fresca del mattino. Mi ha accolto nel suo studio con estrema cordialità e, quando ha cominciato a parlare del suo lavoro, è un fiume in piena ed è veramente affascinante ascoltarla. Deborah afferma che la ceramica è un mondo vastissimo, un vero labirinto, dove più vai avanti e più ti disperdi. Per lei è composta da quattro elementi fondamentali: l'aria, l'acqua, la terra e il quarto elemento che è l'uomo. L'uomo che crea, costruisce e inventa anche nuove formule chimiche perché il ceramista è molto legato alla chimica e non è un caso che i primi artigiani siano stati alchimisti. Quando le chiedo come ha iniziato il suo percorso afferma che è stata attratta dalla ceramica grazie a suo marito, il dottor Marco Pavoletti che si dilettava, nel La gioia di vivere nell arte di Deborah Ciolli La passione per la ceramica Foto Sabine Korth tempo libero a seguire corsi appositi. E così, nel 1994, frequentando anche lei l'atelier di Monica Borca, a Campiglia, ha scoperto improvvisamente un'arte dove poteva realizzare con passione la sua fertile vena creativa. Poi un susseguirsi di corsi e di esperienze la portano ad aprire a Piombino, nel 1996, il suo laboratorio. Ecco, dallo studio ci trasferiamo nel mondo di Deborah, il suo atelier dove scopro centinaia di creature colorate. Sono sculture e pannelli in terra refrattaria decorati con cristalline e con una sua tecnica in terza cottura con cobalto per ottenere l'effetto craquelé. Mi spiega, indossando la sua vestaglia da lavoro decorata di macchie variopinte e avvolta in una polvere magica, che utilizza anche altri procedimenti come quello giapponese con la riduzione al carbone, detto raku, che tra l'altro è lo stesso usato dagli etruschi per il bucchero e poi esperimenta la paper clay. Improvvisamente si trasforma e incomincia a manipolare con maestria la creta. Ora l'accarezza, ora la comprime ed ora la coinvolge nella rotazione armoniosa del tornio. La decora e la colora conferendole gioia e allegria e infine l'adagia con attenzione nel vuoto rossastro del forno, dove il fuoco le darà vita quasi eterna. È nata così una nuova creazione che fa parte dell'universo fantasioso della Ciolli, dove troviamo sculture e pannelli legati alle esperienze vissute: la famiglia e il luogo dove vive, quindi il mare e la Toscana. Importante è anche il mondo dell'infanzia, che vede il bambino prevalere sull'adulto nella fantasia della favola e del gioco. La mia curiosità ricade sui fantastici uomini colorati che sembrano uscire dalla terra e rappresentano la nascita dell'uomo ecologico. Poi ci sono gli omini perepeppé che ispirano con le loro forme e i loro sgargianti colori, la gioia di vivere. AUTOMECCANICA snc Loc. Montecaselli, 14 - Piombino Tel Fax

57 57 Deborah Ciolli è nata il 28 luglio 1968 a Firenze, dove ha frequentato l'università di Farmacia indirizzo di chimica e tecnologia farmaceutica. Dopo il matrimonio con Marco Pavoletti nel 1991 si trasferisce a Piombino, dove si innamora della ceramica frequentando l'atelier di Monica Borca e il laboratorio Artesia di Certaldo. Nel 1996 apre il suo laboratorio e dal 1997 insegna nelle scuole vincendo con i suoi studenti il terzo premio internazionale dell'unesco. Nel 2001 partecipa alla mostra internazionale dell'artigianato a Firenze mentre nel 2003 espone al Palazzo Appiani di Piombino e in mostre personali e collettive a Chi è Deborah Ciolli Monza, a Cerbaia, a Campiglia Marittima, a Colorno a Montepulciano Fiorentino, a Fiesole, a Bolgheri, a Milano e in Germania. Esegue installazione di land art nel parco archeologico di Val Camonica e nel parco della Sterpaia mentre viene selezionata dal museo Maiolika di Karl Shrve in Germania. Vince il primo premio di scultura al concorso Arte donna, realizza l'installazione Alberi marini nel parco pubblico Orto dei frati e le sculture per i premi dei campionati europei di nuoto in acque libere che si sono svolti a Piombino. Nel 2013 crea il murales per la sala di lettura dei ragazzi della biblioteca comunale di Piombino e la sua scultura La poetessa è pubblicata nella copertina del libro di poesie di Rossana Pavone mentre il suo Principe ranocchio è utilizzato nella partitura di un'opera di Floriano D'Auria. Nel 2014 è stata invitata ad esporre al Museo Piaggio di Pontedera, con la mostra Racconti di terra, dal 12 settembre al 2 ottobre. come integrazione per i diversamente abili. Anche nel suo laboratorio tiene corsi privati, fra questi quello per le pazienti oncologiche in collaborazione con l'associazione Sempre donna e la dottoressa Rita Vatteroni. Del resto per Sempre donna ha realizzato nel 2012 La donna fiorita utilizzata come simbolo al primo convegno per la ricostruzione del seno post operazione oncologica. L'opera esposta nel reparto di oncologia dell'ospedale di Piombino è particolarmente gradita dalle pazienti, perché con i suoi colori e le sue forme, riesce a trasmettere preziosi momenti di necessaria serenità e speranza. Quella serenità che colgo anche nello sguardo di Deborah Ciolli mentre ci salutiamo. Sono certo che la sua ceramica appartenga di diritto all'arte vera ed ha lo stesso ruolo che troppo spesso viene dato solo alla pittura, alla scultura e all'architettura. Ora portano un cuore, ora un albero, ora dei pesci, sono creature della natura e rappresentano tutto ciò che c'è di più buono, di divertente e di allegro. Non potevano mancare le donne che diventano guerriere con il cuore o sirene e fate marine e infine le sfere affondanti e galleggianti che sono i momenti della vita, le gioie e i dolori. I cuori di ceramica esposti battono come il cuore di Deborah che si distingue anche come donna per la sua sensibilità e il suo altruismo. Lo dimostra la sua intensa attività di insegnante delle tecniche di manipolazione dell'argilla presso le scuole di Piombino, in particolare presso l'ipc Ceccherelli con il progetto Arte

58 58 settembre - ottobre - novembre 2014 Romanzo storico di Stelio Montomoli La rivolta di Hampsicora e Josto in libreria La decima pubblicazione di Stelio Montomoli è un romanzo storico ambientato nella Sardegna del terzo secolo a.c. L'attuale presidente di Toremar rivisita le cronache di Tito Livio e Polibio afferenti agli anni in cui, per la prima volta, il popolo sardo si ribellò al potere di Roma per rivendicare l indipendenza della civiltà nuragica. Sono gli anni della seconda guerra punica nei quali lo sforzo bellico della Roma imperiale raggiunse proporzioni inaudite con punte di mobilitazione che raggiunsero anche il 10% della popolazione stessa e dove si registrarono non meno di 300 mila vittime nelle fazioni italiche. In questo contesto storico quanto mai complesso e troppo spesso svilito dall'attendibilità delle fonti ufficiali, parziali e negazioniste laddove la propaganda lo richiedeva, prendono corpo le ambizioni indipendentistiche della Sardinia. Il personaggio Hampsicora, figura storica realmente vissuta a cavallo del 200 a.c. e omaggiato dai posteri con la dedica dello stadio di Cagliari ed il battesimo di una unità sociale della flotta Tirrenia, passa alla storia per aver costituito il primo esercito sardo ed averlo guidato con valore e determinazione alla riconquista della libertà. Dopo aver contestualizzato personaggi e temperie storico-politica Montomoli manipola il succedersi di alcuni accadimenti secondari con il palese intento di celebrare l'eroismo del popolo sardo in un così fondamentale momento della sua storia; dopo un impagabile lavoro di ricerca un altrettanto efficace operazione di fiction. Un atto dovuto, una scelta precisa per confezionare un omaggio ammirato alla Sardegna e alla sua gente orgogliosa e fiera. La rivolta di Hampsicora e Josto, Ouverture, pagine 249, Inno alla vita nelle pagine di Mimma Gabbrielli Forse domani Forse domani è una pubblicazione di Mimma Gabbrielli, autrice scarlinese da tempo trasferitasi a Firenze ma profondamente legata alle sue origini maremmane. Il romanzo, presentato da Michele Marchiani al circolo Acli di Pian d Alma, rappresenta un vero e proprio inno alla vita e all amore nelle sue infinite forme in virtù del fatto che l intera vicenda si incentra sui percorsi effettivi ed emotivi di chi è costretto a consumare la propria esistenza in condizioni di diversa abilità. La storia di Valentina, adolescente condannata dal suo stato fisico alla disperazione e all angoscia, grazie alla qualità espositiva del narrato e alla dolce sensibilità che lo ispira, finisce per diventare un monito e addirittura un esempio da seguire per tutti indistintamente. Il lettore, qualunque sia il suo grado di abilità fisica, riceve da questo libro pillole di saggezza per affrontare le difficoltà con cui l imponderabile dissemina l esistenza terrena di ognuno nonché stimoli forti e costanti per quella serenità necessaria alla sopravvivenza. L umanità che permea le pagine della Gabbrielli, quella stessa dote che contraddistingue da sempre la sua indole, ci apre gli occhi sul preconcetto e sul pregiudizio, sull ignoranza e sull ottusità tanto da far rivalutare la diversità in termini oggettivi e sposarne l accezione più positiva, in termini intrinseci di intelligenza, di sensibilità e di dignità naturali in ogni essere umano. Forse domani è stato finalista del 7º premio letterario Gaetano Cingari e ha vinto il premio per il miglior inedito alla 3ª edizione del premio letterario La forza dei sentimenti. Forse domani, edizione Il mio libro, pagine 185, 16 (disponibile anche in e-book)..

59 59 a cura di Emilio Guardavilla Crimini e delitti nella raccolta del Foglio Piombino in Giallo La casa editrice Il foglio letterario propone una nuova raccolta di racconti brevi ambientati a Piombino. Dopo Raccontare Piombino la narrativa degli autori scelti dall editore Gordiano Lupi si tinge di giallo e sceglie come location dei crimini più disparati il promontorio e le sue zone limitrofe, insinuandosi dall entroterra fino all Isola d Elba. Il territorio, ripreso dal periodo degli Asburgo Lorena attraverso il Risorgimento, le guerre mondiali fino ai giorni tristi del polo siderurgico, è il comune denominatore dei 15 racconti elaborati ad hoc per questo progetto letterario con i suoi due elementi di maggior spicco di sempre, il mare e l acciaio; personaggi secondari solo per il lettore più distratto o il critico più sprovveduto. Apre la raccolta Il fango e l oro di Luigi Carletti, già giornalista e scrittore affermato a livello nazionale ed internazionale con il best seller del momento Supernotes, edito da Mondadori a febbraio 2014 ed in procinto di passare dalla carta stampata alla celluloide hollywoodiana. Completano l antologia i lavori di Emilio Guardavilla (Utraque unum) con una rivisitazione noir dell affondamento del Polluce del 1840, Umberto Bartoli (Il suicidio di Geronimo), Gian Marco Fontani (Sfera), Alessandro Fulcheris (Orrore nella chiusa), Franco Gigliotti (Il parcheggio) Gordiano Lupi (Un inchiesta difficile), David Marsili (I numeri complessi), Valentina Micheli (Sangue d acciaio), Marco Miele (Via Garibaldi Giuseppe), Simone Pazzaglia (I vecchi sono vecchi), Carlo Saffioti (Il ritorno), Pier Francesco Sica (Requiem per l Ispettore Leonardi), Alessandra Simonatti (Giallo a Piombino) e Mauro Ticciati (Salmastro). Piombino in Giallo, Edizioni Il Foglio, pagine 280, 15. Antologia di poesie di Alessandro Righini Dolci colline Alessandro Righini, piombinese classe 65, sceglie senza gli indugi ed i tentennamenti della prima pubblicazione La Bancarella Editrice per il suo esordio letterario con l antologia di poesie e aforismi intitolata Dolci Colline. La raccolta si compone di 26 liriche e 30 aforismi, scritti a partire dai primi anni Novanta e uscita lo scorso luglio con notevole successo di critica e di pubblico. Il lungo periodo di incubazione abbraccia le fasi più significative del percorso professionale ed artistico dell autore, quelle che lo vedono partire e ritornare, in senso fisico ma anche metaforico, da e in quella Toscana che sin dall infanzia è stata l ispiratrice più assidua dei suoi viaggi introspettivi. Nei suoi prolungati e tormentati soggiorni all estero l alma mater facilmente intuibile nella copertina concepita ad hoc da Grafica Herny ispira e lenisce le forti passioni connaturate in uno spirito sensibile e malinconico. Impulsi suscitati dal vissuto convulso di oggi e di ieri, mediati da forme strofiche e metriche sempre meno rigide ed enunciati con la pacatezza e la semplicità che solo chi è stato forgiato dal vivere intensamente ogni emozione è in grado di elargire al suo pubblico. La politica con i suoi temi che struggono le coscienze coscienti dei nostri giorni, pur essendo stata una parte determinante nelle esperienze di Alessandro Righini, è volutamente esclusa da questa raccolta. Sempre a detta dell autore, sulla sua scrivania, in dolce compagnia di una scatola di Toscani, aspettano di vedere la luce della carta stampata altre due raccolte poetiche ed il materiale per aforismi e riflessioni nella sua stesura ormai definitiva. Dolci colline, La Bancarella Editrice, pagine 56, 8.

60 60 settembre - ottobre - novembre 2014 Questa rubrica è libera. Il contenuto delle lettere può non collimare col pensiero del giornale. Costa Etrusca si riserva di ridurre le lettere e di eliminare espressioni che possano integrare ipotesi di diffamazione. Gli autori, purchè noti alla direzione, potranno chiedere che la loro firma sia omessa. Precisazioni o rettifiche saranno pubblicate. CRISI L Hotel Centrale specchio della città La crisi è evidente in tutta la provincia. Attività storiche che chiudono e quelle che restano in piedi resistono con grande fatica. È ufficiale, l Italia è in deflazione, debolezza della domanda di beni e servizi e conseguente diminuzione dei prezzi. Il simbolo della crisi piombinese aldilà delle sue icone maggiori, altoforno e cokeria si racchiude in una immagine: l Hotel Centrale in piazza Verdi. Proprio così, un tempo l albergo più importante del nostro territorio oggi chiuso e con le persiane che già danno segni di cedimento. Ho notato che nel mese di agosto alcuni turisti si fermavano davanti alla porta di vetro scuro per guardare al suo interno sarà aperto? No, è chiuso e anche questo è un segno dei tempi, nella speranza che prima o poi quello storico edificio o come albergo o per altri usi torni presto a vivere. u.b. FUTURO Mancanza di risposte ai problemi concreti Finita l estate ci troviamo a Piombino e in provincia ad affrontare grandissimi problemi. Dopo mesi difficili e neanche aiutati dal meteo, eccoci a guardare al nostro futuro con grande incertezza. Chiuso l altoforno, chiusa la cokeria, niente Concordia, attività che chiudono. Famiglie in difficoltà che non sanno niente del proprio futuro. Una classe politica che poco si è spesa in questi mesi nel cercare soluzioni o avviare un confronto su tematiche importanti. Quale idea di siderurgia, che risposte in merito ad un eventuale centrale a carbone, come utilizzare il porto che rischia di diventare una cattedrale nel deserto e quale CENTRALE ENEL Pensare al futuro, investire in Costa Est È vero che solo il turismo non basterà per superare la crisi. Crisi di lavoro, problema di tutti. Per i giovani alla ricerca del primo impiego e per il capofamiglia che non ha più uno stipendio certo. Allora io suggerirei intanto di investire di più in Costa Est iniziando dallo smantellamento o eventuale spostamento della vecchia centrale Enel di Tor del Sale per dare così spazio a nuove attività in quell area di pregio. idea di sviluppo turistico seguire. Tanti problemi, pochi fatti e pochi proclami. Insomma tanto silenzio. SAN VINCENZO Tempi difficili, senza fantasia Livio M. a.p. Sono un turista fiorentino che da anni trascorre le vacanze in Val di Cornia. Ho una casa a San Vincenzo e devo dire che, nel corso degli anni, noto sempre minori manifestazioni ed eventi nella cittadina balneare. La crisi si fa sentire anche sulle casse dei comuni ma almeno un po di fantasia per allietare quei turisti che ancora scelgono San Vincenzo. Alberto Galli STRADE DEL CENTRO Qualche alberello, via le fioriere Una domanda che giro al Comune di Piombino. Senza spendere troppi soldi sarebbe possibile piantare degli alberelli lungo corso Italia, anziché lasciare quelle fioriere di ghisa? Ci sarebbe quindi la possibilità di utilizzare delle piante che magari rendano meno grigio il nostro centro cittadino? Un po di verde in più non guasterebbe. DIPENDENTI PUBBLICI Scadenza contratto, subito la verità Aldo S. Nel 2015 il governò dovrà rinnovare il contratto scaduto da 5 anni a tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici, sbloccare scatti e promozioni, adeguare al costo della vita l assegno di milioni di pensionati e mantenere l impegno degli 80 euro. Se non sa dove prendere le risorse sarebbe cosa buona che lo dicesse subito senza veli. Alessandro Prandi PROMESSE IMPOSSIBILI Meglio tacere che fare proclami «Mai più morti nel Mediterraneo, mai più guerre, mai più stragi come questa, mai più!». Fino alla prossima volta! È proprio vero che un bel tacer non fu mai scritto. Enzo Bernasconi

61 61 Credeteci, inventatevi, costruite Sì alla siderurgia ma guardiamo oltre Appello ai giovani per spronarli a realizzare i propri progetti con entusiasmo e coraggio. Costa Etrusca, rivista ben fatta e necessaria Buongiorno direttore, mi chiamo Fabio Massari e come potrà immaginare, sono un assiduo lettore di Costa Etrusca. Nel numero 21 (edizione estiva) mi hanno colpito molto gli articoli di Umberto Barlettani e di Luca Goerg, nei quali si raccontano rispettivamente le esperienze imprenditoriali di Gigi Salvi e di Marta Pierini, con la loro azienda Diadema, e quella dell ingegner Ferrante Rossi. Dopo aver letto gli articoli, mi sono soffermato su quanto Gigi Salvi, Marta Pierini e l ingegner Rossi affermano e cioè che, in questo momento difficile per la città, dobbiamo augurarci che tutti si animino di coraggio, per riuscire a dare vita ai propri progetti. Siamo vivi: ce la possiamo fare, ci sono tante opportunità! Non scrivo perché voglio parlare di me, ma piuttosto per dare un incoraggiamento ai tantissimi ragazzi, dicendo loro che bisogna crederci e provare sempre ad attuare i propri sogni. Possiamo vivere di siderurgia (augurandoci che l accordo di programma si concretizzi in maniera sicura e stabile) ma dobbiamo guardare anche oltre. Io mi sono diplomato nel 1978 e, dopo una parentesi universitaria, sono entrato in fabbrica nel Lì ho lavorato per tre anni ed è stata un esperienza importantissima. Era il famoso lavoro sicuro : ma io avevo altro per la testa. Così, sebbene nessuno scommettesse una lira sul mio progetto, decisi di aprire il negozio Dischi Crash Discodiffusione che, a dispetto dei pronostici, segnò un epoca tra i giovani negli anni 80, i quali, anziché comprarsi l agognato telefonino come oggi, avevano l ambizione di possedere due giradischi Technics 1200 e un mixerino. Dopo l esperienza col negozio, sono andato a fare il consulente audio per grandi importatori (facendo i palchi di mezza Italia), intraprendendo rapporti di agenzia con altri mandanti e proseguendo con un percorso di avvicinamento ad altri prodotti che vi risparmio. Attualmente sto lavorando da molti anni nel settore del packaging per aziende vitivinicole. Sono partito da solo e oggi siamo in tutto 5 persone. Abbiamo mandati per etichettature ed imballaggi. Etichettiamo ed imballiamo sia per il piccolo produttore che per il celebre Sassicaia e distribuiamo su canali di ristorazione ed enoteche di vario genere: dal semplice barretto sotto casa alle prestigiose Enoteca Pinchiorri e Cova. Quello che mi piacerebbe trasmettere ai ragazzi è questo: provate a fare gli agenti di commercio, è uno dei mestieri più belli del mondo e ci sono tantissime opportunità. Fate come noi: credeteci, inventatevi, costruite: oltre alla fabbrica, c è davvero tanto su cui scommettere! Alla direzione del giornale invece dico di andare avanti così: la rivista è ben fatta, di facile consultazione, ben costruita. Necessaria! Fabio Massari produce energia, riscalda, rinfresca, amico dell ecologia LAMPOGAS TIRRENA srl Via Aurelia km Venturina Terme - Tel

62 62 settembre - ottobre - novembre 2014 ASIU E I SERVIZI PER UNA CORRETTA RACCOLTA DEI RIFIUTI La raccolta differenziata è un obiettivo primario per i nostri Comuni. Le normative comunitarie e nazionali sono chiarissime in merito alle percentuali da raggiungere, sia in termini di raccolta differenziata che in termini di materiali effettivamente avviati a riciclo. Per questo dobbiamo essere consapevoli che per ogni rifiuto che produciamo esiste un modo corretto ed un modo scorretto di gestirlo. Sta a noi scegliere. ASIU INFORMA Ormai tutti dovrebbero sapere che la legge ci impone di raggiungere il 65% di rifiuti avviati a riciclo se non vogliamo incorrere in sanzioni. Come raggiungere tale obiettivo? Apparentemente può anche sembrare semplice, quantomeno è semplice la risposta a tale domanda. Per raggiungere un simile obiettivo dobbiamo differenziare al meglio i rifiuti che tutti i giorni produciamo. Dobbiamo in poche parole fare raccolta differenziata e farla bene. In generale quale è l atteggiamento dei cittadini nei confronti dei rifiuti? Purtroppo quando si parla di rifiuti basta veramente poco per danneggiare il buon lavoro fatto da molti. Per questo, se pur la tendenza degli ultimi anni è quella di riscontrare una maggiore attenzione e sensibilizzazione nella gestione dei rifiuti, è altrettanto vero che qualcuno persiste con comportamenti poco attenti. Vi è poca voglia di contribuire a rendere i servizi migliori e di conseguenza a migliorare anche l aspetto dei contesti urbani. Sembra quasi che vi sia un vero e proprio disinteresse, che porta a non voler essere informati, a non agire nell interesse comune. In cosa si traducono tali comportamenti? Quali sono le conseguenze? Le cose più evidenti sono gli abbandoni di ogni genere di rifiuto accanto ai cassonetti. Si va dagli elettrodomestici come frigoriferi, stufe, lavatrici e televisioni, agli oggetti di arredo come armadi, reti, materassi, ecc. Altre conseguenze sono ad esempio il conferimento incontrollato dei cartoni presso le postazioni di raccolta, senza alcun rispetto per i giorni o gli orari di raccolta. Poi vi sono quelle che sono meno visibili agli occhi, ma che comunque non permettono il raggiungimento degli obiettivi prefissati; questi sono appunto il conferimento errato dei rifiuti all interno dei contenitori per la raccolta differenziata. Tali atteggiamenti, oltre ad un danno di immagine, si traducono anche in un aumento dei costi, che ovviamente si riversa su tutti i cittadini.

63 63 Cosa si dovrebbe fare quindi? Per ogni tipologia di rifiuto che produciamo esistono appositi strumenti per permettere a tutti di gestirla correttamente. Tutti gli strumenti sono inoltre calibrati sia in base alle tipologie di rifiuto, sia alla tipologia di utenza che lo produce. Ovviamente ogni servizio ed ogni strumento ha delle proprie regole che chi ne usufruisce deve conoscere e rispettare. Quello che deve essere fatto è conoscere gli strumenti e le regole del loro funzionamento e di conseguenza utilizzarli correttamente. Quali sono questi strumenti? Per i rifiuti che normalmente vengono prodotti all interno delle famiglie vi sono gli appositi contenitori stradali, o la raccolta porta a porta domestica. Queste tipologie di raccolte prevedono che tutti facciano un attenta separazione dei materiali e che questi vengano conferiti nei contenitori corrispondenti. non vanno nei contenitori stradali. Poi vi sono servizi specifici di raccolta domiciliare su chiamata. Questi vengono effettuati esclusivamente per rifiuti ingombranti e per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Possiamo specificare meglio quali sono questi rifiuti? Per i rifiuti ingombranti si intende tutto ciò che rappresenta l arredo delle abitazioni, e cioè ad esempio mobili, tavoli, sedie, poltrone, reti, materassi. Non sono assolutamente compresi tra gli ingombranti gli infissi come porte, finestre, persiane, avvolgibili ecc. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche invece sono i rifiuti come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni ecc. Come si richiede il ritiro? I servizi di ritiro domiciliare si possono richiedere telefonando direttamente ad ASIU al numero I ritiri vengono effettuati in giorni ben precisi della settimana, per tale motivo è consigliabile chiamare tempestivamente per poter usufruire in tempo del servizio. E per le altre tipologie di rifiuto? Vi sono dei servizi specifici che si rivolgono a chi ha l esigenza di gettare rifiuti particolari: in ogni Comune vi sono le stazioni ecologiche che gratuitamente ricevono moltissime tipologie di rifiuto che di regola

64 64 settembre - ottobre - novembre 2014 Il ruolo della scuola in un mondo senza educazione I giovani e l istruzione scolastica di Giacomo Panicucci Le ali rattrappite del pensiero dei giovani. Pensare liberamente senza paure ideologiche. Ci spingono ad accettare questa società ipocrita Non so se tutti i politici, gli insegnanti e gli alunni, si siano mai domandati quale sia il vero scopo dello studio e quale verità, oggi, si nasconda dietro le funzionali, nebbiose parole educazione ed istruzione. Qual è il reale valore della nostra cosiddetta istruzione? A che scopo combattiamo, stremati, per terminare il salto ad ostacoli della scuola, arrivando in questa corsa persino ad odiare gli insegnanti e i compagni? Per avere voti più alti, per biasimare chi è stato favorito più o meno giustamente dagli arbitri dell istruzione, oppure per trovare un ottimo lavoro che esorcizzi definitivamente quelli pessimi? Più che scuola sembra un campionato sportivo, con classifiche, sotterfugi, espulsioni, chiacchiere, lodi e litigi, retrocessioni e promozioni. Forse riusciremo ad ottenere anche più di una laurea, potremo snocciolare citazioni coltissime quando ne avremo l occasione, sfoggiare diversi titoli prima del nome. Avremo lavoro, soldi, una posizione invidiabile nella società, ma che valore reale avrà tutta questa impalcatura che ci siamo costruiti addosso, se dentro siamo rimasti vuoti, se in questa competitività abbiamo annullato la nostra umanità e immaginazione, se la mente avrà smarrito la sua vitalità istintiva, diventando amorfa e superba, prigioniera di pregiudizi? Saremo solo marionette del mondo corrotto, sempre assetati di ambizioni febbrili, gloria e potere. Non è vera educazione quella che non tenta di migliorare le coscienze degli uomini, cercando di elevare l intelligenza dei bambini e dei giovani alla contemplazione della Bellezza della natura e dell esistenza. Una istruzione che non si propone di far ammirare la vastità oceanica della vita, con tutte le sue sfumature, nel suo variopinto, immenso ventaglio di misteri, onde di tetri dolori e gioie colorate, è soltanto un percorso lavorativo, un lungo iter burocratico, un tirocinio. Oggi la scuola informa soltanto e non forma. Senza amore né partecipazione, dalle innervosite cattedre si sputano addosso agli annoiatissimi studenti, sfilze di smorte nozioni, informazioni, senza attualizzare il sapere e la teoria; senza riuscire a rendere intense e interessanti persino le opere dei grandi autori, che sono ricchissime di geniali intuizioni sulla realtà e sarebbero capaci di stimolare al volo, le ali rattrappite del pensiero dei giovani. È quindi comprensibile perché siamo arrivati a confondere il fine dell educazione, (la conoscenza) con il mezzo per ottenerla (lo studio) e perché oggi si studi non tanto per comprendere, interpretare, ma per la valutazione che ne seguirà, che vaglierà esclusivamente uno sforzo mnemonico. Lo scopo dell istruzione dovrebbe essere quello di educare i giovani a indagare il significato recondito della vita, coltivando l intelligenza, che non è il possedere una grande erudizione, ma è la capacità di pensare liberamente, senza paure, ideologie, formule preconcette: in modo da scorgere anche da soli, cos è vero e cos è falso, nella strada serpentina della vita. Il mondo è dissanguato da ogni forma di avida competitività, eroso da mire utilitaristiche, dall opportunismo mondano, sommerso dallo spettacolo infinito della stupidità, della cattiveria, della violenza; e la scuola attualmente svolge il compito di inserirci in questo mondo. Ci incoraggiano ad adattarsi a questa società ipocrita e disumana. La funzione dell istruzione è di conformarci al modello di questo ordine sociale imputridito, o di dare ai giovani la libertà di crescere, di fiorire come veri esseri umani, per poter creare una società diversa e migliore? Lami & Bruscolini srl agenti di assicurazioni

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