Carbomark: un nuovo strumento per lo scambio di crediti di carbonio

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Carbomark: un nuovo strumento per lo scambio di crediti di carbonio"

Transcript

1 Carbomark: un nuovo strumento per lo scambio di crediti di carbonio

2 Regione del Veneto Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Udine Unità di progetto foreste e parchi Direzione centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali Servizio gestione forestale e produzione legnosa Dipartimento territorio e sistemi agroforestali (TESAF) Dipartimento di scienze agrarie e ambientali (DISA) Coordinatore del progetto Life+ Maurizio Dissegna - Unità di Progetto Foreste e Parchi (Regione del Veneto) Assistenza alla gestione del progetto Life+ Giovanni Carraro - Unità di Progetto Foreste e Parchi (Regione del Veneto Lisa Causin - Unità di Progetto Foreste e Parchi (Regione del Veneto) Rinaldo Comino - Servizio gestione forestale e produzione legnosa (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) Giuseppe Vanone - Servizio gestione forestale e produzione legnosa (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) Silvia Stefanelli - Servizio energia (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) Tommaso Anfodillo - TESAF (Università degli Studi di Padova) Francesca Pierobon - TESAF (Università degli Studi di Padova) Alessandro Peressotti - DISA (Università degli Studi di Udine) Giorgio Alberti - DISA (Università degli Studi di Udine) Coordinamento editoriale e traduzioni - Padova Assistenza tecnica e rapporti con le imprese - Venezia Marghera Editing, grafica e stampa Chinchio Industria Grafica S.p.A. - Padova Venezia, 2011 Non è consentita la riproduzione del testo o delle figure senza il consenso dell Unita di Progetto Foreste e Parchi della Regione del Veneto. Questo documento fa parte dei materiali prodotti con il cofinanziamento del programma comunitario LIFE+ nell ambito del progetto CARBOMARK - Improvement of policies towards local voluntary carbon markets for climate change mitigation (LIFE07 ENV/IT/000388)

3 Carbomark: un nuovo strumento per lo scambio di crediti di carbonio

4

5 Indice Introduzione (Dissegna M., Carraro G.) p. 9 Capitolo 1 I mercati del carbonio come strumenti per ridurre le emissioni: efficacia e prospettive future (Stefanelli S.) 1.1 Cosa sono i mercati del carbonio p Il mercato europeo Emission Trading System: prospettive di evoluzione al 2020 p I mercati volontari p Gli attori internazionali nel mercato dei crediti di carbonio p Prospettive future dei mercati p. 19 Capitolo 2 Il ruolo delle attività agroforestali nella riduzione delle emissioni 2.1 Opportunità dai crediti di gestione forestale e prodotti legnosi nel mercato Carbomark (Anfodillo T., Pierobon F.) 2.2 La forestazione urbana: sequestro di carbonio e servizi ambientali (Alberti G., Peressotti A.) 2.3 Una nuova strategia per il sequestro del carbonio nei sistemi agricoli: il biochar (Zavalloni C., Peressotti A.) p. 23 p. 26 p. 32 5

6 Capitolo 3 Potenzialità dei crediti di carbonio agro-forestali Carbomark in Veneto e Friuli Venezia Giulia 3.1 Potenzialità della gestione forestale per il sequestro di carbonio nel Friuli Venezia Giulia (Alberti G., Stefanelli S.) p Potenzialità della gestione forestale per il sequestro di carbonio nel Veneto (Pierobon F., Anfodillo T., Carraro G., p. 47 Causin L.) 3.3 Potenzialità dei prodotti legnosi per il sequestro di carbonio nel Veneto e Friuli Venezia Giulia (Alberti G., Stefanelli S., p. 55 Pierobon F., Anfodillo T.) 3.4 Potenzialità del biochar (Zavalloni C., Peressotti A.) p. 62 Capitolo 4 Il ruolo delle aziende e dei piani di gestione del carbonio: oltre il carbon offsetting 4.1 La filosofia aziendale nei mercati volontari: dal carbon offsetting al carbon in-setting aziendale (Stefanelli S.) 4.2 Il Piano di gestione del carbonio secondo la metodologia LCA (Balzan F., Pierobon F.) p. 71 p. 79 Capitolo 5 Attività realizzate dal progetto (Carraro G., Dissegna M., Volpi G.) 5. Studi preliminari p Lo studio economico p Lo studio legislativo p La definizione del modello di mercato p La prima fase del monitoraggio ambientale p Conclusioni p. 121 Capitolo 6 Conclusioni (Carraro G., Dissegna M., Causin L., Volpi G.) p

7 Introduzione

8

9 Introduzione Dissegna M., Carraro G. La scelta strategica del Protocollo di Kyoto di considerare alcune misure di mitigazione forestale ha fortemente incrementato l interesse per i crediti di carbonio forestali su scala globale e la nascita di mercati del carbonio paralleli ed indipendenti che vengono comunemente definiti come Mercati Volontari del Carbonio (MVC) (Hamilton et al 2009). Tali mercati prevedono che industrie, governi, organizzazioni o singoli cittadini possano acquistare volontariamente dei crediti per compensare emissioni generate da attività diverse (un viaggio, l organizzazione di un congresso o di un evento musicale ecc); essi sono, infatti, volutamente flessibili, ma sono spesso anche privi di regole chiare e trasparenti in grado di garantirne l efficacia in termini compensativi. Un problema rilevante nell organizzazione di mercati volontari, in particolare per gli aspetti legati agli interventi di compensazione, riguarda infatti il regime di garanzie relativo alla reale capacità di fissazione di carbonio generata dagli investimenti (Pettenella 2007). Negli standard proposti devono quindi essere prese in considerazione e comunicate in modo trasparente sia le criticità tipiche dei mercati dei crediti di carbonio, sia quelle specifiche del settore forestale. Tra quest ultime, è possibile ricordare le seguenti criticità principali: addizionalità: gli investimenti effettuati per migliorare le condizioni climatiche devono essere addizionali rispetto ad uno scenario di normale gestione (il cosiddetto business as usual); tali attività devono quindi essere esplicitamente finalizzate all assorbimento di CO 2 e non rappresentare investimenti che si sarebbero comunque realizzati (per es. piantagioni realizzate con contribuzione pubblica); permanenza: in particolare per i crediti di origine forestale è necessario considerare la possibilità che si verifichino fenomeni che portino alla riemissione, totale o parziale, del carbonio fissato in atmosfera (es. incendi, attacchi parassitari, schianti da vento); double-accounting: ovvero non destinare alla vendita crediti di carbonio già contabilizzati nei report nazionali. 9

10 Dissegna M., Carraro G. La discussione sul dopo Kyoto, ovvero sul secondo periodo di impegno che inizierà dopo il 2012, è attualmente in corso ed è opinione diffusa che in futuro saranno incentivate tutte le forme possibili di assorbimento del carbonio, in attesa dello sviluppo di nuove tecnologie che limitino le emissioni. Di conseguenza anche il coinvolgimento dei proprietari dei terreni agro-forestali e il loro orientamento verso forme di gestione indirizzate allo stoccaggio della sostanza organica sono destinati a diventare una strategia rilevante per la riduzione della concentrazione dei gas ad effetto serra. E quindi importante in questa fase dimostrare l efficacia di nuove forme di accordi volontari tra emettitori e gestori dei terreni agricoli e forestali finalizzate allo stoccaggio del carbonio anche per evidenziare che l obbligo primario è sempre quello di contenere o evitare le emissioni e che l assorbimento è pur sempre un meccanismo secondario di mitigazione. Il Progetto Carbomark Improvement of policies toward local voluntary carbon markets for climate change mitigation (www.carbomark.org/), cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE+ (LIFE07 ENV/IT ) ha voluto dimostrare la possibilità di istituire mercati locali di carbonio, ai quali possono partecipare soggetti industriali (emettitori), in particolare le piccole e medie imprese attualmente escluse dal mercato internazionale del carbonio, e proprietari di aree agricole e forestali (assorbitori) allo scopo di favorire l assorbimento della CO 2 atmosferica e la gestione forestale sostenibile. In particolare l obiettivo del progetto è stato dimostrare che tali mercati possono essere creati operando su un area geografica di ampiezza sub-nazionale e che la loro realizzazione si giustifica sia dal punto di vista della riduzione dei gas ad effetto serra sia per una serie di altri effetti positivi indotti sul territorio: gestione attiva e sostenibile delle foreste, gestione conservativa dei suoli agricoli, sensibilizzazione dei cittadini, promozione dello sviluppo sostenibile e controllo diretto delle attività di assorbimento. Per quanto attiene alla gestione forestale in particolare, il progetto vuole dimostrare la possibilità di monetizzare le esternalità generate dalla foresta in termini di miglioramento della qualità dell aria, che in futuro potrà essere estesa anche per valutare il contributo delle foreste al miglioramento della qualità dell acqua e del suolo. Il progetto inoltre si prefigge di rispondere ad alcune problematiche descritte in precedenza riguardo alle criticità degli interventi basati sull utilizzo di risorse forestali dovute, come già ricordato, al fatto che la fissazione di carbonio in biomasse forestali risulta reversibile e di difficile monitoraggio nel tempo. Nell ambito del progetto è stata proposta una metodologia rigorosa, credibile e tra- 10

11 Introduzione sparente per il calcolo dei crediti di carbonio unitamente ai relativi criteri di contabilizzazione che si sono basati anche su metodologie già approvate da altri standard internazionali di certificazione dei crediti forestali, tra cui il Voluntary Carbon Standard (www.v-c-s.org). In tale ambito sono stati presi in considerazione anche nuovi approcci tra cui l introduzione di piani di monitoraggio delle attività di assorbimento e di quelle che comportano l emissione di carbonio in atmosfera oltre al coinvolgimento attivo della sfera politica locale. Il progetto Carbomark considera i seguenti quattro ambiti di riferimento: Gestione forestale sostenibile Verde urbano Prodotti legnosi Biochar Per quanto attiene, in particolare i crediti generati dalla gestione forestale sostenibile l attenzione metodologica del progetto è stata rivolta a garantire: il principio di addizionalità, agendo su criteri di gestione forestale ispirati a best practice rispetto agli standard normativi o applicativi pregressi; la permanenza delle quote di CO 2 cedibili che viene fissata almeno a livello trentennale al netto di un buffer di sicurezza introdotto per prevenire eventuali disturbi esterni ed, infine, l esigenza di evitare il double-accounting ovvero doppio conteggio delle quote senza alcuna sovrapposizione con il PK e con il relativo reporting nazionale. Il carattere sperimentale dell iniziativa mira in sostanza a dimostrare la fattibilità del mercato che volutamente si caratterizza per i piccolissimi volumi di scambio che sono di ordini di grandezza percepibili solo a livello locale e non a livello inventariale. L impegno assunto nel definire le metodologie di conteggio e monitoraggio dei crediti di carbonio nel mercato locale di Carbomark è quello di creare un mercato credibile non solo nella generazione di crediti effettivi e reali ma anche di indurre comportamenti virtuosi attraverso l implementazione di politiche di riduzione delle emissioni nei soggetti acquirenti i crediti, che potranno accedere al mercato previa la sottoscrizioni di impegni rivolti a controbilanciare azioni di compensazione e azioni di riduzione delle emissioni. In pratica chi acquista crediti di carbonio nel mercato locale Carbomark, che si caratterizza per essere un mercato chiuso a cui possono accedere solo i soggetti che si impegnano a rispettare le regole rigide del mercato medesimo, non acquista il diritto di inquinare, bensì l impegno a ridurre, nel tempo, le proprie emissioni; impegno che sarà verificato periodicamente. 11

12

13 CAPITOLO 1 I mercati del carbonio come strumenti per ridurre le emissioni: efficacia e prospettive future

14

15 I mercati del carbonio come strumenti per ridurre le emissioni: efficacia e prospettive future Stefanelli S Cosa sono i mercati del carbonio I mercati del carbonio sono strumenti di politica economica per ridurre le emissioni di gas serra, utilizzati spesso in combinazione ad altre politiche come la tassazione dei gas serra o carbon tax e i regolamenti che disciplinano l adozione di tecnologie a bassa produzione e consumo di gas serra. Il termine mercati del carbonio si riferisce generalmente all acquisto e alla vendita di permessi di emissione o di crediti di carbonio che possono essere distribuiti da un soggetto terzo o generati da progetti di sequestro o abbattimento dei gas serra. La riduzione delle emissioni di gas serra è scambiata sotto forma di crediti di carbonio unità generalmente espresse in tonnellate di CO 2. Ci sono due tipi di mercati del carbonio: i mercati regolamentati e i mercati volontari. Mentre nei primi viene definito un cap o tetto massimo di emissioni assegnate agli emettitori che costituisce anche l obiettivo di riduzione complessivo di abbattimento da raggiungere, nel mercato volontario non ci sono obiettivi prefissati e pressoché tutti i crediti di carbonio sono generati da transazioni eseguite come risultato di progetti di mitigazione. All attualità la quasi totalità dei crediti sono scambiati nel mercato regolamentato dove nel 2011 sono stati scambiati milioni di tonnellate di CO 2, mentre sul mercato vo- 15

16 Stefanelli S. lontario solo 131 milioni di tonnellate di CO 2. Se i volumi scambiati nel mercato volontario costituiscono meramente lo 0,2% di tutti i crediti scambiati globalmente, tuttavia essi compensano la scarsità di volumi con altre caratteristiche come la flessibilità, la spinta verso tipologie di azioni mitiganti innovative e metodologie di conteggio e monitoraggio che spesso costituiscono la base per un loro successivo sviluppo nei mercati regolamentati. 1.2 Il mercato europeo Emission Trading System: prospettive di evoluzione al 2020 Il principale mercato dei crediti di carbonio è l Emission Trading System, uno degli strumenti previsti dal Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas serra ed entrato in vigore dal gennaio Nell ETS nel 2010 sono stati scambiati l 83% dei crediti di carbonio ed è tuttora la principale piattaforma mondiale di scambio di crediti di carbonio (Hamilton et al.2011). L ETS funziona con il principio del cap and trade secondo il quale ciascun governo definisce il tetto massimo di emissioni per tutti i grossi emettitori che sono inclusi nel mercato ETS, sulla base di obiettivi da raggiungere a livello nazionale, delle emissioni storiche e di quelle future. Nell ambito di questo mercato gli emettitori ricevono un numero massimo di permessi di emissione. Se al termine di ogni anno l industria in oggetto emette di più di quanto assegnato, può acquistare crediti sul mercato, se invece è riuscita a ridurre le emissioni più del cap assegnato acquista diritto a vendere i crediti. Tale flessibilità nelle modalità di riduzione permette all azienda di abbattere le emissioni nel modo economicamente più efficace. Il numero di permessi assegnati si riduce ogni anno e nel 2020 le emissioni complessive saranno più basse del 21% rispetto all anno di lancio, il Il mercato ETS opera in trenta paesi tra cui 27 europei in aggiunta a Islanda, Norvegia e Liechtenstein e include le emissioni di CO 2 di settori come le raffinerie, le centrali elettriche e di produzione termica, i cementifici, le cartiere, le acciaierie e le industrie del vetro e del mattone. Nel complesso il totale di questi comparti produce il 40% del totale dei gas serra in Europa. Dal 2012 anche il settore dell aviazione sarà incluso nel mercato e dal 2013, quando si entrerà nella terza fase operativa del mercato importati cambiamenti saranno introdotti tra cui la previsione di un sistema di aste dei permessi di emissioni che dovrebbe rendere più efficace il mercato. In particolare l allocazione gratuita dei permessi di emissione o grandfathering, che è stata molto criticata nella prima e seconda fase 16

17 I mercati del carbonio come strumenti per ridurre le emissioni: efficacia e prospettive future dell ETS, sarà sostituita gradualmente da una quantità sempre maggiore di permessi messi all asta in modo da riflettere il reale prezzo di mercato assegnato a ciascuna tonnellata di CO 2 dagli acquirenti emettitori. Le novità più rilevanti della III fase dell ETS sono pertanto rappresentate dall introduzione di un sistema di aste dei permessi e dall inclusione dell aviazione. In particolare le emissioni di tutti i voli domestici e internazionali in arrivo e in partenza in Europa saranno incluse nell ETS. Come per gli altri grossi emettitori, le compagnie aeree riceveranno una quota di permessi e un cap massimo di emissioni. 1.3 I mercati volontari Nel 2010 il mercato volontario è cresciuto del 34% rispetto al Nel complesso benché le transazioni rappresentino meno dell 1% dei volumi scambiati sul mercato globale regolamentato e non, i mercati volontari sono importanti perché introducono misure di mitigazione innovative come i crediti da progetti REDDS (Reduced Emissions from Deforestation and Degradation), aumentano la consapevolezza e responsabilità delle imprese, coinvolgono piccoli e medi emettitori che non avrebbero obblighi nei mercati regolamentati e consentono di ridurre le emissioni ad un costo basso rispetto al mercato regolamentato. Infatti in media i crediti sono scambiati a e 4 t/ CO 2 eq. contro e 16 t/co 2 eq del mercato EU ETS. Un dato interessante del mercato volontario nel 2010 è che ben il 46% dei crediti scambiati è costituito da progetti agro-forestali di mitigazione e sequestro di carbonio seguiti dai progetti sulle energie rinnovabili (Hamilton et al. 2011). Tale dato segna il successo e l interesse degli investitori del mercato volontario verso tipologie di azioni e progetti come l evitata deforestazione, il miglioramento della gestione forestale, l afforestazione che oltre a svolgere l azione di sequestro del carbonio svolgono anche molti altri servizi ambientali. Tra i crediti forestali più scambiati c è l evitata deforestazione (REDDs) anche per il crescente interesse sul mercato dopo il suo inserimento tra le azioni chiave di un futuro accordo sul clima ma soprattutto per l avvio di iniziative bilaterali a suo sostegno come la Norway Forest Climate Initiative. Oltre ai REDDs ricoprono un ruolo importante anche afforestazione e riforestazione (6% degli scambi) il miglioramento della gestione forestale (5%) e la gestione dei suoli agricoli (3%). Il ruolo degli standard di certificazione dei crediti agroforestali si è ormai consolidato 17

18 Stefanelli S. come prassi tra gli acquirenti e i protocolli VCS (Voluntary Carbon Standard) si sono affermati con il 34% di volumi di crediti scambiati certificati. Il VCS è seguito dal Climate Community and Biodiversity standard, spesso in tandem con il VCS in quanto CCB non quantifica i crediti ma certifica il contributo etico dei progetti di mitigazione come i benefici ambientali e sociali. L approccio degli standard di certificazione dei crediti all impatto etico e sociale tiene conto sempre di più non solo del semplice offsetting ma anche degli aspetti legati alla biodiversità, all equa distribuzione finanziaria, agli impatti umani e sociali dei progetti di mitigazione in particolare di quelli agroforestali. Tra gli standard che piú si sono distinti per tenere in considerazione questi benefici supplementari vi sono oltre al CCB, il Social Carbon, il Brasil Mata Viva, il Plan Vivo e altri. Questo è particolarmente importante per lo sviluppo di progetti di mitigazione volontaria agroforestale in paesi con una governance ambientale molto lacunosa come nei paesi in via di sviluppo dove gli aspetti etico sociali sono spesso altrettanto se non più importanti dell azione di compensazione. 1.4 Gli attori internazionali nel mercato dei crediti di carbonio Numerosi sono gli attori dei mercati internazionali dei crediti di carbonio, volontari e regolamentati. Tra questi la Banca Mondiale si conferma con l istituzione che attraverso la Carbon Finance Unit ha maggiormente contribuito a sviluppare progetti di mitigazione nel mercato regolamentato del protocollo di Kyoto previsti dal Clean Development Mechanism e dal Joint Implementation. La Banca ha intrapreso numerose iniziative per la lotta ai cambiamenti climatici, tra cui l istituzione di fondi dedicati allo sviluppo di progetti di mitigazione a supporto degli impegni di riduzione di ciascun paese nei confronti del Protocollo di Kyoto. Tra questi alcuni si sono specializzati in specifiche attivitá di mitigazione come il BioCarbon Fund che investe in progetti di mitigazione agro-forestale nelle economie emergenti e in paesi in via di sviluppo o l Italian Carbon Fund, a supporto degli impegni dell Italia di riduzione delle emissioni e altri. In aggiunta la Banca Mondiale ha sviluppato altre iniziative come la Forest Carbon Partnership Initiative tese ad esplorare nuove modalità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo piú vulnerabili ed esposti agli impatti del clima La FCPF in particolare ha lo scopo di assistere alcuni paesi dove la deforestazione procede a ritmi sostenuti a sviluppare attivitá e misure con le comunità locali per sostenere misure di evitata deforestazione, di 18

19 I mercati del carbonio come strumenti per ridurre le emissioni: efficacia e prospettive future miglioramento degli stock di carbonio e della gestione forestale sostenibile. Al momento 37 paesi tropicali hanno aderito al piano finanziario di sostegno all iniziativa supportata da paesi sviluppati, industrie, agenzie di sviluppo per un totale di $ 447 milioni. Se la Banca Mondiale si configura come uno dei principali operatori del mercato mondiale di crediti e di progetti di mitigazione, altri soggetti hanno assunto il ruolo non solo di sviluppatore ma anche di broker di crediti acquistando e rivendendo crediti. Tra questi vi sono società come Ecosecurities, Camco International che svolgono molteplici attivitá, altre come CarboNeutralCompany che agiscono principalmente come intermediarie tra venditori e acquirenti di crediti garantendo oltre ai crediti di carbonio altri servizi correlati come la misurazione del carbon footprint o un piano di gestione del carbonio, la certificazione dei crediti e altri servizi. In alcuni casi quando l ente ha intrapreso non solo une strategia di compensazione delle emissioni ma una vera e propria strategia di lotta ai cambiamenti climatici sono sorte alleanze e fondazioni che agiscono non solo con progetti di mitigazione ma sviluppando programmi di adattamento al clima nelle regioni piú vulnerabili. E il caso per esempio della HSBC Climate Partnership dove il colosso bancario HSBC ha istituito un alleanza con The Climate Group, il WWF, l Earthwatch, lo Smithsonian Tropical Research Institute e un programma di investimenti correlato su misure volte a ridurre l impatto del clima nelle regioni più vulnerabili, sulle foreste e gli ecosistemi acquatici e sulle popolazioni a rischio. 1.5 Prospettive future dei mercati Il mercato volontario rimane un mercato piccolo ma una componente importante dei mercati globali del carbonio. Le azioni volontarie guidate da individui e organizzazioni consapevoli dell importanza di azioni sul clima rappresentano un importante messaggio della necessità di agire e la crescita rapida dei mercati volontari è un chiaro indicatore di questa tendenza. Contemporaneamente l incertezza su un futuro accordo sul clima tra i principali paesi emettitori condiziona lo sviluppo di un mercato globale dei crediti di carbonio ed in particolare dei crediti generati dai progetti CDM o CERs in una fase post Infatti allo scadere del Protocollo di Kyoto, solo l Europa che si è fissata un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni del 20% al 2020 continuerà ad operare sui mercati. Come conseguenza il mercato ETS e dei crediti CERs vedrà come principali operatori solamente paesi ed emettitori europei. 19

20 Stefanelli S. In questo contesto di incertezza sul futuro dei mercati regolamentati, i prezzi di lungo periodo del carbonio saranno fondamentali per lo sviluppo di tecnologie innovative che supportino la trasformazione verso un economia a basso contenuto di carbonio. In questo contesto politiche e regolamentazioni che indirizzino il prezzo del carbonio insieme a meccanismi finanziari a loro supporto e all utilizzo di capitale privato e non solo pubblico per lo sviluppo di tecnologie indirizzeranno modelli di sviluppo a bassa intensità energetica e ridotto impatto di CO 2. Tuttavia nonostante le incertezze che regnano sui futuri mercati del carbonio, i mercati del carbonio rimangono uno strumento efficiente per mobilizzare il capitale privato per efficaci azioni sul clima. Riferimenti blibliograici R.Bayon, A.Hawn, K,Hamilton (2007) Voluntary Carbon Markets. An international business guide to what they are and how they work. Earthscan. A. Brohé, N.Eyre, N.Howarth (2009). Carbon Markets. An International Business Guide. Earthscan. EEA (2011). Greenhouse gas emission trends in Europe and projections in Europe Tracking progress towards Kyoto and 2020 targets. European Environment Agency. K. Hamilton et al. (2011). Back to the Future. State of the Voluntary Carbon Markets Ecosystem Marketplace, Bloomberg N. Linacre, A.Kossoy, P.Ambrosi (2011). State and trend of the carbon market World Bank Carbon Finance, Environment Department. A.J. Weaver (2011). Toward the Second Commitment Period of the Kyoto Protocol. Science vol May

21 CAPITOLO 2 Il ruolo delle attività agroforestali nella riduzione delle emissioni

22

23 Il ruolo delle attività agroforestali nella riduzione delle emissioni 2.1 Opportunità dai crediti di gestione forestale e prodotti legnosi nel mercato Carbomark Anfodillo T., Pierobon F. Il mercato Carbomark offre interessanti opportunità per la commercializzazione di crediti di carbonio per mezzo della gestione forestale sostenibile. L elezione di questa attività per la generazione dei crediti è subordinata al rispetto di alcune regole fondamentali per assicurare che i crediti generati siano reali, ovvero rispettino i principi di addizionalità, permanenza, unicità, trasparenza. Il primo requisito necessario per accedere al mercato è che le particelle forestali siano produttive e correttamente gestite, per mezzo di un Piano di Assestamento o di altro strumento equivalente. La presenza del Piano infatti garantisce che ogni azione di gestione forestale intrapresa sia registrata e possa essere tenuta sotto controllo per mezzo del Piano di monitoraggio. Si considerano solo le particelle con funzione produttiva in quanto le altre particelle, con funzioni protettiva, turistico-ricreativa, ambientale, paesaggistica non sono soggette a tagli e pertanto non è per esse dimostrabile l addizionalità. Il secondo requisito di fondamentale importanza è costituito dal fatto che il serbatoio o sink di carbonio che genera i crediti non sia già stato conteggiato per il Protocollo di Kyoto, ovvero particolare attenzione deve essere posta al problema del doppio conteggio. La gestione forestale, infatti, rientra nel Protocollo di Kyoto per mezzo dell art L art. 3.3 invece riguarda il settore forestale per le attività di Land-Use, Land-Use Change and Forestry (LULUCF), ovvero Afforestazione, Riforestazione e Deforestazione, che vengono interamente conteggiate dal Protocollo di Kyoto e pertanto non sono eleggibili per la generazione di crediti nel mercato volontario. L art. 3.4 invece riguarda la gestione forestale e stabilisce delle soglie massime per ciascun 23

24 Anfodillo T., Pierobon F. Paese per l utilizzo dei sink di carbonio al fine del raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, per l Italia ad esempio la soglia fissata è pari a 2.78 MtC all anno pari a 10.2 MtCO 2 eq all anno. Questa soglia corrisponde alla frazione di sink considerata human-induced, ovvero direttamente causata dall intervento dell uomo. Sulla base di questo principio il mercato Carbomark è fondato su una metodologia che permette di vendere nel mercato volontario una parte di crediti generati da un sink di carbonio che si dimostra addizionale rispetto alla situazione business-as-usual (BAU), che costituisce la baseline per il mercato. Questa quota di sink risulta da azioni di gestione forestale quali il risparmio dell incremento legnoso rispetto ad uno standard consolidato, regionale o locale, o per mezzo di una riduzione della ripresa oppure attraverso la riqualificazione di aree boschive a bassa densità di copertura. Al fine di garantire il principio della permanenza, la quota venduta nel mercato Carbomark deve essere mantenuta almeno per trent anni sia per la gestione forestale che per i prodotti legnosi e non può essere destinata ad altro scopo. Il credito generato è addizionale in quanto deriva da un azione volontaria del proprietario forestale che si impegna a risparmiare di più di quanto avrebbe fatto se non avesse aderito al mercato. La permanenza è la caratteristica dei crediti di carbonio di perdurare nel tempo; la foresta può infatti essere soggetta a diversi disturbi quali incendi, attacchi parassitari, schianti, ecc. che possono compromettere la stabilità nel tempo della funzione climatica svolta. Per questo motivo alla quota di crediti che può essere commercializzata deve essere sottratta di una quota definita buffer corrispondente alla frazione di biomassa che, sulla base di dati storici, si presume possa essere imputabile a disturbi di origine biotica e abiotica. Il tempo di permanenza per i crediti di carbonio scambiati nel mercato Carbomark è stato definito pari a trent anni, periodo in cui il proprietario forestale si deve impegnare a conservarli. Per garantire che non sia effettuato un doppio conteggio dei crediti di carbonio rispetto al Protocollo di Kyoto è prevista una verifica preliminare per l eleggibilità della proprietà nel mercato, che è consentita solo a quelle particelle che nella situazione business-as-usual hanno un sink di carbonio almeno pari al contributo medio attribuibile a quella proprietà conteggiato per il Protocollo di Kyoto. In questo modo vi è la sicurezza che tutto quello che viene risparmiato in più rispetto alla business-as-usual non viene conteggiato per il Protocollo di Kyoto superando così il problema del doppio conteggio. Certamente tutta la metodologia descritta è estremamente cautelativa in quanto permette di commercializzare una quantità di crediti molto limitata rispetto al totale ma un 24

CarboMark as an opportunity for exploitation of forests and wood products to offset CO2 emissions

CarboMark as an opportunity for exploitation of forests and wood products to offset CO2 emissions Carbomark LIFE07 ENV/IT/000388 CarboMark as an opportunity for exploitation of forests and wood products to offset CO2 emissions Alessandro Peressotti Centro Congressi Torino Incontra 15/16 Novembre 2011

Dettagli

Guida alla partecipazione a Carbomark

Guida alla partecipazione a Carbomark Guida alla partecipazione a Carbomark Guida alla partecipazione a Carbomark Regione del Veneto Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Udine Unità

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE DEI MERCATI LOCALI DEL CARBONIO PROGETTO CARBOMARK PARTE GENERALE

MANUALE DI GESTIONE DEI MERCATI LOCALI DEL CARBONIO PROGETTO CARBOMARK PARTE GENERALE MANUALE DI GESTIONE DEI MERCATI LOCALI DEL CARBONIO PROGETTO CARBOMARK PARTE GENERALE Sviluppo di politiche per la realizzazione di mercati volontari locali del carbonio per la mitigazione dei cambiamenti

Dettagli

Carbon Neutrality Federchimica Workshop 2015

Carbon Neutrality Federchimica Workshop 2015 Carbon Neutrality Federchimica Workshop 2015 Andrea Ronchi Business Development Manager Milano, 6 Maggio 2015 www.ecoway.it Member of: EcoWay S.p.a. L Azienda Anno di costituzione: 2003 Prima società italiana

Dettagli

PIANO FORESTALE TERRITORIALE DI INDIRIZZO AMBITO ALTA VALLE ARROSCIA SINTESI RELAZIONE DI PIANO

PIANO FORESTALE TERRITORIALE DI INDIRIZZO AMBITO ALTA VALLE ARROSCIA SINTESI RELAZIONE DI PIANO PIANO FORESTALE TERRITORIALE DI INDIRIZZO AMBITO ALTA VALLE ARROSCIA SINTESI RELAZIONE DI PIANO APPENDICE 12 IL MERCATO DEL CARBONIO FORESTALE IL CONTESTO INTERNAZIONALE E NAZIONALE L United Nations Framework

Dettagli

OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI

OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI G. Papadakis, P. Tsamis, S. Kyritsis Department of Agricultural Engineering, Agricultural University of Athens, Greece Data: 13 gennaio

Dettagli

CONTATTI: LEZIONE 2 LEZIONE 2 costanti@uniroma3.it

CONTATTI: LEZIONE 2 LEZIONE 2 costanti@uniroma3.it CRESCITA ECONOMICA, COMMERCIO INTERNAZIONALE E AMBIENTE NATURALE: DINAMICHE E INTERAZIONI Valeria Costantini CONTATTI: LEZIONE 2 LEZIONE 2 costanti@uniroma3.it 1 CAMBIAMENTO CLIMATICO E PROTOCOLLO DI KYOTO

Dettagli

Microclima, indicatori di vivibilità e sostenibilità ambientale. Lunedì 16 marzo 2015, Firenze

Microclima, indicatori di vivibilità e sostenibilità ambientale. Lunedì 16 marzo 2015, Firenze Microclima, indicatori di vivibilità e sostenibilità ambientale Lunedì 16 marzo 2015, Firenze IL DIPARTIMENTO DIpartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'ambiente (DISPAA) Dipartimento

Dettagli

L Azienda. Corporate Climate Responsibilty Obiettivi, Costi e Benefici. Fatturato: 2010: 120 Mio 2011: 135 Mio 2012: 27 Mio 2013: 300 Mio.

L Azienda. Corporate Climate Responsibilty Obiettivi, Costi e Benefici. Fatturato: 2010: 120 Mio 2011: 135 Mio 2012: 27 Mio 2013: 300 Mio. Corporate Climate Responsibilty Obiettivi, Costi e Benefici Andrea Ronchi Business Development Manager Torino, 4 Dicembre 2013 www.ecoway.it Member of: EcoWay L Azienda Anno di costituzione: 2003 Prima

Dettagli

Difendiamo il nostro bene più prezioso: la Terra

Difendiamo il nostro bene più prezioso: la Terra Difendiamo il nostro bene più prezioso: la Terra Schema di documento di posizione del sistema rurale italiano rispetto alle politiche internazionali sul clima La situazione italiana Complessivamente l

Dettagli

VER: VOLUNTARY EMISSION REDUCTION

VER: VOLUNTARY EMISSION REDUCTION VER: VOLUNTARY EMISSION REDUCTION La VER è un azione volontaria che ha lo scopo di ridurre la propria impronta di carbonio (CO2), principale causa dell effetto serra. La VER viene attivata da Aziende sensibili

Dettagli

Nel 2050, secondo l Ipcc (1999), il

Nel 2050, secondo l Ipcc (1999), il Effetto serra ad alta quota di Leonardo Massai* altri inquinanti dei trasporti aerei nazionali e internazionali. Inoltre, secondo quanto deciso dal comitato esecutivo per il Clean Development Mechanism

Dettagli

Il Cambiamento Climatico: quali accordi a Copenhagen?

Il Cambiamento Climatico: quali accordi a Copenhagen? TERRITORI 09, COP15: Il clima che verrà 4 Dicembre 2009, RidottoRemondini Contenuti! Cambiamento Climatico: basi scientifiche Il Cambiamento Climatico: quali accordi a Copenhagen?! Iniziative Internazionali:

Dettagli

IL CONTRIBUTO DELLA TERMOVALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ALLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS CLIMALTERANTI

IL CONTRIBUTO DELLA TERMOVALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ALLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS CLIMALTERANTI IL CONTRIBUTO DELLA TERMOVALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ALLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS CLIMALTERANTI F.Cotana, F.Asdrubali, L.Frezzini Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università

Dettagli

Protocollo di Kyoto 1988 IPCC 1992 UN Framework Convention on Climate Change http://unfccc.int protocollo di Kyoto

Protocollo di Kyoto 1988 IPCC 1992 UN Framework Convention on Climate Change http://unfccc.int protocollo di Kyoto Protocollo di Kyoto Nel 1988 Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) gruppo intergovernativo indipendente, informa l opinione pubblica e i politici sui progressi della ricerca sul cambiamento

Dettagli

2. Gli impegni dell Italia per la riduzione delle emissioni

2. Gli impegni dell Italia per la riduzione delle emissioni 2. Gli impegni dell Italia per la riduzione delle emissioni Nel quadro delle disposizioni stabilite dalla Conferenza di Kyoto, riconoscendo la coerenza e la validità degli orientamenti programmatici comunitari

Dettagli

Tematica Argomento Docente. Elementi di diritto ambientale: quadro normativo internazionale, comunitario, nazionale legislativi inquadramento generale

Tematica Argomento Docente. Elementi di diritto ambientale: quadro normativo internazionale, comunitario, nazionale legislativi inquadramento generale Tematica Argomento Docente Parte prima: Elementi di diritto ambientale: quadro normativo internazionale, comunitario, nazionale Avv. Alessandra inquadramento generale Emissioni in atmosfera: quadro normativo

Dettagli

Cosa è il protocollo di Kyoto?

Cosa è il protocollo di Kyoto? Cosa è il protocollo di Kyoto? (in vigore dal 16 febbraio 2005) Paolo Baggio OBIETTIVO del protocollo Lottare contro i cambiamenti climatici con un'azione internazionale mirante a ridurre le emissioni

Dettagli

I meccanismi flessibili per la riduzione dei gas serra: il progetto Desair

I meccanismi flessibili per la riduzione dei gas serra: il progetto Desair I meccanismi flessibili per la riduzione dei gas serra: il progetto Desair Edoardo Croci IEFE - Università Bocconi FUTURO SOSTENIBILE: AZIONI E STRUMENTI Conferenza programmatica DG Qualità dell ambiente

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA Facoltà di Agraria. MASTER di II Livello

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA Facoltà di Agraria. MASTER di II Livello UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA Facoltà di Agraria MASTER di II Livello NUOVE PROFESSIONI: L AMBIENTE COME OPPORTUNITÀ Direttore: Prof. Riccardo Valentini, DISAFRI, Facoltà di Agraria Coordinatore:

Dettagli

L applicazione del Protocollo di Kyoto: bilancio e verifica dei gas serra nelle pubbliche amministrazioni

L applicazione del Protocollo di Kyoto: bilancio e verifica dei gas serra nelle pubbliche amministrazioni L applicazione del Protocollo di Kyoto: bilancio e verifica dei gas serra nelle pubbliche amministrazioni Michela Gallo Bologna, 26 novembre 2007 1 Primati del RINA Il RINA, da sempre promotore di schemi

Dettagli

Emissions trading: funzionamento, aspetti normativi e contrattuali 22/04/2010

Emissions trading: funzionamento, aspetti normativi e contrattuali 22/04/2010 Emissions trading: funzionamento, aspetti normativi e contrattuali 22/04/2010 1 Quadro normativo di riferimento (i) Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici adottata a New York

Dettagli

1.! Creazione mercato volontario del carbonio! attori! best practices. 2.! Integrazione con le politiche agro-forestali

1.! Creazione mercato volontario del carbonio! attori! best practices. 2.! Integrazione con le politiche agro-forestali Cambiamento climatico, Opere infrastrutturali e Pianificazione territoriale: ruolo delle foreste e della rivegetazione nella compensazione ecologica Cinema Teatro Pascutto, S.Stino di Livenza 29 Ottobre

Dettagli

Emission Trading Scheme (ETS) a livello locale

Emission Trading Scheme (ETS) a livello locale Emission Trading Scheme (ETS) a livello locale Tokyo Cap and Trade Program (TCTP) Progetto LAIKA Mid-term Conference Bologna, 3 Maggio 2012 Andrea Accorigi Dottorato IAPR andrea.accorigi@gmail.com 1 Indice

Dettagli

I nostri impegni per l ambiente

I nostri impegni per l ambiente I nostri impegni per l ambiente Il Sole e la Luna ha scelto di impegnarsi quotidianamente per l ambiente, puntando sull eccellenza ambientale del marchio Ecolabel europeo per ridurre gli impatti generati

Dettagli

carbon balance drafting and new resources management tools according to kyoto protocol

carbon balance drafting and new resources management tools according to kyoto protocol info@carbonpro.org www.carbonpro.org carbon balance drafting and new resources management tools according to kyoto protocol bilancio del carbonio e nuovi strumenti per la gestione delle risorse in accordo

Dettagli

L agricoltura e la riduzione delle emissioni di gas serra

L agricoltura e la riduzione delle emissioni di gas serra L agricoltura e la riduzione delle emissioni di gas serra Franco Miglietta Istituto di Biometeorologia CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Firenze Energia, Industria Trasporti Mitigazione Riduzione delle

Dettagli

4.4 Energia. 4.4.1 Indicatori

4.4 Energia. 4.4.1 Indicatori 1 Rapporto sullo Stato dell Ambiente nel Comune di Padova - 2002 91 4.4 Energia Negli ultimi 10 anni le politiche energetiche italiane ed europee si sono indirizzate verso scenari legati alle diffusioni

Dettagli

Emissioni in impianti civili per il riscaldamento domestico

Emissioni in impianti civili per il riscaldamento domestico UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE E AMBIENTALI Emissioni in impianti civili per il riscaldamento domestico R. Gubiani, G.Pergher, D. Dell Antonia, D. Maroncelli Convegno Nazionale

Dettagli

SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI

SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI 8. SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE

Dettagli

Piani forestali aziendali per la valorizzazione dei crediti di carbonio (FORCREDIT) PROPOSTA PROGETTUALE

Piani forestali aziendali per la valorizzazione dei crediti di carbonio (FORCREDIT) PROPOSTA PROGETTUALE Piani forestali aziendali per la valorizzazione dei crediti di carbonio (FORCREDIT) PROPOSTA PROGETTUALE Dicembre 2011 FC Sintesi Nella prospettiva dello sviluppo di una domanda volontaria di crediti forestali

Dettagli

Direttiva 2003/87/CE EMISSION TRADING. che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità

Direttiva 2003/87/CE EMISSION TRADING. che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità Direttiva 2003/87/CE EMISSION TRADING che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità Il Protocollo di Kyoto: obiettivi per l Europa e per l Italia

Dettagli

ANALISI DELL APPLICAZIONE DEL CLEAN DEVELOPMENT MECHANISM ED APPROFONDIMENTO SU PROGETTI DESTINATI A PAESI AFRICANI CON CASO STUDIO

ANALISI DELL APPLICAZIONE DEL CLEAN DEVELOPMENT MECHANISM ED APPROFONDIMENTO SU PROGETTI DESTINATI A PAESI AFRICANI CON CASO STUDIO ANALISI DELL APPLICAZIONE DEL CLEAN DEVELOPMENT MECHANISM ED APPROFONDIMENTO SU PROGETTI DESTINATI A PAESI AFRICANI CON CASO STUDIO Giovanni Maiocchi UNIVERSITÀ DI PAVIA FACOLTÀ DI INGEGNERIA 2008-4- 2

Dettagli

Piccole comunità sostenibili per l energia: best practices e modelli di sviluppo locali

Piccole comunità sostenibili per l energia: best practices e modelli di sviluppo locali Piccole comunità sostenibili per l energia: best practices e modelli di sviluppo locali Workshop rivolto ai Comuni beneficiari del progetto Alterenergy Udine, 30 maggio 2013 Sala Pasolini Silvia Stefanelli,

Dettagli

Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose

Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose Dagli incentivi del prossimo P.S.R. al greening della nuova PAC Relatore: Dott. Alessandro Pasini Una nuova agricoltura compatibile con

Dettagli

PROGETTO ENERGIE RINNOVABILI FOTOVOLTAICO MINIEOLICO BIOMASSE

PROGETTO ENERGIE RINNOVABILI FOTOVOLTAICO MINIEOLICO BIOMASSE PROGETTO ENERGIE RINNOVABILI FOTOVOLTAICO MINIEOLICO BIOMASSE 1 In ingegneria energetica con il termine energie rinnovabili si intendono quelle forme di energia generate da fonti di energia che per loro

Dettagli

Urbanistica ed Adattamento: le prime esperienze Italiane

Urbanistica ed Adattamento: le prime esperienze Italiane La Rete che vogliamo Agende 21 Locali Italiane Comune di Padova 20 Settembre 2013 Urbanistica ed Adattamento: le prime esperienze Italiane Francesco Musco, Iuav Venezia climatechange@iuav.it Insediamenti

Dettagli

Limitare la Water e la Carbon Footprint: un impegno verso l ambiente

Limitare la Water e la Carbon Footprint: un impegno verso l ambiente Limitare la Water e la Carbon Footprint: un impegno verso l ambiente 05 Aprile 2013 Contenuti Carbon Footprint delle organizzazioni e di prodotto (ISO 14064 e PAS 2050/ISO 14067) Misurare l importa idrica

Dettagli

Possibilità e limiti degli accordi volontari per la compensazione della CO 2

Possibilità e limiti degli accordi volontari per la compensazione della CO 2 Possibilità e limiti degli accordi volontari per la compensazione della CO 2 1 Raoul Romano-2011 Insieme all'impegno assunto dalle istituzioni nazionali e internazionali per il contenimento dell'effetto

Dettagli

Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi

Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi Franco Licini Direzione opere pubbliche, difesa del suolo, economia montana e foreste Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi IL VALORE DEL BOSCO PER IL PAESAGGIO Giovedì

Dettagli

Liceo Scientifico Palli Classe II B Analisi ambiente e gestione del territorio. Monitoraggio della qualità dell aria dell ARPA 22 ottobre 2013

Liceo Scientifico Palli Classe II B Analisi ambiente e gestione del territorio. Monitoraggio della qualità dell aria dell ARPA 22 ottobre 2013 Liceo Scientifico Palli Classe II B Analisi ambiente e gestione del territorio. Monitoraggio della qualità dell aria dell ARPA 22 ottobre 2013 Torgnon si trova nel nord-est della Valle d Aosta a 2070 metri

Dettagli

BETTER GROWTH, BETTER CLIMATE

BETTER GROWTH, BETTER CLIMATE BETTER GROWTH, BETTER CLIMATE The New Climate Economy Report EXECUTIVE SUMMARY La Commissione Mondiale per l Economia ed il Clima fu istituita per esaminare se sia possible ottenere una crescita economica

Dettagli

Euro I - 91/542/EEC Stage I Euro II - 91/542/EEC Stage II

Euro I - 91/542/EEC Stage I Euro II - 91/542/EEC Stage II Premessa Le valutazioni che seguono si riferiscono alla prescrizione n. 6 del Decreto di compatibilità ambientale che, in relazione agli ossidi di Azoto, prescrive che venga valutata l efficacia di fasce

Dettagli

l uso degli elementi naturali nel controllo delle condizioni climatiche di un sito IL CONTROLLO DELLA RADIAZIONE SOLARE

l uso degli elementi naturali nel controllo delle condizioni climatiche di un sito IL CONTROLLO DELLA RADIAZIONE SOLARE facoltà di architettura di genova_docente_andrea giachetta corso di progettazione bioclimatica - modulo: sostenibilità ambientale l uso degli elementi naturali nel controllo delle condizioni climatiche

Dettagli

Enti Locali Resilienti: La normativa UE 20-20-20 e Roadmap 2050. Elaborazione a cura di: Piero Pelizzaro Kyoto Club 1

Enti Locali Resilienti: La normativa UE 20-20-20 e Roadmap 2050. Elaborazione a cura di: Piero Pelizzaro Kyoto Club 1 Enti Locali Resilienti: La normativa UE 20-20-20 e Roadmap 2050 Elaborazione a cura di: Piero Pelizzaro Kyoto Club 1 Negli ultimi anni diversi comuni hanno sperimentato attività volte alla riduzione delle

Dettagli

Il Ruolo degli Enti locali nel quadro degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Giuseppe (Beppe) Gamba Kyoto Club - GdL Enti Locali

Il Ruolo degli Enti locali nel quadro degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Giuseppe (Beppe) Gamba Kyoto Club - GdL Enti Locali Il Ruolo degli Enti locali nel quadro degli obiettivi del Protocollo di Kyoto Giuseppe (Beppe) Gamba Kyoto Club - GdL Enti Locali PROBLEMATICHE ENERGETICHE ECONOMICHE ED AMBIENTALI SCENARI INTERNAZIONALI

Dettagli

Il Protocollo di Kyoto. volontari

Il Protocollo di Kyoto. volontari Il Protocollo di Kyoto I Meccanismi obbligatori e volontari Il Protocollo di Kyoto Firmato nel 1997 Ratificato da 153 paesi Entrato in vigore il 16 febbraio 2005 A livello globale 5,2% rispetto al 90 Il

Dettagli

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Energia deriva dalla parola greca energheia che significa attività. Nei tempi antichi il termine energia venne usato per indicare forza, vigore, potenza

Dettagli

Prospettive dell efficienza energetica e rinnovabili termiche Roma 7 Febbraio 2013. Gestione forestale e biomasse termiche Vito Pignatelli

Prospettive dell efficienza energetica e rinnovabili termiche Roma 7 Febbraio 2013. Gestione forestale e biomasse termiche Vito Pignatelli Prospettive dell efficienza energetica e rinnovabili termiche Roma 7 Febbraio 2013 Gestione forestale e biomasse termiche Vito Pignatelli Solare 11% Consumi finali di energia da fonti rinnovabili in Italia

Dettagli

IIS Giovanni Dalmasso VIA CLAVIERE, 10 PIANEZZA(TO)

IIS Giovanni Dalmasso VIA CLAVIERE, 10 PIANEZZA(TO) IIS Giovanni Dalmasso VIA CLAVIERE, 10 PIANEZZA(TO) Calcolo Carbon Footprint personale A.S. 2014-2015 Allievo: Stefano Tarizzo 1 INDICE Cap. 1 Definizione di Carbon Footprint pag. 3 Tab. 1 pag. 3 Cap.

Dettagli

FUNZIONE TERMICA DELLE PARETI RIVESTITE DI EDERA

FUNZIONE TERMICA DELLE PARETI RIVESTITE DI EDERA FUNZIONE TERMICA DELLE PARETI RIVESTITE DI EDERA Liao Zaiyi, J.L. Niu Department of Building Services Engineering, The Hong Kong Polytechnic University, Hunghum, Kowloon, Hong Kong. Introduzione Questa

Dettagli

ANNO SCOLASTICO ANNO SCOLASTICO 2012 2013. LEZIONE n. 3 ENERGIE RINNOVABILI 1

ANNO SCOLASTICO ANNO SCOLASTICO 2012 2013. LEZIONE n. 3 ENERGIE RINNOVABILI 1 ANNO ANNO SCOLASTICO SCOLASTICO 2012 2013 2012 2013 1 INDICE DEGLI ARGOMENTI 1. Energie rinnovabili caratteristiche energia eolica energia idrica energia elettrica energia geotermica biomassa energia solare

Dettagli

Quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra relativi alla 3ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SU DECRESCITA, SOSTENIBILITA ED

Quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra relativi alla 3ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SU DECRESCITA, SOSTENIBILITA ED Quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra relativi alla 3ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SU DECRESCITA, SOSTENIBILITA ED EQUITA SOCIALE Introduzione La Carbon Footprint misura

Dettagli

Stima del patrimonio di carbonio forestale e rurale: le prospettive per la Regione Sardegna

Stima del patrimonio di carbonio forestale e rurale: le prospettive per la Regione Sardegna Lotta ai Cambiamenti Climatici: Il Ruolo delle Aree Agro-Forestali Cagliari, 27 Febbraio 2007 Stima del patrimonio di carbonio forestale e rurale: le prospettive per la Regione Sardegna Donatella Spano

Dettagli

ISPRA - L Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Vitaliano Brancati, 48 00144 Roma www.isprambiente.it

ISPRA - L Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Vitaliano Brancati, 48 00144 Roma www.isprambiente.it 2 L Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), le Agenzie Regionali per la Protezione dell'ambiente (ARPA), le Agenzie Provinciali per la Protezione dell'ambiente (APPA) e le

Dettagli

Biocarburanti: un alternativa sostenibile?

Biocarburanti: un alternativa sostenibile? Biocarburanti: un alternativa sostenibile? Annalisa Zezza Istituto Nazionale di Economia Agraria zezza@inea.it Torvergata Roma 27 NOVEMBRE 2008 Il contesto aumento del prezzo dell energia e della dipendenza

Dettagli

Esperienze di recupero a fini energetici delle biomasse di provenienza agricola

Esperienze di recupero a fini energetici delle biomasse di provenienza agricola Esperienze di recupero a fini energetici delle biomasse di provenienza agricola Silvia Silvestri Centro Sperimentale - Unità Biomasse ed energia rinnovabile FONDAZIONE EDMUND MACH ISTITUTO AGRARIO DI SAN

Dettagli

IL PROJECT LEASING. per. IMPIANTI di COGENERAZIONI ALIMENTATI DA BIOMASSA

IL PROJECT LEASING. per. IMPIANTI di COGENERAZIONI ALIMENTATI DA BIOMASSA IL PROJECT LEASING per IMPIANTI di COGENERAZIONI ALIMENTATI DA BIOMASSA NUOVE opportunità di sviluppo PER LA TUA IMPRESA nel settore dell Energia 1 GLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE La cogenerazione, CHP (Combined

Dettagli

Aziende italiane: emissioni di CO 2 in forte calo nel 2013

Aziende italiane: emissioni di CO 2 in forte calo nel 2013 AZIENDE ED EMISSIONI DI C0 2 EcoWay - primo operatore italiano attivo nella gestione e nel trading dei certificati di CO 2 - presenta il Report emissioni 2013 1 di gas serra delle aziende italiane sottoposte

Dettagli

Filiera del Legno & Energia Distribuita GAMATEC SA

Filiera del Legno & Energia Distribuita GAMATEC SA Filiera del Legno & Energia Distribuita GAMATEC SA Introduzione Il termine filiera legno-energia indica un insieme organizzato di fattori di produzione, trasformazione, trasporto e utilizzazione del legno

Dettagli

Emission trading e settore elettrico; considerazioni elementari

Emission trading e settore elettrico; considerazioni elementari Emission trading e settore elettrico; considerazioni elementari Dal primo gennaio del 2005 per importanti attività produttive, tra le quali la generazione termoelettrica, le strategie di produzione devono

Dettagli

FABIO FONDATORI MARKETING MANAGER GIORGIO TESI GROUP

FABIO FONDATORI MARKETING MANAGER GIORGIO TESI GROUP CITTA STORICHE E CITTA VERDI: UN RAPPORTO DIFFICILE FABIO FONDATORI MARKETING MANAGER GIORGIO TESI GROUP LA CITTA IDEALE Un insediamento urbano - progettato o solo immaginato, in rari casi messo in pratica

Dettagli

PROGETTO BIT-Air Focus Group sulla Gestione della Qualità dell Aria negli Enti Locali

PROGETTO BIT-Air Focus Group sulla Gestione della Qualità dell Aria negli Enti Locali Focus Group sulla Gestione della Qualità dell Aria negli Enti Locali EMERGENZA SMOG: QUADRO NORMATIVO, RESPONSABILITÀ, COMPETENZE E STRATEGIE DEGLI ENTI LOCALI Brindisi,18 marzo 2010 Paolo Lecca lecca@ea.ancitel.it

Dettagli

Ing. Francesco Bazzoffi

Ing. Francesco Bazzoffi IL MERCATO DELLE EMISSIONI DI CO 2 IN ITALIA E LE POSSIBILITÀ OFFERTE DAI MECCANISMI FLESSIBILI DEL PROTOCOLLO DI KYOTO Ing. Francesco Bazzoffi Firenze, 27 ottobre 2009 1 Il Progetto SETatWork (Sustainable

Dettagli

GHERL. GreenHouse Effect Reduction from Landfill

GHERL. GreenHouse Effect Reduction from Landfill LIFE ENVIRONMENT PROJECT LIFE05-ENV/IT/000874 GreenHouse Effect Reduction from Landfill Dipartimento di Energetica "Sergio Stecco", Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Scienze e Tecnologie

Dettagli

La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà

La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà COpertina Esempio:Layout 1 30-04-2009 13:04 Pagina 1 La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà Bastioni di Porta Volta, 7 20121 Milano Tel.: 02/29003018 Fax: 02/29003396 Viale Pasteur, 10 00144 Roma Tel.: 06/5919131

Dettagli

King County, Washington

King County, Washington CITTA' E CAMBIAMENTI CLIMATICI : Misure, Politiche, Strumenti King County, Washington Climate Change Plan Alessandro Penzo n mat: 272307 Inquadramento geografico Evoluzione delle politiche climatiche...

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

GLI ACCORDI VOLONTARI PER LA COMPENSAZIONE DELLA CO 2 INDAGINE CONOSCITIVA PER IL SETTORE FORESTALE IN ITALIA

GLI ACCORDI VOLONTARI PER LA COMPENSAZIONE DELLA CO 2 INDAGINE CONOSCITIVA PER IL SETTORE FORESTALE IN ITALIA GLI ACCORDI VOLONTARI PER LA COMPENSAZIONE DELLA CO 2 INDAGINE CONOSCITIVA PER IL SETTORE FORESTALE IN ITALIA QUADERNO 2 ISTITUTO NAZIONALE DI ECONOMIA AGRARIA GLI ACCORDI VOLONTARI PER LA COMPENSAZIONE

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

Abbiamo un modo più verde di stampare i tuoi documenti.

Abbiamo un modo più verde di stampare i tuoi documenti. Abbiamo un modo più verde di stampare i tuoi documenti. Simitri con Biomasse Simitri HD con Biomasse Il toner Simitri di Konica Minolta compie 10 anni Konica Minolta quest anno celebra un importante ricorrenza:

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Le decisioni di Kyoto

Le decisioni di Kyoto Il protocollo di Kyoto Pagina 1 di 10 Le decisioni di Kyoto Vincenzo Ferrara (ENEA, Dipartimento Ambiente) 1. Introduzione La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, (la cui sigla

Dettagli

Obiettivi (Progetto esecutivo)

Obiettivi (Progetto esecutivo) Programma delle Ricerche Strategiche 2004/2005 Produzione e uso razionale e sostenibile dell energia - Parte III Project leader: Alessandro Colombo Emission trading in Lombardia: Studio per una ipotesi

Dettagli

Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale. Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano

Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale. Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano L effetto serra I principali gas serra (oltre al vapore acqueo) Gas serra Anidride carbonica

Dettagli

Applicazione dell Allegato Energetico al Regolamento Edilizio. Riqualificazione energetica del parco edilizio privato

Applicazione dell Allegato Energetico al Regolamento Edilizio. Riqualificazione energetica del parco edilizio privato Scheda R Azione R.1 Fabbisogni energetici dell edilizia residenziale esistente Applicazione dell Allegato Energetico al Regolamento Edilizio. Riqualificazione energetica del parco edilizio privato Obiettivi

Dettagli

Combustione energia termica trasmissione del calore

Combustione energia termica trasmissione del calore Scheda riassuntiva 6 capitoli 3-4 Combustione energia termica trasmissione del calore Combustibili e combustione Combustione Reazione chimica rapida e con forte produzione di energia termica (esotermica)

Dettagli

AGRICOLTURA E CLIMA Bruxelles 30 settembre 2009

AGRICOLTURA E CLIMA Bruxelles 30 settembre 2009 AGRICOLTURA E CLIMA Bruxelles 30 settembre 2009 PREMESSA I cambiamenti climatici in corso impongono un inderogabile impegno ad intraprendere tutti gli interventi possibili per ripristinare condizioni di

Dettagli

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER)

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Maurizio Gualtieri ENEA UTTS 0161-483370 Informazioni: eventienea_ispra@enea.it 14 maggio 2014 - ISPRA Sommario

Dettagli

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti L EUROPA E LE RISORSE AMBIENTALI, ENERGETICHE E ALIMENTARI BOLOGNA, 16 MARZO 2015 LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA Silva Marzetti Scuola di Economia, Management e Statistica Università

Dettagli

2 ARGOMENTI INTRODUTTIVI... 3 3 EMISSION TRADING EUROPEO... 6 4 IL REGISTRO NAZIONALE DELLE QUOTE E DELLE EMISSIONI...10

2 ARGOMENTI INTRODUTTIVI... 3 3 EMISSION TRADING EUROPEO... 6 4 IL REGISTRO NAZIONALE DELLE QUOTE E DELLE EMISSIONI...10 2 ARGOMENTI INTRODUTTIVI... 3 2.1 IL PROTOCOLLO DI KYOTO... 3 2.2 LE UNITÀ DI KYOTO... 4 3 EMISSION TRADING EUROPEO... 6 3.1 LA DIRETTIVA EMISSION TRADING (ET)... 6 3.2 I SETTORI INDUSTRIALI REGOLATI DALLA

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI AGRARIA Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali TESI DI LAUREA IN: TECNOLOGIE FORESTALI ED AMBIENTALI URBAN FORESTRY E STIMA DEL CARBONIO: ANALISI DI

Dettagli

Impianto di cogenerazione a biomassa legnosa

Impianto di cogenerazione a biomassa legnosa Impianto di cogenerazione a biomassa legnosa Integrazione fra la produzione della biomassa ed il suo riutilizzo a fini energetici Massarosa, 8 novembre 2013 Ing. Simone Bonari P&I srl 09/11/2013 Comune

Dettagli

COS.MO. COSTRUZIONI S.P.A.

COS.MO. COSTRUZIONI S.P.A. COS.MO. COSTRUZIONI S.P.A. Via Gorizia 76 38122 TRENTO tel. 0461 932330 fax. 0461 933241 e-mail: info@cosmocostruzioni.it Cos è l energia? I fisici definiscono l'energia come la capacità di compiere un

Dettagli

IL PIANO DI AZIONE PER L ENERGIA SOSTENIBILE. Stili di vita, consumi e mobilità urbana. 1 sessione del Tavolo di lavoro

IL PIANO DI AZIONE PER L ENERGIA SOSTENIBILE. Stili di vita, consumi e mobilità urbana. 1 sessione del Tavolo di lavoro IL PIANO DI AZIONE PER L ENERGIA SOSTENIBILE Stili di vita, consumi e mobilità urbana 1 sessione del Tavolo di lavoro COS È IL PAES Impegno volontario e unilaterale per contribuire al superamento degli

Dettagli

STOCK DI CARBONIO NEI SUOLI REGIONALI

STOCK DI CARBONIO NEI SUOLI REGIONALI PROGETTO KYOTO RICERCA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI E IL CONTROLLO DEI GAS SERRA IN LOMBARDIA - III annualità Unità operativa 3 (GS3) Linea Stima e mappatura dei C-sinks e C-stock STOCK DI CARBONIO NEI SUOLI

Dettagli

IL MECCANISMO VIRTUOSO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO (in vigore dal 16 febbraio 2005)

IL MECCANISMO VIRTUOSO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO (in vigore dal 16 febbraio 2005) EFFETTO SERRA IL MECCANISMO VIRTUOSO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO (in vigore dal 16 febbraio 2005) OBIETTIVO: RIDUZIONE, DA PARTE DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI, DELLE EMISSIONI DI ELEMENTI INQUINANTI (GAS SERRA)IN

Dettagli

Il Protocollo di Kyoto e fonti di energia alternativa Storia, significati e prospettive

Il Protocollo di Kyoto e fonti di energia alternativa Storia, significati e prospettive Il Protocollo di Kyoto e fonti di energia alternativa Storia, significati e prospettive In collaborazione con Laura Palomba I CAMBIAMENTI CLIMATICI ED IL PROTOCOLLO DI KYOTO L effetto serra è un fenomeno

Dettagli

Le politiche e la normativa Europea sulle Energie Rinnovabili e Carbon Neutrality: sfide e opportunità Antonio Ballarin Denti

Le politiche e la normativa Europea sulle Energie Rinnovabili e Carbon Neutrality: sfide e opportunità Antonio Ballarin Denti Le politiche e la normativa Europea sulle Energie Rinnovabili e Carbon Neutrality: sfide e opportunità Antonio Ballarin Denti Fondazione Lombardia per l Ambiente Milano, 26 giugno 2014 Emissioni annuali

Dettagli

Clima e il Protocollo di Kyoto Approfondimenti

Clima e il Protocollo di Kyoto Approfondimenti Clima e il Protocollo di Kyoto Approfondimenti BIOSOST BIOSOST di Roberta Di Monte 12/10/2013 C'è un piacere nei boschi senza sentieri, c'è un'estasi sulla spiaggia desolata, c'è vita, laddove nessuno

Dettagli

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI MANIFESTO PER L ENERGIA SOSTENIBILE DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI COSTRUISCI CON NOI UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE PER L ITALIA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. FINALITà Favorire la

Dettagli

Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima

Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima La Coalizione Italiana per il Clima chiede che dalla COP21 di Parigi scaturisca un accordo equo, legalmente vincolante, che consenta di limitare il riscaldamento

Dettagli

Università Carlo Cattaneo - LIUC Corso di Laurea di Ingegneria Gestionale

Università Carlo Cattaneo - LIUC Corso di Laurea di Ingegneria Gestionale Università Carlo Cattaneo - LIUC Corso di Laurea di Ingegneria Gestionale Percorso di eccellenza in Energy Management Emission Trading: dal Protocollo di Kyoto verso Copenhagen Fabio Di Benedetto Castellanza,

Dettagli

Radiazione i solare e ambiente urbano

Radiazione i solare e ambiente urbano Radiazione i solare e ambiente urbano L isola di calore urbana Uso di pannelli: effetti positivi e qualche problema L effetto della vegetazione Bilancio energetico complessivo Esempi L isola di calore

Dettagli

Un anno dopo Rio+20 Rilanciare la crescita con la Green Economy Edoardo Croci edoardo.croci@unibocconi.it Milano, 16 settembre 2013

Un anno dopo Rio+20 Rilanciare la crescita con la Green Economy Edoardo Croci edoardo.croci@unibocconi.it Milano, 16 settembre 2013 Un anno dopo Rio+20 Rilanciare la crescita con la Green Economy Edoardo Croci edoardo.croci@unibocconi.it Milano, 16 settembre 2013 Relazione fra ambiente e sistema economico Principali cause dell insostenibilità

Dettagli

DECISIONI ADOTTATE CONGIUNTAMENTE DAL PARLAMENTO EUROPEO E DAL CONSIGLIO

DECISIONI ADOTTATE CONGIUNTAMENTE DAL PARLAMENTO EUROPEO E DAL CONSIGLIO L 140/136 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 5.6.2009 DECISIONI ADOTTATE CONGIUNTAMENTE DAL PARLAMENTO EUROPEO E DAL CONSIGLIO DECISIONE N. 406/2009/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

TRONCHETTI E PELLET DI LEGNO

TRONCHETTI E PELLET DI LEGNO TRONCHETTI E PELLET DI LEGNO UNI EN ISO 14001:2004 CERTIQUALITY È MEMBRO DELLA FEDERAZIONE CISQ SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE CERTIFICATO produttore di pellet dal 1994 Fondata nel 1969, La TiEsse di Cimadolmo

Dettagli

www.progettoscer.it PROGETTO PILOTA per Poli Industriali PRIMO in ITALIA

www.progettoscer.it PROGETTO PILOTA per Poli Industriali PRIMO in ITALIA nuovo S istema di C limatizzazione di edifici artigianali in ambito urbano basato sulle fonti Energetiche Rinnovabili PROGETTO PILOTA per Poli Industriali PRIMO in ITALIA www.progettoscer.it Il progetto

Dettagli

COSTI E REALIZZAZIONE IMPIANTO DI 200 KW

COSTI E REALIZZAZIONE IMPIANTO DI 200 KW COSTI E REALIZZAZIONE IMPIANTO DI 200 KW L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI PIROGASSIFICAZIONE PER LO SVILUPPO DI UN ATTIVITA ECOSOSTENIBILE NELL OTTICA DELL EFFICIENZA ENERGETICA E DELL AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Dettagli