HISTORIC URBAN LANDSCAPES. Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "HISTORIC URBAN LANDSCAPES. Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano"

Transcript

1 HISTORIC URBAN LANDSCAPES Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano 129

2 130

3 United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization IL documento consta di una prima stesura (23/08/2010) delle raccomandazioni relative ai Paesaggi Storici Urbani seguenti la Risoluzione 42/35C della Conferenza Generale ed in conformità con il regolamento in materia di raccomandazioni agli Stati Membri e delle Convenzioni internazionali di cui ai termini dell Art. IV, paragrafo 4 della costituzione La stesura finale è costituita dal documento: «Proposte relative l'opportunità di uno STRUMENTO NORMATIVO per i Paesaggi Storici Urbani (Conferenza Generale 36 a Sessione Parigi 2011) 36C/23 del 18 Agosto 2011» e dall Allegato: «UN NUOVO STRUMENTO INTERNAZIONALE: LE RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DALL UNESCO sul Paesaggio Urbano Storico (HUL) - Relazione al Comitato intergovernativo di esperti (UNESCO HQ, maggio 2011)» 131

4 Raccomandazioni concernenti il paesaggio storico urbano PREMESSA INTRODUZIONE I.DEFINIZIONE II. OPPORTUNITA ' E SCOMMESSE PER IL PATRIMONIO STORICO URBANO III. POLITICHE IV. STUMENTI V. RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITA, RICERCA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE VI. COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 132

5 Un nuovo strumento internazionale: la raccomandazione proposta dall UNESCO sul Paesaggio Storico Urbano Relazione preliminare INTRODUZIONE La conservazione del patrimonio urbano è una parte importante delle politiche contemporanee in materia di patrimonio. Per almeno mezzo secolo, le città storiche hanno acquisito un prestigio ineguagliato nella cultura e nella vita contemporanea, il prestigio è la qualità dell'ambiente costruito e la persistenza fisica del senso del luogo e la concentrazione di eventi artistici e storici che costituiva il nucleo dell'identità di un popolo. Infine - e questo non è il meno importante - queste città sono diventate icone del mondo culturale e delle località turistiche di indagine, offrendo a milioni di persone l'opportunità di sperimentare uno stile di vita di esperienze e conoscenze culturali diverse. Ma ciò significa che i professionisti della conservazione sono gli strumenti necessari per garantire la protezione a lungo termine dei valori urbani del centro storico? Purtroppo, se guardiamo le tendenze economiche e ambientali, è facile vedere il profilo di nuove minacce alla conservazione dei siti storici urbani, contro le quali mancano strumenti adeguati. 133

6 Un nuovo strumento internazionale: la raccomandazione proposta dall UNESCO sul Paesaggio Storico Urbano Relazione preliminare Poichè il ruolo economico e sociale della città storica si evolve nel tempo ed il suo uso e funzione sono sempre meno determinati dai suoi stessi abitanti, bensì da fattori di ordine mondiale quali il turismo o il settore immobiliare, la conservazione del patrimonio urbano è una dimensione nuova e deve essere rivista. Il primo decennio del ventunesimo secolo, ha già dimostrato le sfide emergenti per la conservazione del patrimonio storico urbano: la crescita e la migrazione della popolazione mondiale, l'esplosione del turismo nazionale e internazionale, l aumento della domanda di pacchetti turistici con forfaits specifici "storici" e pressioni sempre più forti per rivedere i piani di uso del suolo all'interno - in particolare all'aperto - il perimetro delle aree storiche protette. Mentre molti paesi hanno, nei decenni precedenti, stabilito leggi e regolamenti adeguati per la tutela delle aree urbane del centro storico, la sostenibilità delle iniziative pubbliche e private per la conservazione è ben lungi dall'essere dimostrata in un mondo in cui le risorse pubbliche disponibili per investimenti in politiche culturali sono rare e tese al ribasso. Gli strumenti attualmente a disposizione dei professionisti della conservazione nelle aree urbane sono relativamente grandi: è un sistema collaudato di principi accettati a livello internazionale di conservazione e riflesso negli statuti e nei principali strumenti giuridici internazionali, come ad esempio la World Heritage Convention del Inoltre, questo dispositivo è supportato da una vasta gamma di buone pratiche sviluppate nel corso di un secolo in contesti diversi che si basano su una pianificazione elaborata e un quadro normativo chiaro. 134

7 Un nuovo strumento internazionale: la raccomandazione proposta dall UNESCO sul Paesaggio Storico Urbano Relazione preliminare Tuttavia, questo dispositivo è spesso debole e sostanzialmente impotente agli odierni cambiamenti operanti nel mondo e sulla scena urbana, e che continueranno negli anni a venire. Numerose aree urbane storiche tra le più grandi in Europa, Asia e America Latina hanno perso le loro funzioni tradizionali e sono messe sotto pressione dal turismo e da altri agenti di trasformazione. Strumenti di pianificazione e strumenti giuridici in atto non sono sempre adeguati alle nuove sfide. I professionisti della conservazione dei siti urbani sono sempre più consapevoli del divario tra il mondo ideale delle "carte" e le realtà concrete, in particolare nelle imprese emergenti; in tal modo le invocano per lo sviluppo di nuovi principi, nuovi approcci e nuovi strumenti per far fronte a queste nuove sfide. 135

8 IL DIBATTITO INTERNAZIONALE Lista del patrimonio mondiale La Convenzione del Patrimonio Mondiale nel 1972, ha svolto un ruolo importante nel promuovere la conservazione del patrimonio storico urbano. Città storiche più importante categoria" 250 siti su un totale di 911 Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha dedicato notevoli sforzi per identificare le sfide della conservazione del patrimonio urbano e per formulare adeguate linee guida per orientare la politica. 136

9 IL DIBATTITO INTERNAZIONALE CONTESTO DI REVISIONE Nel 2005, un importante convegno si è tenuto a Vienna per discutere la questione e definire un nuovo approccio. Il documento è stato pubblicato dopo la conferenza, il "Memorandum di Vienna", come primo passo per sostenere l'azione del Comitato e rivedere le politiche di conservazione già esistenti. Da allora, un ampio dibattito si è attivato all'interno della comunità internazionale di professionisti della conservazione. Con il sostegno di Stati aderenti alla Convenzione del Patrimonio Mondiale, il Comitato del Patrimonio Mondiale e gli organi consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale, ICOMOS, ICCROM e l'iucn - il Centro del Patrimonio Mondiale ha avviato un processo di consultazione Regionale (chiuso a luglio 2011) per chiedere il parere di esperti su concetti, definizioni e approcci alla conservazione del patrimonio storico urbano. 137

10 IL DIBATTITO INTERNAZIONALE Attraverso Cinque incontri regionali di esperti Gerusalemme (giugno 2006) San Pietroburgo, Russia (gennaio 2007) Olinda, Brasile (novembre 2007) Zanzibar, Tanzania (novembre - dicembre 2009) Rio de Janeiro, Brasile (dicembre 2009) Si è sviluppata una riflessione sulla questione per definire i temi, gli approcci e gli strumenti Il Memorandum di Vienna del 2005 è stato ampiamente riconosciuto come piattaforma utile al dibattito. Tre incontri di orientamento presso la sede centrale dell UNESCO (settembre 2006, novembre 2008 e febbraio 2010) La Conferenza Generale dell'unesco ha approvato l elaborazione di un nuovo documento contenente raccomandazioni sul paesaggio storico urbano in vista della sua adozione nel

11 LA PROBLEMATICA I processi globali hanno un impatto diretto sulla identità, l'integrità visiva e il quadro generale delle città storiche e dei loro abitanti. Alcune città sono in crescita esponenziale, mentre altre stanno sperimentando un netto calo e sono profondamente ristrutturate in seguito all'evoluzione dei processi economici ed ai nuovi modelli di migrazione. Per affrontare questi problemi, le strategie urbane locali sono ora collocate al centro delle politiche di pianificazione e di sviluppo urbano. La crescente globalizzazione dell'economia sta cambiando radicalmente molte città contemporanee, a vantaggio di alcuni gruppi, emarginandone altri. In alcuni paesi, vi è stato un decentramento della pianificazione e uno spostamento verso approcci basati sul mercato. Risultato, alcune città si trovano esposte a nuove pressioni, anche a causa dei seguenti fattori: una rapida urbanizzazione minaccia lo spirito del luogo e l identità della comunità; lo sviluppo urbano incontrollato, mal concepito o mal realizzato; l'intensità e la velocità dei cambiamenti (cambiamenti climatici inclusi); uso non sostenibile delle risorse. 139

12 LA VIA DA SEGUIRE La maggior parte delle questioni legate alle sfide presenti e future sono state identificate, ma la nuova raccomandazione dovrebbe rispecchiare la diversità delle situazioni e delle fasi di sviluppo che caratterizzano le città storiche, all'interno delle regioni e da una regione all'altra. Un documento di portata universale integrerà necessariamente la diversità di approcci e sistemi di valori delle diverse culture, e definirà i concetti e gli strumenti che dovranno essere adeguati ai loro contesti specifici. La discussione passerà in rassegna gli aspetti fondamentali della conservazione del patrimonio urbano e, in particolare le seguenti opzioni: DOVE OPERARE E SU COSA Il sistema di valori e significati del patrimonio urbano La definizione di paesaggio storico urbano La gestione del cambiamento Uno sviluppo economico e sociale Strumenti aggiornati per la conservazione del patrimonio urbano 140

13 IL PROCESSO Ai sensi del Regolamento concernente le raccomandazioni agli Stati membri e le convenzioni internazionali previste dall Atto costitutivo dell'unesco, il Direttore Generale ha presentato una proposta alla Conferenza generale nella sua 35 a sessione in vista di preparare uno strumento normativo internazionale in materia di conservazione dei paesaggi storici urbani. Questo strumento dovrebbe essere istituito per rispondere alle nuove sfide che emergono nel campo della conservazione del patrimonio urbano dopo l'adozione delle ultime Raccomandazione UNESCO sul patrimonio, vale a dire la raccomandazione concernente la salvaguardia delle aree storiche e il loro ruolo nella vita contemporanea, dal Va notato che il nuovo strumento normativo proposto non sarà unicamente concentrato sulle Città Patrimonio Mondiale ma riguarderà più in generale tutte le città storiche. 141

14 IL PROCESSO Gli organi consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale con diverse organizzazioni professionali la Banca Mondiale la Banca Interamericana di Sviluppo(IDB) l Organizzazione di Cooperazione e di Sviluppo Economico (OCSE), l Unione Internazionale degli Architetti (UIA), l a Federazione Internazionale di Architettura del Paesaggio (IFLA), la Federazione Internazionale per l'edilizia, la Pianificazione Territoriale e Urbanistica (FIHUAT) L'Aga Khan Trust per la Cultura (AKTC), l'associazione Internazionale dei pianificatori (IAU), il Getty Conservation Institute (GCI), l'organizzazione delle Città Patrimonio Mondiale (dell'ocpm) l'associazione Internazionale per la valutazione d'impatto (IAIA) hanno contribuito al dibattito e al progetto dal titolo: UN-HABITAT 142

15 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO Premessa Considerato che le aree urbane storiche sono tra tutte le tipologie le più numerose e diverse del nostro patrimonio culturale Considerando anche che il patrimonio urbano è un elemento umano e sociale Considerato inoltre che l'urbanizzazione sta crescendo a una scala senza precedenti nella storia dell'umanità Constatando però che uno sviluppo rapido ed incontrollato trasforma i territori urbani ed il loro contesto, Considerato, pertanto, che al fine di sostenere la protezione del patrimonio naturale e culturale, si dovrebbe porre l accento sulle strategie di integrazione della conservazione del patrimonio urbano nel processo di sviluppo locale Ricordando che esiste un insieme di documenti normativi, tra cui le convenzioni, le raccomandazioni e le carte sul tema della conservazione delle aree storiche Constatando però che a causa della liberalizzazione degli scambi globali e del decentramento, oltre che il turismo di massa, lo sfruttamento commerciale del patrimonio e del cambiamento climatico, le condizioni sono cambiate e che le città subiscono oggi le nuove pressioni dello sviluppo e devono affrontare problemi sconosciuti dopo l'adozione della raccomandazione finale dell'unesco sugli insiemi storici nel 1976 Notando inoltre che il concetto di cultura e patrimonio, ed il modo di gestirli sono evoluti Desiderando di completare ed estendere l'applicazione delle norme e dei principi enunciati in questi strumenti internazionali Avendo recepito le proposte per il paesaggio storico urbano come un approccio alla conservazione del patrimonio urbano Avendo deciso, nella 35a sessione che tale questione debba assumere la forma di una raccomandazione agli Stati membri, 143

16 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO Premessa Adotta questa Raccomandazione: La Conferenza Generale raccomanda che gli Stati membri di applicare le disposizioni di cui sopra, adottando, in quanto legge nazionale o qualsiasi altra forma di misura volta a dare attuazione nei territori soggetti alla loro giurisdizione, alle norme ed ai principi enunciati in questa raccomandazione. La Conferenza Generale raccomanda agli Stati membri di portare questa raccomandazione all'attenzione dei governi nazionali, regionali e locali oltre alle istituzioni, dipartimenti o enti e associazioni interessati alla conservazione delle aree urbane storiche e del loro ambiente geografico allargato. La Conferenza Generale raccomanda agli Stati membri di riferire in merito alle date e in quale forma intenda adottare determinati provvedimenti per dare effetto alla presente raccomandazione. 144

17 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO INTRODUZIONE L introduzione del presente documento consta di 7 punti che vertono sostanzialmente sui seguenti indicatori: 1) Presa d atto sull entità delle migrazioni e loro rapporto con le aree urbane che svolgono il ruolo di motore di crescita e centri di innovazione e creatività 2) Esame dei rischi relativi all'urbanizzazione rapida e incontrollata 3) Presa d atto del concetto che il patrimonio urbano visto nei suoi elementi materiali e immateriali, sia una risorsa essenziale per migliorare la vivibilità delle aree urbane, le da gestire efficacemente 4) Il concetto di conservazione come strategia ampliandone l applicazione dal singolo monumento al contesto dei valori urbani 5) Ampliamento delle strategie di conservazione urbana del patrimonio verso più ampi obiettivi di sviluppo sostenibile globale 6) Presa d atto degli imperativi che guidano le politiche e la gestione delle varie parti interessate nel processo di sviluppo urbano. 7) Questa raccomandazione è basata su quattro precedenti raccomandazioni dell'unesco sulla conservazione del patrimonio, riconoscendo l'importanza e la validità dei concetti e principi che delineano la storia e la pratica della conservazione. 145

18 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO I. DEFINIZIONE 8. Il paesaggio storico urbano si occupa del territorio urbano conosciuto come una stratificazione storica di valori culturali e naturali, rispetto al concetto di "centro storico" o "associazione" per comprendere il contesto storico urbano più ampio oltre che il suo ambiente geografico. 146

19 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO I. DEFINIZIONE 9. Questo contesto più ampio comprende la topografia, la geomorfologia e le caratteristiche naturali del sito, l ambiente costruito, sia storico che contemporaneo, la sua superficie e le infrastrutture sotterranee, gli spazi verdi e giardini, i piani di utilizzo del territorio e l organizzazione lo spazio, il suo rapporto visivo e tutti gli altri componenti della struttura urbana. 10 Esso comprende anche le pratiche ed i valori culturali e sociali, i processi economici e le dimensioni del patrimonio immateriale come veicolo per la diversità e l'identità. 147

20 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO I. DEFINIZIONE 10. Questa definizione costituisce la base per un approccio globale per l'identificazione, la conservazione la gestione dei paesaggi storici urbani come parte della loro sostenibilità complessiva. mira a preservare la qualità dell'ambiente umano 11. L'approccio centrato sul paesaggio storico urbano migliorare la produttività degli spazi urbani integra gli obiettivi della conservazione del patrimonio urbano con quelli dello sviluppo socioeconomico. fonda su un rapporto equilibrato e sostenibile tra l'ambiente costruito e ambiente naturale. 148

21 RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL PAESAGGIO STORICO URBANO I. DEFINIZIONE 12. L'approccio centrato sul Paesaggio storico urbano ritiene la creatività culturale come un bene essenziale per lo sviluppo umano per lo sviluppo sociale ed economico fornisce gli strumenti per la gestione di trasformazione fisica e sociale per promuovere l'integrazione armonica degli interventi contemporanei. 13. L'approccio centrato sul Paesaggio storico urbano, s ispira alla tradizione delle comunità locali per promuovere il rispetto dei loro valori, pur riconoscendo le legittime preoccupazioni delle comunità nazionali e internazionali. 149

22 II. OPPORTUNITA ' E SCOMMESSE PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO URBANO 14. Le attuali Raccomandazioni UNESCO riconoscono l importante ruolo delle aree storiche nelle società moderne. Esse identificano anche un numero di minacce specifiche alla conservazione delle aree storiche e forniscono principi generali, politiche e linee guida che rispondano a tali sfide. 15. L approccio al paesaggio storico urbano riflette il fatto che la disciplina e la pratica della conservazione del patrimonio urbano si sono significativamente evolute negli ultimi decenni, mettendo politici e manager in grado di affrontare con più efficacia le nuove sfide ed opportunità. L approccio al paesaggio storico urbano sostiene le comunità nelle loro ricerca di sviluppo e adattamento, pur conservando le caratteristiche ed i valori legati alla loro storia, memoria collettiva ed ambiente. 16. Negli ultimi decenni, a causa del netto aumento della popolazione urbana mondiale, la scala e la velocità dello sviluppo ed il cambiamento dell economia, gli insediamenti urbani e le loro aree storiche sono divenuti centri e motori di crescita economica in molte regioni del mondo, ed hanno acquisito un nuovo ruolo nella vita culturale e sociale. Come risultato, essi sono sottoposte d una vasta gamma di nuove pressioni. 150

23 II. OPPORTUNITA ' E SCOMMESSE PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO URBANO Urbanizzazione e Globalizzazione 17. la crescita urbana sta trasformando l essenza di molte aree urbane storiche. I processi globali hanno un profondo impatto sui valori attribuiti dalle comunità alle aree urbane e ai loro ambienti (setting), e sulle percezioni e realtà di abitanti ed utilizzatori. Da un lato, l urbanizzazione fornisce opportunità economiche, sociali e culturali che possono migliorare la qualità della vita ed il carattere tradizionale delle aree urbane; dall altro lato, i cambiamenti incontrollati della densità e crescita urbana possono minare il senso del luogo, l integrità della fabbrica urbana e l identità delle comunità. Alcune aree storiche urbane stanno perdendo la loro funzionalità, ruolo tradizionale e popolazioni. L approccio al paesaggio storico urbano può assistere nel gestire e mitigare tali impatti. 151

24 II. OPPORTUNITA ' E SCOMMESSE PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO URBANO Sviluppo 18. Molti processi economici offrono modi e strumenti per alleviare la povertà e promuovere lo sviluppo sociale e umano. La più grande disponibilità di innovazioni, come la tecnologia informatica e la pianificazione sostenibile, le pratiche di progettazione e costruzione, possono valorizzare le aree urbane, migliorando così la qualità della vita. Adeguatamente gestite attraverso l approccio al paesaggio storico urbano, nuove funzioni come servizi e turismo, sono iniziative economiche importanti che possono contribuire al benessere delle comunità e alla conservazione delle aree storiche urbane e al loro patrimonio culturale assicurando la diversità economica e sociale e le funzioni residenziali. Non cogliere queste opportunità porta a città impraticabili e insostenibili, così come attuarle in modo inadeguato e inappropriato risulterebbe nella distruzione dei beni del patrimonio con irreparabile perdita per le generazioni future. 152

25 II. OPPORTUNITA ' E SCOMMESSE PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO URBANO L Ambiente 19. Gli insediamenti umani si sono costantemente adattati ai cambiamenti climatici ed ambientali compresi quelli derivanti dai disastri. Comunque, l intensità e la velocità degli attuali cambiamenti sfidano i nostri ambienti urbani complessi. Preoccupazioni per l ambiente, in particolare per il consumo di acqua ed energia, richiedono approcci e nuovi modelli di vita urbana, basati su politiche e pratiche sensibili all ecologia che mirino al rafforzamento della sostenibilità e della qualità della vita urbana. Molte di queste iniziative, comunque, dovrebbero integrare il patrimonio naturale e culturale come risorse per lo sviluppo sostenibile. 20. Cambiamenti alle aree storiche urbane possono derivare anche da improvvisi disastri e conflitti armati. Questi possono essere brevi ma avere effetti duraturi. L approccio al paesaggio storico urbano può contribuire a gestire e mitigare tali impatti. 153

26 III. POLITICHE 21. Le politiche di conservazione urbana contemporanea, hanno aperto la strada per la salvaguardia dei territori storici urbani. le sfide attuali e future richiedono la definizione e l'attuazione di una nuova generazione di politiche pubbliche per raccomandazioni e carte internazionali identificare e proteggere la stratificazione storica dei valori naturali e culturali in ambienti urbani. 154

27 III. POLITICHE 22. Le politiche di conservazione del patrimonio urbano dovrebbero essere integrate in un più ampio contesto urbano e le forme e le pratiche storiche dovrebbero guidare lo sviluppo sostenibile di oggi. Queste politiche dovrebbero prevedere meccanismi per conciliare la conservazione e la gestione sostenibile degli obiettivi a lungo termine e a breve termine. Un approccio coerente, in cui la pratica della conservazione è parte integrante della pianificazione urbana e di una stessa sistemazione urbana specifica ed efficace che dovrebbe anche esplorare soluzioni tecniche e metodi di pianificazione innovativi applicabili agli ambienti storici. 155

28 III. POLITICHE Responsabilità dei diversi attori 22a. Gli Stati membri dovrebbero integrare le strategie di conservazione del patrimonio urbano nelle loro politiche e programmi di sviluppo nazionali, applicando l'approccio basato sul paesaggio storico urbano. In questo quadro, le autorità locali dovrebbero elaborare piani di rinnovamento urbano che si ispirino alle forme storiche e pratiche. 22b. I fornitori di servizio pubblico e il settore privato dovrebbero essere consapevoli delle loro responsabilità e cooperando nel quadro di partenariati pubblico-privati per attuare concretamente l'approccio basato sul paesaggio storico urbano. 22c. Le organizzazioni internazionali interessate allo sviluppo sostenibile dovranno integrare l'approccio centrato sul paesaggio storico urbano. 22d. Le ONG nazionali ed internazionali dovrebbero partecipare allo sviluppo e alla diffusione di strumenti e buone pratiche. 23. Tutti i livelli di governo, locale, nazionale, regionale, federale, devono essere consapevoli delle loro responsabilità e contribuire alla definizione, progettazione, attuazione e valutazione delle politiche per la conservazione del patrimonio urbano, coordinati sul piano istituzionale e settoriale. 156

29 IV. STUMENTI 24. Il successo dell approccio centrato sul paesaggio storico urbano richiede un forte bagaglio di strumenti innovativi e interdisciplinari, adattati ai contesti locali. Questi strumenti possono essere classificati in diverse categorie 24a strumenti d impegno civico dovrebbero implicare un intersezione di interessati (stakeholders) e dar loro il potere d identificare valori chiave nelle loro aree urbane, sviluppare visioni che riflettano la loro diversità, stabilire obiettivi, ed accordarsi su azioni di salvaguardia del loro patrimonio e promuovere lo sviluppo sostenibile. Tali strumenti, che costituiscono parte integrante delle dinamiche di governo (governance) urbano, dovrebbero facilitare il dialogo interculturale apprendendo dalle comunità rispetto alle loro storie, tradizioni, valori, necessità ed aspirazioni e facilitando la mediazione e la negoziazione tra interessi e gruppi in conflitto. 24b La conoscenza e gli strumenti di pianificazione dovrebbero aiutare a proteggere l integrità ed autenticità degli attributi del patrimonio urbano. Essi dovrebbero anche consentire il riconoscimento del significato e della diversità culturale, e provvedere al monitoraggio e alla gestione del cambiamento per migliorare la qualità della vita e dello spazio urbano. Questi strumenti includerebbero la documentazione e le mappe delle caratteristiche culturali e naturali. Il patrimonio, le definizioni dell impatto sociale ed ambientale dovrebbero essere usati per sostenere e facilitare i processi decisionali nel quadro dello sviluppo sostenibile. 157

30 IV. STUMENTI 24. Il successo dell approccio centrato sul paesaggio storico urbano richiede un forte bagaglio di strumenti innovativi e interdisciplinari, adattati ai contesti locali. Questi strumenti possono essere classificati in diverse categorie 24c I sistemi regolatori dovrebbero riflettere le condizioni locali e potrebbero includere misure legislative e regolamentari mirate alla conservazione e alla gestione degli attributi tangibili ed intangibili del patrimonio urbano, inclusi i suoi valori sociali, ambientali e culturali. I sistemi tradizionali e consuetudinari dovrebbero essere riconosciuti e rafforzati come necessari. 24d Gli strumenti finanziari dovrebbero avere lo scopo di costruire capacità e supportare uno sviluppo innovativo che porti entrate, radicato nella tradizione. In aggiunta ai fondi governativi e globali dalle agenzie internazionali, gli strumenti finanziari dovrebbero essere effettivamente utilizzati per incoraggiare investimenti privati a livello locale. Il micro credito ed altri finanziamenti flessibili di supporto alle imprese locali, così come una varietà di modelli di partership, sono anche fondamentali per rendere l approccio al paesaggio storico urbano finanziariamente sostenibile. 158

31 V. COSTRUZIONE DELLE CAPACITA, RICERCA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE 25. La costruzione di capacità (capacity-building) dovrebbe coinvolgere i principali interessati (stakeholders): comunità, decisionisti, professionisti e manager per incoraggiare la comprensione dell approccio al paesaggio storico urbano ed il suo adempimento. Un efficace costruzione di capacità dipende da un attiva collaborazione tra questi principali interessati allo scopo di adattare l adempimento di questa raccomandazione ai contesti regionali per definire e raffinare le strategie e gli obiettivi locali, le cornici d azione e gli schemi di mobilitazione delle risorse. 26. La ricerca dovrebbe puntare alla complessa stratificazione degli insediamenti urbani, per identificare valori, capirne il significato per le comunità e presentarli ai visitatori in maniera comprensiva. Istituzioni accademiche ed università ed latri centri di ricerca dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare una ricerca scientifica su aspetti dell approccio al paesaggio storico urbano e collaborare a livello locale, nazionale, regionale e internazionale. È essenziale documentare lo stato delle aree urbane e la loro evoluzione, per facilitare la valutazione di proposte per il cambiamento e migliorare abilità e procedure di protezione e manageriali. 27. Incoraggiare l uso di tecnologia informatica e della comunicazione per documentare, capire e presentare la complessa stratificazione delle aree urbane e dei loro componenti costitutivi. La raccolta ed analisi di queste informazioni è una parte essenziale della conoscenza delle aree urbane. Per comunicare con tutti i settori della società, è particolarmente importante allungarsi ai giovani e a tutti i gruppi sotto rappresentati per incoraggiarne la partecipazione. 159

32 VI. COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 28. Gli Stati Membri e le organizzazioni internazionali governative e non governative dovrebbero facilitare la comprensione ed il coinvolgimento pubblici nell adempimento dell approccio al paesaggio storico urbano divulgando best practices e lezioni imparate da diverse parti del mondo per rafforzare la rete di condivisione di conoscenza e costruzione di capacità (capacity-building). 29. Gli Stati Membri dovrebbero promuovere la cooperazione multinazionale tra le autorità locali. 30. Le agenzie internazionali di sviluppo e cooperazione degli Stati Membri, le organizzazioni non governative e le fondazioni, dovrebbero essere incoraggiate a sviluppare metodologie che tengano in considerazione l approccio al paesaggio storico urbano e ad armonizzarle con i loro programmi e progetti di assistenza relativi alle aree urbane. 160

33 Piano d'azione che accompagna la raccomandazione sul paesaggio storico urbano adeguare questo nuovo strumento al loro contesto specifico; Con l'adozione della nuova raccomandazione UNESCO relativa alla tutela del Paesaggio storico urbano nella 36a sessione della Conferenza generale nell'autunno 2011, gli Stati membri si impegnano ad adottare misure appropriate per: diffonderlo il più possibile sul loro territorio; facilitare la sua attuazione attraverso la formulazione e l'adozione di politiche di sostegno; monitorare l'impatto sulla conservazione e gestione delle città storiche e degli insediamenti urbani. 161

34 Piano d'azione che accompagna la raccomandazione sul paesaggio storico urbano Se l'accento è posto sulla necessità di prendere in considerazione la singolarità del contesto di ogni città ed habitat urbano, che porterà ad una gestione differenziata, si possono distinguere sei fasi essenziali che gli Stati membri devono considerare allorquando applicheranno l approccio focalizzato sul paesaggio storico urbano, e cioè: 1) effettuare studi approfonditi e la mappatura delle risorse naturali, umane e culturali della città 2) ottenere un consenso attraverso la pratica di pianificazione partecipata attraverso la consultazione con le parti interessate sui valori da tutelare 3) valutare la vulnerabilità di questi attributi a pressioni sociali ed economiche oltre che all'impatto dei cambiamenti climatici; 4) sviluppare una strategia per lo sviluppo urbano o per la conservazione del patrimonio urbano per integrare i beni e la loro vulnerabilità nello sforzo più ampio di pianificazione, indicando (a) (b) (c) le perimetrazioni da osservare rigorosamente le aree sensibili che richiedono particolare attenzione durante la pianificazione, progettazione e implementazione le aree di progetto e sviluppo (segnatamente alle costruzioni di grande altezza); 5) privilegiare le azioni per la conservazione e lo sviluppo; 6) stabilire dei partenariati e dei quadri di gestione appropriati per ciascuno dei progetti di conservazione o di sviluppo locale previsti dalla strategia di cui sopra, nonché i meccanismi per il coordinamento delle attività dei diversi soggetti pubblici e privati. 162

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta

Dettagli

PROPOSTA DI MANDATO PER IL GRUPPO DI LAVORO TURISMO SOSTENIBILE per il periodo 2015-2016

PROPOSTA DI MANDATO PER IL GRUPPO DI LAVORO TURISMO SOSTENIBILE per il periodo 2015-2016 PROPOSTA DI MANDATO PER IL GRUPPO DI LAVORO TURISMO SOSTENIBILE per il periodo 2015-2016 1. Istituzione del gruppo di lavoro Decisione della Conferenza delle Alpi in merito all istituzione del Gruppo di

Dettagli

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO TTMLM/2013/14. Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO TTMLM/2013/14. Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro Conclusioni 1 La Riunione Tecnica Tripartita sulla migrazione per lavoro, ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro TTMLM/2013/14 Ginevra, 4-8 novembre

Dettagli

LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG

LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG TERZA CONFERENZA AMBIENTALE DEI MINISTRI E DEI LEADER POLITICI REGIONALI DELL'UNIONE EUROPEA LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG Dopo l incontro di preparazione tenuto nella regione Rhône-Alpes, Francia, il 28

Dettagli

Dichiarazione di Copenaghen (The Copenhagen Declaration)

Dichiarazione di Copenaghen (The Copenhagen Declaration) Dichiarazione di Copenaghen (The Copenhagen Declaration) Conferenza Europea sulle Politiche sanitarie: opportunità per il futuro Copenaghen, Danimarca, 5-9 dicembre 1994. La Conferenza ha concordato di

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato alcune proposte legislative per la politica di coesione 2014-2020 La presente scheda

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei

Dettagli

Osservatorio sulla mobilità e i trasport. Eurispes Italia SpA. Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti

Osservatorio sulla mobilità e i trasport. Eurispes Italia SpA. Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti Eurispes Italia SpA Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti COSTITUZIONE E SEDE Nell ambito delle sue attività istituzionali, l Eurispes Italia SpA ha deciso di

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio COMUNICATO STAMPA ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio Il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura al risparmio e alla legalità economica in Italia è stato presentato

Dettagli

Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education. Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte

Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education. Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte La Agenda Seoul, obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte è uno dei maggiori

Dettagli

1. Premesse metodologiche Raccomandazioni

1. Premesse metodologiche Raccomandazioni Il Gruppo di Lavoro Italiano per la definizione dei Criteri di Qualità dei Siti Web della Cultura nella prima riunione tenutasi a Roma l 11 novembre 2002, ha fissato il proprio programma di lavoro come

Dettagli

Verso lo Spazio Europeo dell Istruzione Superiore Comunicato dei Ministri Europei dell istruzione superiore Praga, 19 maggio 2001

Verso lo Spazio Europeo dell Istruzione Superiore Comunicato dei Ministri Europei dell istruzione superiore Praga, 19 maggio 2001 Verso lo Spazio Europeo dell Istruzione Superiore Comunicato dei Ministri Europei dell istruzione superiore Praga, 19 maggio 2001 1. Due anni dopo la firma della Dichiarazione di Bologna e tre dopo quella

Dettagli

Dichiarazione di Atene sulle Città Sane

Dichiarazione di Atene sulle Città Sane Dichiarazione di Atene sulle Città Sane (Athens Declaration for Healthy Cities) Atene, Grecia, 23 giugno 1998 Mondiale della Sanità possono sostenere le azioni su cui si fonda la salute per tutti a livello

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura. Invito a presentare proposte

EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura. Invito a presentare proposte EUROPA CREATIVA (2014-2020) Sottoprogramma Cultura Invito a presentare proposte EACEA 29/2015 : Sostegno a favore di progetti di cooperazione europei Attuazione del regime del sottoprogramma Cultura Europa

Dettagli

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA.

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA. CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA 18 Novembre, 2014 In occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell Unione Europea,

Dettagli

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale La biblioteca multiculturale Porta di accesso a una società di culture diverse in dialogo Tutti viviamo in una società sempre più eterogenea. Nel mondo vi

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004

Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004 Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004 Allegato La Conferenza generale dell Organizzazione internazionale del Lavoro, convocata a Ginevra dal Consiglio di amministrazione

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile

Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile L Agenda 2030 in breve Perché c è bisogno di obiettivi globali per uno sviluppo sostenibile? Il mondo deve far fronte a grandi sfide come la povertà estrema, il

Dettagli

Europa per i cittadini 2007-2013

Europa per i cittadini 2007-2013 Europa per i cittadini 2007-2013 Il Programma ha come scopo primario la promozione della cittadinanza europea attiva, ovvero il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle organizzazioni della società

Dettagli

Documento di lavoro. A cura di Valentina Zingari, 2011. La Rete potrà contribuire all attuazione della Convenzione nei seguenti ambiti:

Documento di lavoro. A cura di Valentina Zingari, 2011. La Rete potrà contribuire all attuazione della Convenzione nei seguenti ambiti: PATRIMONI CULTURALI IMMATERIALI TRA COMUNITÀ LOCALI, TERRITORI E MUSEI Verso una Rete italiana per la salvaguardia del Patrimonio Culturale immateriale Ipotesi di creazione di un Coordinamento nazionale.

Dettagli

LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA

LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA LA POLITICA DELL UNIONE EUROPEA PER LA CULTURA Quale è la competenze dell Unione europea nell ambito della cultura? Il trattato di Maastricht (1993) ha consentito all'unione europea, storicamente orientata

Dettagli

CONSIGLIO D EUROPA COMITATO DEI MINISTRI

CONSIGLIO D EUROPA COMITATO DEI MINISTRI CONSIGLIO D EUROPA COMITATO DEI MINISTRI Raccomandazione Rec(2001)1 del Comitato dei Ministri (degli Esteri) agli Stati membri sul Servizio Sociale (adottato dal Comitato dei Ministri (degli Esteri)0il

Dettagli

REGOLAMENTO PER L AGGIORNAMENTO E SVILUPPO PROFESSIONALE CONTINUO. In attuazione dell art.7 del D.P.R. 7 agosto 2012 n.137 Formazione Continua

REGOLAMENTO PER L AGGIORNAMENTO E SVILUPPO PROFESSIONALE CONTINUO. In attuazione dell art.7 del D.P.R. 7 agosto 2012 n.137 Formazione Continua INTRODUZIONE 1 Il D,P.R. 7 agosto 2012, art.7, comma 1 riporta come: Al fine di garantire la qualita' ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell'utente e della collettivita',

Dettagli

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale Gli otto princìpi di gestione per la qualità possono fornire ai vertici aziendali una guida per migliorare le prestazioni della propria organizzazione. Questi princìpi, che nascono da esperienze collettive

Dettagli

Criteri e requisiti per la valutazione di progetti sperimentali di servizio civile all estero nell ambito della DCNAN PARTE PRIMA

Criteri e requisiti per la valutazione di progetti sperimentali di servizio civile all estero nell ambito della DCNAN PARTE PRIMA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Comitato di consulenza per la difesa civile non armata e nonviolenta Criteri e requisiti per la valutazione di progetti sperimentali di servizio civile all estero

Dettagli

«DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA 2014-2020 ( 439.473.000)

«DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA 2014-2020 ( 439.473.000) «DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA 2014-2020 ( 439.473.000) COME NASCE? Il programma subentra a tre programmi che sono stati operativi nel periodo 2007-2013, ovvero i programmi specifici Daphne III e

Dettagli

CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO

CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO MOTIVAZIONE... 3 OBIETTIVI DEL PROGETTO... 5 METODOLOGIA... 6 PIANO DI LAVORO... 8 GRUPPI DI RIFERIMENTO.IMPATTO... 9 2 MOTIVAZIONE

Dettagli

I soggetti proponenti (capofila o partner) devono avere sede operativa nell ambito territoriale in cui è prevista l azione di progetto.

I soggetti proponenti (capofila o partner) devono avere sede operativa nell ambito territoriale in cui è prevista l azione di progetto. BANDO I PARCHI E LE AREE MARINE PROTETTE: UN PATRIMONIO UNICO DELL ITALIA Il contesto Il sistema delle Aree Naturali Protette in Italia (disciplinato dalla legge 394 del 6 dicembre 1991) rappresenta una

Dettagli

CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE 1. Disposizioni generali Il Forum Agenda 21 di Biella è promosso dal Comune di Biella nell ambito della valorizzazione

Dettagli

Consiglio Regionale della Puglia Ufficio del Garante dei diritti dell Infanzia e dell adolescenza TRA

Consiglio Regionale della Puglia Ufficio del Garante dei diritti dell Infanzia e dell adolescenza TRA Consiglio Regionale della Puglia Ufficio del Garante dei diritti dell Infanzia e dell adolescenza MIUR PROTOCOLLO D INTESA TRA L UFFICIO DEL GARANTE DEI DIRITTI DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA DELLA REGIONE

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE DI INTERVENTI DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE

PROGRAMMA TRIENNALE DI INTERVENTI DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (SETTIMA LEGISLATURA) PROGRAMMA TRIENNALE DI INTERVENTI DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE PERIODO 2004-2006 * Allegato alla deliberazione consiliare

Dettagli

Traduzione non ufficiale

Traduzione non ufficiale Traduzione non ufficiale Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche per l apprendimento permanente (testo con attinenza all

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA COMUNALE PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI CITTADINI PER LA PACE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA COMUNALE PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI CITTADINI PER LA PACE Comune di Casalecchio di Reno Provincia di Bologna REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA COMUNALE PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI CITTADINI PER LA PACE Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 2005

Dettagli

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Premessa Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R.

PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R. PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e ItaliaNostra onlus Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale VISTO

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

Investire nell azione per il clima, investire in LIFE

Investire nell azione per il clima, investire in LIFE Investire nell azione per il clima, investire in LIFE UNA PANORAMICA DEL NUOVO SOTTOPROGRAMMA LIFE AZIONE PER IL CLIMA 2014-2020 istock Azione per il clima Cos è il nuovo sottoprogramma LIFE Azione per

Dettagli

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Premessa Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

PROTOCOLLO D'INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA M.I.U.R.

PROTOCOLLO D'INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA M.I.U.R. PROTOCOLLO D'INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA M.I.U.R. E L ONG ASSOCIAZIONE ITALIANA PER IL WORLD WIDE FUND FOR NATURE - ONLUS WWF ITALIA PROTOCOLLO D'INTESA TRA

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive

Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive Comitato SGQ Comitato Ambiente Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive Mercoledì, 23 febbraio 2005 - Palazzo FAST (Aula Morandi) Piazzale Morandi, 2 - Milano E' una

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

III CONFERENZA GLOBALE SUL LAVORO MINORILE

III CONFERENZA GLOBALE SUL LAVORO MINORILE III CONFERENZA GLOBALE SUL LAVORO MINORILE Dichiarazione di Brasilia sul lavoro minorile Noi, rappresentanti dei governi e delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori che hanno partecipato

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 3 Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 1. Premessa Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Fiat S.p.A. (la Società ) costituisce elemento

Dettagli

Anteprima. Il questionario può essere compilato solo online.

Anteprima. Il questionario può essere compilato solo online. Anteprima. Il questionario può essere compilato solo online. Questionario Verso una valutazione intermedia della strategia Europa 2020 dal punto di vista delle città e delle regioni dell'unione europea

Dettagli

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Ringraziando le persone e le istituzioni che, durante tre anni, hanno partecipato alla preparazione della Conferenza

Dettagli

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO PRINCIPI E FINALITA GENERALI 1. L Osservatorio Turistico di Destinazione del Comune di Chianciano Terme (SI) (di seguito

Dettagli

CONVENZIONE PREMESSO CHE TRA

CONVENZIONE PREMESSO CHE TRA CONVENZIONE CONVENZIONE TRA - l Associazione ItaliaCamp, con sede in viale Pola, 12, 00198 Roma (di seguito, ItaliaCamp ), nella persona del Presidente Pier Luigi Celli, nato a Verucchio (Rimini) l 8 luglio

Dettagli

Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM

Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM All. DDG del 8 febbraio 2012 n. 1347 REGIONE CALABRIA Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM Indice Documento

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 La definizione del Programma Il Programma annuale è elaborato ai sensi del Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo -

Dettagli

DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE.

DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE. DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE. DGR 62-7503 DEL 19.11.2007 OGGETTO: MODIFICA ED INTEGRAZIONE

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

Risoluzione adottata dall Assemblea Generale [sul rapporto del Terzo Comitato (A/66/457)]

Risoluzione adottata dall Assemblea Generale [sul rapporto del Terzo Comitato (A/66/457)] Risoluzione adottata dall Assemblea Generale [sul rapporto del Terzo Comitato (A/66/457)] Dichiarazione delle Nazioni Unite sull educazione e la formazione ai diritti umani (Traduzione non ufficiale) L

Dettagli

COMUNE DI LANCIANO Provincia di Chieti Assessorato Sanità, Ambiente ed Energia Processo di Agenda 21 Locale Lanciano21

COMUNE DI LANCIANO Provincia di Chieti Assessorato Sanità, Ambiente ed Energia Processo di Agenda 21 Locale Lanciano21 Regolamento per l'organizzazione ed il funzionamento del FORUM 1 - Disposizioni generali Il Forum di Agenda 21 di Lanciano è promosso dal Comune di Lanciano nell'ambito del processo di partecipazione per

Dettagli

Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012

Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012 Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012 Al World Public Relations Forum 2012 di Melbourne quasi 800 delegati provenienti da 29 paesi hanno approvato il Melbourne Mandate, un appello

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (SETTIMA LEGISLATURA) PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE PERIODO 2004-2006 * Allegato alla deliberazione

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

EXPLODING YOUR IDEA! DESTINATION EXPO MILANO 2015

EXPLODING YOUR IDEA! DESTINATION EXPO MILANO 2015 EXPLODING YOUR IDEA! DESTINATION EXPO MILANO 2015 1 CALL INTERNAZIONALE DI IDEE PER LO SVILUPPO DEL PROGRAMMA CULTURALE DEL SPAZIO ESPOSITIVO DELLA SOCIETA CIVILE IN EXPO MILANO 2015 1. PREMESSA L'assegnazione

Dettagli

ADOZIONE DELLA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA. PREMESSO che:

ADOZIONE DELLA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA. PREMESSO che: Sindaco Paolo Mascaro paolo.mascaro@comune.lamezia-terme.cz.it Presidente del consiglio comunale Francesco De Sarro francesco.desarro@comune.lamezia-terme.cz.it Oggetto: mozione ex art. 18 regolamento

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l Unione delle Province d Italia UPI VISTI il

Dettagli

La dimensione europea. Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi

La dimensione europea. Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi La dimensione europea Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi ESTRATTI DAL DOCUMENTO DELL UNIONE EUROPEA ELEARNING:PENSARE ALL ISTRUZIONE DI DOMANI: Occorre garantire la disponibilità

Dettagli

2) PARTENARIATO LOCALE

2) PARTENARIATO LOCALE 2) PARTENARIATO LOCALE Introduzione Questo documento è una analisi basata sulle presentazioni e sugli scambi di materiale raccolto durante il lavoro del gruppo tematico che è stato condotto all interno

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini

COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini Sistema di valutazione della performance individuale del personale dipendente Allegato 2 1 di 9 Oggetto della valutazione Il sistema di valutazione della performance

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE E RELAZIONE CON I CITTADINI

CARTA DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE E RELAZIONE CON I CITTADINI CARTA DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE E RELAZIONE CON I CITTADINI Comune di Modena Settore Sistemi Informativi Comunicazione e Servizi Demografici Servizio Comunicazione e Relazione con i Cittadini Allegato

Dettagli

ISTRUZIONE PROFESSIONALE Pecup comune Profilo culturale, educativo e professionale (PECUP) comune a tutti i percorsi dell Istruzione professionale

ISTRUZIONE PROFESSIONALE Pecup comune Profilo culturale, educativo e professionale (PECUP) comune a tutti i percorsi dell Istruzione professionale ISTRUZIONE PROFESSIONALE Pecup comune Profilo culturale, educativo e professionale (PECUP) comune a tutti i percorsi dell Istruzione professionale A conclusione dei percorsi degli istituti professionali,

Dettagli

CARTA ICOMOS DI ENAME

CARTA ICOMOS DI ENAME TERZA VERSIONE RIVEDUTA 5 Luglio 2005 CARTA ICOMOS DI ENAME PER L INTERPRETAZIONE DEI SITI DEL PATRIMONIO CULTURALE Preambolo Obiettivi Principi PREAMBOLO Cosi come la Carta di Venezia ha stabilito il

Dettagli

1. Concetti chiave della formazione

1. Concetti chiave della formazione 1. Concetti chiave della formazione Obiettivi di apprendimento I partecipanti acquisiranno una conoscenza di base su: - l ONU e le istituzioni internazionali competenti sulla disabilità ed i diritti -

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Il Programma per la formazione permanente.

Il Programma per la formazione permanente. Anno VII 15 dicembre 2008 Numero speciale a cura di Giuseppe Anzaldi NUMERO SPECIALE: IL PROGRAMMA PER LA FORMAZIONE PERMANENTE Introduzione Obiettivi e struttura I quattro pilastri Comenius Erasmus Leonardo

Dettagli

Piano strategico quinquennale 2015-2019. Piano strategico dell OIV 2015-2019

Piano strategico quinquennale 2015-2019. Piano strategico dell OIV 2015-2019 Piano strategico dell OIV 2015-2019 1 Indice Introduzione... 3 Linee strategiche... 4 1. Promuovere una vitivinicoltura sostenibile... 4 a. Considerare e reagire alla sfida del cambiamento climatico...

Dettagli

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio CoMoDo. Comunicare Moltiplica Doveri (art direction, grafica, fotografia Marco Tortoioli Ricci) Provincia di Terni in collaborazione con i Comuni della provincia Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21

Dettagli

Testo adottato dalla Conferenza Generale dell UNESCO nel corso della sua 32ª sessione svoltasi a Parigi e conclusasi il 17 ottobre 2003

Testo adottato dalla Conferenza Generale dell UNESCO nel corso della sua 32ª sessione svoltasi a Parigi e conclusasi il 17 ottobre 2003 CARTA SULLA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO DIGITALE Testo adottato dalla Conferenza Generale dell UNESCO nel corso della sua 32ª sessione svoltasi a Parigi e conclusasi il 17 ottobre 2003 Traduzione non

Dettagli

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Protagonismo culturale dei cittadini BENESSERE COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando senza scadenza Protagonismo culturale dei cittadini Il problema La partecipazione

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA DI COSENZA DI LECCE DI MATERA DI TARANTO PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL TAVOLO DI CONSULTAZIONE PERMANENTE TRA LE PROVINCE DEL GOLFO DI TARANTO (COSENZA,

Dettagli

2.5. Educazione alla Cittadinanza Democratica

2.5. Educazione alla Cittadinanza Democratica 2.5. Educazione alla Cittadinanza Democratica L educazione alla cittadinanza democratica (EDC) è il risultato di un dibattito che nasce da diverse problematiche: il basso livello di partecipazione alle

Dettagli

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013)

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA POR OBIETTIVO COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) Comitato di Sorveglianza 13 maggio 2011 REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

L Assemblea Generale,

L Assemblea Generale, Dichiarazione delle Nazioni Unite sull educazione e la formazione ai diritti umani. Adottata il 23 marzo 2011 dal Consiglio diritti umani, con Risoluzione 16/1 L Assemblea Generale, 165 Riaffermando gli

Dettagli

REPUBBLICA DI SAN MARINO

REPUBBLICA DI SAN MARINO REPUBBLICA DI SAN MARINO Noi Capitani Reggenti la Serenissima Repubblica di San Marino Visto l articolo 4 della Legge Costituzionale n.185/2005 e l articolo 6 della Legge Qualificata n.186/2005; Promulghiamo

Dettagli

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE Nell'ambito dei lavori del 3 Forum "Territori in rete per lo sviluppo umano", che si è svolto a Sassari

Dettagli

IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE CONTRO I BAMBINI

IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE CONTRO I BAMBINI CONFERENZA INTERNAZIONALE IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE CONTRO I BAMBINI Roma, 29-30 novembre 2012 Sala delle Conferenze Internazionali P.le della Farnesina,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015. DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI

ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015. DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015 DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI Composizione I Dipartimenti sono composti dai docenti, raggruppati per aree disciplinari e/o per

Dettagli

D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI

D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI E PROGRAMMA DI AZIONE P E R L A R E A L I Z Z A Z I O N E D I A T T I V I T À F I N A L I Z Z A T E A L L A C O N S E R V A Z I O N E D I O R S O L U P O L I N C E (Ursus

Dettagli

Giunta Regionale del a Campania - Ufficio Stampa

Giunta Regionale del a Campania - Ufficio Stampa Promozione dei percorsi inerenti l educazione alla legalità, alla democrazia, alla cittadinanza responsabile, al contrasto della criminalità organizzata per il triennio 2013-2015 PREMESSO CHE: La Regione

Dettagli