Database Management Systems

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1 Database Management Systems Definizioni fondamentali l Database: Collezione di dati correlati l Dati: Fatti noti che possono essere memorizzati ed avere un significato intrinseco l Dominio: Parte del mondo reale che è memorizzata nel database, per esempio: i voti degli studenti e il loro curriculum in una università l Database Management System (DBMS): Pacchetto software o sistema per facilitare la creazione e la gestione di un database computerizzato l Sistema di basi di dati: DBMS e dati; A volte, nella definizione sono incluse le applicazioni l 1

2 Database Management System(DBMS) Un DBMS è costituito da: luna collezione di dati interrelati lun insieme di programmi per accedere a questi dati Un DBMS fornisce un ambiente che è sia efficiente che (relativamente) semplice da utilizzare. Funzionalità tipiche di un DBMS l Definizione di un database in termini di tipi di dati, strutture contenuti l Costruzione o caricamento di un database su una memoria secondaria l Manipolazione delle basi di dati: interrogazione, generazione di report, inserimenti, cancellazioni o modifica dei contenuti l Processi concorrenti e condivisione tra utenti e programmi mantenendo i dati validi e consistenti l 2

3 Funzionalità tipiche di un DBMS Altre caratteristiche: l Protezione o uso di misure di sicurezza per prevenire accessi non autorizzati l Elaborazione attiva per intraprendere azioni interne sui dati l Presentazione e Visualizzazione dei dati Applicazioni DBMS Banche: Tutte le transazioni Compagnie Aeree: prenotazione posti, orari,.. Università: immatricolazioni, voti,.. Vendite: clienti, prodotti, ordini,.. Produzione: Piani di produzione, magazzini, ordini,.. Risorse umane: dipendenti, salari, tasse,.. Catasto urbano: Mappe, classi, categorie,.. l 3

4 Un database server consente di: lgestire una grande quantità di dati in modo affidabile lgestire la multiutenza lavere performance elevate lrealizzare l indipendenza dei dati dalle applicazioni limplementare politiche di crash-recovery Considerazioni sull uso dei DBMS Tutti i dati potrebbero essere memorizzati in semplici file ma.. -Ridondanza e inconsistenza dei dati -Multipli formati di file, duplicazione di informazioni in diversi file - Difficoltà nell accesso ai dati - Bisogna scrivere un programma per realizzare qualsiasi nuovo accesso - Integrità - Vincoli di integrità (ad esempio età >0) diventano parte del codice del programma: difficile aggiungere nuovi vincoli o modificare quelli esistenti l 4

5 Considerazioni sull uso dei DBMS Atomicità degli aggiornamenti Errori possono lasciare la base dati in uno stato inconsistente: es. un bonifico non può scalare il saldo del c/c del mittente ma non aggiornare quello del destinatario Accesso simultaneo di più utenti - l accesso simultaneo è spesso indispensabile - E facile ottenere inconsistenze: es.due persone che lavorano su un bilancio e lo aggiornano contemporaneamente Problemi di sicurezza I DBMS offrono soluzioni a tutti i problemi elencati DBMS Un DBMS è un sistema SW che gestisce grandi quantità di dati persistenti e condivisi e che offre supporto per almeno un modello dei dati. La gestione di grandi quantità di dati richiede particolare attenzione a problemi di efficienza (ottimizzazione delle richieste,..) l 5

6 DBMS La persistenza e la condivisione richiedono che un DBMS fornisca meccanismi per garantire la affidabilità dei dati (fault tolerance), per il controllo degli accessi e per il controllo della concorrenza. Un modello di dati consente di disporre di un astrazione ad alto livello attraverso cui interagire con il DB. DBMS Altre funzionalità sono messe a disposizione per motivi di efficacia: semplificare la descrizione delle informazioni, lo sviluppo di applicazioni, l amministrazione di un db,.. l 6

7 Principali caratteristiche dell approccio con i database l Natura auto-descrittiva di un sistema database: Il catalogo di un DBMS raccoglie le descrizioni del database (chiamate meta-dati). Ciò permette al DBMS di lavorare con differenti database l Separazione tra programmi e dati: è detta independenza tra dati e programmi. Consente di modificare le strutture di memorizzazione e le operazioni sui dati senza interessare i programmi che accedono al DBMS Principali caratteristiche dell approccio con i database l Astrazione dei dati: è usato un modello dei dati per nascondere i dettagli implementativi e presentare all utente una vista concettuale del database l Supporto per molteplici viste sui dati: Ogni utente può cogliere diversi aspetti da un database, descrivendo solo i dati di interesse per quell utente l 7

8 Principali caratteristiche dell approccio con i database Condivisione di dati e transazioni multiutente: l consente a più utenti di interrogare e aggiornare il database. l Il controllo della concorrenza nei DBMS garantisce che ogni transazione sia correttamente eseguita oppure venga rimossa completamente. l OLTP (Online Transaction Processing) è l uso più tipico fatto dalle applicazioni che lavorano con i database Utenti dei database Gli utenti possono essere divisi in quelli che di fatto usano e controllano il contenuto nei database (chiamati attori della scena ) e quelli che fanno in modo che un database possa essere sviluppato, e che progettano ed implementano i software che accedono ai DBMS (che sono i lavoratori dietro le quinte ) l 8

9 Utenti del Database l DBA: responsabile degli accessi al database, coordina e controlla l uso del DB, l acquisizione di software e di risorse hardware, controlla dell uso e l efficienza delle operazioni l Progettisti di DB: responsabile della definizione del contenuto, della struttura, dei vincoli, delle funzioni o transazioni relative al database. Essi devono comunicare con gli utenti finali e capire i loro bisogni l Utenti finali: usano i dati mediante interrogazioni, report e alcuni aggiornano il contenuto del database Categorie di utenti finali l Casuali: accedono occasionalmente al l database quando occorre l Semplici o parametrici: compongono una larga popolazione di utenti finali.compiono funzioni ben definite sottoforma di transazioni preconfezionate. Sono esempi le persone che consultano dati di borsa o gli impiegati alle reception l 9

10 Categorie di utenti finali l Sofisticati: comprende gli analisti, scienziati, ingegneri, e utenti che hanno familiarità con le caratteristiche del sistema. Molti di essi usano pacchetti software che lavorano molto da vicino con i database l Stand-alone: utilizzano i database per scopi personali usando applicazioni pronte per l uso. l Esempi sono i programmi per il pagamento delle tasse che creano un database personale Vantaggi nell utilizzo di un database lcontrollo della ridondanza nella memorizzazione dei dati e degli sforzi nella loro manutenzione l Divisione dei dati tra più utenti lrestrizioni agli accessi non autorizzati. lstrutture di memorizzazione per un efficiente processo di interrogazione l 10

11 Vantaggi nell utilizzo di un database l Servizi di backup e recovery l Interfacce molteplici per diverse classi di utenti l Rappresentazione di relazioni complesse tra i dati l Vincoli di integrità l Permette di effettuare inferenze e azioni utilizzando delle regole Altre considerazioni con l uso dei database l Alto potenziale per l uso di standard: cruciale per il successo delle applicazioni per database, in grandi organizzazioni lo standard si riferisce a nomi di dati, formati per la visualizzazione, meta-dati (descrizione dei dati) ecc. l Ridotto tempo di sviluppo: la differenza di tempo per l aggiunta di nuove applicazioni è ridotta l Flessibilita nel modificare strutture dati: le strutture dei database possono evolversi con il variare dei requisiti l Disponibilità di informazioni aggiornate moltoimportanti per sistemi con transazioni on-line(aereoporti, hotel, noleggio automobili, ecc..) l Economie di scala: consolidando i dati e applicazioninei vari dipartimenti, sovrapposizioni inutili di risorse e di personale possono essere evitate l 11

12 Estensione delle capacità dei database Sono state aggiunte nuove funzionalità ai DBMS nelle seguenti aree: l Applicazioni scientifiche l Gestione e memorizzazione delle immagini l Gestione audio e video l Data mining l Gestione dei dati spaziali l Serie temporali e gestione dei dati storici Quando non utilizzare un DBMS l Principali inibitori (costi) all uso dei DBMS: l Alto investimento iniziale e possibile acquisto di nuovo hardware l Sovraccarico nel fornire generalità, sicurezza, controllo della concorrenza, recovery, funzioni di integrità l Quando un DBMS può essere non necessario l Se le applicazioni sono semplici, ben fatte e non ci si aspetta che cambino l Quando ci sono requisiti di real-time che potrebbero non essere soddisfatti a causa del sovraccarico proprio dei database l Quando non è richiesto un accesso concorrente l 12

13 Quando non utilizzare un DBMS Quando un DBMS non basta: l Se il database non è capace di gestire la complessità dei dati, a causa dei limiti della modellazione l Se gli utenti hanno bisogno di operazioni particolari che non sono supportate dai DBMS Modelli di dati l 13

14 Un database è.. un sistema che fornisce un metodo aperto, completo e integrato alla gestione delle informazioni Scopi di un database l Memorizzare ed estrarre informazioni tra loro correlate l realizzare l indipendenza tra la memorizzazione fisica e la struttura logica del DB l fornire una modalità di accesso semplice a tutte le tipologie di dati l dare una completa flessibilità nel disegno delle strutture di database l ridurre lo spazio di memorizzazione delle informazioni e limitare la ripetizione dei dati (ridondanza) l 14

15 Modelli di dati luna collezione di strumenti per descrivere: Dati Relazioni tra i dati Semantica dei dati Vincoli sui dati Modelli di dati lper un utente un DB è una collezione di dati che modellano una realtà di interesse ll astrazione logica con cui i dati vengono messi a disposizione dell utente è un modello di dati: Un modello di dati è una collezione di concetti messi a disposizione per descrivere i dati, le loro associazioni e i vincoli che questi devono rispettare. l 15

16 Modello dei dati l Insieme di costrutti utilizzati per organizzare i dati di interesse e descriverne la dinamica l Componente fondamentale: meccanismi di strutturazione (o costruttori di tipo) l Come nei linguaggi di programmazione esistono meccanismi che permettono di definire nuovi tipi, così ogni modello dei dati prevede alcuni costruttori l Esempio: il modello relazionale prevede il costruttore relazione, che permette di definire insiemi di record omogenei Modelli dei dati ldue tipi (principali) di modelli l modelli logici l modelli concettuali l 16

17 Modelli Concettuali Permettono di rappresentare i dati in modo indipendente da ogni sistema l cercano di descrivere i concetti del mondo reale l sono utilizzati nelle fasi preliminari di progettazione Il più diffuso è il modello Entity- Relationship Modelli logici l Adottati nei DBMS esistenti per l organizzazione dei dati l utilizzati dai programmi l indipendenti dalle strutture fisiche l esempi: relazionale, reticolare, gerarchico, a oggetti l 17

18 Modelli di Database (modelli logici) l Gerarchico: I dati sono connessi tra loro secondo strutture ad albero. Ogni record che non sia la radice dell albero deve avere uno ed un solo padre. Ridondanza dei dati. Limitazioni sui modi di esecuzione delle operazioni sui dati l Reticolare: I dati sono legati tra loro con strutture ad anello; ogni record può avere uno o più record padre. Dipendenza dei programmi dalla struttura dei dati. l Relazionale: I dati sono organizzati in tavole o tabelle chiamate relazioni. La relazione è la rappresentazione del legame logico dei dati. Indipendenza logica delle strutture con i programmi l Oggetti: Vengono memorizzati sia i dati che le operazioni sui dati come un singolo oggetto identificato da uno specifico OID (Object Identifier). Gli oggetti sono collegati tra loro attraverso le regole di ereditarietà tipiche del modello a oggetti Struttura di un database lfisica : Determinata dai file del S.O che costituiscono il Database llogica: Collezione di oggetti di Database. Gli oggetti sono strutture logiche che si riferiscono direttamente ai dati l 18

19 Architettura (semplificata) di un DBMS Architettura semplificata di un DBMS: schemi l schema logico: descrizione della base di dati nel modello logico (ad esempio, la struttura della tabella) l schema interno (o fisico): rappresentazione dello schema logico per mezzo di strutture memorizzazione (file; ad esempio, record con puntatori, ordinati in un certo modo) l 19

20 Indipendenza dei dati l Il livello logico è indipendente da quello fisico: l una tabella è utilizzata nello stesso lmodo qualunque sia la sua realizzazione fisica (che può anche cambiare nel tempo) Architettura ANSI/SPARC a tre livelli per DBMS l 20

21 Architettura ANSI/SPARC: schemi l schema logico: descrizione dell intera base di dati nel modello logico principale del DBMS l Schema interno (o fisico): rappresentazione dello schema logico per mezzo di strutture fisiche di emorizzazione l schema esterno: descrizione di parte della base di dati in un modello logico ( viste parziali, derivate, anche in modelli diversi) Una vista l 21

22 Indipendenza dei dati conseguenza della articolazione in livelli l l accesso avviene solo tramite il livello esterno (che può coincidere con il livello logico) l due forme: l indipendenza fisica l indipendenza logica Indipendenza fisica l il livello logico e quello esterno sono indipendenti da quello fisico l una relazione è utilizzata nello stesso modo qualunque sia la sua realizzazione fisica l la realizzazione fisica può cambiare senza che debbano essere modificati i programmi l 22

23 Indipendenza logica lil livello esterno è indipendente da quello logico l aggiunte o modifiche alle viste non richiedono modifiche al livello logico l modifiche allo schema logico che lascino inalterato lo schema esterno sono trasparenti Il modello relazionale ha tre principali aspetti: l Strutture: Le strutture sono oggetti ben definiti che memorizzano o accedono ai dati di un database. Le strutture e i dati contenuti al loro interno possono essere manipolati dalle operazioni l Operazioni: Le operazioni sono azioni chiaramente definite che permettono agli utenti di manipolare i dati e le strutture di un database. Queste operazioni devono conformarsi ad un insieme predefinito di regole (regole di integrità) l Regole di integrità: leggi che indicano quali operazioni sono ammesse sulle strutture di un database l 23

24 Progettazione di basi di dati Progettazione di basi di dati l È una delle attività del processo di sviluppo dei sistemi informativi l va quindi inquadrata in un contesto più generale: l il ciclo di vita dei sistemi informativi: Insieme e sequenzializzazione delle attività svolte da analisti, progettisti, utenti, nello sviluppo e nell uso dei sistemi informativi attività iterativa, quindi ciclo l 24

25 Ciclo di vita Fasi (tecniche) del ciclo di vita l Studio di fattibilità: definizione costi e priorità l Raccolta e analisi dei requisiti: studio delle proprietà del sistema l Progettazione: di dati e funzioni l Realizzazione l Validazione e collaudo: sperimentazione l Funzionamento: il sistema diventa operativo l 25

26 Progettazione l La progettazione di un sistema informativo riguarda due aspetti: l Progettazione dei dati l Progettazione delle applicazioni Ma: i dati hanno un ruolo centrale Sono più stabili Progettazione Dati l 26

27 Progettazione Dati Requisiti della Base di dati l 27

28 Prodotti delle fasi I prodotti della varie fasi sono schemi di alcuni modelli di dati: Schema concettuale Schema logico Schema fisico Modelli l modelli logici: utilizzati nei DBMS esistenti per l organizzazione dei dati utilizzati dai programmi indipendenti dalle strutture fisiche esempi: relazionale, reticolare, gerarchico, a oggetti l modelli concettuali: permettono di rappresentare i dati in modo indipendente da ogni sistema: l cercano di descrivere i concetti del mondo reale l sono utilizzati nelle fasi preliminari di progettazione l il più noto è il modello Entity-Relationship l 28

29 Modelli concettuali, perché? l Modelli concettuali, perché? l Proviamo a modellare una applicazione definendo direttamente lo schema logico della base di dati: l da dove cominciamo? rischiamo di perderci subito nei dettagli dobbiamo pensare subito a come correlare le varie tabelle (chiavi etc.) i modelli logici sono rigidi Modelli concettuali, perché? l servono per ragionare sulla realtà di interesse, indipendentemente dagli aspetti l realizzativi l permettono di rappresentare le classi di dati di interesse e le loro correlazioni l prevedono efficaci rappresentazioni grafiche (utili anche per documentazione e comunicazione) l 29

30 Architettura Architettura (semplificata semplificata) di ) di un un DBMS l 30

31 Generalità sull analisi dei dati L analisi dei dati li dato sono l elemento primario attorno a cui ruota il mondo dell informatica li dati sono esaminati, analizzati e rappresentati in uno schema (modello) concettuale che costituisce il riferimento per proseguire sino alla realizzazione di una base di dati gestita da un software specializzato: il DBMS l 31

32 L analisi dei dati Leggi DBMS Cancella Aggiorna Scrivi Vantaggi uso DBMS Per capire i vantaggi di un approccio di questo tipo è necessario osservare gli inconvenienti, gli errori riscontrati con l avvento e la propagazione dell informatica Le applicazioni inizialmente erano progettate con lo scopo di risolvere isolati problemi, generalmente settoriali e trascinavano con sé i dati necessari l 32

33 Vantaggi uso DBMS In seguito si è rilevata la necessità di integrare le applicazioni tra di loro. La mancanza di dettami, di regole di condivisione delle risorse informatiche aveva prodotto i seguenti inconvenienti sui dati: sfasature, incongruenze, duplicazioni, sinonimie.. Modello dei dati L idea di base è stata quella di esaminare i dati aziendali in modo globale, comprendendone la natura, considerandone gli aspetti semantici. Si sono fissate poi una volta per tutte le regole legate agli accessi ai dati e si è realizzato un software specifico per questo compito: il DBMS l 33

34 Come rappresentare un serbatoio grande di dati interpretandone correttamente i contenuti? Tramite una vista concettuale del mondo dati legata alla essenziale natura del dato. Si è rilevato uno stretto legame tra il modello concettuale ed i dati reali, si è cercato di automatizzare la traduzione del modello concettuale nel modello Logico che rappresenta una vista aderente al tipo di DBMS utilizzato e poi al modello fisico strettamente legato ai supporti magnetici. l 34

35 Metodi Metodi Il modello concettuale può essere ottenuto con un approccio top-down raffinando e approfondendo gradualmente il modello. Una razionalizzazione della base dati può essere applicata anche a partire dal basso. Raccogliendo tutte le aggregazioni di dati usati nell azienda: documenti, archivi, dati immessi a schermo. La normalizzazione consente di estrarre gruppi significativi di dati. l 35

36 Metodo pratico Fasi di lavoro lcostruire il modello concettuale con l approccio Top Down lapplicare la normalizzazione per verificare la bontà del modello ottenuto l 36

37 Diagramma Entity - Relationship l 37

38 Diagramma E-R l L approccio Entity Relationship al problema della progettazione dei dati è dovuto a Chen che lo ha presentato negli anni l Qusto approccio consiste di uno strumento grafico (il diagramma E-R) che si presta in modo semplice ed efficace ad identificare e rappresentare i fenomeni significativi (entità) nell ambito di una certa realtà ed i loro legami (relazioni). Realtà da rappresentare? Il criterio per tracciare il confine della realtà da studiare sarà quello di includervi tutto ciò che presenta un alto livello di integrazione logica tra i dati trattati e le entità coinvolte. l 38

39 Entità l Una entità è una qualunque cosa che interessi la nostra applicazione della quale sia necessario tenere traccia. l Può rappresentare qualcosa di materiale come ad esempio un impiegato, un corso, una disciplina,.. l Le entità appartengono generalmente a queste categorie: persone, cose, luoghi ed eventi. l 39

40 Entità l Sono entità: Impiegato Prodotto Cliente.. l Non sono entità: Codice prodotto Codice prodotto è solo una proprietà dell entità prodotto non l entità vera e propria. Entità Insieme di oggetti della realtà che possiedono caratteristiche comuni e che hanno un esistenza autonoma. Graficamente un entità si rappresenta con un rettangolo Persona Automobile l 40

41 Tipo Entità Le entità possono essere classificate in tipi entità in modo da potersi riferire all insieme di tutte le entità omogenee con il nome assegnato al tipo entità. Nel gergo comune tipo entità ed entità si considerano sinonimi Un singolo oggetto dell insieme tipo entità viene chiamato ISTANZA o RICORRENZA Esempio lentità (o tipo entità) : Persona listanza o ricorrenza dell entità persona: Mario Rossi l 41

42 Associazioni Una associazione indica qualunque legame logico tra due o più entità (Rilevante nella realtà che si sta analizzando) Esempio Rossi Bianchi Ancona Bologna Milano Associazione che rappresenta la residenza l 42

43 Associazione Graficamente un associazione si rappresenta con un rombo. Persona Persona-Città Città Istanza di una associazione Aggregazione di istanze delle entità che prendono parte ad una associazione Sia p una istanza dell entità persona Sia c una istanza dell entità città La coppia p,c è una istanza della associazione persona-città(risiede) Es. (Bianchi,Ancona) l 43

44 Cardinalità di una associazione Esprime il rapporto quantitativo che esiste tra le istanze delle due entità correlate in esame. Si rappresenta con i valori minimo e massimo. Cardinalità di una associazione Cliente (1,1) Cliente- (0,M) Ordine Ordine (Min,Max) (Min,Max) l 44

45 Cardinalità lm indica che ad un cliente possono essere associati molti prodotti l1che a ciascun ordine è associato necessariamente ad un solo cliente l0 che a un cliente può non essere associato alcun ordine Cardinalità Un modo pratico Presa una istanza dell entità CLIENTE (un preciso cliente) quanti ordini (istanze dell entità ORDINE) sono associati a lui? Al minimo nessuno (0) Al massimo M (Molti) Presa una istanza dell entità Ordine (un preciso ordine) quanti clienti vi sono associati? Al minimo 1 Al massimo 1 l 45

46 Associazioni:vincoli di cardinalità Esempio l 46

47 Esercizio cardinalità Associazioni ricorsive (0,1) Persona (0,1) Matrimonio Monogamia Persona (0,M) Matrimonio Poligamia (0,1) Le ricorrenze della entità giocano ruoli diversi a seconda del senso di percorrenza dell associazione l 47

48 esercizio lmodellare un organigramma aziendale (relazione dipende da..) l 48

49 l 49

50 Associazioni tra più di 2 entità Esempio: Si vuole modellare e tenere traccia di quale attività di un progetto è realizzata da uno specifico fornitore Associazioni tra più di due entità Progetto Fornitore (0,M) Progetto- Fornitore- Attività Attività (0,M) (0,M) l 50

51 Associazione tra più di due entità Nella associazione dell esempio le entità coinvolte sono 3. La cardinalità esprime di volta in volta le associazioni tra le diverse coppie e la rimanente entità. Quindi: la cardinalità (0,M) accanto all entità progetto esprime che a una precisa coppia composta da attività e fornitore non necessariamente corrisponda un progetto ma possono corrispnderne molti. l La cardinalità (0,M) accanto all entità attività significa che un fornitore non realizza necessariamente una attività in un progetto, ma potrebbe realizzarne molte. l La cardinalità (0,M) accanto a Fornitore, significa che non è detto che ad ogni coppia progetto, attività corrisponda un fornitore, ma una attività di un progetto può essere realizzata da più fornitori Nel caso di associazioni tra 4 entità si ragionerebbe valutando le cardinalità delle terne rispetto alla quarta entità e così via. l 51

52 Esempio Modellare la seguente applicazione: Un cliente stipula diverse polizze assicurative per assicurare i propri beni Si faccia riferimento ad una unica compagnia assicurativa e che i beni siano tutti i beni assicurati dai clienti di questa compagnia Associazioni tra più di due entità l 52

53 Associazioni tra più di due entità Associazioni ridondanti l 53

54 Associazioni ridondanti ll associazione PROMOZIONE è ridondante. Esprime che a certi clienti, certe parti sono state offerte in promozione Dipendenze Vi sono dei tipi speciali di entità e associazioni che è bene evidenziare nel diagramma E/R Dipendenze per esistenza Dipendenze per identificazione l 54

55 Dipendenze per esistenza ll esistenza di una certa entità dipende dalla presenza o meno di una o più entità Dipendenze per identificazione lsi parla di dipendenza per identificazione quando l identificatore dell entità indipendente concorre ad identificare l entità dipendente. l 55

56 Dipendenze per identificazione Dipendenze per identificazione lnell esempio l istanza RIGA ORDINE è identificata dal numero di ordine e da un progressivo di riga. lle dipendenze per identificazione sono sempre anche dipendenze per esistenza l 56

57 Osservazioni le importante individuare la presenza delle entità dipendenti e indipendenti a causa delle regole semantiche di integrità che la loro gestione dovrà rispettare in futuro. Ciò significa definire il comportamento da seguire quando si cancella o aggiorna l entità indipendente e quando si inserisce quella dipendente. Entità dipendenti e indipendenti l 57

58 Gerarchie ISA lnella pratica può capitare che una entità sia scomponibile in sottoentità con queste caratteristiche: Hanno dati propri e non appartenenti alle altre sottoentità Vi sono correlazioni che coinvolgono solo alcune sottoentità Gerarchie ISA l 58

59 Gerarchie IS-A lnell esempio DIPENDENTE AMMINISTRATIVO, RAPPRESENTANTE vi sono dati tipici del rappresentante (provvigioni, quote,..). Inoltre possono esistere delle associazioni tra i dipendenti e i clienti che riguardano solo i rappresentanti ldefinire Entità Riassumendo: Associazioni e cardinalità l Individuare: Dipendenze per esistenza e identificazione Gerarchie IS-A l 59

60 Esercizio La Biblioteca l 60

61 Attributi lentità e Associazioni possiedono un certo numero di PROPRIETA che le caratterizzano. lun ATTRIBUTO è una delle proprietà che descrive una entità Attributi l 61

62 Dominio di un attributo linsieme dei possibili valori che l attributo può assumere Non va considerato semplicemente il Formato dei dati. Ad esempio il dominio dell attributo sesso è costituito da due valori F e M Osservazioni su domini e attributi l Attributi derivati Il loro valore è ricavato mediante un procedimento di calcolo dal valore di altri attributi l Univocità di significato E fondamentale che ciascun attributo abbia un significato univoco ben preciso ed indipendente dal valore di altri attributi l Gruppo di attributi In una prima fase di analisi non è sempre desiderabile individuare tutti i singoli attributi di entità e associazioni; in alcuni casi è possibile riferirsi con un nome complessivo, detto gruppo di attributi ad un insieme di singoli attributi omogenei l 62

63 lattributi derivati Osservazioni Tot-ordine lunivocità di significato Es. QTA-PARTE (prodotta e ordinata) lgruppo di attributi Es. attr-magazzino-parte Chiave candidata di una entità lindichiamo come chiave candidata di una entità ogni attributo o insieme di attributi che identifichi univocamente ciascuna ricorrenza di un entità l 63

64 Chiavi candidate Chiave primaria e chiavi candidate lnell esempio gli attributi CODICE, CODICE FISCALE e l insieme (NOME, DATA DI NASCITA, LUOGO) sono tre chiavi candidate per l entità impiegato. ldall insieme delle chiavi candidate si sceglie la chiave primaria che descrive tra tutte le possibili chiavi al meglio l entità rappresentata l 64

65 Chiavi candidate di una associazione Una chiave candidata di una associazione è composta da più chiavi primarie delle entità coinvolte. Chiavi candidate di una associazione l 65

66 Osservazioni lnell esempio si è fatta l ipotesi che la numerazione degli ordini e dei clienti sia un progressivo assoluto lla associazione cliente-ordine ha una chiave candidata uguale alla chiave candidata dell entità ordine lquesto accade sempre nelle relazione 1-M Attributi nelle gerarchie IS-A lnelle gerarchie IS-A vi sono attributi propri delle diverse sottoentità. La chiave primaria delle sottoentità è la stessa dell entità principale. l 66

67 Esempio Attributi multivalore l Es. N di telefono l Carte di credito l.. Rivelano entità secondarie. Estrarre dal modello Entità Attributive Es. L attributo numero di telefono dell entità cliente: Se è prevista la gestione di + numeri telefonici per lo stesso cliente tale attributo diventa multivalore l 67

68 Associazioni M-M lle correlazioni M M dotate di attributi propri rivelano l esistenza nel modello di entità associative Es. Se si considera la relazione ISCRIZIONE tra impiegato e corso questa diventa una entità associativa per la presenza degli attributi propri data_iscrizione, stato iscrizione Entità del modello ER lentità fondamentali lprima stesura del modello lentità attributive lattributi multivalore l Entità associative lcorrelazioni M-M l 68

69 Conclusioni l Lo schema mostra i passi da seguire per ottenere lo schema concettuale secondo la metodologia ERD l Non si deve pernsare che ogni passo debba essere necessariamente completato prima di passare al successivo l Le attività di individuazione delle entità e delle associazioni sono interdipendenti e si passa da una all altra senza una sequenza predeterminabile l L intero processo è di tipo ripetitivo, intendendo con ciò che le fasi più a valle possono determinare un riciclo delle attività precedenti. l 69

70 Conclusioni l La prima stesura del modello evidenzia le entità fondamentali. Se qualcuna dovesse sfuggire sarà individuata approfondendo il modello. l L approfondimento del modello che consiste nell assegnazione degli attributi ad entità ed associazioni rivela entità secondarie in quanto o gli attributi sono multivalore o vi sono correlazioni M-M dotate di attributi propri Nel primo caso le entità estratte si chiamano attributive Nel secondo caso si chiamano entità associative Esercizio ER l 70

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