14.4 LA PUBBLICITÀ. La pubblicità

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "14.4 LA PUBBLICITÀ. La pubblicità"

Transcript

1 La pubblicità LA PUBBLICITÀ Oltre a fissare i prezzi o le quantità, scegliere gli investimenti ed esercitare pressioni sulle autorità, le imprese intraprendono molte altre azioni strategiche per aumentare i propri profitti. Una delle più importanti è l impiego della pubblicità. Vi sembra di vedere e rivedere sempre lo stesso messaggio pubblicitario in televisione? Non vi sbagliate. Nel luglio del 1998, i messaggi pubblicitari di Burger King apparvero sulla rete televisiva nazionale statunitense e sulla TV via cavo 4718 volte; quelli di McDonald s apparvero 3686 volte; quelli di COLLECT (un servizio di telefonate a carico del destinatario) 2799 volte; quelli di (un servizio telefonico) 2730 volte e quelli di Geico Auto Insurance (una società di assicurazione) 2569 volte. 15 Anche il Dipartimento statunitense per le statistiche nazionali partecipò al bombardamento pubblicitario televisivo, trasmettendo messaggi pubblicitari (volti a raggiungere ogni adulto almeno 36 volte e qualcuno persino 120 volte) per esortare gli spettatori a collaborare nel censimento del La pubblicità è solo uno dei modi possibili per promuovere un prodotto. Tra le altre attività promozionali annoveriamo l offerta di campioni gratuiti e l impiego di agenti di vendita. Alcune tattiche promozionali sono piuttosto sottili. Per esempio, i supermercati dispongono i cereali a elevato contenuto zuccherino per la colazione sugli scaffali più bassi, in modo che essi si trovino all altezza dell occhio del bambino. Secondo un indagine svolta dall organizzazione non profit Center for Science in the Public Interest, in 27 supermercati situati su tutto il territorio nazionale statunitense la posizione media di 10 marche attraenti per i bambini (44% di zucchero) corrispondeva allo scaffale più vicino al pavimento, mentre la posizione media di 10 marche per adulti (10% di zucchero) corrispondeva allo scaffale più alto. Prima del 1991, la pubblicità sui mass media (messaggi pubblicitari su televisione, radio, quotidiani e riviste) assorbiva la quota maggiore dei budget per il marketing. Dal 1991 la quota maggiore è stata conquistata dalle promozioni per i consumatori (omaggi, vendite abbinate, buoni, concorsi e altro). Per esempio, nell estate del 1994, Frito-Lay (una divisione di PepsiCo specializzata in snack) spese tutto il proprio budget di marketing per sponsorizzare il tour di concerti della cantante country Reba McEntire. 16 Iniziamo la nostra analisi esaminando la pubblicità (o le altre attività promozionali) attuata da un monopolio, che non ha rivali. Consideriamo poi la pubblicità strategica di un duopolio, ove ogni impresa pubblicizza i propri prodotti per attrarre i consumatori sottraendoli al rivale. La pubblicità del monopolio Un monopolista pubblicizza i propri prodotti per aumentare i profitti. Una campagna pubblicitaria riuscita sposta la curva di domanda di mercato modificando i gusti dei consumatori o fornendo informazioni sui nuovi prodotti. Il monopolista potrebbe essere in grado di cambiare i gusti di alcuni consumatori informandoli che un atleta o un attore famoso utilizzano un certo prodotto; i bambini e gli adolescenti sono spesso l obiettivo di questo tipo di pubblicità (si consulti a questo proposito il 15 Enrico, Dottie, On the Spot, TV Guide, 19 settembre 1998: Wilma! What Happened to the Plain Old Ad?, Business Week, 3375, 6 giugno 1994:54.

2 2 CAPITOLO 14 Le strategie sito la sezione Smoking Gun Evidence? per un analisi della pubblicità della sigarette rivolta ai giovani). Se il messaggio pubblicitario convince alcuni consumatori che essi non possono vivere senza il prodotto, la curva di domanda del monopolio potrebbe spostarsi verso l esterno e diventare meno elastica nel nuovo equilibrio, ove l impresa chiede un prezzo maggiore (Capitolo 11). Se l impresa informa i potenziali consumatori a proposito di un nuovo utilizzo del proprio prodotto (per esempio, il petrolato protegge le labbra prevenendo le screpolature ), la domanda in corrispondenza di ogni prezzo aumenta. Applicazione LA PUBBLICITÀ DEI FARMACI Una nuova tendenza pubblicitaria piuttosto importante è la pubblicità che le case farmaceutiche rivolgono direttamente al consumatore finale. I messaggi esortano gli spettatori televisivi a chiedere al proprio medico determinati farmaci vendibili solo su prescrizione. Prima del 1997 le imprese farmaceutiche si rivolgevano esclusivamente ai medici e ai farmacisti poiché ogni messaggio pubblicitario doveva includere informazioni dettagliate a proposito degli effetti collaterali. Nel 1997 la Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA) attenuò le proprie leggi in materia di pubblicità: i messaggi pubblicitari erano ritenuti accettabili se si attenevano agli utilizzi approvati da FDA e informavano gli spettatori su come ottenere ulteriori dettagli. Presto la FDA richiese che venissero rivelati gli effetti collaterali più gravi e diffusi. In seguito al cambiamento delle leggi nel 1997, la spesa annuale delle case farmaceutiche negli Stati Uniti per i messaggi pubblicitari triplicò, giungendo a oltre 60 milioni di dollari per Pravachol (un farmaco che riduce il colesterolo) e Allegra (che allevia i sintomi delle allergie); la crescita del fatturato dal 1997 al 1998 ammontava al 16% per Pravachol e al 105% per Allegra. La spesa mensile di circa 100 milioni di dollari per la pubblicità rivolta ai consumatori nel 1998 era quasi cinque volte tanto quella relativa a tre anni prima. Uno dei primi messaggi pubblicitari rivolti direttamente ai consumatori da Schering-Plough per Claritin, un cosiddetto antistaminico non sedativo, fece diventare il farmaco uno dei nomi di marca più richiesti in un indagine medica: le vendite aumentarono del 40% l anno successivo alla messa in onda di messaggi pubblicitari televisivi che presentavano una mongolfiera fluttuante sulle note di Blue Skies di Irving Berlin. Nel 1999 la società spese una stima di 166 milioni di dollari per pubblicizzare Claritin. Queste nuove promozioni stanno funzionando. Secondo un sondaggio effettuato negli Stati Uniti, l 80% dei pazienti e dei medici hanno visto messaggi pubblicitari di farmaci, il 27% dei pazienti che assumono farmaci vendibili solo su prescrizione affermano di aver parlato con il proprio medico di un farmaco che avevano visto pubblicizzato e il 7% sostengono di aver chiesto al medico di prescrivere loro un farmaco pubblicizzato. Quando ai pazienti venne chiesto come avrebbero reagito se il medico si fosse rifiutato di prescrivere tale farmaco, un quarto rispose che avrebbe cercato la prescrizione altrove e il 15% affermò che avrebbe riflettuto sull eventualità di lasciare il proprio medico. I 10 farmaci oggetto delle campagne pubblicitarie più massicce furono responsabili del 22% dell aumento totale della spesa dei consumatori per tutti i farmaci negli ultimi cinque anni. La decisione di pubblicità. Anche se la pubblicità riesce a spostare la domanda, a un impresa potrebbe non convenire pubblicizzare i propri prodotti. Se la pubblicità sposta la domanda verso l esterno o la rende meno elastica, il profitto lordo dell impresa, che non considera il costo della pubblicità, deve aumentare. L impresa attua tuttavia la campagna pubblicitaria solo se si aspetta un aumento del proprio profitto netto (la differenza tra il profitto lordo e il costo della pubblicità). Nella Figura 14.9 illustriamo il processo decisionale di un monopolio ricorrendo all esempio di Coca-Cola e Pepsi presentato nel Capitolo 13. Inizialmente, suppo-

3 La pubblicità 3 Figura 14.9 La pubblicità. Supponete che Coca-Cola sia un monopolista. Se essa non pubblicizza i suoi prodotti, la sua curva di domanda è D 1. Al suo livello attuale di pubblicità, la sua curva di domanda è D 2 : la pubblicità aumenta il profitto lordo di Coca- Cola (che non considera il costo della pubblicità) portandolo da π 1 a π 2 = π 1 + B. Se quindi il costo della pubblicità è inferiore al beneficio da essa apportato, B, il profitto netto di Coca-Cola (la differenza tra il profitto lordo e il costo della pubblicità) aumenta. nete che Coca-Cola sia un monopolio negli Stati Uniti; se non pubblicizza i propri prodotti, l impresa è soggetta alla curva di domanda D 1 (sulla base delle stime di Gasmi, Laffont e Vuong, 1992); se invece fa pubblicità al livello corrente, la sua curva di domanda si sposta da D 1 a D 2. Il costo marginale di Coca-Cola, MC, è costante e pari al costo medio, AC, di $ 5 per unità (10 cassette). Prima della pubblicità, Coca-Cola sceglie la propria quantità, Q 1 = 24 milioni di unità, ove il costo marginale è pari al ricavo marginale, MR 1, corrispondente alla sua curva di domanda, D 1. Il monopolista massimizza i suoi profitti nel punto e 1 vendendo a un prezzo p 1 = $ 11. Il profitto del monopolista, π 1, è un rettangolo con altezza pari alla differenza tra il prezzo e il costo medio, ossia $ 6 (= $ 11 $ 5) per unità, e lunghezza pari alla quantità, ossia 24 unità (decine di milioni di cassette di lattine da trentatre centilitri). Dopo che la campagna pubblicitaria (con orsi polari danzanti o altro) sposta la curva di domanda a D 2, Coca-Cola sceglie una quantità maggiore, Q 2 = 28, ove si intersecano le curve MR 2 e MC. Nel nuovo equilibrio, e 2, Coca-Cola chiede il prezzo p 2 = $ 12. Nonostante il prezzo più elevato, Coca-Cola vende una quantità

4 4 CAPITOLO 14 Le strategie maggiore dopo la pubblicità grazie allo spostamento verso l esterno della propria curva di domanda. Il risultato è che il profitto lordo di Coca-Cola aumenta di più del 36%. Il nuovo profitto lordo di Coca-Cola è il rettangolo π 1 + B, con altezza pari alla differenza tra il nuovo prezzo e il costo medio, $ 7, e lunghezza pari alla quantità, 28. Quindi il beneficio, B, che Coca-Cola trae dalla pubblicità a tale livello corrisponde all incremento del profitto lordo. Se il costo della pubblicità è inferiore a B, il profitto netto aumenta e a Coca-Cola conviene pubblicizzare i propri prodotti a tale livello piuttosto che non pubblicizzarli. Il livello di pubblicità. In generale, quanta pubblicità dovrebbe attuare un monopolista per massimizzare il profitto netto? Per rispondere a tale domanda consideriamo che cosa accade se il monopolista aumenta o riduce la spesa in pubblicità di 1, che è il costo marginale di una unità aggiuntiva di pubblicità. Se un monopolista spende un euro in più in pubblicità e il profitto lordo aumenta di una somma maggiore di un euro, il profitto netto incrementa, quindi la pubblicità aggiuntiva conviene. Al contrario, il monopolista dovrebbe ridurre la pubblicità se l ultimo euro speso in pubblicità aumenta il profitto lordo in misura minore di 1, con diminuzione del profitto netto. Il livello di pubblicità del monopolista massimizza quindi il profitto netto se l ultimo euro di pubblicità aumenta il profitto lordo di 1 (si veda l Appendice 14B per un analisi alternativa). In breve, la regola per fissare la quantità di pubblicità che massimizza il profitto è identica a quella per fissare la quantità di output che massimizza il profitto: occorre fissare il livello di pubblicità o di prodotto ove il beneficio marginale (il profitto lordo derivante da una unità aggiuntiva di pubblicità ovvero il ricavo marginale derivante da una unità aggiuntiva di prodotto) è pari al costo marginale. Possiamo spiegare come le imprese utilizzino tali analisi marginali per determinare la quantità di tempo da acquistare presso le stazioni televisive per le televendite, quegli interminabili messaggi pubblicitari televisivi che a volte presentano prodotti di plastica straordinari (e bizzarri): Non è sorprendente? Taglia a fette! a cubetti! Ma attenzione! Non è tutto!. Come mostra la Figura 14.10, nelle piccole stazioni televisive il costo marginale per minuto di trasmissione, MC, è costante e l impresa acquista A 1 minuti di pubblicità, ove il beneficio marginale, MB 1 (marginal benefit), è pari al costo marginale. Applicazione L EFFETTO DEL PROCESSO O. J. Spesso un evento importante come la finale di un campionato di calcio influisce sulle scelte dei telespettatori e sui benefici derivanti dalla pubblicità. Un evento particolarmente significativo per la televisione statunitense fu il processo per omicidio a carico di O.J. Simpson 17 del 1995 trasmesso da molte stazioni televisive e radiofoniche. Il fattore O.J. ridusse i profitti delle televendite trasmesse sulle altre stazioni televisive: nelle mattine dei giorni feriali, le vendite diminuivano quando i telespettatori cambiavano canale per vedere i servizi sul processo. La ragione del crollo delle vendite era dovuta allo spostamento della curva del beneficio margi- 17 O.J. Simpson, ex giocatore afroamericano di football americano e attore di serie televisive di successo, fu accusato di avere ucciso la moglie. Il processo ebbe un enorme eco nei mass media statunitensi.

5 La pubblicità 5 Figura Gli spostamenti della curva del beneficio marginale derivante dalla pubblicità. Prima del processo Simpson, la curva del beneficio marginale della pubblicità è MB 1 e l impresa acquista A 1 minuti di pubblicità, ove MB 1 interseca la curva del costo marginale per minuto di trasmissione, MC. Durante il processo, la curva del beneficio marginale si sposta a sinistra portandosi a MB 2 ; ne consegue che l impresa riduce la quantità di tempo pubblicitario acquistato, spostandosi ad A 2. nale delle televendite. Mentre, prima del processo, $ 1000 spesi in tempo pubblicitario alle 12:30 apportavano in media un fatturato di $ 2190 a Charlotte, nella Carolina del Nord, durante il processo la stessa somma produceva solo $ 1790 (una diminuzione del 18,3%). I corrispondenti dati di San Francisco per le 9:30 erano rispettivamente $ 1740 e $ 790, con una riduzione del 54,6%: per una data quantità ($ 1000 di tempo pubblicitario) il beneficio marginale di San Francisco diminuiva del 54,6% passando da MB 1 a MB 2. A causa dello spostamento della curva del beneficio marginale, un impresa tipica riduceva la quantità di tempo pubblicitario acquistato da A 1 a A 2, in corrispondenza dell intersezione di MB 2 con MC. Le stime delle diminuzioni medie dei fatturati delle televendite causate dal processo Simpson variavano tra il 10% e il 60%, a seconda delle città considerate. La pubblicità strategica Se in un mercato sono presenti diverse imprese, ciascuna sceglie il proprio livello ottimale di pubblicità prendendo in considerazione la pubblicità, la politica di prezzo e le altre strategie dei rivali. La pubblicità di un impresa potrebbe aiutare o danneggiare le altre. La pubblicità che aiuta i rivali. Un impresa potrebbe informare i consumatori a proposito di un nuovo impiego del proprio prodotto; questo tipo di pubblicità potrebbe

6 6 CAPITOLO 14 Le strategie incrementare la domanda del prodotto di tale impresa e anche dei rivali. Per questa ragione una serie di gruppi industriali decisero di pubblicizzare i loro prodotti collettivamente per incrementane la domanda. Negli ultimi anni, per esempio, i produttori di uva passa e i produttori di latte statunitensi hanno unito le proprie forze per attuare delle campagne pubblicitarie molto riuscite (rispettivamente quella dell uva ballerina e dei baffi di latte). Applicazione LO SPAZZOLINO DA DENTI ROSA Precedentemente alla Prima Guerra Mondiale, solo il 26% degli Americani si lavava i denti. A partire dal 1926, in parte grazie ai messaggi pubblicitari come quelli della campagna dello spazzolino rosa di Ipana, che descrivevano minutamente i pericoli delle gengive sanguinanti, la percentuale degli Americani che si lavavano i denti salì al 40%. La pubblicità di Ipana aiutò tutti produttori di spazzolini da denti e di pasta dentifricia. La pubblicità che danneggia i rivali. In alternativa, la pubblicità di un impresa potrebbe incrementare la domanda per il proprio prodotto sottraendo clienti alle altre imprese. Un impresa potrebbe servirsi della pubblicità per differenziare i propri prodotti rispetto a quelli dei rivali, diffondendo messaggi che descrivono le caratteristiche concrete che differenziano effettivamente i prodotti oppure cercando di convincere i clienti dell esistenza di tali differenze, quando invece i prodotti sono in realtà identici. Se un impresa riesce a praticare quest ultimo tipo di pubblicità, si dice che tali prodotti sono differenziati in maniera spuria. Applicazione GLI INGREDIENTI SEGRETI Un impresa può aumentare il profitto se è in grado di convincere i consumatori che il suo prodotto è di qualità superiore rispetto alle altre marche. A partire dagli anni 30 fino agli inizi degli anni 70, gli ingredienti segreti costituivano il pilastro della pubblicità rivolta ai consumatori. Tali ingredienti venivano battezzati con nomi che contenevano una combinazione di lettere e numeri per suggerire che erano stati preparati scientificamente in laboratorio e non progettati a tavolino dai pubblicitari di Madison Avenue. Il sapone Dial si vantava di contenere AT-7; il detersivo Rinso conteneva solium, Comet aveva chlorinol e Bufferin invece di-alminate. Tra i dentifrici, Colgate conteneva Gardol, Gleem aveva GL-70, Crest conteneva fluoristan e Ipana annoverava tra gli ingredienti esaclorofene e Durenamel ( cloruro di sodio e ortofosfato solubile della marca Bristol-Myers ). All incirca vent anni or sono, vantare l utilizzo di ingredienti segreti non riscuoteva più molto successo e i produttori asserivano che le loro marche contenevano ingredienti naturali come il bicarbonato di sodio. Negli ultimi anni, invece, il metodo degli ingredienti segreti è stato reintrodotto per differenziare la propria marca dai concorrenti. I nuovi messaggi pubblicitari ricordano che le gomme da masticare e le mentine per rinfrescare l alito Clorets contengono Actizol; il detersivo Cheer reclamizza un enzima chiamato Color Guard, la crema a protezione solare Shade UVA Guard contiene Parasol 1789 e gli agenti di filtro solare a protezione totale a base di oxybenzone, mentre le Pond s Skin Smoothing Capsules (pillole per una pelle levigata) contengono Nutrium, un miracoloso complesso non grasso.

7 La pubblicità 7 L evidenza empirica. La teoria da sola non basta per prevedere se la pubblicità di un impresa aiuterà o danneggerà le altre. Un caso estremo è rappresentato dalla pubblicità delle sigarette: Roberts e Samuelson (1988) trovarono che la pubblicità delle sigarette è di natura cooperativa poiché incrementa le dimensioni del mercato ma non ne varia notevolmente le quote. 18 Un caso all estremo opposto è costituito dalla pubblicità delle bibite alla cola: secondo Gasmi, Laffont e Vuong (1992), il guadagno che ogni impresa ottiene grazie alla pubblicità avviene alle spese del rivale; la pubblicità di tali bibite, quindi, non produce quasi alcun effetto sulla domanda totale di mercato. Slade (1995) trovò dei risultati intermedi tra questi due estremi per il mercato dei salatini. Gli equilibri della pubblicità strategica. L effetto vantaggioso o svantaggioso prodotto sui rivali dalla pubblicità potrebbe essere un fattore importante nella scelta delle strategie pubblicitarie delle imprese ed è determinante per il risultato finale. La Tabella 14.3 mostra due possibili giochi di duopolio in cui le imprese decidono se pubblicizzare o meno i propri prodotti. Nella parte (a) della tabella, la pubblicità sottrae solamente i clienti ai rivali: se un impresa pubblicizza i propri prodotti, la sua pubblicità attrae i clienti dell altra impresa. A causa dei costi pubblicitari, l aumento del profitto derivante dall adozione della pubblicità da parte di un impresa (il profitto passa da 2 a 3) è inferiore alla diminuzione del profitto dell altra impresa (che scende da 2 a 0). Entrambe le imprese hanno una strategia dominante: pubblicizzare. L equilibrio di Nash prevede quindi la pubblicità per entrambe. Questo gioco è un esempio di dilemma dei prigionieri: entrambe le imprese sarebbero più soddisfatte se colludessero e si accordassero per non pubblicizzare i propri prodotti. Nella parte (b) della tabella, la pubblicità attrae nuovi clienti per entrambe le imprese. Se solo un impresa pubblicizza i propri prodotti, il suo profitto aumenta in misura maggiore (andando da 2 a 4) di quello dell altra impresa (che va da 2 a 3). Se entrambe pubblicizzano i propri prodotti, tuttavia, sono più soddisfatte rispetto alle situazioni in cui ricorre alla pubblicità una sola delle due o nessuna di esse. Anche in questo caso, la pubblicità costituisce la strategia dominante per entrambe le imprese. In ciascuno di questi giochi, entrambe le imprese pubblicizzano i propri prodotti. La differenza è costituita dal fatto che l equilibrio di Nash nel caso della pubblicità è identico all equilibrio collusivo quando la pubblicità incrementa le dimensioni del mercato, come nella parte (b) della tabella e nel mercato delle sigarette; quando invece la pubblicità corrode le vendite delle altre imprese del mercato, come nella parte (a) della tabella e nel mercato delle bibite alla cola, le imprese sono meno soddisfatte nell equilibrio in cui pubblicizzano i propri prodotti. Ne consegue che le imprese di bibite alla cola sarebbero contente se la pubblicità fosse loro vietata, mentre le imprese di sigarette si oppongono al divieto di 18 Osservate, tuttavia, che i dati raccolti dai Centers for Disease Control and Prevention (Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie) suggeriscono che la pubblicità potrebbe spostare la fedeltà dei giovani da una marca all altra.

8 8 CAPITOLO 14 Le strategie Tabella 14.3 Gioco di pubblicità (a) La pubblicità sottrae solamente i clienti dai rivali Impresa 1 Non pubblicizza Pubblicizza Impresa 2 Non pubblicizza Pubblicizza (b) Advertising Attracts New Customers to the Market Impresa 1 Non pubblicizza Pubblicizza Impresa 2 Non pubblicizza Pubblicizza impiegare la pubblicità. 19 In un modello più generale in cui le imprese fissano il livello di pubblicità (piuttosto che decidere solamente se praticarla o meno), tale livello dipende fortemente dalla potenzialità della pubblicità di aumentare le dimensioni del mercato oppure dalla sua sola capacità di sottrarre clienti ai rivali. 19 Dal 1997, le imprese di sigarette, sotto notevoli pressioni giuridiche e governative, hanno negoziato varie restrizioni alla propria pubblicità negli Stati Uniti. Esse hanno tuttavia cercato di evitare ogni restrizione ad altri tipi di attività promozionale, che forse avevano programmato di utilizzare qualora non avessero più potuto pubblicizzare i propri prodotti.

La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità

La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità La La rappresenta il canale principale attraverso il quale i consumatori ottengono informazioni sui prodotti. Nel 2006, le spese pubblicitarie in USA sono state pari al 2,2% 2% del PIL. In Italia, nel

Dettagli

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale)

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio In Oligopolio le imprese possono produrre beni sostanzialmente omogenei, oppure differenziati (automobili, bibite, giornali)

Dettagli

La curva di offerta. La curva di offerta

La curva di offerta. La curva di offerta La curva di offerta La curva di offerta Un diagramma che mostra la quantità di un bene che i venditori desiderano vendere per un dato prezzo rapporto tra prezzo e quantità offerta Ha pendenza positiva

Dettagli

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Pubblicità (Forma di investimento strategico) Introduzione L intensità

Dettagli

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esistono quattro principali tipi di strutture di mercato: concorrenza perfetta, monopolio, concorrenza monopolistica e oligopolio.

Dettagli

12.4 Risposte alle domande di ripasso

12.4 Risposte alle domande di ripasso Il monopolio 81 12.4 Risposte alle domande di ripasso 1. Controllo su input fondamentali; economie di scala; brevetti; economie di rete; licenze governative. Nel lungo periodo il controllo sugli input

Dettagli

Facoltà di Giurisprudenza Corso di Economia Politica. ESERCITAZIONE N.1: Equilibrio di mercato 18-04- 2011

Facoltà di Giurisprudenza Corso di Economia Politica. ESERCITAZIONE N.1: Equilibrio di mercato 18-04- 2011 ESERCITAZIONE N.1: Equilibrio di mercato 18042011 1) La seguente tabella mostra i prezzi e le quantità di un ipotetico mercato dei popcorn. Tracciate le curve di domanda e offerta Prezzo Q.tà domandata

Dettagli

Microeconomia A-K, Prof Giorgio Rampa a.a. 2011-2012. Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012

Microeconomia A-K, Prof Giorgio Rampa a.a. 2011-2012. Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012 Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012 A DEFINIZIONI - Si definiscano sinteticamente i termini anche con l ausilio, qualora necessario, di formule e grafici. 1. Beni

Dettagli

MONOPOLIO, MONOPOLISTA

MONOPOLIO, MONOPOLISTA Barbara Martini OBIETTIVI IL SIGNIFICATO DI MONOPOLIO, IN CUI UN SINGOLO MONOPOLISTA È L UNICO PRODUTTORE DI UN BENE COME UN MONOPOLISTA DETERMINA L OUTPUT ED IL PREZZO CHE MASSIMIZZANO IL PROFITTO LA

Dettagli

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso Esercizio 1 Data la funzione di domanda: ELASTICITÀ Dire se partendo da un livello di prezzo p 1 = 1.5, al produttore converrà aumentare il prezzo fino al livello p 2 = 2. Sarebbe conveniente per il produttore

Dettagli

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:

Dettagli

CAPITOLO 10 I SINDACATI

CAPITOLO 10 I SINDACATI CAPITOLO 10 I SINDACATI 10-1. Fate l ipotesi che la curva di domanda di lavoro di una impresa sia data da: 20 0,01 E, dove è il salario orario e E il livello di occupazione. Ipotizzate inoltre che la funzione

Dettagli

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Relazioni verticali Introduzione Vantaggi e svantaggi dell integrazione

Dettagli

Capitolo 26: Il mercato del lavoro

Capitolo 26: Il mercato del lavoro Capitolo 26: Il mercato del lavoro 26.1: Introduzione In questo capitolo applichiamo l analisi della domanda e dell offerta ad un mercato che riveste particolare importanza: il mercato del lavoro. Utilizziamo

Dettagli

REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE

REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE Nella Sezione 16.5 abbiamo visto come un regolatore che voglia fissare il prezzo del monopolista in modo da minimizzare la

Dettagli

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 8 Ricerca del profitto e mano invisibile Mercati e motivazioni personali Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione

Dettagli

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Master della filiera cereagricola Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Facoltà di Agraria Università di Teramo Impresa e mercati Parte prima L impresa L impresa e il suo problema economico L economia studia

Dettagli

EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI

EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI Indice 1 EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE ------------------------------------------------------------------------------ 3 2 L EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

Dettagli

Il vantaggio comparato. Il vantaggio comparato. Il vantaggio comparato

Il vantaggio comparato. Il vantaggio comparato. Il vantaggio comparato Il vantaggio comparato Nel giorno di San Valentino la domanda statunitense di rose è di circa 10 milioni. Coltivare rose negli Stati Uniti d inverno è difficile. E necessario l uso di serre riscaldate.

Dettagli

CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA

CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA SOMMARIO: 2.1 La domanda. - 2.2 Costi, economie di scala ed economie di varietà. - 2.2.1 I costi. - 2.2.2 Le economie di scala. - 2.2.3 Le economie di varietà.

Dettagli

LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO ATTRAVERSO LA FISSAZIONE DEL PREZZO IN FUNZIONE DELLE QUANTITÀ

LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO ATTRAVERSO LA FISSAZIONE DEL PREZZO IN FUNZIONE DELLE QUANTITÀ LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO ATTRAVERSO LA FISSAZIONE DEL PREZZO IN FUNZIONE DELLE QUANTITÀ In questa Appendice mostreremo come trovare la tariffa in due parti che massimizza i profitti di Clearvoice,

Dettagli

Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica. Esercitazione di Microeconomia sui capitoli 7 e 8

Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica. Esercitazione di Microeconomia sui capitoli 7 e 8 Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica Esercitazione di Microeconomia sui capitoli 7 e 8 Domanda 1 Dite quale delle seguenti non è una caratteristica di un mercato perfettamente competitivo:

Dettagli

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa Economia La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Così come in una famiglia, anche in una economia si devono affrontare molte

Dettagli

ESERCITAZIONE 8: GIOCHI SEQUENZIALI, ASIMMETRIE INFORMATIVE ED ESTERNALITA

ESERCITAZIONE 8: GIOCHI SEQUENZIALI, ASIMMETRIE INFORMATIVE ED ESTERNALITA MICRECNMI CLE.. 003-004 ssistente alla didattica: Elena rgentesi ESERCITZINE 8: GICHI SEUENZILI, SIMMETRIE INFRMTIVE E ESTERNLIT Esercizio : Giochi sequenziali e minacce credibili Si consideri un mercato

Dettagli

Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata

Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata CAPITOLO 1 Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata Esercizio 1.1. Si consideri un mercato per un determinato bene. La curva di offerta delle imprese è Q S = 60 + p, quella di domanda dei consumatori

Dettagli

Le altre forme di mercato

Le altre forme di mercato CL Medicina Veterinaria Anno Accademico 2014-15 Le altre forme di mercato 1 Critiche alla forma di mercato della concorrenza perfetta La forma di mercato della concorrenza perfetta (che è alla base di

Dettagli

Contratti con i clienti

Contratti con i clienti Cambiare le regole Contratti con i clienti Most favoured customer clauses Garantire a tutti i propri clienti il prezzo più basso Apparentemente è una clausola che aiuta i clienti ma Rendono i venditori

Dettagli

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi Economia Politica Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi testo di riferimento: Mankiw, Principi di economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Cap 15 Il monopolio Inquadramento generale In questa sezione prenderemo

Dettagli

9 a Esercitazione: soluzioni

9 a Esercitazione: soluzioni 9 a Esercitazione: soluzioni Corso di Microeconomia K, a.a. 009 00 Monica Bonacina (monica.bonacina@unibocconi.it) Corso di Microeconomia L Z, a.a. 009 00 Stefania Migliavacca (stefania.migliavacca@enicorporateuniversity.eni.it)

Dettagli

Il mercato di monopolio

Il mercato di monopolio Il monopolio Il mercato di monopolio Il monopolio è una struttura di mercato caratterizzata da 1. Un unico venditore di un prodotto non sostituibile. Non ci sono altre imprese che possano competere con

Dettagli

I mercati a due versanti

I mercati a due versanti Mercati a due versanti: definizione I mercati a due versanti Grazie ad Elisa Colorito I mercati a due versanti (o two-sided markets) sono mercati caratterizzati dalla presenza di una piattaforma, gestita

Dettagli

Corso di Economia Politica (a.a. 2007-8) Esercitazioni - Microeconomia

Corso di Economia Politica (a.a. 2007-8) Esercitazioni - Microeconomia Corso di Economia Politica (a.a. 007-8) Esercitazioni - Microeconomia Capitolo 6: Problemi 5, 6, 8, 9 Capitolo 7: Problemi 1,, 4 Capitolo 8: Problemi 3, 10 Capitolo 9: Problemi 3, 4, 7, 9 Capitolo 10:

Dettagli

Domanda e offerta di lavoro

Domanda e offerta di lavoro Domanda e offerta di lavoro 1. Assumere (e licenziare) lavoratori Anche la decisione di assumere o licenziare lavoratori dipende dai costi che si devono sostenere e dai ricavi che si possono ottenere.

Dettagli

Costi unitari materie dirette 30 40 Costi unitari manodopera diretta. Energia 10 20 Quantità prodotte 600 400 Prezzo unitario di vendita 120 180

Costi unitari materie dirette 30 40 Costi unitari manodopera diretta. Energia 10 20 Quantità prodotte 600 400 Prezzo unitario di vendita 120 180 SVOLGIMENTO Per ogni attività di programmazione e pianificazione strategica risulta di fondamentale importanza per l impresa il calcolo dei costi e il loro controllo, con l attivazione di un efficace sistema

Dettagli

Corso di Macroeconomia. Il modello IS-LM. Appunti

Corso di Macroeconomia. Il modello IS-LM. Appunti Corso di Macroeconomia Il modello IS-LM Appunti 1 Le ipotesi 1. Il livello dei prezzi è fisso. 2. L analisi è limitata al breve periodo. La funzione degli investimenti A differenza del modello reddito-spesa,

Dettagli

Esercizi Modulo Impresa. Corso di laurea Consulente del Lavoro e Giurista d'impresa UNIBS, a.a. 2012-2013 Prof.ssa Chiara Dalle Nogare

Esercizi Modulo Impresa. Corso di laurea Consulente del Lavoro e Giurista d'impresa UNIBS, a.a. 2012-2013 Prof.ssa Chiara Dalle Nogare Esercizi Modulo Impresa Corso di laurea Consulente del Lavoro e Giurista d'impresa UNIBS, a.a. 2012-2013 Prof.ssa Chiara Dalle Nogare Esercizio 1 lez.6 Una donna che lavora in un negozio di fotocopie guadagnando

Dettagli

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi 1 2 3 Definizione di marketing: il marketing è l arte e la scienza di conquistare, fidelizzare e far crescere clienti che diano profitto. Il processo di marketing può essere sintetizzato in cinque fasi:

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl Capitolo 12 Il monopolio IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza fondamentale

Dettagli

Communication mix - Advertising

Communication mix - Advertising Economia e Tecnica della Comunicazione Aziendale Communication mix - Advertising Lezione 11 Pubblicità Qualunque forma di presentazione e promozione non personale di idee, beni o servizi svolta dietro

Dettagli

Politica economica: Lezione 16

Politica economica: Lezione 16 Politica economica: Lezione 16 II canale: M - Z Crediti: 9 Corsi di laurea: Nuovo Ordinamento (DM. 270) Vecchio ordinamento (DM. 590) Politica Economica - Luca Salvatici 1 Tipi di beni Beni di ricerca

Dettagli

Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia

Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia 1 Interazione tra produzione, reddito e domanda Variazione della domanda di beni Variazione della

Dettagli

Capitolo 6. Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi

Capitolo 6. Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi Capitolo 6 Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi Costo opportunità Adalberto può guadagnare 6 all ora come cameriere; in alternativa può effettuare raccolta per riciclaggio al prezzo di 2

Dettagli

Capitolo 8. Il monopolio e la concorrenza imperfetta

Capitolo 8. Il monopolio e la concorrenza imperfetta Capitolo 8 Il monopolio e la concorrenza imperfetta In alcuni casi, è ragionevole pensare che le imprese possano influenzare il prezzo Oppure, in alcuni casi è ragionevole aspettarsi che le imprese prendano

Dettagli

Capitolo 5. La produzione e i costi

Capitolo 5. La produzione e i costi Capitolo 5 La produzione e i costi Spostiamo l'attenzione sulle imprese La natura delle imprese L'impresa è una organizzazione, posseduta e gestita da privati, specializzata nella produzione La produzione

Dettagli

Lezione 23. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione di primo grado. Discriminazione di primo grado

Lezione 23. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione di primo grado. Discriminazione di primo grado Lezione 3 omportamento monopolistico ome dovrebbe fissare il prezzo un monopolista? Fino ad ora abbiamo pensato al monopolio come ad un impresa che deve vendere il suo prodotto allo stesso prezzo per ogni

Dettagli

Pensare Strategicamente: La Teoria dei Giochi e l Oligopolio. Cap. 10

Pensare Strategicamente: La Teoria dei Giochi e l Oligopolio. Cap. 10 Pensare Strategicamente: La Teoria dei Giochi e l Oligopolio Cap. 10 Fino a ora abbiamo considerato le variabili che potevano influenzare il comportamento degli individui dati loro obiettivi (max utilità

Dettagli

Università degli Studi dell Aquila

Università degli Studi dell Aquila Università degli Studi dell Aquila Esame di Microeconomia 9 crediti 3 settembre 2014 Docente: Giuseppe Pace ISTRUZIONI Riempire i campi relativi a nome, cognome (IN STAMPATELLO) e matricola sulla griglia.

Dettagli

Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One

Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One G.TOSCANO e A.VINCI Corso: Pricing & Costing LIUC Università di Castellanza Ottobre 2010 Anno accademico 2010/11 Lucidi di Giuseppe Toscano 1 Domande guida per

Dettagli

Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice

Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice Introduzione Principi fondamentali Prevenire l interesse da parte di coloro che non hanno l età legale per il consumo di alcolici Assunzione responsabile

Dettagli

Esercizi svolti per l esame di Microeconomia

Esercizi svolti per l esame di Microeconomia Esercizi svolti per l esame di Microeconomia Università di Bari aa. 014-15 CL Economia e Commercio CL Scienze Statistiche Es. 3.1 Concorrenza perfetta In un mercato in concorrenza perfetta in equilibrio

Dettagli

Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale. G. Pignataro Microeconomia SPOSI

Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale. G. Pignataro Microeconomia SPOSI Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale 1 Mercati perfettamente concorrenziali 1. Price taking Poiché ogni impresa vende una porzione relativamente piccola della produzione complessiva del

Dettagli

Lezione XIII: La pubblicità

Lezione XIII: La pubblicità Lezione XIII: La pubblicità Le spese per la pubblicità (per la promozione delle vendite) sono ingenti in molti settori (per esempio quello farmaceutico, o quello delle bevande analcoliche), e si configurano

Dettagli

MONOPOLIO. 1. Massimizzazione del Profitto

MONOPOLIO. 1. Massimizzazione del Profitto MONOPOLIO Quando nel mercato c è una sola impresa, difficilmente questa accetta il prezzo di mercato come dato. Il monopolista può infatti influire sul prezzo di mercato (price-maker) e quindi sceglie

Dettagli

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo La legge del prezzo unico La parità del potere d acquisto (PPP) Un modello sui tassi di cambio di lungo periodo basato sulla PPP Problemi relativi

Dettagli

Fallimenti del mercato: Il monopolio

Fallimenti del mercato: Il monopolio Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo Fallimenti del mercato: Il monopolio Facoltà di Scienze della Comunicazione Università di Teramo Concorrenza imperfetta La concorrenza

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Differenziazione del prodotto Differenziazione

Dettagli

Economia Politica 2 - MICROECONOMIA ESERCITAZIONE 6 PRIMA PARTE

Economia Politica 2 - MICROECONOMIA ESERCITAZIONE 6 PRIMA PARTE Economia Politica 2 - MICROECONOMIA ESERCITAZIONE 6 Martedì 23 Novembre 2004 PRIMA PARTE Si risponda alle seguenti domande: (N.B. le risposte riportate rappresentano una traccia per lo studente, a cui

Dettagli

Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica. Macroeconomia sui capitoli 19 e 20. Dott.ssa Rossella Greco

Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica. Macroeconomia sui capitoli 19 e 20. Dott.ssa Rossella Greco Facoltà di Scienze Politiche Corso di Economia Politica Esercitazione di Macroeconomia sui capitoli 19 e 20 Dott.ssa Rossella Greco Domanda 1 (Problema 1. dal Cap. 19 del Libro di Testo) Nei paesi di Richland

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Imposte ed efficienza economica

Imposte ed efficienza economica Imposte ed efficienza economica Imposte ed efficienza economica Nell immediato, ogni aumento delle imposte fa diminuire il benessere dei contribuenti. Nel lungo periodo, tale diminuzione è compensata dai

Dettagli

Pricing & Costing: Soluzioni del Caso One-O-One

Pricing & Costing: Soluzioni del Caso One-O-One Pricing & Costing: Soluzioni del Caso One-O-One G.TOSCANO e A.VINCI Corso: Pricing & Costing LIUC Università di Ottobre 2012 Anno accademico 2012/13 1 Domande guida per la discussione 1. Si presentino

Dettagli

Ipotesi sulle preferenze

Ipotesi sulle preferenze La teoria delle scelte del consumatore La teoria delle scelte del consumatore Descrive come i consumatori distribuiscono i propri redditi tra differenti beni e servizi per massimizzare il proprio benessere.

Dettagli

Domande a scelta multipla 1

Domande a scelta multipla 1 Domande a scelta multipla Domande a scelta multipla 1 Rispondete alle domande seguenti, scegliendo tra le alternative proposte. Cercate di consultare i suggerimenti solo in caso di difficoltà. Dopo l elenco

Dettagli

Domande a scelta multipla 1

Domande a scelta multipla 1 Domande a scelta multipla Domande a scelta multipla 1 Rispondete alle domande seguenti, scegliendo tra le alternative proposte. Cercate di consultare i suggerimenti solo in caso di difficoltà. Dopo l elenco

Dettagli

La domanda e l offerta

La domanda e l offerta Universita di Torino - Sede di Biella Corso di Economia Politica Lezione 2: La domanda e l offerta Prof.ssa Maria Laura Di Tommaso Dipartimento di Economia Cognetti de Martiis e-mail marialaura.ditommaso@unito.it

Dettagli

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management CONCESSIONARIE DI PUBBLICITA di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management DEFINIZIONI DEL SETTORE Il settore delle «concessionarie di pubblicità» si occupa della vendita di spazi

Dettagli

Indice. 1 Il mercato in concorrenza perfetta ed il suo equilibrio ------------------------------------------- 3

Indice. 1 Il mercato in concorrenza perfetta ed il suo equilibrio ------------------------------------------- 3 INSEGNAMENTO DI ECONOMIA POLITICA LEZIONE V LE FORME DI MERCATO PROF. ALDO VASTOLA Indice 1 Il mercato in concorrenza perfetta ed il suo equilibrio ------------------------------------------- 3 1.1. Le

Dettagli

Domanda e Offerta. G. Pignataro Microeconomia SPOSI

Domanda e Offerta. G. Pignataro Microeconomia SPOSI Domanda e Offerta Domanda e Offerta Il meccanismo di mercato Variazioni dell equilibrio di mercato Elasticità della domanda e dell offerta Elasticità di breve e di lungo periodo Gli effetti dell intervento

Dettagli

1996: il prezzo salì a $5.00 per bushel con contestazioni sui vecchi contratti

1996: il prezzo salì a $5.00 per bushel con contestazioni sui vecchi contratti MICRO ECONOMIA Analisi della Domanda e dell Offerta 1. Motivazioni 2. Definizione di Mercati Competitivi 3. La Funzione di Domanda di Mercato 4. La Funzione di Offerta di Mercato 5. Equilibrio e sue caratteristiche

Dettagli

8. ESTERNALITÀ, BENI PUBBLICI, ASIMMETRIA INFORMATIVA

8. ESTERNALITÀ, BENI PUBBLICI, ASIMMETRIA INFORMATIVA 8. ESTERNALITÀ, BENI UBBLICI, ASIMMETRIA INFORMATIVA 8.1. Un fenomeno di esternalità positiva può essere segnalato, in equilibrio di concorrenza perfetta, dal fatto che 1) Il beneficio marginale sociale

Dettagli

Capitolo 8. Struttura della presentazione. Tipi di dazio. Gli strumenti della politica commerciale

Capitolo 8. Struttura della presentazione. Tipi di dazio. Gli strumenti della politica commerciale Capitolo 8 Gli strumenti della politica commerciale preparato da Thomas Bishop (adattamento italiano di Rosario Crinò) 1 Struttura della presentazione Analisi dei dazi in equilibrio parziale: offerta,

Dettagli

11.1.6 I produttori eterogenei

11.1.6 I produttori eterogenei L equilibrio nei mercati concorrenziali 1 11.1.6 I produttori eterogenei Nel modello base della concorrenza perfetta, tutte le imprese utilizzano la stessa tecnologia e quindi hanno gli stessi costi di

Dettagli

RELAZIONI VERTICALI. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza, ma possono avere anche effetti positivi su efficienza e benessere

RELAZIONI VERTICALI. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza, ma possono avere anche effetti positivi su efficienza e benessere RELAZIONI VERTICALI Relazione tra un impresa a monte (produttore) e un impresa a valle (rivenditore). Produttore Rivenditore Consumatore Relazione tra imprese. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza,

Dettagli

Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21

Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21 Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21 Sezione 2: Macroeconomia Capitolo 10: Problemi 1, 2, 4; Capitolo 11: Problemi 4, 5, 9: Capitolo 12: Problemi

Dettagli

KEYNES E IL MODELLO IS-LM

KEYNES E IL MODELLO IS-LM Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali ECONOMIA POLITICA MODULO TEORIA A.A. 2013/2014 KEYNES E IL MODELLO IS-LM Fabio

Dettagli

Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 2013-2014. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA

Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 2013-2014. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 203-204. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA Cenni sulla regolamentazione del mercato elettrico in Italia Il processo di liberalizzazione

Dettagli

La Minimizzazione dei costi

La Minimizzazione dei costi La Minimizzazione dei costi Il nostro obiettivo è lo studio del comportamento di un impresa che massimizza il profitto sia in mercati concorrenziali che non concorrenziali. Ora vedremo la fase della minimizzazione

Dettagli

Massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale Mercati perfettamente concorrenziali Massimizzazione del profitto Ricavo marginale, costo marginale e massimizzazione del profitto La scelta di produzione

Dettagli

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Lezione 24 Il mercato dei beni

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Lezione 24 Il mercato dei beni UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale Lezione 24 Il mercato dei beni Prof. Gianmaria Martini Domanda ed offerta Uno degli schemi logici fondamentali dell analisi economica

Dettagli

13.4 Risposte alle domande di ripasso

13.4 Risposte alle domande di ripasso 86 Capitolo 13 13.4 Risposte alle domande di ripasso 1. Il modello di Cournot è incentrato sull ipotesi che ciascuna impresa consideri costante il livello attuale di output delle concorrenti. Il modello

Dettagli

L oligopolio a.a. 2008/2009. Dott. Laura Vici

L oligopolio a.a. 2008/2009. Dott. Laura Vici L oligopolio a.a. 008/009 Dott. Laura Vici Esercitazioni: giovedì 9:00-11:00, Aula A, Via Berti Pichat, 6 Ricevimento: giovedì 1:00-15:00 Dipartimento di Scienze Economiche- Strada Maggiore, 45 Studion.

Dettagli

Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015. Domande a risposta multipla

Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015. Domande a risposta multipla Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015 Domande a risposta multipla 1) Il primo teorema dell economia del benessere sostiene che: a) L equilibrio competitivo dipende dal potere contrattuale

Dettagli

I ricavi ed i costi di produzione

I ricavi ed i costi di produzione I ricavi ed i costi di produzione Supponiamo che le imprese cerchino di operare secondo comportamenti efficienti, cioè comportamenti che raggiungono i fini desiderati con mezzi minimi (o, che è la stessa

Dettagli

Teoria dei Giochi. Anna Torre

Teoria dei Giochi. Anna Torre Teoria dei Giochi Anna Torre Almo Collegio Borromeo 14 marzo 2013 email: anna.torre@unipv.it sito web del corso:www-dimat.unipv.it/atorre/borromeo2013.html IL PARI O DISPARI I II S T S (-1, 1) (1, -1)

Dettagli

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori Capitolo 7 La mobilità internazionale dei fattori preparato da Thomas Bishop (adattamento italiano di Rosario Crinò) 1 Struttura della presentazione Mobilità internazionale del lavoro Prestiti internazionali

Dettagli

GRUPPO EDITORIALE L ESPRESSO

GRUPPO EDITORIALE L ESPRESSO GRUPPO EDITORIALE L ESPRESSO Società per Azioni RELAZIONE TRIMESTRALE CONSOLIDATA AL 31 MARZO 2002 RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ANDAMENTO DELLA

Dettagli

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Le imprese comunicano e lo fanno utilizzando alcuni strumenti specifici. La comunicazione si distribuisce in maniera diversa tra imprese

Dettagli

Il monopolio (Frank, Capitolo 12)

Il monopolio (Frank, Capitolo 12) Il monopolio (Frank, Capitolo 12) IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Tipologie di discriminazione Prezzi non

Dettagli

CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI

CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI 5-1. I politici ambientalisti spesso sostengono che è redditizio per le imprese perseguire una strategia amica dell ambiente (per esempio, costruendo fabbriche

Dettagli

ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI. Prof. Lino Cinquini. Dott.

ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI. Prof. Lino Cinquini. Dott. ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI Prof. Lino Cinquini l.cinquini@sssup.it Dott. Andrea Tenucci a.tenucci@sssup.it 13 marzo 2014 Palazzo dei

Dettagli

Economia Applicata ai sistemi produttivi. 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1

Economia Applicata ai sistemi produttivi. 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1 Economia Applicata ai sistemi produttivi 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1 Schema della lezione di oggi Argomento della lezione: il comportamento del consumatore. Gli economisti assumono che il

Dettagli

Esercitazione n.2 Inferenza su medie

Esercitazione n.2 Inferenza su medie Esercitazione n.2 Esercizio L ufficio del personale di una grande società intende stimare le spese mediche familiari dei suoi impiegati per valutare la possibilità di attuare un programma di assicurazione

Dettagli

Un analisi dell utilizzo del Prozac, Paxil e Zoloft negli Usa dal 1988 al 2002.

Un analisi dell utilizzo del Prozac, Paxil e Zoloft negli Usa dal 1988 al 2002. Le tabelle sui suicidi indotti dall uso di psicofarmaci. Un analisi dell utilizzo del Prozac, Paxil e Zoloft negli Usa dal 1988 al 2002. Il metodo IMR - Patient Flow Model è stato ora utilizzato per analizzare

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE b. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: 1. l ambito di

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

"ESERCIZI-TIPO" i video con la soluzione sono scaricabili all'indirizzo:

ESERCIZI-TIPO i video con la soluzione sono scaricabili all'indirizzo: Università degli Studi di Catania Dipartimento di Economia e Impresa - Corso di Laurea in Economia Insegnamento di Microeconomia - Prof. Roberto Cellini "ESERCIZI-TIPO" CHE IL DOCENTE ILLUSTRA E RISOLVE

Dettagli

MICROECONOMIA. L oligopolio. Enrico Saltari Università di Roma La Sapienza

MICROECONOMIA. L oligopolio. Enrico Saltari Università di Roma La Sapienza MICROECONOMIA L oligopolio Enrico Saltari Università di Roma La Sapienza 1 Π 1 = P Q 1 2 Secondo i criteri adottati, l oligopolio può essere definito come quella forma di mercato composta da un numero

Dettagli

Capitolo 9 Concorrenza perfetta

Capitolo 9 Concorrenza perfetta Capitolo 9 Concorrenza perfetta Trasparenti tratti, con modifiche e integrazioni, da: David Begg, Stanley Fischer e Rudiger Dornbusch, Economia, cap.9 McGraw-Hill, 2001 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO definire

Dettagli