MESSAGGI PUBBLICITARI E TUTELA DEI MINORI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MESSAGGI PUBBLICITARI E TUTELA DEI MINORI"

Transcript

1 MESSAGGI PUBBLICITARI E TUTELA DEI MINORI PROF.SSA FRANCESCA MITE

2 Indice 1 INTRODUZIONE EXCURSUS NORMATIVO SULLE FORME DI TUTELA DEI MINORI RISPETTO AI MESSAGGI PUBBLICITARI SEGUE: IL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE TV E LA TUTELA DEI MINORI SEGUE: PROBLEMI DI COORDINAMENTO CON LA CD. LEGGE GASPARRI, RILIEVI CRITICI 12 5 SEGUE: LA TUTELA DEI MINORI NEL TESTO UNICO DELLA RADIOTELEVISIONE E NEL CODICE DEL CONSUMO LE FATTISPECIE LEGISLATIVE DI PUBBLICITÀ INGANNEVOLE CHE COINVOLGONO I MINORI EX D.LGS. N. 145/2007 NELL INTERPRETAZIONE DEGLI ORGANISMI DI CONTROLLO IL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLA COMUNICAZIONE COMMERCIALE E LA TUTELA DEI MINORI CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE BIBLIOGRAFIA SITI INTERNET di 33

3 1 Introduzione Le immagini e i contenuti dei messaggi provenienti dall intero sistema delle comunicazioni e dai media in generale, sono potenzialmente in grado di orientare l opinione pubblica, determinando anche scelte politiche, economiche, finanziarie dell intera collettività. Nell odierno impianto delle comunicazioni, tuttavia, coloro i quali più di tutti subiscono l influenza dei moderi sistemi di diffusione delle comunicazioni sono, per loro natura, i bambini. È di tutta evidenza, anche per un osservatore non esperto del settore, quanto forte sia l influenza che i moderni mezzi di comunicazione possono imprimere sui soggetti nel corso dell età evolutiva, incidendo in maniera aggressiva sui loro processi formativi ed educativi; ciò è tanto più vero in una società, come quella odierna, fortemente permeata da una intensa evoluzione tecnologica che ha completamente rivoluzionato l intero settore delle comunicazioni. In tale contesto, ad uscire stravolto è anche il rapporto bambini-tv 1 che, non a caso, rappresenta oggi più che mai un argomento tanto delicato quanto attuale e sul quale si è concentrata l attenzione del Legislatore, degli organismi di controllo, della giurisprudenza, degli interpreti, degli operatori del settore, della dottrina, dei sociologi. Ed infatti, esiste un impalpabile e pericoloso legame tra ciò che viene proposto quotidianamente dai mass media all interno dei programmi ed i comportamenti non sempre prevedibili, a volte irrazionali che i minori tendono ad assumere. E allora, posto che fra i programmi di cui sopra, ben possono costituire un rischio per i minori, anche i messaggi pubblicitari commerciali con la loro idoneità ad influenzare prepotentemente la mentalità e il comportamento dei bambini e degli adolescenti, si è imposto al nostro Legislatore ( sulla spinta di quello europeo) un intervento nell ottica di tutelare l interesse dei minori, considerati più deboli ed il cui sviluppo etico, fisico e psicologico rappresenta proprio per questo un interesse superiore e meritevole di protezione giuridica. La potenzialità che il mezzo televisivo ha in termini di impatto è solo apparentemente superiore a quella degli altri mezzi di comunicazione; a ben vedere, infatti, oggi, grazie all evoluzione tecnologica, gli scenari a cui eravamo abituati si stanno progressivamente trasformando con il 1 Sappiamo bene che nella vita quotidiana di un bambino la Tv occupa una posizione tutt altro che marginale, ragione per cui il problema, che qui ci interessa, del rapporto tra pubblicità e minori sembra presentare aspetti di maggiore preoccupazione e gravità relativamente al mezzo televisivo. Sebbene, come si vedrà, anche l interattività e la multimedialità hanno le loro potenzialità in tal senso. 3 di 33

4 potenziamento dell interattività e della multimedialità. Costituirebbe, quindi, un imperdonabile leggerezza sminuire l influenza che la comunicazione commerciale in senso lato 2 è in grado di esercitare sui minori per il tramite anche di altri strumenti: dalle affissioni pubblicitarie alla pubblicità sui periodici destinati espressamente al pubblico giovanile, per arrivare alle nuove tecnologie di trasmissione e allo sviluppo della convergenza delle piattaforme e dei media: televisione, Internet, terminali mobili di videofonia etc. Oggi, infatti, è innegabile che la multimedialità rappresenta il comportamento emergente tra i giovani 3 : l uso dei vecchi media (la radio e la televisione) si integra con quello dei nuovi media (la pay-tv, Internet, il pc, il videofonino, l I-Pod) ed entra sempre più a far parte del quotidiano delle famiglie. Nella sua stanza il bambino si trova al centro di una rete di informazioni: il pc, la consolle, l I-pod, il telefonino etc., ed infatti, tra i bambini e i giovani l uso delle nuove tecnologie è molto più diffuso che tra gli adulti. In tale contesto il minore è considerato una autonoma categoria di utente, necessitando di una specifica considerazione per la sua limitata capacità di comprendere e distinguere la realtà dalla finzione. Da qui si impone l esigenza di una tutela specifica ed efficace di tale categoria di telespettatori ipersensibili. Non a caso, tale necessità è sancita a vari livelli: costituzionale, internazionale, comunitario e nazionale 4, tuttavia i nuovi scenari ne rendono tecnicamente più difficile la 2 Oggi nell ordinamento italiano esistono varie nozioni che hanno riferimenti nella cd. comunicazione commerciale intesa in senso lato. Tentano di tracciare un percorso che vada dalle definizioni più generali a quelle più specifiche, in un rapporto di genus a species, S. Sica e V. Zeno Zencovich, i quali considerano, innanzitutto, la nozione di pratica commerciale di cui al Codice del Consumo, poi quella più propriamente di comunicazione commerciale di cui al codice di autodisciplina e, infine, quella di pubblicità ad oggi prevista e disciplinata ex D. Lgs. n. 145/2007. S. Sica e V. Zeno Zencovich, Manuale di diritto dell informazione e della comunicazione, II Edizione, Cedam 2012, pg C. Calabrò, Conferenza nazionale sull infanzia e sull adolescenza Il futuro dei bambini è nel presente, in 4 L articolo 31 della nostra Costituzione impegna la comunità nazionale, in tutte le sue articolazioni, a proteggere l infanzia e la gioventù. L art. 17 Convenzione sui diritti del fanciullo approvata dall ONU nel 1989 e divenuta legge dello Stato nel 1991, nel rapporto tra minori e mass media, pone un canone di ampia informazione con la precisa finalità di promuovere il benessere sociale, morale e spirituale dell utente. Più precisamente, essa impone a tutti di collaborare alla creazione delle condizioni utili a garantire ai minori una vita autonoma nella società e fa divieto di sottoporli a interferenze arbitrarie o illegali nella propria privacy e comunque a forme di violenza, danno, abuso mentale, sfruttamento. Anche in Europa la protezione dei minori da contenuti nocivi per il loro sviluppo psichico e morale rappresenta un interesse pubblico fondamentale, nel cui rispetto deve esplicarsi il diritto alla libertà di espressione. Tale 4 di 33

5 realizzazione perché con l uso delle nuove tecnologie si entra in un campo caratterizzato da poche regole, peraltro difficili da fare rispettare. Nel complesso, la lezione odierna si prefigge lo scopo di indagare innanzitutto quali siano e se ci siano, i rischi che possono correre i minori esposti ad una particolare forma di comunicazione, cioè, alla pubblicità commerciale; si individuerà, quindi, il sistema normativo predisposto a tutela degli interessi dei minori, tenendo presente che un sano, equilibrato e completo sviluppo mentale, fisico e morale rappresenta un diritto del minore riconosciuto, come detto, dall ordinamento giuridico nazionale e internazionale. In tale contesto, si tenterà di verificare se le forme di tutela dei minori attualmente previste nel quadro normativo proprio della pubblicità siano sufficienti a tutelare i piccoli spettatori, o se non sia, invece, necessario apportare degli accorgimenti seppur minimi al sistema, per aumentare il livello di protezione del pubblico dei più piccoli dagli effetti indesiderati della pubblicità ingannevole o se non sia addirittura necessario apportare delle modifiche di carattere più radicale. In particolare, nell analizzare la disciplina legislativa si procederà ad individuare le fattispecie da essa previste in cui rileva la presenza di un minore al fine di qualificare come ingannevole un messaggio pubblicitario; l attenzione si soffermerà, altresì, sulle disposizioni pubblicitarie di carattere autodisciplinare a autoregolamentare. Quindi ed infine, l attenzione si concentrerà su alcune pronunce organismi statuali e autodisciplinari che sono predisposti all applicazione delle stesse leggi e dei regolamenti di autodisciplina. In ogni caso, nel rispetto di una onesta riflessione critica sul tema de quo e, cioè, sul rapporto tra la comunicazione pubblicitaria e i minori, è doveroso non abbandonarsi alla facile tentazione di demonizzare la pubblicità ad ogni costo: ed infatti, non ci sono solo coloro che assumono una posizione di denuncia cercando di attivare varie forme di contrasto e resistenza alla comunicazione pubblicitaria, tanto sul piano pubblico quanto su quello dei comportamenti privati 5 ; vi sono, a ben obiettivo deve essere perseguito dagli Stati membri con l adozione di adeguate misure, come stabilito dalla direttiva Tv senza frontiere (89/522/CEE), attuata in Italia dalla legge Mammì, come modificata dalla direttiva 97/36/CEE e come confermato dalla nuova direttiva Servizi Media e Audiovisivi (2007/65/CEE). 5 Gli allarmisti richiamano molti esempi di marketing selvaggio e di manipolazione incontrollata ai danni dei minori e propongono una serie di iniziative concrete per de commercializzare almeno parzialmente l infanzia. Fra queste emerge sicuramente la necessità di un intervento pubblico di regolamentazione: in paesi come Norvegia, Svezia, Austria, Grecia, Australia, ad esempio, esistono restrizioni molto forti, in certi casi con la proibizione di indirizzare messaggi pubblicitari a minori di dodici anni. In tal senso, Michele Maranzana Associazione Psy&Co, Quando la pubblicità guarda i bambini, su Per la pubblicità ingannevole del cd. cibo spazzatura, si rinvia 5 di 33

6 vedere, anche coloro i quali si domandano giustamente se la pubblicità faccia davvero male ai minori e si sforzano di dialogare direttamente con il mondo dei professionisti della pubblicità 6. a Pubblicità di cibo spazzatura, la Norvegia vuole vietarla ai minorenni su Se, nel nostro Paese la legislazione che dovrebbe tutelare i minori dalle pubblicità ingannevole è pressoché inesistente, l esempio ci viene da altri paesi europei, che scegliendo la strada di una normativa più severa e rigorosa contro la pubblicità dei cibi ipercalorici stanno ottenendo risultati incoraggianti nella lotta all obesità infantile. In Francia, ad esempio, su alcuni prodotti vengono apposte delle fascette simili a quelle utilizzate per i pacchetti di sigarette; in Olanda è vietata la pubblicità dei dolci per i minori di 12 anni, un divieto che viene adottato anche in Svezia, Danimarca e Norvegia. In Svezia vige addirittura il divieto di utilizzare i personaggi dei cartoni animati per la pubblicità. Ma non finisce qui: in questi giorni la Norvegia sta discutendo la proposta di allargare il divieto di pubblicizzare cibo spazzatura fino ai minori di 18 anni già a partire dal prossimo anno. L unica certezza è che nei Paesi in cui c è maggiore severità contro la pubblicità del cibo spazzatura, la frenata sui consumi del cibo ipercalorico ha coinciso con una diminuzione del tasso di obesità infantile. Allora perché non seguire l esempio norvegese? 6 Per coloro i quali provengono dal mondo dei pubblicitari o dall industria, la pubblicità e l acquisto dei prodotti aiuterebbe i bambini a sentirsi forti, ad aumentare il senso di autostima e di controllo sul proprio ambiente. I difensori della pubblicità affermano anche che i bambini di oggi non siano eccessivamente influenzati o danneggiati dalla pubblicità, capaci come sono di attivare autonomamente i filtri necessari, più svegli e sofisticati. 6 di 33

7 2 Excursus normativo sulle forme di tutela dei minori rispetto ai messaggi pubblicitari Come si è detto nell introduzione, la tutela dei bambini dalla pubblicità e nelle varie forme di pubblicità costituisce un tema che da lungo tempo impegna il nostro Legislatore, oltre che, come si vedrà quello europeo. Una ricostruzione cronologica 7 della normativa in questione aiuterà a comprendere come e se l approccio del Legislatore rispetto alla questione minori e pubblicità sia negli anni cambiato e da quale prospettiva esso si è mosso. Già l art. 14 della L. 8/2/1948, n. 47, (peraltro ancora in vigore) 8, recante le disposizioni sulla stampa, estendeva l applicazione dell art. 528 del Codice penale (pubblicazioni e spettacoli osceni) anche alle pubblicazioni destinate ai fanciulli ed agli adolescenti, quando fossero idonee ad offendere il loro sentimento morale o ad incitare alla corruzione, al delitto o al suicidio, ai giornali e ai periodici destinati all infanzia, ove favorissero istinti violenti ed antisociali. Disponendo, altresì, l applicazione delle medesime disposizioni a quei giornali e periodici destinati all infanzia, nei quali la descrizione o l illustrazione di vicende poliziesche e di avventure sia fatta, sistematicamente o ripetutamente, in modo da favorire il disfrenarsi di istinti di violenza e di indisciplina sociale. Si tratta di una disposizione, questa, la cui applicazione è stata estesa da parte della giurisprudenza anche ai cd videogiochi sempre che questi ultimi siano esplicitamente destinati ai fanciulli e agli adolescenti 9. 7 Per una più compiuta, precisa e critica ricostruzione normativa sul tema, si rinvia a F. Malagoli, Pubblicità e minori in Largoconsumo. 8 Legge 8 febbraio 1948, n. 47 recante Disposizioni sulla stampa, pubblicata nella Gazz. Uff. 20 febbraio 1948, n. 43. Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento. 9 Il disposto di cui all art. 14 l. 8 febbraio 1948 n. 47, secondo il quale sono penalmente sanzionabili, ai sensi dell art. 528 c.p., "le pubblicazioni destinate ai fanciulli ed agli adolescenti quando, per la sensibilità ed impressionabilità ad essi proprie, siano comunque idonee ad offendere il loro sentimento morale o a costituire per essi incitamento alla corruzione, al delitto o al suicidio", può trovare applicazione anche con riguardo ai cd. "video giochi" sempre che questi ultimi siano esplicitamente destinati ai fanciulli e agli adolescenti. (Nella specie, tale condizione è stata esclusa, sulla base della considerazione che le confezioni dei giochi in questione recavano l indicazione "sconsigliato ai minori e alle persone impressionabili"). Cass. pen. Sez. III, 21/12/1999, n in Riv. Pen., 2000, di 33

8 Successivamente anche la legge 12/12/1960, n (peraltro ancora in vigore) 10, riguardante le affissioni e l esposizione al pubblico di manifesti, immagini, oggetti contrari al pudore o alla decenza, avendo riguardo ai minori degli anni 18 e alle esigenze della loro tutela morale, ha stabilito all art. 1 pene per coloro i quali fabbricassero, introducessero, affiggessero immagini tali da offendere il pudore o la pubblica decenza. Al riguardo è stato precisato in giurisprudenza che «La l. 12 dicembre 1960 n vieta soltanto quelle visioni di figure, immagini, disegni ed oggetti figurati ritenuti osceni secondo la particolare sensibilità dei minori di anni diciotto, alle quali la collettività, composta anche di fanciulli e di adolescenti, risulti esposta per il solo fatto di trovarsi in circolazione per le strade e nelle piazze; pertanto, avendo ad oggetto la citata legge le sole immagini staticamente esposte in luoghi di pubblica circolazione, la cui visione non risulti condizionata dall espletamento di alcun atto di volontà essa non riguarda le raffigurazioni filmiche proiettate televisivamente, essendo le immagini individuate, in questa ipotesi, nella loro dimensione dinamica, nel quadro complessivo dell opera filmica» 11. La legge 6 agosto 1990, n. 223, Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato, cd. Legge Mammì 12, dal nome del suo primo firmatario, l allora ministro delle poste e 10 Legge 12 dicembre 1960, n. 1591, recante Disposizioni concernenti l affissione e l esposizione al pubblico di manifesti, immagini, oggetti contrari al pudore o alla decenza, pubblicata nella Gazz. Uff. 3 gennaio 1961, n. 2. Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento. 11 Trib. Roma, 30/05/1989, in Giur. di Merito, 1990, 111 nota di TERRUSI Dir. Informazione e Informatica, 1989, Legge 6 agosto 1990, n. 223, recante Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato, pubblicata nella Gazz. Uff. 9 agosto 1990, n. 185, S.O. Per il regolamento di attuazione della presente legge, vedi il D.P.R. 27 marzo 1992, n Le disposizioni concernenti la tenuta e l organizzazione del Registro nazionale della stampa e del Registro nazionale delle imprese radiotelevisive contenute nella presente legge, sono state abrogate ai sensi di quanto disposto dall art. 1, L. 31 luglio 1997, n. 249 e dall art. 38, Del.Aut.gar.com. 30 maggio 2001, n. 236/01/CONS. Vedi, anche, il D.Lgs. 31 luglio 2005, n. 177 e l art. 139, D.Lgs. 6 settembre 2005, n La Mammì è stata la prima legge organica di sistema che l ordinamento italiano abbia mai avuto in materia radio televisiva. L intento della legge è stato quello di dotare l Italia di una legislazione minima, attraverso l attuazione della direttiva comunitaria 552 del 1989 C.E.E., Televisione senza frontiere. La Legge Mammì si divide in 5 titoli e 41 articoli, ma quello fondamentale è il Titolo I, che si ispira ad alcuni valori costituzionali. L articolo 1 indica che la diffusione di programmi televisivi o radiofonici deve avere un carattere di interesse generale. L articolo 2 si riferisce al pluralismo dell informazione. Tuttavia è da dire che le garanzie di pluralismo non sono state ritenute sufficienti, tant è 8 di 33

9 telecomunicazioni repubblicano Oscar Mammì, disciplinando il sistema radiotelevisivo, ha stabilito che la pubblicità radiofonica e televisiva non arrecasse pregiudizio morale o fisico ai minorenni e ne ha vietato l inserimento nei programmi di cartoni animati. Immediatamente dopo, anche il D.M. n. 425 del 30/11/ ha imposto alla pubblicità televisiva di non arrecare pregiudizio morale o fisico ai minorenni, di non esortarli direttamente all acquisto di un prodotto o di un servizio, sfruttandone l inesperienza e la credulità evitando, altresì, di persuadere i genitori o altre persone all acquisto del prodotto pubblicizzato. Sempre nel decreto si afferma che la pubblicità televisiva si astenga dallo sfruttare la loro particolare fiducia nei confronti di genitori, insegnanti ed altre persone o mostrare, senza motivo, minorenni in situazioni pericolose. Il D. Lgs. n. 74/1992, tra l altro abrogato con l introduzione del Codice del consumo, considerava comunque ingannevole la pubblicità che, suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, fosse idonea anche solo indirettamente a minacciarne la sicurezza o ad abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza. Non solo, considerava ingannevole il messaggio pubblicitario che, impiegando bambini ed adolescenti, abusasse dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani. È di tutta evidenza quanto forte sia la similitudine di tale ultimo provvedimento con il su richiamato DM del che la sentenza n. 420 del 1990 la dichiara costituzionalmente illegittima. Dopo l introduzione della legge è stato deciso di istituire un autorità Antitrust, mentre la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il comma 4 dell art. 15 (le concessioni a un singolo soggetto non possono superare il 25% del numero di reti nazionali previste dal piano di assegnazione e comunque il numero di tre). La legge obbliga ogni rete ad avere un direttore diverso ed un telegiornale con un relativo direttore, vietando inoltre pubblicità durante i cartoni animati e fissando il massimo numero di spot durante la trasmissione di film. 13 DM 30 novembre 1991, n. 425, Regolamento concernente attuazione degli articoli 13, 15 e 16 della direttiva del Consiglio delle Comunità europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE), relativi alla pubblicità televisiva dei prodotti del tabacco e delle bevande alcooliche ed alla tutela dei minorenni, pubblicato nella Gazz. Uff. 7 gennaio 1992, n. 4, emanato dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. 9 di 33

10 3 Segue: il Codice di Autoregolamentazione tv e la tutela dei minori Nato nel come forma di autoregolamentazione di settore, il Codice di Autoregolamentazione Tv e minori, approvato e sottoscritto dalle imprese televisive e da importanti associazioni di categoria, impone alle emittenti, nella consapevolezza della minore capacità di giudizio e di discernimento dei più giovani, di controllare i contenuti della pubblicità, dei programmi in generale, dei filmati promozionali dei film di prossima uscita, vietando loro di trasmettere pubblicità e autopromozioni che possano arrecare un pregiudizio all armonico sviluppo della personalità dei minori, ovvero che possano costituire fonte di pericolo fisico o morale per gli stessi, con particolare attenzione alla fascia protetta. Peraltro vengono stabiliti tre diversi livelli di protezione. Il primo livello di protezione identificato dal Codice, quello della cd. protezione generale vale per tutte le fasce orarie di programmazione. Nel rispetto di tale livello di protezione, si prevede che i messaggi pubblicitari non possono proporre i minori quali protagonisti impegnati in atteggiamenti pericolosi o intenti al consumo di alcool, di tabacco, di sostanze stupefacenti, né screditare o ridicolizzare l astinenza dall uso di tali sostanze o esaltarne l assunzione; ancora, si stabilisce che i messaggi pubblicitari non possono esortare direttamente i più giovani all acquisto, abusando della loro naturale credulità 15 e inesperienza. Si precisa, infine che la pubblicità non debba indurre in errore circa le prerogative 16, la natura 17, il prezzo 18 e gli accessori 19 dei giocattoli. 14 Approvato dall assemblea plenaria della Commissione per l assetto del sistema radiotelevisivo il 5 novembre 2002 e sottoscritto dalle imprese televisive il 29 novembre «Un messaggio pubblicitario, sebbene non indirizzato direttamente a un pubblico di minori, è idoneo a raggiungere anche bambini ed adolescenti, in particolare per i suoi contenuti fortemente suscettibili di abusare della normale credulità e inesperienza dei minori, invogliando gli stessi ad assumere atteggiamenti pericolosi per la loro salute e sicurezza, come ad esempio l atto di infilarsi in testa una busta di plastica». Autorità Garante per la concorrenza, 31/03/2004, n , in Massima redazionale, Con riferimento al grado di conoscenze e di abilità necessarie all utilizzo del prodotto. 17 In particolare sulle prestazioni e sulle dimensioni dei giocattoli reclamizzati. 18 Ciò vale ancor di più quando il funzionamento dei giocattoli imponga l acquisto di prodotti complementari. 19 La descrizione degli accessori inclusi e non inclusi nella confezione. 10 di 33

11 Il secondo livello di protezione quello cd. di protezione rafforzata attiene alle fasce orarie di programmazione che vanno dalle ore 7.00 alle ore e dalle ore alle ore 22,30, arco temporale in cui si presume che il pubblico minorile davanti al televisore sia di sicuro piuttosto numeroso, ma supportato generalmente dalla presenza di un adulto. Proprio in quanto trattasi di protezione rafforzata in queste fasce orarie, il codice vieta tutte quelle pubblicità direttamente rivolte ai minori, che possano compromettere il loro equilibrio psichico e morale; in particolare vieta i seguenti stati: situazioni che possano indurli a ritenere che il mancato possesso del prodotto pubblicizzato significhi inferiorità o mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei genitori; situazioni che possono creare dipendenza affettiva dagli oggetti; situazioni di trasgressione; o situazioni che violino norme di comportamento socialmente accettate o che screditino l autorità, la responsabilità e i giudizi dei genitori, degli insegnanti o di altre persone autorevoli; o situazioni di ambiguità tra bene e male che disorientino i più giovani 20. L ultimo livello, quello della cd. protezione specifica, attiene alla fascia oraria di programmazione compresa tra le ore e le ore 19.00, durante cui si presume che il minore possa più facilmente trovarsi da solo davanti allo schermo. Peraltro si tratta di un livello di protezione specifico dei programmi direttamente rivolti ai minori. E così, in questa fascia si prevede che i messaggi pubblicitari, le promozioni e qualsiasi altra forma di comunicazione commerciale pubblicitaria che abbia come destinatari i minori, siano preceduti, seguiti e caratterizzati da elementi che facciano percepire in maniera chiara ed inequivocabile anche ai più piccoli che non sappiano ancora leggere o ai minori disabili, la discontinuità rispetto alla trasmissione precedente. In tale fascia protetta, oltretutto, non possono essere diffusi annunci pubblicitari di bevande alcoliche o superalcoliche, di servizi telefonici a valore aggiunto a carattere di intrattenimento, di profilattici e contraccettivi Situazioni queste ben segnalate da S. Sica e V. Zeno Zencovich, ibidem, pg Tale divieto non trova applicazione nell ipotesi di apposite campagne sociali. 11 di 33

12 4 Segue: problemi di coordinamento con la cd. Legge Gasparri, rilievi critici In tale panorama normativo irrompe, dopo appena due anni dall emanazione del Codice di Autoregolamentazione Tv, l ennesimo provvedimento normativo: la legge 3 maggio 2004, n , c.d. Legge Gasparri sull assetto del sistema televisivo che pure si occupa della tutela dei minori e i cui contenuti sui minori sono stati trasportati, come si vedrà più avanti, nel capo II del cd. Tusmar (Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici) e, precisamente, negli artt. 34 e 35. Con la sua entrata in vigore, si è disposto, all art oltre al recepimento del Codice di Autodisciplina all intero dell ordinamento nazionale 24, un divieto indiscriminato dell utilizzo di minori degli anni quattordici nei messaggi pubblicitari radiotelevisivi e negli spot. 22 Legge 3 maggio 2004, n. 112, recante Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l emanazione del testo unico della radiotelevisione, pubblicata nella Gazz. Uff. 5 maggio 2004, n. 104, S.O Tutela dei minori nella programmazione televisiva. 1. Fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e nazionali vigenti a tutela dei minori e in particolare delle norme contenute nell articolo 8, comma 1, e nell articolo 15, comma 10, della legge 6 agosto 1990, n. 223, le emittenti televisive devono osservare e promuovere le disposizioni per la tutela dei minori previste dal Codice di autoregolamentazione TV e minori approvato il 29 novembre Eventuali integrazioni, modifiche o adozione di nuovi documenti di autoregolamentazione sono recepiti con decreto del Ministro delle comunicazioni, emanato ai sensi dell articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n Le emittenti televisive sono altresì tenute a garantire, anche secondo quanto stabilito nel Codice di cui al comma 1, l applicazione di specifiche misure a tutela dei minori nella fascia oraria di programmazione dalle ore 16,00 alle ore 19,00 e all interno dei programmi direttamente rivolti ai minori, con particolare riguardo ai messaggi pubblicitari, alle promozioni e ad ogni altra forma di comunicazione commerciale e pubblicitaria. È comunque vietata ogni forma di comunicazione pubblicitaria avente come oggetto bevande contenenti alcool all interno dei programmi direttamente rivolti ai minori e nelle interruzioni pubblicitarie immediatamente precedenti e successive. Specifiche misure devono essere osservate nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell avversario, per prevenire fenomeni di violenza legati allo svolgimento di manifestazioni sportive. 3. L impiego di minori di anni quattordici in programmi radiotelevisivi è disciplinato con regolamento adottato ai sensi dell articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per le pari opportunità, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3-bis. Lo schema di regolamento di cui al comma 3 è trasmesso alle Camere per il parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione 12 di 33

La convergenza tra regolamentazione e autoregolamentazione (tutela dei minori e product placement)

La convergenza tra regolamentazione e autoregolamentazione (tutela dei minori e product placement) La convergenza tra regolamentazione e autoregolamentazione (tutela dei minori e product placement) Avv. Giulio Votano V i c e d i r e t t o r e A f f a r i g e n e r a l i, C o n t r a t t i, S i s t e

Dettagli

Proposta di legge in materia di tutela dei bambini nell ambito delle comunicazioni commerciali audiovisive

Proposta di legge in materia di tutela dei bambini nell ambito delle comunicazioni commerciali audiovisive Proposta di legge in materia di tutela dei bambini nell ambito delle comunicazioni commerciali audiovisive Colleghi deputati! I media tradizionali e i nuovi media possono costituire uno strumento utile

Dettagli

Codice di autoregolamentazione Tv e minori

Codice di autoregolamentazione Tv e minori PREMESSA Le Imprese televisive pubbliche e private e le emittenti televisive aderenti alle associazioni firmatarie (d ora in poi indicate come imprese televisive) considerano: a) che l utenza televisiva

Dettagli

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Capo I PRINCIPI GENERALI.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Capo I PRINCIPI GENERALI. Legge 3 maggio 2004, n. 112 Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico

Dettagli

Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico

Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico Decreto Ministro Poste e Telecomunicazioni 9 dicembre 1993, n. 581 Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico (G.U. n.8 del 12.1.1994) IL MINISTRO DELLE

Dettagli

Norme a tutela dei consumatori. Obbligo di informativa sui prodotti posti in commercio - Artt. 6-7-9-11-12 D.Lgs. 206/2005 -

Norme a tutela dei consumatori. Obbligo di informativa sui prodotti posti in commercio - Artt. 6-7-9-11-12 D.Lgs. 206/2005 - TUTORIAL www.protezionecitta.it Norme a tutela dei consumatori Contenuto minimo Obbligo di informativa sui prodotti posti in commercio - Artt. 6-7-9-11-12 D.Lgs. 206/2005 - I prodotti o le confezioni dei

Dettagli

Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva 84/450/Cee sulla pubblicità ingannevole

Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva 84/450/Cee sulla pubblicità ingannevole Testo aggiornato al 10 dicembre 2007 Decreto legislativo 2 Agosto 2007, n. 145 Gazzetta Ufficiale 6 Settembre 2007, n. 207 Attuazione dell articolo 14 della direttiva 2005/29/Ce che modifica la direttiva

Dettagli

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE VI LA DISCIPLINA DELLA PUBBLICITÀ COMMERCIALE ATTRAVERSO I MEZZI DI COMUNICAZIONE PROF. SIMONE OREFICE Indice 1 Premessa ---------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Atti Parlamentari XVI LEGISTRATURA Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE

Atti Parlamentari XVI LEGISTRATURA Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE Questo è una trascrizione non ufficiale, della versione pubblicata dalla Camera dei Deputati Prima di utilizzarla in tutto o in parte, Atti Parlamentari XVI LEGISTRATURA Camera dei Deputati CAMERA DEI

Dettagli

Estratto da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni RELAZIONE ANNUALE SULL ATTIVITÀ SVOLTA E SUI PROGRAMMI DI LAVORO Roma, 24 luglio 2007

Estratto da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni RELAZIONE ANNUALE SULL ATTIVITÀ SVOLTA E SUI PROGRAMMI DI LAVORO Roma, 24 luglio 2007 Estratto da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni RELAZIONE ANNUALE SULL ATTIVITÀ SVOLTA E SUI PROGRAMMI DI LAVORO Roma, 24 luglio 2007 2.11.La tutela dei minori Lo scenario normativo relativo al

Dettagli

La disciplina dei prodotti alimentari

La disciplina dei prodotti alimentari Associazione Italiana di Diritto Alimentare La disciplina dei prodotti alimentari Etichettatura, marchi e pubblicità dei prodotti alimentari Le normative europee e nazionali (Stefano Masini) Roma, Cassa

Dettagli

CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI

CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI Premesso che: 1. gli operatori di comunicazioni mobili riconoscono l importanza di informare in maniera trasparente ed

Dettagli

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni DELIBERA N. 75/14/CSP ARCHIVIAZIONE NEI CONFRONTI DELLA SOCIETÀ R.T.I. S.P.A. (FORNITORE DEL SERVIZIO DI MEDIA AUDIOVISIVO IN AMBITO NAZIONALE IN TECNICA DIGITALE

Dettagli

CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI

CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI CODICE DI CONDOTTA PER L OFFERTA DEI SERVIZI A SOVRAPPREZZO E LA TUTELA DEI MINORI Premesso che: 1. gli operatori di comunicazioni mobili riconoscono l importanza di informare in maniera trasparente ed

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIREZIONE GENERALE PER L IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE UFFICIO V Linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle

Dettagli

DISPOSIZIONI GENERALI

DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 52/13/CSP del 3 maggio 2013 REGOLAMENTO SUI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE TRASMISSIONI TELEVISIVE CHE POSSONO NUOCERE GRAVEMENTE ALLO SVILUPPO FISICO, MENTALE O MORALE DEI

Dettagli

Programmazione radiofonica, pubblicità radiofonica, contributi statali per il settore radiofonico

Programmazione radiofonica, pubblicità radiofonica, contributi statali per il settore radiofonico Programmazione radiofonica, pubblicità radiofonica, contributi statali per il settore radiofonico Avv. Silvia Cardilli Roma, lì 23 maggio 2012 1 Definizioni di emittente radiofonica (Decreto legislativo

Dettagli

concessionari il tempo di trasmissione dedicato a tali forme di offerte non deve comunque superare un'ora e 12 minuti al giorno. 9- ter.

concessionari il tempo di trasmissione dedicato a tali forme di offerte non deve comunque superare un'ora e 12 minuti al giorno. 9- ter. Testo del decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 408 coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 1992, n. 483 recante: "Disposizioni urgenti in materia di pubblicità radiotelevisiva". Le modifiche apportate

Dettagli

Codice di autoregolamentazione dell informazione sportiva denominato Codice media e sport

Codice di autoregolamentazione dell informazione sportiva denominato Codice media e sport Codice di autoregolamentazione dell informazione sportiva denominato Codice media e sport PREAMBOLO Le emittenti televisive e radiofoniche e i fornitori di contenuti firmatari o aderenti alle associazioni

Dettagli

SEZIONE I Disposizioni generali. Articolo 1 Definizioni. 1. Ai fini del presente regolamento si intende:

SEZIONE I Disposizioni generali. Articolo 1 Definizioni. 1. Ai fini del presente regolamento si intende: Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite, di cui alla delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001 integrato dalle modifiche apportate dalle delibere nn. 250/04/CSP, 34/05/CSP, 105/05/CSP,

Dettagli

Associazione Sportiva Dilettantistica

Associazione Sportiva Dilettantistica Ispirato al codice etico del CONI SOCIETA NAUTICA GRIGNANO Associazione Sportiva Dilettantistica Rev. Oggetto Approvazione Data 00 01 Modello Organizzativo ai sensi del SOMMARIO INTRODUZIONE...3 1. Destinatari...4

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 3613 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI FICO, BARONI, NICOLA BIANCHI, BRESCIA,

Dettagli

S E NA T O D EL L A R EP U B B LI C A

S E NA T O D EL L A R EP U B B LI C A S E NA T O D EL L A R EP U B B LI C A X I I I L E G I S L A T U R A N. 3694 D I S E G N O D I L E G G E d iniziativa del senatore DE LUCA Athos COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L 11 DICEMBRE 1998 Norme per l

Dettagli

DELIBERA N. 538/01/CSP. Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite L AUTORITA

DELIBERA N. 538/01/CSP. Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite L AUTORITA DELIBERA N. 538/01/CSP Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite L AUTORITA NELLA riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 25 luglio 2001 e in particolare nella

Dettagli

Art. 1. (Finalità) Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende per:

Art. 1. (Finalità) Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende per: DISEGNO DI LEGGE (S-386) Disposizioni per la promozione e lo sviluppo della responsabilità sociale delle imprese, nonché delega al Governo per l adozione di norme recanti incentivi alle imprese socialmente

Dettagli

Linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale dei giochi con vincita in denaro

Linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale dei giochi con vincita in denaro Linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale dei giochi con vincita in denaro INTRODUZIONE Il presente documento detta le linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale dei giochi con vincita

Dettagli

La pubblicità è l anima del commercio, dovrebbe quindi sembrare naturale l utilizzo degli strumenti pubblicitari da parte di un libero professionista.

La pubblicità è l anima del commercio, dovrebbe quindi sembrare naturale l utilizzo degli strumenti pubblicitari da parte di un libero professionista. PROFESSIONE E PUBBLICITÀ PROFESSIONALE La pubblicità è l anima del commercio, dovrebbe quindi sembrare naturale l utilizzo degli strumenti pubblicitari da parte di un libero professionista. Tuttavia: >>

Dettagli

Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO

Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO Pag. 1 di 8 Consorzio Train Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO conforme ai requisiti del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e smi Codice Etico Pag. 2 di 8 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 1.1 FINALITA, CONTENUTI

Dettagli

CODICE ETICO Associazione di Promozione Sociale e delle Associazioni Aderenti ROMAGNA IN VOLLEY

CODICE ETICO Associazione di Promozione Sociale e delle Associazioni Aderenti ROMAGNA IN VOLLEY CODICE ETICO Associazione di Promozione Sociale e delle Associazioni Aderenti ROMAGNA IN VOLLEY Art.1PREMESSE Il Codice Etico della Associazione di Promozione Sociale ROMAGNA IN VOLLEY e delle Associazioni

Dettagli

ELEZIONI COMUNALI 31 maggio 2015

ELEZIONI COMUNALI 31 maggio 2015 ELEZIONI COMUNALI 31 maggio 2015 Vademecum della disciplina sulla par condicio e sull emissione dei MAG per le Radio e le Tv locali durante il periodo della campagna elettorale per le elezioni comunali

Dettagli

Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice

Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice Codice di comunicazione commerciale: Luglio 2008 Indice Introduzione Principi fondamentali Prevenire l interesse da parte di coloro che non hanno l età legale per il consumo di alcolici Assunzione responsabile

Dettagli

I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO

I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO I MODELLI DI BUSINESS DEL MERCATO TELEVISIVO I modelli di business nel sistema televisivo vengono definiti in base ai soggetti che finanziano le azioni di produzione e ed erogazione del servizio offerto.

Dettagli

VISTO il Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo;

VISTO il Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo; Provvedimento PI5591 - FASTWEB-TUTTO GRATIS FINO A NATALE tipo Chiusura istruttoria numero 16759 data 18/04/2007 PUBBLICAZIONE Bollettino n. 16/2007 Procedimento collegato (esito) - Ingannevole Testo Provvedimento

Dettagli

Castel MAC SpA CODICE ETICO

Castel MAC SpA CODICE ETICO CODICE ETICO Castel Mac S.p.A. adotta il presente Codice Etico, che si ispira ai principi del D.Lgs 231 Disciplina della Responsabilità Amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni

Dettagli

Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta

Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta Un impegno totale per l infanzia. Preambolo Nel preambolo, vengono ricordati i principî fondamentali delle Nazioni Unite e le disposizioni

Dettagli

Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Etica in emergenza

Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Etica in emergenza Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Etica in emergenza Argomenti della lezione Il codice deontologico della Croce Rossa applicato alle emergenze: Il comportamento con i mass media Il rispetto

Dettagli

CODICE ETICO AZIENDALE

CODICE ETICO AZIENDALE 1.0 Missione Policart di Aquino G. & V. snc produce rotoli in carta ed etichette autoadesive per misuratori fiscali, calcolatrici, bilance e stampanti. 1.1 Il Codice Etico Aziendale Le responsabilità etiche

Dettagli

PARLAMENTO EUROPEO. Documento di seduta. Impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini

PARLAMENTO EUROPEO. Documento di seduta. Impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini PARLAMENTO EUROPEO 2004 Documento di seduta 2009 Impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull impatto del marketing

Dettagli

Relazione illustrativa

Relazione illustrativa Relazione illustrativa La direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010 concernente l indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all energia,

Dettagli

Disegno di legge n. 2008-127-349-858-1197-1591-1913-2199-A CAMERA DEI DEPUTATI. Istituzione del Garante nazionale per l infanzia e l adolescenza.

Disegno di legge n. 2008-127-349-858-1197-1591-1913-2199-A CAMERA DEI DEPUTATI. Istituzione del Garante nazionale per l infanzia e l adolescenza. Disegno di legge n. 2008-127-349-858-1197-1591-1913-2199-A CAMERA DEI DEPUTATI Istituzione del Garante nazionale per l infanzia e l adolescenza. N. 1. ORDINI DEL GIORNO Seduta del 7 ottobre 2009 La Camera,

Dettagli

Servizio Premium 899. Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A

Servizio Premium 899. Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A 899 Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A. per l assegnazione delle numerazioni 899 e l offerta dei relativi servizi Ex art. 18

Dettagli

1.0 MISSIONE 1.1 IL CODICE ETICO AZIENDALE 1.2 APPLICAZIONE 1.3 PRINCIPI GENERALI

1.0 MISSIONE 1.1 IL CODICE ETICO AZIENDALE 1.2 APPLICAZIONE 1.3 PRINCIPI GENERALI Approvato il 12-05-2010 1.0 MISSIONE WebGenesys S.r.L. sviluppa soluzioni ICT innovative, utilizzando Know-how specialistico e un team di risorse d eccellenza con un repertorio di caratteristiche fortemente

Dettagli

4. La disciplina in tema di etichettatura

4. La disciplina in tema di etichettatura 4. La disciplina in tema di etichettatura L esigenza di tutela nel campo dell alimentazione ha trovato conferma anche nella disciplina normativa del c.d. controllo ufficiale dei prodotti alimentari realizzato

Dettagli

COMMISSIONE EUROPEA. Nell adottare tale decisione la Commissione ha tenuto conto delle considerazioni esposte qui di seguito.

COMMISSIONE EUROPEA. Nell adottare tale decisione la Commissione ha tenuto conto delle considerazioni esposte qui di seguito. COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 20.X.2005 C(2005)3849 def. Oggetto: Aiuti di Stato N 45/2005 - Italia Misure per garantire la qualità nel settore dei prodotti alimentari e adozione del marchio di qualità

Dettagli

CARTA DI TREVISO per una cultura dell infanzia Documento CNOG/FNSI del 5 ottobre 1990 aggiornato con delibera del CNOG del 30.3.

CARTA DI TREVISO per una cultura dell infanzia Documento CNOG/FNSI del 5 ottobre 1990 aggiornato con delibera del CNOG del 30.3. Carta di Treviso (Documento CNOG-FNSI 5 ottobre 1990, testo aggiornato dal CNOG il 30 marzo 2006 con le osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali con deliberazione n. 49/06); Vademecum

Dettagli

S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A

S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A X I I I L E G I S L A T U R A N. 2016 D I S E G N O D I L E G G E d iniziativa dei senatori GRECO, TOMASSINI e PELLICINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 23 GENNAIO

Dettagli

Delibera n. 481/06/CONS

Delibera n. 481/06/CONS Delibera n. 481/06/CONS Approvazione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo ai sensi dell articolo 17, comma 4, della legge 3 maggio 2004,

Dettagli

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI ALLEGATO E DGR 535/2015 (estratto) REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE E ASCOLTO DEI MINORENNI Servizio Famiglia, Minori e Pari Opportunità

Dettagli

Introduzione al diritto dell informazione La libertà di espressione e i suoi limiti. lezione n. 1

Introduzione al diritto dell informazione La libertà di espressione e i suoi limiti. lezione n. 1 Introduzione al diritto dell informazione La libertà di espressione e i suoi limiti lezione n. 1 Dichiarazione universale dei diritti dell uomo 10 dicembre 1948 Articolo 19 Ogni individuo ha diritto alla

Dettagli

Senato della Repubblica XVII Legislatura. Fascicolo Iter DDL S. 915

Senato della Repubblica XVII Legislatura. Fascicolo Iter DDL S. 915 Senato della Repubblica XVII Legislatura Fascicolo Iter DDL S. 915 Norme per la tutela dei minori nel settore dei media 25/01/2016-14:23 Indice 1. DDL S. 915 - XVII Leg. 1 1.1. Dati generali 2 1.2. Testi

Dettagli

COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA

COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA CRC/C/OPAC/ITA/1 Quarantaduesima sessione 15 maggio 2 giugno 2006 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE Analisi dei Rapporti presentati dall Italia ai sensi dell art. 8 del Protocollo

Dettagli

sustainable Codice di condotta del settore tessile e della moda tedesco

sustainable Codice di condotta del settore tessile e della moda tedesco sustainable Codice di condotta del settore tessile e della moda tedesco Premessa Le aziende del settore tessile e della moda tedesco professano la propria responsabilità com-merciale a prescindere del

Dettagli

Oggetto: Criteri operativi per la redazione di annunci pubblicitari concernenti OICR italiani ed esteri e fondi pensione aperti offerti in Italia.

Oggetto: Criteri operativi per la redazione di annunci pubblicitari concernenti OICR italiani ed esteri e fondi pensione aperti offerti in Italia. Comunicazione n. DIN/1031371 del 26-4-2001 Oggetto: Criteri operativi per la redazione di annunci pubblicitari concernenti OICR italiani ed esteri e fondi pensione aperti offerti in Italia. PREMESSA L

Dettagli

Carta dei Servizi e delle Garanzie VAS Intermatica S.p.A.

Carta dei Servizi e delle Garanzie VAS Intermatica S.p.A. Carta dei Servizi e delle Garanzie VAS Intermatica S.p.A. 1. PREMESSA La presente Carta dei Servizi e delle Garanzie VAS ha lo scopo di assicurare che l'offerta dei servizi di comunicazione elettronica

Dettagli

DELIBERA N. 397/13/CONS INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA L AUTORITÀ

DELIBERA N. 397/13/CONS INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA L AUTORITÀ DELIBERA N. 397/13/CONS INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA L AUTORITÀ NELLA sua riunione di Consiglio del 25 giugno 2013; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante Istituzione dell Autorità per le garanzie

Dettagli

Codice Etico INDICE INTRODUZIONE I PRINCIPI GENERALI RELAZIONI CON GLI STAKEHOLDER SALVAGUARDIA AMBIENTALE PRESCRIZIONI SPECIFICHE

Codice Etico INDICE INTRODUZIONE I PRINCIPI GENERALI RELAZIONI CON GLI STAKEHOLDER SALVAGUARDIA AMBIENTALE PRESCRIZIONI SPECIFICHE Codice Etico INDICE INTRODUZIONE I PRINCIPI GENERALI RELAZIONI CON GLI STAKEHOLDER SALVAGUARDIA AMBIENTALE PRESCRIZIONI SPECIFICHE COMITATO DI CONTROLLO DEL CODICE ETICO DENUNCIA DELLE VIOLAZIONI 2 3 3

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE (Seconda Sezione) 21 ottobre 2015. Causa C-347/14

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE (Seconda Sezione) 21 ottobre 2015. Causa C-347/14 SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE (Seconda Sezione) 21 ottobre 2015 Causa C-347/14 Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull interpretazione dell articolo 1, paragrafo 1, lettera a),

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

Parte Prima L IMPRESA, IL MERCATO E LA FUNZIONE PUBBLICITARIA

Parte Prima L IMPRESA, IL MERCATO E LA FUNZIONE PUBBLICITARIA INDICE SOMMARIO GLI AUTORI... PREFAZIONE Antonio Catricalà... XIII XVII Parte Prima L IMPRESA, IL MERCATO E LA FUNZIONE PUBBLICITARIA Capitolo Primo IL MERCATO, LE IMPRESE E LA FUNZIONE DELLA PUBBLICITÀ

Dettagli

La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio

La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio Martina Zorz Assistente Sociale Comune di Locate Varesino martedì 28 Aprile 2015 I DATI Rete interprovinciale

Dettagli

Scuole dell infanzia e discriminazione: la circolare Moratti e la rinnovata dimensione del diritto all istruzione. di Fulvio Cortese *

Scuole dell infanzia e discriminazione: la circolare Moratti e la rinnovata dimensione del diritto all istruzione. di Fulvio Cortese * Scuole dell infanzia e discriminazione: la circolare Moratti e la rinnovata dimensione del diritto all istruzione di Fulvio Cortese * La nota e recente ordinanza cautelare con la quale il Tribunale di

Dettagli

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 NORME GENERALI Art. 1 Validità del regolamento interno Il presente regolamento, derivante dai principi espressi dallo Statuto da cui discende, rappresenta le regole e le concrete

Dettagli

La par condicio. Sintesi dei principali adempimenti per l emittenza radiotelevisiva locale

La par condicio. Sintesi dei principali adempimenti per l emittenza radiotelevisiva locale La par condicio Sintesi dei principali adempimenti per l emittenza radiotelevisiva locale Par condicio fonti normative Legge 515/93 (Disciplina delle campagne elettorali per l elezione alla Camera dei

Dettagli

Codice Etico e Comportamentale Stagione Sportiva 2015-2016

Codice Etico e Comportamentale Stagione Sportiva 2015-2016 Codice Etico e Comportamentale Stagione Sportiva 2015-2016 Pag. 1 di 10 CODICE ETICO E COMPORTAMENTALE Piacenza Calcio 1919 Premessa Il Codice Etico della Società reca norme sostanziali e comportamentali

Dettagli

Rev. 1 del 10.09.2014 CODICE ETICO

Rev. 1 del 10.09.2014 CODICE ETICO Rev. 1 del 10.09.2014 CODICE ETICO INDICE INTRODUZIONE... 1 I. PRINCIPI GENERALI... 2 II. COMPORTAMENTO nella GESTIONE degli AFFARI... 3 A) Rapporti con i clienti.... 3 B) Rapporti con i fornitori....

Dettagli

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento:

Dettagli

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo:

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo: DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISCIPLINA SANZIONATORIA PER LE VIOLAZIONI DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1371/2007, RELATIVO AI DIRITTI E AGLI OBBLIGHI DEI PASSEGGERI NEL TRASPORTO FERROVIARIO.

Dettagli

NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA

NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA NOTA ESPLICATIVA 2 PUBBLICITA DEGLI ENTI PUBBLICI COMUNICAZIONI AL GARANTE PER LA RADIODIFFUSIONE E L EDITORIA 1. Premessa Il Garante per la radiodiffusione e l editoria determina con propri provvedimenti

Dettagli

Regolamento per la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano e della relativa tutela

Regolamento per la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano e della relativa tutela Regolamento per la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano e della relativa tutela Art. 1 Finalità e oggetto 1. Il presente Regolamento è emesso

Dettagli

2.7. Concetto di responsabilità, rapporto diritti-doveri

2.7. Concetto di responsabilità, rapporto diritti-doveri 2.7. Concetto di responsabilità, rapporto diritti-doveri Il tema dei diritti trova da sempre un punto di congiunzione con quello dei doveri. La Dichiarazione Universale dei diritti dell uomo, all art.29

Dettagli

Ordinanza sulla pubblicità dei medicamenti

Ordinanza sulla pubblicità dei medicamenti Ordinanza sulla pubblicità dei medicamenti (OPuM) 812.212.5 del 17 ottobre 2001 (Stato 1 luglio 2007) Il Consiglio federale svizzero, visti gli articoli 31 33 della legge del 15 dicembre 2000 1 sugli agenti

Dettagli

La tutela dei consumatori nella legislazione italiana

La tutela dei consumatori nella legislazione italiana La tutela dei consumatori nella legislazione italiana La legislazione italiana ha sempre dato attuazione alle Direttive Comunitarie nel campo della tutela dei consumatori anche se ha riscontrato in passato

Dettagli

All the invisible children. Appunti sulla Convenzione Internazionale sui diritti dell Infanzia e dell Adolescenza. Comitato Provinciale UNICEF di Roma

All the invisible children. Appunti sulla Convenzione Internazionale sui diritti dell Infanzia e dell Adolescenza. Comitato Provinciale UNICEF di Roma XIX Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo Università La Sapienza di Roma All the invisible children Appunti sulla Convenzione Internazionale sui diritti dell Infanzia e dell

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 3. LA CORTE DI GIUSTIZIA UE SI PRONUNCIA SULLA PROPORZIONALITÀ DELLE MISURE IN MATERIA DI CONSERVAZIONE DI DATI GENERATI O TRATTATI NELL

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

RIFORMA DELL EDITORIA

RIFORMA DELL EDITORIA RIFORMA DELL EDITORIA Il sistema normativo che regola l intervento dello Stato nel settore dell editoria e dei prodotti editoriali è caratterizzato da una serie di provvedimenti legislativi che traggono

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE E DELL ORDINAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DIREZIONE GENERALE DEI DISPOSITIVI MEDICI, DEL SERVIZIO FARMACEUTICO E DELLA SICUREZZA DELLE

Dettagli

1/2 (e non può comunque essere superiore ad Euro 103.291,38)

1/2 (e non può comunque essere superiore ad Euro 103.291,38) FAQ sul MOG 1. Che cos è il D. Lgs. 231/2001? Il D. Lgs. 231/2001 entrato in vigore il 4 luglio 2001, individua le disposizioni normative concernenti la disciplina della responsabilità amministrativa delle

Dettagli

Senato della Repubblica. 12^ Commissione. Indagine conoscitiva su origine e sviluppi del cosiddetto caso Stamina

Senato della Repubblica. 12^ Commissione. Indagine conoscitiva su origine e sviluppi del cosiddetto caso Stamina Senato della Repubblica 12^ Commissione Indagine conoscitiva su origine e sviluppi del cosiddetto caso Stamina Audizione del Presidente del Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro 23

Dettagli

REG.N.4142 - A 9001:2001. Cooperativa sociale Actl onlus. Carta etica. Codice deontologico e responsabilità sociale

REG.N.4142 - A 9001:2001. Cooperativa sociale Actl onlus. Carta etica. Codice deontologico e responsabilità sociale REG.N.4142 - A 9001:2001 Cooperativa sociale Actl onlus Carta etica Codice deontologico e responsabilità sociale Principi, valori, diritti e doveri in coop sociale Actl PREMESSA Sin dalla sua costituzione,

Dettagli

VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, di cui al D.P.R. 11 luglio 2003, n.

VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, di cui al D.P.R. 11 luglio 2003, n. Provvedimento PI5990 - SALVA RATE IBL DI IBL BANCA tipo Chiusura istruttoria numero 17586 data 08/11/2007 PUBBLICAZIONE Bollettino n. 42/2007 PI5990 - SALVA RATE IBL DI IBL BANCA Provvedimento n. 17586

Dettagli

LA PUBBLICITA INGANNEVOLE

LA PUBBLICITA INGANNEVOLE LA PUBBLICITA INGANNEVOLE PROF.SSA FRANCESCA MITE Indice 1 PROBLEMI DI QUALIFICAZIONE GENERALE DELLA PUBBLICITÀ INGANNEVOLE ALLA LUCE DEI PIÙ RECENTI INTERVENTI DOTTRINARI E GIURISPRUDENZIALI. -------------------------------

Dettagli

R E L A Z I O N E. Si illustrano di seguito i singoli articoli del decreto in esame.

R E L A Z I O N E. Si illustrano di seguito i singoli articoli del decreto in esame. DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2006/66/CE CONCERNENTE PILE, ACCUMULATORI E RELATIVI RIFIUTI E CHE ABROGA LA DIRETTIVA 91/157/CEE. \ R E L A Z I O N E Il decreto legislativo in esame

Dettagli

Herman Miller Limited, Filiale Italiana

Herman Miller Limited, Filiale Italiana Herman Miller Limited, Filiale Italiana Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo [ex D. Lgs. 231 del 2001] Parte Speciale 4 Edizione settembre 2011 PARTE SPECIALE 4 Reati contro l industria e il

Dettagli

RACCOMANDAZIONI POLITICHE DELLA CFIG

RACCOMANDAZIONI POLITICHE DELLA CFIG Titel Raccomandazioni politiche della CFIG Estratto dal Rapporto della Commissione federale per l infanzia e la gioventù "CRITICI O MANIPOLATI? I giovani e il consumo consapevole", Berna, ottobre 2014

Dettagli

Indice. 1. Definizione. 2. Valori. 3. Principi. 4. Doveri comportamentali. 5. Doveri di riservatezza. 6. Doveri di competenza

Indice. 1. Definizione. 2. Valori. 3. Principi. 4. Doveri comportamentali. 5. Doveri di riservatezza. 6. Doveri di competenza Indice 1. Definizione 2. Valori 3. Principi 4. Doveri comportamentali 5. Doveri di riservatezza 6. Doveri di competenza 7. Rapporti con i Clienti 8. Atteggiamento verso i Concorrenti 9. Atteggiamenti da

Dettagli

IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE

IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE Il Trattato di Roma del 1957 non conteneva alcuna esplicita menzione di competenze comunitarie nel settore ambientale. La crescente

Dettagli

NORME PER LA PROMOZIONE E LA DISCIPLINA DEL VOLONTARIATO IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA

NORME PER LA PROMOZIONE E LA DISCIPLINA DEL VOLONTARIATO IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LEGGE REGIONALE 26 luglio 2012, n. 33 NORME PER LA PROMOZIONE E LA DISCIPLINA DEL VOLONTARIATO la seguente legge: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA CAPO

Dettagli

DECISIONE N.7/14 PREVENZIONE E LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

DECISIONE N.7/14 PREVENZIONE E LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE MC.DEC/7/14/Corr.1 1 Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa Consiglio dei ministri Basilea 2014 ITALIAN Original: ENGLISH Secondo giorno della ventunesima Riunione Giornale MC(21)

Dettagli

7. IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE

7. IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE Il sistema italiano delle comunicazioni - Il Registro degli operatori di comunicazione 7. IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE L Autorità ha approvato il 31 maggio 2001, con delibera n. 236/01/CONS,

Dettagli

INDICE 1. PREMESSA 2. DISPOSIZIONI COMUNI 2.1 DESTINATARI 2.2 RESPONSABILITÀ DELL ASSOCIAZIONE

INDICE 1. PREMESSA 2. DISPOSIZIONI COMUNI 2.1 DESTINATARI 2.2 RESPONSABILITÀ DELL ASSOCIAZIONE CODICE ETICO INDICE 1. PREMESSA 2. DISPOSIZIONI COMUNI 2.1 DESTINATARI 2.2 RESPONSABILITÀ DELL ASSOCIAZIONE 3. PRINCIPI ETICI DELL ASSOCIAZIONE 3.1 VALORE STRATEGICO DELLE RISORSE UMANE 3.2 LEGALITA 3.3

Dettagli

CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO

CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO 1 1. PREMESSA 3 2. MISSIONE E VISIONE ETICA 3 3. AMBITO DI APPLICAZIONE DEL CODICE 3 4. PRINCIPI E NORME DI RIFERIMENTO 5 4.1 Rispetto della Legge 5 4.2 Onestà e correttezza

Dettagli

Con l espressione tecnica di comunicazione a distanza si intende fare riferimento a qualunque mezzo che,

Con l espressione tecnica di comunicazione a distanza si intende fare riferimento a qualunque mezzo che, Un peculiare modo di formazione del contratto è quello che caratterizza i c.d. contratti a distanza, definiti dal legislatore come quei contratti, aventi ad oggetto beni o servizi, stipulati tra un professionista

Dettagli

Le radio e le tv sul web: F.A.Q.

Le radio e le tv sul web: F.A.Q. Le radio e le tv sul web: FAQ L Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sulla base delle competenze ad essa assegnate dal decreto legislativo n. 44 del 2010 (cosiddetto decreto Romani, di seguito

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

IL D.LGS. ROMANI E I MEDIA AUDIOVISIVI, LA NUOVA TELEVISIONE TRA INNOVAZIONI E DUBBI

IL D.LGS. ROMANI E I MEDIA AUDIOVISIVI, LA NUOVA TELEVISIONE TRA INNOVAZIONI E DUBBI IL D.LGS. ROMANI E I MEDIA AUDIOVISIVI, LA NUOVA TELEVISIONE TRA INNOVAZIONI E DUBBI CHIARA DI MARTINO SOMMARIO: 1. I media audiovisivi : una introduzione. 2. La direttiva 2007/65/CE: il riordino comunitario

Dettagli