Bruno Ballardini - Giovanna Colli - Giuliano Pietroni. dalla. strategia allo. spot. elementi di tecnica pubblicitaria

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Bruno Ballardini - Giovanna Colli - Giuliano Pietroni. dalla. strategia allo. spot. elementi di tecnica pubblicitaria"

Transcript

1

2 Bruno Ballardini - Giovanna Colli - Giuliano Pietroni dalla strategia allo spot elementi di tecnica pubblicitaria

3 Copyright 2003 CLITT srl - Roma Tutti i diritti letterari e artistici sono riservati. Nessuna parte può essere riprodotta, in alcun modo, senza specifica autorizzazione scritta dell Editore. Grafica e impaginazione: Giovanna Mancini (Clitt) Progetto e realizzazione della copertina: Silvia Masi (Clitt) Un testo di tecnica pubblicitaria è illustrato inevitabilmente con immagini di etichette, prodotti e messaggi pubblicitari. Le illustrazioni che si trovano nel volume vanno perciò intese esclusivamente quali esempi di documentazione didattica, indipendentemente dalle denominazioni commerciali che vi si possono leggere. La loro scelta è stata effettuata a puro scopo dimostrativo e senza fini di lucro. L Editore ha cercato di reperire tutte le fonti delle illustrazioni ed è comunque a disposizione di eventuali aventi diritto nell ambito delle leggi internazionali. Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana n. 108, Milano 20122, e sito web

4 Bruno Ballardini - Giovanna Colli - Giuliano Pietroni dalla strategia allo spot elementi di tecnica pubblicitaria

5 dalla Strategia allo Spot INTRODUZIONE Introduzione La nuova edizione del testo è stata resa necessaria dal continuo processo di cambiamento che caratterizza l attuale società della globalizzazione. Nuovi strumenti si sono imposti nel mondo della comunicazione sociale, aziendale e pubblicitaria. Pertanto si è provveduto ad attualizzare le tematiche presentate, senza tuttavia modificare le basi solide dell impianto generale del precedente testo. In particolare sono state introdotte sezioni che trattano le nuove opportunità fornite dai new-media e soprattutto da Internet, in ambito aziendale e pubblicitario. Questa nuova edizione presenta, inoltre, una diversa organizzazione degli argomenti per conseguire ancora maggior chiarezza e fruibilità rispetto al testo precedente. Sono state anche ampliate ed approfondite alcune sezioni per meglio rispondere ai programmi ministeriali. È stato, infine, completamente aggiornato l apparato iconografico, facendo riferimento alle nuove campagne pubblicitarie di successo, che vengono analizzate al fine di incrementare le capacità di comprensione della complessità della comunicazione pubblicitaria da parte degli alunni. Le immagini proposte sono state ancorate di continuo al testo come occasione ulteriore di esemplificazione e approfondimento dei concetti analizzati. Infine, sono state riviste le sezioni dedicate alle esercitazioni, poste alla fine di ogni modulo, in misura idonea ad ogni argomento. Queste sono finalizzate sia a verificare la conoscenza dei contenuti trattati, sia a sviluppare le competenze strategiche e creative necessarie a chi opera come tecnico pubblicitario. Per favorire lo sviluppo di queste abilità si suggerisce che questo tipo di esercizi vengano eseguiti in gruppo, riproducendo così modalità di lavoro tipiche di chi opera nel mondo pubblicitario. Molti di questi esercizi derivano da vere case histories aziendali e sono stati adattati alla didattica per fornire modelli il più possibile vicini alla realtà del lavoro. In ultima istanza, è utile evidenziare che viene riconfermata la precisa scelta degli autori di fare riferimento soltanto a quelle branche che realmente hanno ottenuto risultati concreti nella loro applicazione pratica, trattando, tuttavia, tutti i temi che possano garantire una formazione completa. Gli autori 5

6 Indice INDICE MODULO 1. IL PRODUTTORE E IL SISTEMA AZIENDALE 1.1 LE AZIENDE LA CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE PER SETTORI E FINI SOCIETÀ, AZIENDE E FORMA GIURIDICA LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PRODUZIONE L IMMAGINE AZIENDALE IL CASO BENETTON: UN SUCCESSO IMPRENDITORIALE COSTRUITO ANCHE DA UNA FORTE IMMAGINE AZIENDALE...30 ESERCIZI MODULO Indice MODULO 2. IL CONSUMATORE E IL SISTEMA DI MERCATO 2.1 IL CONCETTO DI MERCATO LA NECESSITÀ DI INFORMAZIONI E LE RICERCHE DI MERCATO LE FONTI DI INFORMAZIONE LE FONTI INDIRETTE LE FONTI DIRETTE GLI STILI DI VITA E LE MAPPE SINOTTICHE L OSSERVAZIONE DIRETTA E LA DECODIFICA DELLA COMUNICAZIONE LA SCELTA DELLE FONTI LA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO E LA CUSTOMER SATISFACTION...71 ESERCIZI MODULO MODULO 3. DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE: LE STRATEGIE DI MARKETING 3.1 IL CONCETTO DI MARKETING LE FASI DEL PROCESSO DI MARKETING: DALLA SWOT ANALYSIS AL CONTROLLO DEI RISULTATI LE 4 P DEL MARKETING MIX IL PRODOTTO E IL SUO CICLO DI VITA IL FATTORE PREZZO E LE SUE STRATEGIE LA PROMOZIONE : DALLE PUBBLICHE RELAZIONI AL DIRECT MARKETING IL POSTO: I CANALI DISTRIBUTIVI LA VENDITA: STRATEGIE DI EFFICACIA E CLASSIFICAZIONI DEL COMMERCIO ESERCIZI MODULO MODULO 4. PUBBLICITÀ E MASS MEDIA 4.1 L EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA LE CARATTERISTICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA...130

7 dalla Strategia allo Spot 4.3 LA SOCIETÀ DELLA GLOBALIZZAZIONE E LE COMUNICAZIONI DI MASSA LE CARATTERISTICHE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA LA PUBBLICITÀ SUI MASS MEDIA I NEW MEDIA INTERNET I MEDIA TRADIZIONALI E QUELLI CON IMMAGINI LA RADIO LA STAMPA IL CINEMA LA TELEVISIONE LE AFFISSIONI ESERCIZI MODULO indice MODULO 5. IL MESSAGGIO PUBBLICITARIO 5.1 LA PECULIARITÀ DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO IL PROCESSO DI COMUNICAZIONE E LE SUE FUNZIONI CAPTARE L INTERESSE DELL INTERLOCUTORE: DAL PROCESSO DI COMUNICAZIONE ALL ATTO COMUNICATIVO MOTIVAZIONI CONSCE ED INCONSCE DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO L EFFICACIA DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO LA CREATIVITÀ DEL LINGUAGGIO PUBBLICITARIO LE TIPOLOGIE PUBBLICITARIE ESERCIZI MODULO MODULO 6. LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA 6.1 L AGENZIA PUBBLICITARIA LE TIPOLOGIE DI CAMPAGNA PUBBLICITARIA LE FASI DI UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA LE STRATEGIE DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DALLA PROMESSA ALLA REASON WHY LA REALIZZAZIONE DELLA COPY STRATEGY LE FORME DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA: ESPRESSIONE, TONO E VOLUME DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO L ESPRESSIONE DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO IL TONO DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO IL VOLUME DI VOCE DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO IL MESSAGGIO PUBBLICITARIO COME VEICOLO DELLA SUPERIORITÀ DEL PRODOTTO LE TECNICHE DI PRODUZIONE DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO L ANNUNCIO STAMPA LO SPOT IL COMUNICATO RADIOFONICO

8 Indice 6.8 LA PIANIFICAZIONE PUBBLICITARIA PRODUZIONE E COORDINAMENTO DEI COMUNICATI ESERCIZI MODULO Indice MODULO 7. PUBBLICITÀ E CODICE DI AUTODISCIPLINA 7.1 PUBBLICITÀ E DEONTOLOGIA LE REGOLE DI COMPORTAMENTO IN AMBITO PUBBLICITARIO LE NORME PARTICOLARI GLI ORGANI DI CONTROLLO E LE SANZIONI LA TUTELA DELLE CREAZIONI PUBBLICITARIE, REGOLAMENTO SUI TEMPI TECNICI DI ATTUAZIONE DELLE DECISIONI AUTODISCIPLINARI E PER DEPOSITO PROGETTI PUBBLICITARI LA PUBBLICITÀ SOCIALE REGOLAMENTO PER LA PUBBLICITÀ DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI PROPOSTI PER IL CONTROLLO O LA RIDUZIONE DEL PESO E DI ALTRI TIPI DI INTEGRATORI REGOLAMENTO SULLA PUBBLICITÀ DEI MEDICINALI PER USO VETERINARIO ESERCIZI MODULO BIBLIOGRAFIA

9 dalla Strategia allo Spot modulo 1 IL PRODUTTORE E IL SISTEMA AZIENDALE BLOCCHI TEMATICI L azienda La classificazione, l organizzazione e la gestione delle aziende La forma giuridica delle società La produzione L immagine aziendale OBIETTIVI SPECIFICI Conoscere l impresa e la sua organizzazione Conoscere il sistema di produzione e il suo rapporto con il mercato Conoscere i segni distintivi di un azienda OBIETTIVI GENERALI Saper analizzare i protagonisti del mercato e riconoscerne le caratteristiche funzionali Saper progettare un nuovo prodotto, farlo nascere e muovere sul mercato 9

10 Le aziende Il produttore e il sistema aziendale La scacchiera è un sistema dove gli elementi sono interdipendenti fra loro. 1.1 LE AZIENDE Chi intende operare nel settore pubblicitario, per confezionare un prodotto che soddisfi pienamente le attese del proprio cliente, deve conoscere, oltre alle diverse tecniche grafiche, anche l ambiente aziendale e le sue strategie di comunicazione e marketing. Ciò comporta la necessità di essere ben informati sulle diverse realtà e tipologie aziendali presenti sul mercato, sulle nuove frontiere nell area dell organizzazione e della comunicazione da parte delle imprese. Pertanto, in questo primo modulo approfondiremo i concetti principali del sistema aziendale. Si può definire l azienda come un sistema complesso formato da elementi interdipendenti, ovvero le persone, le risorse tecnico-finanziarie e le variabili organizzative (input), finalizzati verso uno scopo comune: la soddisfazione del cliente. Per comprendere appieno questa definizione, è necessario capire il concetto di sistema. Immaginate una scacchiera dove una sola mossa fa cambiare significato alle posizioni di tutti i pezzi oppure un campo di calcio dove ogni giocatore condiziona il gioco dei compagni e degli avversari. Diverso è il caso di uno scaffale di supermercato dove ogni prodotto può essere tolto o aggiunto senza interferire con il resto, se non per irrilevanti particolari. Come si evince da questi esempi, il sistema è un insieme di elementi funzionali in stretto rapporto tra loro, organizzati per raggiungere degli obiettivi comuni. Inoltre un sistema complesso, può essere a sua volta suddiviso in tanti sistemi interni di livello inferiore (detti sottosistemi o subsistemi) e questi, a loro volta, possono essere ulteriormente scomposti in altri sottosistemi, fino ad arrivare alle cosiddette unità elementari che non possono essere più suddivise. Il corpo umano è un esempio di sistema complesso. Il corpo umano acquisisce dall ambiente esterno alcuni fattori, quali l aria, il cibo, l acqua (input), che gli permettono di funzionare, cioè di compiere delle azioni, come camminare, lanciare il disco, leggere, studiare (output). Le azioni che l uomo compie sono il risultato di processi elementari che si sviluppano in uno stretto legame di corrispondenze (digerire, inviare segnali ). Inoltre, queste azioni sono svolte nell ambiente esterno, con cui in continuazione si interfacciano. 10 Per il sistema aziendale le cose vanno all incirca nello stesso modo. Per un agenzia pubblicitaria, ad esempio, gli input (cioè i fattori produttivi) possono essere

11 dalla Strategia allo Spot costituiti da: energia elettrica, telefono, personale, affitto immobile, attrezzature (fotografiche, informatiche, tipografiche, ecc.), rapporti con i clienti, rapporti con i mass-media (stampa, radio, televisione, ecc.), rapporti con le altre agenzie pubblicitarie, ecc. Il processo di trasformazione consiste, in questo caso, nel trasformare i bisogni ed i desideri del cliente in una campagna pubblicitaria efficace ed esauriente. Gli output, infine, sono costituiti essenzialmente dalle campagne pubblicitarie realizzate e diffuse. L azienda, inoltre, è racchiusa in un altro sistema di ordine superiore, da cui trae la possibilità di sopravvivere: l ambiente socio-economico. Anche il sistema aziendale, come tutti i sistemi complessi, può essere a sua volta suddiviso in tanti sistemi interni di livello inferiore, ulteriormente scomponibili fino alle unità elementari. Per un azienda i sottosistemi sono rappresentati dagli organi che, nel loro complesso, costituiscono la struttura organizzativa. Definiamo organo un centro di lavoro composto da una o più persone che, sotto la responsabilità di un capo e servendosi dei mezzi messi a loro disposizione dall azienda, svolgono in modo coordinato i compiti o le funzioni loro assegnati. Le aziende Tipici organi aziendali, individuati in base alla funzione svolta, sono: Marketing, Produzione, Amministrazione, Ricerca e Sviluppo, Finanze, Personale. Ognuno di essi, poi, può essere disaggregato in altri organi di livello inferiore. Ad esempio, l organo Marketing può essere scomposto in più sottosistemi: Vendite, Pubblicità, Ricerche di Mercato, Distribuzione, ecc. A sua volta, ciascuno di questi organi può essere ulteriormente suddiviso in altri organi di livello ancora inferiore. Ad esempio, l organo Vendite viene spesso scorporato dalle aziende che operano a livello nazionale in Vendite Area Nord, Vendite Area Centro e Vendite Area Sud + Isole. Si procede così, con ulteriori suddivisioni, fino ad arrivare alle unità elementari aziendali: i singoli dipendenti. Dall ambiente le aziende ricevono degli input, sotto forma di fattori di produzione, norme di legge, vincoli sindacali o amministrativi, tecnologia, valori, informazioni, ecc. All ambiente esse ripropongono, alla fine del ciclo produttivo, i propri output (prodotti, servizi, immagine, ecc.), nati dalla trasformazione, al proprio interno, degli input ricevuti. Vendendo ai consumatori i propri servizi, l azienda consegue i ricavi, cioè gli introiti di denaro che le permettono di coprire i costi dei fattori produttivi impiegati e di conseguire il guadagno, che costituisce la ragione ultima della sua esistenza. 11

12 Le aziende Il produttore e il sistema aziendale Per sperare di conseguire degli utili duraturi, però, le aziende devono operare in modo efficiente ed efficace, individuando tempestivamente i bisogni del consumatore e poi soddisfacendoli al meglio. Solo soddisfacendo i clienti, cioè appagando i loro bisogni e risolvendo i loro problemi, infatti, esse possono sperare di centrare gli obiettivi prefissati e di conseguire un risultato positivo che perduri nel tempo e le remuneri per tutti gli sforzi compiuti. Per poter sopravvivere, un sistema deve mantenere in equilibrio gli elementi che lo compongono. Ciò vale, ovviamente, anche per il sistema aziendale. A causa delle perturbazioni che provengono dall ambiente esterno, però, l equilibrio dei sistemi aziendali è generalmente instabile. La complessità dell ambiente sta crescendo ad un livello che non ha uguali nella storia recente: la varietà dei prodotti aumenta sempre più velocemente; i consumatori diventano sempre più esigenti ed i mercati sempre più instabili; molte imprese crollano ed altre nascono; vengono messe in discussione idee e modelli di riferimento che si ritenevano consolidati Diventa così assai difficile, per le aziende, riuscire ad effettuare previsioni e programmi efficaci, almeno nel medio-lungo periodo. Parallelamente al crescere della turbolenza e della complessità dell ambiente, aumenta anche l incertezza, da parte degli operatori, sui comportamenti da seguire e sulle azioni da intraprendere per ottenere i risultati migliori. Ciò porta, inevitabilmente, ad un maggior bisogno di informazioni. Solo attraverso informazioni rapide ed efficienti, infatti, le aziende possono individuare le strategie utili ad affrontare con successo i problemi che l ambiente esterno continuamente pone loro. Un agenzia pubblicitaria dovrebbe essere sempre informata su ciò che accade nel mondo, per cercare di sfruttare al meglio le opportunità che si presentano e, nel contempo, evitare le situazioni negative. Così, una diminuzione dei costi degli spazi pubblicitari da parte di una data emittente televisiva potrebbe rendere più economico l inserimento di uno spot televisivo nella campagna pubblicitaria. Ed ancora, la presenza di forti disordini sociali in una data area geografica potrebbe rendere meno vantaggioso l utilizzo a fini pubblicitari di immagini tratte da tale zona. 12

13 dalla Strategia allo Spot 1.2. LA CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE PER SETTORI E FINI Abbiamo detto che lo scopo di un azienda è la soddisfazione di un desiderio o di un particolare bisogno dei consumatori. Solo riuscendo ad esaudire la propria clientela meglio di quanto riescano a fare i concorrenti, un azienda può garantirsi un successo duraturo. Soddisfare i bisogni dell uomo, però, non è sempre facile. Partendo dalle cose più semplici, da quelle cioè che ci offre la natura, notiamo che esse sono spesso inadatte a un consumo immediato da parte dell uomo. Passeggiando per i monti, noi potremmo, ad esempio, vedere tra le rocce un bel minerale da utilizzare per un anello, ma per fare questo, dovremmo prima estrarlo e poi lavorarlo adeguatamente. Per prima cosa, quindi, occorrono delle aziende che si approprino delle materie che la natura offre e le rendano disponibili alla lavorazione. Le aziende di questo tipo sono chiamate primarie. Lo scopo di un azienda è la soddisfazione del cliente. Esse si distinguono in aziende: a. agricole, che si occupano della coltivazione delle piante e dell allevamento degli animali (concetto di far crescere ); b. estrattive, che si occupano di estrarre i beni dal mondo della natura: estrazione di minerali; caccia e pesca (concetto di prelevare ). Una volta che l uomo si è appropriato delle materie della natura, facendole crescere appositamente (aziende agricole) o prelevandole direttamente da essa (aziende estrattive), diventa necessario che i beni della natura, resi disponibili dalle aziende primarie, vengano lavorati e trasformati in prodotti adatti ad essere consumati dall uomo. Le aziende che si occupano di trasformare le materie grezze in prodotti pronti per essere consumati si chiamano aziende industriali e compongono il cosiddetto settore secondario. Le persone che hanno bisogno dei prodotti che le varie industrie fabbricano vivono, però, spesso in località lontane. Occorrono perciò delle aziende che si occupino di spostare i prodotti dal luogo di produzione fino ai posti dove essi saranno consumati. Le aziende di questo tipo si chiamano aziende di trasporto (a seconda dei casi si può trattare di trasporto aereo, marittimo, terrestre, fluviale, ecc.). Inoltre, bisogna che i beni siano sempre disponibili per essere consumati, in qualsiasi momento le persone li richiedono. Le aziende che si occupano di conservare 13

14 La classificazione delle aziende per settori e fini Il produttore e il sistema aziendale Le aziende commerciali appartengono al settore terziario. i prodotti dal momento della produzione al momento del consumo vengono chiamate commerciali. Le aziende commerciali acquistano i beni e li conservano fino a che non li rivendono ai consumatori (commercio al dettaglio) o ad altri commercianti (commercio all ingrosso). Le aziende commerciali e quelle di trasporto compongono il settore terziario. Ciò che differenzia le aziende del secondario da quelle terziarie è essenzialmente questo: le prime fabbricano prodotti, le seconde offrono servizi. Sempre al settore terziario appartengono le aziende bancarie e quelle assicurative. Le prime raccolgono il denaro dei risparmiatori e lo prestano alle persone ed alle aziende che ne hanno bisogno per svolgere la propria attività economica. Le società assicurative, invece, s incaricano di assicurare le persone contro determinati rischi: se il fatto avverso poi si verifica, esse provvedono a coprire i danni da questo provocati. Attualmente, la globalizzazione dei mercati, il crescente, generalizzato bisogno d informazione e il frenetico sviluppo delle reti telematiche di comunicazione hanno portato alla nascita del nuovo settore terziario avanzato (o quaternario), composto dalle aziende inserite nel comparto della comunicazione applicata all informatica. Tutte le aziende fin qui esaminate vengono chiamate aziende di produzione o imprese ed hanno una caratteristica in comune: producendo beni o servizi capaci di soddisfare specifici bisogni dei consumatori esse mirano a conseguire il profitto, che costituisce la ragione ultima ed il presupposto della loro esistenza. Esistono, però, anche delle aziende, chiamate di erogazione o no profit, che non hanno come fine ultimo il guadagno (o profitto), bensì la soddisfazione diretta dei bisogni della collettività o di un gruppo organizzato di persone. Ne sono esempio lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni, le associazioni e le fondazioni. Le associazioni sono costituite da un insieme di due o più persone che si associano per uno scopo specifico (umanitario, religioso, ricreativo, sportivo, culturale, ecc.), mentre le fondazioni sono aziende create attraverso lasciti o donazioni per fini assistenziali, culturali, filantropici. 14 Riassumendo, le imprese possono essere classificate in base al settore economico a cui appartengono: settore primario: le aziende agricole ed estrattive settore secondario: le aziende artigianali ed industriali settore terziario: le aziende commerciali, di trasporto, tutte le aziende che offrono servizi di qualsiasi genere, fra cui le aziende bancarie ed assicurative settore del terziario avanzato: tutte le aziende inserite nell ambito della comunicazione applicata all informatica.

15 dalla Strategia allo Spot Un ulteriore classificazione distingue le aziende per il loro fine: le imprese, che mirano a conseguire un profitto le aziende no profit, il cui scopo ultimo non è il guadagno, ma l erogazione di un servizio per la collettività. Abbiamo, dunque, definito l impresa (o azienda di produzione) un azienda che produce e vende beni o servizi capaci di soddisfare specifici bisogni dei consumatori. Tuttavia bisogna ora chiedersi cosa differenzia i beni dai servizi. Tradizionalmente, la distinzione consiste nel fatto che un bene è un prodotto tangibile (= che si può toccare, come ad esempio un compact disc), mentre un servizio non lo è (ad esempio, l esecuzione delle canzoni in un concerto). La classificazione delle aziende per settori e fini 15

16 1 Società, aziende e forma giuridica 1.3 SOCIETÀ, AZIENDE E FORMA GIURIDICA Il produttore e il sistema aziendale 16 Le aziende possono essere classificate, oltre che per settori e fini, anche in base alla loro forma giuridica. Considerando la forma giuridica le aziende possono essere distinte in: 1) aziende individuali; 2) aziende collettive (o società). Sono aziende individuali quelle in cui il soggetto giuridico è rappresentato da una singola persona: l imprenditore, che si assume gli oneri di tutte le decisioni relative alla gestione dell attività aziendale. Le aziende individuali sono generalmente di piccole dimensioni e vengono identificate nei rapporti con il mondo esterno da un nome (chiamato ditta) che serve anche a differenziarle dalle altre aziende presenti sul mercato. Tale nome può essere di fantasia, ma deve comunque essere seguito dal cognome o dalla sigla dell imprenditore. L azienda collettiva (o società) è invece costituita da più persone fisiche (soci) che unendo le proprie forze finanziarie o le proprie capacità professionali danno vita ad un azienda dalla cui attività si aspettano di ricavare un utile e della quale dividono i rischi. Le società, a loro volta, possono essere suddivise in: 1) società di persone; 2) società di capitali; 3) società cooperative. 1) Le società di persone sono quelle in cui i soci rispondono in modo solidale ed illimitato delle obbligazioni assunte dall azienda. Le società di persone sono individuate tramite un nome, che viene chiamato ragione sociale. Le società di persone possono assumere le due forme seguenti: A) Società in nome collettivo, la cui abbreviazione è S.n.c. Esse sono determinate dall unione di due o più persone che collaborano ad un dato progetto, secondo i patti convenuti, per raggiungere un fine prestabilito. Sono indicate soprattutto a persone legate da stretti rapporti che desiderano avviare in comune progetti a basso rischio che non comportano ingenti esborsi di denaro. La ragione sociale è costituita dal nome di uno o più soci, seguito dalla dicitura snc. B) Società in accomandita semplice, la cui abbreviazione è S.a.s. Sono particolarmente indicate a favorire l incontro di soggetti dotati di capacità imprenditoriali e di buone idee ma con scarsi mezzi finanziari, con soggetti disposti ad investire i propri denari in iniziative promettenti. I primi diventano soci accomandatari, dirigono l impresa e rispondono in modo solidale ed illimitato delle obbligazioni sociali. I secondi diventano, invece, soci accomandanti, possono collaborare all attività aziendale e partecipano alla distribuzione degli utili sulla base delle quote versate. La ragione sociale è costituita dal nome di uno o più soci accomandatari, seguito dalla dicitura S.a.s.

17 dalla Strategia allo Spot 2) Le società di capitali sono composte, come le società di persone, dall unione di più persone fisiche, ma, contrariamente a queste, sono dotate di personalità giuridica. Ciò significa che dalla legge tali società sono considerate alla stregua di normali persone fisiche, capaci di assumere in proprio diritti e doveri. Da questo fatto derivano alcune importanti conseguenze: Le società di capitali rispondono solo con il proprio capitale delle obbligazioni assunte. I debiti contratti restano della società e non dei soci, per cui in nessun caso questi possono essere chiamati a rimborsarli con il proprio patrimonio personale. Si dice perciò che i soci hanno responsabilità limitata alle quote di capitale sottoscritte. Il numero dei soci non è limitato né soggetto al consenso preventivo degli altri soci, come nel caso delle società di persone. Il patrimonio delle società di capitali è suddiviso in quote o azioni. Società, aziende e forma giuridica Le società di capitali possono assumere le forme che qui di seguito elenchiamo: A) Società per azioni, la cui abbreviazione è: S.p.a. Solitamente sono aziende di grandi dimensioni. Il loro capitale è rappresentato dalle azioni, cioè da titoli rappresentativi di una quota di proprietà della società. I soci, detti azionisti, sono responsabili limitatamente alla somma versata per l acquisto delle azioni, si dividono gli utili di esercizio (detti dividendi) sulla base delle azioni possedute e possono partecipare alle assemblee dei soci e contribuire così ad indirizzare l attività dell azienda. Le società per azioni, come tutte le società di capitali, agiscono sotto una denominazione sociale identificatrice dell azienda. Non esistono qui norme particolari: si può scegliere un nome di fantasia, una sigla, un cognome, ecc. Resta, comunque, l obbligo di far seguire al nome la dicitura società per azioni (S.p.a.). B) Società a responsabilità limitata, la cui abbreviazione è S.r.l. Sono adatte alle persone che vogliano dar vita in comune ad un azienda di piccole o medie dimensioni, senza dover rischiare il proprio patrimonio personale. Il capitale sociale non è rappresentato da azioni, ma da quote che possono essere di diverso importo. Riguardo alla denominazione sociale che identifica l azienda non esistono norme particolari: si può scegliere un nome di fantasia, una sigla, un cognome, ecc. Resta comunque l obbligo di far seguire al nome la dicitura società a responsabilità limitata (S.r.l.). C) Società in accomandita per azioni, la cui abbreviazione è S.a.p.a. Sono caratterizzate dalla presenza di due differenti categorie di soci: accomandatari e accomandanti e hanno il capitale suddiviso in azioni, tutte di Le S.p.a. solitamente sono aziende di grandi dimensioni. Il loro capitale è rappresentato dalle azioni. 17

18 Società, aziende e forma giuridica uguale valore. Adatte agli imprenditori o agli amministratori che intendono ampliare le proprie aziende mantenendone il controllo, sono però poco diffuse nella realtà italiana. La denominazione sociale è costituita dal nome di uno o più soci accomandatari, seguito dall indicazione di società in accomandita per azioni (S.a.p.a.). Il produttore e il sistema aziendale Glossario Azione = titolo che attribuisce al proprietario una quota di proprietà del capitale di una società. Responsabilità solidale = responsabilità che si ha quando i soci sono tenuti per legge a rispondere anche dei debiti contratti dagli altri soci. Responsabilità illimitata = responsabilità che si ha quando i soci rispondono degli obblighi assunti dalla società non solo con il capitale in essa investito, ma anche con il patrimonio personale. & = e (commerciale) C (sempre in maiuscolo) = letteralmente: company, cioè soci. Linea ufficio = l insieme degli stampati cartacei (carta da lettera, biglietti da visita, blocchi commissioni, fatture commerciali, ecc.) necessari alla comunicazione epistolare ed all espletamento di tutte le pratiche amministrative di una qualunque attività imprenditoriale. 3) Oltre alle società di persone e a quelle di capitali, esistono anche le cooperative, che sono società particolari, in quanto non hanno come scopo principale il lucro. L attività aziendale, infatti, è svolta dai soci non al fine principale di conseguire un utile, ma per aiutarsi reciprocamente, producendo cioè beni o servizi da destinare a se stessi ed alle proprie famiglie. Le cooperative, quindi, hanno un fine mutualistico ed operano nell interesse dei soci, che possono conseguire una maggiore retribuzione per il lavoro in esse prestato e risparmi di spesa per i beni ed i servizi acquistati. La legge impone che le iniziali che contraddistinguono la conformazione di una società e tutti i dati fiscali necessari alla sua identificazione socio-amministrativa, in ogni espressione grafico-pubblicitaria, debbano affiancare il marchio o il logotipo delle società stessa. Tali sigle possono essere oggetto di composizioni e di interpretazioni grafico-tipografiche delle più varie, in particolar modo per l impaginazione di una delle espressioni più importanti per l immagine di un azienda: la linea ufficio. Per l impaginazione degli stampati, la linea ufficio solitamente utilizza, come identificativo dell azienda, il marchio o logotipo affiancati dalle sigle che contraddistinguono la tipologia dell azienda (S.r.l.; S.a.s.; S.p.a.; ecc.). Dette sigle, graficamente, hanno corpo di norma contenuto e possono essere trascritte con caratteri o tipi delle diverse famiglie, in nero o neretto, stampatello o corsivo, ecc. Qui di seguito, si suggeriscono alcune possibili soluzioni compositive: tutte e tre le iniziali con caratteri in maiuscolo: S.R.L. S.P.A. S.N.C. S.A.P.A. le iniziali pari in maiuscolo e le dispari in minuscolo: s.r.l. s.p.a. s.a.p.a. s.n.c. prima ed ultima iniziale in carattere maiuscolo, mentre quella centrale in carattere minuscolo: S.n.C. S.r.L. S.p.A. S.a.S. prima iniziale in carattere maiuscolo seguita dalle successive in carattere minuscolo: S.n.c. S.a.p.a. S.p.a. S.r.l. tutte e tre le lettere iniziali in carattere minuscolo: s.p.a. s.n.c. s.a.s. s.a.p.a. il sistema 18

19 dalla Strategia allo Spot 1.4 LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE Per struttura organizzativa s intende l insieme dei rapporti e delle procedure che regolano le persone ed i mezzi a disposizione dell azienda. Le strutture organizzative variano: da azienda ad azienda, in base ai diversi obiettivi che ognuna si propone di raggiungere; all interno di ciascuna azienda, nel tempo, per adattarsi ai mutamenti dell ambiente esterno. Il potere organizzativo, cioè quello di dare forma alla struttura organizzativa di un azienda, spetta all imprenditore. L art del Codice Civile definisce imprenditore colui che esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. L imprenditore, per essere tale, deve organizzare la propria attività, cioè dirigere l impresa verso il fine stabilito, effettuando le scelte opportune, coordinando l attività delle altre persone (dipendenti, consulenti, ecc.) che in vario modo vi sono impegnate. L imprenditore è, dunque, il capo dell impresa e da lui dipendono per via gerarchica i suoi collaboratori. Nell organizzare l azienda, però, l imprenditore incontra una serie di limitazioni di natura legale e sindacale (norme sulle assunzioni del personale; Statuto dei lavoratori; contratti nazionali e aziendali, ecc.), dovute soprattutto a motivi di ordine economico-sociale che di fatto diminuiscono il suo potere. Ogni impresa, quindi, presuppone un organizzazione al cui vertice si pone l imprenditore. Ad aiutare in modo stabile e continuativo l imprenditore nello svolgimento dell attività aziendale sono i dipendenti. Si chiama dipendente il prestatore di lavoro subordinato, cioè chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell imprenditore (art C.C.). Un lavoratore è quindi un dipendente quando viene retribuito per collaborare in modo continuativo al raggiungimento degli obiettivi di una data azienda, alle dipendenze e sotto la guida dell imprenditore. Il complesso dei compiti svolti assegnati ad una data posizione aziendale viene definita funzione. Le funzioni nascono quando i superiori delegano mansioni specifiche ai propri sottoposti. L imprenditore deve coordinare l attività dei dipendenti e dei collaboratori. Glossario Bene = prodotto tangibile di cui il consumatore si serve per soddisfare un proprio bisogno. Servizio = prestazione effettuata con l obiettivo di soddisfare un bisogno o un desiderio della clientela. Il servizio si distingue dagli altri beni aziendali perché: 1. è intangibile; 2. presuppone una partecipazione attiva da parte dell utenza; 3. presuppone la simultaneità tra l attività di erogazione svolta dall azienda e quella di consumo effettuata dall utenza. Utile = sinonimo di guadagno o profitto; è rappresentato dalla differenza tra i ricavi ed i relativi costi. Globalizzazione (dei mercati) = fenomeno, favorito dalla diffusione dell economia di mercato su gran parte dei Paesi del globo e dallo sviluppo della tecnologia delle comunicazioni, che porta ad un progressivo abbattimento, a livello economico, delle frontiere nazionali ed alla creazione di un mercato unico che comprenda tutte le nazioni del mondo. 19

20 La struttura organizzativa aziendale Il produttore e il sistema aziendale 20 L insieme dei dirigenti di un azienda viene chiamato management. Sono tipiche funzioni aziendali: amministrazione, marketing, produzione. Nelle imprese di produzione, le funzioni aziendali vengono usualmente classificate in sei differenti categorie. Abbiamo, più precisamente, una funzione: tecnica, che si riferisce all acquisto dei fattori produttivi ed alla loro trasformazione in prodotti finiti; di marketing, che si riferisce alla programmazione ed alla gestione delle vendite e delle attività collegate (promozione, pubblicità, ricerche di mercato, imballaggio, ecc.); gli elementi del marketing finanziaria, che è volta al reperimento dei mezzi finanziari (denaro) necessari all attività aziendale; del personale, che si occupa di tutela, ricerca, selezione, formazione e gestione del personale; amministrativa, che si occupa della rilevazione dei fatti di gestione; di ricerca e sviluppo, che è interessata allo studio dei nuovi prodotti e dei processi di produzione innovativi. Nelle imprese commerciali è assente la funzione tecnica, in quanto in questo tipo di aziende non viene attuato un vero e proprio processo di trasformazione. Ricordiamo che attualmente, sta crescendo sempre più il peso della funzione marketing, che fino a non molti anni fa era conosciuta come funzione commerciale. La causa, come già specificato, è da ricercare nella crescente difficoltà, da parte delle imprese, a vendere i propri prodotti. I mercati, infatti, sono saturi: i consumatori, cioè, non riescono più a comperare tutti i prodotti dalle aziende. Inoltre, la globalizzazione ha portato aziende di paesi assai distanti a competere tra loro, alla ricerca di un proprio spazio vitale. I dipendenti possono svolgere due differenti tipi di funzioni: funzioni direttive funzioni esecutive. Svolgono funzioni direttive i dirigenti, ossia i dipendenti che affiancano l imprenditore nella conduzione dell impresa. Il loro compito principale è di dirigere, coordinare e controllare il lavoro di tutti i sottoposti, e fare in modo che questi svolgano i propri compiti in modo corretto ed efficiente. L insieme dei dirigenti di un azienda viene chiamato management. Il loro lavoro è di tipo esclusivamente intellettuale e innanzitutto devono definire la mission dell azienda. La mission è la dichiarazione scritta contenente gli scopi che l azienda vuole concretamente raggiungere. La missione dovrebbe contenere obiettivi reali e l indicazione dei tempi di massima per la loro realizzazione.

MODULO DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Università di Ferrara

MODULO DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Università di Ferrara MODULO DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Università di Ferrara 1 Lezione 3 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE Università di Ferrara 2 Riprendiamo alcuni concetti Le aziende possono essere classificate in base a vari

Dettagli

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda può essere considerata come: Un insieme organizzato di beni e persone che svolgono attività economiche stabili e coordinate allo scopo di

Dettagli

Percorso A. p A. Le imprese e le loro caratteristiche. L azienda. La classificazione delle aziende

Percorso A. p A. Le imprese e le loro caratteristiche. L azienda. La classificazione delle aziende Percorso A ndimento 2 Un it à di re p p A Le imprese e le loro caratteristiche L azienda L azienda è un sistema aperto e finalizzato: sistema, perché composto da vari elementi posti in relazione tra loro;

Dettagli

Capitolo 1. Lavoro autonomo, attività d impresa: alcune nozioni fondamentali

Capitolo 1. Lavoro autonomo, attività d impresa: alcune nozioni fondamentali Capitolo 1 Lavoro autonomo, attività d impresa: alcune nozioni fondamentali Il termine imprenditore esprime un concetto economico prima ancora che giuridico. L imprenditore è, infatti, colui che si pone

Dettagli

Il marketing nella ristorazione. Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line

Il marketing nella ristorazione. Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line Il marketing nella ristorazione Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line Il marketing nella ristorazione Il marketing nella ristorazione

Dettagli

L azienda e le funzioni aziendali

L azienda e le funzioni aziendali UDA 5 TEMA 3 L operatore impresa L azienda e le funzioni aziendali a cura di Lidia Sorrentino Il concetto di azienda. Per soddisfare i propri bisogni, fin dall antichità l uomo si è associato con altre

Dettagli

Ha la direzione dell impresa. È responsabile per i cd. reati fallimentari

Ha la direzione dell impresa. È responsabile per i cd. reati fallimentari Capitolo 1 L impresa L IMPRESA E LE SOCIETÀ La nozione di impresa si desume implicitamente dal codice civile che delinea la figura dell imprenditore. Manca, infatti, nel nostro codice, una definizione

Dettagli

TECNICHE PROFESSIONALI PER IL COMMERCIO E LA GRAFICA PUBBLICITARIA

TECNICHE PROFESSIONALI PER IL COMMERCIO E LA GRAFICA PUBBLICITARIA TECNICHE PROFESSIONALI PER IL COMMERCIO E LA GRAFICA PUBBLICITARIA TERZO ANNO U.D.A.: 01 LA MULTIMEDIALITÀ Individuare ed utilizzare le moderne forme di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento

Dettagli

Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese. L impresa. Il sistema impresa

Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese. L impresa. Il sistema impresa Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese L impresa Il sistema impresa L impresa come sistema Le principali funzioni aziendali I principali processi aziendali La catena del valore

Dettagli

Corso di ECONOMIA AZIENDALE

Corso di ECONOMIA AZIENDALE Corso di ECONOMIA AZIENDALE A.A. 2010-2011 Prof.Armando Urbano Università degli Studi di Bari Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea: Assistente Sanitario L economia Aziendale È la disciplina

Dettagli

Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano impresa attività di impresa stagionale

Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano impresa attività di impresa stagionale Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano L impresa...1 L azienda...2 Avviamento...2 Trasferimento di azienda...3 Usufrutto e affitto di azienda...3 Classificazione dell attività

Dettagli

libri di base Ombretta Valsecchi tecnica aziendale 2 MURSIA

libri di base Ombretta Valsecchi tecnica aziendale 2 MURSIA libri di base Ombretta Valsecchi tecnica aziendale 2 MURSIA indice modulo d la gestione dell azienda capitolo 1 la gestione aziendale...5 1.1 Le operazioni di gestione...7 1.2 Le operazioni di finanziamento...9

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014.

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014. GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014. PREMESSA Per partecipare al concorso è necessario compilare il modulo Progetto d impresa

Dettagli

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a:

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a: GUIDA ALLA REDAZIONE DEL Business Plan Matteo Mangano Il Business Plan: aspetti generali Il Business Plan è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

Dettagli

STARTCUP. Guida alla Compilazione del Business Plan

STARTCUP. Guida alla Compilazione del Business Plan STARTCUP Guida alla Compilazione del Business Plan 2 INDICE DEL BUSINESS PLAN 1. SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE 3 2.L'IMPRESA : SETTORE DI ATTIVITÀ E FORMA GIURIDICA 3 3. IL GRUPPO IMPRENDITORIALE

Dettagli

Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania

Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania Dalla pianificazione dell investimento all avvio dell attività imprenditoriale INVENTALAVORO JOB 2011 Catania, Le Ciminiere 14, 15, 16 dicembre 2011 LA PIANIFICAZIONE DELL INVESTIMENTO La creazione di

Dettagli

Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale

Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale Capitolo 1 L azienda Sommario 1. Il sistema aziendale. - 2. L equilibrio d azienda e i fattori aziendali. - 3. L equilibrio nel breve e

Dettagli

Capitolo 13. La distribuzione al dettaglio e all ingrosso. Capitolo 13- slide 1

Capitolo 13. La distribuzione al dettaglio e all ingrosso. Capitolo 13- slide 1 Capitolo 13 La distribuzione al dettaglio e all ingrosso Capitolo 13- slide 1 e all ingrosso Obiettivi di di apprendimento La distribuzione al dettaglio. Le decisioni di marketing dell impresa al dettaglio.

Dettagli

Elementi fondamentali di diritto d impresa

Elementi fondamentali di diritto d impresa Elementi fondamentali di diritto d impresa La nozione giuridica di imprenditore. Il nostro ordinamento legislativo non definisce espressamente il concetto di impresa, mentre specifica che cosa si intende

Dettagli

Guida all elaborazione del Business Plan

Guida all elaborazione del Business Plan Guida all elaborazione del Business Plan GUIDA ALL ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN Titolo progetto Dare un titolo al progetto che si intende sviluppare (di norma contraddistingue il prodotto/servizio che

Dettagli

Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci.

Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci. Periodo contabile Un periodo di tempo costante, come ad esempio un trimestre o un anno, utilizzato come riferimento per la redazione dei bilanci. Debiti verso fornitori Importi dovuti ai fornitori. Crediti

Dettagli

IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE

IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE CL. 5ATP - A.S. 2006/2007 L azienda e i suoi elementi PERSONE AZIENDA BENI ECONOMICI ORGANIZZAZIONE L azienda è un insieme di beni organizzati e coordinati dall imprenditore

Dettagli

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA 1 SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE: Tale sintesi dovrebbe dare al lettore una chiara idea del progetto imprenditoriale e dell opportunità di business che questo

Dettagli

GUIDA AL BUSINESS PLAN*

GUIDA AL BUSINESS PLAN* GUIDA AL BUSINESS PLAN* *La guida può essere utilizzata dai partecipanti al Concorso che non richiedono assistenza per la compilazione del businnes plan INDICE Introduzione 1. Quando e perché un business

Dettagli

BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO

BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO IL BUSINESS PLAN CHE SEGUE PRESENTE IN INTERNET E STATO ELABORATO DA FINANCIAL ADVISOR BUSINESS APPROFONDIMENTO Cessione BANCHE IL BUSINESS PLAN: Come sintetizzare in un documento

Dettagli

APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE

APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento Posizione e ruolo nell organizzazione: le cinque parti dell organizzazione ORGANISMO BILATERALE

Dettagli

1.Che cos è e come si articola un Business Plan

1.Che cos è e come si articola un Business Plan CODINEXT 1 1.Che cos è e come si articola un Business Plan Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto

Dettagli

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni:

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni: Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 13 Esame di Stato 2015 Istituto Tecnico - Settore economico Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing e Articolazione Sistemi informativi aziendali Svolgimento

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E

Dettagli

CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT

CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT Legge Regionale 2007, n. 2, articolo 24, comma 13 1/18 Indice Introduzione 3 Piano di marketing strategico per l estero.4 Organizzazione funzione commerciale/ufficio export..5

Dettagli

9. Classificazione delle aziende L azienda di erogazione. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano

9. Classificazione delle aziende L azienda di erogazione. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano 9. Classificazione delle aziende L azienda di erogazione Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano Pur esercitando tutte attività di acquisizione, produzione, uso di beni economici, per la soddisfazione

Dettagli

Autoimprenditorialità

Autoimprenditorialità Autoimprenditorialità Aspetti giuridici e burocratici dell impresa Febbraio 2012 La figura giuridica dell imprenditore L art. 2082 del Codice Civile definisce imprenditore chi esercita professionalmente

Dettagli

METTERSI IN PROPRIO: FORME GIURIDICHE ED ADEMPIMENTI SCHEDE SINOTTICHE. (A cura di: Ezio Casavola)

METTERSI IN PROPRIO: FORME GIURIDICHE ED ADEMPIMENTI SCHEDE SINOTTICHE. (A cura di: Ezio Casavola) METTERSI IN PROPRIO METTERSI IN PROPRIO: FORME GIURIDICHE ED ADEMPIMENTI SCHEDE SINOTTICHE (A cura di: Ezio Casavola) L. 1 DISCIPLINA DELLE ATTIVITA COMMERCIALI FINO AL 1942: CODICE DI COMMERCIO, CHE REGOLAVA

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE. Indirizzo: TECNICO_ AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE. Indirizzo: TECNICO_ AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE Indirizzo: TECNICO_ AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING Anno scolastico Materia Classi 2013 / 14 Economia Aziendale 3^- 4^ Lo studio dell'economia Aziendale per il

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

TELEPASS+ 3 - Unità H

TELEPASS+ 3 - Unità H TELEPASS+ 3 - Unità H La gestione delle vendite e il marketing SOGGETTI GESTIONE DELLE VENDITE APPARATO DISTRIBUTIVO Insieme delle aziende e degli operatori economici, pubblici e privati, che intervengono

Dettagli

Scegliere. la forma giuridica

Scegliere. la forma giuridica Scegliere la forma giuridica 1 La scelta della forma giuridica è molto importante per chi vuole avviare un attività in proprio: una veste giuridica sbagliata può pregiudicare il successo dell iniziativa.

Dettagli

prima della gestione.

prima della gestione. 1 Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto ad esplicitare, esaminare e motivare in modo completo

Dettagli

Presentazione sintetica degli indirizzi e delle articolazioni

Presentazione sintetica degli indirizzi e delle articolazioni Presentazione sintetica degli indirizzi e delle articolazioni Gli indirizzi del settore economico fanno riferimento a comparti in costante crescita sul piano occupazionale e interessati a forti innovazioni

Dettagli

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI. Dott. Roberto Matterazzo

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI. Dott. Roberto Matterazzo LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI Dott. Roberto Matterazzo L incontro si propone di rispondere a queste tre domande: Cosa devo concretamente scrivere in un business plan?

Dettagli

L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO

L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO DISPENSA 1 Economia ed Organizzazione Aziendale L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO - Parte I - Indice Impresa: definizioni e tipologie Proprietà e controllo Impresa: natura giuridica Sistema economico: consumatori,

Dettagli

LE FORME GIURIDICHE. IL LAVORO IMPRENDITORIALE (Art. 2082 cod. Civ.)

LE FORME GIURIDICHE. IL LAVORO IMPRENDITORIALE (Art. 2082 cod. Civ.) LE FORME GIURIDICHE Per Forma giuridica si intende la tipologia giuridica del soggetto cui farà capo l attività e le norme ad essa conseguenti. IL LAVORO IMPRENDITORIALE (Art. 2082 cod. Civ.) Il Codice

Dettagli

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan TRIESTE 25 gennaio - 15 febbraio 2014 Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan GIORGIO VALENTINUZ DEAMS «Bruno de Finetti» Università di Trieste www.deams.units.it Il business

Dettagli

di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM

di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM RICONOSCERE I CLIENTI PROFITTEVOLI : GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM DEFINIRE IL GRADO DI PROFITTABILITA DEL CLIENTE Avere un'organizzazione orientata al cliente

Dettagli

Albez edutainment production. Il patrimonio. Classe III ITC

Albez edutainment production. Il patrimonio. Classe III ITC Albez edutainment production Il patrimonio Classe III ITC Alla fine di questo modulo sarete in grado di: Conoscere la condizione di equilibrio patrimoniale e finanziario di un impresa Conoscere e classificare

Dettagli

Corso di Marketing. Prof. Gennaro Iasevoli Corso di Laurea Scienze della Comunicazione, Informazione e Marketing Università LUMSA

Corso di Marketing. Prof. Gennaro Iasevoli Corso di Laurea Scienze della Comunicazione, Informazione e Marketing Università LUMSA Corso di Marketing Prof. Gennaro Iasevoli Corso di Laurea Scienze della Comunicazione, Informazione e Marketing Università LUMSA Presentazione del corso Obiettivi Timing e struttura del programma Modalità

Dettagli

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Per TECNOLOGIA si intendono i processi, le tecniche, i macchinari e le azioni utilizzati per trasformare gli input organizzativi (materiali,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA SETTORE ORIENTAMENTO - Ufficio Orientamento e Diritto allo Studio

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA SETTORE ORIENTAMENTO - Ufficio Orientamento e Diritto allo Studio Corsi di laurea in: UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA FACOLTÀ DI SCIENZE MM.FF.NN. VARESE Scienze della Comunicazione SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE - triennale (Classe n. 14 Scienze della Comunicazione)

Dettagli

Processo lavorativo, pluslavoro e parti costitutive del capitale

Processo lavorativo, pluslavoro e parti costitutive del capitale Capitolo VII Processo lavorativo, pluslavoro e parti costitutive del capitale 33. Il processo lavorativo. Abbiamo visto che il lavoro produce così valori d uso. Quindi può essere rappresentato in merci

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TURISMO TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

SUBAGENTE ASSICURATIVA e SUBAGENTE ASSICURATIVO

SUBAGENTE ASSICURATIVA e SUBAGENTE ASSICURATIVO SUBAGENTE ASSICURATIVA e SUBAGENTE ASSICURATIVO Aggiornato il 9 luglio 2009 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze

Dettagli

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA Le scelte economiche relative alla possibilità d intraprendere un attività in proprio sono profondamente connesse con le scelte di carattere giuridico. Di solito la

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI

TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI SETTORE AGRICOLTURA TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L AMMINISTRAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA ED IL CONTROLLO DI GESTIONE

TECNICO SUPERIORE PER L AMMINISTRAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA ED IL CONTROLLO DI GESTIONE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AMMINISTRAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA ED IL CONTROLLO DI GESTIONE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO

Dettagli

Seghid Hurui. Marketing. Distribuzione

Seghid Hurui. Marketing. Distribuzione Seghid Hurui Marketing & Distribuzione Prima edizione: 2013 Con la collaborazione della Redazione e dei Consulenti della CESM Curatela, progetto grafico e impaginazione: Studio editoriale Ardigò Copertina:

Dettagli

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management CONCESSIONARIE DI PUBBLICITA di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite >> Marketing e Management DEFINIZIONI DEL SETTORE Il settore delle «concessionarie di pubblicità» si occupa della vendita di spazi

Dettagli

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE IN QUALITA

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE IN QUALITA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE IN QUALITA Compiti e responsabilità del Manager o dell imprenditore nel costruire un organizzazione in qualità. DIRETTORE GENERALE Segretaria DIRETTORE AMMINISTRATIVO DIRETTORE

Dettagli

Le strategie internazionali

Le strategie internazionali Le strategie internazionali Le strategie internazionali costituiscono alternative di fondo seguite nella costruzione e/o nel rafforzamento del vantaggio competitivo in ambito internazionale (Valdani &

Dettagli

Il soggetto economico

Il soggetto economico Il soggetto economico E la persona o il gruppo di persone (ristretta coalizione di persone) che, di fatto, detiene il supremo potere volitivo in azienda e determina gli indirizzi di fondo della gestione

Dettagli

Le IMPRESE INDUSTRIALI

Le IMPRESE INDUSTRIALI Le IMPRESE INDUSTRIALI Economia Aziendale 5 I.T.C.G. Saraceno Morbegno Laboratorio di Ec. Aziendale 5 B Prog. Mercurio Prof. Pellegrini Claudio ASPETTI GENERALI E STRATEGIE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI LA

Dettagli

Simulazione di seconda prova scritta

Simulazione di seconda prova scritta Simulazione di seconda prova scritta Economia aziendale di Luisa Menabeni Pianificazione, programmazione aziendale e controllo di gestione; nuove formule strategiche, controllo strategico, calcolo dei

Dettagli

Corso di ragioneria generale

Corso di ragioneria generale Corso di ragioneria generale LAUREA TRIENNALE IN MARKETING E COMUNICAZIONE D AZIENDA PROF.SSA SABRINA SPALLINI A.A. 2013/ 2014 ATTIVITÀ ECONOMICA E CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE MARKETING E COMUNICAZIONE

Dettagli

Quale tipo di società scegliere per il proprio business

Quale tipo di società scegliere per il proprio business Quale tipo di società scegliere per il proprio business È possibile scegliere la forma giuridica più conveniente all interno di queste quattro categorie: 1) Impresa individuale 2) Società di persone 3)

Dettagli

Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL

Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL ( a cura di Paolo Bonelli) 1) La Legge Regionale 16 Aprile 2004, N 8, Norme per il turismo in Lombardia. La nuova

Dettagli

La funzione dell imprenditore è proprio quella di controllare e di guidare questa costante evoluzione, queste continue influenze sulla vita

La funzione dell imprenditore è proprio quella di controllare e di guidare questa costante evoluzione, queste continue influenze sulla vita PREMESSA L evoluzione dell Industria italiana nel secondo dopoguerra può essere suddivisa in tre fasi distinte: la prima si colloca nel periodo compreso tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, la seconda

Dettagli

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Lettere

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Lettere Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Lettere CORSO DI ECONOMIA AZIENDALE Lezione 1: Introduzione al corso Il concetto di azienda e la classificazione delle aziende Dott. Fabio Monteduro

Dettagli

3. I PRINCIPALI SOTTOSISTEMI AZIENDALI

3. I PRINCIPALI SOTTOSISTEMI AZIENDALI 3. I PRINCIPALI SOTTOSISTEMI AZIENDALI I sotto-sistemi che compongono l azienda In base alla visione di Zappa, l azienda è un organismo composto da sistemi coordinati e complementari: Sistema delle persone

Dettagli

Il sistema economico locale: industria e terziario

Il sistema economico locale: industria e terziario Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 6 Il sistema economico locale: industria e terziario In questo capitolo sono presentati gli indicatori

Dettagli

L avvio di un attività

L avvio di un attività Le forme societarie e le Condizioni di Equilibrio Economico/Finanziario Le Forme Societarie L avvio di un attività Avviare un attività d impresa è un sogno di tante persone che, per proprie attitudini,

Dettagli

CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT

CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT Allegato 5 CATALOGO SERVIZI REALI EXPORT Legge Regionale 24 febbraio 2006, n. 1 art. 6 comma 4 lett. d) 1 Indice Introduzione...3....3 Piano di marketing strategico per l estero... 4 Organizzazione funzione

Dettagli

Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella

Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella Analisi delle aree funzionali produzione e marketing PRODUZIONE: Nelle precedenti lezioni abbiamo inteso

Dettagli

APPUNTI DI SECONDA di FABIANA BOLOGNINI

APPUNTI DI SECONDA di FABIANA BOLOGNINI APPUNTI DI SECONDA di FABIANA BOLOGNINI Economia aziendale è una disciplina che studia l azienda; è un insieme di persone e di beni con un organizzazione e uno scopo: SODDISFARE I BISOGNI. Le aziende si

Dettagli

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento Il business plan Definizione Il Business Plan, o piano economico-finanziario, è il documento che permette di definire e riepilogare il progetto imprenditoriale, le linee strategiche, gli obiettivi e la

Dettagli

Incentivo Start Up Polaris

Incentivo Start Up Polaris Incentivo Start Up Polaris Per l avvio di nuove iniziative d impresa negli ambiti tecnologici di specializzazione del parco Allegato A GUIDA FORMULARIO BUSINESS PLAN VRT 04/08-2010 INDICE 1. SINTESI DEL

Dettagli

Massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto Massimizzazione del profitto Diversi tipi di impresa Obiettivo dell impresa: massimo profitto Profitto Economico e Profitto Contabile Costo Economico (Costo Opportunità) Profitto Normale e Extra-Profitto

Dettagli

La scelta della forma giuridica

La scelta della forma giuridica La scelta della forma giuridica Classe quarta A IGEA Prof. Luigi Trojano 1 Introduzione Quando si intraprende una attività aziendale, il primo passo da compiere è quello relativo alla scelta se avviare

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

LE IMPOSTE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA. Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa

LE IMPOSTE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA. Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa LE IMPOSTE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA GLI ADEMPIMENTI FISCALI PER L AVVIO DI UN ATTIVITÀ. Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa LE IMPOSTE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA Le imposte

Dettagli

Guida pratica alla gestione dell impresa e delle società IMPRESA E SOCIETÀ

Guida pratica alla gestione dell impresa e delle società IMPRESA E SOCIETÀ Guida pratica alla gestione dell impresa e delle società IMPRESA E SOCIETÀ DEFINIZIONE DI IMPRENDITORE E imprenditore chi esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione

Dettagli

LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE TRA IL PERSONALE INFERMIERISTICO

LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE TRA IL PERSONALE INFERMIERISTICO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO MASTER / COORDINAMENTO LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE

Dettagli

ELEMENTI DI DIRITTO COMMERCIALE

ELEMENTI DI DIRITTO COMMERCIALE ELEMENTI DI DIRITTO COMMERCIALE 001 Nella società in nome collettivo per le obbligazioni sociali risponde: A solamente la società F B gli amministratori in modo limitato F C solidalmente ed illimitatamente

Dettagli

PARTE SECONDA La pianificazione strategica

PARTE SECONDA La pianificazione strategica PARTE SECONDA La pianificazione strategica 1. La pianificazione strategica dell impresa marketing oriented Di cosa parleremo Tutte le principali economie sono attualmente caratterizzate da continui e repentini

Dettagli

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN Il Business Plan è il principale strumento per valutare la convenienza economica e la fattibilità di un nuovo progetto di impresa. Documento indispensabile per accedere

Dettagli

LIVELLI DI PARTENZA TEST/PROVE UTILIZZATI PER LA RILEVAZIONE DEI LIVELLI DI PARTENZA. Test di indirizzo Test prodotti dalla scuola Altro

LIVELLI DI PARTENZA TEST/PROVE UTILIZZATI PER LA RILEVAZIONE DEI LIVELLI DI PARTENZA. Test di indirizzo Test prodotti dalla scuola Altro Istituto Professionale per i servizi commerciali Canedi Via Caduti di Cefalonia,57 40059 Medicina P I A N O D I L A V O R O Anno Scolastico 2013-2014 CLASSE I V SEZ. APX PROF.ssa Rosanna DI PAlMA MATERIA

Dettagli

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 6 Una cooperativa, come ogni impresa, per stare sul mercato deve remunerare i fattori produttivi in modo da avere un saldo positivo e dunque redigere un bilancio in utile.

Dettagli

Location Service. Informazioni giuridiche sull insediamento.

Location Service. Informazioni giuridiche sull insediamento. Location Service. Informazioni giuridiche sull insediamento. 2 Diritto di costituzione. La BLS fornisce alle imprese nazionali ed estere informazioni sulla costituzione di nuove imprese, filiali o succursali.

Dettagli

www.moduli.maggioli.it

www.moduli.maggioli.it Olga Nonino COMPENDIO DI ECONOMIA AZIENDALE Contabilità aziendale Organizzazione e gestione aziende Tutti gli argomenti oggetto d esame Esempi e esercizi svolti Informazioni, aggiornamenti e altro materiale

Dettagli

Pianificazione, controllo di gestione, analisi degli scostamenti, abc, costo del lavoro

Pianificazione, controllo di gestione, analisi degli scostamenti, abc, costo del lavoro Temi in preparazione alla maturità Pianificazione, controllo di gestione, analisi degli scostamenti, abc, costo del lavoro di Piero BERTOGLIO MATERIE: ECONOMIA AZIENDALE (Classe 5 a Istituto Professionale

Dettagli

Telefono: ALLA CORTESE ATTENZIONE : AMMINISTRATORE, PROPRIETA O DIRETTORE GENERALE

Telefono: ALLA CORTESE ATTENZIONE : AMMINISTRATORE, PROPRIETA O DIRETTORE GENERALE EPOCH BUSINESS ANALYSIS Azienda: Indirizzo: Nome Persona: Mansione: Telefono: E Mail: ALLA CORTESE ATTENZIONE : AMMINISTRATORE, PROPRIETA O DIRETTORE GENERALE ISTRUZIONI: Questa è un analisi del potenziale

Dettagli

Società di capitali. Forma giuridica

Società di capitali. Forma giuridica Società di capitali Forma giuridica Le società di capitali sono definite tali in quanto in esse prevale l'elemento oggettivo, costituito dal capitale, rispetto a quello soggettivo rappresentato dai soci.

Dettagli

Organizzazione aziendale

Organizzazione aziendale Organizzazione aziendale prof. Barbara Scozzi bscozzi@poliba.it Cos è una organizzazione? Insieme di individui Esistenza obiettivo comune Divisione del lavoro/coordinamento 1 Una organizzazione e... Sistema

Dettagli

Marketing mix Prodotto

Marketing mix Prodotto Marketing mix Parlare di marketing mix per il settore pubblico è possibile soltanto prendendo i fattori che lo contraddistinguono ed adattarli al settore. Accanto ai tradizionali quattro fattori: prezzo,

Dettagli

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso.

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso. DOMANDE CHIUSE CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE (SECONDA PARTE) LA PALESTRA 1. L attività di pianificazione, gestione e controllo dei flussi fisici dei materiali (m.p., semilavorati, e prodotti

Dettagli

Tecnologie per la produzione manifatturiera e per i servizi

Tecnologie per la produzione manifatturiera e per i servizi ORGANIZZAZIONE AZIENDALE 1 Tecnologie per la produzione manifatturiera e per i servizi 2 Processo di trasformazione di base per un azienda manifatturiera Organizzazione Risorse umane Contabilità R&S Marketing

Dettagli

Anno scolastico 2013/2014. Curricolo verticale. Servizi socio sanitario/ Servizi Commerciali

Anno scolastico 2013/2014. Curricolo verticale. Servizi socio sanitario/ Servizi Commerciali Istituto Istruzione Superiore 'Mattei Fortunato' Eboli (SA) Anno scolastico 2013/2014 Curricolo verticale Servizi socio sanitario/ Servizi Commerciali Disciplina: DIRITTO ED ECONOMIA Al termine del percorso

Dettagli

UN CASO AZIENDALE CASI AZIENDALI: N 00103/2008. Value Management System Un caso aziendale. Pagina n 1 Pagine totali 7

UN CASO AZIENDALE CASI AZIENDALI: N 00103/2008. Value Management System Un caso aziendale. Pagina n 1 Pagine totali 7 Pagina n 1 CASI AZIENDALI: N 00103/2008 UN CASO AZIENDALE SETTORE: COMMERCIO FORMA GIURIDICA: SNC PROBLEMA: SITUAZIONE DI INDEBITAMENTO FINANZIARIO OBIETTIVO: RIORGANIZZAZIONE SISTEMA DI GESTIONE E CONTROLLO

Dettagli

INTRODUZIONE. Research, April 1999. 1 B. Harvey, The expanded ARF model: bridge to the accountable advertising future, Journal of Advertising

INTRODUZIONE. Research, April 1999. 1 B. Harvey, The expanded ARF model: bridge to the accountable advertising future, Journal of Advertising INTRODUZIONE Negli ultimi anni l accesso alla Rete e l uso attivo di Internet da parte di aziende e famiglie si è notevolmente allargato; questo media relativamente nuovo si sta rapidamente avviando a

Dettagli