l ultimo e il primo pensiero sei del giorno tra i due, sei sogno

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1 l ultimo e il primo pensiero sei del giorno tra i due, sei sogno

2 presentazione

3 Siore e siori, lasciate che mi presenti, il mio nome è Mastro Panzòn del Pecio di Pietroburgo, gran direttore emerito del circo di strada Vulevàr. Son qui di fronte a cotanta gentil platea con la tuba in panno nero, il bastone di cristallo e le uose a bottoncini, per introdurre a voi l opera prima del clown più famoso della nostra compagnia: squillino le trombe, rullino i tamburi, gentil dame e cortesi signori, ecco a voi la meravgliosa Nita. Ma permettetemi, nel breve spazio concessomi (avrei voluto almeno un lustro di pagine, ma Nita dice che in tal maniera i costi di stampa si sarebber resi poco sostenibili) permettetevi, dicevo, di parlarvi un po di lei. Nita nacque in un popolare quartiere dei bassifondi di quella Napoli scugnizza che qualcuno ancor ricorda, e crebbe tra i più ghiozzi e schietti abitanti della periferia pisana. Questo felice connubio di casuali avvenimenti, fece sì che crescesse e maturasse in lei un animo tanto nobile da utilizzare nei suoi spostamenti una carrozza con cocchiere in livrea come nelle più eleganti serate di gala all Operà di Paris. Pur nell ineguagliabile blasonato spirito, ella tuttavia usa abbigliarsi alla maniera più umile e modesta: indossa un paio di occhi marrone scuri decorati da un ombra di occhiaia perenne, una decadente ironica malinconia sulla guancia destra e una appena sorridente malinconica ironia sulla guancia sinistra. Porta altresì in testa una bombetta fabbricata nella Germania dell Est Dio sa quando e sul naso un palloncino di gomma rosso che le impedisce una corretta ossigenazione dell organo pensante. Ma più di ogni altra cosa importante, Nita possiede una macchina fotografica la quale rispetto ai suoi occhi, ella sostiene, ha il vantaggio di racchiudere una storia intera in un piccolo rettangolo di carta patinata. Con cotal ingegnoso e misterioso strumento dunque ella va raccogliendo storie e con artigiana perizia ne fa favella d amore. E perciocché le sue storie parlan tutte d amore e la raccolta si offre a noi come una - lasciatemelo dire - Vita Nova de noantri : ovverossìa il diario intimo del sentimento più nobile, la malattia più terribile, il demone più temibile che ciascuno di noi, con malcelata sofferenza, aihmé, conosce. Ma è giunto orsì il tempo di congedarmi da cotanto elegante pubblico (se almeno non avesse messo tutte ste foto nell introduzione)... Dunque, bando ai salamelecchi, auguro a tutti voi una felice lettura e mi inchino al vostro languido fulgore.

4 [m'ama] come vorrei margheritina cara [non m'ama] ah come vorrei che lui mi amasse... [m'ama] come chi? quello là, quello che si nasconde quello che fa finta di no [non m'ama] come vorrei che la sera s'addormentasse al mio fianco [m'ama] mi sorridesse con occhi innamorati [non m'ama] sospirasse al mio passaggio [m'ama] respirasse la mia sciarpa [non m'ama] ah... [m'ama] come vorrei mia piccola, profumata, complice [non m'ama] che per la felicità lui fischiettasse sotto la doccia [m'ama] saltellasse allegro nei prati [non m'ama] corresse in bicicletta senza freni [m'ama] fosse gentile con tutti [non m'ama] piantasse alberelli [m'ama] scrivesse poesie... [non m'ama]... [m'ama] [non m'ama] [m'ama] ah, ma guarda che bel sole c'è oggi, sembra primavera... [non m'ama] [m'a...] m ama non m ama cosa? che dici? "no"? come sarebbe "no"? stai mica ammiccando che non mi ama? mi prendi in giro forse? ti fai beffe di me per caso? tò! beccati questa, e questa, e quest'altra! margheritaccia taccagna, bugiarda e invidiosa! io me te magno!

5 a utoritratto sei triste e hai paura non dovresti o forse dovresti? no, non dovresti è domenica pomeriggio e fissi il fuoco nel camino osservi come cambia, cerchi di anticiparne i movimenti e hai un brivido quando improvvisamente divampa dove sono le magie che non hai voluto né saputo realizzare? qualcuno ha per caso raccolto i cocci che ti sei lasciata alle spalle? qualcuno ha partorito i sogni che hai abortito? erano i primi di maggio e faceva un caldo della madonna quel giorno maledetto sei triste e hai paura è troppo tempo che non abbracci un uomo per amore

6 e a sera, amore ti aspetterò facendomi bella frutti di stagione avrò curato la casa perché possa essere il nostro rifugio coltivato per te le verdure di stagione e raccolto i frutti maturi avrò pescato i pesci più buoni nei mari in burrasca e cacciato munita di arco nelle foreste nere e minacciose le carni più delicate avrò spulciato antichi saperi libri di ricette e magie alchimie di sapori esotici e profumi d'oriente quando tu arriverai, amore porterai del buon vino e dei fiori ti offrirò cioccolata miele, fragole e cannella ma il sapore più buono che non ti puoi nemmeno immaginare lo troverai nei miei baci

7 lenzuola stese sui tetti ad asciugare e tese sopra i letti le lenzuola son padrone di segreti e magie son state nuvole mari e rifugi grotte boschi praterie venere, marte, luna son stata aereo angelo pesce profuga tigre aliena fiore, bruco e farfalla

8 vieni a vivere con me vieni a vivere con me in un'isola piccola come pablo neruda e sua moglie nel postino con un giradischi che suona il tango e un vecchio lavandino di pietra un muretto a secco per delimitare l'orto un vestito di cotone bianco rosmarino e basilico una piccola chiesa barocca le reti da ricucire e i gatti che aspettano pazienti sul molo i pescatori

9 caffèturco è lento lento lentamente, adagio scende un granello di polvere di caffè vola verso il basso rotea e rotea nella sua danza rituale il derviscio nero nel liquido scuro non lo vedi ma lo immagini si posa sul fondo della tazzina poi un altro... poi un altro aspetti non c'è fretta il sole tramonterà [inshallah] tra due ore lo aspetteremo i pensieri sanno di buono le parole pure sono impastate sabbiose e buone un sorriso una sigaretta quella delle occasioni e quei granelli che danzano verso il fondo vanno a disegnare piano i contorni del tuo futuro sapessi leggerli, ti direbbero cose belle

10 stralunata e strana c'era una donna che la gente pensava fosse stralunata e strana. spesso pareva come assente, sembrava altrove quando era là, in realtà lei era davvero assente: era altrove e non era là, cercava la solitudine interiore, è che le piaceva un sacco stare sola con sé stessa, trovava sé stessa una ottima compagnia e desiderava abbracciarsi in silenzio, godere di sé lontano dal frastuono. da piccola era stata rapita dagli alieni, aveva conosciuto fantasmi e streghe, una volta era incocciata nella befana mentre in camera sua depositava i dolci nella notte; aveva persino visto gli gnomi che si ubriacavano di grog intorno a un falò nella foresta. a volte rispondeva inebetita alle domande dela gente, però si guardava allo specchio e si diceva: accidenti quanto sei bella. aspettava sempre e mentre che aspettava camminava in silenzio. a volte le sembrava di udire un richiamo al quale volentieri rispondeva, però poi si accorgeva che si era sbagliata e continuava a camminare sola.

11 billy pilgrim sei timido parli mormido cammini a dondolo scarponcini argento di cenerentola ti nutri di pere e d'albicocche parli coi gatti che ti rispondono dormi con le giraffe che ti cullano sei un soldato della grande guerra obiettivo: conquistare Amore tre dadi rossi due carri armati blu attacchi e vinci vinci sempre tu ti vesti di sipari azzurri canti canzoni country fai all'amore come ai vecchi tempi ti accarezzo piano, che pari delicato ma sei il più forte che abbia mai incontrato

12 scrivimi che sono in astinenza di tue belle parole che le tue parole sono belle piovimi perché fa caldo e sei fresco e ho sete toccami non più essere un'ombra la sera danza delle realtà abbracciami baciami scopami parlami, al mattino c'è un sorriso sereno che si è invaghito delle mie labbra per sempre ora che sei nudo [nido] nel mio letto ora che la finestra è aperta e il vento fresco ora che il brusio viene dalla città sveglia e non c'è più niente d'aver paura tra le tue braccia chiare: lenzuola affaticate scucite stropicciate venate d'azzurro

13 el toni chupete è un clown stanco il suo è solo un circo di periferia un tendone bianco azzurro tra i rifiuti abusivi gli elefanti del toni sono magri pallidi e grinzosi i leoni miagolano di tristezza el toni chupete el toni giace ubriaco di gin sulla paglia del tendone il naso di cera gli cola rosso sulle labbra il nano è fuggito ieri con la trapezista l'amava il nano la donna cannone è volata via ha fatto un buco nel tendone e nessuno l'ha vista più tutta sola verso un cielo nero nero (bastardo di degregori) el toni ha esaurito tutte le battute del suo show non fa ridere più nessuno è stata una follia il circo una follia per amore

14 o mio promesso sposo o mio diletto mio generoso amante, mio angelo del talamo mio cavaliere errante mio cuore, stomaco, metacarpo, ipotalamo eccetera eccetera ma tu pensi che ci incontreremo prima? oppure ci vediamo direttamente all'altare? nel caso, mio amato, ricorda di pettinarti all'indietro i capelli colla brillantina e di impomatarti i baffi porta con te cilindro, mantello e bastone di cristallo e una rosa nell'occhiello affinché io possa riconoscerti e non sposare un altro io sarò quella col vestito arancio e verde e oro e blu e ballerò un sirtaki a i piedi nudi sul prato avrò un buché di ciliegie rosse e nei capelli spighe e papaveri e more e melograni e canterò a squarciagola o sole mio sta nfront a tte non ti potrai sbagliare

15 la sorgente della felicità ma, nonna, cosa successe poi che baccador, la figlia del fiume, ebbe incontrato granpasso, uomo e mago dei boschi, nonché velocissimo camminatore sui terreni asfaltati, benché poco abile sui sassi? successe il paradiso in terra, mio caro figliuolo. successero baci e carezze e brividi e abbracci. successero vortici intrecci e mulinelli; cascate, piene e inondazioni di sole. e piogge scroscianti e notti buissime, dolci e senza stelle. successe il vento e le fiamme; sudore, saliva e sperma. e un suono di campane in lontananza. ne nacque la sorgente della felicità, nei pressi della val cupa, ove si narra che chiunque ci si abbeveri, poi il mondo non gli sembrerà più lo stesso di prima. mai più.

16 un momento perfetto son seduta fuori, al tavolino di legno sono proprio felice tanto felice che non la trattengo la felicità mi strabuzza come dagli occhi la sento lacrimare giù giù sulle guance e su tutta me una inondazione piovicchia chiaro e musichevole c'è il fiume dietro, e la cascatella dalla cucina arriva odore di crostata di more su, alla vecchia ca'morelli le mucche hanno fatto delle cacche che sembrano frittate gigantesche spiaccicate come budini e gli scarabei stercorari ci nuotano dentro a dorso come in piscine olimpiche ho raccolto dei fichi dall'albero di fronte mi sono un po' bagnata tra poco glieli offrirò in un piattino bianco il piattino porta sapone (solo questo abbiamo trovato in stanza) li ho sistemati a piramide uno sopra l'altro perché il piattino bianco è piuttosto piccolo e poi c'è lui è di là che fa la doccia e che fischietta quella sua maglietta fina tanto stretta al punto che fischietta e io sono proprio felice tra poco mangiamo i fichi dell'albero

17 el toni chupete #2 el toni chupete non piange più beve ancora, ogni tanto, ma poco el toni chupete ha incontrato un angelo si chiama tortilla e indossa un paio d'ali rosa stellate lui la guarda volteggiare e gli pare un sogno tortilla disegna danze nell'aria come fosse una rondine bionda tortilla porta la primavera nel circo di periferia sale fino su al cielo e poi rotea giù verso il basso e il tendone del circo ora pare infinito lei ci orbita dentro come un pianeta nell'universo el toni è felice adesso, e meraviglia ogni giorno. e di chiudere il circo, non se ne parla proprio.

18 fai la ninna fai la nanna dormi bene dolce amor sono la notte e sono buona sono amica e consigliera io verrò calando pian pianino sui tuoi occhi poi con piccole carezze sottovoce ti dirò: lascia una giara fuori la tua porta e io vi colerò la luna dentro fino all'orlo cosicché domattina tu la possa bere che col suo sapor di latte ogni sogno ti si avvera ninna nanna tu che fai l'amore con i pastelli a cera che poi dopo lo colori non rispetando i bordi di rosso e di giallo di verde e di sole e di blu e di stelle e di mare e d arancio e di polvere e cannella e poi dalle formine fai i pupazzi con l argilla per poterlo decorare fai i pagliacci con i pigiami a fiori e coi cilindri per cappelli e fai i gatti con le barbe e le tartarughe sagge che raccontano le storie dormi bene io lo so che ti guardo mentre sogni mentre mastichi sorrisi e respiri caramelle sei tranquillo che lo sai che io veglio su di te

19 tu fai le poesie io sforno il pane tu sorprendi le parole io bevo vino dici "mia saporitella" io sciolgo la gioia e ti aspetto la sera per giocare l'amore poi mi abbracci a cucchiaia e dormo meravigliosa

20 quel giorno che la città ci sembrò nostra indossata come un cappotto sdrucito polveroso elegante antico e bello quel giorno che la primavera fiorì sui sampietrini storti sui tuoi baffi incolti e sulle mie calze a righe bologna quel giorno che un uomo aspettava con cinque rose rosse una donna coi tacchi troppo alti per esser felice quel giorno che fumasti davanti a una finestra colorata un cortile segreto e due vecchie gatte ruffiane

21 la notte a volte è molto lunga e fa paura la notte di roma è piena di rumori e di gomme sull'asfalto specie quando piove c'è una luce neon potente nella vetrina di fronte e c'è un lampione proprio accanto alla mia finestra la notte di roma è molto luminosa è bello vedere la pioggia che cade dietro la luce del lampione piccola e bianca che sembra neve la notte di pisa è buia e silenziosa la notte la luna disegna una curva nella mia finestra e poi d'estate si sentono gli animali nel bosco gli uccelli notturni, i ricci che raspano le volpi, le civette, gli alieni spesso nella notte di pisa atterrano gli alieni e poi? mi diceva sempre "e poi e poi" nella notte a volte aveva la voce già del sogno ma voleva che gli raccontassi le storie io spero che non lo dica a nessun'altra mai e poi e poi nella notte

22 certe volte è quasi come se ti assopissi nell'abbraccio caldo del tuo dolore il vuoto diventa un modo di volerti bene di riempire il vuoto diventa la culla nella quale torni bambina la coperta in cui intrecciavi le dita prima di dormire il cuscino che raccoglieva le tue lacrime di adolescente diventa il buon compagno di ogni volta che rimani sola

23 ho abortito i miei sogni nel cesso sono scesi con un grumo di sangue una merdosa mattina di primavera di merda è successo per il pugno violento feroce e preciso che mi hai assestato al basso ventre dopo avermi ingravidata il mio utero adesso è la culla dei morti

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25 il grano è ancora verde ma le spighe han le punte dorate e stillano sangue a petali che macchia, e che scorre sul campo tra la laguna e il mare sospesa c'è una torre antica è la mia casa e c'è una stazione un piccolo cancello azzurro e nessun cartello ad indicarla e c'è un palazzetto, diroccato le finestre son senza vetri il tetto ha ceduto la sottoveste è quella di anna la indossava negli anni trenta era bella anna negli anni trenta aveva un fidanzato aviatore che le voleva bene e le scriveva lettere coi ricami sulle maiuscole e poi c'è la spiaggia, trascurata cimitero di plastiche, funi, ossi di seppia conchiglie col buco per farci una collana no, meglio un carillon che suona col vento... lo metterò in casa, tra il letto e la finestra senti che musica dolce fanno tin tin tin taratintintin... ma forse no credo proprio che le lascerò qui saranno più felici

26 life is a cabaret è il mio turno di entrare in scena. cabaret di lustrini e paillettes promesse non mantenute orchestre stonate costumi scintillanti scroscianti applausi bugie soldi sporchi soldi luci al neon in camerini opachi lavandini stretti valigie dimenticate manifesti strappati un telefono muto una birra le sigarette pause e lacrime quinte buie riflettori cecità adrenalina sogni muri sangue sorrido e muoio canto un neo posticcio sudo il mascara che cola danzo le punte dei piedi fasciate le croci sul palco i muscoli tirati applausi fischi polvere mi spoglio

27 il sesso la fede il vino tu ancora una sigaretta la notte un taxi dei fiori petali sul tavolo le calze smagliate lo specchio rotto sono bella posso ancora farcela le luci che si spengono è il mio turno di uscire di scena.

28 f r e d d e s t a t e il mio cuore è un uccello rinchiuso nella gabbia toracica è inquieto e ostinato lo sento sbattere violento contro fragili costole non c'è abbastanza aria là sotto rimbombo l'eco di ogni colpo [PUM PUM PUM PUM] ne morirò penso lo nutro di gocce per tenerlo calmo e pasticche amare da sciogliere sotto la lingua due tre volte al dì sento la nenia scorrere nelle vene lui docilmente si addormenta io indosso il mio abito da sposa annaffio l'erba controvento

29 memorie di un pierrot [la nascita di una vocazione] lo sai chi è pierrot? diceva mamma è un clown comico e tragico cioè fa ridere, ma è triste capisci? sì capisco dicevo non è che proprio capivo come faceva a essere triste e far ridere? forse portava la macchinetta ai denti forse aveva una moglie bruttissima forse gli si era impigliata la chiusura lampo nelle mutande era innamorato della luna diceva mamma allora era un po' scemo pensavo comunque sia come sia indossavo la maglia con i pom pom di lana che lei mi aveva fatto ai ferri e facevo il mio piccolo pierrot cioè il clown triste cioè pensavo a qualcosa di triste che però facesse ridere quasi tutte le cose tristi fanno un po' ridere

30 con il sorriso rosso e una ruga a lato fiera anima bianca e cuore opaco con qualche ferita aperta e giusto un po' di cenere gioco con te questa mattina in sol minore con la pipa profumata dell'erba del vicino con una vecchia ballata da cantare accanto al fuoco con un livido bruno e un'unghia mordicchiata gioco con te questa sera in re maggiore con occhi miopi e lenti rovinate con la luna storta e il vecchio flauto magico con l'aspetto cadente di una stella polare gioco con te questa notte sì bemolle tu che sai di terra e paglia benzina e verdemare tu che la tua bocca bacia a lievitazione naturale tu che stai aspettando stanco sul monociclo bianco sotto il tendone a pezzi del circo vulevàr ballata del giocoliere

31 lunapark c'è l'infame che corre contro mano salta gli ostacoli a pié pari e l'ha sempre vinta c'è il sublime snocciola perle di saggezza per i suoi porci affamati c'è il peccatore beve grog avariato e vomita sentenze spicce c'è il giusto con lo sguardo rugoso e l'alito avaro si lecca le ferite sotto l'otto volante c'è la puttana piange mascara a grumi ha sessant'anni e una collezione di gioielli di vetro che indossa nuda davanti allo specchio c'è la bambina mastica bigbabol gusto fragola cammina con saltelli da ballerina e si tocca di nascosto sotto la gonna rossa ci sono io puoi trovarmi nella scatola magica quella col punto interrogativo per quattro soldi ti do un bacio sulla bocca al sapor di ciliegia

32 indossava un mantello verde e un sorriso largo aveva un orologio schiacciando un pulsantino una voce di donna diceva l'ora è per gli ipovedenti come me diceva non era vero ci vedeva benissimo ma era talmente pigro il giardino segreto profumava di sigaro e di pergamena e di polvere e di libri nella sua voce antica errava un accento dolce raccontava storie divertentissime aveva scelto gli studi sosteneva sulla base del percorso da casa: la facoltà di lettere era più vicina di quella di economia e più facile da raggiungere [ma questa non l'ho mai bevuta] era il mio maestro era solito dire se le cose non ti sorprendono più prova a cambiare punto di vista

33 la paura la senti arrivare senza scampo corre al galoppo sul tuo cuore impazzito di notte a letto d'agosto hai i brividi di freddo mentre sudi di caldo [non so spiegarti] [poi] temporale estivo poi quando stai per addormentarti quando la febbre si sta per trasformare in sogno quando le immagini d'angoscia diventano confusi racconti da altri pianeti ecco che una scossa di infelicità ti percuote la schiena risale la spina dorsale ti frusta la testa e ti risveglia è il panico [mi hanno detto chiamarsi così] [poi] poi improvvisi i lampi i tuoni fortissimi coprono il rumore del tuo cuore la pioggia a scrosci violenta il terreno riarso lo senti godere e bere a grandi sorsi gommose gocce d'acqua evapora evapora su un po' di quella sua avida felicità giunge fino a te al tuo letto nella cameretta buia incendiata di flash e tu ne prendi a grandi respiri che sanno di umida vita la fai tua fai tuo il fango fai tuoi i vermi fai tuoi gli insetti gli uccelli e i topi i fiori di campo la lattuga e i pomodori tutti che godono alla loro orgia la terra si scioglie in un unico orgasmo [e poi] e poi finalmente dormi

34 sanlorenzo prendi una valigia piccola e gialla riempila di cose di poco conto prendine un'altra nera a forma di chitarra suoni la chitarra? no è piena di sciocchezze mettiti un vestito rosso anni settanta pesante come un tappeto [non li fanno più vestiti del genere] scarpe comode e parti direzione Sud ma dove vai? ecchennesò conciata così poco lontano direi infatti livorno [...] metti una sera piena di stelle metti una birra sotto la ruota panoramica la festa è finita le lampadine colorate cedono il posto a luci d'ospedale dell ottavo padiglione metti la musica metti le storie i vecchi partigiani lì sull'appennino che bestemmiano il signore metti livorno il porto la fortezza vecchia la notte i ladri e le puttane metti due tiri al tuo tabacco che brucia compatto nella cartina storta metti i canali del quartiere venezia gli ambulanti piegano stoffe i colori ammucchiati in piccole scatole poche persone metti tavole da sparecchiare stropicciate e sporche cene consumate bicchieri vuoti tinti di rosso metti una strada deserta vicino al mare ti va se prendiamo a sassate le stelle? tò! ne ho presa una! guarda come cade... ma a quanto cazzo vanno le stelle cadenti?

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36 m e l a r i d o sono un clown di compagnia bevo vino mangio zuppa pane bianco, fatto in casa c'è l'orto da zappare, il ciliegio da potare c'è una bicicletta antica modello femminile c'è la ruggine che mi mangia le giunture e non riesco a far suonare questo vecchio campanello allora urlo a squarciagola [pistaaaaaa] perché mi facciano passare io lo so che tornerò a far l'amore sotto l'albero di mele cadute e fermentate c'è un odore di cantina e una chioma verdenera a forma di mucca che riposa melarido ché sarò tua sposa ché siamo uniti da parole [magiche e segrete] su un percorso circolare e se il mondo ci appare stralunato o capovolto è solo che ha cambiato il suo punto cardinale

37 scritto a penna ti lascio in frigo quel formaggio buono del contadino ci sono le pere nel cesto e dell'uva fragola nel piatto verde ti ho apparecchiato la tovaglia a quadri un piatto, un bicchiere, un quarto di vino ho messo dei fiori nel vaso ho aperto la gabbia del cardillo dato le crocchette al gatto c'era un bel sole stamani ho steso le lenzuola in terrazza ho annaffiato il basilico che era un po' secco ecco mi pare tutto... adesso vado mio caro amore mio sì certo che ti amo sì, devo andare io devo no, non credo che torno mi raccomando, tu salva qualcosa di questa mia chiassosa solitudine e ricordati di riprendere le lenzuola prima che la luna le imbeva della sua umida oscurità ti bacio di caprifoglio e di nontiscordardimé

38 alla mia bella "storia d'amore" [un sepolcro vuoto] non è che tu sei morta è che non sei mai stata viva e siccome sei cretina ancora pretendevi ancora ci speravi di aver respirato aria di aver ispirato gioia ma quando muore una (una che era nata) c'è un requiem dolceamaro un canto d'amore triste un inno di bellezza sulla tua tomba nuda invece non c'è niente ci viene solo un gatto la sera, per pisciare c'avesse almeno una volta poggiato sopra un fiore.

39 insonnia io sola una stanza buia poca aria poche storie la colpa che non è più sua ma soltanto mia lui che non è più tu che non è più un dio che non ha più idea io sola una stanza buia troppe scorie di miserabili memorie

40 vento d africa - l'importante è avere i piedi ben saldi a terra, nita. devi essere razionale. pensa alle cose belle che ti stanno capitando ad esempio: torni in africa vero? bello no? avrai un sacco di lavoro da fare... ti stai organizzando? - ma secondo te in un giorno di scirocco seguimi in uno di quei giorni rossi di scirocco africano se io mi metto a piangere controvento secondo te gli arriva il sale? - che cosa? - il sale a insaporirgli le labbra a seccargli la gola a condirgli le patate fritte a bruciargli gli occhi e la pelle a scolpirgli i peli delle braccia con tante piccole stalagmiti a... - nita, hai capito cosa stavo dicendo? - secondo me sì se arriva la sabbia del deserto perché mai non dovrebbe arrivare il mio sale?

41 la vera storia del peccato originale ho disegnato su un vetro l'albero del giardino dell'eden l'ho fatto con la chioma verde spiralipnotica è stato allora che è arrivato il serpente tentatore vicino al frutto del peccato un cuore rosso che sanguina gocce di vernice il serpente ha chiamato eva le ha detto nel suo tipico difetto di pronuncia: "pssssss, signorina, venga, venga signorina..." le ha detto di raccogliere le gocce di sangue e di sotterrarle ma non le ha spiegato il perché allora eva che non si fa mai troppe domande ha preso un catino blu e ha aspettato paziente... goccia dopo goccia dopo goccia è passato un giorno, una notte e un giorno quando il cuore si è esaurito eva ha ricoperto il sangue di terra e ha aspettato aspettato aspettato... l'albero ha perso le foglie poi son sbocciati i fiori e di nuovo le foglie e poi dal catino blu improvvise son spuntate piantine da prima piccine, poi sempre più grandi si son ricoperte di fiori e i fiori si son trasformati in grandi rotondi polposi solari pomi d'oro eva li ha guardati stupefatta poi li ha raccolti e sapete che ha fatto? ha preparato la pizza farcita con la mozzarella di bufala e i pomi d'oro del catino blu "a memoria d'uomo" ha detto adamo "a memoria d'uomo non ho mai mangiato una pizza più buona di questa!" persino dio ha dovuto ammettere che lui non avrebbe saputo farla migliore e c'è rimasto male ma i pomi d'oro i pomi d'oro, ha detto dio non li doveva scoprire colombo in america? è così che gli è venuta la confusione a dio e un po' pure a me, onestamente...

42 sono in partenza ho fatto la valigia piove domani sarò a parigi e poi in africa che importa ho fatto ancora lo stesso errore di rivolgermi la pistola contro e sparare sono a letto puzzo di sudore frammenti d'unghia sulla lingua non voglio piacere a nessuno vorrei scrivere la cosa più bella del mondo e più triste e più allegra e più giusta e più normale da dedicare a me ma niente non sono in grado un giorno lo sarò ma oggi no vorrei condensare tutto in pochi versi un haiku una frase una parola una lettera forse un punto un punto magari un punto è quello che ci vuole infinite rette tutte per me.

43 c era una volta te lo dissi una sera seduti a un tavolo vicino al mare mangiavamo pesce bevevamo vino tu mi sembravi felice avevi l'aria di pensare lei sì che mi capisce io ero felice speravo tu pensassi lei sì che mi capisce mi ero persa ricordi? e ritrovata in un ristorante deserto in un paese deserto fuori dal mondo fuori dal tempo avevo trovato te paladino di tutti i confini per arrivare in quel luogo si passa tre volte castello oscuro attraverso bosco cauto due volte per fregene un po' per maccarese un po' per frittole prima stella a destra quella sera avevo freddo i capelli bagnati il cambio rotto la testa appannata le stelle cadenti i coatti innamorati il polipo marinato quante cose potrei farti ancora in certe domeniche pigre di candele e musica hai presente?

44 mandarina meccanica unti giornali distribuiti gratis all'entrata della metro s'accartocciano frustrati su questo vecchio pavimento le borse scendono i manager piangono le borse salgono i manager ridono chi ci capisce è bravo io boh io sono triste han detto che non mi prendono a fare il clown nell'ospedale perché non mi prendete? cosa ho detto di sbagliato? è per quella storia di mio nonno? ho fatto anche le palline sono brava con le palline... non so, io bisogna che mi riposo che son troppo stanca jonny, alza il volume alla quinta sinfonia del ludovico van che dalla finestra aperta ottobre galantuomo sorride alle ragazze e versami latte bianco senza addizione alcuna al massimo un frollino

45 il viaggio del ricordo lo sforzo di trattenerti dentro la mia testa è pari e contrario a quello poco fa di far uscire dentifricio dal tubetto esausto mi duole ancora il pollice... hai fatto le valigie e te ne stai andando non posso più fermarti com'è il tuo petto? e i tuoi piedi? e la tua voce? e il tuo sorriso di elfo, com'era? e così mi ritrovo a letto per compagno il computer gentile fidanzato un po' stupido a dire il vero [ha una memoria limitata e me lo dice di continuo] però mi scalda la pancia nelle notti di novembre non piove ma dicono che pioverà di là, in cucina, c'è un avanzo di minestra e la tv accesa per nessuno io ti immagino di spalle come nei titoli di coda ti allontani camminando hai un cappello e pantaloni bianchi e uno strumento musicale da suonare nelle notti tristi come questa [non è la notte ad esser triste, diresti ora sono io, la notte non c'entra] fai buon viaggio e non voltarti che la strada è lunga e perigliosa e ricordati di coprirti quando verrà il freddo litigioso inverno se vuoi lascia delle mollichine se non vuoi no

46 colavo acqua dai capelli acqua dal cappotto acqua dalla gonna acqua dagli occhi la balduina era un uraganico scenario di fulmini e saette di brodo primordiale dolce casa le strade erano diventate tutte incazzati affluenti del fiume tevere le mie scarpe erano schiumose e pesanti spugne verdi che a fatica sollevavo le calze erano sonore poltigliette d'acqua danzante sui piedi rannicchiati quando giunsi a casa questa sera alle 18 ora locale calda, dolce, silente casa mia poi feci una doccia bollente un tè coi biscotti caffè e zucchero e due paroline tiepide con tamara correvo verso casa risalendo la corrente evitando rapide circumnavigando mulinelli come un salmone innamorato saltando le cascate sopra le nostre teste un gigantesco idrante si accaniva sui passanti per sfollare roma l'ombrello rubato bucato storto rotto si girava contro vento e rimaneva incastrato in pali e rami

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