L a r i v i s t a p e r l a g g i o r n a m e n t o c o n t i n u o d e l f a r m a c i s t a. Corso 2 - Modulo 3 Corso 2 - Modulo 4

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1 12 crediti ECM scadenza 31/12/2012 con il patrocinio edizione di L a r i v i s t a p e r l a g g i o r n a m e n t o c o n t i n u o d e l f a r m a c i s t a In caso di mancato recapito inviare a CMP VERONA per restituzione mittente previo pagamento resi. Corso 2 - Modulo 3 Corso 2 - Modulo 4 Omeopatia: introduzione ai principi e indicazioni cliniche Autore: Dr. Ralf W. Zahn, medico omeopata e agopuntore, Centro di Medicina Integrata, Bergamo Revisione normativa: Prof.ssa Paola Minghetti, Dipartimento di Scienze farmaceutiche, Università degli Studi di Milano Introduzione L omeopatia classica o unicista è un ramo della terapia medica che utilizza medicinali a dosi deboli o infinitesimali che vengono prescritti individualmente in base alle caratteristiche del paziente, secondo il cosiddetto principio della similitudine. Dal nascere dell omeopatia classica più di 200 anni fa, si sono sviluppati altri rami come l omeopatia pluralista, l omeopatia complessista o Aggiornamento sulla dispensazione dei medicinali Autore: Dr.ssa Iolanda Palmieri, Dipartimento di Scienze farmaceutiche, Università degli Studi di Milano Revisione scientifica: Prof.ssa Paola Minghetti, Dipartimento di Scienze farmaceutiche, Università degli Studi di Milano Il nostro ordinamento giuridico è preordinato al fine di fornire garanzia pubblica relativamente ai medicinali e al loro utilizzo in ossequio, peraltro, al dettato costituzionale che considera la salute del cittadino un bene protetto dalla legge. Per questa ragione, tutte le attività del settore, dalla produzione alla dispensazione al pubblico, sono sottoposte a un rigido controllo di cui lo Stato si riserva ogni Segue a pag. 2 Segue a pag. 18 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - 70% NE/VR C OMIT ATO SCIENT IFIC O Pro f. Gae t a n o Bigna r d i Pro f. U baldo Conte Pro f. Paolo Magni A NNO 9 N UMERO 4 B IMESTRALE A GOSTO/S ETTEMBRE 2012

2 SANITANOVA è accreditata dalla Commissione Nazionale a fornire programmi di formazione continua per tutte le professioni. Sanitanova si assume la responsabilità per i contenuti, la qualità e la correttezza etica di questa attività ECM. OBIETTIVI: dopo aver completato la seguente monografia di aggiornamento, il farmacista dovrebbe essere in grado di: illustrare i principi dell omeopatia classica descrivendo l importanza del proving omeopatico; descrivere il metodo di preparazione dei rimedi omeopatici, spiegando il concetto di dinamizzazione; conoscere i principali approcci terapeutici che impiegano i rimedi omeopatici: omeopatia unicista, omeopatia pluralista, omeopatia complessista e omotossicologia; comprendere le basi per una corretta prescrizione omeopatica; illustrare ai pazienti come assumere correttamente i rimedi omeopatici. SCOPO DELL ATTIVITÀ: Fornire al farmacista le conoscenze necessarie per comprendere i principi dell omeopatia classica e per una corretta prescrizione dei rimedi omeopatici. l omotossicologia che oggi vengono comunemente utilizzati. L omeopatia classica costituisce il punto di partenza per tutti gli altri indirizzi che si sono formati di seguito. Per questo motivo saranno esposti soprattutto i concetti dell omeopatia unicista, illustrando brevemente gli altri indirizzi, con l obiettivo di consentire al farmacista di comprendere i criteri distintivi dei diversi approcci e di fornire delle informazioni corrette ai propri assistiti, fatto che, nel complesso ambito delle medicine non convenzionali, non è sempre garantito. La presente monografia vuole essere innanzitutto una guida pratica per un corretto inquadramento del paziente e un uso razionale dei rimedi omeopatici secondo i principi dell omeopatia classica. Secondo un indagine Doxa del 2004, sono circa undici milioni gli italiani che utilizzano i rimedi omeopatici, mentre l indagine ISTAT del 2005 dichiara che il 13,6% della popolazione ha utilizzato nel triennio precedente terapie non convenzionali e tra queste la più diffusa è Executive summary L omeopatia classica o unicista è un ramo della terapia medica che utilizza medicinali a dosi deboli o infinitesimali che vengono prescritti individualmente in base alle caratteristiche del paziente, secondo il cosiddetto principio della similitudine. Si sono sviluppati a partire dall omeopatia classica altri rami come l omeopatia pluralista, l omeopatia complessista o l omotossicologia che oggi vengono comunemente utilizzati. Secondo un indagine Doxa sono circa undici milioni gli italiani che utilizzano i rimedi omeopatici. Il rimedio omeopatico è caratterizzato da un processo di preparazione che prevede passaggi susseguenti di diluizioni e di succussioni (agitazioni); l insieme di questi processi è chiamato dinamizzazione. La visita omeopatica consiste essenzialmente in un colloquio con il paziente, anche se sono importanti l osservazione per cogliere informazioni sull aspetto, gli atteggiamenti e i comportamenti del paziente e, eventualmente, l esame obiettivo. I rimedi omeopatici non sono tossici né hanno effetti collaterali dose-dipendenti. Un rimedio omeopatico prescritto non correttamente può però avere effetti negativi sul paziente. l omeopatia con il 7% della popolazione 1,2. Nel 1999 erano meno di sei milioni. L omeopatia è oggi utilizzata in oltre ottanta paesi del mondo, principalmente in Europa. Legislazione All interno dell Unione Europea, fino agli inizi degli anni Novanta, l omeopatia era ufficialmente riconosciuta in alcuni Stati membri, mentre in altri non godeva di questo stato. Nel 1992, sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità viene pubblicata una direttiva europea specifica sui medicinali omeopatici (92/73/CEE) che armonizza la normativa e permette la libera circolazione a breve 2

3 Omeopatia legislazione, omeopatia rimborsabilità, rimedi omeopatici procedura di registrazione La direttiva 92/73/CEE costituisce il riconoscimento ufficiale del medicinale omeopatico nell insieme dei paesi dell Unione Europea e ha portato all introduzione di una procedura di registrazione dei medicinali omeopatici nei Paesi dell Unione. La successiva direttiva 2001/83/CE, recepita dalla maggioranza dei paesi dell Unione Europea, rappresenta la normativa di riferimento per i medicinali omeopatici. termine dei medicinali. In questa direttiva il medicinale omeopatico è definito: «Qualsiasi medicinale ottenuto da ceppi omeopatici secondo un processo di fabbricazione descritto dalla Farmacopea europea o in mancanza dalle farmacopee ufficiali degli Stati membri». Questa direttiva, che in seguito sarà rivista e inserita nella direttiva 2001/83/CEE, costituisce il riconoscimento ufficiale del medicinale omeopatico nell insieme dei paesi dell Unione europea e ha portato all introduzione di una procedura di registrazione dei medicinali omeopatici nei paesi dell Unione. Allo stato attuale, la maggioranza dei paesi dell Unione Europea ha recepito la direttiva nella legislazione nazionale. In attesa delle nuove norme, il Parlamento ha approvato un regime transitorio che manterrà in commercio fino al 31 dicembre 2015 tutti i farmaci omeopatici presenti sul mercato dal 6 giugno 1995, senza che per essi sia necessaria una valutazione delle autorità sanitarie. Per quanto riguarda la rimborsabilità da parte dei sistemi sanitari nazionali, la situazione è attualmente molto eterogenea. Si passa da paesi come l Irlanda e la Germania in cui la rimborsabilità è totale (a fronte di prescrizione medica o di presenza del rimedio in liste approvate), a paesi a rimborsabilità parziale (esempio la Francia, con rimborso pari al 35%). In Svizzera i medicinali omeopatici sono stati rimborsabili fino al 2005, anno in cui il ministro della Salute ha espresso parere contrario (ma che necessita di un referendum popolare per essere ratificato). Nei paesi scandinavi, in Ungheria, nella Repubblica Ceca e in Italia i prodotti omeopatici non godono di nessuna rimborsabilità 3 ma solo la detrazione fiscale; inoltre nel nostro paese il Consiglio Superiore di Sanità (CSS), l'organo consultivo tecnico-scientifico del Ministro della salute, ha espresso nella relazione del 20 Dicembre 2005 l auspicio di una regolamentazione più severa che richieda norme più precise e rigorose sui requisiti che devono possedere i medicinali omeopatici, per i quali non ci deve essere rimborsabilità, sollevando dissensi e contrasti con quella parte del mondo medico che considera i medicinali omeopatici come una risorsa aggiuntiva alla cura dei cittadini. La nascita dell omeopatia Omeopatia storia, Hahnemann Samuel, omeopatia classica definizione, similia similibus curentur, Organon dell arte del guarire Nel 1796 il medico tedesco Samuel Hahnemann formulò per la prima volta il principio similia similibus curentur, ovvero il simile cura il simile, secondo il quale gli stessi sintomi incontrati in una persona malata saranno curati dal rimedio che li può provocare nella persona sana. Nel 1790 il medico tedesco Samuel Hahnemann ( ), deluso dalle pratiche mediche dei suoi tempi, abbandona la professione medica. Hahnemann ricorda il fatto nelle sua autobiografia con le seguenti parole: mi pesava sulla coscienza di curare malattie non note con dei medicinali sconosciuti. In tal modo diventare l assassino o quello che peggiora la vita dei miei fratelli era il pensiero più terribile. Talmente terrificante che, nei primi anni del mio matrimonio, lasciai completamente la pratica medica e mi dedicai esclusivamente alla chimica e alle pubblicazioni 3. Infatti, le cure mediche ai tempi di Hahnemann erano caratterizzate da salassi, purghe e un utilizzo indiscriminato dei farmaci. Non esistevano sperimentazioni cliniche, né farmacopee che regolamentassero l utilizzo dei medicinali. Farmacisti e medici si ingegnavanonella produzione e composizione di medicinali senza base scientifica. Le reazioni avverse sperimentate dai pazienti erano spesso gravissime o mortali.

4 L assenza totale di criteri scientifici nella gestione del paziente, dal punto di vista sia diagnostico sia terapeutico, portano Hahnemann alla decisione di abbandonare il proprio mestiere di medico. Traducendo la Treatise of the Materia Medica di William Cullen, professore della facoltà di Medicina a Edimburgo, Hahnemann non concorda sul presunto meccanismo d azione della corteccia di china nel trattamento della malaria. Cullen ipotizza l efficacia della china per il suo effetto rinforzante sullo stomaco; Hahnemann, invece, spiega la sua azione perché riesce a indurre una patologia simile a quella della malaria. Effettuando una sperimentazione su se stesso che consiste nell autosomministrazione della china per diversi giorni, Hahnemann sviluppa una febbre periodica simile a quella della malaria per tutto il periodo della somministrazione e che termina appena interrotta l assunzione del medicinale. È qui che nasce il principio dell omeopatia Similia similibus curentur (il simile cura il simile). Gli stessi sintomi (o sintomi molto simili) incontrati in una persona malata saranno curati dal rimedio che li può provocare nella persona sana. Hahnemann non è il primo a scoprire questo principio; già nell'antichità il medico greco Ippocrate l aveva intuito, ma Hahnemann è stato il primo a sviluppare tutto l aspetto terapeutico della sua scoperta, che nel 1796 formulò nell Hufelands Journal der practischen Arzneykunde (rivista di farmacologia pratica del dr. Hufeland) 4. Dalle iniziali intuizioni riguardo l applicazione terapeutica del principio della similitudine dovevano passare ancora diversi anni fino alla pubblicazione nel 1810 della prima di sei Figura 1. Samuel Hahnemann (Meißen 1755 Parigi 1843) edizioni dell Organon der Heilkunst (Organon dell arte del guarire), opera fondamentale di Hahnemann nella quale vengono per la prima volta illustrati i principi dell omeopatia classica in modo organico 5. Origine e preparazione del rimedio omeopatico Uno degli errori più comuni sull origine del rimedio omeopatico è ritenere che l'omeopatia curi con le erbe, credendo che il rimedio omeopatico sia Rimedi omeopatici origine, rimedi omeopatici preparazione, dinamizzazione, diluizione centesimale, diluizione korsakoviana, diluizione 50 millesimale Quello che contraddistingue il rimedio omeopatico da qualsiasi altro medicinale è il suo particolare processo di preparazione che prevede passaggi susseguenti di diluizioni e di succussioni (agitazioni); l insieme di questi processi è chiamato dinamizzazione. esclusivamente di origine vegetale. Anche se i preparati vegetali costituiscono più del 50% delle sostanze impiegate, i rimedi omeopatici possono anche essere di origine animale e minerale (metalli, metalloidi, minerali semplici, complessi e minerali nobili). Un ruolo particolare rappresentano i cosiddetti nosodi, che traggono origine da tessuti patologici. Quello che contraddistingue il rimedio omeopatico da qualsiasi altro medicinale è il suo particolare processo di preparazione, che prevede passaggi susseguenti di diluizioni e di succussioni (agitazioni); l insieme di questi processi è chiamato dinamizzazione. Nel caso della preparazione di un rimedio di origine vegetale, il primo passo consiste nella preparazione della tintura madre, che si ottiene lasciando macerare le piante o parti di esse in alcol per alcune settimane. Alla fine della macerazione e dopo filtrazioni e spremitura del residuo depositato, si ottiene il ceppo omeopatico, prodotto base per il seguente processo di dinamizzazione. La prima diluizione si ottiene prendendo 1 parte della tintura madre e aggiungendo 99 parti di alcol. Dopodiché la soluzione viene agitata vigorosamente (succussioni). La diluizione così ottenuta è la prima diluizione centesimale o 1 CH (Centesimali Hahnemanniani). Il passaggio successivo è identico: utilizzando un nuovo recipiente, si preleva dalla diluizione una parte e si aggiungono nuovamente 99 parti di alcol, quindi si procede con le succussioni; la diluizione ottenuta è la 2 CH (vedi Figura 2). Si continua in questa maniera fino al raggiungimento della diluizione desiderata (7 CH, 30 CH, 200 CH, ecc). Questo è il metodo sviluppato da Hahnemann. Oltre le centesimali esistono attualmente altri due tipi di diluizione comunemente utilizzate: 4

5 le 50 millesimali (LM) e le Korsakoviane (K), ideate dal medico russo Korsakov. Il procedimento per la preparazione delle 50 millesimali prevede che partendo da una soluzione triturata 3 CH, si prelevano 0,05 grammi di sostanza e li si scioglie in 500 gocce di alcol a 70. Si preleva quindi una goccia di questa nuova soluzione e la si aggiunge a 100 gocce di alcol in un flacone e lo si agita per 100 volte; con questo procedimento si ottiene la 1 LM. Per le diluizioni successive si preleva 1 goccia dalla 1 LM per passarla in 500 gocce di alcol (2LM) e così via. Il procedimento per la preparazione delle diluizioni di Korsakov prevede l'utilizzo di un unico flacone di 15 ml, in cui si immettono 5 ml di tintura madre. Si agita per 100 volte e si svuota il flacone: una parte della sostanza rimarrà adesa alle pareti del flacone. A questo punto si aggiungeranno 5 ml di acqua distillata (l'equivalente delle 99 gocce) e si otterrà la 1 K. Ogni svuotamento successivo, con l'aggiunta di alcol e la successiva agitazione per 100 volte, produrrà la 2 K, la 3 K e così via Figura 2. Preparazione del rimedio omeopatico Il proving omeopatico Rimedi omeopatici sperimentazione, proving omeopatico, patogenesi, drug picture Il proving omeopatico, o sperimentazione del rimedio omeopatico, è la parte attualmente meno conosciuta al grande pubblico ma anche al mondo scientifico che spesso critica la non-scientificità dell omeopatia. Il proving omeopatico consiste nella somministrazione ripetuta per un arco di tempo di un rimedio omeopatico a un gruppo di soggetti sani. Le sperimentazioni sono eseguite in doppio cieco, cioè né gli sperimentatori né i supervisori sanno che rimedio viene somministrato. Una parte degli sperimentatori, selezionata 5 Durante il proving omeopatico gli sperimentatori che assumono il rimedio omeopatico svilupperanno dei sintomi sia fisici sia psichici (patogenesi); l insieme dei sintomi che emerge dalla sperimentazione è detto drug picture, o quadro del rimedio. Studi sull efficacia dell omeopatia Omeopatia efficacia, omeopatia studi clinici, omeopatia metanalisi random, non riceve il rimedio omeopatico ma un placebo. Durante il proving gli sperimentatori che assumono il rimedio omeopatico svilupperanno dei sintomi sia fisici sia psichici (patogenesi), cioè sviluppano una malattia artificiale indotta dal rimedio omeopatico. Ogni sperimentatore deve minuziosamente annotare in un diario i sintomi, le loro caratteristiche, le loro modalità di insorgenza, le possibili cause fisiche (esempio: esposizione al freddo, digiuno, cambiamento del tempo, ecc) o psichiche (esempio: rabbia, ansia, spavento, ecc.) e le modalità di miglioramento o peggioramento. Alla fine della sperimentazione i supervisori mettono a confronto i risultati emersi dai diari dei singoli sperimentatori. I sintomi che compaiono in tutti o quasi tutti gli sperimentatori indicano che quel sintomo è caratteristico del rimedio in causa; altri sintomi, legati alla sensibilità individuale, si manifesteranno solo in una parte o in pochi sperimentatori e sono da considerare meno tipici del rimedio. Gli sperimentatori trattati con placebo servono ad annullare cause e sintomi legati appunto all effetto placebo (se il 10% del gruppo trattato con placebo manifesta nausea, non è significativo come sintomo il fatto che il 10% del gruppo trattato con il rimedio manifesti nausea). L insieme dei sintomi che emerge dalla sperimentazione è detto drug picture, o quadro del rimedio. Pazienti che presentano un quadro sintomatologico identico o molto simile a quello ricavato dalla sperimentazione del rimedio saranno curati appunto da questo rimedio. Come illustrato nel capitolo sui proving omeopatici, fin dalle sue origini l omeopatia si è basata sulla sperimentazione, ma essendo la prescrizione del rimedio omeopatico su misura delle caratteri-

6 La ricerca clinica e la ricerca biologica condotte per dimostrare l efficacia dell omeopatia, condotte con criteri metodologici moderni, sono di data relativamente recente. Le meta-analisi evidenziano che nel loro insieme tutte le ricerche fin qui compiute indicano un effetto terapeutico dell omeopatia statisticamente significativo rispetto a un placebo o ad assenza di trattamento. individuali del paziente e non sulla patologia, è evidente che non sia facile conciliare i principi e le caratteristiche di sperimentazione tipiche dell omeopatia con la metodologia della ricerca clinica ufficiale. La ricerca clinica e la ricerca biologica condotte per dimostrare l efficacia dell omeopatia con criteri metodologici moderni, sia in vivo sia in vitro, sono di epoca relativamente recente. Le metaanalisi, inclusa quella condotta su richiesta del Parlamento Europeo 6, evidenziano che nel loro insieme tutte le ricerche fin qui compiute indicano un effetto terapeutico dell omeopatia statisticamente significativo rispetto a un placebo o ad assenza di trattamento 7,8. Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi clinici in doppio cieco controllati con gruppo trattato con placebo, o personalizzando la terapia omeopatica secondo il principio del simile o riservando lo stesso trattamento a tutti i pazienti non tenendo conto dei profili individuali. Solo per citarne alcuni, sono stati effettuati studi sulla fibromialgia 9, sulle allergie respiratorie come la rinite allergica e l asma 10-12, sull influenza 13,14, sulla prevenzione della radiodermite acuta 15, sulla diarrea acuta infantile 16,17. In tutti questi studi i rimedi omeopatici si sono dimostrati superiori per quanto riguarda il miglioramento della sintomatologia (come durata, intensità o fabbisogno di altri farmaci) rispetto ai gruppi trattati con placebo. Al di là delle sperimentazioni dei rimedi omeopatici tradizionali, nel campo dell omotossicologia si stanno ultimamente studiando, tra altre molecole, i mediatori della risposta immunitaria, come interleuchina-12 e interferone-γ a bassi dosaggi (4 CH) attivati tramite una particolare tecnica farmaceutica chiamata Sequential Kinetic Activation (SKA). Uno studio recente ha dimostrato effetti terapeutici di bassi dosaggi dell associazione di interleuchina-12 e interferone-γ nella cura dell asma allergico in un modello animale Nell agosto del 2005 una metanalisi che equiparava l efficacia dell omeopatia a quella del placebo è stata pubblicata sulla rivista Lancet 19 e riportata con molto risalto dalla stampa medica e laica internazionale. L articolo ha scatenato vivaci polemiche da parte di numerose associazioni e medici, che contestano la ricerca nel metodo e nel merito. Uno dei rilievi è che in precedenza (1997) lo stesso Lancet aveva pubblicato una diversa metanalisi realizzata da ricercatori tedeschi (Linde K. e coll.) 8 che, pur prendendo in considerazione in buona misura gli stessi lavori, giungeva a concludere che l'ipotesi che l'efficacia dell'omeopatia fosse dovuta a un effetto placebo non era compatibile con i risultati. Un altro rilievo mosso a questa metanalisi è che, dei 220 studi considerati inizialmente, ne sono stati selezionati solo 8, peraltro sfavorevoli all omeopatia nelle loro conclusioni; questi 8 erano stati giudicati dagli autori come aventi maggiore rigore metodologico e numerosità dei casi, mentre una valutazione complessiva di tutti i lavori avrebbe dato un risultato diverso. Al di là delle polemiche e delle divisioni, è facile capire quanto sulla ricerca dell efficacia della medicina omeopatica tanto sia stato fatto ma tanto debba comunque essere ancora studiato e pienamente compreso. Tabella 1. Come assumere e conservare i rimedi omeopatici I granuli, i globuli e le gocce devono essere messi sotto la lingua: devono essere lasciati sciogliere e non deglutiti. Essendo la lingua molto irrorata l assorbimento del rimedio è immediato. I granuli e i globuli non devono essere toccati con le dita, ma versati nel tappo dosatore. Toccarli potrebbe rimuovere la sostanza attiva aderente alla loro superficie; anche se il granulo è impregnato fino al centro è buona norma non toccarlo. Al momento dell assunzione del rimedio il cavo orale deve essere pulito: per evitare interferenze con gli alimenti si consiglia di non introdurre cibi mezz ora prima e dopo l assunzione del rimedio. Evitare l uso di sostanze come alcol, caffè, fumo almeno un ora prima e dopo l assunzione del rimedio. Evitare sostanze come menta, liquirizia e esposizione alla canfora che potrebbero annullare l effetto del rimedio. Conservare il rimedio lontano da forti odori (canfora, detersivi, profumi, ecc.), da fonti di calore e da fonti elettromagnetiche (televisore, computer, casse dello stereo, ecc.). In caso di patologie croniche, il rimedio va prescritto esclusivamente da un medico esperto in omeopatia classica, in grado di porre correttamente la diagnosi e di monitorare accuratamente l azione del rimedio nel tempo.

7 La prescrizione del rimedio omeopatico Rimedi omeopatici prescrizione, visita omeopatica, rimedi omeopatici modalità di somministrazione La visita omeopatica consiste essenzialmente in un colloquio con il paziente. Secondo il principio del simile l omeopata sceglierà il rimedio più adatto all insieme dei sintomi riportati e riscontrati nel paziente. La visita omeopatica consiste essenzialmente in un colloquio con il paziente, anche se sono importanti l osservazione per cogliere informazioni sull aspetto, gli atteggiamenti e comportamenti del paziente ed, eventualmente, l esame obiettivo. Secondo il principio della similitudine precedentemente illustrato l omeopata sceglierà il rimedio più adatto all insieme dei sintomi riportati e riscontrati nel paziente. A tale scopo al paziente è chiesto di riferire in modo dettagliato i suoi sintomi, includendo eventuali cause, sia fisiche (es. cefalea da esposizione al freddo) sia psichiche (esempio: cefalea da rabbia), caratteristiche dei sintomi (es. mal di gola che si localizza solo sul lato destro) e modalità di miglioramento o peggioramento (es. mal di gola che migliora ingerendo bevande calde e che si accentua con le bevande fredde). Il carattere e lo stato d animo del paziente sono di fondamentale importanza per la prescrizione del rimedio omeopatico. Il quadro che emerge dalla descrizione del paziente viene messo a confronto con la conoscenza sui singoli rimedi per scegliere quello più simile al paziente; per questo motivo si afferma che il rimedio omeopatico non cura la malattia ma l individuo malato. In altri termini: non esiste il rimedio per una determinata malattia o un particolare sintomo. Esistono sempre numerosi rimedi che possono essere scelti per curare una determinata patologia e la scelta deve essere effettuata in funzione delle caratteristiche del paziente, di eventuali patologie concomitanti, di aspetti caratteriali e psichici. Con un esempio pratico si può dire che, se nella medicina convenzionale, per dieci pazienti che soffrono di ipertensione arteriosa si utilizza lo stesso antipertensivo, in omeopatia dieci pazienti che soffrono di ipertensione possono aver bisogno 7 di dieci rimedi diversi. Una volta individuato il rimedio, l omeopata deve stabilire che tipo di diluizione (CH, K, LM) e quale diluizione (esempio 30 CH, MK, 6 LM) utilizzare. Tuttora nella comunità omeopatica esiste un dibattito se ripetere o meno il rimedio. Alcuni omeopati somministrano il rimedio una volta sola e osservano l azione del rimedio nelle settimane successive. Il rimedio va ripetuto solo nel momento che il beneficio terapeutico tende a esaurirsi. Altri omeopati tendono a ripetere il rimedio anche più volte al giorno per un determinato arco di tempo. Per quanto riguarda la diluizione si può affermare con una certa approssimazione, dal momento che la risposta alla diluizione è sempre legata all individuo, che le diluizioni più basse vanno scelte quando si tratta di disturbi prevalentemente di carattere fisico, le alte invece per i disturbi di carattere psichico. Nelle patologie acute il rimedio va somministrato ripetutamente e spesso in modo ravvicinato (a volte anche ogni 5-10 min. per un breve arco di tempo, ad esempio per una cefalea intensa o una febbre alta) perché il suo effetto si esaurisce più velocemente che non nelle malattie croniche. Riassumendo la prescrizione del rimedio omeopatico consiste quindi: nella selezione del rimedio più simile; nella diluizione alla quale meglio risponde il paziente; nella frequenza di somministrazione legata alla necessità del paziente di ripetere il rimedio in determinati tempi. Meccanismo d azione del rimedio omeopatico Rimedi omeopatici meccanismo d azione, rimedi omeopatici prescrizione, aggravamento omeopatico Una delle differenze più significative tra la medicina convenzionale e l omeopatia è che per il rimedio omeopatico non esiste l indicazione terapeutica, che da un punto di vista pratico si riflette nell assenza del foglio illustrativo contenente istruzioni sulle applicazioni cliniche del rimedio. Come è stato esposto nel capitolo sui proving omeopatici, un solo rimedio può provocare nel soggetto sano numerosi sintomi coinvolgendo l intero organismo a livello sia fisico sia psichico.

8 Una delle differenze più significative tra la medicina convenzionale e l omeopatia è che per il rimedio omeopatico non esiste l indicazione terapeutica. Un solo rimedio può provocare nel soggetto sano numerosi sintomi, coinvolgendo l intero organismo a livello sia fisico sia psichico; questi sono gli stessi sintomi che vengono curati dal rimedio nel soggetto malato. Di conseguenza lo stesso rimedio può essere utilizzato per la cura degli stessi sintomi. Infatti, il modo di agire dei farmaci convenzionali e dei rimedi omeopatici è fondamentalmente diverso. Lo stesso rimedio può curare nello stesso paziente vari sintomi o patologie, dove apparentemente non esiste nessun nesso tra di loro (ad esempio: cefalea legata alle mestruazioni, stitichezza, insonnia da stress lavorativo) oppure curare sintomi o patologie differenti in pazienti diversi. Ugualmente, non necessariamente lo stesso rimedio cura la stessa patologia in pazienti diversi, ad esempio il rimedio efficace per la cefalea in un paziente può risultare totalmente inefficace in un altro con stesso tipo di cefalea, per il fatto che il rimedio non combacia con gli altri sintomi e le caratteristiche del paziente. Conoscendo la capacità del rimedio omeopatico di produrre una malattia artificiale nel soggetto sano (patogenesi), Hahnemann spiegò il meccanismo d azione così: nel soggetto malato il rimedio scelto correttamente in base al principio del simile agisce nella stessa maniera, producendo dei sintomi che sono molto simili a quelli accusati dal paziente; si sovrappone quindi ai sintomi della malattia annullandoli. Per fare questo il rimedio deve avere la stessa forza dei sintomi presenti o essere leggermente più forte. Questo fatto riesce a spiegare il cosiddetto aggravamento omeopatico, che spesso si osserva nella fase iniziale del trattamento e che consiste in un temporaneo peggioramento dei sintomi del paziente. In un tale caso, essendo il rimedio leggermente più forte della malattia il paziente accusa i sintomi prodotti dal rimedio. Conseguentemente il rimedio, sostituendosi alla malattia, l annulla e, esaurendo progressivamente il proprio effetto, i sintomi scompaiono. La spiegazione del meccanismo d azione del rimedio omeopatico fornita da Hahnemann e illustrato dettagliatamente nel suo Organon dell arte del guarire è ovviamente di natura ipotetico-empirica. 8 Come descritto nel capitolo sulla preparazione dei rimedi, in omeopatia si usano farmaci altamente diluiti. È un dato di fatto che una diluizione 30 CH o 200 CH, che ha subìto un processo di diluizione 1:99 per 30 o 200 volte, non contiene praticamente più niente della sostanza originale (dose infinitesimale). L esperienza dimostra che, malgrado l elevatissima diluizione del principio attivo, l effetto terapeutico rimane 20. A questo proposito sono state enunciate diverse teorie, come quella della memoria dell acqua che supponeva che durante il processo della dinamizzazione il solvente ricevesse un messaggio energetico dalla sostanza diluita; nessuna di queste però è riuscita a fornire un modello soddisfacente in termini scientifici. Per questo motivo allo stato attuale la scienza non permette ancora di spiegare il modo in cui agiscono le diluizioni infinitesimali. L omeopatia conferma, tramite l esperienza dell applicazione del rimedio, che le sostanze diluite, al di là dei limiti conosciuti della materia, hanno un attività biologica o fisica svelabile, misurabile, riproducibile e specifica. Tipi di omeopatia Omeopatia definizione, omeopatia classica, omeopatia unicista, omeopatia pluralista, omeopatia complessista, omotossicologia L omeopatia nasce come omeopatia unicista. Nel corso del tempo si sono sviluppati altri indirizzi omeopatici, come l omeopatia pluralista, quella complessista e l omotossicologia, che hanno in comune con l approccio classico l utilizzo di sostanze che hanno subito il processo della dinamizzazione. L omeopatia nasce come omeopatia unicista. Nel corso del tempo si sono sviluppati altri indirizzi omeopatici, come l omeopatia pluralista, l omeopatia complessista e l omotossicologia, che hanno in comune con l approccio classico l utilizzo di sostanze che hanno subito il processo di dinamizzazione. Vanno ben distinte le metodiche terapeutiche che non utilizzano sostanze dinamizzate, come la fitoterapia o la floriterapia di Bach, che spesso però vengono confuse con l omeopatia. L omeopatia pluralista, pur utilizzando gli stessi rimedi unitari dell omeopatia classica, non segue i suoi principi

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