ancora alla mia Fiore «Ignoro il corso della Storia. So solo la bestia che è in me e latra.» DARIO BELLEZZA QUESTO LIBRO È CONCESSO IN COPYLEFT

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ancora alla mia Fiore «Ignoro il corso della Storia. So solo la bestia che è in me e latra.» DARIO BELLEZZA QUESTO LIBRO È CONCESSO IN COPYLEFT"

Transcript

1 QUESTO LIBRO È CONCESSO IN COPYLEFT E SI PUÒ SCARICARE GRATUITAMENTE DAL SITO ancora alla mia Fiore «Ignoro il corso della Storia. So solo la bestia che è in me e latra.» DARIO BELLEZZA Gaffi 2007

2 Collana GODOT IL SORCIO di Andrea Carraro GAFFI

3 Prologo Il pranzo dalla madre

4 IL SORCIO 9 Il martedì non è un giorno come tutti gli altri per Nicolò Consorti. Dopo il lavoro infatti ha due fondamentali appuntamenti settimanali: il pranzo da sua madre e la seduta dallo psicologo. Sua madre vive ancora, sola, nella sua vecchia casa, all ultimo piano di un palazzone di fronte alla libreria Eritrea, in una zona di confine fra il ricco quartiere Trieste e il popolare quartiere africano. La donna, settantacinquenne, ha più di un acciacco, prende una valanga di medicine, ma considerato che fuma due pacchetti di sigarette al giorno, per la sua età le cose non vanno tanto male. Nicolò parcheggia la Vespa nell isola pedonale alberata al centro della carreggiata, per pigrizia non la lega, la chiude solo con il bloccasterzo. «Non legare la Vespa è un lusso che non mi voglio più negare», ha confessato recentemente al suo analista. Lascia che due o tre autobus in coda sfilino nella loro corsia riservata, mastodontici, rumorosi e puzzolenti, poi attraversa la strada, fa passare uno sciame di pedoni malvestiti, citofona all interno 19, sua madre risponde come sempre dopo un bel po perché ci sente poco, e finalmente scatta la serratura dell alto e massiccio portone di legno con il riquadro a vetri che hanno cambiato da poco, da quando

5 10 PROLOGO IL SORCIO 11 l immobile è stato messo in vendita. Sale quattro scalini di marmo ed entra nell ingresso oblungo e spartano, che, per quanto imbiancato di fresco, ha un aspetto ineluttabilmente popolare. Nicolò si vergognava di quel vestibolo e di tutta la sua casa, ancora oggi gli dà un senso di oppressione e anche di colpa transitare nell androne o nei pianerottoli. La salita in ascensore stretto e inciso di scritte sul soffitto e sul controsoffitto di legno dura un minuto intero d orologio. Quando sali con qualcuno è piuttosto imbarazzante. Il tempo non ti passa mai e bisogna dirsi qualcosa. Oggi grazie a Dio non c è nessuno e può salire da solo. Alcune di quelle scritte sul soffitto le ha incise lui da ragazzo con le chiavi, alcune falci e martello, anche un I love Stella, che ogni volta gli dà un brivido di imbarazzo, adornato dai cazzetti che vi disegnarono i suoi amici tutto intorno a forma di cuore. Ogni piano, contrassegnato da una sigla in lettere romane dipinta sul muro grezzo del marcapiano, I II III fino a X, vibra un suono come di corde metalliche che stridono e si sciolgono. Sua madre non lo fa aspettare alla porta, è restata in attesa nel vano dell ingresso, affacciata sul pianerottolo. L odore del fumo fresco e stantio si sente subito, in varie gradazioni, appena metti il naso fuori dell ascensore. Nicolò la bacia sulla guancia ancora incredibilmente fresca, le mette in mano la borsa blu dei panni sporchi e poi va regolarmente in bagno per lavarsi le mani e aggiustarsi i pochi capelli biondi e sciupati che il casco gli ha arruffato sul capo. Percorrendo il corridoio, il gatto nero di sua madre emerge improvvisamente dalla penombra e gli salta addosso, azzannandolo sulla gamba. Lui come sempre lo scaccia rabbioso e quasi impaurito. «Cristo, ma questo è pazzo dice, scalciando forte mamma, questo gatto è fuori di testa, ma perché non lo dai via, finalmente, questo bastardo!?» Sua madre, che ha le gambe segnate dalle ferite procuratele dal gatto, dice: «E che faccio? Lo metto per strada? Morirebbe subito» «E chissene frega! Ma morisse una buona volta!» Sua madre aspetta che lui sia entrato nella piccola cucina perfino più impregnata di fumo dell ingresso, prima di chiudergli la porta alle spalle, per evitare che il gatto si intrufoli e si piazzi trionfante sopra il frigo o il piccolo televisore come è accaduto tante volte. Il tavolinetto traballante, marrone tigrato, è apparecchiato per due, nudo, senza neppure una tovaglia. Appoggiato sul lato destro del tavolo è rimasto il ferro da stiro, messo in piedi su un panno ripiegato. Sopra al suo piatto vuoto, ancora sigillata, la busta del prosciutto crudo che la madre gli ha comperato al mattino alla Conad. Sempre e solo una busta di prosciutto di Parma del supermercato. Sua madre da qualche tempo, diciamo dalla morte di suo padre, avvenuta sei anni fa, ha smesso di cucinare. Ha smesso di fare un po tutto, a dire il vero, pure di comprare il giornale. Nicolò si siede, mentre sua madre traffica ancora qualche istante per l angusto spazio della cucina con la sigaretta in mano. Infine la vecchia donna prende posto al suo fianco e schiaccia accuratamente la cicca nel portacenere rosso di plastica con i bordi consumati e il fondo annerito. Le unghie lunghe e le dita affusolate di sua madre appaiono ingiallite e annerite dalla nicotina. Nicolò prende in mano la busta troppo fredda del prosciutto, poi l unico panino nel cestello del pane.

6 12 PROLOGO IL SORCIO 13 Ormai non le chiede più, posso prenderlo? perché sa che è per lui, la madre non mangia pane. In tutto si trattiene meno di un ora. Eppure sostenere una conversazione con sua madre è faticoso. Ormai parla soltanto lui. Quando le narra di faccende legate alla sua attività di scrittore, Nicolò si sente in colpa perché sa che a sua madre non gliene frega nulla. Allora le racconta le beghe dell ufficio, o qualcosa sul figlio piccolo Filippo, con risultati appena più apprezzabili. Sua madre vorrebbe parlare di suo padre, forse, del passato, a tutti i vecchi piace ricordare. Ma a lui non piace farlo, non con sua madre almeno. Fatto è che la conversazione è sempre sul punto di spirare. «Vuoi che la prendo io quella belva? Me lo infili tu nella gabbietta? Poi lo libero a Villa Chigi o a Villa Ada, nel verde, non ti preoccupare Che vuoi che gli succeda? Troverà altri gatti Starà benissimo.» «No, no, lascia perdere» «Così poi ti compro un cucciolo di cane, un barboncino, te lo regalo il prossimo Natale, okay?» «No, no» «Ma perché mi vuoi togliere questo piacere di regalarti un cucciolo a Natale?» «No, no, Nicolò, lascia stare» Ecco il silenzio. Un silenzio che gli parla di incancrenita solitudine, sempre più avara di parole e di sentimenti. Nicolò osserva sua madre china sul piatto da mangiare e un morso gli stringe il petto. «Sei triste, mamma?», le dice infine per scaricare il senso di colpa. «No, no, perché? Be, che vuoi, un po più di compagnia Tua sorella prima veniva qualche pomeriggio, adesso mai, la trattengono fino a tardi in ufficio poveraccia La giornata è lunga» Nicolò cambia discorso. Lui le dedica solo un ora a settimana alla madre, ed è la stessa volta che le porta le mutande e le camicie da lavare. Lo psicologo ha fatto di tutto per farlo vergognare della cosa, ma invano. Nicolò continua alla sua età di 45 anni a portare la roba sporca a sua madre con un sopportabile senso di colpa. In fondo è una delle cose che la tengono occupata, si dice. L alternativa è la televisione (o il solitario). «Sai, mamma, il piccolo ieri mi ha detto che sono il papino migliore del mondo» «Ah, sì?» «Be, non arriva a fare versi da babbuino come quando vede la madre, però un po deve volermi bene» Sua madre accenna un sorriso assai tirato, si vede che le fa fatica sorridere. «Per forza dice che sono il papino migliore del mondo, ha avuto solo me!» «Anche tuo padre ti voleva bene» «Lo so, lo so Hai sentito zio Fernando? È tornato dall Argentina?» «Sì.» «E ti ha raccontato qualcosa?» «Dice che hanno visto i pinguini» «Ah.» I fratelli di sua madre e sua sorella Sara costituiscono i cardini nascosti della sua conversazione con la madre. Le chiede sempre di loro quando non sa più a che santo votarsi.

7 14 PROLOGO IL SORCIO 15 «Tutto qua? Non ti ha detto altro?» Certe volte quasi lo irritano i silenzi di sua madre. Ma si sforza di non farlo vedere. Prima di andare via bacia di nuovo in mezzo all ingresso dalle gialle pareti sua madre, che gli mette in mano la sacca della roba pulita e stirata da portare via. «Ci sentiamo stasera, chiudi, chiudi pure la porta che c è corrente» Durante la lunga discesa in ascensore, apre la sacca e odora dentro, per sentire in che misura le camicie abbiano assorbito l odore del fumo. Riprende la Vespa. Neppure un isolato e raggiunge il Centro di Igiene Mentale nel quale si tengono le sue sedute con lo psicologo. Il Centro situato in un bel posto, non lontano da Santa Agnese e dal mausoleo di Santa Costanza dove Nicolò si è sposato sedici anni fa è arroccato su una collinetta di tufo che si ascende attraverso una scalinata immersa nel verde, oppure attraverso un percorso asfaltato che gira tutto intorno al poggio. Parcheggia la Vespa in cima alla salita, nel secondo cortile. Dal quale scende una rampa di scale e penetra in un ambiente interrato, arredato con mobilia fin troppo essenziale da ufficio. Si vede subito che si tratta di una struttura pubblica. Avanza lungo il breve corridoio portando con sé la borsa dei panni puliti (che oggi è quella gialla con i gladioli bianchi), bussa alla porta del dottor Monaco, il suo analista. Ma nessuno risponde. Si vede che non è ancora rientrato dal pranzo, del resto Nicolò è arrivato come sempre in anticipo di una decina di minuti e allora aspetta nel corridoio seduto su un divanetto foderato di lanosa stoffa verde, non troppo dissimile dal divano del suo ufficio. Mentre aspetta invia al suo amico Miccia questo messaggio telefonico: «Test omosex Infilati un dito nel culo. Puzza di minchia?» e ride un bel po del suo umorismo da caserma. Invia quel messaggio ad altri amici, anche a un paio che non frequenta più. Poi si mette a leggere distrattamente una rivista di quartiere buttata sul tavolino di vetro insieme a dei rotocalchi. È un mensile ben fatto graficamente, ma davvero povero nei contenuti. Ci scrive il sindaco, che gli dà un lustro immeritato. A pagina 28 la firma del suo amico Dario campeggia sopra un articolo che parla di barche a vela e panfili da diporto. Si sta specializzando, Dario. Nicolò si legge tutto il pezzo, che è ben scritto quanto noioso per lui che nulla sa di nautica. Le fotografie patinate che lo corredano scattate sempre da Dario rappresentano gli interni lussuosi di un paio di mega-yacht. Si sistema meglio a sedere e resta per qualche istante imbambolato a pensare con pena al suo amico che non vuole più vederlo, poi arriva il dottore e allora molla la rivista sul divano, raccoglie la sua vezzosa borsa gialla ed entra nello studio.

8 PARTE PRIMA

9 IL SORCIO 19 «Lavoro in banca da sedici anni, dottore, e mi deve credere se le dico che, fino a un anno fa, non avevo mai avuto problemi seri con nessuno dei miei colleghi» «Questo sappiamo che non è del tutto esatto» Ha pochi capelli lisci spartiti lateralmente, l analista. Gli occhialetti con sottile e quasi invisibile montatura sul naso affilato, la figura asciutta e magra, la posa quasi sempre riflessiva e seria, ma pronta ad aprirsi al sorriso come in questo momento. Volendolo descrivere una volta per tutte, si potrebbe dire che rientra benissimo nel tipo dello psicanalista, almeno secondo il canone di Nicolò, coltivato più al cinema e nei libri che nella realtà. Magro ma non smunto, nel suo completo di velluto a coste con le immancabili Clarks o con i mocassini Lotus color testa di moro ai piedi. Si veste proprio come si vestiva Nicolò prima che gli venisse la pancia. Gli occhialetti tondi gli danno, all analista, una certa aria intellettuale che non guasta. Non è soltanto un uomo colto e intelligente che è piacevolissimo sentir parlare. Dev essere anche un uomo che acchiappa, come si dice. Nicolò ci giurerebbe. E questo gli conferisce un ulteriore elemento di fascino.

10 20 PARTE PRIMA IL SORCIO 21 «Be, diciamo che ho attraversato, come tutti, qualche piccola scaramuccia, qualche frizione, sono stato oggetto di pettegolezzi acidi, maldicenze, ho subìto più di una rampogna dai capi Roba insomma di normale amministrazione» «Più che sufficiente comunque a indurle una certa come vogliamo chiamarla alienazione?» «Già, ma niente però che minacciasse seriamente me stesso, la mia dignità, come succede quasi quotidianamente oggi» Nicolò racconta, partendo dall inizio, parte sempre dall inizio lui, per non sbagliare, per non tralasciare niente, sa bene che anche le cose che non gli sembrano dapprincipio importanti nella terapia possono avere molto valore. E allora comincia da quando è stato di fatto declassato, trasferito dal Centro Elaborazione Dati della banca al Back Office (rapporti con la clientela). Ha cambiato posto di lavoro, Nicolò Consorti, finendo, assieme agli altri dieci impiegati del settore, in una sede periferica, un enorme scantinato che nasconde malamente la sua originale destinazione di garage condominiale, non lontano dall ospedale S. Giovanni. I nuovi proprietari della sua azienda per prima cosa hanno pensato bene di chiudere al pubblico la sede centrale un palazzotto del Seicento appena restaurato vicino a piazza di Pietra per togliersi di torno la questuante clientela dei mutuatari, dirottandola ai loro uffici distaccati. Ma le rogne pur sensibili del lavoro, la scomodità e la lontananza della sede, non c entrano quasi nulla con il problema di Nicolò. Il suo problema si chiama Sorcio, soprannome di Eraldo Martelli, un collega di lavoro basso, pelato, panciuto, che per oscure ragioni lo disprezza e quasi quotidianamente gli infligge grevi minacce, ingiurie, maledizioni varie. Il nomignolo di cui va fierissimo (lui stesso si chiama così, Sorcio, o per fare dello spirito, dottor Sorcio) gliel ha affibbiato qualcuno in relazione alla sua attività di responsabile del CRAL aziendale. Quando Nicolò fu assunto in azienda lui ricopriva da anni questo incarico, il Sorcio era già un istituzione nell Istituto. Non ha mai capito come un essere così rozzo, ignorante e volgare possa aver conquistato la stima e la fiducia di tanti colleghi che anno dopo anno l hanno sempre riconfermato nel suo incarico. Vero è che Nicolò non ha una grande considerazione dei suoi colleghi. «Si sente superiore a loro?» «Be, che vuole che le dica» «La verità, dica la verità, a noi ci interessa la verità!» «Allora è esatto.» Di nemici il Sorcio ne ha sempre avuti molti. Anche quel poveraccio di Sergio Lerici, il collega sordomuto, si becca un giorno sì e l altro pure le sue battute volgari, i suoi lazzi e i suoi moccoli. Forse li odia entrambi perché non hanno mai aderito al CRAL aziendale, già, questa potrebbe essere una ragione. Ma a che serve rimontare alle originali motivazioni: il suo odio si nutre di ancestrali e irragionevoli furori. Lui li disprezza, perché li vede diversi e deboli, fuori dal gregge (il sordomuto a causa del suo handicap, Nicolò per la sua morbosa riservatezza). «Che potremmo chiamare anche aristocratico distacco o alterigia» Con Lerici il Sorcio diventa perfino demoniaco, dice su di lui le cose peggiori ad alta voce anche passandogli accanto,

11 22 PARTE PRIMA IL SORCIO 23 tanto non può sentire Lerici si è più volte sfogato con Nicolò, finché in lacrime gli ha detto: «Ma ti rendi conto, passa davanti alla mia scrivania e mi spara una scoreggia, facendo anche la mossa» Nicolò non ha assistito personalmente all accaduto ma dei colleghi sì, e gliel hanno confermato alla lettera. Ma poi ineffabilmente hanno concluso: «Ma sì, è fatto così, ma è un pezzo di pane, non farebbe male a una mosca!» Il Sorcio gli soffia il fumo del sigaro in faccia, al muto, come è solito chiamarlo, oppure smanaccia sopra la sua scrivania mettendogli in subbuglio le carte Con Nicolò è appena più cauto. Si limita a insultarlo in modo indiretto, parlando con altri, anche al telefono: «Sta sicuro che prima d annammene je rompo er culo a quer verme che scrive i libbri M abbasta una mano sola Nun ce credi?» Un giorno che a Nicolò scorreva nelle vene un po di sangue in più del solito, ebbe il fegato di attaccare il calendario sul vetro del separé per nascondersi agli occhi del Sorcio. Lui se ne avvide immediatamente. «Me togli la luce, leva quer cazzo de calendario» «Ma io ho bisogno di attaccare il calendario e questi fogli, sai, i numeri dei notai Come si fa?» rispose Nicolò. Il Sorcio si alzò, afferrò con una mano il calendario e lo staccò dal vetro con violenza facendolo cadere per terra. «Ecco, se fa così» Nicolò, anziché aggredirlo o riattaccare il calendario, si sedette e stette per dieci minuti a osservare lo screen saver del computer. Il Sorcio aveva ripreso il suo lavoro. «Be, grazie a Dio mi sono spostato, almeno non ho più il suo fiato velenoso sul collo: adesso fra noi c è una mezza parete ricolma di faldoni e un paio di separé.» Dovrebbe andarsene in pensione fra un paio d anni, il Sorcio, cosicché Consorti e Lerici non possono che aspettare impazienti. Un giorno, davanti alle erogatrici automatiche dei caffè, Lerici gli ha detto: «Non reagire, Nicolò, dammi retta, ormai manca poco» Ma Nicolò non ha seguito il suo consiglio. Si è più volte lamentato con il responsabile, un quadro mite e scoglionato, anch egli vicino alla pensione, che non ha fatto mai nulla per far cessare quegli abusi. «Io vedo tutto gli ha detto ambiguamente alludendo nella stessa misura al fatto che Nicolò scrive le sue cose nei tempi morti e alle reazioni scostumate e violente del Sorcio non sembra, ma io vedo tutto e sento tutto.» Il responsabile è uno che ne ha le palle piene di ogni cosa e non vuole grane, una scelta, da svariati punti di vista, del tutto rispettabile, secondo Nicolò, che non si sente certo di biasimarlo. Due parole sul suo capo ch è sottomesso con i superiori e spesso galante con le impiegate più giovani. Ha superato i sessanta, il suo capo, eppure è ancora un bell uomo dall aria vissuta. Ha capelli neri non più folti che ricadono in un ciuffo ribelle e un po anacronistico sulla fronte scolpita di rughe. Il volto è regolare, affilato, anch esso segnato da rughe lunghe e profonde. In perfetta forma fisica, asciutto, senza un filo di pancia. Vestito in modo convenzionale, quasi sempre in cravatta, estate e inverno con interi grigi di vari tessuti che gli assicurano un aria compassata e affidabile da travet. Lo ha dunque scavalcato, Nicolò, il suo capo, e si è rivolto al sindacato e per il suo tramite ha inviato vibrate proteste al capo del Personale, con cui ha poi avuto un breve scambio epistolare via . «Fra poco, massimo fra una ventina di giorni, le assicuro che il Martelli verrà trasferito, per intanto

12 24 PARTE PRIMA IL SORCIO 25 mi curerò io stesso di richiamare l interessato.» Nicolò non sa se il Sorcio sia mai stato richiamato, fatto sta che non è stato ancora trasferito e continua a insultarlo e sbeffeggiarlo impunemente. Sua moglie, Stella, gli ha consigliato di prenderlo di petto, ma lui ha paura, da sempre, dello scontro fisico. «Lei ha piuttosto paura di aver paura, perdoni il gioco di parole» «Comunque il risultato è che abbozzo, consumandomi il fegato.» Una ventina di giorni fa il sordomuto gli ha posato sulla scrivania un foglietto pubblicitario azzurro di una certa Patrizia Coraggio, maga e cartomante. Gli ha fatto cenno di leggerlo e poi di raggiungerlo al bagno. Così ha fatto. Lo ha preso per un braccio e si è guardato attorno circospetto nella bianca sala da bagno di fronte ai candidi e traslucidi pisciatoi. Poi gli ha detto con la sua inconfondibile voce satura di vibrazioni: «Ho preso appuntamento per domani pomeriggio, alle sei, è qui vicino Tu vieni?» Non ha mai creduto a queste cose, Nicolò, un tempo lo facevano anche incazzare. Ma lo stesso ha fatto cenno di sì e gli ha dato una robusta stretta di mano, qualcosa di intimo e cameratesco. Il sordomuto non gli è simpatico, prova una istintiva diffidenza, e perfino repulsione, verso di lui: qualcosa di sconcio gli pare che sempre trasudi dal suo aspetto prospero, dal suo largo sorriso a comando. Non ha mai accettato prima d ora niente di più di una formale e dignitosa confidenza. Ha rifiutato un sacco di volte i suoi inviti per il caffè alle macchinette. Cambia sempre discorso quando accenna alla sua incasinatissima vita privata (tradimenti filmati, figli seviziati dai nonni, robaccia del genere che sembra inventata lì per lì per stupirti e che invece probabilmente è vera). L indomani i due colleghi si trovano in fila in un angusta e puzzolente scalinata di un vecchio palazzone popolare. L ascensore è rotto e gli toccano sei piani a piedi. Nicolò si sente le narici intasate dall odore del cavolo lesso, persistente e disgustoso, che ha appestato la tromba delle scale. Il sordomuto arriva abbastanza in forma, Nicolò ansima come un moribondo. Eppure ha solo quattro anni più di lui. Lerici gli dice qualcosa sullo sport e l allenamento che Nicolò non ascolta mentre aspettano davanti alla porta ridipinta di rosa dell appartamento. Appare sulla soglia un omino magro magro, sciupato, con un toupet corvino malamente calzato sul capo. Costui dopo alcune cerimonie scambiate con Lerici, li introduce in un largo e spoglio corridoio e poi in una rustica sala d aspetto, con teste di animali impagliati alle pareti. Due donnette sedute su una panca di legno una delle due di colore aspettano il loro turno come fossero dal dentista. Nicolò dedica qualche istante del suo pensare al contrasto fra la porta rosa e quella sala d aspetto campagnola. Si accomodano. Il suo collega non sta zitto un attimo, maledizione, è al settimo cielo per questo loro inaspettato rapporto che deve scambiare follemente per uno sbocciare di amicizia. Gli parla delle sue proprietà, si vanta di aver rifatto tutto l impianto idraulico della sua casa in montagna da solo, e poi passa ai figli, che si fa tutto per loro, e poi alla politica «Spara ovvietà, condite di stomachevole buonsenso, a raffica e in ogni direzione. È il classico rappresentante di quella che veniva un tempo chiamata con giusto disprezzo maggio-

13 26 PARTE PRIMA IL SORCIO 27 ranza silenziosa.» Nicolò lo fredda così: «Stiamo un po zitti, vuoi, Lerici, così pensiamo a quello che cazzo dobbiamo dire» «Gli si può dire qualunque cosa al sordomuto, tanto non si offende mai. Gli rimbalza tutto, è di gomma Non so se ha presente il tipo, dottore?» Mezz ora dopo l omino (che somiglia in modo impressionante al pasticciere sotto casa sua, sia nei capelli posticci che nell aspetto macilento) li accompagna dalla maga, che è una donna dall aria qualunque, una cinquantenne minuta totalmente priva di appeal. Non hanno nulla di particolare, eccentrico o tanto meno sinistro né lei, né il locale nel quale riceve, un banale salottino finto coloniale con pochi ninnoli solo vagamente esoterici, proprio a volerli definire tali a tutti i costi, e quadri da quattro soldi stile metafisico con cavalli e rovine alle pareti. Neppure un ritratto del demonio, pensa Nicolò. O forse sì, quel satiro fra le fronde potrebbe esserne una personificazione. Lei sta dietro una scrivania di rovere lunga e stretta con un riquadro di pelle bordeaux a fregi dorati. Il piano è ingombro di svariati oggetti di cancelleria, di qualche libro rilegato, dello schermo del computer, di alcuni vasetti di porcellana cinese, di una copia rilegata del Kamasutra. Poi c è un minuscolo televisore tascabile acceso su un programma, per l appunto, di consigli astrologici ed esoterici, con il volume tenuto al minimo. La donna fuma lunghe sigarette bianche e sottili, di marca Capri. Lerici le illustra la faccenda, con poche frasi evidentemente preparate. La donna guarda i due impiegati, un sorriso non molto convinto le indugia sugli zigomi pronunciati: «Mi serve una foto del vostro collega, i suoi dati anagrafici e astrologici», dice. Quindi alza lo sguardo: «E poi, come vi ho già detto al telefono, qualcosa di personale, dei peli, dei capelli, un fazzoletto, che servono da oggetti di trasferimento» Lerici si illumina tutto (aspettava da un po questo momento) e cava dalla tasca della giacca una fotografia scattata durante l ultimo rinfresco di Natale, nell archivio, in una selva di faldoni grigi contenenti pratiche di mutuo sotto un neon giallastro da ospedale. «Ecco, è il terzo, quello pelato che non ride La data di nascita è 5 novembre 1948, scorpione, ascendente toro.» Porge alla maga un pezzetto di stoffa, che sostiene appartenere a una giacca del Sorcio. La maga prende un pennarello rosso e fa un cerchio attorno al Sorcio sulla foto. Poi cava da un sacchetto del muschio grigio che ci spiega essere un misto di verbena e stramonio e petali di rosa canina, lo cosparge sulla foto, che poi copre con le due tozze mani appuntate sul piano della scrivania. Nicolò nota soltanto ora le unghie laccate di un colore neutro, trasparente. Sul grasso dito mignolo riluce un anello d argento tempestato di rubini. «Ha qualche malattia, che voi sappiate?» «È cardiopatico Ha avuto due piccoli infarti» lo anticipa puntualmente Lerici. La maga ci pensa un po su. Pronuncia una serie di parole incomprensibili, ora in rima e ora no, che Nicolò non si sforza neanche di decifrare. Gli resta in testa qualcosa come: La nuvola del tetto magico letto arinui arinui «Vi accontentate di un avvertimento, immagino Come vogliamo regolarci per il momento?»

14 28 PARTE PRIMA IL SORCIO 29 «Morto!», scandisce Nicolò, prendendo finalmente la parola. La sua voce lascia nell aria una nota solenne, così almeno gli pare. La donna deve averla colta, e lo guarda con affettazione di rispetto. «C è qualcun altro che odiate così, oltre al vostro collega?» «No.» dice il sordomuto. Ma la maga continua a guardare Nicolò. «Be, no.» «Ne è sicuro? Guardi, non deve mentirmi» Si alza ed esce dalla stanza. Ricompare due minuti dopo con un pupazzetto di crine infilzato all altezza del petto da uno spillone dorato. Estrae da un cassetto della scrivania una candela nera e chiede a Nicolò di accenderla. Si siede, posa l oggetto sul tavolo, riempie l interno della bamboletta col suo muschio olezzante e con il piccolo riquadro di stoffa. Ripete la formula esoterica di prima o forse è un altra. Ora al pupazzo è attaccata non sa come la foto e nella stanza c è penombra e odore di acido fenico. Lerici fissa la fiammella della candela con una faccia credulona e ammirata, da vero coglione, riflette Nicolò seguendone il profilo tremolante alla luce della candela con tutto il disprezzo di cui è capace. Il suo disprezzo, se ne rende conto, è esorbitante. «Mi dà fastidio tutto di quell handicappato, ma è soprattutto fisicamente che nasce la mia ripulsa. Quel suo corpo goffo, deformato dal grasso, quella sua faccia prospera che non sembra mai sfiorata dal dubbio, la sua smania di comunicare, quale patetica rivalsa sociale» «Eppure lei ha deciso di seguirlo» «Già Questo può darle la misura di quello che provo per il Sorcio» «Sentite che qui, combinazione proprio sul cuore, è più molle il tessuto» continua la maga. «Dovremmo avere i primi effetti il primo giorno di luna piena, che è sabato 10» Estrae lo spillone e lo infila nuovamente nello stesso punto dicendo: «Spilla, io ti prendo affinché tu possa servire ad allontanare e a causare del male a tutti coloro che io vorrò, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.» Una pausa piuttosto lunga e poi esclama con la voce arrochita: «Fuland!, Surgat!, Morail!», facendo gesti rituali in direzione della bamboletta. Lo spillone trapassa agevolmente la stoffa del pupazzo, sbucando sulla schiena. «Causa il male al Sorcio, fino a quando ti toglierò.» Nicolò scende in garage con il piccolo. Stella lo aspetta davanti all ingresso di casa. Fa manovra con fatica perché tanto per cambiare è sbronzo. «Ti dispiace guidare tu?» chiede a Stella mentre monta in macchina. Da quando hanno litigato perché lui guidava fumato in una strada di montagna, sulle Dolomiti, le chiede spesso di guidare. «No, ti prego» fa lei, e si accomoda la gonna sotto al sedere, e aggiunge a mezzavoce per non farsi udire dal piccolo: «Hai bevuto Nicolò?» «No, no, che palle!» Il piccolo gli chiede di accendere lo stereo. «No, Filippo, ti prego» dice Stella, annusando l aria sospettosa. Ma lui ha già messo il frontalino dell autoradio e ha inserito la prima cassetta che trova sotto il cruscotto, e cioè una

15 30 PARTE PRIMA IL SORCIO 31 compilation di Guccini. A metà del primo pezzo, Stella si fa muta e pensierosa. Stanno già sul raccordo all altezza dei palazzoni universitari di Tor Vergata quando comincia la canzone Culodritto. È un pezzo dedicato alla figlia piccola del cantautore. Sul finestrino sfilano, in una assorta e distonica sequenza, un campo arido, due vecchi operai su un Ape arancione, e lungo la linea dell orizzonte, alti palazzi di vetro che riflettono le gru e il cielo azzurro punteggiato di nubi. Alla fine del pezzo, che hanno ascoltato tutti, anche Filippo, in religioso silenzio, Stella fa: «Bella, eh?» «Carina, sì» «No, non carina, bella, bellissima anzi. E tu è inutile che dici carina con quell aria di superiorità e degnazione, perché tu non saresti mai capace di scriverla!» «Non credo, infatti» «Continui a fare dello spirito ma guarda che dico sul serio, tu non sei capace di raccontare quei sentimenti semplici, sani, naturali» «Chi te l ha detto che non sono capace?» «Lo so. Tu sai scrivere solo di mostri E poi ti meravigli che non ti leggono!» Nicolò si mette con il muso. Intanto ascoltano altri gloriosi pezzi di Guccini: La locomotiva, Argentina, Eskimo «Diciamo, dottore, che mi piace Guccini, ma non mi piace affatto la parte di quello a cui piace Guccini» «Papà, leva questo strazio!» esclama il piccolo, Filippo, che un mese fa ha compiuto sei anni. «No, no, no! sbotta Stella lo voglio sentire. Per una volta che voglio sentire io qualcosa accidenti» L atmosfera immediatamente si guasta. «Papà, papà, metti Jesus Christ, dai, oppure Anime salve» «No, Filippo, lasciamole sentire Guccini ché le piace tanto» «Sì, mi piace! E allora?» «E che soprattutto le fa bene all umore» «Pensa al tuo, di umore» Ascoltano Eskimo, alla fine della canzone la donna ha gli occhi gonfi e si deve soffiare il naso. Lui vorrebbe trattarla male. Comincia a guidare a scatti per farla arrabbiare. Suona spesso il clacson. Fa sorpassi azzardati lungo la Pontina. Ma Stella non protesta, sta lacrimando, si soffia il naso più volte, si guarda nello specchietto del parasole, asciugandosi gli angoli degli occhi truccati. All altezza di Pomezia e dei suoi sempre anonimi e tristi agglomerati, dice: «Commoventi queste canzoni, eh» «Dipende chi le ascolta», le fa lui, mentre i colori accesi di un distributore della Esso chiazzano di rosso e nero il finestrino. Intanto le canzoni tristi e malinconiche di Guccini continuano a suonare. «Che vuoi dire?» «Niente.» Stella seguita a piangere fino a che non arrivano al mare. Mentre Nicolò fa manovra per entrare nel giardino, lei gli fa, soffiandosi il naso per l ennesima volta: «A me Guccini mi fa piangere, che ti devo dire?» «Ah, sì? Non me n ero accorto» La donna scoppia a ridere. Bene, finalmente la smette,

Arriviamo nel luogo convenuto alle undici. Il pulmino blu è

Arriviamo nel luogo convenuto alle undici. Il pulmino blu è Ostia. Gli angeli delle siringhe Arriviamo nel luogo convenuto alle undici. Il pulmino blu è già posizionato al margine di via Carolina, poco prima che la pineta sbocchi sulla zona abitata. Stiamo per

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

Gaia. Il viaggio continua

Gaia. Il viaggio continua Gaia Il viaggio continua Laura Virgini GAIA Il viaggio continua Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Laura Virgini Tutti i diritti riservati A Te che Hai reso possibile l impossibile. A Te

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

Lei e Lui. preparare la colazione. piangere disperatamente. pettinare i bambini. arrabbiarsi. dare l acqua alle piante. scrivere la lista della spesa

Lei e Lui. preparare la colazione. piangere disperatamente. pettinare i bambini. arrabbiarsi. dare l acqua alle piante. scrivere la lista della spesa 5 Lei e Lui 1 Chi fa cosa? Lavora con un compagno. Insieme guardate questa famiglia: lei, lui, un bambino e una bambina. È mattina, tutti si sono appena svegliati e si preparano per uscire. Secondo voi

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

- 1 reference coded [1,02% Coverage]

<Documents\bo_min_2_M_17_ita_stu> - 1 reference coded [1,02% Coverage] - 1 reference coded [1,02% Coverage] Reference 1-1,02% Coverage Sì, adesso puoi fare i filmati, quindi alla fine se non hai niente da fare passi anche un ora al cellulare

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

- 1 reference coded [0,86% Coverage]

<Documents\bo_min_9_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [0,86% Coverage] - 1 reference coded [0,86% Coverage] Reference 1-0,86% Coverage E le altre funzioni, le fotografie, o, non so le altre cose che può offrire il cellulare sono cose che

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

stelle, perle e mistero

stelle, perle e mistero C A P I T O L O 01 In questo capitolo si parla di un piccolo paese sul mare. Elenca una serie di parole che hanno relazione con il mare. Elencate una serie di parole che hanno relazione con il mare. Poi,

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

le #piccolecose che amo di te

le #piccolecose che amo di te Cleo Toms le #piccolecose che amo di te Romanzo Proprietà letteraria riservata 2016 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08605-9 Prima edizione: febbraio 2016 Illustrazioni: Damiano Groppi Questo libro

Dettagli

Perché non ho provato

Perché non ho provato Elena Colella Perché non ho provato Sin dai primi giorni, l arrivo di Esther mise sottosopra l intero quartiere. Esther, 30 anni circa. Jeans aderenti e stivali neri in pelle. Maglie scure aderenti. Carnagione

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei.

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei. Mathilde tirò fuori l agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli». Bevve un sorso di birra e lanciò un altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE

AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE FEBBRAIO 2014 ANNO III N. 7 SCUOLA PRIMARIA STATALE DI GRANTORTO AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE Questo numero parla di un argomento un po scottante : IL BULLISMO! I PROTAGONISTI LA VITTIMA Nel mese

Dettagli

La vita dei numeri ultimi

La vita dei numeri ultimi La vita dei numeri ultimi Orazio La Boccetta LA VITA DEI NUMERI ULTIMI racconto Dedicato a tutta la mia famiglia e i miei migliori amici a Pietro soprattutto ed in particolare a mio padre Andrea e mia

Dettagli

Luisa Mattia Sibilla nel cappello

Luisa Mattia Sibilla nel cappello Luisa Mattia Sibilla nel cappello Prima edizione settembre 2015 Copyright 2015 biancoenero edizioni srl www.biancoeneroedizioni.com Testo di Luisa Mattia Illustrazioni di Andrea Mongia Font biancoenero

Dettagli

festa per la famiglia o famiglia per la festa?

festa per la famiglia o famiglia per la festa? Natale: festa per la famiglia o famiglia per la festa? Inserto N. 4 2010 Bè provo un po a spiegarmi: ogni anno mi viene un certo nervosino perchè mi sembra che tutti: la tv, internet, gli amici, le pubblicità

Dettagli

Io sono libero - scena 1.1 Geronimo

Io sono libero - scena 1.1 Geronimo Io sono libero - scena 1.1 Geronimo Sdraiato sul lettino, inizia a fremere, non apre bocca da almeno cinque minuti. Se fosse seduto, il suo piede ballerebbe. In testa continua a sentire, inarrestabile,

Dettagli

Destinazione 13. Buongiorno Maria!

Destinazione 13. Buongiorno Maria! Destinazione 13 Buongiorno Maria! Mmmm... Oh Mari! Ohi! Tutto bene? Ciao Leonardo! Come va la vita? Mio piccolo amico! Mio piccolo amico? No eh? No! No, no! Giochi con i pupazzetti, sei troppo gentile

Dettagli

Il prossimo progetto

Il prossimo progetto Il prossimo progetto Probabilmente avrei dovuto usare una pietra più chiara per il pavimento. Avrebbe sottolineato la dimensione naturale della hall di ingresso, o forse è sbagliato il legno, anche se

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE 1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE Si dicono un sacco di cose brutte sulle sigarette, ma la verità è che si fuma perché è piacevole. È piacevole aspirare il fumo con calma, è piacevole sentirlo impossessarsi dei

Dettagli

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST -

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - INIZIO Ricominciare una nuova vita da zero mi spaventa peró so che tante persone ce la fanno, posso farcela anch io! preferirei continuare

Dettagli

Capitolo 47. 4 ottobre. Martedì. Pavullo nel frignano.

Capitolo 47. 4 ottobre. Martedì. Pavullo nel frignano. Capitolo 47. 4 ottobre. Martedì. Pavullo nel frignano. Hai un fazzoletto di carta? ho i pantaloni e i boxer abbassati e sono praticamente immobilizzato al sedile di guida. Aspetta ho un idea Elisa seduta

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri.

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri. Testi di Joanna Bellati, Anna Lucatello, Annachiara Moretti Illustazioni di Alice Dittura, Giorgia Rizzo Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso

Dettagli

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript 2013 H I G H E R S C H O O L C E R T I F I C A T E E X A M I N A T I O N Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript Familiarisation Text SILVIO: FLAVIA: SILVIO: FLAVIA: SILVIO:

Dettagli

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato Due sequenze tratte da due film assai diversi e lontani nel tempo: Charlot soldato di Charlie Chaplin (1918) e L attimo fuggente di Peter

Dettagli

Destinazione 11. Ciao Maria!

Destinazione 11. Ciao Maria! Destinazione 11 Ciao Maria! Ciao Luca! Guarda oggi ho un regalino per te eh. No, ma veramente? No, non dovevi, ma oggi non è Natale, non è il mio compleanno, non è San Valentino, perché? Ma dai non c è

Dettagli

Promo - I ragazzi geisha

Promo - I ragazzi geisha 1 Promo - I ragazzi geisha Valerio la Martire Davide Sono a Testaccio, questo è certo. Devo prendere un mezzo per rientrare e non ho tempo. Dietro gli occhiali che si appannano vedo facce sfocate e indistinte.

Dettagli

RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE:

RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE: RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE: La frase la maestra scrive sulla lavagna Chiara una foto ai bambini fa Una torta prepara la mamma al cioccolato Giocano con la corda i ragazzi

Dettagli

Andrea Bajani La mosca e il funerale

Andrea Bajani La mosca e il funerale nottetempo Andrea Bajani La mosca e il funerale nottetempo Con la gente che piange io non so mai come fare. Non so come si fa a farla smettere. Certa gente è capace. Dice una parola, una sola, e gli altri

Dettagli

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.)

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) 23 febbraio 2014 penultima dopo l Epifania h. 18.00-11.30 (Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) Celebriamo la Messa vigiliare

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

Ti voglio bene, mamma

Ti voglio bene, mamma F E S T A della... Ti voglio bene, mamma! Dettato Ti voglio bene mamma, quando mi sveglio e vedo il tuo viso che mi sorride. Ti voglio bene mamma, quando pranziamo insieme e poi mi aiuti a fare i compiti.

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente LISTA DIALOGHI Non ti aspettavo di barbara rossi prudente - EST. GIORNO Oggi è 28 maggio? 28 maggio? Sì, forse sì PAOLO: 29 al massimo Come 29? No, 30 PAOLO: Secondo me è 29. Comunque, quanti giorni fa

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

La poesia per mia madre

La poesia per mia madre La poesia per mia madre Oggi scrivo una poesia per la mamma mia. Lei ha gli occhi scintillanti come dei diamanti i capelli un po chiari e un po scuri il corpo robusto come quello di un fusto le gambe snelle

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Io..., papà di...... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Lettura albo, strumento utilizzato in un Percorso di Sostegno alla Genitorialità biologica EMAMeF - Loredana Plotegher, educatore professionale

Dettagli

NONA LEZIONE L AUTOSTOP

NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE 96 L autostop Scendi pure tu dalla macchina? Devo spingere anch io? Sì, se vuoi. Ma scusa, quanto è distante il distributore di benzina? Non lo so qualche chilometro.

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Italia non solo per motivi di lavoro, ma per motivi

Dettagli

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le Indice Introduzione 7 Miagolina si presenta 11 Quella volta che Miagolina è caduta nel buco della vasca 24 Quando è nato Spigolo 44 Miagolina e le parole storte 56 Spigolo va all asilo 75 Miagolina si

Dettagli

LEGGERE ATTENTAMENTE IL BRANO E RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE SEGUONO: - Il dottor Bianco - Da: Il paese dei bambini che sorridono

LEGGERE ATTENTAMENTE IL BRANO E RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE SEGUONO: - Il dottor Bianco - Da: Il paese dei bambini che sorridono SEZIONE A LEGGERE ATTENTAMENTE IL BRANO E RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE SEGUONO: - Il dottor Bianco - Da: Il paese dei bambini che sorridono Era un mattino freddo e piovoso. Il dottor Bianco entrò di corsa

Dettagli

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio. Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.com Storia di Milena Lanzetta SE C È UN GIORNO DELLA SETTIMANA CHE FILIPPO

Dettagli

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere?

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere? CANOVACCIO 6 Estratto da: L azienda senza peccati scagli la prima pietra! I sette peccati capitali dalla vita personale alla vita professionale. Il teatro chiavi in mano. In pausa pranzo nel parco Come

Dettagli

venti giorni fa a una festa e ci siamo telefonati un paio di volte. Ieri doveva esserci il nostro

venti giorni fa a una festa e ci siamo telefonati un paio di volte. Ieri doveva esserci il nostro LEZIONE 1 SOLUZIONE ESERCIZI GRAMMATICALI A. Completa con le forme dell'imperfetto o del passato prossimo Sabato scorso volevo arrivare puntualmente all appuntamento con Valeria. Ci siamo conosciuti venti

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

- 1 reference coded [3,14% Coverage]

<Documents\bo_min_11_M_16_ita_stu> - 1 reference coded [3,14% Coverage] - 1 reference coded [3,14% Coverage] Reference 1-3,14% Coverage quindi ti informi sulle cose che ti interessano? sì, sui blog dei miei amici ah, i tuoi amici hanno dei

Dettagli

INTRODUZIONE. La ragazza

INTRODUZIONE. La ragazza 5 INTRODUZIONE La ragazza Il braccio era vicino al telefono. Forse la ragazza aveva cercato di chiamare qualcuno, ma poi non aveva avuto il tempo di farlo. I lunghi capelli neri scendevano sul viso e coprivano

Dettagli

Racconti visioni e libri per rospi da baciare

Racconti visioni e libri per rospi da baciare febbraio 2008 Cari bambini e ragazzi che verrete al festival chiamato AIUTO, STO CAMBIANDO! Racconti visioni e libri per rospi da baciare a Cagliari dall 8 all 11 ottobre 2009 NOTA: questa la lettera originale,

Dettagli

tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore

tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore 2013 ad est dell equatore vico orto, 2 80040 pollena trocchia (na) www.adestdellequatore.com info@adestdellequatore.com [uno] Milano. Un ufficio

Dettagli

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE 72 Lucia non lo sa Claudia Claudia Come? Avete fatto conoscenza in ascensore? Non ti credo. Eppure devi credermi, perché è la verità. E quando? Un ora fa.

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Breve corso di educazione stradale per i ragazzi

Breve corso di educazione stradale per i ragazzi Breve corso di educazione stradale per i ragazzi L importanza delle regole Perché esistono le regole? Perché se non esistessero regnerebbe il caos totale. Le regole sono necessarie perché senza esse nulla

Dettagli

Un pasto di Pietro Un episodio di vita al Nido: due punti di vista

Un pasto di Pietro Un episodio di vita al Nido: due punti di vista Un pasto di Pietro Un episodio di vita al Nido: due punti di vista Il punto di vista dell educatrice Pietro ha 20 mesi, già da 6 frequenta il Nido e il momento del pasto è vissuto con molta tensione: l

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript 2014 HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION Italian Beginners (Section I Listening) Transcript Familiarisation Text MALE: FEMALE: MALE: FEMALE: Ciao Roberta! Da quanto tempo che non ci vediamo Dove vai?

Dettagli

FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.)

FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.) FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.) Questa è la storia di una donna perseguitata da un eco di una memoria, un sogno

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

L amore è un granello di sabbia

L amore è un granello di sabbia L amore è un granello di sabbia Erika Zappoli L AMORE È UN GRANELLO DI SABBIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Erika Zappoli Tutti i diritti riservati A Serena e Samuel con la sola vostra

Dettagli

Dimmi che è solo un sogno!

Dimmi che è solo un sogno! Mariuccia FADDA Istituto Tecnico Commerciale G. Dessì, classe 4 a E Dimmi che è solo un sogno! Tutto è iniziato con uno stupido intervento alla gamba, in quello stupido ospedale, con quello stupido errore

Dettagli

PADRE MAESTRO E AMICO

PADRE MAESTRO E AMICO PADRE MAESTRO E AMICO Padre, di molte genti padre, il nostro grido ascolta: è il canto della vita. Quella perenne giovinezza che tu portavi in cuore, perché non doni a noi? Padre, maestro ed amico noi

Dettagli

Il ronzio del neon. Accanto a lei, ed unica presenza nella saletta oltre lei, un uomo dal quale sta aspettando una risposta.

Il ronzio del neon. Accanto a lei, ed unica presenza nella saletta oltre lei, un uomo dal quale sta aspettando una risposta. Il ronzio del neon Vuole? Un caschetto di capelli rossi incornicia un volto pallido, leggermente truccato nei toni del marrone, un paio di occhi chiari illuminano il viso dandole un età indefinita. Porge

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

unità 9: la casa lezione 17: Comprare casa 1. Leggi e abbina gli annunci a 2 delle foto sopra.

unità 9: la casa lezione 17: Comprare casa 1. Leggi e abbina gli annunci a 2 delle foto sopra. 3 unità 9: la casa lezione 17: Comprare casa 1. Leggi e abbina gli annunci a 2 delle foto sopra. Casa indipendente nel verde Bellissimo appartamento in Borgo dei Mulini Stupenda casa in campagna a 10 chilometri

Dettagli

МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО, МЛАДЕЖТА И НАУКАТА ЦЕНТЪР ЗА КОНТРОЛ И ОЦЕНКА НА КАЧЕСТВОТО НА УЧИЛИЩНОТО ОБРАЗОВАНИЕ

МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО, МЛАДЕЖТА И НАУКАТА ЦЕНТЪР ЗА КОНТРОЛ И ОЦЕНКА НА КАЧЕСТВОТО НА УЧИЛИЩНОТО ОБРАЗОВАНИЕ МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО, МЛАДЕЖТА И НАУКАТА ЦЕНТЪР ЗА КОНТРОЛ И ОЦЕНКА НА КАЧЕСТВОТО НА УЧИЛИЩНОТО ОБРАЗОВАНИЕ ТЕСТ ПО ИТАЛИАНСКИ ЕЗИК ЗА VII КЛАС I. PROVA DI COMPRENSIONE DI TESTI ORALI Testo 1

Dettagli

Era come un periodo di prova per vedere se erano abbastanza bravi per fare i viaggiatori e siccome Yoel voleva tantissimo essere un bravo viaggiatore

Era come un periodo di prova per vedere se erano abbastanza bravi per fare i viaggiatori e siccome Yoel voleva tantissimo essere un bravo viaggiatore YOEL Si chiama Yoel. Ha sei anni, ne fa sette il 24 Luglio. E un leone, e la mamma gli dice sempre che il suo segno zodiacale rispecchia la sua anima. Lui non lo sa cosa vuol dire segno zodiacale ma il

Dettagli

Giulia Loscocco. Hao Zhaou

Giulia Loscocco. Hao Zhaou Giulia Loscocco dolce e morbida è piccina piccina e ha il cappello rosso. È sempre triste e certe volte felice. è fatta per essere abitata. La cosa che mi piace di più è il materasso della mia camera.

Dettagli

UN VIAGGIO NEL PAESE DELLE EMOZIONI. adesso che abbiamo la strada ferrata in mezza giornata si viene e

UN VIAGGIO NEL PAESE DELLE EMOZIONI. adesso che abbiamo la strada ferrata in mezza giornata si viene e UN VIAGGIO NEL PAESE DELLE EMOZIONI adesso che abbiamo la strada ferrata in mezza giornata si viene e si va Il paese della RABBIA 1. Dove si sente la rabbia 2. Io mi arrabbio quando 3. Cosa mi aiuta 4.

Dettagli

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE Urlo d amore Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE racconti brevi www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maria Antonietta Bafile Tutti i diritti riservati A tutti gli innamorati... A tutti gli amori assurdi

Dettagli

Le scarpe nuove di Kathryn Jackson e Richard Scarry

Le scarpe nuove di Kathryn Jackson e Richard Scarry I NONNI Obiettivo: riconoscere il sentimento che ci lega ai nonni. Attività: ascolto e comprensione di racconti, conversazioni guidate. Le scarpe nuove di Kathryn Jackson e Richard Scarry Quando Roberto

Dettagli

COMUNITA LA CRISALIDE

COMUNITA LA CRISALIDE COMUNITA LA CRISALIDE Via Aquila 144 80143 Napoli Tel. Fax. 081 269834 cell: 335235916 e-mail: ass.margherita@fastwebnet.it sito: www.casafamiglialacrisalide.it LA FALSA DOMANDA Quante volte abbiamo detto,

Dettagli

GIOCHIAMO CON... CARTA CRESPA E ACQUA

GIOCHIAMO CON... CARTA CRESPA E ACQUA GIOCHIAMO CON... CARTA CRESPA E ACQUA GRUPPO 5ANNI SEZ.G SCUOLA DELL INFANZIA C.PERRAULT Ins.Virando Maura e Susanna SITUAZIONE:SPAZIO UTILIZZATO: ANGOLO ATTIVITA TRANQUILLE PICCOLO GRUPPO OMOGENEO: 5ANNI

Dettagli

I.C. BALANGERO. scuola casa. e... Vivere in sicurezza a a. pag. 1

I.C. BALANGERO. scuola casa. e... Vivere in sicurezza a a. pag. 1 I.C. BALANGERO scuola casa Vivere in sicurezza a a pag. 1 e... FILASTROCCA SICURA Ecco arriva la bidella che ci suona la campanella, se sicuro vuoi entrare certo non devi accelerare. Ecco posa la cartella

Dettagli

LE ABILITÀ DI AIUTO DEL COUNSELLOR 1. PRESTARE ATTENZIONE FASI DELLA RELAZIONE DI AIUTO

LE ABILITÀ DI AIUTO DEL COUNSELLOR 1. PRESTARE ATTENZIONE FASI DELLA RELAZIONE DI AIUTO LE ABILITÀ DI AIUTO DEL COUNSELLOR 1. PRESTARE ATTENZIONE FASI DELLA RELAZIONE DI AIUTO ESERCIZI FASE DELL ATTENZIONE Il cliente sarà coinvolto nel processo di auto se prestiamo attenzione Es.1: prestare

Dettagli

www.scuolaitalianatehran.com

www.scuolaitalianatehran.com щ1 SCUOLA ITALIANA PIETRO DELLA VALLE TEHRAN Corso Settembre - Dicembre 2006 ESAME FINALE LIVELLO 2 щ Nome: Cognome: Numero tessera: щ1 щ2 Leggi il testo e completa il riassunto (15 punti) Italiani in

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

Come va? I N O C C H I P E L L E C O P A N C I A R P O D E N T I R E S O R E C C H I E A T E S T A N P I E D I O

Come va? I N O C C H I P E L L E C O P A N C I A R P O D E N T I R E S O R E C C H I E A T E S T A N P I E D I O Come va? 1 Trova nello schema le parti del corpo scritte di seguito e in orizzontale a cui si riferiscono le seguenti frasi. Le lettere rimaste completano l espressione indicata sotto. 1. Proteggila col

Dettagli

WWW.COPIONI.CORRIERESPETTACOLO.IT

WWW.COPIONI.CORRIERESPETTACOLO.IT Aldo, Giovanni e Giacomo Sketch del controllore (da 'Tel chi el telun) Aldo: Non c è bisogno che tira perché non è che scappo. Giovanni: Intanto ha allungato il passo. Aldo: Ho allungato il passo perché

Dettagli

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Attimi d amore Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Distesa davanti alla collina Occhi verdi come il prato distesa e non pensi a nulla. Ricordo

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE?

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE? SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 PROGETTO SCIENTIFICO di Marica Loppo Gruppo anni 5 LA MEMORIA è una GRANDE CASA in cui si depositano le informazioni recuperate con l aiuto dei sensi (LE FINESTRE)

Dettagli

Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore.

Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore. ... stanno arrivando... cosa????... le vacanze!!! Inserto N. 2 2008 Carissimi bambini, siamo ormai vicinissimi alle vacanze estive e questo numero lo vogliamo dedicare a Gesù e al suo dolcissimo Cuore.

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

Cosa non farei per te

Cosa non farei per te Cosa non farei per te Un fotoromanzo per pensare a cura delle Peerleaders Il gruppo di amici... Paolo - 17 anni Gloria - 16 anni Andrea - 18 anni Sara - 18 anni Roberta - 16 anni Elena - 18 anni Martina

Dettagli