nr119 FEBBRAIO Euro 2,00

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1 Nella tranquilla Vigevano si spara Sette storie unico finale, licenziati Cabaret con Maria Rossi all Odeon nr119 FEBBRAIO Euro 2,00 Poste Italiane SpA Spedizione Abbonamento Postale Decreto Legge D.L. 353/2003. Conv. in L. 27/2/2004 n. 46 Art.1 Comma 1 DCB Pavia - Contiene I. P.

2 ABBONAMENTO 2012 INFORMAZIONE INCHIESTE POLITICA OPINIONI SOCIETÀ CULTURA TEMPO LIBERO 11 numeri 20 euro Tesseramento 2012 decimo anno un elemento insostituibile di iniziativa ed orientamento culturale, civile e sociale al servizio della città. In un contesto partecipazione, di ascolto e di educazione alla cultura declinata nei suoi vari temi. la nostra attività con il Cineforum d autore, lirica in diretta e le tante altre occasioni di operante in Città un essenziale presidio culturale. Associandoti ci aiuterai e dare sempre contraddistinto. DIVENTA ANCHE TU PROTAGONISTA NELLA TUA CITTÀ Come abbonarsi underscore_mab Quota ordinaria 20,00 Quota studente 5,00 Quota sostenitore 30,00 info: Associazione Onlus La Barriera via Mons. Berruti, 2 - Vigevano tel Fax

3 3 Editoriale L ombra della piovra sul Vigevano Calcio? Come più volte denunciato, la criminalità organizzata, quindi mafia, ndrangheta e camorra stanno infettando gli organi sani del nostro paese. Perché dunque stupirsi se anche nel mondo del pallone questo cancro ha messo salde e proficue radici? Dove esiste una seppur minima possibilità di fare soldi ecco che, presto o tardi, ci troviamo a fare i conti con personaggi perlomeno discutibili. I retroscena ce li racconta il giornalista sportivo Daniele Poto, intervistato in questo numero, che ha redatto uno speciale dossier da dove è stato tratto un libro La mafia nel pallone. Lo sport, il calcio in particolare, è un pretesto per controllare il territorio e fare affari lucrosi. Si crede, troppo spesso, che il riciclaggio sia legato a grandi capitali, a banche con sedi all estero, a operazioni di import export. Ma, purtroppo, esistono anche forme di riciclaggio di livello inferiore economicamente. È qui che scatta la trappola. Così capita di imbattersi in soggetti che poco o nulla hanno a che fare con il mondo del calcio e lo sport in generale. Secondo l associazione Libera, presieduta e fondata da don Luigi Ciotti, si può calcolare che almeno il 10 per cento dei proventi annui delle mafie in Italia provengano dal mondo del calcio. Una cifra che può essere valutata attorno ai 15 miliardi di euro. E nei prossimi anni percentuale e valore economico sono annunciati in crescendo, come testimoniato anche da un allarmante rapporto dell Ocse. «Questo dossier dimostra che la criminalità organizzata nel calcio c'è, è sedimentata sul territorio e serve a dare prestigio ai boss e ad arruolare il loro piccolo esercito», commenta don Ciotti. E la nostra città cosa centra con tutto questo? Forse nulla, ma i segnali, forti e chiari, che arrivano sono nettamente di stampo mafioso. Auto rubate e ritrovate bruciate, bombe che scoppiano davanti alle case dei dirigenti, teste di capretto appese alle porte dello stadio comunale, non sono semplici avvertimenti di tifosi imbufaliti per come e dove è stata condotta la squadra bianco celeste. No, sono chiari indizi di una situazione che sta degenerando. Sintomi lampanti di qualcosa di poco chiaro che sta per accadere, se già non è accaduta. Che dire, infatti, della fosca situazione a livello societario, dei debiti che strozzano la società, dei giocatori che se ne vanno e non sono pagati? Cosa pensare di una dirigenza che annuncia sfracelli e poi si vede squagliare la squadra sotto le dita? In tutto questo frangente l Amministrazione che fa? Sta a guardare, e nonostante una situazione finanziaria debitoria, concede una fideiussione di circa euro per la ristrutturazione del campo Masera. Per i più distratti ricordiamo che una fideiussione è un puntuale impegno a pagare al posto di chi si è impegnato in prima persona... Ora Sala e compagni restano alla finestra. L assessore allo sport Brunella Avalle dice di non avere notizie fresche e di non sapere nulla. Attende notizie, alla stregua di un comune cittadino. Non sarebbe forse il caso di annullare quell impegno, come già hanno fatto altre Amministrazioni? E il Vigevano Calcio nel frattempo affonda. Daniele Perboni

4 4 Fotodenuncia Nevicata alternativa Nuovo fenomeno atmosferico causato dall inquinamento Si è letto di tutto sulla neve chimica. È caduta sulla Pianura Padana, ne hanno parlato giornali e telegiornali. Ormai siamo tutti esperti in merito. Anche a Vigevano non ci siamo fatti mancare la nostra dose di sospetti fiocchi bianchi. Han cominciato a cadere una mattina, stranamente asciutti, piccoli e con condizioni climatiche che non parevano idonee per una nevicata. Chi, lavorando con il computer, apriva la pagina facebook per dare una sbirciata telematica fuori dall ufficio, poteva rendersi conto della risonanza del fenomeno nel nostro territorio, le parole più ricorrenti erano: Parona, inceneritore, Sindaco. Un filmato realizzato da Anonymous Italia, che mostrava i campi nei dintorni dell inceneritore alle porte di casa nostra, coperti di una coltre bianca che progressivamente diminuiva allontanandosi dalle ciminiere (come si può notare dalle foto a fianco), spopolava sul web scatenando una ridda di ipotesi, pareri, preoccupazioni. Su tutto troneggiava il Sindaco di Parona che dichiarava: «non sono un esperto ma mi dicono che si tratta di vapore acqueo emesso dalle aziende che poi ghiaccia con il freddo». Prima di commentare la frase riteniamo necessario e doveroso riportare l autorevole parere del Dr. Vincenzo Levizzani, ricercatore del CNR di Bologna, Istituto di Scienze dell Atmosfera e del Clima. Ecco le sue dichiarazioni in merito al fenomeno che ha interessato la Pianura Padana e il nostro territorio. «Si tratta di un processo chimico-fisico abbastanza raro, in cui il pesante inquinamento presente da giorni per la permanenza dell'anticiclone, ha giocato un ruolo decisivo. Non sarebbe infatti stato originato da una massa nuvolosa, ma trae origine dagli strati più bassi dell' atmosfera, dove talvolta si forma una sorta di nebbia ghiacciata. Abitualmente questa si forma in presenza di temperature molto basse e di umidità alta, ma anche con alti livelli di inquinanti nell'aria. Si può infatti creare un legame chimico-fisico in cui i cristalli delle sostanze inquinanti innescano una nevicata, normale alla vista e al tatto, ma non vera, e che invece di sciogliersi, arriva fino al suolo. Non è per nulla una neve tradizionale. La condensazione del vapore in atmosfera non si forma mai naturalmente prosegue il ricercatore serve un substrato che permetta di nucleare i cristalli di ghiaccio e di farli precipitare. Ma per catalizzare questo fenomeno non bastano sostanze qualsiasi, ma quelle presenti nelle aree inquinate, come il solfuro di rame, l'ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati hanno quest effetto. Queste particelle prosegue hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve». Caliamo ora queste informazioni nella nostra realtà locale: numerosi insediamenti industriali fortemente inquinanti, inceneritore, incidenza di patologie tumorali da record nazionale (dati Asl Pavia), il filmato di Anonymous Italia. Non ci vuole Sherlock Holmes per capire che qualcosa di estremamente grave sta accadendo in Lomellina. L inverno ci ha sbattuto in faccia come uno schiaffo la realtà che respiriamo tutti i giorni anche se non la vediamo. Un bimbo chiede al padre: che cos è una arancia?, risposta: è arancione. Voi rispondereste così? Una arancia è prima di tutto un frutto, categoria agrumi, dolce e succoso, di colore arancione. Probabilmente è questa la risposta che darebbe un genitore che tiene ai suoi figli. Un po come dovrebbe fare un Sindaco che ha il dovere della salvaguardia della salute pubblica: non si fermerebbe mai al vapore acqueo, quando si parla di neve chimica sulle teste dei propri concittadini. Silvano Migliavacca

5 L opinione di Enea Tempo addietro, molto tempo prima che Monti diventasse Presidente del Consiglio, avevo avuto l'occasione di scrivere circa le differenze tra Pd e Idv da una parte, e Pdl e Lega dall'altra. A suo tempo dissi che mentre Pd e Pdl sono partiti naturalmente portati ad avere responsabilità di governo, Idv e Lega sono, al contrario, partiti che cavalcano la protesta soprattutto per fini elettorali. Le cose, poi, sono andate come sappiamo e oggi abbiamo una situazione che vede Pd e Pdl a sostegno del governo Monti mentre Idv e Lega chiedono la sua caduta un giorno sì e l'altro pure. In tutto questo si inserisce il sempre più difficile rapporto Lega-Pdl alleati di governo in Lombardia e altre regioni strategiche. Pur non essendo felice delle misure prese da Monti e dal suo esecutivo e pur non condividendo in toto la manovra, soprattutto per la modesta azione sulle liberalizzazioni (se nulla cambierànei prossimi gioni), riconosco che, in questo momento, molte di queste misure erano purtroppo necessarie, e credo che sia Pd che Pdl abbiano dimostrato quel senso di responsabilità di governo a cui facevo riferimento mesi or sono. Certamente era più facile scommettere sul fallimento del mandato Monti che sulla sua riuscita: ed è quello che Lega e Idv hanno fatto, sicuri di trarre indubbi vantaggi elettorali da un fallimento del governo tecnico. Il punto è proprio qui: per quanto legittima come linea politica, proprio non ci piace la posizione di chi spera nel peggio per il paese per poter trarre un vantaggio elettorale, alla faccia del fatto che chi siede in parlamento dovrebbe fare esclusivamente gli interessi del proprio paese. E mi piace ancora meno il fatto che, quando qualcosa sembrerebbe cominciare a funzionare, ecco che la Lega comincia con le vessazioni al Pdl (vedasi minaccia di rottura in Lombardia) affinché questo abbandoni l'attuale governo. Ma come? I sacrifici chiesti agli italiani cominciano a dare quache segnale di efficacia e la Lega lancia segnali di impazienza al Pdl, forse perchè intuisce che alla fine il suo atteggiamento potrebbe rivelarsi un boomerang elettorale? Ma quali proposte ha fatto Bossi in questi mesi? Solo proclami. Quali linee per uscire dalla crisi europea ha delineato la Lega? Solo facili slogan che colpiscono l'immaginifico dell'elettorato più arrabbiato ma che poi, 5 Scatole cinesi Scassato il centrodestra nella realtà, non producono alcun beneficio. In un sistema Europa sempre più delicato, credo che il mito della Padania indipendente sia coltivato solo dai più irriducibili leghisti o da quelli più ingenui. Francamente mi sembra che Bossi sia ormai anacronistico, come pure trovo anacronistico il suo incontro con Berlusconi a Villa Rovani in un amarcord del loro rapporto personale che nel 2001 aveva un senso ma oggi appare sinceramente sbiadito. In questo panorama piuttosto kafkiano, si inserisce la spaccatura, neppure tanto velata, interna alla Lega che da una parte vede Bossi in una posizione sempre più difficile e poco sostenibile anche per alcune infelici scelte (vedasi la candidatura del figlio alle regionali, mai accettata da buona parte della base), dall'altra Maroni che ormai è arrivato ad offuscare l'anima fondatrice della Lega. A differenza del Pdl dove Alfano, di fatto, è stato legittimato da Berlusconi, la forza di Maroni arriva direttamente dalla base e questo rappresenta un autentico punto di svolta all interno del partito, dando a Maroni, soprattutto nel medio-lungo periodo, la quasi certezza di poter avere la meglio. Un lungo periodo politico è terminato: se chi è stato il simbolo di questo periodo avrà saggezza e senso di appartenenza, tali da lasciare spazio al rinnovamento, Pdl e Lega potranno sopravvivere ai loro fondatori e realizzare proposte credibili e modelli di governo appetibili per il proprio elettorato. Diversamente, penso che assisteremo ad una disgregazione progressiva di questi partiti che procurerà, temporaneamente ma non per un tempo breve, un profondo vuoto politico nel centro-destra e un deciso allontamento di un elettorato sempre più disorientato. La stanza dei bottoni Bonus elettrico e gas, come ottenerlo... Ne hanno diritto tutti i cittadini intestatari di una fornitura elettrica nell abitazione di residenza con una potenza fino a 3 kw, che abbiano un Isee inferiore o uguale a 7.500,00 euro; tutti i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico con Isee non superiore a ,00 euro; le famiglie con un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali, indipendentemente dal valore Isee del nucleo famigliare. Per ottenere il bonus ci si può recare presso il Servizio Sociale, piazza Calzolaio d Italia,1. Il lunedì 10/13.00 e 15/17.30; il venerdì 10/ Oppure presso gli Sportelli al cittadino, via Battisti, 6. Lunedì 8.30/19 (orario continuato); dal martedì al giovedì 8.30/13.30 e 15/18; venerdì 8.30/13.30 Abbassiamo il livello di inquinamento Dato il continuo inquinamento dell aria il Sindaco ha ordinato la riduzione del valore massimo delle temperature nelle case di due gradi (pari a 18 C + 2 di tolleranza), fatta eccezione per i seguenti immobili: edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura, quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani disabili nonché le strutture protette per l assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e altri soggetti affidati a servizi sociali; edifici adibiti ad attività scolastiche, compresi gli asili nido. Inoltre ha ordinato il divieto di uso di dispositivi che, al fine di favorire l'ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali interni (in pratica i soffioni di aria calda). Infine l Amministrazione ricorda che sono previsti i seguenti interventi alle caldaie domestiche: Bollino Blu Entro il 31 luglio 2014, ogni caldaia dovrà essere dotata di un Bollino Blu, una sorta di targa con un codice che identifica l'impianto. Il Bollino blu è applicato dai tecnici specialisti che eseguono i controlli periodici. Termoregolazione - Dal 1 agosto 2012 scatta l'obbligo della termoregolazione e contabilizzazione autonoma del calore nei condomini per gli impianti superiori a 350 Kw (quelli che hanno più di 20 appartamenti), installati prima del Dal 2013 toccherà agli impianti con potenza superiore a 116,4 kw (i condomini fino a 20 unità) e installati prima del 1998; infine, dal 1/8/2014 per le singole unità abitative e piccoli condomini. Certificazione Energetica degli edifici È stato introdotto l'obbligo di esporre sugli annunci commerciali la classe energetica dell'appartamento messo in vendita o in affitto, garantendo a chi acquista di conoscere il livello di risparmio energetico dell'immobile. Mercatino dei sapori Dieci appuntamenti con il gusto da non perdere nei sabati e nelle domeniche nei pressi della piazza. Le date: 4-5 febbraio, marzo, aprile, 5-6 maggio, 9-10 giugno, 8-9 settembre, 6-7 ottobre, novembre, 8-9 dicembre. Mercato di campagna amica Ogni domenica la Coldiretti presenta il meglio della produzione locale. Prodotti genuini a chilometro zero in piazza Martiri della Liberazione.

6 6 Scatole cinesi Colpiti dalla sindrome del Gatto Silvestro Filo del rasoio Chi avremmo dovuto essere? Da dove potremmo essere venuti? Dove saremmo potuti andare? Queste le domande che si poneva vent anni fa un celebre personaggio di Altan. Oggi a Vigevano all ultima domanda si potrebbe rispondere che, scavalcando cacche di cani (di civilissimi proprietari) e schivando il vomito, in crescita esponenziale, della movida vigevanese (il triangolo via Cairolivia Rocca Vecchia-piazza S. Ambrogio ne è pieno), stiamo andando ad uno dei tanti tavoli rassicuran-preoccupati che animano la società locale e che ci vengono mostrati dalla stampa. Non so se avete notato ma, sia sullo storico bisettimanale che sulle pagine del quotidiano provinciale, appaiono sempre più spesso foto di signore e signori (si direbbero forse esperti, tecnici e politici ma non ne siamo sicuri ) con aria professionale, impegnata, seria-al-puntogiusto (il più delle volte con disarmanti sorrisini del tipo «che ce sto a fa?») che hanno disquisito dei massimi sistemi economico-sociali regional-locali o nazional-galattici sostenendo che «ci vuole un maggior impegno bla bla bla...», che «occorrono più forti sinergie bla bla bla...», che «la fase è critica ma bla bla bla...». Su tutti spesso si distinguono le comparsate dei nostri solerti amministratori, sempre sorridenti (ma che ci avranno mai da ride?), fieri e baldanzosi che pontificano, rimbrottano (per i petardi, ah ah ah!), promettono e rassicurano. Vorremmo tanto che pestassero una cacca (meglio di no perché dicono che porti fortuna) o che comunque li rintronasse un mortaretto, così almeno tornano fra noi, nel mondo dei vivi, della dura realtà quotidiana, di una città avvilita e stremata su tutto. Ormai non ne azzeccano una: portano un Mercatino natalizio e fanno incazzare l ASCOM; vogliono chiudere via Dante e si sollevano gli esercenti interessati; promettono più sicurezza e la città si trasforma nell O.K. Corral di Tombstone; fanno appello al senso civico ed alla collaborazione e la gente si prende a cazzotti per strada, firmano ordinanze contro i rumori molesti e il popolo lancia razzi e bombe carta Tra un po gli verrà la sindrome del Gatto Silvestro (l Ispettore Clouseau non c è più ma ha lasciato ottimi brigadieri in Comune...). Se ne stanno lì fermi sul ponte di comando come tanti Capitani della Costa Concordia... speriamo non brilli. Quasi quasi organizzo un tavolo pubblico di solidarietà per la Giunta! Ferruccio Quaroni Buchi neri e ritorno da mammà Come dice scusi? Che finalmente sono uscito dal mio bugicattolo? Accidenti a lei. È la seconda volta che ci incontriamo e per la seconda volta vuole mettermi in difficoltà! Come dice? Che non era sua intenzione? E allora perché invece di salutare come tutti i cristiani mi si rivolge con questa affermazione che proprio non capisco. Come dice scusi? È convinto di avermi salutato correttamente? Sarà, ma a me proprio non pare. Dal bugigattolo ci sarà uscito lei. Io, per mio conto, credo di abitare in un bell appartamentino vicino al centro mentre lei... la in fondo dove appena piove siete con i piedi a mollo e condomini come alveari. Bella roba! Come dice? Che sto di casa in un posto mica tanto felice? Perché scusi? Ah, perché ci abitano un sacco di forestieri, arabi soprattutto? E allora? Il suo papà non era forse emigrato in Belgio anche lui? Come dice? In Germania, nella Ruhrgebiet tedesca? L è li stess. Sempre all estero se ne era andato. Mi ricordo che la mia mamma raccontava che quando tornava per le ferie, il suo papà, mica il mio. Al me vec l ha sempar fai l ombrelaio-mulitta. Pochi soldi. Sempre in giro a prendere freddo, caldo e acqua, di sotto e di sopra, ma almeno tutte le sere slungava le gambe sotto al tavolo. No, l iva no ciuch accidenti. Ma perché cerca di farmi dire quello che non voglio? Si sedeva in cucina, avevamo solo due stanze, una per mangiare e l altra per dormire. E i bisogni sul ballatoio, in comune con altri poveri cristi come noi. Sapesse la puzza certe volte. Ma lasuma sta va, che è meglio. Il suo papà, diceva la mia mamma, portava a casa anche la polvere di carbone e viveva nelle baracche di legno. In Germania. Quindi è meglio che stia zitto. Quegli arabi, come li chiama lei, non vengono dall Arabia. Come dice scusi? Che le sembrano tutti uguali? Ma anche noi, sa, siamo tutti uguali per loro. Stesse facce smorte. Comunque lasciamo perdere queste imbecillaggini e prendiamoci un camparino per scaldarci. Non sente che gelo la fuori? Come dice? Che anche il nostro sindaco avrà un gran freddo? E perché mai dovrebbe averne? Lì in comune, nel suo bell ufficio non manca certo il riscaldamento. Come dice? Che non intendeva questo? E allora si spieghi meglio accidenti a lei che parla sempre per ingarbugliarmi la crapa. Non è mica grossa come la sua sa? Che somiglia a un vecchio telefunken. Come dice? Piano con le parole? Ma beva quel che è rimasto nel bicchiere che è meglio. Insomma, vuol dirmi cosa alludeva con quel freddo del sindaco? Come dice? Che la moglie lo ha già sloggiato? Come sloggiato? Dice cacciato di casa? Perbacco, una carriera breve la sua. Ma cosa ha capito vecchio rincoglionito. Carriera coniugale intendevo. E perché mai lo avrebbe sfrattato? Non lo sa? Ma non faccia il pintula. Avrà pur orecchiato qualcosa. Come dice? Che in comune non si parla d altro? Ma dai che quelli lì non sanno far altro. Tutte donne. Mettine insieme un po ed ecco che il pulè è servito. Come dice? Che lo ha anche menato perché lo ha beccato mentre cantava la ninna nanna a una bella signorina? Se è vero è proprio un ciula, farsi pescare con le mani nel buco nero... Ma daaai. Non ci credo! Come dice scusi? Che se tutti ne parlano qualcosa di vero ci sarà. Può anche darsi, ma mi sembra un signore così distinto. Ha ragione anche lei però: più sono tranquilli e più ravanano sotto. Però il bell Andrea, chi lo avrebbe mai detto! Come dice scusi? Ora è ritornato mogio mogio dalla mamma? E chi sarebbe la fortunata? Non si può dire? Come dice? Lei è un signore e non fa nomi? Ma la smetta va là. Lo sanno tutti che se ne va sempre in giro a cercare pettegolezzi. Ho finito il camparino, la saluto. As vegum. Giuseppe Pin Brambattoli Sanguis al salame

7 7 Scatole cinesi Sette storie un finale unico: licenziati! Lotta di classe Lo Staino del mese Per gentile concessione de l Unità e di Staino «Ci spiace doverle comunicare che a far data da oggi il rapporto di lavoro con Lei in essere da oltre 9 anni si interrompe e che quindi Lei è licenziata. Le cause di questa nostra scelta sono dovute al perdurare e all'aggravarsi della crisi di mercato che da più di cinque anni colpisce il nostro settore e che ha generato una perdita di fatturato ed ordini». Questa è la lettera che ha ricevuto Sabina, madre monoreddito di una bambina, al rientro al lavoro dopo un periodo di assenza per maternità. Era impiegata in una azienda turistica. Mustapha è un giovane egiziano sposato con figli a carico di quattro e cinque anni, ha comprato la sua casa contraendo un mutuo con la banca. Lavora in una azienda metalmeccanica dal Qualche mese fa riceve questa comunicazione in un gelido linguaggio burocratico: «Formiamo la presente per comunicare che a seguito della costante e continua diminuzione di lavoro registratasi nell'ultimo biennio siamo costretti a licenziarla». È così che Mustapha ha perso il lavoro e subito dopo anche la casa, non essendo più in condizione di pagare il mutuo. Anche Concetta ha perso il lavoro di dipendente di un importante catena di punti vendita di biancheria intima. «Con la presente si comunica che la società sarà costretta a privarsi della sua prestazione lavorativa. I motivi del licenziamento sono da ricercare nella sfavorevole congiuntura economica che ha colpito il settore». Concetta lavorava in quella ditta da oltre cinque anni, era la più anziana. Ora nel punto vendita restano solo dipendenti a tempo determinato. Simone era un dipendente di una importante officina automobilistica. Anche Simone vive in una famiglia della quale è l'unico sostentamento ed è padre di un bambino di due anni. Fa il meccanico e l'elettrauto. «Siamo costretti a formare la presente per comunicarle la nostra intenzione di procedere al suo licenziamento per giustificato motivo oggettivo (riduzione di personale). La nostra azienda infatti si trova in una situazione di difficoltà». Nella fabbrica di Mohamed, invece, sembrerebbe non mancare il lavoro. Gli scrivono: «È prevista la soppressione della posizione lavorativa da Lei rivestita a seguito esternalizzazione dei relativi servizi, con la presente le comunichiamo formale licenziamento con effetto immediato». Così Mohamed, che ha cinquantacinque anni e lavorava in quella azienda da ben quindici anni, resta disoccupato. Cesare riceve questa comunicazione di licenziamento: «giustificato motivo oggettivo (riduzione di personale)». La sua situzione è in tutto analoga a quelle descritte sopra: operaio di grossa azienda metalmeccanica, separato con obbligo di provvedere al proprio figlio, è tuttora senza lavoro. Infine Federico nella cui lettera di licenziamento non c'è neppure il tentativo di un minimo di spegazione: «Siamo spiacenti di doverle comunicare la risoluzione del rapporto di lavoro con lei intercorrente per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'art.3 della legge 604 del 1966». La ditta di apparecchiature elettriche ha più di quindici dipendenti e Federico vi lavora da ben diciasette anni. Si tratta di sette storie, sette drammi umani e familiari accaduti a Vigevano solo negli ultimi mesi. Un piccolo campione di una realtà assai più vasta e diffusa. Eppure, se si accende la televisione, pubblica o privata che sia, se si sfogliano i giornali è consueto ascoltare o leggere opinioni che sostengono la necessità di liberare il mercato del lavoro dagli ostacoli che lo ingessano. Si dice: i datori di lavoro, in Italia, non possono licenziare nessuno, sono vincolati da leggi che lo impediscono come l'art.18 dello Statuto dei lavoratori. Bisogna abolire questo benedetto articolo 18, lasciare libertà più ampia di licenziamento. Solo così si potrà ottenere un rilancio della attività produttiva ed anche più occupazione. Al contrario, come si è visto dai piccoli nostri racconti, i licenziamenti in Italia non solo sono possibili, ma abbondantemente frequentati. Se l'azienda afferma di soffrire di crisi, difficoltà finanziarie ecc. sistematicamente opera licenziamenti individuali di lavoratori. Questo si chiama giustificato motivo oggettivo. Il famigerato art.18, sempre evocato, semplicemente dice che se manca il giustificato motivo oggettivo (crisi azendale, produttiva, ristrutturazione, ecc.) il licenziamento naturalmente non può essere valido e, se l'azienda occupa più di quindici dipendenti, il lavoratore deve essere reintegrato nel suo posto di lavoro. Se l'azienda, invece, ha meno di quindici dipendenti e manca il motivo giustificativo il lavoratore licenziato sarà risarcito (legge 604 del 1966!). Tutto qui. Allora, se licenziare si può benissimo, cosa vogliono tutti questi sapientoni, esperti a vanvera di diritto del lavoro? Perché ci raccontano tutte queste balle? Vogliono che i padroni siano liberi di licenziare chiunque anche senza un giusto motivo oggettivo, anche quando il motivo giustificativo non esiste. Quindi: liberi di ricattare e sfruttare e, se reagisci o fai valere i tuoi diritti: a casa come un pacco postale! Senza possibilità di rimedio. Qui invece parliamo di esseri umani, non di pacchi postali: gente normale che lavora per campare. «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana», art. 41 primo comma della Costituzione della Repubblica italiana. Ma anche la Costituzione è fastidiosa e si dice di voler modificare proprio questo articolo. Ecco cosa vogliono i padroni ed i loro economisti. Ecco perché l'art.18 va difeso: perché esso è un punto di civiltà giuridica e civile. Ecco perché va difesa la nostra Costituzione. Carlo Santagostino

8 8 Inchiesta Infiltrazioni criminali Intervista a Daniele Poto, giornalista, che ha compilato Dagli illeciti sportivi al riciclaggio, dalle partite truccate ai presidenti prestanome, dal mondo delle scommesse al doping. È tale il giro di soldi e il prestigio legato al mondo del calcio che le cosche non sono disposte a farselo scappare. «Si garantiscono visibilità e presidio nel territorio e opportunità di riciclare denaro e arruolare nuove leve», ha ricordato Luigi Ciotti, in occasione della presentazione del Dossier dell associazione Libera Le mafie nel pallone. Un dossier che successivamente è stato trasformato in un libro, scritto dal giornalista sportivo Daniele Poto. In Lombardia, Campania, Basilicata e Calabria, sono più di trenta i clan direttamente coinvolti o contigui al potere della criminalità organizzata e censiti per inchieste giudiziarie per infiltrazioni malavitose. I collaboratori di giustizia, come ha sottolineato Ciotti, da anni «dichiarano che i presidenti dei club hanno offerto loro posti di lavoro, che hanno scoperto solo dopo essere manovalanza per le organizzazioni criminali». Un matrimonio d affari, quello tra mafie e pallone, che non costituisce una novità e che l associazione Libera aveva già denunciato. Per conoscere più nel dettaglio il mondo del calcio sommerso il libro è uno strumento indispensabile. Di seguito una intervista all autore di questo sconvolgente universo. Non è la prima volta che il calcio viene contaminato dalla criminalità più o meno organizzata. Negli anni Ottanta erano coinvolti personaggi della massima serie, stavolta qual è la situazione? «Il fenomeno del calcio scommesse e la collusione con la criminalità organizzata applicata al football è un fenomeno endemico-canceroso che si ripresenta ogni due-tre anni alla ribalta dell attualità, evidenziando la drammatica incapacità dell organizzazione istituzionale (Coni, Federcalcio, più in generale la giustizia sportiva) di venirne a capo. I protagonisti possono essere oscuri o famosi ma le modalità sono identiche: condizionamenti delle partite, dei campionati, addirittura assegnazione degli stessi. Come avvenne 25 anni fa quando la camorra attribuì lo scudetto al Milan perché in caso di vittoria del Napoli avrebbe sbancato, costretta a pagare ovvie poste troppo alte in caso di successo di Maradona e &». Quali sono i meccanismi che regolano la Gomorra del calcio? «La modalità è abbastanza prevedibile. Programmazione dall alto dell evento da condizionare da parte della camorra o di un organizzazione comunque criminale, contatto con i calciatori che devono favorire il risultato prestabilito (in genere l attaccante, il portiere o un difensore) programmazione della strategia da seguire in partita (a che minuto segnare o incassare un gol), incasso. Il meccanismo delle intercettazioni è al momento il più efficace per svelare le macchinazioni. E, evidentemente, la giustizia penale può arrivare dove non è consentito all Ufficio Indagini della Federcalcio». Quanto e quali sono le mafie presenti nel mondo del calcio? «Le mafie al plurale sono tutte presenti nel mondo del calcio. E dunque la camorra, la ndrangheta, cosa nostra, l ex Sacra Corona Unita. E nel calcio italiano c è anche lo zampino della mafia cinese. Per applicazione sul campo e risultati la più pericolosa al momento è risultata la camorra di ambientazione campana, ma non solo». Qualche caso limite? «La manipolazione di Juve Stabia Sorrento. Nonostante il provato investimento di euro nel match fixing dell evento, la Juve Stabia se l è cavata con una modesta penalizzazione che non ha inficiato la sua attuale partecipazione al campionato di serie B». Le serie minori sono meno controllate e quindi più a rischio? «Esattamente. Lontano dalle luci dei riflettori mediatici, protette dall omertà dei tifosi, dei dirigenti auto-referenziali e, spesso, purtroppo, della stessa stampa locale, rappresenta una grande zona a rischio in cui le mafie possono anche procedere a operazioni come il voto di scambio o l arruolamento di materia prima mafiosa, giovani in cerca di lavoro. Per non parlare della facilità del riciclaggio e dell autoriciclaggio». Le mafie si sono infiltrate anche nelle tifoserie organizzate? «Sì è in maniera massiccia. C è la presenza della ndrangheta nella curva milanista. Nello stadio di Napoli c è una lottizzazione commerciale lobbystica da parte dei clan. Un pezzo a Scampia, un pezzo a Secondigliano per una torta sempre piuttosto grossa, succulenta nella spartizione. Emblematico il tentativo di costituire una specie di cartello mafioso dei tifosi al nord unendo le squadre di Milano e la Juve, la triade di maggiore rilievo e dimensione del calcio italiano». Daniele Poto, giornalista professionista con una sensibilità particolare per lo sport, ha messo in evidenza nel suo libro, La mafia nel pallone. Daniele Poto è pratico di sport avendo passato la sua vita professionale dentro diversi quotidiani tra cui Tuttosport, Messaggero, Corriere della Sera oltre che riviste specializzate nel mondo sportivo come Atletica Leggera, Jogging ed è stato Giornalista dell Anno 1990 per la ginnastica. È autore di diversi libri, sia del settore sportivo che in genere tra cui si possono ricordare Un anima in fondo al canestro, Un delitto per male oltre al noir dal titolo Nessuna pietà per i vinti. La sua ultima fatica è il libro inchiesta Le mafie nel pallone. Storia dell'illegalità diffusa nel gioco più truccato del mondo Pagine: 244, euro 14,00 EGA Edizioni-Gruppo Abele

9 9 Inchiesta nel mondo del pallone il dossier di Libera, l associazione di don Luigi Ciotti In termini di ritorno economico quanto può far gola una squadra ai sistemi economici criminali? «Abbiamo calcolato che all interno del fatturato annuo delle mafie, stimato in 140 miliardi, un 10% appartenga nei fatti alla mafiosità calcistica. L incidenza di questo fenomeno è stata riconosciuta, dopo un iniziale perplessità, anche dal Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Oltre al valore economico una squadra di calcio assicura lobby clientelari, prestigio, controllo sul territorio. Non a caso i presidenti delle squadre di calcio sono un fertile giardinetto di voti nei cimenti elettorali». Esiste un pericolo anche per i ragazzi delle serie giovanili? «Sì. Soprattutto in Calabria e Sicilia chi non sfonda nel calcio può facilmente cedere alle lusinghe del capobastone mafioso, specie se inserito nell organigramma della squadra di calcio locale. È un fenomeno sottovalutato ma persistente. Clandestino ma incidente. Magari con il favore delle famiglie che cercano un occupazione anche precaria per la prole. Non importa se sotto il segno dell illegalità e del lavoro criminale». Come hanno reagito gli addetti ai lavori, giocatori e dirigenti, di fronte alle intimidazioni e alle infiltrazioni criminali? «Quasi sempre con omertà. I calciatori sono il ventre molle attraverso cui la criminalità si insinua. Per le proprie pericolose frequentazioni, per la scarsa attitudine morale della categoria, per un inesistente moralità. Solamente Carlo Petrini e Ferruccio Mazzola a diversi livelli hanno provato ad agire e denunciare in controtendenza rispetto a tanti colleghi». Si potrà uscire, e come, da questo calcio malato? «Occorre un lavoro alla base. Preventivo più che repressivo. Come la società italiana si trova di fronte a un impossibile richiesta di crescita, così il calcio dovrebbe scalare le marce e avvicinarsi senza paure alla decrescita: diminuzione dei costi, downshifting sui diritti televisivi, valorizzazione delle sacche di tifosi buoni, propaganda per il fair play, rivalutazioni degli impianti sportivi, fruizione delle risorse allargate agli altri sport, varo di autentiche polisportive aperte agli azionisti. Un modello che oggi è pura utopia rispetto all esistente». Daniele Perboni La simbologia dei segnali Ecco cosa significano gli avvertimenti mafiosi I simboli sono stati da sempre utilizzati dalle mafie per parlare con i diretti interessati: sono dei codici molto importanti. Sono utilizzati per i fini più nobili e sofisticati e per quelli più brutali, come nel caso delle mafie. Già nell Ottocento la mafia siciliana metteva in essere dei precisi segni, che avevano un chiaro significato verso le vittime e rappresentavano un minaccioso monito verso tutta la popolazione. Ad esempio, veniva fatto rinvenire il cadavere di un avversario della mafia o un mafioso che aveva sbagliato, con dei determinati segni esteriori, in modo che tutti sapessero il perché di quella uccisione e si guardassero dal compiere certe azioni. Mano tagliata: vuol dire che il morto aveva rubato, sapendo che non poteva rubare in quella zona o a quell individuo. Occhi cavati e chiusi in un pugno: significa che il morto aveva ucciso un uomo legato alla mafia. Pala di fico d india sul petto: vuol dire che il morto si era impossessato di denaro che non gli apparteneva. Fazzoletto o sasso in bocca: significano che quell uomo avrebbe dovuto tacere. Organi genitali intorno al collo: la vittima ha molestato donne di mafiosi. Petrolio sulla frutta o animali sgarrettati: pressanti inviti a pagare il pizzo. Testa di un animale nei pressi dell abitazione: una promessa di morte. Addobbata, incartata e finanche chiodata. Il più sconvolgente degli avvertimenti mafiosi ha come oggetto un pezzo di animale. È il più tremendo degli avvertimenti mafiosi. Quando ti viene recapitato vuol dire che sei veramente in brutte acque. L oggetto utilizzato rappresenta la vittima, ma la vittima a volte non è proprio tale. Stiamo parlando delle teste di agnello, pecora o capretto, cavallo, spedite a chi si deve intimidire o a chi (comunque da intimidire) ha commesso un torto agli amici. La devono vedere tutti, la testa. Se sanguinolenta, significa che è fresca. Chi ti vuole male ti soffia sul collo, è dietro l angolo. Ti controlla e può prenderti quando vuole. Pallottole per politici: sono le più diffuse ed usate come intimidazione riguardo provvedimenti che il politico sta assumendo o provvedimenti che non si devono assumere. Pallottole a giornalisti: anche qui si ricorre per intimidazione o avvertimento relativamente a cose che il giornalista ha scritto o ad inchieste che si stanno per pubblicare. Pallottole per imprenditori: l avviso sta a significare che il soggeto in questione si deve assicurare, in pratica pagare il pizzo ; non bisogna sconfinare dal territorio assegnato, prendere determinate commesse, si è obbligati ad assumere determinate persone o avvalersi di determinati artigiani. Pallottole per professionisti: a seconda della professione, esistono determinati avvertimenti: non occuparti di quella causa, di quel progetto, di quella contabilità, di quella pratica, ecc.ecc. Spesso chi è oggetto di questi avvertimenti non denuncia, minimizza, si dice estraneo alle minacce. Questi segnali hanno un comun denominatore unico: ci sono leggi e regole da rispettare non scritte, estranee alla democrazia, alla giustizia al bene comune. Le mafie ci sono e quando si manifestano è perchè ci sono strati di società collusi e compromessi e Vigevano non ne è immune.

10 10 Inchiesta Vigevano Calcio, una Auto bruciate, bombe, avvertimenti inquietanti, è mafia? Una testa di capretto finisce appesa all ingresso dello stadio di una cittadina di provincia. Quello che per molti è un mistero, a Vigevano può essere chiarito. È una domenica mattina di freddo pungente. Oscar Campari presidente del Coni provinciale e direttore tecnico dell Atletica Vigevano si trova con i suoi ragazzi davanti allo stadio Dante Merlo di Vigevano. I bambini non appena si avvicinano all ingresso si spaventano alla vista di quella testa mozzata, chiaro simbolo dell universo mafioso. Non è il primo che viene appeso in città su portoni o davanti a cancelli. La testa di un animale viene recapitata solitamente a chi ha fatto un torto agli amici. Negli ultimi due anni sono bruciati automobili e portoni, un imprenditore si è suicidato in seguito a un crac edilizio e un latitante per ndrangheta è stato trovato in casa di un imprenditore edile vigevanese. Ultimo episodio in ordine di tempo la macchina del segretario del Vigevano Calcio, Luigi Longobardi, è stata rubata e ritrovata carbonizzata in campagna. Questo il quadro. Facile pensare a un altro episodio di malavita organizzata o mafia. Ma nessuno ci pensa, anche se nel calcio certe amicizie pericolose sono all ordine del giorno. In modo particolare nelle serie dilettantistiche, che godono di un regime fiscale privilegiato, ideale per smaltire il nero scomodo. Il collegamento calciomafia a Vigevano non è immediato. Non per il Sindaco e i politici almeno. Nemmeno il nuovo presidente del Vigevano Calcio, Demetrio Sartiano, parla di quella minaccia né si sente toccato. Dopo venti giorni gli scoppierà una bomba davanti a casa a Santena in provincia di Torino, e sebbene l ordigno per gli investigatori era stato costruito per esplodere, lui dirà che non c entra nulla. Eppure qualche mese prima, poco dopo il suo insediamento, erano comparse sui muri dello stadio scritte inquietanti: «Tornate al vostro paese». Scritte che non potevano essere rivolte alle altre attività presenti allo stadio, dal momento che l attuale dirigenza del Vigevano Calcio è l unica a essersi insediata da poco. Per capire come si arriva a questa situazione occorre ripercorrere le stranezzedegli ultimi mesi. Anzi dell ultimo anno. Vigevano, tutto è messo in vendita Il presidente Davide Speciale da un giorno all altro decide di mettere in vendita i giocatori più forti della sua squadra. La stella Manuel Magnoni, ma anche giocatori di esperienza come Federico Cantoni e Graziano Beltrami. Una mossa a sorpresa quella del patron biancoceleste, che dopo aver speso in abbondanza sul mercato estivo a dicembre dice di non farcela più a causa di sponsor inadempienti e problemi economici. Qualche mese dopo coglie l occasione di cedere la squadra alla simbolica cifra di un euro. Naturalmente non piovono le offerte. È un periodo di crisi economica e da più parti in città si vocifera che il Vigevano sia pieno di debiti. Dopo mesi di appelli alla cittadinanza, caduti nel vuoto, a fine marzo spunta una cordata di acquirenti. Speciale in fretta e furia cede la squadra e in un improvvisata conferenza stampa in un dopo partita, in presenza del comico di Zelig Franco Neri, noto per l interpretazione del calabrese, presenta i nuovi acquirenti. Si tratta di una cordata torinese. Il nuovo presidente sarà Demetrio Sartiano, ramo edilizia, il vice presidente Gaetano Alessandria, ex carrozziere, e l amministratore Valter Boero, proprietario di una concessionaria a Collegno. Direttore generale è Massimo Abiuso, ex ufficio marketing di Juventus e Torino e direttore sportivo è Bruno Irilli, ex calciatore della Cremonese, che ha guidato l Asti alla vittoria del campionato di Eccellenza due stagioni prima. Ottime credenziali quindi, visto che Abiuso è stato alla Juve nell era Moggi ed è passato al Torino di Cimminelli. Quello che fu bloccato dalla rivolta dei tifosi quando voleva costruire delle pa-

11 triste e lenta agonia lazzine al posto del mitico stadio Filadelfia. Finì con un fallimento e l arrivo di Cairo alla guida del Torino. I primi mesi a Vigevano di questo gruppetto sono all insegna dell ambizione e delle promesse di grandi traguardi. Il registra di tutta l operazione è Roberto Sorrentino, già allenatore del Vigevano, in passato giocatore del Bologna e preparatore dei portieri della Juventus. È lui che, pur non comparendo in nessun documento ufficiale, fa gli onori di casa e parla a nome della società. Le prime mosse della nuova dirigenza partono naturalmente dal settore giovanile, quello che in altri tempi si chiamava la linfa della società. I progetti scaturiscono da un accordo con la Juventus che prevede corsi di aggiornamento per gli allenatori e gite a Torino. Si sprecano le amicizie altolocate. Compare Rampulla al Dante Merlo e bazzica da quelle parti anche l ex eroe mundial Antonio Cabrini, sul quale la società diffonde voci come futuro allenatore. Voci poi smentite dalla stessa società. Intanto il campionato di serie D si conclude con una retrocessione in Eccellenza. Siamo a inizio estate Nessun cambio di programma, ma i nuovi padroni si dicono piuttosto infastiditi dal comportamento della squadra. L obiettivo è quello di diventare professionisti in tre anni e la retrocessione in serie D è un intoppo. Ma facilmente superabile con il ripescaggio. Così, mentre il direttore sportivo Irilli allestisce ben due squadre (come spiega Sartiano, una per l Eccellenza e l altra per la serie D, entrambe naturalmente punterebbero al vertice), Abiuso tiene i contatti con la Lega Dilettanti per agevolare il ripescaggio. Tutti, a margine di ogni conferenza stampa, lasciano intendere che la serie D è sicura e che per il ripescaggio non ci saranno problemi. Infatti. Quando arrivano le griglie dei ripescaggi Vigevano e Rivoli vengono escluse. Le motivazioni stanno nella situazione debitoria della società. Il Vigevano non viene nemmeno ammesso alla serie D e non fa neppure ricorso. Si riparte dall Eccellenza. Proprio in questo momento per la prima volta però si pone l accento sulla questione dei debiti. Il Vigevano ha dei debiti e la nuova dirigenza, nonostante abbia sempre garantito la propria solidità economica, non vi fa fronte, sostenendo che competono ai loro predecessori. L allenatore in seconda della precedente stagione, Giampiero Garda, la segretaria, Federica Sisto, il preparatore dei portieri, Valter Lodola e lo stesso allenatore della prima squadra Emiliano Bigica, vengono pagati con assegni post datati, che si rivelano scoperti. Quando circolano le voci su questi bizzarri metodi di pagamento la società si giustifica appellandosi alle scorrettezze dei tecnici e del personale. «Non li abbiamo pagati chiosa il ds Bruno Irilli perché non hanno rispettato i patti. Hanno preso accordi prima della scadenza del contratto con altre società. Anzi potremmo citarli per danni, visto il modo La lunga storia del campo Masera con cui hanno operato». Nella nuova giurisprudenza dei rapporti professionali, riscritta da un insigne giurista come Irilli, il lavoro non soddisfacente si paga con un assegno cabrio. E poi perché proprio Irilli che della società è consulente parla di assegni e pagamenti? Semplice: perché in sede è rimasto solo lui. Sartiano e Alessandria sono in vacanza a Reggio Calabria e Abiuso da tempo è uccel di bosco. I primi due torneranno ad agosto 2011, mentre Abiuso preferirà non continuare. Intanto sulle pagine della stampa locale emergono i conti veri. Da Davide Speciale, Sartiano e Alessandria, o meglio Valter Boero, intestatario di tutte le quote insieme al vigevanese Giuseppe Ottone, comprano una società piena di debiti. Per la precisione oltre 200mila euro. E loro stessi non se la passano meglio. Alessandria non ha intestata alcuna attività, Sartiano è protestato e nel mese di ottobre fallirà. Quindi persone piene di debiti comprano una società piena di debiti, che gestisce un attività per definizione in perdita, come il calcio dilettantistico. Un modo di creare utili forse ci sarebbe. La costruzione di un centro sportivo su un terreno comunale. Davide Speciale ha passato ai nuovi padroni, assieme alla società, anche una convenzione che prevede che sul campo Masera venga costruito un centro sportivo con campi in sintetico, spogliatoi e bar, che servirebbero non solo al settore giovanile biancoceleste, ma in generale a chi vuole giocare a calcetto in città. L intervento sarebbe finanziato per 150mila euro dal Vigevano e per i rimanenti 250mila dal credito sportivo. Garante, attraverso una fideiussione, il comune di Vigevano. Tradotto, significa che nel caso di fallimento del Vigevano il Comune si troverà a garantire sul progetto e a pagare ovviamente. I lavori naturalmente non partono. In un primo momento perché «il Comune secondo i dirigenti sportivi non ha consegnato i necessari documenti». Poi Sartiano & C. spiegano che hanno voluto modificare il progetto, e in un secondo tempo chiari-

12 12 Inchiesta scono che ci vuole un allargamento della fideiussione. Intanto passano i mesi. La richiesta di allargamento della fideiussione viene respinta dal Comune. Ad oggi Sartiano e Alessandria ribadiscono che loro sarebbero disposti ad esporsi in prima persona, ma ormai bisogna collaborare con l amministrazione pubblica, che inspiegabilmente non concede la convenzione. Quindi il campo, che doveva essere pronto a settembre, a Natale non è ancora stato finito. Colpa del Comune, che peraltro ha fatto marcia indietro, dopo essersi accorto di aver garantito per un gruppo di persone indebitate. Al momento si ha solo la certezza di aver ceduto un bene pubblico a gente che Boero, lo smemorato di Collegno non ha un euro, che ha iniziato i lavori e non li ha nemmeno terminati. Intanto la ditta che aveva cominciato la prima tranche di lavori con Davide Speciale avanza dalla società Vigevano Calcio circa 55 mila euro. Insomma debiti dappertutto, ma anche queste scoperte non chiariscono il dubbio principale di questa storia. Quello che per intendersi non è venuto a molti tifosi e a tutti gli amministratori. Ma perché un tizio di Collegno (Boero), pieno di debiti compra una squadra di calcio a 150 chilometri da casa sua e nomina come presidente (Sartiano) e vice presidente (Alessandria) un tizio di Torino in procinto di fallire e un altro che da anni non ha alcuna attività? In tutto questo Valter Boero, pur essendo amministratore del Vigevano, non è ancora comparso se non all insediamento della nuova dirigenza. Dell uomo si sa poco, come del resto non molto si sa dei suoi compagni di avventura. Ex carabiniere, con un figlio che gioca nel Torino, proprietario di una concessionaria di auto di lusso, che fornisce calciatori e dirigenti della Juventus, Valter Boero a Vigevano ci viene poco e quando lo fa non parla molto. Un giorno però, dopo che si è scoperto che il Vigevano è pieno di debiti e Boero intestatario del 92 per cento delle quote, si mette in contatto con i giornali e racconta la sua verità. Così scrive la Provincia Pavese nel luglio 2011: «A sentire Demetrio Sartiano, Valter Boero potrebbe essere lo smemorato di Collegno. Il proprietario del 92% delle quote del Vigevano calcio è davvero di Collegno, che sia smemorato o meno lo si capirà solo dopo aver visto le carte che i due dirigenti hanno in mano. Boero sostiene di non voler cedere le proprie quote del Vigevano al presidente Demetrio Sartiano, che sarebbe stato da lui sollevato con una raccomandata un mese fa dal ruolo di presidente del Vigevano. Sartiano dice invece che «Valter Boero il 13 giugno si è dimesso e ha sottoscritto un impegno privato nel quale cedeva le proprie quote a me e al vicepresidente Gaetano Alessandria. Il passaggio formale non è stato ancora ratificato solo perché martedì scorso Boero non si è presentato all appuntamento con il notaio Ligori. Io e Alessandria stiamo mantenendo fede agli impegni presi per il potenziamento della società». Il problema è che i nuovi dirigenti hanno rilevato il club dai fratelli Speciale mesi fa, ma finora poco o nulla si è visto. Alla porta bussano i creditori, il buco in bilancio della squadra biancoceleste ammonta a oltre 200mila euro e, come se non bastasse, adesso Boero chiede aiuto agli imprenditori vigevanesi: «Non ho abbastanza soldi per affrontare da solo la nuova stagione». Sartiano però annuncia di voler presentare ugualmente la squadra e di aver già scelto l allenatore, cioè Roberto Sorrentino. In mezzo c è il ds Bruno Irilli, che entrambi i contendenti vogliono confermare ma che non ha ancora comprato un giocatore che sia uno. Siamo al 30 luglio. Il Vigevano ha già ingaggiato un allenatore, David Sassarini. Questi, però, appena scopre che la squadra non si iscriverà alla serie D emigra per altri lidi. Cioè si accasa a Venezia. Dunque il nuovo allenatore è Sorrentino, ma la società non si sa di chi sia. Boero rivendica la proprietà e promette sfracelli non appena si presenterà in città con un contabile e un avvocato. Ma quel momento non arriva. Boero, dopo due interviste ai giornali locali, sparisce rifacendosi vivo a ottobre quando firma con lo stesso suo nemico giurato Sartiano per la cessione delle quote. Intanto Sartiano è fallito con la sua azienda Edil Maride e non è ben chiaro come possa rilevare quella che comunque è una Srl. All ultima visura Sartiano è proprietario di quote, Boero è rimasto amministratore del Vigevano, e Alessandria figura solo come vice presidente. Intanto è arrivato come direttore generale Francesco Musumeci, che nel 2009 fu squalificato per tre anni per illecito sportivo quando era direttore sportivo del Derthona. Prima di arrivare alla definitiva cessione c è ancora un estate di dubbi e voci che si rincorrono. Sorrentino ricopre il ruolo che gli riesce alla perfezione: quello di salvatore della patria e diventa allenatore, sempre sorridente e cortese con tutti. Sartiano anche prima di ottobre, quando passeranno le quote, fa il presidente, Alessandria rimane di fianco al presidente e continua ad annuire sorridendo compiaciuto. Insomma: niente di strano. In fretta e furia una squadra viene allestita mentre si rincorrono voci e smentite. I giocatori della precedente stagione non

13 13 Inchiesta In alto. Da sinistra: Valter Boero (ex amministratore), Demetrio Sartiano (presidente), Gaetano Alessandria (vicepresidente), Massimo Abiuso (ex direttore generale). Sotto: Bruno Irilli (direttore sportivo), Roberto Sorrentino (regista della cordata che ha acquistato il Vigevano Calcio da Speciale), il vigevanese Giuseppe Ottone (intestatario di una parte delle quote del Vigevano Calcio). hanno percepito stipendio. Alcuni hanno firmato una liberatoria, non con Boero o Sartiano, ma con Bruno Irilli, sostenendo di avere già preso i propri compensi, ma altri no. Eppure gli stipendi non arrivano. Ramundo, centrale difensivo della scorsa stagione, fa causa al Vigevano. Intanto altri personaggi arrivano e altri se ne vanno. Come l uomo che guida i pulmini, a cui consegnano un assegno protestato di 300 euro. Ciononostante la squadra viene allestita e si parte. Non è nemmeno tanto male. Peccato per il settore giovanile, trasferitosi in blocco alla Pro Vigevano. L assenza di campi e l incertezza non ha avvicinato certo la cittadinanza allo sport. Che il calcio a Vigevano non sia mai stato lo sport principale, o almeno non lo sia da una trentina d anni, si sa. Ma la stagione 2011/2012 si apre ai minimi storici. Sugli spalti si fatica a superare le 150 presenze nei giorni di sole. Figurarsi quando fa freddo. A ogni angolo si incontra qualcuno che afferma di non essere stato pagato: la pizzeria dove ogni giorno andavano a pranzo squadra a dirigenti, il preparatore atletico, persino il cup dell ospedale, 39 euro per una visita otorino laringoiatrica. La disaffezione cittadina è al massimo. Il club dei tifosi dal suo giornalino spara bordate contro una società che ha promesso molto, ma finora si è distinta per situazione debitoria. E ora lo sport giocato Nell incertezza più totale il campionato inizia. Nelle prime giornate si vede anche un bel gioco e la squadra, pur essendo stata raffazzonata all ultimo minuto, chiude la prima parte del campionato alle soglie dei play off. Roberto Sorrentino ufficialmente abbandona dopo poche giornate per motivi famigliari, ma si mormora di uno scontro Il Comune non sa che fare L assessore: «Se non rispettano i patti cade l accordo» Fideiussore, per chi non lo sapesse, è un soggetto che ha assunto l'obbligo di pagare un debito altrui. Un dovere assunto tramite fideiussione. Questa è una garanzia nei confronti di un creditore a soddisfare l'impegno assunto da un debitore. Nella nostra città un soggetto debitore, la società sportiva Vigevano Calcio, ha ottenuto l'appoggio di una fideiussione da parte del Comune, , 00 euro, come obbligazione verso un finanziatore, il Credito Sportivo. Tutto ciò per la riqualificazione del campo di calcio Masera in via Buccella. Però la situazione appare più complicata rispetto alla suddetta spiegazione. Nel mezzo dell'accordo c'è stato un cambio di vertice nella società calcistica. Una richiesta, da parte del finanziatore, di altri ,00 euro per consentire il finanziamento alla nuova società, per imprevisti ed eventuali spese legali. Non solo, i nuovi proprietari del Vigevano Calcio avevano trovato un nuovo finanziatore, lo SPIN, che avrebbe elargito il finanziamento con la medesima fideiussione richiesta inizialmente da parte del Credito Sportivo: i ,00 euro. Nel tentativo di comprendere questo intrico, abbiamo chiesto spiegazioni all'assessore allo sport, Brunella Avalle. Assessore Avalle, ci sono novità riguardanti i lavori al campo Masera? «È giusto specificare che i lavori di riqualificazione non riguardano solo il campo da gioco, ma un'area più ampia che comprende anche il parcheggio nei pressi del semaforo di via Ugo La Malfa. I lavori al campo da gioco proseguono con i soldi della società: ,00 euro. Per il resto siamo in una situazione di stand-by, quindi fermi all'ultima mozione in Consiglio Comunale. È stata inviata una lettera alla società di calcio, con la richiesta di eventuali novità. Il 19 gennaio scorso sarebbe dovuta arrivare la risposta, che al contrario non è pervenuta. Speriamo entro la fine del mese di avere notizie in merito». L'amministrazione comunale ha deciso se aumentare o meno la fideiussione con i ,00 richiesti dal Credito Sportivo? «No, sicuramente non verrà elargita. Anzi, la società di calcio si era rivolta ad un altro creditore, lo SPIN, visto l'aumento. Successivamente però ha interrotto il rapporto con il nuovo ente creditore per ritornare al precedente, cioè il Credito Sportivo». Quali sono i rapporti tra Comune e la società del Vigevano Calcio? «Sicuramente se le premesse della convenzione stipulata non saranno rispettate cade l'accordo». (È corretto ricordare ai lettori che la società calcistica, dopo la proposta di cambio dell'ente creditore, non si è fatta più sentire. Inoltre il Comune ha saputo soltanto in via indiretta che il Vigevano Calcio stava ritornando al precedente ente creditore per il mutuo n.d.r.). Visto l'oscuro periodo che la società di calcio sta attraversando a causa dei nuovi proprietari (auto bruciata al segretario Longobardi, scritte intimidatorie sui muri dello stadio comunale, testa di capretto appesa alle porte d'ingresso dello stesso, bomba ritrovata davanti alla casa del presidente Demetrio Sartiano), l'amministrazione comunale non potrebbe prendere una posizione, anche solo a mezzo stampa? «Sono convinta che quando c'è un'indagine della polizia in corso sia corretto aspettare e non fare dichiarazioni, per ora, estemporanee». Simone Satta

14 14 Primo Piano duro con il presidente. Intanto a Natale tutti i giocatori chiedono lo svincolo e non lo ottengono facilmente. «Avevo pagato il cartellino di mio figlio racconta Livia Scarzella quando è andato via dall Accademia Inter. C era una scrittura privata con la precedente dirigenza in cui si diceva che qualora lui avesse lasciato Vigevano mi avrebbero dato il corrispettivo di 2500 euro. In realtà con questi dirigenti ho dovuto sborsarli io, perché dicevano che di quell accordo non sapevano nulla e che hanno dovuto pagare mio figlio». Situazione simile quella del difensore Sisto, che tra stipendi non percepiti e soldi per rilevare il proprio cartellino ha sborsato ottomila euro. Sartiano alcuni giocatori li ringrazia e si dichiara dispiaciuto perché hanno lasciato il Vigevano per altri lidi sfruttando un occasione di chiaro successo. Altri li bolla come indisciplinati, che non rispettavano i «valori del club». Risultato? Alla fine dell anno Vigevano non ha più una squadra, non ha più il campo Masera e il presidente si trova una bomba davanti a casa. Il campionato ricomincia, ma in una situazione simile chi può aver voglia di giocare? I risultati si vedono nella prima partita del girone di ritorno: i biancocelesti perdono contro l Inveruno 6-1 in trasferta. I sette nuovi acquisti arrivati nelle vacanze natalizie che compongono l ossatura della squadra appaiono poco integrati tra loro, fuori forma e senza particolari capacità calcistiche. I tifosi temono un girone di ritorno di sofferenze anche dal punto di vista calcistico. Andrea Ballone C era una volta Parlano i protagonisti di una stagione Ci sono città dove solo un pallone che corre attira l interesse dei passanti. In altre forse lo stadio si riempie quando ospita la finale dei Mondiali. Vigevano è una di queste. Il Dante Merlo si è riempito l'ultima volta nella stagione 2008/2009. Si contarono 1500 persone: il Vigevano stava tornando in serie D. Poi l'entusiasmo è scemato. Una promozione poco cavalcata, un'annata sbagliata, un incerto passaggio di gestione, troppe polemiche, troppi dubbi e oggi lo stadio comunale è quasi deserto. Nell'ultima gara casalinga il Vigevano ha incassato 540 euro. Tradotto in cifre si tratta di circa poco più di cinquanta paganti. Roba da scapoli e ammogliati. Il settore giovanile ha vissuto un vero e proprio esodo, complice anche l'assenza del campo sportivo Masera, i cui lavori non sono ancora finiti, e la carenza generale di strutture per allenarsi. Gli Allievi del Vigevano sono costretti ad allenarsi nel campo della casa circondariale del carcere dei Piccolini. Ma i problemi del Vigevano hanno radici ben più profonde. Quanto accaduto negli ultimi mesi è soltanto la punta di un iceberg di difficoltà che sprofonda in questioni che durano da anni. La città negli ultimi anni si è sostanzialmente disinteressata della sua squadra di calcio, complice anche una squadra di basket di successo fino a due anni fa. La scomparsa della pallacanestro non ha fatto sì però che la passione si riversasse completamente nel catino del Dante Merlo. Che di per sé è un luogo che vive ormai di profonde e contraddittorie spacca- Da sinistra: Dante Bellazzi, Mario Martinoli e Sergio Baraldo. Ecco chi ha in mano il destino del calcio vigevanese Boero, Sartiano e Alessandria sono gli uomini che hanno guidato la cordata per l acquisto del Vigevano Attraverso alcune visure camerali abbiamo ricostruito la storia imprenditoriale dei nuovi proprietari e dirigenti del Vigevano Calcio. Valter Boero, nato a Torino il 28 maggio 1967, è detentore del 91,92 per cento del capitale sociale del Vigevano (le restanti quote dell 8,08 per cento appartengono al vigevanese Giuseppe Ottone). L unica attività di Valter Boero è la B.B.Cars s.a.s con sede a Moncalieri che vanta (mille) euro di capitale sociale ed opera nel settore della compravendita di auto e moto. Alla data del 16 maggio 2011 risultava amministratore unico del Vigevano Calcio. Demetrio Sartiano, nato a Reggio Calabria il 4 giugno 1964, e trapiantato a Torino, al momento in cui scriviamo risulta essere ancora il presidente della società bianco-celeste di viale Montegrappa. La storia del presidente è piuttosto interessante. Nel 2000 chiude il ristorante Il buongustaio, a Torino, e costituisce la Edil-Ma.Ri.De. s.a.s., società edilizia non specializzata, con la bellezza di 516 euro di capitale sociale. Sartiano con questa società vanta il poco invidiabile record di dieci protesti: sette per la Edil e tre a titolo personale, per un ammontare di ,14 euro (39.494,14 a carico della Edil e per assegni scoperti emessi personalmente). A causa di tutto ciò, alla voce Edil del registro delle imprese compare: rilevanza storica dei fenomeni di insolvibilità: elevata. Da segnalare che ben 25,82 euro della Edil sono posseduti da tale Graziella Todarello Prostimo, da Francica provincia di Vibo Valentia, la quale a sua volta risulta socio unico e amministratore della Edil Val. De. Fil. srl, società edile con capitale sociale di euro. Demetrio Sartiano risultava, a sua volta, consigliere e responsabile della Edil Val. fino al 15 dicembre Gaetano Alessandria, nato a Sorianello, provincia di Vibo Valentia, il 16 ottobre 1964, residente a Santena in provincia di Torino, è vice presidente del Vigevano Calcio. Fino al 2009 era titolare della Pneumatici, ditta individuale ora chiusa, che si occupava di commercio al dettaglio di accessori auto. Non ci risultano altre sue attività imprenditoriali. Vigevano Calcio. La storica società di viale Montegrappa vanta, al 30 giugno 2010, debiti per euro, a fronte di un patrimonio netto di euro. Come è noto la società naviga in cattive acque.

15 15 Primo Piano il football sano positiva, quando tutto era più limpido ture. La maggioranza dei pochi tifosi presenti ha sempre sperato nell'arrivo di un papa nero, un imprenditore pronto a investire (buttare dice qualcuno) soldi nella squadra. L'idea di una soluzione condivisa, di un gruppo di imprenditori locali, alcuni sarebbero stati disponibili a rilevare il Vigevano dopo Speciale, non è molto popolare in città. Solo i tifosi del Vigevano Club hanno paventato finora ipotesi alternative per salvare il Vigevano e renderlo partecipato. Una di queste è l'azionariato popolare. «La nostra idea di calcio dice il presidente del Vigevano Club Dante Bellazzi comprende l'idea di partecipazione delle persone. Ci piacerebbe avere una squadra dove la gente va allo stadio per divertirsi per stare in compagnia. Ci vorrebbero dei dirigenti simpatici, che siano in contatto con la tifoseria, con la quale si scambia qualche battuta nel rispetto dei reciproci ruoli. Magari con degli incontri infrasettimanali con giocatori, tecnici e dirigenti, che a Vigevano ormai non si fanno più. Queste cose non sono mai successe a Vigevano negli ultimi anni. Qualsiasi critica mossa nelle ultime stagioni ha provocato le reazioni stizzite di presidenti e dirigenza, che si sono chiusi a riccio». Se questo dipenda soltanto dalle dirigenze è difficile da stabilire, sta di fatto che negli ultimi anni l'interesse attorno alla squadra non è scemato soltanto a livello di tifo. Solo nella scorsa estate dal settore giovanile del Vigevano se ne sono andati tre quarti dei ragazzi per approdare alla Provigevano. Chi però ha gestito la società sportiva come l'ex presidente Mario Martinoli, oggi, vicino ai bei ricordi ha anche molta amarezza. «Mi sono occupato del Vigevano per 26 anni dice e oggi non ne voglio più parlare. Qualcuno dice che bisogna fare calcio in modo diverso, forse qualcuno riuscirà a farlo. Io dico che in città non c'è seguito». Certo tentativi ne sono stati fatti tutti gli anni. Ogni estate i presidenti delle squadre di calcio vigevanesi si riuniscono per creare una sinergia e un settore giovanile unico. Ogni anno il progetto naufraga. Chi tra i marosi di queste onde si muove ormai da tempo è l'ex direttore sportivo biancoceleste Sergio Baraldo «Finora in questi anni afferma siamo stati abituati a un presidente che metteva tutti i soldi, anche a costo di svenarsi come nel caso di Bellotti. Anche Martinoli per quasi 20 anni è stato un presidente unico. Poi gli Speciale hanno creato un gruppo di imprenditori che però con il passare degli anni si è assottigliato. Oggi, vista anche la crisi economica e il momento di difficoltà, è difficile pensare a un unico presidente. È necessario che un gruppo di vigevanesi si metta in prima persona, deleghi delle persone esperte alla gestione della squadra e tiri le conclusioni a fine anno. Fondamentale in questo quadro è la cooperazione tra le varie società. Bisogna lasciare da parte tutte le acrimonie del passato e cominciare a lavorare assieme». Un progetto a lunga gittata, paventato in passato in più occasioni, che con la situazione bloccata, anche a livello strutturale, richiede molto impegno. Anche perché è notizia dell'ultim'ora il fatto che i finanziamenti per realizzare il campo Masera sono saltati, dal momento che il Comune non ha concesso l'allargamento della fideiussione. I lati oscuri dello sport più popolare Il mondo del calcio è cambiato drammaticamente negli ultimi anni. Le società hanno subito profonde trasformazioni e tutto è diventato opaco. Un tempo la dirigenza di una società era l espressione dell imprenditoria della città, adesso spesso è tutto meno chiaro e questo finisce per creare zone d ombra inquietanti. A Vigevano il calcio ha una storia importante, ma ora vive con difficoltà, sembrano non esistere certezze. La città sta vivendo un disagio che è proprio di questo sport popolare nel mondo, non solo in Italia. Mi è capitato in questi anni di discutere con i massimi dirigenti internazionali dei pericoli che lo sport sta correndo per la mancanza di trasparenza. Il calcio è stato preso d assalto dalle organizzazioni delle scommesse clandestine, che hanno allargato in poco tempo a macchia d olio la loro influenza. Quanto è emerso recentemente anche nel nostro campionato di serie A è solo uno dei tanti esempi. In estate in Finlandia sono stati arrestati nove giocatori di una squadra di seconda divisione, più il presidente del club, un operatore di Singapore, che poi gli inquirenti hanno scoperto essere al centro di un giro internazionale di scommesse clandestine. Singapore e Hong Kong sono le centrali del malaffare sportivo. Il modo in cui operano è semplice: puntano soprattutto sui campionati cosiddetti minori, che sono meno seguiti dai media e dalla televisione. Ad esempio la polizia inglese sta monitorando con molta attenzione i risultati della Seconda Divisione. La FIFA e l UEFA, le due federazioni più importanti, hanno creato degli uffici di monitoraggio di tutti i risultati e i relativi flussi delle scommesse. In certi casi hanno richiesto l intervento dell Interpol, perché le federazioni non hanno potere investigativo. Esiste anche un fenomeno molto pericoloso che riguarda il reclutamento. Agenti, persone sotto un certo senso insospettabili, si presentano alle famiglie di giocatori promettenti in vari paesi e promettono loro aiuto per fare in modo che i giovani atleti possano avere un futuro luminoso. I genitori accettano in buona fede l aiuto e qualche anno dopo i loro figli diventano delle pedine in mano alle organizzazioni delle scommesse clandestine. La situazione è davvero complessa e per questa ragione è giusto chiedere trasparenza, perché lo sport è soprattutto un fenomeno culturale ed educativo, che non deve essere inquinato. Il calcio essendo popolare è anche l attività più esposta, soprattutto da quando è subentrata una sorta di deregulation nelle proprietà dei club. Basta vedere come il campionato inglese sia ormai nella mani di uomini d affari arabi, russi, americani che non hanno nulla a che fare con la tradizione dei club che adesso dirigono. L esempio che è stato dato con questi interventi esterni ha destabilizzato tutto il mondo, diffondendo pregi e difetti, anche gravi, di questo tipo di scelte cosiddette liberiste sulle serie minori, che sono anche le più esposte al rischio. Esiste un rimedio: i Governi dei vari paesi devono trovare un accordo su una politica comune per combattere il fenomeno della corruzione nello sport, che è un vero cancro per la società, ma per ora è molto difficile armonizzare le diverse legislazioni e quindi per qualche tempo lo sport vivrà ancora in una pericolosa incertezza. Gianni Merlo

16 16 Primo Piano A Vigevano si spara Nonostante le promesse leghiste la criminalità aumenta Vigevano, in barba a quanto affermano i suoi amministratori, non è affatto una città sicura. Nelle ultime settimane, infatti, si sono verificati una serie di episodi criminosi che destano preoccupazione e dimostrano come la nostra Città, in barba a quanto affermano i suoi amministratori leghisti non è affatto più sicura. Un omicidio (il secondo in pochi mesi), un accoltellamento in un negozio del centro, un incendio doloso e, probabilmente, intimidatorio ad un esercente più tutta una serie di fatti minori ma inquietanti che disegnano i contorni di una realtà insicura ed angosciosa. Oltre lo scetticismo e la noncuranza con la quale troppi cittadini accettano questo status quo, esiste una forte preoccupazione in tutti coloro che temono un aggravarsi della situazione sociale e di quella legata a fenomeni di criminalità comune ed organizzata. La nostra Giunta ed il nostro Sindaco continuano a sognare ed illudere gli sprovveduti che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Si preoccupano e chiedono, indignati, al Comandante dei Vigili ragione dei botti di fine d anno in Centro e tacciono sugli episodi di violenza e degrado che stanno facendo di Vigevano un invivibile Bronx. Caro Sala e cari Assessori. Certo i petardi, la maleducazione e la sporcizia (ma quella c è per 365 giorni e non solo a Capodanno) sono fatti su cui intervenire, ci mancherebbe altro! Ma vi siete accorti di quello che è successo in pochi giorni e del clima di paura ed insicurezza che si va diffondendo? Vi siete riletti le belle (ed inutili e vuote) parole che avevate scritto nel vostro stesso programma elettorale? Sono ancora visibili sul sito del Sindaco: «Anche il drammatico aumento della criminalità e dei fenomeni delinquenziali è uno dei problemi che i nostri amministratori non possono esimersi dall affrontare e contrastare con ogni strumento a loro disposizione. La criminalità, di regola, si sviluppa laddove la società rimane indifferente ad essa. Occorre sottolineare che, in materia di sicurezza, immigrazione e ordine pubblico il ruolo degli amministratori locali è diventato sempre più importante e molti sindaci sono intervenuti con ordinanze o provvedimenti amministrativi per effettuare controlli sulle residenze e sulla celebrazione di matrimoni». Queste erano le premesse all ampio capitolo intitolato «Immigrazione, Sicurezza ed Ordine Pubblico», tanto per far passare nella testa dei cittadini il messaggio che sicurezza e malavita corrispondono alla presenza degli stranieri. A parte, caro Sindaco, che il ruolo degli Amministratori non può ridursi a «effettuare controlli sulle residenze e sulla celebrazione di matrimoni (!)», non vi siete accorti che a Vigevano, come nel resto di questa Provincia, da un po di anni è in atto una crescita esponenziale della presenza e delle attività della malavita organizzata a cominciare dalla ndrangheta? Ciò che è successo a Pavia con il coinvolgimento di politici ed imprenditori non vi dice proprio niente? E le inquietanti vicende del Vigevano Calcio che raccontiamo in questo numero? E il fatto che proprio nella nostra Città avvenne 40 anni fa il primo rapimento a scopo di estorsione di un imprenditore (Torielli) e che 20 anni fa, grazie al coraggio di una commerciante (Trotti), si scoprì il coperchio dell usura? Sembra proprio di no; pare che ai nostri amministratori leghisti interessi solo fare del fumo sugli extracomunitari cattivi, inscenare buffonate cancellando il numero dei residenti stranieri, colpire l associazionismo ed il volontariato che per decenni hanno costituito un baluardo di civiltà ed impegno sociale a favore di tutti. Ma nel programma leghista al punto 12 si parlava anche di «Controllo accurato di tutte le richieste di licenze commerciali, per scongiurare l impianto sul proprio territorio di attività illecite o veicoli del riciclaggio di denaro» ed al punto 15 di «Potenziamento dei sistemi elettronici di controllo ed allarme posizionati strategicamente sul territorio (ad esempio telecamere e colonnine di pronto intervento)». Al 16 di «Potenziamento dell illuminazione pubblica, in centro come in periferia ed in prossimità di fermate dei mezzi pubblici». Ed a quello 17 della «Istituzione di un Ufficio Sicurezza che raccolga denunce e segnalazioni». Infine al punto 22 si parlava della «Emissione di un bando pubblico al fine di cercare sul territorio la collaborazione della popolazione per effettuare servizi volontari di osservazione del territorio, sorveglianza e segnalazione verso quei luoghi della città oggi considerati insicuri. Le forme di attuazione rispetteranno le vigenti norme ed avverranno in piena collaborazione con gli enti istituzionali». Peccato che in nessuna parte del Programma si parli della Commissione Comunale sui fenomeni malavitosi proposta ormai da due anni da Civiltà Vigevanese (questo sì uno strumento istituzionale utile ed importante) che, evidentemente, non è all ordine del giorno, visto che siamo una Città sicura e tranquilla! Non ci sembra comunque che Vigevano sia più illuminata, che si attuino controlli sul riciclaggio, che si ricerchi la collaborazione di cittadini ed associazioni del volontariato, che la città sia monitorata. D altra parte la debacle l avete ammessa anche voi, visto che non riuscite neppure a fare applicare le vostre ordinanze ed a sorvegliare con le vostre telecamere una Città dove ormai succede di tutto. Ferruccio Quaroni

17 17 Primo Piano Dov è la trasparenza? Interrogazione di Civiltà Vigevanese sui rilevatori Qualcosa finalmente si è mosso riguardo il problema nella gestione della vicenda rilevatori. Ma andiamo con ordine. Come ricorderete il nostro mensile, lo scorso dicembre, sollevò alcuni dubbi riguardo il concorso per la scelta dei 47 rilevatori per il Censimento a Vigevano. Il gruppo Consiliare di Civiltà Vigevanese ha infatti deciso di presentare una interpellanza al Sindaco (che qui pubblichiamo) con la quale chiede chiarimenti sulle procedure adottate che appaiono, quanto meno, lacunose e confuse. Il Comune si è mosso in modo che si può definire un poco improvvisato e tale da destare preoccupazioni sulla effettiva trasparenza della getione. Non vogliamo avanzare sospetti infondati o tacciare di incompetenza politici e funzionari, ma facciamo rilevare che non tutto fila per il verso giusto. Partiamo dal fatto che nel Bando non si parla di una Commissione giudicatrice (come pensavano allora di scegliere le persone?) anche se nello stesso Bando è previsto un colloquio nel quale qualcuno aveva la possibilità di attribuire 5 punti La Commissione appare poi improvvisamente costituita con un atto del Segretario Generale in data 14 settembre 2011, lo stesso giorno in cui la Commissione si riunisce per decidere l ammissibilità delle domande e chiedere eventuali integrazioni della documentazione mancante. Supponiamo che, poiché la Commissione si è riunita alle ore 9.30, sia stata costituita all alba e le persone siano state avvisate mentre facevano colazione Nella sua prima riunione la Commissione non si accorge che una domanda è pervenuta dopo il termine fissato (il 30 agosto), ed ammette la persona che verrà in seguito prescelta anche grazie al voto assegnato nel colloquio. E qui veniamo all ultimo aspetto anomalo rispetto alle normali procedure di un Bando, visto che è stabilito che il colloquio verta sulle attitudini e gli interessi dei candidati: un criterio quanto meno lasco e discutibile che non offre le giuste garanzie per una scelta obiettiva. Sarà anche una cosa da poco : un lavoro temporaneo, non molti soldi, nessuna garanzia per il futuro dei tanti (143) studenti e disoccupati che hanno presentato la domanda, ma vorremmo che fosse fatta chiarezza per tranquillità di tutti, trasparenza amministrativa ed un criterio universale di giustizia. Questo il testo dell interpellanza Premesso che con un apposito Bando indetto con Provvedimento Dirigenziale in data 01/08/2011 vennero determinati i criteri per il reclutamento di n.47 rilevatori per il XV Censimento Generale della popolazione e degli Edifici; Visto che nell Art. 4 del Bando (Formazione della graduatoria) veniva precisato che la graduatoria sarebbe stata stilata in base ad un punteggio determinato dai titoli di studio superiore ed universitario, da eventuali precedenti incarichi per rilevazioni Istat, mentre 5 punti venivano riservati discrezionalmente per una valutazione dei candidati attraverso un colloqio individuale di accertamento in base alle attitudini e all interesse dimostrato dal candidato (si sottolinea che in nessuna parte del Bando di selezione si fa menzione di una Commissione giudicatrice); Visto inoltre che all Art. 5 (Modalità di presentazione della domanda) veniva determinato che le domande dovranno pervenire entro il 30 Agosto 2011 direttamente all Ufficio Comunale di Censimento, dietro rilascio di una ricevuta, con lettera raccomandata A/R da farsi pervenire entro le ore 12:00 della data di scadenza, facendo fede in tal caso la data di ricevimento, o via fax; Preso atto che la Commissione di valutazione delle domande pervenute è stata costituita con Provvedimento n.52/2011 del Segretario Generale nello stesso giorno, il 14/09/2011, in cui alle ore 9:30, secondo il Verbale della stessa Commissione, iniziavano i lavori di esame della documentazione pervenuta; Considerato che la medesima Commissione nel corso della prima riunione decise di ammettere una domanda che risulta ufficialmente pervenuta in data 31/08/2011, quindi oltre i termini fissati; Considerato inoltre che i colloqui svoltisi secondo i verbali in data /09/2011 sono risultati decisivi e discriminanti per la scelta dei 47 rilevatori, essendo stata determinante ai fini della stesura della graduatoria finale l attribuzione del punteggio a disposizione della Commissione giudicatrice rispetto a quello attribuito per i titoli; si interpella il Sindaco per conoscere Le motivazioni per cui non è stato previsto nel Bando la presenza di una apposita Commissione Giudicatrice e le modalità della sua, quanto meno, tardiva costituzione; Le ragioni e le motivazioni in base alle quali si è deciso di ammettere una domanda pervenuta palesemente oltre i termini perentoriamente stabiliti; Quali sono stati i criteri adottati nell attribuzione da parte della Commissione del punteggio per il colloquio, considerato che la valutazione delle attitudini e dell interesse appare come un criterio decisamente insufficiente dal punto di vista tecnico, scientifico e didattico, oltre che risultare inficiato da elementi di discrezionalità che non possono essere oggetto di un regolare Bando di selezione del personale.

18 19 Nel mese di... I nostri appuntamenti Venerdì 3 febbraio Circolo Cascame Via Matteotti, 60 Vigevano Presentazione di Libera e delle attività del presidio di Vigevano Ore Buffet della legalità con i prodotti di Libera Terra (Gradita la prenotazione. Offerta libera) Ore 21,00 Mafie senza confini noi senza paura Proiezione filmati di Libera con interventi di: Martina Galli Giorgio Tiraboschi Grazia Trotti Amalia Trifogli Patrizia Bellati Stefania Rotundo Venerdì 10 febbraio Circolo Cascame Via Matteotti, 60 Vigevano Incontro pubblico ore 21,00 Vigevano e la sua provincia. Quale futuro? Interverranno: Giulio Cavalli Consigliere regionale Sel Chiara Cremonesi Consigliere regionale Sel Franco Osculati Assessore provinciale al bilancio Provincia di Pavia Ezio Stella Consigliere provinciale Provincia di Pavia Carlo Santagostino Ex sindaco di Vigevano Coordina la serata: Salvatore Cirillo Coordinatore Sel Vigevano e Lomellina. Questo spazio è dedicato alla città: Associazioni, gruppi sportivi, compagnie teatrali... Se desiderate vedere pubblicate le vostre attività su queste pagine mandate una mail a: Appena possibile e compatibilmente con i tempi di stampa del giornale sarà nostra cura inserire i vostri appuntamenti nella data indicata e pubblicarli sul sito della nostra associazione: FEBBRAIO Chi vuole un buon erbaio semini in Febbraio Mercoledì 01S. Verdiana Giovedì 02S. Maurizio Venerdì 03S. Biagio Sabato Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Una separazione Mafie senza confini, noi senza paura Libera - presidio di Vigevano si presenta Circolo Cascame - via Matteotti, 60 - dalle 19 04S. Gilberto Domenica 05S. Agata Lunedì Settimana 6 06S. Amando Martedì 07S. Teodoro Mercoledì Film Arriety Cinema Odeon - ore 16,00 Film Piovono pietre Coop. Portalupi ore 21,00 08S. Girolamo Emiliani Giovedì 09S. Apollonia Venerdì 10S. Guglielmo Sabato Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Cirkus Columbia Circolo Cascame - via Matteotti, 60 - ore 21 Vigevano e la sua provincia. Quale Futuro? Incontro con Sel Vigevano e Lomellina 11S. Dante Domenica 12S. Alessio Lunedì Settimana 7 13S. Maura Martedì 14S. Valentino Mercoledì Film Lo schiaccianoci Cinema Odeon ore 16,00 Documentario Parole sante Coop. Portalupi ore 21,00 Opera Lirica - La Gioconda di A. Ponchielli Cinema Odeon ore 20,00 15S. Faustino Giovedì Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Miracolo a Le Havre 16S. Giuliana Venerdì Cinema Odeon - Film - ore 21,00 Le ricamatrici 17S. Marianna Sabato 18S. Claudio Domenica 19S. Mansueto Lunedì Settimana 8 20S. Silvano Martedì Cinema Odeon - Film - ore 16,00 Arthur 3 - La guerra dei due mondi 21S. Eleonora Mercoledì 22S. Margherita Giovedì 23S. Renzo Venerdì Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Melancholia 24S. Edilberto Sabato 25S. Cesario Domenica 26S. Ciro Lunedì Settimana 9 27S. Leandro 28 Martedì Romano 29S. Mercoledì Cinema Odeon - Film - ore 16,00 Il figlio di Babbo Natale Spettacolo teatrale. Ingresso gratuito Come una rana d Inverno Cinema Odeon - ore 11,00 S. Giusto MARZO Marzo ventoso, frutteto maestoso Giovedì S. Albino Venerdì. Agnese Sabato S. Cunegonda Domenica II di Quaresima Lunedì Settimana 10 S. Adriano Martedì S. Coletta Mercoledì Ss. Perpetua e Felicita Giovedì S. Giovanni di Dio Venerdì S. Francesca Romana Sabato S. Macario Domenica S. III di Quaresima Lunedì Settimana 11 S. Massimiliano Martedì S. Rodrigo Mercoledì S. Matilde Giovedì S. Luisa Venerdì S. Eriberto Sabato S. Patrizio Domenica S. IV di Quaresima Lunedì Settimana 12 S. Giuseppe Martedì S. Alessandra Mercoledì S. Serapione Giovedì S. Lea Venerdì S. Turibio Sabato S. caterina di Svezia Domenica V di Quaresima Lunedì Settimana 13 S. Emanuele 27 Martedì S. Ruperto Mercoledì Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 The Artist Hai da spegnere Cabaret con Maria Rossi Cinema Odeon ore 21,00 Cinema Odeon - Film ore 16,00 Alvin Superstar 3 Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Io sono Li Cinema Odeon - Film - ore 16,00 L incredibile storia di Winter il delfino Opera Lirica - Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini Cinema Odeon - ore 20,00 Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 Uomini senza legge Cinema Odeon - Film - ore 21,00 Mi chiamo Sam Cinema Odeon - Film ore 16,00 Milo su Marte Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 L amore che resta Cinema Odeon - Film ore 16,00 I Muppet 28S. Sisto III Papa Giovedì 29S. Secondo Venerdì 30S. Zosimo Sabato Cinema Odeon - Film ore 16,00/21,15 L albero 31S. Beniamino 29

19 20 Società Non tutto è perduto Uno spettacolo di vita vissuta Maria Rossi è un attrice e cabarettista eclettica e dirompente con all attivo diverse esperienze artistiche. Sabato 3 marzo cinema Odeon ore 21 ingresso euro 6,00 ingresso omaggio per chi sotto un abbonamento al mensile La B Scoperta da Enzo Jannacci nel 1990, subito amata dal grande pubblico grazie alle frequenti incursioni in celebri programmi televisivi quali Zelig, Maurizio Costanzo Show, la sit-com di Canale 5 Belli dentro e molti altri ancora, Maria Rossi si racconta con queste parole: «Sono Maria Rossi e, di questo, non ho mica colpa io. Sono nata e cresciuta a Poviglio, un poco ridente paesino della bassa padana». Maria Rossi è ora impegnata in un nuovo spettacolo che si intitola Hai da spegnere? con la regia di Giancarlo Bozzo, direttore artistico di Zelig Circus: non soltanto un racconto, ma una vera e propria confessione sulle tragicomiche peripezie della sua vita, dedicata come sempre al suo pubblico. Signora Rossi, con gli uomini esiste il classico «Facce ride». Con le donne, invece? «Il classico facce ride' è universale, che tu sia Mario Rossi o Maria Rossi. Oggi più che mai. Certamente, se a quel facce ride', però, ci metti anche un bel po di sostanza, il discorso cambia nettamente.» Non credo che questo sia un periodo televisivo che brilli di risate intelligenti «Un tormentone vi seppellirà. Quante battute sentiamo ogni giorno, frasi e gesti che al momento ci fanno ridere, ma che sempre di più stanno mostrando il loro più grosso limite: la mancanza d identità. Se vai in giro a chiedere chi fa ridere, le risposte più verosimili potrebbero essere: Ma mi sembra quel tipo di Colorado, o Hai presente la tipa che ha fatto. Investire sul tormentone ti fa conquistare la serata, ma ti cancella dalla memoria collettiva come persona. Quando andavo da Costanzo, io ero presentata come Maria Rossi. E lì mettevo il mio nome, la mia faccia, la mia vita.» Quali esigenze aveva lei quando ha cominciato? «Non ci crederà, ma tutto è cominciato dal canto. Dopo che alla fine dei provini la battuta era sempre Ma datti al cabaret, allora mi sono data al cabaret. Certo, dimenticare la musica che era ed è la mia passione non è stato facile, ma qualche soddisfazione me la sono levata, tipo incidere un disco o scrivere canzoni per altri. Ritornando ai miei inizi, fin da subito ho capito che non potevo che partire da me e dal mio contesto se volevo costruire un discorso credibile con il pubblico. La scommessa è stata mettere sul piatto il mio vissuto tragicomico. Sono partita descrivendo l unica cosa che conoscevo bene: la provincia con i suoi pregi e i suoi limiti. Ho scoperto che sono stata quasi un apripista.» Come l ha scoperta Costanzo? «In realtà mi ha scoperto Jannacci. Grazie a lui sono approdata per vie traverse da Costanzo. Una cosa che mi ha fatto sempre pensare è che tutti cominciano con la gavetta e poi sfondano/non sfondano. Non io. Sempre per essere la più originale, ho subito fatto il botto, per poi fare, dopo una vita molto vissuta, una continuazione di gavetta. E questo ti cambia un po la percezione delle cose. Il successo immediato è una droga potente, la gavetta invece ti dà tutto il tempo per prendere coscienza di chi sei e dove vuoi andare.» E dopo arriva Zelig «Dopo molta strada arriva Zelig. Grazie a Dio, aggiungo io. Ci sono volte che le trasmissioni inventano di sana pianta i personaggi, altre, come il mio caso, che ti aiutano a dare al personaggio la sua forma più completa. Proprio questo è successo con Zelig Circus.» Percorso necessario per approdare al suo primo spettacolo teatrale Hai da spegnere? «Di sicuro se non vivevo determinate esperienze non sarei mai riuscita a portare in scena Hai da spegnere? Questo spettacolo vive di vita vissuta, di situazioni dolorosamente comiche, di incidenti di percorso e prese di coscienza. Anche perché parlare di alcolismo e cliniche psichiatriche ha bisogno di un suo contesto preciso. E credo che il tono che abbiamo usato sia quello giusto.»

20 21 Società Che emozioni prova quando durante lo spettacolo racconta le sue esperienze più drammatiche? «Se sono riuscita a portare in scena questi testi vuol dire che l elaborazione dei miei travagli personali è a un buon punto. La condivisione che ho voluto fare è una volontà precisa di restituire al mio pubblico un oblio di molti anni, un ringraziamento per avermi aspettato e sostenuto. Le emozioni saranno tante e visibili, e spero che siano tutte tangibili. Voglio che tutti si portino a casa un pezzo di me. Spero però che mi lascino almeno le mutande.» Si ride, si piange, si pensa «E soprattutto si vive. Raccontare episodi che mi hanno cambiato radicalmente la vita vuol dire anche mettere sul tavolo le mie carte e giocarmele fino in fondo. Smontare un giocattolo davanti al pubblico non è soltanto utile per il pubblico, ma anche per me. Si notano i dettagli, i particolari, le cose minuscole che possono rivelare verità nascoste.» E poi tanta musica «Che appassionata sarei se non condissi i miei progetti con la musica! Chiaramente, anche in questo lavoro c è la musica come protagonista. E in che modo sarà una sorpresa. Vi stupirò molto. Credo di essere nata per stupire.» Che cosa fa ridere Maria Rossi? «Forse sarà banale, ma le persone che sanno rendere leggere cose pesanti mi fanno ridere tanto. Mi fa ridere Celentano: può dire le cose più surreali, ma dette come le dice lui sono tutte credibili. Le dicesse un altro gli darei un pugno sul muso. Un altro che mi piace è Benigni, ma solo quando fa il saltimbanco. La sua maschera da commedia dell arte è perfetta sul quel registro. E poi c è Maria Rossi, ma questa è,00 scrive arriera un altra storia.» Ci regalerebbe un ultima battuta? «Se il tuo psichiatra ti accompagna in una clinica e ci stai un mese: o esci pazza o sei guarita! Io credo di essere guarita Sarò pazza?» Vincenzo Sgroi Come dice Maria Rossi appena entra in scena: «Questo non è uno spettacolo, è una confessione». Maria racconta la sua esperienza più drammatica: l alcolismo e la dipendenza dagli psicofarmaci, la sua presa di coscienza e la disintossicazione. Ma l assoluta particolarità di Hai da spegnere? sta nella scelta del registro comico. La sfida è quella di raccontare un momento difficile della propria vita in uno spettacolo di puro divertimento, anche se con momenti seri e intensi. Dal ricovero in clinica ai ricordi della vita da alcolista, dai personaggi che nel centro di disintossicazione la circondano, alla nipotina che si rivela così importante nel suo percorso di ritorno alla vita. Il tutto è raccontato con leggerezza che non è superficialità. Hai da spegnere? è anche la storia di una vittoria personale e un modo per rappresentare un problema che in Italia non è tenuto nella giusta considerazione. Ma soprattutto si tratta di uno spettacolo comico, che lascia dentro gioia, risate, commozione e ammirazione per una donna che ce l ha fatta. Che poi possa essere anche un esempio per qualcuno che vive lo stesso problema ce lo auguriamo di cuore. Perché dal cuore è nato questo spettacolo.

21 22 Società Un dinastia per Bacco La storica azienda Rodolfo Vini è un istituzione in città Dal 1948 la ditta ha sede in via Valle San Martino e i suoi camion, carichi di bottiglie e fusti di birra, sono un pezzo di storia di Vigevano. All inizio fu nonno Giovanni (classe 1903) che diede il via all attività. Nato a Vigevano, si trasferì a Genova nel quartiere di Cornigliano, famoso per le acciaierie, quindi a Milano in via Ferrante Aporti, zona Stazione Centrale, e in seguito ritornò a Vigevano. È qui che iniziò l attività di imbottigliamento e vendita di vini prodotti in Oltrepò. Il lavoro di nonno Giovanni consisteva nel trattare direttamente con i proprietari dei vigneti le uve migliori il cui vino poi imbottigliava e vendeva ai circoli cooperativi come il Circolo Santa Casa o quello del Cavallino o, ancora, quello di Villa Tripoli o ai proprietari delle casotte (molto più frequentate di oggi), alle trattorie come la famosa Il Fagiano di Carlo Fré o quella del Giandél di Corso Torino. Qualche anno dopo, oltre ai vini dell Oltrepò, aggiunse quelli veneti e siciliani. Negli anni 50 e 60 il servizio che poteva fornire il signor Giovanni comprendeva addirittura la pigiatura delle uve e il conseguente imbottigliamento del prezioso prodotto. Era l epoca in cui le botti di vino dall Oltrepò arrivavano a Vigevano in treno e venivano trasportate nella ditta di via Valle San Martino con i carri trainati da cavalli. Nelle giornate invernali, quando la temperatura scendeva abbondantemente sotto lo zero, poteva capitare che per procedere al lavaggio delle bottiglie nel cortile del magazzino, nonno Giovanni e suo figlio Ernesto dovessero addirittura rompere la spessa lastra di ghiaccio che si formava sulle vasche d acqua preposte allo scopo. Finita l operazione del lavaggio delle bottiglie, svolta tassativamente a mano, si poteva procedere all imbottigliamento e poi alla consegna. Non era un lavoro da poco vista la quantità di vino che passava per le vasche della ditta Rodolfo. Nel periodo di massimo fulgore l azienda contava una trentina di vasche che contenevano da sette a centocinquanta ettolitri. Vasche che andavano ciclicamente svuotate e pulite dai residui di vino. Questa faticosa ma indispensabile operazione veniva svolta con l utilizzo del rascin, una sorta di spatola dal lungo manico che serviva a togliere le bolle di tratrato, causa primaria dell acidità del vino. In quegli anni la Rodolfo Vini forniva moltissimi circoli aziendali anche a Milano, primo tra tutti quello della ATM, azienda del trasporto pubblico del capoluogo lombardo, che è stato un cliente fino agli inizi degli anni 80. In quegli anni soltanto i circoli, conosciuti anche come lanchin, arrivavano a fare ordini fino a mille bottiglie al mese. All epoca le quantità di vino, sia fuso che imbottigliato, erano impressionanti soprattutto se si pensa che tutta la lavorazione veniva svolta manualmente o con

22 23 Società l ausilio di macchinari da imbottigliamento che fanno sorridere, se paragonati a quelli ipertecnologici in uso oggigiorno. Negli anni 60 Ernesto, il figlio di Giovanni fondatore della ditta, vista l evoluzione rapida del mercato, decide di aggiungere al vino anche la commercializzazione di vini, acque minerali, bibite e birre continuando nell impresa così come la conosciamo oggi. Negli anni 70 la famiglia Rodolfo ha deciso di aggiungere il servizio a domicilio anche ai privati, quello che oggi si definirebbe servizio door to door. Questa felice intuizione ha portato a far sì che il fatturato oggi si divida quasi a metà tra privati e grossisti. Negli anni 90 si è continuato a vendere vino sfuso fino ad arrivare al punto di avere in magazzino anche ettolitri. Tutte queste notizie e curiosità, così come alcune fotografie di questo articolo, le abbiamo avute grazie all aiuto di Giovanni Rodolfo, attuale titolare della ditta, che gestisce con il supporto della madre e di tre collaboratori. Giovanni, quarantotto anni, enologo, è subentrato al padre dal 1985 portando l impresa di famiglia ad evolversi recependo e spesso anticipando i cambiamenti di un mercato sempre più in balìa delle mode del momento e, soprattutto, della grande distribuzione. Oggi la sua impresa, oltre ad essere un istituzione a Vigevano, distribuisce vini, birre, acque minerali e bibite dalle porte di Milano sud fino a Robbio passando per quasi tutti i paesi della Lomellina. Abbiamo voluto porre una lente di ingrandimento sulla ditta Rodolfo Vini perché mai come in questo momento di crisi, con le aziende che navigano a vista in una selva di difficoltà, concorrenza che arriva da tutto il mondo e con ogni mezzo, ci sembra importante mettere in risalto il lavoro di persone che grazie alle loro intuizioni e al lavoro quotidiano, fatto di attenzione al servizio e al cliente, tengono alta la bandiera delle imprese che fanno qualità. Paolo Borea Come una rana d inverno Nel 25ennale della morte di Primo Levi, l Associazione La Barriera e l Amministrazione provinciale propongono uno spettacolo teatrale tratto dai suoi scritti. Segnato dall esperienza del lager nazista, Levi non si è sottratto ad un ruolo civile di dolente ed energica coscienza critica, raccontando nei suoi libri sofferenze, disperazioni e speranze, la sua storia, la Storia. Il titolo Come una rana d inverno è un significativo verso tratto dalla sua poesia Shemà. Tre sono i piani su cui verte lo spettacolo, che si cedono l un l altro parola. Una prima voce fuoricampo riporta i fatti storici, cenni e aneddoti della biografia di Primo Levi, dati e informazioni sulla Shoah, sullo sterminio, su luoghi e accadimenti. È una voce rigorosa, obiettiva. Un secondo lettore, con pagine tratte dai testi di Levi (irrinunciabili Se questo è un uomo e La tregua ), rievoca i fatti storici tramite l emozione della letteratura. Una terza voce attualizza il percorso compiuto: anche oggi ci sono ingiustizie, sopraffazioni, diritti calpestati, comunque cancelli che come ad Auschwitz devono essere abbattuti. Il percorso così impostato fa sì che il raccontare la storia personale di Primo Levi diventi raccontare e significare la Storia, omaggio alle vittime della tragedia condannata e insieme monito e sprone alle attuali generazioni per i tempi presenti. Sotto. Il fondatore Giovanni Rodolfo (al centro). Sopra: il nipote Giovanni, attuale titolare. A sinistra: le etichette di quando la Rodolfo Vini imbottigliava direttamente. Lo spettacolo è rivolto agli studenti di terza media e alle scuole superiori Ingresso gratuito Prenotazioni Lunedì 27 febbraio ore 11,00 Cinema Odeon via Berruti, 2 Vigevano

23 24 Società Il Mario e le sue virtù Bontà e perdono, l etica di vita che lo ha sempre guidato La mia serie A è il nuovo libro di Mario Mussini. Insegnante di educazione fisica al liceo Cairoli. In passato ha militato in ben 17 campionati nazionali di basket. Esponente nella politica locale e nel sociale come rappresentante dell Unicef, in questa sua seconda opera si racconta, tra sport e famiglia. Professor Mussini, quale è stata l ispirazione che l ha portata alla stesura del libro? «Il libro, nel quale si sviluppano due storie parallele di amore e sport, ha le sue radici in alcuni articoli che scrissi per un giornale locale, nonché dalla delusione arrecatami quando la società vigevanese di pallacanestro mi scartò, alcuni anni fa, dall organico societario. Come quando non si conclude una discussione, mi rimasero pensieri che avrei voluto esternare. In questa mia opera ho deciso di terminare il discorso. Inoltre è stata la sicurezza di mio fratello Gianni, che da esperto del settore ha scritto la prefazione e corretto le bozze, che ha rafforzato la mia decisione nel pubblicarlo». A quale delle esperienze nella pallacanestro è rimasto maggiormente legato? «Ricordo con piacere il soggiorno a Brindisi, anche se vi rimasi per una sola stagione. Oltre all esperienza sul campo, della Puglia mi ha colpito la semplicità dei cittadini. Un ambiente, quello brindisino, toccante e coinvolgente. Inoltre due anni fa, quindi a oltre trent anni dalla mia esperienza pugliese, alcuni giornalisti di Brindisi mi hanno contattato per dedicarmi un ampio spazio sui loro giornali, motivo per me di orgoglio e felicità. Un ricordo emozionante è stato, poi, il mio esordio in serie A, per un particolare sugli altri che ha riguardato il mio compagno americano, Cedric Hordges. Cedro, come lo chiamavamo, era sceso in campo quel giorno pur con un pesante lutto: la scomparsa della madre. Sopportando sicuramente un dolore molto forte, riuscì a compiere una partita comunque perfetta. Quando fu il mio turno di entrare in campo, volli andare a stringergli la mano e gli diedi anche un bacio sulla guancia. Il suo fu un esempio di professionalità e di enorme forza d animo». Sulla copertina del volume spicca sorridente sua moglie, Maria Grazia, a cui è dedicato il libro. «Oggi viviamo una crisi di valori profonda. Un pozzo infinito nel quale i giovani, ma non solo, stanno sempre più sprofondando. Io ho avuto la grande fortuna di trovare una donna stupenda, sia d aspetto che come persona, che ha voluto diventare mia moglie e trascorrere la vita insieme a me. Il libro è anche un sentito segno d affetto e di ringraziamento per lei». Anche alla famiglia sono dedicati ricordi: gli apache di via Cairoli... «Il discorso è, anche in questo esempio, legato alla crisi di valori. Risalta il contrasto con ciò che oggi, con le dovute eccezioni, accade nella quotidianità, nella politica e in altri settori della vita. Ho certo patito la mancanza di mio padre, ma ho avuto una madre forte. Una donna coraggiosa che si è fatta carico di otto figli, riuscendo a mantenerli e a far sì che tutti si laureassero». Nel libro, oltre allo sport e all amore per la moglie, si trovano anche riflessioni profonde come quella sulla bontà. «Nella mia vita ho voluto impormi due virtù in particolare: bontà e perdono. Ora, mentre riuscire a rispettare la seconda risulta, a volte, complicato perché siamo pur sempre uomini, alla seconda ho voluto fare un elogio più accurato. Vorrei che tutti possano vivere secondo bontà. Che non perdano mai di vista un tale valore che unito al perdono, al quale comunque dedico il finale del libro, permette, a mio parere, di vivere meglio». Valori sportivi che si mescolano a valori nella vita di tutti i giorni. Certo. La mia serie A è rivolto a tutti ma in particolare ai giovani. Essendo insegnante ho conosciuto migliaia di ragazzi, a loro e a tutti gli altri vorrei fosse chiara una virtù che vale sia per il mondo dello sport che in quello della quotidianità: il sano sacrificio. A insegnarmi che con i sacrifici si raggiungono i risultati è stato per primo Mario De Sisti, un icona della pallacanestro italiana. È proprio grazie a un tale valore che, pur non avendo innate qualità se non l altezza, sono riuscito a fare strada, con risultati discreti nel mondo della pallacanestro e meravigliosi nella vita. Desidero che il mio libro possa lasciare questo messaggio a chiunque deciderà di leggerlo». Simone Satta

24 25 Società Cina,ilfuturoèadesso Un viaggiatore curioso esplora il gigante post maoista È ancora possibile la diversificazizone sociale e culturale nel mondo globalizzato? Quando tutto sembra confluire inesorabilmente verso la stessa meta attraverso le stesse strade, possiamo ancora parlare di differenze tra le diverse parti del mondo? Marco Croci, nel suo libro I cinesi sono differenti uscito nel 2011 per i tipi di Francesco Brioschi, ci racconta come il gusto della scoperta nel viaggiare verso mondi altri dal nostro non si sia ancora esaurito. Il percorso tracciato da questo viaggiatore curioso ci garantisce un immersione nel mondo cinese analizzato nelle sue componenti peculiari. Partendo dalle consuetudini della vita quotidiana: la casa, il cibo, i trasporti, i rapporti interpersonali, passando poi per le gerarchie sociali, la famiglia come fondamento della società, il ruolo dell individuo nella collettività, Marco Croci descrive con chiarezza e semplicità le fondamenta di una cultura intimamente differente dalla nostra. Attraverso le proprie esperienze personali, maturate durante un soggiorno di due anni in Cina, Croci tratteggia con accuratezza non solo l essenza del Paese che l ha accolto, ma anche le difficoltà che un occidentale incontra nel rapportarsi a una cultura profonda, quasi iniziatica. L expatriate fatica ad aprire un varco nella grande muraglia che il popolo cinese mette tra sé e il resto del mondo come protezione. Un ostacolo difficile da superare, racconta lo stesso Croci; ma quando ci si riesce, con fatica, con pazienza e grazie all armonia che si scopre nelle piccole cose, si ha accesso ad un mondo straordinario. Un mondo dal quale, una volta accolti, non si è più mandati via. Un libro che è un po guida, un po diario di viaggio, ma anche romanzo d iniziazione e che finisce con il diventare un saggio socio-culturale. Elementi diversi, ma amalgamati con eleganza e leggerezza tanto da rendere questo libro un opera prima che si rivela interessante per la sua vivacità e consapevolezza. L obiettivo finale di Croci è di fornire al lettore gli strumenti per comprendere i cambiamenti che stanno Il contrasto fra la cultura della Cina classica e quella proiettata in un futuro ipertecnologico. coinvolgendo la Cina, Paese che finito il regime maoista si è visto proiettato inesorabilmente verso la modernità, l industrializzazione e il capitalismo. Marco Croci accosta il retaggio della tradizione alle aspettative future analizzandone contraddizioni e possibili esiti. Cambiamenti a lungo termine che porteranno conseguenze importanti colpendo inesorabilmente non solo la Cina, ma tutto il mondo, compreso quello occidentale. Chiara Caputo Marco Croci (1954), laureato in chimica a Pavia consegue il master in direzione aziendale presso Sda Bocconi e nel 2011 si laurea a Cambridge in inter-cultural management. Si occupa da anni di direzione aziendale e collabora con l Università degli studi di Milano come docente di Società inter-culturale. Parte per la Cina nel 2006 quando la moglie Maria Weber è chiamata a dirigere l Istituto italiano di Cultura a Pechino. Dal 2006 al 2008 Croci studia la cultura cinese e registra le esperienze vissute e le sensazioni provate. Rientrato in patria, il materiale raccolto prende corpo in un libro sui due anni trascorsi in Cina, in cui l autore analizza con occhio critico i cambiamenti che investono la società cinese post-maoista e che toccano ormai il panorama economico mondiale. È un opera scritta quasi di getto. Pubblicato nel 2011 il libro ha già portato l autore in giro per l Italia per presentazioni e conferenze, ottenendo numerosi consensi. Marco Croci, I cinesi sono differenti, Francesco Brioschi Editore, Milano Pagine 188, 15,00.

25 26 Cultura Esprimere vie di fuga Per la seconda volta il primo premio va a una detenuta Il concorso fotografico Via di fuga è diventato un evento maturo e ben organizzato, un contenitore serio e con le carte in regola per contribuire a qualificare la città dal punto di vista culturale. Indetto dall Associazione benefica Matteo Cazzani, al quale l evento è dedicato in memoria, Vie di fuga ha ormai assunto proporzioni ed eco nazionali, si può dire anche grazie al sostegno economico garantito dal Gruppo Stav e da una giuria di tutto rispetto. A margine dell evento, anche se artisticamente non certo marginale, è stata allestita la consueta antologica di Matteo Cazzani ( ), intitolata Vie di fuga Architectures, basata su foto di edifici e paesaggi urbani che sottolineano ancora una volta la visione cosmopolita del fotografo vigevanese. Per l occasione le foto di Matteo Cazzani sono state proiettate sulla superficie di un installazione composta da una struttura di metallo e legno rivestita di tela: Nel tunnel, questo il suo titolo, ha così creato un peculiare spazio architettonico di meditazione e di condivisione, un passaggio come dire obbligato per un contatto diretto e attivo con le opere proiettate sulla sua superficie. Ingente il numero delle foto pervenute al concorso (75), e molti i giovani che vi hanno partecipato. Tre le foto classificate e tre segnalate dalla giuria. Per la seconda volta nella storia di Vie di fuga, il primo premio è stato assegnato a una detenuta della Casa Circondariale di Vigevano, la tunisina Asmae Chennoufi, che ha partecipato a un laboratorio di video-fotografia promosso dalla Società San Vincenzo de Paoli e finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Questa la motivazione del premio: «Per la capacità della foto di ben interpretare il tema attraverso un immagine particolarmente dinamica. Per la capacità di cogliere l attimo: il momento in cui il corpo cambia natura. L ombra nera in fuga verso la luce in cui quasi si dissolve. Una luce gialla, di follia, livida, tagliente, che inquieta». Crazy horse questo il titolo della foto vincitrice coglie perfettamente il tema

26 27 proposto dall evento e lo traduce in un immagine frutto di una notevole perizia tecnica: vi è, in quel corpo al centro della scena, il senso della fuga e al tempo stesso della costrizione imposta dalle mura del corridoio, dalla porta chiusa alla sinistra. Il dinamismo che promana dalla figura ricorda da vicino analoghi modi di rappresentare il movimento in pittura e in scultura: si pensi al Balla di Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912) o al Boccioni di Forme uniche della continuità nello spazio (1913). La resa della falcata veloce quasi annulla la forma del corpo, ne sfuma il contorno e ne esprime al tempo stesso il desiderio di fuga. Attenta anche la resa prospettica: le diagonali convergono verso il punto di fuga sottolineato dalla profondità del corridoio e dalla ripetitività geometrica delle piastrelle disposte a linee orizzontali. Il fulcro costituito dalla figura umana è peraltro esaltato dalla nudità e dalla neutralità cromatica dello spazio circostante, chiuso e opprimente. Seconda foto classificata Nel tunnel di Laura Caserio, come recita la motivazione del premio «per la capacità di rappresentare nell apparente semplicità l opposizione tra fantasia e concretezza. La realtà conduce martellante lungo il tunnel, mentre specularmente il desiderio di evasione conduce baldanzoso dalla parte opposta». Anche qui, come in Crazy horse di Asmae Chennoufi, affiora il concetto di fuga. Vi si nota un analoga resa dei dinamismi in atto, colti dallo scatto fotografico; interessante e riuscito il gioco dei movimenti opposti, quello illustrato nel cartellone pubblicitario e quello reale dell uomo che procede verso l esterno della galleria; ugualmente riuscito lo sfiorarsi delle diagonali prospettiche e il dialogo contrastivo tra luce e ombra, che ben restituisce il senso di una tensione profonda. Terzo classificato Nicola Palermo con Autoritratto, «un immagine toccante è la motivazione della giuria capace di suscitare una sottile inquietudine attraverso pochi elementi, ma forti dal punto di vista compositivo». Il tema del contrasto luce/ombra pregnante dal punto di vista filosofico oltre che tecnico e artistico si traduce in un immagine dal forte sapore autobiografico, anche in virtù dello spazio circostante, geograficamente noto a chi sia di questa regione. Si riconoscono anche qui alcuni elementi compositivi esaminati nelle altre due foto: l attento gioco geometrico e prospettico segnalato dalla ordinata sequenza dei tronchi e delle ombre che essi proiettano al suolo; il con- Pagina accanto: Asmae Chennoufi, Crazy horse, la foto vincitrice. trasto tra luce e ombra; Dall alto: Laura Caserio, Nel tunnel, la foto seconda classificata; l essenzialità della Nicola Palermo, Autoritratto, la foto terza classificata. Sotto: un autoritratto di Matteo Cazzani proiettato su un muro scena. E pure qui la del Castello Sforzesco. figura umana anche se fatta ombra cattura lo sguardo dell osservatore. Si coglie, in questa presenza/assenza, un dialogo silenzioso con la natura nella sua fase meno appariscente, un autunno o un inverno scabri come la superficie dei pioppi, alberi tristi al pari del mito a cui sono legati. Merita una nota a parte la giuria che presiede il concorso, formata da Jean Bernard Aegerter, fotografo pubblicitario di fama internazionale; Ricardo Bello Dias, architetto e designer italo-brasiliano; Roberto Mutti, noto critico fotografico e firma del quotidiano la Repubblica (oltre che di molti periodici specialistici), docente all Accademia del Teatro alla Scala e all Istituto Italiano di Fotografia. Infine, Giovanna Fiorenza, alla quale compete la direzione artistica dell evento, video-artista, gallerista e curatrice di mostre in Italia e all estero. Marco Beretta

27 28 Cultura Cabaret Europa con le Intervista agli artisti Cinzia Bauci e Pier Gallesi Atmosfere oniriche, culture di confine, figure a cavallo tra fantasia e storia, tragedia e commedia sono gli ingredienti sapientemente mescolati che pervadono Cabaret Europa, il primo CD delle Stellerranti, ossia Cinzia Bauci e Pier Gallesi. Un ouverture da fiera delle meraviglie o da gran bazar, «Benvenuti Mesdames et Messieurs», ci accoglie e ci sospinge all interno di un vero e proprio labirinto fatto di musiche, canti, tradizioni culturali e lingue. È questo il fertile humus di Cabaret Europa, un disco dietro cui si intuisce uno sguardo aperto e al tempo stesso inquieto, errabondo per le antiche vie d Europa, tra culture che si incrociano, tra lingue e voci che si mescolano restituendoci l eco dei secoli. Cinzia Bauci e Pier Gallesi si confermano come gli inquieti cantastorie del nostro tempo e i narratori di viaggi, di memorie sfocate, di storie di confine. Perché il fascino come ci ricordano i due musicisti e artisti sta proprio in tutto ciò che è al limite e ancor più oltre il limite; è qui il senso più profondo della loro ricerca, portata avanti con passione e sorretta da una grande tensione al nuovo, in campo musicale e teatrale. Cabaret Europa ci conduce nei cabaret fumosi della Berlino d inizio Novecento, nel bel mezzo di storici salotti intellettuali o dalle parti della Grand Opera. E poi la Vienna di Freud, l antica capitale asburgica, città di confine per eccellenza. Dagli sgangherati teatrini dei ghetti orientali veniamo catapultati nelle profumate notti del sud, tra uno scandire ossessivo di esotici tamburi. Le atmosfere oniriche cedono poi il passo alla storia, quella recente e drammatica della Seconda guerra mondiale e della Shoah; «tragedia per canzoni e danze» la definiscono Cinzia e Pier, non rinunciando al tocco di spirito cantare e danzare pur nell inferno del furore concentrazionario nazista o nel fuoco che divora il ghetto di Varsavia in rivolta. Poi, tra leggerezza e impegno, echi di Brecht, Kurt Weill, Garcia Lorca, e finanche un incursione da repertorio lirico con l Habanera, la celebre aria della Carmen, la zingara dagli occhi ardenti e dalla suadente voce di mezzosoprano, archetipo della donna esotica e irriducibilmente altra. Ce n è di che scrivere e parlare per ore, ma per l occasione ci accontentiamo di qualche domanda che rivolgiamo a Cinzia e Pier. In Cabaret Europa si avverte la compresenza di molteplici tradizioni musicali e culturali. Questo ha a che fare con la peculiarità della cultura ebraica, nomade e multiforme? «Senz altro una cultura ipertrofica, contraddittoria, nomade, talvolta marginale, in continua mutazione, un crogiuolo in cui si fondono lingue, melodie, ritmi, una cultura di confine, di ponti tra Mitteleuropa e Mediterraneo, tra religioso e profano, tra colto e popolare. Una sorta di labirinto reticolare insomma. Chi si trova a percorrerlo, lo modifica e al tempo stesso lo costruisce. Il paradosso, ma neanche tanto, è che spesso questa ebraicità sfaccettata diventa il cuore di una cultura europea illuminata e cosmopolita: Marx, Freud, Proust, Anna Kuliscioff, Adriano Olivetti, Gustav Mahler, Kurt Weill, tanto per fare alcuni nomi.» Voi raccontate anche la storia di una tragedia in forma di canzoni, danze e ballate; anche questo è un dono dell ebraismo, che da secoli fa i conti con la tragicità della propria e della nostra storia. «Forse, ma pensiamo piuttosto sia qualcosa dell uomo in generale. La definizione tragedia con canzoni e danze viene da un concorso indetto nel ghetto di Vilna, in uno dei tanti teatri che aprivano ogni giorno: musica e teatro erano fra le poche attività consentite dai nazisti. Il mercato nero degli spartiti e dei copioni teatrali era tra i più fiorenti. Un altro paradosso.» Cabaret Europa come voi stessi affermate è una miscela di generi, di tradizioni musicali, di lingue e culture diverse. Come è nato questo mix e come è stato tradotto in un prodotto dalle sonorità molto moderne? «L incontro con Mauro Sabbione, di formazione classica, tastierista e arrangiatore dei Matia Bazar e dei Litfiba, risale a molti anni fa. Insieme si era portato avanti un progetto molto originale, Melodrama, sulla musica mediterranea e sul bel canto, che culminò con un lavoro sulla figura di Che Guevara visto in chiave mitica come eroe solare. Mauro naturalmente si è subito sentito in sintonia con brani così ricchi e ne ha avvertito quella modernità di cui parlavo all inizio. Noi, d altra parte, siamo un po stanchi del ghetto folklorico-rievocativo. Lo troviamo artificiale. La modernità crediamo sia un continuo fondersi e rinnovarsi.» La Storia pervade la vostra opera, in particolare quella recente e tragica dell Olocausto, come in Pesach. È un tentativo di evitare che l oblio ci travolga? «Non dimenticare e allo stesso tempo elaborare per il futuro. Niente museo, ma vita» Canti di esuli, di profughi, di resistenti, di diversi, ma anche di sogni e di utopie. Sono molte le figure alle quali le canzoni sono dedicate. Chi sono co-

28 29 Cultura Stellerranti Stellerranti Attori, cantanti e musicisti (Cinzia Bauci, contralto e attice; Pier Gallesi, piano, fisarmonica, voce) propongono una ricerca che attinge al teatro e alla musica colta, folclorica e pop. Tra i modelli il grande cabaret berlinese degli inizi del Novecento e lo spettacolo itinerante alla maniera klezmer. Hanno presentato novità assolute, tra cui l oratorio Viennese Kaddish, con testo di Michail Berman-Cikinovskij e musiche di Timur Kogan. Hanno partecipato come attori, cantanti e musicisti alle letture dantesche organizzate a Vigevano dalla dantista Bianca Garavelli. Del 2011 è il concerto Fummo schiavi in Egitto. Cantata per Pesach (con Roberta Ruth Cerruto), tenuto nella chiesa dei Santi Maurizio e Sigismondo al Monastero Maggiore di Milano. Varie le attività didattiche e di formazione, tra cui Il coro come metafora del gruppo per il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nell ottobre 2011, presso il Pac di Milano, hanno progettato e interpretato la performance La via del cuore nell ambito della mostra Sulla soglia di Silvio Wolf. Varie le iniziative per la Giornata della Memoria tra cui il recente Paradossi mediterranei, testo dello scrittore russo Michail Berman- Cikinovskij, presso il Teatro della Memoria di Milano. La copertina del cd realizzato dal duo Stellerranti, composto da Cinzia Bauci e Pier Gallesi. storo? E chi, tra costoro, vi ha toccato di più? «Sono tanti, è vero, e ciascuno di loro ci ha toccato. Tra quelli che hanno fatto parte della nostra vita il sacerdote organista don Sordo che ha iniziato Pier alla musica cogliendo nel bambino di allora, timido e stonato, una scintilla. La figura pacata di Pier Paolo Ottolenghi, compagno di Becky Behar, ultima sopravvissuta alla strage nazista di Meina, partigiano e a sua volta fortunosamente scampato ai rastrellamenti grazie all aiuto di una famiglia della provincia modenese; un uomo sempre misurato, elegante, con un forte vigore etico, tratti così tipici di una generazione che se ne sta andando. Parlando di personaggi storici, invece, l austriaca Alma Rosé, nipote del compositore Gustav Mahler, violinista e direttrice d orchestra che nel 1932 fondò un orchestra tutta femminile, Die Wiener Walzermädeln; deportata nel 1943 dai nazisti ad Auschwitz-Birkenau, dove diresse un orchestra di deportati costretti a suonare per i loro aguzzini, Alma morì nel campo di sterminio nel Appartenente a un mondo e a un epoca certamente più spensierati e spumeggianti, ricordiamo la divina e ambigua Sarah Bernhardt, un attrice creativa e una donna dalla vita e dalla carriera notevolissime. La ricordiamo anche nel brano Il salotto di Genevieve.» Immaginatevi una carta geografica dell Europa: quali tappe consigliate per un tour dedicato alla Memoria e alla cultura ebraica? «Vicino a noi senz altro la piccola Casale con la sua sinagoga; poi Vercelli, città misconosciuta e bellissima. Per una Torino ebraica, ma non ovvia, proporremmo un tour nei luoghi della Ginzburg di Lessico famigliare. E poi città da attraversare e assaporare con calma: Modena, la sinagoga museo di Soragna, Mantova, la malinconica Giudecca di Venezia. Infine, un itinerario tutto viennese, legato a tre figure che hanno segnato un epoca e anche la nostra: Arthur Schnitzler, Sigmund Shlomo Freud, Gustav Meyrink, l autore del Golem che riprende una vecchia leggenda ebraica di Praga.» Ultima domanda: qual è l Europa che voi sognate e desiderate? «Un Europa aperta, dall identità plurima, un laboratorio di saperi, di arti, di bellezza Forse solo un sogno, una follia.» Marco Beretta

29 30 Cultura Cantore di una mitica La malinconiadella storiaeil dramma delleoccasioni perse: Kostantinos Kavafis ( ) è diventato presto un classico della poesia greca del Novecento. Ne è testimonianza la recente raccolta edita nella collezione Un secolo di poesia diretta da Nicola Crocetti, in uscita con il Corriere della Sera. Crocetti, insieme a Filippo Maria Pontani e a Filippomaria Pontani (rispettivamente padre e figlio), è tra i maggiori traduttori e diffusori in Italia della poesia greca contemporanea e di Kavafis in particolare. «Versi modernissimi e vetusti» come ebbe a dire a proposito delle sue poesie Filippo Tommaso Marinetti (anche lui nato ad Alessandria d Egitto). La grandezza di Kavafis sta proprio in questa atemporalità sia dello stile, sia dei temi ben verificabile alla distanza di oltre un secolo da quando quelle poesie furono scritte. Kavafis si autodefinì un «poeta storico», anche se la storia che è effettivamente l argomento dominante delle sue poesie è filtrata in chiave del tutto personale. Egli prende spunto da figure della storia greco-romana e bizantina, o da personaggi del mito, evidenziandone con ironia e malinconia il dramma delle occasioni mancate: «Onore a quanti nella propria vita / si proposero la difesa di Termopili. / Mai allontanandosi dal dovere; / giusti e retti in tutte le azioni, / con dolore perfino e compassione; / generosi se ricchi e, se poveri, / anche nel poco generosi, / pronti all aiuto per quanto possono; / sempre con parole di verità / ma senza odio per chi mente» (Le nostre Termopili). Altro tema pervasivo delle poesie di Kavafis è quello dell amore omoerotico, e in particolare del sesso a tratti sordido, consumato clandestinamente, vissuto come una passione oscura fin dall adolescenza: «Di conservarle sforzati, poeta, / anche se poche sono che s arrestano, / le tue visioni erotiche. / Smiscelate inducile nei versi. / Di possederle sforzati, poeta, / quando dentro la tua mente si destano, / la notte, o nell avvampo del meriggio» (Quando si destano). In particolare queste poesie hanno influenzato negli anni successivi poeti come Sandro Penna, Luìs Cernuda e Jaime Gil de Biedma, tra i maggiori del Novecento. L amore per Kavafis non è solo godimento e piacere, ma spesso è una sofferenza, in particolare nell ossessione per il tempo che passa, per la vecchiaia che avanza portando via la bellezza e la giovinezza: «La beltà così fisso mirai / che la vista n è colma. / Linee del corpo. Labbra rosse. Voluttuose membra. / Capelli da un ellenico simulacro, spiccati / e tutti belli, pur sì scarmigliati, / cadono appena sulla fronte bianca. / Volti d amore, come li voleva / il mio canto incontrati nelle notti / di giovinezza, nelle mie notti, ascosamente» (Così fisso mirai). L originalità di Kavafis, oltre che nei temi, risiede nella lingua e nello stile; il poeta non utilizza il greco contemporaneo, ma il greco alessandrino, e il suo peculiare stile narrativo influenzerà tanta poesia del Novecento. La fortuna di Kavafis, postuma come spesso accade ai poeti, sta nella classicità della sua poesia che, lungi dall invecchiare, continua ad esprimere una totale vitalità e attualità. Leggere Kavafis, soprattutto oggi immersi come siamo in una fase di depressione culturale ed economica, può essere un vero toccasana per l intelletto. Luca Ariano Aspettando i barbari Che aspettiamo, raccolti nella piazza? Oggi arrivano i barbari. Perché mai tanta inerzia nel Senato? E perché i senatori siedono e non fan leggi? Oggi arrivano i barbari. Che leggi devon fare i senatori? Quando verranno le faranno i barbari. Perché l imperatore s è levato così per tempo e sta, solenne, in trono, alla porta maggiore, incoronato? Oggi arrivano i barbari L imperatore aspetta di ricevere il loro capo. E anzi ha già disposto l offerta d una pergamena. E là gli ha scritto molti titoli ed epiteti. Perché i nostri due consoli e i pretori sono usciti stamani in toga rossa? Perché i bracciali con tante ametiste, gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti? Perché brandire le preziose mazze coi bei ceselli tutti d oro e argento? Oggi arrivano i barbari, e questa roba fa impressione [ai barbari. Perché i valenti oratori non vengono a snocciolare i loro discorsi, come sempre? Oggi arrivano i barbari: sdegnano la retorica e le arringhe. Perché d un tratto questo smarrimento ansioso? (I volti come si son fatti seri) Perché rapidamente le strade e piazze si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi? S è fatta notte, e i barbari non sono più venuti. Taluni sono giunti dai confini, han detto che di barbari non ce ne sono più. E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi? Era una soluzione, quella gente. La poesia Cose nascoste di Kavafis scritta sulla parete di un edificio della città olandese di Leida. A sinistra un ritratto del poeta.

30 31 grecità le poesie di Kavafis Cultura Kostantinos Petrou Kavafis nacque ad Alessandria d Egitto nel 1863, da famiglia greca. Il padre aveva una ditta ben avviata di import-export. Dopo la morte del padre, nel 1872 Kavafis e la sua famiglia furono costretti a trasferirsi a Liverpool. Tornò ad Alessandria nel Lo scoppio delle rivolte nazionaliste nel 1885 costrinse la famiglia ad abbandonare nuovamente Alessandria alla volta di Costantinopoli, ma di lì a poco Kavafis fece ritorno ad Alessandria, dove visse per il resto della sua vita. Dalla carriera giornalistica egli passò poi al Ministero egiziano dei lavori pubblici, dove rimase per trent anni. Tra il 1891 e il 1904 pubblicò 154 poesie, che gli diedero una certa fama, ma molte rimasero inedite o allo stato di abbozzo. Le poesie più importanti furono scritte dopo il suo quarantesimo compleanno. Morì a settant anni nel Dalla sua morte, la fama di Kavafis è cresciuta e oggi è considerato uno dei più grandi poeti greci. La mente del futuro Computer, smartphone, tablet, internet. Anche se non ce ne rendiamo conto, tutto ciò modificherà il nostro modo di essere e di pensare. Scopriamo assieme come e perché... Neurobioblog Connessioni tra mente, cervello e corpo Un miliardo di euro stanziati dall Unione europea per sei progetti inerenti le tecnologie del futuro, tra cui creare un modello digitale del cervello e inventare robot da compagnia. Nel prossimo futuro il nostro rapporto con la tecnologia informatica sarà sempre più stretto. Se già ora smartphone, computer, collegamenti Internet occupano buona parte della nostra giornata, nei prossimi decenni saranno addirittura parte di noi stessi. Può sembrare fantascienza, ma sono allo studio soluzioni miniaturizzate che potranno essere introdotte o impiantate nel corpo umano, oltre che per curare (come già avviene), per accrescere le esperienze sensoriali, emotive e pure le capacità di memoria. Tecnologie talmente minuscole da essere invisibili all occhio umano e perciò definite nanotecnologie (dell ordine di milionesimi di millimetro). Il fantastico viaggio all interno del corpo umano, che ha ispirato racconti e film di fantascienza, sarà non solo possibile (già oggi lo è, grazie a capsule dotate di microtelecamere), ma sempre più perfezionato e preciso nel percorrerne e documentarne i tortuosi tragitti. L uomo ha sempre visto se stesso e la propria mente come qualcosa da perfezionare ed espandere. Questo il motivo per cui ha inventato apparecchi per vedere e sentire a distanza (radio, telefono e tv), comunicare e affacciarsi continuamente su tutto il mondo (Internet), tenersi sempre informato (media), e così via. Se pensiamo allo sviluppo della stampa, all invenzione del libro e del giornale e, infine, alle pagine web che usiamo tutti i giorni, ci rendiamo conto che sono occorse alcune centinaia di anni per passare dalla stampa a Internet, ma pochissimi anni per fare esplodere il web sui computer e oggi anche in tasca, grazie ai moderni smartphone. Nel giro di qualche decennio (intorno al 2030, prevedono gli studiosi), robot intelligenti, computer equiparabili alla mente umana e potenziamento delle nostre capacità cerebrali saranno all ordine del giorno. Ciò comporterà inevitabilmente un cambiamento nella nostra vita. Alcuni sono terrorizzati dall esistenza di macchine più veloci e intelligenti di noi; altri, assetati di progresso, ne sono entusiasti. Che cos è che ci contraddistingue in quanto esseri umani? Comunicare, comunicare e comunicare. E poi informare, essere informati e diffondere informazioni in ogni dove. Attraverso i millenni, con quelle vere e proprie macchine del tempo che sono i musei e le biblioteche. Attraverso le nuove tecnologie della comunicazione che ci permettono oggi di inviare e ricevere istantaneamente informazioni da e per ogni luogo del mondo. È talmente profondo il bisogno di comunicare, che tentiamo di farlo anche attraverso lo spazio, verso altri pianeti e galassie. Cambiare il nostro corpo, modificare e potenziare la nostra mente. Ecco altre due esigenze profonde della nostra psiche. Nei secoli lo abbiamo sempre fatto con quanto disponibile. Ieri con la cultura, l apprendimento, la memoria e attraverso processi naturali, quali l insegnamento, i libri, l esperienza diretta. Oggi sempre più anche attraverso processi artificiali o virtuali : tv, cinema, computer, Internet, videogiochi, realtà virtuale. Tanto che ci sembra normale dire di avere visitato un luogo in rete come se si trattasse di un esperienza fatta nel mondo reale. Infine, i robot sono tra noi. Se usate lavatrice, microonde, videoregistratore programmabile, robottini aspirapolvere, l auto con gli ultimissimi accessori, vi servite di robot come tanti piccoli schiavi al vostro servizio. Per non parlare dei robot chirurghi guidati a distanza, o i robot operai nell industria. Ma nel prossimo futuro i robot saranno sempre più intelligenti e, soprattutto, autoconsapevoli. Prepariamoci. Pierangelo Garzia Info sui bandi europei sulle tecnologie emergenti del futuro:

31 È tempo per un ragionamento collettivo Vigevano come il Bronx? Sembra di sì a leggere le cronache di queste settimane. Non si tratta di fare del generico allarmismo né di trasformare la legittima paura di tanti cittadini in occasione atta a scatenare crociate xenofobe. È tempo piuttosto di riflettere tutti insieme sui tanti segnali inquietanti che si manifestano in alcune zone precisamente individuabili della città, sulle presenze ricorrenti di malavita e di malaffare, sul grande business della prostituzione, che allinea su uno stesso scenario di vergogna sfruttatori, ragazze e clienti. È tempo di indagare sugli intrecci tra le faide di quartiere e la criminalità organizzata; di aprire gli occhi sul sodalizio collaudato tra strani affari, imponenti investimenti e mafie che arrivano al nord del Paese. Qui, esse trovano terreno fertile nelle città impoverite dalla crisi economica; nel sottobosco di periferie desolate e solitarie dove domina il vuoto delle culture e delle speranze; negli interstizi degradati di alcune pratiche politiche. È tempo di un grande ragionamento collettivo che metta insieme il bisogno di sicurezza e il bisogno di speranza nel futuro; il bisogno di legalità e il bisogno e il bisogno di solidarietà. Possiamo usare un grande strumento, il nemico primo delle mafie e della criminalità: la parola, quella che denuncia e che si ribella, quella che non accetta imposizioni e che rompe il silenzio. Vigevano non è Corleone: da Saviano e certo non solo da lui, abbiamo imparato che spezzare il silenzio, rompere l'omertà è la prima possibilità data alle donne e agli uomini perbene. Questa esigenza è stata recentemente ribadita anche da un esponente della stessa Procura vigevanese a proposito di un delitto avvenuto davanti a molte persone, vigevanesi compresi. Insieme a questo, ci aspettiamo, però, anche atti concreti da parte dell'amministrazione che, se ha ammantato le proprie bandiere del tema della sicurezza, ora, con maggior decisione deve passare a contromisure effettive e coerenti, continuate nel tempo, capaci di spessore e contenuto strategico. Ci aspettiamo che l'amministrazione si faccia interprete da subito della richiesta di maggiore presenza da parte delle forze dell'ordine, i soggetti espressamente deputati al controllo del territorio. Ci aspettiamo sinergie efficaci tra organi dello Stato e istituzioni locali, nella consapevolezza che il controllo del territorio prima di tutto ha bisogno di questo. Assai più degli exploit di parata contro i cittadini stranieri e delle meschine vessazioni consumate nelle mense degli asili. Salvatore Cirillo Coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà - Vigevano e Lomellina Lo scrittore Mastronardi è di tutta la città Egregio Direttore, Le scrivo in riferimento all articolo A quando le bocce in Piazza Ducale, apparso sul numero di dicembre del suo giornale, perché le osservazioni riguardo al posizionamento delle statueleggii per il Percorso Letterario Lucio Mastronardi in Piazza Ducale non mi sono apparse dettate da una critica costruttiva come deve essere sempre, per il bene della Città. Senza voler creare una polemica tanto astiosa quanto sterile, vorrei però rispondere sottolineando alcune cose. In primo luogo, vorrei rilevare che fare qualcosa per ricordare Mastronardi o chiunque altro abbia dato lustro alla città non è di destra né di sinistra, né centralista né federalista: è di Vigevano, e basta. Che la nostra città ricordi il suo scrittore e sia ricordata per lui, credo sia un obiettivo comune di chiunque abiti a Vigevano. Se ciò è vero, suppongo allora che è importante domandarsi se qualcosa si sta facendo oppure criticare le modalità con cui qualcosa viene fatto, e non chiedersi, come nell articolo, le motivazioni che spingono una parte piuttosto che un altra a fare. Aggiungerei, come prova di ciò che sto sostenendo, anche che ricordare Mastronardi è stato, storicamente, un compito trasversale : i premi nazionali di letteratura e le relative Rassegne, che portano ogni anno sempre più gente e più scrittori famosi vanno avanti, con successo, da un decennio, Nr 119 FEBBRAIO 2012 qualunque sia stato il colore della Giunta al potere. Certamente, Mastronardi ha avuto una sua storia politica, una sua appartenenza ideologica, ma se è stato un grande scrittore, come penso, significa che riesce a parlare anche oltre l orizzonte in cui è vissuto e si espone anche a letture diverse, più o meno legittime, più o meno fondate. Mi sembra insomma che ricordare Mastronardi e il suo rapporto con Vigevano (rapporto complesso e ricco, soprattutto con la Piazza) non significa ricordare oggi esclusivamente o uno scrittore rosso antico o uno scrittore proto-verde: non so se potrà essere o l uno o l altro o e l uno e l altro. So soltanto che chi lavora e (sono tanti) al Progetto si è preoccupato solo di creare una struttura per rinsaldare ancora il legame tra una Città e un suo figlio che l ha descritta, eternandola, senza retorica e senza fronzoli, nella sua essenza. Sul valore artistico dei manufatti, allora, ben vengano osservazioni, critiche ecc.: su Facebook molti vigevanesi si sono incontrati e ne hanno discusso. Ne siamo ben felici. Le critiche, Lei lo sa meglio di me, aiutano a migliorare, ma devono essere costruttive: non dire soltanto quei cosi lì in Piazza non li vogliamo, lasciando adito al pensiero malpensante che la frase sia dettata da una mera tattica di zuffa politica, ma proporre domandandosi volendo ricordare Mastronardi e il suo legame con la città che si identifica innanzi tutto e forse totalmente con la Piazza, come si può fare, che ci possiamo inventare?. Del resto, è questa la domanda che ci siamo fatti, che ci ha spinto a lavorare a questo progetto: le soluzioni forse non possono apparire adeguate sono certamente ampliabili; possono essere anche stravolte, purché le nuove proposte siano risposte alternative alla stessa domanda che ci siamo fatti noi. Con questo spirito, accogliamo e abbiamo accolto iniziative spontanee come quelle già promosse dalle associazioni culturali, da singoli cittadini che ci permettano di ricordare Mastronardi: lo scrittore è della città e ciò che fa più piacere è che siano i cittadini ad aiutarci a ricordarlo. In questo contesto i Grandi Lettori sono stati la nostra migliore risposta (o meglio, una parte di essa, considerato che ci sono state altre iniziative e altre ne proporremo il prossimo anno): che piacciano o meno per gusti personali, o perché posizionati in un certo periodo storico anziché in un 32 Lettere altro, poi, è un'altra questione. Se il fine dell articolo era preservare nella sua purezza cinquecentesca la Piazza, mi permetto di obiettare che la Piazza (come ogni altro monumento artistico che nasce nel cuore di una città e non può essere destinato al chiuso di un museo) ha valore in quanto è viva e quanto sia viva la Piazza per Vigevano ognuno di noi lo sa e in quanto si aggiungono manufatti che testimoniano il proprio tempo: e questo è il tempo in cui l'arte non è quella del Rinascimento e il manufatto del XXI secolo non è la ri-proposizione di quello del XVI. Ma credo che per costituzione e finalità l oggetto artistico, per quanto non rispondente al gusto rinascimentalmente educato, si differenzi comunque da ciò che non è artistico (come possono essere le insegne di un bar, ad esempio). Insomma, anziché guardare il dito che indica la Luna (o la montagna), guardiamo direttamente insieme: perché alla fine, la Luna che guardiamo noi è Lucio Mastronardi. Cordiali saluti Andrea Feoli Biblioteca Civica L. Mastronardi Risponde Ferruccio Quaroni, autore dell articolo citato. Ringraziamo Andrea Feoli per la sua cortese lettera che ci permette di puntualizzare che non era nostra intenzione sminuire il lavoro dei funzionari comunali che si sono impegnati a definire un progetto con competenza e passione. Siamo i primi a dire che Mastronardi non può essere politicamente etichettato e che sicuarmente, se fosse ancora vivo, non amerebbe la Lega ma non apprezzerebbe neppure molti di coloro che la contestano. Detto questo ribadiamo che la nostra non è una zuffa politica a priori : la qualità dei manufatti è, a nostro avviso, proprio brutta (ci duole) e non fa onore alla parte letterario-storica dell operazione. Per quanto riguarda il fatto di non imbalsamare la Piazza ma mantenerla viva e contestualizzarla, ci consenta Feoli di pensare che riempirla di baracconi, piste di ghiaccio e manufatti commerciali di cattivo gusto non rende un buon servizio né al rinascimento né alla contemporaneità. Non siamo sciocchi: non guardiamo il dito né facciamo polemiche inutili. Anzi guardiamo proprio alla sostanza.

32 33 Tempo libero A Carnevale ogni posto vale L allegra festività è vicina ed ecco l occasione per concedersi una giornata o meglio un week-end che unisca il piacere della visita a quello dei festeggiamenti magari un poco insoliti. Dunkerque Un bizzarro carnevale che ha varcato la realtà locale, per diventare molto popolare recentemente, anche grazie al film Giù al Nord, è quello di Dunkerque (Francia). È una festa lunghissima. Dall Epifania a Pasqua si aggirano per le strade personaggi mascherati da pirati ed avventurieri che ricordano la storia e gli abitanti del ventoso porto sul Mar del Nord, si incontrano i Giganti che raccontano leggende del posto, bande di tamburi che invitano il sindaco ad affacciarsi e a lanciare ai concittadini manciate di aringhe! E poi la zona merita davvero una visita, ancora più suggestiva, a nostro parere, in inverno, quando il vento batte le coste e rende più reale l atmosfera piratesca dei luoghi! Info: Nizza Dal 17 febbraio al 4 marzo la regina della Cote d Azur ci regala il carnevale più profumato del mondo! Le storiche battaglie floreali che risalgono al 1876 si svolgono sulla famosa promenade des Anglais. Venti grandi carri, addobbati con fiori coltivati localmenei, trasportano bellissime modelle in costume che lanciano circa fiori sul pubblico. Sfilate notturne molto spettacolari accompagnate da ballerini e musicisti si svolgono anche in place Massena. Relativamente vicina può essere davvero l occasione per visitare le belle città della Costa Azzurra. Info: nicecarnaval.com Madonna di Campiglio Una delle mete preferite dell Imperatore Francesco Giuseppe e dalla principessa Sissi ci fa rivivere oggi le atmosfere della fine ottocento in occasione del carnevale Asburgico. Dal 17 al 24 febbraio, le carrozze percorrono la Strada dell Imperatore; le nobildonne vestite con abiti dell epoca vengono accompagnate nelle passeggiate in troika dagli ussari. Cene e spettacoli a tema si susseguono per tutta la settimana fino al Gran ballo dell Imperatore, aperto a tutti purchè si indossino abiti d epoca. Per i più romantici, nella splendida cornice di Campiglio, quale occasione migliore? Info: Sauris Uno dei più antichi carnevali dell arco alpino è il Carnevale di Sauris, in provincia di Udine. L appuntamento più importante si svolge il sabato quando, guidati dalla figura demoniaca del Rolar e dal Kheirar, re delle maschere, parte dalla piazza di Sauris la Notte delle Lanterne ; un gruppo di persone mascherate, si inoltra nel bosco, illuminato solo da lumi ad olio. Lungo Benché presente nella tradizione cristiana, i caratteri della celebrazione del Carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come ad esempio le dionisiache greche o i saturnali romani. In dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza. Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente. Il ciclo preso in considerazione, è in pratica, quello dell'anno solare. il percorso si incontrano falò propiziatori, punti ristoro dove vengono forniti dolci e vin brulè per concludere tutti insieme in piazza con balli, musica festeggiamenti e piatti tipici della Carnia. Una bella occasione per conoscere una zona alpina forse un po meno nota e più semplice per chi ama atmosfere magiche e genuine. Info: Marigirando I quarant anni di Medici Senza Frontiere Tutto è iniziato nel 71 a Parigi dove, in una stanza, si riuniva una piccola squadra di dottori e giornalisti. Oggi Msf (www.medicisenzafrontiere.it) è la più grande organizzazione medica privata del mondo. Nel 2010 ha curato 7 milioni di pazienti, sfamato bambini in tutto il mondo, distribuito litri d'acqua, vaccinato bambini contro il morbillo, curato oltre persone affette da malaria e aiutato donne a partorire. Essere buoni genitori? Saper ridere coi propri piccoli L umorismo come importante metodo educativo: questi i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di scienziati dell Università di Stirling, in Scozia. Secondo Elena Hoicka, psicologa, ricercatrice e autrice dello studio, i genitori che scherzano e inventano divertenti fantasie per mostrare cosa è giusto o sbagliato ai loro piccoli stanno dando loro un vantaggio in termini di competenze per la loro vita futura. «Sapere come scherzare è un abilità importantissima per farsi degli amici, gestire lo stress, pensare creativa. Mentre sviluppare giochi d immaginazione aiuta i bambini ad imparare cose sul mondo esterno, ad interagire con gli altri, ad essere creativi ed in grado di risolvere i problemi». CLINICA VETERINARIA CITTÀ DI VIGEVANO orario visite da lunedì a sabato, / PRONTO SOCCORSO 24 ORE V.le dei Mille, 22 - Vigevano tel esami ematologici ematochimici radiologia digitale chirurgia generale chirurgia ortopedica ecografia addominale ecocardiografia elettrocardiografia citologia animali esotici visite specialistiche: cardiologiche ortopediche neurologiche oncologia lastre displasia ufficiali FSA degenza 24 ore AUT. SAN. 03/99

33 Anno XI - Nº 119 FEBBRAIO 2012 Iscritto registro periodici n. 4, 11/9/2001. Tribunale di Vigevano Direttore responsabile Daniele Perboni Comitato di redazione Ferruccio Quaroni (coordinatore) Marco Beretta, Roberta Beretta (segretaria di redazione), Massimo Bongiorno, Paolo Borea, Marco Brunoldi, Eugenio Felline, Andrea Gravano Davide Salluzzo, Simone Satta Redazione Via Mons. Berruti, Vigevano (PV) Tel Fax mail: Abbonamenti c/c postale: intestato a: Associazione Onlus La Barriera o presso la redazione Annuale 20,00; sostenitore 30,00 Pubblicità Paolo Borea Marco Brunoldi Davide Salluzzo mail: Commerciale: 40 mm x 1 colonna 14,00 a modulo Finanziari, legali, sentenze, concorsi: 0,50 al millimetro Propaganda elettorale: 10,00 a modulo Stampa Edizioni Tipografia Commerciale Cilavegna EDITORE Presidente Avv. Carlo Santagostino Amministratore delegato Davide Salluzzo Consiglieri: Silvana Barsotti, Marco Beretta, Roberta Beretta, Gloria Bergonzi, Paolo Borea, Franco Felline, Pietro Giunta, Andrea Gravano, Giulio Pizzi, Walter Ricci, Simone Satta, Giulio Savy, Andrea Spacca Ufficio di presidenza: Franco Felline Segreteria organizzativa Roberta Beretta ( ) Segreteria amministrativa Gloria Bergonzi ( ) Sede: Via Mons. Berruti, Vigevano (PV) Tel Fax mail: Quote adesione ,00 Associazione ordinaria; 5,00 quota studente 30,00 quota sostenitore (comprensiva abbonamento al mensile) Sono possibili devoluzioni liberali detraibili Nr 119 FEBBRAIO 2012 In cucina con Roberta Tartine al salmone con vellutata di cavolfiore Il cavolfiore (Nome scientifico Brassica oleracea var. botrytis, facente parte della famiglia delle Brassicaceae) è originario del Medio Oriente e fu portato in Italia già al tempo dei Romani. Nell era moderna la diffusione è dovuta alla corte di Luigi XIV, re di Francia. Il nome deriva dal latino caulis (fusto, cavolo) e floris (fiore). La parte edule del cavolfiore è l infiorescenza della pianta, detta corimbo, la quale nelle prime fasi di sviluppo forma una palla generalmente di colore bianco o bianco Sotto il segno... Chi trova un amico trova un tesoro; una frase che vi si addice originali acquario! Voi che dell amicizia ne fate una meravigliosa attitudine, quasi la preferite all amore. La vostra naturale socievolezza è collegata con il genuino desiderio di aiutare chiunque ne abbia bisogno, avvicinandovi ai loro problemi con lo stesso approccio che usate per i propri: logica, distacco e poche emozioni. Essenziali coltivate uno stile di vita rigoroso. Siete spiriti liberi e la libertà è per voi un valore primario. Possedete una grande dose di avventura ed una spiccata indipendenza, siete gelosi della vostra vita privata e non permettete a niente e a nessuno di invaderla. In genere siete altruisti, onesti e generosi ma potete anche essere molto ostinati e caparbi. Attenzione alla vostra proverbiale originalità, fate in modo che non risulti imbarazzante agli occhi di che vi osserva. Anche di fronte a momenti difficili risultate essere positivi ed ottimisti, il vostro grande senso umanitario vi fa ricordare a quanti sono meno fortunati di voi. L imprevedibilità è il difetto principale e il grande bisogno di indipendenza che può rendervi riservati e creare di conseguenza problemi negli affetti. La stabilità in un rapporto può risultarvi difficile, perché faticoso è per voi accettare un altra persona nella vostra intimità che possa costringervi a cambiare il vostro tono di vita e quindi invadere il vostro spazio sia fisico che psicologico. Tuttavia esiste in voi una certa vena romantica che in molti acquario predispone, una volta assunto l impegno coniugale, a generosità e fedeltà. Anche nella professione dovete sentirvi liberi di agire come volete voi e non volete sentire consigli in merito per poter esprimere al meglio la vostra fantasia. Avete mentalità aperta, intelligenza, grandissimo senso artistico, acuta facoltà di osservazione, bellissima memoria. Siete più addetti ai lavori intellettuali crema. Questo è il cavolfiore classico del quale esistono diverse tipologie locali. Una variante molto interessante, sia per l aspetto che per le caratteristiche organolettiche, è il cavolo romano: si distingue per la forma e il colore verde del corimbo. In Italia i cavolfiori si coltivano in Campania, Marche, Puglia, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto. Il cavolfiore è considerato una verdura invernale e primaverile (la produzione si concentra da ottobre a maggio). Il cavolfiore è ricca di vitamina C e 34 ACQUARIO 22 gennaio / 19 febbraio Tempo libero di vitamina B9, cotto, seppur in maniera ridotta, mantiene una buona concentrazione di entrambe le vitamine. Quando viene cotto, il cavolfiore emana un odore intenso e poco piacevole dovuto ai composti di zolfo in esso contenuti. Per evitare che questo odore è sufficiente aggiungere nell acqua di cottura della mollica di pane imbevuta di aceto. Ingredienti (per 6 persone) 1 patata media 1 cavolfiore 1 porro 1 spicchio di aglio sale q.b. 1 o 2 cucchiai di senape 10 cl. di panna liquida fette di pane tostato a piacere burro o formaggio spalmabile aromatizzato all aglio e prezzemolo q.b. 6 fette di salmone affumicato Pulite e lavate le verdure e mettetele in una casseruola con circa 1,5 litri di acqua ed il dado per il brodo. Coprite e portate ad ebollizione, poi abbassate il fuoco e fate cuocere circa 25 minuti. Con il frullatore ad immersione riducete il tutto ad una crema vellutata, unite poi la panna e la senape, ed aggiustate di sale. Preparate delle tartine con il pane tostato, spalmato con il burro o il formaggio all aglio e prezzemolo e con le fette di salmone affumicato. Servite subito la vellutata calda con le tartine al salmone. che manuali. Predisposizione per i lavori nella comunicazione. Tutto quanto è innovativo, tecnologico e scientifico vi appassiona. Non siete molto ambiziosi, importante è per voi svolgere un attività in cui far emergere la vostra carica umanitaria. Non ossessionati dal denaro state attenti a non sprecarlo nell acquisto di cianfrusaglie. Apparato circolatorio, caviglie e polpacci sono i vostri punti deboli, per cui prestate attenzione a queste parti del corpo. Segni compatibili: Bilancia, Gemelli, Ariete, Leone Pianeta governatore: Urano Metalli: Oro/Argento Fiori: Orchidea Erbe e spezie: Pepe/peperoncino Frutta: mandarini cinesi Città: Mosca, Salisburgo, Brema, Amburgo, Leningrado Paesi: Russia, Svezia, Polonia, Israele, Iran Animali: grandi uccelli migratori Colori: blu elettrico/turchese Pietra: Acqua marina Personaggi famosi: Paul Newmann, James Joyce, John Travolta, Peter Gabriel, Virginia Wolf, Mia Farrow, Dalila Di Lazzaro, Vasco Rossi, Totò, Josè Mourinho, Batistuta, Jacques Prévert, Cristiano Ronaldo, Roberto Baggio, Galileo, Mozart, Ugo Foscolo, Giuseppe Ungaretti, Alessandro Volta, Enzo Ferrari, Fabrizio de Andrè, Christian Dior, Valentino rossi, Franco Zeffirelli, Schubert, Little Tony, Claudia Mori, Bob Marley, Rosy Bindi; Heather Parisi, Valentina Vezzali, Michelle Hunziker, Carolina Kostner, Angelo Branduardi, Placido Domingo, Fabrizio Frizzi. (by Antonella)

34 numeri sempre utili Carabinieri 112 Polizia di Stato 113 Polizia Stradale Polizia Municipale Guardia di Finanza 117 Vigili del Fuoco 115 Ambulanza ed eliosoccorso 118 Ospedale Civile Clinica Casa di Cura Guardia medica Centro antiveleni Croce Rossa Croce Azzurra Farmacie Comunale I Comunale II Comunale III Comune Centralino: Numero verde Relazioni con il pubblico e sportelli al cittadino Fax Archivio Storico Biblioteca Mastronardi Biblioteca dei Ragazzi Teatro Cagnoni Museo della Calzatura Museo Imprenditoria Istituto Musicale Costa Caritas ASM centralino /21 pronto intervento gas pronto intervento idrico onoranze funebri Ritiro materiali ingomb Taxi Autolinee extraurbane Stav Autolinee urbane Line Canile Distretto Veterinario Impianti energetici CALDAIE - BRUCIATORI - CONDIZIONATORI PANNELLI SOLARI Installazione, manutenzione, assistenza Vigevano via Alessandria, 61 Tel Fax Agenzia Viaggi AGENZIA VIAGGI E TURISMO Punto autorizzato Lun/Ven 10 / / 19 - Sabato 10 / 13 Vigevano via Boldrini, 2 - Tel Fax ARIELA SOLINI Fisioterapia Dott. in Fisioterapia Dott. in Terapia Occupazionale Trattamenti riabilitativi delle patologie ortopediche neurologiche - posturali - Fisioterapia e massoterapia domiciliare - Consulenze ergonomiche Riceve su appuntamento Tel: Vini e bevande R o d o l f o V i n i Consegna a domicilio acqua, birre, vini doc Oltrepo Pavese Vigevano via Valle S. Martino, 20-Tel Toelettatura animali SIAMO TUTTI BELLI! Bagni, bagni medicati, tosature, stripping, tagli a forbice e... coccole! Corsi di toelettatura Vigevano via Cairoli, 40 Tel Spurghi Pronto intervento anche sabato e festivi Vigevano via S. Giovanni, 31/4 Lavorazione marmi di Pignatti Stefania Vigevano via Donizetti, 23 Tel/Fax Gambolò viale del cimitero, 2 Pizza da asporto PIZZERIA DA TONY Consegne a domicilio Aperto 11,30-13,30 / 18,00-21,30 Chiuso il martedì-domenica mattina Vigevano via Matteotti 58/b Tel Ottica Esame della vista Applicazione lenti a contatto Occhiali delle migliori marche Vigevano c.so Vitt. Emanuele, 112 Tel Carrozzeria Via delle Betulle, 1 - Vigevano Tel /22027 Fax Edilizia IMPRESA EDILE GIOÈ PIETRO SPECIALIZZATO IN COPERTURE Sopraluoghi e preventivi gratuiti 10 anni di garanzia sui lavori e i materiali Vigevano via Cesarea, 27 - Tel Idraulico Tecnoimpianti di Ferreri Giuseppe PANNELLI SOLARI - A PAVIMENTO GAS - IRRIGAZIONE - CANALI - CANNE FUMARIE CENTRALI TERMICHE - ASSISTENZA AERFERRISI Vigevano via Botticelli, 8 - Tel Cell Per la tua pubblicità su questa pagina richiedi la visita di un nostro incaricato Paolo Borea Marco Brunoldi Davide Salluzzo

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