FONDATO NEL 1876

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1 MARTEDÌ 19 MAGGIO In Italia EURO 1,50 ANNO N. 117 Milano, Via Solferino 28 - Tel Roma, Via Campania 59/C - Tel FONDATO NEL 1876 Crescita India pronta al sorpasso dell economia cinese di Guido Santevecchi a pagina 17 il commento di Antonio Armellini a pagina 33 Cultura Nel libro di Vassalli la pace in Sudtirolo tedeschi-italiani di Francesco Cevasco a pagina 41 Servizio Clienti - Tel mail: 50519> Consulta e governo LA VALANGA CHE ANDAVA EVITATA di Sabino Cassese Il governo ha dunque riconosciuto a 3 milioni e 700 mila pensionati (quelli che godono di trattamenti da tre a sei volte il minimo) una rivalutazione di ammontare diverso, a favore delle pensioni più basse (40, 20 e 10 per cento) per gli anni 2012 e Contemporaneamente, ha stabilito una indicizzazione delle pensioni del 20 per cento per il e del 50 per cento dal Ha indicizzato così l importo complessivo di tutti i trattamenti pensionistici di cui ciascuno gode, inclusivi degli eventuali assegni vitalizi. Ed ha fatto ciò con tempismo, senza aspettare momenti più propizi, e con atteggiamento di riguardo e cooperativo nei confronti della Corte costituzionale, nonostante che la sua sentenza non sia risultata gradita, giungendo anzi come un fulmine a ciel sereno. Si spera che questa soluzione metta a tacere le interpretazioni estremistiche, quelle di chi vorrebbe la «restituzione di tutto». La Corte, infatti, lamentava che non vi fosse «alcuna rivalutazione», con il «blocco integrale» della perequazione disposto nel Consentiva che le attese dei pensionati venissero bilanciate con le esigenze di contenimento della spesa. Dichiarava irragionevole il blocco, non dichiarava ragionevole la rivalutazione disposta nel La Corte non poteva dire di più, sancendo una sorta di intangibilità del modo di rivalutare le pensioni scelto nel 1998 e bloccato nel 2011 come vorrebbero i sostenitori della tesi del «rimborso totale» perché l articolo 38 della Costituzione dispone che i lavoratori hanno diritto a vedersi assicurati mezzi «adeguati alle esigenze di vita», e giudice dell adeguatezza è il Parlamento. continua a pagina 3 Ferrovie Nord, il capo deposto dal giudice Accusa di peculato: le carte di credito aziendali usate dai figli per acquisti privati IL NO ALLA PROCURA ANTIMAFIA Il pm Di Matteo: umiliato dal Csm di Giovanni Bianconi icorso al Tar del Lazio del R pm Nino Di Matteo dopo il «no» del Csm alla sua candidatura alla Procura nazionale antimafia. Definita «umiliante» la mancata valutazione «del valore di anni di sacrifici». a pagina 23 GIANNELLI di Luigi Ferrarella ellulari, un auto blu e carte di C credito aziendali usate per alberghi, acquisti vari, pay tv e scommesse sportive: con l ipotesi di peculato per l utilizzo a fini personali (soprattutto dei due figli) di beni di Ferrovie Nord Milano, i magistrati «depongono» Norberto Achille da presidente della società quotata in Borsa che fa viaggiare ogni giorno persone su 42 linee. Achille venerdì aveva iniziato a rimborsare all azienda euro. a pagina 25 di Maria Laura Rodotà e mogli/mamme dell Upper East Side di Manhattan, L se allevano figli perfetti, ricevono a fine anno dai mariti un wife bonus, un premio di risultato. Usanza umiliante, anche se per disgraziate di lusso. a pagina 32 Il Consiglio Ue Il comando delle operazioni di pattugliamento avrà sede a Roma Sì alle navi antiscafisti, ma lite sulle quote Bozza Onu: controlli in Libia per un anno IL PRESIDENTE MATTARELLA «No a soluzioni di tipo militare» di Marzio Breda Italia è convinta che «L non vi possa essere una soluzione militare alla crisi», spiega il presidente Mattarella parlando di Libia. a pagina 11 Via libera del Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa dell Unione Europea alla missione militare contro i trafficanti di esseri umani che salpano dalle coste della Libia. Il comando sarà a Roma. L Onu chiede controlli per un anno. Costo della missione, 11,82 milioni. E si accende lo scontro sulle quote di accoglienza. alle pagine 8, 9 e 11 Basso Caizzi, Galluzzo Montefiori, Olimpio Il decreto Bonus ad agosto, escluso chi ha un assegno mensile superiore ai tremila euro lordi Ai pensionati da 278 a 754 euro Via libera ai rimborsi scaglionati per reddito. E arriverà la flessibilità in uscita Crisi Milan «Gli ho chiesto di lanciare i giovani, non lo ha fatto» Berlusconi boccia Inzaghi: «Tra noi visioni differenti» C risi Milan, Berlusconi allarga il solco che lo divide da Pippo Inzaghi: «Visioni diverse». Poi: «Gli ho chiesto di lanciare i giovani, non lo di Monica Colombo e Arianna Ravelli ha fatto». Si complica la cessione della società. (Nella foto, i due dopo la finale, vinta, della Champions League 2007) a pagina 50 IL CASO A MANHATTAN Le supermamme offese dal premio IPP /COLORSPORT / ANDREW COWIE Decreto legge dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco delle pensioni deciso dal governo Monti. Per gli arretrati la restituzione sarà progressiva, una tantum e pagata il 1 agosto. Si va da un minimo di 278 euro netti (fascia tra i e i 3 mila euro lordi al mese), fino a un massimo di 754 euro netti (fascia tra i e i 2 mila euro lordi al mese). alle pagine 2 e 3 Baccaro, L. Salvia, Sensini SCUOLA Approvati i nuovi poteri dei presidi Il super preside è nato. L articolo 9 della riforma scolastica, la «Buona scuola», che conferisce nuovi poteri ai responsabili degli istituti è stato approvato ieri nell Aula della Camera. Fuori, studenti e sindacalisti contestavano chiedendo le dimissioni della ministra Stefania Giannini. alle pagine 18 e 19 Fregonara, Voltattorni LE DIVISIONI Il rischio che salti tutto di Fiorenza Sarzanini l rischio che salti tutto adesso è più che concreto. La retromarcia di Francia e Spagna sulla I distribuzione dei profughi in base alle quote rischia infatti di vanificare l intesa raggiunta a Bruxelles la scorsa settimana. continua a pagina 33 PARADOSSI REGIONALI E così la Sicilia recupera soltanto il 2% delle tasse di Gian Antonio Stella on 508 uomini Hernán Cortés C conquistò il Messico, con 886 avvocati a busta paga, tra dipendenti e collaboratori, la Regione Siciliana non riesce a rastrellare più del 2% delle tasse recuperabili, in teoria, dalle cartelle esattoriali. «È l unico gabelliere al mondo che rischia il fallimento», si è sfogato furente Rosario Crocetta. Dovesse succedere, sarebbe un record planetario: il primo pignoratore pignorato. È piena di debiti, la disastrosa società «sorella» di Equitalia (guai a parlare di fusione: debiti o non debiti l autonomia non si tocca!) che dovrebbe riscuotere le tasse non pagate dai siciliani e che è in mano per il 99,885% proprio alla Regione. «Secondo le ultime rilevazioni ufficiali, fatte un anno fa, Riscossione ha accumulato perdite per 60 milioni e mediamente aumenta di una ventina di milioni all anno il suo buco», scriveva il 2 gennaio Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia. Due giorni prima l intero Cda, a partire dalla presidente Lucia Di Salvo, fedelissima del governatore, si era dimesso: situazione insostenibile. continua a pagina 6

2 2 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera La previdenza Il decreto Scatta il rimborso una tantum Primo sì all uscita flessibile Verrà corretta la riforma Fornero. Renzi: permettere a una nonna di 62 anni di godersi il nipotino La vicenda A fine aprile la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del 2011 contenuta nel «salva Italia» che ha bloccato l indicizzazione Istat delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Il blocco della perequazione era stato fatto dal governo Monti per esigenze di bilancio Con la sentenza il Governo è stato costretto a restituire ai pensionati coinvolti gli arretrati. Ieri il governo ha deciso di rimborsare gli arretrati con una «una tantum» variabile a seconda delle fasce di reddito La misura, che coinvolgerà 3,7 milioni di pensionati, ha spiegato il premier Matteo Renzi, sarà pagata facendo ricorso al tesoretto del Def che «pesava» per lo 0,1% del Pil. Per rispettare la sentenza della Consulta il governo ha messo sul piatto un totale di 2 miliardi e 180 milioni. I critici: rimborsi parziali ROMA Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il «bonus Poletti» che consentirà a 3,7 milioni di pensionati di ottenere un rimborso una tantum per i due anni di mancata indicizzazione ( ), il ricalcolo della pensione per il biennio e l introduzione di un meccanismo d indicizzazione «più generoso» dal Le risorse verranno da «quella meravigliosa parentesi rosa nel Def (documento di economia e finanza)» che è stato battezzato «tesoretto». È il presidente del consiglio in persona a chiamare il minirimborso «bonus Poletti», sorprendendo lo stesso ministro del Lavoro che gli siede accanto, insieme con il collega dell Economia, Pier Carlo Padoan. Quattro i messaggi inviati da A Palazzo Chigi I conti del governo Dopo il Consiglio dei ministri il premier Matteo Renzi, insieme al ministro dell Economia Pier Carlo Padoan (foto) e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha spiegato i dettagli del piano per risolvere il caso pensioni. «La platea di coloro che riceveranno gli aumenti ha spiegato Renzi è di 3,7 milioni di persone». Mentre circa , coloro che hanno assegni complessivi oltre euro, non riceveranno nulla. Arriveranno micro rimborsi per le pensioni superiori a tre volte il minimo, bloccate rispetto all inflazione dal decreto «salva Italia» Retroscena di Mario Sensini ROMA I dirigenti d azienda, tra i più arrabbiati, ci hanno sperato fino all ultimo minuto. Con il Consiglio dei ministri già iniziato, e la notizia del rimborso delle pensioni limitato a 500 euro sulle prime pagine dei giornali, hanno lanciato, disperati, l ultimo appello al premier. «Se il decreto è questo, un milione di pensionati viene abbandonato al proprio destino. Non avremmo altra strada che continuare la lotta» minacciava il presidente della Cida, Silvestre Bartolini. Rincarando la dose, e confermando i propositi bellicosi quando arriva la conferma da Palazzo Chigi. «La perequazione non è un privilegio, ma un diritto di tutti i pensionati italiani. Daremo battaglia» dice Bartolini. E non Matteo Renzi. Il primo ai diretti interessati: «Nessuno perde un centesimo nonostante la crisi». Tuttavia «non è possibile restituire per intero i 18 miliardi di mancata indicizzazione» perché verrebbero tolti a qualcun altro. All opposizione dice: «È il colmo che chi ha votato quella norma (legge Fornero, ndr) venga da noi a chiedere che venga restituito tutto». All Europa: «In Italia non si scherza e non si gioca sulle pensioni». E ai mercati: «Non c è nessuna tensione, vera o presunta, preelettorale che ci fa essere timidi rispetto alla realtà». «Dover fronteggiare tutti gli esborsi implicitamente previsti dalla sentenza precisa Padoan avrebbe impegnato per il solo 2015 risorse che avrebbero portato l indebitamento al La rivolta degli esclusi: «Un milione di ricorsi» Fratelli d Italia: class action. La Lega: andremo a Strasburgo è l unico. La soluzione individuata dal governo per uscire dal pasticcio sulle pensioni scontenta quasi tutti. Non solo i titolari delle pensioni più elevate. Anche a chi ha un assegno più modesto l idea di chiuderla con 500 euro una tantum piace poco. E così minacciano una nuova sfida nelle aule dei tribunali non solo manager, medici, bancari e tutte le associazioni che tutelano i pensionati più ricchi, ma anche quelle dei Bartolini (Cida) «La perequazione non è un privilegio ma un diritto di tutti i pensionati italiani» 3,6%: questo avrebbe comportato l ingresso dell Italia in una procedura di deficit eccessivo, l immediata rimozione della clausola delle riforme che la Commissione ci aveva concesso e il mancato rispetto della regola del debito, con la conseguenza di un ulteriore esigenza di aggiustamento di finanza pubblica che avrebbe invertito la tendenza in crescita dell economia e di risanamento dei conti pubblici». Insomma, una catastrofe. Nessun riferimento a una ipotesi intermedia tra il rimborso una tantum e quello totale. Dall Europa si fa sentire il commissario Ue, Pierre Moscovici: «Valuteremo la risposta del governo alla sentenza per valutare se servirà un nuovo rapporto» sul debito. Ma a Renzi preme per aprire consumatori, e Cgil, Cisl e Uil. E naturalmente, per guadagnare consensi, i partiti d opposizione scatenati, come Fratelli d Italia, che preannuncia una «class action», o Forza Italia, o la Lega di Matteo Salvini, che minaccia il ricorso alla Corte Ue dei Diritti dell uomo. In ogni caso, la battaglia legale per il mancato pieno adeguamento delle pensioni dovrà ripartire da zero. Il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, che forse la teme, ieri è stato chiaro: «I ricorsi dovranno tenere conto che il quadro è cambiato». Non appena il decreto verrà pubblicato in Gazzetta, la pronuncia della Corte sul decreto Monti non avrà più efficacia, ammette Riccardo Troiano, il legale che per conto 3,7 milioni i pensionati coinvolti nel meccanismo dei rimborsi 18 miliardi il valore della mancata indicizzazione Istat Il caso I pensionati sono intenzionati ad andare avanti: non si arrendono né Cida, la federazione dei dirigenti d azienda, nè Federmanager. «Ci sarà una pioggia di ricorsi, questa è una toppa che non regge» già un nuovo capitolo, quello di una maggiore flessibilità nel meccanismo di pensionamento previsto dalla Fornero: «Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido, bisognerà trovare una modalità che possa permettere alla nonna di 62 anni di godersi il nipotino» spiega. Lo si farà nella legge di Stabilità. Intanto per i pensionati arriva una novità a partire da giugno: la pensione sarà pagata al primo del mese. Poletti trova il tempo per annunciare il rifinanziamento della Fondo per la disoccupazione del 2015 per un miliardo e i 70 milioni che vanno alle imprese per i contratti di solidarietà per imprese e professionisti. Antonella Baccaro di Federmanager ha vinto alla Consulta quello che sembra solo il primo tempo della partita. Nonostante tutto i pensionati sono intenzionati ad andare avanti. Non si arrende la Cida, la federazione dei dirigenti d azienda, né Federmanager. «Questa è una toppa destinata a non reggere, ci sarà una pioggia di ricorsi. Aspettiamo il decreto poi ci muoveremo» annuncia il presidente, Giorgio Ambrogioni. «Noi, esclusi da questo provvedimento, siamo il 3% dei contribuenti, ma versiamo il 30% dell Irpef, questo il governo lo dimentica. E per il 2016 sembra che non ci sia adeguamento per le pensioni più alte. Una scelta temeraria». Legge di Stabilità Importi ridotti a chi lascia prima (a.bac.) A sorpresa, ieri, Matteo Renzi, ha riaperto la partita della «flessibilità in uscita», cioè la possibilità di andare in pensione prima rispetto alla riforma Fornero. Pochi ci avrebbero scommesso dopo la sentenza sulla rivalutazione delle pensioni che ha rischiato di mandare per aria i conti pubblici. Ma Renzi e Padoan hanno limitato al massimo la spesa (2,2 miliardi), non precludendosi la possibilità di affrontare, a settembre con la legge di Stabilità, il tema dei pensionamenti anticipati, come chiesto più volte dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e dai sindacati. Ci sono diverse proposte, che ora verranno approfondite. Il governo Letta aveva messo a punto il «prestito pensionistico»: il lavoratore cui manchino 2-3 anni alla pensione può chiedere un anticipo di euro al mese, che poi restituirà in piccolissime rate quando scatterà la pensione piena. L operazione costerebbe poco se valutata su tutta la sua durata (ciò che il pensionato prende in anticipo e poi restituisce) ma il guaio è che l Unione europea guarda alla maggiore spesa immediata per pensioni. Anche un altra ipotesi, quella di estendere a tutti l «opzione donna» (in pensione prima ma con l assegno calcolato secondo il metodo contributivo), in teoria è sostenibile, ma nell immediato comporta un aumento della spesa. In commissione Lavoro alla Camera si stanno discutendo le proposte presentate da maggioranza e opposizione, tutte molto costose. Quella firmata dal presidente della commissione Cesare Damiano (Pd) e da Pier Paolo Baretta (Pd, sottosegretario al Tesoro) prevede che si possa andare in pensione prima di aver compiuto i 66 anni d età perdendo il 2% dell assegno per ogni anno di anticipo, fino a un massimo dell 8% per chi esce dal lavoro a 62 anni. La Lega vorrebbe invece «quota 100» come somma di età e contributi.

3 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 PRIMO PIANO 3 Pensioni In pagamento dal primo agosto Così gli scaglioni previsti dal decreto Niente oltre la quota di euro Così gli adeguamenti dal 2016 Gli esempi Per i redditi da pensione tra 3 e 4 volte il minimo (tra i e i euro lordi) i pensionati riceveranno il primo agosto un «bonus» da 726 euro La restituzione sarà più bassa per le fasce di reddito più alte con 465 euro di rimborso per i pensionati che sono tra le quattro e le cinque volte il minimo (tra i e i euro lordi) e 278 euro per coloro che sono tra le cinque e le sei volte il minimo In pratica su circa euro persi si recupererà appena il 4% degli arretrati. Il recupero sarà minimo anche per il futuro. Dal 2016 l importo delle pensioni superiori a tre volte il minimo saranno incrementate di 180 euro l anno recuperando quindi circa l 1% I redditi tra i e i euro al mese saranno incrementati di 99 euro l anno mentre per le pensioni tra le cinque e le sei volte il minimo l aumento annuale sarà di 60 euro ROMA La restituzione di una piccola parte degli arretrati sotto forma di una tantum da incassare il primo agosto. Un adeguamento degli assegni all inflazione leggermente meno tirato di quello degli ultimi anni. E lo spostamento al primo del mese per il pagamento degli assegni. Dopo un tira e molla andato avanti per giorni, e con un testo ancora in fase di elaborazione, prende forma il decreto legge per rispondere alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco delle pensioni deciso dal governo Monti. Arretrati, al massimo il 40% La restituzione degli arretrati sarà progressiva, dando qualcosa in più a chi ha un assegno basso e qualcosa in meno a chi ha una pensione più ricca. Il rimborso dovrebbe andare da 278 euro netti, per chi ha euro e quindi è nella fascia tra 5 e 6 volte il minimo Inps (ancora meno chi è a ridosso di 3mila euro). A chi sta nel mezzo fra 3 e 4 volte il minimo (1.700 lordi) andranno 754 euro netti (poco di più a chi ha un assegno di euro). A nessuno sarà rimborsato più del 40% del dovuto, anche se i sindacati sostengono che la percentuale massima sia ancora più bassa. Mentre al di sopra dei 3 mila euro lordi al mese la restituzione sarà pari a zero. I mini aumenti dal 2016 La progressività è la regola base anche per il nuovo meccanismo di rivalutazione che sarà applicato a partire dal primo gennaio del prossimo anno. Gli aumenti andranno da un minimo di circa 5 euro netti al mese, per chi adesso ha un assegno fra i e i 3 mila euro lordi. Fino a un massimo di circa 15 euro netti al mese per chi ora incassa tra i e i 2 mila euro lordi al mese. Anche in questo caso al di sopra dei 3 mila euro lordi al mese l effetto sarà pari a zero. Tesoretto e tagli ai ministeri Per pagare gli arretrati servono 2 miliardi e 180 milioni di euro nel I soldi vengono in gran parte dal cosiddetto tesoretto, le risorse aggiuntive indicate nel Def, il Documento di economia e finanza. Ma nel decreto ci sarà una specie di clausola di salvaguardia al contrario. L effettivo ammontare del tesoretto sarà accertato solo nei prossimi mesi. Nel frattempo i soldi saranno presi con una serie di tagli ai ministeri da ripianare poi proprio col tesoretto. Per il futuro, invece, il nuovo meccanismo di rivalutazione degli assegni costerà mezzo miliardo di euro l anno. Niente tagli se il Pil va male Con lo stesso decreto, poi, viene eliminato il rischio di un taglio degli assegni. Con le regole attuali il cosiddetto montante contributivo, cioè la base sulla quale si liquidano le pensioni, deve seguire l andamento del prodotto interno lordo. Dopo cinque anni di recessione il montante si sarebbe svalutato. Una condizione che non si era mai verificata, fino al Per evitare il taglio (qualche euro al mese), il decreto stabilisce che anche in caso di cinque anni con il Pil in negativo il montante non può essere svalutato. E quindi le pensioni non possono scendere. Lorenzo euro lordi Assegno più alto, 754 euro netti 1 Chi in questo momento ha un assegno da euro lordi al mese, il 1 agosto prenderà, come arretrati per il e considerando il trascinamento fino a tutto il 2015, una somma una tantum di 754 euro netti. Circa il 40% di quello che gli spetterebbe con la restituzione integrale. Dal 2016, poi, il suo assegno crescerà di 180 euro netti all anno: 15 euro al mese, che si sommano ad un altra mini rivalutazione da settembre. LA PREVIDENZA *Importo pensione Dicembre 2011, dati in euro Importo lordo pensione Gennaio 2015 con il «blocco» delle indicizzazioni della riforma Fornero Importo lordo pensione Gennaio 2015 se non ci fosse stato «blocco» Rimborso teorico netto in caso di integrale restituzione * 1.700* 2.000* 2.200* 2.500* 2.700* 3.000* GI ASSEGNI PER CLASSE DI IMPORTO MENSILE (anno 2013) Classe di importo mensile Numero (euro) Fino a 499, , , , , , , e più TOTALE Fonte: Inps-Istat 2 miliardi e 180 milioni La cifra che il governo ha messo a disposizione per risolvere temporaneamente il caso pensioni euro lordi Il risarcimento arriva al 20% 2 Il pensionato che oggi ha un assegno di euro lordi al mese, il primo agosto incasserà, come una tantum, un bonus da 464 euro netti. Intorno al 20% di quello che gli sarebbe dovuto in caso di restituzione totale degli arretrati. A partire dal 2016 il suo assegno salirà di 99 euro netti l anno, circa 8 euro netti al mese in più. Anche per lui a settembre ci sarà una prima mini rivalutazione, di circa 5 euro netti in più al mese Importo complessivo Gli esempi Pensione euro lordi euro lordi euro lordi euro lordi In tasca 278 euro di arretrati 3 Chi in questo momento ha una pensione di euro lordi al mese, cioè tra cinque e sei volte il minimo Inps, il primo agosto incasserà come una tantum 278 euro netti in più. Circa il 10% degli arretrati dovuti in caso di restituzione totale. A partire dal primo gennaio 2016 avrà un aumento di 60 euro netti l anno, circa 5 euro al mese. Anche per lui ci sarà un mini scatto da settembre, che però dovrebbe essere quasi nullo Rimborso al 1 agosto 450 euro 278 euro 750 euro Corriere della Sera Oltre i lordi Non scatta la restituzione 4 Chi in questo momento ha un assegno superiore ai 3 mila euro lordi al mese non deve perdere tempo a fare i conti. Per lui non ci saranno né arretrati da incassare né un aumento a partire dal primo gennaio dell anno prossimo. Le risorse disponibili non hanno consentito al governo di andare oltre questa soglia che, in un primo momento, era stata fissata ad un livello leggermente più alto, intorno ai euro lordi al mese. Il commento Consulta, la valanga che andava evitata SEGUE DALLA PRIMA Il Parlamento è tenuto solo a rispettare i principi di ragionevolezza e proporzionalità. Si lamenterà che quella decisa dal governo non è una rivalutazione al cento per cento e che chi gode di pensioni superiori a sei volte il minimo non avrà rivalutazione. Ma la Costituzione dispone che siano assicurati «mezzi adeguati», non che questi vadano necessariamente dati con una piena rivalutazione. Ed è difficile sostenere che coloro che godono di pensioni superiori di sei volte il minimo non abbiano mezzi adeguati alle esigenze di vita. Questo intervento equitativo del governo chiude un triste capitolo della vicenda pensionistica. Mentre l equilibrio finanziario è tanto precario e voci autorevolissime come quella di Maurizio Ferrera predicano da anni che il welfare italiano dà troppo agli anziani e troppo poco ai giovani (infatti, il decreto legge mira anche alla «salvaguardia della solidarietà intergenerazionale»), lo scivolone della Corte, dimentica per un momento delle sue proprie responsabilità di tutore dell art. 81 della Costituzione, avrebbe potuto innescare una valanga rovinosa non solo per l economia italiana, ma anche per gli stessi pensionati. Sabino Cassese

4 4 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera

5 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio Primo piano La ripresa «Italia meglio del previsto, crescerà di più» Il Fondo monetario alza allo 0,7% le stime sul Pil per il 2015 ma resta cauto sull anno prossimo (1,2%) Incertezze sul ritorno degli investimenti, privatizzazioni «deludenti». Cassa integrazione giù del 36,9% La pagella Il Fondo monetario internazionale ha certificato per l Italia l avvio dell inversione di tendenza dalla recessione Riviste al rialzo le stime sulla crescita pubblicate appena un mese fa. Gli ispettori Fmi, al termine della loro missione annuale in Italia, hanno stimato che il Pil crescerà dello 0,7% quest anno e dell 1,2% nel 2016, «sostenuto dall aumento delle esportazioni e dalle maggiori spese di aziende e consumatori» La strada resta ancora lunga. La crescita, sebbene in miglioramento, non è ancora sufficiente per aggredire disoccupazione e il debito pubblico. Da qui l esortazione del Fondo: «È il momento di andare avanti tutta con l agenda delle riforme» Lo scenario di Danilo Taino DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO La Commissione europea, fino a questo momento emarginata dalle trattative con la Grecia condotte dai ministri delle Finanze dell eurozona, avrebbe presentato una proposta per dare una svolta al negoziato. Lo dice il giornale greco To Vima: esisterebbe un piano avanzato dal presidente della Ue Jean-Claude Junker. Se confermato, sarebbe parecchio controverso. Arrivato nel giorno in cui Atene dichiara di essere arrivata al punto in cui non sa più dove reperire risorse per Le previsioni sull economia italiana LEGENDA dati espressi in % Governo Commissione Ue Fondo Monetario Internazionale Fonte: Def, Commissione Ue, Fmi ROMA Il Fondo monetario è più fiducioso sull economia italiana. Ad un mese dalle previsioni di primavera, ha migliorato le sue stime sulla crescita del nostro Paese per quest anno, allineandole a quelle del governo: il Pil (Prodotto interno lordo), secondo l organizzazione di Washington salirà dello 0,7% invece che dello 0,5%. «Sono stati i risultati del primo trimestre, migliori delle attese, a farci cambiare idea» ha spiegato Petya Koeva Brooks, capo della missione di economisti del Fmi che per una settimana hanno esaminato cifre e programmi, incontrando i tecnici dei ministeri e della Banca d Italia, in vista della definizione in luglio del rapporto «Articolo IV» sull Italia. La cautela continua invece a guidare le previsioni di crescita per il prossimo anno, rimaste ferme sull 1,2%. «Vogliamo vedere in che misura ripartiranno gli investimenti», ha aggiunto Koeva Brooks illustrando i principali risultati della visita a Roma. In complesso l esito della missione degli economisti del Fmi può essere considerata soddisfacente per il premier Matteo Renzi e per il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, visto che il documento di massima, diffuso ieri, è la manifestazione di un grande sostegno all azione del governo, e ai suoi propositi di riforma. Se si eccettua la critica al calo di ambizione in merito al piano di privatizzazioni pubbliche, le osservazioni del Fondo si risolvono in una generale sollecitazione a realizzare i programmi fatti e a raccogliere la sfida di sfruttare al massimo la «finestra di opportunità» offerta dall inversione del ciclo economico. Il Fmi «condivide la strategia economica del governo», ha commentato Padoan. Nel quadro disegnato dagli Pil Deficit Debito Inflazione +0,7 2,6 132,5 +0,3 +0,6 +0,7 +1,4 +1,3 1,8 2 2,6 130,9 131,9-0,3 2,6 133,8 0 +1,2 1,7 132,9 +0,8 economisti dell organizzazione di Washington non mancano ovviamente specifici avvertimenti. «Se anche le migliori previsioni di crescita dovessero avverarsi ci vorrebbe comunque una spinta maggiore per la creazione di posti di lavoro» e per un rientro «più rapido» del debito, viene segnalato, esortando la rapida attuazione delle ulteriori misure già previste dal Jobs act. Un provvedimento questo, che comunque gli esperti del Fondo promuovono senza esitazione perché creerà ,5 d Arco «incentivi ad assumere e dare formazione ai lavoratori» (ieri intanto l Inps ha segnalato un calo tendenziale per la cassa integrazione del 36,9% in aprile). Così come approvano la scelta di bilancio del governo: «Il modesto consolidamento di un quarto di punto percentuale di Pil è appropriato, considerando la crescita ancora sotto tono e l elevato debito», affermano ritenendo che «l indicizzazione delle pensioni non debba modificare gli obiettivi fiscali sia per quest anno che per il futuro». E che «un moderato uso della flessibilità offerta dal patto di Stabilità potrebbe sostenere le riforme e dare spazio ad ulteriori tagli di imposte, a cui dovrebbero essere destinati nuovi risparmi di spesa. Infine ancora un richiamo del Fondo alla soluzione del problema delle sofferenze delle banche anche con l intervento pubblico, mediante la creazione di una società veicolo e incentivi alle cartolarizzazioni. Stefania Tamburello Allarme Atene: soldi finiti, intesa entro maggio L ipotesi di un piano di salvataggio europeo pagare salari pubblici, pensioni e onorare i debiti; e mentre l ala sinistra di Syriza, il partito al governo, invita a rompere con i creditori. L idea di Junker sarebbe un suo portavoce ha detto di non saperne niente quella di andare avanti senza il Fondo monetario internazionale (Fmi), che è uno dei tre grandi creditori della Grecia, assieme a Ue e Banca centrale europea (Bce), e che negli ultimi giorni ha detto di non potere finanziare Atene se non si riducono i rischi dell operazione. Sulla base del piano, alla Grecia arriverebbero cinque miliardi, invece dei 7,2 del vecchio piano di aiuti rinnegato dal governo di sinistra di Atene: 1,8 dalla Ue stessa e 3,2 miliardi provenienti dai profitti realizzati dalla Bce sui titoli greci che la banca ha comprato negli anni. In cambio, il governo di Atene si impegnerebbe a una serie di misure limitate, inferiori per portata a quelle che chiedono l Fmi e i ministri finanziari della zona euro: un po sulle pensioni, un po sul mercato del lavoro e le privatizzazioni, un po sull Iva. L ipotesi va incontro al primo ministro Alexis Tsipras, il quale ieri ha fatto sapere attraverso un portavoce che il negoziato deve concludersi entro maggio perché ormai le risorse del governo sono quasi a zero, ma ha anche detto che un accordo deve prevedere «la ristrutturazione del debito greco, obiettivi di avanzo primario (prima del pagamento degli interessi sul debito, ndr) più bassi... e nessun taglio a stipendi e pensioni». Che i ministri finanziari accettino la proposta di Juncker sembra difficile: tagliare fuori il Fmi a molti, tedeschi in testa, risulta inaccettabile; i Il monito Il Fmi avverte che, se anche le previsioni di crescita dovessero avverarsi, «ci vorrebbe comunque una spinta maggiore per creare nuovi posti di lavoro» 1,6% la chiusura di ieri della Borsa di Atene sull ipotesi di un intesa contenuti sono annacquati; e la disponibilità della Bce a erogare 3,2 miliardi è dubbia: si tratta di denaro suo che se desse alla Grecia prenderebbe la forma di un finanziamento vietato dai Trattati. È che siamo arrivati alla fase decisiva delle trattative e d ora in poi ci sarà un accavallarsi di proposte, di controproposte e di scontri. L ala sinistra di Syriza oggi discuterà in pubblico l ipotesi di sospendere i negoziati e andare allo scontro diretto. danilotaino

6 6 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera Primo piano La vicenda Si chiama Riscossione Sicilia spa (sopra il logo) l azienda partecipata al 99,88% dalla Regione e incaricata di gestire «la riscossione dei tributi e delle altre entrate» nell isola In base alle rilevazioni ufficiali effettuate un anno fa, l ente ha accumulato perdite per 60 milioni, un buco che aumenta in media di 20 milioni l anno La società è indebitata con Montepaschi per 7 milioni di euro l anno della rata di mutuo, risulta esposta di 162 milioni con le banche, ha 75 milioni di debiti con i fornitori privati e deve 7 milioni a Equitalia Per pagare gli stipendi dei 701 dipendenti l azienda impiega il 98% dei 50 milioni del bilancio societario Le Regioni SPRECHI PUBBLICI IL CASO Sicilia, esercito di 886 avvocati per (non) riscuotere le tasse La società dell isola recupera solo il 2% delle cartelle esattoriali SEGUE DALLA PRIMA La Cassazione sull ex tesoriere «I soldi sottratti da Lusi non tornino all erario ma alla Margherita» Sono anni che «Riscossione», a lungo associata a Montepaschi di Siena, è in condizioni disastrose. Ma via via è andata, con lo scorrere del tempo, sempre peggio. Al punto che la stessa Corte dei conti palermitana, come ricordava la relazione inaugurale dell anno giudiziario del 2014 tenuta dalla presidente Luciana Savagnone, particolarmente dura, è più volte intervenuta con sentenze di condanna nei confronti dello sgangherato carrozzone burocratico accusandolo di «non avere per nulla svolto, o di non avere svolto con la richiesta sollecitudine, i compiti che le erano stati affidati, determinando così il mancato incameramento di somme dovute dai cittadini». Insomma, «le responsabilità accertate attengono quasi sempre al comportamento, giudicato gravemente colposo, che ha causato l omissione o il ritardo con cui si è proceduto alla notifica dell atto impositivo, provocando la perdita dell entrata». Non per altro l anno scorso la prima scelta di Crocetta, dettata dalla disperata necessità di arginare la cancrena di illegalità in corso da anni, era caduta addirittura su Antonio Ingroia, l ex magistrato promotore delle inchieste su Marcello Dell Utri e la trattativa Stato-mafia che si era candidato nel 2013 con la lista Rivoluzione Civile. Una scelta poi rientrata. Un esempio di sciatteria sanzionata dalla Corte dei conti? La condanna dell incapace gabelliere, «incaricato di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate» dell isola, a risarcire il Comune di Cefalù: la notifica per una sanzione del 94 era stata inviata alla fine di settembre del Otto anni dopo. Inaccettabile. Tanto più per una società che ha oltre 700 dipendenti. Tanti, in rapporto ai soldi recuperati. E va già meglio di anni fa, quando ne aveva quasi il doppio. «È un quadro sconcertante», ha spiegato a Mario Barresi de «La Sicilia» Antonio Fiumefreddo, l avvocato catanese scelto tre settimane fa da Rosario Crocetta (tra perplessità, dubbi e mugugni di molti) come presidente di Riscossione Sicilia: «Ci aspetta un lavoro durissimo». Poco ma sicuro. Basti dire che le buste paga dei dipendenti, stando ai sospiri dei nuovi amministratori, assorbono il 98% del bilancio societario: il novantotto! Da incubo. Come da incubo, a causa di perdite più pesanti di quanto si pensasse, sono le esposizioni con le banche: 162 milioni più 75 milioni di debiti coi fornitori privati. Che minacciano, appunto, di «pignorare Il personale «Riscossione Sicilia» ha 700 dipendenti e il 98% del bilancio è assorbito dal costo del personale i beni ai pignoratori per antonomasia». Tutti tranne, si capisce, Equitalia: tra i fornitori che avanzano soldi, circa 7 milioni, c è anche lei. Che, al contrario, da tre anni chiude in attivo. Ed è riuscita nel 2014 a recuperare per conto dello Stato 7,4 miliardi di tributi. Ma non basta. Tra le spese sconcertanti denunciate dal nuovo presidente ci sono ad esempio gli affitti delle sedi di «Riscossione» in alcuni capoluoghi di provincia: 42 mila euro al mese per la sede di Catania che dovrebbero salire addirittura a 76 mila dal mila euro È la somma che l ente paga all anno per mantenere e pulire la sede di Palermo di sua proprietà. L altra sede è in affitto a 450 mila euro annui L ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi (foto), condannato a 8 anni per aver sottratto 22 milioni di euro di finanziamento elettorale dal 2007 al 2011, deve restituire i soldi al partito e non alla Corte dei conti: lo ha deciso ieri la Cassazione, che ha accolto il ricorso della Margherita contro la giurisdizione contabile e a favore del giudice ordinario, sostenendo che la Corte dei conti non è competente a occuparsi, sotto il profilo amministrativo, di questo tipo di malversazioni perché il denaro pubblico che va ai partiti ha natura «privatistica». Per la Cassazione, «il soggetto danneggiato è direttamente il partito» per la sottrazione di somme «del suo patrimonio». Soddisfatti i garanti e i liquidatori dell ex formazione di Francesco Rutelli, in liquidazione dal Gli affitti Per l ufficio di Ragusa l affitto mensile è di 30 mila euro. Per quello di Catania la spesa supera i 40 mila euro nonostante la regione possieda nel capoluogo etneo alcuni edifici vuoti, 27 mila al mese per quella di Siracusa, 30 mila al mese (manco si trattasse di Manhattan!) per quella di Ragusa. Quanto a Palermo, una sede costa 450 mila euro l anno di affitto e l altra, di proprietà, addirittura il doppio (novecentomila!) per la manutenzione e i servizi di pulizia. «Quando ho chiesto il perché di questo costo spropositato mi è stato risposto: perché il palazzo è vecchio», ha raccontato Fiumefreddo a Barresi. L edificio è del Andasse così con tutti gli immobili pubblici nel resto d Italia, staremmo freschi Più ancora che la scoperta di «una maxi-evasione da un miliardo» denunciata da Crocetta (arrabbiatissimo con quel 96,4% dei super ricchi siciliani che evade sistematicamente le tasse) e la scoperta di un elenco di ottocento «nullatenenti» con la Ferrari, la Maserati o addirittura l elicottero, elenco consegnato alla Procura della Repubblica nonostante «pressioni spaventose», colpisce però l uso sistematico di una massa di avvocati mai vista. Certo, per incassare certi crediti spesso difficili da recuperare occorre un gran lavoro nei tribunali. Ma i numeri emersi in Sicilia sono pazzeschi: in totale, i difensori della società regionale, alcuni pagati come dipendenti altri come collaboratori, risultano essere complessivamente 886. Cioè otto volte di più, per dare un termine di paragone, degli avvocati cassazionisti dell intera Francia. «Neppure Obama ne ha tanti», si è sfogato Antonio Fiumefreddo. Può scommetterci.. I dipendenti della Casa Bianca, dal direttore generale all ultimo assunto dei camerieri, come spiega il sito ufficiale, sono in totale 446. Cioè 440 in meno Gian Antonio Stella

7 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio INSIEME A NOI FAI CRESCERE IL PAESE Investi in obbligazioni Autostrade per l Italia Prima di aderire leggi il prospetto disponibile presso Autostrade per l Italia, i collocatori, Borsa Italiana o

8 8 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera Primo piano L emergenza Libia, sì dall Europa alla missione navale Via libera politico all azione di pattugliamento delle coste per fermare i trafficanti di uomini Ma per le incursioni a terra contro i barconi occorrerà attendere il consenso delle Nazioni Unite 26 mila e cinquecento i migranti che nei primi 4 mesi del 2015 hanno tentato la traversata verso le coste italiane, secondo i dati dell Unhcr, «nonostante condizioni meteo proibitive» 50 per cento chiede asilo politico. In maggioranza sono eritrei (5.390 arrivi solo nel mese scorso), seguiti da somali (3.720), nigeriani (2.790), gambiani (2.100), siriani (2.090) 2 mila e seicento, i minori arrivati via mare in Italia in questi primi mesi del 2015, dei quali non accompagnati. Lo scorso anno, sono arrivati oltre minorenni, di cui almeno la metà non accompagnati La missione capacità di carico (tonnellate) uomini di equipaggio incursori elicotteri tecnici di intelligence sensori elettronici e acustici Diversi Paesi hanno già confermato la loro partecipazione all «alleanza contro gli scafisti» che agirà su mandato Onu. Il quartier generale della missione sarà a Roma, affidato all'ammiraglio Enrico Credendino REGNO UNITO 1 nave da sbarco: Lyme Bay IRLANDA 1 pattugliatore: Eithne 85 1 FRANCIA 1 pattugliatore: Commandant Birot 92 sistemi per la guerra elettronica DALLA NOSTRA INVIATA BRUXELLES Il quartier generale sarà basato a Roma e il comandante sarà l ammiraglio italiano Enrico Credendino: il Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa dell Unione europea ha dato il via libera alla missione militare contro i trafficanti di esseri umani che salpano dalle coste della Libia, chiamata Eunavfor Med. Ora serve una risoluzione dell Onu. Il costo stimato della missione è di 11,82 milioni di euro per una fase iniziale di due mesi, più un mandato di 12 mesi. La missione fa parte di un progetto più ampio della Commissione Ue contro l emergenza immigrazione. La decisione, ha osservato con soddisfazione l Alto rappresentante per la Politica estera della Ue, Federica Mogherini, è stata presa in un tempo «record». Noi siamo tra i Paesi più esposti: dall inizio dell anno, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, Mar Mediterraneo SPAGNA 1 incrociatore portaelicotteri 1 aereo da ricognizione ITALIA 3 navi da sbarco e una nave spia: San Giorgio GERMANIA Hessen piloti 2+2 sistemi per la guerra elettronica San Giusto Accordo Italia-Francia-Germania Un eurodrone nel 2025 Italia, Francia e Germania hanno firmato un accordo che prevede lo sviluppo di un drone europeo di ricognizione e sorveglianza, nel tentativo di ridare vita a una proposta già avanzata nel 2013 per ridurre la dipendenza dalle tecnologie di Usa e Israele. I ministri della Difesa dei tre Paesi hanno annunciato ieri un programma biennale per la realizzazione del drone, che sarà attivo nel Spagna e Polonia potrebbero unirsi presto. carri armati 1 fregata e 1 nave appoggio: POLONIA e SLOVENIA Aerei da ricognizione ed elicotteri San Marco autocarri leggeri Berlin trasporta carburante, munizioni e altre merci di supporto Elettra Corriere della Sera sono arrivati in Italia migranti, circa il 10% in più rispetto allo stesso periodo del Oggi una riunione dei capi di stato maggiore della Difesa dei 28 Paesi farà il punto sui mezzi e gli uomini che saranno messi a disposizione: «Sono già operative nel Mediterraneo una nave inglese e due tedesche ha spiegato la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, mentre un pattugliatore irlandese arriverà in questi giorni. Abbiamo avuto uno disponibilità verbale molto ampia da parte dei vari Stati». Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel García-Margallo, ha detto che il suo Paese parteciperà con «una nave della marina dotata di elicottero e un aereo da ricognizione». Mentre la Danimarca ha fatto sapere di non voler partecipare al piano militare e di preferire Triton, la missione europea di sorveglianza e salvataggio nel Mediterraneo a cui la Ue ha triplicato il budget. La road map è avviata, ora si procede alla pianificazione militare. L obiettivo, ha detto Mogherini, è arrivare a dare il via alla prima fase dell operazione, che prevede esclusivamente un attività di intelligence e di pattugliamento, con il Consiglio Esteri del 22 giugno. Per passare alle fasi due e tre (intervento in acque libiche e distruzione dei barconi con anche incursioni sulle coste) è invece necessaria prima una risoluzione dell Onu: «Speriamo che nel frattempo venga approvata è stato l auspicio del capo della diplomazia Ue. Sul testo stanno lavorando la Gran Bretagna e la Francia, la Spagna e la Lituania e speriamo che si trovi anche un intesa con le autorità libiche». Mogherini ha spiegato che il fine della missione navale «è distruggere il modello di business dei contrabbandieri e delle reti di trafficanti nel Mediterraneo», rendendo «impossibile per le organizzazioni criminali riutilizzare il denaro con cui si arricchiscono e fanno morire le persone»: bisogna «rendere inutilizzabili gli strumenti di morte». Quanto alla presenza di legami tra i trafficanti e i terroristi, Mogherini ha detto che «abbiamo analizzato la questione, ma non posso confermare l esistenza di collegamenti». Francesca Basso Il confronto Modello Somalia (e differenze) di Guido Olimpio P er la Libia pensano ad una ripetizione dell Operazione Atalanta, la missione lanciata dall Ue nel 2008 per contrastare la pirateria in Somalia. Una missione riuscita. La strategia europea contro i predoni del mare somali si è basata su alcuni punti chiave. Creazione di un corridoio marittimo protetto da unità navali di molti paesi, Italia compresa. Scorta a gruppi di mercantili. Disponibilità di una base logistica fondamentale a Gibuti. Nella zona sono poi entrate in azione le Marine di altri stati: Russia, Iran, Cina, India, Giappone e Usa hanno mandato le loro unità militari. In qualche occasione gli Stati Uniti hanno condotto azioni a terra, con droni e forze speciali. Attacchi non contro i pirati ma bensì per neutralizzare i qaedisti. Interventi limitati nel tempo e nei numeri. Decisivo infine il ricorso alle guardie a bordo dei cargo. La maggior parte dei mercantili hanno piccoli nuclei armati che rappresentano una deterrenza notevole. Inoltre sulle navi sono state create «cellule di sicurezza» per proteggere gli equipaggi. È evidente che lo scenario libico è molto diverso. Intanto l azione non è difensiva ma offensiva. Inoltre in Somalia è facile individuare il barchino pirata, complicato invece distinguere il peschereccio legittimo da quello usato per i traffici di immigrati. Servirà un grande lavoro di intelligence. ENERGIA? SU CON Quando devi fare tante cose e hai bisogno di più energia c'è Sustenium Plus! Sustenium Plus ha una formula unica, con Creatina, Arginina, Beta Alanina, Vitamine e Sali minerali, studiata per trasformare i nutrienti in energia ed aiutarti a stare su tutto il giorno.

9 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 PRIMO PIANO 9 Divisi Francia Sabato il premier Manuel Valls ha respinto il sistema di quote decise a livello europeo: «La Francia è invece per un sistema di guardie di frontiera» Spagna «Nessun Paese può accettare dei migranti a cui non può provvedere con dignità», ha detto il ministro degli Esteri García- Margallo, contestando le quote Quote dei migranti Francia e Spagna chiedono modifiche Cresce il fronte dei contrari. Gentiloni: no a retromarce BRUXELLES Al Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa il responsabile della Farnesina, Paolo Gentiloni, ha ammesso le difficoltà e ha definito «coraggiosa» la proposta della Commissione europea di condivisione obbligatoria tra i Paesi membri delle masse crescenti di profughi provenienti soprattutto dall Africa e dal Medio Oriente. Salendo al livello decisionale dei governi, perfino due Stati mediterranei, Francia e Spagna, hanno frenato sull ipotesi di quote di ripartizione dei profughi predefinite a Bruxelles. Si è così rafforzato lo schieramento di opposizione netta, costituito dai Paesi dell Est con in testa Ungheria e Polonia. Il Regno Unito si sente ancora più convinto di utilizzare la clausola dei Trattati Ue pretesa per restare fuori dall Unione europea quando si decide su immigrazione e asilo, che può essere invocata anche da Irlanda e Danimarca. L Alto Rappresentante per la politica estera dell Ue, Federica Mogherini, che da vicepresidente della Commissione europea è stata tra i promotori della proposta di quote obbligatorie di ricollocazione tra i Paesi membri, si è limitata a segnalare diplomaticamente la non competenza del Consiglio Esteri perché «l accordo va trovato nella riunione dei ministri degli Interni» a metà giugno. Gentiloni è stato più franco, constatando che l immigrazione è «un tema molto delicato per gli equilibri politici interni» in molti Paesi. Ha sottolineato l accelerazione positiva dell Europa, dopo l ultima ecatombe di centinaia di migranti nel Mediterraneo, con il via libera politico alla missione navale anti-trafficanti di esseri umani. Vede Decisione a giugno La Mogherini ricorda: «l accordo va trovato nella riunione dei ministri degli Interni» ancora una «volontà di ridiscutere» l estensione ai migranti delle quote di condivisione obbligatoria pur già contestate limitatamente ai richiedenti asilo. E, davanti a domande come «l Italia si sente abbandonata o più sola?», ha condiviso l analisi di tanti addetti ai lavori a Bruxelles affermando: «Mi aspetto una discussione non facile» nelle decisive riunioni in giugno dei ministri degli Interni e poi dei 28 capi di governo. Molti Paesi membri hanno fatto capire di non voler nemmeno sentire parlare degli immigrati clandestini, che costituiscono il principale problema per Italia, Grecia, Malta e Spagna. La Germania teme quest anno l arrivo di 400 mila profughi (dai 100 mila del 2013) e la conseguente irritazione dell elettorato soprattutto di centrodestra. Pertanto la cancelliera Angela Merkel intende accettare le quote obbligatorie solo per i richiedenti asilo e se alleggeriscono il carico tedesco. In più, in cambio degli esborsi per potenziare i pattugliamenti nel Mediterraneo, pretende di controllare che Italia e Grecia non si liberino di migranti camuffandoli da profughi con diritto di asilo. Francia, Svezia, Olanda e Austria, che accolgono tanti rifugiati, appoggiano Berlino. La Spagna concorda sui principi, ma vuole trasferire un numero maggiore di rifugiati ai Paesi più ricchi (e non viceversa) a causa dei suoi troppi sen- I criteri La Commissione Juncker ha proposto di redistribuire i richiedenti asilo all interno della Ue con un sistema di quote. In particolare, per calcolare le quote di ogni Paese, la Commissione tiene conto della popolazione (40%), Pil (40%), disoccupazione (10%) e sforzi compiuti (10%). Qui sotto, i numeri dei vari Paesi za lavoro. «Il tasso di disoccupazione è fondamentale per conoscere la capacità di integrazione ha protestato il ministro degli Esteri spagnolo José García-Margallo. Nessun Paese può accettare dei migranti a cui non può provvedere in condizioni di dignità». Gli Stati dell Est si mostrano ancora più rigidi. «Siamo contrari alle quote obbligatorie ha dichiarato il ministro ungherese per i rapporti con l Europa Szabolcz Takacs. E credo lo siano anche Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baltici, Polonia e Regno Unito». Takacs ha confermato che l Ungheria sta impegnandosi per consolidare l opposizione e per «trovare nuovi alleati». L obiettivo non appare difficile, se si considera che sulla proposta di condivisione obbligatoria dei migranti il governo socialista del francese Manuel Valls non è troppo lontano da quello di destra dell ungherese Viktor Orban. E che molti premier appaiono preoccupati dal «rischio di perdere le elezioni, se sbagliano il posizionamento sull immigrazione». Il piano Quote (in %) per la distribuzione dei migranti proposte dalla Commissione Germania È il Paese che ha lanciato e sostenuto il sistema di quote, ma per alleggerire il suo carico. In base ai criteri europei, resta quello che accoglierà più rifugiati (3.068) Germania Francia ITALIA Spagna Polonia Olanda Portogallo Romania Rep. Ceca Svezia Belgio Austria 18,4 14,17 11,84 9,1 5,64 4,35 3,89 3,75 2,98 2,92 2,91 2,62 Svezia Per il ministro della Giustizia Johansson è la «strada giusta» nel momento in cui «è chiaro ormai che dobbiamo aumentare lo sforzo di condividere la responsabilità» Sete Distribuzione d acqua a migranti provenienti dall Africa subsahariana e fermi in un centro di detenzione libico a Tripoli (Afp/Mahmud Turkia) Grecia Altri* 1,90 15,48 *Ungheria, Slovacchia, Estonia, Croazia, Finlandia, Bulgaria, Lettonia, Lituania, Slovenia, Lussemburgo, Malta, Cipro. Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda non partecipano Fonte: Eurostat-Ue d Arco «Valls fa bene: i clandestini ci percepiscono come l Eldorado» Il sindaco di Nizza: «Da noi moltissimi vantaggi sociali, altrove meno. Serve una riforma del welfare» R. Unito Il Regno Unito si oppone e resta fuori dal piano della Ue. Secondo la ministra della Giustizia Theresa May, le quote «incoraggiano più migranti a intraprendere il viaggio» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI Il sindaco di Nizza Christian Estrosi era accanto a Manuel Valls, sabato a Mentone, quando il premier ha annunciato il no della Francia alle quote proposte dall Unione europea. Ex ministro, deputato e candidato alla presidenza della regione per il centrodestra, il figlio di immigrati italiani Estrosi chiedeva da tempo più fermezza sull immigrazione. L opposizione, che lei rappresenta, oggi è d accordo con il governo. La Francia sembra unita contro le quote. «Manuel Valls ha fatto bene a rifiutare la proposta dell Unione europea. Sarebbe ridicolo redistribuire i migranti illegali tra Paesi che hanno gradi di protezione sociale diversi. Non siamo d accordo però con Valls quando Valls si dice favorevole a una ripartizione di quanti chiedono il diritto di asilo, che oggi equivale a una passerella per i clandestini. Solo il 5% dei respinti vengono effettivamente riaccompagnati alla frontiera.il diritto di asilo costa alla Francia oltre 15 milioni di euro al mese. È una spesa colossale». L idea delle quote era giudicata dall Italia come un passo in avanti, il riconoscimento che il problema degli Chi è Christian Estrosi, sindaco di Nizza con l Ump, ex ministro, candidato alla presidenza della regione, è figlio di immigrati italiani sbarchi è europeo, non solo nostro. Non le pare? «La responsabilità è europea, non italiana, su questo non ci sono dubbi. Ma dobbiamo evitare che certi Paesi come la Francia vengano percepiti dai migranti come un Eldorado. In Francia esiste l aiuto medico di Stato, che viene concesso dopo tre mesi a chiunque si trovi in situazione irregolare sul nostro territorio: costa un miliardo l anno. Lo stesso vantaggio non esiste in altri Paesi europei. Serve una riforma globale dei sistemi sociali, e spiegare che la Francia non è una terra promessa, ci sono milioni di disoccupati e di poveri». Da sindaco della vicina Nizza dove arrivano molti migranti attraverso l Italia, che cosa pensa dell azione delle autorità italiane? «Fanno quel che possono, non mi sento di rimproverare loro nulla. Mi piacerebbe però L errore Ridicolo redistribuire i migranti illegali tra Paesi che hanno protezioni sociali diverse che l Europa desse più mezzi all Italia e anche alla Francia. La gente muore nel Mediterraneo da anni, abbiamo perso tempo». Con il no della Francia e anche della Spagna pensa che il piano Juncker sulle quote sia definitivamente tramontato? «Lo spero. Non ce lo possiamo permettere. Ricorrere alle quote significa accettare l idea che accogliamo dei migranti per condannarli alla miseria. Non è quel che auguro né a loro, né al mio Paese né all Unione europea». Stefano

10 10 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera * * DENOMINAZIONE CODICE ISIN VALUTA EMISSIONE TAGLIO MINIMO PREZZO DI EMISSIONE SCADENZA CEDOLA ANNUA LORDA 1 E2 ANNO(1) CEDOLA ANNUA NETTA 1 E2 ANNO(1) CEDOLA ANNUA VARIABILE LORDA DAL3 AL7 ANNO(1) OBBLIGAZIONE BANCA IMI COLLEZIONE TASSO MISTO DOLLAROUSASERIEII IT USD DOLLARI STATUNITENSI 99,66% 14/05/2022 3,60% 2,66% Libor USD 3mesi+0,50% OBBLIGAZIONE BANCA IMI COLLEZIONE TASSO MISTO STERLINA INGLESE SERIE I IT GBP STERLINE INGLESI 99,63% 14/05/2022 3,30% 2,44% Libor GBP 3mesi+0,50% (1) La tassazione vigente al momento dell emissione è pari al 26%

11 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio Primo piano Il documento I testi All Onu è in via di preparazione la risoluzione che autorizzerà, in base al Capitolo 7, l eventuale uso della forza contro gli scafisti Sul testo stanno lavorando i quattro Paesi europei che fanno parte del Consiglio di Sicurezza (i permanenti Gran Bretagna e Francia, i temporanei Spagna e Lituania) con il contributo dell Italia La risoluzione, se approvata, sarà la seconda sulla Libia dopo la numero 1973, proposta da Stati Uniti, Francia, Libano e Regno Unito e approvata 17 marzo 2011 Quel testo diede il via all intervento che portò alla fine del regime di Gheddafi. In origine chiedeva al governo di Tripoli, tra l altro, l istituzione immediata di una tregua e la fine completa delle violenze e degli attacchi ai danni dei civili, imponendo una zona di divieto di sorvolo sopra i cieli libici e autorizzando tutti i mezzi necessari a proteggere i civili Cina e Russia hanno messo in guardia dall «imitare» un testo che ha portato «danni non previsti» La risoluzione Onu Nella di Marco Galluzzo La decisione presa ieri dalla Ue è solo un pezzo del puzzle. È una decisione monca, perché deve essere ancora ratificata dal Consiglio europeo e fornisce un quadro di massima a cui mancano molti dettagli. Ma soprattutto perché attende il via libera da parte delle Nazioni Unite, il che significa un disco verde da parte di Mosca (e di Pechino, che però di solito per questioni che riguardano il Mediterraneo tende a seguire le decisioni dei russi). Dalla bozza della risoluzione che in questi giorni è oggetto di negoziati, e di continui cambiamenti, nel Palazzo di Vetro, e di cui il Corriere è entrato in possesso, emerge un quadro con alcune sorprese (una lettera della Libia che ha fornito un elenco dettagliato dei trafficanti che operano nel suo territorio e nelle sue coste alle autorità delle Nazioni Unite), alcuni punti fermi (il mandato di cui l Onu discute sarà per un operazione internazionale di 12 mesi) e molti nodi ancora da sciogliere. La lettera della Libia Nelle sei pagine di documento, che la Mogherini ha difeso e illustrato la settimana scorsa a New York, che è stato presentato formalmente da Londra, visto che l Italia in questo momento non fa parte del Consiglio di Sicurezza, la parte dedicata alle operazioni militari contro i trafficanti di esseri umani è ancora ballerina. È la parte che fa riferimento al capitolo 7 della Carta dell Onu ed è preceduta da una novità: è stata la stessa Libia, o almeno il governo riconosciuto a livello internazionale, a richiedere all Onu un operazione di assistenza che metta in sicurezza «le acque territoriali» dello Stato e il suo stesso «territorio». Ricognizioni aeree e navali Nella parte operativa della bozza di risoluzione le Nazioni Unite chiedono a tutti i Paesi membri di scambiarsi tutte le informazioni possibili su atti di traffico di esseri umani che riguardino le coste e le acque territoriali della Libia. Uno scambio che deve essere esteso, per l Onu, a qualsiasi dettaglio che possa emergere sia attraverso «ricognizioni navali che aeree» dei Paesi membri. Ovviamente con un coordinamento che coinvolga le autorità libiche, e in un quadro che richiama «l integrità territoriale e l unità nazionale» del Paese. Una delle tante premesse di un preambolo in DAL NOSTRO INVIATO TUNISI Una missione armata fra Tripoli e Tobruk? È importante che si eviti l opzione estrema, perché si è visto quali incognite si aprono da queste parti quando tuonano le bombe. Glielo dicono così, senza velature diplomatiche, ed è un richiamo inutile per lui, tanto è vero che si è già espresso diverse volte proprio nello stesso modo. Così il presidente della Repubblica, giunto a Tunisi per una visita cui tiene molto, non esita a spiegare che non si farà nulla di militarmente devastante in Libia, e comunque nulla senza l assenso dei padroni di casa. Stavolta lo ripete in chiave più netta. «L Italia, come la Tunisia, è convinta che non vi possa essere una soluzione militare alla bozza di sei pagine c è la lettera del governo di Tobruk che chiede assistenza La missione durerà 12 mesi. Il nodo dei confini: si potrà agire in acque territoriali libiche? cui si citano sia le decisioni del Consiglio europeo di aprile, sia le attuali missioni navali europee nel Canale di Sicilia. I confini Al quinto punto delle decisioni che le Nazioni La lotta al terrorismo unisce Tunisi e Roma in un patto di civiltà che accomuna ogni Stato che voglia la pace crisi e che sia invece urgente raggiungere in tempi brevi, e grazie alla mediazione del rappresentante Onu Bernardino León, un compromesso politico che consenta la nascita di un governo di unità nazionale». Nessun massiccio intervento sul terreno, dunque. Nessuna mobilitazione di truppe su larga scala né ricorso ai bombardamenti ipotizzati da qualcuno per risolvere il problema libico nella maniera più drastica, ma anche più pericolosamente carica di effetti collaterali. Insomma, promette, nessuna guerra. Semmai brevi e mirate incursioni lungo le coste. Azioni di polizia coordinate da un intelligence plurale, per eliminare le imbarcazioni con cui i trafficanti stanno trasformando il Sud del Mediterraneo in un «cimitero di profughi». Decisioni che i governi dovranno concordare dentro una cornice di legalità autorizzata da una risoluzione del Palazzo di Vetro. Mentre Sergio Mattarella prende il suo impegno «di fondo» a Cartagine, in un colloquio riservato con il collega Beji Caid Essebsi, il quale sa perfettamente che l ospite ha un doppio titolo per parlare: quello di capo dello Stato e quello di capo del Consiglio supremo di difesa italiano. Certo, la «speranza che le Nazioni confinanti, l Ue e la comunità internazionale trovino gli strumenti per aiutare la Libia ad arrivare alla pacificazione» può sembrare un wishful thinking, un pio desiderio. Dopotutto, però, è questo il compito della politica. Un compito ineludibile oggi, pressati come siamo dal fanatismo dell Isis Il conflitto Parata militare a Tripoli: in Libia è in corso un duro scontro tra le forze della capitale e quelle di Tobruk (Ansa) Unite potrebbero adottare la bozza in qualche modo si sdoppia in due commi apparentemente identici ma in realtà molto diversi: in entrambi i punti i Paesi del Consiglio di sicurezza sono pronti ad autorizzare «ispezioni di imbarcazioni e di beni per i quali esiste il ragionevole sospetto che possano essere utilizzati per il traffico di esseri umani»; sono altresì d accordo nello stabilire che dopo una prima ricognizione gli Stati membri «possano usare tutti i mezzi a disposizione per sequestrare» (le imbarcazioni o i beni) dei trafficanti, «o per disporne», compresi strumenti «di distruzione o che rendano inutilizzabili» i mezzi degli stessi trafficanti. Una cornice che però può variare di molto a secondo dei confini geografici dell autorizzazione che l Onu potrebbe dare: sino a cinque giorni fa la materia era ancora dibattuta dagli ambasciatori che rappresentano i loro Paesi al Palazzo di Vetro. In un caso si fa riferimento alle «acque territoriali della Libia e al suo territorio», nel secondo, che la Russia preferisce, il riferimento si restringe alle «acque internazionali». La ricerca di un compromesso è oggetto dei negoziati di queste ore, con i Paesi europei che sono presenti nel Consiglio di Sicurezza, Francia e Gran Bretagna in primo luogo, che spingono perché le acque territoriali della Libia possano essere incluse. Pochi giorni fa, secondo indiscrezioni pubblicate dai quotidiani inglesi, sono emersi dettagli di un piano britannico di incursioni sottomarine: il confine geografico della risoluzione Onu ovviamente definirebbe non solo l ampiezza del teatro delle azioni militari possibili ma anche la loro complessità. La sicurezza In entrambi i testi ovviamente si fa riferimento anche ai migranti, e si prescrive che ogni tipo di operazione dovrebbe includere «la messa in salvo delle persone che possano trovarsi a bordo delle imbarcazioni, in accordo alle regole del diritto internazionale, dei diritti umani e delle norme internazionali sui rifugiati». Insomma i nodi da sciogliere, e oggetto di discussione, sembrano ancora tanti. Anche se Federica Mogherini, la scorsa settimana, a New York, ad una precisa domanda sulla Russia, ha risposto di «non aver riscontrato un opposizione» agli obiettivi della risoluzione «da parte di nessuno Stato membro». Un eventuale coalizione di Stati dovrebbe poi «informare il Consiglio entro 3 mesi» dall inizio delle operazioni, e potrebbe vedersi esteso il mandato «su richiesta delle autorità libiche». Il monito di Mattarella: «No a soluzioni militari» Il presidente in visita a Tunisi: i flussi di migranti dramma senza precedenti, tutta l Ue deve farsene carico che due mesi fa, proprio qui, ha dato una sanguinosa prova di forza al Museo del Bardo. Tra un incontro e l altro, all insegna della solidarietà, Mattarella onora quei 23 morti e quattro erano italiani fermandosi in quei saloni e deponendo una corona sotto la stele con i loro nomi. «La lotta contro il terrorismo unisce Tunisi e Roma in un patto di civiltà che accomuna ogni altro Stato che voglia la pace», dice. Frase alla quale il presidente Essebsi annuisce convinto. Del resto gli ha appena ricordato, assieme agli altri interlocutori locali, che «questo Paese è l avamposto democratico più saldo» dell area, dov è stata fatta una rivoluzione «pacifica e senza vittime» e dov è in corso una transizione cruciale che l Italia segue da vicino e appoggia. Ecco perché, oltre che per una «storica e profonda amicizia», il nostro sostegno prende lo sbocco di un Memorandum d intesa della cooperazione fino al 2016, che il capo dello Stato firma e cita nel solenne discorso al Parlamento. E qui, quasi di rincalzo al governo, che a Bruxelles trova i primi scogli sulla ripartizione in quote dei migranti, Mattarella si lancia in un esortazione esplicita, che toglie a tutti alibi e attenuanti. «I flussi che partono dalla Libia configurano un dramma umanitario senza precedenti di cui l Europa deve farsi carico collettivamente, con senso di responsabilità, spirito di solidarietà e disponibilità all accoglienza». Marzio Breda

12 12 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera Politica Berlusconi: sono fuori dalla politica Un aggressore fermato sotto il palco L ex premier a Saronno: ma ho senso di responsabilità, girerò tutte le province d Italia DAL NOSTRO INVIATO SARONNO Al mattino, Silvio Berlusconi sembra esplicito come mai era stato: «Ormai sono fuori dalla politica. Sono soltanto qualcuno con un grande senso di responsabilità nei confronti del mio Paese...». Nel pomeriggio, però, chiama alla crociata «i missionari della libertà» e strappa l ovazione con il numero consolidato: «Non consegniamo l Italia ai comunisti». Da una parte, sembra disilluso: «Se guardo il futuro, non vedo un ricompattamento del centrodestra». Dall altra, ribadisce il suo sogno: «Quello di un movimento che sappia accogliere tutti i moderati d Italia». Gli umori sembrano mutevoli, l apparente contraddizione si alimenta anche di quello che l ex premier aveva detto la domenica sera a Lecco: «Nei prossimi diciotto mesi sarò in tutte le Province d Italia» per rilanciare la sfida a Matteo Renzi. Eppure, la chiave dei «due» Berlusconi è, secondo coloro che gli sono vicini, semplicemente nella presa d atto: non sarà più lui il candidato premier, non lui il leader di un A Saronno Berlusconi (alle sue spalle Lara Comi) ieri in sostegno del candidato sindaco Pierluigi Gilli, alla sua destra (Newpress) La vicenda Oggi processo per direttissima Massimiliano Passiu, 44 anni, arrestato mentre tentava di raggiungere Silvio Berlusconi a Saronno, era già noto per droga, lesioni e resistenza. Tra l altro, nel 2007 era stato fermato in Sardegna due volte in una settimana. Sarà processato per direttissima a Busto Arsizio. centrodestra di cui ancora non si vede la forma. E pazienza se la legge Severino a molti già sembrava suggerirlo. Fino a qui, i suoi sostenitori si dicevano certi che la Corte europea per i diritti dell uomo avrebbe sanato «l infamia». Ora, il fondatore di Forza Italia pensa a sé stesso più come a un padre nobile. All ispiratore del futuro partito «che riunisca tutti i moderati che, non ho un ombra di dubbio, in Italia sono la maggioranza». Il problema, e l ambizione, è «trasformare quella maggioranza numerica in maggioranza politica». Resta il fatto che il centrodestra resta diviso, in Italia come a Saronno, dove il candidato sindaco di Forza Italia non è sostenuto dalla Lega. Lara Comi, eurodeputata azzurra, scuote la testa: «Quando Forza Italia era al 35% è stata accogliente con tutti, Lega inclusa. Oggi, da parte loro, non vedo lo stesso rispetto». L intera giornata dell ex premier ha un sapore insolito. Chi lo sa, forse nell umore del Cavaliere gioca un ruolo anche la visita ai luoghi d origine della famiglia: il padre di Silvio Berlusconi, Luigi, era proprio di Saronno e Lara Comi gliene regala il certificato di nascita e lo porta in visita alla casa che fu della famiglia. Lui rievoca a lungo gli anni giovanili e i giorni della fondazione di Forza Italia: «Erano contro tutti: amici, parenti, dirigenti delle mie aziende». In ogni caso, la carica simbolica dell uomo resta. E non soltanto per i sostenitori e i militanti che riempiono la piazza di Saronno. Mentre Silvio Berlusconi sta parlando, un uomo punta diritto su di lui, cerca di farsi largo. Non fa molta strada, i carabinieri e la sicurezza dell ex premier lo bloccano, lo spingono fuori dalla folla, lo atterranno e quindi lo portano via. Sarà identificato e poi arrestato con l accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni come Massimiliano Passiu, 44 anni, già noto alle forze dell ordine e, secondo alcuni militanti, già visto alcune volte intorno ai gazebo del partito con atteggiamento poco amichevole. Sarà processato per direttissima questa mattina al tribunale di Busto Arsizio. Un carabiniere ha riportato contusioni guaribili in sette giorni. Francesca Pascale, la compagna del premier, appare spaventata: «Voleva aggredire uno di noi o il presidente. Le forze dell ordine sono state pronte ed è stato evitato uno spiacevole episodio». Marco Cremonesi La compagna Francesca al suo fianco: Silvio resterà il leader più amato di Tommaso Labate a sinistra per Renzi è solo un opportunità. A lui piace il potere e «L ci sta giocando senza il mandato dagli italiani». Di fronte a un gruppo di amici, Francesca Pascale tira fendenti contro Matteo Renzi. E proprio nel giorno in cui Silvio Berlusconi declina con una battuta la sua avventura politica al passato, la sua fidanzata spegne ogni incendio. Anzi, rilancia: «Credo che al centrodestra non manchi un leader. Ce l abbiamo da vent anni, sempre eletto dal popolo. I moderati non avranno mai più un leader amato come è amato Silvio. Il leader semmai manca al centrosinistra visto che, in Campania e altrove, Renzi non scende per sostenere i suoi candidati». E pensare che, negli ultimi mesi, la Pascale aveva collezionato una serie di storielle più diffuse persino delle leggende metropolitane Tifo Francesca Pascale, tifosa del Napoli, al Milan Club Femminile Stella a Saronno (Andreoli Emilio) sui coccodrilli nei tombini di New York. Da misteriose fughe di casa a improbabili trasferimenti di residenza in Spagna, passando per un numero indeterminato di litigi con Berlusconi accompagnati da altrettante e presunte rotture del fidanzamento. Ora la smentita più visibile. Dove c è lui, c è lei, con l immancabile spilletta della lotta all Aids. A Genova, immortalata nel suo scatto di reni seguito alla caduta dell ex premier. E in Puglia, da dove è tornata raccontando di quelle mogli dei pugliesi che le dicevano «si vede che sei innamorata dell uomo Silvio, più che del politico Berlusconi». Fino a Saronno, ieri, dove ha continuato a sottoporsi a una sessione di selfie e strette di mano. Com è capitato anche in un Milan club tutto al femminile, quando ha accettato una sciarpa rossonera rivendicando che «il mio cuore rimane biancazzurro» come il Napoli. La crisi Forza Italia vive una stagione di difficoltà per le divergenze interne legate alla leadership di Silvio Berlusconi sempre più in discussione I più recenti risultati elettorali degli azzurri, alle amministrative del Trentino Alto Adige, sono stati molto deludenti. Forza Italia si è fermata al 4,2% a Bolzano e al 3,6% a Trento Ora tutti gli sguardi sono rivolti alle Regionali del 31 maggio. In particolare, le attenzioni si concentrano sulla Puglia dove la rottura con Raffaele Fitto ha portato a due candidature contrapposte nel centrodestra Forza Italia appoggia Adriana Poli Bortone (esponente di Fratelli d Italia da cui è stata sospesa per la scelta di correre con FI), mentre Fitto, FdI e Area popolare sostengono Francesco Schittulli Per gli azzurri è rilevante anche l esito del voto in Campania. Il centrodestra in questo caso è unito attorno al governatore uscente Stefano Caldoro, uomo di Forza Italia, che deve reggere la sfida con il dem Vincenzo De Luca Polemica sulla Rai «Spot al premier» L ira di Brunetta contro Giletti E lui: ascolti boom ROMA Passano gli anni, cambiano le maggioranze di governo ma sotto le campagne elettorali si discute sempre di spazi televisivi, di presenze in video, di interviste. Ieri è toccato a Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, attaccare la Rai e Massimo Giletti per l intervista a Matteo Renzi andata in onda domenica a L Arena su Raiuno. Tweet brunettiano: «Intollerabile sovraesposizione mediatica Renzi, spottone da Giletti». Poi, con una dichiarazione, ha rincarato la dose: «È andato in scena solo l ultimo sprezzante esempio dell uso privato del servizio pubblico radiotelevisivo da parte del premier Renzi, con una macroscopica violazione delle regole della par condicio che sono chiarissime e stringenti specialmente a due settimane dalla campagna elettorale». La posizione di Brunetta è condivisa da tutta Forza Italia. Maurizio Gasparri e Paolo Romani, rispettivamente vicepresidente del Senato e capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, annunciano un esposto all Autorità per le Comunicazioni. Contestano Giletti ma anche Lucia Annunziata per la sua intervista a Raffaele Fitto durante In ½ h su Rai Tre: «Riteniamo scandaloso che a due settimane dalla tornata elettorale, in pieno regime di par condicio, il presidente del Consiglio dei ministri abbia partecipato all Arena di Giletti, con un ampio spazio tutto suo e senza contraddittorio, e che l europarlamentare Fitto, intervistato da Lucia Annunziata, abbia utilizzato analoga trasmissione per parlare contro Berlusconi, Forza Italia e il futuro del centrodestra cogliendo l occasione per annunciare l addio al Ppe e confluire nel gruppo dei conservatori europei». Inevitabile la rezione di Giletti: «All Arena abbiamo fatto il botto, 24,13% con oltre tre milioni e mezzo di spettatori, più di tutti gli altri talk settimanali messi insieme». Poche parole per Brunetta: «Siamo in campagna elettorale, può dire quello che vuole, lui è di un altro partito rispetto a Renzi». E Brunetta controreplica parlando di «intervista in ginocchio e senza contraddittorio» e confermando l esposto all Agcom: «Giletti arrogante, dovrà rispondere davanti alle sedi preposte di quanto accaduto. Non si può usare il servizio pubblico per fare spot e favori al premier di turno. Proprio perché siamo in campagna elettorale Giletti dovrebbe rispettare la par condicio». Paolo Conti

13 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 Il gruppo Conservatori e riformisti europei è il nome del gruppo parlamentare del Parlamento Ue creato il 22 giugno 2009 da partiti conservatori di destra e di centrodestra che si dichiarano euroscettici e antifederalisti. È il terzo gruppo dopo il Ppe e l Alleanza progressista dei socialisti e democratici Il retroscena di Paola Di Caro Fitto scende in campo Parte la conta nei gruppi che divide Forza Italia ROMA L attesa è tanta, ma dicono i suoi «molto difficilmente» Raffaele Fitto annuncerà oggi l uscita dei suoi fedelissimi da Forza Italia e la nascita di gruppi parlamentari autonomi, probabilmente dal nome «Conservatori e riformisti». Non che ci sia dubbio alcuno ormai sulla scissione, di fatto annunciata già da Silvio Berlusconi a Lecce («Qualcuno è andato Oltre, per me è già fuori») e dallo stesso ex governatore, che ieri ha ribadito come quello di Forza Italia sia ormai «un declino irreversibile», causato in primo luogo dal Cavaliere. E però, i tempi della formalizzazione del divorzio non sono indifferenti. Il messaggio che arriverebbe agli elettori in caso di addio ufficializzato sarebbe infatti molto negativo per gli elettori chiamati al voto il 31 maggio. Ma anche nei gruppi parlamentari si respira ormai un clima da si salvi chi può. Fitto ripete che non bisogna guardare «ai giochi di palazzo, alle alchimie dei gruppi», che non è quello dei numeri dei parlamentari il punto su cui concentrarsi, anche se conferma che saranno una trentina (circa venti alla Camera e una decina al Senato, tra i quali Rocco Palese, Daniele Capezzone, Cinzia Bonfrisco) quelli che passeranno con lui, e potrebbero crescere nei prossimi giorni fino a quaranta, se è vero che i tre senatori e tre deputati che fanno riferimento all ex leghista Flavio Tosi sembrano interessati al progetto. Però, appunto, Fitto sembra aver scelto un percorso graduale per arrivare alla rottura definitiva: in questi giorni il suo obiettivo è quello di far capire quanto politico sia il suo progetto, che passa per l adesione sua personale al gruppo dei Conservatori europei e con la scelta di una linea che sull Europa è «molto più combattiva» di quella del Ppe. Linea che, Il leader leghista e le contestazioni Salvini attacca il capo della polizia «Pansa non sa fare il suo mestiere» precisa l ex ministro «è quella che Berlusconi quando parla condivide, ma non è capace di fare il passo che facciamo noi e resta nella terra di nessuno». Mentre lo scontro infuria sale in Parlamento lo scoramento, quasi la disperazione: «C è gente rivela un big azzurro Continuano le contestazioni ai suoi incontri pubblici e così dopo Angelino Alfano, nel mirino del leader leghista Matteo Salvini (nella foto Cavicchi ieri al mercato di Recco) finiscono i vertici della polizia: «Non sono le forze dell ordine ma coloro che le dirigono che in alcuni casi non sono all altezza: non solo il ministro dell Interno, anche il capo della polizia Pansa non è in grado di fare il suo mestiere». Il progetto Raffaele Fitto oggi annuncerà l addio a Forza Italia e la nascita del gruppo dei «Conservatori e riformisti». Ne faranno parte 18 senatori e 15 deputati eletti con il partito degli azzurri In questa operazione potrebbero rientrare anche i tre deputati e tre senatori ex leghisti che ora appoggiano il progetto del sindaco di Verona Flavio Tosi POLITICA 13 Conservatori L ex governatore verso nuovi gruppi, forse dal nome «Conservatori e riformisti» che quando mi incrocia mi dice che fortuna che hai ad avere un lavoro, per noi è finita...». Perché la sensazione è che non ci sia un domani politico per la stragrande maggioranza degli attuali eletti, e le parole di Berlusconi che un giorno si dice in campo e il giorno dopo si chiama fuori non aiutano a immaginare qualsivoglia futuro. Tanto più che un altra scissione sembra alle porte, anche se in tempi più lunghi, ed è quella dei verdiniani. Anche loro sostengono di avere oltre 25 parlamentari, più di una decina al Senato. E se il loro obiettivo immediato è quello di cercare di convincere Berlusconi, dopo le Regionali, a riprendere i rapporti con Matteo Renzi, la consapevolezza è che «sarà difficilissimo, lui pensa a un nuovo partito di facce giovani con lui a dominare, per noi non c è più posto». Quindi la probabile rottura porterebbe non tanto ad un nuovo partito quanto alla possibilità almeno di allungare la legislatura, fornendo a Renzi i voti che gli potrebbero mancare in caso di defezioni nel Pd. Se il quadro fosse questo, FI si ritroverebbe con le truppe dimezzate e con numeri che in Parlamento la renderebbero pressoché ininfluente. Per questo nessuno pensa davvero che il «meno siamo meglio stiamo» sia uno slogan credibile, e dice un suo fedelissimo non lo pensa «nemmeno Berlusconi».

14 14 POLITICA Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera La Nota di Massimo Franco LA DIFFICOLTÀ DI GIUSTIFICARE UNA MISURA IMPOPOLARE Il retroscena di Maria Teresa Meli ROMA «I bilanci li faremo a urne chiuse». Matteo Renzi è convinto che prima del voto sia inutile trarre le somme delle vicende che riguardano il Partito democratico e, più in generale, il centrosinistra. Ma lì si è aperta una partita già adesso, in piena campagna elettorale. Una partita che coinvolge tutti gli oppositori (interni ed esterni) del presidente del Consiglio. I giocatori sono diversi. E in molti ambirebbero al ruolo di «capitano». Però, come spesso accade in quell area, le divisioni sono forti. Basta ascoltare i discorsi di alcuni dei protagonisti di questa vicenda. Luca Pastorino, candidato dei ribelli del Partito democratico in Liguria, osserva: «Stefano Fassina non se ne va adesso, ma anche quando se ne andrà non porterà via niente. Pippo Civati, invece, conta a livello nazionale, benché sia troppo presto per testarlo». Insomma, Pastorino non ricambia lo slancio di Fassina, il Il progetto Il capo di Fiom, che punta anche alla Cgil, non vuole Sel e Prc. Ai suoi dice: sono zavorra quale ha dichiarato che in Liguria voterebbe per lui. In compenso, il deputato del Pd, che concluderà la sua esperienza di democrat una volta che la riforma della scuola verrà approvata, ha contatti ravvicinati con Susanna Camusso. La leader della Cgil, come è noto, non ama Renzi e sogna la nascita di un altro soggetto politico: «A sinistra ci vorrebbe una cosa nuova». Quella «cosa» che una fetta della Cgil (una fetta soltanto perché, per fare un nome, la potente segretaria dei pensionati di quel sindacato, Carla Cantone, è contrarissima) vorrebbe costruire con Fassina, il quale è convinto che «prima di pensare a dei gruppi parlamentari autonomi» occorra «creare all esterno le condizioni». Il che significa, né più e né meno, che con una parte della Cgil tenterà di tagliare il cordone ombelicale che lega alcuni circoli del Partito democratico malpancisti con il Nazareno: «Io ho un interlocuzione sempre in corso con i miei elettori e vorrei ricordare che un pezzo Inserire un tema come le pensioni in una campagna elettorale è quanto di più rischioso possa esserci per un governo. A Matteo Renzi è rotolato tra le gambe dopo la sentenza della Corte costituzionale che chiede di rimborsare i contributi bloccati. E il tentativo, adesso, è di correre ai ripari con un decreto che venga incontro almeno ad una parte dei pensionati danneggiati, senza far saltare i conti pubblici. Non è un operazione facile, perché in un Italia spaventata dalla crisi, il sigillo della Consulta riconosce diritti sacrosanti; e mostra l abilità ma anche la difficoltà di un Renzi che deve far passare un messaggio impopolare. La coalizione di tutte le opposizioni, dal Movimento 5 stelle a Forza Italia e la Lega, era prevedibile. E il fatto che ieri, decidendo per decreto un elargizione una tantum, palazzo Chigi abbia sottolineato di avere «rimediato ad errori altrui», non basterà a fermare la polemica. Anzi. Nell accenno del presidente del Consiglio alla dialettica tra lui e il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, si intravede un contrasto che la questione delle pensioni ha rivelato. Scherzando, Renzi ha spiegato di essere stato «diffidato a svolgere la mia funzione creativa per individuare il cosiddetto tesoretto, perché c era la sentenza». È la conferma che i margini per approvare misure tese a favorire la ripresa si sono ridotti; e che il problema del governo è di circoscrivere gli effetti della decisione della Consulta sulla spesa pubblica. Padoan lo ha ammesso: se avesse deciso il rimborso integrale, l Italia sarebbe stata sottoposta alla procedura di infrazione dell Ue; e l indebitamento sarebbe schizzato al 3,6 per cento in rapporto al Pil. Ma la restituzione parziale, da 278 a 750 euro, permette agli avversari di attaccare palazzo Chigi sui diritti violati dei pensionati. I tre «partiti» dei dissidenti pd E ora c è chi spera in Saviano Caccia al leader: dentro si guarda a Speranza, fuori a Landini e Civati Antirenziani Pippo Civati e Stefano Fassina non condividono molte posizioni di Matteo Renzi. Il primo ha detto addio al Pd, il secondo sta pensando se lasciare o meno del partito se ne è già andato». Dunque, Fassina e la Cgil, ma non Civati, a quanto pare. E nemmeno Maurizio Landini, che con Camusso e con Fassina un rapporto gelido. Il leader della Fiom non vuole nella sua coalizione sociale molti di quelli che, invece, vorrebbero andare con lui. Lo fa capire chiaramente, com è solito fare, senza troppi giri di parola: «Chi vuole stare con noi non deve fare parte di un partito e non si deve candidare alle elezioni». Perciò, no ai politici a tutto tondo. E anche alle formazioni della sinistra classiche, come Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista: «Sono zavorra», dice Landini quando parla con i collaboratori. Che abbia in mente il leader della Fiom non si è ancora capito. Si tiene aperte due strade: quella della successione a Camusso, ma anche l altra, quella che lo potrebbe portare a farel anti-renzi. Fortuna (per lui) ha voluto che la data di scadenza della legislatura e quella del Congresso della Cgil coincidano: saranno entrambi nel Quindi Landini ha tempo per decidere. Ma alcuni dei suoi sponsor ritengono che occorra sciogliere prima questo nodo. E se Landini non ci sarà punteranno le loro carte su uno dei grandi oppositori di Renzi: Roberto Saviano. Il presidente candidato del centrodestra Napoli, sassi contro la casa di Caldoro Alcuni sassi sono stati lanciati domenica notte contro l abitazione di Napoli di Stefano Caldoro, presidente uscente della Campania, candidato del centrodestra alle Regionali del 31 maggio. Le pietre hanno danneggiato il parabrezza di due auto parcheggiate nel cortile interno, una delle quali della figlia del governatore. I carabinieri hanno avviato un indagine. «Vogliamo capire la natura del gesto è stato il primo commento di Caldoro ma nulla cambia nell attività politica e istituzionale. Spero sia solo una ragazzata». Al candidato del centrodestra ieri sono arrivati messaggi di solidarietà da più parti. A partire da quello del ministro dell Interno Angelino Alfano: «Minacce e intimidazioni non lo fermeranno. A lui va la mia piena solidarietà per il vile gesto subito». Dichiarazioni di condanna anche da parte di Renato Brunetta e Mara Carfagna (Forza Italia), Nunzia De Girolamo (Nuovo centrodestra) e del segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione. Il tesoretto restringe Un decreto che gradua i rimborsi ed evita una procedura di infrazione dell Europa contro l Italia. Ma il tesoretto si restringe ulteriormente Lo scrittore-polemista ha sempre gentilmente declinato tutti gli inviti a scendere in politica. Ma non è scontato che, alla fine, dica di no anche questa volta. Scartata, invece, l ipotesi Laura Boldrini. Troppo «compromessa» con la politica attuale. Lo stesso dicasi per il trio D Alema, Bersani e Bindi. Del politicamente ingombrante terzetto vorrebbe disfarsi anche la minoranza bersaniana del Pd che non ha intenzione alcuna di uscire dal partito. «Io spiega Nico Stumpo non voglio andare né con Civati né con Landini». Obiettivo di quest area è quello di strutturarsi e di presentare al prossimo congresso del Pd il proprio candidato, Roberto Speranza, non per vincere, ma per marcare il territorio. Dunque non c è né un idem sentire né un comune agire da parte degli oppositori di Renzi. Il che non vuol dire che non possano mettere in grave difficoltà il premier. Dove, quando? Il 31 maggio in Liguria. Consentendo la vittoria non di Giovanni Toti, ma della candidata 5 stelle. O, quanto meno, facendo eleggere Raffaella Paita con una percentuale talmente bassa che non le consentirebbe di governare quella Regione. Allora i bilanci da fare a «urne chiuse» sarebbero amari, per Matteo Renzi. Sono pronti ricorsi e azioni collettive contro il governo. Renzi incassa il «placet» del Fondo monetario internazionale, per il quale i rimborsi «non dovrebbero modificare» gli obiettivi di bilancio; e che esorta il premier ad andare «avanti tutta con le riforme per la crescita». Ma l apertura di credito finisce per esaltare resistenze condivise da sindacati e partiti di destra e di sinistra. La vicenda in sé accentua le incognite sul voto regionale di fine maggio e sulla percentuale dei votanti. Renzi cerca di trasformare l incidente delle pensioni in un potenziale vantaggio elettorale. E i nemici infatti lo accusano di offrire l una tantum ai pensionati entro agosto, così come usò il bonus degli 80 euro l anno scorso, conseguendo un successo imprevisto alle europee. Può darsi che l operazione riesca, sebbene l opinione pubblica sia più stanca ed esasperata di un anno fa. Gli appelli ripetuti di Silvio Berlusconi ad andare alle urne sono indizi di una crisi di consenso che va oltre FI e il centrodestra. Ormai, l astensionismo è diventato un fantasma che spaventa tutti. I dissidi In occasione del via libera all Italicum Pippo Civati, da tempo su posizioni di dissenso rispetto alla linea di Matteo Renzi, ha deciso di lasciare il Pd A metà marzo, dopo aver lanciato la candidatura a governatore della Liguria in competizione con il candidato del Pd Raffaella Paita, si era dimesso dal Pd anche il deputato Luca Pastorino Sempre più vicino all addio pure Stefano Fassina. In disaccordo sul Jobs act e sull Italicum, per l ex viceministro l approvazione della riforma della scuola potrebbe far scattare la decisione di lasciare il Pd Su posizioni di marcato dissenso altri esponenti della minoranza dem. Tra questi Alfredo D Attorre e la presidente dell Antimafia Rosy Bindi Dietro le quinte Crocetta, l acqua e la disfida sui commissari La diffida rimbalza sul governo di Rosario Crocetta direttamente dal Consiglio dei ministri con la minaccia di inviare in Sicilia un commissario per la riforma del sistema idrico se non si interverrà entro 90 giorni. Ma sulla stessa materia un commissario per far partire finalmente i depuratori nei Comuni non in regola è stato già scelto da Roma, su suggerimento del plenipotenziario di Renzi nell isola, il sottosegretario all Istruzione Davide Faraone. E, stando anche al deputato di Sel Erasmo Palazzotto, sembra proprio uno «schiaffo» a Crocetta. Perché la scelta, anziché sullo stesso presidente, è caduta sul suo assessore all Energia Vania Contraffatto, magistrato, ultima arrivata nella compagine, non a caso più vicina al plenipotenziario che al governatore. (Felice Cavallaro) Forte dei Marmi ecco le assunzioni «con sponsor» Al sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti del Partito democratico, nemico numero uno di abusivismo e contraffazione, le idee non sono mai mancate. Soprattutto a inizio estate, stagione in cui il suo Comune quintuplica la presenze. L ultima è la richiesta, inoltrata al Parlamento, di creare un sistema di «assunzioni con sponsor», a termine, in deroga al blocco delle assunzioni. Funziona così: il Comune individua i settori in sofferenza di personale (sicurezza spiagge con più vigili, decoro pubblico, uffici pratiche, eccetera), propone a imprenditori di finanziare nuove assunzioni pubbliche e loro pagano. Cosa ci guadagnano? «Servizi migliori e dunque un aumento di arrivi e clienti», spiega Buratti. (Marco Gasperetti)

15 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 POLITICA 15 Verso le Regionalii di Alessandro Trocino In Lombardia Reddito di cittadinanza da 700 euro Primi sì a Maroni In corsa Jacopo Berti, 31 anni, di Padova, è il candidato dei 5 Stelle in Veneto Alice Salvatore, 31 anni, di Genova, corre per la guida della Liguria Giovanni Maggi, 68 anni, in corsa nelle Marche, è il candidato M5S più anziano Antonella Laricchia, 28 anni, in Puglia è la candidata più giovane di questa tornata Giacomo Giannarelli, 36 anni, è il candidato per la Regione Toscana Andrea Liberati, 38 anni, ternano, partecipa alla sfida elettorale in Umbria Valeria Ciarambino, 41 anni, di Pomigliano, corre in Campania MILANO Il video di un suo comizio ha raggiunto, su YouTube, quasi 60 mila visualizzazioni: più o meno quanti sono gli abitanti di Cerignola. Dove a sentirlo, giovedì, c era la piazza piena: 7 mila persone. «No, 14 mila», insistono gli organizzatori. Poco cambia, nessuno avrebbe immaginato, qualche settimana fa, tanto pubblico per Gerardo Bevilacqua, candidato sindaco ribattezzato dalla Rete il «Cetto La Qualunque» di Cerignola grazie alle performance nei suoi comizi, presto diventati un fenomeno, sul web e non solo. Condivisi sui social, ripresi dai siti, mentre sono comparse pure le magliette con la sua faccia Pizze e battaglie locali La campagna dei 5 Stelle (che stavolta ci credono) Servizio ai tavoli Napoli, i 5 Stelle Luigi Di Maio e Roberto Fico servono alla raccolta fondi per Valeria Ciarambino in Campania (Ansa) L ottimismo del movimento, lontano dai trasformismi, soprattutto per i possibili risultati in Liguria e Campania ROMA «Bello sto vizio di sparare percentuali altissime dei 5 Stelle in modo da far sembrare poi i risultati un fallimento. #noia». Giulia Di Vita mette le mani avanti sulle prossime Regionali. E non ha tutti i torti. Perché le elezioni locali, finora, sono state la bestia nera del Movimento 5 Stelle, più forte nel voto d opinione. E perché ancora scottano i sondaggi che li davano al 30 per cento alle Europee, precipitato poi al 22. Eppure il clima è euforico. Tanto che si sconsiglia alla Di Vita la lettura di quel che dice Vito Crimi: «A queste elezioni avremo ottimi risultati. E in due regioni ci potranno essere grandi sorprese». In Liguria e Campania, il Movimento vola nei sondaggi. I parlamentari macinano chilometri per aiutare i sette candidati regionali. Niente adunate oceaniche, niente bagni di folla. E niente soldi. «Abbiamo rinunciato a 45 milioni di euro di rimborso dice Roberto Fico Per ogni euro che usiamo, gli altri partiti ne spendono mille». La chiamano «campagna diffusa»: piccoli incontri sul territorio, iniziative tematiche. E tanta creatività. In Umbria si scopa davanti al palazzo della Regione, a Napoli si vende via ebay un presepe. Via cravatta e grisaglia, ecco grembiuli e parannanze: gli «onorevoli» servono pizza a Napoli, riso, patate e cozze a Bari, trofie al pesto a Genova. Non si sottrae neanche Beppe Grillo: «A Genova l altra sera, Beppone ha servito le trofie per ore si entusiasma la candidata ligure Alice Salvatore Bravissimo, tra l altro: riusciva a portare tre piatti insieme». Grillo farà quasi certamente un blitz, senza grembiule, per il finale di campagna. «Lui qui è un valore aggiunto spiega la Salvatore ma per me è facile: ho di fronte candidati pessimi». Addirittura? «Sono di una mediocrità assoluta e si muovono per conto del male assoluto, ovvero dei poteri forti. La Paita, del Pd, è tediosa. Non sa dire due frasi in croce, ed è un incapace pericolosa, oltre a essere indagata. Toti è un catapultato, uno che non sa nulla della Liguria». Almeno con Luca Pastorino, il dissidente civatiano, qualche punto di contatto c è? «Macché, quello è un falso dissidente. Non ha le qualità, vuole solo salvare il salvabile del centrosinistra. E finirà per allearsi con il Pd. Poi è sindaco di Bogliasco, paese deturpato dal cemento». Mentre gli altri partiti devono far fronte a mille casi di trasformismo, cambi di casacca improvvisi e amicizie pericolose, il Movimento è sostanzialmente indenne. Un solo caso finora, poco pregnante: il candidato di Imperia, Daniele Comandini, amico del figlio di un mafioso, ha deciso di fare un passo indietro, dopo le pressioni del meet up locale. Nessun altro scandalo, a meno che non si voglia ritenere tale la vibrata protesta del meteorologo pugliese, il colonnello Laricchia, omonimo della candidata locale, rea di aver giocato sull equivoco e aver annunciato «un gran bel tempo per la e lo slogan: «Io sono Ribbellione», da una sua frase cult. La sua notorietà ha varcato i confini di Foggia anche se lui parla solo dialetto. Dice di essere «alfabete»: «In italiano non so parlare, ho poche scuole, non ci sono andato, sono cresciuto in mezzo alla strada». Assicuratore, corre a sindaco per la sua città con la lista Voci Nuove: è il nome dell associazione di cantanti neomelodici da lui diretta, che organizza spettacoli. Alla Rete si è presentato a fine aprile con un video diventato virale: picchiava un assistente che aveva organizzato una cena elettorale. I conti non tornavano: e giù schiaffi, un calcio e Puglia». La marcia dei candidati a 5 Stelle gioca sui due fronti: un localismo estremo e un forte slancio ideale. Ben rappresentati da Andrea Liberati, candidato umbro che si licenziò per andare a lavorare come volontario da Obama. Prima ti racconta le battaglie concrete: «Qui ci sono gallerie di sei chilometri mai aperte. Una diga, a Valfabbrica, da 200 milioni di euro, che non si apre sennò vien giù la collina». Poi allarga Previsioni Crimi: avremo ottimi risultati e in due regioni ci potranno essere grandi sorprese lo sguardo: «Noi abbiamo la forza della verità. Mi fa ridere Renzi che si paragona a Obama. Vedo piuttosto un legame con Grillo: disegnano scenari onirici, hanno il sogno di moralizzare il Paese, di ridare dignità alle persone e costruire un nuovo umanesimo». Obama probabilmente non sarebbe d accordo, ma lo slancio c è. E a questo si aggiunge l esperienza ormai maturata dai parlamentari, che affiancano i candidati. Fico ci crede: «Non c è uno scontro tra partiti, ma tra modelli culturali. Noi mettiamo al centro l uomo, l onestà e la bellezza. E la nostra esperienza: due anni di Parlamento hanno dimostrato la nostra coerenza. E la coerenza in Italia è rivoluzionaria». 21,2 la percentuale ottenuta dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo alle ultime elezioni europee che si sono tenute il 25 maggio del 2014 litici: «Vergogna! Tutti a casa! Basta tasse comunale! (sic)». Vendola ed Emiliano? «Lavorano solo per una parte della Puglia: a Bari la ricchezza, a Foggia la monnezza». Contro l inceneritore: «Lo butto a terra». E, nella terra di Di Vittorio, si spende contro la povertà e per i braccianti: «Famiglie che hanno bisogno di mangiare, aiutiamole. Come? Un pezzo di pane, diceva Padre Pio. Le bocche sono sorelle». Lui, figlio di una bracciante, 6 fratelli, dice di sapere cosa sia la povertà: «Sono cresciuto a pane secco». Racconta di un passato travagliato: «Ho sbagliato qualcosa, ero un ladro per povertà, di galline. E a MILANO Sul reddito di cittadinanza è pace fatta. Il leader della Lega Matteo Salvini è comparso nel quartiere generale di via Bellerio sotto i flash dei fotografi al fianco del governatore lombardo Roberto Maroni. «Abbiamo chiarito che l idea di sostegno al reddito riguarda i cittadini che non sono più reinseribili nel mondo del lavoro spiega Salvini che, in un primo momento, aveva mostrato scetticismo verso i sussidi proposti da Maroni, definendoli «elemosina di Stato». È una proposta diversa da quella dei grillini, perché riguarda i cittadini lombardi, mentre Beppe Grillo parla di residenti». E, dopo i mal di pancia iniziali, un importante disponibilità al confronto adesso arriva anche da Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Fratelli d Italia. Così nella pur ricca Lombardia il cosiddetto reddito di cittadinanza riadattato alle politiche del centrodestra scala l agenda politica. Le famiglie lombarde che non hanno i soldi neppure per comprarsi i beni necessari per vivere sono raddoppiate in soli due anni e hanno raggiunto quota 260 mila, mentre altre 283 mila non possono spendere quanto un italiano medio e ricadono nella fascia di popolazione dei poveri relativi. «In mancanza di una seria politica anti-crisi da parte del governo, da attuare nel quadro di una riduzione della tassazione, è giusto che Regione Lombardia svolga un ruolo di supplenza che i cittadini ormai si aspettano dice la coordinatrice lombarda di Forza Italia Mariastella Gelmini. Le ultime dichiarazioni di Maroni si avvicinano alla nostra posizione: no a un sussidio generalizzato con logica meramente assistenziale, sì ad un sostegno temporaneo e finalizzato alle persone che hanno davvero bisogno». Oggi il governatore lombardo avvierà il dibattito con i suoi alleati: tra le ipotesi allo studio un contributo economico da 700 euro al mese per i più bisognosi che, nei casi in cui i beneficiari siano in età lavorativa, andrà vincolato a un percorso di reinserimento professionale. Simona Il «Cetto» del Tavoliere: limousine bianca e comizi in dialetto Gerardo Bevilacqua, impresario di neomelodici in corsa a Cerignola, spopola in piazza e in Rete Bagno di folla Gerardo Bevilacqua, 56 anni, dopo il comizio a Cerignola una sedia tirata contro. «Era di plastica», si scusa. Poi i video dei comizi, dove arriva in limousine bianca, e gli interventi show, con le frasi urlate in cerignolano contro i po- quelli voglio parlare ora. Qua ci sono tanti ragazzi che vanno a rubare, ma la delinquenza con me finisce. Non li mando in galera, gli do un lavoro». E dire che il confronto alle Comunali di Cerignola sarà con un filosofo, Tommaso Sgarro (centrosinistra), e Franco Metta (civica), avvocato dal linguaggio forbito, tra i favoriti. Poi è arrivato lui, parlando solo dialetto: non avendo studiato, non ha «il cervello logoro come avvocati e medici», spiega. E c è chi dice che potrebbe arrivare a mille voti ed entrare in consiglio comunale. Renato Benedetto

16 16 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera Esteri A Ramadi l Iraq scatena le milizie sciite La mossa di Bagdad (col consenso degli americani) per recuperare la città caduta in mano all Isis Washington ammette la «battuta d arresto»: oltre 500 soldati locali uccisi e ottomila profughi Il governo Haider al Abadi, 63 anni, sciita del partito islamico Dawa, è primo ministro dell Iraq dal È stato criticato per aver assecondato la posizione degli Stati Uniti, inizialmente contrari a schierare le milizie sciite contro l Isis. Duri gli attacchi del predecessore, Nouri al Maliki L altro fronte In Siria i guerriglieri hanno conquistato due impianti petroliferi a est di Palmira In viaggio Famiglie sunnite in fuga dalle violenze nella città irachena di Ramadi, dove gli scontri con i terroristi dell Isis finora hanno causato la morte di oltre 500 soldati e costretto a scappare più di 8 mila persone. Il governo di Bagdad ha deciso di mobilitare la «Hashd al Shaabi», la milizia popolare sciita (Reuters) Tre le ragioni contro l intervento delle milizie: la volontà di far intervenire solo l esercito regolare, il timore di violenze contro i civili, la necessità di non fare il gioco dell Iran (che usa le milizie sciite come un lungo braccio). Ragioni alla fine superate sia dagli iracheni che dagli americani Stime La legge pachistana permette il matrimonio dai 16 anni per le ragazze (18 per i maschi) Per Save the Children, il 40% delle spose pachistane ha meno di 18 anni ma non esistono dati certi WASHINGTON Ora si muovono per recuperare Ramadi. Il capoluogo era sotto assedio da mesi ma Bagdad, distante poco più di 100 chilometri, ha fatto ben poco per portare soccorso. Ha atteso colpevolmente che cadesse nelle mani dell Isis. Una disfatta legata anche agli intrighi della politica interna e al complesso rapporto con gli alleati esterni, dagli Usa all Iran. Con la Casa Bianca costretta ad ammettere la «battuta d arresto». Il governo ha mobilitato la Hashd al Shaabi, la milizia popolare sciita. Alcune migliaia di uomini, con veicoli e armi pesanti, hanno raggiunto la base di Habbanyeh. Da qui dovrebbe lanciare la riconquista con la copertura aerea della coalizione. L arrivo dei militanti è stato reso possibile dal sì americano. Washington, come in altre situazioni, si è opposta al ricorso ai militanti sciiti nelle zone a maggioranza sunnita. Per tre ragioni: la volontà di avere uno Stato che agisce con il suo esercito; il timore fondato di violenze contro i civili; la necessità di non fare il gioco di Teheran che usa le milizie come un lungo braccio. In queste settimane il premier iracheno Haider al Abadi ha provato ad assecondare la visione statunitense e per questo è stato aspramente criticato dai suoi rivali, i principali sponsor delle forze settarie. Duri gli attacchi dell ex primo ministro Nouri al Maliki che ha rinfacciato al rivale incapacità, debolezza e una linea troppo tenera davanti alle richieste sunnite. Un atteggiamento, quello dei filoiraniani, Il personaggio di Sara Gandolfi che ha confermato tutte le preoccupazioni di Washington. Ma che alla fine si è dovuta piegare accettando lo schieramento dell Hashd. Vista la situazione sul terreno, con oltre 500 soldati uccisi e 8 mila profughi, poteva fare ben poco. Del resto il comportamento La ragazzina del Pakistan che si oppone alle leggi tribali per salvare le spose bambine Hadiqa Bashir non ci prova neppure a nascondere alle telecamere il suo viso adolescente e solare, avvolto da un velo con i fiori rosa, come fanno invece le altre ragazze di questa vallata del Pakistan, al confine con l Afghanistan. A marzo è comparsa sugli schermi di una tv locale, poi ha concesso un intervista alla Bbc, messa online ieri. E il suo viso tondo è diventato virale in tutto il mondo. «Una mia compagna si è sposata al sesto anno di scuola (la nostra prima media, a 11 anni, ndr) racconta. All inizio eravamo tutti felici ma dopo ho visto quanto soffriva. E ho capito quante altre bambine come lei avrebbero sofferto». È partita così la sua campagna contro i matrimoni precoci. Hadiqa ha solo 14 anni e anche se non parla della sua più famosa connazionale, la vincitrice del premio Nobel per la pace Malala Yousafzai, sa bene di muoversi sulla scia di quella coraggiosa studentessa ferita alla testa tre anni fa perché osò sfidare i talebani. «Questa è una società patriarcale, alle ragazze non vengono riconosciuti diritti fondamentali spiega Hadiqa. Io cerco di diffondere la consapevolezza ovunque posso, specialmente con i genitori. Non è facile». Casa per casa Sulle orme di Malala, a 14 anni ha lanciato una campagna contro la «società patriarcale» Le armi I veicoli bomba dei jihadisti L Isis non ha l aviazione ma veicoli esplosivi guidati da kamikaze. A Ramadi ne ha usati una decina. Mostri distruttori impiegati dai guastatori con bulldozer blindati. Ha funzionato quasi sempre contro i soldati iracheni, meno con i curdi. È difficile perché in Pakistan maritare una figlia ancora adolescente, se non bambina, è considerato normale, soprattutto nelle aree rurali com è la valle dello Swat, nel nord-ovest del Paese, dove vive Hadiqa. Serve a risolvere dispute, a riscattare un terreno o, semplicemente, a fare un po di soldi, e nelle zone tribali è ancora usuale, seppur fuorilegge, la pratica Vani, sorta di punizione decretata dal consiglio di anziani, o Jirga, che obbliga le ragazzine alle nozze come risarcimento per un danno o crimine commesso da un parente. Spronata dai suoi stessi genitori, attivisti per i diritti civili, Hadiqa tutti i pomeriggi dopo la scuola fa il giro della comunità, casa per casa: raccoglie i racconti delle spose bambine e fensiva jihadista, accompagnata dalla consueta ondata di attacchi suicidi. Al tempo stesso la sconfitta, provocata dall abituale disorganizzazione, ha fatto il gioco di chi intende affidarsi solo (o quasi) alle milizie. Una fonte diplomatica citata dal New York Times ha affermato: «L Iran sta usando al Maliki contro al Abadi, lo vuole debole». Se poi crepano in tanti poco importa. Bagdad, intanto, ha annunciato la cacciata del generale Musa Kata, comandante della prima divisione a Anbar, ed ha accolto il ministro della Difesa iraniano, Hossein Dehghan, che avrà portato consigli. Il Pentagono, che in questi giorni ha continuato a rilasciare dichiarazioni non troppo preoccupate, ha promesso nuovo impegno, insieme all invio di nuove armi. Non volendo rischiare truppe, gli Usa hanno dato spa- Un immagine della videointervista concessa dalla quattordicenne Hadiqa Bashir alla Bbc delle unità regolari è stato ancora una volta disastroso. Molti reparti sono fuggiti ci sono i video che lo documentano e altri hanno abbandonato tonnellate di materiale. Solo qualche nucleo di coraggiosi, probabilmente membri della Golden Division, ha resistito all ofzio ai caccia. I comunicati riferiscono di una ventina di raid contro le posizioni dell Isis a Ramadi. Interventi che molti analisti continuano a considerare insufficienti o comunque non decisivi su un fronte troppo ampio. Galvanizzati dai successi, i jihadisti hanno continuato la loro offensiva, accompagnati anche dalla propaganda, con la diffusione sulla rete del vecchio audio del Califfo dove indica i futuri obiettivi, da Kerbala a Bagdad. I guerriglieri hanno poi ripreso gli attacchi nell altro scacchiere, quello siriano. Fonti segnalano la conquista di due impianti petroliferi a est di Palmira: per fortuna sono lontani dal tesoro archeologico, ma i jihadisti hanno messo le mani su quello ciò che gli sta più a cuore: il greggio. Guido Olimpio tenta di convincere i genitori di altre ragazzine a mandarle a scuola, piuttosto. Nel video della Bbc compare Shabana, costretta a sposarsi a 12 anni, che racconta i maltrattamenti e le percosse subiti nella famiglia del marito. «Sono scappata varie volte, ma i miei genitori mi hanno sempre restituito». «Quel che è fatto è fatto, ma non farò lo stesso errore una seconda volta», replica la madre di Shabana, che promette di non sacrificare la figlia più piccola, che ha 7 anni e gioca ignara del destino che potrebbe attenderla. Ogni statistica, in questo campo, è in difetto perché i matrimoni precoci vengono celebrati da imam locali e non vengono di norma registrati. Ma secondo le stime di Save the Children, il 40% delle spose pachistane ha meno di 18 anni e l 8% di queste diventa madre fra i 15 e i 19 anni. Costrette a figliare, e a rischiare la vita, al posto di giocare. Lo scorso anno il Parlamento pachistano ha respinto un progetto di legge sulla spinosa questione, ma alcune province hanno iniziato a muoversi da sole: il Sindh ha vietato le nozze sotto i 18 anni; il Punjab, pur mantenendo il limite nazionale dei 16 anni, ha invece esteso la punibilità anche agli imam celebranti, che assieme ai genitori degli sposi ora rischiano fino a sei mesi di carcere, e una multa salata.

17 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 La visita Il premier indiano Narendra Modi è appena rientrato dalla Cina: ha siglato contratti che promettono investimenti e prestiti cinesi per 22 miliardi di dollari, soprattutto in infrastrutture ESTERI 17 Pechino rallenta, l India è pronta al sorpasso Riforme fiscali e privatizzazioni: entro 2 anni la crescita di New Delhi dovrebbe superare quella della Cina E il premier Modi esulta (a Shanghai) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PECHINO Il premier indiano Narendra Modi ha appena festeggiato il primo anno di governo durante una missione in Cina. Ha discusso del contenzioso territoriale che divide i due Paesi, ma soprattutto ha parlato di affari. Nella tappa a Shanghai ha presentato agli investitori della Repubblica popolare le grandi potenzialità dell India che lui vuole risvegliare da decenni di torpore e si è fatto fotografare tra Jack Ma, il mago di Alibaba e dell ecommerce, e Wang Jianlin, l uomo più ricco dell Asia. Modi è tornato a casa con due dozzine di contratti che promettono investimenti e prestiti cinesi per 22 miliardi di dollari, soprattutto in infrastrutture. Pechino, seconda economia del mondo con un Prodotto interno lordo di 10,7 trilioni di dollari, può (e deve) permettersi una certa generosità con il vicino-rivale, il cui Pil è cinque volte inferiore, a 2,1 trilioni di dollari: alla Cina servono nuovi mercati per le sue industrie, capaci di costruire quelle infrastrutture delle quali l India ha disperato bisogno. Ma ieri, il ministro delle Finanze di New Delhi ha concesso un intervista al Financial Times nella quale si dice fiducioso che il tasso di crescita indiano supererà quello cinese, stabilmente. «Penso che possiamo fare meglio» del 7% di crescita annuale sul quale si è attestata la Cina, dice il ministro Arun Jaitley e in uno slancio di entusiasmo aggiunge: «E questo non mi soddisfa ancora». La ricetta del governo Modi è a base di privatizzazioni, riforma della tassazione, abbattimento della burocrazia, grande impulso alle infrastrutture (137 miliardi di dollari nelle ferrovie nei prossimi cinque anni). La Cina sta rallentando sensibilmente dopo i trent anni di crescita a due cifre e del sorpasso indiano si è cominciato a parlare alla fine del I numeri e le proiezioni sono ancora incerti, i dubbi sulle cifre ufficiali non mancano, su un fronte e sull altro. Goldman Sachs ha previsto che nel 2016 la crescita indiana, in salita al 6,9%, sorpasserà quella della Cina, in discesa al 6,8%. Sono seguite le conferme di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale: il tasso di crescita della Cina, primatista mondiale a partire dagli anni 80, sarà superato in un paio d anni da quello dell India. Il 9 febbraio la sorpresa: l ufficio statistiche di New Delhi ha rivisto i criteri di valutazione del Pil e ha annunciato che nell ultimo trimestre del 2014 l economia indiana ha aggiunto un 7,5% rispetto al 7,3% cinese. Secondo questi nuovi conti l anno finanziario, che in India è terminato il 31 marzo, ha registrato un +7,4%, come il 2014 dichiarato da Pechino. Tutti gli Violenza negli Usa, svolta di Obama «Smilitarizzate» le forze di polizia La decisione dopo i disordini razziali a Ferguson e Baltimora: «Creare fiducia» DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK Autoblindo intorno ai campus delle università nelle quali manifestavano i ragazzi di Occupy Wall Street, poliziotti in assetto antisommossa armati anche con lanciagranate per prevenire rivolte nei ghetti. In America le forze dell ordine hanno cominciato a ricevere equipaggiamenti più pesanti armi automatiche e veicoli blindati dopo gli attentati di Al Qaeda dell 11 settembre Ma il fenomeno ha avuto un impennata impressionate negli ultimi anni, col Pentagono che ha cominciato a distribuire ai commissariati i blindati e molte armi rientrate con le Nuove misure Gli sceriffi potranno ottenere ancora armi speciali, ma dovranno addestrare i loro agenti L ipotesi «Il vicepresidente di Hillary? Sarà l ispanico Julian Castro» A Ferguson Poliziotti in assetto antisommossa dopo la morte del giovane afroamericano Michael Brown Ex sindaco Julian Castro, 40 anni Se vincerà le primarie democratiche, Hillary Clinton vuole puntare su Julian Castro per la vicepresidenza. Lo afferma Henry Cisneros, ex funzionario dell amministrazione di Bill Clinton, secondo il quale c è una forte possibilità che l ex segretario di Stato scelga il giovane ex sindaco di San Antonio, appena 40 anni, di origini messicane, che da molti viene già considerato «l Obama del futuro», in versione ispanica. «Quello che sento a Washington, anche da membri della campagna di Hillary, è che la prima persona nelle loro liste per il suo ticket è Castro», ha detto Cisneros. Julian, che ha un fratello gemello, Joaquín, deputato al Congresso, è diventato una stella nel panorama politico dopo aver tenuto il discorso alla Convention democratica nel 2012, primo latino a ricoprire tale ruolo. truppe Usa da Iraq e Afghanistan e destinate a finire, altrimenti, in qualche magazzino. Ma l ostentazione di questi equipaggiamenti ha mandato su tutte le furie le popolazioni locali, facendo somigliare i poliziotti più a truppe d occupazione che a sorveglianti della sicurezza dei quartieri. Così ora Barack Obama ha deciso di dire «basta»: la Casa Bianca ha ordinato ieri alle forze armate di non distribuire più equipaggiamenti di stile militare ai dipartimenti di polizia. Contee e sceriffi che temono sommosse potranno ottenere ancora protezioni e armi speciali, ma dovranno farne esplicita richiesta e dovranno sottoporre i loro agenti a un addestramento specifico. In questo campo lo spartiacque è stato l incendio di Ferguson. Quando nella città del Missouri iniziò la sommossa dopo l assoluzione del poliziotto che aveva ucciso un ragazzo nero disarmato, ad alimentare le tensioni contribuì anche l ostentazione di mezzi blindati da parte della polizia. Una lezione che è stata rapidamente assimilata: a Baltimora la polizia ha affrontato i manifestanti del ghetto senza mezzi pesanti, solo autopattuglie. E anche quando il governatore, temendo il peggio, ha chiamato la Guardia Nazionale, i suoi uomini e i relativi mezzi sono rimasti in disparte. Ieri il presidente ha spiegato la sua scelta durante una visita al presidio di polizia di Camden: una città del New Jersey presa dalla Casa Bianca come modello di ordine pubblico garantito in una città «problematica» non col pugno di ferro ma cercando di dialogare con la comunità. Sempre ieri il governo ha pubblicato un rapporto di 116 pagine redatto da una task force creata da Obama dopo i disordini di Ferguson: il documento invita le polizie ad assumere «un atteggiamento da guardiano piuttosto che da combattente, per cercare di ripristinare un rapporto di fiducia reciproca coi cittadini». «Ci siamo resi conto», ha spiegato Obama, «che una polizia militarizzata appare alla gente come una forza d occupazione, estranea alla comunità: è una presenta che intimidisce e aliena le simpatie, manda un messaggio sbagliato. Qui a Camden si segue una strada diversa, con buoni risultati: un esempio da seguire». Non tutti sono d accordo: i conservatori pensano che i poliziotti vadano protetti anche con equipaggiamenti militari, mentre secondo le associazioni per i diritti civili a Camden la polizia, anche senza blindature, usa comunque la mano pesante per mantenere l ordine. Massimo Gaggi 6,9 Per cento La crescita dell economia prevista per l India nel 2016: secondo la banca d affari Goldman Sachs, New Delhi dovrebbe così sorpassare Pechino che invece scenderebbe al 6,8% 1 milione i follower raggiunti da Obama nel primo giorno su Twitter 65 gli account seguiti da Barack Obama. Tra questi, Harvard e i Chicago Bulls 2 i tweet postati dal presidente Usa Barack Obama nella sua prima giornata su Twitter. Nel secondo, c è anche una foto 2 i profili Twitter intestati al presidente Obama. Il primo è stato gestito finora dal suo staff. Il secondo è «autentico» analisti, compresi quelli indiani, avevano previsto un 5,5-5,8. Invece, con i dati «aggiustati», il sorpasso indiano è già in atto. Ora Arun Jaitley assicura che l obiettivo dell 8% nel 2015 è a portata di mano, mentre la Cina sta faticando per mantenere la promessa del 7%. La rivalità è forte. Il Global Times, giornale del partito comunista cinese, ha ammonito che «l India dovrebbe stare attenta a non gonfiare i dati del Pil» e ha spiegato che le piccole e medie imprese indiane faticano. La conclusione del quotidiano è interessante, perché contiene un autocritica: «Come la Cina ha già imparato, rapidi tassi di crescita non conducono necessariamente a una più alta qualità dello sviluppo». Insomma, bisogna stare attenti alla sindrome del «sorpasso». Guido Santevecchi di Davide Casati Il caso «Sono Barack» Anche il presidente sbarca su Twitter ontano le parole, certo: C specie se si hanno a disposizione 140 caratteri. Ma a parlare di più, nello sbarco del presidente Usa Barack Obama su Twitter, è una foto. Andiamo con ordine: l uomo la cui prima elezione alla Casa Bianca, nel 2008, fu attribuita (anche) all uso del web, solo ieri ha aperto un suo (cioè: President of the United States). «Ciao Twitter! Sono Barack. Davvero! Dopo sei anni, mi hanno finalmente dato il mio account», ha esultato: 92 caratteri in inglese (48 meno del lecito). lo è anche nella biografia: «Padre, marito, 44 presidente Usa. I tweet possono essere archiviati». (Insomma, non sono le mail dei Clinton, della cui segue un solo coniuge: e non è Hillary). Obama su Twitter c era già: ma il ospitava soprattutto tweet del suo staff. Qui, a scrivere sarà solo lui. Basta la foto, a garantirlo. Niente comizi, ma il 50 anniversario della marcia di Selma per i diritti civili. «Grazie a quegli eroi tutti gli americani, non solo gli afroamericani, hanno visto aprirsi di fronte a loro le porte delle opportunità», aveva detto Obama due mesi fa. La sua fondazione, primo impegno da «ex POTUS», lotterà proprio per questo. Il suo profilo sarà lasciato al suo successore; Obama twitterà, forse, dal vecchio account. Ma più che un indirizzo, vuole lasciare un eredità.

18 18 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera Cronache Scuola, sì alla norma sui super presidi tra scontri nel Pd e docenti in piazza Passa l articolo più contestato della riforma. Fassina attacca il ministro: «Giannini si dimetta» In aula Ieri la Camera ha continuato a votare le misure del disegno di legge sulla scuola fino alla seduta notturna Oggi sarà l ultimo giorno per decidere sui singoli emendamenti Domani l insieme del testo dovrebbe affrontare il voto finale alla Camera e poi passare al Senato. Il governo punta ad approvarlo entro giugno Enrica Bonaccorti sostenitrice Fism I punti Il preside e i «super-poteri» La Camera ha approvato l articolo che attribuisce ai presidi il potere di chiamata diretta dei docenti nei propri istituti: 214 voti a favore, 100 no, 11 astenuti (evitando però conflitti di interesse con i parenti) Le reti di scuole ROMA «Dimissioni, dimissioni». Poche decine in piazza Montecitorio, ma sufficienti per farsi notare dalla ministra dell Istruzione Stefania Giannini appena uscita dalla Camera. «Dimissioni, dimissioni» urlano prof, sindacalisti (pochi), simpatizzanti del mondo della scuola (un po di più). Appena un piccolo gruppetto davanti alla Camera, «ma mercoledì (giorno del voto finale, ndr) saremo migliaia», promettono. Invece nell emiciclo di Montecitorio sono di più e dopo le 19 in 214 dicono sì al super-preside (100 i contrari, 11 gli astenuti): la Camera approva l articolo 9 della Buona Scuola, uno dei più contestati e temuti perché affida maggiori poteri al dirigente scolastico, tra cui quello di scegliere i docenti più adatti alla sua scuola sottoponendoli ad un colloquio. «Non ci sarà nessun presidepadrone, ma dirigente responsabile e valutato», twitta subito la ministra Giannini. Segue a ruota il suo sottosegretario, Davide Faraone: «Presidi responsabili, autonomia insieme a comunità scolastica. Abbiamo fiducia ne #labuonascuola che c è già». Ma intanto è stato approvato anche un emendamento dei 5 Stelle che prevede che il dirigente dovrà chiamare i docenti «in assenza di conflitti di interesse avendo riguardo a possibili collegamenti soggettivi e/o di parentela del dirigente scolastico con i docenti iscritti negli ambiti territoriali». La chiamata dei prof dovrà rispondere anche a criteri antidiscriminatori, con l emendamento (approvato) di Forza Italia. L incarico del dirigente sarà triennale e rinnovabile. Tanto potere, ma anche «molte più responsabilità» spiega la deputata pd Maria Grazia Rocchi. Il preside dovrà infatti motivare ogni sua scelta e renderla pubblica sul sito della scuola e perciò, sottolinea Rocchi, «sarà controllato dalla sua stessa Nascono le reti di scuole per «la valorizzazione delle risorse professionali e la gestione comune di funzioni e attività amministrative». L articolo che le istituisce ha incassato 268 voti favorevoli e 90 contrari dejavu.it Il nodo paritarie Resta ancora da discutere il tema delle detrazioni fiscali per i genitori che mandano i figli alle scuole private: è un nodo che suscita non poche polemiche tra chi preferirebbe un maggiore investimento delle risorse nella scuola pubblica scuola». Ma anche dagli ispettori del nucleo di valutazione il cui numero aumenterà. Il superpreside spacca tutti. Dentro l Aula, con la minoranza Pd guidata da Stefano Fassina che chiede l abrogazione dei poteri di chiamata diretta (276 no, 84 sì) insieme con le dimissioni della ministra Giannini «per ricostruire un clima positivo tra governo e mondo della scuola». I 5 Stelle parlano di «anticamera del clientelismo» e Sel accusa il premier Matteo Renzi di «aver preso in giro il mondo della scuola avendo tirato dritto come nulla fosse sui poteri del preside». Ieri i deputati hanno votato fino a notte anche l articolo 10, quello sulle assunzioni. Centomila quelle per il primo settembre 2015: tutte dalle graduatorie ad esaurimento (esclusi però i precari della scuola dell infanzia e della primaria). Bocciato un emendamento sempre a firma Fassina che chiede la stabilizzazione anche per i precari abilitati o con alle spalle oltre 36 mesi di servizio. Potrebbero rientrare invece già nelle assunzioni del 2015 i idonei del concorso 2012, che il Pd vorrebbe comunque assumere nel 2016, prima del concorso straordinario rivolto a tutti gli abilitati. Intanto, la piazza continua la sua protesta. Migliaia erano ieri in corteo a Torino contro la riforma. Questa mattina, durante la votazione in Aula, davanti a Montecitorio con docenti e studenti, anche i 5 Stelle chiederanno il ritiro del ddl. E ieri è partita una tre giorni di sciopero della fame nazionale (a staffetta) di tutti i contrari alla Buona Scuola con l hashtag #questanonlamandogiù. C. Vol. Il commento La battaglia del Terzo settore sul 5 x mille da destinare agli istituti DISEGNI DI FABIO SIRONI Io ho scelto di combattere le forme gravi di sclerosi multipla. Fallo anche tu. Enrica Bonaccorti PRENDI NOTA, DAI IL TUO 5x1000 A FISM. Non dimenticare questo numero quando firmerai la dichiarazione dei redditi. È il numero perfinanziarelaricercacontrole forme gravi di sclerosi multipla. Scegli di donare il 5x1000 alla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, firmando nel riquadro finanziamento dellaricercascientificaedellauniversità einserendoilcodicefiscale Codice Fiscale FISM: numero verde: di Claudia Voltattorni «C i saranno scuole di serie A e scuole di serie B». Oppure, «scuole per ricchi e scuole per poveri». «Un aberrazione», «inaccettabile, meglio sopprimerlo». Quella del 5x1000 da destinare alle scuole dei propri figli è una questione che resta aperta e fa discutere trasversalmente. L articolo 15 della Buona Scuola istituisce un 5x1000 ad hoc per la scuola con le famiglie che possono decidere di destinarlo all istituto dei figli. Nella prima stesura era previsto un fondo perequativo che destinava il 10% del totale alle scuole più disagiate. In commissione Istruzione della Camera, il Pd ha raddoppiato il fondo innalzandolo al 20 per cento prevedendo 50 milioni annui, dal 2017, da destinare alle scuole. È insorto il Terzo Settore, che da sempre usufruisce delle donazioni del 5x1000: la paura è che parte di quei fondi non vadano più alle associazioni di volontariato. Ma i due fondi dovrebbero essere distinti. Non solo. I 50 milioni annui non sarebbero aggiuntivi, ma arriverebbero dalle risorse a disposizione dal bilancio del ministero dell Istruzione. La commissione Bilancio della Camera sta studiando le coperture economiche e se sia quindi possibile aggiungere nuovi fondi apposta per il 5x1000 della scuola. Il Pd sta valutando anche la possibilità di far arrivare il fondo perequativo al 50 per cento, che significa: metà fondi per le scuole scelte dalle famiglie, l altra metà per le scuole meno «fortunate». A rimetterci, però, fanno notare alcuni tecnici del Miur, potrebbero essere proprio quelle «scuole né di frontiera né di periferia, ma appartenenti a famiglie della classe media».

19 Corriere della Sera Martedì 19 Maggio 2015 CRONACHE 19 Il caso di Gianna Fregonara Quei dirigenti contestati da tutti Ragazzi e professori non si fidano di loro. C è chi li ritiene addirittura inclini al clientelismo Il presidente dell associazione: «Ci attaccano solo per opporsi alla valutazione e al merito» Fondazione Agnelli «Sono fondamentali, possono aumentare del 5% la preparazione dei loro studenti» Il ruolo Fino a circa 40 anni fa il preside, come «capo di istituto» accentrava nella sua funzione tutti i poteri direttivi in base a un idea gerarchica di controllo I decreti delegati del 1974 lo trasformarono in «direttore didattico» che governava la scuola, con ruoli diversi, insieme agli organi collegiali Nel 2000 l autonomia scolastica lo fa diventare un dirigente scolastico, legale rappresentate della scuola e responsabile della gestione delle risorse finanziarie e dei suoi risultati Le nuove iscrizioni Piace il liceo, ma cala il Classico Il liceo piace sempre di più, ma il Classico sempre meno. Nel rapporto del Miur sulle iscrizioni per l anno scolastico , c è la fotografia del milione e mezzo di studenti che frequenteranno le classi prime di elementari, medie e superiori. Il 90% (soprattutto al Nord) ha approfittato dell iscrizione via Internet. Novantasette ragazzi su 100 frequenteranno una scuola statale. Circa 545 mila quelli che proseguiranno gli studi dopo le «medie»: il 50,9% ha scelto un liceo. Scientifico (23%) al primo posto. In calo il Classico (5,8%, era al 6%). Cresce il Linguistico, con il 9,1% degli iscritti. Il 30,5% ha optato, invece, per un Istituto tecnico, il 18,6% per i Professionali. La gara della retorica che in questi giorni circonda la riforma della scuola l ha vinta chi ha coniato la definizione di «preside-sceriffo». Rischia di rimanere appiccicata ai dirigenti scolastici che sono diventati il parafulmine di qualsiasi critica, ideologica e non, alla scuola e alla nuova legge. Addirittura un sondaggio a caldo fatto dal sito Orizzontescuola.it ha fatto registrare un 96 per cento di giudizi negativi sull affidabilità dei dirigenti. Un risultato ingeneroso e ingiustificato. «È come se i presidi non avessero identità propria e debbano essere definiti ricorrendo ad altre categorie: sindaco, manager, amministratore delegato, addirittura sceriffo», si lamenta Giorgio Rembado, presidente dell associazione nazionale presidi: «In realtà in questi giorni si attaccano i presidi per attaccare il sistema di valutazione e premialità, che è oggetto di antichissime battaglie nella scuola, tanto che per decenni la progressione di carriera dei docenti non è stata valutabile in nessun modo». A dire il vero i presidi un problema di «identità» professionale ce l hanno anche per la legge: le norme sulla dirigenza pubblica appena approvate dal Senato li escludono dalla categoria dei dirigenti e soprattutto dallo stipendio. Eppure un buon preside in una scuola fa la differenza. Eccome. Lo certifica una ricerca internazionale che la Fondazione Agnelli con l Università di Cagliari ha condotto per la parte italiana: il peso del preside sugli esiti positivi dei test Invalsi, cioè sulla preparazione media dei ragazzi, vale il cinque per cento, che non è poco. «Se in tutte le scuole italiane ci fosse un buon preside nei test Ocse-Pisa non saremmo indietro ma saremmo oltre la media europea spiega il direttore della Fondazione Andrea Gavosto. Purtroppo però nel confronto internazionale si nota che i nostri dirigenti sono meno preparati a gestire dei loro colleghi stranieri, specie dei Paesi del Nord Europa. Anche se chi è entrato con l ultimo concorso ha una competenza maggiore». È vero che i presidi non godono di buona fama neppure nella letteratura, basti pensare alla direttrice di Gian Burrasca o alla preside «Spezzindue» di Matilda di Roal Dahl, ma perché appena si è detto che spetterà a loro scegliere e cambiare i prof, il primo pensiero di molti è stato che i presidi siano permeabili a forme di clientelismo di piccola taglia? È vero che l ultimo concorso quello del 2011 ancora non è concluso in alcune Regioni per brogli e errori vari, come le famose buste trasparenti usate in Lombardia. «Ma è un pregiudizio eccessivo e immotivato spiega Raffaele Mantegazza professore di pedagogia interculturale alla Bicocca a Milano ma dobbiamo chiederci chi sono e chi sono stati i presidi amati dai propri studenti? Quelli che si sono occupati dei loro ragazzi, che li conoscono uno a uno, che sono figure educative importanti. Oggi invece mi sembra che prevalga l aspetto organizzativo manageriale, che in fondo si chieda ai presidi di risparmiare e di occuparsi delle questioni burocratiche più che In piazza Manifestanti di fronte alla Camera protestano contro la riforma della scuola del governo Renzi (Ansa / Fabio Campana) dell apprendimento. In questo momento purtroppo non c è un idea di scuola. Quali sono i tempi dell apprendimento, hanno ancora senso le medie, che cosa bisogna studiare? Un manager della Pirelli sa che deve vendere più pneumatici, ma un preside-manager dove deve andare? Paradossalmente aveva un idea più chiara di scuola la Moratti (che io non condividevo) che questa legge, fatta di piccoli pezzi di scuola». Vittorio Lodolo D Oria, medico e autore di molti studi sul burnout e più in generale sullo stress degli insegnanti, vorrebbe presidi preparati a gestire la «salute» della propria scuola e cioè anche degli insegnanti: «Per la legge i presidi sono già dei datori di lavoro dal punto di vista dei rischi professionali, ma non sono stati mai preparati e per questo alla fine risultano poco credibili». La soluzione? Come sarà possibile cancellare la definizione di «preside-sceriffo»? «Un sistema funzionante di valutazione e formazione dei presidi stessi, peraltro già previsto nella legge del 2001 potrebbe aiutare molto», suggerisce Gavosto. La Camera ha approvato ieri un sistema di ispettori e di controlli per i presidi. Basterà? A Pontassieve La classe di Agnese Renzi boicotta i test Invalsi con disegni e scarabocchi Matteo Renzi punta l indice contro chi boicotta i test Invalsi. E fra chi ha fatto saltare la prova ci sono anche gli studenti di sua moglie Agnese Landini: la 2B dell istituto superiore Balducci di Pontassieve, anziché svolgere l esame di italiano la materia insegnata dalla moglie del premier, hanno scarabocchiato i fogli dei compiti, invalidando l esame. È successo martedì scorso. La prova di matematica salta, il docente incaricato di controllare lo svolgimento degli Invalsi sciopera. Quella di italiano, invece, si può svolgere regolarmente; ma i ragazzi della professoressa Landini adottano in blocco la strategia del sabotaggio: nessuna risposta alle domande a crocette, soltanto disegnini e scarabocchi. «Sì, in 2B gli Invalsi sono stati completamente boicottati ammette il preside, Giulio Mannucci il test di italiano si è svolto, ma gli studenti non lo hanno compilato come si deve. La prova non è valida». Sui venti test previsti all istituto Balducci, ben sette sono saltati per il boicottaggio, ma solo due a causa degli studenti. Per Agnese Landini, favorevole allo svolgimento degli Invalsi, il colpo deve essere stato duro: l esame è anche una valutazione della qualità dell insegnamento e il «non pervenuto», quindi, va in qualche modo a colpire il docente. «Probabilmente i ragazzi della 2B si sono fatti prendere dall occasione ghiotta di notorietà» commenta Mannucci. Non è forse un caso che domenica, all Arena di Massimo Giletti su Rai1, Matteo Renzi non se la sia presa solo con i docenti che scioperano, ma si sia rivolto agli stessi studenti: «I test vanno fatti», li ha ammoniti. Ora, la controffensiva non parte da Roma, ma da Pontassieve: «Che gli studenti possano sottrarsi a una prova che viene loro chiesta per farci sopra del ribellismo ludico, giocherellando a fare i rivoluzionari, produce effetti negativi sul clima della scuola dice il preside Mannucci. Al prossimo consiglio di classe, che si terrà il 3 giugno, proporrò dei provvedimenti contro di loro. Altrimenti il sistema non si regge più in piedi». Giulio Gori

20 20 Martedì 19 Maggio 2015 Corriere della Sera ISTITUTO ZACCAGNINI a cura di RCS MediaGroup Communication Solutions graficocreativo NEL MONDO DELL OTTICA, IN CONTROTENDENZA, GRANDI OPPORTUNITÀ DI UN LAVORO PER I GIOVANI Ottico: una professione qualificata, un lavoro sicuro Open Day all Istituto Zaccagnini il 23 e 24 maggio, per conoscere da vicino tutti i vantaggi di questo percorso di studi C è un oggetto di cui oggi nessuno può più fare a meno: gli occhiali. Nato per risolvere i problemi di vista, è diventato negli anni anche qualcosa di importante a livello estetico in quanto in grado di valorizzare i lineamenti del viso. Non a caso gli stilisti più affermati hanno tutti lanciato una linea dedicata a questo accessorio. Da sole, da miope, per presbiti e per ogni esigenza anche sportiva, lenti progressive, polarizzate, fotocromatiche, oggi il settore vanta uno sviluppo senza precedenti, con un giro di affari che viaggia su un +9,4 per cento e un export del + 11,4 per cento. L Italia è un punto di riferimento nel mondo grazie alla sua grande imprenditoria: basti sapere che un occhiale su tre venduto a livello internazionale è made in Italy! La conseguenza di questo trend ha comportato un parallelo sviluppo della professione di ottico, l unica figura professionale che per legge è abilitata a esercitare questa attività (R.D del 1934). Per i giovani che escono da una scuola superiore e vedono un futuro incerto e complicato davanti a sé, questa possibilità rappresenta un opportunità davvero interessante. Infatti, secondo i dati statistici, i posti di lavoro potenzialmente disponibili sono superiori al numero di ragazzi che prendono ogni anno l abilitazione di ottico, per cui non si riesce a coprire tutta la domanda. Di fronte a uno scenario per l occupazione tra i più foschi e problematici degli ultimi decenni questo è uno dei settori che garantisce dopo soli due anni di studi post diploma un lavoro sicuro e con una retribuzione di tutto rispetto. Chi si iscrive BOLOGNA, UNA SEDE FACILE DA RAGGIUNGERE La sede dell Istituto Benigno Zaccagnini si trova a Bologna, in via Ghiradini 17 (tel fax , istitutozaccagnini.it nel quartiere San Ruffillo. Una città giovane, con i suoi 82 mila studenti, di cui 60 mila fuorisede, vivace dal punto di vista culturale (nel 2000 è stata designata capitale europea della cultura e dal 2006 è città della musica Unesco), in una posizione geografica strategica in quanto facile da raggiungere da qualsiasi parte d Italia, e con ogni mezzo: treni ad alta velocità, comode autostrade, aeroporto. a un corso biennale di ottica è in vantaggio rispetto a un laureato di primo livello, sia perché entra nel mondo del lavoro due-tre anni prima, sia perché la retta scolastica del biennio equivale a 4-5 anni di tasse universitarie. ZACCAGNINI L ISTITUTO LEADER DEL SETTORE Ma, anche in un mondo in crescita come quello della professione dell ottico, bisogna saper scegliere la scuola giusta per ottenere una preparazione seria. Tra gli istituti di eccellenza si distingue l Istituto Benigno Zaccagnini di Bologna; qui il 96 per cento di abilitati trova un occupazione qualificata e stabile nei sei mesi successivi alla conclusione degli studi. E le possibilità sono davvero tante, si va dall assunzione come ottico e manager in uno dei diecimila negozi specializzati indipendenti o delle catene della Distribuzione Ottica Moderna, al lavoro come tecnico specializzato nei laboratori e nell industria delle lenti oftalmiche e a contatto, dall imprenditoria all apertura di negozi in proprio. Si può inoltre lavorare sia in Italia IL NUMERO DEI NUOVI ABILITATI È ANCORA INFERIORE ALLE RICHIESTE DEL MERCATO DEL LAVORO al lontano 1977, anno della nascita Ddell Istituto Zaccagnini a Bologna, costante è rimasta la mission di offrire una formazione di eccellenza nelle varie aree dell istruzione scolastica, in particolare in quella relativa all ottica e all optometria. Ecco perché oggi rappresenta il primo riferimento nazionale per chi vuole intraprendere questa professione e vanta il più alto numero di iscritti. Forti i legami dell Istituto con la distribuzione e l industria di prodotti ottico-oftalmici: questa rappresenta un opportunità in più grazie alla collaborazione nell area della formazione, dell utilizzo delle attrezzature e delle conoscenze pratiche sia all estero in quanto l abilitazione ottenuta all Istituto Zaccagnini è riconosciuta nell Unione Europea e in tutti quegli stati in cui vige il principio di reciprocità di riconoscimento dei titoli. Il prossimo Open Day (che si terrà nei giorni di sabato 23 maggio, dalle 10 alle 18 e domenica 24 dalle 9 alle 13; inoltre, sabato 6 giugno dalle 10 alle 18, domenica 7 giugno dalle 9 alle 13, e sabato 12 settembre e domenica 13, sempre con gli stessi orari), darà la possibilità a studenti e genitori di conoscere da vicino la realtà dell Istituto, grazie a materiale informativo specifico, colloqui con gli insegnanti, visite dei laboratori e incontri di orientamento. OCCORRE SAPERNE DI PIÙ Nonostante le ottime prospettive di lavoro nel settore sono ancora troppo pochi i giovani UN OPPORTUNITÀ IN PIÙ: LA LAUREA Viviamo in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato, è fondamentale quindi conoscere in modo serio e approfondito la lingua inglese. La scuola ha una biblioteca bilingue, con testi in italiano e in inglese, esiste anche la possibilità di frequentare corsi integrativi per imparare questa lingua straniera, in modo da acquisire un vocabolario specifico tecnico-medico e accademico; in estate si possono fare corsi all Aston University di Birmingham, nel Regno Unito. Ma il fiore all occhiello è la laurea inglese in Optometria e Pratica Clinica, grazie alla collaborazione consolidata tra questa università e l Istituto Zaccagnini. Gli studenti possono accedere, dopo l abilitazione, direttamente al secondo anno del corso di laurea, così in soli quattro anni si ottiene l abilitazione di ottico e la laurea in Optometria. LABORATORI ALL AVANGUARDIA E FORMAZIONE DI ALTO LIVELLO Conseguito il diploma di abilitazione il 96 per cento dei diplomati trova lavoro entro sei mesi LE PROSPETTIVE DOPO GLI STUDI SONO OTTIME, DA OTTICO A MANAGER che decidono di intraprendere la professione di ottico abilitato. Come mai? Manca un adeguata informazione, spiegano all Istituto Zaccagnini. Nei programmi di orientamento scolastico dopo la maturità e sui giornali, quando si ottico-optometriche tra scuola e mondo del lavoro, favorendo l inserimento immediato in quest ultimo. Infatti, con la divisione ZBS la scuola offre corsi che coprono tutti i problemi dell impresa ottica e corsi customizzati sulle singole esigenze. Completano infatti la formazione tirocini e stage in aziende sia italiane che estere, con esperienze sul campo. Per comprendere la validità dell Istituto Zaccagnini ecco qualche dato: ha abilitato più di 3150 ottici; i professionisti che hanno partecipato ai corsi di specializzazione sono oltre 2100; ogni anno si iscrivono più di 350 studenti provenienti da tutta Italia; il congresso interdisciplinare è il primo settore per numero di partecipanti e industrie presenti. L offerta del percorso di studi comprende: - Corsi biennali post-maturità abilitanti all esercizio della professione di Ottico. tratta di spiegare quali sono le professioni più richieste dal mercato troppe volte si dimentica di citare quella dell ottico, una delle poche che davvero offre la prospettiva concreta di avere un futuro ricco di soddisfazioni. - Corsi di specializzazione in Optometria e Master. - Corso di laurea inglese in Optometria e Pratica Clinica in collaborazione con la School Life & Health Scienses dell Aston University di Birmingham. - Corsi di formazione e seminari di Marketing, Strategia Aziendale e Gestione delle risorse umane. - Congresso Interdisciplinare che riunisce ogni anno a Bologna specialisti italiani e stranieri di tutte le discipline che si occupano della prevenzione e della cura della visione, con la partecipazione di grandi esperti provenienti dal mondo scientifico. - telefono

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