Dalla finestra l occhio poteva spaziare tranquillo giù lungo la leggera scarpata, e proseguire su per le risalite delle piccole colline irregolari,

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dalla finestra l occhio poteva spaziare tranquillo giù lungo la leggera scarpata, e proseguire su per le risalite delle piccole colline irregolari,"

Transcript

1 Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Era il suo momento, adorava le tempeste. Appena sentiva il vento carico di pioggia, usciva dalla sua casetta piccola incastonata tra tante case su per la ripida salita, come se si sorreggessero tutte insieme per non cadere, come pezzi o tasselli di un domino messi in fila, bastava spingere la prima e tutte sarebbero cadute a cascata. Questo temeva, ma attratta dal temporale, dimenticava ogni paura, forse per esorcizzare il pericolo della fine, correva al Facciatone, correva su ansimando e si godeva lo spettacolo, nuvoloni neri che si addensavano, bagliori in lontananza illuminavano il cielo: rosso, arancio,viola come fuochi d artificio, boati, fulmini, tuoni, suoni e colori della vita davanti ai suoi occhi. Ogni volta riusciva a stupirsi, come se fosse la prima volta che vedeva quello spettacolo e con la mente volava a quel brodo primordiale da cui nacque la vita. Immaginava l idrogeno e l ossigeno, due gas incompatibili, scoppiettanti tra loro, che per magica armonia, in un perfetto equilibrio tetraedrico, si univano formando l elemento più prezioso per la vita: l acqua. E in questo mondo dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, immaginava quei due atomi arrivati da lontano da trasformazioni millenarie, dalle prime molecole ai giorni nostri; con la sua fantasia li immaginava uniti in una goccia d acqua, e dopo il temporale li vedeva riposare in Fontebranda, dove tamburini e alfieri si incrociavano in un rito antico, preparandosi al Palio. I giovani stanchi e sorridenti, là rinfrescavano i loro volti, non potendo immaginare quella goccia d acqua per quanti mari, per quanti fiumi, per quanti cieli fosse passata, e al sole evaporava risalendo di nuovo tra le nuvole. Lei, sognando ad occhi aperti, vedeva la stessa goccia ritornare giù con un altro temporale, in Fonte Serena, nascosta in fondo alle scale, solitaria e sconosciuta, là, riparati dal fragore delle contrade, dove tutti speravano di vincere il palio dell Assunta, due innamorati giocavano schizzandosi con l acqua, quella stessa goccia ricca di storia, d amore, scambiata con un bacio appassionato, guardandosi negli occhi. Felici, mano nella mano, si incamminavano coi cuori pieni di speranza, il loro futuro, per sempre insieme.

2 Si abbracciarono sui gradini di Fonte Gaia e guardando l orologio della Torre del Mangia, apparve la luna attraverso il Campanone che coi suoi rintocchi donava speranza a tutti. Le 17 contrade avrebbero sfilato e le 10 fortunate si sarebbero sfidate, facendoli sognare, accendendo i loro cuori, e nel silenzio della piazza dopo la mossa TRE GIRI, SOLO TRE GIRI. ED UNA SOLA ESULTANTE.. Loro innamorati in quel lontano 15 agosto, unirono i loro sogni e i loro desideri, coi sogni e coi desideri della loro contrada. Si addormentarono lì, guardando le stelle ubriachi di vino e d amore. Si svegliarono ed era tutto finito, si guardarono e non si riconobbero. Tornarono a Fonte Serena dopo anni, un viaggio verso l inizio per ritrovarsi, un cammino lento, pesante, non più leggero e danzante. Arrivarono a Fonte Serena di nuovo soli, di nuovo il 15 agosto, sfiorarono l acqua, le gocce scivolarono dalle loro dita, non si guardarono, non si sfiorarono, non più una goccia d acqua scambiata con un bacio appassionato, ma solo un idrogeno e solo un ossigeno separati, di nuovo incompatibili, di nuovo verso le nuvole, pronti per un nuovo temporale. Concetta Mirabella Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Paolo aveva aperto la finestra della stanza che fungeva da ripostiglio per le scope e i detersivi e ora lasciava che l incerto tepore dell inizio primavera lo consolasse a metà mattinata. Aveva detto: Vado a prendere i detersivi e così aveva percorso il lungo corridoio, oramai trascurando i ritratti e le lapidi con le iscrizioni dei più illustri ospiti di quello che era stato un Regio Convitto e prima ancora un Convento domenicano; le trasformazioni dell edificio erano più o meno documentate dai quadri ad olio, quasi indecifrabili tanto ormai anneriti, che intervallavano le pareti dell atrio e dei corridoi. Come sempre, aveva ignorato i due tre ragazzi che fumavano nei bagni e oltrepassato le porte delle aule che rimandavano voci consuete. Aveva scoperto che il ripostiglio poteva fungere da rifugio per qualche decina di minuti quando le conversazioni con i colleghi cominciavano a diventare decisamente troppo soffocanti, e la maschera della cortesia condiscendente rischiava di frantumarsi in : Ma va fa te e tua suocera, i tuoi figli, il vestito, l estetista

3 Dalla finestra l occhio poteva spaziare tranquillo giù lungo la leggera scarpata, e proseguire su per le risalite delle piccole colline irregolari, disegnate dagli orti e dai fazzoletti di uliveti, quali arruffati, quali diligentemente potati, fino ad incontrare la cinta muraria; ma, allora, perché quel sobbalzo improvviso all impatto con la vista delle mura, perché quello scarto inconsueto con la rilassatezza che andava cercando? Paolo si piantò alle orecchie gli auricolari del lettore Mp3 e si sparò le sonorità mediterranee degli Agricantus a tutto volume, fino a stordirsi completamente cercava di premere in basso quelle domande che con forza incontrollabile si alzavano dentro di lui, come bolle in un terreno geotermico, in procinto di impazzire in soffi irruenti e imprevedibili. Si stava forse accucciando in questa città che si avvolge come una chiocciola ritratta in se stessa? E le immagini della sua di città, dei vicoli caotici, risuonanti di voci, le piazze stracolme di auto in barba ad ogni regola di circolazione, e l odore salmastro di porto di cui sappiamo sempre la presenza, insomma tutto quello che inconsapevolmente percepiva vitale, com è possibile che si stia insensibilmente trasformando in vedute da cartolina della memoria? E, soprattutto, cosa stava facendo, stava trasformando in una innocua lamentazione nostalgica per quello che un tempo aveva fatto, il vero, pungente problema? La mancanza dolorosa della musica: con gli amici, a suonare tutta la notte, nelle case, o nei locali, quando trovavano, ma anche in ogni piazzetta la mancanza di quello che era stato La musica ascoltare le vibrazioni del ritmo che si ripeteva diversamente ossessivo lo riportava là, a quell intesa con i compagni del gruppo, a quell estenuante provare e ancora provare accordi, alla dimenticanza del tempo che generava la musica Eppure sapeva che avrebbe ragionevolmente amato anche una vita più solida e modesta, e già si vedeva, in futuro, ai giardini della Lizza, a godersi i figli con Gianna, proprio per quel sentimento di struggente dipendenza che provava per lei. Avrebbe voluto anche questo, e questo Siena sembrava promettergli. In fondo lo aveva accolto e gli consentiva uno spazio dignitoso dentro l anello delle sue mura. Ma anche dalla torre di cinta più alta, non si può arrivare a vedere il mare. Paolo chiuse gli occhi e rimase abbagliato dall azzurro che gli inondava la memoria. Contenne l emozione sempre più potente; senza accorgersene stava decidendo della sua vita, che ora gli sembrava quasi sconfinata. Si scrollò. Comprese che quella finestra l aveva aperto ad una scelta che doveva essere consapevole. Spense la musica, aprì la porta ed uscì. Lucia Burzi

4 Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Una voce sovrastò improvvisa ogni sottofondo: <<Oh che ci fai fuori con questo caldo?>> <<E te bischero che ci fai?>> <<Ma io so un omo>> <<Beato te!>> Riposare il pomeriggio con le persiane appena chiuse era più che altro ascoltare le voci che salivano lungo i vicoli stretti e i muri vecchi; e farsi accompagnare nei sogni e risvegliare e poi riprendere il filo e ridormire di nuovo, senza più capire quale fosse la veglia e quale il sonno. Quella stagione era particolarmente calda, lo vedeva dai piedi un po gonfi che avevano bisogno di riposare per far riprendere la circolazione alle gambe ingrassate e con un po di vene sporgenti; c era perfino una mosca che camminava sul braccio sinistro: un chiocco con la mano per far smettere la sua noia era servito solo a lasciare il segno della fede sull altro braccio: <<Madonna quanto le odio le mosche, spero di mori d inverno>>; poi un sussulto e si girò: <<Dov è Ugo?>> Si era alzato; ma non se n era accorta: seguiva il filo di un sogno e non aveva avvertito la sua assenza nel letto. Il desiderio e lo sforzo di essere veloce non veniva corrisposto dal corpo che ci mise un po a passare da sdraiata a seduta, da seduta in piedi e allora si era messa subito a chiamarlo per anticipare e sveltire ogni movimento: <<Ugo, ma dove sei?>> Non sapeva se si dovesse preoccupare e la voce gli uscì come un urlo misto a lamento, poi lo spiraglio di luce intravisto nel corridoio gli dette la certezza che la porta di casa era aperta: <<Madonna è uscito!>> Passettini fitti e veloci, insicuri, fatti sulla punta dei piedi, la schiena incurvata e sbilanciata da una parte; un corpo magro, asciutto, un volto bello con lo sguardo un po perso nel vuoto, occhi appannati che chissà cosa guardano; a dispetto della sua grande età Ugo è veloce; ma cammina rasente i muri, rasente, rasente per mantenere l equilibrio e seguire la strada memorizzata ormai più che nella mente, nel suo corpo, perché tante volte l aveva percorsa per andare a correre in aperta campagna: ci vuole poco a Siena a trovare gli olivi, basta uscire dalla Porta e andare giù per la prima discesa. Non passa inosservato Ugo, perché tutti lo conoscono in contrada: <<Ugo buongiorno!>>

5 << Uugoo!>> <<Che si fa oggi Ugo si va a corre?>> << Unn è troppo caldo per corre Ugo?...>> e sanno che ultimamente, da quando ha perso un po la testa, ogni tanto scappa, sicché è da custodire come si farebbe con un bambino; ma a quell ora fuori non c è nessuno: la trattoria ha appena finito di dare il cencio e chiuso le porte della cucina; il meccanico oggi è chiuso; l Antonietta, pora donna ormai vecchia e sola, dorme sulla poltrona con la soap opera a tutto volume come se la dovessero sentire anche i turisti in Piazza del Campo; sicché nonostante sia vestito con la maglietta al rovescio e le scarpe sciolte, per ora è riuscito a sconfinare invisibile oltre il solito limite. <<Dove è andato?>> Era uscita così com era, dandosi una ravversata con la mano ai capelli passando davanti allo specchio, era scesa di corsa per la rampa della scala e si aspettava a ogni passo di vederlo, si chiedeva a ogni piccolo ostacolo come avesse fatto a superarlo: -come aveva fatto a scendere gli scalini a angolo senza mettere i piedi in mezzo? Come aveva fatto a non inciampare nella pietra rialzata? Come aveva fatto a scansare i vasi grossi della trattoria, e le catene del meccanico, e a non sbattere nelle persiane non fermate di quella sprecisa dell Antonietta, pora donna ormai vecchia e sola?- Da una parte un gruppo di citti seduti su delle vespe fumavano e chiacchieravano, chissà se lo avevano visto: <<avete visto passa il mi marito, Ugo?>> Non lo avevano visto perché erano appena arrivati; l unica era proseguire per la discesa sperando che non arrivasse tanto lontano, perché poi c erano le macchine, lo doveva raggiungere prima che uscisse dalla Porta; le gambe ce l aveva buone abituata a camminare su e giù per le discese di una città che per viverla ti vole giovane fino a vecchia. Finito il perimetro del muro delle case è ormai arrivato alla Porta; lì sul muretto che dà la vista verso gli orti c è sempre una gattina che si struscia a lui, quando la badante lo porta fino a quei confini e lo fa riposare su una panchina, arrangiata dai vecchini che vanno a poventa : a guarda il sole tramontare, da una parte, e le macchine posteggiate o che passano per la strada, da quell altra; la micina vecchia anche lei, grigia, spelacchiata ma col musino bellino, è rannicchiata su un asse infilata nel muro per metterci i fiori, fra un testo e un altro, per stare all ombra; Ugo si ferma per riprendere l equilibrio che il muro delle case non gli può più dare e perché è già stanco; la vorrebbe chiamare la micina, ma riesce a

6 cantilenare solo un rumore sconnesso di suoni, ha perso l uso delle parole, o come aveva detto un giorno in un attimo di presenza: << eh me l hanno prese!>> La micia lo riconosce, lussuriosa di carezze si alza facendo le fusa e cercando la mano che le lisci il pelo, da lontano qualcuno lo sta inseguendo ormai urlando senza pudore : <<Ugo! Ugo!>>. Lui a dispetto del richiamo un po isterico e rumoroso riprende la fuga appoggiandosi con la mano al travertino poroso del muretto, che prosegue tutto lungo la strada; a ritmo serrato di passetti Ugo si dirige verso Valle. Il percorso era sempre lo stesso, lo aveva fatto per anni, gli piaceva la sera stanco del lavoro rimettersi le scarpette leggere e andare incontro al sole al tramonto, era stata una soluzione alla tensione lavorativa e ai problemi sempre più grossi della vita. Erano stati anni duri, di cambiamenti troppo veloci tanto da non avere più nemmeno l appoggio nella saggezza o esperienza di vita dei più anziani; come si faceva a riproporre i principi della vita di prima? Le donne lavoravano, i figli studiavano, il mondo andava parecchio più veloce, e non ci si accontentava mai di niente: la casa, il frigorifero, la televisione, il telefono, la macchina e le vacanze; ma quando mai prima erano esistite queste cose che ormai piacevano anche a lui; e tanto; e non voleva che la sua famiglia rinunciasse a niente? Ma alla Cava le cose non andavano più bene; il Barone che era stato come un babbo per lui, ormai era anziano e non aveva nessuno all altezza della sua testa, in pochi mesi fallì: ci furono scioperi, assemblee, tensioni, e lui si era sempre sentito e schierato fra i moderati, mai fra i fanatici, la violenza gli faceva schifo e voleva fare le cose ragionate, per questo suscitava diffidenza nelle teste roventate che volevano fare casino, parecchio per fare solo casino; ma la forza della conoscenza e della stima, retaggio degli anni della guerra, vinse; fu così che gli operai, gli scalpellini e gli impiegati, classe di cui faceva parte, decisero per non perdere il lavoro, di costituirsi in cooperativa; unico e primo esempio in quell inizio speciale degli anni 70. Gli sembrava che le gambe fossero di quando correva per quella strada da piccina, fiera del vestitino della domenica che si era messa di nascosto; glielo avevano comprato per la comunione e la su mamma lo aveva ritirato fuori per fare La fotografia: tutti insieme col su fratello, per mandarla al marito in guerra; una foto che era costata mezza lira: la mamma si era preparata con calma, si era messa il tailleur con la gonna lunga, si era spazzolata più del solito i capelli, per poi raccoglierli dietro

7 la nuca in una nuova crocchia, e poi si era messa la collana, il braccialetto e l anello:-bella! Bella era bella, alta e magra; ma anche lei si sentiva una regina soprattutto per quel fiocco grande, bianco che le avevano messo con tanta cura le donne in testa: era stata ferma, ferma, anche se le tiravano i capelli e le facevano male : << chi bella vuole apparire, qualche pena deve soffrire!>>. Poi andarono da Goffredo il marito della Lupaia per fare La foto: in quella stanza buia davanti a un tendone; il su fratello e la su mamma alti impettiti, e lei ritta sulla sedia come un trono, per essere alla loro altezza. L aveva ritrovata in quei giorni la foto, mentre ripuliva i cassetti del salotto, e ora che il su fratello era morto, dopo 10 anni di distanza dalla mamma, aveva ancora più importanza come ricordo della su famiglia; anche se il babbo un c era: tanto non aveva mai fatto parte di quella famiglia, se non come una lontananza fisica, di affetti e anche di bellezza (era gobbo), e come ricordo di violenza, che tutti in famiglia temevano e odiavano. Sì ci sarebbe voluto una bella cornice -da mettergli, magari d argento, ma come faceva a comprarla: con Ugo in queste condizioni -non aveva tempo nemmeno d anda alla Messa.

8

9 Aveva tanta stima e tanto affetto per il Barone, non lo sentiva come un padrone, semmai come un padre, un amico più grande, un uomo saggio che un giorno lo aveva chiamato per prestargli i soldi per sposarsi e poi, per farsi la casa, senza chiedere gli interessi: era stato lui a farlo crescere a fargli capire quali erano i tempi giusti della vita: <<Hai trovato questa bella figliola, mi dicono che è la più bella del paese e ti vuole bene, allora che aspetti sposala, i soldi ve li dò io>> Il primo figliolo maschio lo aveva chiamato col suo nome. Lui le aveva fatto la dichiarazione proprio lungo questa stradina, allora si facevano tutte lì, quando ti portavano a passeggiare lungo quelle mura sapevi che ci scappava sempre un bacio e una dichiarazione, -proprio qui mi -, in questa curva del muretto sotto il tiglio, le aveva chiesto di sposarla: non le resse lo stomaco e dovette vomitare, giù di sotto dal muretto; si sporcò tutti i guantini trinati per parassi la bocca per non farsi vedere da Ugo, che lì per lì, lo vide, ebbe paura che gli dicesse di no e invece, girandosi lei gli disse : <<Sì>>. Per quella strada ne aveva portate parecchie svegliotte : è li che aveva cominciato coi baci e poi la sua iniziazione sessuale nei campi: allora un c erano le macchine; ma quella cittina più giovane di lui di 10 anni, la baciò e basta e già l adorava bella com era; per cui dopo poche volte, su consiglio del Barone, le chiese di sposarlo e lei dopo essersi alzata e aver guardato verso il tramonto, disse di sì. Passettini, passettini, il muretto è finito e con la mano segue la curva per affrontare senza appoggi la Valle aperta, ma è troppo stanco e non riesce a mantenere l equilibrio e il ritmo, per quattro cinque passi ci prova, ma poi casca: per fortuna nell erba della Valle. <<Ugo! Ugo!!Accidenti a te ma dove vai? Aspettami>> L aveva visto da quando era uscita dalla Porta, fra le macchina posteggiate, e aveva cercato di aumentare il passo, in mezzo alle immagini che le si paravano davanti: una corsa all indietro nella storia della loro vita; ora però aveva paura perché stava correndo più forte di quanto potesse reggere il suo corpo, sempre in forma ma insomma ho una certa età-, e soprattutto abituato a non scomporsi mai oltre un certo limite; per cui arrivata in fondo alla strada non vide lo scalino, anche la vista non era più un gran che, fra l asfalto e l erba e anche lei fece la sua entrata in

10 Valle cascando nell erba accanto a Ugo che aveva il naso sgocciolante di sangue. Le venne da piangere forte, forte, mentre lo accarezzava per pulirlo. Ugo le prende la mano e gliela stringe con la forza di un cittino. Lei mentre stava per piangere, rise: <<Speriamo passi un anima bona che ci riporti in su >> Elisabetta Casagli ERA SOLTANTO VENTO Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Entrò veloce dalla porta di Fontebranda con un sibilo e risalì il Costone. Scalzò due cappelli di paglia dalle teste di ignari signori a mezza costa; il tempo di arrivare in Vallepiatta e riprese la corsa, infilandosi nei vicoli stretti che portano al Duomo. Sulla scalinata della basilica arrivò inatteso e gonfiò capelli, sbatté sui volti di turisti stupefatti, alzò gonne mostrando sottovesti. Lanciò ombrelli parasole in alto, oltre le bifore della Curia, come palloni pieni d elio sfuggiti dalle mani di bambini. In via del Capitano s insinuò tra le ruote di un ciclista, mandandolo a gambe all aria. Scendendo da Stalloreggi prese i Mantellini; seguendo le naturali curve del muro s incanalò verso il cimitero del Laterino, dove si diverti a sfogliare i crisantemi dei defunti come margherite. Risalì in San Marco, deviando pochi passi prima della porta sulle Sperandie. A metà salita giocò con due gattini neri, che al lieve tocco della mano divennero palle di pelo in cento capriole. Dopo le Cerchia sbucò in Sant Agostino e nella piazza arrivò di spalle a un vigile che dirigeva il traffico, spedendogli il cappello tra la ghiaia polverosa del prato. Scese nel Casato, rasente al muro come un ubriaco di mezzanotte. La strada cominciò a stringersi; in fondo ritrovò potenza e ardore per entrare nel Campo, dove di gran carriera ebbe per un momento l impressione di essere solo, primo al comando di un Palio immaginario. Sgattaiolò per via Dupré; tra le colonne del Tartarugone sorprese due signore anziane con le borse della spesa in mano, che si gonfiarono come vele di barche d estate in mare aperto. Porta Giustizia gli si parò davanti dalle fonti di Salicotto; poi risalì la via del Sole sbattendo come una pallina nel flipper che porta a San Girolamo. Si aprì un varco verso i Servi, dove per le antiche scale della chiesa scompigliò capelli a ragazzini persi nei tappi di bottiglia ricolmi di cera.

11 Ritrovarsi alla Porta di Romana fu un attimo. Toccandola torno indietro, quasi fosse un respingente. Via Roma l accolse; e lui la ringraziò, facendo sbattere cenci e pantaloni appesi ai fili come un applauso di cento e cento mani. Curvò secco al Ponte di Romana e giù per l Oliviera, cercando un altra porta. Dai Pispini sbucò in Pantaneto, dove si avventò furioso sull acqua fuoriuscita da un tombino, sollevandola. Passò tra le sagome della gente che si riparava dall inattesa pioggia e filò via veloce ad incrociare Banchi di sopra, un autostrada diritta che senza tentennamenti sbuca alla porta di Camollia. Nella piazza antistante si divertì con un edicola prima di ripartire, lasciando in terra giornali e locandine. Mutande e calzini costeggiando il Campansi volarono via come uccelli colorati quando li strappò alle tenere mollette. Scese giù per via Garibaldi fino alle vecchie mura, a zig zag per Beccafumi per arrivare all ultima porta, quella di Ovile, l unica che prese da fuori. Appena la varcò sparì, d improvviso così come era apparso in Fontebranda e tutto ritornò normale. Nei giardini e negli orti, ai pie delle case, dentro la cinta delle mura di Siena non si udiva più nessun rumore. Stefano Valacchi Il vento frusciava negli orti a pie' delle case, dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana sbattendo e c'era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva paziente in fondo agli orti quel rumore. Anche i suoi passi riflettevano il loro suono sulle pareti delle case del vicolo, e anche il tintinnio delle monete che rimestava nella tasca sinistra conferiva un ritmo metallico al suo cammino. Aveva monete in ogni tasca sinistra delle sue giacche. Vi rimanevano dalla volta precedente. Potevano essere spese ma sempre rimpiazzate. Finivano all'attaccapanni o nell'armadio, nella tasca sinistra. Perché era mancino. E almeno in questo rivendicava la sua natura. A volte rifletteva sul fatto che la vita dei mancini e' davvero complicata. Ma che non importava a nessuno. Per scrivere lo avevano corretto. Ai suoi tempi si usava così. Ma per tutte le altre cose usava la mano sinistra. E quando nessuno lo vedeva, scriveva con la sinistra. Da sinistra verso destra, sporcandosi il mignolo di inchiostro. Ma quello che più gli piaceva era scrivere da destra verso sinistra. Solo lui leggeva quello che aveva scritto. Chiunque altro avrebbe dovuto usare uno specchio. O essere come lui. Anche ora, mentre percorreva l'ultimo tratto di via San Martino, camminava a sinistra. Per lui era naturale solo camminare a sinistra. Passo' sotto le finestre della sua vecchia casa. Gli si stringeva sempre un

12 po' il cuore passando di la' e quei pochi secondi si tingevano della nostalgia dei suoi ultimi anni di universita', pieni di amici, di casini e di amori. Accelero' il passo verso via delle Cantine. Gia' da San Girolamo il profumo dei tigli comincio' a farsi sentire, presagio di un'estate che presto avrebbe svegliato la citta' con i suoni e i colori del Palio. Arrivò alla scalinata della Basilica dei Servi con un impercettibile affanno. E come sempre, da trent'anni a questa parte, si sentì bene. Un benessere totale, un appagamento del cuore e della mente. Fra qualche giorno sarebbe stato il suo compleanno. Si sentiva felice. Felicissimo. Senza alcun motivo apparente per esserlo. Non era ricco, non aveva avuto figli. Era stato bello. Molto bello. In un'età in cui la bellezza si considera poco e niente e che si apprezza quando il passare del tempo la porta via. Felice di cosa, dunque? Di lei. Di averla nella sua vita. Di essere oggetto del suo amore da quasi trent'anni. Di essere stato amato da quella donna fatta di tanti particolari sbagliati che messi insieme le conferivano una bellezza che bisognava saper vedere. Denti larghi e una bocca sottile, bassina, occhi dorati sotto occhiali fuori moda e dalle lenti spesse, capelli ribelli, mai in ordine. Magra, quando si erano conosciuti. Non più', ora. Ma il colore olivastro della pelle dalla grana di seta, il suo odore e il suo sapore di spezie, erano rimasti gli stessi. E anche l'incedere impreciso, tendente a caricare il passo a sinistra che l'aveva colpito la prima volta che l'aveva vista, non l'aveva mai abbandonata. Tutto ciò lo emozionava tutte le volte che la rivedeva. Lo squillo del cellulare ruppe i suoi pensieri e il silenzio della sera. Erano le undici. Non se ne era accorto. -Dove sei?- era lei, con la voce assonnata. -Sono uscito a fare due passi. Ti sei addormentata sul divano. Non ho voluto disturbarti. - Scusami. Ero solo un po' stanca. Mi sono svegliata e non c'eri. Ora vado a letto. Spero di essere sveglia quando torni. -Arrivo presto. Un ultimo sguardo alla facciata della basilica e poi via. Camminava veloce. Voleva arrivare presto a casa. Si sarebbe spogliato in soggiorno per non fare rumore e poi lentamente sarebbe andato in camera da letto, al buio. Al buio avrebbe raggiunto il suo lato del letto. A destra. Perché intrecciando le sue gambe a quelle di

13 lei e abbracciandola per sprofondare nel sonno, l'avrebbe trovata al posto giusto. A sinistra. Gloria Turi Il vento frusciava nei giardini e negli orti a pie della case, dentro la cinta delle mura dei Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana sbattendo; e c era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Era un rumore che risuonava ovunque,in ogni azione consunta e banale e Barbara lo percepiva come una spina un tormento continuo. Il vento frusciava anche nei suoi pensieri la carezza del fruscio del vento di una nuova primavera le aveva liberato i lunghi capelli dai geli dell inverno...sentiva che non aveva mai pensato che ci potevano essere altre possibilità. Camminava con leggerezza stanca quando l occhio rimase impressionato su un biglietto giallo appiccicato storto sulla porta di un negozio di vestiti cuciti a mano, strani e apparentemente fuori moda..c era scritto un RITORNERO Il negozio aveva l aria di un laboratorio artigianale,non c era mai entrata., un po per mancato coraggio un po perché era una donna incapace di entrare senza comprare, ma l aveva visitato con l immaginazione tutte le volte che ci passava davanti, cioè ogni giorno tornando da lavoro aveva notato i colori e la scelta delle stoffe e poi i modelli dei vestiti che potevano far pensare ad altri tempi un sapore e un intrigo di sensazioni difficile da decifrare. Ma quella parola scritta in fretta e furia, un po disordinata l aveva proprio incuriosita e anche disorientata subito si era domandata che volesse davvero dire ritornerò ritornerò fra poco..domani o ritornerò se ne avrò voglia ed erano scattati nella sua mente fantasie e meccanismi assurdi anche musicali le frasi forse di una canzone di Luigi Tenco? Ritornerai.ma non era Tenco era un altro (antipatico ma non aveva mai capito perchè)..lauzi così si mise in ascolto. ritornerai..lo so ritornerai.... Aveva cercato di leggere tra le parole e cercare un qualche significato significativo per la propria esistenza e aveva capito che quella musicalità canora anni 60? O forse 70? non le si addiceva la canzone l aveva attratta con l orecchio ma il senso.. ora lo sapeva,era un senso stronzo ritornerai?!.. che voleva dire ritornerai? Voleva significare che

14 per una donna è difficile fare scelte significanti e si ritorna? e si ritorna a che? E poi perché ci si sente sole? Il sole era nel cielo e illuminava la vita... il sole che ci fa sta stare in solitudine è fondamentale per la nostra parte creativa e allora si sta soli al centro dell universo e poi mi illumino d immenso meno male che c è una poesia che aiuta la mia vita così aveva pensato. Ritornerò Forse ritornerò non lo so che farò domani oggi ho da fare cose assai importanti cose che non so spiegarti Barbara chiuse tutte le porte e le finestre tenne con se quelle poche speranze che una voce interna le suggeriva di nascosto ma in ogni momento si diceva che ce la puoi fare ce la puoi fare... ce la farai perché è più forte di te era stata una ragazza difficile, aveva studiato con qualche difficoltà la matematica, era stata una figlia ubbidiente, e dentro le sue ricerche umane c era sempre un desiderio d evasione ma non si era mai data delle possibilità aveva seguito il cammino segnato,quasi per destino,da sua madre e forse dal suo bisogno di essere nella normalità. Già..lei normale non si era mai sentita e ora, sapeva che la normalità non esisteva. lei intanto era dio-partita e vagava tra i vicoli bui della piccola città medioevale oggi inondati di luce primaverile..nell incertezza dei passi si era maturata un altra certezza: no no io non ritornerò INDIETRO E Il vento continuava a frusciare nei giardini e negli orti a pie della case, dentro la cinta delle mura dei Siena Monica Il vento frusciava nei giardini e negli orti a pie' delle case, dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore.

15 Si alzò per chiudere le persiane della sua camera. Odiava quel rumore. Da un po' di tempo, a dire il vero, odiava qualsiasi rumore che non fosse il frusciare delle pagine che voltava nei libri. Si sedeva sulla sua sedia a dondolo, un libro aperto in mano e si abbandonava ai suoi cupi pensieri. A cosa servisse quel libro aperto sulle sue ginocchia, fra le sue mani, in realtà non lo sapeva nemmeno lui. Vado a leggere - diceva quando, stufo delle grida dei genitori che riempivano la casa, cercava un attimo di isolamento. Prendeva un libro dalla scrivania, sempre quello. Lo apriva alla pagina a cui era rimasto, sempre quella ormai da dieci giorni tanto che non aveva più nemmeno bisogno di un segnalibro. Si accomodava sulla sedia a dondolo e cominciava a dondolare, prima piano piano, poi sempre più veloce fino a quando un conato di vomito non gli saliva alla gola. Allora si fermava di colpo, poggiava le mani sul libro aperto e abbassava gli occhi su quelle righe nere. Rimaneva così per 10 minuti fissando le lettere muoversi, ballare sotto di lui. Odiava quel vento dispettoso nella sua mente che si divertiva a giocare con le parole del libro : le inseguiva, le invertiva, le spostava, le faceva divertire. Ma non era come il vento che oggi soffiava su Siena. Il suo era interno e non voleva cessare. Frusciava nella sua testa e sul testo, dentro le righe di quella stupida pagina. Sentiva sbattere le lettere fra loro e c'era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva pazientemente quella parola : DISLESSIA. Marina Cassisa Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Dove erano finiti tutti? Maria si era allontanata dal gruppo per il tempo di una telefonata. Sfortunatamente all orto dei lecci il suo telefonino prendeva pochissimo e quindi aveva dovuto frettolosamente e faticosamente salire la ripida strada sterrata per Poter richiamare. No mamma non stasera dai, sono alla lettura di poesie ti ricordi? aveva provato a bisbigliare. come, mari? non ti sento, mi senti? Scusate un attimo, torno subito, aveva detto alle amiche con aria un po' scocciata. Una lunga telefonata. Una telefonata nella quale come ogni sera aveva dovuto tentare di ricomporre i pezzi ormai privi di alcuna connessione logica della vita di sua madre. All Orto dei pecci mamma, ricordi quel bel giardino dietro piazza del campo dove ti ho portato l'estate scorsa? ah che bello, bello vero? Pensavo sai Maria, potremmo portarci zio tonino quando viene ad agosto, é che dici?

16 Mamma zio Tonino é morto, come morto? Si morto, otto anni fa ormai, ma non é possibile siamo stati in Brasile insieme, si mamma siete stati in Brasile insieme 9 anni fa, poi dopo poco che era tornato lo zio Tonino si é Ammalato ricordi? Mi sembra molto strano, eh si mamma, é molto strano ma é andata proprio così. Dopo un tempo che sembro interminabile ma che fu di circa 35 minuti, il display del telefonino segnava infatti le 23 15, Maria era riuscita a convincere la madre sulla dipartita dello zio Tonino buonanima e sulla sua permanenza attuale nel mondo dei defunti, per tranquillizzare la madre però la telefonata si era assolutamente dovuta concludere con una accorata preghiera corale di madre e figlia per la buonanima dello zio affinché potesse a lungo dimorare nel soggiorno dei beati insieme ali altri parenti che prima di lui lo avevano preceduto e di cui avevano dovuto ripetere insieme tutto l'elenco perché non ne restasse fuori nessuno. Maria era un po',,stordita, stette per un attimo ancora seduta sulla panchina del tartarugone con il telefono in mano, poi rimise il telefonino nella borsetta e si avviò giù per la discesa sterrata dell orto per raggiungere gli amici. Ma appena arrivata a valle noto con grande stupore che non c'era più nessuno. Dove erano finiti tutti si chiese? Era tardi? No, erano solo le 11 e 20, dove erano i declamatori di poesie, dove erano i suoi amici del corso, dove erano. Tavoli imbanditi di pietanze che aveva lasciato un attimo prima di salire? Si volto indietro, si guardo intorno...nessuno, solo il fruscio del vento e qualche persiana che sbatteva in lontananza Barbara Bruno LA TELEFONATA <Il vento frusciava nei giardini e negli orti a pie della case, dentro la cinta delle mura dei Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana sbattendo; e c era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore>. Non era, come si suol dire, una splendida serata invernale. Il vento frusciava dappertutto; nei giardini, negli orti ed anche in Piazza S. Francesco. Dagli orti della Nobile Contrada del Bruco salivano echi di fronde smosse. La donna era intenta ad ammirare l austera facciata della chiesa. Lui era lì per ripartire con l auto parcheggiata dal pomeriggio. Lei si voltò e lui la riconobbe subito, nonostante la fioca luce dei lampioni. Si, era proprio lei, SABRINA FERILLI, la sua diva preferita.

17 Sabrina gli sorrise e gli tese la mano dicendo: Sentivo che ti avrei rivisto Roberto, mi sei mancato tanto. Ma perché in una serata come questa sei in costume da bagno? Cosa diavolo ti è successo? In quel momento squillò il telefono. Sabrina si dissolse insieme alla piazza e al vento che frusciava con echi affilati e rauchi. Roberto sobbalzò sotto le coperte uscendo da quel sogno, alla ricerca del telefono mentre i trilli implacabili si ripetevano. Prooonto, proonto disse con voce impasta di sonno. Ciao. Sono io Ti ho telefonato per dirti che sono atterrata a Pisa solo adesso. Tutto bene. So che sono le cinque ma non volevo farti stare in pensiero Un momento, io non Alle sette e trenta sarò alla stazione. Potresti venire a prendermi? Certo si, posso esserci a quell ora, ma Ho tanto desiderio di vederti dopo tutto questo tempo. Sono sempre la tua micina. Non sarà magnifico? Come no, certamente, ma Ho qui un meraviglioso regalo per te. L ho preso a Parigi, ma non te lo voglio dire adesso. Devi aspettare fino a quando ci vediamo. Grazie cara, ma dimmi soltanto una cosa < chi parla, per favore?> Ma non è il numero tre tre due uno sei nove? ( ) No questo è il trentatre ventuno sessantanove ( ) O, mi scusi per averla svegliata! Non fa niente. Dovevo svegliarmi lo stesso per rispondere al telefono. (Tutto questo accadeva mentre il vento frusciava nei giardini e negli orti a pie della case, dentro la cinta delle mura di Siena. Si udiva chiudere qualche persiana sbattendo; e c era un piccolo eco affilato e rauco che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore). Tullioroberto Galletti Siena, LUNA ROSSA Il vento frusciava nei giardini e negli orti, a piè delle case; dentro la cinta delle mura di Siena. Si sentiva chiudere qualche persiana, sbattendo; e c'era un piccolo eco affilato e rauco, che ripeteva pazientemente in fondo agli orti quel rumore. Erano ormai dieci anni che ogni venerdì sera si vedevano per il solito pokerino. Erano dieci lunghi anni che si riunivano con la scusa di passare qualche ora insieme; si conoscevano dai tempi delle superiori, si erano prima persi per qualche lustro e poi si erano ritrovati nel mezzo del cammin di loro vita.

18 Questa volta il primo novembre cadeva di venerdì e così avevano deciso un doppio appuntamento; si sarebbe giocato giovedì e venerdì, due lunghe notti di poker, tanto non c erano impegni di lavoro. In verità nessuno di loro era un vero giocatore ma tutti si davano molte arie; esistevano giusto un paio di regole ferree: la posta massima era di soli 2 euro perché a parte Massimo, l unico che non si era mai sposato, tutti avevano alimenti da pagare. L altra regola inderogabile era che gli incontri dovevano avvenire sempre in seconda serata e rigorosamente a stomaco pieno per evitare di dover preparare da mangiare. Dopo cena Giacomo, Jack per gli amici o meglio Black Jack, per via dei capelli corvini e della sua carnagione scura si stava preparando per raggiungere la combriccola; quella sera l appuntamento era a casa di Luca vicino al Duomo. Ci andava sempre a piedi perché da casa sua, di fronte alla chiesa di Provenzano, erano solo pochi minuti e, poi, perché gli piaceva attraversare le strade osservando le persone che incontrava. Appena uscito un venticello gelido lo accolse per strada; pensò: - Maremma, stasera fa freddo davvero, la televisione lo aveva detto forse non è la serata giusta per uscire vestito leggero e un po troppo da dandy ma non si sa mai chi si può incontrare in fondo come si dice. Se bello vuoi apparire un poco devi soffrire.. Accelerò il passo, rallentando giusto un po nell attraversare la piazza del Campo con occhio sempre vigile su qualche gonnella; pochi minuti ancora ed era da Luca. Come al solito era l ultimo ad arrivare, con tutti gli altri già seduti attorno al tavolo verde che giocherellavano con le carte; i convenevoli erano sempre ridotti al minimo, giusto qualche battuta sulla scarsa puntualità o qualche saluto appena bofonchiato. Giacomo si sedette al solito posto, tra Luca e Massimo; gli altri giocatori erano Bruno e Luigi. Le mani si svolgevano veloci tra nuvole di fumo e sorseggi lenti dell ottimo whisky invecchiato 12 anni messo a disposizione dal padrone di casa. Di tanto in tanto l attenzione saliva quando il piatto era particolarmente ricco e c era accanimento; quando accadeva quasi sempre c era di mezzo Luigi, detto il merenda ( a Siena tutti hanno un soprannome e lui doveva cotanto nome alla sua povera mamma che da piccolo lo inseguiva per fargli mangiare il solito panino con la nutella ). In ogni tavolo c è sempre uno che non vuole perdere e che gioca per vincere a qualunque costo; ecco Luigi era così; c è da dire, però, che a quel tavolo forse era l unico che sapesse davvero giocare. Si erano fatte quasi le quattro era l ultima mano e, nel piatto c era un bel gruzzolo; Giacomo di solito giocava in modo pavido, puntando forte solo quando aveva davvero qualcosa di buono ed è per questo motivo che la serata vincente a lui capitava assai di rado. Dal

19 momento che anche stavolta era sotto, stranamente si era messo in testa di provare una cosa che non era nelle sue corde: accarezzava l idea di un bluff. In mano aveva solo una misera coppia di sei a picche ma incominciò ad assumere un atteggiamento freddo, studiato e con voce ferma disse: - Metto i tuoi 2 euro e rilancio di altri 2. Subito dopo prese il suo bicchiere ed assaporò il suo whisky tenendolo in bocca per un po' prima di inghiottire; era convinto che tutti abboccassero ma non aveva fatto i conti con il solito Luigi. - Vedo!, esclamò Luigi gettando la fiches nel piatto. Sul suo volto si era materializzata la solita espressione di sfida, stringeva gli occhi, serrava l immancabile sigaretta tra le labbra ed emetteva il fumo verso gli occhi di Giacomo giusto per farlo innervosire. Giacomo tentò di mantenere un certo aplomb e dichiarò le sue carte gettandole in modo stizzoso sul tavolo senza neanche parlare e con l aria di chi già sapeva l epilogo. Luigi mostrandogli un luccicante tris d assi lo irrise dicendo: - Te l ho sempre detto: Nome omen il poker non fa per te. Il tuo gioco è il Black Jack!! Subito dopo si alzò, bevve l ultimo sorso dell ennesimo bicchiere e sparecchiò il tavolo di tutte le fiches. La serata era ormai conclusa e dopo i soliti saluti Giacomo si avviò verso casa; era ancora più freddo rispetto a qualche ora prima, in compenso c era una luna piena talmente grande che sembrava fosse possibile toccarla con una mano. Tutte le volte che attraversava la piazza del campo ormai deserta gli subentrava una strana sensazione di onnipotenza: si sentiva il padrone della città. Mentre il freddo diventava sempre più pungente, arrivato all altezza del Chiasso Largo sentì uno dei pochi rumori che riuscivano a cogliere realmente la sua attenzione: il rumore di tacchi femminili per di più di corsa. Vista l ora, la curiosità prese il sopravvento e senza pensarci due volte provò a seguire questi passi con l espressione che può avere un lupo che ha fiutato la preda. Non riuscì ad arrivare in prossimità della sorgente del ticchettio perché non era il solo ad inseguire la preda; c era anche qualcun altro, un uomo che lo precedeva di qualche metro che, sentendo i passi di Giacomo si voltò. Quel viso incuteva paura ma, al tempo stesso, gli sembrò stranamente familiare anche se non riusciva proprio a mettere a fuoco chi fosse Decise comunque di proseguire mantenendo una certa circospezione; arrivato nel vicolo le Tre Donzelle vide a qualche metro un corpo a terra, appena illuminato dalla fioca luce dell unico lampione. Corse. Era il corpo di una donna, forse era proprio quella che stava cercando; si accorse

20 subito che aveva una ferita all addome probabilmente dovuta ad un fendente, visto che non aveva udito spari - e, mentre cercava di tamponarla, provò a sollevarle delicatamente la testa: - Ti prego, aiutami! disse la donna con poco fiato e con un marcato accento francese Giacomo tremando come una foglia le disse, cercando di essere quanto più possibile convincente: - Tranquilla non è nulla, chiamo subito un ambulanza Appena finita la telefonata si accorse che la sua mano era intrisa di sangue dal colore decisamente scuro: subito capì il colpo doveva aver lesionato il fegato Ricordando un film che aveva visto anni prima, pensò: colpo da professionista, non lascia scampo. Tant è che prima che le sirene dell ambulanza fossero percepibili la donna spirò. I soccorritori lo trovarono così con la testa della donna tra le sue braccia; non aveva voluto lasciarla. Non si abbandona chi sta rendendo l anima a Dio. Nel frattempo era giunta la polizia e dopo le solite formalità ( per fortuna non l avevano accusato di essere l omicida ) raggiunse casa. Quella notte fu difficile prendere sonno. Il giorno dopo si alzò tardi ed ancora in pigiama si mise al computer per cercare qualche notizia sul fatto. Trovò giusto qualche trafiletto on-line, l evento era avvenuto quasi all alba ed i giornali non riportavano ancora la notizia; decise di uscire e, mentre si vestiva gli venne l idea di andare a comprare dei fiori da portare nel vicolo, quello che ormai era diventato il suo vicolo. E così fece. Entrò dal primo fioraio che incontrò e gli chiese di comporre il miglior mazzolino possibile, con l unica accortezza che fossero tutti fiori profumati. Nella sua mente e nel suo naso era rimasto il profumo leggero ed agrumato di quella donna; una volta completato, prese la composizione e si diresse velocemente nel posto che ormai occupava tutti i suoi pensieri. Arrivato, depose i fiori in terra appoggiandoli al muro e rimase ad osservare la chiazza di sangue ormai secco; si fece la croce ma non si mise a pregare. Nonostante avesse ricevuto un educazione cattolica, Giacomo non era quello che si definisce un buon cristiano. L unico pensiero che gli venne fu: - Ma perché non ha gridato, perché non ha chiesto aiuto mah, chissà che storia c è sotto. E con queste domande senza risposte, se ne tornò a casa. La giornata passò lenta e subito dopo cena si avviò verso casa di Luca che per l occasione metteva nuovamente a disposizione il suo appartamento.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Una notte incredibile

Una notte incredibile Una notte incredibile di Franz Hohler nina aveva dieci anni, perciò anche mezzo addormentata riusciva ad arrivare in bagno dalla sua camera. La porta della sua camera era generalmente accostata e la lampada

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

Una storia vera. 1 Nome fittizio.

Una storia vera. 1 Nome fittizio. Una storia vera Naida 1 era nata nel 2000, un anno importante, porterà fortuna si diceva. Era una ragazzina come tante, allegra, vivace e che odiava andare a scuola. Era nata a Columna Pasco, uno dei tanti

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi SOGNO intro: FA#4/7 9 SI4 (4v.) SI4 DO#-7 Son bagni d emozioni quando tu FA# sei vicino sei accanto SI4 DO#-7 quando soltanto penso che tu puoi FA# FA#7/4 FA# SI trasformarmi la vita. 7+ SI4 E vestirti

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini,

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini, Cari bambini, Civile questo libretto che vi viene oggi proposto vi aiuterà a conoscere i rischi e ad imparare come difendervi, in particolare dai rischi legati al terremoto. Questo come tutti sapete è

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

33. Dora perdona il suo pessimo padre

33. Dora perdona il suo pessimo padre 33. Dora perdona il suo pessimo padre Central do Brasil (1998) di Walter Salles Il film racconta la storia di una donna cinica e spietata che grazie all affetto di un bambino ritrova la capacità di amare

Dettagli

Flame of Hope maggio 2015

Flame of Hope maggio 2015 Flame of Hope maggio 2015 Cari amici, Quand è che si apprezza maggiormente la vita e si è consapevoli di essere vivi e ne siamo grati? Quando quel dono prezioso è minacciato e poi si apprezza la vita il

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada Dal lato della strada Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché

Dettagli

Livello CILS A2. Test di ascolto

Livello CILS A2. Test di ascolto Livello CILS A2 GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE

IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE C'era una volta un cane che non sapeva abbaiare. Non abbaiava, non miagolava, non muggiva, non nitriva, non sapeva fare nessun verso. Era un cagnetto solitario, chissà come

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia Scuola Primaria Istituto Casa San Giuseppe Suore Vocazioniste Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar Classe IV Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia È il 19 febbraio 2011

Dettagli

La Sua Salute e il Suo Benessere

La Sua Salute e il Suo Benessere La Sua Salute e il Suo Benessere ISTRUZIONI: Questo questionario intende valutare cosa Lei pensa della Sua salute. Le informazioni raccolte permetteranno di essere sempre aggiornati su come si sente e

Dettagli

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE.

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE. 1 SE UNA SORPRESA VOLETE TROVARE ATTENTAMENTE DOVETE CERCARE. VOI ALLA FINE SARETE PREMIATI CON DEI GOLOSI DOLCINI INCARTATI. SE ALLE DOMANDE RISPONDERETE E NON CADRETE IN TUTTI I TRANELLI, SE TROVERETE

Dettagli

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di 1 Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di N. e N. 2 Celebrare un anniversario non significa rievocare in modo nostalgico una avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento

Dettagli

Il canale protettivo del Kundalini Yoga

Il canale protettivo del Kundalini Yoga Il canale protettivo del Kundalini Yoga PER COMINCIARE E consigliabile avere un ora ed un luogo determinati dedicati allo yoga. Tempo e spazio sono le coordinate della relatività della nostra esistenza

Dettagli

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte)

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte) La canzone dei colori Rosso rosso il cane che salta il fosso giallo giallo il gallo che va a cavallo blu blu la barca che va su e giù blu blu la barca che va su e giù Arancio arancio il grosso cappello

Dettagli

4. Conoscere il proprio corpo

4. Conoscere il proprio corpo 4. Conoscere il proprio corpo Gli esseri viventi sono fatti di parti che funzionano assieme in modo diverso. Hanno parti diverse che fanno cose diverse. Il tuo corpo è fatto di molte parti diverse. Alcune

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07 GRUPPO ANNI 3 Novembre- maggio Documentazione a cura di Quaglietta Marica Per sviluppare Pensiero creativo e divergente Per divenire

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama Adorazione Eucaristica a cura di Don Luigi Marino Guida: C è un esperienza che rivela il potere unificante e trasformante dell amore, ed è l innamoramento, descritto in modo splendido nel Cantico dei Cantici.

Dettagli

Il silenzio. per ascoltare se stessi, gli altri, la natura

Il silenzio. per ascoltare se stessi, gli altri, la natura Il silenzio per ascoltare se stessi, gli altri, la natura Istituto Comprensivo Monte S. Vito Scuola dell infanzia F.lli Grimm Gruppo dei bambini Farfalle Rosse (3 anni) Anno Scolastico 2010-2011 Ins. Gambadori

Dettagli

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT SEGUI LE STORIE DI IGNAZIO E DEL SUO ZAINO MAGICO Ciao mi chiamo Ignazio Marino, faccio il medico e voglio fare il sindaco di Roma.

Dettagli

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA ANNARITA RUBERTO http://scientificando.splinder.com DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA per i piccoli Straws akimbo by Darwin Bell http://www.flickr.com/photos/darwinbell/313220327/ 1 http://scientificando.splinder.com

Dettagli

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri Laboratorio lettura Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. 1) Quali anilmali sono i protagonisti della storia? 2) Che cosa fanno tutto l anno? 3) Perché decidono di scappare dal

Dettagli

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi Capitolo primo 1. Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

Andrea Bajani Tanto si doveva

Andrea Bajani Tanto si doveva Andrea Bajani Tanto si doveva Quando muoiono, gli uccelli cadono giù. Non se ne accorge quasi nessuno, di solito, salvo il cacciatore che l ha colpito e il cane che deve dargli la caccia. Il cacciatore

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè...

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Clémence e Laura Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Se fossi un paio di scarpe sarei i tuoi lacci Se fossi il tuo piede sarei il tuo mignolo Se fossi la tua gola sarei la tua glottide Se fossi

Dettagli

Discorso diretto e indiretto

Discorso diretto e indiretto PERCORSI DIDATTICI di: Mavale Discorso diretto e indiretto scuola: Cremona area tematica: Lingua italiana pensato per: 8-11 anni scheda n : 1 OBIETTIVO DIDATTICO: Saper riconoscere ed usare il discorso

Dettagli

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là,

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, Un uomo che dorme Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, dove la memoria identifica senza sforzo

Dettagli

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e DIAGNOSTIC TEST - ITALIAN General Courses Level 1-6 This is a purely diagnostic test. Please only answer the questions that you are sure about. Since this is not an exam, please do not guess. Please stop

Dettagli

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA Il ciclo di Arcabas Arcabas è lo pseudonimo dell artista francese Jean Marie Pirot, nato nel 1926. Nella chiesa della Risurrezione a Torre de Roveri (BG) negli anni 1993-1994 ha realizzato un ciclo di

Dettagli

Favole per bambini grandi.

Favole per bambini grandi. Favole per bambini grandi. d. & d' Davide Del Vecchio Daria Gatti Questa opera e distribuita sotto licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

Dettagli

MA LE STELLE QUANTE SONO

MA LE STELLE QUANTE SONO LIBRO IN ASSAGGIO MA LE STELLE QUANTE SONO DI GIULIA CARCASI Alice Una vecchia canzone diceva: Tu sai tutto sulla realtà del mercato e qui io ammetto di essere negato. Ma a inventare quel che non c è io

Dettagli

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI La mia casa ideale è vicino al mare. Ha un salotto grande e luminoso con molte poltrone comode e un divano grande e comodo.

Dettagli

Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti Francesco Piccolo Il desiderio di essere come tutti Einaudi INT_00_I-IV_Piccolo_Desiderio.indd 3 30/08/13 11.44 Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia

Dettagli

1. In generale, direbbe che la sua salute è: (Indichi un numero) Eccellente... 1 Molto buona... 2 Buona..3 Passabile... 4 Scadente...

1. In generale, direbbe che la sua salute è: (Indichi un numero) Eccellente... 1 Molto buona... 2 Buona..3 Passabile... 4 Scadente... ISTRUZIONI: Il questionario intende valutare cosa lei pensa della sua salute. Le informazioni raccolte permetteranno di essere aggiornati su come si sente e su come riesce a svolgere le sue attività' consuete.

Dettagli

Che cosa fai di solito?

Che cosa fai di solito? Che cosa fai di solito? 2 1 Ascolta la canzone La mia giornata, ritaglia e incolla al posto giusto le immagini di pagina 125. 10 dieci Edizioni Edilingua unità 1 2 Leggi. lindylindy@forte.it ciao Cara

Dettagli

IL RIMARIO IL RICALCO

IL RIMARIO IL RICALCO Preparare un rimario: IL RIMARIO - gli alunni, a coppie o singolarmente, scrivono su un foglio alcune parole con una determinata rima; - singolarmente, scelgono uno dei fogli preparati e compongono nonsense

Dettagli

Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone opere e di intensa carità. Papa Giovanni XXIII (28 dicembre 1958)

Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone opere e di intensa carità. Papa Giovanni XXIII (28 dicembre 1958) NOTIZIARIO PARROCCHIALE Anno XC - N 8 dicembre 2012 - L Angelo in Famiglia Pubbl. mens. - Sped. abb. post. 50% Bergamo Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone

Dettagli

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Matite italiane ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Edizione italiana a cura di Gianni Rodari Editori Riuniti I edizione in

Dettagli

NATALE SARA. Come sempre Natale sarà una festa, una grande magia, per svegliare la tua fantasia giù dal cielo un bel sogno verrà.

NATALE SARA. Come sempre Natale sarà una festa, una grande magia, per svegliare la tua fantasia giù dal cielo un bel sogno verrà. NATALE SARA Su nel cielo che gran movimento, su tra gli angeli del firmamento: quelli addetti agli effetti speciali si rimboccano tutti le ali. C'è chi pensa ai fiocchetti di neve, chi compone una musica

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. Mazzini Erice - Trentapiedi

ISTITUTO COMPRENSIVO G. Mazzini Erice - Trentapiedi ISTITUTO COMPRENSIVO G. Mazzini Erice - Trentapiedi come Anno scolastico 2012-2013 Classe 2 a D 1 Istituto Comprensivo G. Mazzini Erice Trentapiedi Dirigente Scolastico: Filippo De Vincenzi Ideato e realizzato

Dettagli

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela di Kristiina Salmela Gole di Fara San Martino (CH) Hei! Ciao! Sono un bel TONTTU - uno gnometto mezzo finlandese mezzo abruzzese, e mi chiamo Cristian alias Rikke. Più di sei anni fa sono nato nel Paese

Dettagli

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia Patrizia Toia Patrizia Toia (born on 17 March 1950 in Pogliano Milanese) is an Italian politician and Member of the European Parliament for North-West with the Margherita Party, part of the Alliance of

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE LA STREGA ROVESCIAFAVOLE RITA SABATINI Cari bambini avete mai sentito parlare della strega Rovesciafavole? Vi posso assicurare che è una strega davvero terribile, la più brutta e malvagia di tutte le streghe

Dettagli

1 Decidi come finisce la frase.

1 Decidi come finisce la frase. No mamma no A1/A2 anno di produzione: 1993 durata: 18 genere: commedia regia: Cecilia Calvi sceneggiatura: Cecilia Calvi fotografia: Franco Lecca montaggio: Valentina Migliaccio interpreti: Isa Barsizza,

Dettagli

perché non ballate? 5 Baciami. Baciami, tesoro, disse lei. Chiuse gli occhi. Lo teneva stretto. Lui dovette aprirle a forza le dita.

perché non ballate? 5 Baciami. Baciami, tesoro, disse lei. Chiuse gli occhi. Lo teneva stretto. Lui dovette aprirle a forza le dita. Perché non ballate? In cucina si riversò da bere e guardò la camera da letto sistemata sul prato davanti a casa. Il materasso era scoperto e le lenzuola a righe bicolore erano piegate sul comò, accanto

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac 2 Titolo: Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Autrice: Marie Sexton, www.mariesexton.net Traduzione: Amneris

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

SIGNIFICATO LETTERALE E SIGNIFICATO METAFORICO. Indica per ogni coppia di frasi, quando la parola in stampato maiuscolo ha SIGNIFICATO

SIGNIFICATO LETTERALE E SIGNIFICATO METAFORICO. Indica per ogni coppia di frasi, quando la parola in stampato maiuscolo ha SIGNIFICATO SIGNIFICATO LETTERALE E SIGNIFICATO METAFORICO Indica per ogni coppia di frasi, quando la parola in stampato maiuscolo ha SIGNIFICATO LETTERALE e quando ha SIGNIFICATO METAFORICO (FIGURATO). Questa non

Dettagli

E gliene sono senz'altro grato. Continuiamo con l evidenza. La spianata dove c'è il casotto e dove era stata preparata la tavola è abbastanza grande

E gliene sono senz'altro grato. Continuiamo con l evidenza. La spianata dove c'è il casotto e dove era stata preparata la tavola è abbastanza grande ELEMENTARE è elementare, mi creda... senz'altro elementare, mio caro. L'importante è non dare per scontate quelle cose che sono solo evidenti. L'evidenza, di per sé, non è sinonimo di verità. La verità

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale Quant è difficile rilassarsi veramente e profondamente anche quando siamo sdraiati e apparentemente immobili e distesi, le tensioni mentali, le preoccupazioni della giornata e le impressioni psichiche

Dettagli

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B.

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A. Ignone - M. Pichiassi unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A B 1. È un sogno a) vuol dire fare da grande quello che hai sempre sognato

Dettagli

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così:

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: in una bella giornata di ottobre, quando la mia migliore amica Sabrina

Dettagli

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa TUTTO CIO CHE FA Furon sette giorni così meravigliosi, solo una parola e ogni cosa fu tutto il creato cantava le sue lodi per la gloria lassù monti mari e cieli gioite tocca a voi il Signore è grande e

Dettagli

2) Se oggi la sua voce. Rit, 1) Camminiamo incontro al Signore

2) Se oggi la sua voce. Rit, 1) Camminiamo incontro al Signore Parrocchia Santa Maria delle Grazie Squinzano 1) Camminiamo incontro al Signore 2) Se oggi la sua voce Rit, Camminiamo incontro al Signore Camminiamo con gioia Egli viene non tarderà Egli viene ci salverà.

Dettagli

IL LUNEDÌ SCOMPARSO. Dai 5 anni

IL LUNEDÌ SCOMPARSO. Dai 5 anni PIANO DI L ETTURA IL LUNEDÌ SCOMPARSO Silvia Roncaglia Dai 5 anni Illustrazioni di Simone Frasca Serie Arcobaleno n 5 Pagine: 34 (+ 5 di giochi) Codice: 978-88-384-7624-1 Anno di pubblicazione: 2006 L

Dettagli

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE...

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... Una volta si fece la festa degli alberi nel bosco e io e una bimba, che non lo sapevo chi era, giocavamo con gli alberi

Dettagli

Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo.

Concorso La Fiorentina che vorrei. Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Mi chiamo Chiara abito a Sesto Fiorentino e per iniziare voglio fare una premessa. Io di calcio ci capisco

Dettagli

I sussurri di cui non ti accorgi

I sussurri di cui non ti accorgi Titolo della tesina: La realtà come specchio del proprio dolore Sezione narrativa: racconto I sussurri di cui non ti accorgi Ogni mattina, quando andava a scuola, si guardava attorno. Le piaceva il modo

Dettagli

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega :

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : 1. Il titolo del racconto che leggerai è UNA STRANA STREGA, segna nel seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : Avere il naso aquilino Si no Possedere un pentolone Si no Essere sempre

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Vite a mezz aria Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Giuseppe Marco VITE A MEZZ ARIA Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright

Dettagli

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna...

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna molto probabilmente avrei un comportamento diverso. Il mio andamento scolastico non è dei migliori forse a causa dei miei interessi (calcio,videogiochi, wrestling ) e forse mi applicherei

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto.

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Gentili congiunti, Questa piccola guida è stata creata per voi con l obiettivo di aiutarvi

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Affermazioni incentrate sulla Verità per le dodici categorie del Codice di Guarigione Troverete qui di seguito una

Dettagli

Dario torna a casa dalla scuola con il Nonno.

Dario torna a casa dalla scuola con il Nonno. Dario torna a casa dalla scuola con il Nonno. Sai Nonno: oggi abbiamo concluso le prove generali per lo spettacolo di fine d anno; credo proprio che ti piacerà, soprattutto il finale. Poco prima dell ultima

Dettagli

1 - Sulla preghiera apostolica

1 - Sulla preghiera apostolica 1 - Sulla preghiera apostolica Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Do una piccola istruzione di metodo sulla preghiera apostolica. Adesso faccio qualche premessa sulla preghiera apostolica,

Dettagli

EZIO si fermò un attimo, confuso e disorientato. Dov era? Che posto era mai questo? Mentre si riprendeva, vide suo zio Mario staccarsi dal gruppo

EZIO si fermò un attimo, confuso e disorientato. Dov era? Che posto era mai questo? Mentre si riprendeva, vide suo zio Mario staccarsi dal gruppo 1 EZIO si fermò un attimo, confuso e disorientato. Dov era? Che posto era mai questo? Mentre si riprendeva, vide suo zio Mario staccarsi dal gruppo degli Assassini, avvicinarsi a lui e stringergli il braccio.

Dettagli