Sistema integrato di crowdsourcing e data integration in contesto accessible smart city

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1 ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA SEDE DI CESENA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Informatiche Sistema integrato di crowdsourcing e data integration in contesto accessible smart city Relazione finale in: Sistemi Multimediali Relatore: Prof.ssa Paola Salomoni Presentata da: Paolo Giovannini Correlatore: Dott.ssa Catia Prandi Sessione I Anno Accademico 2012/2013

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3 Ai miei genitori, per esser stati un costante sostegno durante questo lungo e difficile percorso. 3

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5 Introduzione... 9 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche Barriere Architettoniche e Accessibilità Leggi e Normative Legge 13/ Legge 104/ D.M. 236/ DPR 503/1996 (art 2,7,10,13) DPR 380/2001 (Art ) Smart City Descrizione Digital City Internet of Things Tecnologie abilitanti Applicazioni Crowdsourcing Participatory Sensing e Citizen Sensing Sistemi informativi territoriali Storia e utilizzo Definizione Struttura Data Integration Descrizione Analisi e normalizzazione Concetti comuni Le fasi dell integrazione Pulizia dei dati Analisi e valutazione dei servizi esistenti Descrizione dei servizi EASY WAY VODAFONE LIBERI DI MUOVERSI MAP ABILITY INGRESSO LIBERO WHEELMAP COMUNI PER TUTTI ACCESS TOGETHER DECORO URABANO WE DU!

6 1.6.2 Servizi a confronto Progettazione Fusion Table Visualizzare online i dati Costruire Mappe Condividere e controllare i dati on line Organizzare dati esterni Collaborazione Foursquare Il perché di un successo Tecnologie utilizzate API OAuth Service Provider e Consumer HTTPS e SSL JSON JavaScript PHP Google Maps Caratteristiche Database spaziali Fusion Table API Concetti di base Operazioni base Sending requests Identificare l applicazione Utilizzare i dati Geografici Foursquare API Funzionamento Strumenti disponibili Real- Time API Tecnologia Push HTTP server push Pushlet Long polling Architettura Connessione a Foursquare Richiesta di Check- in

7 2.4.3 Raccolta informazioni Salvataggio informazioni Implementazione Struttura Database Integrazione Creazione applicazione Autenticazione e permessi in Foursquare Applicazione connessa Utilizzo Server Push Applicazione Real- Time Questionario Raccolta dei dati sul check- in Domande Salvataggio questionario Inserimento Tip Scrittura su Fusion Table Autenticazione Operazioni su Fusion Table Selezione Aggiornamento Inserimento Invio a Fusion Table Visualizzazione dei dati Google Maps Stili e propietà Caricamento Layer da Fusion Table Conclusioni Bibliografia

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9 Introduzione La qualità della vita delle persone dipende e sempre più dipenderà da quando gli agglomerati urbani sapranno conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini in numerosi campi: comunicazione, mobilità, ambiente ed efficienza energetica ne sono alcuni esempi. Diventa quindi una strada obbligata, la trasformazione delle attuali città in Smart Cities. Vale a dire centri urbani intelligenti, dove grazie alla tecnologia e alle informazioni ottenute dai cittadini e dalle infrastrutture tecnologiche stesse, si potrà agire attivamente per migliorare la vita dei cittadini. Questa visione è ancora lontana dalla realtà. Un esempio ne è dato dalle barriere architettoniche che sono ancora presenti nei luoghi delle città impattando negativamente sullo svolgimento delle attività quotidiane da parte di persone con bisogni e necessità specifiche e quindi sulla loro vita. Diversi sono i casi, in città, di strisce pedonali con rampe per disabili solo da un lato della strada e/o di marciapiedi pieni di buche e avvallamenti proprio in prossimità di discese in strada. Se a questo si aggiunge l insensibilità di molti cittadini che parcheggiano sulle strisce pedonali e davanti alle rampe, si capisce quanto sia lontana l idea di Smart City. Proprio per questo i governi di molti paesi, e l Unione Europea in primis, stanno finanziando programmi per lo sviluppo di sistemi intelligenti nelle città. La nostra attenzione si concentra sull accessibilità, ovvero la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere un edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. Il progetto sviluppato in questo volume vuole cercare di sensibilizzare il cittadino al problema delle barriere architettoniche, cercando di renderlo partecipe alla raccolta d informazioni sugli impedimenti presenti nei luoghi visitati utilizzando semplicemente il proprio smartphone. Tutto ciò creando un portale web dove i dati raccolti possono essere cercati e visionati. 9

10 Introduzione Il sistema integrato che abbiamo progettato e implementato vuole offrire l opportunità di sapere in anticipo se, ad esempio, per entrare in un certo locale ci sono dei gradini oppure se è dotato di servizi accessibili: per alcune persone, queste informazioni sono di grande importanza nel momento in cui devono decidere se recarsi in un posto o in altro. Data la presenza di diversi servizi web e mobile, che offrono soluzioni al problema delle barriere architettoniche si è pensato di effettuare un operazione di data integration in modo tale da dare all utente una visione globale di tutte le informazioni raccolte sulle barriere architettoniche. Vedremo come ogni servizio è differente rispetto gli altri per le tecnologie e metodi implementativi che sono stati utilizzati per la loro creazione. Con un attenta analisi si è riusciti a integrare e i dati cogliendo informazioni importanti. Il progetto è nato come strumento per raccogliere, visualizzare e editare i dati sull accessibilità. Utilizzando il crowdsourcing per collezionare le informazioni, consente a chiunque, non solo ai diretti interessati, di usare il proprio smartphone o tablet per descrivere e aggiornare la situazione di accessibilità di un preciso luogo. Infatti, non occorre essere esperti del tema e delle difficoltà connesse per partecipare alla raccolta di dati. Per avere delle informazioni solide sui luoghi descritti dagli utenti, si è scelto di utilizzare un sistema già affermato chiamato Foursquare. Esso è un social network che si basa sulla condivisione della posizione geografica degli utenti attraverso un dispositivo mobile, come smartphone o tablet. Gli utenti possono eseguire il cosiddetto check-in nei locali, nei negozi, nei musei, in qualsiasi posto d interesse pubblico o privato. Il sistema che abbiamo sviluppato funziona nel seguente modo: per prima cosa, occorre dare all applicazione il permesso di collegarsi al nostro account Foursquare; poi, dopo aver fatto check-in in un posto, compare un breve questionario da compilare tramite il dispositivo mobile, segnalando per prima cosa in che tipo di luogo ci troviamo. Le domande riguardano la disponibilità di servizi accessibili e altre caratteristiche, tutto questo avviene all interno di Foursquare. Le risposte sono inserite nel database e messe a disposizione degli utenti attraverso il sito web. Queste informazioni raccolte sono visualizzate tramite mappa geografica con dei marcatori, il colore del marcatore denota il livello di accessibilità del luogo: rosso non accessibile, giallo parzialmente accessibile e blu accessibile. Quindi un 10

11 utente può consultare la mappa per ritrovare le informazioni sui luoghi che gli interessano. Questo documento di tesi è organizzato nel seguente modo. Nel primo capitolo sono introdotte tutte le leggi e le normative di legge presenti in Italia, in modo da mostrare un quadro generale del problema delle barriere architettoniche. Poi verrà descritto il concetto di Smart City e di come le tecnologie, la digitalizzazione e la sensibilizzazione dei cittadini permette ad una citta digitale di diventare smart. Sono poi introdotti i Sistemi Informativi Territoriali che sono utilizzati dal nostro sistema per la rappresentazione dei dati, in modo da renderli disponibili per la consultazione. Verranno poi descritti i vari servizi web e mobile che raccolgono informazioni sulle barriere architettoniche per analizzare le tecnologie utilizzate e le loro basi di dati in modo da effettuare l operazione di data integration. Nel secondo capitolo si parla di progettazione del sistema, quindi tutte le tecnologie e le scelte architetturali fatte. Inizia con la descrizione del servizio Google Fusion Table, dove sono salvate le informazioni raccolte. Si passa alla descrizione del servizio Foursquare, utilizzato per raccogliere i dati necessari. Poi si entra nel dettaglio con le tecnologie utilizzate per usufruire dei servizi web messi a disposizione da Google e Foursquare, per gestire l autenticazione e lo scambio di dati in modo sicuro. È inoltre descritta l architettura e come vengono utilizzate le tecnologie elencate per far si che il progetto funzioni in modo adeguato. Nel terzo capitolo sono illustrati i dettagli implementativi, quindi come sono state utilizzate le tecnologie, descritte nel capitolo 2, a livello tecnico per creare l applicazione su Foursquare e il questionario che è mostrato all utente per raccogliere le informazioni sulle barriere architettoniche. Per prima cosa c è la descrizione di come è stata strutturata la base di dati che poi raccoglierà tutte le informazioni e come sono stati integrati i dati presenti nei servizi già esistenti. Sono poi mostrate tutte le procedure seguite per utilizzare il servizio di database di Google e le procedure utilizzate per interrogare e salvare le informazioni. Infine è descritto come è stato creato il sito web nel quale sono rappresentate le informazioni sotto forma di mappa geografica. 11

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13 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche In questo capitolo sarà introdotto il problema delle barriere architettoniche e saranno illustrate le normative, le leggi e le proposte di legge esistenti in materia presenti in Italia e in altri Paesi. Vedremo come le tecnologie informatiche sono impiegate per creare il concetto di Smart City ovvero città intelligente. Un modello urbano in cui, grazie alle tecnologie digitali e a infrastrutture moderne, si cerca di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Una città diventa smart potenziando i servizi di comunicazione, trasporto e rifornimento energetico, riducendo l inquinamento atmosferico e cercando di rendere sostenibili tutte le attività cittadine. Infatti, l obiettivo che guida un progetto in contesto smart city è proprio quello di cambiare in meglio la vita dei cittadini attraverso le tecnologie tipiche delle digital city. Un ruolo importante in molte sperimentazioni è giocato dalla messa in rete di opinioni, cioè dalla condivisione d informazioni fra più soggetti. Questa è l idea su cui si basano molti progetti, tutti nati con l esigenza di rendere una digital city più accessibile. Le informazioni geolocalizzate raccolte dagli utenti, sono raccolte principalmente tramite dispositivi mobili. In questo capitolo sono descritte: cosa sono le barriere architettoniche e le leggi che le riguardano e come le norme italiane definiscono un luogo accessibile. È poi approfondito il concetto di smart city e come le tecnologie coinvolte possano essere sfruttare per rendere una città più accessibile. Infine viene fatta l analisi di servizi web e mobile che raccolgono informazioni dagli utenti con lo scopo di rendere più vivibile la città con particolare riguardo alle persone con qualche tipo di disabilità, sia temporanee che permanenti. 13

14 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche 1.1 Barriere Architettoniche e Accessibilità Una barriera architettonica è un qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o la fruizione di servizi, in particolar modo a persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale. La barriera architettonica può essere una scala, un gradino, una rampa troppo ripida. Qualunque elemento architettonico può trasformarsi in barriera architettonica e l'accessibilità dipende sempre dalle caratteristiche personali della singola persona. Ne è conseguita una non corretta applicazione della pur importante normativa vigente sull'argomento. Nei primi anni del 21 sec. la situazione è andata lentamente modificandosi, facendo emergere le vere esigenze delle persone. Ci si è cioè resi conto che le barriere architettoniche producono per molti individui riduzione del benessere, disagio, affaticamento e condizioni di pericolo. Si è iniziata a rifiutare l'idea che l'uomo debba adattarsi a una città piena di ostacoli, scomoda e defatigante. Per queste ragioni è cresciuta la richiesta di ambienti privi di barriera architettonica, facilmente accessibili, fruibili e in grado di risultare 'inclusivi'. Tutto questo in coerenza con quanto è stato affermato dall'oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), che definisce la salute "non come assenza di malattia, ma come stato di completo benessere psico-fisico e sociale". È interessante elencare i vari passaggi storici che hanno portato alla situazione attuale. Il primo documento ufficiale italiano in cui viene citata la dizione barriera architettonica è la circolare del Ministero dei Lavori pubblici nr. 425 del 20 genn.1967, relativa agli standard residenziali. Le barriere architettoniche vennero definite come gli ostacoli che incontrano individui fisicamente menomati nel muoversi negli spazi urbani e negli edifici: ostacoli costituiti essenzialmente da elementi altimetrici che si incontrano lungo i percorsi (gradini, risalti, dislivelli, scale ecc.) ovvero da esiguità di passaggi e ristrettezza di ambienti (strettoie, cabine di ascensori, apertura di porte ecc.). Il 19 giugno 1968 fu emanata la circolare del Ministero dei Lavori pubblici nr.4809 "Norme per assicurare l'utilizzazione degli edifici sociali da parte dei minorati fisici e per migliorarne la godibilità generale". Era evidenziata la necessità di eliminare le barriere architettoniche, "essendo ormai accertato che tali barriere interessano circa 8 milioni di cittadini pari al 15% della popolazione italiana". Si precisava che le norme avevano come presupposto la generalizzazione dei vantaggi derivanti 14

15 Barriere Architettoniche e Accessibilità dall eliminazione di tali ostacoli, e che non si escludevano soluzioni più avanzate che sarebbero potute essere esaminate ed approvate dai competenti uffici. Il primo cogente provvedimento legislativo, tuttora in vigore, è costituito dall'art. 27 della l. 3 marzo 1971 nr Esso prescriveva l'applicazione delle norme tecniche contenute nella sopracitata circolare 4809/68. Ampliava il campo di applicazione delle stesse a tutti gli "edifici pubblici o aperti al pubblico, alle istituzioni scolastiche prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione [...] anche apportando le possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o già costruiti all'entrata in vigore della presente legge". Dopo circa sette anni fu emanato il d.p.r. 384/78 - regolamento dell'art. 27 della l. 118/71 - senza peraltro suscitare la dovuta attenzione, con conseguente scarsa applicazione. Nei successivi undici anni si è continuato a sottovalutare il problema. Si è fatto poco e male per far emergere il contenuto sociale dei provvedimenti e far rispettare la normativa tecnica prescritta dalla legge, con forti ricadute negative a livello macroeconomico. Con l'emanazione della l. 9 genn nr. 13, e del suo regolamento di attuazione, decreto del Ministero dei Lavori pubblici del decreto nr. 236 del 14 giugno 1989, il concetto di b. a. si è molto ampliato ed evoluto; va anzi registrata una vera e propria svolta, dovuta alla nuova definizione contenuta nell'art. 2 del decreto stesso. Infatti vi si legge: "Per barriere architettoniche si intendono: 1) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque e in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; 2) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda o sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; 3) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettano l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi". Sono quindi considerati ostacoli da rimuovere o superare (con soluzioni alternative possibili): percorsi con pavimentazione sdrucciolevole, irregolare o sconnessa, e/o con eccessiva estensione; scale prive di corrimano; rampe con forte pendenza o troppo lunghe; luoghi di attesa privi di protezione dagli agenti atmosferici o senza sistemi di seduta; attrezzature o terminali di impianti posizionati troppo in alto o troppo in basso eccetera. Le barriere architettoniche vanno dunque considerate come una caratteristica negativa dell'habitat dell'uomo, riguardante la generalità dei cittadini. In particolare le 'utenze deboli' (anziani, bambini piccoli, incidentati, obesi, cardiopatici, artrosici, 15

16 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche ipovedenti ecc.), stimate in oltre il 20% della popolazione europea. Minore è la presenza di barriere architettoniche, maggiore risulta, con benefici generalizzati, l'accessibilità urbana. Quest'ultima va intesa come concreta possibilità da parte di una utenza ampliata di accedere agevolmente a spazi, edifici, attrezzature e sistemi di trasporto. Tale caratteristica qualitativa dell'ambiente edilizio e urbano riguarda il vivere quotidiano. A essa si collegano concetti e sensazioni importanti come il potenziamento delle scelte individuali e quello delle pari opportunità. Per accessibilità, al di là dell esigenza di poter disporre di spazi privi di barriere architettoniche, deve quindi intendersi comfort ambientale, in situazione di sicurezza e autonomia, anche per chi ha ridotte capacità motorie o sensoriali, per periodi brevi o in maniera permanente. Quest aspetto deve assumere il giusto valore quando si affronta qualsiasi progetto. Un progetto responsabile deve essere impostato, a partire dalle sue prime fasi, tenendo anche conto delle reali caratteristiche dei futuri utilizzatori. Questi hanno necessità e aspettative molto variegate. Non a caso si comincia ad avere come riferimento la cosiddetta utenza ampliata. Tutto ciò fa riferimento ai criteri innovatori del cosiddetto Universal Design, riconosciuto nei Paesi evoluti come base per un corretto approccio a una progettazione 'inclusiva'. Significa immaginare, sviluppare e commercializzare spazi, prodotti, servizi, sistemi e ambienti di uso generale in modo che possano risultare fruibili dal più vasto numero possibile di utenti e non siano specificamente dedicati alle persone disabili. Questo modo corretto di intendere la progettazione tiene conto delle esigenze multigenerazionali; cioè di quelle dei bambini, degli anziani e di coloro che, per qualsiasi motivo, abbiano difficoltà motorie o sensoriali. Il risultato positivo è un notevole contenimento dei costi e un maggior gradimento anche da parte delle persone senza necessità particolari, che pertanto non si sentono oggetto di speciali attenzioni. Tali temi dell'architettura, intesa anche come missione sociale, interessano prima o poi tutti noi. Il semplice trascorrere del tempo modifica comunque fisiologicamente le caratteristiche e le conseguenti esigenze di ciascuno. Il diritto alla fruibilità' nell'ambito degli ambienti urbani o naturali diventa sempre più pressante da parte di tutti. In modo particolare da parte di quella fascia di persone che vive, in modo diretto o indiretto, situazioni di disagio ed emarginazione causate da un autonomia ridotta o da limitate energie disponibili. 16

17 1.2 Leggi e Normative Uno sviluppo corretto e responsabile del Paese non può quindi prescindere dal mettere in atto ogni tentativo di avvicinarsi a una mobilità sostenibile, intesa anche come fruibilità agevole dello spazio costruito, da parte di chiunque. Nell'ambito urbano e nelle strutture complesse, tra i diversi input per una buona progettazione occorre considerare quelli che rendono più facile l'orientamento. Quest'ultimo va inteso come capacità di sapere dove ci si trovi, e come possibilità di capire quali possano essere gli spostamenti da compiere, e con quali modalità, per raggiungere un determinato obiettivo prescelto (wayfinding). Aspetti, questi ultimi, di particolare importanza per tutti coloro che hanno una ridotta autonomia per compiere una certa azione o raggiungere una determinata meta. Le incertezze e le perplessità dovute alla non conoscenza dei luoghi, delle attrezzature e dei sistemi di trasporto, specie se in ambiti articolati e complessi, provocano in chiunque un aumento dell'ansia e dell'affaticamento fisico e psichico. La mera operazione di messa a norma è assolutamente insufficiente, e spesso inutile, se non è raccordata e coordinata con altri fondamentali aspetti, quelli psicologici in primis. L'accessibilità quindi va intesa, in modo ampio, come l'insieme delle caratteristiche spaziali, distributive e organizzativo-gestionali dell'ambiente costruito (e dei relativi sistemi per la mobilità); un insieme che consenta realmente una fruizione agevole dei luoghi e delle attrezzature della città da parte dell'intera cittadinanza. Accessibilità, quindi, come sistema complesso e articolato di elementi, collegati tra loro o interdipendenti, che consenta di avvicinarsi al concetto di autonomia o di autosufficienza. Tale sistema va perseguito come obiettivo irrinunciabile, sia di un importante settore interdisciplinare, sia di un movimento sociale [BA06]. 1.2 Leggi e Normative La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge 13/89 che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia; visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio 17

18 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche igienico di ogni unità immobiliare. Vengono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta; adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Sempre il D.M. 236/89 stabilisce anche, per gli edifici e gli spazi privati, i parametri tecnici e dimensionali correlati al raggiungimento dei tre livelli di qualità sopra riportati: per esempio le dimensioni minime delle porte, le caratteristiche delle scale, la pendenza delle rampe pedonali, gli spazi necessari alla rotazione di una sedia a ruote, le dimensioni degli ascensori e le casistiche della loro necessità, le caratteristiche di un servizio igienico accessibile e altri ancora. I requisiti sono stabiliti in modo differente secondo la tipologia degli edifici e degli spazi. Ogni nuova costruzione deve infatti rispettare tali norme, ed i vecchi edifici devono essere opportunamente adeguati alla normativa in caso di ristrutturazione (D.M. 236/89, art 6). Per quanto riguarda gli edifici e gli spazi pubblici vi è stata l'emanazione di un ulteriore decreto attuativo[baep13]. Di seguito saranno elencate le normative di riferimento Legge 13/89 Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (9 gennaio 1989). Le prime disposizioni tecniche per il superamento delle barriere architettoniche sono contenute nella Circolare Ministeriale del 19 giugno 1968, in seguito riprese ed ampliate dal D.P.R. del 27 aprile 1978 che costituisce un punto fondamentale nella disciplina della materia, soprattutto per quanto riguarda le direttive di progettazione senza barriere architettoniche negli edifici pubblici a carattere collettivo e sociale. La legge 13 del 1989 affronta le problematiche della progettazione senza barriere nell'ambito dell'edilizia residenziale, quindi negli edifici privati di nuova costruzione, negli interventi di ristrutturazione, negli spazi esterni di pertinenza e di accesso. Precedentemente le prescrizioni normative si riferivano alle opere ed agli edifici pubblici e privati aperti al pubblico, e poco significativamente agli interventi di edilizia residenziale pubblica. Con la legge 13 le disposizioni per favorire la fruizione 18

19 1.2 Leggi e Normative degli spazi vengono estese a tutti gli edifici privati, residenziali e non, in sede di nuova costruzione o di ristrutturazione degli stessi [L.13/89] Legge 104/92 La legge 5 febbraio 1992 n. 104/92, è il riferimento legislativo "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate". Principali destinatari sono dunque i disabili, ma non mancano riferimenti anche a chi vive con loro. Il presupposto è infatti che l'autonomia e l'integrazione sociale si raggiungono garantendo alla persona handicappata e alla famiglia adeguato sostegno. E questo supporto può essere sotto forma di servizi di aiuto personale o familiare, ma si può anche intendere come aiuto psicologico, psicopedagogico, tecnico. Dopo l'entrata in vigore, la legge è stata aggiornata in alcune sue parti, per effetto di norme introdotte in seguito [L.104/92] D.M. 236/89 Legge sul superamento delle barriere architettoniche, prescrizioni tecniche necessarie a garantire l accessibilità, l adottabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell eliminazione delle barriere architettoniche. Le norme contenute nel presente decreto si applicano: 1) agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata; 2) agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione; 3) alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto; 4) agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti. Per barriere architettoniche s intendono: a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; 19

20 Smart city: accessibilità e barriere architettoniche c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi. Il rispetto normativo della legge 13/1989 (accessibilità, visitabilità e adattabilità a seconda del tipo di intervento), deve portare alla realizzazione di elaborati grafici di progetto atti a dimostrare il superamento delle barriere architettoniche [DM236/89] DPR 503/1996 (art 2,7,10,13) Di seguito elencati gli articoli che più ci interessano: Art. 2. Contrassegni 1. Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modificate o adeguate tenendo conto delle norme per l'eliminazione delle barriere, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo di accessibilità secondo il modello di cui all'allegato A. 2. E' fatta salva la specifica simbologia dell'organizzazione internazionale dell aviazione civile ove prescritta. 3. Il sistema di chiamata di cui all'art. 1 deve essere posto in luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di "accessibilità condizionata" secondo il modello di cui all'allegato B. 4. Uffici, sale per riunioni, conferenze o spettacoli, posti telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali ascensori e telefoni che assicurano servizi di comunicazione per sordi, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo internazionale di accesso alla comunicazione per le persone sorde di cui all'allegato C. Art. 7. Scale e rampe 1. Per le scale e le rampe valgono le norme contenute ai punti , e , del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n I percorsi che superano i 6 metri di larghezza devono essere, di norma, attrezzati anche con corrimano centrale. Art. 10. Parcheggi 1. Per i parcheggi valgono le norme di cui ai punti e del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n

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