Proposte della FLC Cgil per il superamento del precariato nel CRA

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1 Proposte della FLC Cgil per il superamento del precariato nel CRA PREMESSA Nel settore agricolo, il sistema di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero per le Politiche Agricole, è stato riformato con il DL 454/99. In particolare l art. 9 mirava a sanare una significativa quota di precariato strutturale che la gestione Ministeriale aveva accumulato negli anni con un politica di reclutamento strisciante basata su tipologie contrattuali estremamente eterogenee e comunque non aderenti ai profili e alle mansioni proprie del settore della ricerca. La costituzione del CRA ha coinciso con l esplosione, all interno di questo nuovo ente di ricerca, del fenomeno delle cosiddette tipologie di lavoro atipiche, essenzialmente basate sulle collaborazioni, rivolte a personale già operante a vario titolo nelle strutture e a nuovi soggetti subentrati successivamente al L immobilismo su questi temi accumulato in 5 anni di gestione ha determinato nell ente il consolidamento di numerose tipologie di contratti atipici, (collaboratori coordinati e continuativi, collaboratori occasionali, partite Iva individuali, assegnisti di ricerca, assimilabili ai collaboratori) e ai titolari di quegli strumenti formativi utilizzati in modo improprio, quali le borse di studio o i dottorati. In questo contesto, caratterizzato da una progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici, pur in presenza di una crescente domanda di ricerca, il sistema ha trovato il suo equilibrio comprimendo di fatto i diritti dei lavoratori. Per questo oggi, lavoratrici e lavoratori non strutturati, pur svolgendo le medesime mansioni dei lavoratori subordinati e garantendo elevati livelli di professionalità, grazie alla «finzione» che li vuole appartenenti alla categoria del lavoro autonomo, sono privi delle più elementari forme di tutela e di cittadinanza riconosciute ai lavoratori subordinati quali: il diritto di assentarsi per malattia, il diritto a maternità o paternità, le ferie, il servizio mensa, i più elementari diritti sindacali, il diritto di rappresentanza negli organi elettivi Molto spesso non si tratta solo di figure scientifiche (ricercatori e tecnologi), ma anche di personale tecnico e amministrativo per il quale la forma contrattuale della collaborazione è, se possibile, ancora meno giustificabile. In questo percorso siamo sempre più vicini al punto di non ritorno. Oltre questo punto la possibilità di recuperare una fisiologica flessibilità della gestione delle risorse umane, nel rispetto dei diritti individuali, rischia di divenire incompatibile con il sistema e con il suo modello di funzionamento. È quindi assolutamente urgente una netta inversione di tendenza, che non può che tradursi in una regolare immissione di risorse umane in quantità consistente nei diversi ruoli, a partire dalla fase formativa, dove siano chiare e condivise le regole per i percorsi d accesso, superando il modello attuale, che riduce le complesse problematiche concernenti il reclutamento a fattore casuale, slegato dalle effettive necessità del sistema e subordinato alla discrezionalità del

2 decisore politico di turno nonché degli organismi di gestione dell ente, che spesso si configura come una vera e propria attività clientelare. Condivisione e partecipazione sono quindi per la FLC Cgil elementi irrinunciabili. Il presente documento, che ha le caratteristiche proprie di una piattaforma rivendicativa, è il frutto di un confronto aperto maturato all interno delle strutture CRA, analogamente ai percorsi intrapresi in altri Enti Il documento rappresenta un punto di partenza ed una prima sintesi che può evolversi nel tempo, anche in rapporto al confronto con l amministrazione e al mutamento del quadro normativo. Presupposto per la costruzione di un iniziativa reale è l ampliamento degli spazi di democrazia per questo, affinché tutti i lavoratori oggi esclusi dal voto per le RSU abbiano rappresentanza, la FLC Cgil s impegna ad assicurare la presenza nella propria delegazione di loro rappresentanti. Obiettivi generali di una politica per il superamento delle tipologie di lavoro atipiche nel CRA sono: Avviare tutte le politiche necessarie a far diminuire il rapporto numerico fra la componente precaria e quella strutturata all interno degli Istituti; Uniformare le varie forme contrattuali precarie in modo da perseguire una maggiore equità di diritti e doveri. Creare un Fondo Unico Nazionale del CRA alimentato con risorse proprie dell ente per l assunzione di ricercatori a tempo determinato con selezione concorsuale nazionale pag. 2 di 7

3 RAPPORTO DI LAVORO LE RIVENDICAZIONI Ricognizione tipologie contrattuali Messa in atto della ricognizione annuale delle forme contrattuali flessibili come previsto dall articolo 33 punto 3 del CCNL. Detta ricognizione, aggiornata annuale, dovrà essere resa pubblica e servirà a fornire un quadro aggiornato dei rapporti di lavoro all interno dell ente fotografando quindi lo stato delle sue necessità e fornendo la base su cui definire il piano triennale e le relative politiche di reclutamento. È inoltre necessaria l istituzione di una «banca dati curriculare», in grado d evidenziare le professionalità formate nell ambito delle attività programmate dall Ente, che costituisca anche un elemento di complemento al confronto con le organizzazioni sindacali in sede di programmazione del fabbisogno di personale. Reclutamento La carta europea è una dichiarazione di principi da concretizzare individuando «percorsi tipo» in grado, al contempo, d assicurare opportunità reali ai singoli e, nella fase anteriore al reclutamento, forme adeguate di «progressione di carriera», individuando certezza per i tempi d accesso. La prima rivendicazione che avanziamo è la radicale modifica dei canali d accesso nei ruoli degli enti. In luogo delle attuali forme contrattuali, autonome soltanto sulla carta, chiediamo l introduzione di un canale unico di reclutamento. Esso deve comportare l utilizzo di un contratto di lavoro subordinato, di durata predeterminata e distinto dal periodo di formazione, che abbia il fine esplicito dell inserimento e al termine del quale una valutazione dell'attività svolta consenta l'accesso in ruolo. Oggi l approvazione da aperte del CRA del Regolamento per le assunzioni a tempo determinato rappresenta una valido strumento in questa direzione. Il periodo di formazione dei ricercatori deve aver luogo attraverso il dottorato di ricerca (o eventuali percorsi equivalenti), prevedendo diritti, tutele e compensi adeguati. La programmazione delle attività di formazione finalizzate alla preparazione dei futuri ricercatori deve essere strettamente correlata alle prospettive d inserimento stabile. Il contratto di lavoro a tempo determinato, deve essere la forma esclusiva di accesso, nella fase anteriore all immissione in servizio. In caso contrario, la portata dell importante strumento introdotto dall articolo 5, comma 2 del Ccnl ne verrebbe mortificata. Infatti, la possibilità di conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato non è applicabile a coloro che, unicamente per esigenze di contenimento di costo, hanno svolto per anni la loro attività con contratti parasubordinati. Per questo crediamo fondamentale l'istituzione di un Fondo per le assunzioni a tempo determinato, che possa sostenere i maggiori costi di questa tipologia di lavoro nel caso in cui la copertura dei fondi derivanti dai progetti non sia sufficiente. Istituzione di un Fondo unico per le assunzioni a il tempo determinato Obiettivo è per il reclutamento di personale scientifico attraverso il regime delle assunzioni a tempo determinato svincolato dai progetti, ma collegato al Piano Triennale dell Ente in funzione della sua rete di ricerca, con l obiettivo di dotare le strutture di personale in grado di operare nel medio periodo (3-5 anni) anche fuori da attività di ricerca a progetto, in modo da riconoscere un trattamento economico più adeguato all esperienza e alle capacità acquisite, tramite la creazione di pag. 3 di 7

4 un fondo per i precari, che garantisca, oltre la continuità, anche un vera possibilità di progresso nella carriera e negli stipendi e la possibilità di attingerci per la formazione. Riconoscimento dell attività prestata Agli assegni di ricerca e ai contratti di collaborazione dovrà essere garantito il riconoscimento e la valutazione dell'attività effettuata sia ai fini delle pubblicazioni, sia ai fini dell assunzione, sia ai fini dell attivazione di nuove collaborazioni, superando l attuale situazione di estrema frammentazione nell articolazione dei percorsi antecedenti il reclutamento. Il disposto dell articolo 5, comma 3 del Ccnl, che prevede che il servizio prestato a tempo determinato negli Enti del Comparto sia titolo valutabile ai fini dell assunzione a tempo determinato o indeterminato, fino ad un massimo di dieci anni, va reso effettivamente esigibile ed esteso anche alle forme di lavoro parasubordinato. A seguito dell assunzione a tempo indeterminato, è necessario prevedere la piena ricostruzione di carriera, recuperando le discriminazioni determinate dalla moltitudine degli strumenti disponibili. Occorre inoltre rendere uniformi i meccanismi di progressione di fascia stipendiale, oggi oggetto di forte discrezionalità sia tra i contratti finanziati a valere su fondi attivi e quelli finanziati dalla dotazione ordinaria sia tra i diversi contratti attivati su fondi ordinari. Va recepito quanto riportato nell articolo 5 del contratto collettivo dei ricercatori che prevede nel punto 2 che qualora l assunzione a tempo determinato avvenga con le stesse modalità previste dalla legge per i concorsi a tempo indeterminato l ente potrà trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Identificazione di un analogo percorso contrattuale per il personale tecnico. Estensione dei diritti per tutte le tipologie di lavoro Fintanto che la normativa prevede la possibilità di utilizzare forme di lavoro parasubordinato (assegni, cococo, partite iva..), oppure l'abuso nell'utilizzo degli istituti formativi (borse di studio e dottorato) riteniamo fondamentale estendendere, mediante un accordo sindacale, i diritti e le tutele proprie di queste forme lavorative, equiparandole al lavoro dipendente. L'obbiettivo è duplice: disincentivare l'utilizzo di queste forme di lavoro aumentandone il costo, così rafforzando lo strumento del tempo dreterminato e contemporanemaente salvaguardare, comunque, i diritti fondamentali di tutti i lavoratori. Come per i rapporti a tempo determinato il maggior costo derivante dall'accordo non può gravare sulle commesse di ricerca, recando un pregiudizio alla continuità dei contratti. pag. 4 di 7

5 NORME COMUNI PER TUTTE LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI Oggetto del contratto L'attività del titolare di un contratto a tempo determinato, assegno di ricerca o contratto di collaborazione deve avere ad oggetto un progetto o programma di ricerca da svolgere in autonomia, eventualmente all'interno di un gruppo e non come mero supporto tecnico allo svolgimento di progetti di ricerca. Possibilità per i ricercatori precari di coordinare progetti e gestire fondi. Durata dei contratti La durata minima di contratti a tempo determinato, assegni di ricerca e contratti di collaborazione deve essere pari alla durata del progetto e, comunque, non inferiore a due anni. Il successivo rinnovo, ove applicabile, ha pari durata. L'oggetto della collaborazione deve essere chiaramente specificato all'atto del conferimento, essere riferito ad un progetto o attività di ricerca ed essere congruo con la durata prevista per l'assegno, prendendo a riferimento le modalità per la programmazione dell'attività scientifica dei ricercatori di ruolo. Il contratto può essere risolto mediante preavviso esclusivamente dal lavoratore, in tutti gli altri casi unicamente per giusta causa. Spese per missioni Le spese per le missioni che si rendano necessarie per lo svolgimento dell'attività prevista per i titolari di assegni di ricerca e contratti di collaborazione sono a carico dell'amministrazione con le stesse modalità previste per i dipendenti. Mezzi e strumenti per espletare l attività L Ente deve mettere a disposizione dei titolari di assegni di ricerca, contratti di collaborazione e a tempo determinato locali idonei ed adeguatamente attrezzati in relazione all'attività richiesta. I titolari di assegno di ricerca utilizzano le strutture di ricerca e di servizio ed i fondi destinati alle attività cui partecipano con le stesse modalità previste per il personale ricercatore. Compenso Per le funzioni di ricercatore il compenso minimo dei contratti di collaborazione e degli assegni è quello previsto dal regolamento ministeriale degli assegni di ricerca. Per quanto riguarda le funzioni tecnico-amministrative il compenso annuo deve avere come riferimento i costi contrattuali dei rapporti di lavoro subordinato. Gli oneri previdenziali e fiscali derivanti dallo stipulando contratto sono a carico dell Ente e non possono essere detratti dal compenso. pag. 5 di 7

6 DIRITTI Ferie I titolari di assegni di ricerca e contratti di collaborazione hanno diritto a periodi di ferie di durata pari a quanto previsto per il personale dipendente. Identiche, inoltre, devono essere le modalità di fruizione. Assenze per malattia Durante le assenze per malattia, documentate con le stesse procedure previste per il personale dipendente, i titolari di assegni di ricerca, contratti di collaborazione, ecc. continuano a percepire la piena retribuzione. Va altresì prevista una corrispondente proroga della durata del rapporto di lavoro. La retribuzione può essere sospesa soltanto se il periodo di malattia o il cumulo di più periodi supera i 6 mesi. Maternità Ai titolari di assegni di ricerca e contratti di collaborazione trovano applicazione le disposizioni dei capi dal II al IX del D. Lgs. n 151/2001. Durante l assenza per congedo obbligatorio, le titolari di assegni di ricerca o contratti di collaborazione percepiscono un'indennità, a carico dell'amministrazione, pari alla differenza tra l'importo dell'assegno e l'indennità cui gli stessi hanno diritto a carico degli Enti previdenziali. La durata del periodo per il quale tale indennità viene erogata deve corrispondere, in ogni caso, alla durata dei congedi complessivamente utilizzati. Occorre inoltre assicurare l effettiva possibilità di godimento di quanto disposto dall art. 19 del medesimo D. Lgs. nei casi d interruzione spontanea o volontaria della gravidanza. Formazione I titolari di assegni di ricerca o contratti di collaborazione hanno diritto a congedi per periodi formativi non previsti e/o necessari all'attività cui il contratto si riferisce. Per tali periodi, non retribuiti e tra loro cumulabili, va prevista una durata massima dell ordine di un mese per anno. Va inoltre prevista la costituzione di un apposito fondo, di consistenza pari indicativamente al 2% del monte retributivo complessivo degli assegni di ricerca e dei contratti di collaborazione in essere, finalizzato al finanziamento delle attività formative previste e/o necessarie all'attività di ricerca cui l'assegno si riferisce. Salute e sicurezza È cura dell'amministrazione il rispetto di quanto previsto dalla L. 626/94 in relazione all'attività prestata dai titolari di assegni di ricerca, contratti di collaborazione, ecc. vedi la elegibilità Assicurazioni Gli oneri delle coperture assicurative in applicazione delle norme vigenti in materia per infortuni e malattie professionali e responsabilità civile verso terzi sono a carico dell Ente. pag. 6 di 7

7 Servizi I titolari di assegni di ricerca, contratti di collaborazione, ecc. fruiscono con le stesse modalità previste per il personale dipendente dei servizi che l'amministrazione mette a disposizione (mensa, posteggi, asili nido, buoni pasto, convenzioni per servizi, ecc.). Le condizioni economiche, da concordare con le organizzazioni sindacali, devono essere allineate a quanto previsto per il personale dipendente. Diritti sindacali I titolari di assegni di ricerca e contratti di collaborazione hanno diritto di riunione e di assemblea. L Ente è quindi tenuto a mettere a disposizione, di volta in volta, locali adatti con le stesse modalità ed entro gli stessi limiti previsti per riunioni o assemblee del personale dipendente. Diritto di rappresentanza dei lavoratori precari negli organi rappresentativi dell ente Diritto di voto per i lavoratori precari nelle RSU. pag. 7 di 7

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