Donne e giovani, il nostro turno verrà se sapremo conquistarlo

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1 Visita il sito Anno XXV - N agosto 2014 Primo piano Donne e giovani, il nostro turno verrà se sapremo conquistarlo Parte sulla Community il confronto su parità di genere e ricambio generazionale a pagina 2-3 Ritratti Stewardship? La cooperativa Eticae ne fa la sua sfida Pochi sanno cosa sia la stewardship, ma ogni giorno veniamo a contatto con prodotti certificati secondo i suoi standard. Dalla carta, al legno, agli agrofarmaci ai cosmetici, sono sempre più i prodotti realizzati in modo etico. Persino la Borsa Italiana si sta dotando di uno stewardship code. Ma la stewardship non è solo certificazione... Seminario: Il ruolo delle cooperative L Alleanza delle Cooperative Italiane, in partnership con la Direzione... Legacoop Cooperazione Legacoop con GVC per garantire l acqua potabile a Gaza Legacoop sostiene la campagna umanitaria SOS Gaza per garantire l acqua Settori Legacoop cultura Seminario nazionale Verso un Europa creativa Verso un Europa Creativa: i programmi europei di promozione delle Industrie... Territori Palermo Lusetti, firmato il protocollo di intesa sul Piano giovani Il 7 agosto, il presidente nazionale dell Alleanza cooperative italiane... Imprese Coop Relegart Mani in bottega una esperienza cooperativa Anche quest anno la cooperativa RE.LEG.ART. ha partecipato all iniziativa Mani in bottega promossa dal Comune di Perugia. Il progetto, cerca di rendere accessibile alle nuove generazioni (14-18 anni) un settore molto importante come quello dell artigianato Umbro attraverso l esperienza diretta con un periodo di stage. La cooperativa RE.LEG.ART. ha ospitato Luisa. Questa intrepida stagista, ha affrontato una doppia sfida... Foto Gaia Levi leggi Sondaggio Osservatorio SWG Consiglieri comunali? 139mila sono troppi Tra le cose che fanno scricchiolare inutilmente i conti pubblici italiani, il commissario straordinario Carlo Cottarelli ha recentemente puntato il dito sulle dimensioni dei consigli comunali. E secondo l ultima rilevazione Swg gli italiani si dicono d accordo con lui: consiglieri costituiscono un esagerazione che, data anche la scarsa utilità percepita della categoria, deve entrare nel mirino della spending review... Nota della redazione Questo numero è stato chiuso il 7 agosto 2014 alle ore 14,00 Segreteria di Redazione: Anna Colomberotto Tel Fax Organo ufficiale della Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue Settimanale di notizie a cura dell Ufficio Stampa di Legacoop Direttore Responsabile: Dora Iacobelli Registrazione al Tribunale di Roma n /90 del

2 Primo piano 2 Donne e giovani, il nostro turno verrà se sapremo conquistarlo Parte sulla Community il confronto su pari opportunità e ricambio generazionale È un controsenso non avere giovani imprenditori cooperatori e donne cooperatrici nei vertici dell associazione. Ma nello stesso tempo è anche vero che Essere giovani o donne non è un merito, ne essere stai per tanti anni in posizioni di vertice sia un demerito. Quindi: Il nostro turno verrà se lo sapremo conquistare o prendere. Nonostante il clima ormai vacanziero, scalda i motori sulla Community di Legacoop il confronto su due temi caldi, come la parità di genere e il ricambio generazionale. E lo fa con posizioni spesso molto esplicite e non formali, con proposte concrete e provocazioni. Sulla parità di genere c è chi propone di usare le quote, e di farlo introducendo strumenti che ne rendano effettiva l applicazione. Molto rimane da fare anche in questo nostro mondo cooperativo scrive dalla Lombardia Idanna Matteotti dove il tema di una equa rappresentanza di genere nei luoghi decisionali è ancora oggetto di faticose trattative. Probabilmente occorre perfezionare la filiera degli statuti e dei regolamenti, anche se il tema vero è la loro concreta applicazione, spesso disattesa. Che fare dunque? Bene il monitoraggio pubblico delle scadenze nei CdA, ma forse sarebbe più utile incentivare comportamenti virtuosi. Anche in modo drastico: Perché non agire, ad esempio, sulla leva contributiva?. È una questione di giustizia, ma anche di convenienza, addirittura economica. Esiste, infatti, un costo della non eguaglianza che pesa sui bilanci delle cooperative, come spiega nel suo post Roberta Bortolucci, dal 2011 parte della Commissione ministeriale Pari opportunità tra uomo e donna. Tutte le ricerche sull impatto della presenza delle donne nei luoghi di presa di decisione racconta ci dicono che le imprese in cui ci sono almeno tre donne nel Consiglio di Amministrazione su un totale di 10 membri, hanno risultati economici e finanziari migliori in confronto alle imprese con una presenza minore o assenza totale. Non solo: queste imprese ottengono il miglioramento delle capacità di problem solving, attraverso il confronto tra differenti prospettive e sensibilità che portano il maschile e il femminile e prosegue Bortolucci riescono a intercettare gusti e aspettative di differenti categorie di clienti con l apporto di collaboratori e collaboratrici con differenti background. è quella che nel mondo anglosassone chiamano, appunto, the cost of non e-quality. Quindi taglia corto Bortolucci nel mondo dell economia parliamo di costi se non attribuiamo importanza alla diversità di genere uomo/donna e di vantaggi finanziari se valorizziamo la risorsa femminile nelle posizioni decisionali. A lanciare il confronto era stata, lunedì Foto Gaia Levi

3 Primo piano 3 scorso, Dora Iacobelli, vicepresidente di Legacoop e presidente della Commissione Pari opportunità, con una serie di proposte concrete che prendevano le mosse dalla considerazione che in un momento in cui Governo e Unione europea compiono passi concreti in questa direzione tanto più la cooperazione non può che fare un salto di qualità. In che modo? Iacobelli propone, tra l altro, di sollecitare le associazioni regionali e settoriali al rispetto delle quote di genere negli organi dirigenti e per avere almeno una donna tra Presidente, Vicepresidente, Direttore e di lanciare un progetto nazionale, implementato nelle regioni, per il monitoraggio delle scadenze dei CdA delle cooperative ed il rinnovo in ottica di genere (30 % di donne in due mandati), ma anche di dare visibilità alle buone pratiche cooperative di welfare aziendale e promuovere progetti che migliorino l equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro (anche attraverso la contrattazione di secondo livello). Anche il confronto sul ricambio generazionale, quindi sul ruolo dei giovani, sta muovendo i primi passi. Non usa mezzi termini Salvatore Manfredi, presidente di Fenix Pharma, il primo e per ora unico workers buyout in ambito farmaceutico: Se ci sta arrivando la politica, storicamente molto conservatrice in questo ambito, al ricambio generazionale, allora vuol dire che si è in forte ritardo. Il motivo? Purtroppo le associazioni cooperative sono il frutto di una divisione politico/partitica del passato che fatica a cambiare, replicandone in tutto le dinamiche, come se tutto il sapere e le abilità fossero nelle mani di pochi eletti, quasi messianicamente destinati alla gestione del potere dei vertici. Fa molto riflettere, e non è polemica prosegue Manfredi che ci sia a livello dei vertici una scarsa, sparuta rappresentanza femminile. Forse perché le donne cooperatrici sono meno capaci e meno preparate? Non credo. Ancora, parliamo tutti dei giovani del loro futuro, per poi dire loro che devono stare al loro posto. È un controsenso non avere giovani imprenditori cooperatori e donne cooperatrici nei vertici dell associazione. Applichiamo la meritocrazia, facciamo ruotare le cariche verticistiche come si fa in tante aziende, e valutiamo i dirigenti sulla loro abilità a formare i loro sostituti. Se non lo fanno vanno via!. Ma c è anche chi pone l accento sulle capacità del singolo, uomo o donna che sia, giovane o con più esperienza, e ne fa pesantemente una questione di merito. Negli anni scrive Pasquale Asseni, responsabile Area sud di Cooperfidi Italia ho capito che l introduzione forzata di quote, sia di genere che di tipo anagrafico, non ha portato a nessun risultato significativo. Il nostro turno verrà se lo sapremo conquistare o prendere. Essere giovani o donne non è un merito, ne essere stai per tanti anni in posizioni di vertice sia un demerito. Portiamo idee nuove, un nuovo approccio alle imprese ed alla rappresentanza. Trovo paradossale che si definiscono giovani cooperatori anche quelli che hanno superato i 30 anni. L importante comunque è rimboccarsi le maniche e non stare fermi: L impegno verso la crescita dei giovani nelle cooperative scrive Katia De Luca, dalla Puglia è sentito su scala internazionale, e occorre lavorarci attraverso percorsi strutturati di formazione manageriale, ma anche attraverso la sensibilizzazione e un lavoro strutturato per lo sviluppo di meccanismi di partecipazione allargata nei processi decisionali delle cooperative, piccole e grandi. Prendersi cura di questo rafforza la capacità delle cooperative di dare risposte con continuità e assicurarsi longevità. Questo processo non può essere casuale nelle cooperative e non può essere sganciato da percorsi di crescita e accompagnamento veri, che possano essere favoriti dall Associazione con strumenti interni concreti. Che fare? Programmare percorsi di affiancamento, tutorship e mentoring formalizzati nel lungo periodo, istituire momenti di partecipazione allargata ai processi decisionali, favorire la partecipazione allargata non formalizzata a CdA tematici, valorizzare la prassi di insegnare-a-insegnare. L importante comunque è non limitarsi ad attaccare o lamentarsi, ma parlarne insieme. E poi farlo, insieme. Foto Gaia Levi

4 Primo piano 4 RITRATTI DI NUOVE COOPERATIVE Stewardship, Eticae raccoglie la sfida dei prodotti realizzati in modo etico Pochi sanno cosa sia la stewardship, ma ogni giorno veniamo a contatto con prodotti certificati secondo i suoi standard. Dalla carta, al legno, agli agrofarmaci ai cosmetici, sono sempre più i prodotti realizzati in modo etico. Persino la Borsa Italiana si sta dotando di uno stewardship code. Ma la stewardship non è solo certificazione di prodotto e standard. È un insieme di pratiche, procedure e norme, che in modo sistemico, mirano a gestire responsabilmente le risorse, i beni comuni ed il territorio. Un esempio per tutti? I biglietti Trenitalia sono tutti stampati su carta proveniente da foreste gestite responsabilmente a marchio FSC (Forest Stewardship Council). Annalisa Casino, Roberta Pietrobono e Daniele Del Monaco sono i soci fondatori della giovane start up cooperativa ETICAE Stewardship In Action (http://www.eticae.it/) di Frosinone, nata proprio con l intento di offrire servizi per promuoverne e diffonderne il valore ed aiutare così le aziende e l ambiente. Cos è la stewardship? Oggi il consumatore critico non si accontenta più di un prodotto qualunque. I requisiti devono essere allineati con i valori etici racconta Annalisa Casino, presidente di Eticae. Affinché sia possibile è necessario sapersi approcciare agli standard ed alle politiche di stewardship oltre che alle legislazioni vigenti. La Stewardship è una strategia di gestione responsabile che introduce il principio etico nella valorizzazione delle risorse, -spiega- favorendo così la convergenza di interessi e contributi diversi nei processi produttivi e decisionali. Con il termine stewardship si intende la gestione responsabile dei beni comuni, dei prodotti, del patrimonio culturale, del benessere della popolazione e dei processi organizzativi. Ogni ambito in cui viene applicata ha degli standard specifici. Ad esempio per la carta e il legno gli standard promossi dalla FSC Forest Stewardship Council, o le certificazioni in ambito ittico della MSC Marine Stewardship Council. La Stewardship permette tutto questo, definendo quale sia l approccio etico e responsabile della gestione aziendale e del prodotto in ogni fase del ciclo di vita - progettazione, produzione, trasporto, vendita, utilizzo, smaltimento - un impegno ampio, che attua appieno i principi della sostenibilità e va ben oltre la semplice conformità normativa. La chiave per un futuro migliore! Come è nata la cooperativa? Nel 2012, dopo un percorso iniziato nel 2010 con la mia tesi di specializzazione sulla stewardship, abbiamo creato Stewardship, Associazione Italiana per la Gestione Etica delle Risorse -raccontacon l intento di promuoverne e diffonderne i principi e la cultura. La cooperativa nasce come braccio operativo dell associazione con l intento di offrire una serie di servizi di consulenza e formazione, legati a questo principio. Per promuovere le pratiche di stewardship e divulgarle con azioni concrete, abbiamo deciso di realizzare i nostri biglietti da visita creando un timbro di gomma con il nostro logo e riutilizzando carta, cartone, scatole di scarpe, pacchetti di sigarette ed altri scarti di materiale cartaceo. Un biglietto da visita per comunicare chiaramente non solo i nostri contatti professionali, ma anche nuovi modi di riciclo per risparmiare denaro e proteggere l ambiente. Abbiamo intenzione di proporlo anche ad altre cooperative, proprio per innestare un circolo virtuoso di riutilizzo e comunicazione etica. Perché in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, un azienda dovrebbe decidere di non accontentarsi ed investire in una politica di Stewardship? Stewardship significa prendersi cura del nostro presente per garantire un futuro migliore alle nostre aziende, alle professioni, ai territori e quindi all esistenza -spiega Casino-. La dimostrazione di un serio impe-

5 Primo piano 5 gno nella gestione di tutto il ciclo di vita del prodotto -anche al di là dei confini della propria azienda. Crea inoltre valore -aggiungeperché rafforza i rapporti con gli stakeholder, coinvolgendoli nella gestione sicura dei prodotti e nella riduzione dei rischi ad essi connessi, dimostra trasparenza e responsabilità e aumenta la fiducia dei consumatori. Vogliamo, creare un network di professionisti nazionali ed internazionali capaci di fornire consulenze e servizi di formazione specifiche sulla stewardship, anche attraverso la costruzione e l utilizzo di piattaforme digitali, comunità dove poter scambiare le esperienze già adottate da numerose aziende. Inoltre, vogliamo aprire tavoli di confronto con il Ministero della Salute, Federchimica, Agrofarma, Assofertilizzanti, Assogestioni, FSC, MSC, Legambiente e tutte le realtà, italiane e non, che già si occupano di stewardship al fine di costruire modalità di lavoro integrate e flessibili e un vocabolario comune. Prossimi progetti in cantiere? Stiamo lavorando al progetto per l EXPO di Milano 2015 IFAES - Improving Food, Agriculture and Environmental Stewardship in collaborazione con Stewardship, Associazione Italiana per la Gestione Etica delle Risorse ed al Forum del Terzo Settore Lazio -dice- per incrementare la qualità del cibo e dei territori in linea con le esigenze di produttori, consumatori e ambiente secondo le politiche e pratiche di stewardship. Il progetto ci terrà molto impegnati nel creare uno standard integrato nell agroalimentare, partendo dalle politiche e principi già in atto per la gestione del territorio e degli agrofarmaci. Desideriamo contribuire al progredire di comunità intelligenti, che sappiano ripensare la città, il territorio e le risorse, promuovendo uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Tra le varie attività a cui ci stiamo dedicando inoltre, ci sarà la partecipazione alla I Conferenza Europea sulla Land Stewardship, che si terrà a Barcellona dal 5 all 8 Novembre.

6 6 >> Alleanza Cooperative Italiane ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE Il 16 settembre seminario Il ruolo delle cooperative L Alleanza delle Cooperative Italiane, in partnership con la Direzione generale della cooperazione allo sviluppo (DGCS) del Ministero Affari Esteri, è lieta di invitarvi, il 16 settembre, al seminario Il ruolo delle cooperative, strumenti e indicatori per coniugare crescita e sviluppo sostenibile, che si terrà a Roma al Palazzo della Cooperazione in via Torino 49 dalle ore 9.00 alle ore Durante l evento verranno esaminati i nuovi strumenti di finanziamento messi a disposizione dall Unione Europea e dal Ministero degli affari esteri italiano per la cooperazione internazionale. Inoltre si discuteranno quali indicatori sono più adatti per misurare la qualità dell impatto sociale che i progetti di sviluppo sono in grado di generare sulle comunità locali. Si tratta del primo di una serie di seminari che discutono l importanza del ruolo delle Cooperative nella cooperazione internazionale allo sviluppo. Ruolo riconosciuto a livello internazionale dalle Nazioni Unite con il Anno Internazionale delle Cooperative e più recentemente da numerosi documenti della Fao, dell ILO e della Commissione Europea. Stiamo sperimentando un cambio di paradigma: non si parla più di aiuti allo sviluppo ma di cooperazione per lo sviluppo. Il settore privato e i Paesi donatori sono chiamati in prima persona a promuovere un economia sostenibile e un lavoro dignitoso, tanto nelle loro terre d origine quanto nei Paesi terzi. Per partecipare all evento è necessario iscriversi sul sito: Per maggiori informazioni scrivete a: o o telefonate allo: Scarica qui il calendario degli eventi e il programma dell evento del 16 settembre.

7 Legacoop 7 >> Legacoop - GVC >> Coopfond >> Cooperlavoro >> Fon.Coop LEGACOOP - GVC Legacoop con GVC per garantire l acqua potabile a Gaza Legacoop sostiene la campagna umanitaria SOS Gaza per garantire l acqua potabile a 90mila persone della Striscia di Gaza, di cui 40mila bambini e 25mila donne. La drammatica escalation di violenza nell area rende necessaria un urgente mobilitazione per soccorrere la popolazione civile. La campagna è stata lanciata da GVC, un organizzazione non governativa, aderente a Legacoop, attiva in 24 Paesi del mondo e presente in Palestina dal Ad oggi, le Nazioni Unite riferiscono di oltre mille palestinesi uccisi di cui la stragrande maggioranza civili, donne e bambini, di più di feriti, 215mila sfollati ai quali non è permesso lasciare la Striscia di Gaza. Nonostante le condizioni di rischio, gli operatori di GVC si sono subito attivati per visionare i danni subiti a causa dei continui bombardamenti e capire come sostenere la popolazione e le strutture sociali e sanitarie.al momento tra le necessità principali c è quella di garantire alla popolazione locale l accesso all acqua, in particolare attraverso: la fornitura diretta di acqua e il ripristino delle reti idriche distrutte dai bombardamenti, assicurando così la fornitura di acqua alle famiglie e alle strutture sanitarie e sociali, quali ospedali asili e scuole. Verranno inoltre distribuiti voucher per l acquisto di carburante per permettere il funzionamento dei sistemi di depurazione, desalinizzazione e pompaggio dell acqua sia per le famiglie che per le strutture collettive e kit di emergenza per evitare il rischio di malattie derivanti dalle disastrose condizioni igieniche. Per sostenere la popolazione di Gaza è possibile effettuare una donazione al conto corrente dedicato: IT 21 A intestato a GVC onlus, presso Banca Etica, specificando nella causale SOS GAZA Legacoop. Inviando una a potai ricevere ulteriori informazioni sulla campagna e l utilizzo dei fondi. COOPFOND Undici nuovi interventi a sostegno della cooperazione Il sostegno alla nascita di tre nuove cooperative e a due progetti di fusione. Delibere per accompagnare i progetti di investimento di altre due cooperative. Tre ristrutturazioni e un intervento per agevolare la soluzione di una crisi. Oltre, ovviamente, agli interventi di Promozione Attiva e a un azione forte per le finanziarie territoriali e al rinnovo della convenzione con la Banca Popolare dell Emilia-Romagna, che approfondiremo in un articolo dedicato. Sono i risultati delle decisioni dell ultimo Consiglio d amministrazione di Coopfond, che si è svolto il 31 luglio scorso. Nelle delibere che abbiamo assunto commenta il direttore generale Aldo Soldi si riassume idealmente il ruolo del Fondo e il valore della sua azione. Siamo a fianco delle cooperative per uscire dalla crisi o per investire e divenire più competitive, così come di chi vuole avviare una nuova iniziativa o unire storie imprenditoriali diverse. Ma siamo anche in campo per rafforzare le strutture e i servizi finanziari che Legacoop può offrire alle aderenti, attraverso le finanziarie territoriali. Fare sistema è l unica strada per ottimizzare le risorse ed essere sempre più efficaci. Nell ultimo Consiglio di amministrazione prima delle ferie d agosto Coopfond ha deliberato il proprio sostegno alla neonata cooperativa sociale ABC, con cui in Lazio tre cooperative hanno deciso di unire le proprie attività di assistenza domiciliare e a due

8 Legacoop 8 workers buyout: l ormai conosciutiva cooperativa tra i lavoratori della veneta Zanardi, una rilegatoria storica con il 70% del fatturato oltre frontiera, e Ctc Project che, in collaborazione con una multinazionale cinese, ha rilevato l attività della Conceria del Chienti, Spa in liquidazione. Il Fondo mutualistico ha scelto di sostenere, poi, due progetti di fusione. Il primo coinvolge in Toscana quattro cooperative che attorno al monte Amiata si occupano di forestazione e gestione del verde e che, unendo le forze, puntano a diversificare anche l attività. Il secondo proverà a dare un futuro, in un settore tra i più colpiti dalla crisi, a due cooperative storiche come Cormo e Coop Legno. Finalità analoga trovare una via d uscita dalle difficoltà è quella che anima il sostegno alla newco messa in campo da 3 Elle, a Imola, per gestire commercializzazione e amministrazione della cooperativa che, in un percorso di crescente collaborazione con la cooperativa Lavoranti in Legno di Ferrara, realizza la produzione. Sono invece operazioni finalizzate alla crescita quelle messe in campo da Col.Tor, che nella piana del Fucino punta ad avviare nuove produzione, soprattutto biologiche, visti gli ottimi risultati che sta dando la collaborazione con Apofruit, e dalla cooperativa di abitazione La Casa, una delle più importanti del sud, con il bilancio in utile, che in Puglia vuole realizzare un polo abitativo da 108 appartamenti, in edilizia sia libera sia sociale. Tre operazioni di ristrutturazione, con dilazioni dei rientri, si propongono infine di assecondare gli sforzi di cooperative alle prese con le difficoltà del mercato. COOPERLAVORO Insediato nuovo Consiglio di Amministrazione Si è insediato il 30 luglio il nuovo Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione COOPERLAVORO il fondo pensione complementare dei lavoratori, soci e dipendenti, delle cooperative di lavoro eletto dall Assemblea dei Delegati per il triennio Il Consiglio risulta composto da Roberto Milli, Marco Mingrone, Fabio Ortolani, Daniele Passini e Guido Saccardi in rappresentanza delle parti istitutive cooperative e da Marco Abatecola, Piero Natale Baroni, Claudio Bosio, Salvatore Casabona, Rino Soragni e Giuseppe Antonio Turi in rappresentanza delle parti istitutive sindacali. Il Consiglio di Amministrazione ha eletto presidente Guido Saccardi, 54 anni, presidente della Cooperativa Sociale Coopselios. Il vicepresidente è Salvatore Casabona, 60 anni, responsabile previdenza complementare della CGIL Nazionale e consigliere di amministrazione di MEFOP S.p.A. Il Collegio dei Sindaci, eletto per il triennio , risulta composto da Vito Rosati, presidente e Sergio Scibetta in rappresentanza delle parti istitutive sindacali e da Mario Luigi Stefano Ravaccia e Nevio Morigi in rappresentanza delle parti istitutive cooperative. FON.COOP Sul prelievo di risorse del Governo ai Fondi Interprofessionali Ammonta a 92,4 milioni di euro il prelievo sulle risorse dei Fondi Interprofessionali a favore del rifinanziamento della Cassa Integrazione in deroga decisa dal Governo lo scorso 1 agosto. Un prelievo più leggero rispetto a quello dello scorso anno, che è stato di 246 milioni, ma che comunque rende più esigua la quota di risorse destinata alla formazione di imprese e lavoratori. E che rischia di diventare una brutta abitudine. Abbiamo contribuito anche quest anno, come Fondi Interprofessionali, alla copertura 2014 per la cassintegrazione, ma con questo modus operandi difficilmente la cultura delle politiche attive del lavoro potrà affermarsi. Eppure proprio in questi giorni abbiamo avviato un iniziativa in campo occupazionale di grande valore cui si dovrebbe dare credito e seguito dichiara Carlo Scarzanella, Presidente di Fon.Coop, il Fondo Interprofessionale per la formazione continua delle imprese cooperative e del non-profit promosso da Agci, Confcooperative e Legacoop insieme a Cgil, Cisl e Uil. E da poco partita un operazione di riqualificazione di lavoratori in cassintegrazione, frutto di una collaborazione virtuosa tra Fondi Interprofessionali, Ministero del Lavoro, Ministero dell Istruzione e imprese. Questi lavoratori stanno già usufruendo della formazione finanziata da Fon.Coop ed altri quattro Fondi e a settembre cominceranno un nuovo lavoro. Lo snodo dell operazione è stato consentire a lavoratori che prima facevano le pulizie di acquisire nuove competenze e fare un lavoro nuovo, ovvero la piccola manutenzione nelle scuole. Il Ministero del Lavoro sta pagando la cassintegrazione ai lavoratori, il Miur finanzierà le commesse per il decoro negli edifici scolastici, dando così seguito a quanto promesso dal Governo Renzi, i Fondi hanno stanziato per la formazione complessivamente oltre 2 milioni di euro Fon.Coop la parte prevalente, circa 1 milione e settecentomila - mentre le imprese hanno cofinanziato con un milione di euro. Si è trattato di una sinergia inedita dice ancora Scarzanella - che ha consentito un utilizzo attivo e dello 0,30%, ovvero le risorse che finanziano i Fondi Interprofessionali. E paradossale che il Ministero ci coinvolga in iniziative che aprono a virtuose forme di collaborazione di soggetti pubblici e privati come queste e poi ci imponga un prelievo destinato al sostegno al reddito che, per l alto valore sociale che ricopre, dovrebbe essere finanziato con tagli su settori ed attività meno strategiche. Precisa Marco Galli, vice presidente di Fon.Coop. I lavoratori e le imprese aderenti al Fondo hanno un alta consapevolezza che la formazione serve sia come crescita personale continua che per la competitività sui mercati. Un altro taglio come questo riduce il nostro ruolo di attivatori di occupazione, che pure abbiamo dimostrato di saper fare, e mina la nostra credibilità nei confronti di imprese e lavoratori. Il Consiglio di Amministrazione di Fon.Coop, nella riunione del prossimo 10 settembre, studierà tutte le modalità, nell ambito del preventivo 2014, per minimizzare l impatto del prelievo di risorse sulle imprese aderenti.

9 Settori 9 >> Legacoop cultura >> Lega pesca >> Lega pesca LEGACOOP CULTURA Seminario nazionale Verso un Europa creativa Verso un Europa Creativa: i programmi europei di promozione delle Industrie Culturali e Creative, un seminario nazionale, a Ravenna il 12 settembre, promosso da Legacoop Romagna, Legacoop Cultura e Legacoop nazionale, in collaborazione con Innovacoop e con il patrocinio di Ravenna Quali sono le nuove opportunità per la crescita delle Industrie Culturali e Creative che i Bandi europei rendono possibili? Cultura e Creatività rappresentano per il progetto dell Europa verso il 2020 elementi strategici di competizione e sviluppo. La cooperazione esprime presenze importanti in questi settori e si rivela un crescente punto di riferimento per nuove realtà che vogliono organizzare, in forma di impresa cooperativa, le loro capacità di produrre cultura. La cooperazione culturale può essere protagonista di questa nuova stagione della programmazione europea. Vi è, quindi, la necessità che Legacoop crei momenti di socializzazione e confronto, come quelli di Ravenna, attorno alle linee europee per la cultura e alla nuova stagione dei Piani Operativi Regionali e Nazionali in fase di avvio che manifestano, non a caso, nuove attenzioni verso le filiere e le competenze delle ICC. Il Seminario di Ravenna è gratuito e aperto a tutte le cooperative che operano in questi settori. I contributi di approfondimento dei relatori saranno, in particolare, focalizzati su Horizon 2020 (Fabio Donato), su Creative Europe (Andrea Pignatti) e sulle opportunità che possono derivare per la costruzione di reti e progetti europei (Stefania Marcone). Il Seminario sarà introdotto da Giancarlo Ciaroni, presidente Legacoop Romagna. Concluderà i lavori Roberto Calari, responsabile Legacoop Cultura. Programma ore 9.30 Saluti di benvenuto Giancarlo Ciaroni, presidente Legacoop Romagna ore Horizon 2020: le opportunità per le industrie culturali e creative Fabio Donato, Università di Ferrara e rappresentante italiano Comitato Programma Horizon 2020 Creative Europe e le prossime Call per cultura e creatività: consigli per la progettazione Andrea Pignatti, presidente di In Europa srl La rete Legacoop a supporto della progettazione europea delle imprese cooperative del settore culturale Stefania Marcone, responsabile Ufficio Relazioni Internazionali e Politiche Europee Legacoop ore Spazio per le domande e per la discussione ore Conclusioni Roberto Calari, responsabile Legacoop Cultura LEGA PESCA Bonus 80 euro, esclusi i pescatori? Ai soci pensa la cooperativa Lega Pesca esprime grande apprezzamento per l iniziativa della Cooperativa Pescatori dello Ionio di Porto Cesareo che si è fatta carico di garantire ai suoi soci pescatori il corrispettivo del bonus IRPEF di 80 euro, da cui i lavoratori della piccola pesca sono di fatto esclusi. I pescatori che operano sulle circa imbarcazioni della piccola pesca, spiega l Associazione, risultano tra le categorie di lavoratori cosiddette incapienti, che non raggiungendo il reddito annuo di 8000 euro, non possono rientrare tra i beneficiari del bonus IRPEF varato dal Governo Renzi per rimpinguare le buste paga dei lavoratori dipendenti e dare ossigeno ai consumi. Il salario convenzionale degli equipaggi delle imbarcazioni di piccola pesca ammonta a 661 euro ed è di poco superiore alla pensione sociale, rileva Lega Pesca nel sottolineare che si tratta di una delle categorie sociali più deboli e a rischio. Ma essere cooperatori fa

10 Settori 10 evidentemente la differenza per i pescatori di Porto Cesareo, dove la Cooperativa Pescatori dello Ionio, storico punto di riferimento della marineria salentina, già da maggio ha deciso di farsi carico di garantire ai suoi soci lavoratori questa forma di sostegno al reddito. È una iniziativa che risponde ai valori cooperativi di mutualità e solidarietà, spiega Giuseppe Fanizza, presidente della Cooperativa, e che si inserisce nei grandi sforzi che la cooperativa sta compiendo per sostenere reddito e lavoro, anche con grande attenzione alla sostenibilità e alla pesca ecocompatibile. Abbiamo ottenuto grandi risultati con la sperimentazione di attrezzi selettivi che ha remunerato meglio i lavoro dei soci (progetto SAMPEI). Abbiamo portato al decollo il primo fermo obbligatorio della piccola pesca in Italia, che diventerà una misura stabile nel nostro Piano di Gestione Locale. E presto i nostri pescherecci prenderanno il largo come spazzini del mare per pulire i fondali del nostro litorale, a dimostrazione del ruolo che la pesca-multifunzionale può giocare a salvaguardia del Bene Mare. LEGA PESCA Le tendenze dei consumi ittici Pesce povero cercasi in pescheria, mercato potenziale pari al 15% delle famiglie. Razza stellata, muggine, murena, sugarello, potassolo, aguglia, boghe, alacce, musdele, melù o potassoli: l estate è la stagione giusta per riscoprire le specie del cosiddetto pesce dimenticato. Specie di gran pregio organolettico, convenienti perché poco richieste (prezzo medio al KG di 5 euro), che abbondano nei nostri mari ed il cui consumo può contribuire a ridurre la pressione sulle specie che risultano più sfruttate, proprio perché più richieste. Basta un po di curiosità, per sperimentarle nelle diverse ricette che la tradizione ci tramanda o nei nuovi abbinamenti promossi dai ristoratori.tutte le informazioni su due tra i principali progetti portati avanti per promuovere un consumo intelligente e responsabile del nostro patrimonio ittico, senza dimenticare l attenzione alla stagionalità. Un opera di sensibilizzazione che sta dando primi risultati. Indagini al consumo SWG Lega Pesca hanno rilevato che il 36% dei consumatori li conosce e li consuma, mentre vi è un mercato potenziale, pari al 15% delle famiglie, che non lo consuma perché non lo trova nei punti vendita. Il 73% dei turisti che hanno sperimentato nel corso di escursioni di pescaturismo i sapori di nuove specie sarebbero pronti ad acquistarle in pescheria. Lo scettro ai frutti di mare, buoni e per di più amici dell ambiente. Si conferma l aumento stagionale delle vendite di frutti di mare, vero must ittico di stagione per cui gli italiani hanno storicamente una vera e propria passione. Ce ne è per tutti i gusti e le tasche, dalle vongole veraci, ai lupini, leggermente più convenienti, alle telline e ai cannolicchi, più costosi, fino alle cozze, regine di convenienza e sapore, tutti accomunati da un inedito valore aggiunto, quello di concorrere alla riduzione di emissioni di CO2, grazie al processo di carbonatazione che cattura l anidride carbonica presente in mare per la crescita dei gusci. Per questo Lega Pesca è sicura nell affermare: Mangi molluschi? Salvi il pianeta! In Italia la molluschicoltura rappresenta oltre il 30% della produzione ittica globale, con oltre 1,5 milioni di quintali di prodotti (mitili, vongole, etc.). La produzione di vongole occupa, a livello nazionale, oltre ettari di territorio in concessione, con una occupazione diretta di addetti. Per i mitili, la superficie delle concessioni scende a ettari con una occupazione di 1850 addetti. Il fermo biologico non ferma il fresco. I conti sono presto fatti. Il fermo pesca obbligatorio, cosiddetto fermo biologico interessa le circa imbarcazioni dello strascico, su una flotta di circa pescherecci, rappresentati per la stragrande maggioranza da imbarcazioni della piccola pesca, che continuano la loro attività, garantendo l approvvigionamento di prodotto fresco sui mercati. Il calendario del fermo per areali:alto Adriatico fino a Rimini dal 28 luglio al 7 settembre; Medio Adriatico fino a Bari, dall 11 agosto al 21 settembre; Basso Adriatico e Tirreno, dal 15 settembre al 14 ottobre.sicilia e Sardegna 30 giorni ancora da definire.

11 Territori 11 >> Friuli Venezia Giulia >> Veneto >> Emilia Romagna >> Lazio >> Toscana >> Ravenna >> Modena >> Palermo FRIULI VENEZIA GIULIA Le cooperative si difendono dalla crisi, ma il trend di crescita rallenta Valore della produzione in tendenziale aumento per le 222 cooperative aderenti a Legacoop FVG, ma il trend di crescita nell ultimo anno ha subito un brusco rallentamento. Difficoltà soprattutto nei settori consumo, sociali e produzione lavoro. Hanno risposto meglio, alla crisi, i settori dell agroalimentare e dei servizi. Per la ripresa, servono innovazione, capacità di creare nuovi prodotti/servizi, ricerca di nuove strade, anche guardando all internazionalizzazione, nuovi modelli organizzativi oltre che alleanze e reti d impresa. È questo, in sintesi, il messaggio che esce dall assemblea annuale di Legacoop FVG e che ha voluto esprimere il presidente Enzo Gasparutti accompagnato dal nuovo direttore, Alessio Di Dio e dal vice -presidente Roberto Sesso. Il sistema cooperativo ha spiegato Gasparutti rileva sintomi di sofferenza a causa di un mercato in cui è presente un forte calo dei consumi, la contrazione della domanda interna e della produzione e vi è una notevole riduzione degli investimenti. Le cooperative che hanno operato in un ottica di propensione alla crescita associativa, dimensionale, occupazionale sono riuscite, comunque, a difendere la propria posizione. Analizzando di seguito, i numeri complessivi delle 222 cooperative riferiti al valore della produzione, agli addetti e ai soci del 2013 e degli anni precedenti, se guardiamo ai singoli settori emerge che l agroalimentare, nel 2013, ha mostrato una sostanziale capacità di tenuta con un valore della produzione di milioni di euro, aumentato dell 1,4% rispetto al 2012, mentre gli addetti sono 604, i soci 6.505, aumentati rispetto al 2012 (6.053). Per il 2014 la situazione potrebbe mostrare deboli segnali di miglioramento aggiunge Gasparutti con un fatturato atteso, per la maggior parte dei casi, almeno pari a quello del Continua l attività di elaborazione progettuale di Legacoop FVG che coinvolge diverse cooperative e che consente di prevedere un miglioramento della redditività sia delle cooperative stesse sia delle imprese agricole socie. Il settore consumo ha visto un valore della produzione di milioni di euro ridotto dello 0,8% rispetto all anno precedente, un numero di addetti di unità, e soci, cresciuti del 3,2%. L orientamento restrittivo della politica fiscale, le condizioni stagnanti del mercato del lavoro e la bassa dinamica del reddito disponibile ha precisato Gasparutti causano la persistenza di una debolezza nei consumi delle famiglie. Questo è il quadro con cui la distribuzione deve fare i conti e che non sembra mutare, almeno a breve.a livello regionale il numero di scontrini emessi ed il loro valore medio calano ancora rispetto al 2012 ed il fatturato segna un calo dell ordine del 3-4%. A soffrire maggiormente da due anni a questa parte sono gli ipermercati rispetto ai supermercati. La missione sociale della cooperazione di consumo acuisce le difficoltà delle cooperative rispetto agli altri competitors di settore, determina costi ulteriori per la socialità ed incide quindi negativamente sui margini. Si mantiene alta l attenzione nei confronti dei soci, difendendo il loro potere d acquisto con frequenti promozioni e mediante l assorbimento di parte dell inflazione da parte delle coop stesse, del territorio, tenendo aperti centri in zone decentrate che non garantiscono risultati positivi, e dei dipendenti con azioni di formazione e informazione e con un contratto di lavoro per loro favorevole. Vista la situazione economica delle famiglie, si prevede, quest anno, un ulteriore flessione dei consumi con andamenti per le vendite alimentari ancora in calo. Le cooperative del settore produzione lavoro presentano un valore della produzione di segnando un meno 9,2% rispetto al 2012, con un numero di addetti di 464 unità, diminuiti del 12,9%, e 365 soci, diminuiti del 10,3%. Il perdurare del Patto di Stabilità condiziona negativamente il settore costruzioni ed impiantistica, ove sono sempre più frequenti gli stati di crisi, la riduzione di organici e di stipendi ed il ricorso ad ammortizzatori sociali.per l anno in corso permangono le difficoltà ma sembrano meno marcate. Il mercato ha spiega Gasparutti è profondamente mutato rispetto al passato ed emergono nuove attività, quali l energy te-

12 Territori 12 chnology, la riqualificazione del patrimonio esistente, il facility management pubblico, che rappresentano opportunità ma che richiedono uno slancio di ammodernamento e di innovazione. Oltre all innovazione, un altra soluzione per affrontare efficacemente la perdurante congiuntura negativa, secondo il presidente di Legacoop FVG,è rappresentata dall internazionalizzazione accompagnata dallo sviluppo di relazioni e di sistema, utile soprattutto alle realtà minori, per superare le difficoltà legate all affacciarsi al mercato estero. I servizi, invece, crescono con un valore della produzione di milioni di euro che fa registrare un + 6% rispetto all anno prima e un + 2,8% degli addetti che toccano quota 9291.Da rilevare, peraltro, alcune puntuali situazioni di avvio positivo per l anno in corso, sia per il comparto delle cooperative multiservizi che per quelle di movimentazione merci e logistica. Il settore sociale registra un valore della produzione di milioni di euro che diminuisce dello 0,3% rispetto al 2012, gli addetti e i soci crescono rispettivamente del 4,3% e del 5,3%. Il giudizio sintetico indica Gasparutti è che il 2013 sia stato un anno di ristrutturazione del settore e di lavoro di progettazione. Complessivamente, la cooperazione sociale non ha perso le sue capacità espansive ma ha visto rallentare se non annullarsi, come nel caso della cooperazione di inserimento lavorativo i suoi margini operativi. Per l anno in corso si intende proseguire nell azione di consolidamento, attraverso la gestione dei sempre più frequenti piani di crisi e la proposizione di soluzioni di sistema come accorpamenti, consorzi, reti d imprese. Centrale appare il ruolo dell innovazione, attraverso la sperimentazione di nuove attività settoriali così come di nuove forme di impresa sociale quali cooperative di comunità, integrazione socio-sanitaria, nuove attività nei settori primario e secondario. Durante la relazione, Gasparutti ha posto l accento anche sui valori, oggi, attuali più che mai: Le cooperative sono basate sui valori dell autosufficienza, dell autoresponsabilità, della democrazia, dell uguaglianza, dell equità e della solidarietà. Secondo le tradizioni dei propri padri fondatori, i soci delle cooperative credono nei valori etici dell onestà, della trasparenza sociale e dell attenzione verso gli altri ha detto Gasparutti ed è con questi valori che noi dobbiamo combattere l illegalità nel Paese, affinché scandali come quelli del Mose o dell Expo vengano arginati. VENETO A Porto Viro il nuovo Centro Servizi pesca Nasce a Porto Viro un nuovo Centro Servizi per la pesca,che mira a diventare punto di riferimento per i servizi avanzati alle imprese singole e associate del settore. L iniziativa, avviata grazie al contributo del Gac Chioggia e Delta Del Po, è di As.ser.coop (Confcooperative) e Isfid Prisma (Legacoop), le due società di servizi delle centrali cooperative territoriali. Il centro offrirà una gamma completa di servizi, che vanno dall assistenza tecnica per le autorizzazioni alla pesca al supporto tecnico e operativo per la gestione con la capitaneria di Porto e gli altri organi di vigilanza e controllo; dalle visite per collaudo imbarcazioni alla consulenza in tema di bandi, contributi e assicurazioni; e ancora tutela legale, sicurezza sul lavoro, formazione. La collaborazione avviata lo scorso giugno tra Lega Pesca/Legacoop e Federcoopesca/Confcooperative - sottolineano i responsabili regionali delle due associazioni, rispettivamente Antonio Gottardo e Marco Spinadin - intende offrire risposte concrete e qualificate ai pescatori del Delta polesano, specie in un momento come quello attuale in cui si moltiplicano le novità normative e le incombenze amministrative, che rendono spesso più difficile la gestione del lavoro. Chiusa la prima fase del Piano di gestione della fascia costiera Si è conclusa la prima fase del progetto Piano di gestione della Fascia costiera del Compartimento marittimo di Venezia - 12/SZ/2013, che vede capofila Lega Cooperative del Veneto ed è finanziato dalla Regione Veneto attraverso il Fondo europeo per la pesca (Azione 5 - Piano di gestione della fascia costiera ). Il progetto, realizzato in collaborazione con le altre tre associazioni di categoria Agci Agrital, Coldiretti Impresa Pesca, Federcoopesca, ha come obiettivo prioritario fare il punto sulla situazione produttiva, economica e occupazionale dei diversi comparti del settore della pesca e maricoltura. Tra le azioni previste anche la valutazione delle misure autogestionali che possono mitigare l applicazione del Regolamento CE 1967/2006 nell area che ha comportato una consistente riduzione della flotta entro le 3 miglia. I Piani di Gestione previsti dal Regolamento sono finalizzati ad individuare una metodologia di gestione, di integrazione tra i mestieri rimasti. In questa prima fase del progetto si è provveduto a tracciare il quadro del settore pesca nel Compartimento marittimo di Venezia: una raccolta di dati quantitativi (flotta, sistemi di pesca, licenze di pesca, produzioni, ricavi, ) e un analisi delle principali attrezzature di lavoro della flotta peschereccia che ne costituisce la fotografia aggiornata. EMILIA ROMAGNA 2 agosto: la cooperazione chiede verità e giustizia I cooperatori dell Emilia-Romagna sono, come sempre, al fianco dei familiari delle vittime della strage alla stazione che chiedono verità e giustizia -ha dichiarato in una nota il presidente di Legacoop Emilia Romagna, Giovanni Monti. Finché non ci saranno verità e giustizia, e finché non sarà fatta piena luce sui mandanti della strage di 34 anni fa, - ha sottolineato- resterà un vuoto nella nostra democrazia. Abbiamo apprezzato anche l impegno del governo, espresso dal ministro Giuliano Poletti, sulla questione dei risarcimenti alle famiglie delle vittime: ci auguriamo che gli impegni diventino presto fatti concreti e che si possa finalmente dare una risposta a quelle famiglie che hanno atteso fin troppo per vedersi riconosciuto un diritto.

13 Territori 13 TOSCANA Nasce la più grande cooperativa di servizi Tre cooperative toscane uniscono le forze e creano la più grande coop di servizi della Toscana. Diventa infatti operativa da domani la fusione della Cooperativa Trasporti Fiorentini e de L Arca di Cascina con CFT, la cooperativa con sede all interno del mercato fiorentino di Novoli che è una delle imprese leader in Italia nel settore dei trasporti e della logistica integrata. Un progetto, quello dell incorporazione in CFT, che nei mesi scorsi è stato approvato dalle assemblee dei soci delle tre aziende. L obbiettivo è far fronte alle nuove sfide soprattutto dal punto di vista delle dimensioni aziendali, vista la concorrenza di grandi player italiani e stranieri poste dal mercato dei servizi per l ambiente e il facility management (pulizie, manutenzioni, portierato, ecc.). Nel caso della Cooperativa Trasporti Fiorentini l si è trattato anche dell opportunità di superare lo stato di crisi che stava vivendo. Tutti i soci e i lavoratori delle due imprese incorporate circa 1000 provenienti da L Arca e 50 dalla Cooperativa Trasporti Fiorentini confluiranno in CFT. Alcuni servizi di pulizie gestiti finora da L Arca sono stati trasferiti al Chiesino di Pontedera, quelli cimiteriali resteranno a Cascina. Credo che domani sia un giorno importante per la Toscana e per il mondo della cooperazione dice il presidente di CFT Leonardo Cianchi perché questa fusione è la dimostrazione che si può e si deve fare sistema per rispondere ad un mercato sempre più competitivo che certo non segue le logiche di antichi localismi. CFT dà oggi lavoro a 5mila persone, di cui 1800 sono soci lavoratori, e ha un fatturato che si aggira sui 300 milioni di euro. Quest anno la cooperativa di Novoli ha compiuto i suoi primi 40 anni di attività, ma in realtà la sua storia affonda le radici in un passato ben più lontano. L impresa è nata infatti agli inizi del 900, quando i facchini che scaricavano e caricavano frutta e verdura al mercato fiorentino di piazza Ghiberti decisero di unirsi in cooperativa. Nei decenni la cooperativa è cresciuta ed è cambiata (l attuale nome e ragione sociale furono appunto scelti nel 74): nel tempo ha sviluppato ad esempio relazioni di partnership con diverse altre aziende del settore logistico, successivamente acquisite dalla cooperativa. Fino a far nascere nel 2006 un vero e proprio gruppo, il Gruppo CFT, che oggi rappresenta il più importante provider italiano nel settore della logistica. LAZIO Bando Innova in coop, Consumo cultura ilgroupondellecooperative Una cooperativa di comunità sposa l innovazione e coniuga i valori della tradizione cooperativa alle ITC, dando vita ad un gruppo di acquisto e ad una piattaforma commerciale online. Si chiama Consumo cultura ed è il progetto che si è classificato terzo in graduatoria all interno del bando Innova In Coop, promosso da Legacoop Lazio, gestito da Service Lazio 2000 e finanziato da Coopfond e dalla Regione. Il bando rivolto a nuove idee di impresa innovativa tornerà a settembre con una II edizione. I servizi culturali, infatti, si integrano e diventano convenienti per gli offerenti e per gli utenti riportando vitalità ed energie al territorio, grazie ad una comunità virtuale che si raccoglierà attorno ad una piattaforma online. E ad un Gruppo di acquisto. Ne abbiamo parlato con Sergio Scorsini, promotore del progetto insieme a Sesto Quatrini, direttore d orchestra; Marco Maria Gazzano, docente di Arti visive a Roma Tre; Edoardo Novelli, docente di Comunicazione politica a Roma Tre; Carlo Palozzi, laureato in Giurisprudenza e Isabella Pomi, collaboratrice presso la cattedra di Arti visive all Università di Roma Tre. Ma come funzionerà concretamente? Inviteremo tutti ad aderire alla piattaforma associazioni, cooperative, soggetti ed enti tra i più disparati. Più numerosi saranno coloro che vorranno aderire, più possibilità di successo avrà Consumo cultura ha ricordato. Un esempio: se voglio organizzare un concerto, ho bisogno di un contributo. Io potrò valutare se contribuire- cercando di ottenere un beneficio più elevato possibile per i miei soci- potrebbe essere, in questo caso, uno sconto sull acquisto dei biglietti ha detto Scorsini. Un organizzatore di eventi, poi, potrà propormi anche la possibilità di dare vita ad un partenariato-continua-. Se la cooperativa di comunità, poi, dovesse credere a quell iniziativa, potrebbe anche trasformarla da associazione ad impresa culturale. Fuori dalle logiche concorrenziali, gli operatori lavoreranno secondo un principio di solidarietà. Operatori e consumatori non saranno più contrapposti ma in sintonia, seppur mantenendo ruoli differenti. Il tutto in una logica cooperativa. Si è deciso di fondare una cooperativa di comunità perché ci consentirà di introdurre cambiamenti culturali sul territorio in maniera diffusa- ha ricordato Sesto Quatrini-. La coop di comunità, inoltre, ha una struttura che potrà facilitare la collaborazione con gli enti pubblici e l ottenimento di fondi per la cultura. L iniziativa non si fermerà al viterbesesebbene intenda coinvolgerlo in maniera prioritaria e diretta- ha spiegato Sergio Scorsini-. La cooperativa di comunità che costituiremo che pensiamo possa chiamarsi Acquisti culturali e ricreativi risponderà all esigenza concreta di cittadini, associazioni, operatori turistici e culturali, che intendono fruire di servizi e prodotti culturali e d intrattenimento e che contribuiscano a migliorare la qualità della vita dei territori ed al benessere dei soci ha detto. Abbiamo constatato come non solo nel Lazio e nella Tuscia ma un po ovunque in Italia- le iniziative culturali siano frammentate, non riescano ad attrarre sponsor e spesso anche un pubblico -continua-. Abbiamo pensato che un approccio diverso, di

14 Territori 14 rete, che coinvolga quindi più stakeholders e che metta al centro l esigenza dei consumatori di fruire di servizi culturali fosse la risposta da dare al problema. I valori che regoleranno il mercato del settore culturale e che offriranno una garanzia -sia ai soci che agli utenti- saranno quelli propri della cooperazione. E così che i consumi diventano più sostenibili per tutti e più etici. Risultato? Gli eventi e le iniziative culturali si moltiplicano e cresce il loro successo, fino a riportare vitalità ai territori- ha detto Stefano Venditti, presidente Legacoop Lazio. Per questo Innova in coop ha creduto in questo progetto. RAVENNA Le associazioni imprenditoriali su riformadellecameredicommercio Il Tavolo delle Associazioni imprenditoriali della provincia di Ravenna, coordinato da Legacoop Romagna, è da sempre favorevole a un riordino istituzionale degli enti locali orientato a una reale ottimizzazione di ambito oltre che alla produzione di risparmi per lo Stato e per le imprese contribuenti: con questa premessa, intende esprimere perplessità sull impostazione della riforma nazionale delle Camere di Commercio. Ad oggi infatti la riforma appare scollegata da un auspicabile disegno di riordino generale delle competenze delle funzioni pubbliche che coinvolga Province e altri enti tra cui appunto le Camere di Commercio e che valorizzi adeguatamente anche ciò che può provenire dal privato e dalle sue forme associative. Il Tavolo ritiene che una riforma, necessaria, debba partire con l affrontare più dettagliatamente tale disegno di riorganizzazione. È necessario stabilire quali sono le competenze che si assegnano alle stesse Camere di Commercio perché siano utili e funzionali alle imprese, in particolare per quel che riguarda la disponibilità dei dati come strumento di trasparenza e riconoscibilità delle imprese per il contrasto all illegalità, di finanziamenti al credito per le imprese ed ai progetti di sviluppo e di promozione e valorizzazione del Made in Italy. Stabilite queste funzioni ne derivano l ambito ottimale e le risorse necessarie: è auspicabile non procedere al contrario. Pur nell incertezza rispetto al quadro nazionale non ancora ben delineato e stante la scelta del Governo di diminuzione dei contributi da parte delle imprese e la necessità di definirne le funzioni, il Consiglio Camerale di Ravenna si è assunto l impegno di lavorare su un piano industriale e ha avviato un confronto con le Camere di Commercio limitrofe e del resto della Regione per definire possibili accorpamenti che vadano nella direzione di ottimizzare l utilizzo delle risorse, di ricercare un solido equilibrio economico e di garantire apprezzabili vantaggi per le imprese e per il territorio. Le associazioni imprenditoriali della provincia valutano positivamente il percorso svolto fino a ora ed il confronto avviato con le altre Camere del territorio e nel ribadire apprezzamento per il lavoro svolto dalla nostra Camera di Commercio, soprattutto nell ambito del sostegno all economia locale, all internazionalizzazione delle imprese e al sistema dei Confidi, auspicano che questa riforma prenda le proprie mosse dai bisogni delle imprese e del territorio e dalla improrogabile necessità di procedere ad un riordino delle competente dello Stato e delle sue articolazioni territoriali e funzionali. Il tavolo riunisce: AGCI, CIA, CNA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CON- FARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CON- FCOOPERATIVE, CONFESERCENTI, CONFIMI IMPRESA, CONFINDUSTRIA, CO- PAGRI, LEGACOOP. MODENA Le centrali cooperative incontrano il Sindaco Si e tenuto, martedì 5 agosto, l incontro dei presidenti di Legacoop, Confcooperative e AGCI Modena con il neo Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Nell ottica del rilancio della città, i tre presidenti hanno espresso al sindaco la condivisione per le priorità strategiche del territorio. Di seguito il documento presentato dalle Centrali cooperative modenesi. Agci, Confcooperative e Legacoop Modena, espressione territoriale dell Alleanza delle Cooperative Italiane, rappresentano oggi sul territorio modenese realtà d impresa con un giro d affari complessivo di 6,5 miliardi di euro, oltre 33mila occupati, 400mila soci, 2,5 miliardi di euro di patrimonio. La Cooperazione è parte integrante della storia, dell economia, del welfare e della cultura di Modena. E, dunque, ha colto positivamente l immediata apertura del Sindaco Muzzarelli al confronto diretto e continuativo con tutte le associazioni rappresentative della società civile modenese. Confronto che si è estrinsecato, in primis, nella costituzione di un Tavolo per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva della città di Modena e del suo territorio. In questa specifica occasione, la prima in cui il nuovo Sindaco incontra le 3 Centrali modenesi, non è ovviamente possibile affrontare tutti i temi oggetto degli indirizzi di governo del Comune di Modena per il quinquennio amministrativo : ci si limiterà quindi - riservandoci di portare il nostro costante e fattivo contributo nel corso del tempo - a toccare alcune tematiche a nostro avviso prioritarie per la loro incidenza sul livello di benessere individuale e collettivo, e di coesione sociale, della Comunità modenese. Il rilancio della piena e buona occupazione passa attraverso il sostegno all impresa e la tutela della legalità Il Sindaco Muzzarelli ha messo al primo posto, nel suo documento di indirizzo, il lavoro: in particolare il buon lavoro, quello regolare, tutelato, non precario. Una scelta dettata certamente dalla contingenza che vede aumentata anche sul nostro territorio la precarietà della occupazione, la difficoltà e la chiusura di numerose imprese, l incremento del ricorso alla cassa integrazione, tutti segnali che puntualmente contribuiscono a frenare la crescita, gettando pesanti ombre sul futuro di molte famiglie; e una scelta che trova coerenza con la missione della Cooperazione, che ha un obiettivo prioritario su tutti: salvaguardare i posti di lavoro. Soprattutto il buon lavoro, come confermano i nostri numeri: più di 8 lavoratori su 10 hanno un contratto a tempo indeterminato, e le donne occupate sono quasi il 60% del totale.

15 Territori 15 Sono dati che, purtroppo, anche nella realtà modenese rappresentano quasi una anomalia, pur essendo dimostrato da tutte le analisi che la precarietà del lavoro molto spesso (almeno per alcune fasce di popolazione) finisce per diventare anticamera della marginalità sociale. Ci piace sottolineare questa caratteristica del lavoro cooperativo perché, da un lato, significa una grande responsabilità in capo alle nostre cooperative e, dall altro, dimostra e valorizza il loro essere imprese profondamente legate al territorio, partecipi della sua evoluzione e della sua prospettiva economica e sociale, avendone accompagnato in oltre un secolo di storia la sua trasformazione ed il suo sviluppo. E un radicamento di cui andiamo orgogliosi! Purtroppo anche a Modena cresce la disoccupazione; e la stessa Cooperazione, che all inizio della crisi ha saputo tenere meglio delle altre imprese sotto questo profilo salvaguardando in ogni modo i posti di lavoro, grazie alla sua natura solidaristica ed alla capacità di un movimento che ha sempre reinvestito i profitti nell impresa e nella costituzione di istituti di mutualità - comincia a segnare il passo. D altra parte, pur in un contesto così difficile, molte nostre cooperative si sono adoperate per reagire, pronte anche a imboccare strade mai percorse prima: sono moltissimi, anche se magari poco noti al di fuori del nostro movimento, i casi di innovazione e di capacità di vedere oltre che possiamo citare, e che possono rappresentare un esempio e uno stimolo per tutti. C è chi ha saputo inventare nuovi prodotti e servizi, e sbarcare su nuovi mercati sbaragliando un agguerrita competizione internazionale, chi ha raggiunto e occupa saldamente i vertici di quelle filiere agroalimentari che fanno del made in Italy un eccellenza senza uguali, chi si è lanciato con convinzione e successo nel campo delle energie rinnovabili, chi ha rilevato imprese private in fallimento, e chi dà vita ad una cooperativa di comunità per rispondere ad un esigenza diffusa (energia, servizio postale, farmacia) secondo un modello imprenditoriale che vede i cittadini parte attiva anche nei processi decisionali, oltre che fornitori/produttori e utenti finali. Ma il nodo della questione è che tutto questo le cooperative non potranno più farlo se non c è da parte di tutti politica, amministratori, forze economiche e sociali - un analoga disponibilità a compiere quel cambio di passo imposto da condizioni di mercato profondamente mutate, da una competizione che si gioca ormai su scenari globali tra territori di vasta scala, e da una evoluzione anche demografica che ci sollecita a definire nuove priorità di intervento e a cogliere mutati bisogni sociali. Tante nostre imprese sono impedite a perseguire questi obiettivi se i loro investimenti quando non addirittura il pagamento di stipendi e fornitori - sono bloccati a causa del mancato, o ritardato, pagamento dei debiti da parte della PA, se l accesso al credito è diventato ormai una strada impraticabile, se la burocrazia impone tempi così lunghi e procedure così complesse da scoraggiare qualunque iniziativa, se il sistema fiscale pesa come un macigno sulle imprese che vogliono investire e si propongono di creare occupazione, e toglie alle famiglie quel reddito minimo disponibile per tornare ad acquistare e far così ripartire i consumi; o, ancora, se non c è un efficace e convinta lotta all evasione fiscale e all illegalità, che creano condizioni di concorrenza sleale e tagliano fuori chi di legalità vive: questi sono i veri nostri nemici che dobbiamo scovare e denunciare anche quando nella ragione sociale il nome è preceduto da cooperativa. Un riferimento che facciamo non per caso, essendo il fenomeno delle cooperative spurie una minaccia alla stessa sopravvivenza delle nostre imprese. La Cooperazione può e intende avere un ruolo attivo e propositivo nel rilancio del nostro territorio, della nostra economia, della nostra Comunità. Può e intende continuare a coniugare la propria mutualità con la creazione di posti di lavoro e occupazione per i giovani, aprendosi ad iniziative ed al sostegno di start up cooperative. Ma lo potrà fare in modo efficace solo all interno di un progetto che veda ugualmente attive tutte le altre parti in gioco nella definizione di un piano di rilancio del nostro territorio che consenta di recuperare il gap infrastrutturale e manifatturiero di questo ultimo decennio, e favorisca processi e prodotti innovativi a tutti i livelli: siamo convinti che i confronti già tenutisi in queste settimane fra Amministrazione Comunale e Associazioni economiche vadano proprio in questo senso, e che ci sia da parte di tutti gli attori del territorio la convinzione che le priorità per Modena, oggi, si chiamano Democenter, che significa sviluppo attraverso il trasferimento tecnologico della innovazione alla nostra manifattura, Consorzio Fidi, che significa mettere le imprese nelle condizioni di investire a costi finanziari accettabili, Polo Fieristico e Progetto MEF, Festival Filosofia, Palatipico, Expo Siamo, inoltre, dalla parte delle riforme, e anche le CCIAA devono adeguarsi con un disegno nuovo di posizionamento territoriale per svolgere quel ruolo loro affidato di supporto alle economie del territorio, in via di trasformazione a seguito del disegno riformatore della PA. A Modena la CCIAA ha svolto una funzione indispensabile per la distribuzione di risorse a vantaggio delle imprese (Consorzi Fidi, Polo fieristico) e del territorio (Festival Filosofia, Mef ecc.), con una gestione positiva, basata sulla trasparenza e sulla condivisione dei progetti. Il DL 90 stabilisce una riduzione significativa del gettito derivante dal diritto camerale; la proposta gradualità dello stesso mitigherà l impatto dei tagli, tuttavia occorre ridefinire in logica di sistema territoriale le priorità, e quelle indicate dal Sindaco di Modena nel recente incontro con la Giunta camerale sono condivisibili. Servizi e welfare locale: innovarli per garantire pari accesso da parti di tutti, e una reale coesione sociale La Cooperazione modenese non può che sposare pienamente l idea, avanzata dal Sindaco nel Patto per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che il welfare è un investimento per la tutela dei diritti e la promozione e la cura della persona, la coesione sociale, lo sviluppo del capitale umano e la capacità di crescita economica e di attrazione di un territorio. E non vi è dubbio che, a causa della riduzione delle risorse e delle trasformazioni sociali, occorra ripensare e rinnovare profondamente il sistema di welfare del nostro territorio. In questo, siamo assolutamente convinti che la Cooperazione, in particolare quella sociale - ma non solo - possa giocare un ruolo di primo piano all interno del Sistema.

16 Territori 16 A partire dai servizi educativi per l infanzia, elemento di primaria importanza per le famiglie e la Comunità: un comparto che la Cooperazione sociale negli ultimi 20 anni ha saputo sviluppare e potenziare in modo significativo, in aggiunta ai servizi di accompagnamento di persone con problemi di salute mentale e disabili, e ai servizi domiciliari per le persone anziane. I servizi educativi gestiti dalla PA o da Organizzazioni del Privato Sociale sono a nostro avviso un BENE COMUNE da difendere e rafforzare, necessario per crescere le future generazioni e rispondere alle richieste delle Comunità locali e soprattutto delle famiglie, che richiedono servizi di qualità. Negli anni i servizi per la prima infanzia sono diventati occasione di diffusione di una nuova cultura della cura e dell educazione dei più piccoli. Le ricerche sul campo e le nuove conoscenze nell ambito delle neuroscienze considerano i primi tre anni di vita come un periodo altamente sensibile e, come riportato nel rapporto del consiglio scientifico statunitense citato nel rapporto UNICEF, tutti gli aspetti del capitale umano adulto, dalla abilità alla forza del lavoro al comportamento cooperativo e legale si basano sulle capacità che si sviluppano durante l infanzia, a partire dalla nascita. I servizi alla prima infanzia, quindi, non sono solo generatori di costi generano valore e bene sociale, contribuiscono all aumento dell occupazione femminile sia perché creano posti di lavoro, sia perché consentono alle donne di conciliare la maternità con la dimensione professionale rendendo più concreta la realizzazione delle Pari Opportunità -, e contribuiscono alla promozione del benessere ed alla prevenzione del disagio sociale. E per tutti questi motivi che come Cooperazione modenese chiediamo di poter avviare un confronto chiaro e costruttivo con l Amministrazione locale e le Parti Sociali, senza condizionamenti o prese di posizione ideologiche, per poter finalmente dare risposte concrete ai tanti nuovi bisogni espressi dalle famiglie: la crisi economica che stiamo vivendo sta infatti determinando nuovi fenomeni che, piuttosto che valorizzare le conquiste pedagogiche ottenute per garantire servizi di qualità, inducono alla produzione di servizi molto discutibili da questo punto di vista ogni giorno nascono nuovi servizi molto flessibili a domanda individuale ( centri gioco, baby parking). Mentre i servizi educativi forniti dalla Cooperazione sociale, lo ricordiamo, rispondono a rigorosi criteri ben specificati nella carta della qualità adottata dal Settore. Nella stessa logica di qualità e trasparenza crediamo si debba regolamentare chiaramente il tipo di contributo fornito da Volontariato e Terzo Settore, fino ad oggi utilizzati in molti servizi senza una definizione precisa di ruoli, costi, modalità lavorative ecc. Infine, siamo convinti che anche nei settori dello Sport, della Cultura, dello Spettacolo e del Turismo dove il Pubblico sta retrocedendo a causa di risorse sempre più ridotte l Associazionismo possa esprimere un nuovo, importante, ruolo. Pensiamo, per esempio, al tema delle polisportive che attraversano un momento di grande difficoltà. E pensiamo anche a nuove modalità di riutilizzo di capannoni e fabbricati abbandonati, che potrebbero vedere l Associazionismo in prima fila nella loro gestione e rivitalizzazione. Qualità urbana e filiera dell abitare: serve una risposta adeguata alle nuove richieste Gli elementi che ruotano attorno al tema della qualità urbana sono numerosi e complessi. Spaziano dalle grandi infrastrutture in questi anni Modena ha visto accentuarsi il suo gap infrastrutturale e, poiché sempre più insistentemente si parla di area vasta, occorre ripensare alla rete nel suo complesso (trasporti, collegamenti stradali, servizi) in chiave di strumento di integrazione a servizio della nuova dimensione territoriale alla riqualificazione delle aree dismesse, fino alla risposta alla domanda di alloggio. In questa sede ci limitiamo ad affrontare un requisito a nostro avviso fondamentale per consentire alla nostra città di ritrovare quel benessere nell equità che a lungo l ha contraddistinta: la casa. Il mercato della casa ed il bisogno di case sono certamente cambiati, in conseguenza dei mutamenti intervenuti a livello delle famiglie modenesi e della crisi economica, nonché delle sfide che ci pongono i cambiamenti climatici, i quali hanno ridato centralità alla questione ambientale ed alla difesa del territorio, compresa la salvaguardia della campagna e del verde. La risposta da parte della politica locale va trovata in una aggiornata ed innovativa concezione dell abitare, che abbia come coordinate il costo degli alloggi, il risparmio energetico, il recupero edilizio. Occorre stimolare e premiare quegli operatori che negli anni, e ancora oggi, hanno saputo dimostrare che l innovazione sulle case si può fare, investendo in primis sul risparmio energetico: le cooperative di abitazione sono state in questo settore garanzia per i cittadini. Il tutto deve essere finalizzato alla estensione del diritto alla proprietà della casa, poiché è sulla proprietà della casa che si fonda il benessere, e da qui occorre ripartire per mettersi alla spalle la crisi, avendo la capacità di allineare l offerta di case a quanto realmente possono sopportare le tasche delle famiglie. Occorre ripartire da qui per fare una politica della casa: da quanto possono spendere i modenesi che non ce l hanno. L emergenza casa, evidenziata dai dati delle domande sugli alloggi PEEP, a Modena e altrove, non è superata e va dunque riavviato un segmento di economia da troppo tempo frenato dalla stretta delle banche, dalla pesantezza della crisi e anche da dispute inappropriate. C è bisogno di discutere di dimensione del bisogno, di tipologia degli alloggi, di riuso di porzioni della città da riqualificare in modo serio e concreto, non pregiudiziale. Riteniamo che dopo tante dispute teoriche si debba agire attraverso un tavolo tecnico-amministrativo in cui professionalità pubbliche e private possano trovare, insieme, quelle soluzioni sostenibili al tema delle ristrutturazioni e del riuso funzionale dei siti produttivi a scopo residenziale. Sono tante, dunque, le sfide che attendono il nostro territorio, e importanti gli obiettivi che ci si è posti; così come è importante il percorso intrapreso dal movimento cooperativo che, al termine delle tornate congressuali in programma, ha un traguardo ben definito tanto a livello nazionale quanto sui singoli territori: la costituzione di un unica, grande, Associazione cooperativa italiana.

17 Territori 17 PALERMO Lusetti, firmato il protocollo di intesa sul Piano giovani creazione delle imprese cooperative, e scadenze chiare per l utilizzo delle risorse. Tutto questo ha detto - garantisce concretezza all operazione. Nel pomeriggio Lusetti ha incontrato i dirigenti di Legacoop Sicilia per discutere di aziende confiscate e della strategia da mettere a punto per consentire alle cooperative di lavoratori che ne prendono in mano la gestione di rimanere sul mercato ed essere realmente competitive. Cooperative sociali, Basta usare le coop come bancomat Il 7 agosto, il presidente nazionale dell Alleanza cooperative italiane, (che riunisce Legacoop, Confcooperative e Agci) Mauro Lusetti ha firmato a Palermo un importante protocollo di intesa con la Regione siciliana che riguarda il Piano giovani e la possibilità di creare nuove imprese cooperative per gestire beni e aziende confiscate alla mafia grazie a finanziamenti a fondo perduto per lo start up di impresa. Il protocollo con la Regione, il primo di questo genere in Italia, l intesa ha coinvolto anche l Anci Sicilia, Libera, Avviso Pubblico e Unicoop. Una grande iniziativa a cui l Aci contribuirà non solo offrendo servizi e il proprio know how ma mettendo a disposizione, all occorrenza, parte delle risorse finanziarie dei fondi mutualistici gestiti dalle tre Centrali - ha detto Lusetti-. E una mossa importante per due motivi ha aggiunto. Il primo perché si creano opportunità di lavoro per i giovani. Il secondo perché viene colpita la mafia nel punto più debole: il portafogli. Lusetti ha anche sottolineato alcuni punti forti del protocollo: il pregio della concertazione, la verifica semestrale prevista rispetto alle attività di accompagnamento e Non si possono usare le cooperative sociali come bancomat. Lo dicono in una nota congiunta Legacoop Palermo, Confcooperative Palermo e AGCI dopo la decisione di Palazzo delle Aquile di pagare le fatture delle cooperative sociali a 150 giorni. E assurdo dicono Filippo Parrino di Legacoop e Giuseppe Ortolano di Confcooperative che un termine ultimo scelto dal legislatore nazionale a tutela delle cooperative per arginare ritardi di pagamento arrivati in molti casi oltre i sei mesi, venga assunto come regola fissa da seguire col rischio di mandare sul lastrico molte cooperative. Contro un provvedimento che considerano gravissimo, le tre centrali cooperative annunciano forti iniziative di protesta. Non permetteremo dicono che si mortifichi ulteriormente un settore centrale per la vita di ogni comunità e già terribilmente in affanno. Con questa decisione le cooperative sociali che è bene ricordarlo si prendono cura delle fasce più fragili della società come minori, anziani e disabili - saranno costrette a pagare in forte ritardo gli operatori e avranno grandi difficoltà ad approvvigionarsi e garantire i servizi.

18 Imprese 18 >> Cooperativa Programma 101 >> Coop Relegart >> Coopservice >> Sisifo >> Pesceazzurro >> Cia-Conad COOPERATIVA PROGRAMMA 101 Campo Antimafia, Lusetti: Il modo giusto di combattere la camorra Sono contento di essere con voi perché questa del campo di lavoro antimafia è una bella iniziativa, viva, che coinvolge i giovani e che affronta il problema della lotta alla mafia da due punti di vista che io ritengo davvero fondamentali. Lo ha detto il presidente di Legacoop nazionale, Mauro Lusetti, durante una visita al campo antimafia organizzato a Gaeta dalla cooperativa Programma 101 su un terreno confiscato alla mafia. Il primo problema- ha continuato- è quello culturale: per battere la mafia servono le indagini, servono bravi investigatori, servono gli arresti e i sequestri, ma serve soprattutto far crescere nella società, tra i giovani, una cultura e una coscienza che non lasci spazio alla mentalità mafiosa. Gesualdo Bufalino l ha spiegato con una frase che va scolpita nella nostra testa: La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari. Il secondo punto di forza di questa iniziativa- per Lusetti- è poi anche quello della capacità di andare a incidere direttamente e ad agire nella lotta alla mafia attraverso l attacco al loro portafogli. La confisca e l utilizzo dei beni sequestrati ha proprio questo obiettivo- ha concluso il presidente Lusetti-. Sconfiggere i mafiosi nel punto dove sono più sensibili: i soldi. Durante il campo antimafia, i ragazzi di Generazioni Lazio hanno tenuto un corso di formazione e hanno spiegato ai giovani arrivati da tutta Italia per partecipare all iniziativa come si costituisce una cooperativa e quali sono i valori che la contraddistinguono. Ad intervenire, oltre al presidente di Legacoop nazionale, sono stati Souleyman Coulibaly e Fabio Mestici del esecutivo di Generazioni Lazio. COOP RELEGART Mani in bottega una esperienza cooperativa Anche quest anno la cooperativa RE.LEG.ART. ha partecipato all iniziativa Mani in bottega promossa dal Comune di Perugia. Il progetto, cerca di rendere accessibile alle nuove generazioni (14-18 anni) un settore molto importante come quello dell artigianato Umbro attraverso l esperienza diretta con un periodo di stage. La cooperativa RE.LEG.ART. ha ospitato Luisa. Questa intrepida stagista, ha affrontato una doppia sfida : la pratica artigianale vera e propria, un artigianato di qualità che spazia dalla rilegatura di un libro alla realizzazione vera e propria di articoli in pelle sia diari che album e agende, ma anche cornici, accessori per la casa fino alle borse e la particolarità della struttura che l ha ospitata, cioè quella di essere anche cooperativa sociale attiva nell inserimento di ragazzi disabili con diversi tipi di handicap.si è dovuta quindi organizzare tra il lavoro pratico di realizzazione di oggetti e rilegatura e quello di sostegno e collaborazione con le persone che sono in cooperativa e che necessitano, a volte, di essere seguite e accompagnate nel lavoro dalle persone cosiddette abili.luisa si è dimostrata molto abile in entrambi i casi, disponibile e pronta in ogni situazione. Ha saputo integrarsi e farsi volere bene e ha saputo soprattutto organizzare il suo tempo tra il lavoro e le persone. Questo mese è volato e, come sempre, abbiamo una amica in più nella nostra piccola, grande famiglia.

19 Imprese 19 COOPSERVICE Un successo le attività estive gratuite per i figli di soci e dipendenti Si è conclusa con successo l esperienza dei Centri e soggiorni estivi per i figli di soci e dipendenti di Coopservice, l iniziativa promossa dalla cooperativa secondo un progetto di durata biennale che, per la qualità dei suoi contenuti, ha goduto del finanziamento del Dipartimento per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in base alla legge 53/2000 che incoraggia le azioni tendenti a conciliare tempi di vita e di lavoro. Un esigenza ancor più sentita nel periodo estivo quando, a scuole chiuse, la cura dei figli ricade completamente sui genitori e sulle donne soprattutto. Sono stati 156 (contro i 116 dello scorso anno) i bambini di età compresa fra i tre e i dieci anni che nel mese di luglio, per quattro settimane, hanno frequentato i 16 centri estivi organizzati a Reggio Emilia e provincia da cooperative sociali specializzate nei servizi educativi per l infanzia (Augeo, Solidarietà 90, Coopselios e Alti Monti). Mentre alla settimana di soggiorno a Civago (frazione del comune di Villa Minozzo sull Appennino Reggiano) riservata ai bambini dagli undici ai tredici anni, hanno partecipato in 82 (24 nel 2013); di questi ben 48 provenivano da province diverse da quella di Reggio Emilia. Per tutti la partecipazione è stata completamente gratuita. Con questa iniziativa i cui risultati parlano da soli ha affermato il presidente di Coopservice Roberto Olivi ci siamo proposti di arricchire il nostro welfare aziendale che, in questo caso, si integra con l attenzione rivolta alle politiche di genere: un attenzione tanto più importante in una cooperativa come la nostra, dove la maggioranza degli occupati (il 60%) è costituita da donne e dove, non incidentalmente, sono in maggioranza donne i componenti del consiglio d amministrazione. Una strada, quella del potenziamento del welfare aziendale ha concluso Olivi che intendiamo percorrere con sempre maggiore convinzione. Le attività ricreative e didattiche estive per i bambini si sono aggiunte ad una nutrita serie di iniziative che anche nel 2014 Coopservice ha messo in campo a favore delle famiglie dei soci e dei dipendenti: dal rimborso dei ticket sanitari alla pensione integrativa, alle numerose attività sociali (viaggi, vacanze ecc.) sostenute da importanti contributi economici da parte della cooperativa. SISIFO L assemblea dei soci conferma il presidente Arena Domenico Il 31 luglio 2014, si è riunita l assemblea dei soci del consorzio Sisifo, consorzio cooperative sociali aderente a Legacoop per deliberare sul rinnovo delle cariche e su alcune modifiche statutarie. All assemblea ha partecipato l 85% delle cooperative aderenti, raggiungendo abbondantemente il quorum necessario per deliberare sugli argomenti posti all ordine del giorno. L assemblea ha provveduto ad eleggere il Consiglio di Amministrazione, riconfermando quale presidente, per il prossimo triennio Arena Domenico e Santo Mancuso, quale vicepresidente; Cono Galipò, Roberto Roccuzzo e Paola Trovato quali Consiglieri di Amministrazione. L assemblea ha provveduto altresì ad eleggere un Collegio Sindacale composto da Sciortino Alessandro quale presidente, Ronsisvalle Antonio Maria Pio, e Massimo Buffa. L assemblea, convocata in seduta straordinaria, ha altresì deliberato ed accettato la modifica di alcuni articoli dello statuto per renderlo più rispondente alle esigenze attuali. Tra le modifiche, l adeguamento ed aggiornamento dell oggetto sociale e il differimento del termine della durata della società. Il rinnovo cariche è altresì coinciso con il quindicesimo anniversario della Costituzione del Consorzio ed il presidente, nell Assemblea, ha preannunciato l organizzazione di un momento pubblico per dare risalto ai 15 anni di storia che hanno caratterizzato l attività del Consorzio e nel contempo dare un contributo allo sviluppo della cooperazione sociale. PESCEAZZURRO A 30 anni dalla visita di Wojtyla cartolina ricordo e mostra fotografica Quei momenti, la sua vicinanza e le sue parole saranno sempre nei nostri cuori. Così Marco Pezzolesi, amministratore unico del Pesceazzurro di Fano (Pu), ricorda con emozione la visita di trent anni fa di Papa Giovanni Paolo II con i pescatori della Coomarpesca e l aver potuto condividere con il Papa santo un avvenimento indimenticabile quando egli cenò, con loro, sulle banchine del porto. Voi uomini del difficile lavoro sul mare disse Papa Wojtyła, uomini del coraggio quotidiano, siate anche uomini di fede coraggiosa! Non permettete che alcuna tentazione vi faccia cadere dalle mani questa fede. Non permettete che vi sia strappata dalle diverse correnti che compenetrano la mentalità contemporanea. Non permettete che alcuna forma di materialismo la distrugga.

20 Imprese 20 Per tutti noi è stato, oltre che un momento di grande gioia e orgoglio commenta Pezzolesi -, il vedere riconosciuto il ruolo sociale e da protagonista della pesca nella città di Fano. Per ricordare questo avvenimento e celebrare il trentennale della visita di Papa Giovanni Paolo II, il Pesceazzurro aderisce all iniziativa organizzata martedì 12 agosto dalla Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola e dal Comune di Fano. Nella stessa giornata, a tutti i clienti del Pesceazzurro sarà consegnata una cartolinaricordo di quella data storica perché aggiunge Pezzolesi vogliamo condividere il nostro sentimento con tutte le persone che amano e sono affezionate al nostro Pesceazzurro ma, soprattutto, a Papa Giovanni Paolo II. Nel locale del ristorante self-service, si potrà inoltre visitare, per tutto l anno, la mostra fotografica dedicata all evento del In tanti, potranno riconoscersi nell essere stati protagonisti di un momento di fede e di grande umanità. CIA CONAD Ex fiera di Rimini, previsti un nuovo superstore, residenziale e uffici Commercianti Indipendenti Associati - Conad esprime soddisfazione e apprezzamento per l esito della gara ai fini dell acquisto delle aree Ex Fiera, di fronte all attuale palazzo dei congressi di Rimini.CIA-Conad si muoverà immediatamente, di concerto con gli uffici del Comune e della Fiera, per sviluppare il progetto presentato, che comprende una superficie utile lorda di metri quadrati. All interno dell area CIA-Conad realizzerà un nuovo superstore alimentare da metri quadri, dove verrà trasferito l attuale negozio di via Euterpe. Il precedente punto vendita rimarrà aperto come negozio di vicinato (Conad City) per rispondere alle necessità del quartiere. A fianco del Superstore sorgerà un intervento residenziale e direzionale di qualità, che andrà a valorizzare una delle aree più pregiate della zona di Rimini, incastonata tra il centro e la zona congressuale. L area non commerciale è suddivisa tra una parte residenziale di circa 7mila metri quadrati e una uffici di circa 2mila metri. L intervento riguarderà anche la costruzione di un parcheggio pubblico da 150 posti a supporto del palacongressi, oltre ovviamente alle aree di sosta funzionali alla parte commerciale e residenziale. L auspicio è che l iter per l inizio dei lavori possa seguire il percorso più rapido possibile. CIA-CONAD ritiene infatti che questo importante progetto possa rappresentare un positivo volano per il territorio, in un momento di carenza di investimenti e difficoltà per numerosi settori dell economia.

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