RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO

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1 GEOGRID LABORATORIO VIRTUALE BASATO SU UNA PIATTAFORMA DI CONDIVISIONE TELEMATICA PER IL KNOWLEDGE MANAGEMENT DEL TERRITORIO FINANZIATO NELL AMBITO DELL ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO (A.P.Q.) PER LA RICERCA TRA LA REGIONE SICILIANA, IL MINISTERO DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA (MIUR) ED IL MINISTERO DELL ECONOMIA E FINANZE DEL RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO

2 Indice 1. Premesse 4 1. Obiettivi, contenuti ed articolazioni delle attività di progetto 4 3. Attività svolte Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali (DIIAA) 7 Attività svolte 7 Misure idrodinamiche 7 Produzione di mappe della qualità delle acque a partire da dati telerilevati. 11 Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti DEco 15 Introduzione 15 Obiettivi della ricerca 17 Attività svolte 18 Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti Centro Interdipartimentale per lo Studio dell Ecologia degli Ambienti Costieri (CISAC) 39 Attività svolte 39 Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti Dipartimento di Ingegneria Informatica (DINFO) 50 Attività svolte 50 Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti 50 Attività 1: Architettura del sistema 52 Attività 2: Scelte progettuali 54 Attività 3-5: Studio delle caratteristiche delle varie piattaforme hardware WSN presenti nel mercato e selezione della piattaforma da utilizzare 56 Attività 6: Scelta del livello MAC idoneo al rispetto dei requisiti progettuali richiesti 60 Attività 7: Scelta dei sensori da utilizzare per il monitoraggio dei parametri di interesse 60 Attività 8: Progettazione del nodo sensore e relativa integrazione dei sensori 63 Attività 9: Progettazione dell opportuno package per la piattaforma scelta 65 Attività 10-11: Sviluppo componenti software e relativo testing tramite simulazione 65 Attività 12: progettazione del sistema di dispiegamento e raccoglimento automatizzato dei sensori wireless Dipartimento di Fisica e Tecnologia Relative (DIFTER) 83 Attività svolte 83 Distribuzione spazio-temporale della biomassa nel Canale di Sicilia 86 Modello Dinamico di Fitoplancton 93 Variazione della distribuzione della biomassa di fitoplancton (cellule/m^3) al crescere dell intensità di rumore 104 Modello a due specie per la distribuzione spaziale di sardine e acciughe 107 Modello Stocastico Dinamico di popolazioni con Rumore non Gaussiano Dipartimento di Tecnologia Meccanica, Produzione ed Ingegneria Gestionale (DTMPIG) 120 Attività svolte 120 Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti Dipartimento di Matematica (DIPMATH) 125 Attività svolte 125 Un sistema di analisi per dati multi-spettrali applicato allo studio dell inquinamento marino da idrocarburi. 125

3 Un simulatore dedicato al processo di formazione delle nuvole in uno spazio 3D e loro proiezione come coppie stereo di immagini 2D 128 Un sistema di analisi dati per l individuazione automatica di biomassa marina da immagini echo Coremed Il contesto cronologico dello standard ISO Caratteristiche principali dello standard INSPIRE La direttiva Identificazione univoca degli oggetti territoriali Ingterscambio dei dati Sistemi di riferimento delle coordinate Cataloghi distribuiti Implementazione di un catalogo di metadati Progettazione del database dei metadati Creazione degli utenti del sistema con il Repository Manager Inserimento dei metdati raccolti con il MetadataManager Gestione dei metadati Gestione della banca dati Scheda di gestione serie Gestione dei dataset Gestione dei canali Grid Innovation Center Metadati e servizi standard Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti SISPI 183 Notizie generali sul progetto 183 Notizie sull andamento del progetto TELESPAZIO 193 Gestione delle attività progettuali 193 Il GEODATABASE 196 Popolamento del GEODATABASE con dati e prodotti satellitari 222

4 1. Premesse Con contratto firmato in data 18 novembre 2005, è stata costituita l Associazione Temporanea di Scopo (ATS) tra l Università degli Studi di Palermo, la società SOFITER S.p.A., la società SISPI S.p.A., la società TELESPAZIO S.p.A. e la società CORE MEd S.r.l. per la realizzazione del progetto Geogrid Un laboratorio virtuale basato su una piattaforma di condivisione telematica per il Knowledge Management del territorio, specificatamente orientato al Distretto Tecnologico AgroBio e Pesca Ecocompatibile finanziato in ambito A.P.Q. Distretti Tecnologici, Regione Siciliana. In occasione di tale costituzione la società TELESPAZIO S.p.A. ha ceduto una quota delle proprie attività, pari al 6,79%, alla società SISPI S.p.A. La cessione ha comportato una variazione delle misure di partecipazione dei due enti al Progetto, lasciandolo inalterato nella sua globalità. Con atto integrativo, sottoscritto in data 11 luglio 2006, l ATS viene ricostituita a seguito della rinuncia alla partecipazione del progetto della società SOFITER S.p.A. Col medesimo atto integrativo la società SISPI S.p.A. si è assunta l impegno a realizzare le attività riservate alla SOFITER S.p.A., per una quota pari all 8%, incrementando pertanto la propria partecipazione dal 14,79 al 22,79%. Per effetto della variazione della compagine dell Associazione Temporanea di Scopo, si è presentata l esigenza di una riorganizzazione dei costi ammissibili del progetto e quindi di una successiva rimodulazione da parte dei soggetti proponenti. 1. Obiettivi, contenuti ed articolazioni delle attività di progetto Le attività preliminari concernenti il progetto GEOGRID: laboratorio virtuale basato su una piattaforma di condivisione telematica per il Knowledge Management del territorio, specificatamente orientato al Distretto Tecnologico AgroBio e Pesca GEOGRID pag. 4/263

5 Ecocompatibile, hanno riguardato la definizione delle procedure operative da adottare per il miglior raggiungimento dei risultati di progetto, attraverso la stesura di una preliminare pista di controllo amministrativo, che potesse essere condivisa fra i partner. Si è quindi ricontrollata la struttura del progetto, verificando anche l aggiornamento delle attrezzature da acquisire, in relazione al tempo intercorso fra il momento della presentazione del progetto, e l entrata in attività a seguito della firma degli atti necessari. In particolare si è avuto modo di confermare le linee generali dell intervento, e delle principali apparecchiature previste, rimandando le varianti che si renderanno necessarie alle rimodulazioni che potranno essere approvate dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Comitato di Gestione, ovvero a quelle di competenza degli organismi regionali. In particolare le linee generali del progetto sono confermate come segue: realizzazione di una piattaforma tecnologica di condivisione della conoscenza e per la gestione del territorio, denominata il Grid Innovation Center, basata sulle tecnologie offerte dal paradigma del GRID Computing, che serve da supporto alle applicazioni prototipali, da polo di integrazione fra i partecipanti al progetto e gli utenti e consente la sperimentazione di un modello innovativo di erogazione di servizi ICT, a supporto del Distretto Tecnologico a livello regionale. Due applicazioni verticali riguardano la produzione prototipale di componenti funzionali hardware e software nell ambito del telerilevamento, dell agrometeorologia e della caratterizzazione bioambientale dei suoli e delle acque con particolare riguardo alla gestione ecocompatibile e alla sostenibilità ambientale. In questo contesto, si è inoltre sperimentato un innovativo sistema di acquisizione dati ambientali basato su sensori miniaturizzati che consentano, anche in tempo reale, di attuare un significativo monitoraggio dell ambiente marino e di quello terrestre. Avere dunque GEOGRID pag. 5/263

6 la possibilità di integrare, all interno dell architettura Geogrid, una banca dati ambientali di tipo distribuito, attraverso una rete di sensori a basso costo, è la cerniera fra le applicazioni verticali, i dati georeferenziati e i modelli complessi che consentono di affrontare lo studio delle dinamiche ambientali. 3. Attività svolte 3.1. Università degli Studi di Palermo GEOGRID pag. 6/263

7 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali (DIIAA) Le attività svolte dal DIIAA nell ambito del progetto GEOGRID hanno riguardato la realizzazione di campagne di misura correntometriche e di qualità delle acque nel golfo di Castellammare. Tali misure si sono rivelate indispensabili per la calibrazione dei modelli di circolazione delle acque e per la produzione di mappe della qualità delle acque a partire da dati telerilevati. I dati suddetti sono stati sistematizzati su una piattaforma WEB-GIS che ospiterà le misure e i dati che saranno rilevati nel prossimo futuro. Attività svolte Misure idrodinamiche Per le misure idrodinamiche si sono posizionati sul fondale tre misuratori di velocità basati sull effetto Doppler. Ciascuno di essi, rivolto verso la superficie libera del mare, ha effettuato la misura della velocità in un certo numero di strati. Poiché la tecnica di misura va in crisi sia in vicinanza del fondo, sia subito al di sotto della superficie libera del mare, non si sono rilevate le velocità per uno spessore di circa un metro in prossimità del fondo marino e per circa 5 m in prossimità della superficie libera. L ubicazione dei tre strumenti è avvenuta tenendo conto del fatto che il campo idrodinamico al di sopra degli strumenti non risentisse della presenza delle gabbie dell Ittica Trappeto (fig. 1), al fine di rilevare l ordinario regime delle correnti nell area. pag. 7/263

8 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) ittico. Fig. 1 - Disposizione strumenti di misura e gabbie allevamento I tre strumenti collocati sono l Aquadopp Profiler (fig. 2a) prodotto dalla norvegese Nortek, l Adp prodotto dalla statunitense Sontek (fig. 2b)e il Monitor ADCP della RD Instruments. pag. 8/263

9 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) Fig. 2 - a) Aquadopp Profiler della Nortek, b) Adp della Sontek. Tutti e tre rilevano il profilo di velocità lungo la verticale e il livello idrico sovrastante, dal quale si può notare l andamento delle maree. Inoltre, l ADCP della RDI è anche un ondametro, cioè consente di fare delle misure ondametriche, ovvero fornisce le altezze del moto ondoso e le loro direzioni di provenienza. La collocazione degli strumenti ha inizialmente previsto la disposizione sul fondale, mediante sommozzatori e barca di appoggio, di tre blocchi di ancoraggio in calcestruzzo, sui quali successivamente sono stati fissati gli strumenti. Per i primi due strumenti è prevista l alimentazione elettrica con batteria. Pertanto, periodicamente essi vengono portati in superficie, dai sommozzatori, per scaricare i dati acquisiti e per sostituire, eventualmente, le batterie. Invece, per l ondametro è stato fissato, lungo una fune di ancoraggio di una gabbia, un particolare cavo che consente l alimentazione elettrica e la gestione via software dello strumento sul fondo. Quindi, questo strumento rimanendo sul fondo può essere alimentato mediante un pannello fotovoltaico e si possono scaricare i dati senza l ausilio di sommozzatori. Per mostrare alcuni dei dati acquisiti durante le campagne di indagine cominciamo dalla misura del livello idrico. Le escursioni della pag. 9/263

10 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) superficie libera mostrano il ben noto andamento ciclico delle maree (fig. 3), che si inverte all incirca ogni 6 ore h (m) /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ Fig. 3 Andamento mareale rilevato con l Aquadopp della Nortek. I vettori velocità, secondo le due componenti orizzontali Vx,Vy sono mostrati in fig. 4. In essa si vede che tali vettori hanno modulo variabile fra pochi cm/s, e cm/s in alcune situazioni. I valori mostrati si riferiscono a tre diverse profondità h a partire dalla superficie libera del mare. I valori più piccoli, fra quelli mostrati, sono quelli più vicini al fondale (h=25.80, z=3m dal fondo). 1 m/s z=23 m h=5.80 m /05/08 09/05/08 10/05/08 11/05/08 12/05/08 13/05/08 14/05/08 15/05/08 z=19 m h=9.80 m z=3 m h=25.80 m Fig. 4 Velocità orizzontale al variare della profondità. Dalla disposizione dei vettori si evince che esiste una direzione prevalente della corrente, infatti se disponiamo la direzione e il verso pag. 10/263

11 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) dei vettori velocità in un diagramma polare, si vede che, al variare della profondità h dalla superficie del mare, tale direzione prevalente è quella parallela la linea di costa. Ovvero, le correnti generalmente si spostano verso nord-est, oppure si dispongono verso sud-ovest (fig. 5). h=6.90 m h=18.90 m h=34.90 m Fig. 5 Diagramma polare delle velocità alle diverse profondità. I dati raccolti e quelli che saranno acquisiti nel prossimo futuro saranno utili per la validazione dei modelli numerici di circolazione che sono stati messi a punto nell ambito di questo progetto e del progetto LARA. Produzione di mappe della qualità delle acque a partire da dati telerilevati. Le procedure per la determinazione della distribuzione della clorofilla-a, dei solidi sospesi, della torbidità e della temperatura superficiale nel Golfo di Castellammare sono tratte da letteratura mentre i parametri di calibrazione dei modelli sono ottenuti mediante apposite campagne di misura. I dati in situ sono stati raggruppati per siti formando dataset da 23 misure, e lasciati suddivisi per campagna di misura (3 campagne di misure). I dati misurati in situ ed ottenuti dalle equazioni calibrate per i tre periodi di campionamento sono stati disposti su un diagramma cartesiano, quindi è stato utilizzando il metodo dei minimi quadrati pag. 11/263

12 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) per calcolare l equazione della retta che mediamente descrive il legame tra i dati. Nel caso specifico è necessario avere una correlazione elevata e un coefficiente angolare prossimo al valore unitario. La calibrazione è stata effettuata mediante la funzione Risolutore di MS Excel facendo variare i parametri di calibrazione delle leggi allo scopo di massimizzare il grado di correlazione e nel contempo approssimando la pendenza della retta al valore unitario. Il grado di correlazione è stato valutato tramite il coefficiente di correlazione di Pearson (r) che rappresenta una statistica appropriata quando le osservazioni sono su scala continua. Infatti una correlazione forte può essere statisticamente non significativa, sebbene campioni tanto più numerosi forniscano in genere migliori stime e siano statisticamente significativi. Gli algoritmi per la determinazione della concentrazione di clorofillaa, Torpidità, Solidi sospesi totali (TSS) e della temperatura superficiale, sono stati applicati per tutto il periodo di indagine. Nelle figure seguenti si riportano, a titolo di esempio. le distribuzioni spaziali delle grandezze suddette relativamente ai mesi di Luglio, Agosto e Settembre pag. 12/263

13 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) pag. 13/263

14 Allegato Dipartimento di Ingegneria Idraulica (DIIAA) Fig. xx Distribuzione spaziale delle grandezze indicatrici della qualità delle acque per i mesi di Luglio, Agosto e Settembre Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti In sintesi le attività condotte dal DIIAA nel progetto GEOGRID hanno permesso di raggiungere i seguenti obiettivi realizzativi: 1. messa a punto di un sistema di acquisizione di dati correntometrici in continuo; 2. messa a punto di un sistema per la mappatura della qualità delle acque marino-costiere mediante telerilevamento e misure in campo; 3. produzione di una piattaforma WEB-GIS per la sistematizzazione dei dati suddetti. pag. 14/263

15 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) DEco Nell ambito del progetto GEOGRID, il DEco si è occupato dell acquisizione di una serie di dati abiotici e biotici funzionali al controllo dei livelli di reclutamento di specie ittiche bersaglio e della capacità portante di aree di nursery costiere. È stato messo a punto un osservatorio permanente che attraverso indagini previsionali possa fornire utili indicazioni su azioni gestionali possibili per il mantenimento di un livello di sfruttamento sostenibile. Sono state realizzate analisi delle caratteristiche ambientali e trofiche delle aree ove avviene il reclutamento, analisi della disponibilità alimentare per giovanili di specie ittiche, analisi sui livelli di reclutamento delle specie ittiche e i dati ottenuti sono stati integrati con informazioni pregresse per la caratterizzazione delle aree di nursery di specie ittiche importanti dal punto di vista commerciale. Il deliverable del progetto che si riporta nella presente relazione riguarda la formazione di una banca dati per un osservatorio permanente sull entità dei reclutamenti e la definizione di linee guida per una corretta gestione da parte degli Enti pubblici competenti delle risorse costiere pescabili. Introduzione Con il termine pesce novello si intende raggruppare gli stadi giovanili di specie ittiche pregiate che in fase post-larvale si avvicinano alle coste, rimontano le foci dei corsi d acqua e penetrano nelle aree lagunari, per trovarvi riparo e pabulum alimentare (Rossi, 1986). La montata di novellame di specie ittiche eurialine ed in particolare le attività di pesca indirizzate alla vendita degli avannotti ad impianti di allevamento ha da sempre interessato operatori appartenenti alle marinerie del nord e centro Italia (De Angelis, 1967; Gandolfi e Torricelli, 1978; Cau et al., 1982) che attraverso il reclutamento naturale hanno contribuito in maniera determinante alla gestione degli ambienti vallivi, soprattutto del Veneto (Gandolfi et al., 1981; Rossi 1981; 1986). pag. 15/263

16 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) I pescanovellanti di professione si sono da sempre spostati lungo le coste per catturare, nei periodi stagionali favorevoli, i piccoli di spigola, orata, mugilidi, giovanili di anguilla, e trasportarli mediante automezzi attrezzati nelle peschiere (Franzoi e Trisolini, 1991). Fino a circa venti anni or sono questa pratica di pesca coinvolgeva un buon numero di addetti e metteva in moto un indotto non indifferente (Franzoi e Rossi, 1992). L acquacoltura non aveva ancora messo a punto il sistema di riproduzione controllata di spigola e di orata, il novellame artificiale era limitato e non di buona qualità (Arcarese e Ghion, 1984). Negli anni successivi la richiesta di avannotti naturali è andata sempre più scemando a causa dei progressi della riproduzione nelle avannotterie (Mazzola e Rallo, 1981; Faranda et al., 1985) e la disponibilità del novellame in mare ha subito delle fluttuazioni annuali che hanno reso incostanti le forniture e il prodotto non più competitivo. A partire dagli anni 80, a fronte di una limitazione dell offerta (pochi addetti), si è assistito ad un nuovo incremento della domanda per novellame naturale da utilizzare nel recupero di ambienti lagunari attraverso progetti di gestione integrata (Ghion e Guidastri, 1984; Ravagnan, 1992). In molte valli inoltre si è preferito effettuare semine di mugilidi, anche in policoltura (Bardach et al., 1972; Ravagnan, 1980) al posto della spigola, per i noti problemi commerciali che quest ultima specie ha accusato, ma anche per diversificare le produzioni. D altra parte per i mugilidi, ancora oggi non sono state messe a punto procedure standard di riproduzione artificiale, poiché ritenute antieconomiche; viene con ciò sottovalutato il dato oggettivo che vede un alto consumo di questa specie nelle zone dell Italia settentrionale e l esatto contrario nelle regioni meridionali in cui la richiesta è minima pur trattandosi di un tipo di pesca potenzialmente abbondante, senza dimenticare che i mugilidi sono sempre più utilizzati in acquicoltura integrata ed in zone degli impianti di piscicoltura destinati al recupero delle acque reflue. L attività di pesca del novellame per scopi di acquacoltura non è mai stata praticata in Sicilia da addetti appartenenti alle marinerie dell Isola; il mestiere di novellante, infatti, non è mai stato incluso tra le tante specializzazioni esistenti nella pesca artigianale costiera pag. 16/263

17 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) siciliana (Mazzola, 1988). Esistono solo delle eccezioni tra i salinari trapanesi che fino alla fine degli anni 80 praticavano una pesca stagionale ai giovanili di sparidi (orate, saraghi) e spigole e cefali da destinare alla semina nelle vasche fredde delle saline (Mazzola, 1986). La mancanza comunque di pescatori di mestiere per il pesce novello in Sicilia è stata sempre ampiamente compensata, infatti le coste siciliane sono state meta ambita per i novellanti dell alto Adriatico e dei toscani, che con i loro automezzi attrezzati percorrevano le strade dell Isola in primavera ed in autunno. Nel 1988 la Regione siciliana ha deciso di non rilasciare più autorizzazioni al prelievo di pesce novello e di fatto ne proibì anche il trasporto. Infatti con decreto Regionale del è stato vietato l uso di attrezzi da pesca quale la sciabica per novellame o altri attrezzi radenti simili. Obiettivi della ricerca Il presente progetto di ricerca si rivolge alla valutazione della risorsa di pesce novello pescabile lungo le coste siciliane, al fine di mettere a punto un osservatorio permanente che possa fornire utili indicazioni su azioni gestionali possibili per il mantenimento di un livello di sfruttamento sostenibile di giovanili di specie ittiche di interesse per la pesca e l'acquacoltura nazionale. Approfondimenti circa l entità della risorsa novello in Sicilia, risultano importanti per la valutazione delle potenzialità delle catture. In particolare i mugilidi includono specie ittiche importanti e strategiche per la diversificazione dell acquacoltura mediterranea. Studi precedenti (Mazzola, 1988; Mazzola et al., 1990; 1991; Lo Piano et al., 1992; Mazzola, 1994; Mazzola et al., 1993) hanno individuato proprio nei mugilidi la risorsa più abbondante, e quindi di maggiore potenzialità per l acquacoltura. In particolare, nel corso del progetto sono state analizzate due aree di concentrazione di novellame di mugilidi, localizzate lungo la fascia costiera siciliana. Il principale obiettivo è consistito nell effettuare una valutazione della risorsa tenendo conto delle caratteristiche ambientali e trofiche e della disponibilità alimentare, pag. 17/263

18 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) attraverso la stima, in particolare, delle presenze di mugilidi, al fine di stabilire la potenzialità di prelievo della risorsa stessa e acquisire dati quantitativi e basi conoscitive che possano supportare adeguate misure gestionali e normative finalizzate alla salvaguardia degli stock naturali di novellame, alla gestione razionale della risorsa e alla tutela delle aree di nursery costiere. Lo scopo finale della presente ricerca ha riguardato la messa a punto di un osservatorio sulla pesca del novellame e la individuazione di linee guida per una corretta gestione da parte degli Enti pubblici competenti delle risorse costiere pescabili. Attività svolte Durante la prima fase del progetto sono stati definiti i protocolli operativi necessari allo svolgimento della ricerca, è stata raccolta la documentazione e le informazioni utili all esecuzione delle sperimentazioni. Inoltre sono state scelte le zone in cui effettuare i prelievi e le campagne di pesca, definiti i piani di campionamento (periodicità dei prelievi e scelta delle stazioni di prelievo), sono stati effettuati, inoltre, diversi survey preliminari sul campo. La scelta delle stazioni di prelievo è stata effettuata tenendo conto delle conoscenze sulle aree di concentrazione di giovanili delle specie ittiche, ottenute con ricerche svolte negli anni precedenti. Successivamente (Gennaio-Dicembre 2007) sono stati effettuati i campionamenti della fauna ittica su base mensile e rilevati i parametri ambientali e trofici delle zone di pesca. Durante tale fase della ricerca sono stati verificati i cicli stagionali di rimonta delle diverse specie di mugilidi. La scelta dei siti di campionamento, un area delimitata dalle barriere frangiflutti all interno del Golfo di Termini Imerese (Figura 1) e il porto di Castellammare del Golfo (Figura 2), è dovuta all esistenza di una serie storica di dati riguardanti i periodi di rimonta e le abbondanze di giovanili di varie specie ittiche, che trovano in tali aree riparo e risorse alimentari (Mazzola, 1988; Mazzola et al., 1990; 1991; Lo Piano et al., 1992; Mazzola, 1994; Mazzola et al., 1993). pag. 18/263

19 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) Figura 1 - Stazione di campionamento di Termini Imerese. Figura 2 - Stazione di campionamento: area portuale di Castellammare del Golfo. Golfo di Termini Imerese Il Golfo di Termini Imerese è delimitato ad ovest da Capo Zafferano ed a est da Capo Cefalù, con uno sviluppo costiero di circa 40 Km. Nella sua parte mediana risiede il centro abitato. La parte centrale del Golfo è caratterizzata da una lunga spiaggia di origine alluvionale. In questa zona sfociano i due principali corsi d acqua, il pag. 19/263

20 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) fiume Torto ed il fiume Imera che alimentano la spiaggia con un massiccio apporto terrigeno che caratterizza la natura dei fondali determinandone le facies sedimentarie. Nella zona antistante alla spiaggia, lungo la fascia costiera ad ovest e ad est del centro abitato di Termini Imerese, sono presenti delle barriere rocciose artificiali a protezione della costa, al cui interno si insediano popolamenti vegetali dominati da Cymodocea nodosa, Caulerpa prolifera e Zostera noltii. I venti dominanti nel Golfo durante la stagione invernale sono quelli appartenenti al III e IV quadrante che provocano condizioni di mare agitato e molto agitato compreso tra 5 e 7 della scala Beaufort. Nelle altre stagioni i venti sono invece provenienti dal I e II quadrante ed hanno minore intensità. Il porto di Castellammare del Golfo Il porto di Castellammare del Golfo, posto tra l arenile di Alcamo Marina e le falesie rocciose che si sviluppano verso San Vito Lo Capo, ha delle caratteristiche peculiari poco confrontabili con i classici ambienti portuali. Infatti a causa dell elevato idrodinamismo ed agli scambi con l esterno gode di buone condizioni idrologiche che ne caratterizzano le biocenosi. Un fattore efficace di pulizia sono le correnti che si generano da Est-Sud/Est. I venti, spirando in prevalenza dal IV quadrante nella stagione invernale spingono le acque contro la costa e generano correnti centrifughe che causano erosione nei settore di traversia e deposito nei settori rimossati. In estate, i venti spirano in prevalenza dal II e III quadrante: tale regime di vento dà origine a correnti di deriva vero il largo e mette in moto controcorrenti dal fondo. Tutto ciò ha conseguenze positive sulla qualità delle acque. Attività di campo e di laboratorio I campionamenti sono stati effettuati, con cadenza mensile, dal mese di Gennaio a Dicembre 2007, all interno del porto di pag. 20/263

21 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) Castellammare (lungo la spiaggia) e a circa un chilometro ad Est del porto di Termini Imerese, all interno di una serie di conche dal fondale sabbioso, di 1500 m 2 circa di superficie, comunicanti con l esterno tramite un apertura di circa 20 m situata tra due barriere frangiflutti che delimitano la superficie stessa della conca. In particolare a Termini Imerese i prelievi sono stati effettuati in una conca al cui interno sono presenti tre masse rocciose emergenti. Durante ogni campionamento oltre le pescate, sono stati contemporaneamente rilevati in situ salinità e temperatura delle acque, tramite sonda multiparametrica e sono state valutate le caratteristiche trofiche. Per i campionamenti è stata utilizzata una tratta di 2.5 m di lunghezza e 1.2 m di altezza che viene manovrata a mano grazie a due aste poste alle estremità. Questo attrezzo è risultato particolarmente efficace sia operando in condizioni di acqua torbida, sia pescando con avvistamento preventivo del banco. Al fine di acquisire valutazioni quantitative omogenee e confrontabili tra loro sono state effettuate pressioni di prelievo identiche in tutte le stazioni e nei vari mesi (quattro trattinate per stazione) e di uguale identità. Gli animali pescati sono stati preventivamente separati in modo da restituire la libertà alle specie non appartenenti alla famiglia dei mugilidi. Questi ultimi sono stati raccolti in contenitori di polietilene e dopo anestesia in cloroformio, sono stati fissati in formalina al 10% tamponata con tetraborato di sodio. In laboratorio i campioni sono stati determinati tassonomicamente (utilizzando il metodo della conta e della forma dei ciechi pilorici), quando necessario sub-campionati e sottoposti alle classiche indagini biometriche (misura in lunghezza standard e peso). Risultati conseguiti e obiettivi raggiunti Durante il censimento nelle due stazioni campionate sono state catturate 3 specie di mugilidi per un totale di 1715 individui (Tabella 1). Tra queste la specie più abbondante è risultata Liza ramado con 1092 esemplari catturati che rappresentano il 63.67% delle catture totali (Tabella 2). Altra specie con catture abbondanti è risultata L. pag. 21/263

22 Allegato Dipartimento di Ecologia (DEco) aurata (620 individui, 36.15% delle catture), trascurabili invece le catture di L. saliens (0.17%) (Tabelle 1 e 2). La stazione che ha fatto registrare il numero maggiore di esemplari catturati è stata quella di Castellammare con 1119 individui corrispondenti al 62.25% del totale catturato durante l intero periodo di campionamento (Tabella 2). Tabella 1 - Catture totali nelle stazioni campionate. Specie Termini I. Cast.mare Tot Liza aurata Liza ramada Liza saliens Tot Tabella 2 - Catture percentuali nelle stazioni campionate. Specie Termini I. Cast.mare % Liza aurata Liza ramada Liza saliens % Stazione di Termini Imerese Durante la campagna di pesca sono stati catturati 596 esemplari ascrivibili a tre specie (L. aurata, L. ramado e L. saliens) (Tabella 1). Nel mese di marzo sono stati catturati giovanili di L. aurata di taglia minore (107 esemplari di L.s ±2.19 mm), mentre la taglia maggiore è stata registrata per gli esemplari catturati nel mese di Ottobre (L.s ±1.12 mm) (Tabella 3). L. ramado è risultata, durante il periodo di campionamento, la specie maggiormente catturata (368 individui) ed, in particolare, la taglia minore è stata riscontrata nel mese di Febbraio (L.s ±2.72 mm), mentre la taglia maggiore in Giugno (L.s ±4.73 mm). Nel mese di Dicembre sono stati catturati 148 esemplari di L.s ±2.46 (Tabella 3). Poco chiara risulta la dinamica stagionale di L. saliens catturata solo nel mese di Ottobre (3 esemplari, L.s ±3.46 mm) (Tabella 3). pag. 22/263

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