Linee guida per la qualificazione di. prodotti software nell ambito della. Community Network Emilia-Romagna

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1 Linee guida per la qualificazione di prodotti software nell ambito della Community Network Emilia-Romagna Gennaio

2 Storia del documento Versione Data Autore Cambiamenti apportati 1.0 Luglio 2011 Regione Emilia-Romagna Prima Emissione 2.0 Aprile 2012 Regione Emilia-Romagna 3.0 Gennaio 2013 Regione Emilia-Romagna 4.0 Giugno 2013 Lepida S.p.A. Modifica alla seconda fase del processo di qualificazione Modifica alla seconda fase del processo di qualificazione Modifica derivante da Delibera Regionale 553/2013 Abbreviazioni e acronimi RER CN-ER CCD Regione Emilia-Romagna Community Network Emilia-Romagna Centro di Competenza per il Dispiegamento delle soluzioni di e-government 2

3 Sommario Scopo del documento Il contesto La Community Network Emilia-Romagna Il Sistema a rete Il Centro di competenza per il dispiegamento delle soluzioni di e-government Ambito di intervento La qualificazione Obiettivo della qualificazione Specifiche di conformità e linee guida Validità Vincoli sulla modalità di erogazione del servizio Rinuncia, revoca e sospensione Processo di qualificazione dei prodotti software Prima fase Seconda Fase I servizi del Centro di Competenza per il Dispiegamento Audit documentale Help Desk Servizio per la gestione dei processi di qualificazione Archivio Documentale Strumenti per la verifica delle operazioni di adeguamento alle specifiche di conformità Costi Riferimenti

4 Scopo del documento Lo scopo del presente documento è di illustrare gli obiettivi e le modalità di erogazione del servizio di qualificazione di prodotti software rispetto a specifiche di conformità definite nell ambito della Community Network Emilia-Romagna. 1. Il contesto Il servizio di qualificazione di prodotti software nasce e si inserisce in un contesto di iniziative in tema di Società dell informazione ed e-government assai complesso e strutturati; rimandando a ulteriori documenti e siti web per gli approfondimenti, nelle pagine seguenti si vuole offrire un inquadramento di sintesi. 1.1 La Community Network Emilia-Romagna La Community Network Emilia-Romagna (CN-ER) rappresenta lo strumento di governance identificato dall Emilia-Romagna per favorire lo sviluppo della società dell informazione: le istituzioni presenti sul territorio scelgono di collaborare e condividere i propri saperi, generando un patrimonio condiviso di esperienze e conoscenze funzionali all erogazione di servizi evoluti per operatori della Pubblica Amministrazione, cittadini, imprese e professionisti. Obiettivo finale: generare innovazione per accrescere l efficacia dell azione amministrativa, la semplificazione e la trasparenza a vantaggio di tutto il sistema regionale. La CN-ER nasce da lontano, ben prima della firma della convenzione costitutiva: rafforza il sistema di relazioni interistituzionali, formali e non, che da anni contraddistingue la pubblica amministrazione emiliano-romagnola. Queste relazioni si sono sostanziate nella predisposizione di intese, accordi, programmi e progetti, nonché nella costruzione e implementazione di linee di indirizzo per lo sviluppo dell ICT e dell e-government sempre più condivise con gli enti locali (in termini di progettazione e responsabilità). In un contesto territoriale già fortemente coeso, la Community Network, da concetto puramente infrastrutturale, definito nella architettura del Sistema Pubblico di Connettività (SPC), diventa quindi un sistema di servizi, di standard e di interscambio che fa lavorare insieme tutti gli enti locali della regione, dà a tutti i medesimi strumenti e sa cogliere e mettere a fattor comune eccellenze e vocazioni specifiche. Un punto cardine in questo processo di sviluppo è rappresentato dall approvazione nell aprile 2004 della legge Regionale per Sviluppo regionale della società dell informazione, n. 11/2004, attraverso la quale la Regione Emilia-Romagna ha inquadrato in uno schema istituzionale l insieme delle politiche e delle iniziative legate alla telematica. L assunto di fondo su cui si basa la CN-ER è: fare sistema per mantenere la coesione territoriale. Per fare ciò è necessario progettare e dispiegare i servizi in collaborazione con gli enti locali, che possiedono il patrimonio del saper fare. La CN-ER riconosce esplicitamente questo ruolo e lo enfatizza offrendo strumenti e mezzi che rendono possibile la circolazione della conoscenza che, diversamente, rischierebbe di rimanere solo a livello periferico. In questo modo anche i piccoli Comuni hanno la possibilità rendersi protagonisti dello sviluppo e dell innovazione regionale, 4

5 poiché trovano spazi dedicati nei quali portare la loro esperienza che si trasforma, così, in valore aggiunto per tutto il territorio regionale. Al tempo stesso, le migliori pratiche sviluppate dagli enti più grandi possono, in un contesto di sistema a rete, diventare patrimonio a disposizione anche degli altri territori. In definitiva, la Regione Emilia-Romagna punta, attraverso la condivisione delle soluzioni e delle esperienze, ad evitare che le tecnologie siano portatrici di nuovi divari, tra i comuni più grandi e quelli più piccoli o distanti, ma che al contrario diventino strumento per la crescita dell intero sistema regionale. La CN-ER nasce e opera, quindi, per garantire questo fondamentale principio di equità, per valorizzare le vocazioni specifiche e diffondere le eccellenze maturate nei singoli territori, per massimizzare la realizzazione di servizi innovativi e l uso di servizi infrastrutturali realizzati e gestiti a livello regionale. Lo sviluppo della CN-ER prevede la partecipazione attiva e coordinata di Regione e Enti Locali a diversi livelli delineati dalla Legge Regionale 11/2004 e dalla convenzione stessa: il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento degli Enti locali, che rappresenta la dimensione politico-istituzionale ed è sede della condivisione continua degli indirizzi e delle iniziative strategiche promosse a livello territoriale e delle iniziative su cui investire come sistema, grazie al Piano Telematico dell Emilia-Romagna. Il Comitato assicura inoltre l indirizzo e il controllo determinante nei confronti della società Lepida SpA; il Comitato Tecnico regionale, che supporta il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento e costituisce il momento di sintesi tecnica delle esigenze e delle volontà del territorio, favorendo la massima integrazione tra le varie competenze e conoscenze settoriali che sono alla base della programmazione regionale in materia di e-government e ICT. Il comitato trova le sue naturali declinazioni territoriali in tavoli tecnici provinciali; la dimensione operativa, concretizzata in un modello di governo a rete, che si fonda su tre strumenti: o la Rete di Program Management (per assicurare la gestione coordinata dei progetti per tutto il sistema, a livello regionale e a livello locale) o il Sistema delle Comunità Tematiche (pensato per supportare la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti nei progetti e creare un ambiente di condivisione della conoscenza e valorizzazione delle migliori pratiche) o il Centro di Competenza per il Dispiegamento delle soluzioni di e-government (CCD), per realizzare una gestione efficace ed efficiente del portafoglio, in termini di conduzione e manutenzione del software e di una sua evoluzione nel tempo, creare un punto unico di accesso, assistenza e supporto agli enti e favorire l uso e il riuso delle soluzioni. Grazie a questa articolazione si intendono presidiare tutti gli ambiti e le filiere di lavoro: da quelle relazionali, alla diffusione della conoscenza, dalla gestione ed evoluzione delle soluzioni di e-government all assistenza ed al supporto agli Enti Locali. Con la Legge Regionale n. 4 del 12 febbraio 2010, vengono sancite e consolidate normativamente il ruolo e le funzioni della Community Network Emilia-Romagna, ed in particolare l art. 4 bis recita che l'organizzazione e le modalità della collaborazione tra Regione ed Enti locali per l'attuazione degli interventi e misure previsti dalla presente legge, sono stabilite con convenzione generale avente funzione di accordo quadro e con specifici accordi attuativi. La convenzione generale, da deliberare e sottoscrivere ai sensi delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali, definisce la predetta 5

6 collaborazione tra i vari soggetti pubblici che vengono a fare parte dell'aggregazione denominata Community Network dell'emilia-romagna (CN-ER), le cui funzioni, secondo le condizioni stabilite nella predetta convenzione generale, sono esercitate, anche nell'interesse degli Enti locali, dalla Regione e dal comitato permanente di indirizzo e coordinamento di cui al comma 4, organismo della CN-ER, cui è attribuito il compito di assicurare l'indirizzo e il controllo determinante, coordinati e congiunti, nei confronti della speciale società prevista dall'articolo Il Sistema a rete Il Sistema a rete regionale costituisce il primo prodotto della CN-ER ed è gestito attraverso il primo accordo attuativo della Community Network Emilia-Romagna. Obiettivo principale del Progetto è favorire il riuso delle soluzioni di e-government individuate come best practice su tutto il territorio regionale. Dal progetto sono infatti scaturiti i progetti RIDER e LANDER (confluiti poi in un unica progettualità denominata RILANDER) e ALI CN-ER presentati in risposta ai bandi CNIPA Riuso e ALI. L intero progetto è stato pensato e costruito in collaborazione con gli Enti Locali, coordinati dalle Province nella loro funzione di responsabili del dispiegamento. La Regione (coinvolta con più Direzioni e Assessorati) ha progettato e lavorato principalmente sulle attività centrali e funzionali alla realizzazione dell intero sistema; dal canto loro, le Province hanno collaborato con gli enti del proprio territorio per individuare soluzioni e servizi di interesse e definire le modalità attraverso cui procedere al dispiegamento sul territorio, con particolare attenzione alle dinamiche organizzative e all impatto derivante dall introduzione delle nuove tecnologie. Questo lavoro di concertazione e co-progettazione ha dato origine ad un progetto ambizioso che, in una logica di sistema, intende: sviluppare e diffondere i Servizi Infrastrutturali messi a disposizione da Lepida SpA e i nuovi strumenti per il rafforzamento della Gestione Documentale; costituire e aggiornare le grandi Anagrafi e costruire servizi per le pubbliche amministrazioni; realizzare Servizi on-line per i cittadini, le imprese, i professionisti nei campi del commercio e delle attività produttive, della popolazione, del territorio, del catasto e della fiscalità locale, della pianificazione e gestione urbanistica, della viabilità, dell edilizia e dei servizi alla persona; confrontarsi su temi trasversali e funzionali a tutto il Sistema quali Co-design dei servizi: accessibilità e usabilità, comunicazione per la CN-ER e della CN-ER, formazione, con il Sistema di e-learning Federato S.E.L.F., misurazione della società dell informazione. Lo Schema seguente sintetizza queste diverse linee di intervento. 6

7 1.3 Il Centro di competenza per il dispiegamento delle soluzioni di e-government Nell ambito delle attività della Community Network Emilia-Romagna ed in particolare del progetto di Sistema a rete regionale è prevista la diffusione di numerose soluzioni di e-government presso gli Enti Locali. A fronte di un portafoglio soluzioni diventa indispensabile mettere in campo azioni finalizzate a: realizzare una gestione efficace ed efficiente del portafoglio, in termini di conduzione e manutenzione del software e di una sua evoluzione nel tempo che miri alla gestione unitaria degli sviluppi secondo standard e specifiche (tecniche ed organizzative) di realizzazione comuni; creare un punto unico di accesso, assistenza e supporto agli Enti coinvolti nel dispiegamento, così da favorire sia l uso diffuso delle soluzioni nei diversi contesti territoriali, sia la loro integrazione nei sistemi gestionali degli Enti, sia la crescita di questi ultimi verso gli standard regionali. Il Centro di Competenza per il Dispiegamento delle soluzioni di e-government (CCD) rappresenta uno dei supporti operativi della Community Network Emilia-Romagna configurandosi come rete di sostegno per gli Enti Locali sia in fase di implementazione delle soluzioni sia nella gestione corrente dei servizi, ma anche per l integrazione ed evoluzione delle soluzioni a riuso. Supporta inoltre Lepida S.p.A, come stabilito all interno della Delibera Regionale 553/2013,. nelle istruttorie tecniche per la qualificazione delle soluzioni software, così come descritto nelle pagine seguenti, con particolare 7

8 riferimento alla gestione degli strumenti a supporto del processo di qualificazione, la realizzazione degli audit tecnici, così come definiti nelle modalità tecnico-operative. 8

9 2. Ambito di intervento Nell ambito della Community Network Emilia-Romagna sono state definite e collezionate un insieme di specifiche atte a permettere l interoperabilità tra le soluzioni a riuso e servizi infrastrutturali e abilitanti ed i prodotti di back-office in uso presso gli Enti Locali. Tali specifiche prendono il nome di specifiche di conformità e definiscono le interfacce di cooperazione messe a disposizione dalle soluzioni, contribuendo alla standardizzazione tecnica di queste funzionalità. Si noti che le specifiche di conformità definite a livello regionale non entrano nel merito della qualità delle soluzioni tecnologiche né tantomeno degli aspetti funzionali; questi aspetti rimarranno governati dalla spinta innovativa delle aziende e dalle richieste degli Enti Locali. Per quanto riguarda adempimenti normativi e/o linee guida di carattere nazionale o regionale (p.e. rispetto all accessibilità delle soluzioni, al rispetto delle norme per il trattamento dei dati ed il rispetto della privacy e la sicurezza delle applicazioni) è responsabilità del fornitore rispettare tali prescrizioni. Sebbene non siano previste delle verifiche, vengono comunque fornite delle specifiche ed indicazioni come richiamo alla necessità del rispetto di tali vincoli e riferimenti. Accanto al servizio di qualificazione, un altro canale fondamentale per la diffusione delle specifiche di conformità e quindi di soluzioni ad esse aderenti è rappresentato dall inserimento di tali specifiche e requisiti nei capitolati di gara degli enti locali. Molte delle componenti tecnologiche che compongono il cosiddetto portafoglio delle soluzioni a riuso sono di titolarità della Pubblica Amministrazione e rappresentano un importante patrimonio, non solo di saperi consolidati, ma anche dal punto di vista degli asset disponibili sul territorio nella logica di ottimizzazione dei costi che è necessario attuare in questo periodo caratterizzato da risorse sempre più limitate. Dotare gli enti di buone soluzioni non è sufficiente a garantire una collaborazione tra Pubblica Amministrazione e operatori di mercato allo scopo di rendere la Pubblica Amministrazione il più efficiente ed efficace possibile e capace di garantire servizi migliori a cittadini, professionisti ed imprese. A tal fine, è necessario intervenire nella logica di apertura e di coinvolgimento del mercato per garantire una modalità di erogazione dei servizi che sia compatibile con le logiche tradizionali e che, contemporaneamente, privilegi la partecipazione attiva di tutti gli attori verso una forma di collaborazione più lungimirante ed efficace. Attraverso la gestione condivisa delle soluzioni regionali si vuole dare garanzia agli enti e ai fornitori che tali soluzioni saranno manutenute e che ogni investimento in merito (p.e. sviluppi o integrazioni) potrà essere recuperato nel tempo. Il servizio di qualificazione dei prodotti si inserisce nel quadro generale dei servizi messi a disposizione dal CCD; l obiettivo di questo servizio è quello di promuovere la diffusione e l applicazione di un insieme di specifiche di conformità progettate per garantire interoperabilità fra le soluzioni di e-government e i prodotti di back-office. L applicazione delle specifiche per l interoperabilità tra soluzioni e prodotti ha un impatto molto importante sulla gestione delle evoluzioni su ogni singolo prodotto software, sia esso soluzione a riuso o prodotto di back-office. 9

10 In particolare, la definizione di specifiche di interoperabilità garantisce ai fornitori di poter gestire le evoluzioni dei propri prodotti software in maniera indipendente dalle soluzioni ottimizzando i costi degli interventi. Gli stessi fornitori, a seguito della qualificazione dei loro prodotti, potranno estendere il loro business a tutti gli Enti Locali della Regione Emilia-Romagna e a tutti gli Enti Locali esterni alla Regione che adotteranno le soluzioni messe a riuso. Inoltre, il grado di separazione realizzato dalle specifiche di conformità permettedi controllare e gestire le evoluzioni delle soluzioni di e-government in maniera continuativa e indipendente dai prodotti di back-office e dalle tecnologie su cui questi si basano. 10

11 3. La qualificazione Nell ambito delle attività della Community Network Emilia-Romagna, per favorire la realizzazione di un architettura cooperativa fra gli Enti e la realizzazione e gestione di importanti progetti, è stato definito un processo di qualificazione di prodotti software rispetto ad un insieme di specifiche di conformità definite a livello regionale. Il processo di qualificazione prevede che, in fase di primo rilascio o di mantenimento della qualificazione, gli attori coinvolti si attengano alle modalità di erogazione del servizio descritte in questo capitolo. Gli attori del processo di qualificazione sono: i fornitori di soluzioni software; la Regione Emilia-Romagna; Lepida S.p.A; gli Enti Locali dell Emilia-Romagna (e loro forme associate); il Centro di Competenza per il Dispiegamento delle soluzioni di e-government. Per qualificazione, si intende l attestazione che una determinata soluzione, in una specifica versione e rilascio, è conforme rispetto ad una delle specifiche di conformità definite nell ambito della Community Network dell Emilia-Romagna: l oggetto di qualificazione è pertanto la tripla ordinata composta da soluzione, versione, specifiche di conformità. La qualificazione viene rilasciata, sospesa o revocata da Regione Emilia-Romagna. L accesso al servizio è previsto per tutti i fornitori proprietari di prodotti software per gli Enti Locali che ne facciano richiesta e che rispettino le linee guida previste in questo documento. 3.1 Obiettivo della qualificazione Il servizio di qualificazione è stato introdotto con l obiettivo di incentivare la diffusione e l integrazione delle soluzioni, nonché per abilitare la realizzazione, il mantenimento, e la gestione di importanti anagrafi e banche dati di interesse regionale. A tal fine, diviene fondamentale che i prodotti software implementino la possibilità di interagire con altre soluzioni e ciò può avvenire solo a fronte della condivisione delle specifiche tecniche di interfacciamento e su un sistema organizzato capace di garantire la verifica del rispetto di tali specifiche. 3.2 Specifiche di conformità e linee guida La qualificazione di un prodotto, in una precisa versione, attesta l aderenza ad una o più specifiche di conformità, definite da Lepida S.p.A.. Le specifiche di conformità sono identificate e/o definite dalla Lepida S.p.A. sulla base di: norme e specifiche nazionali e regionali di riferimento sull Information Technology; integrazione con servizi infrastrutturali regionali; integrazione con le soluzioni a riuso a disposizione nell ambito della Community Network Emilia-Romagna. Sono inoltre definite da Lepida S.p.A., nei medesimi ambiti, raccomandazioni e linee guida di riferimento per il soddisfacimento di aspetti trasversali come, ad esempio, sicurezza e accessibilità. 11

12 Sebbene il processo di qualificazione si limiti a verificare l aderenza alle sole specifiche di conformità, si invitano i fornitori a prestare attenzione anche a questi aspetti. 3.3 Validità La qualificazione di un prodotto in una ben precisa versione, rispetto ad una o più specifiche nelle relative versioni, ha validità permanente, salvo revoca. Lepida S.p.A. si riserva di effettuare, nel tempo, audit straordinari per verificare la rispondenza della versione del software alle specifiche di conformità: nel caso di esito negativo dell audit, la qualificazione viene revocata. Alla produzione di una nuova versione di una specifica di conformità da parte di Lepida S.p.A., le qualificazioni già in essere relative alla versione precedente della specifica rimangono valide. Il Fornitore può valutare se qualificare o meno la propria soluzione anche per la nuova versione delle specifiche. Una nuova versione di un prodotto qualificato non eredita eventuali qualificazioni attribuite alla versione precedente del prodotto; il Fornitore dovrà quindi qualificare la nuova versione, secondo le modalità precedentemente descritte. 3.4 Vincoli sulla modalità di erogazione del servizio Le qualificazioni sono rilasciate al Fornitore limitatamente ai prodotti nelle loro specifiche versioni, e non sono trasferibili ad altri prodotti dello stesso Fornitore. Il Fornitore in possesso di una qualificazione si impegna a: mantenere il prodotto e tutta la documentazione correlata conformi ai requisiti della specifica di conformità per la quale il prodotto è certificato; non utilizzare la qualificazione ottenuta in modo tale da poter danneggiare la reputazione di Regione Emilia-Romagna, Lepida S.p.A. e/o degli Enti della Community Network Emilia- Romagna; cessare l'esibizione o qualsiasi altro uso dei documenti di qualificazione di conformità (e, se applicabile, di simboli o loghi) appena dopo la sospensione, la revoca, la rinuncia e il conseguente ritiro della qualificazione. In presenza di situazioni tecniche problematiche, mutate condizioni amministrative o del perdurare di inadempienze dopo il termine concordato per la loro eliminazione, Lepida S.p.A. può a suo insindacabile giudizio sospendere o revocare la qualificazione di conformità. A seguito della revoca, il Fornitore si impegna a: restituire o distruggere l'originale del documento attestante la qualificazione; non utilizzarne eventuali copie o riproduzioni; eliminare dalla carta intestata, documentazione tecnica, commerciale e pubblicitaria ogni riferimento alla qualificazione; darne notizia ai clienti in maniera analoga a come era stata comunicata l'avvenuta qualificazione. 3.5 Rinuncia, revoca e sospensione 12

13 Nel caso di rinuncia volontaria alla qualificazione di conformità, il Fornitore è tenuto a comunicare per iscritto la propria decisione a Lepida S.p.A.. Il Fornitore può rinunciare alla qualificazione in suo possesso in caso di: a) variazione delle norme di riferimento; b) non accettazione di eventuali revisioni delle modalità di erogazione e gestione del servizio di qualificazione; c) non accettazione delle variazioni delle condizioni stabilite da Lepida S.p.A.; d) cessazione dell'attività o cessione di ramo di Azienda a soggetto giuridico diverso da quello che ha ottenuto la qualificazione, disposizioni di legge, fallimento o liquidazione del Fornitore. Nel caso di rinuncia a seguito di cessione a soggetto diverso, la validità della qualificazione continua, previa dichiarazione da parte del nuovo soggetto titolare della soluzione di mantenimento delle caratteristiche tecniche e relativa compliance. In questo caso Lepida S.p.A si riserva di effettuare audit e verifiche specifiche. Nei casi b), c), e d): la comunicazione deve essere inviata dal Fornitore entro un mese dalla data di notifica delle variazioni da parte di Lepida S.p.A.; la rinuncia diventa effettiva dalla data di comunicazione da parte di Lepida S.p.Acon cui si prende atto della rinuncia stessa, con contestuale decadenza della validità della qualificazione; a seguito della rinuncia Il Fornitore si deve attenere a quanto previsto dai vincoli sulla modalità di erogazione del servizio. 13

14 4. Processo di qualificazione dei prodotti software Lepida S.p.A, identifica e/o definisce una serie di specifiche di conformità nei seguenti ambiti: Integrazione con servizi infrastrutturali e abilitanti (p.e., autenticazione federata, cooperazione applicativa); Integrazione con le soluzioni a riuso a disposizione nell ambito della Community Network Emilia-Romagna. La responsabilità del rilascio della qualificazione è affidata a Lepida S.p.A. Per il supporto tecnico la Regione si avvale del Centro di Competenza per il Dispiegamento delle soluzioni di e- government. Il CCD facilita l esecuzione del processo di qualificazione facendosi carico, per conto di Lepida S.p.A, delle operazioni di verifica di conformità rispetto alle specifiche (audit documentale o accertamenti sul campo quando richiesto dagli enti) e mettendo a disposizione dei fornitori alcuni servizi, descritti nel capitolo successivo, a supporto delle loro attività di adeguamento dei prodotti. Nell erogazione del servizio, sono parte attiva anche gli Enti Locali che dovranno attestare il regolare funzionamento delle soluzioni rispetto agli standard per le quali sono qualificate. Per la gestione del processo di qualificazione, il CCD metterà a disposizione sul portale SUAS 1 la documentazione relativa al processo (p.e., documentazione del processo, specifiche di conformità, template di verbale di collaudo,..) nonché un servizio che consente ai fornitori di attivare e gestire i processi di qualificazione per i loro prodotti di back-office. Il processo di rilascio della qualificazione si articola in due momenti principali: prima fase: invio da parte del fornitore di tutta la documentazione attestante la conformità, verifica da parte di Lepida S.p.A. e comunicazione al fornitore dell esito (positivo o negativo); seconda fase: verifica del rispetto della conformità attraverso un installazione e messa in esercizio (pre-esistente o di nuova realizzazione) presso un Ente. Al termine l Ente comunica l esito a Lepida S.p.A.; in caso di esito positivo, la qualificazione viene rilasciata. Per ottenere la qualificazione è necessario che non intercorrano più di sei mesi fra la data di notifica del superamento della prima fase e la verifica del superamento della seconda fase. Alla scadenza del sesto mese, in caso di mancato superamento della seconda fase, dovrà essere riavviato il processo. 4.1 Prima fase La prima fase del processo di qualificazione è basata su un autoqualificazione del rispetto dei requisiti di conformità richiesti, tale da permettere il processo successivo di rilascio della Qualificazione vera e propria (seconda fase). Il processo viene attivato dal fornitore attraverso i servizi messi a disposizione dalla pagina Qualificazione del portale SUAS. Per attivare la prima fase del processo di qualificazione, il Fornitore dovrà svolgere i seguenti passi: 1 14

15 Se nella banca dati non è censito il prodotto, o il modulo, nella versione da qualificare, il Fornitore procede alla registrazione del prodotto/modulo attraverso il servizio I miei prodotti. Questa attività deve essere eseguita una sola volta, in caso si intenda richiedere una Qualificazione per un prodotto non ancora censita nel portale SUAS; Successivamente, attraverso il servizio Richiedi una qualificazione, il Fornitore può specificare una richiesta di qualificazione indicandone le informazioni caratterizzanti, ovvero un prodotto/modulo in una specifica versione e la specifica di conformità secondo cui si intende qualificare; Una volta richiesta la qualificazione, attraverso il servizio Le mie qualificazioni il Fornitore può individuare il processo di qualificazione appena attivato e scaricare il Kit associato alla Qualificazione richiesta azionando il riferimento download relativo al processo; Con il supporto del kit, il Fornitore verifica autonomamente la rispondenza della propria soluzione ai requisiti definiti dalle specifiche di conformità. In caso di: o soluzione conforme, il Fornitore può richiedere la Qualificazione; o soluzione non conforme, il Fornitore procede con il valutare l adattamento della propria soluzione alle specifiche di conformità. Nello svolgimento di questa attività, o di una successiva attività di adeguamento del prodotto, il Fornitore può usufruire dei servizi messi a disposizione dal CCD; Nel momento in cui la soluzione è conforme ai requisiti richiesti, il Fornitore può procedere con la presentazione della richiesta, producendo la documentazione richiesta dal Kit ed inviandola al CCD tramite il servizio Le mie qualificazioni ; Il CCD controlla la documentazione inviata dal Fornitore. Durante gli accertamenti sulla chiarezza e la completezza della documentazione, può verificarsi che il CCD contatti informalmente il Fornitore per richiedere chiarimenti o estensioni circa la documentazione prodotta; Una volta in possesso di tutti gli elementi necessari per decidere, il CCD procede con la valutazione della richiesta (audit documentale), che può avere un: o esito positivo: in questo caso il CCD provvede a registrare l esito sul Portale e a comunicarlo a Lepida S.p.A: che, a sua volta, comunicherà al Fornitore. Il Fornitore può quindi procedere con l invio a Lepida S.p.A., tramite PEC, della documentazione già presentata e approvata dal CCD e del presente documento; tutta la suddetta documentazione, compreso il presente documento, dev essere allegata nella forma di un unico file compresso. Una volta ricevuta la documentazione via PEC, e dopo le opportune verifiche, Lepida S.p.A. comunica al fornitore, sempre tramite PEC, il superamento della prima fase di qualificazione; o esito negativo: il CCD notifica a Lepida S.p.A. che può invitare il Fornitore ad inviare la documentazione aggiornata. I rilievi sono relativi ad inesattezze nell'applicazione delle norme di riferimento che non consentono di individuare e stimare correttamente il grado di conformità del prodotto software. 4.2 Seconda Fase 15

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