Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa"

Transcript

1 Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa Paola Superchi Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie - Via del Taglio, Parma Giuseppe Iardella Medico Veterinario, Direttore Equidiets S.r.l. e Direttore Scientifico Programma Dieta Del Cavallo Via del Montaleo, Casale Marittimo (Pisa) - Contatto editoriale: RIASSUNTO Il problema dei carboidrati è un aspetto nutrizionale tuttora controverso poiché se da un lato essi rappresentano un indispensabile fonte energetica per il cavallo dall altro possono indurre, in varia misura ed in una percentuale significativa di animali, l insorgenza di patologie eterogenee raggruppabili sotto la denominazione di ECAD (Equine Carbohydrate-Associated Disorders). In considerazione di ciò si è ritenuto interessante, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, porre l attenzione sui carboidrati idrolizzabili e su quelli non idrolizzabili ma rapidamente fermentabili che costituiscono la frazione glucidica non strutturale presente nei vegetali, andando ad analizzare come essi si distribuiscono e si accumulano nel vegetale, come vengono utilizzati dal punto di vista digestivo e le ripercussioni metaboliche che la loro presenza nella dieta comporta. Vengono, infine, suggerite alcune linee guida per una corretta igiene alimentare di cavalli suscettibili a sindromi riconducibili all assunzione di carboidrati. INTRODUZIONE Il cavallo è, per sua natura, un erbivoro pascolatore in grado di consumare grandi quantità di alimenti ricchi di fibra nell arco di ore al giorno (Hill, 2007). Tuttavia, in seguito alla scuderizzazione, le sue abitudini alimentari si sono profondamente modificate; per sostenere le performances richieste in termini sportivo-lavorativi e di produzioni è venuta a mancare la disponibilità foraggera continua e costante nell arco della giornata, i pasti sono stati concentrati in precisi momenti della giornata e nella razione ha trovato posto un ampia gamma di alimenti differenti fra loro per forma fisica, contenuto in umidità e apporto in principi nutritivi (Kronfeld e Harris, 2003; Hoffman, 2009). Le stesse essenze foraggere oggigiorno coltivate hanno caratteristiche nutritive ben diverse da quelle native. La necessità di incrementare la loro produttività, la resistenza alle malattie e la tolleranza alle diverse temperature ha portato, nel tempo, a modificare anche la loro densità nutritiva, tanto è vero che in certe condizioni colturali, le foraggere possono apportare accanto a quote più o meno elevate di carboidrati strutturali, concentrazioni di carboidrati di riserva superiori al 35% sulla sostanza secca (Watts, 2004). In questo modo, i carboidrati di riserva sono andati sempre più a sostituire quelli strutturali come fonte di energia, creando spesso nell animale quelle condizioni digestive e metaboliche che favoriscono la comparsa di quadri morbosi definiti dagli anglosassoni Equine Carbohydrate-Associated Disorders (ECAD) (AAVV, 2004). Per far fronte a tali situazioni è necessario adottare una appropriata strategia di controllo dei fattori di rischio che deve prevedere anche una corretta gestione alimentare dell animale. Nella realtà degli allevamenti, non è però facile individuare il piano alimentare ideale, in grado cioè di preservare l animale dall insorgenza di tali sindromi nel tempo poiché l apporto glucidico, soprattutto quello in carboidrati non strutturali, va affrontato non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi e per far questo non si può prescindere dalla conoscenza dei suoi costituenti. In ragione di ciò, si è voluto, in questa sede, focalizzare l attenzione sulle acquisizioni raggiunte in merito al frazionamento dei carboidrati alimentari e sulle implicazioni digestive e metaboliche che la loro presenza nella dieta comporta nei riflessi dello stato di benessere dell animale. Articolo ricevuto dal Comitato di Redazione il 04/11/2011 ed accettato per la pubblicazione dopo revisione il 26/10/2012. Ippologia, Anno 23, n. 4, Dicembre

2 I CARBOIDRATI NELLA CELLULA VEGETALE Nella cellula vegetale i carboidrati sono distribuiti nei tre comparti che la costituiscono (Fig. 1): intracellulare (citoplasma), extracellulare (lamella mediana) e parete cellulare (primaria e secondaria). Di questi, i carboidrati che vanno a costituire la parete cellulare sono definiti strutturali mentre quelli presenti nel citoplasma e nella lamella mediana entrano a far parte dei carboidrati non strutturali e di riserva. I carboidrati di riserva Nelle piante verdi il prodotto finale del processo fotosintetico è rappresentato dagli zuccheri semplici, normalmente utilizzati dal vegetale per il proprio metabolismo. Tali zuccheri, se prodotti in eccesso rispetto ai fabbisogni di accrescimento e di sviluppo della pianta, vengono accumulati e diventano carboidrati di riserva (Watts, 2004). Tra i monosi il glucosio ed il fruttosio e tra i disaccaridi il saccarosio, sono gli zuccheri maggiormente rappresentati nei vegetali. Il cavallo produce enzimi digestivi in grado di idrolizzare i disaccaridi e parte degli oligosaccaridi, trasformandoli in monosaccaridi disponibili per l assorbimento. Gli alfa-galatto-oligosaccaridi (raffinosio, stachiosio e verbascosio) sono carboidrati invece di dimensioni relativamente grosse, apportati per lo più dai semi di leguminose (soia, fagiolo, ecc.), che non vengono digeriti dagli enzimi gastrointestinali ma sottoposti a fermentazione da parte della flora batterica residente. La produzione di CO 2, di idrogeno e in minor misura di metano che ne deriva può essere responsabile di fenomeni di flatulenza (Anisha e Prema, 2008). Le comuni fonti di zuccheri semplici sono rappresentate dalla frutta, dai sottoprodotti dell estrazione dello zucchero (melassi di canna e di barbabietola) e della industria dolciaria mentre nei foraggi la loro concentrazione raramente supera i 100 g/kg di sostanza secca (Cairns e Pollock, 1998). L amido La maggior parte dei vegetali utilizza come polisaccaride di riserva l amido il quale si accumula prevalentemente nelle strutture della pianta non direttamente esposte alla luce (frutti, semi, tuberi, ecc.), pronto per essere rapidamente idrolizzato ed utilizzato nei momenti in cui il fabbisogno aumenta (es. durante la germinazione). La sintesi e l accumulo di amido è un processo auto-limitante che avviene durante le ore diurne nei cloroplasti delle foglie e dei fusti. A seguito della saturazione dei cloroplasti, durante le ore notturne, l amido viene depolimerizzato e trasportato agli organi di riserva (frutti, semi, radici, ecc.). Strutturalmente l amido è costituito da molecole di glucosio unite mediante legami alfa a formare catene lineari (amilosio; circa 600 residui di glucosio) e catene ramificate (amilopectina; circa 6000 residui di glucosio) (Gray, 1992). I legami alfa possono essere scissi sia dagli enzimi digestivi (processo idrolitico) sia dai batteri gastro-intestinali (processo fermentativo). Le diverse fonti alimentari di amido sono caratterizzate da un preciso rapporto amilosio/amilopectina il quale conferisce all amido stesso una maggiore o minore resistenza alla digestione; in linea generale, maggiore è la percentuale di amilopectina, maggiore sarà la digeribilità del tipo di amido apportato (Vervuert e Coenen, 2006). La quota di amido che l animale è in grado di sottoporre ad idrolisi o a fermentazione dipende da diversi fattori legati alla fonte vegetale, al proces- CELLULA VEGETALE Citoplasma Lamella mediana Parete cellulare MONOSACCARIDI Glucosio Fruttosio Saccarosio Maltosio Oligo-fruttosil-saccarosio Raffinosio Verbascosio Stachiosio Amido Fruttani DISACCARIDI OLIGOSACCARIDI Pectine β-glucani Gomme Cellulosa Emicellulose Lignina POLISACCARIDI FIGURA 1 - Distribuzione dei carboidrati nella cellula vegetale. 10 Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa

3 so di lavorazione che esso subisce e alla sua concentrazione nella dieta. Le più comuni fonti di amido per il cavallo sono rappresentate dalle cariossidi di cereali (avena, mais, orzo, ecc.) e, in minor misura, da alcuni semi di leguminose quali le fave. Tra i cereali, l avena contiene la forma di amido più digeribile per il cavallo, seguita dal mais e dall orzo (Hussein et al., 2004). È stato osservato che, a parità di amido apportato nella razione (2,0 g/kg di PV/d), quello dell avena ha una digeribilità pari all 84% mentre quello di mais del 29% (Meyer et al. 1993). Nel cavallo, l efficienza di utilizzazione dei carboidrati è maggiore se l energia prodotta deriva dal processo idrolitico nel piccolo intestino (35,5 moli di ATP) piuttosto che da quello fermentativo nel grosso intestino con produzione principalmente di propionato (18 moli di ATP) e acetato (10 moli di ATP) (Kronfeld, 1996). In considerazione di ciò, al fine di limitare il processo fermentativo dell amido nel grosso intestino, l obiettivo da perseguire è quello di favorire la sua digestione pre-cecale. Tuttavia, l idrolisi enzimatica dell amido in questa specie animale è relativamente limitata tanto è vero che il cavallo, rispetto ad altri monogastrici, quali ad es. il suino, ha una produzione di amilasi inferiore dell 8-10% (Pagan, 1998). Per questo motivo i cereali vengono spesso sottoposti a dei trattamenti tecnologici. In linea generale, le modificazioni che i vari trattamenti inducono a carico della struttura cristallina interna dei granuli di amido (gelatinizzazione) favoriscono l azione delle amilasi con effetti più o meno evidenti sulla digeribilità pre-cecale dell amido (Fig. 2). I fruttani Se la maggior parte dei vegetali accumulano amido, vi è comunque circa un 15% di essi che depositano fruttani (Vijin e Smeekens, 1999). I fruttani, oltre alla funzione di riserva energetica, svolgono un azione protettiva contro gli stress ambientali (siccità, gelo, salinità del terreno, fertilizzanti, ecc.) ed osmoregolatrice (Watts, 2004; Valluru e Van den Ende, 2008). Il substrato per la loro sintesi è rappresentato dal saccarosio, un disaccaride ottenuto a livello citoplasmatico a partire da glucosio e fruttosio che, per azione di enzimi specifici (fruttosiltransferasi), viene polimerizzato in fruttani. In base al grado di polimerizzazione e alla struttura chimica i fruttani sono classificati in tre principali frazioni: il gruppo dell inulina: legami β glucosidici 2 1 fruttosil-fruttosio; Processo Trattamento Effetto sulla digeribilità pre-cecale Riferimento bibliografico per rottura della macrostruttura che collega i granuli di amido Julliand et al., 2006 A freddo Macinazione per maggiore superficie di attacco da parte degli enzimi se la granulometria è < 2 a mm Kienzle et al., 1992 Meyer et al., 1993 Rullatura (schiacciatura) Nessuno. La granulometria che si ottiene non è inferiore a quella dovuta alla masticazione del cereale intero Kienzle et al.,1994 A caldo Micronizzazione Vaporizzazione Fioccatura Espansione Estrusione per maggiore suscettibilità all idrolisi enzimatica dovuta al rigonfiamento e distruzione della struttura cristallina dei granuli di amido (gelatinizzazione). L effetto è influenzato dalla temperatura applicata, dalla durata del trattamento, dall impiego del vapore e, nel caso della fioccatura, dallo spessore della lamina ottenuta. Nell estrusione l applicazione di alte rispetto a basse temperature ( vs C) aumenta la % di amido rapidamente digeribile a scapito di quello lentamente digeribile e resistente alla digestione Holm et al., 1988 Granfeldt et al., 2000 Murray et al., 2001 Vervuert et al., 2004 Vervuert e Coenen, 2006 Vervuert et al., 2008 FIGURA 2 - Effetto dei trattamenti tecnologici sull amido dei cereali. Ippologia, Anno 23, n. 4, Dicembre

4 il gruppo dei levani: legami β glucosidici 2 6 fruttosil-fruttosio; il gruppo dei ramificati: legami β glucosidici 2 1 e 2 6 fruttosil-fruttosio. Di questi, gli appartenenti al gruppo dell inulina, a basso peso molecolare ( Da), sono sintetizzati soprattutto dalle Dicotiledoni e dalle Monocotiledoni non graminacee mentre gli altri, caratterizzati da un elevato peso molecolare ( Da), sono accumulati soprattutto nelle graminacee. Nei mammiferi gli enzimi digestivi non sono in grado di attaccare i fruttani, i quali vanno incontro ad un processo fermentazione nel grosso intestino. Tuttavia, una minima parte di essi può essere sottoposta ad idrolisi acida (Longland e Byrd, 2006). Le erbe in grado di adattarsi alle basse temperature ambientali sono quelle che accumulano maggiormente fruttani mentre le piante più attive dal punto di vista metabolico, che quindi crescono meglio in condizioni ambientali calde, secche e soleggiate, sfruttano più efficientemente l amido (Vijin e Smeekens, 1999). Concentrazioni elevate di fruttani sono state rilevate in piante appartenenti alla famiglia delle graminacee (Lolium spp., Bromus spp., Phleum spp., Dactylis glomerata, ecc.) e delle asteracee (Taraxacum officinale, Sonchus spp., Cichorium intybus) (Vijin e Smeekens,1999; Harris e Geor, 2007). La capacità di accumulare fruttani da parte dei foraggi rappresenta da diversi anni un argomento dibattuto anche perché da più parti è stata messa in relazione la loro concentrazione nei foraggi con l insorgenza nel cavallo di patologie legate a disfunzioni del metabolismo energetico (Longland e Cairns, 2000; French e Pollitt, 2004; Harris et al., 2006; Longland e Byrd, 2006; Van Eps e Pollitt, 2006). TABELLA 1 Frazionamento dei carboidrati (g/kg DM) di pascoli italiani (Superchi et al., 2010) Media Valore minimo Valore massimo CAMPIONI N. 77 NDF ADF Lignina NSC CHO-H CHO-Fr Fruttani NDF = fibra neutro detersa; ADF = fibra acido detersa; NSC carboidrati non strutturali; CHO-H carboidrati idrolizzabili; CHO-Fr carboidrati non idrolizzabili ma facilmente fermentabili. A differenza di quanto avviene per l amido, in cui la sintesi e l accumulo è un processo auto-limitante, i fruttani vengono sintetizzati nei vacuoli delle foglie e direttamente accumulati nei fusti (Longland e Byrd, 2006). La loro concentrazione nei foraggi è influenzata da molteplici fattori che agiscono direttamente sul metabolismo del vegetale, tra essi: la temperatura: il tenore di fruttani di diversi generi di graminacee, può variare da 32 a 439 g/kg di s.s., se la temperatura ambientale è, rispettivamente, pari a 5-10 C o a C (Chatterton et al., 1998); l intensità luminosa: la concentrazione di fruttani nei tessuti vegetativi di diverse cultivar di Lolium perenne è pari a 160 g/kg di s.s nelle prime ore del mattino e la stessa raggiunge i 240 g/kg di s.s. durante le ore di massimo soleggiamento. In condizioni di luce scarsa e di temperature calde le variazioni nell arco delle 24 ore sono invece di minima entità (Longland e Byrd, 2006); l andamento stagionale tipico dei diversi Paesi. Come riportato in Tabella 1, il tenore medio di fruttani è risultato, nel nostro Paese, pari a 38 g/kg s.s in pascoli in fase produttiva, con oscillazioni, in rapporto al mese di raccolta tra i 16 e i 138 g/kg di s.s., toccando i valori più bassi nel periodo estivo (Superchi et al., 2010). Nel Regno Unito, a fronte di un valore medio di fruttani di 177 g/kg s.s, il range è stato pari a g/kg s.s. (Longland e Byrd, 2006). DIFFERENZIAZIONE ANALITICA DEI CARBOIDRATI NON STRUTTURALI Il sistema analitico più comunemente usato per l identificazione dei carboidrati vegetali è quello inizialmente sviluppato da Van Soest (1963), secondo il quale essi vengono classificati in carboidrati strutturali (Fibra Neutro Detersa - NDF) e in carboidrati non strutturali (NSC) o di riserva, calcolati, questi ultimi, per differenza (NSC =100 - umidità % - proteina greggia % - grassi greggi % - ceneri gregge % - NDF %). Gli NSC includono sia i carboidrati idrolizzabili (CHO-H) rappresentati da zuccheri semplici, da saccarosio, dalla quota di amido digerita nel piccolo intestino sia quelli non idrolizzabili ma rapidamente fermentabili (CHO-F R ) comprendenti gli oligosaccaridi, la quota di amido che sfugge alla digestione enzimatica, gran parte dei fruttani e un insieme di composti complessi, tipici del mondo vegetale, riconducibili alla struttura dei carboidrati (gomme, mucillagini, pectine). Una determinazione analitica che distingua, tra gli NSC, i CHO-H e i CHO-Fr può non essere necessaria nel caso del ruminante ma lo diventa se si considera il processo digestivo tipico del cavallo (Hoffman et al., 2001). 12 Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa

5 Infatti, mentre nel ruminante entrambe le frazioni degli NSC sono rapidamente fermentate nel rumine, nel cavallo i CHO-H subiscono primariamente un attacco enzimatico a livello di piccolo intestino e, solo nel caso in cui essi vengano apportati in quantità tali da superare le capacità digestive, sono sottoposti, unitamente ai CHO-F R, a fermentazione nel grosso intestino dove si ha produzione principalmente di propionato. Analisi chimiche volte a quantificare tali frazioni nei componenti della razione hanno permesso di accertare che la loro concentrazione nei foraggi ma non nei mangimi, può variare anche in modo sostanziale tra un campione e l altro (Tab. 2). Mediamente, i CHO-H rappresentano la quasi totalità degli NSC apportati dai mangimi (97-100%) mentre nei fieni e nei foraggi verdi gli NSC sono costituiti da una quota di CHO-H pari, rispettivamente, al 19% e al 38% e di CHO-F R dell 81% nei fieni e del 62% nei foraggi verdi. Una differenziazione analitica degli NSC apportati con la dieta è quindi importante anche perché, come avremo modo di trattare successivamente, brusche variazioni dell una o dell altra frazione aumentano nel cavallo i rischi di patologie (Dyer et al., 2009). IL RUOLO DEGLI NSC NELL INSORGENZA DI PROBLEMI DIGESTIVI E METABOLICI TABELLA 2 Contenuto di carboidrati idrolizzabili (CHO-H) (g/kg s.s.) e di carboidrati rapidamente fermentabili (CHO-F R ) (g/kg s.s.) in foraggi e mangimi. Valori espressi come intervallo di confidenza del 90% (Hoffman et al., modificata) N. campioni CHO-H CHO-F R Fieni 24 6,2-42,6 33,4-178 Pascoli 83 17,2-84,1 22,9-145 mangime FF* mangime SS** * Mangime FF: mangime ad elevato contenuto di grassi e fibra. ** Mangime SS: mangime ad elevato contenuto di zuccheri ed amido. La quantità di NSC apportati con la razione, può determinare nel cavallo l insorgenza di disturbi digestivi a carattere acuto, conseguenti ad una loro rapida fermentazione oppure aumentare i rischi di disordini metabolici a carattere cronico associati ad una ridotta sensibilità all insulina (Kronfeld e Harris, 2003). L intestino tenue del cavallo possiede la capacità di mettere in atto nel tempo delle strategie adattative alla presenza di elevati apporti alimentari di CHO-H (6 g/kg PV) che portano ad una sovraregolazione dell espressione di proteine trasportatrici il glucosio (SGLT1) attraverso la barriera intestinale, per cui mentre una loro somministrazione gradualmente crescente nel tempo non determinerebbe la comparsa di disfunzioni intestinali, l ingestione improvvisa di un eccessiva quantità di CHO-H, può mettere in crisi i meccanismi di digestione e di assorbimento dei carboidrati (Dyer et al., 2009). Ciò si può verificare anche quando il cavallo, pur assumendo la stessa quantità quotidiana di cereali, viene lasciato libero di pascolare in prati ricchi di carboidrati di riserva. Quindi non solo i CHO-H ma anche i CHO-F r, fruttani nel caso specifico, possono innescare a livello di grosso intestino quei meccanismi patogenetici, schematicamente riportati in Figura 3, che esitano in disturbi digestivi acuti. La somministrazione di diete a base di cereali, soprattutto se prolungata nel tempo ed effettuata al massimo in due pasti al giorno, od il pascolamento di foraggi ricchi di amido, di zuccheri semplici e/o di fruttani idrolizzabili possono inoltre portare a disordini metabolici cronici legati ad una alterata risposta glicemica ed insulinemica dell animale (Harris e Geor, 2007). La concentrazione plasmatica di insulina, che nei cavalli a digiuno è normalmente inferiore ai 20 µu/ml, aumenta repentinamente dopo il pasto in rapporto alla quantità di carboidrati idrolizzabili assunta (Frank et al., 2010). Nel tempo i ripetuti picchi glicemici ed insulinemi- ph Acidosi Sub-Clinica Disappetenza Sintomi colici < Digestione della fibra Comportamenti anomali > Amido e Fruttani < ph < microbi fermentatori della fibra > microbi produttori di acido lattico Irritazione e danni alla mucosa enterica Coliti-Tifliti Diarrea Coliche ph Lisi batterica Liberazione endotossine Laminite FIGURA 3 - Meccanismi patogenetici dei disordini digestivi che avvengono nel grosso intestino. Ippologia, Anno 23, n. 4, Dicembre

6 TABELLA 3 Variabili misurate su cavalli obesi e non a riposo. Tra parentesi i valori min e max (Frank et al., modificata) Variabile Non obeso Obeso Peso kg 473 ( ) 518 ( ) BCS scala (4-6) 7 (7-9) Circ. toracica cm 179 ( ) 189 ( ) Circ. collo cm 87.7 ( ) ( ) Leptina ng/ml 0.8 ( ) 11.0 ( ) Glucosio mg/dl 66.9 ( ) 83.9 ( ) Insulina µu/ml 9.1 ( ) 50.5 ( ) ci che ne derivano possono ridurre la funzionalità di proteine trasportatrici del glucosio e dei lipidi, insulino-sensibili, presenti nelle cellule del tessuto adiposo e muscolare e provocare nell animale la comparsa di uno stato di insulino-resistenza (IR) (Suagee et al., 2011). In questa situazione, nonostante l insulina circolante non riesca a suscitare negli organi bersaglio una risposta fisiologica, la sua concentrazione rimane elevata poiché il pancreas, aumentandone la secrezione, cerca di compensare l insensibilità dei recettori tissutali (Kahn, 1978). L insulina è un ormone pleiotropico in grado di regolare il tenore del glucosio ematico, favorendone l assorbimento a livello tissutale (muscolare, scheletrico ed adiposo) ed epatico, lo stoccaggio come glicogeno oppure la sua trasformazione in grasso. Nel cavallo, la capacità di utilizzare l acetilcoa derivato dal glucosio per la sintesi di nuovi lipidi è limitata per cui è ipotizzabile che, in questa specie animale, l insulina agisca a livello di tessuto adiposo, mettendo a disposizione un metabolita intermedio del glucosio, il glicerolo-3 fosfato, necessario alla sintesi dei trigliceridi (Suagee et al., 2011). I meccanismi attraverso i quali si instaura l IR possono essere ricondotti ad una riduzione della densità o del funzionamento dei recettori insulinici cellulari, ad un difetto nei segnali coinvolti nel passaggio del glucosio dall esterno all interno della cellula oppure ad una interferenza con l attività di proteine trasportatrici del glucosio (GLUT4) (Frank, 2006). Nel cavallo l IR può essere considerata una condizione fisiologica legata alla presenza di eventi stressanti o alla somministrazione di corticosteriodi; nelle cavalle, la ridotta sensibilità all insulina, che compare naturalmente negli ultimi due mesi di gestazione, porta ad aumentare la disponibilità di glucosio necessaria per l accrescimento fetale (Hoffman et al., 2003; Frank, 2007). In animali obesi caratterizzati da valori basali già di per sé alterati (Tab. 3), l IR può aumentare i rischi di insorgenza di patologie di origine metabolica. L IR si può tuttavia instaurare anche in cavalli apparentemente in normali condizioni corporee. In questi soggetti, a differenza di quelli obesi, si ha una diversa ripartizione del grasso tra i tessuti di deposito e quelli non propriamente deputati ad accumulare i grassi quali il muscolo scheletrico, il fegato ed il pancreas; l animale cerca di utilizzare i grassi presenti in questi tessuti e organi incrementando la beta-ossidazione ma alla fine i grassi che inevitabilmente si accumulano alterano la normale risposta cellulare all azione dell insulina (Frank et al., 2010). Il tipico quadro riconducibile al disordine metabolico da carboidrati è la cosiddetta Sindrome Metabolica Equina (EMS), termine introdotto in medicina veterinaria nel 2002 che colpisce animali aventi generalmente in comune una condizione di IR associata o meno ad elevata adiposità e a forme ricorrenti di laminite. Non bisogna infine dimenticare che l IR può rappresentare un fattore predisponente l insorgenza di coliche (Hudson et al., 2001), di miopatie da sforzo (Valentine et al., 2001) e di anomalie dello sviluppo scheletrico (Ralston, 1996). GESTIONE ALIMENTARE DEGLI EQUINI SENSIBILI AGLI NSC Alla luce di quanto sinora esposto è fuori di dubbio che prima di affrontare qualsiasi considerazione di carattere alimentare è necessario conoscere, attraverso analisi di laboratorio, sia la componente idrolizzabile sia quella non idrolizzabile ma facilmente fermentabile dei carboidrati non strutturali presenti, in modo particolare, nei foraggi che vengono utilizzati in allevamento. I foraggi, siano essi impiegati come fieno, pascolo o fieno silo, denunciano da questo punto di vista, e non solo, una composizione molto più variabile di quella dei mangimi. È indubbiamente una prospettiva impegnativa dal punto di vista economico soprattutto per quegli allevamenti non autosufficienti dal punto di vista foraggero ma è anche vero che il continuo passaggio da una partita di foraggio all altra espone gli animali a rischi non indifferenti. I foraggi partecipano per almeno il 50% alla copertura della sostanza secca assunta giornalmente e nella stragrande maggioranza dei casi di questi foraggi non se ne conosce la composizione chimica che può discostarsi anche di molto dai valori medi tabulati. A questo proposito, basti pensare alle differenze osservate tra il tenore medio in fruttani rilevato in pascoli del nostro Paese rispetto a quello che viene riportato per altre aree geografiche e al ruolo che i futtani svolgerebbero nell insorgenza della laminite, come da più parti evocato. Se non si trova una soluzione a questo problema non si potranno mai dare delle indicazioni pratiche precise ma solo delle linee guida. Esse dovranno puntare sulla somministrazione, 14 Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa

7 come fonte primaria di energia, di fieno e prevedere la riduzione nella dieta di alimenti apportatori di carboidrati di riserva (amido, fruttani e zuccheri più semplici) e la limitazione o l eliminazione dell accesso al pascolo. Nei cavalli in sovrappeso la quantità di fieno da somministrare dovrà essere equivalente ad una quota pari al 2% del peso corporeo e, solo nel caso di soggetti obesi, scendere all 1,5% del peso corporeo. Dal punto di vista qualitativo, ferma restando l assenza di polveri indice della presenza di terra e/o muffe e di piante velenose, un fieno è considerato adatto ai cavalli a rischio, se esso è stato sfalciato nelle prime ore della giornata, dopo una nottata mite e se è composto da essenze foraggere a ridotta capacità di accumulo degli NSC (<11%). L apporto calorico fornito da cereali e/o mangimi complementari a base di cereali deve essere evitato e sostituito da mangimi, cosiddetti low NSC, contenenti fonti fibrose facilmente digeribili (polpe di bietola, buccette di soia, ecc.). Una buona pratica alimentare da tenere sempre presente, ma che è soprattutto valida per questo tipo di soggetti, prevede la suddivisione della razione giornaliera in piccoli pasti multipli e la somministrazione del fieno seguita, a distanza di tempo, da quella del mangime. In questo modo, oltre a ridurre la quota di alimento assunto e prolungare il tempo di svuotamento gastrico, si riduce al minimo l incremento della concentrazione ematica di glucosio ed insulina postprandiale. Nel caso di cavalli a rischio che si presentano però in condizioni corporee da definirsi insufficienti la gestione alimentare risulta più difficile poiché l apporto calorico deve essere tale da mantenere o fare accrescere il peso senza esacerbare l IR. Il fieno da solo può non soddisfare il fabbisogno energetico per cui per essi può risultare utile il ricorso come fonte energetica ai grassi in sostituzione dell amido. L apporto energetico fornito dalle comuni fonti lipidiche utilizzate, olio di soia o di mais, è però elevato (circa 1,7 Mcal o 7,1 MJ di Energia Digeribile per 210 g di olio) e pertanto, l adattamento al dosaggio, che sarà calcolato in funzione delle calorie supplementari richieste, dovrà avvenire gradualmente nel tempo (10-15 giorni). Un repentino apporto di grassi, in sostituzione di una pari quantità di energia fornita da amidi, può infatti aumentare il deposito di acidi grassi al muscolo e favorire la comparsa di fenomeni lipotossici. Un discorso a parte merita la gestione alimentare del pascolo. È indubbio che lo sfruttamento del pascolo comporta notevoli vantaggi psico-fisici per l animale, ma è anche vero che esso rappresenta una fonte estremamente variabile di NSC il cui contenuto si modifica non solo in rapporto alla stagione ma oscilla anche tra un giorno e l altro e, addirittura, da un ora all altra nell arco della giornata. Fermo restando che l accesso al pascolo deve sempre e comunque avvenire in modo graduale nel tempo, ci sono momenti stagionali in cui il pascolamento deve essere particolarmente ridotto: durante la primavera quando la crescita vegetativa è particolarmente rigogliosa e l autunno in cui, a causa delle escursioni termiche giorno-notte, il metabolismo del vegetale non avviene regolarmente. Per evitare un eccessivo consumo alimentare, il tempo di pascolamento deve essere limitato ad 1 ora ripetuto per due o tre volte al giorno. CONCLUSIONI Una utilizzazione irrazionale dei carboidrati nella dieta degli equini può indurre la comparsa o aggravare il decorso, in una quota rilevante della popolazione, di un gruppo importante di forme morbose acute o croniche, a volte invalidanti ma sempre di elevato impatto economico. Come avviene per tutte le patologie riconducibili a cause alimentari anche in questo caso la strada da perseguire è senza dubbio quella della prevenzione. Per fare questo ci si deve basare però su concrete basi scientifiche che, al momento, hanno permesso di identificare i vari costituenti dei carboidrati di riserva apportati dai vegetali, di comprendere come essi vengano utilizzati dal punto di vista digestivo e le implicazioni metaboliche che la loro presenza nella razione comporta. Una volta acquisite tali conoscenze il passo successivo è rappresentato dalla valutazione della composizione chimica degli alimenti disponibili. Solo in questo modo si riusciranno ad adottare dei piani alimentari diversificati e mirati per le diverse tipologie di soggetti cosiddetti a rischio di patologie da carboidrati. Parole chiave Cavallo, carboidrati, alimentazione, ECAD. Equine carbohydrate-associated disorders (ecad): introduction to a manifold issue Summary The problem of carbohydrates is a still controversial nutritional aspect; on one hand, carbohydrates are an indispensable source of energy for horse, on the other may be in varying degrees and in a significant proportion of animals, they also can be the cause of the onset of heterogeneous disorders grouped under the name of ECAD (Equine Carbohydrate-Associated Disorders). In view of this, it was considered interesting, based on current scientific knowledge, to focus on hydrolyzable carbohydrates and on non-hydrolyza- Ippologia, Anno 23, n. 4, Dicembre

8 ble but rapidly fermentable carbohydrates, which constitute the non-structural glucidic fraction in plants, by analyzing how they are distributed and accumulate in plants, how they are digested and the metabolic effects that their presence in the diet entails. Finally, some guidelines for proper food hygiene in horses susceptible to syndromes related to carbohydrate intake are suggested. Key words Horse, carbohydrates, feeding, ECAD. BIBLIOGRAFIA 1. Anisha G.S, Prema P (2008) Reduction of non-digestible oligosaccharides in horse gram and green gram flours using crude α-galactosidase from Streptomyces griseoloalbus. Food Chemistry 106, AAVV (2004) A.S.A.S. Symposium: Equine Carbohydrate-Associated Disorders, St.Louis, MO, U.S.A. 3. Cairns AJ, Pollock CJ (1998) Fructan biosynthesis in excised leaves Lolium temulentum L. Chromatographic characterisation of oligofructans and their labelling patterns following 14CO2 feeding. New Phytol. 109, Chatterton NJ, Harrison PA, Bennett JH, Asay KH (1989) Carbohydrate partitioning in 185 accessions of gramineae grown under warm and cool temperatures. J. Plant Physiol. 134, Dyer J, Al-Rammahi M, Waterfall L, Salmon KSH, Geor RJ, Bouré L, Edwards GB, Proudman CJ, Shirazi-Beechey SP (2009) Adaptive response of equine intestinal Na+/glucose co-transporter (SGLT1) to an increase in dietary soluble carbohydrate. Eur. J. Physiol. 458, Frank N (2006) Insulin resistance in horses. In: Proc. 52nd Ann. Conv. AAEP. San Antonio, TX. P Frank N (2007) Diagnosis and management of insulin resistance and Equine Metabolic Syndrome (EMS) in horses. In: Applied equine nutrition and training, Ed. Lindner A, Equine Nutrition Conference, Wageningen Academic Publishers, The Netherlands. P Frank N, Elliott SB, Brandt LE, Keisler DH (2006) Physical characteristics, blood hormone concentrations, and plasma lipid concentrations in obese horses with insulin resistance. J. Am. Vet. Med. Assoc. 228, Frank N, Geor RJ, Bailey SR, Durham AE, Johnson PJ (2010) Equine Metabolic Syndrome. J. Vet. Intern. Med. 24, French K, Pollitt CC (2004) Equine laminitis: loss of hemidesmosomes in hoof secondary epidermal lamellae to dose in an oligofructose induction model: an ultra structural study. Equine Vet. J. 36, Granfeldt Y, Eliasson AC, Björck I (2000) An examination of the possibility of lowering the glycaemic index of oat and barley by minimal processing. J. Nutr. 130, Gray G.M (1992) Starch digestion and absorption in nonruminants. J. Nutr. 122, Harris PA, Geor RJ (2007). Relevance and standardisation of glycaemic index and glycaemic response. In: Applied equine nutrition and training, Ed. Lindner A, Equine Nutrition Conference, Wageningen Academic Publishers, The Netherlands. P Harris PA, Bailey SR, Elliott J, Longland A (2006) Countermeasures for pasture-associated laminitis in ponies and horses. J. Nutr. 136, 2114S-2121S. 15. Hill J (2007) Impacts of nutritional technology on feeds offered to horses: a review of effects of processing on voluntary intake, digesta characteristics and feed utilisation. Anim. Feed Sci. Technol. 138, Hoffman RM, Kronfeld DS, Cooper WL, Harris PA (2003) Glucose clearence in pregnant mares is affected by diet, pregnancy and lactation. J. Anim. Sci Hoffman RM, Wilson JA, Kronfeld DS, Cooper WL, Lawrence LA, Sklan D, Harris PA (2001) Hydrolyzable carbohydrates in pasture, hay, and horse feeds: direct assay and seasonal variation. J. Anim. Sci. 79, Hoffman RM (2009) Carbohydrate metabolism and metabolic disorders in horse. R. Bras. Zootec. 38, Holm J, Lundquist I, Björck I, Eliasson AC, Asp NG (1988) Degree of starch gelatinization, digestion rate of starch in vitro, and metabolic response in rats. Am. J. Cin. Nutr. 47, Hudson JM, Cohen ND, Gibbs PG, Thompson JA (2001) Feeding practices associated with colic in horses. J. Am. Vet. Med. Assoc. 219, Hussein HS, Vogedes LA, Fernandez G.CJ, Frankeny RL (2004) Effects of cereal grain supplementation on apparent digestibility of nutrients and concentrations of fermentation end-products in the feces and serum of horses consuming alfalfa cubes. J. Anim. Sci. 82, Julliand V, de Fombelle A, Varloud M (2006). Starch digestion in horses: the impact of feed processing. Livest. Sci. 100, Kahn CR (1978) Insulin resistance, insulin insensitivity, and insulin unresponsiveness: a necessary distinction. Metabolism 27 (Suppl. 2), Kienzle E, Radicke S, Landes E, Kleffken D, Illenseer M, Meyer H (1994) Activity of amylase in the gastrointestinal tract of the horse. J. Anim. Physiol. Anim. Nutr. 72, Kienzle E, Radicke S, Wilke S, Landes E, Meyer H (1992) Preileal starch digestion in relation to source and preparation of starch. In: Europäische Konferenz über die Ernährung des Pferdes Pferdeheilkunde, Sonderheft. P Kronfeld DS (1996) Dietary fat affects heat production and other variables of equine performance, especially under hot and humid conditions. Equine Vet. J. 22, Kronfeld DS, Harris PA (2003) Equine grain-associated disorders (EGAD). Compend. Contin. Educ. Pract. Vet. 25, Longland AC, Byrd BM (2006) Pasture nonstructural carbohydrates and equine laminitis. J. Nutr. 136, 2099S-2102S. 29. Longland AC, Cairns AJ (2000) Fructans and their implications in the aetiology of laminitis. In: 3th Int. Conf. on Feeding Horses, Dodson and Horrell Ed., Ringstead, U.K. P Meyer H, Radicke S, Kiengle E, Wilke S, Kleffken D (1993) Investigations of preileal digestion of oats, corn, and barley starch in relation to grain processing. In: Proc. 13th Equine Nutr. Physiol. Symp., Equine Nutr. Physiol. Soc. Savoy, IL. P Murray SM, Flickinger EA, Patil AR, Merchen NR, Brent JL, Fahey GC (2001) In vitro fermentation characteristics of native and processed cereal grains and potato starch using ileal chime from dogs. J. Anim. Sci. 79, Pagan JD (1998) Carbohydrates in equine nutrition. In: Advances in Equine Nutrition, Ed. J.D. Pagan, Nottingham Univ. Press, Nottingham UK. P Ralston SL (1996) Hyperglycemia/hyperinsulinemia after feeding a meal of grain to young horses with osteochondritis dissecans (OCD) lesions. Pferdeheilkunde 12, Suagee JK, Corl BA, Hulver MW, McCutcheon LJ, Geor RJ (2011) Effects of hyperinsulinemia on glucose and lipid transporter expression in insulin-sensitive horses. Dom. Anim. Endocrinol. 40, Superchi P, Sabbioni A, Beretti V, Vecchi I, Vaccari Simonini F (2010) Hydrolyzable and fermentable carbohydrates in North Italian pastures for horses. It. J. Anim. Sci. 9, Valentine BA, Van Saun RJ, Thompson KN, Hintz HF (2001) Role of dietary carbohydrates and fat in horses with equine polysaccharide storage myopathy. J. Amer. Vet. Med. Assoc. 219, Valluru R, Van den Ende W (2008) Plant fructans in stress environments: emerging concepts and future prospects. J. Exp. Bot. 59, Van Eps AW, Pollitt CC (2006) Equine laminitis induced with oligofructose. Equine Vet. J. 38, Van Soest PJ The use of detergents in the analysis of fibrous feeds II. A rapid method for the determination of fiber and lignin. J. Assoc. Off. Anal. Chem. 46, 829: Vervuert I, Coenen M (2006) Factors affecting glycaemic index of feeds for horses. In: Proc. 3rd European Equine Nutrition and Health Congress. Ghent University, Merelbeke, Belgium. P Vervuert I, Coenen M, Bothe C (2004) Effects of corn processing on the glycaemic and insulinaemic responses in horses. J. Anim. Physiol. Anim. Nutr. 88, Vervuert I, Voigt K, Hollands T, Cuddeford D, Coenen M (2008) Effects of processing barley on its digestion by horses. Vet. Rec. 162, Vijin I, Smeekens S (1999) Fructan: more than a reserve carbohydrate? Plant Physiol. 120, Watts KA (2004) Forage and pasture management for laminitic horses. Clin. Tech. Equine Pract. 3, Patologie degli equini associate ai carboidrati: introduzione a una problematica complessa

Pur rappresentando il 60-65% delle calorie della dieta sono contenuti nel corpo solo per l 1% 60-65% 1%

Pur rappresentando il 60-65% delle calorie della dieta sono contenuti nel corpo solo per l 1% 60-65% 1% CARBOIDRATI 1 GLUCIDI Il termine deriva dal greco, dolce, dato che i più semplici hanno sapore dolce; vengono anche chiamati carboidrati Sono i costituenti più importanti dei vegetali che li sintetizzano

Dettagli

I G L U C I D I ASPETTI GENERALI

I G L U C I D I ASPETTI GENERALI I G L U C I D I ASPETTI GENERALI I glucidi sono i costituenti più importanti dei vegetali e le sostanze organiche più diffuse nella biosfera. Rappresentano solo l 1% del corpo umano ma hanno una notevole

Dettagli

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici Prof. Carlo Carrisi Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti: servono a nutrire l organismo, derivano dalla digestione, vengono

Dettagli

Valutazione della qualità delle fonti fibrose e ottimizzazione del loro utilizzo nei digestori

Valutazione della qualità delle fonti fibrose e ottimizzazione del loro utilizzo nei digestori Valutazione della qualità delle fonti fibrose e ottimizzazione del loro utilizzo nei digestori Andrea Formigoni andrea.formigoni@unibo.it 7 INFOBIOGAS Montichiari - 28 gennaio 2011 Cos è la fibra? Costituenti

Dettagli

Materia pre pr sente ent negli aliment ent lenta lent ment ent digeribile o indigeribile che occupa spazio nel tra t o t gastr t o r intes int tina

Materia pre pr sente ent negli aliment ent lenta lent ment ent digeribile o indigeribile che occupa spazio nel tra t o t gastr t o r intes int tina Definizione dal punto di vista alimentare: Materiale presente negli alimenti lentamente digeribile o indigeribile che occupa spazio nel tratto gastrointestinale. (D.R. Mertens) 17/10/2012 1 Definizione

Dettagli

Alimentazione e sport

Alimentazione e sport Dietista Silvia Bernardi Trento, 5 Marzo 2010 Il movimento spontaneo e l attività fisica, se iniziati precocemente, rappresentano la misura più efficace di terapia e prevenzione delle patologie del benessere.

Dettagli

L educazione alimentare

L educazione alimentare L educazione alimentare Educazione alimentare: alimenti e nutrienti Sono ALIMENTI tutte le sostanze che l organismo può utilizzare per l accrescimento, il mantenimento e il funzionamento delle strutture

Dettagli

La nutrizione e il metabolismo

La nutrizione e il metabolismo La nutrizione e il metabolismo 1. Le sostanze nutritive, o nutrienti 2. Definizione di metabolismo 3. Il metabolismo dei carboidrati 4. Il metabolismo dei lipidi 1 L apparato respiratorio 5. Il metabolismo

Dettagli

A livello della loro struttura chimica, come i grassi, anche i carboidrati sono composti ternari, formati cioè da tre molecole:

A livello della loro struttura chimica, come i grassi, anche i carboidrati sono composti ternari, formati cioè da tre molecole: I carboidrati costituiscono la fonte di energia principale per lo svolgimento di tutte le funzioni organiche (mantenimento della temperatura corporea, battito cardiaco, funzioni cerebrali, digestione,

Dettagli

Valutazione degli alimenti per la nutrizione e alimentazione del cavallo nel rispetto della anatomia e fisiologia dell apparato digerente

Valutazione degli alimenti per la nutrizione e alimentazione del cavallo nel rispetto della anatomia e fisiologia dell apparato digerente Valutazione degli alimenti per la nutrizione e alimentazione del cavallo nel rispetto della anatomia e fisiologia dell apparato digerente Cavallucci Clarita Medico Veterinario Ph.D. claritacavallucci@alice.it

Dettagli

Valutazione indice glicemico: pasta FIBERPASTA

Valutazione indice glicemico: pasta FIBERPASTA Valutazione indice glicemico: pasta FIBERPASTA PREMESSA Numerosi studi hanno riportato che un alimentazione ricca di zuccheri semplici è associata all insorgenza di diabete, patologie cardiovascolari e

Dettagli

EFFETTI DEL TIPO DI SUBSTRATO SUL ph RUMINALE

EFFETTI DEL TIPO DI SUBSTRATO SUL ph RUMINALE EFFETTI DEL TIPO DI SUBSTRATO SUL ph RUMINALE NELL ALIMENTO ph NEL RUMINE Massima quantità di mangimi altamente fermentescibili (come melasso di c.z. e cereali trattati termicamente) determina massimizzazione

Dettagli

EFFETTIVITÁ NELLA PRODUZIONE DI BIOGAS. Dove sono le riserve nell alimentazione e nella gestione di impianti di Biogas. dinametan : Foraggi e fatti

EFFETTIVITÁ NELLA PRODUZIONE DI BIOGAS. Dove sono le riserve nell alimentazione e nella gestione di impianti di Biogas. dinametan : Foraggi e fatti EFFETTIVITÁ NELLA PRODUZIONE DI BIOGAS Dove sono le riserve nell alimentazione e nella gestione di impianti di Biogas dinametan : Foraggi e fatti Una crescente pressione sulla redditivitá e l efficienza

Dettagli

Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali

Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali Digestione ruminale della fibra L ottimizzazione della digestione della fibra nei ruminanti inizia dal substrato I batteri fibrolitici hanno infatti necessità

Dettagli

CARBOIDRATI: monosaccaridi

CARBOIDRATI: monosaccaridi CARBO- IDRATI CARBOIDRATI: monosaccaridi Struttura chimica dei due triosi: gliceraldeide (a) e idrossiacetone (b) Esempi di 2 enantiomeri fra gli aldo-esosi e i cheto-esosi Enantiomeri: due stereoisomeri

Dettagli

ALIMENTAZIONE ED ATTIVITA SPORTIVA

ALIMENTAZIONE ED ATTIVITA SPORTIVA ALIMENTAZIONE ED ATTIVITA SPORTIVA Tutti i gruppi alimentari (carboidrati, grassi, proteine) sono importanti per lo svolgimento dell attività sportiva, ma è utile fare alcuni distinguo sul tipo di alimenti

Dettagli

AMIDO (starch) CHO di riserva presente nei diversi alimenti in quantità variabili. Amilosio: catene lineari di glucosio con legami 1-4

AMIDO (starch) CHO di riserva presente nei diversi alimenti in quantità variabili. Amilosio: catene lineari di glucosio con legami 1-4 AMIDO (starch) CHO di riserva presente nei diversi alimenti in quantità variabili Alimento Contenuto di amido, % Mais granella 71-74 Avena 41-44 Riso 75-88 Grano 67-68 Orzo 67-68 Pisello semi 43-48 Patate

Dettagli

La nutrizione nello sport

La nutrizione nello sport La nutrizione nello sport Una corretta alimentazione deve coprire in modo ottimale il fabbisogno energetico e plastico di un individuo, tenendo conto della fase di accrescimento, dell attività muscolare

Dettagli

STRESS DA CALORE E PRODUTTIVITA

STRESS DA CALORE E PRODUTTIVITA STRESS DA CALORE E PRODUTTIVITA Il calore totale risulta dalla quantità di calore a cui l organismo è esposto (ambiente esterno) più il calore che esso stesso genera (processi metabolici). Esistono dei

Dettagli

Studio delle dinamiche di fermentazione dei substrati. A. Formigoni & A. Palmonari

Studio delle dinamiche di fermentazione dei substrati. A. Formigoni & A. Palmonari Studio delle dinamiche di fermentazione dei substrati A. Formigoni & A. Palmonari andrea.formigoni@unibo.it Impianti di Biogas 9 InfoBiogas- Montichiari- 24-1- 2013 Indici di efficienza biologica Utilizzo

Dettagli

I L I P I D I. Lipidi complessi: fosfolipidi e glicolipidi; sono formati da CHO e altre sostanze.

I L I P I D I. Lipidi complessi: fosfolipidi e glicolipidi; sono formati da CHO e altre sostanze. I L I P I D I ASPETTI GENERALI I Lipidi o grassi sono la riserva energetica del nostro organismo; nel corpo umano costituiscono mediamente il 17% del peso corporeo dove formano il tessuto adiposo. In generale

Dettagli

Niccolò Taddei Biochimica

Niccolò Taddei Biochimica Niccolò Taddei Biochimica VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono

Dettagli

COME VALUTARE LA QUALITA DEL LATTE DAL SACCO AL SECCHIO. Presentazione di Luca dr. Valerani

COME VALUTARE LA QUALITA DEL LATTE DAL SACCO AL SECCHIO. Presentazione di Luca dr. Valerani COME VALUTARE LA QUALITA DEL LATTE DAL SACCO AL SECCHIO Presentazione di Luca dr. Valerani NORMATIVA SUI MANGIMI Dal 01/09/2010 è entrato in applicazione il regolamento Ce n. 767/2009 sull immissione sul

Dettagli

BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI)

BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI) BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI) Sono i composti chimici dei viventi. Sono formate da Carbonio (C), Idrogeno (H), Ossigeno (O), Azoto (N), Fosforo (P) e Zolfo (S).

Dettagli

Impatto ambientale delle attività zootecniche

Impatto ambientale delle attività zootecniche Impatto ambientale delle attività zootecniche Impatto ambientale delle attività zootecniche: effetto potenzialmente inquinante per l aria, l acqua e il terreno dovuto alle emissioni nell ambiente di varie

Dettagli

La digestione degli alimenti

La digestione degli alimenti La digestione degli alimenti Le sostanze alimentari complesse (lipidi, glucidi, protidi) che vengono introdotte nell organismo, devono subire delle profonde modificazioni che le trasformano in sostanze

Dettagli

Sinergie tra nutrienti e fattori limitanti l utilizzo della fibra

Sinergie tra nutrienti e fattori limitanti l utilizzo della fibra Sinergie tra nutrienti e fattori limitanti l utilizzo della fibra A. Formigoni e A. Palmonari andrea.formigoni@unibo.it Impianti di Biogas 8 InfoBiogas- Montichiari (Bs) 19-1- 2012 Obiettivi dei gestori

Dettagli

Utilizzo del Panello di girasole nell alimentazione animale

Utilizzo del Panello di girasole nell alimentazione animale Giornata di Studio "Progetto Extravalore" Utilizzo del Panello di girasole nell alimentazione animale Maria Federica Trombetta Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali Università Politecnica

Dettagli

CONOSCERE IL VALORE NUTRITIVO DEI FORAGGI

CONOSCERE IL VALORE NUTRITIVO DEI FORAGGI Opuscolo C.R.P.A. 4.34 N. 5/2009 (spedito nel luglio 2009) ISSN 0393-5094 C.R.P.A. NOTIZIE C.so Garibaldi, 42 - REGGIO EMILIA - Periodico mensile - Autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia n. 387

Dettagli

ALIMENTAZIONE. Appunti di lezione

ALIMENTAZIONE. Appunti di lezione ALIMENTAZIONE Appunti di lezione CORRETTA ALIMENTAZIONE Un adolescente (13-15 anni) Ha bisogno per crescere di: Energia e Nutrienti Ossia di alimentarsi, ma con misura nè troppo, ne troppo poco. Il termine

Dettagli

Prodotti delle Fermentazioni Ruminali

Prodotti delle Fermentazioni Ruminali Prodotti delle Fermentazioni Ruminali GAS Acidi Grassi Volatili CORPI MICROBICI 1) GAS prodotti dalle Fermentazioni Ruminali CO 2 ANIDRIDE CH 4 METANO ANIDRIDE CARBONICA ALTRI (NH 3, H 2 S ) (AMMONIACA,

Dettagli

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse.

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. ENDOCRINOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 7 PANCREAS Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. Isole del Langherans Contengono da poche centinaia

Dettagli

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Le necessità del nostro corpo Cibo e bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per le sue attività vitali.

Dettagli

REG. (CE) N. 1698/2005 -PSR 2007-2013 DGR N. 1354 DEL 03.08.2011 MISURA 124 COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI, PROCESSI E TECNOLOGIE NEL

REG. (CE) N. 1698/2005 -PSR 2007-2013 DGR N. 1354 DEL 03.08.2011 MISURA 124 COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI, PROCESSI E TECNOLOGIE NEL REG. (CE) N. 1698/2005 -PSR 2007-2013 DGR N. 1354 DEL 03.08.2011 MISURA 124 COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI, PROCESSI E TECNOLOGIE NEL SETTORE AGRICOLO, ALIMENTARE E FORESTALE Strategie

Dettagli

Alimentazione Equina: il valore aggiunto dell'olio e semi di canapa

Alimentazione Equina: il valore aggiunto dell'olio e semi di canapa Alimentazione Equina: il valore aggiunto dell'olio e semi di canapa L uomo ha sempre cercato di addomesticare i cavalli a seconda delle esigenze che più gli convenivano, sia per il lavoro che per il divertimento,

Dettagli

Mais, riso, patate, granozucchero di canna o barbabietola Latte da zucchero Polisaccaride Amido - - Disaccaride Maltosio Saccarosio Lattosio

Mais, riso, patate, granozucchero di canna o barbabietola Latte da zucchero Polisaccaride Amido - - Disaccaride Maltosio Saccarosio Lattosio Abbiamo visto che i carboidrati sono la principale fonte di energia nell'alimentazione umana. Nella nostra dieta, sono sopratutto presenti nella forma di amido, ma anche il saccarosio è presente in una

Dettagli

Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI.

Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI. Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI. Premessa L'indice glicemico (IG) di un alimento, definito come l'area sotto la curva (AUC) della

Dettagli

SCHEMA ALIMENTARE SKY LINE

SCHEMA ALIMENTARE SKY LINE SCHEMA ALIMENTARE SKY LINE Il nuoto è una disciplina sportiva di tipo aerobico-anaerobico misto in cui sono coinvolti principalmente i CARBOIDRATI per soddisfare il fabbisogno energetico. Devono essere

Dettagli

Trasporto di glucosio, fruttosio e galattosio attraverso l epitelio intestinale

Trasporto di glucosio, fruttosio e galattosio attraverso l epitelio intestinale Trasporto di glucosio, fruttosio e galattosio attraverso l epitelio intestinale Membrana apicale SGLT1: permette il trasporto attivo di glucosio e galattosio contro gradiente di concentrazione (co-trasporto

Dettagli

che è caratteristico degli alcoli (es CH 3 -CH 2 -OH etanolo) gruppo carbonilico che si trova in composti detti chetoni;

che è caratteristico degli alcoli (es CH 3 -CH 2 -OH etanolo) gruppo carbonilico che si trova in composti detti chetoni; LE BIOMOLECOLE 1. IL CARBONIO E I SUOI COMPOSTI Il carbonio è l'elemento base del mondo vivente. Ciò si deve alla sua particolare capacità di formare 4 legami covalenti, in genere molto forti, o con altri

Dettagli

Esperienze sull impiego di olio di girasole alto oleico nell alimentazione del suino pesante

Esperienze sull impiego di olio di girasole alto oleico nell alimentazione del suino pesante nell alimentazione dei suini e problematiche inerenti produzioni DO Cremona, 18 aprile 200 Esperienze sull impiego di olio di girasole alto oleico nell alimentazione del suino pesante Giacinto Della Casa

Dettagli

C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia

C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia VINCENZO FEDELE E GIOVANNI ANNICCHIARICO C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia Stalla Pascolo DECIDE L ALLEVATORE DECIDE L ANIMALE Scelta alimenti Scelta alimenti (Vegetazione) Quantità (limitata)

Dettagli

Il ciclo nutrizione / digiuno

Il ciclo nutrizione / digiuno Il ciclo nutrizione / digiuno Aspetti generali La fase di assorbimento è il periodo che va dalle 2 alle 4 ore successive all assunzione di un pasto. Durante questo intervallo si verifica un transitorio

Dettagli

STRATEGIE PER CONTENERE GLI SCARTI COME INTERVENIRE NELLA FASE DA LATTAZIONE A MAGRONCELLO di JAN LE DIVIDICH

STRATEGIE PER CONTENERE GLI SCARTI COME INTERVENIRE NELLA FASE DA LATTAZIONE A MAGRONCELLO di JAN LE DIVIDICH Management gestionale Metodo di gestione 4.5.1 STRATEGIE PER CONTENERE GLI SCARTI COME INTERVENIRE NELLA FASE DA LATTAZIONE A MAGRONCELLO di JAN LE DIVIDICH I suinetti lattanti e svezzati hanno un potenziale

Dettagli

un'occhiata ai carboidrati...

un'occhiata ai carboidrati... un'occhiata ai carboidrati... quando si parla di carboidrati, molto spesso si fa di tutta l'erba un fascio, cioè non si parla della fonte di provenienza ne della loro diversa azione all'interno del nostro

Dettagli

DIETE ALTERNATIVE PER PRODURRE BIOGAS

DIETE ALTERNATIVE PER PRODURRE BIOGAS CONVEGNO DIETE ALTERNATIVE PER PRODURRE BIOGAS Nuove diete per il biogas: più valore dagli usi innovativi della biomassa e del digestato 5 marzo 2014 Bioenergy Italy, Cremona Lorella ROSSI Centro Ricerche

Dettagli

LA GESTIONE DELLO SVEZZAMENTO DEI VITELLI. di Andrea Formigoni. Nel moderno allevamento della vacca da latte la corretta gestione delle vitelle dalla

LA GESTIONE DELLO SVEZZAMENTO DEI VITELLI. di Andrea Formigoni. Nel moderno allevamento della vacca da latte la corretta gestione delle vitelle dalla LA GESTIONE DELLO SVEZZAMENTO DEI VITELLI di Andrea Formigoni Universita degli Studi di Bologna Facolta di Medicina Veterinaria Introduzione Nel moderno allevamento della vacca da latte la corretta gestione

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

Possibili pre-trattamenti dei residui colturali e delle biomasse impiegabili negli impianti di digestione anaerobica

Possibili pre-trattamenti dei residui colturali e delle biomasse impiegabili negli impianti di digestione anaerobica Possibili pre-trattamenti dei residui colturali e delle biomasse impiegabili negli impianti di digestione anaerobica S. Menardo, P. Balsari Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie,

Dettagli

Come deve essere la dieta del paziente diabetico? Tutti gli alimenti vanno consumati con misura e rispettando le giuste proporzioni

Come deve essere la dieta del paziente diabetico? Tutti gli alimenti vanno consumati con misura e rispettando le giuste proporzioni DIABETE E CIBO Come deve essere la dieta del paziente diabetico? Tutti gli alimenti vanno consumati con misura e rispettando le giuste proporzioni I nutrienti della dieta I nutrienti essenziali: PROTEINE

Dettagli

1. Omogenizzazione meccanica del cibo 2. Secrezione di elettroliti 3. Secrezione di enzimi digestivi

1. Omogenizzazione meccanica del cibo 2. Secrezione di elettroliti 3. Secrezione di enzimi digestivi La dieta deve contenere, oltre all acqua, combustibile metabolico, proteine per la crescita e il ricambio delle proteine tissutali, fibre per far massa nel lume intestinale, minerali essenziali per specifiche

Dettagli

Scaricato da www.sunhope.it 17/11/2010

Scaricato da www.sunhope.it 17/11/2010 MDUL 2 LE MLECLE BILGICHE BIMLECLE Costituiscono le strutture presenti negli organismi viventi UNITÀ 2.1 I GLUCIDI GLICIDI o ZUCCHERI o CARBIDRATI I diversi tipi di glicidi Caratteristiche: Sono composti

Dettagli

ENERGIA CONCENTRATA NEI TUOI MUSCOLI.

ENERGIA CONCENTRATA NEI TUOI MUSCOLI. CARBOIDRATI. I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia delle cellule. Essi fungono da combustibile di pronto e facile impiego e di maggior rendimento. I CARBOIDRATI possono essere divisi

Dettagli

Erba medica: non solo proteine

Erba medica: non solo proteine DAI CAMPI ALLA MANGIATOIA Erba medica: non solo proteine Quando si parla di erba medica nell alimentazione animale, ci si sofferma soprattutto sul suo elevato contenuto di proteine (circa il 20% del peso

Dettagli

Capitolo 4 I menu per ritrovare la linea in 14 giorni 95. Capitolo 5 Cucinare con i cibi che non alzano la glicemia 115

Capitolo 4 I menu per ritrovare la linea in 14 giorni 95. Capitolo 5 Cucinare con i cibi che non alzano la glicemia 115 Sommario Introduzione Conosci l indice glicemico e perdi peso senza sacrifici 7 Capitolo 1 La glicemia dei cibi e i meccanismi che fanno ingrassare 13 Capitolo 2 L importanza dell indice glicemico 33 Capitolo

Dettagli

ALIMENTI FUNZIONALI STORIA

ALIMENTI FUNZIONALI STORIA ALIMENTI FUNZIONALI STORIA Il concetto di Alimenti Funzionali nasce negli anni 80 in Giappone, dove viene messa a punto una legislazione apposita. Nel 1991 viene coniato il termine FOSHU (Foods for Specified

Dettagli

L'INDICE GLICEMICO NELLA PASTA AD ALTO CONTENUTO DI FIBRE

L'INDICE GLICEMICO NELLA PASTA AD ALTO CONTENUTO DI FIBRE L'INDICE GLICEMICO NELLA PASTA AD ALTO CONTENUTO DI FIBRE Enrico Bertoli - Gianna Ferretti - Tiziana Bacchetti (Università Politecnica delle Marche) PREMESSA Numerosi studi hanno riportato che un'alimentazione

Dettagli

DIABETE E ALIMENTI: I PRINCIPI NUTRITIVI FACCIAMO IL PUNTO

DIABETE E ALIMENTI: I PRINCIPI NUTRITIVI FACCIAMO IL PUNTO DIABETE E ALIMENTI: I PRINCIPI NUTRITIVI FACCIAMO IL PUNTO Dr.ssa SABRINA BUGOSSI DIETISTA L alimentazione rappresenta uno dei cardini fondamentali nella terapia del diabete mellito Più che parlare di

Dettagli

LET US TAKE CARE OF YOUR HORSE PRODOTTI PER L INTEGRAZIONE ALIMENTARE E PER IL BENESSERE DEL CAVALLO ATLETA

LET US TAKE CARE OF YOUR HORSE PRODOTTI PER L INTEGRAZIONE ALIMENTARE E PER IL BENESSERE DEL CAVALLO ATLETA LET US TAKE CARE OF YOUR HORSE PRODOTTI PER L INTEGRAZIONE ALIMENTARE E PER IL BENESSERE DEL CAVALLO ATLETA Racing Feed Pastone Mash Muesli Endurance Muesli Sportivi Muesli Fattrici Muesli Puledri TUTTI

Dettagli

Sedalfam. Descrizione

Sedalfam. Descrizione L attenzione al peso corporeo e all indice glicemico e ad un corretto metabolismo non è solo oggetto di interesse estetico, ma di importanza fondamentale per la prevenzione di molte malattie quali diabete,

Dettagli

Siamo quello che mangiamo

Siamo quello che mangiamo Siamo quello che mangiamo Una sana alimentazione rappresenta il primo intervento di prevenzione a tutela della salute e dell armonia psico-fisica organismo è una macchina biochimica che consuma carburante

Dettagli

METABOLISMO DEL GLICOGENO

METABOLISMO DEL GLICOGENO METABOLISMO DEL GLICOGENO Struttura del glicogeno DEMOLIZIONE DEL GLICOGENO: GLICOGENOLISI 1) distacco progressivo di unità glucosidiche con formazione di glucosio-1- fosfato: enzima: glicogeno fosforilasi

Dettagli

Caratteristiche chimiche e nutrizionali dei pascoli toscani e aspetti della loro digestione nei ruminanti

Caratteristiche chimiche e nutrizionali dei pascoli toscani e aspetti della loro digestione nei ruminanti Caratteristiche chimiche e nutrizionali dei pascoli toscani e aspetti della loro digestione nei ruminanti M. Antongiovanni Dipartimento di Scienze Zootecniche 1 Indice degli argomenti La dieta dei ruminanti

Dettagli

la digestione, l assorbimento, l alimentazione

la digestione, l assorbimento, l alimentazione la digestione, l assorbimento, l alimentazione 1 LA DIGESTIONE Digestione meccanica, il cibo è macinato, rimescolato e insalivato Digestione chimica, il cibo è scomposto in sostanze più semplici dall azione

Dettagli

Alimentazione Così si può migliorare l efficienza alimentare

Alimentazione Così si può migliorare l efficienza alimentare Ancora dal convegno di Copenaghen. Questo parametro, nell allevamento delle bovine da latte, può crescere. E non solo perfezionando il razionamento. Ma anche intervenendo su diversi altri fattori, come

Dettagli

L'indice glicemico Sommario

L'indice glicemico Sommario L'indice glicemico Sommario Il tipo di carboidrato contenuto in un alimento, responsabile dell indice glicemico (IG), non predice con accuratezza il profilo della risposta glicemica all assunzione di quell

Dettagli

La Nutrizione. I principi nutritivi, gli alimenti

La Nutrizione. I principi nutritivi, gli alimenti La Nutrizione I principi nutritivi, gli alimenti PERCHÈ MANGIAMO? Prima di rispondere alla domanda proviamo a pensare al corpo umano come ad una meravigliosa macchina. Il nostro organismo, proprio come

Dettagli

mediante proteasi industriali

mediante proteasi industriali Valorizzazione delle farine disoleate mediante proteasi industriali Alessandra Stefan Unità operativa: CSGI (Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase, Firenze) Dipartimento di Farmacia

Dettagli

Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di

Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di materiali per fare funzionare il nostro corpo È il carboidrato

Dettagli

EDUCAZIONE ALLA NUTRIZIONE

EDUCAZIONE ALLA NUTRIZIONE EDUCAZIONE ALLA NUTRIZIONE Dott.ssa Luce Ghigo Medico Chirurgo Convenzionato S.S.N. Medicina di Gruppo - Medico di R.S.A. Piani Alimentari e Terapia del Sovrappeso 1 Se è vero che le esigenze nutrizionali

Dettagli

Fondamenti di nutrizione umana

Fondamenti di nutrizione umana Corso Integrato Scienze Tecniche Dietetiche Applicate MED/49 Scienze Tecniche Dietetiche Anno Accademico 2011-12 12 Fondamenti di nutrizione umana Prof.ssa Maria Luisa Eliana Luisi L alimentazione dell

Dettagli

L alimentazione della bovina da latte: come perfezionare gli apporti proteici

L alimentazione della bovina da latte: come perfezionare gli apporti proteici DIMORFIPA Facoltà Medicina Veterinaria BOLOGNA L alimentazione della bovina da latte: come perfezionare gli apporti proteici Andrea Formigoni Convegno CRPA Parma, 6 Ottobre 2006 ALIMENTAZIONE AZOTATA L

Dettagli

http://www.agriok.it/magazine

http://www.agriok.it/magazine Hai scaricato questo articolo dal portale di Filiera AQ LEGGI GRATUITAMENTE ALTRE NOTIZIE SU: http://www.agriok.it/magazine www.agriok.it/notizie ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER www.agriok.it/newsletter

Dettagli

ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE. dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista

ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE. dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista DALLA PREISTORIA AD OGGI: STILI DI VITA DIVERSI 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% DALLA PREISTORIA

Dettagli

Terapia medico nutrizionale per team diabetologici

Terapia medico nutrizionale per team diabetologici Gruppo di studio regionale intersocietario ADI- AMD- SID Terapia medico nutrizionale per team diabetologici 25 marzo 2014 Villa Eur Parco dei Pini Roma Daniela Bracaglia UOC di Diabetologia PTV-ASL RMB

Dettagli

Farine animali. Comprendono tutti i sottoprodotti derivanti dalla lavorazione di carne, pesce e latte.

Farine animali. Comprendono tutti i sottoprodotti derivanti dalla lavorazione di carne, pesce e latte. Farine animali Comprendono tutti i sottoprodotti derivanti dalla lavorazione di carne, pesce e latte. Vengono impiegate in virtù per il loro elevato livello di aminoacidi e minerali ma sono anche ricche

Dettagli

I prodotti caseari funzionali

I prodotti caseari funzionali I prodotti caseari funzionali Antonio Pirisi Dipartimento per la ricerca nelle produzioni animali Metti il "Formaggio Sardo" nella tua dieta Cagliari, 30 novembre 2011 "Un alimento può essere considerato

Dettagli

LINEE GUIDA PER L ALIMENTAZIONE DEL GOLFISTA. Giorgio Pasetto. Mauro Bertoni

LINEE GUIDA PER L ALIMENTAZIONE DEL GOLFISTA. Giorgio Pasetto. Mauro Bertoni LINEE GUIDA PER L ALIMENTAZIONE DEL GOLFISTA Giorgio Pasetto (dottore in scienze motorie e osteopata) Mauro Bertoni (preparatore atletico) Con la consulenza scientifica del Prof. Ottavio Bosello (docente

Dettagli

LE BIOMOLECOLE. Lezione 11

LE BIOMOLECOLE. Lezione 11 LE BIOMOLECOLE Lezione 11 La nutrizione è l insieme dei processi biochimici attraverso i quali l organismo utilizza i principi nutritivi per soddisfare tre fondamentali funzioni : - costruttiva o plastica;

Dettagli

CORSA E ALIMENTAZIONE. Dott.ssa Sara Campagna Specialista in Medicina dello Sport Master in Nutrizione Umana

CORSA E ALIMENTAZIONE. Dott.ssa Sara Campagna Specialista in Medicina dello Sport Master in Nutrizione Umana CORSA E ALIMENTAZIONE Dott.ssa Sara Campagna Specialista in Medicina dello Sport Master in Nutrizione Umana Un alimentazione corretta in chi pratica attività sportiva permette di: - ottimizzare il rendimento

Dettagli

I tuoi amici, sempre al CENTRO delle nostre attenzioni. Catalogo 2015. Pet-Food

I tuoi amici, sempre al CENTRO delle nostre attenzioni. Catalogo 2015. Pet-Food I tuoi amici, sempre al CENTRO delle nostre attenzioni Catalogo 2015 Pet-Food Alimentazione completa e bilanciata Centro è una linea di prodotti di successo per animali d affezione formulati, secondo le

Dettagli

-assicurare il fabbisogno plastico necessario alla riparazione protezione e ricambio dei tessuti.

-assicurare il fabbisogno plastico necessario alla riparazione protezione e ricambio dei tessuti. Il principali compiti derivanti dall assunzione periodica di cibo sono: -assicurare il giusto fabbisogno energetico necessario alla vita ed all attività muscolare (tenendo conto che entrate ed uscite devono

Dettagli

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 36 1. ZUCCHERI E SAPORE DOLCE Tutti gli zuccheri sono fonti di energia e non

Dettagli

ZONA PLUS TEST ESITO TEST: Valutazione del rapporto acidi grassi Omega 6/Omega 3 Rapporto AA/EPA. Glicemia Insulinemia Indice HOMA

ZONA PLUS TEST ESITO TEST: Valutazione del rapporto acidi grassi Omega 6/Omega 3 Rapporto AA/EPA. Glicemia Insulinemia Indice HOMA ESITO TEST: Cod. ID: 123456 Data: 10/01/2011 Paziente: ROSSI MARIO ZONA PLUS TEST Valutazione del rapporto acidi grassi Omega 6/Omega 3 Rapporto AA/EPA Glicemia Insulinemia Indice HOMA ANALITA DESCRIZIONE

Dettagli

VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA

VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA Questo opuscolo è stato creato per dare delle reali risposte ai tipici luoghi comuni riguardanti l' alimentazione e le possibili cause dell'

Dettagli

I tuoi amici sempre al CENTRO delle nostre attenzioni. Alimenti per Cani e Gatti

I tuoi amici sempre al CENTRO delle nostre attenzioni. Alimenti per Cani e Gatti I tuoi amici sempre al CENTRO delle nostre attenzioni Alimenti per Cani e Gatti Alimentazione completa e bilanciata Centro è una linea di prodotti di successo per animali d affezione formulati, secondo

Dettagli

LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE

LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE CARIE DENTALE MIOPIA SCOLIOSI OBESITA CARIE DENTALE La carie dentale nasce come processo erosivo e si evolve come processo destruente del dente che perde così

Dettagli

Edizioni L Informatore Agrario

Edizioni L Informatore Agrario www.informatoreagrario.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi

Dettagli

ALIMENTAZIONE E DIABETE

ALIMENTAZIONE E DIABETE ALIMENTAZIONE E DIABETE Dott.ssa Elena Cimino Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Università dell Insubria Sede Milano Bicocca UOS Diabetologia Clinica Medica Ospedale

Dettagli

FIBRA ALIMENTARE. 2) miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi ad essa associati (stipsi, diverticolosi);

FIBRA ALIMENTARE. 2) miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi ad essa associati (stipsi, diverticolosi); FIBRA ALIMENTARE Pur non potendosi considerare un nutriente, la fibra alimentare esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la fanno ritenere una importante componente della dieta umana. 1) aumento

Dettagli

IL BENESSERE CHE NASCE DA UN PRODOTTO SEMPLICE COME IL PANE

IL BENESSERE CHE NASCE DA UN PRODOTTO SEMPLICE COME IL PANE IL BENESSERE CHE NASCE DA UN PRODOTTO SEMPLICE COME IL PANE Nicola Damiano Responsabile Ricerca & Sviluppo Gruppo Novelli Convegno Associazione Giuseppe Dossetti La salute vien mangiando dalla nascita

Dettagli

Valutazione sperimentale di formulazioni di pane e biscotti a basso indice glicemico

Valutazione sperimentale di formulazioni di pane e biscotti a basso indice glicemico Valutazione sperimentale di formulazioni di pane e biscotti a basso indice glicemico Premessa L'indice glicemico (IG) di un alimento, definito come l'area sotto la curva (AUC) della glicemia conseguente

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

La gestione dell alimentazione

La gestione dell alimentazione La gestione dell alimentazione della capra da latte Calendario stadi fisiologici PESO=Taglia per una capacità produttiva elevata Punto critico e di verifica Nascita Svezzamento 1^ monta 1 parto 1^ Lattazione

Dettagli

I Composti Organici. Le Biomolecole

I Composti Organici. Le Biomolecole I Composti Organici I composti organici sono molecole tutte contenenti carbonio. Essi comprendono. 1. composti di interesse energetico che sono gli Idrocarburi ( i derivati del petrolio), 2. composti a

Dettagli

ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI

ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI Micropopolazione Ruminale Nel rumine si trovano microrganismi: 1.BATTERI (10 9-10 10 /ml), 2.MICETI (LIEVITI) (10 7 /- 10 8 /ml), 3.PROTOZOI

Dettagli

Legami chimici. Covalente. Legami deboli

Legami chimici. Covalente. Legami deboli Legami chimici Covalente Legami deboli Legame fosfodiesterico Legami deboli Legami idrogeno Interazioni idrofobiche Attrazioni di Van der Waals Legami ionici Studio delle macromolecole Lipidi

Dettagli

Uso dell avena come mangime per animali domestici

Uso dell avena come mangime per animali domestici Uso dell avena come mangime per animali domestici IT 2013 La coltivazione dell avena e il suo utilizzo per il nutrimento degli animali hanno una tradizione antichissima in Finlandia. La produzione di avena

Dettagli

FABBISOGNO ENERGETICO DEI CANI E DEI GATTI NEI DIVERSI STATI FISIOLOGICI

FABBISOGNO ENERGETICO DEI CANI E DEI GATTI NEI DIVERSI STATI FISIOLOGICI FABBISOGNO ENERGETICO DEI CANI E DEI GATTI NEI DIVERSI STATI FISIOLOGICI Fabbisogno energetico dei cani a diversi stati fisiologici (kcal/em). PESO CORPOREO (kg) MANTENIMENTO (kcal/em) TARDA GRAVIDANZA

Dettagli

Alimentazione Fabbisogni 4.8

Alimentazione Fabbisogni 4.8 08/2000 Alimentazione Fabbisogni 4.8 IL FOSFORO P di Cosmino Giovanni Basile Lo scheletro è la parte più ricca di fosforo di tutto l organismo. Nel tessuto osseo il P si trova sotto forma di fosfato tricalcico

Dettagli