I MARCHI ITALIANI PIÙ CONTRAFFATTI NELLA REPUBBLICA DI COREA

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1 INTELLECTUAL PROPERTY RIGHTS DESK Italian Trade Commission - Seoul Office I MARCHI ITALIANI PIÙ CONTRAFFATTI NELLA REPUBBLICA DI COREA

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3 I Marchi Italiani più Contraffatti nella Repubblica di Corea Italian Intellectual Property Rights DESK

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5 Indice INTRODUZIONE 3 KOREAN INTELLECTUAL PROPERTY OFFICE 7 OCCHIO AL MARCHIO! 17 MARCHI PIÙ CONTRAFFATTI IN COREA NEL NICE CLASSIFICATION / CLASSIFICAZIONE DI NIZZA 41 I Marchi Italiani più Contraffatti nella Repubblica di Corea ARMANI 63 BVLGARI 67 DIESEL 69 DOLCE & GABBANA 70 ETRO 71 FENDI 73 FILA 75 GUCCI 78 MAXMARA 85 MISSONI 87 MOSCHINO 88 PRADA 89 SALVATORE FERRAGAMO 93 VERSACE 96 Ⅰ

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7 Introduzione La Proprietà Intellettuale è il diritto di proprietà su un bene immateriale, ovvero il diritto esclusivo di sfruttamento economico di un invenzione. Più semplicemente, il diritto di paternità di un idea, di un invenzione, come pure di un processo produttivo innovativo ed originale e, con esso, il diritto ad essere protetti e salvaguardati da eventuali imitazioni. Dopo la pubblicazione di Occhio al Marchio!, qui di seguito riportato, il Desk per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale presso l Ufficio ICE di Seoul ha ritenuto opportuno elaborare un nuovo rapporto dedicato ancora una volta ai marchi ed alla loro tutela. In particolare, il Desk ha concentrato la propria attenzione sui marchi italiani maggiormente contraffatti nella Repubblica di Corea. Lo spunto per questa nuova pubblicazione è nato dall ultimo rapporto annuale del Korean Intellectual Property Office (K.I.P.O.), l Ufficio coreano della Proprietà Intellettuale, sui marchi più contraffatti in Corea del Sud. Il Desk di Seoul, quindi, ha colto l occasione per estrapolare dalla pubblicazione originaria - di comune accordo con il K.I.P.O. - la parte relativa ai marchi italiani più imitati e sovente oggetto di contraffazione in Corea. E da questa intuizione, condivisa ed apprezzata anche dall omologo coreano dell Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, il K.I.P.O. appunto, è nato il nuovo rapporto del Desk di Seoul dal titolo I Marchi Italiani più Contraffatti nella Repubblica di Corea. Lo scopo, che il Desk ha inteso perseguire con questa pubblicazione, è sostanzialmente duplice. Rivolgere un monito alle aziende italiane, piccole, medie e grandi, a non abbassare la guardia specie in un periodo nel quale la congiuntura economica internazionale non appare particolarmente favorevole, perchè anche in questa fase il virus della contraffazione si annida e si diffonde in maniera sempre più subdola ed insidiosa. E, al tempo stesso, fornire alle piccole e medie imprese italiane (P.M.I.) pratici esempi sulle modalità tecniche e sulle strategie di tutela adottate dai grandi marchi italiani per contrastare con successo il fenomeno della contraffazione in Corea. A questa introduzione seguirà una breve presentazione in inglese del K.I.P.O. senza il supporto del quale - occorre ribadirlo - non sarebbe stato possibile elaborare il presente documento. A questo riguardo, si desidera indirizzare un sentito ringraziamento anzitutto al Commissioner del K.I.P.O., Mr. KOH Jung Sik, nonché a tutto l Industrial Property Protection Team e nello specifico al suo Direttore, la cui costante e preziosa 3

8 collaborazione è stata determinante per la realizzazione dell opera. Come pure, il Desk ha ritenuto opportuno pubblicare di nuovo, all interno di questo rapporto, i contenuti del leaflet informativo Occhio al Marchio!, ciò al fine di mantenere alta l attenzione delle P.M.I. italiane sull importanza e sull efficacia di una strategia preventiva di registrazione del marchio, quale migliore arma di difesa del proprio nome, della propria storia, di quei profitti nascenti che un mercato dalle elevate prospettive e dalle crescenti opportunità, come la Corea del Sud, potrebbe offrire anche alle imprese italiane. Dopo la parte introduttiva, la presentazione del K.I.P.O. e Occhio al Marchio!, la pubblicazione presenta, in forma esclusivamente descrittiva, i numeri del rapporto originario del K.I.P.O. In sintesi, l Ufficio Coreano della Proprietà Intellettuale ha classificato 273 marchi di 86 società provenienti da 9 paesi diversi. Da rilevare il fatto che, dopo gli USA con 74 marchi nazionali appartenenti a 24 imprese americane, l Italia si conferma come il paese più imitato e maggiormente vittima di tentativi di contraffazione in Corea del Sud. Sono, infatti, 54 i marchi italiani più imitati e contraffatti in Corea di proprietà o attribuibili, storicamente, a 14 aziende italiane. Di tali marchi, classificati in ordine alfabetico, si evidenzia l immagine e, soprattutto, si offre sintetica descrizione delle schede di registrazione di fronte al K.I.P.O. ad opera delle aziende italiane interessate. Ciascuna scheda presenta il marchio, il numero di registrazione, le classi selezionate secondo Classificazione di Nizza e i beni/servizi designati. Per completezza di informazione, all inizio del rapporto è stata inserita anche la 9 a edizione della Classificazione di Nizza per meglio comprendere contenuti ed ampiezza delle 45 classi di designazione indispensabili per la registrazione di un marchio Ci auguriamo che il lettore possa trovare all interno di questo rapporto utili spunti di riflessione per compiere tutti quei passi necessari per una piena tutela dei propri diritti di Proprietà Industriale ed Intellettuale, sempre con il supporto imprescindibile del proprio legale di fiducia, anche nella Repubblica di Corea. Desk per la Tutela dei Diritti di Proprietà Intellettuale Ufficio ICE di Seoul Settembre

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11 Korean Intellectual Property Office

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13 K.I.P.O. History The Patent Decree of 1908 laid the foundation for institutionalizing intellectual property (IP) in Korea. The Patent Bureau was established in 1949 as part of the Ministry of Trade and Industry. In 1977 the Patent Bureau was renamed KIPO and became an independent office under the Ministry of Commerce, Industry and Energy. In 1998, KIPO moved its headquarters from Seoul to its present location in Daejeon. And in May 2006, KIPO became the first enterprise-style, performance-based government agency The Patent Decree was first enacted 1949 The Patent Bureau was established under the Ministry of Trade and Industry 1977 KIPO was established as an independent office under the Ministry of Commerce, Industry and Energy 1987 The International Intellectual Property Training Institute (IIPTI) was established 1998 The Intellectual Property Tribunal was established. KIPO moved its headquarters from Seoul to Daejeon. The Seoul branch office was established KIPO was transformed into an enterprise-style, performance-based government agency 2009 Regional IP enforcement offices were established in Seoul, Chungbu and Yeongnam. 9

14 Organization Commissioner Spokesperson Deputy Commissioner Audit & Inspection Officer Human Resource Development Division / General Services Division Examination Quality Assurance Officer Director General for Planning & Coordination Planning & Budget Officer Administrative Management Officer Regulatory Reform and Legal Affairs Officer Performance Management Division Intellectual Property Policy Bureau Intellectual Property Policy Division Intellectual Property Promotion Division Intellectual Property Management Support Division Intellectual Property Human Resource Division Intellectual Property Protection Division Information Policy Bureau Information Planning Division Information Development Division Information Management Division IT Infrastructure Division Technical Cooperation Division International Cooperation and Customer Support Bureau Customer Support Division International Cooperation Division Multilateral Affairs Division Application Service Division International Application Division Registration Service Division Trademarks and DesignsExaminations Bureau Trademark and Design Examination Policy Division Trademark and Design Examination Support Division Trademark Examination Division I Trademark Examination Division II Trademark Examination Division III Service Mark Examination Division International Trademark Examination Division Design Examination Division I Design Examination Division II Machinery & Metals and Construction Examinations Bureau General Machinery Examination Division Automobile Examination Division Transport Machinery Examination Division Prime Mover Machinery Examination Division Precision Machinery Examination Division Air Conditioning Machinery Examination Division Metals Examination Division Construction Technology Examination Division Convergence Technology Examination Division I Chemistry and Biotechnology Examination Bureau Biotechnology Examination Division Chemical Materials Examination Division Fine Chemistry Examination Division Environment and Energy Examination Division Pharmaceutical Examination Division Textile and Consumer Goods Examination Division Food and Biological Resources Examination Division Convergence Technology Examination Division II Electric & Electronic ExaminationsBureau Patent Examination Policy Division Patent Examination Support Division Electric Examination Division Electronic Examination Division Semiconductor Examination Division Electronic Commerce Examination Division Ubiquitous Examination Division Technology Examination Division III Semiconductor Intellectual Property Division Information and Communications Examination Bureau Telecommunications Examination Division Information Systems Examination Division Imaging Devices Examination Division Computer Examination Division Display Examination Division Digital Broadcasting Examination Division Network Examination Division Currently KIPO has a staff of about 1,500. That includes around 740 patent examiners and 240 trademark and design examiners, most of whom have doctorates or equivalent qualifications. 10

15 KIPO in 2008 IP Examinations To enhance the quality of IP examinations, KIPO did the following: introduced a three-track examination system, enabling applicants to choose either an accelerated examination, a regular examination, or a customer-deferred examination. As a result, the average pendency period for patent examinations in 2008 was 12.1 months, which is remarkably shorter than that of other major IP offices; the quality of examinations was also enhanced. implemented 39 projects in three categories: optimization of the examination infrastructure, enhancement of examination quality, and efficient management of examination quality. As a result, there was a drastic increase in the number of applications for international searches by multinational corporations, such as Microsoft and 3M. reduced the application and registration fees of patents and utility models to ease the financial burden of applicants and right holders. Capacity Building and Public Awareness In collaboration with industry and academia, KIPO promoted: an open innovation through various projects, such as the Campus Patent Strategy Universiade; and a Happy CEO project, which provides timely and appropriate support for small and medium-sized enterprises. The IIPTI, a specialized institute for capacity building and public awareness: reinforced the professional education of examiners and trial judges through courses with graded levels of sophistication and expertise; and set up the WIPO Summer School on IP in Korea in conjunction with WIPO. IP Enforcement KIPO extended organization and complemented staff to strengthen the IPR enforcement. For example, KIPO: established the Korean Intellectual Property Protection Association (KIPRA) to enhance the level of intellectual property enforcement. 11

16 sought special judicial police power for officials in charge of cracking down on counterfeit goods. set up regional IP enforcement offices in three areas, i.e., the Seoul Metropolitan area, the Chungbu Provincial area, and the Yeongnam Provincial area. International Cooperation KIPO started pilot programs of supporting the developing countries by way of utilizing IPRs. - The first program is on the provision of appropriate technology to help people of the developing countries to easily access and make use of technology information to technologically solve problems associated with global issues such as climate change, water supply, food shortage, etc. - The second program is on assisting the farmers and producers of the developing countries to have their own brands so that they can have stronger marketing power in the international trading of their goods. - KIPO is seeking for ways to cooperate with WIPO or other IP offices in promoting these programs. KIPO is operating various projects utilizing the Korea Funds-in-Trust at WIPO to strengthen multilateral cooperation with developing countries, particularly in areas such as IP education and the transfer of technology. In October 2008, KIPO hosted the IP5 Heads Meeting at Jeju Island. IP5 refers to the world s five major IP offices: namely, KIPO, the US Patent and Trademark Office, the European Patent Office, the Japan Patent Office, and the State Intellectual Property Office of China. The participants at the IP5 meeting in Jeju agreed to collaborate on 10 foundation projects. The collaboration of the five offices means that the leadership group of the international IP community has been extended from the Trilateral Offices to the IP5. After the one-year pilot program of the Patent Prosecution Highway with the Japan Patent Office, which started in April 2007, KIPO set up a similar program with the United States in January KIPO is now planning to run the same type of program with other countries, such as Denmark and the UK Statistics In 2008, KIPO received 369,000 applications for the various types of intellectual property rights (IPRs): 167,904 for patents, 17,226 for utility models, 56,296 for 12

17 industrial designs, and 127,139 for trademarks. The total number of IPR applications is the fourth highest in the world. Last year the number of currently valid per 100,000 people in Korea was the fifth highest in the world and represents a significant climb from the ranking of 14 th for the corresponding category in In 2008, Korea s international patent applications under the Patent Cooperation Treaty (PCT) numbered 7,908, the fourth largest number in the world. The world s 12 PCT International Searching Authorities accepted 163,600 applications for international searches in KIPO s portion of 19,167 earned a ranking of fourth. The portion of appeals against decisions of the Intellectual Property Tribunal was 18.8% in 2008, down from 25.5% in The falloff in appeals is indicative of the improved quality of trials. KIPO s 21st Century Vision Goals 1. KIPO aims to transform the Korean economy into a high value-added economy based on intellectual property. - Accordingly, KIPO expects the number of companies that own world-class patents to increase from 329 to 1, KIPO aims to enhance corporate competitiveness by providing customized examinations and trial services. 3. KIPO aims to assist developing countries by enhancing their administrative capacities and by participating in activities that promote the use of IP for the advancement of their economies. Action Plan 1 Advancement of IP Administration and International Cooperation a. To fulfill its role as the government agency responsible for IP administration, KIPO is endeavoring to do the following: - enhance the quality of examinations and trials; - improve the customer oriented provision of examination and trial services; and - develop the KIPOnet III. b. To contribute to the advancement of the IP system, KIPO aims to expand bilateral 13

18 and multilateral cooperation on examinations, especially through participation in international efforts to improve IP enforcement. To that end, KIPO will commit itself to broadening the mandate of the IP5 Heads Meeting and strengthening the cooperation among the five participating IP offices. c. To foster the IP community for the welfare of humanity, KIPO aims to do the following: - disseminate appropriate technologies to the least developed countries and build their capacity for technological innovation. - help the least developed countries secure home-grown IP - help developing countries build their capacity for creating and using IP - address global issues, such as climate change, public health, and water shortage. Action Plan 2 Enhancement of the Nation s IP Competitiveness a. KIPO aims to produce a blueprint of national growth based on IP strategy. b. KIPO aims to expedite the growth of IP-creating industries by doing the following: - invigorating the creation of a new IP business model - nurturing the environment for investment in intangible assets and enhancing R&D efficiency - encouraging universities and public research institutes to intensify their creation and use of IP - promoting open innovation - fostering the IP service industry. c. KIPO aims to foster the development of high-level human resources in IP by doing the following: - supporting the efforts of companies to develop IP human resources - building the capacity of universities to develop IP human resources - developing IP professionals for the IP service industry - building the infrastructure for IP human resources. Action Plan 3 Transformation to a Pro-IP Society a. To foster a social atmosphere of respect for IP, KIPO will do the following: - raise awareness of IP enforcement; 14

19 - reinforce its IP enforcement efforts; and - strengthen the IP enforcement infrastructure. b. To encourage the innovative efforts of individuals, KIPO will do the following: - promote the development of next-generation entrepreneurs having IP ingenuity; - build an education system that emphasizes creativity; - amend the laws and systems for the implementation of suitable inducements; and - foster a social atmosphere of respect for inventors. c. To establish a pro-enterprise IP judicial system, KIPO will do the following: - improve the efficiency of the trial and appeals at the Intellectual Property Tribunal; - set up alternative mechanisms of dispute settlement; and - deter abusive use of patents. d. To enhance the efficiency of the IP administration system, KIPO will do the following: - establish a multi-ministry IP policy moderation body called the National Intellectual Property Commission - enact an IP framework law and overhaul the IP-related laws and regulations with a view to giving greater access to the IP system - establish an IP framework plan and annual implementation plans - foster a national IP ecosystem and build communication channels: by setting up an IP think tank by strengthening the roles of the Korea Invention Promotion Association and the Korea Institute of Patent Information by establishing the Korean Intellectual Property Protection Association and the IP Strategy Center as a support for IP enforcement and IP strategy. 15

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21 Occhio al Marchio!

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23 Ritenete che il Vostro marchio sia protetto abbastanza in Corea del Sud? Il Desk di assistenza alle imprese Italiane per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale in Corea del Sud presso l Ufficio ICE di Seoul ha ritenuto opportuno realizzare quest opuscolo informativo a vantaggio di tutte le imprese italiane interessate ad avviare un attività economico-commerciale nella Repubblica di Corea. Da circa due anni a questa parte, il riscontro di numerosi casi di aziende italiane coinvolte in lunghe e dispendiose controversie legali in Corea, spesso purtroppo dall esito incerto, finalizzate al riconoscimento della titolarità di un marchio conteso con una controparte locale, ha indotto il Desk di Seoul a scrivere Occhio al Marchio!. Questo leaflet, naturalmente, non ha la pretesa di essere esaustivo o didascalico, tanto meno di sostituirsi al necessario ed indispensabile supporto di uno studio legale di riferimento ogniqualvolta un impresa italiana si trovi di fronte ad ipotesi di imitation marks, ovverosia ogniqualvolta scopra che il proprio marchio è stato registrato in Corea del Sud da un soggetto terzo non autorizzato. Questo fenomeno, noto agli addetti ai lavori come brokeraggio sui marchi, dà origine ad una serie di conseguenze assolutamente negative, non solo per l azienda italiana direttamente coinvolta ma anche per l importatore e/o distributore coreano legalmente autorizzato che per primo crede nelle potenzialità di un prodotto Made in Italy, riassumibili con la nefasta espressione di profit loss e misurabili concretamente in crescenti perdite di profitto sino, purtroppo il più delle volte, alla scomparsa da un promettente mercato di destinazione, come la Corea, di un vero prodotto Made in Italy. Ciò si verifica quando un soggetto terzo, di solito un locale venuto a contatto con un prodotto/marchio italiano del quale lui per primo ne riconosce ed apprezza le qualità intrinseche e potenziali, decide di registrare di fronte al Korean Intellectual Property Office (il K.I.P.O., equivalente in Corea dell Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) un titolo che riproduce, più o meno fedelmente, il marchio italiano. Ci si chiederà come tutto questo sia possibile. La risposta comporta l introduzione di un semplice concetto, basilare ed assolutamente legittimo, che è quello del first-to-file sul quale si fonda l impianto giuridico coreano per la tutela dei diritti sui marchi nella 19

24 Repubblica di Corea. First-to-file significa che per affermare, rivendicare e tutelare pienamente i propri diritti su un marchio occorrerà prima di tutto procedere alla sua registrazione nel paese di riferimento. In sostanza ed in generale, occorre tenere ben a mente che in Corea del Sud vige il sistema della registrazione per il pieno riconoscimento dei diritti su un marchio. Ecco perchè ogni azienda italiana, seppur fortemente allettata e tentata da promettenti e profittevoli ipotesi di contratto, prima di cominciare a vendere i suoi prodotti all estero e a maggior ragione in un paese come la Repubblica di Corea dove vige la regola del first-to-file, dovrebbe - come buona abitudine - procedere ad una preventiva registrazione del proprio marchio. Questo è tanto più vero quando si incappa, spesso purtroppo, in fenomeni di brokeraggio di marchi con palesi tentativi da parte di soggetti terzi locali, che per primi hanno registrato davanti al K.I.P.O. un imitation mark del marchio italiano, di proporsi all impresa italiana - nella migliore delle ipotesi - come suo agent nel mercato coreano, se non addirittura di cercare di rivendere il marchio al legittimo proprietario. Mentre tutto questo accade, all azienda italiana (e al suo importatore/distributore autorizzato) è interdetto il mercato coreano, perchè la registrazione precedente del soggetto locale impedisce non solo la registrazione italiana dello stesso marchio in Corea, ma soprattutto non consente ai prodotti originali con vero marchio italiano di entrare legalmente in Corea del Sud. Tutto questo si traduce, quindi, in crescenti perdite di profitto per l impresa italiana malcapitata. Una simile introduzione, per quanto a tratti inquietante, non vuole scoraggiare l imprenditore italiano attratto giustamente da un mercato dalle elevatissime potenzialità come quello coreano, ma vuole piuttosto allertarlo su quali siano gli strumenti, facilmente acquisibili in termini di tempo e di costi, di cui dotarsi prima di lanciarsi in una lodevole intrapresa nella Repubblica di Corea. Occorre aggiungere che la migliore tutela di un titolo di Proprietà Intellettuale, come un marchio, è sempre quella preventiva! È preferibile investire poche centinaia di Euro per una registrazione del proprio marchio valevole anche per la Corea del Sud, piuttosto che sostenere costi indefinibili, in termini di tempo e dal punto di vista finanziario, per tentare di riacquisire per via giudiziale o stragiudiziale un 20

25 titolo usurpato. Volutamente sono state sottolineate le parole investire e sostenere costi. Perchè per un azienda una controversia legale è sempre un costo vivo dall esito spesso incerto, mentre la registrazione di un titolo di proprietà industriale - come un marchio, un brevetto, un design - è solo apparentemente un costo. Esso è piuttosto un asset intangibile per un impresa, che si avvalora tanto più nel tempo quanto più un azienda oculata, lungimirante e con vocazione verso l estero intenda costruire una strategia di marchio globale in grado di renderla protagonista, unica e perfettamente distinguibile sul mercato mondiale. Queste, dunque, sono le premesse che hanno indotto il Desk di assistenza alle imprese italiane per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale in Corea del Sud a farsi promotore e concreto estensore di Occhio al Marchio!, da leggere e possibilmente da ricordare come un insieme di semplici spunti e piccoli consigli prima di affrontare un mercato estero come la Corea del Sud, avvalendosi sempre e comunque del supporto tecnico del proprio consulente e/o avvocato di fiducia esperto in materia di Proprietà Intellettuale. Il proposito di Occhio al Marchio! è, quindi, solo quello di fornire suggerimenti pratici, che il Desk di Seoul ha raccolto in tre grandi categorie, per contribuire ad assicurare una piena protezione dei marchi italiani anche nella Repubblica di Corea con un diretto ed imprescindibile coinvolgimento dei principali protagonisti: le Imprese Italiane. 1. Domanda e registrazione di un marchio 2. Azioni legali contro domande o registrazioni di imitation marks 3. Azioni legali contro l uso di imitation marks Domanda e registrazione di un marchio Sulla regola del first-to-file si è già detto. Da essa discende quanto sia importante arrivare per primi ad una registrazione del proprio marchio che valga erga omnes anche in Corea del Sud. La strada per giungere al riconoscimento del titolo è duplice: a) domanda internazionale, indirizzata all Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (O.M.P.I.) di Ginevra avvalendosi di una domanda di base italiana o 21

26 comunitaria, secondo il c.d. Sistema di Madrid con designazione esplicita della Corea del Sud, oppure b) domanda di registrazione depositata direttamente davanti al K.I.P.O. Laddove si scelga la via del deposito internazionale (O.M.P.I.), non bisogna cadere nell equivoco che la registrazione di un marchio, una volta ottenuta a Ginevra, valga per tutto il mondo. Perchè cosi non è. Occorrerà sempre e comunque chiedere espressamente una estensione territoriale, tra i paesi di interesse, anche alla Repubblica di Corea. La scelta della via da seguire per giungere alla registrazione di un marchio valevole anche per la Corea si lega ad alcune variabili dalle quali un impresa non può mai prescindere (costi da sostenere, semplificazione delle procedure e valutazione rischi di central attack ) nella elaborazione di una consapevole strategia di marchio. Per certo, indipendentemente dalla strada perseguita per giungere alla registrazione del proprio marchio in Corea del Sud, un impresa italiana dovrà sempre pensare non solo in italiano, ma anche alla lingua del paese di destinazione dei suoi prodotti. Registrare il marchio in italiano o caratteri latini, quindi, sarà condizione necessaria ma non sufficiente. Occorrerà parallelamente procedere anche alla traduzione in coreano del marchio, provvedendo alla sua c.d. traslitterazione. Questo è tanto più importante in un paese, come la Corea appunto, dove il riconoscimento di un marchio avviene secondo un approccio di tipo multisensoriale. Non solo il colore, la forma, i caratteri, più in generale la componente visiva contribuiscono a ricordare e distinguere un marchio, ma anche la pronuncia ed il suono, che ad esso imprescindibilmente si associano utilizzando la traslitterazione in coreano, rivestono un importanza non indifferente. Come pure, sarà necessario non sottovalutare un altro aspetto fondamentale: al momento della domanda, quanto più la descrizione dei prodotti e/o servizi designati sarà dettagliata, tanto più potrà essere assicurata una protezione estesa del marchio, ponendo l azienda italiana al riparo da un qualsiasi tentativo di registrazione indebita da parte di terzi. Quindi, nella elaborazione della domanda, una volta selezionate le classi d interesse (secondo la 9 a edizione della Classificazione di Nizza), occorrerà prestare particolare attenzione affinchè la designazione dei prodotti e/o servizi 22

27 avvenga in modo ampio e particolareggiato. Solitamente, in assenza di obiezioni, si giunge alla registrazione di un marchio di fronte al K.I.P.O. in circa otto-dieci mesi dal deposito della domanda che viene sottoposta ad un duplice esame, formale e sostanziale. La validità della registrazione è decennale ed è rinnovabile per periodi analoghi. Occorre aggiungere che dal 1 aprile 2009 è possibile richiedere, formalmente e per iscritto, al Commissioner del K.I.P.O. un esame accelerato della domanda laddove, soprattutto, si abbia prova che una terza parte non autorizzata stia utilizzando il proprio marchio senza giustificato motivo. Perchè la protezione di un marchio sia del tutto completa, a registrazione avvenuta davanti al K.I.P.O., il Desk suggerisce sempre alle imprese italiane di procedere ad una registrazione del marchio anche di fronte al Korea Customs Service (K.C.S.), le Dogane coreane, le quali provvederanno ad inserire nella propria bancadati il marchio italiano e, dal momento della registrazione con il K.C.S., controlleranno e verificheranno la merce in entrata ed in uscita dal territorio coreano, segnalando alle aziende italiane registrate tutti gli eventuali casi sospetti di prodotti contraffatti con imitation marks. Le due registrazioni, seppur collegate, sono totalmente autonome. Ovverosia, la prima di fronte al K.I.P.O. è precondizione per ottenere la seconda davanti al K.C.S. Ciononostante, l azienda italiana nel rinnovare la registrazione del marchio ogni dieci anni con il K.I.P.O. non dovrà trarre la conclusione che essa le conferirà un rinnovo automatico anche con il K.C.S. La registrazione nella bancadati delle Dogane coreane, tra l altro del tutto gratuita, ha cadenza triennale e dovrà essere rinnovata, quindi, ogni trentasei mesi. Un ultima annotazione riguarda l importanza di tutelare il proprio nome anche sul web. Innegabile strumento di progresso e simbolo della società contemporanea, internet rappresenta oggi il luogo di incontro del più grande mercato senza confini, al tempo stesso virtuale e reale, mai esistito prima al mondo. Il web costituisce un nuovo canale attraverso il quale apparire, comunicare, scambiare informazioni, prodotti e servizi, distinguere la propria attività da quella altrui. 23

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