LA RESPONSABILITA DEL PROMOTORE FINANZIARIO

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1 . LA RESPONSABILITA DEL PROMOTORE FINANZIARIO Gorizia, 21 novembre 2014 Monica Damian Albo PF n

2 QUADRO NORMATIVO DIRETTIVA MIFID 2004/39/CE D.lgs n.58 Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria - REGOLAMENTO CONSOB 16190/07 Norme di attuazione del Tuf 2

3 DEFINIZIONI Art. 31 Tuf Si definisce promotore finanziario la persona fisica che esercita professionalmente l offerta di servizi finanziari fuori sede come dipendente, agente o mandatario Art. 30 Tuf per offerta fuori sede si intende la promozione e il collocamento presso il pubblico di strumenti finanziari e di servizi di attività di investimento in luogo diverso dalla sede legale o dalle dipendenze di chi presta, promuove o colloca il servizio o l attività. Art. 31, co 1 Tuf Tutti i soggetti abilitati all offerta fuori sede devono servirsi per tale attività di promotori finanziari Art. 166, co 2 Tuf chi esercita l offerta fuori sede senza essere promotore finanziario compie l abusivo esercizo di promotore finanziario ed è punito con reclusione da 6mesi a 4 anni 3

4 REQUISITI E CARATTERI DEL P.F. art. 31 Tuf L attività di promotore deve essere svolta esclusivamente nell interesse di un solo soggetto poichè il soggetto che conferisce l incarico è responsabile in solido dei danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, anche se tali danni siano conseguenti a responsabilità accertate in sede penale Il promotore per poter esercitare l offerta fuori sede deve essere iscritto all Albo dei Promotori finanziari. L iscrizione all Albo è consentita a coloro che: possiedono un titolo non inferiore al diploma di istruzione quinquennale Siano in possesso dei requisiti di onorabilità e di professionalità stabiliti dal DM n. 472/1998 e successive modifiche ed integrazioni Non versino in alcune delle situazioni impeditive previste dal predetto Decreto Abbiano superato uno specifico esame di idoneità o dispongano di una certificazione attestante una specifica esperienza professionale 4

5 CONSULENTE FINANZIARIO art. 18 bis Tuf Delibera Consob del Figura professionale nuova introdotta dalla Mifid decisamente ancora non decollata in Italia ma diffusa all estero che studia i mercati finanziari e prospetta le alternative migliori e più adatte al cliente senza detenere somme o strumenti finanziari di pertinenza del cliente. Professionista indipendente pagato a parcella. Grazie al Dl Competitività di Renzi pare sia diventato definitiva la costituzione di un unico Albo dei consulenti finanziari che ricomprenderà anche i promotori finanziari che di fatto già esercitano anche la consulenza (Mifid 2- remunerazione a parcella anche per i promotori finanziari) 5

6 DISCIPLINA DEL PROMOTORE FINANZIARIO RISPETTO DEI PRINCIPI DI DILIGENZA CORRETTEZZA E TRASPARENZA NELL INTERESSE DEI CLIENTI E PER L INTEGRITA DEI MERCATI - Art. 21 e ss, Tuf - Integrati da reg. Consob RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI E DEI CODICI DI AUTODISCIPLINA DEL SOGGETTO ABILITATO PER CUI OPERA- Sull osservanza degli obblighi vigila la Consob 6

7 REGOLE DI COMPORTAMENTO E DI PRESENTAZIONE ART , 108 DEL CONSOB 16190/07 AL PRIMO CONTATTO DEVE CONSEGNARE AL CLIENTE O POTENZIALE CLIENTE COPIA DI UNA DICHIARAZIONE DA CUI RISULTINO L ISCRIZIONE ALL ALBO E IL NOME DEL SOGGETTO ABILITATO PER CUI OPERA CHIARO ED ESAURIENTE DA CONSENTIRE AL CLIENTE DI COMPRENDERE PIENAMENTE NATURA, RISCHI E COSTI DEL PRODOTTO O SERVIZIO OFFERTI VERIFICARE CHE ABBIA COMPRESO RICEVERE SOLO ASSEGNI BANCARI O CIRCOLARI NON TRASFERIBILI O ORDINI DI BONIFICI SU CONTI CORRENTI INTESTATI AL CLIENTE (ev. Intestati o girati al sogg. Abilitato) RILASCIA COPIA DI OGNI ATTO CONTRATTO FIRMATO DAL CLIENTE NON PUO RICEVERE DAL CLIENTE ALCUNA FORMA DI COMPENSO NE DI FINANZIAMENTO 7

8 REGOLE DI COMPORTAMENTO E DI PRESENTAZIONE ART. 110 DEL. CONSOB 16190/07 NON PUO UTILIZZARE I CODICI DI ACCESSO TELEMATICI DEI CLIENTI DIVIETO DI CONTRAFFAZIONE DELLA FIRMA DELL INVESTITORE SU MODULISTICA CONTRATTUALE O ALTRA DOCUMENTAZIONE DIVIETO DI ACQUISIRE ANCHE SOLO TEMPORANEAMENTE LA DISPONIBILITA DELLE SOMME DI PERTINENZA DELL INVESTITORE DIVIETO DI PERFEZIONARE OPERAZIONI NON AUTORIZZATE DAL CLIENTE O POTENZIALE CLIENTE 8

9 ANTIRICICLAGGIO Obblighi di adeguata verifica della clientela e segnalazione di operazioni sospette. (D.Lgs. 231/07 e succ.mod. ed integrazioni Del. Consob del ) «il Promotore finanziario, in qualità di soggetto tenuto all adempimento delle disposizioni contenute nel decreto deve eseguire : -l adeguata verifica del cliente all atto dell apertura identificando il cliente sulla base di documenti e dati affidabili e indipendenti - Ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista dal rapporto - Svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo e nella gestione della relazione Se non adempie va incontro a sanzioni penali ed amministrative previste dallo stesso decreto. 9

10 ANTIRICICLAGGIO Segnalazione di operazioni sospette - evitando che il cliente sia messo sull avviso del fatto che è in corso l iter di segnalazionea) obblighi di segnalazione di operazioni sospette ai sensi degli artt. 41 e 42 del decreto antiriciclaggio; b) obblighi di segnalazione di operazioni sospette ai sensi dell art. 30, comma 6, lettera d) del Regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell Iran c) obblighi di comunicazione, ai sensi dell art. 7 del Decreto Antiterrorismo, e contrasto del terrorismo internazionale e delle minacce alla pace e alla sicurezza internazionale 10

11 ANTIRICICLAGGIO USURA REATI FISCALI previsti dal decreto legislativo n. 74/2000, quali la dichiarazione fraudolenta, infedele od omessa, l emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, l omesso versamento di IVA e l indebita compensazione. USO ANOMALO DEL CONTANTE e TITOLI AL PORTATORE VERIFICA CLAUSOLA NON TRASFERIBILITA ASSEGNI 11

12 ANTIRICICLAGGIO Segnalazione di primo livello: il pf comunica al responsabile della propria struttura che valuta se segnalarlo al delegato della banca per l antiriciclaggio o all amministratore delegato Segnalazione di secondo livello: il delegato o l amministratore del comunica all UIF La segnalazione di operazione sospetta va inoltrata senza ritardo, ove possibile prima di eseguire l'operazione, appena si viene a conoscenza degli elementi di sospetto Divieto di darne comunicazione al soggetto interessato o a terzi 12

13 PROVVEDIMENTI CAUTELARI E SANZIONI art. 55, 166 e 196 TUF SOSPENSIONE DEL PROMOTORE DALL ESERCIZIO DELL ATTIVITA SANZIONI PENALI SANZIONI DISCIPLINARI: Richiamo scritto Sospensione dall Albo Radiazione dall Albo SANZIONI AMMINISTRATIVE 13

14 TUTELA DEL CONTRAENTE DEBOLE art 23 co.6 Tuf Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta - completo rispetto dei criteri di comportamento fissati dalla legge e di tutte le disposizioni normative e regolamentari nonché quelle emanate dagli organi di vigilanza 14

15 L ATTIVITA DI CONSULENZA NELLA DIRETTIVA MIFID E NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA «La raccomandazione personalizzata fornita ad un cliente dietro sua richiesta o per iniziativa della banca riguardo ad una o più operazioni relative a strumenti finanziari.» La direttiva MIFID eleva il servizio di CONSULENZA IN MATERIA DI INVESTIMENTI da servizio accessorio e esercitabile da tutti a servizio di investimento principale e in quanto tale riservato solo agli intermediari autorizzati che, per l offerta fuori sede, continueranno ad avvalersi di promotori finanziari 15

16 L ATTIVITA DI CONSULENZA NELLA DIRETTIVA MIFID E NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA Introduzione del concetto di ADEGUATEZZA : Nell ambito del servizio di consulenza ogni «raccomandazione personalizzata» deve essere preceduta da una valutazione di adeguatezza che rappresenta attualmente il massimo livello di tutela nei confronti dell investitore- Art delibera Consob 16190/2007 Per poter giungere a tale valutazione è necessario raccogliere dal cliente le informazioni in merito: - alla conoscenza ed esperienza in materia di prodotti finanziari - alla sua situazione finanziaria - agli obiettivi di investimento Tali informazioni portano alla assegnazione di un PROFILO DI RISCHIO FULCRO SU CUI SI BASA IL GIUDIZIO DI ADEGUATEZZA 16

17 ADEGUATEZZA Ambito di indagine Informazioni da raccogliere N. domande proposte Esperienze e conoscenze Obiettivi di investimento del cliente Situazione finanziaria Servizi, operazioni e strumenti Caratteristiche operazioni Istruzione e professione Orizzonte temporale Profilo di rischio Finalità dell investimento Reddito regolare Attività e investimenti Impegni finanziari regolari * 1* Il nuovo questionario: - funzionale alla verifica di Adeguatezza - determina il profilo del cliente * Informazioni rilevate mediante la stessa domanda 11

18 LIVELLO DI SERVIZIO MiFID: livello di servizio e tutela Consulenza Collocamento Ricezione e trasmissione ordini Ricezione e trasmissione ordini (Execution Only) Basso Nessuna tutela Appropriatezza Adeguatezza Alto LIVELLO DI TUTELA

19 L ATTIVITA DI CONSULENZA NELLA DIRETTIVA MIFID E NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA La proposta è ADEGUATA se: - è di natura tale per cui il cliente possiede la necessaria conoscenza ed esperienza per comprenderne i rischi inerenti - Rispetta gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio del cliente Se la proposta risulta INADEGUATA, a seconda del prodotto o servizio offerto: - non si può procedere con l investimento - ove possibile il cliente deve rinunciare alla tutela dell adeguatezza manlevando la banca attraverso una apposita dichiarazione che la esonera dalla responsabilità di avergli proposto un prodotto o servizio inadeguato. 19

20 L ATTIVITA DI CONSULENZA NELLA DIRETTIVA MIFID E NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA Stante l importanza di questo particolare passaggio, l ABI è intervenuta per specificare ulteriormente attraverso le proprie LINEE GUIDA l applicazione degli orientamenti ESMA organo di vigilanza dei mercati finanziari in ambito UE - del 6 luglio 2012 concernenti alcuni aspetti dei requisiti di adeguatezza prescritti dalla MIFID prevedendo che: L impresa di investimento dovrebbe definire politiche interne che le consentano di garantire: - un adeguata diversificazione del rischio - che il cliente abbia una adeguata comprensione del rapporto tra rischio e rendimento, ovvero della fisiologica bassa remunerazione degli investimenti privi di rischio, dell incidenza dell orizzonte temporale su tale rapporto e dell impatto dei costi - la situazione finanziaria del cliente possa sostenere eventuali perdite derivanti dagli investimenti o detenere prodotti illiquidi - eventuali conflitti di interesse non influiscano sulla qualità della valutazione dell adeguatezza 20

21 L ATTIVITA DI CONSULENZA NELLA DIRETTIVA MIFID E NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA RESPONSABILITA DELL INTERMEDIARIO: adotta le procedure più idonee alla corretta rilevazione e utilizzo delle informazioni RESPONSABILITA DEL PROMOTORE : con correttezza (probabili conflitti di interessi) senza abusare della buona fede o inesperienza del cliente deve: - spiegare in maniera chiara ed esauriente l importanza di fornire le informazioni accurate - non deve in alcun modo guidare il cliente nelle risposte al fine di poter attribuire il profilo di rischio massimo, - evitare di far firmare distrattamente il questionario di profilatura riservandosi di compilarlo successivamente a proprio piacimento - evitare di variare successivamente il profilo solo per rendere opportunisticamente adeguata un operazione altrimenti non coerente con il profilo emerso dal questionario NB. Nel caso in cui il cliente non fornisca le informazioni richieste, L INTERMEDIARIO SI ASTIENE dal fornire il servizio di consulenza 21

22 L evoluzione del servizio di Consulenza: Mifid II MIFID I 2007 Questionari di profilatura: pura declinazione domande/risposte Asimmetria informativa: lacune su perimetro delle informazioni (totale assenza domande su aspetti sociocomportamentali) e sulle modalità di formulazione delle domande Eccessiva focalizzazione su elementi di analisi finanziaria Monitoraggio statico -incapacità di gestire i BIAS Comportamentali (overconfidence, rammarico, ansia, etc.) MIFID II 2016 La profilatura del cliente: da vincolo normativo a opportunità strategica con l obiettivo di massimizzare il valore erogato ai clienti Capacità di anticipare e indirizzare le esigenze del cliente per costruire una proposta di valore distintiva Percorso di «consapevolezza» della propria situazione patrimoniale Passaggio concettuale da «Avversione al Rischio» a «Propensione all Investimento» Monitoraggio «dinamico» evoluzione dei bisogni e turbolenze di mercato

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