Comune di. Orbetello. Provincia di Grosseto. Regolamento di Contabilità

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1 Comune di Orbetello Provincia di Grosseto Regolamento di Contabilità Approvato con Deliberazione CC 37 del 25/06/2007 1

2 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Le norme del presente regolamento disciplinano, nel rispetto della legge e dello statuto, l ordinamento contabile e la gestione economico finanziaria del comune. ART. 1 ORDINAMENTO CONTABILE 1. L ordinamento contabile e le regole della gestione economico finanziaria si raccordano alle funzioni generali di programmazione e controllo al fine di assicurare coerenza tra obiettivi e strumenti. 2. Il comune applica i principi contabili approvati dall osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali istituito presso il ministero dell interno in base all art. 154 del D. Lgs 267/2000, nonché le linee guida sulla sana gestione finanziaria degli Enti locali ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. ART. 2 ORGANIZZAZIONE E COMPITI DEL SERVIZIO FINANZIARIO 1. Il Servizio Finanziario è individuato nella pianta organica nell ambito del Servizio Risorse e Controllo di Gestione e al medesimo è affidato il coordinamento e la gestione dell'attività Finanziaria. 2. Il responsabile del Servizio Finanziario è il titolare della Posizione Organizzativa cui è assegnato il Servizio Risorse e Controllo di Gestione, ovvero, in caso di assenza o impedimento, il suo sostituto. 3. Gli Uffici del Servizio Risorse e Controllo di Gestione assolvono principalmente alle seguenti funzioni, attività e adempimenti: - programmazione e bilanci; - rilevazione e dimostrazione dei risultati di gestione; - investimenti e relative fonti di finanziamento; - gestione del bilancio riferita alle entrate; - gestione del bilancio riferita alle spese; - rilevazione contabile delle riscossioni, delle liquidazioni e dei pagamenti; - rapporti con il servizio di tesoreria e con gli altri agenti contabili interni; - rapporti con gli organismi gestionali dell'ente; - rapporti con l'organo di revisione economico-finanziaria; - controllo e salvaguardia degli equilibri di bilancio; - controllo di gestione. 4. Il responsabile del servizio finanziario fornisce supporto agli organi istituzionali in materia di finanza, di investimenti e di gestione finanziaria, economica e fiscale; svolge funzioni di controllo e monitoraggio della gestione finanziaria e degli andamenti di cassa, verificando gli equilibri di bilancio; vigila sulla coerenza tra le indicazioni contenute negli atti di indirizzo del consiglio comunale e le deliberazioni di giunta e tra queste e gli atti di gestione dei dirigenti. 5. Le funzioni inerenti la programmazione finanziaria ed il controllo attengono alla stesura della bozza di bilancio e del piano esecutivo di gestione (PEG), alla predisposizione delle delibere di variazioni al bilancio ed al PEG, al monitoraggio finanziario della gestione, al controllo e salvaguardia degli equilibri di bilancio, alla rilevazione e dimostrazione dei risultati di gestione.

3 6. Le funzioni inerenti la gestione finanziaria riguardano l espressione del parere di regolarità contabile su tutti gli atti deliberativi della giunta e del consiglio e la firma del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria sulle determinazioni di impegno di spesa dei dirigenti, il controllo contabile e fiscale degli atti di accertamento e di liquidazione e l emissione degli ordinativi di incasso e di pagamento. 7. Le funzioni inerenti gli investimenti riguardano l attivazione e gestione dei contributi, l emissione di prestiti (mutui, BOC, aperture di credito) e la gestione attiva dell indebitamento. 8. Sulla base dell organizzazione dell ente, al responsabile del servizio finanziario possono essere attribuite ulteriori competenze in materia economico finanziaria e di programmazione, tra cui le attività volte al reperimento di contributi comunitari, il controllo sulle società e partecipazioni del comune, la contabilità analitica ed il controllo di gestione. 9. Nelle ipotesi in cui il responsabile del servizio finanziario ritenga di esprimere parere di regolarità contabile sfavorevole sulle proposte di deliberazioni di giunta per mancata coerenza tra quanto disposto e gli indirizzi contenuti nella relazione previsionale e programmatica, nel triennale e nel bilancio annuale, nonché nel programma annuale e triennale delle opere pubbliche e negli altri atti di indirizzo, rinvia l atto all ufficio proponente affinché sia adeguato alle previsioni. 10. Successivamente all approvazione dell atto consiliare o della giunta con i poteri del consiglio, delle variazioni al bilancio, il responsabile del servizio finanziario trasmette alla giunta, su proposta dell assessore al bilancio, gli atti che approvano le conseguenti variazioni al piano esecutivo di gestione. 11. Nel caso in cui il responsabile del servizio finanziario rilevi cause ostative alla firma del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria sulle disposizioni dirigenziali per mancata coerenza con la deliberazione di approvazione del piano esecutivo di gestione (PEG) e del piano dettagliato degli obiettivi (PDO), rinvia l atto al dirigente proponente, che è tenuto ad adeguarsi agli indirizzi contenuti negli atti programmatici della giunta, sino a che non intervenga un atto di modifica del PEG. 12. Nel caso in cui siano invece rilevate mere irregolarità contabili e/o fiscali, pur in presenza di copertura finanziaria, il Dirigente proponente può dare comunque esecuzione all atto motivando le ragioni che inducono a disattendere le osservazioni. ART. 3 - PROPOSTA DI BILANCIO 1. In attuazione del programma del sindaco e degli atti fondamentali e di indirizzo politico-amministrativo approvati dal consiglio comunale, la giunta impartisce al direttore generale o, in sua assenza, al responsabile del servizio finanziario, le linee guida inerenti la formazione del bilancio preventivo e dei suoi allegati. 2. Le direttive della giunta attengono alla politica tributaria, patrimoniale e tariffaria, al mantenimento, ampliamento, riduzione o esternalizzazione dei servizi, alla politica del personale, agli investimenti. 3. Le procedure per la definizione della proposta di bilancio in pareggio, da sottoporre all approvazione del consiglio comunale, sono decise dalla giunta, su proposta del direttore generale o, in sua assenza, del responsabile del servizio finanziario. 3

4 ART. 4 - APPROVAZIONE DEL BILANCIO 1. Entro 30 giorni antecedenti il termine fissato per l approvazione del bilancio, la giunta approva la proposta di bilancio annuale, il triennale e la relazione previsionale e programmatica. 2. Entro 20 giorni antecedenti il termine per l approvazione, il sindaco presenta al consiglio la proposta di bilancio e dei suoi allegati. Le bozze dei documenti contabili di previsione sono trasmesse, nello stesso termine, all organo di revisione e ai capigruppo consiliari. 3. I consiglieri comunali possono presentare al sindaco emendamenti agli stanziamenti previsti nello schema di bilancio entro le ore 14 del decimo giorno lavorativo antecedente la data fissata per l inizio della discussione in Consiglio. 4. Sugli emendamenti sono espressi i pareri preventivi di regolarità tecnica e contabile, nonché il parere del collegio dei revisori. Non sono posti in votazione gli emendamenti che alterano gli equilibri di bilancio. 5. Ad avvenuta approvazione del bilancio, il servizio finanziario, in collaborazione con gli uffici competenti, assicura ai cittadini ed agli organismi di partecipazione l'informazione sui contenuti significativi del bilancio annuale e dei suoi allegati, oltre che con le pubblicazioni obbligatorie previste dalla legge, anche mediante le pagine web della rete civica comunale. ART. 5 - ALLEGATI AL BILANCIO: BILANCIO PLURIENNALE E RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA 1. Il bilancio pluriennale, di durata pari a quello della regione toscana, elaborato in termini di competenza, viene aggiornato annualmente in occasione della presentazione del bilancio di previsione. 2. La Direzione Generale, ed in sua assenza il servizio finanziario, cura il coordinamento generale dell'attività di predisposizione della bozza di relazione previsionale e programmatica e provvede alla stesura finale della stessa da sottoporre al consiglio nei termini del bilancio di previsione. ART. 6 - APPROVAZIONE DEL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE 1. Il piano esecutivo di gestione (PEG) è uno strumento operativo finalizzato alla realizzazione degli indirizzi espressi dagli organi politici dell ente. Con il piano esecutivo di gestione sono evidenziati gli obiettivi ed i programmi di gestione, nonché i mezzi finanziari per il loro conseguimento. 2. La proposta è predisposta dal direttore generale, o, in sua assenza, dal responsabile del servizio finanziario, con il supporto dei servizi finanziario e di programmazione e controllo. 3. Il piano è elaborato tenendo conto del programma del sindaco, degli atti fondamentali e di indirizzo politico-amministrativo del consiglio e delle direttive della giunta. 4. Nella stesura del PEG sono privilegiati gli obiettivi che hanno riferimento a responsabilità settoriali diverse, in un ottica di programmazione e progettazione integrata. 5. Costituisce allegato al PEG il piano dettagliato degli obiettivi. 4

5 6. Per ciascun obiettivo sono indicati: il responsabile, l elenco analitico delle risorse finanziarie (capitoli di PEG) assegnate e del personale impiegato, gli obiettivi da raggiungere ed i tempi di attuazione, gli indirizzi per la gestione e gli indicatori per misurare il raggiungimento degli obiettivi. 7. La giunta approva il PEG entro l inizio dell esercizio, ovvero entro 30 giorni dalla approvazione del bilancio nel caso di rinvio del termine fissato dalla legge. Nel periodo intercorrente tra l inizio dell esercizio e l approvazione del PEG, opera la gestione provvisoria in dodicesimi degli stanziamenti definitivi dei capitoli assegnati nell esercizio precedente. 8. Al fine di consentire il finanziamento di spese pluriennali e di quelle che, per la funzionalità del servizio, debbono essere finanziate prima dell inizio dell esercizio, la giunta, unitamente alle risorse iscritte nel piano esecutivo di gestione annuale, assegna ai dirigenti gli stanziamenti degli interventi iscritti nel triennale. 9. Nel caso in cui con il PEG non siano stati individuati tutti gli obiettivi di gestione e conseguentemente non siano state assegnate interamente le risorse di entrata e gli interventi di spesa, la giunta provvede ad adottare atti di integrazione, specificando gli indirizzi per la gestione. 10. Nel Piano degli Obiettivi sono evidenziati gli obiettivi annuali relativamente agli stanziamenti in conto capitale corredati del cronoprogramma delle opere inserite nel piano annuale, compreso quelle il cui finanziamento proviene dalla gestione residui. ART. 7 AZIONI MODIFICATIVE DELLA PROGRAMMAZIONE E VARIAZIONI AL BILANCIO 1. Ove risulti necessario, il consiglio comunale può provvedere, a partire dalla seduta successiva all approvazione del bilancio ed entro il 30 novembre di ciascun esercizio, all aggiornamento degli atti di programmazione ed alla conseguente modifica degli stanziamenti di entrata e di spesa. 2. Le variazioni al bilancio annuale e pluriennale conseguenti alle modifiche di programmazione hanno natura contabile e riguardano la consistenza degli stanziamenti. Il consiglio comunale, o la giunta per motivi di urgenza, possono approvare varianti in entrata e in uscita o storni tra gli stanziamenti di bilancio sia nella parte entrata che nella parte spesa. 3. Le varianti al bilancio sono disposte in aumento nel caso sorga la necessità di prevedere nuove ed ulteriori risorse rispetto a quelle programmate, da utilizzare per fronteggiare maggiori spese, o nuovi investimenti, oppure in diminuzione, per sopraggiunte difficoltà nell accertamento, che comportano un pari abbassamento del totale complessivo delle uscite. 4. Gli storni tra interventi di spesa o tra risorse di entrata non alterano l ammontare complessivo del bilancio e possono risultare necessari per consentire il normale svolgimento delle attività dell ente. 5. Le richieste di variazione al bilancio, assentite dall assessore competente, sono trasmesse dal competente dirigente al servizio finanziario entro il 5 novembre. Debbono essere motivate in relazione alla necessità di integrare o ridurre gli stanziamenti assegnati con il PEG, sia che modifichino le risorse di entrata che gli interventi di spesa iscritti nel bilancio di previsione, e corredate della documentazione necessaria. 6. Il responsabile del servizio finanziario, verificata la correttezza contabile e la compatibilità finanziaria della richiesta, nonché la documentazione prodotta, predispone, entro il termine di 20 giorni, l atto di variazione al bilancio da sottoporre al consiglio o alla giunta, nel caso siano evidenziati motivi di 5

6 urgenza. Lo schema di delibera, corredato del parere del collegio dei revisori, è presentato dall assessore al bilancio all organo competente per l adozione. 7. Il responsabile del servizio finanziario, entro sette giorni dall approvazione da parte della giunta dell atto di variazione al bilancio adottato con i poteri del consiglio, predispone lo schema consiliare di ratifica della deliberazione da sottoporre al consiglio nella prima seduta utile. ART. 8 VARIAZIONI AL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE E STORNI DA FONDO DI RISERVA 1. Le variazioni al bilancio comportano necessariamente variazioni al piano esecutivo di gestione. Il responsabile del servizio finanziario provvede alla predisposizione dell atto di variazioni al PEG da sottoporre alla giunta nella prima seduta utile successiva all atto di approvazione della variazione al bilancio. 2. Le variazioni al PEG che non comportano variazioni al bilancio sono trasmesse al servizio finanziario entro il termine del 30 di novembre. 3. Nel caso in cui non sia possibile provvedere con storni tra i capitoli gestiti, né con varianti in entrata ed in uscita, per esigenze impreviste e imprevedibili in sede di programmazione, i dirigenti, previo assenso dell assessore competente, possono sottoporre al responsabile del servizio finanziario, di norma entro il 10 dicembre di ciascun esercizio, motivata richiesta di integrazione degli stanziamenti di spesa con storno dal fondo di riserva. 4. Il responsabile del servizio, sentito l assessore al bilancio, ove concordi con le proposte ed accerti l esistenza della necessaria disponibilità sullo stanziamento, predispone gli atti relativi da sottoporre alla giunta. 5. Le delibere di giunta che approvano storni dal fondo di riserva sono comunicate al consiglio con cadenza semestrale e comunque entro uil termine dell esercizio. ART. 9 - SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO E RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI 1. Ai fini della verifica degli equilibri di bilancio, i dirigenti di settore, coordinati dal servizio finanziario, provvedono, entro il 5 di settembre di ciascun anno, al monitoraggio dell'andamento degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa. Nel caso in cui dal monitoraggio si evidenzi la presenza di debiti fuori bilancio o di fatti e situazioni che comportino l'alterazione degli equilibri del bilancio, il consiglio comunale, entro il 30 settembre di ciascun anno, adotta i provvedimenti necessari al ripiano dei debiti fuori bilancio ed al ripristino degli equilibri. Con lo stesso atto, il consiglio provvede, altresì, alla ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi. 2. Il responsabile del servizio finanziario ha comunque l'obbligo di segnalare, in forma scritta, al sindaco, al consiglio nella persona del suo presidente, al direttore generale, al segretario ed all'organo di revisione i fatti, opportunamente documentati, che ritiene possano comportare il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio. Entro i 30 giorni successivi alla segnalazione, il consiglio, su proposta della giunta, adotta gli atti necessari per ripristinare gli equilibri di bilancio. 3. Qualora i fatti segnalati risultino di particolare gravità, il responsabile del servizio finanziario informa il sindaco e la giunta della necessità di sospendere il rilascio del visto di regolarità contabile attestante la 6

7 copertura finanziaria sugli atti di impegno di spesa, il cui rinvio non determini danni patrimoniali all ente. Della decisione è data tempestiva comunicazione ai dirigenti gestori delle risorse. 4. Ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio e per il rispetto del patto di stabilità, la giunta può prevedere con proprio atto di organizzazione limiti alla possibilità di impegno di spesa corrente dei dirigenti, salvo le spese derivanti da contratti o da disposizioni normative o quando il mancato impegno può causare danni patrimoniali all ente. ART GESTIONE DEL P.E.G. 1. Gli atti di gestione del piano esecutivo sono di competenza dei dirigenti di settore, che li adottano nei limiti delle risorse e degli interventi assegnati e nel rispetto degli obiettivi di gestione. 2. Gli atti di gestione finanziaria relativamente all entrata sono: l accertamento, la riscossione ed il versamento; per quanto riguarda la spesa sono: l impegno e la liquidazione. 3. I gestori delle risorse e degli interventi hanno l'obbligo della presentazione al servizio competente, entro il 31 gennaio, del rendiconto sul grado di raggiungimento degli obiettivi, compresi i lavori realizzati ed i tempi di attuazione dei progetti per gli investimenti. Sui risultati raggiunti, il direttore generale o, in sua assenza, il responsabile del servizio finanziario, relaziona alla giunta entro il 28 febbraio. 4. Ogni atto che comporti modificazioni nella gestione corrente o in conto capitale per gli esercizi futuri è preceduto da una verifica delle conseguenze finanziarie sul bilancio pluriennale al fine di garantire il permanere delle compatibilità finanziarie nel medio periodo. ART ACCERTAMENTO DI ENTRATA 1. L accertamento costituisce la prima fase della gestione dell entrata. Avviene sulla base del principio della competenza finanziaria, secondo il quale un entrata è accertabile nell esercizio finanziario in cui è sorto il diritto al credito e quest ultimo sia certo, liquido ed esigibile. 2. Le disposizioni di accertamento, firmate dal responsabile del servizio competente, evidenziano: la ragione del credito, il titolo giuridico che supporta il credito, il soggetto debitore, l ammontare del credito e la relativa scadenza. 3. Gli atti di accertamento di entrata, debitamente sottoscritti dal gestore della risorsa e corredati della documentazione comprovante il diritto dell ente alla riscossione, sono trasmessi al servizio finanziario per la registrazione, ai fini della esecutività degli stessi, entro tre giorni dal momento in cui si sono perfezionati tutti gli elementi costitutivi dell accertamento, e comunque entro il 20 dicembre di ciascun esercizio. 4. Nel caso di entrate a destinazione vincolata per legge, se non provvede l ufficio competente con proprio atto, il servizio finanziario procede alla registrazione dell accertamento e del corrispondente impegno di spesa entro il 31 dicembre dell esercizio di riferimento. 5. Un entrata tributaria è accertabile soltanto dopo che sia stato formato il ruolo, o acquisita la denuncia, o ricevuto il versamento effettuato in autoliquidazione, o comunicato il gettito,o divenuto definitivo l atto di accertamento o di liquidazione. Per l entrata relativa agli oneri per permessi di costruire, da qualificarsi come tributaria, l accertamento è effettuato sulla base degli introiti effettivi. 7

8 6. Un entrata da trasferimenti è accertabile sulla base di norma di legge o di atto amministrativo emanato dagli enti del settore pubblico, sulla base di specifica comunicazione da parte dei medesimi enti. 7. Un entrata extratributaria è accertabile sulla base delle riscossioni avvenute e degli ordinativi di incasso emessi, delle fatture o dei relativi titoli fiscali sostitutivi emesse, dei contratti in essere e delle liste di carico formate, nonché sulla base di atti autorizzativi, concessivi o accertativi emessi dall ente locale. 8. Un entrata da accensione di prestiti è accertabile sulla base del contratto di mutuo o, se disciplinata da altra norma di legge, sulla base del provvedimento di concessione del prestito. 9. Per le entrate da servizi conto terzi, la misura dell accertamento deve garantire l equivalenza con l impegno sul correlato capitolo delle spese per servizi conto terzi. Le entrate da servizi conto terzi devono essere limitate a quelle strettamente previste dall ordinamento finanziario e contabile, con responsabilità del servizio finanziario sulla corretta imputazione 10. I titolari preposti ai centri di responsabilità operano affinché le previsioni di entrata si traducano in disponibilità finanziarie certe ed esigibili, sulla base degli indirizzi e delle direttive della Giunta. ART RISCOSSIONE E VERSAMENTO DELLE ENTRATE IN TESORERIA E REGOLARIZZAZIONE CON REVERSALI D INCASSO 1. Per tutte le entrate, comunque riscosse, il servizio finanziario emette i relativi ordini d incasso (reversali) da registrarsi nei libri contabili. 2. La redazione dell ordinativo d incasso può essere effettuata su supporto cartaceo o anche esclusivamente su supporto informatico. In tal caso deve essere sempre possibile la stampa del documento. 3. La firma degli ordinativi di incasso e della distinta del tesoriere può essere effettuata anche con modalità digitale. 4. Il tesoriere deve perfezionare la riscossione di somme che vengono versate a favore dell ente senza la preventiva emissione della reversale, richiedendone la regolarizzazione contabile. 5. Le entrate dell ente possono essere acquisite, oltre che tramite il tesoriere comunale, con le seguenti modalità: a) versamenti sui conti correnti postali intestati all ente con traenza del tesoriere; b) versamenti con moneta elettronica (bancomat, carta di credito) che confluiscono in un conto corrente appositamente aperto presso l istituto di credito che gestisce la tesoreria. Da tale conto viene quotidianamente prelevata la giacenza che confluisce tra i fondi incassati dal tesoriere; c) versamenti a mezzo domiciliazione bancaria attivata dal debitore tramite banche convenzionate; d) versamenti a mezzo di incaricati speciali della riscossione individuati con formali atti che attribuiscono la qualifica di agente contabile. 6. Per le riscossioni tramite la cassa economali e riscuotitori speciali valgono le norme di cui al Regolamento per il Servizio di Economato e riscuotitori speciali. 7. Le somme giacenti nei conti correnti postali, come previsto dalla normativa vigente, sono prelevate e versate in tesoreria ogni 15 giorni. Copia del relativo ordine è inviato dai responsabili dei servizi al 8

9 tesoriere e trasmesso, per conoscenza, al servizio finanziario per l emissione della reversale d incasso sul competente capitolo di PEG. 8. Le reversali d incasso sono sottoscritte dal responsabile del servizio finanziario, o suo delegato. Gli ordinativi di incasso relativi alle ritenute a vario titolo da effettuarsi sulle competenze lorde spettanti al personale dipendente e ai componenti della Giunta Comunale sono sottoscritti dal Responsabile dell Unità Organizzativa del Personale. ART. 13 VIGILANZA SULLA GESTIONE DELLE ENTRATE 1. I Responsabili dei rispettivi procedimenti di entrata ed il Servizio Finanziario, per i compiti di vigilanza e controllo, sono tenuti a curare sotto la loro personale responsabilità che l'accertamento, la riscossione e il versamento delle entrate trovi puntuale, tempestivo e integrale riscontro operativo e gestionale, redigendo apposita relazione per riferire al Sindaco qualora rilevino fatti o eventi che possono recare pregiudizio al buon andamento dell'amministrazione ed al risultato finale della gestione; la suddetta relazione sarà trasmessa, per conoscenza, al Responsabile Servizio Finanziario ai fini della eventuale adozione del provvedimento di riequilibrio di bilancio. 2. Gli agenti contabili sono responsabili delle somme di cui devono curare la riscossione e rispondono personalmente dell'eventuale prescrizione del credito e di ogni altro danno arrecato all'ente per incuria o mancata diligenza nell'esercizio delle attribuzioni loro affidate. ART IMPEGNO DI SPESA 1. Presupposto indispensabile per l emissione dell impegno di spesa è l approvazione del piano esecutivo di gestione con il quale vengono assegnate le risorse ai responsabili dei servizi. 2. Il dirigente di settore assegnatario può delegare temporaneamente, in caso di assenza, impedimento o nei casi previsti da atti di organizzazione dell ente, la propria potestà ad impegnare le spese sui capitoli assegnati ai direttivi inquadrati nelle posizioni organizzative. 3. Gli atti di impegno sono trasmessi al servizio finanziario per la registrazione sul pertinente capitolo di PEG, previa verifica della corretta imputazione e dell effettiva copertura finanziaria, entro il 31 dicembre dell anno di riferimento. Decorso tale termine, gli atti di impegno si intendono non ricevibili e le somme non impegnate costituiscono economie di bilancio. Il dirigente che emette l atto di impegno deve darsi carico della verifica di legittimità nei riguardi della corretta applicazione delle norme dell ordinamento finanziario e contabile. 4. Con l apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria del responsabile del servizio finanziario è autorizzata l esecuzione della spesa per l importo fissato. 5. Per le spese afferenti procedure in via di espletamento, l atto autorizzativo dell avvio del procedimento costitutivo del vincolo sullo stanziamento di bilancio determina una prenotazione di impegno. 6. Gli atti di prenotazione di impegno relativi all indizione di gare ad evidenza pubblica sono trasmessi al servizio finanziario per la registrazione in via provvisoria in contabilità. L impegno diviene esecutivo con la registrazione dell'atto di affidamento di lavori o forniture e nei limiti dell'importo di aggiudicazione. A tale scopo l atto di affidamento è trasmesso al servizio finanziario per la registrazione degli estremi del creditore e dell importo entro 10 giorni dalla data di aggiudicazione. Eventuali maggiori prenotazioni sono accertate d ufficio in economia dal servizio finanziario. 9

10 8. Le prenotazioni di impegno possono essere annotate in contabilità a cura dei dirigenti gestori delle risorse assegnate. Il servizio finanziario provvede alla registrazione in sede di esame degli atti di impegno di spesa. 9. Le obbligazioni giuridicamente perfezionate discendenti da norme di legge o da contratti, o atti esecutivi che estendono i loro effetti a più esercizi determinano l assunzione automatica del corrispondente impegno di spesa pluriennale su ciascuno degli esercizi futuri, nei limiti degli stanziamenti di ogni singolo intervento iscritti nel bilancio pluriennale. 10. Per quanto attiene agli impegni di spesa costituiti sugli stanziamenti senza necessità di atti formali di impegno di cui all art. 183, 5 comma, ultimo capoverso del d. lgs. 267/2000, opera il disimpegno automatico dopo due anni dalla data di registrazione, ove non risulti affidato l incarico relativo. ART. 15 LIQUIDAZIONE 1. La liquidazione è la fase in cui si verifica la completezza della documentazione e l idoneità della stessa a comprovare il diritto alla riscossione del creditore. 2. La liquidazione della spesa è effettuata dal Responsabile del Servizio che ha dato esecuzione al provvedimento di spesa, ai sensi dell art. 184 del D. Lgs. 267/2000 e trasmessa al Servizio Finanziario entro 20 giorni dalla data di ricevimento della documentazione da parte del creditore. 3. In caso di spese dovute a fronte di prestazioni e forniture per servizi in economia, l atto di liquidazione può consistere solamente in un visto di liquidazione da apporsi anche a mezzo timbro sul titolo fiscale o su documento accompagnatorio, attestante la regolarità della fornitura o prestazione rispetto all impegno assunto, con l indicazione del relativo capitolo e impegno di spesa. In caso di erogazione di contributi, sgravi e rimborsi di somme, la liquidazione deve disporsi con la medesima determinazione di autorizzazione alla spesa. 4. Quando l atto di liquidazione risulti incompleto od inesatto o la documentazione non sia conforme alla normativa fiscale, il servizio finanziario, non potendo procedere all emissione del mandato di pagamento, rinvia per scritto la documentazione all ufficio proponente, che procede alle integrazioni e/o correzioni in tempi rapidi per evitare il maturarsi di interessi di ritardato pagamento. ART. 16 ORDINAZIONE 1. L ordinazione consiste nell ordine di pagare impartito al tesoriere tramite mandato di pagamento. 2. Il responsabile del servizio finanziario, prima della registrazione dei mandati di pagamento, verifica la correttezza dell atto di liquidazione e la regolarità della documentazione. 3. Il mandato di pagamento contiene tutti gli elementi utili ad individuare il beneficiario, nonché i dati contabili e meccanografici riferiti al bilancio. 4. I mandati di pagamento, dopo la registrazione, sono sottoscritti dal responsabile del servizio finanziario o, in sua assenza, dal responsabile dell ufficio competente del servizio finanziario, anche con firma digitale. I mandati di pagamento delle competenze dovute al personale e dei relativi oneri contributivi è sottoscritto dal responsabile del servizio, in base alla liquidazione dallo stesso effettuata. 10

11 5. Nel caso in cui il beneficiario del mandato di pagamento risulti debitore dell ente, il responsabile del servizio finanziario procede, ove lo ritenga necessario, ad effettuare la compensazione amministrativa, previa informazione al debitore medesimo. ART. 17 PAGAMENTO 1. Il pagamento è la fase finale del procedimento di spesa con la quale il tesoriere dà esecuzione all ordine contenuto nel mandato di pagamento effettuando i controlli di capienza dei rispettivi interventi stanziati in bilancio, con le modalità indicate nei mandati stessi e nel rispetto delle norme di legge, regolamentari e della convenzione di tesoreria. 2. Nei casi previsti dalla legge, il tesoriere può procedere al pagamento in conto sospeso, prima dell emissione del mandato di pagamento. La regolarizzazione contabile deve avvenire entro 15 giorni e comunque entro la chiusura dell esercizio. 3. La modalità di estinzione dei mandati, richiesta in forma scritta dai creditori, deve essere unica per ogni contratto e, di norma, non può essere modificata nel corso della prestazione. 4. Nel caso di mandati di pagamento in contanti a favore di persone giuridiche, nei quali non siano indicate le generalità di colui che è autorizzato a firmare per quietanza, spetta al tesoriere la verifica del possesso della titolarità alla riscossione. 5. I mandati interamente o parzialmente non estinti alla data del 31 dicembre di ciascun anno sono commutati in assegni circolari. 6. Per i mandati relativi a compensazioni amministrative effettuate ai soli fini contabili, non è richiesta la quietanza da parte del beneficiario. ART DISCIPLINA DEI CREDITI 1. La giunta comunale, con proprio atto, determina, per specifiche tipologie di credito, l'ammontare entro il quale disporne la rinuncia, quando il costo complessivo della riscossione supera l'ammontare del singolo credito. Le disposizioni dirigenziali di rinuncia ai crediti sono comunicate al responsabile del servizio finanziario. 2. A tutte le entrate di qualsiasi natura, per le quali non sia stabilito da disposizioni legislative l'ammontare degli interessi per ritardato pagamento, si applica l'interesse legale. Nel caso di mancato pagamento è applicabile l'interesse di mora. 3. La rateizzazione dei crediti, gravati degli interessi legali, può essere concessa con disposizione, previa garanzia per l'importo del debito rateizzato. 4. La giunta, con proprio atto, può disporre l esonero dalla prestazione della garanzia medesima. 11

12 ART CREDITI INESIGIBILI E CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA 1. I crediti inesigibili devono essere registrati in apposito libro delle scritture patrimoniali, fino a che permanga il diritto alla riscossione. 2. Sulla base delle poste di entrata relative a crediti di dubbia esigibilità, i dirigenti comunicano al servizio finanziario, in sede di predisposizione del bilancio di previsione, la somma da iscrivere nel fondo svalutazione crediti. 3. Il calcolo viene effettuato sulla base del trend storico della percentuale di mancato incasso delle somme iscritte a ruolo. 4. Nel caso di accertata inesigibilità di crediti dell ente, qualora risulti accantonata nell avanzo una posta per svalutazione crediti, si provvede, con atto dirigenziale, alla loro eliminazione dal conto del patrimonio mediante utilizzo dell apposito fondo. ART PAGAMENTO DEI RESIDUI PASSIVI 1. Il responsabile del servizio finanziario trasmette in tesoreria, entro il 31 gennaio di ciascun anno, l'elenco provvisorio dei residui passivi, debitamente sottoscritto. Il tesoriere provvede all'estinzione dei mandati sui residui solo se gli stessi trovano riscontro in detto elenco. 2. Le eventuali modifiche all elenco sono tempestivamente comunicate al tesoriere per scritto, con nota a firma del responsabile del servizio finanziario. ART FONTI DI FINANZIAMENTO DEGLI INVESTIMENTI a) Gli investimenti possono essere finanziati utilizzando: a) entrate correnti con destinazione vincolata agli investimenti; b) avanzi di bilancio derivanti da maggiori entrate correnti rispetto alle spese correnti; c) reimpiego delle somme incassate nel titolo IV della parte entrata del bilancio e derivanti da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossione di crediti; d) reimpiego dell avanzo di amministrazione vincolato agli investimenti e di quello libero; e) accensione di prestiti e altre forme di indebitamento, tra cui BOC, e aperture di credito; f) entrate derivanti dalla gestione di fondi immobiliari chiusi; g) project financing. ART. 22 INDEBITAMENTO 1. Il ricorso all indebitamento è ammesso esclusivamente nelle forme previste dalla legge e per la realizzazione degli investimenti. 2. E possibile quando risulta approvato il rendiconto del penultimo esercizio chiuso e quando la posta relativa all investimento è prevista nel bilancio annuale o nel pluriennale deliberato dall organo consiliare. 3. Per ridurre gli oneri dei mutui in ammortamento, l ente può procedere all emissione di prestiti obbligazionari, per la durata non superiore a quella del debito residuo. L ammontare è comprensivo delle eventuali penalità per l estinzione anticipata dei prestiti. 12

13 ART. 23 UTILIZZO DI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI 1. L ente può utilizzare strumenti finanziari derivati di copertura del rischio di tasso di interesse per la gestione delle passività risultanti da emissioni obbligazionarie, da mutui passivi e dalle altre forme di ricorso al mercato finanziario previste dalla legge. 2. Gli strumenti derivati consentiti sono gli swap e le opzioni sui tassi di interesse. Le operazioni finanziarie conseguenti sono poste in essere su capitali effettivamente dovuti, con esclusione della facoltà di operare su importi figurativi. Resta ferma la facoltà di utilizzare diversi strumenti finanziari derivati ai fini del conseguimento di un unico risultato sul medesimo capitale, nonché di effettuare operazioni di segno opposto per neutralizzare parzialmente o totalmente gli effetti di precedenti contratti. 3. Gli strumenti derivati sono utilizzati per ridurre i rischi connessi sia all oscillazione dei tassi di interesse, sia alla concentrazione dell indebitamento in alcune categorie di tasso. E vietato utilizzare gli strumenti finanziari derivati per fini speculativi. 4. L utilizzo di strumenti finanziari derivati può essere attivato soltanto previa verifica della giunta municipale che analizzi l incidenza dell operazione sulle condizioni economico-finanziarie e sugli equilibri di bilancio di medio e lungo termine. ART RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI ATTIVI E PASSIVI 1. Entro il 28 febbraio dell anno successivo alla chiusura dell esercizio, il servizio finanziario azzera d ufficio i residui di stanziamento dell anno precedente ed i residui passivi di parte corrente, non correlati ad entrate vincolate, relativi al terzo esercizio precedente a quello chiuso ed invia ai dirigenti l elenco dei residui attivi e passivi rimasti accesi. 2. Entro il 31 marzo, i dirigenti provvedono, con motivata disposizione, al riaccertamento dei residui attivi e passivi, indicando il titolo giuridico che consente il permanere o meno del residuo. 3. La eliminazione totale o parziale di residui attivi riconosciuti inesigibili, insussistenti o prescritti non correlata a pari eliminazione di residui passivi è adeguatamente motivata nell atto di approvazione del rendiconto della gestione. 4. L operazione di riaccertamento dei residui passivi da iscrivere nel conto del bilancio è tesa alla verifica del permanere o meno delle posizioni debitorie ricercando l effettiva esistenza dei presupposti previsti dalla legge e dai principi contabili. 5. Tra le cause di eliminazione dei residui attivi è inclusa, oltre alle normali cause di inesigibilità o insussistenza, l accertata irreperibilità o insolvenza del debitore nonché l'abbandono di entrate patrimoniali il cui recupero comporta costi di riscossione superiori al credito accertato. 6. Tra le cause di eliminazione dei residui passivi, oltre alle normali cause di insussistenza o prescrizione, è inclusa l accertata irreperibilità del creditore. 13

14 ART RENDICONTO DELLA GESTIONE 1. Il rendiconto è l atto complesso con il quale l amministrazione evidenzia al consiglio le operazioni contabili, finanziarie, economiche e patrimoniali effettuate nell esercizio di riferimento. Si compone del conto finanziario, del conto economico, del conto del patrimonio e del prospetto di conciliazione. Al rendiconto sono allegati: a) la relazione della Giunta; b) la relazione dei revisori dei conti; c) l elenco dei residui attivi e passivi, distinti per anno di provenienza; d) la deliberazione relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio dell anno di riferimento. 2. Sono presupposti che necessitano di verifica e parificazione: a) il conto del tesoriere; b) il conto degli agenti contabili. 3. La proposta di deliberazione consiliare e lo schema di rendiconto, corredato degli allegati previsti dalla legge e della relazione di cui al precedente comma 3, sono sottoposti all esame del collegio dei revisori, in modo da consentire il deposito in segreteria della documentazione, completa della relazione dei revisori, 20 giorni prima del termine di approvazione previsto dalla legge. 4. Il rendiconto della gestione è deliberato dal consiglio entro il 30 giugno successivo alla chiusura dell'esercizio. ART. 26- AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA 1. Il servizio di tesoreria e di cassa dell'ente consiste nella riscossione di tutte le entrate e nel pagamento di tutte le spese dell ente. 2. E affidato a soggetto abilitato all esercizio mediante procedura ad evidenza pubblica con modalità che rispettino i principi di concorrenza. 3. Le norme che regolano i rapporti tra l amministrazione comunale ed il concessionario del servizio sono disciplinate, nel rispetto dei principi di legge, da apposita convenzione. ART VERIFICHE DI CASSA 1. L organo di revisione economico-finanziaria dell ente provvede all inizio ed alla fine del mandato del sindaco alla verifica straordinaria di cassa. Provvede, altresì, con cadenza trimestrale, alla verifica ordinaria di cassa ed alla verifica della gestione del servizio di tesoreria. 2. Le operazioni di verifica sono verbalizzate con conservazione agli atti del tesoriere e del servizio finanziario dell ente del verbale sottoscritto da tutti gli intervenuti. 3. Oltre alle verifiche ordinarie di cassa trimestrali, l organo di revisione può effettuare, a propria discrezione, ulteriori verifiche di cassa straordinarie. 14

15 ART PRELIEVI E RESTITUZIONE DEI TITOLI E DEPOSITI 1. I movimenti di consegna, prelievo e restituzione dei depositi effettuati da terzi per spese contrattuali, d'asta e cauzionali a garanzia degli impegni assunti sono autorizzati dal responsabile del servizio finanziario previa attestazione del responsabile del servizio interessato. 2. I movimenti sono regolarizzati mensilmente con imputazione ai pertinenti capitoli dei servizi per conto di terzi. Il tesoriere allega gli originali degli ordinativi al proprio rendiconto. ART ORGANO DI REVISIONE ECONOMICO FINANZIARIA 1. Il servizio finanziario provvede all attivazione delle procedure per l elezione dell organo di revisione economico-finanziaria entro 60 giorni dalla data di scadenza del mandato del collegio in carica, mediante pubblicazione di apposito avviso e dandone notizia agli ordini professionali interessati. 2. Gli aspiranti in possesso dei requisiti professionali previsti dalle norme vigenti devono far pervenire, entro la data indicata nell avviso di cui al comma precedente, oltre ai titoli relativi ai requisiti prescritti, anche un adeguato curriculum vitae, nonché i titoli e le pubblicazioni relativi alle materie professionali. 3. Il servizio finanziario provvede, entro 15 giorni dal termine di cui al precedente comma, all istruttoria delle domande presentate ed all inoltro al Sindaco dei curricula pervenuti per la valutazione e la trasmissione al Consiglio ai fini dell elezione dell organo. 4. Il servizio finanziario partecipa la nomina con lettera raccomandata agli interessati, i quali entro 15 giorni dalla consegna devono far pervenire al sindaco la loro accettazione. Decorso infruttuosamente il termine o in caso di non accettazione, si provvede alla sostituzione. 5. L Organo di Revisione Economico-Finanziaria di cui al Titolo VII del D. Lgs. 267/2000 svolge le proprie funzioni presso gli uffici del Comune. 6. L Organo di Revisione può dotarsi di un regolamento autonomo per il funzionamento interno delle proprie funzioni. 7. L Organo di Revisione, nell'esercizio delle sue funzioni: a) può accedere agli atti e documenti del Comune tramite richiesta scritta al Direttore Generale o direttamente ai Dirigenti interessati; tali atti sono messi a disposizione di tale organo nel termine di 10 giorni o comunque con la massima tempestività motivando l'impossibilità del rispetto del termine; b) partecipa, su richiesta del Presidente, alle sedute del Consiglio dedicate alla discussione ed approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione; 8. Qualora L Organo di Revisione rilevi gravi irregolarità nella gestione, redige apposita relazione da trasmettere al Presidente del Consiglio e al Sindaco entro 15 giorni dalla consegna della relazione. 9. Entro trenta giorni dalla cessazione del mandato, ai sensi dell'art. 235 del D. Lgs. 267/2000, L Organo di Revisione redige apposita relazione sull'andamento della gestione dell'ultimo esercizio e sulle norme comportamentali che hanno presieduto all'espletamento della funzione di revisione al fine di garantire continuità di giudizio sull'attività del Comune. 15

16 ART CONTROLLO INTERNO DI GESTIONE 1. Con appositi provvedimenti di organizzazione, si stabiliscono le modalità con le quali il servizio finanziario fornisce la necessaria collaborazione all ufficio cui compete il controllo di gestione per: a) impiantare contabilità economiche analitiche, nell'ambito della progressiva introduzione di un sistema di contabilità economica generale; b) individuare i centri di costo e di ricavo, in relazione alla struttura organizzativa ed ai servizi e progetti oggetto di rilevazione; c) definire il piano annuale dettagliato degli obiettivi; d) rilevare le risultanze economiche della gestione con l'impiego di procedure e tecniche contabili e informatiche adeguate; e) sviluppare un sistema complessivo di controllo economico interno di gestione che consenta di valutare le risultanze in rapporto al piano degli obiettivi e di misurare l efficienza ed il grado di economicità dell azione intrapresa. 2. Il servizio finanziario collabora con la struttura organizzativa cui compete il controllo di gestione alla stesura dei rapporti trimestrali sulle risultanze delle rilevazioni effettuate al fine della verifica e dell'analisi degli scostamenti della gestione rispetto alle previsioni. ART CONTABILITA ANALITICA 1. Al fine di procedere all attuazione del controllo di gestione il comune impianta contabilità analitiche per i servizi gestiti in economia erogati alla cittadinanza, compresi i servizi a domanda individuale. 2. Il sistema di contabilità analitica rileva i risultati di gestione dei servizi in termini di efficacia dell azione amministrativa del comune nei confronti dei cittadini e di efficienza dell organizzazione dei servizi. ART VIGILANZA CONTABILE 1. I dirigenti ed i funzionari responsabili degli uffici e servizi comunali vigilano, nell'adempimento delle loro funzioni, sulla riscossione delle entrate, sulla corretta gestione delle risorse finanziarie ad essi attribuite, sulla corretta tenuta e conservazione delle relative documentazioni e registrazioni, anche ai fini fiscali, sulla corretta tenuta e conservazione dei beni comunali ad essi affidati. In particolare vigilano sulla corretta gestione dei servizi di cassa, ove istituiti, e sul comportamento dei dipendenti che vi operano. ART CONTABILITA' ECONOMICA 1. Il comune adotta sistemi di registrazione che consentano, secondo i principi e le tecniche disciplinate dall'art. 229 del D.Lgs. 267/2000, di raggiungere il risultato economico partendo dai dati finanziari della gestione corrente, desunti dal conto del bilancio, attraverso il prospetto di conciliazione. 2. Al fine di procedere all inserimento graduale della contabilità economico-patrimoniale, sono individuati come prioritari da analizzare sotto l aspetto economico i servizi a domanda individuale, i cui conti di dettaglio vanno allegati al conto economico. 16

17 ART. 34 DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE 1. Con apposito regolamento saranno disciplinati i servizi inerenti le scritture patrimoniali, di economato e riscuotitori speciali. Pertanto, fino ad emanazione di ulteriore normativa, restano vigenti le disposizioni di cui ai capi VI e VII del regolamento approvato con atto consiliare n. 75 del ; sono abrogate tutte le altre disposizioni. E pure da intendersi abrogata ogni disposizione di altri regolamenti contrari o incompatibili con quelle del presente. Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente regolamento si fa riferimento a quanto stabilito nel D.Lgs. 267/2000 e nei postulati e principi contabili del Ministero dell Interno, Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali. ART. 35 ENTRATA IN VIGORE 1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione. 17

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