COMITATO DI CONTROLLO INTERNO VERIFICA ATTIVITA FONDAZIONE ENPAM IN MATERIA DI INVESTIMENTI MOBILIARI

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1 COMITATO DI CONTROLLO INTERNO VERIFICA ATTIVITA FONDAZIONE ENPAM IN MATERIA DI INVESTIMENTI MOBILIARI A seguito della richiesta del Presidente della Fondazione del 13 giugno 2011, con riguardo all esposto presentato presso la Procura della Repubblica di Roma dal Prof. Salvatore Sciacchitano (Consigliere di Amministrazione dell Enpam) e dai dottori Ercole Cirino, Bruno Di Lascio, Enrico Mazzeo-Cicchetto, Giancarlo Pizza, Gianni Maria Righetti (Presidenti di Ordini dei Medici), circa le attività della Fondazione Enpam in materia di investimenti mobiliari, susseguente al deposito della consulenza richiesta con Delibera n. 25/10 del 28/05/2010 alla Società SRI incarico per servizi di advisor su analisi del portafoglio di attività mobiliari distinta per tipologia secondo una tassonomia connessa alla best practice internazionale e analisi del portafoglio complessivo allo scopo di individuare eventuali profili di rischio, è stato dato incarico al Comitato di Controllo Interno (di seguito anche CCI) di svolgere una attenta verifica delle attività della Fondazione Enpam in materia di investimenti mobiliari, con particolare attenzione a quelli descritti nel citato esposto, con riguardo alle procedure interne, alle decisioni, ai controlli interni ed esterni, ai rapporti con gli istituti emittenti. Particolare riguardo è stato raccomandato al CCI in relazione alle sue competenze circa il modello organizzativo aziendale per ciò che concerne i capitoli delle procedure interne di investimento mobiliare, sia di carattere istruttorio sia di decisione. Parimenti, eguale attenzione è stata raccomandata nei confronti delle tipologie di controllo interno ed esterno, nella loro fase statica e in quella dinamica dell esercizio medesimo del controllo. Infine, è stato raccomandato di verificare il capo dei rapporti con gli istituti, nelle loro diverse configurazioni, in rapporto con la Fondazione per i suoi investimenti mobiliari. Il Comitato nell organizzare la propria attività ha ritenuto necessario suddividerla temporalmente in due fasi. La prima, che si conclude con la presentazione del presente documento è mirata all analisi della procedura per la gestione degli investimenti mobiliari dalle proprie origini a quella vigente (certificata secondo gli standard ISO 9001:2008) rappresentata nel flow chart di seguito riportato. 1

2 Consiglio di Amministrazione Società di consulenza (Mangusta risk) Servizio investimenti gestione finanziaria Direttore Generale Presidente Start Definizione caratteristiche degli investimenti e profilo di rischio Determinazione asset allocation strategica Definizione parametri di selezione prodottigestori e portafoglio Report ricerche di mercato Ricerche di mercato su prodotti- gestori Analisi report Qualifica gestori Albo fornitori Selezione prodotto Offerta/prospetto informativo No Valutazione positiva? Scheda di valutazione prodotto si No Trasmissione offerte selezionate Delibera Valutazione offerte Approvazione offerta? si Predisposizione contrattualistica e doc.allegata no Verifica e firma documentazione da parte del Dirigente Valutazione positiva? si Ricezione e sigla nota di accompagnamento Firma del contratto/offerta del gestore Acquisto dei prodotti finanziari Report Monitoraggio periodico sulle performance Archiviazione doc. dell investimento End Monitoraggio SIGF End Coerentemente con le proprie competenze, l analisi del modello organizzativo soprastante la funzione di investimento mobiliare è stata indirizzata sia a verificare ogni singolo segmento del procedimento, sia a verificare, mediante audizioni, la corrispondenza in concreto delle decisioni assunte con il modello formale di riferimento. La seconda fase, della quale la prima costituisce elemento fondativo, anche alla luce delle collaterali consulenze acquisite dalla Fondazione per contrastare gli assunti del noto e richiamato esposto/denuncia, si soffermerà sulla valutazione della corrispondenza degli 2

3 investimenti di che trattasi all asset allocation strategica e tattica, bisognosa dei necessari approfondimenti di contenuto. Ancora sotto il profilo metodologico, il Comitato ha ritenuto opportuno acquisire una serie di elementi e di notizie sulla vicenda e, a tal proposito, ha proceduto all audizione dei soggetti che, per gli incarichi ricoperti e le funzioni svolte, fossero in grado di fornire gli elementi conoscitivi utili allo svolgimento dell incarico assegnato. In particolare sono stati ascoltati nella seduta del 23/06/2011 (Verbale CCI n. 16): - il Sig. Roberto Roseti, nelle sua funzione di Dirigente del Servizio Investimenti e Gestione Finanziaria dal 01/09/2004 al 30/09/2010 nonché consulente per la Fondazione in materia finanziaria dal 1/10/2010 al 30/06/ la Dott.ssa Isabella Di Lauro, Funzionario del Servizio Investimenti e Gestione Finanziaria dal 01/03/2008; - la Sig.ra Adriana La Ricca, Dirigente del Servizio Contabilità e Bilancio dal 01/02/2010; - il Dott. Leonardo Zongoli, Direttore Generale dell Ente dal 01/12/2001 al 30/11/2005 e coordinatore dell area finanziaria dal 01/12/2005 fino a dicembre Nella seduta del 30/06/2011 (Verbale CCI n. 17) è stato ascoltato il Prof. Maurizio Dallocchio, (Professore Ordinario e titolare della Cattedra Nomura di Finanza Aziendale, Università Bocconi; Docente di Finanza Aziendale presso Università e Organizzazioni Internazionali; Direttore del Master in Corporate Finance, SDA Bocconi; Presidente e Membro di Consigli di Amministrazione e Collegi Sindacali di società quotate e non, in ambito nazionale e internazionale) in qualità di Consigliere Esperto in materia finanziaria all interno del Consiglio di Amministrazione dell Enpam dal 1999 al Nella seduta dell 11/07/2011 (Verbale CCI n. 19) è stato ascoltato il dott. Alberto Volponi, Direttore Generale della Fondazione dal 01/12/2005. A seguito delle audizioni svolte il Comitato ha verificato le complessive procedure adottate dalla Fondazione nello svolgimento delle attività di investimento mobiliare, con particolare riferimento ai compiti svolti dagli uffici ed organismi interni e dall advisor esterno. Con riguardo a quest ultima figura si deve precisare che la Fondazione in data 27/07/2001 con Delibera n. 50/01 ha assegnato alla Società Mangusta Risk un incarico di consulenza di misurazione del rischio del portafoglio finanziario e per la redazione di un rapporto di performance attribution e di asset allocation strategica. Al termine della prima fase il Comitato è in grado di fornire una prima analisi sui risultati acquisiti demandando, come detto, ad una successiva fase l esposizione di tutte le 3

4 specifiche questioni relative all oggetto dell esposto formulato presso la Procura della Repubblica, che richiedono valutazioni ed approfondimenti, con l esame di una ponderosa documentazione per la quale il Comitato intende avvalersi della consulenza tecnica commissionata dalla Fondazione al fine di contrastare detto esposto/denuncia, ed eventualmente, ove indispensabile, di altra consulenza. Mette conto di considerare che l attività del Comitato assume come riferimento una consolidata acquisizione della dottrina (da ultimo esposta dal Prof. Marmi Ordinario di Sistemi Dinamici alla Scuola Normale Superiore di Pisa nei seguenti termini: L ingegneria finanziaria è rivolta a consentire una più efficiente collocazione del rischio, componente irrinunciabile del mercato, non per negarlo e non farlo crescere ma per ben distribuirlo e quindi ridurlo ). In buona sostanza il CCI nel condurre la propria analisi del modello organizzativo, relativo alla procedura dell investimento mobiliare, ha tenuto sempre in considerazione il profilo del controllo del rischio, preoccupazione, fin dall origine delle scelte di investimento mobiliare della Fondazione, messa al centro delle decisioni del CdA. Preoccupazione, del pari, rilevata dalla Commissione Parlamentare di Controllo sulle attività degli Enti gestori delle forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale che, già nel rapporto del 2005 evidenziava i seguenti profili: a) la composizione delle attività finanziarie delle Casse, progressivamente negli anni, ha fatto registrare una tendenza verso investimenti con profili di rischio superiore a quello dei titoli di Stato, quali ad esempio azioni, gestioni patrimoniali, fondi comuni; b) l esame dei bilanci delle Casse ha messo in luce che la crisi dei mercati finanziari ha determinato risultati negativi per gli investimenti mobiliari; c) la situazione descritta, definita delicata, ha reso necessario operare con molta chiarezza nell ambito della composizione del portafoglio degli investimenti mobiliare (asset allocation). 4

5 PROCEDURE INTERNE In materia di investimenti mobiliari la Fondazione ha organizzato le proprie attività di investimento (si confronti la procedura investimenti mobiliari di seguito descritta) facendo riferimento ad un ufficio interno e a soggetti esterni. Di seguito l illustrazione dell evoluzione della struttura organizzativa interna in relazione agli investimenti mobiliari: Nel 2001: Gli investimenti erano in capo al Dipartimento della Ragioneria (coordinato da un Direttore di Dipartimento) che comprendeva il Servizio Tributario, il Servizio Contabilità e Bilancio e il Servizio Gestione Finanziaria (coordinati da tre diversi Dirigenti); Nel 2006: Abolizione del Dipartimento della Ragioneria e introduzione dei Servizi non dipartimentali in staff alla Direzione Generale: Investimenti Finanziari, Gestione Finanziaria (coordinati da un unico Dirigente), Contabilità e Bilancio, Tributario (coordinati da due distinti Dirigenti) ; Nel 2007: Accorpamento dei Servizi Investimenti Finanziari, Gestione Finanziaria nel Servizio Investimenti e Gestione Finanziaria (di seguito SIGF sotto il controllo di un unico Dirigente). A partire dal 2008 la Fondazione si è dotata, in base ad una delibera dell aprile 2008 del Consiglio di Amministrazione (delibera n. 20/2008 del 24/4/2008), di una specifica procedura per gli investimenti mobiliari, attribuendo, tra l altro, alla struttura organizzativa un ruolo attivo nella ricerca degli investimenti stessi. Tale procedura è stata affinata nel tempo e, nell ottica di una sempre maggiore trasparenza nei confronti degli iscritti, il 29 novembre 2010 è stata sottoposta a certificazione di qualità ad un Ente certificatore esterno, risultando conforme agli standard della norma internazionale UNI EN ISO 9001:2008. Tale certificazione è stata relazionata al CdA nella seduta del 17 dicembre 2010, come punto 2 all odg: comunicazioni del Presidente. La definizione di una procedura per la selezione e monitoraggio dei gestori e degli investimenti mobiliari, rappresenta la formalizzazione di quella serie di azioni che l Ente opera, sempre nel rispetto delle regole e dei criteri definiti dal Consiglio di Amministrazione, al fine di una corretta gestione del patrimonio mobiliare. Definendo in modo formale ogni fase del processo di selezione e monitoraggio dei gestori e degli investimenti, è possibile fornire agli Organi di governo strumenti di controllo ancora più sofisticati ed efficaci, al fine di rendere la procedura stessa sempre più efficiente. 5

6 Orbene, la procedura di certificazione approvata dal CdA ha reso disponibile a tutti i suoi componenti una modalità di controllo attivabile su domanda, aggiuntiva rispetto ai controlli sistemici interni alla procedura di investimento mobiliare ed esterni, dei quali dei più rilevanti erano costituiti dall attività del Collegio Sindacale, della Società di Revisione Ernest Young Reconta, delle relazioni dei Ministeri Vigilanti, della relazione della Corte dei Conti, della relazione della Commissione Parlamentare. Interlocutoriamente, può dirsi che il complesso dei controlli descritti, oltre alla rappresentazione data nei bilanci delle singole voci di investimento mobiliare, consentiva a chiunque ne avesse titolo di attivare una procedura interna di indagine, per la verifica di corrispondenza del deciso con l assetto delle regole date e, a maggior ragione, per le verifiche di risultato. Nel 1999, con il profilarsi di esigenze di diversificazione degli investimenti anche sul fronte di quelli mobiliari, il CdA ha dato vita, con propria delibera n. 2/99 del 22/01/1999, a un Comitato per gli investimenti mobiliari. Era costituto dal Presidente, Vice Presidente, dal Consigliere di Amministrazione esperto (Prof. Dallocchio), dal Direttore Generale e dal Vice Direttore Generale. Compito del Comitato era quello di fornire le linee guida per l allocazione delle risorse disponibili e riferire al Comitato Direttivo per le deliberazioni in materia (investimenti mobiliari). Il Comitato degli investimenti con l esclusione del periodo compreso dal mese di luglio 2007 al luglio 2008, ha funzionato, fino al giugno Nella sua evoluzione funzionale è stato interessato da alcune modificazioni ed integrazioni. Tra queste ultime quella della presenza alle sue riunioni del Collegio Sindacale nella sua interezza (delibera CdA 64/08). Il Comitato successivamente denominato Commissione degli investimenti concludeva i propri lavori con la messa a punto delle proposte di investimento, corredate dal promemoria che veniva successivamente sottoposto all attenzione del Consiglio di Amministrazione. Dall analisi condotta emerge un apparente dato di sovrapposizione tra l attività della Commissione investimenti e quella del SIGF. Si tratta per l appunto non già di una duplicazione di compiti, di una funzionalizzazione dell attività del Servizio nei confronti della Commissione degli investimenti. Detta procedura, sostanzialmente, corrisponde ad un doppio setacciamento delle ipotesi di investimento, con maglie via via più strette, fino a consentire il passaggio alle sole proposte ritenute corrispondenti al sistema di principi approvati dal CdA. Cioè alle proposte di investimento. 6

7 Quanto alla procedura, il CCI ha esaminato la corrispondenza tra la descrizione di processo della selezione e monitoraggio degli emittenti e degli investimenti mobiliari e gli atti di decisione dei singoli investimenti, limitatamente alle eccezioni mosse dal documento SRI e dall esposto/denuncia. Rispetto alle fasi che caratterizzano il processo di che trattasi, il CdA ha definito le linee guida per investimenti mobiliari anche sulla base dei principi rilevati nella relazione della Commissione Parlamentare di controllo, peraltro coincidenti con i requisiti largamente consolidati per gli investitori titolari di funzione pubblica. In particolare gli investimenti effettivamente posti in essere dovevano soddisfare i requisiti di: Prudenza; Diversificazione del portafoglio di investimento; Selezione di emittenti aventi un rating non inferiore al livello Investment grade ; Rendimento atteso in linea con i migliori rendimenti di mercato; Livello di liquidità degli strumenti finanziari in linea con le finalità previdenziali della Fondazione. Cosicché la valutazione circa i fatti dedotti nell esposto/denuncia non può essere compiuta come pure sembra aver fatto la SRI sulla scorta di considerazioni astratte bensì sulla corrispondenza degli investimenti in CDO con i principi sopra indicati. A monte dei principi di prudenza, diversificazione ecc, il CdA si è vincolato a un criterio generalissimo definito come AAS ed elaborato con l apporto dell advisor esterno titolare di competenze specialistiche in materia di controllo del rischio d investimento (si confrontino i contratti di consulenza messi a fronte con riguardo agli anni 2002 e 2009). Sotto il livello di vincolo assegnato all AAS e ai principi guida, un ulteriore livello di controllo, per così dire personalizzato, cioè posto in essere nei confronti dei singoli investimenti, è svolto dal SIGF cui è demandato il compito di esplicitare i parametri di selezione degli emittenti e dei prodotti. Con riguardo a questi ultimi vengono considerati: Solidità della controparte; Trackrecord della controparte; Curriculum gestori; Struttura del prodotto; Mercato di riferimento; Tipologie di strategie perseguite dal gestore; Rendimento atteso dall investimento; 7

8 Grado di esposizione alle diverse tipologie di rischio; Costi associati all offerta proposta; Livello di servizio offerto dalla controparte. La scheda prodotto che costituisce la relazione finale sulla selezione dei prodotti, assume un rilievo istruttorio parziale. Infatti, si pone come base ricognitiva e cognitiva del promemoria elaborato per il CdA, che ha la seguente struttura: Le offerte preselezionate; L eventuale dettaglio dell iter seguito nel corso della valutazione; Le risultanze della valutazione per ciascun prodotto, indicando il grado di compatibilità con il portafoglio investimenti: compatibile, parzialmente compatibile o non compatibile. Tutta la documentazione relativa all investimento (offerte/prospetti informativi, schede tecniche, schede di valutazione del prodotto, verbali e relazioni) è archiviata presso il SIGF e resta a disposizione per successive eventuali consultazioni, su iniziativa sia degli organi di controllo sia dei componenti del CdA. Conclusa la fase tecnica istruttoria, si apre la fase decisionale di cui è titolare il CdA. Quest organo, in seduta consiliare, esamina le proposte di investimento preselezionate dal SIGF, utilizzando a supporto il promemoria predisposto e, dopo aver effettuato le proprie valutazioni, delibera in merito. Si sono dati casi nei quali il CdA ha fatto richiesta di precisazione e di chiarimenti in merito al promemoria. L evidenza di documentazione del procedimento è data dal verbale della riunione del CdA che registra tutte le valutazioni compiute nelle sedi istruttorie e nella medesima sede consiliare. Di seguito all approvazione di ogni singola proposta di investimento viene contestualmente predisposta la delibera. Dopo l approvazione del CdA la responsabilità dell attuazione della delibera viene assunta dal medesimo SIGF che predispone la contrattualistica e gli ulteriori passaggi istruttori. Il Contrato è sottoscritto dal Presidente del Enpam nella sua veste di rappresentante legale. Nel formulare le proposte di investimento l Ufficio verificava la loro compatibilità con l Asset Allocation Strategica approvata dal Consiglio di Amministrazione e le selezionava ispirandosi ai principi, anch essi definiti dal Consiglio, di prudenza e diversificazione 8

9 (redditività, liquidabilità, rating minimo - inizialmente AA, e successivamente non inferiore a quello della Repubblica Italiana). Vi era dunque un ampia partecipazione di componenti del Consiglio di Amministrazione, ivi compreso il Consigliere Esperto che svolgeva un ruolo di primo filtro delle proposte di investimento mobiliare, oltre che del Collegio Sindacale, nella fase della valutazione spettante alla Commissione investimenti. CONCLUSIONI Il tracciato procedurale degli investimenti mobiliari dimostra una evoluzione nelle regole e nei soggetti titolari di competenze e responsabilità, via via che la funzione ha assunto dimensioni quantitative estremamente rilevanti e, in sintesi, una valenza strategica nella politica generale della Fondazione a salvaguardia e garanzia del capitale. Come sopra descritto, ciò che per altro sarà confermato nel successivo capo dedicato alla funzione di advising, l assetto organizzativo ha subito costanti aggiustamenti, non soltanto per la fisiologica evoluzione delle procedure di investimento, ma anche per l addensarsi di condizioni generali dei mercati finanziari che hanno costretto ad assumere opportune decisioni di cambiamento. Il Comitato di Controllo ha acquisito i verbali del CdA e gli pseudo verbali del Comitato per gli investimenti mobiliari (trattandosi, in realtà, del resoconto informale delle riunioni di detto Collegio tenuti da Funzionari presenti alle riunioni) al fine di identificare le modalità di traduzione del complesso sistema delle regole delle procedure di investimento mobiliare in singoli atti a supporto di dette procedure. I verbali e gli pseudo verbali (allegati alla presente) di cui si tratta concernono le decisioni di investimento mediante CDO. L evidenza che se ne trae può definirsi in questi termini: la procedura è sorretta, sempre, dalla predisposizione di una preventiva istruttoria del Comitato per gli investimenti mobiliari. Di questa istruttoria nelle premesse delle delibere del CdA viene dato conto sommariamente, nella maggior parte dei casi, con un implicito rinvio ad relationem, per lo più operato con la formula udita la relazione del Direttore Generale in materia di investimenti mobiliari. 9

10 Di tanto in tanto, nello stesso corpo della delibera, senza assurgere a regola, sono richiamate le caratteristiche degli investimenti dell Ente in relazione al rating degli emittenti, alla garanzia del capitale, al rendimento, alla liquidabilità. Secondo i dati di misurazione del rischio contenuti nel report di Mangusta Risk a dicembre 2010 i CDO, le cui procedure sono state esaminate, al momento dell emissione avevano un rating AAA/AA (confronta Enpam, misurazione del rischio, dicembre 2010 pag.19). Con queste premesse, di sintesi, nell audizione del Direttore Generale tenutasi in data 19/06 scorso è stata delineata una nuova configurazione del modello organizzativo, tutt ora in fieri. Nella logica di rinsaldamento dei principi di responsabilità ed unicità delle funzioni di amministrazione degli investimenti, viene avanzata l ipotesi di costruzione di una Unità di valutazione degli investimenti mobiliari. La concentrazione in un unico soggetto di funzioni strumentali e complementari alle decisioni di investimento, affinerà il processo di identificazione in capo ad ogni soggetto partecipe della procedura delle responsabilità assegnate. 1 E stato precisato in sede di audizione del Direttore Generale che la descritta Unità di Valutazione comprenderà le attività di advising permanenti e ad hoc, a seconda della specificità delle decisioni da assumere. Ciò che corrisponde ad una precisazione ulteriore del principio di adeguatezza delle competenze in relazione alla idoneità del modello organizzativo a garantire l efficienza e l efficacia dell esercizio delle funzioni di investimento mobiliare. Anche se, evidentemente, tale ulteriore passaggio organizzativo di implementazione del Modello non esenterà la Fondazione dal contesto di rischio che caratterizza l investimento mobiliare. Nella Unità di valutazione, la funzione di valutazione del rischio condotta dall advisor preciserà ex ante, per farne oggetto di apposita valutazione, come per altro è stato fin qui fatto con diversa proceduralizzazione, l area di rischio in cui si colloca la decisione. 1 Sul punto, va rammentata la notazione da parte dell Organismo di Vigilanza (di seguito anche ODV) della Fondazione Enpam nella sua prima relazione annuale (dal 1 giugno 2008 al 3 maggio 2009). In particolare l Organismo nel rilevare l idoneità delle procedure di investimento mobiliare ai fini dei principi di trasparenza, tracciabilità e consapevolezza delle connesse decisioni, poneva la condizione che il complesso delle procedure fosse integralmente applicato e sottolineava, a quel momento, la loro parziale applicazione. Aggiungeva, l ODV, come fosse necessario l impiego della funzione di risk management nonché l aggiornamento delle schede sintetiche di analisi degli investimenti da sottoporre al CdA, al fine di consentire una immediata e più chiara valutazione, evidenziando, tra l altro, i possibili scenari, il valore attuale, la possibilità di vendita anticipata, il confronto con altre tipologie di investimento. Veniva anche rappresentata l opportunità di fornire al CdA una rappresentazione aggiornata dell intero portafoglio mobiliare dell Ente. 10

11 Resterà, nel Modello assegnato, all advisor esterno la funzione di risk management, cosiddetta analisi ex post, per la cui gestione, allo stato, è più conveniente alla Fondazione acquistare il servizio sul mercato piuttosto che produrlo. Si tratta, in questo caso, di una modalità gestionale largamente affermata nell ambito delle attività delle Casse Previdenziali Private. Resta inteso che detto Modello è stato tratteggiato con le caratteristiche di flessibilità che lo potrebbero rendere non impermeabile alle più recenti previsioni legislative di controllo nei confronti delle attività di investimento della Fondazione. Tale modello organizzativo va attentamente valutato ed il CCI si impegna in tal senso al fine di evitare commistioni tra compiti di indirizzo e di controllo e quelli gestionali, con conseguenti difficoltà nell individuazione dei diversi gradi di responsabilità. RUOLO DELL ADVISOR ESTERNO Il CdA della Fondazione, all atto dell instaurazione di una politica degli investimenti finanziari, quindi alla fine degli 90, ha considerato l esigenza di acquisire dal mercato le competenze in materia di gestione del rischio. Cosicché il Modello sopradescritto circa il versante interno dell organizzazione funzionale al servizio degli investimenti mobiliari va integrato con una analisi dei compiti affidati, per l appunto, all esterno. Capostipite della scelta organizzativa è il contratto stipulato con la Società Mangusta Risk in data 20/12/200, a valere dal Alla Società venivano affidate tre principali attività: 1. Monitorare con continuità il portafoglio mobiliare dell Enpam e le attività delle SIM delegate alla gestione, con analisi degli investimenti operati dall Ente e specifiche valutazioni sull Asset Allocation Tattica e Strategica; 2. Condurre l analisi del rischio di portafoglio, con invio alla Fondazione di specifici report periodici; 3. Formulare ipotesi di Asset Allocation Strategica da sottoporre al Consiglio di Amministrazione per la valutazione e la relativa deliberazione. Il decennio intercorrente tra l attivazione della descritta funzione esterna ha fatto maturare, in termini di esperienza, la necessità di una estensione progressiva della funzione di controllo del rischio. In particolare si è dato vita alle seguenti attività: 11

12 1. Analisi di sensibilità dei risultati al variare dei parametri; 2. Determinazione dell Asset Allocation Tattica, su base trimestrale; 3. Rilevazione dello scostamento dall asset allocation strategica dell asset allocation tattica; 4. Valutazione dei risultati e dell attività di gestione del portafoglio finanziario tradizionale con l obiettivo della migliore efficienza del processo di investimento (per il dettaglio delle attività si rinvia all allegato contenente il testo a fronte delle disposizioni contrattuali originale e di quelle relative all ultimo contratto con Mangusta Risk); 5. Misurazione del rischio del portafoglio mobiliare dell Enpam per quello azionario, per quello obbligazionario, per quello degli investimenti alternativi; 6. Valutazione dei risultati e delle attività di gestione dei fondi di tipo cosiddetto alternativo, allo scopo di un adeguato livello di controllo dei mezzi affidati, oltre che della efficienza dell attività di affidamento dei capitali; 7. Analisi e valutazione degli investimenti finanziari con l individuazione delle caratteristiche finanziarie fondamentali per i nuovi investimenti, durata, emittente, rating, scadenza, duration, settore dell emittenza, valuta, tipo, in conformità con l asset allocation strategica (anche in questo caso si rinvia all allegato schema di raffronto); 8. Attivazione di un presidio di misurazione e controllo della rischiosità del portafoglio su base continuativa, tendenzialmente appoggiato sull archivio elettronico dedicato al patrimonio finanziario dell Ente, peraltro non rilasciato. La cooperazione dell advisor esterno si è tradotta nella predisposizione di rapporti periodici dai contenuti corrispondenti alle prescrizioni contrattuali. L advisor Mangusta Risk, secondo quanto acquisito nelle audizione svolte dal CCI risulta aver svolto un utile attività di supporto per gli uffici sulla base di ampi database e applicazioni software di elevato livello. L advisor esterno non risulta aver partecipato alle attività istruttorie per la selezione degli investimenti, affidate all attività degli uffici, del Consigliere esperto (fino al 2010), alla Commissione degli investimenti e nella fase decisionale al CdA. Qui di seguito si riporta la tabella con l indicazione della strumentistica di controllo resa disponibile dall advisor Mangusta Risk: 12

13 Asset allocation strategica Asset allocation tattica 2 report completi semestrali 12 report sintetici mensili Valutazione delle performance delle gestioni patrimoniali Misurazione del rischio 4 report sintetici trimestrali 4 report trimestrali (senza commenti solo schede tecniche) 2 report completi semestrali 12 report "mappatura dei rischi" mensili Valutazione fondi alternativi (hedge e private equity) Altre Attività 4 report sintetici trimestrali Archivio elettronico del patrimonio 2 report completi semestrali Supporto nella selezione degli investimenti Formazione a Consiglieri e Funzionari RISK MANAGEMENT Il concetto di rischio, legato agli investimenti di natura mobiliare, è stato introdotto gradualmente nella gestione degli investimenti mobiliari della Fondazione in quanto le scelte del Consiglio di Amministrazione sono state ispirate a principi di prudenza in relazione alle fluttuazioni dei valori dei titoli mobiliari (caratteristica tipica degli investimenti, anche in assenza di conseguenze gravi o gravissime come si sono determinate nel biennio 2007/2009) rispetto all andamento, supposto stabile degli investimenti immobiliari che per lunghi anni hanno caratterizzato le scelte di investimento della Fondazione stessa. Da quanto è stato possibile ricostruire, in base agli atti esaminati, fino alla fine degli anni 90 la Fondazione non aveva mai attuato una politica in materia di investimenti mobiliari, poiché allocava tutte le sue risorse in investimenti di tipo immobiliare; erano svolte solo piccole attività di investimento (non di tipo immobiliare) relative a quote di liquidità residua che venivano comunque investite per brevissimi periodi. 13

14 Nel 2000 (31 Marzo 2000: delibera n. 22/2000 linee guida investimenti mobiliari) il Consiglio di Amministrazione ha valutato corretto concepire una Asset Allocation che si ispirasse al principio della diversificazione tra patrimonio mobiliare ed immobiliare, al fine di evitare la concentrazione dei rendimenti e dei rischi, basandosi sul principio che il comportamento dei rendimenti degli investimenti immobiliari e mobiliari è generalmente opposto; in tal modo le perdite dell uno venivano sostenute dall altro, diminuendo così il rischio di investimento. Per quanto sopra esposto, il comportamento della Fondazione nel campo degli investimenti mobiliari è stato costantemente molto prudente. Peraltro bisogna sottolineare che alle origini delle politiche di investimento mobiliare, in assenza di una adeguata provvista di risorse interne di tipo specialistico, le scelte di investimento consistevano nell affidamento di una quota delle risorse da investire ad un determinato istituto bancario, il quale secondo la propria esperienza, decideva l investimento da effettuare. L Ente interveniva successivamente a monitorare trimestralmente le performance di ciascun gestore, al fine di poter intervenire, anche se del caso, con la sostituzione del medesimo. E solo in un secondo tempo che l Enpam, avendo rafforzato l organizzazione interna, ha iniziato ad investire anche direttamente in attività sempre a capitale garantito, bilanciando il rendimento dell investimento, con la prudenza scelta come elemento di orientamento degli investimenti mobiliari. Tanto è che ad oggi i tre quarti del patrimonio mobiliare è costituito da attività con garanzia del capitale. FONDO OSCILLAZIONI VALORE MOBILIARE Sulla base di una rilevazione dell andamento dei rendimenti degli investimenti mobiliari, veniva in evidenza che il 2008 aveva rappresentato, per dato di comune esperienza, un anno di crisi degli investimenti mobiliari. La tabella che segue, è utile per identificare detti andamenti, ancorché redatta successivamente. 14

15 RENDIMENTI DEL PORTAFOGLIO MOBILIARE DAL 2005 AL 2009 Anno Rendimenti Lordi Rendimenti Netti ,87% 4,34% ,33% 3,91% ,56% 3,93% ,91% -11,20% ,11% 5,53% *al netto degli oneri di gestione e delle imposte Ciò che preme mettere in rilievo è che già nel 2008, a seguito della grave crisi del mercato finanziario, il CdA ha parzialmente derogato all Asset Allocation Strategica in favore di investimenti a rendimento più basso, ma maggiormente garantiti, come i Titoli di Stato (24 Aprile 2008: delibera 20/2008 della procedura per gli investimenti mobiliari). Inoltre, la Fondazione, tenuto conto degli effetti sul patrimonio mobiliare della crisi del mercato finanziario e il conseguente elevato rischio potenziale di perdita di valore di alcuni titoli in portafoglio, ha costituito un Fondo Oscillazione Valore Mobiliare per un valore di milioni di euro; tale fondo, prudenzialmente, aveva il compito di fronteggiare l eventuale rischio di perdita di valore di alcuni titoli tra cui i 9 CDO facenti parte del comparto degli Immobilizzati. Tale accantonamento prudenziale è stato diretto a ridurre, tempestivamente, e con adeguata evidenza nei documenti di bilancio, il rischio di possibili perdite future. Secondo quanto rilevato in sede di audizione, nel novembre 2009 è iniziata la ristrutturazione di detti titoli e al dello stesso anno, gli effetti dell operazione e la ripresa del mercato, hanno fatto scendere il valore del Fondo ad 328 milioni. Al il valore iscritto a bilancio del Fondo Oscillazioni è pari ad 296 milioni e ad oggi, come 15

16 evidenziato dai rendiconti dei gestori si è avuta un ulteriore ripresa di valore di 15 milioni di euro. Al giugno 2011 il valore medio dei CDO è passato dal 30% per ristrutturazione ad oltre il 50%. Secondo i dati disponibili, a seguito del peggioramento dei profili di rischio degli investimenti mobiliari, il CdA, in data 27/11/2009 aveva deliberato di modificarne in maniera sostanziale il profilo (di rischio) tramite strategie di protezione, di modifica dei portafogli dei CDO, di immunizzazione dei relativi rischi e, laddove fosse necessario, anche tramite l inserimento di titoli BTP strip già presenti nel portafoglio dell Ente. Risulta che con riguardo all operazione di ristrutturazione per un valore nominale totale di milioni i costi ammontavano ad Ai fini della ristrutturazione alla data del giugno 2011 ne sono stati spesi ISCRIZIONE DEI RISULTATI DELLA GESTIONE MOBILIARE NEL BILANCIO Il competente Ufficio Contabilità e Bilancio, in applicazione dei vigenti principi contabili, ha iscritto in bilancio i valori mobiliari nell attivo circolante o nelle immobilizzazioni finanziarie, secondo il processo di seguito descritto. I titoli iscritti nell attivo circolante, al 31 dicembre di ogni anno, sono stati rapportati al valore di mercato e iscritti al valore minimo tra il costo del mercato e quello risultante al 31 dicembre, dando specifica evidenziazione delle minusvalenze nel conto economico. Le eventuali plusvalenze, per prudenza, non sono state iscritte in bilancio, fatta eccezione per quelle derivanti dall alienazione del titolo, ma descritte e circostanziate nella Nota Integrativa. Per le immobilizzazioni finanziarie, secondo i predetti principi contabili, i relativi titoli sono stati iscritti al costo storico, e, al 31 dicembre di ogni anno, le eventuali minusvalenze derivanti dal confronto tra il costo storico e il valore di mercato, sono state iscritte in bilancio solo in caso di perdita durevole di valore reale o presunta a seguito di eventi eccezionali di mercato. Il competente Ufficio Contabilità, nell ottica della chiarezza e della trasparenza, ha dato applicazione ai predetti criteri, ispirati ai vigenti principi contabili, ed ha esposto i relativi dati in bilancio, sottoponendolo all esame del Collegio Sindacale ed a quello del Consiglio di Amministrazione. 16

17 Lo stesso bilancio della Fondazione è stato sottoposto alla procedura di certificazione, svolta da un ente, terzo abilitato ed indipendente dall Amministrazione, con la verifica del rispetto dei principi contabili, internazionali e nazionali, e delle best practice di settore, verifica comprensiva dei dati riferiti ai valori mobiliari; inoltre, la Fondazione, per maggiore trasparenza e senza esservi obbligato, annualmente riporta la lista degli investimenti in essere e il loro rendimento, dando concretezza ad un principio di trasparenza insito nelle procedure di investimento mobiliare. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, il bilancio dell Enpam risulta caratterizzato da adeguata trasparenza e leggibilità, sia agli iscritti sia agli osservatori tecnici. Il livello di organizzazione sottostante le decisioni di investimento mobiliare, nei suoi vari momenti funzionali può essere facilmente attivato sia dagli organi formali del controllo, a partire dal Collegio Sindacale, sia dai Consiglieri di Amministrazione interessati a verificarne i contenuti. Per ciascuno degli investimenti, con i documenti standard esaminati, è possibile verificare le caratteristiche di rating e di profilo cedolare. Di particolare intensità è la sottolineatura del fatto che il processo decisionale dell Ente, nel suo modello organizzativo, è del tutto trasparente. Quanto agli interventi di ristrutturazione, la loro frequenza è correlata alle indicazioni di mercato e alle indicazioni di rischio conseguenti gli andamenti degli indici di riferimento. La documentazione disponibile, nella reportistica dell advisor, come nelle attività istruttorie dei soggetti di decisione, ivi compreso il CdA, consente di identificare le cause e gli strumenti di intervento della ristrutturazione di alcune tipologie di investimento. **** Al termine della prima fase, allo stato degli atti e con riserva di tutti i necessari approfondimenti di fronte alla complessità e alla vastità della materia, il CCI rileva quanto segue: a) Il modello organizzativo sottostante le procedure di investimento mobiliare è passato da una prima configurazione elementare ad una, alla data odierna, di evidente complessità e specializzazione. Il Modello organizzativo, nella sua configurazione attuale, in ogni caso a partire dal 2008, consente di considerare acquisito il principio di tracciabilità delle decisioni di investimento. 17

18 La decisione di investimento è operata sempre dal CdA che nel tempo si è avvalso di diverse funzioni istruttorie. Di non secondario rilievo è l osservazione secondo la quale una volta operata la scelta di investimento il monitoraggio sugli effetti si assesta al livello di struttura operativa. Il monitoraggio, assistito da attività interna ed esterna è ricco di strumentazione. Appare, in qualche modo, carente sul piano della proiezione dei dati in seno al CdA. In termini di modello organizzativo, ne consegue, come è compito del CCI rilevare, la rilevazione del rafforzamento della centralità strategica del CdA, da conseguirsi con una modificazione del processo di decisione degli investimenti. Non sfugge la dialettica instauratasi nel tempo tra Consigliere Esperto, Comitato per gli investimenti, Collegio Sindacale, CdA. Spetta al CdA di ridefinire, acquisite le informazioni tecniche necessarie, l assetto strategico dei momenti di decisione. In assoluta consapevolezza della interlocutorietà delle presenti considerazioni, appare plausibile ipotizzare una specializzazione, eventualmente nella forma di sessione, dell attività del CdA nel campo degli investimenti mobiliari. A rafforzare il principio di responsabilità, come disegnato dall art. 17 dello Statuto con la precisazione in capo al CdA della responsabilità di indicazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio nella scelta degli investimenti. b) La trasposizione in bilancio degli esiti delle procedure di investimento risulta completa e trasparente. La certificazione del bilancio, secondo quanto stabilito dal D.L. 509/904, con riguardo agli strumenti finanziari adottati (titoli e fondi comuni di investimento) si attesta sui seguenti punti principali: - Verifica dei criteri utilizzati per la classificazione di titoli e dei fondi comuni di investimento; - Richiesta di conferma alle controparti (GPM) circa le operazioni in essere alla fine esercizio; - Verifica delle procedure di valorizzazione per tutte le tipologie di titoli; 18

19 - Verifica delle corretta gestione del rischio degli interventi effettuati secondo le disposizioni del CdA; - Verifica della corretta determinazione delle plusvalenze realizzate e di quelle implicite che, secondo consuetudine dell Ente, vengono esposte come informativa rilevante nella Nota Integrativa. Può dirsi, ragionevolmente, che la procedura di revisione di bilancio costituisce un elemento aggiuntivo, successivo e ab externo del complesso dei controlli sulle attività di investimento mobiliare. Con la caratteristica peculiare di trovare immediato riscontro con riguardo al bilancio dell Ente. 19

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