DOCUMENTO ATTUATIVO DELL ATTO DI REGOLAZIONE IN MATERIA DI MODALITA E CRITERI DI GESTIONE DEL PATRIMONIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DOCUMENTO ATTUATIVO DELL ATTO DI REGOLAZIONE IN MATERIA DI MODALITA E CRITERI DI GESTIONE DEL PATRIMONIO"

Transcript

1 DOCUMENTO ATTUATIVO DELL ATTO DI REGOLAZIONE IN MATERIA DI MODALITA E CRITERI DI GESTIONE DEL PATRIMONIO I. INTRODUZIONE Il Documento attuativo dell Atto di regolazione in materia di modalità e criteri di gestione del patrimonio, approvato dal Consiglio generale della Compagnia di San Paolo in data 21 giugno 2010, definisce la politica di investimento della Fondazione nei suoi aspetti operativi e gestionali, stabilendone obiettivi e responsabilità e dando pratica attuazione alle linee-guida contenute nell Atto di regolazione approvato nel Una sintesi delle principali disposizioni contenute nel nuovo Documento attuativo viene qui riportata unitamente al testo integrale dell Atto di regolazione in materia di modalità e criteri di gestione del patrimonio (allegato A), alla sintesi dei principi di investimento (Investment beliefs) approvati dal Comitato di gestione della Fondazione il 22 febbraio 2010 (allegato B) e allo schema riepilogativo dei compiti e delle responsabilità connesse al processo di investimento del patrimonio della Compagnia di San Paolo (allegato C). II. QUADRO NORMATIVO E STATUTARIO a) Normativa primaria e secondaria La Compagnia di San Paolo è soggetta, per quanto attiene la gestione del patrimonio, alla normativa propria delle Fondazioni che hanno effettuato le operazioni di conferimento dell'azienda bancaria ai sensi della legge "Amato" del La normativa essenziale è rappresentata dal d.lgs. n. 356/90, attuativo dei principi fissati nella legge di delega (l. n. 218/90), dalla legge delega 23 dicembre 1998, n. 461 (c.d. legge "Ciampi") e dal successivo decreto legislativo n. 153/99. Dall insieme dell impianto normativo sopra citato e dalle norme statutarie proprie della Fondazione (art. 4 c. 3 e articolo 5) discendono i principi che la Compagnia assume come riferimento principale per la propria politica di gestione del patrimonio: i) la conservazione del patrimonio; ii) l osservanza di criteri prudenziali di rischio; iii) la redditività e l economicità della gestione; iv) la diversificazione; v) la trasparenza; vi) la separazione della gestione dalle altre attività. III. PRINCIPI E RESPONSABILITA DEL PROCESSO DI INVESTIMENTO a) Sintesi dei principi di investimento Uno dei fattori identificati quale best practice per realizzare un efficiente struttura di governance è la presenza di forti e condivisi principi di investimento (Investment beliefs) che guidino la politica d investimento stessa. I benefici che derivano dall individuazione e dall evidenziazione degli Investment beliefs sono, in particolare, la coerenza e la riduzione dei tempi nei processi decisionali nonché la protezione da comportamenti indotti dall emotività e dalla soggettività di giudizio in periodi di forte stress finanziario. In questa prospettiva, successivamente all approvazione da parte del Consiglio generale dell Atto di regolazione (allegato A), il Comitato di gestione della Compagnia ha approfondito, con l ausilio di 1

2 una procedura formulata dall advisor per il portafoglio gestito, alcune tematiche specifiche relative agli obiettivi e ai principi d investimento della Fondazione che costituiscono le linee guida per la definizione dell asset allocation. Questi principi sono stati condivisi (allegato B) tra Comitato di Gestione e Commissione Patrimonio del Consiglio Generale e sviluppati nel Documento attuativo. b) Responsabilità Il processo decisionale sulla base del quale vengono assunte le decisioni di investimento e di gestione del patrimonio della Compagnia prevede il coinvolgimento di soggetti e funzioni diverse, aventi ciascuno precisi compiti e specifiche aree di responsabilità, come pure la presenza, al vertice, di due distinti Organi, il Consiglio generale e il Comitato di gestione, che svolgono le funzioni a loro attribuite ai sensi di Statuto. La Compagnia riconosce il legame tra la combinazione delle risorse del processo che porta alle decisioni di investimento (definita governance) e i risultati conseguiti dagli investimenti stessi e ritiene sia cruciale, per la propria governance, definire il grado appropriato di autonomia decisionale dei diversi organi e uffici e definire le deleghe corrispondenti nell ambito delle linee guida stabilite dal Consiglio generale. La rappresentazione sintetica dei compiti e delle responsabilità connessi al processo di investimento viene schematizzata nell allegato C. IV. OBIETTIVI FINANZIARI E POLITICHE DI MEDIO LUNGO TERMINE a) Obiettivi finanziari della politica d investimento La politica di investimento è guidata dai seguenti obiettivi, definiti nell Atto di regolazione: i) conservare il valore reale del patrimonio ai valori di mercato su un orizzonte temporale medio-lungo e possibilmente incrementarlo a favore delle future generazioni; ii) stabilizzare nel tempo il livello di risorse destinate agli interventi istituzionali, in proporzione al valore reale del patrimonio; iii) contribuire al raggiungimento della finalità istituzionale di favorire lo sviluppo equilibrato dei territori di riferimento. L Atto di regolazione stabilisce altresì che le scelte di investimento siano coerenti e funzionali all impegno in favore della stabilità del sistema finanziario del Paese alla quale la Fondazione ha contribuito e intende contribuire anche in questa fase storica di particolare complessità. Questo impegno è inerente alla vocazione di investitore istituzionale operante anche al di là dei confini dei territori di riferimento che caratterizza la Compagnia. Per il raggiungimento di tali finalità l Atto di regolazione prevede, come obiettivo finanziario della politica degli investimenti, il raggiungimento di un rendimento reale complessivo al tasso del 2,50% calcolato con riferimento al valore di mercato di tutte le attività finanziarie detenute al 31 dicembre dell anno precedente. L obiettivo di rendimento reale, calcolato al lordo delle uscite per erogazioni e spese di funzionamento, deve tener conto del tasso di inflazione (misurato sulla base delle variazioni dell indice NIC dei prezzi al consumo per l intera collettività nazionale) per avere una misura confrontabile con i rendimenti effettivi di portafoglio. Su proposta del Comitato di gestione, il Consiglio generale può aggiornare il tasso di rendimento. b) Politiche di spesa Al fine di preservare il patrimonio anche nell interesse delle generazioni future è necessario che i flussi annui di spesa totale, comprensivi di erogazioni e spese di struttura, siano coerenti con i flussi reddituali generati dallo stock patrimoniale. 2

3 La politica di spesa della Compagnia ha in particolare l obiettivo di minimizzare i seguenti rischi: i) rischio di instabilità e imprevedibilità delle distribuzioni; ii) rischio di compromettere l equità intergenerazionale; iii) rischio di intaccare il capitale. A questo riguardo, l esperienza internazionale evidenzia come la prevedibilità e la stabilità della spesa sono ottenibili con una politica che leghi il livello delle erogazioni ai rendimenti complessivi del portafoglio, inclusivi sia dei dividendi e degli interessi incassati sia degli incrementi/decrementi di valore in conto capitale (approccio total return). Per contro, logiche di spesa basate esclusivamente sul livello dei dividendi e degli interessi incassati (income only) comportano il rischio di una mancata corrispondenza rispetto all andamento del patrimonio, con la possibile conseguenza di compromettere l equità intergenerazionale. L assunzione di un limite di spesa rapportato alla media del valore di mercato del patrimonio dei quattro anni precedenti, come previsto nel precedente documento attuativo, determina una reazione non immediata nel caso di scenari di shock di mercato. Questo implica il protrarsi di elevati flussi di spesa pur in presenza di cali repentini e significativi dei ricavi, situazione questa che potrebbe potenzialmente pregiudicare l obiettivo di conservazione del patrimonio. Tale approccio implica inoltre un calo protratto della spesa assoluta anche in periodi di ripresa dei mercati, politica scarsamente rispondente alle aspettative degli stakeholder della Fondazione. Il pay-out della Fondazione, ovvero il flusso connesso alle erogazioni (erogazioni deliberate nel corso dell esercizio, accantonamenti al fondo per il volontariato e accantonamenti ai fondi per le erogazioni nei settori rilevanti), al netto delle spese di funzionamento della struttura, viene pertanto ridefinito in una percentuale massima del 2,20% del valore di mercato di tutte le attività finanziarie detenute dalla Fondazione al 31 dicembre dell esercizio precedente. c) Fondo di stabilizzazione delle erogazioni: criteri di funzionamento e dimensioni In coerenza con le indicazioni dell Autorità di vigilanza, le fondazioni di origine bancaria possono avvalersi del fondo di stabilizzazione delle erogazioni per fronteggiare eventuali variazioni in diminuzione dell avanzo degli esercizi futuri ed evitare quindi drastiche riduzioni delle erogazioni destinate ai settori rilevanti. L equilibrio finanziario di lungo termine, la stabilizzazione della spesa e la protezione della medesima dalla volatilità dei mercati possono pertanto essere conseguite, in massima parte, attraverso un attenta politica di accantonamento e utilizzo di tale fondo. In questa prospettiva e al fine di non comprometterne la consistenza e la possibilità di utilizzo nel tempo, l Atto di regolazione dispone che il fondo di stabilizzazione può essere utilizzato in ogni anno per un ammontare non superiore al 50% del suo valore come registrato nel bilancio consuntivo relativo all anno precedente a quello di utilizzo. Per completare tale previsione, nel presente Documento attuativo si reputa cautelativo un accantonamento complessivo di risorse al fondo almeno pari a 390 milioni di euro, corrispondenti, per difetto, a circa tre anni di erogazioni. Tali risorse, gradualmente accantonate, sono investite in attività finanziarie altamente liquide e a basso rischio. V. COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO FINANZIARIO Sulla base dell Atto di regolazione, il portafoglio di attività finanziarie della Compagnia è suddiviso in due parti: (a) un portafoglio di partecipazione strategica ( portafoglio strategico ) che comprende 3

4 l intera quota azionaria in Intesa Sanpaolo e la classe di investimenti c.d. mission related e (b) un portafoglio gestito. a) Portafoglio di partecipazione strategica: lo stakeholder value La partecipazione in Intesa Sanpaolo che deriva dal processo di privatizzazione della banca conferitaria e, più in generale, l intero portafoglio strategico comprensivo della classe di investimenti c.d. mission related, richiede un accurata definizione del suo ruolo e dei suoi obiettivi nell ambito del processo di allocazione delle attività. Secondo le previsioni dell Atto di regolazione, il portafoglio strategico deve essere considerato alla luce tanto degli interessi tipici dell investitore, e quindi in termini economico-finanziari, quanto con riferimento al valore che l asset bancario e gli investimenti collegati agli obiettivi istituzionali rappresentano in termini di sviluppo dell ambiente territoriale d interesse per la Compagnia. Anche il secondo aspetto identificato, e che trova formulazione nell Atto di regolazione tramite il concetto di stakeholder value, riveste rilievo non trascurabile. Nella sua accezione comune, il concetto individua gli effetti del perseguimento, bilanciato con gli altri obiettivi aziendali, dell interesse generale e particolare degli stakeholders, rappresentati dai clienti, dai dipendenti, e, più in generale, dalla comunità sociale e territoriale di riferimento. La Compagnia è, di sua natura, un ente stakeholder-oriented. Con riferimento alla gestione del suo patrimonio, pertanto, si deve intendere, come stakeholder value, il valore che l esercizio del ruolo di azionista di Intesa Sanpaolo da parte della Compagnia medesima può generare a vantaggio della comunità e del territorio di riferimento e dei diversi interessi legittimi che ivi si articolano. La Compagnia intende approfondire tali elementi di valutazione che andranno sottoposti al vaglio del Consiglio Generale il quale si riserva altresì, nel momento conoscitivo sui grandi temi dello sviluppo del territorio, di richiedere apposite audizioni istituzionali ai vertici della banca o ai membri del Consiglio di Sorveglianza indicati dalla Compagnia ed eletti attraverso il voto di lista. Tali approfondimenti potranno contribuire alle decisioni in merito alla quota di proprietà di Intesa Sanpaolo come specificato al successivo paragrafo a.1). a.1) Partecipazione nella banca conferitaria Nell Atto di regolazione vengono indicati i criteri per l'amministrazione della partecipazione nella banca conferitaria, oggi Intesa Sanpaolo S.p.A., ferma restando la competenza del Comitato di gestione sulla gestione operativa della partecipazione strategica, ivi compreso l'esercizio dei diritti corporativi. In particolare viene prevista l introduzione nella gestione del patrimonio di un principio di bilanciamento tra quota azionaria in Intesa Sanpaolo e altri investimenti del portafoglio strategico e portafoglio gestito, nella misura in cui ciò non comporti comunque una riduzione della partecipazione della Compagnia al capitale della banca conferitaria al di sotto della quota detenuta alla data di adozione del presente Atto di regolazione (al di fuori di ipotesi di operazioni straordinarie sul capitale). L investimento in Intesa Sanpaolo, valorizzato alle attuali quotazioni di mercato, rappresenta una porzione all incirca pari al 50% del totale delle attività finanziarie complessivamente detenute dalla Compagnia. Il Comitato di gestione è cosciente dei rischi legati a tale esposizione azionaria nell ambito del portafoglio complessivo ed è favorevole al principio del ribilanciamento rispetto al portafoglio complessivo o ad altre forme di gestione di tale partecipazione. La previsione di automatismi di ribilanciamento non viene tuttavia considerata come modalità appropriata: le decisioni al riguardo infatti debbono essere valutate all interno di quadri complessi ed essere quindi 4

5 assunte in rapporto alle diverse congiunture dal Comitato di gestione, sulla base di considerazioni di natura strategica e finanziaria. a.2) Investimenti collegati agli obiettivi istituzionali Come precedentemente accennato, il concetto di stakeholder value non si applica solo alla partecipazione in Intesa Sanpaolo, ma anche alla seconda componente del portafoglio strategico ovvero all'insieme degli investimenti, previsti nell Atto di regolazione, di tipo mission related, legati direttamente cioè al perseguimento di un fine settoriale statutario, o local bias, caratterizzati dalla concentrazione geografica nei territori considerati di riferimento da parte della Compagnia, con l attesa prospettica di effetti di sviluppo locale. La Compagnia intende infatti realizzare la propria missione istituzionale non solo attraverso la politica di erogazione ma anche per mezzo di investimenti sul territorio, così rinunciando, in parte, a capacità di produrre ricchezza finanziaria mediante rendimenti più elevati e quindi a capacità erogativa. Nel presente Documento attuativo si stabilisce, al fine di una corretta individuazione dell aggregato Investimenti collegati agli obiettivi istituzionali (mission related investments) che in esso vengano ricompresi gli investimenti finanziari realizzati attraverso l allocazione del patrimonio della Fondazione, il cui obiettivo, come evidenziato, non è soltanto quello del ritorno economico ma anche del ritorno, in senso ampio, sociale o, per meglio dire, di potenziamento delle opportunità occupazionali e competitive del sistema territoriale, in piena coerenza con la missione della Fondazione stessa. L ammontare complessivo massimo di tali investimenti, da realizzarsi gradualmente in base alle valutazioni sopra esposte e tenendo conto degli impieghi già in essere, viene determinato in 280 milioni di euro, corrispondenti al 4% circa del valore di mercato di tutte le attività finanziarie detenute dalla Fondazione al 31 dicembre Nell ambito di tale limite viene previsto un criterio di sostituzione degli investimenti realizzati in base al quale la composizione dell aggregato mission related può essere modificata utilizzando risorse provenienti dai disinvestimenti o dai rimborsi effettuati, nonché dai rendimenti prodotti dagli investimenti mission related in essere. b) Il portafoglio gestito La seconda componente del portafoglio, composta da attività finanziarie diversificate, è rappresentata dal portafoglio gestito, la cui struttura di gestione e relativa asset allocation trova dettagliata illustrazione nei paragrafi successivi del presente Documento. Relativamente ai criteri di costruzione di detto portafoglio, giova qui sottolineare la sua stretta interdipendenza con il portafoglio di partecipazione strategica: la Compagnia, al fine di mantenere un approccio il più possibile prudenziale al rischio, tiene infatti in considerazione anche nell investimento del portafoglio gestito - il rischio derivante dalla concentrazione della restante parte del portafoglio nella partecipazione in Intesa Sanpaolo. Tale principio viene affermato espressamente nell Atto di regolazione laddove si stabilisce che il portafoglio gestito deve avere un profilo di rischio/rendimento coerente con la necessità di compensare il rischio del portafoglio strategico. Le implicazioni che discendono da tale principio vengono dettagliatamente esplicitate al paragrafo VII del presente Documento. VI. STRUTTURA DELLA GESTIONE DEGLI INVESTIMENTI La Compagnia di San Paolo ha adottato un modello organizzativo che prevede l esternalizzazione delle attività di gestione del portafoglio diversificato. Ciò avviene per mezzo di un mandato di gestione a Fondaco Sgr, società di gestione del risparmio compartecipata dalla Compagnia insieme 5

6 ad alcune delle principali Fondazioni italiane di origine bancaria. La società è stata costituita ed è cresciuta per la volontà degli investitori soci di disporre di personale altamente professionale e specializzato in materia di investimenti, che fosse organizzato in forma societaria in modo da poter combinare fattori quali la flessibilità di utilizzo, il pieno controllo dei processi, la condivisione con altri investitori e la concorrenzialità rispetto alle condizioni di mercato. Fondaco Sgr è pertanto il soggetto incaricato di dare attuazione alla politica di investimento entro i limiti e secondo i criteri approvati tempo per tempo dal Comitato di gestione della Compagnia. Essa collabora con gli advisor della Fondazione e con lo staff della medesima, con una politica di piena trasparenza. VII. ASSET ALLOCATION La politica di allocazione strategica disegnata dall advisor per il portafoglio gestito individua la natura degli investimenti e le relative caratteristiche di rischio e rendimento in coerenza con gli obiettivi istituzionali e di investimento della Fondazione, come definiti nell Atto di regolazione, nonché con le politiche e i limiti di spesa indicati nel presente Documento attuativo. Nella definizione della strategia di asset allocation da applicare al portafoglio di attività finanziarie la Compagnia, particolare attenzione è stata dedicata nel modello adottato dall advisor per il portafoglio gestito all analisi della serie storica dei rendimenti delle diverse categorie di attività disponibili per l investimento e alla stima dei rendimenti attesi per gli anni futuri, tenendo altresì conto della volatilità e delle correlazioni in essere tra le diverse asset class. L allocazione risultante dal processo di revisione risulta sensibilmente influenzata dal peso della partecipazione detenuta in Intesa Sanpaolo, dai vincoli stabiliti nell Atto di regolazione alla cessione delle azioni e dall approccio conseguentemente adottato di considerare il portafoglio gestito come portafoglio complementare a quello strategico e quindi caratterizzato, in questa prospettiva, da un profilo di rischio/rendimento coerente con la necessità di compensare il rischio del portafoglio strategico. Le attività finanziarie che compongono il portafoglio gestito sono state pertanto individuate con l obiettivo di massimizzare il grado di diversificazione rispetto all investimento in Intesa Sanpaolo. In particolare, nel disegno del benchmark, l advisor per il portafoglio gestito ha tenuto in considerazione i seguenti aspetti: - poiché la partecipazione nella banca determina una consistente esposizione al mercato azionario europeo, l esposizione verso tale classe di attività viene limitata, nel resto del portafoglio, agli investimenti mission related in essere; - poiché le principali fonti di ritorno economico per una banca derivano dall assunzione dei rischi di credito e di duration, tale tipologia di rischio viene limitata per la restante parte del portafoglio totale. Nel portafoglio della Compagnia sono già presenti investimenti in classi di attività che incorporano fattori di rendimento diversi da quelli derivanti dalla partecipazione nella banca. Al fine di incrementare il grado di efficienza del portafoglio complessivo l advisor prevede pertanto di proseguire in tale processo attraverso: - la diversificazione geografica dell investimento azionario; - l investimento in asset class non tradizionali: hedge funds, assicurazione e beni reali; - l esposizione verso i mercati emergenti attraverso l investimento in azioni, obbligazioni o valute; - la diversificazione della componente monetaria e a reddito fisso per il tramite di investimenti in titoli di Stato dell area euro, globali ex-euro e in titoli legati all inflazione. 6

7 Tutte queste linee di azione sono riflesse nella composizione del nuovo benchmark strategico di riferimento. Il riesame dell allocazione strategica del portafoglio di attività finanziarie verrà effettuato periodicamente alla luce dell evoluzione delle opportunità di investimento presentate dai mercati finanziari, considerando uno spettro il più ampio possibile di alternative di investimento. a) Benchmark strategico Il benchmark strategico è stato definito sulla base dei principi adottati per la revisione dell asset allocation precedentemente descritti. Le diverse ipotesi di allocazione sono state disegnate in modo da costruire un benchmark che consenta di mantenere nel tempo le diverse classi di investimento all interno delle bande di oscillazione prefissate. Queste ultime sono state definite sulla base della dimensione dell allocazione e delle caratteristiche delle diverse classi di attività. Per ogni asset class è stato scelto un indice al fine di monitorarne la performance; il peso dell investimento in Intesa Sanpaolo è stato mantenuto pari al 50% del totale, ovvero corrispondente all incidenza presentata dalla partecipazione alla fine del primo trimestre Al fine di tener conto della maggiore volatilità di alcuni investimenti alcune bande di oscillazione sono maggiori di altre. L allocazione strategica del Portafoglio individuata come coerente con gli obiettivo di lungo termine della Compagnia è la seguente: Asset classes Portafoglio Complessivo Portafoglio gestito Indici/rendimento obiettivo Benchmark Bande di oscillazione Benchmark Bande di oscillazione Equities 55.0% (45-65) 6.0% (4-8) Intesa San Paolo 50.0% (40-60) Intesa San Paolo share (total return) Euro equity* 2.0% MSCI Europe (total return net) EM equity 3.0% 6.0% (4-8) MSCI Emerging Markets (total return net) Alternatives 20.0% (15-25) 42.0% (32-52) Citigroup Euro 3M deposit + 3%*** Private equity** 5.0% 10.0% (8-12) Tbc Hedge funds 5.0% 10.0% (8-12) Tbc EM debt 2.0% 4.0% (2-6) Tbc EM currency 2.0% 6.0% (4-8) Tbc Commodities 3.0% 6.0% (4-8) Tbc Reinsurance 3.0% 6.0% (4-8) Tbc Fixed Income 25.0% (20-30) 52.0% (42-62) Euro govt fixed interest 7.5% 15.0% (12-18) Citigroup EGBI All mat. Global govt (ex Euro) FI (unhedged) 7.5% 16.0% (13-19) Citigroup non Euro WGBI Global govt infl. linked (hedged) 8.0% 16.0% (13-19) Bar Cap World Govt infl-l USD hed. Cash 2.0% 5.0% (2-8) Citigroup Euro 3M deposit Total 100.0% 100.0% * Euro equity: include gli investimenti mission related ** Private equity: esposizione complessiva riferita ai commitments *** Il dettaglio verrà successivamente esaminato in sede di Comitato per gli investimenti 7

8 b) Benchmark e regole di ribilanciamento Nello svolgimento della gestione del portafoglio diversificato, Fondaco Sgr, sulla base di quanto previsto nel mandato di gestione, dà esecuzione e mantiene nel tempo l asset allocation strategica del portafoglio gestito proposta dall advisor e autorizzata dai competenti Organi della Compagnia, in cui è dettagliato il peso percentuale di ciascuna classe di attività di cui si compone il Portafoglio. A seguito delle oscillazioni dei mercati finanziari e dell andamento differenziato delle diverse classi di attività rappresentative dell asset allocation strategica, si possono verificare scostamenti di varia entità rispetto ai pesi percentuali come sopra definiti. Fondaco provvede a monitorare l asset allocation su base mensile e i suddetti scostamenti, informando l Ufficio analisi e controllo investimenti della Compagnia e relazionando in merito a ogni riunione del Comitato per gli investimenti. Nell ambito delle bande di oscillazione previste nell asset allocation come sopra definita per il portafoglio gestito e nel rispetto della lista dei gestori investibili, Fondaco esercita l autonomia operativa prevista nel mandato di gestione e compie sulle attività conferite in gestione tutti gli atti di investimento/disinvestimento da essa giudicati opportuni, senza necessità di preventivo assenso, relazionando in proposito al Comitato per gli investimenti e informando l Ufficio analisi e controllo investimenti. Nel caso invece in cui si verifichi il superamento in aumento o in diminuzione delle bande di oscillazione indicate per ciascuna classe di attività del portafoglio gestito, Fondaco realizza, non appena possibile, il ribilanciamento riportando l allocazione all interno delle bande di oscillazione attraverso l investimento/disinvestimento dalle diverse attività, con l esclusione del private equity e di investimenti assimilabili per profilo di liquidabilità. Il Comitato per gli investimenti, quando ne ravvisi l opportunità, può inoltre in ogni momento e con la collaborazione dell advisor formulare proposte al Comitato di gestione relativamente alle modificazioni dell asset allocation strategica e del benchmark come sopra definiti. Le deliberazioni assunte in proposito dai competenti Organi vengono comunicate a Fondaco Sgr che provvede a informare il Comitato per gli investimenti e lo staff della Compagnia dei tempi previsti per effettuare le modificazioni richieste del Portafoglio alla luce della nuova asset allocation richiesta. c) Copertura valutaria L esposizione al rischio di cambio non può superare il 60% del valore complessivo del portafoglio gestito. La Compagnia adotta, di massima, la politica di non coprire i rischi connessi all esposizione valutaria in quanto la stessa viene considerata come un fattore di diversificazione del portafoglio. Il Comitato di gestione affida peraltro al Comitato per gli investimenti la facoltà di valutare e proporre, qualora ne ravvisi l opportunità, la copertura parziale del rischio valutario: le operazioni di copertura, in ogni caso, non possono superare la metà dell esposizione valutaria complessiva del portafoglio gestito. Le operazioni di copertura devono avere, come unico scopo, quello di ridurre il rischio di cambio connesso a investimenti effettuati in valute diverse dall euro. Non è consentita, a nessun gestore, la possibilità di effettuare operazioni aventi finalità speculative. VIII. RISK MANAGEMENT La Compagnia ha un approccio prudenziale al rischio e, come indicato dal Comitato di gestione nel documento sugli Investment beliefs, ritiene che il controllo del rischio e la generazione di rendimenti da investimenti debbano essere bilanciati; la priorità della gestione è però in ogni caso rivolta alla gestione del rischio complessivo del portafoglio. Nella valutazione del suddetto 8

9 portafoglio, la Fondazione tiene in considerazione il rischio derivante dalla partecipazione in Intesa Sanpaolo. Per configurare le proprie decisioni di asset allocation strategica, la Compagnia valuta i rendimenti, i rischi e le correlazioni sulla base di previsioni di lungo periodo, rivedendo però tali fattori almeno su base annua. La Compagnia ritiene che l orizzonte di investimento di lungo periodo da essa fatto proprio possa rappresentare un vantaggio competitivo e, in questa prospettiva, è disposta ad accettare profili di rischio e di rendimento in una prospettiva di lungo termine. Il Comitato di gestione, nella valutazione del rischio complessivo connesso alle politiche di investimento della Fondazione, individua e considera meritevoli di attenzione i seguenti principali elementi: i) il rischio di concentrazione; ii) il rischio di mis-matching; iii) il rischio connesso alla scelta dei gestori; iv) il rischio valutario; v) il rischio di liquidità; vi) il rischio di mercato; vii) il rischio di credito; vii) il rischio geopolitico; viii) il rischio di custodia; ix) il rischio di controparte; x) rischi estremi; xi) rischio di investimenti non appropriati. La Compagnia tiene in considerazione i fattori di rischio sopra illustrati nel definire le proprie scelte d investimento, avuto riguardo altresì agli obiettivi di spesa e di conservazione del capitale e nella consapevolezza che un attento monitoraggio di tali fattori non rende l Investment policy libera dai rischi ma consente di bilanciare gli obiettivi di rendimento e di performance assegnati al portafoglio con il livello di rischio complessivo dello stesso. Il Comitato di gestione mantiene la responsabilità primaria sul livello di rischio complessivo assunto dal portafoglio di attività finanziarie della Fondazione. Il Comitato monitora il rischio assunto dagli investimenti della Compagnia su base trimestrale, sulla base dei report specifici prodotti dall advisor sul portafoglio gestito e da Fondaco Sgr, con il contributo dello staff interno e la supervisione del Comitato per gli investimenti. Il monitoraggio giornaliero viene effettuato da Fondaco Sgr e dai diversi gestori in delega sulla base dei rispettivi mandati, con il contributo dell advisor per il portafoglio gestito. 9

10 Allegato A Atto di regolazione in materia di modalità e criteri di gestione del patrimonio, approvato dal Consiglio generale della Compagnia il 30 marzo 2009 PREMESSE a. Il presente Atto di regolazione, adottato dal Consiglio generale, ai sensi dell'art. 5.4 dello Statuto, nella riunione del 30 marzo 2009 ha per oggetto le modalità e i criteri di gestione del patrimonio. b. In particolare vengono stabiliti i criteri per l'amministrazione della partecipazione nella società bancaria conferitaria, oggi Intesa Sanpaolo S.p.A., ferma restando la competenza del Comitato di gestione sulla gestione operativa della partecipazione strategica, ivi compreso l'esercizio dei diritti corporativi. c. Compete inoltre al Comitato di gestione la responsabilità di definire le concrete modalità, i processi attuativi e le forme di gestione relativi al portafoglio gestito, come in appresso definito. Nell'ambito di tale competenza, il Comitato di gestione seleziona, con il concorso di consulenti indipendenti, gli intermediari abilitati cui affidare l'esecuzione delle attività di investimento e sovrintende al servizio di controllo interno, cui è affidato il monitoraggio della corretta esecuzione di tale attività e il controllo sull'affidabilità e sulla osservanza dei relativi processi. d. Il presente Atto di regolazione viene integrato dallo specifico "Documento attuativo" pluriennale da emanarsi, in sostituzione del Documento attuativo in vigore, da parte del Consiglio generale entro 90 giorni dalla approvazione del presente Atto. I PRINCIPI GENERALI 1. La politica di investimento della Compagnia di San Paolo è ispirata al principio di legge secondo cui le fondazioni diversificano il rischio di investimento del patrimonio e lo impiegano in modo da ottenere un adeguata redditività, assicurando il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio. 2. La politica di investimento è guidata dai seguenti obiettivi: i) conservare il valore reale del patrimonio ai valori di mercato su un orizzonte temporale non inferiore a quattro anni e possibilmente incrementarlo a favore delle future generazioni; ii) stabilizzare nel tempo il livello di risorse destinate agli interventi istituzionali, in proporzione al valore reale del patrimonio; iii) contribuire al raggiungimento della finalità istituzionale di favorire lo sviluppo equilibrato dei territori di riferimento. 3. Le scelte di investimento devono anche essere coerenti e funzionali all impegno in favore della stabilità del sistema finanziario del Paese cui la Fondazione ha contribuito e cui intende contribuire anche in questa fase storica di particolare complessità. Questo impegno testimonia la vocazione di investitore istituzionale operante anche al di là dei confini dei territori di riferimento che caratterizza la Compagnia. LA POLITICA DEGLI INVESTIMENTI 1. Al fine di perseguire efficacemente gli obiettivi generali di cui sub I.2, il patrimonio della Compagnia è suddiviso in due parti: (a) un portafoglio di partecipazione strategica ( portafoglio II 10

11 strategico ) che comprende l intera quota azionaria in Intesa Sanpaolo e la classe di investimenti mission related/local bias e (b) un portafoglio gestito. 2. Il portafoglio strategico è coerente in primo luogo con il ruolo di investitore di lungo termine che la Compagnia di San Paolo intende svolgere in quanto azionista stabile di Intesa Sanpaolo, e con la sua natura di soggetto interessato allo sviluppo dei territori di riferimento (in quanto tale, definibile anche come stakeholder). 3. La consistenza effettiva dello stakeholder value che ne deriva è oggetto di ricognizione e di attenzione sistematica, in quanto fattore che contribuisce a giustificare l allocazione di una quota consistente del patrimonio concentrata in un solo titolo. 4. Nella gestione del patrimonio si introduce un principio di bilanciamento tra quota azionaria in Intesa Sanpaolo e altri investimenti del portafoglio strategico e portafoglio gestito, nella misura in cui ciò non comporti comunque una riduzione della partecipazione della Compagnia al capitale della banca conferitaria al di sotto della quota detenuta alla data di adozione del presente Atto di regolazione (al di fuori di ipotesi di operazioni straordinarie sul capitale). 5. Il principio per cui la politica di investimento è diretta anche al raggiungimento della finalità istituzionale di favorire lo sviluppo equilibrato dei territori di riferimento trova attuazione attraverso la previsione di una classe di investimenti di tipo mission related, legati direttamente cioè al perseguimento di un fine settoriale statutario, o local bias, caratterizzati dalla concentrazione geografica nei territori considerati di riferimento da parte della Compagnia, con l attesa prospettica di effetti di sviluppo locale. 6. L investimento nella classe di attività mission related e local bias deve essere ispirato a criteri di massima prudenza ed essere coerente con le strategie di erogazione della Compagnia e la sua missione istituzionale. La realizzabilità di tali investimenti da parte della Compagnia è inoltre vincolata al fatto che essi siano caratterizzati da: i) la capacità almeno potenziale di generare rendimenti economici netti positivi; ii) un livello di rischiosità non superiore a quello massimo accettato per altre classi di investimento della Compagnia; iii) agevole liquidabilità almeno al termine dell investimento e ragionevole protezione da perdite in conto capitale. 7. Il portafoglio gestito deve avere un profilo di rischio rendimento coerente con la necessità di compensare il rischio del portafoglio strategico. La allocazione del portafoglio gestito è definita su base pluriennale nel Documento attuativo di cui alle premesse sub a). 8. L obiettivo finanziario della politica degli investimenti è rappresentato dal raggiungimento di un rendimento reale complessivo al tasso del 2,50% calcolato sulla media del valore di mercato di tutte le attività investite alla fine dell anno precedente. Su proposta del Comitato di gestione, il Consiglio generale può di tempo in tempo aggiornare il tasso di rendimento. III POLITICA DI SPESA 1. Fermo restando il rispetto dei vincoli di legge e delle disposizioni della Autorità di Vigilanza, gli obiettivi della politica di spesa devono essere compatibili con gli obiettivi finanziari della politica degli investimenti e con le finalità istituzionali di preservare e possibilmente incrementare il valore reale del patrimonio e di garantire la stabilità della spesa stessa nel tempo. 2. Il fondo di stabilizzazione può essere utilizzato in ogni anno per un ammontare non superiore al 50% del suo valore come registrato nel bilancio consuntivo relativo all anno precedente a quello di utilizzo. 11

12 Sintesi dei Principi d investimento della Compagnia (Investment beliefs) Allegato B La missione della Compagnia La missione d investimento della Compagnia è volta alla conservazione del patrimonio e alla stabilità della spesa dedicata ai suoi principali beneficiari. La Fondazione deve essere in grado di generare un reddito costante, stabile e distribuibile nel tempo. La creazione di valore dagli asset della Fondazione è dunque importante per assicurare che i requisiti di spesa siano raggiunti. Tuttavia, gli attivi devono essere investiti in modo da realizzare l obiettivo di lungo periodo della Fondazione, ossia la conservazione (e auspicabile crescita) del valore reale del patrimonio. Obiettivi di investimento e uso del Fondo di Stabilizzazione La Compagnia ritiene che il Fondo di Stabilizzazione sia uno strumento importante per assicurare stabilità alla spesa futura. Al fine di conservare il valore del proprio patrimonio nel lungo termine, la Compagnia introduce un limite massimo di spesa proporzionale al valore di mercato complessivo del patrimonio. In anni di rendimenti positivi degli investimenti, una parte di tali rendimenti sarà accantonata nel Fondo di Stabilizzazione, per garantire stabilità di spesa in anni di rendimenti negativi. Partecipazione in Intesa Sanpaolo La Compagnia ha una partecipazione azionaria nel gruppo bancario Intesa Sanpaolo di circa 10%, di cui il 7,96% e considerata partecipazione strategica (come da Atto di regolazione). Il Comitato di gestione è cosciente dei rischi legati a tale esposizione azionaria nell ambito del portafoglio complessivo ed è favorevole al principio del ribilanciamento rispetto al portafoglio complessivo o ad altre forme di gestione di tale partecipazione (ad esempio: copertura, ottimizzazione del reddito). Ciò nonostante, la Compagnia non considera appropriato il ribilanciamento automatico di tale partecipazione nel gruppo bancario in relazione al patrimonio totale. Un eventuale ribilanciamento dovrà essere valutato secondo le opportune condizioni e sarà quindi deciso a discrezione del Comitato di gestione, sulla base di considerazioni di natura strategica e finanziaria. Tolleranza al rischio ed orizzonte temporale La Compagnia ha un approccio prudenziale al rischio e, nella valutazione del portafoglio, tiene in considerazione il rischio derivante dalla partecipazione in Intesa Sanpaolo. La Fondazione considera il suo orizzonte di investimento di lungo periodo un vantaggio competitivo comparativamente ad altri investitori. La Compagnia è cosciente del fatto che i suoi obiettivi hanno una natura di lungo periodo ed è disposta ad assumere rischi in cambio di rendimenti superiori sempre nel lungo periodo. Ritiene altresì che il controllo del rischio e la generazione di rendimenti da investimenti debbano essere ribilanciati, ma la priorità è rivolta alla gestione del rischio di portafoglio. Valutazione del rischio e rendimento Per valutare le proprie decisioni di asset allocation strategica, la Compagnia considera i rendimenti, i rischi e le correlazioni sulla base di previsioni di lungo periodo. La Fondazione rivede tali fattori almeno su base annua. La Fondazione riconosce i limiti nelle assunzioni e le difficoltà nella stima quantitativa di tali fattori. La Compagnia tiene in considerazione l attuale contesto di rischio nel valutare le proprie scelte, sia per quanto riguarda i requisiti di spesa, sia l obiettivo di conservazione del capitale. Poiché i rendimenti da investimenti sono strettamente legati alle decisioni di asset allocation, eventuali proposte di modifica dell asset allocation strategica sono soggette ad analisi rigorose e frequenti. 12

13 Struttura e governance La Compagnia riconosce il legame tra la combinazione delle risorse e del processo che porta alle decisioni di investimento (definita governance) e i risultati d investimento. La Fondazione ritiene sia cruciale per la propria governance definire il grado appropriato di autonomia decisionale d investimento e definire le deleghe corrispondenti concordemente alle linee guida definite dal Consiglio. Il Comitato di gestione mantiene la responsabilità primaria sulle decisioni di investimento di alto livello, inclusa l importante decisione sul livello di rischio complessivo assunto. Il Comitato di gestione ritiene che una Comitato per gli investimenti, con scopi esclusivamente consultivi e istruttori, possa garantire l appropriato focus sugli investimenti e agevolare le decisioni al riguardo. Tale Comitato, senza potere decisionale, fornirà raccomandazioni al Comitato di gestione riguardo le decisioni di investimento. Il Comitato per gli investimenti sarà formato da componenti il Comitato di gestione, avrà il supporto degli uffici competenti e interagirà anche con soggetti esterni. Gestione attiva e passiva La Compagnia non ha una diretta preferenza per la gestione attiva. Il Comitato di gestione ritiene che i costi operativi e di gestione siano importanti nel considerare il potenziale valore creato nel lungo termine. La gestione passiva dovrebbe garantire maggiore diversificazione, minori costi e minor rischio quando rivolta a mercati efficienti. La Fondazione adotterà tuttavia una gestione attiva ove ritenga i mercati inefficienti e dove l abilità del gestore può aggiungere valore al netto dei costi di gestione. L identificazione e la selezione di adeguati gestori attivi sarà basata sulla ricerca qualitativa, e non solamente sulla base della performance passata. Il rischio di sotto-performance di una gestione attiva viene significativamente ridotto selezionando più di un gestore per mandato. Esposizione ai mercati emergenti La Fondazione conviene sugli argomenti a favore di un investimento di lungo termine nelle economie in via di sviluppo. Ritiene altresì che l attrattiva di tali investimenti debba essere relazionata al loro prezzo. Liquidità La Compagnia considera la liquidità un fattore importante nelle proprie decisioni di investimento. Tuttavia, ritiene che investimenti con scarsa liquidità siano giustificabili per incrementare le aspettative di rendimento purché ne siano mantenuti il controllo e la trasparenza. Per garantire la stabilità delle decisioni di investimento e la liquidità di portafoglio, la Compagnia ritiene che gli investimenti legati alla propria missione sociale (mission-related) debbano avere un limite massimo in rapporto al valore di mercato del patrimonio. Innovazione La Compagnia è aperta a considerare nuove opportunità d investimento, ma ritiene che essere un precursore nell adozione di nuove strategie comporta più rischi che rendimenti. La Fondazione preferisce analizzare cautamente e sviluppare la necessaria competenza in questi ambiti prima di investirvi il proprio capitale. 13

14 Allegato C 14

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Nuova finanza per la green industry

Nuova finanza per la green industry Nuova finanza per la green industry Green Investor Day / Milano, 9 maggio 2013 Barriere di contesto a una nuova stagione di crescita OSTACOLI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE Fine degli incentivi e dello sviluppo

Dettagli

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione Il monitoraggio della gestione finanziaria nei fondi pensione Prof. Università di Cagliari micocci@unica.it Roma, 4 maggio 2004 1 Caratteristiche tecnico - attuariali dei fondi pensione Sistema finanziario

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

www.unicreditprivate.it 800.710.710

www.unicreditprivate.it 800.710.710 www.unicreditprivate.it 800.710.710 Portfolio Life TM è la nuova soluzione finanziario-assicurativa Unit Linked a vita intera, realizzata da CreditRas Vita S.p.A. in esclusiva per UniCredit Private Banking.

Dettagli

Fortune. Strategia per l esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti. Unifortune Asset Management SGR SpA

Fortune. Strategia per l esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti. Unifortune Asset Management SGR SpA Unifortune Asset Management SGR SpA diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti Approvata dal Consiglio di Amministrazione del 26 maggio 2009 1 Premessa In attuazione dell art. 40, comma

Dettagli

Facciamo emergere i vostri valori.

Facciamo emergere i vostri valori. Facciamo emergere i vostri valori. www.arnerbank.ch BANCA ARNER SA Piazza Manzoni 8 6901 Lugano Switzerland P. +41 (0)91 912 62 22 F. +41 (0)91 912 61 20 www.arnerbank.ch Indice Banca: gli obiettivi Clienti:

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U)

Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U) Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U) Il presente prodotto è distribuito dalle Agenzie Vittoria Assicurazioni

Dettagli

appartenente al Gruppo Poste Italiane

appartenente al Gruppo Poste Italiane appartenente al Gruppo Poste Italiane Offerta al pubblico di quote dei fondi comuni di investimento mobiliare aperti di diritto italiano armonizzati alla Direttiva 2009/65/CE, denominati: Bancoposta Obbligazionario

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori ABC degli investimenti Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori I vantaggi di investire con Fidelity Worldwide Investment Specializzazione Fidelity è una società indipendente e si

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

Architettura aperta come strumento di diversificazione nel controllo di rischio di portafoglio

Architettura aperta come strumento di diversificazione nel controllo di rischio di portafoglio S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO La Congiuntura Economica Architettura aperta come strumento di diversificazione nel controllo di rischio di portafoglio Luca Martina Private Banker Banca

Dettagli

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI 1) GENERALITA In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2004/39/CE (cd Direttiva Mifid), la Banca ha adottato tutte le misure

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare 1 COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione guida introduttiva alla previdenza complementare www.covip.it 3 Questa Guida è stata realizzata dalla COVIP Indice grafica e illustrazioni Studio Marabotto

Dettagli

Il mandato di gestione patrimoniale. La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione

Il mandato di gestione patrimoniale. La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione Il mandato di gestione patrimoniale La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione Il mandato di gestione patrimoniale LGT l assistenza professionale per i suoi investimenti Le

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI SERVIZIO NORMATIVA E POLITICHE DI VIGILANZA Roma 15 aprile 2014 Prot. n. All.ti n. 1 51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI Alle Alle Imprese capogruppo

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Indagine conoscitiva sulla gestione del risparmio da parte dei Fondi pensione e Casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari,

Dettagli

Strategie ISOVOL nella costruzione di

Strategie ISOVOL nella costruzione di FOR PROFESSIONAL INVESTORS Strategie ISOVOL nella costruzione di portafogli diversificati I vantaggi di un approccio fondato sulla contribuzione al rischio EFPA Italia Meeting 2014 Agenda Inter-temporal

Dettagli

NOTA DI SINTESI. relativa agli. ABAXBANK DYNAMIC ALLOCATION CERTIFICATES su un Indice di Riferimento in OICR calcolato da Abaxbank

NOTA DI SINTESI. relativa agli. ABAXBANK DYNAMIC ALLOCATION CERTIFICATES su un Indice di Riferimento in OICR calcolato da Abaxbank NOTA DI SINTESI relativa agli ABAXBANK DYNAMIC ALLOCATION CERTIFICATES su un Indice di Riferimento in OICR calcolato da Abaxbank di cui al Prospetto di Base ABAXBANK DYNAMIC ALLOCATION CERTIFICATES redatta

Dettagli

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014 Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano Agosto 2014 Banca Generali in pillole Banca Generali è uno degli assetgathererdi maggior successo e in grande crescita nel mercato italiano, con oltre

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. l 11 novembre 2010 e in

Dettagli

Camponovo Asset Management SA, Via S. Balestra 6, PO Box 165, 6830 Chiasso-Switzerland Phone + 41 91 683 63 43, Fax + 41 91 683 69 15,

Camponovo Asset Management SA, Via S. Balestra 6, PO Box 165, 6830 Chiasso-Switzerland Phone + 41 91 683 63 43, Fax + 41 91 683 69 15, SA, Via S. Balestra 6, PO Box 165, 6830 Chiasso-Switzerland Phone + 41 91 683 63 43, Fax + 41 91 683 69 15, info@camponovoam.com La Gestione Patrimoniale Un felice connubio fra tradizione, tecnologia e

Dettagli

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea straordinaria, recante: Attribuzione al Consiglio di Amministrazione

Dettagli

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio.

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. Provvedimento 20 settembre 1999 Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. IL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (testo

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi ONDI OMUNI: AI A CELTA IUSTA Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi CONOSCERE I FONDI D INVESTIMENTO, PER FARE SCELTE CONSAPEVOLI I fondi comuni sono

Dettagli

Compensi agli amministratori

Compensi agli amministratori Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 23 ottobre 2009 Le società ed il bilancio Dividendi e compensi agli amministratori aspetti fiscali e contributivi Compensi

Dettagli

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI)

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) - 1 - LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com

ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE PROPOSTE CONCERNENTI LE MATERIE POSTE ALL ORDINE DEL GIORNO DELLA ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DEL

Dettagli

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini ********** Banca del Valdarno Credito Cooperativo 1 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID)

Dettagli

SOLUZIONE UNIT Edizione 2011

SOLUZIONE UNIT Edizione 2011 YOUR Private Insurance SOLUZIONE UNIT Edizione 2011 Offerta pubblica di sottoscrizione di YOUR Private Insurance Soluzione Unit Edizione 2011 (Tariffa UB18), prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit

Dettagli

Materiale di marketing Schroders Fondi Income. Una generazione. su cui investire

Materiale di marketing Schroders Fondi Income. Una generazione. su cui investire Materiale di marketing Schroders Fondi Income Una generazione su cui investire Con mercati sempre più volatili e imprevedibili, affidarsi al solo apprezzamento del capitale spesso non basta. Il bisogno

Dettagli

GUARDIAN asset management software. Solutions. The safe partner for your business

GUARDIAN asset management software. Solutions. The safe partner for your business Portfolio Management GUARDIAN Solutions The safe partner for your business Swiss-Rev si pone come società con un alto grado di specializzazione e flessibilità nell ambito di soluzioni software per il settore

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Nicola Romito Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Esperienza Presidente at Power Capital aprile 2013 - Presente (1 anno 4 mesi) * Consulenza per gli investimenti, gestione di portafoglio

Dettagli

Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita

Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO - FONDO PENSIONE Iscritto all Albo tenuto dalla Covip con il n. *** Nota informativa per i potenziali aderenti

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Questa procedura definisce le modalità adottate di approvazione ed esecuzione delle operazioni poste in essere

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Liquidity Coverage Ratio: requisiti di informativa pubblica Gennaio 2014 (versione aggiornata al 20 marzo 2014) La presente pubblicazione è consultabile sul

Dettagli

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE ALCUNE CONSIDERAZIONI A MARGINE DELLA REVISIONE DELLE NORME SUGLI INVESTIMENTI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE CONVEGNO SOLVENCY II 1 PUNTI PRINCIPALI

Dettagli

Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI"

Documento di sintesi STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI" Documento del 1 aprile 2011 1 1 INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Fornite ai sensi degli

Dettagli

L asset management di Banca Fideuram

L asset management di Banca Fideuram L asset management di Banca Fideuram 1 LA SOCIETA 2 La struttura societaria Banca Fideuram 3 Italia 99.5% Irlanda 100% Lussemburgo 99.94% Fideuram Investimenti SGR Gestioni Patrimoniali Fondi Comuni di

Dettagli

Completezza funzionale KEY FACTORS Qualità del dato Semplicità d'uso e controllo Tecnologie all avanguardia e stabilità Integrabilità

Completezza funzionale KEY FACTORS Qualità del dato Semplicità d'uso e controllo Tecnologie all avanguardia e stabilità Integrabilità Armundia Group è un azienda specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni software e consulenza specialistica per i settori dell ICT bancario, finanziario ed assicurativo. Presente in Italia

Dettagli

Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale.

Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Questo il risultato di una ricerca di Natixis Global Asset Management, secondo cui di fronte a questo dilemma si

Dettagli

Mantenere la prospettiva con una soluzione multi-asset flessibile

Mantenere la prospettiva con una soluzione multi-asset flessibile Mantenere la prospettiva con una soluzione multi-asset flessibile UBS (Lux) KSS Global Allocation Fund Gennaio 2010 Informazione Pubblicitaria Disclaimer Il presente documento è consegnato unicamente a

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A.

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. E PROSPETTIVE 2001 S.P.A. IN SANPAOLO IMI S.P.A... Si presenta il progetto

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano (Ultimo aggiornamento:10.04.2013) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial

Dettagli

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Approvata con delibera CdA del 04/09/ 09 Fornite ai sensi dell art. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/2007. LA NORMATIVA MIFID

Dettagli

ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA

ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA LA BANCA D ITALIA E LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA E LA

Dettagli

STRATEGIA SINTETICA. Versione n. 4 del 24/05/2011

STRATEGIA SINTETICA. Versione n. 4 del 24/05/2011 STRATEGIA SINTETICA Versione n. 4 del 24/05/2011 Revisione del 24/05/2011 a seguito circolare ICCREA 62/2010 (Execution Policy di Iccrea Banca aggiornamento della Strategia di esecuzione e trasmissione

Dettagli

IL MERCATO FINANZIARIO

IL MERCATO FINANZIARIO IL MERCATO FINANZIARIO Prima della legge bancaria del 1936, in Italia, era molto diffusa la banca mista, ossia un tipo di banca che erogava sia prestiti a breve che a medio lungo termine. Ma nel 1936 il

Dettagli

Gestione Separata Sovrana

Gestione Separata Sovrana Gestione Separata Sovrana Investment pack Aggiornamento al 31/01/2015 Composizione degli asset per classi di attivo DURATION DI PORTAFOGLIO 6,33 AUM (in mln ) 651,48 805,61 848,22 821,06 2 Dettaglio delle

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI Versione 9.0 del 9/03/2015 Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 Policy conflitti di interesse Pag. 1 di 14 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 Definizioni... 4 2. OBIETTIVI...

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Presentazione societaria

Presentazione societaria Eurizon Capital Eurizon Capital Presentazione societaria Eurizon Capital e il Gruppo Intesa Sanpaolo Banca dei Territori Asset Management Corporate & Investment Banking Banche Estere 1/12 Eurizon Capital

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Versione 9.0 del 09/03/2015 Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 1 INDICE PREMESSA... 3 1. Significato di Best Execution... 3 2. I Fattori di

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Featured Solution Marzo 2015 Your Global Investment Authority Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Lo scorso ottobre la Commissione europea

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO Novembre 2010 La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è

Dettagli

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014)

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) 1. LA NORMATVA DI RIFERIMENTO. La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento europeo nel 2004

Dettagli

Principi di stewardship degli investitori istituzionali

Principi di stewardship degli investitori istituzionali Corso di diritto commerciale avanzato a/ a/a2014 20152015 Fabio Bonomo (fabio.bonomo@enel.com fabio.bonomo@enel.com) 1 Indice Principi di stewardship degli investitori istituzionali La disciplina dei proxy

Dettagli

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Giugno 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

autoregolamentazione protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d interessi English version included

autoregolamentazione protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d interessi English version included autoregolamentazione protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d interessi English version included 1 protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d interessi English version included

Dettagli

REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Delibera n. 17221 del 12.3.2010 A cura della Divisione Tutela del Consumatore Ufficio Relazioni con il Pubblico Giugno 2010 [pagina bianca] Regolamento recante

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE Redatto ai sensi dell art. 5 della Delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (come modificata con Delibera n. 17389

Dettagli

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0. SINTESI DELLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.4 1 La Markets

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 L ISVAP. (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 L ISVAP. (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 REGOLAMENTO RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLI INTERNI, GESTIONE DEI RISCHI, COMPLIANCE ED ESTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE,

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Modulo DATI INFORMATIVI FINANZIARI ANNUALI per gli emittenti industriali LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Data : 03/05/2011 Versione : 1.3 1 Revisioni Data Versione Cap./ Modificati 03/05/2010 1.0-13/05/2010

Dettagli

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value A cura Alessio D'Oca Premessa Nell ambito dei principi che orientano la valutazione del bilancio delle società uno dei

Dettagli

Le due facce dell investimento

Le due facce dell investimento Schroders Educational Rischio & Rendimento Le due facce dell investimento Per essere buoni investitori non basta essere buoni risparmiatori. La sfida del rendimento è tutta un altra storia. È un cammino

Dettagli

GLOSSARIO. AZIONE Titolo rappresentato di una frazione del capitale di una società per azioni.

GLOSSARIO. AZIONE Titolo rappresentato di una frazione del capitale di una società per azioni. GLOSSARIO ACCUMULAZIONE DEI PROVENTI Ammontare dei dividendi che sono stati accumulati a favore dei possessori dei titoli ma che non sono stati ancora distribuiti. ARBITRAGGIO Operazione finanziaria consistente

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC Il bilancio con dati a scelta Classe V ITC Il metodo da seguire Premesso che per la costruzione di un bilancio con dati a scelta si possono seguire diversi metodi, tutti ugualmente validi, negli esempi

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali

Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali Etica: valore e concretezza L Etica non è valore astratto ma un modo concreto per proteggere l integrità dei mercati finanziari e rafforzare

Dettagli