galaxia In questo periodo, come spesso accade, c è grande in l incompetente O la Borsa, o la vita Memento

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1 l incompetente O la Borsa, o la vita di Stefano Machera In questo periodo, come spesso accade, c è grande in quietudine sulle sorti dei mercati finanziari. Per ragioni piuttosto oscure alla maggioranza di noi, le Borse sono soggette a crolli improvvisi, e di volta in volta si spiega la fragilità del mercato con i mutui americani a rischio, o con le tensioni del prezzo del petrolio, o magari con il debito degli USA. A un incompetente viene spontaneo chiedersi: ma il valore di un azione non dovrebbe dipendere dalla salute finanziaria dell azienda? Cosa c entrano i mutui americani? Tutto e niente. Sui mercati, infatti, pesa fortemente l effetto della Speculazione. Se la Speculazione ritiene che, in base a qualsiasi segnale psicologicamente significativo, un titolo o un mercato siano vulnerabili, scommette sulla loro perdita di valore, indipendentemente dal fatto che quella azienda o quel settore di mercato a lungo termine generino in effetti ricchezza. La Speculazione di fatto fa una scommessa che si autoavvera: il fatto stesso che un titolo sia sotto attacco ne provoca la caduta. E, su scala più grande, questo può accadere ai titoli di uno Stato, o a un intero settore di mercato. Il risultato è che la Speculazione ci guadagna sempre, e chi ci rimette sono i risparmiatori. Lo stesso incompetente si chiede: ma perché succede questo? Cosa permette alla Speculazione di avere un effetto così forte sui mercati? Una ragione sostanziale è che in Borsa è possibile comprare senza avere soldi, e vendere senza avere azioni. Questo facilita enormemente la Speculazione, che può scommettere a credito cifre enormi, incassando poi i profitti delle scommesse autoavverantisi. Questo meccanismo di scommessa a credito è consentito da alcuni strumenti finanziari, che si chiamano in generale strumenti derivati, in quanto non sono azioni, ma futures, od opzioni, ad esempio. Facciamo l esempio di un opzione di acquisto: io posso, anziché comprare 100 azioni, comprare il diritto a comprare 100 azioni a un prezzo fissato. Ovviamente questo diritto costa molto meno delle 100 azioni, e quindi io in pratica sto scommettendo sul fatto che quell azione cresca. Se cresce, io utilizzo il mio diritto, e incasso la differenza tra il prezzo prefissato e quello, più alto, corrispondente al valore finale dell azione. Avrei potuto incassare lo stesso profitto se avessi effettivamente comprato le 100 azioni, ma avrei dovuto impiegare un capitale pari al prezzo delle 100 azioni, e non delle 100 opzioni. Ci sono molti tipi diversi di strumenti derivati, ma sono accomunati sostanzialmente dalla possibilità di avere un effetto economico (profitto o perdita) maggiore di quello che corrisponderebbe al capitale effettivamente usato. Si parla in questo caso di leva finanziaria superiore a 1. E proprio il fatto che la leva sia maggiore di 1 a rendere così potente la Speculazione: gli speculatori non hanno bisogno di impegnare capitali effettivi rilevanti: possono ottenere effetti notevoli spostando capitali relativamente modesti. Come dicevo, in questo gioco chi ci rimette è il risparmiatore. Eppure, questo gioco ha poco a che fare con la funzione originaria della Borsa, ossia: offrire un opportunità utile sia alle imprese che ai risparmiatori: le imprese ottengono finanziamenti a basso costo, e i risparmiatori condividono i profitti delle imprese. Oggi, è come se su questo meccanismo base si fosse costruita una gigantesca roulette, che produce profitti per speculatori e broker, a discapito dei profitti di chi dovrebbe effettivamente guadagnare dalla Borsa, cioè chi ci investe soldi veri per finanziare le imprese. Infatti, un mercato che cresce in modo sano e progressivo è un cattivo mercato per gli speculatori: la Speculazione guadagna sugli alti e bassi. Ebbene, di fronte alle cronache delle crisi di Borsa, un Incompetente par mio si pone una domanda: perché non aboliamo gli strumenti derivati? I derivati non giovano né alle imprese, né ai risparmiatori: giovano a speculatori e broker, ossia alle categorie parassitarie della Borsa. Una Borsa priva di derivati sarebbe una Borsa molto più stabile e sana, sia pure con molti meno movimenti. Si tornerebbe a investire in base ai fondamentali e ne sarebbero premiate le imprese sane, e gli investitori oculati. Molti operatori di Borsa dovrebbero cambiare mestiere, e questo può solo essere un bene, visto che il vero interesse degli operatori di Borsa è generare volatilità. Ma, come al solito, sicuramente mi sfugge qualcosa # Accesso all area riservata del sito Internet mensa.it Oltre il 97% degli iscritti al Mensa Italia è oggi raggiungibile via posta elettronica. Se non hai ancora comunicato il tuo indirizzo , scrivi a specificando il tuo nome, cognome e numero di tessera (è consigliabile indicare, se disponibili, due indirizzi con indicazione del ). Se invece hai dimenticato la chiave d accesso all area riservata clicca su accedi all area riservata (nella home page del sito mensa.it) e premi annulla nella finestra di dialogo senza inserire alcun dato; il sistema ti porterà ad una pagina dove ti sarà richiesto di inserire il tuo alias (cioè nome.cognome). Premendo su richiedi dati di accesso, riceverai immediatamente la password di accesso all indirizzo ( 1) disponibile in elenco Soci. Memento 8

2 galaxia Come comunicare in modo sintetico ed efficace di Fabio Moioli Tutti noi abbiamo vissuto situazioni in cui non sapeva mo cosa dire, forse perché non avevamo abbastanza informazioni, o forse perché non ci ricordavamo qualcosa. Nella maggior parte dei casi, però, le persone non sanno cosa dire (né come dirlo) per un motivo completamente diverso: troppi pensieri e troppe idee in testa, senza sapere né da che parte cominciare, né come continuare. In tutti questi casi, l articolo che segue potrebbe fornire alcune utili indicazioni. La piramide della comunicazione La maggior parte di quanto segue può essere sintetizzato nel seguente suggerimento: Comunicare in modo piramidale. COMUNICARE IN MODO SINTETICO ED EFFICACE Una comunicazione sintetica ed efficace è strutturata a piramide Ovviamente, le domande da rispondere sono ora molte: cosa vuol dire piramidale? Perché mai? In che modo? E sempre vero? Nelle prossime pagine risponderemo assieme a tali domande, attraverso: Un esempio concreto di comunicazione piramidale Come comunicare il vostro messaggio chiave Come supportare le vostre argomentazioni E da ultimo, le situazioni in cui la piramide non è la scelta ottimale Come già detto, il modo più semplice per cominciare è un esempio concreto: Quale delle seguenti due s preferireste ricevere? A. C è un problema per la tua prenotazione dell hotel per la conferenza a Roma. Sono riuscita a prenotare soltanto martedì e mercoledì notte; l hotel è pieno lunedì notte. Ho provato con molti altri hotel ma non c è posto da nessuna parte a causa della fiera dell elettronica e componentistica - quest anno ancora più grossa del solito (devo però ancora provare con i bed & breakfast). Da quanto sono riuscita a 0 farmi dire dall Ufficio Viaggi (ho verificato anche con un altra agenzia viaggi), c è un volo per Roma che parte martedì mattina alle L arrivo a Roma è previsto per le ora locale. La conferenza inizia a mezzogiorno; per il viaggio dall aeroporto ci vuole circa 1 ora e quindi dovresti farcela ad arrivare in tempo per l inizio dei lavori. Gianni dell Ufficio Viaggi ha fatto una prenotazione preventiva. Tra l altro, se non ricordo male, lunedì è il tuo anniversario di matrimonio Ciao, Lara Oppure... B. Ciao Roberto, ti propongo di cambiare il volo per Roma da lunedì sera a martedì mattina alle Se prendi questo volo, ce la fai ad arrivare in tempo per l inizio dei lavori e possiamo evitare di cercare una stanza in albergo per il lunedì sera (ricerca che al momento non ha dato frutti). Tra l altro, riusciresti a essere a casa per il tuo anniversario di matrimonio lunedì sera. Fammi sapere se posso far emettere il biglietto. Ciao, Lara La scelta non dovrebbe essere molto difficile, giusto? Ma qual è la differenza? La segretaria che ha scritto la nota B, ovviamente, conosce bene che cosa si deve fare per comunicare in modo chiaro ed efficace: selezionare, e mettere ordine. In altre parole, la nota B. ha una struttura a piramide: 1. Mette all inizio (al vertice) il messaggio più importante ( messaggio chiave ) 2. Sostiene questo messaggio attraverso informazioni logicamente organizzate. L uso del principio della piramide richiede una determinata quantità di disciplina e attenzione, ma lo sforzo è sicuramente ripagato. Il messaggio chiave Dalla massa confusa di pensieri presenti nella A., la segretaria del memo B. ha selezionato il messaggio centrale - un suggerimento: cambiare il volo per Roma da lunedì sera a martedì mattina alle Ha poi proseguito elencando, in modo strutturato, i motivi di tale suggerimento. Infine, ha concluso con una richiesta di azione concreta e specifica (poter far emettere il biglietto). Altri particolari presenti nella A., magari di per sè anche interessanti, ma di nessun importanza reale per il messaggio, sono stati omessi. Ogni comunicazione, sia una breve nota, come quella sopra, che un rapporto lungo e complesso, una lettera, o magari una presentazione, hanno un messaggio chiave. $$ 9

3 Quindi, cosa rende efficace la comunicazione? Per fare in modo che il destinatario: Capisca il messag- gio rapidamente Sia interessato e vi presti attenzione Segua la logica della vostra discussione E necessario Fornire subito il messaggio (messaggio chiave) Il supporto logico Il messaggio chiave non è normalmente molto più di una semplice affermazione, raccomandazione o opinione. Forma, potremmo dire, la punta della piramide. E se scelto correttamente, immediatamente inviterà il lettore a porsi una serie di domande, quali ad esempio perchè? o come? (nello stesso modo in cui il destinatario del messaggio della nostra segretaria avrebbe probabilmente reagito). La comunicazione non è completa fino a che non ha risposto a queste domande in modo soddisfacente. In altre parole, il messaggio chiave deve essere sostenuto da un supporto logico. 3 Formulare questo pensiero chiave, e comunicarlo all inizio della comunicazione, aiuta ad organizzare i concetti a suo supporto e tutte le altre informazioni disponibili. Lo stesso principio aiuta inoltre il lettore o l ascoltatore a capire il senso del messaggio sin dal suo inizio, predisponendosi ad ascoltare le motivazioni che ci hanno spinti a formulare questo messaggio. Scelta del messaggio (vetta della piramide) Come sostenere il messaggio chiave? Per fare in modo che il destinatario: Capisca il messag- gio rapidamente Sia interessato e vi presti attenzione Segua la logica della vostra discussione E necessario Spiegare subito il messaggio (messaggio chiave) Fornire un supporto logico al messaggio: tutte le idee sono una sintesi delle idee sottostanti Cosa vogliamo che l audience sappia, pensi o faccia a seguito della comunicazione Deve superare Il test dell ascensore : 30 secondi devono essere sufficienti per comunicarlo Il messaggio : Risponde alla domanda dell audience E l obiettivo della comunicazione E un pensiero completo e sufficiente Esempio: posso cambiare la prenotazione del volo a martedì alle ore 8.30? Esaminiamo se la nota B. fa fronte a questa richiesta: come appaiono le singole affermazioni del secondo livello della piramide? Informazioni (raggruppamento logico) 5 Questo principio, certamente valido per un intero documento o presentazione, è inoltre utile anche per i singoli capitoli o sotto-sezioni di un testo: tutte le idee che appartengono ad uno stesso insieme dovrebbero essere formate (raggruppate) in un messaggio chiave univoco e ben definito. 4 Domanda: quando devo partire per andare alla conferenza? Sarai comunque in tempo per la conferenza Dovresti viaggiare martedi mattina anziché lunedi sera Trovare un hotel sarà molto più semplice Sarai a casa per il tuo anniversario di matrimonio Nel nostro semplice esempio, tutte le informazioni riguardo agli hotel sono riunite nella frase il martedì la sistemazione sarebbe meno problematica. E tutto ciò che diciamo riguardo al viaggio è che il volo arriverà comunque in tempo utile. Chiunque riceve la nota non deve realmente sapere più di quanto è scritto nella versione B per poter prendere una decisione. Queste sono quindi le informazioni necessarie e sufficienti da includere. Una volta che avrete fatta vostra questa tecnica dell ordinamento e raggruppamento delle informazioni, essa si trasformerà in uno strumento inestimabile. Persino nel leggere i testi più complicati, filtrerete automaticamente i punti principali, mentre nella conversazione troverete più facile arrivare al punto chiave e mantenere il vostro interlocutore focalizzato su di esso. E, come autore, troverete più facile selezionare l inizio di cosa desiderate scrivere, superando brillantemente il blocco mentale della tipica pagina bianca. 10 La segretaria fornisce tre diversi motivi per il suo suggerimento. Ognuno di essi sostiene direttamente il messaggio chiave ed insieme sono sufficienti per formulare tale suggerimento di partenza. Se, anziché la domanda perchè?, un messaggio chiave porta alla mente del lettore una domanda quale come? o dove?, allora il raggruppamento al livello seguente non consisterà di motivi, ma di esempi, passi o luoghi. La cosa importante è che queste argomentazioni siano tutte dello stesso genere; ognuna di esse, senza sovrapporsi con le altre, deve sostenere il messaggio sopra e, insieme, esse devono essere sufficienti per rendere questo messaggio assolutamente difendibile (in inglese, ME-CE - Mutually Exclu- $$ 6

4 galaxia sively, Collectively Exhaustive, ovvero reciprocamente esclusive e collettivamente esaurienti). Comunicazione deduttiva e induttiva suaso che il messaggio è corretto e/o potrebbe accettare con difficoltà tale messaggio. Vantaggi/svantaggi della logica induttiva La modalità di ordinamento dei pensieri sino ad ora presentata (alla base della comunicazione a piramide ) mostra un esempio di raggruppamento logico. Un altro modo per sostenere il messaggio chiave è inoltre il cosiddetto ragionamento logico. Qui, costruiamo una catena di affermazioni - simili ad un sillogismo, e guidiamo il destinatario verso il messaggio chiave. Nel nostro breve esempio, una catena di ragionamento logico apparirebbe qualcosa come: Informazioni (ragionamento logico) Vantaggi Svantaggi Affermazioni A Affermazioni B Affermazioni C I punti fondamentali sono facili da ricordare Molto efficace per un tipo di pubblico orientato all azione Se il pubblico non concorda su un affermazione (ragione, azione, ecc.), la forza intrinseca delle altre affermazioni permane Può essere troppo diretto per alcuni tipi di pubblico 9 Vantaggi/svantaggi della logica deduttiva Dovresti viaggiare Martedi mattina anzichè Lunedi sera Non ci sono hotel liberi Lunedi notte La conferenza inizia Martedi a mezzogiorno Puoi partire Martedi alle 8:30 ed arrivare ancora in tempo Vantaggi Commento Implicazione Dimostra che nessun altra soluzione, tranne quella suggerita, può funzionare Permette di presentare perché e come allo stesso tempo Potete vedere come ogni affermazione si aggiunga alla precedente e conduca quasi inevitabilmente al suggerimento di viaggiare il martedì anziché il lunedì. Una comunicazione ben strutturata (e quindi facile capire) ha alternativamente un raggruppamento logico o un ragionamento logico ad ogni livello della piramide. Le forme miste sono difatti più difficili da comprendere ed indicano che lo scrittore od oratore non ha probabilmente strutturato adeguatamente il proprio messaggio. I due tipi di struttura logica Raggruppamento logico: (Logica induttiva) Enfasi sulle conclusioni o raccomandazioni Ragionamento logico: (Logica deduttiva) Enfasi sulle singole parti del ragionamento (A) (B) (C) 7 Svantaggi Conclusione Se il pubblico non è d accordo con affermazione o commento, il ragionamento non riuscirà a convincere Si deve mantenere l attenzione dell audience a lungo prima di arrivare alla conclusione Il pubblico può aspettarsi una continuazione diversa da quella che voi avete preparato Per migliorare la qualità e l efficacia della nostra comunicazione è preferibile utilizzare una struttura induttiva e a piramide : partire con il messaggio chiave, e proseguire con le motivazioni dello stesso, ordinate in modo tale da rispondere in ogni loro raggruppamento solo al come o al perché di una determinata affermazione. A questa regola generale fanno però eccezione i messaggi particolarmente controversi, ove si potrebbe preferire una comunicazione deduttiva, in quanto maggiormente adatta per accompagnare il lettore verso una conclusione a lui poco gradita: " Scelta della strategia di comunicazione - sintesi 10 Comunicazione induttiva (esempio) Commento Implicazione Quale dei due formati sia adatto ad un caso specifico dipende dal messaggio e dal destinatario. In generale è preferibile il: Raggruppamento logico: in tutti quei casi in cui potete dare direttamente il messaggio chiave senza preoccuparvi troppo di come il messaggio sarà accolto. Ragionamento logico: se il destinatario deve essere per- 8 Che strategia di comunicazione adotto? Audience positivo di fronte al messaggio Audience ostile al vostro messaggio 1 Risultati ottimi A buono B discreto C ok Comunicazione deduttiva (esempio) 4 Risultati negativi A buono B molto + A + B negativo negativo 11 11

5 Globalizzazione e diritti umani di Giuseppe Provenza Cosa è la globalizzazione La globalizzazione economica consiste nell integrazione in un unico mercato mondiale di tutti i paesi e quindi nella libera circolazione di beni, servizi, capitali e manodopera. Si tratta di un fenomeno ovviamente non manifestatosi da un giorno all altro, ma che ha trovato la sua definitiva affermazione nel corso degli anni novanta. Ma come si concretizza la globalizzazione, cosa ci si aspetta da essa e soprattutto cosa non ha finora funzionato? In pratica si tratta di un fenomeno messo in atto dai paesi del così detto mondo occidentale, ossia dagli Stati Uniti d America e dai paesi a più elevato sviluppo economico dell Europa, caratterizzati da elevate disponibilità finanziarie, antiche tradizioni industriali, elevati consumi e, conseguentemente, elevati costi del lavoro. Di contro esistono numerose zone del mondo in cui le tradizioni industriali sono meno antiche e meno elevate sono le disponibilità finanziarie, offrendosi quindi ai paesi economicamente più sviluppati quali mercati aperti ad iniziative di industrializzazione che riempiano i vuoti di iniziative e di capitali mediante l attrazione esercitata da livelli di remunerazione della manodopera molto minori di quanto non si riscontri nel mondo occidentale. L effetto che ci si sarebbe atteso dalla globalizzazione era una forte spinta allo sviluppo economico e sociale ed una conseguente riduzione della povertà nei paesi comunemente definiti del terzo mondo ed un contemporaneo beneficio per tutti basato soprattutto sull allargamento dei mercati di sbocco della produzione mondiale. Tuttavia numerose sono le accuse mosse alla globalizzazione sia da parte dei paesi occidentali che dei paesi del terzo mondo. Gli operai di Stati Uniti ed Europa accusano la globalizzazione di aver spostato molte attività in oriente sottraendo posti di lavoro in occidente, dove la disoccupazione è in aumento, di contro nei paesi in via di sviluppo si è affermata un economia sommersa basata sul non riconoscimento dei loro diritti ai lavoratori locali, su salari al limite della sopravvivenza, su giornate lavorative di durata impensabile in occidente, e sul diffusissimo ricorso al lavoro minorile. Nell immediato dopoguerra insieme all ONU, che doveva assicurare al mondo maggiore stabilità politica ed impedire nuovi conflitti (obiettivo, come si sa, finora fallito) il mondo si diede anche due organismi economici, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che dovevano assicurare il primo la stabilità economico-finanziaria ed il secondo la lotta alla povertà. In realtà i tre organismi mondiali, quello politico (l ONU) ed i due economici (FMI e Banca Mondiale), sono risultati fortemente condizionati dai grandi potentati economici mondiali (soprattutto statunitensi) con la conseguenza che nulla possono i governi locali per modificare l andamento internazionale dei rapporti economici, condizionati invece da accordi internazionali che favoriscono le grandi multinazionali ed impediscono agli stati più poveri di svolgere le azioni più opportune per frenare la fuga di ricchezza verso i paesi più ricchi e di dotarsi di leggi che consentano uno sviluppo equilibrato ed equo. Peraltro esiste il fondato sospetto che i grandi interessi economici internazionali influiscano sugli stessi sistemi politici dei paesi del terzo mondo per mantenere regimi acquiescenti. Che questo stato di cose vada a detrimento dell intero pianeta appare abbastanza chiaro. Si pensi soprattutto al grande degrado ambientale che si sta producendo per l impossibilità di indurre quasi tutti i paesi del mondo ad una politica economica basata, fra l altro, sulla tutela dell ambiente. Tutto ciò peraltro indotto dall affermazione delle teorie secondo cui debba essere ridotto al minimo l intervento dello stato in economia in antitesi alle posizioni di chi sostiene che non esista una equità spontanea, e che, di conseguenza, senza una autorità superiore che lo impedisca, l economia tende ad una sempre maggiore concentrazione della ricchezza e ad un sempre più elevato impoverimento della maggioranza della popolazione. Va comunque precisato che nelle varie parti del mondo gli effetti della globalizzazione sono stati differenti, potendosi distinguere in tal senso i paesi asiatici, quelli dell America latina, quelli dell Africa e quelli ex comunisti. I paesi che maggiormente lamentano una globalizzazione iniqua sono quelli africani, per i quali si può certamente parlare di una forma moderna di colonialismo, caratterizzata, come il colonialismo storico, dal più bieco e cinico sfruttamento. Sono paesi in cui la stragrande maggioranza delle risorse economiche resta ancora in mano all occidente, sia con aziende multinazionali sia con piccole imprese, con il risultato che paesi che dispongono di grandi risorse rimangono poverissimi. Si veda in proposito l esempio del petrolio in Nigeria che arricchisce note aziende occidentali mentre il paese rimane poverissimo. O si veda l estrazione di pietre preziose del centro Africa che, oltre a presentare lo stesso fenomeno di arricchimento dell occidente, genera fenomeni aberranti di sfruttamento fino alla schiavitù di giovani locali. E che dire del vergognoso sfruttamento dell AIDS, malattia che uccide una vera e propria moltitudine di esseri umani ogni giorno, che potrebbe essere efficacemente curata con medicine dal basso costo di produzione ma che vengono commercializzate, anche in questo caso da potentissime multinazionali, a caro prezzo? All estremo opposto, rispetto all africa, troviamo paesi asiatici come la Cina, il Vietnam, la Corea del sud, l Indonesia, la Malaysia e l India, che hanno saputo mettere in atto politiche economiche espansionistiche basate su un consistente sviluppo tecnologico, politiche, va detto, basate su un forte intervento dirigistico dello stato. $$ Tutti i numeri di Memento, la Rivista ufficiale del Mensa Italia, sono disponibili sul sito all indirizzo 12

6 galaxia Tuttavia, anche in questi paesi, non è tutto oro quel che luce. Anche in essi, infatti, si riscontra una presenza eccessiva di capitali stranieri con la conseguenza che non si può parlare di una economia autonoma, dal momento che i capitali stranieri, soprattutto con la minaccia di abbandonare il paese, esercitano inevitabili pressioni sulle politiche locali affinché vengano mantenuti tutti i presupposti per la presenza di capitali stranieri, con al primo posto il basso costo del lavoro. Anche in questi paesi si riscontra quindi una grave carenza nel rispetto dei diritti umani, sia pure con la differenza, rispetto all Africa, che anziché di uno sfruttamento che lascia a livelli di massima povertà le popolazioni locali, si tratta di uno sfruttamento che viene posto alla base di uno sviluppo economico che qualche beneficio lascia, o finirà col lasciare nel tempo. Anche l economia dei paesi sudamericani è caratterizzata dalla presenza di ingenti capitali esteri, in particolare americani. Ciò, insieme a politiche economiche dissennate che hanno anche generato forti tensioni inflazionistiche e bilanci pubblici in dissesto, ha finora impedito il decollo di quelle economie. Per quanto riguarda, infine, i paesi dell ex blocco comunista, in molti di essi, e soprattutto in quelli dell ex URSS Russia in testa, si è verificato un passaggio all economia libera troppo brusco con conseguenti vere e proprie esplosioni inflazionistiche e successive misure restrittive che hanno soffocato le economie. A ciò va aggiunto il dilagare della corruzione e la fuga di capitali mentre nel contempo affluivano aiuti economici che indebitavano gli stati. Il risultato di tutto ciò è stato un generale impoverimento, mentre, per contrasto, si creavano pochi grandissimi ricchi. Per una globalizzazione piu equa Come è facile rilevare osservando le condizioni di vita di tutti i paesi in via di sviluppo, quindi, la globalizzazione, che ha avuto effetti differenti nelle varie zone del mondo, ovunque ha un denominatore comune: non ha portato condizioni di vita lontanamente confrontabili con quelle del mondo occidentale, sia pure caratterizzandosi in maniera differente, ed ha quindi fatto riscontrare ovunque uno stridente contrasto fra il diffondersi dei commerci e delle attività produttive e l affermarsi nel mondo dei diritti umani. Ma è questo stato di cose ineluttabile o è possibile agire per dar vita una globalizzazione più equa? Purtroppo la risposta è che è possibile ma è molto difficile da realizzare poiché, in primo luogo, i governi occidentali dovrebbero mettere in atto politiche commerciali che, nel favorire i paesi meno ricchi, non gioverebbero a taluni settori economici dei propri paesi. In secondo luogo occorrerebbe che essi introducessero leggi che prevedessero la verifica delle modalità con le quali le merci importate siano state prodotte nei paesi d origine, realizzando i principi del commercio equo e solidale. In mancanza di una autorità mondiale che imponga ciò appare piuttosto difficile che ci si muova in questo senso. E come sperare che gli individui si tassino volontariamente senza un imposizione da parte dello stato (infatti si chiamano imposte ). Ma si può anche andare oltre. E necessario aiutare culturalmente e politicamente i paesi meno sviluppati economicamente. Abbiamo visto che gli effetti della globalizzazione variano in relazione alle politiche economico-sociali adottate dai vari paesi. Nel rispetto della totale ed incondizionata (e soprattutto reale) autonomia di questi paesi, occorrerebbe prestare loro l opportuna consulenza per articolare le proprie politiche affinché crescano gli investimenti produttivi, si curi una corretta distribuzione dei redditi, si riconoscano salari ed orari di lavoro accettabili ai lavoratori e si garantiscano i lori diritti, si lotti efficacemente la corruzione, tutti mali che sono oggi mantenuti in vita dall interesse di chi, per il proprio tornaconto, ossia lo sfruttamento di quei paesi, vuole che non si realizzi mai il loro decollo economico-sociale. Ma ciò che potrebbe realmente far realizzare la svolta decisiva verso una globalizzazione più equa e quindi più rispettosa dei diritti umani nel mondo è attinente alla politica delle multinazionali. Queste, è vero, non sono le sole ad investire in paesi del terzo mondo, poiché tante sono le aziende di dimensioni più modeste che hanno spostato le proprie attività in quei paesi, ma non c è dubbio che ad essere determinanti, nel mantenere una situazione di sfruttamento in Oriente, come in Africa ed in Sud America sono appunto le multinazionali con la loro potenza economica e, soprattutto, con la loro capacità di influenzare i governi, se non a corromperli. I problemi di cui soffre il mondo intero, e non solo il terzo mondo, nei confronti delle multinazionali si possono ricondurre a tre ordini: 1. mancanza di una autorità internazionale antitrust 2. mancanza di una autorità internazionale per la protezione dell ambiente 3. mancanza di una autorità internazionale per la protezione del lavoro dipendente tutte dotate di poteri sanzionatori nei confronti dei paesi inadempienti. In altri termini è oggi possibile per le grandi multinazionali operare nel terzo mondo sotto la protezione economica di accordi di cartello, inquinando e distruggendo l ambiente e sfruttando i lavoratori senza che, in presenza di governi locali che non intervengono, sia possibile fare alcunché. In sostanza, cosa stiamo qui evidenziando? Che esiste una globalizzazione economica, ma non giuridica e politica. Si sta quindi realizzando qualcosa di monco il cui perdurare impedirà al mondo di concretizzare una sana globalizzazione. Più che ad una impossibile ed antistorica lotta alla globalizzazione è dunque alla sua completa realizzazione che dobbiamo appellarci, ad una globalizzazione che punti realmente alla realizzazione di un unico grande paese mondiale. Ma, se la strada è questa, è una strada di cui non si intravede l inizio e che può essere intrapresa solo dopo un evoluzione culturale dell intero pianeta che vede la diffusione e l assimilazione del rispetto della dignità umana e quindi dell equità, della giustizia ovvero, con una parola sola, della democrazia. " 13

7 Una stimolante visione trasversale sul tema della sicurezza di Elio Tondo 14 Ho finito di leggere da poco La sindrome di Fort Apache di Corrado Giustozzi, e vorrei condividere con voi le mie impressioni su questo libro, che dichiara efficacemente il suo tema nel sottotitolo, La sicurezza delle informazioni nella società postindustriale. Nessuna di queste parole è scelta a caso, come avrò modo di evidenziare più avanti. Si tratta di un volume snello, i cui sei capitoli si snodano su meno di cento pagine, a cui se ne aggiunge un altra cinquantina di appendici e approfondimenti. Ma il nucleo informativo è tutto nella prima parte ed è ben descritto nella parte Istruzioni per l uso dell introduzione: l argomento centrale è la sicurezza delle informazioni vista in termini organizzativi e non prettamente tecnologici, come capita invece spesso di leggere. I destinatari di questo libro non sono quindi (solo) gli esperti di sicurezza (che peraltro ne possono certamente trarre utili spunti di riflessione), ma principalmente i non specialisti, dal comune cittadino che è interessato a capire come usare in modo più consapevole quella finestra sul mondo che è il suo personal computer, al manager aziendale che finora non ha trovato il tempo di riflettere sulle insidie a cui è quotidianamente esposta la sua organizzazione, non per incuria o irresponsabilità di qualcuno ma per la complessità delle sfide da affrontare a causa della pervasività, molteplicità e interconnessione degli attuali sistemi di comunicazione (che Corrado efficacemente chiama la Rete, chiarendo che non parla solo di Internet). Qualche parola anche sull immagine evocata dal titolo: troppo spesso si affronta il tema della sicurezza dei sistemi informativi pensando che una protezione efficace consista solo nel blindare i confini del territorio da controllare in modo da respingere eventuali attacchi esterni. Nel contesto attuale di una società fortemente tecnologizzata e pervasa di dispositivi variamente interconnessi, è il concetto stesso di esterno a venir meno: può essere sufficiente un cellulare connesso in Bluetooth a un PC aziendale per aprire una pericolsa vulnerabilità, per non parlare dell uso (e abuso) di programmi di instant messaging o, peggio, di sistemi di condivisione peer-topeer, che gli utenti usano senza essere minimamente consapevoli dei rischi che inducono sul patrimonio informativo aziendale (per non parlare dell ignoranza delle implicazioni legali conseguenti a eventuali violazioni del diritto d autore). Ma non sono solo gli abusi più o meno inconsapevoli degli utenti a minare la sicurezza: l evoluzione dei modelli gestionali ha portato all esigenza di consentire la connessione alla rete aziendale da postazioni remote non presidiate, spesso coincidenti con singoli utenti mobili (commerciali e manager, tipicamente), e anche alla necessità di permettere al portatile di un consulente di connettersi alla rete dell azienda in cui opera, cosa che implicitamente mette a comune due realtà informative disomogenee di cui una è totalmente al di fuori del controllo aziendale. Questo ci porta nuovamente a focalizzare l attenzione sui fattori organizzativi e comportamentali, quindi a riconoscere la centralità dell elemento umano nella gestione della sicurezza. In questo panorama irto di insidie spesso poco visibili, Corrado ci guida prima a prendere consapevolezza dei rischi intrinseci nella complessità dei sistemi tecnologici attuali, che raramente sono in grado di gestire in modo sicuro l imprevedibile (che prima o poi accade), per poi tornare ad approfondire gli scenari di rischio in azienda e analizzare le strategie di protezione e prevenzione, partendo dalle peculiarità delle informazioni digitali che per loro natura sono immateriali e quindi pongono sfide ben diverse rispetto a quelle relative alla protezione di documenti tradizionali. Le proprietà principali dell informazione digitale dal punto di vista della sicurezza, ovvero integrità, disponibilità e riservatezza, vengono definite e analizzate riguardo alle metodologie da utilizzare per garantirle, valutando al tempo stesso fino a che punto spingersi con le azioni di protezione e prevenzione, in modo da bilanciare costi e risultati. Questo è un punto chiave del tema della sicurezza, che spesso viene percepita come un puro costo aziendale perché non è quantificabile il valore del risultato ottenuto, salvo il caso in cui qualcosa non ha funzionato (e quindi risulta evidente il valore del patrimonio informativo perduto o danneggiato). In realtà il costo della mancanza di sicurezza può essere molto elevato, perché un incidente può avere non solo costi diretti dovuti alla perdita delle informazioni e al conseguente blocco dei processi che da esse dipendono, ma anche e soprattutto costi indiretti connessi a danni di immagine, problemi legali, perdita di competitività aziendale fino a livelli di crisi irreversibile. Si arriva quindi alla definizione del concetto di business security come insieme delle strategie e delle azioni finalizzate a prevenire e contrastare tutti gli eventi in grado di danneggiare le risorse necessarie a un azienda per operare e sopravvivere in uno scenario competitivo. Questo approccio supera la tradizionale suddivisione in vari settori responsabili di diveri tipi di sicurezze, che mal integrandosi tra loro rischiano di lasciare scoperte aree di confine e quindi aprire la porta a scenari di rischio anche molto gravi; per la sua attuazione serve però che in azienda si crei una cultura della sicurezza con l assegnazione della responsabilità a un security manager con adeguata delega operativa, necessaria per poter guidare l applicazione di politiche di sicurezza efficaci e condivise. Non basta infatti definire delle regole e imporne il rispetto, se non si diffonde la percezione della sicurezza come un bene di cui si comprende e condivide il valore ai fini della prosperità dell azienda e delle persone che in essa operano. In conclusione, il libro di Corrado si rivela un testo sorprendentemente poco tecnico, malgrado il tema trattato, e proprio per questo in grado di dare ai lettori una visione trasversale sul tema della sicurezza, utile a creare collegamenti mentali tra temi di cui leggiamo spesso, ma che fatichiamo a inquadrare in una visione organica. "

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